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Uomini e donne di Dio

I quattro Padri Bianchi uccisi a Tizi Ouzou nel 1994

L’ otto dicembre, festa dell’Immacolata e tradizionalmente festa dell’Istituto dei Missionari d’Africa e delle Suore Bianche , nella cattedrale di Orano (Algeria), 19 religiosi cattolici – suore, consacrati, monaci, un Vescovo -, verranno proclamati Beati (la prima beatificazione cattolica in un Paese a maggioranza musulmana).

Tra essi quattro Padri Bianchi, (i francesi Jean Chevillard, Alain Dieulangard  Christian Chessel e il belga Charles Deckers) assassinati il 27 dicembre 1994 a Tizi Ouzou dal GIA (gruppo armato islamico) nel cuore della Cabilia, dove sorgeva da tempo la loro comunità.

Perché il passato rimanga memoria, il gruppo missionario decanale organizza per venerdì 7, alle 20.30, nel salone parrocchiale della chiesa di San Pietro, la proiezione del film Uomini di Dio che racconta la vicenda dei più conosciuti di questi martiri, i sette monaci di Thiberine.

Introdurrà la serata padre Claudio dei Padri Banchi che è stato compagno di studi di padre Chessel, morto a soli 36 anni

I martiri di Algeria, in occasione del 150° dei Padri Bianchi

Algeri (Agenzia Fides) – “La beatificazione dei martiri dell’Algeria è, per la nostra congregazione, un segno della benedizione del Signore, in occasione del nostro 150° anniversario di fondazione. La Società dei Missionari d’Africa (Padri bianchi), fiera e grata per il suo passato, può sperare in un avvenire colmo della grazia di Dio. La nostra avventura missionaria non è ancora terminata”: lo dice all’Agenzia Fides p. Gaetano Cazzola, Provinciale dell’Italia dei Padri Bianchi, ricordando che l’8 dicembre prendono il via le celebrazioni del 150° della nascita della Società dei Missionari d’Africa. Dall’8 dicembre 2018 all’8 dicembre 2019 l’evento sarà ricordato con varie iniziative in tutte le comunità in Africa, America latina, Asia ed Europa.

I quattro Padri Bianchi uccisi a Tizi Ouzou nel 1994

La storia dei Padri bianchi è costellata di martiri. In 150 anni, sono morti uccisi a causa della loro fede 50 membri della Società. I primi, nel 1876, furono tre missionari uccisi nel Sahara. Gli ultimi, il 27 dicembre 1994, sempre in Algeria: Jean Chevillard, Alain Dieulangard, Christian Chessel e Charles Deckers furono colpiti a morte da fondamentalisti islamici. Il prossimo 8 dicembre sarà il giorno in cui questi quattro Padri bianchi saranno beatificati insieme agli altri martiri d’Algeria.

La Società venne creata nel 1868 in Algeria dal Cardinale Charles-Martial Allemand Lavigerie, allora Arcivescovo di Algeri. All’origine della fondazione ci fu una grave emergenza umanitaria. In Algeria era in corso una tremenda siccità che aveva causato una carestia e molte epidemie. Le persone morivano a migliaia e la diocesi di Algeri dovette farsi carico di più di duemila orfani. Fu questo che spinse il Presule a creare una Società di religiosi per occuparsi degli orfani, la maggior parte musulmani. Il 19 ottobre 1868 prese il via il primo noviziato con 12 aspiranti missionari. Il loro compito era l’accoglienza, ma anche il dialogo con il mondo musulmano in cui vivevano (non per nulla fu loro chiesto di vestirsi come i musulmani con vesti bianche, da qui il loro nome) e con quello africano. Il Cardinale diceva: “Voi siete gli iniziatori, la vera evangelizzazione sarà opera degli africani”.

Dall’Algeria, i Padri bianchi crearono comunità in tutto il Nord Africa, poi nell’Africa sub sahariana e in America latina, Asia ed Europa. Dalla fondazione a oggi, hanno lavorato nella Società 5.228 padri e fratelli, di cui 138 italiani. “Attualmente siamo 1.210, di 36 nazionalità diverse, 30 in Italia. Nel 2018 si sono uniti a noi 38 giovani, che sono così diventati missionari. La società ha ora 507 giovani in formazione. Pensando al futuro possiamo quindi essere sereni. Il numero maggiore di vocazioni arriva proprio dall’Africa, come profetizzava il Card. Lavigerie”, sottolinea p. Cazzola. Anche in Europa la Società cresce. Stanno aprendo nuove comunità a Berlino e Karlsruhe (Germania), Liverpool (Gran Bretagna), Tolosa e Marsiglia (Francia), Roquetas de Mar (Andalusia, Spagna), Bruxelles e Modica (Italia). In queste comunità lavorano insieme preti europei e africani, dedicandosi agli immigrati e al dialogo con i musulmani, attività svolta anche ad alto livello attraverso la gestione del Pontificio Istituto di studi arabi e d’islamistica (PISAI). (EC) (Agenzia Fides 23/11/2018)

http://www.fides.org/it/news/65147-AFRICA_ALGERIA_I_martiri_di_Algeria_in_occasione_del_150_anniversario_di_fondazione_dei_Padri_Bianchi

Quattro Padri Bianchi tra i 19 nuovi beati martiri d’Algeria

ll Santo Padre ha autorizzato la pubblicazione del decreto che riconosce il martirio del Vescovo di Oran, Pierre Claverie, e di 18 compagni, sacerdoti e religiosi morti negli anni 1994-96 in Algeria.

