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ZAMBIA - 2008

L’arcivescovo di Lusaka respinge gli attacchi contro la Chiesa (Radio Vaticana, 27/11/2008)

Varato il nuovo governo, arresti dopo disordini (Alice/Apcom, 16/11/2008)

Dopo elezioni: disordini a Kitwe, opposizione chiede riconteggio schede (Misna, 14/11/2008)

Dopo elezioni “paese diviso”, preoccupazione dei vescovi (Misna, 12/11/2008)

Commissione elettorale: vince presidente Banda (Reuters, 02/11/08)

Spoglio presidenziali, leader opposizione sata in testa (Adnkronos/Upi, 31/10/08)

Presidenziali: cominciato spoglio, opposizione avanti (Misna, 31/10/08)

Presidenziali, terminate operazioni di voto nella calma, ma si temono disordini dopo annuncio primi risultati (Apcom, 30/10/2008)

Domani si vota per eleggere il nuovo Presidente (Alice/Apcom, 29/10/08)

Messaggio dei leader cristiani alla vigilia del voto presidenziale (Fides, 16/10/2008)

Annunciate nuove elezioni presidenziali (Peacereporter, 10/09/2008)

Presidenziali: capo stato ad interim rappresentera' partito governo (Misna, 08/09/2008)

Presidenziali: sfida a due per rappresentare partito di governo (Misna, 01/09/2008)

Guida del paese passa a vice-presidente (Misna, 21/08/2008)

Morto a Parigi il presidente Mwanawasa (Peacereporter, 19/08/08)

Presidente Mwanawasa e' grave (Ansa, 18/08/08)

Smentita la notizia delle morte presidente, data da una radio sudafricana (Ansa, 03/07/2008)

Presidente ricoverato a Sharm el Sheik, dove si trova per il vertice dell'Ua (Ansa, 30/06/2008)

Sindacato agricoltori: "vertice fao ci ha dimenticato" (Misna, 11/06/08)

Crescita economica e processo costituzionale (Equilibri, 20/05/08)

Deforestazione: ogni anno ‘spariscono’ 850.000 ettari (CO, Misna, 28/04/2008)

Forze dell'ordine in allerta per la situazione in Zimbabwe (Peacereporter, 02/04/2008)

L’acqua a prezzo fisso non funziona (Greenreport, 25/03/08)

500 minatori licenziati e 7 sindacalisti arrestati per protesta contro i datori di lavoro cinesi (Peacereporter, 06/03/2008)

Se l’Africa si ribella a vecchi e nuovi amici (Greereport, 06/03/2008)

Minatori in rivolta nel nord, picchiato manager cinese (Alice/Apcom, 05/03/2008)

Zambia e Zimbabwe allertano eserciti per rischio inondazioni (Peacereporter, 11/02/2008)

La Corte Suprema blocca l'espulsione dello scrittore britannico (Peacereporter, 24/01/2008)

Se il rame inquina l’acqua e la vita (Greenreport, 07/01/2008)

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L’arcivescovo di Lusaka respinge gli attacchi contro la Chiesa (Radio Vaticana, 27/11/2008)

In Zambia si alzano i toni degli attacchi a padre Franck Bwalya, il direttore della popolare emittente “Radio Icengelo” della diocesi di Ndola arrestato il 12 novembre con l’accusa di avere trasmesso commenti faziosi contro il vincitore delle elezioni presidenziali del 30 ottobre, Rupiah Banda. A queste accuse si è aggiunta in questi giorni quella ancora più infamante rivolta dal Ministro della Provincia Meridionale dello Zambia Daniel Mokombwe di avere voluto “fomentare il genocidio” nel Paese. Accuse respinte con forza dall’arcivescovo di Lusaka mons. Telesphore Mpundu che, a nome dell’episcopato, ha definito le affermazioni del ministro “inaccettabili e incresciose”. “Noi – ha detto il presule ripreso dal quotidiano zambiano “The Post” - non perpetriamo il genocidio, siamo agenti di giustizia e ci sforziamo di promuoverla. La missione della Chiesa è di riconciliare e di garantire che il popolo venga prima di tutto”, ha aggiunto mons. Mpundu, ricordando che la Chiesa in Zambia non è nuova a questo genere di attacchi. Il processo contro padre Bwalya inizia giovedì. Il sacerdote è imputato di avere denunciato nelle sue trasmissioni, frodi elettorali e definito l’elezione del presidente Banda illegittima, istigando tensioni sociali. Le sue analisi sul voto gli hanno attirato in queste settimane gli attacchi di diversi esponenti del partito di maggioranza. Riserve sullo svolgimento delle elezioni del 30 ottobre, vinte di stretta misura da Banda, sono state espresse anche dalla Conferenza episcopale (ZEC) che in una recente nota si era detta preoccupata della polarizzazione del clima politico nel Paese. (L.Z.) (Radio Vaticana, 27/11/2008)

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Varato il nuovo governo, arresti dopo disordini (Alice/Apcom, 16/11/2008)

E' rimasta pressoché invariata rispetto al precedente esecutivo la composizione del nuovo governo varato dal neo-eletto presidente dello Zambia, Rupiah Banda, che ha scelto per la vice-presidenza il ministro della Giustizia George Kunda. Gli unici ministri non confermati - riferisce l'agenzia Misna - sono quelli alle Finanze, alle Politiche abitative, alle Pari opportunità e all'Agricoltura. Confermati invece tutti i vertici militari. "Siamo ansiosi di cominciare a lavorare per mantenere le promesse fatte durante la campagna elettorale" ha detto Banda nel suo primo incontro con i giornalisti. L'annuncio del nuovo governo arriva all'indomani della presentazione di un ricorso da parte dell'opposizione. Ieri, Michael Sata, il candidato sconfitto nelle elezioni presidenziali del 30 ottobre, ha presentato ricorso chiedendo un riconteggio delle schede; uno sviluppo annunciato e atteso da giorni che segue contestazioni di piazza a Kitwe, seconda città del paese. Secondo le ricostruzioni della stampa locale, centinaia di dimostranti del Fronte patriottico, il partito di Sata, hanno eretto posti di blocco, dato alle fiamme automobili e infranto vetrine di negozi. La polizia sostiene che a originare la protesta è stato l'arresto di padre Frank Bwalya, direttore della radio cattolica Icengelo. Orientata al servizio dei più poveri e nota anche per seguiti programmi di informazione, in passato l'emittente è finita più volte nel mirino del governo; l'ipotesi degli inquirenti è che Bwalya abbia invitato a contestare in piazza i risultati delle elezioni. Fonti di stampa locali riferiscono che in seguito ai disordini di Kitwe sono state arrestate 38 persone. (Alice/Apcom, 16/11/2008)

