Domenica 7 febbraio, si è spento nella comunità di Castelfranco dove viveva dal ’97, padre Mariano Ceccon. Nato nel 1935 a Bassano del Grappa, cresciuto a Valstagna (VI), arriva in Algeria nel 1960 per l’anno di noviziato. Successivamente completerà i suoi studi di teologia a Cartagine, in Tunisia. Ordinato sacerdote nel 1961, parte l’anno successivo alla volta di Kasongo, nello Zaire, oggi Repubblica Democratica del Congo. Tranne qualche breve periodo in Italia e altrove, rimarrà in Congo fino al 1997, anno in cui rientra definitivamente in Italia. I funerali saranno celebrati giovedì pomeriggio a Castelfranco Veneto.

CENNI BIOGRAFICI

Padre Mariano, originario di Valstagna, diocesi di Padova, comune di Valbrenta, è nato il 08/03/1935. Quartogenito in una famiglia di sette figli, segue tre fratelli e precede tre sorelle. Famiglia modesta ma profondamente cristiana. Il paesaggio della sua infanzia è drammatico. La casa paterna, incastonata a ridosso della montagna, è minacciata dalla caduta massi.  La vallata si restringe. Le montagne occludono l’orizzonte, il sole fa capolino poche ore. In basso scorre il fiume Brenta.  Poca terra da coltivare e tanta gente da sfamare, destinata all’emigrazione.

Finite le elementari, Mariano esce la prima volta  dalla Valsugana per entrare nel seminario minore dei Padri Bianchi a Parella nel 1948 dove frequenta  le medie, il liceo e la filosofia. Il 27/09/1956 entra al noviziato a Maison-Carrée (Algeria). Per la teologia lo troviamo a Cartagine (Tunisia), dove fa il suo giuramento (27/06/1960). E’ autorizzato ad ritornare in Italia per ricevere l’ordinazione sacerdotale dalle mani del vescovo di Padova, Mons. Girolamo Bordignon a Pontevigodarzere (02/02/1961)

Segue all’ IPEA (Tunisi) (1961-62) un corso d’iniziazione all’Islamistica in previsione della sua futura nomina a Kasongo (Manyema, allora Zaire, oggi R.D. Congo) regione fortemente islamizzata. La sua prima nomina è per Wamaza (Kasongo) (1963), area di grande insicurezza, e per sfuggire alla ribellione deve rifugiarsi in Ruanda e a Masisi (Goma) (1964). Ritorna in diocesi di Kasongo a Lulingu (1965). Anche qui non ha maggior fortuna. Aggredito in chiesa è gravemente ferito, ma fortunatamente non perde i sensi e può recarsi dalle suore del dispensario che fermano l’emorragia.

Rientra in Italia per riprendersi e nel frattempo è impegnato nell’animazione missionaria a Cirié  (To) (1967). Ritorna appena possibile nella sua diocesi di Kasongo, passando da Mingana (1970), a Kipaka (1984),  a  Wamaza (1987), a Kasongo (1991), di nuovo a Wamaza (1991), a Comiso in Italia (1993), a Kasongo (1994), ed infine a Kalima (1995) all’economato diocesano. Qui vive l’esperienza più dolorosa della sua vita. Nella sua stanza conserverà fino alla morte la foto degli undici ruandesi, otto sacerdoti e tre religiose, che non è riuscito a salvare. Sono stati massacrati  il primo marzo 1997.

Ovunque servizievole, vicino alla gente, sempre molto amato. La popolazione lo chiamava con simpatia Maryamu, che in swahili significa Maria; il che non gli dispiaceva.

Rientra definitivamente in Italia (2/7/1997), nella comunità di Castelfranco dove vive per 23 anni, fino alla morte. Nella cittadina trevigiana lo raggiunge il fratello, Ugo, più vecchio di cinque anni, che assisterà fino alla morte (14/08/2013).Al suo funerale  Mariano ha dato la seguente testimonianza che mostra il ruolo che Ugo ha avuto nella sua vita:“ Per chiamarmi, il Signore si è servito di mio fratello Ugo. Quando entrò dai Padri Bianchi (dal seminario diocesano di Padova), sul suo esempio ho voluto anch’io diventare missionario d’Africa. E sono entrato nel seminario dei Padri Bianchi. In missione, Ugo ha sempre voluto aiutarmi. Grazie Ugo per l’amore e l’esempio che mi hai sempre dimostrato. Riposa in pace”.

Ogni volta che andava a pregare sulla tomba del fratello, Mariano ne rileggeva il testamento spirituale, in particolare questo passaggio: “La parola che ora mi viene spontanea, ma che sempre ha accompagnato la mia vita, è un immenso grazie. Mi sono sempre considerato fortunato nella vita e ho sempre gustato la gioia di sentirmi amato e impegnato ad amare”.

A Castelfranco P. Mariano ha messo a disposizione della comunità le sue qualità di economo per la cura della casa, ingrandita per contenere fino a 12 padri e la sua dedizione e premura verso i padri anziani e ammalati. Dopo aver aiutato tanti dei nostri confratelli infermi arriva il suo turno di essere aiutato. Con l’età declina la salute e nelle ultime settimane il peggioramento è rapido. La comunità ha appena il tempo di festeggiare i suoi sessant’anni di sacerdozio (02/02/1961). La vigilia una sorella lo trova ancora perfettamente cosciente del suo stato di salute ormai compromesso. Si spegne assistito da sanitari e confratelli il sette febbraio 2021. Se ne è andato in punta di piedi, senza disturbare nessuno, in modo discreto come sua abitudine.

La grande partecipazione alle esequie celebrate nella chiesa parrocchiale della Pieve di Castelfranco ci ha fatto capire quanto era presente nella vita di tante persone. È stato veramente il servo buono e fedele nella semplicità e nella serenità. Alla presenza di confratelli e sacerdoti diocesani, padre Gaetano Cazzola ha commentato “Dopo una lunga attività missionaria in Congo (ex Zaire), le strade dei due fratelli si sono ricongiunte nella comunità di Castelfranco. Ritorna alla casa del Padre prima Ugo; lo raggiunge ora Mariano, per riposare accanto al fratello. I due fratelli, uniti nella loro vita nella la vocazione missionaria nei Padri Bianchi e nella loro attività nella R.D.Congo, riposano ora in pace nella stessa tomba dei Padri Bianchi.

Luigi Lazzarato