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7 febbraio – Cheikh Anta Diop


† 1986 . Scienziato e storico senegalese, uno dei più insigni ricercatori del continente. Rivoluzionò l’egittologia; con lui, gli africani sono tornati “a casa” tra le piramidi. A lui è intitolata l’università statale di Dakar.

«Gli intellettuali devono studiare il passato non per compiacersene bensì per attingervi lezioni, o prenderne le distanze con conoscenza di causa se necessario. Soltanto una vera conoscenza del passato è in grado di conservare nella coscienza il sentimento di una continuità storica, indispensabile per il consolidamento di uno Stato». (Cheikh Anta Diop)

www.africarivista.it

Marcia contro la schiavitù a Bergamo

L’8 febbraio, in occasione della 5ª giornata contro il traffico delle persone

“La tratta delle persone è un crimine contro l’umanità. Dobbiamo unire le forze per liberare le vittime e per fermare questo crimine sempre più aggressivo, che minaccia, oltre alle singole persone, i valori fondanti della società e anche la sicurezza e la giustizia internazionali, oltre che l’economia, il tessuto familiare e lo stesso vivere sociale”.

Sono le parole di Papa Francesco che ha fortemente voluto l’istituzione della giornata mondiale contro la tratta di essere umani: una giornata di preghiera e riflessione giunta alla quinta edizione, che si celebra l’8 febbraio, in occasione della memoria liturgica di Giuseppina Bakhita, la suora sudanese schiava e divenuta santa.

Per l’occasione, l’ associazione-onlus “ALLE PERIFERIE” (https://sites.google.com/view/alleperiferie) organizza una fiaccolata contro la tratta a Bergamo. I dettagli nella locandina qui sotto.

Il baobab piantato 150 anni fa oggi estende i suoi rami su tutta l’Africa

Omelia del Cardinale Filoni per il giubileo della famiglia Lavigerie

Roma (Agenzia Fides) – “La Chiesa desidera ancora oggi, più che mai, rispondere al mandato di Gesù risorto di portare il Vangelo a tutti i popoli; così, finché l’umanità avrà sete di Cristo, da quel cuore missionario si continuerà a formare religiose e religiosi generosi che desiderano mettere se stessi a disposizione di quel grande progetto che è l’annuncio del Vangelo e l’implantatio Ecclesiae tra tutti i popoli, nel desiderio profondo di configurare le Chiese locali alla realtà delle tante culture, pur nel contesto dell’unica cattolicità che accomuna tutti nella stessa fede. Questa è ancora oggi la ragione principale dell’esistenza della Famiglia Lavigerie nella quale cresce e si perfeziona in tanti uomini e donne la propria donazione missionaria.” E’ un brano dell’omelia che il Card. Fernando Filoni, Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, ha pronunciato questa mattina, nella chiesa romana di San Luigi dei Francesi, durante la solenne Concelebrazione eucaristica che ha presieduto in occasione del 150° anniversario della Famiglia Lavigerie, che comprende le Missionarie di Nostra Signora d’Africa e i Padri Bianchi. 

Ti interessa il resto? Lo trovi cliccando qui: http://www.fides.org/it/news/65453

SUDAFRICA. Vocazioni cercasi

Padre Luigi Morell, ritornato da poco in Sudafrica, ci manda qualche notizia sull’animazione vocazionale in quel Paese. I Padri Bianchi sono presenti in quello  Stato da quasi cinquant’anni ma, a tutt’oggi, nessun sudafricano è entrato nella nostra Società missionaria.
Sembra un paradosso visto che proprio in Sudafrica è sorto un centro di formazione per giovani che si preparano ad entrare nei Missionari d’Africa anche se questo non vuol dire che siano mancati i tentativi di cercare candidati tra la gioventù sudafricana. 

L’animazione vocazionale in Sudafrica é affidata a padre Konrad Millanzi, un tanzaniano, da due anni coadiutore nella parrocchia di Henley nella diocesi di Durban, dov’e arrivato fresco di ordinazione. Konrad ha messo un inserto vocazionale sui social media qui in Sud Africa e nei paesi vicini, quali Lesotho, Swaziland e Zimbabwe. Visita anche parrocchie e, spesso, scuole e partecipa agli incontri per giovani organizzati in diverse diocesi.

Quando viene contattato da qualche giovane interessato, inizia una dialogo in genere attraverso i social media. Se il giovane è serio riguardo al suo cammino di ricerca, Konrad visita la famiglia e la parrocchia di provenienza in modo da mettere in chiaro alcuni aspetti fondamentali, quali lo stare insieme ad altri  e l’essere missionari, cioè l’essere mandato in altre nazioni (questa é una dimensione non facile per i giovani sudafricani).

Finita la maturità, (qui chiamata Matric) normalmente ci sono dei periodi di attesa prima di poter intraprendere altri percorsi. Il giovane viene invitato a passare qualche giorno in una comunità di padri bianchi e padre Konrad può intraprendere un dialogo più approfondito. Durante i successivi incontri, il giovane viene invitato con altri come lui che provengono sia dalla scuola che dall’università o da altre situazioni.

Quando il giovane mostra l’intenzione di fare una richiesta concreta di entrare tra i Padri Bianchi, padre Konrad esamina la situazione con il consiglio provinciale che emette il proprio parere in proposito. Se positivo, il giovane è avviato alla prima fase della formazione, cioè la filosofia.

Normalmente un paio di anni sono passati dal primo contatto e nel frattempo la dimensione vocazionale è stata verificata, tenendo conto del giovane, della sua famiglia (che a volte si oppone) e dell’impegno ecclesiale.

È normale che durante questo processo alcuni giovani si orientino differentemente quando confrontati con le richieste concrete della vita missionaria. Altri perseverano e continuano.

Questo ci permetterà di estendere la chiamata missionaria anche ai sudafricani, dato che al momento non c’é nessun sud africano tra i confratelli padri bianchi.

Auguri padre Bruno!

Ieri, domenica 13 febbraio, la comunità di Treviglio ha festeggiato padre Bruno Paganelli che ha compiuto 83 anni.

Missione Burundi, ma anche Italia, Messico, Canada. Padre Bruno Paganelli ha vissuto un’esperienza missionaria molto varia, divisa tra tre continenti. Modenese di Spilamberto, padre Bruno entra in noviziato nel 1963 in Francia e, sempre in Francia conduce i suoi studi, fino all’ordinazione nel 1968. Da lì inizia la sua avventura missionaria.

La sua prima esperienza è in Burundi dove lavora come vicario parrocchiale e superiore di comunità. Il piccolo Paese dell’Africa centrale non è una nazione semplice. Le tensioni etniche e sociali sono costanti, con periodiche esplosioni di violenza. Il Burundi, per molti versi, è il gemello del Ruanda. Facile, per chi lavora nella Chiesa, mettersi in contrasto con le autorità. Cosa che avviene purtroppo anche per padre Bruno che è costretto a lasciare il Paese.

Tornato in Italia, riparte per il Messico dove lavora due anni a Queretaro per la formazione dei candidati Padri Bianchi. Dal Messico si sposta poi in Canada, per rientrare infine in Italia. E qui si ferma. Nel nostro Paese lavora in diversi settori: superiore delle comunità di Roma e Treviglio, economo, consigliere provinciale e membro della redazione della rivista Africa. Ora a 83 anni può godersi la pensione

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