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Beatificazione in Algeria in diretta streaming

Il giorno 8 dicembre, festa dell’Immacolata e degli Istituti dei Padri Bianchi e delle Suore Bianche, in occasione della beatificazione dei Martiri di Algeria, la rete televisiva francese cattolica KTO ( http://www.ktotv.com/) trasmetterà dal vivo, in streaming, la cerimonia. La diretta inizierà alle 13; seguirà alle 15 il  film documentario Témoins du plus grand amour di cui si possono vedere i provini a questo link: https://www.netforgod.tv/it/accoglienza/nostri-films/5bf67c503965883d135e5a8d/%E2%80%9Cwitnesses-to-the-great-love%E2%80%9D

Segnalo anche un’interessante documentario mandato in onda l’anno scorso dalla stessa rete dal titolo Chrétiens d’Algérie- sur les chemins de la rencontre che si può vedere sul canale Youtube a questo indirizzo:

https://www.youtube.com/watch?v=XvaIjNh8w9o&feature=player_embedded

Uomini e donne di Dio

I quattro Padri Bianchi uccisi a Tizi Ouzou nel 1994

L’ otto dicembre, festa dell’Immacolata e tradizionalmente festa dell’Istituto dei Missionari d’Africa e delle Suore Bianche , nella cattedrale di Orano (Algeria), 19 religiosi cattolici – suore, consacrati, monaci, un Vescovo -, verranno proclamati Beati (la prima beatificazione cattolica in un Paese a maggioranza musulmana).

Tra essi quattro Padri Bianchi, (i francesi Jean Chevillard, Alain Dieulangard  Christian Chessel e il belga Charles Deckers) assassinati il 27 dicembre 1994 a Tizi Ouzou dal GIA (gruppo armato islamico) nel cuore della Cabilia, dove sorgeva da tempo la loro comunità.

Perché il passato rimanga memoria, il gruppo missionario decanale organizza per venerdì 7, alle 20.30, nel salone parrocchiale della chiesa di San Pietro, la proiezione del film Uomini di Dio che racconta la vicenda dei più conosciuti di questi martiri, i sette monaci di Thiberine.

Introdurrà la serata padre Claudio dei Padri Banchi che è stato compagno di studi di padre Chessel, morto a soli 36 anni

Grazie monsignor Richard e auguri!

Si è conclusa con la celebrazione dell’Eucaristia e con il pranzo la presenza di mons Richard Baawobr a Treviglio, invitato per l’inizio solenne del 150° della fondazione dei padri bianchi Missionari d’Africa. La data ufficiale a livello della società per l’inizio delle celebrazioni è prevista per l’8 dicembre, già festa ufficiale dei padri bianchi posti sotto la protezione di Maria Immacolata e quest’anno giorno della beatificazione dei martiri d’Algeria.

Sabato sera, di fronte a una quarantina di persone, nella chiesa del Conventino a Treviglio, Mons Baawobr  ha parlato sul tema: Leggere i segni dei tempi. Lavigerie e i suoi figli e figlie 150 anni fa e oggi

Domenica a mezzogiorno eravamo quasi in quaranta nella nostra casa in viale Merisio per celebrare con un pranzo offerto dai gruppi missionari del decanato di Treviglio. La sera, monsignor Baawobr  ha presieduto la santa messa nella basilica di San Martino. Era presente anche un gruppo di ghanesi residenti nei dintorni che hanno animato la liturgia con alcuni canti.

Oggi, giorno in cui i Missionari d’Africa ricordano la morte del loro fondatore, Charles Lavigerie,  il vescovo si è incontrato con la nostra comunità e il personale dei decanati di Treviglio e Canonica e ha esposto per sommi  capi la situazione della sua diocesi, WA, che con i suoi 18,476 Kmè più di quattro volte maggiore, come territorio, dell’Arcidiocesi di Milano.

I Padri Bianchi diedero inizio alla chiesa locale il 30 novembre 1929. Tre sono le caratteristiche dei padri fondatori che la chiesa di Wa ha mantenuto vive fino ad oggi: la vita comunitaria (del clero), la cooperazione con i catechisti, la vicinanza alla gente. Parlando poi delle sfide attuali, monsignor Baawobr ne ha individuate cinque: la cura dei preti anziani, il costo della formazione degli agenti pastorali e dei seminaristi, un’islamizzazione sottile che passa attraverso i matrimoni misti, la presenza e la minaccia delle chiese pentecostali e l’attenzione alle persone malate mentalmente e vulnerabili. Riguardo a quest’ultimo punto vedi il progetto sul nostro sito:

https://www.missionaridafrica.org/prog-n-14-ghana-wa-assistenza-ai-malati-mentali/ 

Al termine della conferenza i partecipanti si sono riuniti nella cappellina per celebrare l’Eucaristia a cui è seguito un pranzo di festa.

