Autore: CLAUDIO ZUCCALA (page 1 of 11)

Padri Bianchi. Quanti sono, dove sono.

I Missionari d’Africa nel mondo

Sono state da poco rese note le statistiche ufficiali, aggiornate all’1 gennaio 2019, del personale della Società dei Missionari d’Africa detti Padri Bianchi

In totale siamo 1191 confratelli, provenienti da 36 Paesi e così ripartiti;

Sacerdoti            1061

Fratelli                 84

Diaconi                33

Vescovi               12

Associati             1

Spulciando le statistiche si possono notare alcune realtà interessanti che mostrano come il nostro gruppo stia velocemente cambiando.

  • Il maggior numero di confratelli si trova in Europa (571 e altri 34 alla casa generalizia a Roma) mentre in tutto il continente africano le presenze sono 477;  la grande differenza sta che nel primo caso (con la sola eccezione della Polonia) si tratta di un gruppo dall’età media molto alta (più vicino agli 80 che ai 70) mentre in Africa la maggioranza è di gran lunga più giovane e attiva.
  • I gruppi più numerosi per nazionalità provengono ancora dall’emisfero nord che fin dalla fondazione nel 1868 è stato il bacino di raccolta delle vocazioni: Francia 171, Belgio 124, Germania 106, Canada 106. Anche qui però bisogna notare che i confratelli europei e nordamericani sono quasi tutti rientrati in patria, buona parte per ragioni di età e/o malattia
Giuramento_Padri Bianchi_Cedara_Sudafrica_2012
Gruppo di giovani confratelli .
Cedara, Sudafrica, 2012
  • Il gruppo di confratelli africani ha raggiunto il ragguardevole numero di 368 unità ( ai primi tre posti: R.D.Congo 83, Burkina Faso 56, Ghana 34). Ma l’aspetto più importante è che ogni anno più del 90% dei nuovi membri provengono proprio dal continente africano
  • I Padri Bianchi di nazionalità italiana sono 29 di cui 22 in Italia (età media 80 anni), 5 in Africa,  uno in Brasile e uno in Francia. Non c’è nessun italiano nel percorso di formazione che dura una decina d’anni. L’ultima ordinazione è stata nel 1993.

Papa Francesco: siate nomadi del vangelo

Alle ore 11.30 di ieri, nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico Vaticano, il Santo Padre Francesco ha ricevuto in Udienza i Missionari d’Africa (Padri Bianchi) e le Suore Missionarie di Nostra Signora d’Africa (Suore Bianche) in occasione della celebrazione del 150° anniversario della fondazione della Società dei Missionari d’Africa e della Congregazione delle Suore Missionarie d’Africa.

Testo integrale del messaggio:

Cari fratelli e sorelle,

vi accolgo con gioia in occasione della celebrazione del 150° anniversario della fondazione della Società dei Missionari d’Africa e della Congregazione delle Suore Missionarie di Nostra Signora d’Africa. Ringrazio i vostri Superiori generali per le parole che mi hanno rivolto, e voglio esprimere il mio cordiale saluto e la mia vicinanza spirituale a voi e, attraverso di voi, a tutti i membri dei vostri Istituti, presenti in Africa e in altre regioni del mondo. 
Grazie a voi, per il servizio alla missione della Chiesa, vissuto con passione e generosità, nella fedeltà alle intuizioni evangeliche del vostro comune fondatore, il Cardinale Lavigerie.

Nel corso degli ultimi tre anni, vi siete preparati a celebrare questo giubileo. Come membri della grande “famiglia Lavigerie”, siete ritornati alle vostre radici, avete guardato alla vostra storia con riconoscenza, per mettervi in grado di vivere il vostro impegno presente con una rinnovata passione per il Vangelo ed essere seminatori di speranza. Insieme a voi rendo grazie a Dio, non solo per i doni che ha fatto alla Chiesa attraverso i vostri Istituti, ma anche e soprattutto per la fedeltà del suo amore, che voi celebrate in questo giubileo. Che questo anno giubilare rafforzi in voi la certezza che «degno di fede è Dio, dal quale siete stati chiamati alla comunione con il figlio suo Gesù Cristo, Signore nostro» (1 Cor 1,9). Che la vostra consacrazione, il vostro ministero possano così manifestare concretamente, nella vostra vita fraterna e nei vostri vari impegni, la fedeltà dell’amore di Dio e la sua vicinanza, per seminare la speranza nei cuori di quanti sono feriti, provati, scoraggiati, e si sentono tante volte abbandonati.

