Morto a Bergamo, vittima del Coronavirus

Raffaele Masto, giornalista della Rivista Africa e di Radio Popolare, ci ha lasciati. Aveva 66 anni. Se l’è portato via l’ormai tristemente famoso Covid-19. Dopo più di tre mesi all’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo dove era stato sottoposto a  un trapianto cardiaco nel dicembre scorso, ormai a un passo dal trasferimento verso un’altra struttura e verso una nuova vita, è caduto vittima di qualcosa che non è nemmeno un organismo vivente.

Raffaele è stato tra i più acuti osservatori e lucidi narratori del continente africano. Per oltre trent’anni ha seguito da vicino guerre, crisi umanitarie, rivoluzioni, svolte democratiche e i maggiori eventi della storia contemporanea.

Nei suoi numerosi libri e reportage, nelle sue appassionate conferenze, nel suo seguitissimo blog Buongiornoafrica, ha raccontato i tormenti e le speranze dell’Africa. Ha denunciato i soprusi del potere, le ingiustizie del sistema economico, gli interessi occulti delle multinazionali, la complicità della classe politica occidentale nei confronti dei più spietati dittatori. Con le sue puntuali corrispondenze dai teatri dei conflitti dimenticati, ha contribuito a squarciare il silenzio dei grandi media – spesso distratti, opportunisti, accecati dagli stereotipi. Lo ha fatto con il suo stile: coniugando ragione e cuore, intelligenza e bontà d’animo, professionalità e passione civile.

Le sue idee, le sue parole, erano frutto dell’esperienza diretta sul campo, di viaggi spesso avventurosi nei luoghi più disparati dell’Africa: dove si recava appena poteva per raccogliere notizie, informazioni, dati, testimonianze, quell’enorme bagaglio di conoscenze che rendeva i suoi racconti profondi e illuminanti. Aveva una sensibilità speciale. Metteva sempre al centro delle notizie le vicende umane, i destini delle persone incontrate nel suo infaticabile peregrinare. Soprattutto aveva un immenso amore per il suo lavoro… e per la vita che gli è sfuggita troppo presto.

Le condizioni attuali impediscono di salutarlo per l’ultima volta con una cerimonia funebre. In questo momento di terribile solitudine e di lontananza, a cui siamo tutti costretti, la comunità dei Padri Bianchi si stringe nel dolore e nella preghiera attorno alla moglie Gisele, ai parenti, agli amici, ai colleghi di Radio Popolare e ai tantissimi lettori che hanno avuto modo di conoscerlo ed apprezzarlo.