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Dopo elezioni: disordini a Kitwe, opposizione chiede riconteggio schede (Misna, 14/11/2008)

"Tutti dicono 'hanno trovato il modo di far vincere il governo anche questa volta' ma, più che tensione, avverto un sentimento di rassegnazione": da Chirundu, una cittadina un centinaio di chilometri a sud di Lusaka, padre Michele Crugnola dice alla MISNA che lo scontro politico degli ultimi giorni non cambierà gli equilibri di potere nello Zambia. Michael Sata, il dirigente di opposizione sconfitto nelle elezioni presidenziali del 30 ottobre, ha annunciato oggi che il suo partito ha presentato ricorso in tribunale, chiedendo un nuovo conteggio delle schede. Uno sviluppo annunciato e atteso da giorni. "Sin dall'annuncio della vittoria del candidato del governo Rupiah Banda – dice il missionario – era chiaro che ci sarebbero stati ricorsi giudiziari. In tanti sospettano che ci siano state irregolarità, ma non credo a sviluppi imprevisti". Nonostante alcune dichiarazioni di Sata, che prima del voto aveva detto di non aver intenzione di riconoscere una sconfitta in caso di brogli, dopo il 30 ottobre non c'erano stati disordini né violenze. Le prime contestazioni di piazza si sono verificate ieri, a Kitwe, la seconda città del paese. Secondo le ricostruzioni della stampa locale, centinaia di dimostranti del Fronte patriottico (Pf), il partito di Sata, hanno eretto posti di blocco, dato alle fiamme automobili e infranto vetrine di negozi. La polizia sostiene che a originare la protesta è stato l'arresto di padre Frank Bwalya, direttore della radio cattolica 'Icengelo'. Orientata al servizio dei più poveri e nota anche per seguiti programmi di informazione, in passato l'emittente è finita più volte nel mirino del governo; l'ipotesi degli inquirenti è che Bwalya abbia invitato a contestare in piazza i risultati delle elezioni.[ VG] (Misna,  14/11/2008)

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Dopo elezioni “paese diviso”, preoccupazione dei vescovi (Misna, 12/11/2008)

Le recenti elezioni presidenziali vinte dal candidato di maggioranza Rupiah Banda “hanno mostrato le debolezze del sistema elettorale nazionale”, acuendo “le divisioni nella popolazione”: lo ha detto la Conferenza episcopale dello Zambia, sottolineando che “oggi il paese appare più polarizzato di quanto fosse all’indomani dell’introduzione del multipartitismo”. Nel messaggio, diffuso a pochi giorni dalle elezioni, i vescovi sottolineano che “anche la scarsa affluenza alle urne - solo il 43% degli aventi diritto a fronte del 70% registrato nelle elezioni del 2006 – è il risultato della percezione di brogli e scarso rispetto delle procedure”. I religiosi hanno invitato il nuovo governo a riformare il sistema elettorale prima delle prossime votazioni del 2011, “e ad assicurare al paese una nuova Costituzione entro il 2009”. I vescovi hanno chiamato inoltre i politici a evitare pericolose spaccature in seno agli elettorati e ad operare per il bene della nazione. [AdL] (Misna, 12/11/2008)

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Commissione elettorale: vince presidente Banda (Reuters, 02/11/08)

Il presidente in carica dello Zambia, Rupiah Banda, ha vinto le elezioni presidenziali, battendo con uno stretto margine il rivale Michael Sata. Lo ha detto oggi la commissione elettorale nazionale. Banda, un centrista vicino alla comunità degli affari e diventato presidente dopo la morte per infarto di Levy Mwanawasa lo scorso agosto, ha ottenuto 718.359 voti contro i 683,150 di Sata, secondo i risultati finali delle 150 circoscrizioni elettorali. Sata, a capo del Fronte patriottico, ha accusato i funzionari di avere truccato il voto e ha promesso che contesterà il risultato. (Reuters, 02/11/08)

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Spoglio presidenziali, leader opposizione sata in testa (Adnkronos/Upi, 31/10/08)

Secondo i primi risultati delle presidenziali di ieri in Zambia il leader dell'opposizione Michael Sata, leader del Fronte patriottico, e' in testa con 187.873 voti contro i 96.325 voti ottenuti dal vicepresidente Rupiah Banda. A riferirlo e' AllAfrica.com, mentre il sito della commissione eleTorale precisa che i dati riguardano 47 delle 150 circoscrizioni eleTorali. Le elezioni presidenziali in Zambia si sono rese necessarie per la morte del presidente, il 59enne Levy Mwanawasa, deceduto a Parigi lo scorso 19 agosto all'ospedale militare Val-de-Grace, dove si trovava ricoverato dalla fine di giugno. (Adnkronos/Upi,  31/10/08)

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Presidenziali: cominciato spoglio, opposizione avanti (Misna, 31/10/08)

