R.D.Congo - P. Willy Ngumbi, Padri Bianchi, nuovo vescovo di Kindu (25/04/2007)
R.D.Congo - I 50 anni di pubblicazioni dell’agenzia cattolica Dia di Kinshasa (Dia-Apic–Radiovaticana-Zengarini, 20-01-2007)
R.D.Congo - Elezioni: Chiesa, anche astensione contro irregolarità (MZ/FB, Misna, 24/07/06)
D.R. Congo - Catholic Bishops Say Electoral Process Flawed (Cisa, July 21, 2006)
R.D.Congo - Elezioni: vescovi, correggere “errori” per evitare voto non democratico (EB, Misna, 21/07/06)
R.D.Congo - “Siamo testimoni dell’impazienza della popolazione" affermano i Vescovi del Congo (Ag.Fides, 27/07/2006)
R.D.Congo - P. Willy Ngumbi, Padri Bianchi, nuovo vescovo di Kindu (Uff. Stampa Vaticano, 25/04/07)
Il Santo Padre ha nominato Vescovo di Kindu (Repubblica Democratica del Congo) il Rev.do P. Willy Ngumbi, Missionari d’Africa, attualmente formatore al noviziato dei Padri Bianchi a Bobo Dioulasso (Burkina Faso). - Il Rev.do P. Willy Ngumbi, M. Afr., è nato il 13 febbraio 1965 a Bujumbura (Burundi), dove temporaneamente si era trasferita la famiglia per motivi di lavoro del padre. Ha frequentato la scuola elementare e secondaria a Walikale, dopo di che è entrato nel Seminario Maggiore Notre Dame d’Afrique de Bukavu per gli studi di Filosofia (1984-1987). In seguito, ha completato il noviziato a Friburgo (1987-1988), nella Società dei Missionari d’Africa (Padri Bianchi), quindi ha svolto l’apostolato a Birni N’Koni, Diocesi di Maradi (Niger), per poi iniziare gli studi di Teologia a Toulouse (1990-1993), terminati con la Licenza. Il 1° dicembre 1992 ha emesso la professione perpetua ed il 1° agosto 1993 è stato ordinato sacerdote nella Società dei Missionari d’Africa. Dopo l’ordinazione ha ricoperto vari incarichi: 1993-1994: Vicario nella parrocchia Birindi N’Koni, nella Diocesi di
Maradi, in Niger; 1994-1997: Parroco della parrocchia Zinder, Diocesi di Maradi, Niger; 1997-2000: Animatore vocazionale e formatore della propedeutica dei Padri Bianchi a
Goma; 2000-2003: Assistente provinciale della Provincia del Sud-Est-Congo; dal 2004: Formatore al noviziato dei Padri Bianchi a Bobo Dioulasso (Burkina
Faso). (Uff. Stampa Vaticano, 25/04/07)
L’agenzia cattolica di informazioni africane Dia di Kinshasa festeggia in questi giorni i suoi 50 anni di pubblicazioni. Il primo numero, che contava appena tre pagine, venne lanciato il 18 gennaio 1957 nell’allora Léopolville, capitale del Congo belga, per volontà degli ordinari locali che ne affidarono la direzione ai Missionari di Scheut. L’obiettivo dell’iniziativa era triplice: informare l’opinione pubblica belga e congolese sulla vita della Chiesa cattolica in Congo, fare conoscere la dottrina della Chiesa nel campo religioso, sociale, educativo e politico e il punto di vista cattolico sui temi dell’attualità locale. Ai suoi esordi l’agenzia proponeva servizi destinati a diversi clienti: uno quotidiano di informazione per la stampa africana; un servizio di comunicati per la stampa belga e straniera; uno speciale per l’agenzia cattolica Fides e una raccolta settimanale di notizie destinate ai mensili e agli abbonati. Oggi la Dia, che esce anche in formato elettronico, oltre all’attualità politico-religiosa della Repubblica Democratica del Congo, tratta anche l’attualità vaticana e internazionale, ripronendo dispacci di altre agenzie cattoliche, tra cui l’Apic svizzera e la Fides. Tra i suoi utenti anche la Radio Vaticana, che riceve sia i dispacci quotidiani, sia l’edizione settimanale. (Dia-Apic–Radiovaticana-Zengarini, www.oecumene.radiovaticana.org/it1/Articolo.asp?c=113460 20-01-2007)
“Forti della posizione espressa dalla Conferenza episcopale congolese (Cenco) di non riconoscere la validità delle elezioni nelle condizioni attuali, invitiamo il nostro popolo a essere pronto ad astenersi da queste elezioni, qualora le condizioni di irregolarità già contestate non siano corrette prima della chiusura della campagna elettorale”: è questo il passaggio più duro contenuto in un documento redatto sabato scorso dalla Consiglio episcopale dell’arcidiocesi di Kinshasa e letto ieri in tutte le chiese della capitale congolese. La presa di posizione arriva dopo settimane, se non mesi, di critiche da parte dei vertici della Chiesa congolese ai modi in cui si è arrivati a queste elezioni, anche se le preoccupazioni sono andate crescendo recentemente in seguito a una serie di episodi (dall’utilizzo di risorse statali per la campagna elettorale da parte di alcuni candidati, alle intimidazioni) e alle presunte irregolarità che avrebbero contrassegnato soprattutto la preparazione delle liste elettorali. Solo qualche giorno fa la Conferenza episcopale congolese (Cenco) nel suo ultimo messaggio aveva scritto: “Nella situazione attuale, non sono ancora state raggiunte tutte le condizioni per lo svolgimento di un voto davvero trasparente, libero e democratico. Al contrario, un insieme di elementi conferma le accuse di manipolazione, di inganno se non addirittura di frode”. In un messaggio dal titolo “La fine della transizione nella concordia nazionale” i vescovi avevano espresso inquietudine per le irregolarità e il clima di tensione del processo elettorale, arrivando a ipotizzare di “non riconoscere la validità delle elezioni” se questi errori non saranno corretti. I presuli del Congo hanno partecipato in modo attivo alla preparazione dello storico voto (il primo appuntamento democratico con le urne, praticamente, da quando il paese ha ottenuto l’indipendenza) promuovendo educazione civica nelle diocesi e sul territorio. Se la posizione della Cenco sembra raccogliere consensi anche negli ambienti indipendenti, secondo la commissione elettorale congolese (Cei), guidata dal sacerdote Apollinaire Malu Malu, il processo elettorale non avrebbe fatto registrare finora alcuna irregolarità.
