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Papa Francesco: siate nomadi del vangelo

Alle ore 11.30 di ieri, nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico Vaticano, il Santo Padre Francesco ha ricevuto in Udienza i Missionari d’Africa (Padri Bianchi) e le Suore Missionarie di Nostra Signora d’Africa (Suore Bianche) in occasione della celebrazione del 150° anniversario della fondazione della Società dei Missionari d’Africa e della Congregazione delle Suore Missionarie d’Africa.

Testo integrale del messaggio:

Cari fratelli e sorelle,

vi accolgo con gioia in occasione della celebrazione del 150° anniversario della fondazione della Società dei Missionari d’Africa e della Congregazione delle Suore Missionarie di Nostra Signora d’Africa. Ringrazio i vostri Superiori generali per le parole che mi hanno rivolto, e voglio esprimere il mio cordiale saluto e la mia vicinanza spirituale a voi e, attraverso di voi, a tutti i membri dei vostri Istituti, presenti in Africa e in altre regioni del mondo. 
Grazie a voi, per il servizio alla missione della Chiesa, vissuto con passione e generosità, nella fedeltà alle intuizioni evangeliche del vostro comune fondatore, il Cardinale Lavigerie.

Nel corso degli ultimi tre anni, vi siete preparati a celebrare questo giubileo. Come membri della grande “famiglia Lavigerie”, siete ritornati alle vostre radici, avete guardato alla vostra storia con riconoscenza, per mettervi in grado di vivere il vostro impegno presente con una rinnovata passione per il Vangelo ed essere seminatori di speranza. Insieme a voi rendo grazie a Dio, non solo per i doni che ha fatto alla Chiesa attraverso i vostri Istituti, ma anche e soprattutto per la fedeltà del suo amore, che voi celebrate in questo giubileo. Che questo anno giubilare rafforzi in voi la certezza che «degno di fede è Dio, dal quale siete stati chiamati alla comunione con il figlio suo Gesù Cristo, Signore nostro» (1 Cor 1,9). Che la vostra consacrazione, il vostro ministero possano così manifestare concretamente, nella vostra vita fraterna e nei vostri vari impegni, la fedeltà dell’amore di Dio e la sua vicinanza, per seminare la speranza nei cuori di quanti sono feriti, provati, scoraggiati, e si sentono tante volte abbandonati.

Cardinale Charles Lavigerie

Cari amici, voi lo sapete: quando Mons. Lavigerie, allora arcivescovo di Algeri, è stato guidato dallo Spirito a fondare la Società dei Missionari d’Africa, e poi la Congregazione delle Suore Missionarie, aveva nel cuore la passione per il Vangelo e il desiderio di annunciarlo a tutti, facendosi “tutto a tutti” (cfr 1 Cor 9,22). Per questo motivo, le vostre radici sono segnate dalla missione ad extra: è nel vostro DNA. Così, sulle orme del Fondatore, la vostra prima preoccupazione, la vostra santa inquietudine, è «che tanti nostri fratelli vivono senza la forza, la luce e la consolazione dell’amicizia con Gesù Cristo, senza una comunità di fede che li accolga, senza un orizzonte di senso e di vita» (Esort. ap. Evangelii gaudium, 49). Ma, alla luce del cammino fatto a partire dalla vostra fondazione, sapete che l’annuncio del Vangelo non è sinonimo di proselitismo; è quella dinamica che conduce a farsi prossimo degli altri per condividere il dono ricevuto, l’incontro d’amore che ha cambiato la vostra vita e vi ha portato a scegliere di consacrare la vita al Signore Gesù, Vangelo per la vita e la salvezza del mondo. È sempre per Lui, con Lui e in Lui che si vive la missione. Pertanto, vi incoraggio a tenere lo sguardo fisso su Gesù Cristo, per non scordare mai che il vero missionario è prima di tutto un discepolo. Abbiate cura di coltivare il legame particolare che vi unisce al Signore, mediante l’ascolto della sua Parola, la celebrazione dei Sacramenti e il servizio ai fratelli, affinché i vostri gesti manifestino la sua presenza, il suo amore misericordioso, la sua compassione a coloro ai quali lo Spirito vi manda e vi conduce.