Cardinale Charles Lavigerie

Cari amici, voi lo sapete: quando Mons. Lavigerie, allora arcivescovo di Algeri, è stato guidato dallo Spirito a fondare la Società dei Missionari d’Africa, e poi la Congregazione delle Suore Missionarie, aveva nel cuore la passione per il Vangelo e il desiderio di annunciarlo a tutti, facendosi “tutto a tutti” (cfr 1 Cor 9,22). Per questo motivo, le vostre radici sono segnate dalla missione ad extra: è nel vostro DNA. Così, sulle orme del Fondatore, la vostra prima preoccupazione, la vostra santa inquietudine, è «che tanti nostri fratelli vivono senza la forza, la luce e la consolazione dell’amicizia con Gesù Cristo, senza una comunità di fede che li accolga, senza un orizzonte di senso e di vita» (Esort. ap. Evangelii gaudium, 49). Ma, alla luce del cammino fatto a partire dalla vostra fondazione, sapete che l’annuncio del Vangelo non è sinonimo di proselitismo; è quella dinamica che conduce a farsi prossimo degli altri per condividere il dono ricevuto, l’incontro d’amore che ha cambiato la vostra vita e vi ha portato a scegliere di consacrare la vita al Signore Gesù, Vangelo per la vita e la salvezza del mondo. È sempre per Lui, con Lui e in Lui che si vive la missione. Pertanto, vi incoraggio a tenere lo sguardo fisso su Gesù Cristo, per non scordare mai che il vero missionario è prima di tutto un discepolo. Abbiate cura di coltivare il legame particolare che vi unisce al Signore, mediante l’ascolto della sua Parola, la celebrazione dei Sacramenti e il servizio ai fratelli, affinché i vostri gesti manifestino la sua presenza, il suo amore misericordioso, la sua compassione a coloro ai quali lo Spirito vi manda e vi conduce.

Papa Francesco e padre S. Lubungu,
superiore generale dei Padri Bianchi

Che la celebrazione del vostro giubileo vi aiuti così a diventare dei “nomadi per il Vangelo”, uomini e donne che non hanno paura di andare nei deserti di questo mondo e di cercare insieme i mezzi per accompagnare i fratelli fino all’oasi che è il Signore, perché l’acqua viva del suo amore spenga ogni loro sete.
Auspico che questo anno giubilare contribuisca anche a sviluppare i legami fraterni tra di voi, perché l’annuncio del Vangelo non si può vivere se non grazie a un’autentica comunione missionaria. Con la forza dello Spirito Santo, siate testimoni della speranza che non delude (cfr Rm 5,5), malgrado le difficoltà. Nella fedeltà alle vostre radici, non abbiate paura di arrischiarvi sulle strade della missione, per testimoniare che «Dio è sempre novità, che ci spinge continuamente a ripartire e a cambiare posto per andare oltre il conosciuto, verso le periferie e le frontiere» (Esort. ap. Gaudete et exsultate, 135). Lo Spirito faccia di voi dei costruttori di ponti tra gli uomini. Là dove il Signore vi ha mandati, possiate contribuire a far crescere una cultura dell’incontro, essere al servizio di un dialogo che, nel rispetto delle differenze, sa trarre ricchezza delle diversità degli altri. E vi ringrazio in particolare per il lavoro che avete già compiuto in favore del dialogo con l’Islam, con le sorelle e i fratelli musulmani. Con lo stile e la semplicità del vostro modo di vivere, voi manifestate anche la necessità di prendersi cura della nostra casa comune, la terra.