“Non intendiamo dare il nostro avallo a una frode elettorale. Abbiamo lanciato questo messaggio nella speranza che le irregolarità constatate siano corrette prima della fine della campagna. La mancanza di chiarezza che circonda la preparazione di queste elezioni ha creato un clima di sospetto che non è propizio a un voto libero e trasparente”: lo ha detto alla MISNA don François Luyeye, membro del Consiglio episcopale di Kinshasa, tra i firmatari di un appello di cui è stata data lettura ieri in tutte le chiese della capitale. “Vogliamo vedere affisse le liste elettorali, non riusciamo a trovarle nonostante la Commissione elettorale indipendente (Cei) abbia detto che sono state pubblicate. Vogliamo anche vedere gli elenchi dei seggi; quelli per ora reperibili risalgono al referendum dello scorso dicembre” ha proseguito Luyeye, aggiungendo: “Vogliamo anche più chiarezza sul numero delle schede eccedenti. Abbiamo chiesto che vengano accreditato 8.000 osservatori della Chiesa ma non abbiamo ancora ricevuto una risposta”. L’arcidiocesi di Kinshasa ha anche deplorato il clima di minacce e intimidazioni e le denunce di alcuni candidati che avrebbero trovato ostacoli alle loro campagne: “La guardia presidenziale è stata dispiegata in tutto il paese; chiediamo che rientri nelle caserme” ha aggiunto il religioso, sottolineando che la presenza della forza europea ‘Eufor’ a Kinshasa, con l’incarico di vigilare sulle elezioni, “non è percepita positivamente dalla popolazione, che non capisce perché questi militari siano qui, pronti a intervenire se qualcosa sfugge al controllo”.
(MZ/FB, Misna, 24/07/06)
The historic national elections on July 30 are unlikely to be free and fair, the Catholic Church warned yesterday.
Apparent irregularities in the electoral process and tension in parts of the country could compromise the validity of the polls, the bishops said.
“In the current situation, all the conditions have not been met for a really transparent, free and democratic vote. To the contrary, a combination of elements confirms the allegations of manipulations, deception, if not actual fraud,” said the Bishops’ Conference of the Democratic Republic of Congo (CENCO).
In a statement seen by MISNA, the bishops expressed concern over the irregularities and atmosphere of tension in the electoral process to the point of considering the possibility of “not recognizing the validity of the elections”, if the errors are not corrected.
They are particularly concerned over the “contradictory declarations on the electoral lists and on the exact number of voters, the embarrassed explanations on the number of reserve ballots, suspicions on the location of the servers of the central electronic counting system, the absence of a complete election timetable and the doubts [about] the actual will to organize all the electoral consultations, i.e. national, provincial and local”.
The campaigns have witnessed some violence. An unknown number of people reportedly died after gunmen fired on an election rally in Kivu Province on Monday. Rebels and militia groups are still active in the east of the country.
The elections, the first in over 40 years, are expected to end the war era in the central African nation of 56 million people. Over 30 presidential and hundreds of parliamentary candidates are contesting the poll.
Congo’s 1998-2003 conflict - termed Africa's world war - claimed an estimated three million people. The country hosts the UN's largest peacekeeping mission. Transitional leader Laurent Kabila is expected to win the presidential race.