Papa Francesco e padre S. Lubungu,
superiore generale dei Padri Bianchi

Che la celebrazione del vostro giubileo vi aiuti così a diventare dei “nomadi per il Vangelo”, uomini e donne che non hanno paura di andare nei deserti di questo mondo e di cercare insieme i mezzi per accompagnare i fratelli fino all’oasi che è il Signore, perché l’acqua viva del suo amore spenga ogni loro sete.
Auspico che questo anno giubilare contribuisca anche a sviluppare i legami fraterni tra di voi, perché l’annuncio del Vangelo non si può vivere se non grazie a un’autentica comunione missionaria. Con la forza dello Spirito Santo, siate testimoni della speranza che non delude (cfr Rm 5,5), malgrado le difficoltà. Nella fedeltà alle vostre radici, non abbiate paura di arrischiarvi sulle strade della missione, per testimoniare che «Dio è sempre novità, che ci spinge continuamente a ripartire e a cambiare posto per andare oltre il conosciuto, verso le periferie e le frontiere» (Esort. ap. Gaudete et exsultate, 135). Lo Spirito faccia di voi dei costruttori di ponti tra gli uomini. Là dove il Signore vi ha mandati, possiate contribuire a far crescere una cultura dell’incontro, essere al servizio di un dialogo che, nel rispetto delle differenze, sa trarre ricchezza delle diversità degli altri. E vi ringrazio in particolare per il lavoro che avete già compiuto in favore del dialogo con l’Islam, con le sorelle e i fratelli musulmani. Con lo stile e la semplicità del vostro modo di vivere, voi manifestate anche la necessità di prendersi cura della nostra casa comune, la terra.

Infine, nella scia del Cardinale Lavigerie, siete chiamati a seminare speranza, lottando contro tutte le odierne forme di schiavitù; facendovi prossimi dei piccoli e dei poveri, di quanti aspettano, nelle periferie delle nostre società, di essere riconosciuti nella loro dignità, di essere accolti, protetti, rialzati, accompagnati, promossi e integrati.
Con questa speranza, vi affido al Signore, per intercessione della Vergine Maria, Nostra Signora d’Africa. Imparto la Benedizione Apostolica a voi e a tutti i membri delle vostre comunità, e invoco la benedizione di Dio su coloro di cui condividete la vita, là dove il Signore vi ha inviati. E, per favore, non dimenticatevi di pregare per me. Grazie.

Il baobab piantato 150 anni fa oggi estende i suoi rami su tutta l’Africa

Omelia del Cardinale Filoni per il giubileo della famiglia Lavigerie

Roma (Agenzia Fides) – “La Chiesa desidera ancora oggi, più che mai, rispondere al mandato di Gesù risorto di portare il Vangelo a tutti i popoli; così, finché l’umanità avrà sete di Cristo, da quel cuore missionario si continuerà a formare religiose e religiosi generosi che desiderano mettere se stessi a disposizione di quel grande progetto che è l’annuncio del Vangelo e l’implantatio Ecclesiae tra tutti i popoli, nel desiderio profondo di configurare le Chiese locali alla realtà delle tante culture, pur nel contesto dell’unica cattolicità che accomuna tutti nella stessa fede. Questa è ancora oggi la ragione principale dell’esistenza della Famiglia Lavigerie nella quale cresce e si perfeziona in tanti uomini e donne la propria donazione missionaria.” E’ un brano dell’omelia che il Card. Fernando Filoni, Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, ha pronunciato questa mattina, nella chiesa romana di San Luigi dei Francesi, durante la solenne Concelebrazione eucaristica che ha presieduto in occasione del 150° anniversario della Famiglia Lavigerie, che comprende le Missionarie di Nostra Signora d’Africa e i Padri Bianchi. 

