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5 per mille ragioni per dare una mano ai Missionari d’Africa

Basta una firma. Non costa nulla. Ma destinare il 5 per mille alla Onlus «Amici dei Padri Bianchi» può trasformarsi in un grande gesto di solidarietà. I fondi vengono infatti utilizzati per progetti di sviluppo a favore delle popolazioni dei Paesi del Sud del mondo. In particolare in Africa. Progetti che sono garantiti dagli stessi Padri Bianchi. Sono loro a promuoverli, e sono sempre loro a seguirli passo per passo, verificandone l’efficacia e controllando che neanche un centesimo sia sprecato in spese inutili.

Dal Burkina al Congo

Negli ultimi anni, sono state molte le iniziative sostenute grazie al 5 per mille. Vogliamo ricordare, per esempio, il finanziamento del microcredito per le donne in Burkina Faso. E’ un progetto lanciato da padre Maurice Oudet che, alcuni anni fa, ha iniziato a elargire prestiti di 150-200 euro a ragazze in difficoltà. Con questo denaro, molte ragazze-madri, mogli abbandonate e vedove sono state in grado di avviare piccole attività generatrici di reddito. Le loro condizioni di vita sono cambiate in meglio, permettendo loro di vivere una vita serena. Ma questo non è che uno dei progetti finanziati. Con i fondi del 5 per mille è stato realizzato un centro polifunzionale e un centro sportivo a Goma nel Nord Kivu, una regione della Rd Congo resa instabile dalla guerriglia; sempre in Kivu sono stati assistiti i molti profughi che fuggono gli scontri tra esercito e milizie; in Uganda sono state realizzate delle cucine solari per una scuola frequentata da rifugiati sudsudanesi.

Aiuto cruciale

Sempre con i fondi del 5 per mille, la Onlus ha aiutato e aiuta anche i missionari anziani rientrati in Italia. Questi religiosi hanno dedicato la vita agli ultimi, condividendone fatiche e sofferenze. Una volta ritornati a casa, sono loro ad aver bisogno di aiuto, in particolare cure mediche e infermieristiche, spesso molto costose. Non avendo stipendi o pensioni hanno quindi bisogno di un sostegno economico. «Per la nostra Onlus – spiega Paolo Costantini, padre bianco ed economo –, il 5 per mille è uno strumento fondamentale perché garantisce un flusso di fondi indispensabile per far fronte alle molteplici necessità. Poter contare su questi soldi ci permette di offrire la sostenibilità economica dei nostri progetti nel medio-lungo periodo. E nel campo della cooperazione non c’è nulla di peggiore che avviare un progetto e poi lasciarlo a metà…».

Non costa nulla…

Negli ultimi quattro anni, la fiducia nei Padri Bianchi è costantemente cresciuta. Merito dell’efficacia degli aiuti e della trasparenza dei missionari (la rendicontazione, certificata a norma di legge, è consultabile qui). Se nel 2013 i fondi del 5 per mille ammontavano a circa 12mila euro, nel 2014 sono saliti a 14.300, nel 2015 a 14.400, fino a toccare il picco dei 17.500 del 2016. «Sono risorse preziose – conclude padre Costantini –. Va ribadito che al contribuente non costa nulla. E’ sufficiente per lui mettere la propria firma nell’apposito riquadro del Modello 730 o del Modello Unico della dichiarazione dei redditi e aggiungere il codice fiscale della Onlus «Amici dei Padri Bianchi» (93036300163). Sarà poi l’Erario a farci avere i fondi corrispondenti. A noi, invece, spetterà garantire che quei soldi siano impiegati con attenzione e trasparenza in progetti solidali».

(a cura di Enrico Casale)

Un angolo di Africa nel cuore di Castelfranco Veneto

Il futuro si prepara a Masindi

Masindi, nord-ovest Uganda, “Blessed Damian School”: alla quiete quasi mistica della messa per le novizie risponde il ritmo deciso dei tamburi percossi dai bambini

PROGETTO N°6 / 2015

«La musica è un’attività terapeutica per i ragazzi, soprattutto per quelli che vengono da Paesi in guerra», dice padre Jean Le Vacher, un Padre Bianco francese di circa ottant’anni che, dopo aver vissuto in diverse missioni del nord est africano e in Algeria, si è trasferito a Masindi per dedicarsi all’istruzione dei ragazzi e alla formazione delle novizie.

Questa scuola è un piccolo Eden nato nel 1995 per dare pace alle vittime del conflitto sudanese (1983-2005): «In piena guerra civile, Mons. Paride Taban, vescovo di Torit (attuale Sud Sudan), portò a Masindi bambini e ragazzi provenienti dai Monti Nuba per salvarli dalla guerra: bambini soldato, orfani, vittime di traumi e violenze. Ha scelto questo luogo perché c’era una comunità di suore ugandesi che potevano aiutarlo. Accanto alla scuola vi è infatti il noviziato», spiega con voce pacata padre Jean.

Così, dalla collaborazione tra Padri Bianchi e Missionary Sisters of Mary, Mother of Church, è nata prima la scuola elementare (1995), poi le medie (1999) e ora l’asilo (2013).