Con le operazioni di spoglio arrivate al 12% dei voti, Michael Sata, candidato alle elezioni presidenziali del partito di opposizione Fronte patriottico (Pf), è al momento in vantaggio sul rivale Rupiah Banda, del Movimento per la democrazia multipartitica (Mmd). Più distanziati gli altri due candidati alla successione di Levy Mwanawasa, il presidente scomparso ad agosto per un ictus. Secondo dati parziali resi noti dalla commissione eleTorale, in 19 dei 150 collegi in cui è diviso il paese il Pf ha ottenuto il 60% delle preferenze mentre il Mmd si è fermato al 31%. Bassa l’affluenza alle urne che la televisione pubblica Znbc ha stimato essere inferiore al 50% degli aventi diritto. Le operazioni di voto si sono svolte in un’atmosfera di correttezza con pochi e ininfluenti incidenti. Diversi invece i problemi di carattere organizzativo dovuti anche alla difficoltà da parte dei cittadini di ottenere una nuova scheda eleTorale in caso di smarrimento; una situazione che aveva convinto ieri la commissione eleTorale a prolungare di qualche ora l’apertura dei seggi in alcune località del paese.[ GB] (Misna,  31/10/08)

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Presidenziali, terminate operazioni di voto nella calma, ma si temono disordini dopo annuncio primi risultati (Apcom, 30/10/2008)

Le elezioni presidenziali sono terminate questa sera in una situazione di relativa calma nello Zambia, lasciando però temere dei disordini all'annuncio dei primi risultati se dovesse vincere il partito al potere. "Nell'insieme, le cose sono andate bene durante lo scrutinio", ha dichiarato all'Afp il portavoce della Commissione elettorale dello Zambia, Cris Akufuna, precisando che ci sono stati casi in cui le schede non erano pronte. Secondo i media dello Zambia, vi è stato un basso tasso di partecipazione in diverse province. Alcuni seggi hanno ritardato la chiusura per permettere agli aventi diritto, che attendevano davanti ai seggi all'ora prestabilita per la chiusura, di votare. Lo scrutinio, organizzato a seguito del decesso ad agosto del presidente Levy Mwanawasa, si è svolto in un clima di tranquillità e le operazioni di spoglio sono iniziate poco dopo la chiusura dei seggi. I primi risultati parziali dovrebbero essere annunciati domani, secondo le autorità, che hanno posto polizia ed esercito in stato di allerta per impedire qualsiasi violenza dopo le minacce del leader dell'opposizione e dei tafferugli fra polizia e militanti di inizio settimana. Il candidato Michael Sata ha minacciato di non riconoscere i risultati del voto se li dovesse considerare truccati a favore del suo principale rivale, il presidente ad interim Rupiah Banda. Sata oggi has ribadito che il Movimento per la democrazia multipartita (Mmd) di Banda, non poteva vincere l'elezione "senza la frode". "Noi sappiamo che la polizia e la commissione eleTorale sono implicate nei tentativi di frode", ha accusato ancora il capo del Fronte patriottico (Pf) dopo aver deposto la scheda nell'urna. Queste esternazioni hanno fatto risorgere lo spettro dello scrutinio del 2006, quando Michael Sata aveva criticato i risultati e i suoi sostenitori si erano scontrati con le forze dell'ordine per diversi giorni dopo l'annuncio della viToria di Mwanawasa. "Sono andato nei quartieri e i tre quarti della gente dice che vuole un cambiamento. Potrebbero scatenarsi dei disordini se i risultati fossero in favore del partito al potere", dice Barry Lukwesa, un disoccupato di 25 anni. Per calmare i bollenti spiriti, Banda si è mostrato fermo e ha messo in guardia i suoi oppositori contro qualsiasi tentativo di violenza. "Nessuno ha il diritto di turbare la pace in questo Paese. Fino a quando i risultati dello scrutinio non saranno resi noti, resto presidente e non permetterò che ciò accada", ha dichiararo ieri nel corso del suo ultimo comizio eleTorale. A 71 anni, l'ex vice presidente del Paese punta sulla continuità, promettendo di portare avanti la politica economica del suo predecessore, di combattere la povertà e di "garantire l'unità del Paese". Michael Sata, che è stato più volte ministro nei precedenti governi, gioca la carta del "salvatore" per il 64% degli abitanti che vive con meno di due dollari al giorno e, in caso di viToria, ha promesso di trasformare il Paese in capo a qualche settimana. Oltre ai due favoriti, sono in lizza Hakainde Hishilema del Partito unito per lo sviluppo nazionale (Updn), arrivato terzo nell'ultima elezione e l'ex vice presidente Godfrey Miyanda del Partito dell'Eredità (Hp). (con fonte Afp) (Apcom, 30/10/2008)

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Domani si vota per eleggere il nuovo Presidente (Alice/Apcom, 29/10/08)

I due principali candidati alla Presidenza dello Zambia hanno indicato nello sviluppo economico del Paese la loro priorità di governo, per far fronte alla crisi dei mercati finanziari internazionali. Circa 4 milioni di eleTori saranno chiamati domani alle urne per eleggere il successore di Levy Mwanawasa, il Presidente deceduto lo scorso agosto per un'emorragia cerebrale. I seggi domani mattina alle 6 locali (5 in Italia) e chiuderanno alle 18 locali. Alle ultime elezioni l'affluenza superò il 70%. I risultati finali si conosceranno la prossima settimana. Oltre a Banda e Sata, corrono per la massima carica dello Stato l'imprenditore Hakainde Hichilema e il generale in pensione Godfrey Miyanda. Il vincitore rimarrà in carica fino al 2011, anno della fine del mandato del defunto Mwanawasa, riconfermato alla Presidenza nel 2006.
Mwanawas aveva conquistato vasta popolarità tra la popolazione facendo della lotta alla corruzione il punto nevralgico della sua presidenza, autorizzando indagini su presunte appropriazioni indebite avvenute sotto il suo predecessore Frederick Chiluba, e facendo pressioni per annullare l'immunità all'ex presidente. Una politica che ha favorito l'arrivo di investimenti stranieri e lo sviluppo economico del Paese, che negli ultimi anni ha registrato tassi di crescita annui aTorno al 5%, anche se rimane ancora diffusa la povertà. Nei comizi di chiusura della campagna eleTorale, il Presidente facente funzioni Rupiah Banda ha dichiarato di voler seguire le orme di Mwanawasa, mentre il leader dell'opposizione, Michael Sata, ha promesso tagli delle tasse. Nel 2006, Sata, leader del Fronte Patriottico, aveva conquistato il 29% dei consensi contro il 43% di Mwanawasa. Gli osservatori prevedono che sarà Banda a completare i tre anni del secondo mandato di Mwanawasa. (Alice/Apcom,  29/10/08)