Oltre al Vescovo Claverie ci sono quattro Padri Bianchi:  Jean Chevillard, Jean Dieulangard, Charles Deckers , Christian Chessel e altri quattordici religiosi/e.

I quattro Padri Bianchi vennero trucidati a Tizi Ouzou il 27 dicembre del 1994, un anno e mezzo circa  prima dei sette monaci trappisti di Tibhirine la cui vicenda è stata immortalata nel film Uomini di Dio del 2010.

Il più giovane dei nuovi beati, il padre bianco francese Christian Chessel, aveva solo 36 anni ed era stato mio compagno di studi a Roma agli inizi degli anni ’90.

Claudio Zuccala

23 maggio: veglie di preghiera per i cristiani perseguitati

Veglie di preghiera per i cristiani perseguitati: è l’iniziativa lanciata dalla Cei per sabato 23 maggio, vigilia di Pentecoste.

La Conferenza episcopale Italiana ha proposto di dedicare, in Italia e in tutte le comunità del mondo disponibili, la prossima veglia di Pentecoste, sabato 23 maggio 2015, «ai martiri nostri contemporanei». Un’occasione preziosa per esprimere solidarietà alle Chiese sorelle, provate dalla persecuzione,  e per imparare da loro il coraggio di una fede testimoniata “a caro prezzo”.

Ecco il testo del comunicato:

«Esiste un legame forte che già ci unisce, al di là di ogni divisione: è la testimonianza dei cristiani, appartenenti a Chiese e tradizioni diverse, vittime di persecuzioni e violenze

solo a causa della fede che professano».  Con queste parole il Santo Padre ha ricevuto i membri della Commissione internazionale anglicana-cattolica (30 aprile 2015). Si tratta solo dell’ultimo intervento del Papa in ordine alla tragedia di tanti cristiani e di tante persone i cui diritti fondamentali alla vita e alla libertà religiosa vengono sistematicamente violati.

Questa situazione ci interroga profondamente e deve spingerci ad unirci, in Italia e nel mondo, in un grande gesto di preghiera a Dio e di vicinanza con questi nostri fratelli e sorelle. Imploriamo il Signore, inchiniamoci davanti al martirio di persone innocenti, rompiamo il muro dell’indifferenza e del cinismo, lontano da ogni strumentalizzazione ideologica o confessionale.

Da qui la proposta di dedicare, in Italia e in tutte le comunità del mondo che vorranno aderire, la prossima Veglia di Pentecoste, sabato 23 maggio 2015, ai martiri nostri contemporanei.

A questo scopo si sta inoltre lavorando ad un progetto di diffusione – attraverso i social media – di testimonianze e storie, dai diversi paesi: racconti di fede e di amore estremo, eventi di condivisione, fatti di carità. Sono moltissimi i cristiani e gli uomini di ogni confessione capaci di testimoniare l’amore a prezzo della vita. Tale testimonianza non può passare sotto silenzio perché costituisce per tutti una ragione di incoraggiamento al bene e di resistenza al male.

Sui social: #free2pray


ALCUNI TESTIMONI DELLA FEDE IN AFRICA

KENYA
Il Giovedì santo 2015 ben 147 studenti dell’Università di Garissa sono stati trucidati da un commando di Shabaab somali, membri della rete di Al Qaeda in Africa Orientale. I terroristi hanno separato i musulmani dai cristiani e ucciso questi ultimi in modo brutale.

CONGO
Il 25 febbraio scorso è stato ucciso, in un apparente tentativo di rapina, don Jean-Paul Kakule Kyalembera , l’economo della parrocchia di Mweso, nel Nord Kivu, nell’est della Repubblica Democratica del Congo. Nella stessa zona, dal 19 ottobre 2012 sono spariti tre sacerdoti assunzionisti, rapiti dalla parrocchia di Notre-Dame des Pauvres di Mbau. Di loro si continua a non avere notizie.

BURUNDI
Tra il 7 e l’8 settembre 2014 tre missionarie saveriane italiane sono state uccise con efferatezza nella missione “San Guido Maria Conforti” di Kamenge, quartiere periferico di Bujumbura, capitale del Burundi. Suor Lucia Pulici, suor Olga Raschietti e suor Bernadetta Bogian avevano trascorso la loro vita in Africa, e nonostante l’età avanzata e problemi di salute, erano appena rientrate in Burundi perché desideravano tornare dalla loro gente, che le amava. Per loro volontà sono state sepolte in Congo.

LIBERIA E SIERRA LEONE
La Famiglia religiosa dei Fatebenefratelli (Ordine ospedaliero di San Giovanni di Dio) nel corso del 2014 ha perso in Liberia e Sierra Leone quattro confratelli, una religiosa e tredici collaboratori degli ospedali di Monrovia e Lunsar: hanno contratto il virus nel loro generoso impegno di assistenza ai malati. «I nostri confratelli hanno donato la loro vita per gli altri, come Cristo, fino al punto di morire contagiati da questa epidemia», ha scritto fra Jesús Etayo, Priore generale dei Fatebenefratelli.

LIBIA
In febbraio, 21 copti egiziani vengono barbaramente decapitati dalle milizie dell’Is, dopo essersi rifiutati di convertirsi all’islam. Uno di essi, Guergues Milâd Sanyût, mentre il boia gli tiene la testa, sussurra le parole «Ya Rabbi Yasou» («Gesù, mio Signore!»).

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