Infine, nella scia del Cardinale Lavigerie, siete chiamati a seminare speranza, lottando contro tutte le odierne forme di schiavitù; facendovi prossimi dei piccoli e dei poveri, di quanti aspettano, nelle periferie delle nostre società, di essere riconosciuti nella loro dignità, di essere accolti, protetti, rialzati, accompagnati, promossi e integrati.
Con questa speranza, vi affido al Signore, per intercessione della Vergine Maria, Nostra Signora d’Africa. Imparto la Benedizione Apostolica a voi e a tutti i membri delle vostre comunità, e invoco la benedizione di Dio su coloro di cui condividete la vita, là dove il Signore vi ha inviati. E, per favore, non dimenticatevi di pregare per me. Grazie.

Video: https://www.africarivista.it/missionari-dafrica-in-udienza-da-papa-francesco/135892/

Stop alla schiavitù

Milioni di persone. Forse 25, o 30 o magari addirittura 40 milioni. Anche se le statistiche discordano sono una moltitudine immensa gli esseri umani intrappolati in forme di schiavitù nuove e di vecchia data.

Il giorno 8 febbraio, data della morte di Giuseppina Bakhita, sudanese, venduta come schiava all’età di 7 anni, liberata, entrata in seguito in convento e proclamata santa nel 2000, si moltiplicano le iniziative di preghiera, riflessione e sensibilizzazione contro la tratta degli esseri umani, presente in tutto il mondo.

Segnaliamo a Bergamo la fiaccolata organizzata da padre Pino Locati con l’associazione Alle periferie con partenza alle 20.30 dalla chiesa dei santi Bartolomeo e Stefano (sul Sentierone, a lato dell’Agenzia delle entrate) e con l’arrivo alla chiesa di sant’Alessandro in Colonna. Interverrà il biblista don Patrizio Rota Scalabrini. La manifestazione si concluderà verso le 22.

Per informazioni: 349.829.32.75; mail: alleperiferie@gmail.com

Il materiale presente online per documentarsi su questa orrenda e attualissima piaga sociale è immenso.

Di seguito segnaliamo solo due interventi selezionati dalla serie Ted Talks, che anche se non recentissimi illustrano rapidamente e con chiarezza l’enorme business che alimenta il moderno mercato degli schiavi e ne documentano le condizioni spaventose.

Il primo è opera di Kevin Bales, cofondatore dell’organizzazione Free the slaves e ha per titolo: Come combattere la tratta. Il secondo è la testimonianza toccante della fotografa canadese Lisa Kristine: Sguardi sulla schiavitù attuale I video sono provvisti di sottotitoli in italiano.

7 febbraio – Cheikh Anta Diop


† 1986 . Scienziato e storico senegalese, uno dei più insigni ricercatori del continente. Rivoluzionò l’egittologia; con lui, gli africani sono tornati “a casa” tra le piramidi. A lui è intitolata l’università statale di Dakar.

«Gli intellettuali devono studiare il passato non per compiacersene bensì per attingervi lezioni, o prenderne le distanze con conoscenza di causa se necessario. Soltanto una vera conoscenza del passato è in grado di conservare nella coscienza il sentimento di una continuità storica, indispensabile per il consolidamento di uno Stato». (Cheikh Anta Diop)

www.africarivista.it

Marcia contro la schiavitù a Bergamo

L’8 febbraio, in occasione della 5ª giornata contro il traffico delle persone

“La tratta delle persone è un crimine contro l’umanità. Dobbiamo unire le forze per liberare le vittime e per fermare questo crimine sempre più aggressivo, che minaccia, oltre alle singole persone, i valori fondanti della società e anche la sicurezza e la giustizia internazionali, oltre che l’economia, il tessuto familiare e lo stesso vivere sociale”.

Sono le parole di Papa Francesco che ha fortemente voluto l’istituzione della giornata mondiale contro la tratta di essere umani: una giornata di preghiera e riflessione giunta alla quinta edizione, che si celebra l’8 febbraio, in occasione della memoria liturgica di Giuseppina Bakhita, la suora sudanese schiava e divenuta santa.

Per l’occasione, l’ associazione-onlus “ALLE PERIFERIE” (https://sites.google.com/view/alleperiferie) organizza una fiaccolata contro la tratta a Bergamo. I dettagli nella locandina qui sotto.

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