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Messaggio dei leader cristiani alla vigilia del voto presidenziale (Fides, 16/10/2008)

No alle false promesse e alla compravendita dei voti, sì al rispetto delle regole democratiche e al pacifico confronto tra i candidati. Sono alcune delle indicazioni per le prossime elezioni presidenziali offerte dalle tre principali confessioni cristiane dello Zambia: la Conferenza Episcopale dello Zambia (ZEC), il Council of Churches in Zambia (CCZ) e l'Evangelical Fellowship in Zambia (EFZ). In un messaggio comune, pubblicato alla vigilia del voto, anticipato del 30 ottobre per la morte del Presidente Levy Patrick Mwanawasa, i rappresentati delle tre confessioni religiose (per la Chiesa cattolica ha firmato il testo Sua Eccellenza Mons. George Cosmas Zumaire Lungu, Vescovo di Chipata e Presidente della ZEC) invitano i cittadini dello Zambia a “mantenere lo stesso spirito di unità di intenti e di preghiera dimostrato durante la malattia e i funerali del Presidente Mwanawasa nelle prossime settimane, di fronte alla sfida delle elezioni imminenti”.
I leader religiosi ricordano che lo Zambia ha vissuto nel suo recente passato tre momenti speciali: l'indipendenza nel 1964; il ritorno del multipartitismo nel 1991; la difesa della Costituzione nel 2001 per impedire una sua modifica volta a far ottenere un terzo mandato al Presidente dell'epoca, Fredrick Chiluwa. In tutti questi eventi “le tre Chiese hanno giocato il loro legittimo ruolo di offrire non solo delle analisi imparziali ma anche una guida etica” sottolineano i leader cristiani. “Per cui non è solo giusto ma anche necessario che le Chiese abbiano un ruolo chiave in questo momento della nostra storia. Questo infatti è un momento storico, come il Paese è chiamato a procedere con unità, saggezza e coraggio dopo la tragedia dell'improvvisa morte del Presidente Mwanawasa”.
“Per questo motivo - si afferma nel documento- facciamo appello al popolo dello Zambia perché respinga tutti i candidati che non rispettino il codice di condotta elettorale conducendo una campagna elettorale caratterizzata da menzogne e mezze verità, false promesse e corruzione per ottenere voti, minacce e violenza per influenzare i risultati. Dobbiamo valutare criticamente quello che viene detto dai candidati e quello che viene riportato dai mezzi di comunicazione”. I leader religiosi chiedono alle autorità governative “di dimostrare dedizione professionale per un processo elettorale regolare, efficiente e trasparente, prima, durante e immediatamente dopo la giornata elettorale” e di evitare che le risorse statali siano utilizzate per dare un ingiusto vantaggio a uno dei candidati.
Si chiede infine ai politici e ai partiti politici di rispettare le regole elettorali e di riconoscere che della tanto acclamata crescita economica degli ultimi anni non ha beneficiato la maggior parte dei cittadini dello Zambia. “In conclusione, chiediamo che i due week-end che precedono le elezioni presidenziali siano un periodo di intensa preghiera per il nostro amato Paese. Questo messaggio pastorale, in inglese e tradotto nelle lingue locali, dovrà essere letto nelle chiese delle tre confessioni ed essere diffuso il più possibile. Chiediamo che il messaggio diventi un argomento di discussione e una guida” conclude il documento. (Fides, 16/10/2008)

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Annunciate nuove elezioni presidenziali (Peacereporter, 10/09/2008)

Il 30 ottobre si terranno in Zambia nuove elezioni per nominare il successore all'ex presidente Levy Mwanawasa, morto a giugno per infarto. La notizia è stata data dal vice presidente, Rupiah Banda, capo del Movement for Multi-party Democracy e candidato alle elezioni, che dovrà affrontare la dura opposizione di Michael Sata, del Fronte Patrottico. Nel dare l'annuncio Banda ha esortato i suoi concittadini a restare tranquilli durante la campagna elettorale. (Peacereporter,  10/09/2008)

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Presidenziali: capo stato ad interim rappresentera' partito governo(Misna, 08/09/2008)

"Voglio contribuire a unire il partito e il paese e continuare le nostre politiche": è stata questa la prima dichiarazione del capo dello stato facente funzione dello Zambia, Rupiah Banda, dopo essere stato eletto candidato del partito di governo alle presidenziali di novembre. Nella riunione decisiva del comitato esecutivo nazionale del Movimento per la democrazia multipartitica (Mmd), venerdì sera Banda ha conquistato 43 voti, a fronte dei soli 11 ottenuti dal suo principale rivale, il ministro delle Finanze Ng'andu Magande. Alcuni editoriali apparsi oggi sulla stampa di Lusaka sottolineano come il confronto nel partito di governo tra ben 14 aspiranti candidati abbia rappresentato "una manifestazione di democrazia"; diversi esperti locali sostengono d'altra parte che la preoccupazione maggiore degli investitori internazionali resta la "continuità" con le politiche dell'ex-capo dello stato Levy Mwanawasa, morto il mese scorso dopo aver garantito per sette anni un consistente afflusso di capitali stranieri. Vice-presidente dal 2006, già ministro degli Esteri negli anni '70, Banda ha di recente ribadito la volontà di mantenere un rapporto privilegiato con la Cina, un paese che ha investito in modo massiccio nelle miniere di rame dello Zambia e progetta ora di stanziare l'equivalente di 630 milioni di euro per creare zone economiche "libere" dove le imprese nazionali operino in regime di esenzione fiscale. I rapporti con Pechino sembrano destinati a essere al centro della campagna elettorale: questa mattina anche il candidato del principale partito di opposizione, il Fronte patriottico, ha detto di esser determinato a "proteggere gli investimenti cinesi".[VG] (Misna, 08/09/2008)

