fbpx

Autore: Matteo (page 1 of 8)

Agenzia Fides intervista Padre Italo Iotti sulla situazione in Congo

“Le sfide da intraprendere per la Repubblica Democratica del Congo sono chiare e nette: bisogna accompagnare la popolazione di modo che, a partire da una coscienza nei confronti della giustizia e del prossimo, diventi capace di vivere in pace, per costruire una società nuova”. Lo afferma in una intervista all’Agenzia Fides padre Italo Iotti, sacerdote tra i Padri Bianchi (chiamati anche Missionari d’Africa) che per quarant’anni ha operato in varie zone del Congo, ribadendo il ruolo centrale svolto dalla Chiesa congolese nel processo di democratizzazione della nazione.

Il faticoso cammino per avere istituzioni forti e lo stato di diritto è l’unico modo in cui il paese africano può esprimere tutto il suo potenziale. Nonostante i molti dubbi sui risultati delle elezioni presidenziali, che si sono tenute nel dicembre scorso, la Repubblica democratica del Congo, nota il missionario, cerca di guardare avanti e spera in un vero cambiamento: “La Chiesa è stata uno dei protagonisti nell’ultima tornata elettorale – spiega padre Iotti – sia perché ha accompagnato la preparazione della popolazione al voto sia perché ha dispiegato 40mila osservatori nei seggi elettorali sparsi in tutto il paese”.

Parlando delle sfide sociali ed economiche della vasta nazione africana, il missionario spiega che il territorio congolese ha una conformazione geografica molto variegata, dunque diventa necessario trovare diversi modi di incontrare la popolazione locale e di offrire loro la presenza religiosa e di sostegno allo sviluppo. “Il paese – osserva – si divide in tre grandi aree: ci sono i grandi nuclei urbani, la foresta e la savana”. Nelle città, per l’alta densità abitativa, si lavora per piccole comunità, si instaurano incontri anche più frequenti della messa domenicale. Nella savana e nella foresta, la presenza dei missionari ha sempre come priorità non solo la formazione e la vita religiosa, ma anche la realizzazione di alcuni servizi primari come la scuola, l’assistenza sanitaria, la cura della maternità, i dispensari o i centri di cura per la malnutrizione dell’infanzia.

A Sud est del paese, dove è più intenso lo sfruttamento minerario, racconta p. Iotti, “la scuola non è più frequentata, molti giovani vanno a cercare i diamanti e altri minerali preziosi”. “In altre aree – continua – invece la sfide è lo sviluppo”, come nella regione del Kivu, al confine con il Ruanda, dove la guerra civile ha causato oltre 5 milioni di morti negli ultimi dieci anni. (Agenzia Fides 24/8/2019)

Lutto a Treviglio: deceduto Padre Paolo Costantini

La redazione di «Africa» è stata colpita da un grave lutto. Questa notte, 12 aprile, è morto padre Paolo Costantini. Già direttore responsabile, poi anima della rivista.

Nato in provincia di Reggio Emilia, era entrato giovanissimo in seminario. Proprio in seminario aveva conosciuto i padri bianchi e aveva deciso di spendere la sua vita religiosa come missionario. Viene inviato prima in Algeria, poi nella Rd Congo (allora Zaire). Trascorre lungi anni in Africa per poi essere mandato in Belgio. A Bruxelles lavora nell’agenzia stampa dei padri bianchi. Tornato in Italia viene destinato a Treviglio dove si occupa della redazione e dell’amministrazione di «Africa».

Non più tardi di martedì pomeriggio in redazione aveva detto: «Ho vissuto la mia vocazione missionaria prima in Africa e poi nei media. Esperienze che mi hanno arricchito e alle quali tengo entrambe». Padre Paolo era un sacerdote autentico. Uno di quei religiosi lontanissimi dagli atteggiamenti confessionali, ma attento al significato profondo del messaggio evangelico. E proprio i valori evangelici trasmetteva a chi gli stava vicino con la sua vita e il suo esempio.

Proprio queste sue capacità lo avevano convinto a guidare la delicata transizione che sta portando «Africa» a un nuovo assetto proprietario che non vede più nei padri bianchi il nucleo portante della proprietà. «I padri bianchi sono pochi e anziani – aveva detto in più riprese -, ma io non voglio che la rivista muoia. È giusto che la sua storia continui, portata avanti da laici che ci credono». Una visione profetica. Rarissima nel mondo ecclesiale. E che fa onore a lui e ai suoi confratelli.

I redattori, tutti coloro che lavorano per «Africa» e i suoi confratelli perdono un punto di riferimento professionale e spirituale che difficilmente sarà rimpiazzato.

