Africa australe - Vescovi ai preti: «Mai più preti-stregoni alla Milingo» (Marco Tosatti , La Stampa, 30/08/06)
Africa australe - Nunzio statunitense per Sudafrica, Namibia e Botswana (Zenit, 17/08/2006)
Africa australe - Vescovi ai preti: «Mai più preti-stregoni alla Milingo» (Marco Tosatti , La Stampa, 30/08/06)
(…)La Conferenza episcopale del Sud Africa (che comprende Sud Africa, Swaziland e Botswana) ha diffuso una Lettera pastorale per intimare ai sacerdoti di smetterla di comportarsi come «Sangoma»; che in lingua zulu significa, sostanzialmente, sciamano. «Sacerdoti e religiosi devono desistere dalla pratica delle pratiche “ubungoma” che coinvolgono spiriti, e limitarsi nel loro ministero di guarigione ai sacramenti della Chiesa», scrivono i presuli dell’Africa australe.
«Osserviamo con una certa preoccupazione che molti cristiani africani, nei momenti difficili della loro vita - si legge nel documento - fanno ricorso alle pratiche della religione tradizionale». E cioè: l’intervento degli spiriti degli antenati, l’uso di spiriti-medium, la possessione tramite gli spiriti, la consultazione di veggenti per ritrovare oggetti perduti, o per conoscere il futuro, e pratiche magiche per identificare («scovare a fiuto») i nemici nascosti. «La paura del mondo degli spiriti è cresciuta, invece dell’amore del Dio di misericordia infinita rivelato da Gesù Cristo tramite la sua morte e resurrezione». Un panorama inquietante; ma non è finita lì. «Quello che è ancora più sconvolgente è il fatto che alcuni sacerdoti e religiosi (e laici come insegnanti, dottori, infermiere...) si sono ridotti a diventare indovini e guaritori».
La situazione è giunta a un punto tale che, dicono i vescovi, «abbiamo deciso di pubblicare questa dichiarazione pastorale» per ripresentare di nuovo l’insegnamento della Chiesa, e combattere «quegli aspetti della cultura che contraddicono il messaggio del Vangelo e perpetuano la paura nei cuori umani. Il problema è che, a fianco delle religioni “importate”, in Africa convivono elementi antichissimi. La fede religiosa indigena attribuisce il potere di curare agli spiriti degli antenati - spiega il documento -, ma credere che gli antenati siano dotati di poteri soprannaturali confina con l’idolatria». E se è abbastanza preoccupante che siano i fedeli comuni, a crederlo, che dire dei ministri ordinati? «I sacerdoti agiscono in nome di Cristo, e non in nome degli spiriti degli antenati - scrivono i presuli -. Ricevono autorità e potere dalla Chiesa, e non sottoponendosi a un rituale per diventare indovini e guaritori. Fare appello a una doppia fonte di potere e autorità confonde i cristiani e mina l’immagine del prete». Quello che è inaccettabile è l’uso di «magie, incantesimi e il ricorso agli spiriti nei riti di guarigione».
Diventare un «sangoma» richiede studio e apprendistato, chiamato «Thwasa», in cui il novizio impara a essere umile verso gli antenati, si purifica con il vapore, si lava nel sangue degli animali sacrificati e apprende l’uso del «Muti», le erbe dal significato spirituale. Alla fine della «Thwasa» il sacrificio di una capra conclude la preparazione, che appare difficilmente conciliabile con un tradizionale seminario cattolico. Eppure, secondo una ricerca, l’84% dei sudafricani consultano un «sangoma» più di tre volte all’anno.
(Marco Tosatti , La Stampa,
30/08/06)
Africa australe - Nunzio statunitense per Sudafrica, Namibia e Botswana (Zenit, 17/08/2006)
Benedetto XVI ha nominato Nunzio apostolico in Sudafrica e Namibia, e Delegato apostolico in Botswana monsignor James Patrick Green, della Arcidiocesi di Philadelphia (Stati Uniti d’America), secondo quanto reso noto questo giovedì dalla Sala Stampa della Santa Sede. Monsignor Green, che ha ricoperto finora l’incarico di Consigliere di Nunziatura nella Sezione per gli Affari Generali della Segreteria di Stato del Vaticano, sarà ordinato Vescovo, con la dignità di Arcivescovo propria dei Nunzi, ricevendo la sede titolare di Altino. Il futuro Arcivescovo è nato a Filadelfia il 30 maggio del 1950. E’ stato ordinato sacerdote il 15 maggio del 1976. Dopo aver conseguito la laurea in Diritto Canonico, è entrato nel Servizio Diplomatico della Santa Sede l’1 marzo del 1987, prestando successivamente la propria opera presso le Rappresentanze Pontificie in Papua Nuova Guinea, Corea, Paesi Bassi, Spagna, Paesi Scandinavi, Cina e presso la Sezione per gli Affari Generali della Segreteria di Stato. Conosce il francese, lo spagnolo, l’italiano e l’olandese. (Zenit, www.zenit.org, 17/08/2006)
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