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Presidenziali: sfida a due per rappresentare partito di governo (Misna, 01/09/2008)

Sono due i possibili candidati del partito di governo alle elezioni presidenziali in programma nello Zambia in autunno: la sfida è tra Rupiah Banda, capo di stato facente funzione dal primo luglio, e il ministro delle Finanze Ng’andu Magande. Pur privo di legami storici con il Movimento per la democrazia multipartitica (Mmd) al potere dal 1991, Banda ha incassato ieri l’importante sostegno della sezione provinciale di Lusaka; in una lettera inviata alla segreteria nazionale dell’Mmd il presidente “ad interim” è definito “un dirigente visionario”, già in grado di conquistare “la fiducia e il rispetto” di Levy Mwanawasa, il capo di stato scomparso il 19 agosto dopo sette anni alla guida del paese. “The Times of Zambia”, un quotidiano legato a doppio filo al governo, riprende dichiarazioni di dirigenti pubblici e funzionari di partito secondo i quali Banda è la persona più adatta per proseguire le politiche di Mwanawasa. La partita elettorale sembra giocarsi proprio attorno all’eredità del presidente scomparso, apprezzato da molti connazionali per aver saputo favorire un certo sviluppo economico e lottato con coerenza contro la corruzione. Nel fine settimana la vedova di Mwanawasa ha detto a un giornale di Lusaka che l’ex capo di stato riteneva Magande, e non Banda, il candidato migliore a succedergli; confermate oggi dal ministro dell’Agricoltura, queste indicazioni potrebbero riaprire i giochi a pochi giorni dalle “primarie” di venerdì. Nonostante gli occhi degli osservatori siano tutti per il Movimento per la democrazia multipartitica, a prepararsi al voto sono anche le forze opposizione. La più importante, il Fronte patriottico, proporrà come nel 2006 la candidatura di Michael Sata; tutto secondo programma anche nel Partito unitario per lo sviluppo nazionale, che punterà sul presidente Hakainde Hichilema.[ VG] (Misna, 01/09/2008)

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Guida del paese passa a vice-presidente (Misna,  21/08/2008)

È ora Rupiah Banda, il vice-presidente del defunto Levy Mwanawasa, a guidare lo Zambia in attesa di elezioni anticipate, che in base alla costituzione devono tenersi entro 90 giorni dal vuoto presidenziale. Banda, uomo d’affari di 72 anni, ha alle spalle una lunga carriera politica ed era stato nominato vice-presidente nel 2006. Il ministro delle Finanze, Nd’andu Magande, ha assicurato che non ci sarà alcun cambiamento di politica sotto la nuova direzione. Intanto, si è appreso che il corpo di Mwanawasa, deceduto in un ospedale parigino all’età di 59 anni dopo essere stato colpito da un ictus cerebrale, giungerà in patria domenica prossima; i funerali potrebbero tenersi lunedì o martedì prossimo, ma data e luogo delle esequie non sono ancora stati annunciati ufficialmente. [CC] (Misna,  21/08/2008)

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Morto a Parigi il presidente Mwanawasa (Peacereporter, 19/08/08)

Levy Mwanawasa, 59 anni presidente dello Zambia è morto oggi nell'ospedale militare Val de Garce di Parigi dove si trovava ricoverato da diverso tempo. "E' una grave perdita per la popolazione dello Zambia" ha detto il presidente francese Nicolas Sarkozy che ha aggiunto: "La morte di Mwanawasa è una perdita per l'Africa e per la democrazia a cui ha dedicato tutta la sua vita". Mwanawasa era stato colpito da ictus durante uno dei vertici dell'Unione Africana a Sharm el Sheikh (Egitto). (Peacereporter,  19/08/08)

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Presidente Mwanawasa e' grave (Ansa, 18/08/08)

Le condizioni del presidente dello Zambia Mwanawasa, ricoverato da fine giugno in un ospedale di Parigi, si sono improvvisamente aggravate.Oggi e' stato necessario operarlo d'urgenza. Lo ha reso noto a Lusaka il vicepresidente Banda, precisando che nonostante l'operazione sia riuscita, il presidente e' ora in uno stato 'grave'. Mwanawasa, 59 anni, era stato colpito da un ictus il 29 giugno a Sharm el-Sheikh, in Egitto, dove partecipava a un vertice dell'Unione africana. (Ansa, 18/08/08)

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Smentita la notizia delle morte presidente, data da una radio sudafricana (Ansa, 03/07/2008)

Annunciata da una radio sudafricana, la morte del presidente dello Zambia Levy Mwanawasa e'stata subito smentita dal n.2 del paese africano. Mwanawasa, 59 anni, era stato ricoverato domenica a Sharm el-Sheikh dopo essere stato colpito da ictus prima del vertice dell'Ua. Era poi stato trasferito a Parigi dove, secondo l'emittente sudafricana Talk Radio 202, sarebbe morto stamane. Ma il vicepresidente Rupiah Banda ha smentito la notizia: 'Il presidente ha avuto una notte soddisfacente'. (Ansa, 03/07/2008)

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Presidente ricoverato a Sharm el Sheik, dove si trova per il vertice dell'Ua (Ansa, 30/06/2008)

