fbpx

Lutto a Treviglio: deceduto Padre Paolo Costantini

La redazione di «Africa» è stata colpita da un grave lutto. Questa notte, 12 aprile, è morto padre Paolo Costantini. Già direttore responsabile, poi anima della rivista.

Nato in provincia di Reggio Emilia, era entrato giovanissimo in seminario. Proprio in seminario aveva conosciuto i padri bianchi e aveva deciso di spendere la sua vita religiosa come missionario. Viene inviato prima in Algeria, poi nella Rd Congo (allora Zaire). Trascorre lungi anni in Africa per poi essere mandato in Belgio. A Bruxelles lavora nell’agenzia stampa dei padri bianchi. Tornato in Italia viene destinato a Treviglio dove si occupa della redazione e dell’amministrazione di «Africa».

Non più tardi di martedì pomeriggio in redazione aveva detto: «Ho vissuto la mia vocazione missionaria prima in Africa e poi nei media. Esperienze che mi hanno arricchito e alle quali tengo entrambe». Padre Paolo era un sacerdote autentico. Uno di quei religiosi lontanissimi dagli atteggiamenti confessionali, ma attento al significato profondo del messaggio evangelico. E proprio i valori evangelici trasmetteva a chi gli stava vicino con la sua vita e il suo esempio.

Proprio queste sue capacità lo avevano convinto a guidare la delicata transizione che sta portando «Africa» a un nuovo assetto proprietario che non vede più nei padri bianchi il nucleo portante della proprietà. «I padri bianchi sono pochi e anziani – aveva detto in più riprese -, ma io non voglio che la rivista muoia. È giusto che la sua storia continui, portata avanti da laici che ci credono». Una visione profetica. Rarissima nel mondo ecclesiale. E che fa onore a lui e ai suoi confratelli.

I redattori, tutti coloro che lavorano per «Africa» e i suoi confratelli perdono un punto di riferimento professionale e spirituale che difficilmente sarà rimpiazzato.

Mozambico. Danni enormi e paura epidemie. Ma la vita riprende.

Sono passate esattamente tre settimane da quel venerdì 15 marzo in cui le centinaia di migliaia di persone della città di Beira e della regione circostante, hanno constatato, dopo una notte di paura, gli effetti devastanti del ciclone Idai. Case distrutte, senz’acqua e luce. Strade impraticabili. Morti e feriti.

Purtroppo … (continua a leggere)

Mozambico. Zona colpita dal ciclone. Dati aggiornati

Ecco i dati aggiornati a oggi, sabato 30, riferenti al disastro che ha colpito la zona centrale del Mozambico …(continua a leggere)

Quaresima di solidarietà. Etiopia.


In questa pagina presentiamo il progetto KIDIST MARIAM per i ragazzi di strada ad Adigrat, in Etiopia. Ce lo illustra padre Gaetano Cazzola, che ha trascorso vari anni sul posto e che è il referente dell’iniziativa per l’Italia

Padre Gaetano, Adigrat 2006

Situazione

La città di Adigrat si trova in Etiopia a 35 km dalla frontiera con l’Eritrea e, a causa dell’ultima guerra, ha dovuto accogliere più di 30.000 rifugiati. La situazione della città già povera in sé è diventata esplosiva. Troppa gente vive in situazione precaria, senza casa, senza terra, senza risorse e vivendo di carità e di qualche aiuto dello stato. Come Padri Bianchi cerchiamo d’aiutare parecchie famiglie tra le più povere con le adozioni a distanza, affinché mangino qualcosina, ma i mezzi sono quelli che sono.

Tanti ragazzi vivono per strada, senza famiglia o con problemi con la propria famiglia, per cui abbiamo cercato di riunirli e ci siamo dati da fare per acquistare una casa per dare alloggio ad alcuni di loro, anche se i ragazzi di strada sono più di 300 ed ogni giorno se ne presentano di nuovi. Questa casa necessitava di tutto: letti, materassi, sedie, tavoli, piatti e bicchieri, qualche armadio e il necessario per la cucina. Abbiamo cercato anche di mettere a loro disposizione qualche gioco: calcetto, tavoli da ping-pong, palloni da calcio, pallacanestro e pallavolo.

Il centro di accoglienza

Finalità

Oggi in questo progetto, che vuole garantire una formazione umana, spirituale e intellettuale ai ragazzi di strada, 48 ragazzi senza famiglia sono alloggiati, nutriti e curati; il sabato e la domenica riuniamo anche gli altri ragazzi e ragazze di strada per parlare con loro e vedere quali sono i problemi e come risolverli insieme. I seminaristi animano questa casa-alloggio, assieme a due animatori principali (un uomo ed una donna) e 4 donne che preparano il cibo (colazione, pranzo e cena).

Risultati

Dall’inizio del progetto ad oggi molti di questi ragazzi e ragazze hanno potuto frequentare studi superiori e andare all’università; oggi alcuni sono diventati dottori, professori, ingegneri, infermieri e aiutano i loro fratelli e sorelle più piccoli e in difficoltà.

Riabilitazione

Dopo 15 anni di attività questo centro ha bisogno di essere rinnovato:

  • nuovi sanitari, docce e gabinetti (€ 3.500);
  • nuovi materassi, lenzuola, cuscini, coperte ed asciugamani (€ 4.700);
  • la struttura deve essere ridipinta ed il tetto rifatto (€ 4.300);
  • spese per il cibo quotidiano di 48 ragazzi, per la salute e per l’acquisto del materiale scolastico ovvero libri, quaderni, biro, matite ed uniformi (€ 14.400).

Mozambico.Beira.Parla l’arcivescovo

Dopo giorni di isolamento, oggi l’Arcivescovo di Beira, l’italiano Claudio Dalla Zuanna, è riuscito a mandare alcuni messaggi approfittando del segnale di una compagnia telefonica che è stato ripristinato in una zona circoscritta della città.
Anche la casa del vescovo è stata scoperchiata e da quattro giorni vi piove dentro ininterrottamente.

Carissimi amici,

Il fragile tessuto urbano e sociale della città di Beira e dell’area lungo il chiamato “corridoio di Beira”, dove vive circa un milione di persone, nella notte tra giovedì 14 e venerdi 15 marzo …clicca per continuare a leggere

« Older posts

© 2019 Missionari d'Africa

Theme by Anders NorenUp ↑