(Cisa, July 21, 2006)
R.D.Congo - Elezioni: vescovi, correggere “errori” per evitare voto non democratico
(EB, Misna, 21/07/06)
“Nella situazione attuale, non sono ancora state raggiunte tutte le condizioni per lo svolgimento di un voto davvero trasparente, libero e democratico. Al contrario, un insieme di elementi conferma le accuse di manipolazione, di inganno se non addirittura di frode”: lo scrive a 10 giorni esatti dalle presidenziali e legislative del 30 luglio prossimo, la Conferenza episcopale della Repubblica democratica del Congo (Cenco), in un nuovo messaggio pervenuto alla MISNA, dal titolo “La fine della transizione nella concordia nazionale”. Dopo numerosi candidati, esponenti della società civile, giornalisti, osservatori elettorali e la missione dell’Onu in ex-Zaire (Monuc) – ora anche i vescovi esprimono inquietudine per le irregolarità e il clima di tensione del processo elettorale, arrivando a ipotizzare di “non riconoscere la validità delle elezioni” se questi errori non saranno corretti. I presuli del Congo – che hanno partecipato in modo attivo alla preparazione del voto promuovendo educazione civica nelle diocesi e sul territorio – sono particolarmente preoccupati per le “dichiarazioni contraddittorie sulle liste elettorali e sul numero esatto di elettori, le spiegazioni imbarazzate sul numero di schede elettorali di riserva, i sospetti sull’ubicazione dei server del sistema di conteggio elettronico centrale, l’assenza di un calendario elettorale completo e i dubbi sull’effettiva volontà di organizzare tutte le consultazioni elettorali, cioè nazionali, provinciali e locali”. Irregolarità analoghe erano state denunciate lo scorso 1° luglio in una manifestazione promossa da un gruppo di 19 candidati alla presidenza, che chiedevano la sospensione della campagna elettorale e l’apertura di un dialogo nazionale. Secondo la Cenco - guidata dall’arcivescovo di Kisangani, monsignor Laurent Monsengwo – il popolo congolese “ha bisogno di essere rassicurato su tutti questi aspetti”; per farlo, i vescovi propongono una “concertazione delle forze vive della nazione”, un “dialogo positivo e consensuale” per permettere di “garantire sicurezza al processo elettorale”. “Stigmatizziamo – scrivono ancora i responsabili della Chiesa cattolica in Congo – le incomprensibili lentezze e esitazioni, gli incresciosi doppi-giochi, gli inammissibili sotterfugi che, finora, hanno impedito al paese di avviarsi sul cammino di elezioni pacifiche, in un clima di intesa e concordia nazionale”.
(EB, Misna, 21/07/06)
“Nel momento in cui il Congo sta vivendo una svolta cruciale nella sua storia, vogliamo inviarvi un messaggio di speranza”. Così i membri del Comitato Permanente della Conferenza Episcopale della Repubblica Democratica del Congo (CENCO) si sono rivolti alla popolazione congolese con un messaggio pubblicato al termine della loro sessione straordinaria che si è tenuta dal 21 al 24 giugno.
La RDC si appresta a vivere le prime elezioni democratiche dal 1960, anno dell’indipendenza nazionale. “Gli sguardi di tutti i congolesi sono ora rivolti alle elezioni, che si intravedono ormai all’orizzonte” scrivono i Vescovi. “Siamo testimoni dell’impazienza della popolazione, che vuole farla finita con la situazione politica drammatica fatta di miserie indescrivibili, di sofferenze indicibili e di innumerevoli morti. Siamo testimoni della volontà del popolo congolese di arrivare, al più presto, all’instaurazione di uno Stato diritto. Il nostro popolo non merita questo pesante fardello di incertezza del domano, di crescente insicurezza e di miseria intollerabile. L’imperativo è chiaro: desideriamo assolutamente all’organizzazione delle elezioni, in un clima di verità e di trasparenza. Questa è stata e rimane la nostra opzioni fondamentale, perché per l’episcopato della Repubblica Democratica del Congo le urne costituiscono la sola vie per la conquista del potere e della conferma della sua legittimità”.
Nel loro messaggio i membri del Comitato Permanente della CENCO ricordano la missione profetica della Chiesa che fa sì che se “ancora una volta la Chiesa eleva la voce alla vigilia di storici appuntamenti, lo fa per amore del nostro popolo, del quale condividiamo le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce, e anche in virtù della nostra missione di risveglio delle coscienze”.
A questo titolo, quindi, i Vescovi rivendicano “l’opzione pastorale di assicurare al nostro popolo, una formazione appropriata attraverso il vasto programma di educazione civica ed elettorale. In questo modo, la Chiesa cattolica ha aiutato la popolazione ad acquisire le nozioni di base dello Stato di diritto e a formarsi una vera cultura democratica”.
Il ruolo di profezia della Chiesa cattolica, secondo i Vescovi, si concretizza anche nel “chiedere alla comunità nazionale e internazionale di adoperarsi perché le elezioni portino ad un domani migliore. Il dopo elezioni deve essere migliore del prima delle elezioni”.
I Vescovi rivolgono quindi un appello a tutti per il rispetto delle regole democratiche. Si chiede in particolare il rispetto della libertà di stampa, alla quale deve però corrispondere una corretta informazione da parte degli operatori dei media. Si chiede ai candidati di evitare toni polemici nei dibattiti, invitando tutti a un “dialogo, positivo e consensuale, che miri a calmare gli spiriti e a pacificare i cuori, affinché le elezioni si svolgano in un clima di concordia nazionale, di perdono e di riconciliazione”.
(L.M. Agenzia Fides
27/7/2006)
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