Padre Mattedi 92 anni oggi, prega e digiuna per Congo e Sud Sudan

Bolzanino di nascita, torinese di adozione, dopo la formazione in Italia e Tunisia, padre Giuseppe Mattedi lavora al seminario minore di Treviglio e poi è inviato in Ruanda. Lì rimane 25 anni e, dopo un breve rientro in Italia, vi ritorna nel 1991. Nel 1994, anno del genocidio, è costretto a lasciare il Paese, ma va ad assistere i rifugiati in Tanzania e Burundi. Nel 1997 torna però in Ruanda dove rimane fino al 2006 quando rientra definitivamente in Italia.

Oggi, come richiesto dal Santo Padre Papa Francesco, aderisce alla giornata di preghiera e digiuno per la pace nella Repubblica Democratica del Congo e nel Sud Sudan.

Marcia della Pace a Treviglio

Treviglio, festa di Maria Madre di Dio

Si è svolta il primo gennaio la consueta marcia della pace nella città di Treviglio dove i Padri Bianchi sono presenti fin dagli anni cinquanta. Significativo il fatto che il corteo sia partito dal nostro cortile, sottolineando il fatto che furono proprio i Missionari d’Africa che lanciarono questa bella iniziativa più di quarant’anni fa. Se lo ricordano bene alcuni veterani che all’epoca erano degli adolescenti o poco più.

L’adesione è stata piuttosto ridotta (forse un centinaio di persone in tutto) e sono mancati all’appuntamento soprattutto i giovani, anche quelli appartenenti alle associazioni che in genere sono abbastanza ricettive a questo tipo di iniziativa. Senz’altro ci sarà da riflettere sul perché di questo fenomeno che del resto non è nuovo dato che da anni si denunciano apatia, indifferenza e rassegnazione senza però trovare una soluzione.

Marcia della Pace a Treviglio

In ogni caso gli “irriducibili” hanno sfidato il grigiore e l’umidità di una giornata invernale marciando per le vie di Treviglio con due soste: la prima all’oratorio San Zeno per ascoltare la bella testimonianza di don Renato Sacco coordinatore nazionale di Pax Christi Italia e la seconda presso il collegio dei Salesiani dove padre Pino Locati (Mafr) ha mostrato due brevi presentazioni. La prima ha illustrato la situazione degli sfollati della zona del Congo dove padre Pino ha lavorato e la seconda ha denunciato la tratta delle donne, soprattutto africane, sfruttate sulle strade del nostro territorio.

La marcia si è conclusa verso le 18 nella piazza antistante la basilica di Treviglio con il saluto alle autorità civili presenti, la consegna al sindaco e a un paio di assessori dei 20 punti di azione preparati dalla Sezione Migranti e Rifugiati del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale della Santa Sede e l’immancabile fetta di panettone e vin brulè preparata dagli ineffabili alpini.

Marcia della Pace a Treviglio

Marcia della Pace a Treviglio

Marcia nazionale per la pace

I Padri Bianchi in Italia, nell’augurarvi un felice 2018, vi segnalano la

50° MARCIA NAZIONALE PER LA PACE

Migranti e rifugiati, uomini e donne in cerca di pace

Domenica 31 dicembre 2017, la diocesi di Bergamo accoglie la Marcia della Pace nazionale, promossa da

  • Commissione Episcopale per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace
  • ​Pax Christi Italia
  • ​Caritas Italiana
  • Azione Cattolica Italiana

Quest’anno tra l’altro ricorre il cinquantesimo anniversario di questa marcia di fine anno, la cui prima edizione fu fatta proprio nella diocesi di Bergamo, a Sotto il Monte, paese natale del Santo Papa Giovanni XXIII. Ricorreva a quel tempo il quinto anniversario dell’Enciclica “Pacem in terris”, che era stata promulgata l’11 aprile 1962.

Si tratta di un dono che mi auguro raccolga non solo molte persone, ma diventi espressione di sentirsi popolo che abita le terre esistenziali dell’uomo fin nelle periferie della fragilità, diventi occasione di sostegno nell’impegno della vita cristiana, alla luce della testimonianza e della santità dell’indimenticato Pontefice, che torna oggi a consegnarci la responsabilità della pace nella società e dell’ecumenismo nella Chiesa, diventi momento per rivivere la pentecoste dello spirito del Concilio Vaticano II”.
(Vescovo di Bergamo S.E. Mons. Francesco Beschi)

Per tutte le informazioni: www.diocesibg.it

Anche a Treviglio, dove abbiamo una delle due comunità presenti sul suolo nazionale, saremo presenti per la marcia cittadina che avrà luogo il 1° gennaio. Vedi locandina sotto per le informazioni.

(Padre Claudio Zuccala)

« Older posts

© 2019 Missionari d'Africa

Theme by Anders NorenUp ↑