Ti interessa il resto? Lo trovi cliccando qui: http://www.fides.org/it/news/65453

Radio Vaticana: I Padri Bianchi e i 150 anni dalla loro fondazione

La giornalista e conduttrice radiofonica Antonella Palermo intervista padre Claudio Zuccala. La chiacchierata tocca vari punti: il fondatore dei padri bianchi; cambiamenti in Africa in questi 150 anni, un progetto particolare da raccontare, la figura di padre Chessel, uno dei beati martiri d’Algeria e la presenza annunciata del Papa negli Emirati Arabi

Per ascoltare il podcast:

https://www.vaticannews.va/it/podcast/rvi-programmi/papa-ieri-e-oggi/i-padri-bianchi-e-i-loro-150-anni-dalla-fondazione.html#play

 

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Uomini e donne di Dio

I quattro Padri Bianchi uccisi a Tizi Ouzou nel 1994

L’ otto dicembre, festa dell’Immacolata e tradizionalmente festa dell’Istituto dei Missionari d’Africa e delle Suore Bianche , nella cattedrale di Orano (Algeria), 19 religiosi cattolici – suore, consacrati, monaci, un Vescovo -, verranno proclamati Beati (la prima beatificazione cattolica in un Paese a maggioranza musulmana).

Tra essi quattro Padri Bianchi, (i francesi Jean Chevillard, Alain Dieulangard  Christian Chessel e il belga Charles Deckers) assassinati il 27 dicembre 1994 a Tizi Ouzou dal GIA (gruppo armato islamico) nel cuore della Cabilia, dove sorgeva da tempo la loro comunità.

Perché il passato rimanga memoria, il gruppo missionario decanale organizza per venerdì 7, alle 20.30, nel salone parrocchiale della chiesa di San Pietro, la proiezione del film Uomini di Dio che racconta la vicenda dei più conosciuti di questi martiri, i sette monaci di Thiberine.

Introdurrà la serata padre Claudio dei Padri Banchi che è stato compagno di studi di padre Chessel, morto a soli 36 anni

Grazie monsignor Richard e auguri!

Si è conclusa con la celebrazione dell’Eucaristia e con il pranzo la presenza di mons Richard Baawobr a Treviglio, invitato per l’inizio solenne del 150° della fondazione dei padri bianchi Missionari d’Africa. La data ufficiale a livello della società per l’inizio delle celebrazioni è prevista per l’8 dicembre, già festa ufficiale dei padri bianchi posti sotto la protezione di Maria Immacolata e quest’anno giorno della beatificazione dei martiri d’Algeria.

Sabato sera, di fronte a una quarantina di persone, nella chiesa del Conventino a Treviglio, Mons Baawobr  ha parlato sul tema: Leggere i segni dei tempi. Lavigerie e i suoi figli e figlie 150 anni fa e oggi

Domenica a mezzogiorno eravamo quasi in quaranta nella nostra casa in viale Merisio per celebrare con un pranzo offerto dai gruppi missionari del decanato di Treviglio. La sera, monsignor Baawobr  ha presieduto la santa messa nella basilica di San Martino. Era presente anche un gruppo di ghanesi residenti nei dintorni che hanno animato la liturgia con alcuni canti.

Oggi, giorno in cui i Missionari d’Africa ricordano la morte del loro fondatore, Charles Lavigerie,  il vescovo si è incontrato con la nostra comunità e il personale dei decanati di Treviglio e Canonica e ha esposto per sommi  capi la situazione della sua diocesi, WA, che con i suoi 18,476 Kmè più di quattro volte maggiore, come territorio, dell’Arcidiocesi di Milano.

I Padri Bianchi diedero inizio alla chiesa locale il 30 novembre 1929. Tre sono le caratteristiche dei padri fondatori che la chiesa di Wa ha mantenuto vive fino ad oggi: la vita comunitaria (del clero), la cooperazione con i catechisti, la vicinanza alla gente. Parlando poi delle sfide attuali, monsignor Baawobr ne ha individuate cinque: la cura dei preti anziani, il costo della formazione degli agenti pastorali e dei seminaristi, un’islamizzazione sottile che passa attraverso i matrimoni misti, la presenza e la minaccia delle chiese pentecostali e l’attenzione alle persone malate mentalmente e vulnerabili. Riguardo a quest’ultimo punto vedi il progetto sul nostro sito.

Al termine della conferenza i partecipanti si sono riuniti nella cappellina per celebrare l’Eucaristia a cui è seguito un pranzo di festa.

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