I martiri di Algeria, in occasione del 150° dei Padri Bianchi

Algeri (Agenzia Fides) – “La beatificazione dei martiri dell’Algeria è, per la nostra congregazione, un segno della benedizione del Signore, in occasione del nostro 150° anniversario di fondazione. La Società dei Missionari d’Africa (Padri bianchi), fiera e grata per il suo passato, può sperare in un avvenire colmo della grazia di Dio. La nostra avventura missionaria non è ancora terminata”: lo dice all’Agenzia Fides p. Gaetano Cazzola, Provinciale dell’Italia dei Padri Bianchi, ricordando che l’8 dicembre prendono il via le celebrazioni del 150° della nascita della Società dei Missionari d’Africa. Dall’8 dicembre 2018 all’8 dicembre 2019 l’evento sarà ricordato con varie iniziative in tutte le comunità in Africa, America latina, Asia ed Europa.

I quattro Padri Bianchi uccisi a Tizi Ouzou nel 1994

La storia dei Padri bianchi è costellata di martiri. In 150 anni, sono morti uccisi a causa della loro fede 50 membri della Società. I primi, nel 1876, furono tre missionari uccisi nel Sahara. Gli ultimi, il 27 dicembre 1994, sempre in Algeria: Jean Chevillard, Alain Dieulangard, Christian Chessel e Charles Deckers furono colpiti a morte da fondamentalisti islamici. Il prossimo 8 dicembre sarà il giorno in cui questi quattro Padri bianchi saranno beatificati insieme agli altri martiri d’Algeria.

La Società venne creata nel 1868 in Algeria dal Cardinale Charles-Martial Allemand Lavigerie, allora Arcivescovo di Algeri. All’origine della fondazione ci fu una grave emergenza umanitaria. In Algeria era in corso una tremenda siccità che aveva causato una carestia e molte epidemie. Le persone morivano a migliaia e la diocesi di Algeri dovette farsi carico di più di duemila orfani. Fu questo che spinse il Presule a creare una Società di religiosi per occuparsi degli orfani, la maggior parte musulmani. Il 19 ottobre 1868 prese il via il primo noviziato con 12 aspiranti missionari. Il loro compito era l’accoglienza, ma anche il dialogo con il mondo musulmano in cui vivevano (non per nulla fu loro chiesto di vestirsi come i musulmani con vesti bianche, da qui il loro nome) e con quello africano. Il Cardinale diceva: “Voi siete gli iniziatori, la vera evangelizzazione sarà opera degli africani”.

Dall’Algeria, i Padri bianchi crearono comunità in tutto il Nord Africa, poi nell’Africa sub sahariana e in America latina, Asia ed Europa. Dalla fondazione a oggi, hanno lavorato nella Società 5.228 padri e fratelli, di cui 138 italiani. “Attualmente siamo 1.210, di 36 nazionalità diverse, 30 in Italia. Nel 2018 si sono uniti a noi 38 giovani, che sono così diventati missionari. La società ha ora 507 giovani in formazione. Pensando al futuro possiamo quindi essere sereni. Il numero maggiore di vocazioni arriva proprio dall’Africa, come profetizzava il Card. Lavigerie”, sottolinea p. Cazzola. Anche in Europa la Società cresce. Stanno aprendo nuove comunità a Berlino e Karlsruhe (Germania), Liverpool (Gran Bretagna), Tolosa e Marsiglia (Francia), Roquetas de Mar (Andalusia, Spagna), Bruxelles e Modica (Italia). In queste comunità lavorano insieme preti europei e africani, dedicandosi agli immigrati e al dialogo con i musulmani, attività svolta anche ad alto livello attraverso la gestione del Pontificio Istituto di studi arabi e d’islamistica (PISAI). (EC) (Agenzia Fides 23/11/2018)

http://www.fides.org/it/news/65147-AFRICA_ALGERIA_I_martiri_di_Algeria_in_occasione_del_150_anniversario_di_fondazione_dei_Padri_Bianchi

Padri Bianchi in festa a Treviglio

 

Sabato 2 giugno, la comunità dei Missionari d’Africa a Treviglio ha celebrato con gioia e semplicità gli anniversari di ordinazione sacerdotale di quattro confratelli. Padre Bruno Paganelli ha festeggiato il suo 50°, i padri Giuseppe Locati e Pierangelo Pirotta il 45°e padre Walter Gherri il 40°. Con loro abbiamo anche ricordato i padri Alberto Rovelli (50°) e il decano dei Padri Bianchi italiani, il veneto Nazareno Benacchio (70°) assenti perchè rispettivamente nella Repubblica Democratica del Congo  e in Brasile.

La celebrazione è iniziata alle 11 con l’Eucaristia. La liturgia, anticipata di un giorno, era quella dei Martiri d’Uganda.  Questi ventidue giovani mandati a morte dal loro re  sono particolarmente importanti e cari  per la nostra società in quanto furono proprio i padri bianchi che li convertirono al cattolicesimo verso la fine del secolo XIX.

I padri festeggiati hanno vissuto e lavorato in vari Paesi africani: Burundi, Malawi, Maurizio, Mozambico, Rd Congo e Tanzania. Ora fanno tutti parte della comunità di Treviglio.

La festa, a cui hanno partecipato una cinquantina di persone tra confratelli, parenti, amici, collaboratori e rappresentanti della chiesa locale, è poi continuata sotto il tendone allestito nel cortile interno della nostra casa.

I Padri Bianchi italiani sono 31 ( 4 in Africa), per la maggior parte residenti nele due comunità di Treviglio (BG) e di Castelfranco Veneto (TV) . L’età media si aggira sugli 80 anni.

 

 

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