Ieri a Castelfranco, in un’atmosfera festosa e leggermente velata da un po’ di nostalgia e di rammarico per la decisione terminare la nostra presenza, si è concluso quasi un settantennio di presenza dei Padri Bianchi nella cittadina veneta.

Nella breve rassegna storica della Provincia italiana dei Padri Bianchi, curata da padre Domenico Bosa, si trovano questi stralci interessanti sulle origini e sulla funzione della comunità di Castelfranco:

Nel 1958 veniva aperta una casa a Castelfranco Veneto, per ospitare una comunità incaricata dell’animazione missionaria nelle diocesi del Veneto, che già avevano dato delle vocazioni provenienti dai seminari diocesani e degli aspiranti al seminario di Treviglio. Monsignor Durrieu, Superiore generale, dava l’autorizzazione di aprire la casa di Castelfranco a condizione che non si chiedessero alla Casa Generalizia né denari né Padri! Per la storia, può essere interessante ricordare che nella fondazione  di Castelfranco è stato cointeressato il cardinal Angelo Roncalli, allora Patriarca di Venezia, che alla richiesta rivoltagli dal Provinciale di aiutarci per una fondazione nel Veneto, si dichiarava disposto ad appoggiare con la sua parola la nostra richiesta di entrare nella diocesi di Treviso, se la cosa fosse stata utile ed opportuna. La Provincia poteva far fronte al costo che comportava la costruzione e l’arredamento, senza ricorrere a debiti e prestiti, utilizzando il terreno di Treviglio che era situato ad est della strada nazionale Il lavoro nel Veneto e nelle altre diocesi del Nord-Est potè così essere intensificato e meglio organizzato e specialmente portare quei frutti che soltanto una presenza continuata di una comunità può assicurare.

Negli anni 1989-90 le discussioni sulla casa di Castelfranco (come casa di riposo per confratelli anziani e ammalati ndr.) si concretizzano e si parla di lavori, di adattamento dei locali che vi furono eseguiti. In successivi interventi la casa venne ampliata e adattata al suo scopo. Man mano che i confratelli anziani arrivavano si precisavano le varie componenti della  comunità, i servizi che  chiedeva alla Provincia e quelli dei quali  era richiesta. E’ da sottolineare il lavoro di ministero e di animazione missionaria che i confratelli della casa riescono ad assicurare nella zona.

Sui siti di alcuni quotidiani locali e su quello della diocesi di Treviso si possono trovare la cronaca e alcune istantanee della giornata di ieri.