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Mozambico. Zona colpita dal ciclone. Dati aggiornati

Ecco i dati aggiornati a oggi, sabato 30, riferenti al disastro che ha colpito la zona centrale del Mozambico …(continua a leggere)

Quaresima di solidarietà. Etiopia.


In questa pagina presentiamo il progetto KIDIST MARIAM per i ragazzi di strada ad Adigrat, in Etiopia. Ce lo illustra padre Gaetano Cazzola, che ha trascorso vari anni sul posto e che è il referente dell’iniziativa per l’Italia

Padre Gaetano, Adigrat 2006

Situazione

La città di Adigrat si trova in Etiopia a 35 km dalla frontiera con l’Eritrea e, a causa dell’ultima guerra, ha dovuto accogliere più di 30.000 rifugiati. La situazione della città già povera in sé è diventata esplosiva. Troppa gente vive in situazione precaria, senza casa, senza terra, senza risorse e vivendo di carità e di qualche aiuto dello stato. Come Padri Bianchi cerchiamo d’aiutare parecchie famiglie tra le più povere con le adozioni a distanza, affinché mangino qualcosina, ma i mezzi sono quelli che sono.

Tanti ragazzi vivono per strada, senza famiglia o con problemi con la propria famiglia, per cui abbiamo cercato di riunirli e ci siamo dati da fare per acquistare una casa per dare alloggio ad alcuni di loro, anche se i ragazzi di strada sono più di 300 ed ogni giorno se ne presentano di nuovi. Questa casa necessitava di tutto: letti, materassi, sedie, tavoli, piatti e bicchieri, qualche armadio e il necessario per la cucina. Abbiamo cercato anche di mettere a loro disposizione qualche gioco: calcetto, tavoli da ping-pong, palloni da calcio, pallacanestro e pallavolo.

Il centro di accoglienza

Finalità

Oggi in questo progetto, che vuole garantire una formazione umana, spirituale e intellettuale ai ragazzi di strada, 48 ragazzi senza famiglia sono alloggiati, nutriti e curati; il sabato e la domenica riuniamo anche gli altri ragazzi e ragazze di strada per parlare con loro e vedere quali sono i problemi e come risolverli insieme. I seminaristi animano questa casa-alloggio, assieme a due animatori principali (un uomo ed una donna) e 4 donne che preparano il cibo (colazione, pranzo e cena).

Risultati

Dall’inizio del progetto ad oggi molti di questi ragazzi e ragazze hanno potuto frequentare studi superiori e andare all’università; oggi alcuni sono diventati dottori, professori, ingegneri, infermieri e aiutano i loro fratelli e sorelle più piccoli e in difficoltà.

Riabilitazione

Dopo 15 anni di attività questo centro ha bisogno di essere rinnovato:

  • nuovi sanitari, docce e gabinetti (€ 3.500);
  • nuovi materassi, lenzuola, cuscini, coperte ed asciugamani (€ 4.700);
  • la struttura deve essere ridipinta ed il tetto rifatto (€ 4.300);
  • spese per il cibo quotidiano di 48 ragazzi, per la salute e per l’acquisto del materiale scolastico ovvero libri, quaderni, biro, matite ed uniformi (€ 14.400).

Mozambico.Beira.Parla l’arcivescovo

Dopo giorni di isolamento, oggi l’Arcivescovo di Beira, l’italiano Claudio Dalla Zuanna, è riuscito a mandare alcuni messaggi approfittando del segnale di una compagnia telefonica che è stato ripristinato in una zona circoscritta della città.
Anche la casa del vescovo è stata scoperchiata e da quattro giorni vi piove dentro ininterrottamente.

Carissimi amici,

Il fragile tessuto urbano e sociale della città di Beira e dell’area lungo il chiamato “corridoio di Beira”, dove vive circa un milione di persone, nella notte tra giovedì 14 e venerdi 15 marzo …clicca per continuare a leggere

Quaresima missionaria. Sostieni due progetti in Africa

Proponiamo all’inizio di questo tempo di quaresima due progetti già avviati in Etiopia e Mozambico.

