Il progetto dello scavo di un pozzo in aiuto di una comunità di sfollati nel centro del Mozambico è stato realizzato in tempi brevi.

A marzo del 2019  il centro del Mozambico fu devastato dal passaggio del ciclone Idai. Qualche tempo dopo la tragedia, la Onlus Amici dei Padri Bianchi lanciò un progetto di raccolta fondi per andare incontro ad uno dei tanti appelli che provenivano dalla zona dove ci sono 4 comunità di Missionari d’Africa.

A febbraio la Onlus ha deciso che quanto era stato raccolto (più di 10mila euro) sarebbe stato inviato ad una comunità di sfollati nella parte centro occidentale del paese, a Tete, capoluogo dell’omonima provincia. Lì c’è una comunità di Padri Bianchi e il giovane responsabile, padre Hervé Tougma, ci aveva spiegato, a fine gennaio,  la tragica situazione di tante persone:

“…l’accampamento di Chimbonde (500 famiglie, 2500 persone) è stato aperto dall’amministrazione comunale dopo le inondazioni che hanno colpito parte della nostra parrocchia di Matema nel 2019. Scopo: accogliere le famiglie colpite dal disastro che le aveva private di tutto”

Uno dei gravi problemi, scriveva il giovane missionario originario del Burkina Faso, era la scarsità di acqua potabile. “Il nuovo insediamento, che sta diventando una struttura permanente, è stato progettato senza un approvvigionamento idrico adeguato. Al momento l’acqua è fornita dal comune e sgorga da un solo rubinetto. Considerando il numero delle famiglie e vedendo le lunghe code per l’acqua che obbligano tante persone a usare acqua non potabile, ci è venuto in mente di creare una fonte alternativa, trivellando un pozzo per aiutare la gente che vive nel campo. Il costo totale del progetto è stimato in 10mila dollari”.

In conclusione la lettera menzionava due aspetti importanti: la sostenibilità e il contributo locale.

“Questo progetto è sostenibile. Data l’organizzazione locale nel campo, la comunità locale riuscirà ad assicurare le riparazioni e la regolare manutenzione del pozzo. Tutti coloro che usufruiranno di questo pozzo di trivellazione pagheranno una piccola tassa di manutenzione annua.  Inoltre contribuiremo con le nostre capacità di supervisione per la realizzazione e la continuità del progetto. Ci assumiamo anche la responsabilità di fornire un rapporto dettagliato dopo il completamento del progetto.

Dopo qualche ritardo dovuto all’esplosione dell’epidemia di Covid 19 la cui onda lunga ha raggiunto anche il Mozambico, il 7 luglio, padre Hervé ci comunicava via WhatsApp che il progetto era stato portato a termine e inviava i suoi ringraziamenti e quelli della gente di Chimbonde a tutti quanti hanno generosamente contribuito. Aggiungeva che con i soldi avanzati sta facendo costruire due casette per persone che sono rimaste senza niente. Attendiamo ulteriori aggiornamenti.

Chimbonde. l’unico rubinetto fino a luglio
Vista dell’accampamento
Le casupole sostituiscono le tende
Inizio trivellazione
Inaugurazione del nuovo pozzo
Il nuovo pozzo operativo
Dono degli Amici dei Padri Bianchi, Missionari d’Africa