Il presidente dello Zambia, Levy Mwanawasa, e' stato ricoverato in ospedale per un problema cardiaco a Sharm el Sheikh, in Egitto. Dove si trova per partecipare al vertice dell'Ua (Unione Africana). Lo hanno reso noto fonti mediche egiziane. (Ansa, 30/06/2008)

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Sindacato agricoltori: "vertice fao ci ha dimenticato" (Misna, 11/06/08)

"Le persone che hanno la capacità di fare effettivamente qualcosa a proposito di questa crisi non sono state invitate a partecipare al vertice Fao per la sicurezza alimentare", svoltosi a Roma la settimana scorsa: è la prima dichiarazione rilasciata dal nuovo presidente della Federazione internazionale dei produttori agricoli (Ifap). Ajay Vashee, già presidente del Sindacato nazionale degli agricoltori dello Zambia, è stato eletto ieri a Varsavia presidente della principale organizzazione che riunisce i contadini di tutto il mondo. È la prima volta nella storia dell'Ifap, fondata nel 1946, che la presidenza viene affidata a un paese in via di sviluppo. Vashee ha ricevuto l’appoggio essenziale dei paesi di Africa, America latina, Mediterraneo e Asia; lo attendono ora grandi sfide, prima tra tutte la riforma dell'Ifap in chiave di contrasto dell’emergenza alimentare. Vashee ha descritto così i suoi piani: "La mia ambizione è consolidare i vantaggi ottenuti dall'Ifap per gli agricoltori e ottenere ancora di più nei prossimi due anni per dare una migliore risposta alle esigenze degli agricoltori; vogliamo creare una strategia volta a risolvere la crisi alimentare mondiale, aiutare i contadini a sviluppare la produzione agricola e incentivare il servizio che svolgono, affrontare il cambiamento climatico e valutare la produzione sostenibile di biocombustibili". Parlando del vertice Fao, Vashee ha detto che le soluzioni adottate a Roma sono "confusionarie e caotiche", aggiungendo che il non aver preso in considerazione l'Ifap "dimostra come le nostre agenzie multilaterali siano sconnesse e scollegate dal situazione sul terreno". [CO] (Misna,  11/06/08)

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Crescita economica e processo costituzionale (Equilibri, 20/05/08)

Il Governo del Presidente Mwanawasa ha trovato nell'impennata dei prezzi del rame e nel sempre più forte afflusso di capitali stranieri, in particolare dalla Cina, la giusta ricetta per risollevare il paese dalla crisi economica. Nonostante il triennio 2004-2007 abbia visto diminuire costantemente l'inflazione nessuna misura concreta è stata però intrapresa per risolvere il problema della povertà in cui versa la popolazione zambiana. Sulla stessa scia anche il budget per il 2008 che riduce ulteriormente i finanziamenti per l'agricoltura a cui è dedita quasi il 65% della popolazione. Il ritorno al dialogo da parte dell'opposizione guidata da Michael Sata in merito al processo di revisione costituzionale lascia presagire una pacifica risoluzione di quest'ultimo ed è quindi prevedibile che lo Zambia continui positivamente il suo periodo di crescita economica e politica. (…) Dario La Nasa (Equilibri – su abbonamento, 20/05/08)

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Deforestazione: ogni anno ‘spariscono’ 850.000 ettari (CO, Misna, 28/04/2008)

Sono più di 850.000 gli ettari di foreste disboscati ogni anno in Zambia. Il tasso di deforestazione è significativamente cresciuto negli ultimi anni e se la tendenza prosegue, secondo l'Organizzazione delle Nazioni Unite che si occupa di alimentazione e agricoltura (Fao), c'è il rischio della perdita completa della biodiversità conservata nelle foreste zambiane. Il paese dell'Africa subtropicale è considerato attualmente uno degli stati con la maggiore superficie forestale del mondo, con circa 60 milioni di ettari (il 60% della superficie del paese). Tra i principali effetti della deforestazione, visibili soprattutto nella regione di Mwami vicino la frontiera con il Malawi, c'è la costante erosione del suolo e la rovina dei raccolti, con conseguenze gravissime per la popolazione. (CO, Misna,  28/04/2008)

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Forze dell'ordine in allerta per la situazione in Zimbabwe (Peacereporter, 02/04/2008)

Lo Zambia sta seguendo con attenzione l'evolversi dello spoglio elettorale nel vicino Zimbabwe, il cui ritardo nella pubblicazione dei risultati potrebbe provocare il ricorso alla violenza, e ha deciso di allertare le proprie forze dell'ordine. A preoccupare il ministro della Difesa, George Mpombo, è il fatto che la situazione possa degenerare dopo l'annuncio dei risultati delle elezioni, come è successo nel dicembre scorso in Kenya. "Il problema è che lo scoppio di disordini in Zimbabwe possa coinvolgere anche noi in quanto Paese confinante", afferma Mpombo, "speriamo quindi che si riesca a tenere sotto controllo la situazione". L'Occidente accusa lo Zambia, che presiede la Southern Africa Development Community (SADC), di essere troppo accondiscendente con il Presidente dello Zimbabwe, Robert Mugabe. Pur avendo parlato un anno fa dello Zimbabwe come di un "Titanic che sta affondando", il presidente dello Zambia, Levy Mwanawasa, aveva infatti smorzato i toni dopo aver capito che gli altri leader della SADC non condividevano la sua affermazione. (Peacereporter, 02/04/2008)

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L’acqua a prezzo fisso non funziona (Greenreport, 25/03/08)