Padre Jean aveva rifiutato un posto di insegnante in un’altra missione: «Ho preferito dedicarmi alla crescita spirituale delle giovani che vogliono diventare suore, perché credo che sia fondamentale “moltiplicare” le figure che potranno aiutare un domani. Se qui non ci fossero state le Suore, molti ragazzi non avrebbero avuto un futuro».

Spiega la direttrice, Suor Candia M. Grace: «Grazie ai Padri Bianchi, ai missionari di Mill Hill e al nostro istituto religioso, la struttura è cresciuta. Ora abbiamo una clinica che serve tutto il distretto e una fattoria che ci permette di nutrire tutti i ragazzi e di vendere qualcosa per sostenerci». Mancano ancora alcuni servizi fondamentali: «una mensa, per esempio: i ragazzi mangiano sotto gli alberi. E delle classi per la quinta e la sesta superiore».

Oggi, la Blessed Damian School ospita seicento studenti, provenienti da Tanzania, Kenya e Congo, oltre che dal Sudan e dal Sud Sudan. Ma il punto di riferimento di tutti è sempre padre Jean: il Father che, con la sua jeep arancione, si ferma sempre per salutare i contadini e scambiare due parole con i negozianti. Amato e rispettato da tutti, come fosse il papà di tutti.

Valentina Milani

La seconda vita di Koudous

Costretto a fuggire dal suo Paese, l’Eritrea, dove un regime oppressivo rende impossibile una vita serena, Koudous è arrivato in Svizzera dove «Point d’ancrage», un’associazione dei Padri Bianchi, l’ha aiutato a ricostruirsi una vita

Si chiama «Point d’ancrage» («Punto di ancoraggio»). È un’associazione creata a Friburgo dai Padri Bianchi della Svizzera. Obiettivo: offrire assistenza e accoglienza alle persone richiedenti asilo. Oltre alle interviste necessarie per la domanda di asilo, i Padri offrono corsi in lingua francese, aiuto per i bambini e visite a domicilio. I casi che si presentano ai Padri Bianchi e ai loro collaboratori sono quasi sempre tragici. Come quello di Koudous (ndr: nome fittizio).

Per lui, eritreo, la fuga dal suo Paese era l’unica strada percorribile. In Eritrea la vita era diventata impossibile, una strada tutta in salita. Arruolato a 16 anni nell’esercito di Isaias Afewerki, a 21 anni, mentre è di pattuglia, salta su una mina. Gli viene amputata una gamba. Ma non si arrende. Grazie a una protesi riprende a camminare e, tornato a casa, inizia a coltivare la terra della sua famiglia. Di lavoro ce n’è, ma decide anche di impegnarsi in un’associazione di mutilati di guerra. Un’altra tegola però si abbatte sulla sua testa.

Lo Stato, una feroce dittatura, decide che, pur essendo mutilato, non ha alcun diritto speciale. Così decide di espropriargli i terreni. Koudous presenta una protesta ufficiale, ma questa non viene esaminata. Quando la polizia viene a requisire il suo terreno perde le staffe e scoppia una lite con gli agenti. Fa appena in tempo a fuggire prima che lo arrestino. Scappa in Sudan, poi in Libia, in Italia e, infine, raggiunge la Svizzera. Ma anche qui non c’è pace. Pur avendo un permesso di soggiorno per motivi umanitari, con il suo handicap non riesce a trovare lavoro.

La seconda vita di KoudousA Friburgo, però, si imbatte nei Padri Bianchi. Grazie all’associazione «Point d’ancrage», Koudous presenta numerose domande a organizzazioni e istituzioni nazionali e internazionali. La trafila è lunga, ma alla fine viene riconosciuto vittima della tortura e della guerra dal Centre de consultation pour victimes de torture et guerre dell’Ospedale universitario di Ginevra. Un riconoscimento che gli vale il diritto d’asilo. Ora gli rimane un’unica speranza: quella di poter riabbracciare la moglie e gli otto figli.

Claude Maillard

Mali: bambini a scuola – Progetto 4-2015

Scopo del progetto: favorire e incoraggiare l’accesso e la frequenza scolastica di base ai bambini e bambine dei villaggi nella regione a Nord-Ovest delle capitale del Mali.

Vi sono già alcune scuole comunitarie e numerosi bambini hanno beneficiato del progetto frequentando regolarmente le lezioni. Molte altre invece hanno bisogno di un intervento urgente e di materiale scolastico, ormai rovinato e insufficiente.

Inoltre, la miseria creata dalla guerra nel nord del Paese ha ridotto alla miseria tante famiglie che non possono più pagare le tasse scolastiche e l’acquisto del materiale didattico di base, per cui molti bambini sono costretti ad abbandonare la scuola, con il rischio di essere “arruolati” dagli estremisti di ogni sorta.

L’aiuto richiesto è di 5.000,00 €. Un grazie di cuore a quanti vorranno sostenere il progetto.

Progetto n° 4-2015 – Mali – Bambini a scuola
Referente: padre Vittorio Bonfanti

MODALITA’ PER SOSTENERE IL PROGETTO




Conto Corrente Postale: n.: 9754036
Bonifico Bancario: IBAN IT 73 H088 9953 6420 0000 0172 789 – SWIFT/BIC: ICRAITRRTR0 (zero finale)
Cassa Rurale Credito Cooperativo di Treviglio (BG)
Assegno: intestato a Amici dei Padri Bianchi – Onlus

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