Mozambico. Una scuola per dare un lavoro

Il blocco esistente

Nome Progetto: Scuola di Xinavane

Tipologia di progetto: educativo

Dove: Xinavane (sud del Mozambico, provincia di Maputo)

Referente: per l’Italia padre Claudio Zuccala dei Padri Bianchi. In Mozambico: suor Ester Lucas, Figlie della carità di San Vincenzo

Obiettivo generale:   Apertura di una scuola di avviamento professionale per giovani e adolescenti

Costo previsto complessivo (2 fasi in due anni): 80 mila euro

Ambiente

Lo storico zuccherificio

Xinavane ( la X si pronuncia Sc)  è una cittadina di 30mila abitanti della Provincia di Maputo, distretto di Manhiça, distante 135 km dalla capitale Maputo. Si trova in una zona rurale a 10 km dalla strada nazionale che collega il sud al centro del Paese. In città girano pochi soldi: a parte un po’ di commercio informale, di supermercati e negozi non c’è nemmeno l’ombra. Non ci sono fabbriche o ditte.  Nel campo dell’istruzione mancano scuole professionali e università.  Per molti giovani  il futuro appare senza prospettive. L’unica eccezione è costituita da un grande zuccherificio che dà lavoro a migliaia di persone. C’è però il rovescio della medaglia: l’impiego offerto è molto spesso stagionale; un grande numero di contadini ha  dovuto svendere le proprie terre alla compagnia che gestisce lo zuccherificio e l’afflusso di molti lavoratori (quasi tutti uomini single) dalle province limitrofe ha aumentato il livello di promiscuità e favorito il fenomeno della prostituzione, soprattutto tra ragazzine e giovani donne che non vanno a scuola e non hanno un impiego.

Progetto

 Crediamo che l’introduzione di corsi di avviamento professionale sia una buona soluzione per poter offrire opportunità di lavoro.

La scuola Santa Rita, di cui le Figlie della carità ( suore di San Vincenzo)  si occupano, è stata fondata per l’istruzione di bambini poveri e vulnerabili. Dopo vent’anni ospita più di 2mila alunni, dalle elementari alle superiori. 
Gli alunni provengono anche da notevole distanza visto che nel raggio di parecchi chilometri non esiste una scuola superiore. Gli studenti però arrivano alla fine degli studi senza una qualifica che gli permetta di trovare lavoro. Da qui la decisione di far partire una scuola di avviamento professionale.

Situazione attuale

La scuola Santa Rita ha ceduto al nuovo istituto un blocco di 4 aule che sono . Una sarà adibita ad uffici e le altre ad aule vere e proprie dove verranno tenuti i corsi, probabilmente con doppio turno. Si pensa di iniziare con 4 corsi, tenendo conto delle esigenze dello zuccherificio che potrebbe facilmente ricevere gli studenti durante lo stage e offrire loro un posto di lavoro un volta diplomati.

Corsi presi in esame:

Perito contabile; Perito agronomo; Perito elettrico industriale. Perito della trasformazione  e conservazione dei prodotti agricoli

Stato dei lavori

Una delle aule riqualificate

A partire dalla fine di settembre il blocco esistente è stato riqualificato. Inoltre è stato scavato un pozzo e una struttura che sostiene un serbatoio d’acqua , installata una pompa e costruiti i bagni per alunni e professori. Il tutto è costato 21mila euro. Ora si aspetta l’autorizzazione del ministero dell’istruzione per cominciare con le lezioni.