Quel che accade a Lusaka, pur nella sua eccezionalità, mette in discussione come ed a quale prezzo “sostenibile” debba essere gestito un bene prezioso per tutti. Secondo quanto ha detto allo Zambia Daily Mail Simon Mwale, direttore delle relazioni pubbliche della Lusaka Water and Sewerage Company (Lwsc), un’azienda che si occupa del trattamento delle acque di Lusaka, la capitale della Zambia, «almeno il 50% dell’acqua è sprecata da consumatori di Lusaka. L’offerta e la perdita di acqua registrate sono pari». Lwsc ha adottato diversi mediti per limitare lo spreco: audit, introduzione di contatori e controlli sulle perdite. «La compagnia idrica ha avviato un programma per distribuire, entro il 2008, carte di lettura a tutti i clienti le cui abitazioni sono dotate di contatori», ha detto Mwale, secondo il quale lo spreco d’acqua è il risultato della tariffa fissa, istituita in seguito al danneggiamento di gran parte dei contatori di Lusaka. La Lwsc chiede anche ai sui “clienti” di riparare le condotte sabotate o danneggiate (spesso per allacci abusivi) per evitare perdite d’acqua, segnalando alla compagnia le perdite all’esterno delle abitazioni. In Zambia l’acqua è una risorsa preziosissima, tanto che appare stilizzata nel suo stemma e che il Paese prende il nome dal fiume Zambesi, le siccità devastanti sono sempre più ricorrenti ed hanno colpito pesantemente la produzione agricola provocando persistenti carestie che hanno portato all’intervento delle agenzie dell’Onu per fornire cisterne e trivellare più di 100 pozzi in 38 distretti del Paese. La stessa Banca mondiale era intervenuta per mettere in piedi, con un finanziamento gestito anche dalla Lwsc, per realizzare una migliore rete di distribuzione. Almeno nella capitale Lusaka questo non sembra funzionare, forse gli abitanti della capitale hanno equivocato sul principio di acqua come “bene comune” ed hanno provveduto a smantellare i fastidiosi contatori, il prezzo fisso, che prendeva atto del sabotaggio generalizzato e tendeva a fornire a tutti un servizio comunque, ha invece fatto innalzare lo spreco di una risorsa che è stata ritenuta evidentemente gratuita per la quota “eccedente”. Quel che accade a Lusaka, pur nella sua eccezionalità, forse dovrebbe essere ben valutato con preoccupazione anche dal movimento per l’acqua mondiale e in particolare in casa nostra, perché mette in discussione come ed a quale prezzo “sostenibile” debba essere gestito un bene prezioso per tutti. (Greenreport,  25/03/08)

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500 minatori licenziati e 7 sindacalisti arrestati per protesta contro i datori di lavoro cinesi (Peacereporter, 06/03/2008)

La Bbc ha oggi riportato via web la notizia del licenziamento di 500 minatori zambiani colpevoli di aver protestato contro il proprio datore di lavoro cinese a causa delle condizioni di sfruttamento in cui erano costretti a lavorare, nel nord dello Zambia. Gli operai sono accusati di aver lanciato pietre contro i cinesi e di aver incendiato alcuni edifici; licenziati con effetto immediato, hanno tre giorni per poter presentare la domanda di riassunzione, mentre sette sindacalisti sono stati arrestati. Tali provvedimenti sono stati considerati inaccettabili dal segretario generale dell'Unione nazionale dei minatori associati (Numaw). Il manager della miniera è stato portato in ospedale dopo l'assalto, originato dalle voci in base alle quali i manager cinesi avrebbero optato per le proprie vacanze al posto di prendere in considerazione le richieste di aumento salariale e di miglioramento delle condizioni di lavoro espresse dagli operai. (Peacereporter, 06/03/2008)

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Se l’Africa si ribella a vecchi e nuovi amici (Greereport, 06/03/2008)

(…)L’agenzia missionaria AsiaNews dà notizia di «tre feriti gravi (tra cui un cinese) e danni agli edifici e alle attrezzature il bilancio delle proteste di ieri alla fonderia di rame di Chambishi a Kitwe (Zambia), quando circa 500 lavoratori hanno lanciato sassi e assalito i dirigenti cinesi, costringendoli a barricarsi negli uffici. Ci sono stati scontri con la polizia, che ha impedito che i locali fossero incendiati. Dopo le devastazioni i dimostranti hanno lasciato la zona e i sindacati locali hanno ripreso la trattativa con la proprietà cinese per migliorare salari e condizioni di lavoro». Gli operai africani sono in sciopero perché chiedono ai “padroni” cinesi un aumento del loro misero salario di 80 dollari al mese, ma i cinesi non ne vogliono nemmeno sentir parlare, visto che per la fonderia in costruzione hanno investito 200 milioni di dollari all’interno di un megaprogetto da 900 milioni per lo sfruttamento delle ricchissime miniere di rame di Chambishi, dove il governo dello Zambia assicura speciali esenzioni fiscali.
«I cinesi non rispettano la leggi dello Zambia sul lavoro – dice Teddy Chisala, rappresentate dei lavoratori - Da anni i minatori accusano i cinesi di sfruttamento, per le pessime condizioni di lavoro e i bassi salari. Nel 2005 un’esplosione in una miniera, ritenuta conseguente allo scarso rispetto delle misure di sicurezza, ha provocato almeno 50 morti. Nel luglio 2006 i minatori hanno assalito la miniera quando la proprietà non ha rispettato i concordati aumenti salariali: la polizia ha sparato sui dimostranti. Nel 2007 il presidente Hu Jintao, in visita in Zambia, ha dovuto annullare la prevista tappa presso la miniera, per evitare proteste di massa». Insomma un colonialismo “rosso” e con gli occhi a mandorla che cerca di applicare in Africa brutali metodi di sfruttamento del lavoro già sperimentati dai “capitalisti” per sostenere con le materie prime dello Zambia la crescita della Cina.
Ma Obliageli Ezekwesili, vicepresidente della Banca mondiale per la regione africana, chiede proprio al governo comunista cinese di cooperare per rispondere «alle sfide che impediscono all’Africa ad una crescita sostenibile». Secondo Pechino il principio sottinteso al sostegno della Cina sono i benefici mutuali e la reciprocità, e secondo la Ezekwesili «Quel che è pertanto differente è la scala degli obiettivi di questi investimenti. La cooperazione Cina-Banca mondiale per l’Africa dovrebbe concentrarsi sulle infrastrutture, l’integrazione regionale, la gestione delle risorse naturali, l´agricoltura e la tecnologia. Lavorando più strettamente insieme, potremo sostenere gli sforzi dei nostri partner africani, in quanto leader dl proprio sviluppo».
Chissà se tra i leader africani per lo sviluppo sono compresi anche gli inferociti minatori di Chambishi. (…)(Greereport, 06/03/2008)

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Minatori in rivolta nel nord, picchiato manager cinese (Alice/Apcom, 05/03/2008)

Il manager cinese di una miniera di rame nel nord dello Zambia è stato ricoverato in ospedale dopo essere stato aggredito dai suoi dipendenti. Stando a quanto riportato oggi dal quotidiano Times of Zambia, i dipendenti della miniera di Chambishi hanno dato alle fiamme un autocarro e una guardiola, danneggiando anche altre strutture dell'azienda di proprietà cinese. I lavoratori sono in sciopero da lunedì scorso per chiedere migliori condizioni di lavoro e migliori salari. Ieri, circa 500 dipendenti sono penetratri nella nuova fonderia ancora in costruzione dell'azienda e hanno cominciato a lanciare sassi e a urlare slogan contro la Cina. Nei tumulti sono rimasti feriti anche due zambiani. Il Segretario generale dell'Unione nazionale dei minatori e dei lavoratori associati, Albert Mando, ha condannato gli atti di violenza e ha chiesto pazienza per i colloqui avviati con i dirigenti dell'azienda. I sindacati lamentano da tempo le condizioni di insicurezza in cui sono costretti i lavoratori e i loro bassi salari. Nel 2005, un'esplosione nella miniera di Chambishi causò la morte di 51 dipendenti zambiani, scatenando forte indignazione pubblica. Lo scorso anno, il Presidente cinese Hu Jintao annullò la sua visita a Chambishi per timore di proteste, dopo aver annunciato nuovi investimenti nel settore minerario per 800 milioni di dollari e la cancellazione del debito del paese africano. Grande produttore di rame, lo Zambia ha concesso alla Cina un accordo per la gestione delle miniere del paese. Pechino è presente anche nel commercio, nell'agricoltura e nel settore delle costruzioni. La crescente influenza cinese in Zambia è stata al centro anche della campagna elettorale del 2006, quando il leader dell'opposizione Michael Sata coniò lo slogano 'lo Zambia agli zambiani'. (Alice/Apcom, 05/03/2008)

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Zambia e Zimbabwe allertano eserciti per rischio inondazioni (Peacereporter, 11/02/2008)

Zambia e Zimbabwe hanno allertato le proprie forze militari per far fronte alle probabili inondazioni causate dalla apertura di una chiusa della diga presente sul fiume Zambezi, che segna il confine tra i due Paesi. L'apertura è necessaria per alleggerire la pressione sulla diga, aumentata dopo che negli ultimi giorni sulla zona si sono abbattute fortissime piogge. Per garantire la massima sicurezza, i due governi hanno anche programmato l'evacuazione di 100mila persone. (Peacereporter, 11/02/2008)

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La Corte Suprema blocca l'espulsione dello scrittore britannico (Peacereporter, 24/01/2008)

La Corte Suprema ha bloccato il provvedimento di espulsione dello scrittore britannico Roy Clarke, accusato di aver offeso il presidente Levy Mwanawasa definendolo "elefante ridicolo". La Corte ha giudicato la punizione richiesta sproporzionata all'offesa. I giudici hanno permesso allo scrittore di rimanere nel Paese, consigliandogli di desistere dallo scrivere altri articoli offensivi. (Peacereporter, 24/01/2008)

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Se il rame inquina l’acqua e la vita (Greenreport, 07/01/2008)

Secondo il Sunday Times of Zambia di Lusaka, il Consiglio per l’ambiente dello Zambia ha annunciato severe misure contro la miniera di rame Mopani (Mcm) e la compagnia Mulenga di trattamento delle acque in seguito all’inquinamento dell’acqua potabile a Mufulira, nella provincia di Copperbelt, che ha provocato il ricovero di almeno 582 persone colpite da forti dolori addominali e in tutto il corpo, vomito ed altri sintomi dopo aver bevuto l’acqua del rubinetto, un bene che nel Paese africano è altrettanto prezioso del rame, spinto in alto da una crescente domanda mondiale di materie prima. Il direttore del Consiglio per l’ambiente, Edward Zulu, ha detto alla Zambia National broadcasting corporation che «è in corso un’inchiesta per valutare il grado di inquinamento e determinare i fattori che hanno condotto a questo incidente nel centro di trattamento delle acque. Secondo i risultati di questa inchiesta, potremmo raccomandare la chiusura dell’insieme del sistema al fine di salvaguardare delle vite umane». Zulu ha accusato l’azienda mineraria e quella idrica di negligenza perché avrebbero lasciato che effluenti dell’attività mineraria inquinassero l’acqua delle falde sotterranee e poi i depositi per la distribuzione. “Incidenti” che si ripetono frequentemente in Africa e che vedono spesso le autorità locali chiudere tutti e due gli occhi davanti alle attività di grandi compagnie rese sempre più potenti dall’aumento dei prezzi, da una nuova richiesta di materiali come il rame e dal fatto che spesso rappresentano l’unica fonte di lavoro per intere popolazioni, quel che è certo è che le miniere dell’Africa australe sono considerate tra gli impianti più pericolosi e inquinanti del pianeta e che solo casi eclatanti come quelli dello Zambia portano a galla una realtà di vera e propria devastazione di intere aree che si svolge a scapito di altre risorse ambientali sempre più scarse, della biodiversità e della salute umana. (Greenreport, 07/01/2008)

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