Per maggiori informazioni:      Suor Ester Lucas  esterlucasmaria@gmail.com ;Padre Claudio Zuccala    padribianchi@padribianchi.it   0363.41010

Offerte da inviare a:      Onlus amici dei padri Bianchi (per detrazione fiscale)

Iban:  IT 73 H088 9953 6420 0000 0172 789

Marcia antitratta a Bergamo: un bilancio

Venerdì 8 febbraio si è celebrata la quinta giornata mondiale di preghiera e di riflessione nella Chiesa contro la tratta degli esseri umani. Migliaia di persone non si sono limitate solo a queste due azioni ma sono scese nelle strade di tutto il mondo e nelle cattedrali per partecipare alla fiaccolata voluta da papa Francesco sotto lo slogan “Insieme contro la tratta”.

Anche l’Associazione-Onlus Alle Periferie ha organizzato, per la prima volta, la fiaccolata proprio nel cuore di Bergamo. Consistente la presenza di autorità religiose (16 sacerdoti) e civili (un senatore, una deputata, un  consigliere regionale e provinciale e numerosi sindaci), oltre a un folto gruppo persone (più di 200)  venute da molti paesi della bergamasca. L’intera fiaccolata è stata animata con i canti di due gruppi: il Rinnovamento nello Spirito e alcuni africani della Sierra Leone (Faith Healing Bible Church). La fiaccolata ha avuto inizio dalla Chiesa di San Bartolomeo e si è conclusa nella chiesa di Sant’ Alessandro in Colonna, dopo aver percorso tutto il Sentierone.

Padre Pino Locati dei padri bianchi

Sono intervenuti il domenicano Fra Bernardino, il biblista Mons. Patrizio Rota Scalabrini e Mons. Gianni Carzaniga, parroco di Sant’ Alessandro,  Romina Russo, in rappresentanza della Provincia di Bergamo, il sindaco (Mario Doneda) e il parroco (don Cesare Passera) di Brembate Sotto, località  dove è molto attiva la prostituzione coatta.

Tutti i presenti erano motivati da forti valori umani quali la solidarietà, l’attenzione alle periferie umane, la compassione verso decine di migliaia di giovani ragazze schiave sessuali, il desiderio di una nuova umanità. La riuscita della fiaccolata è andata oltre le nostre aspettative perché con la presenza delle autorità civili e religiose si è sottolineata  la volontà di restare in rete con la società civile e in comunione con la Chiesa diocesana.

Sottolineiamo infine  due aspetti significativi: i sindaci e i sacerdoti presenti con le loro comunità illustravano chiaramente che la schiavitù sessuale è anzitutto un problema politico (la fame, la guerra e le migrazioni sono provocate da regimi predatori e assassini delle loro popolazioni) e anche un’infamia mondiale, essendo presente in tutto il mondo e coinvolgendo decine di milioni di esseri umani. La presenza di persone credenti mostra che la Chiesa, intesa come popolo di Dio, ha cominciato a prendere consapevolezza del gravissimo problema esistente anche nella società italiana (80mila le schiave sessuali, quasi interamente straniere).

Alcuni dei sacerdoti parteciapanti

Il tema della nostra marcia è stato: Fiaccolata dei chiamati alla libertà. Libertà dalla miseria, dalla fame, dai regimi oppressori e dalle alienazioni finanziarie senza etica. Anche noi siamo chiamati a disintossicarci dal fumo delle notizie-bufale propinate da gente che presume di avere le chiavi della Storia in mano, ma anziché cercare e offrire una via d’uscita ai problemi di tutta l’umanità, sta sprofondando l’umanità e il  pianeta in un abisso senza ritorno. Papa Francesco è preoccupato di tutto questo!

Apriamo la nostra intelligenza per capire, gli occhi per vedere, le mani per compatire ed anche i nostri piedi per andare incontro alle “periferie umane”, anziché restare prigionieri di una religione cristiana senza Dio, di un Vangelo senza Cristo e di una Chiesa senza Papa, come i nuovi  ideologi di un “mondo nuovo con fili spinati e muri” vorrebbero farci credere.

Se noi credenti non ci muoviamo ora, allora quando?

Pino Locati m.afr.

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