Il Palmarès delle JCC 2008 (Cinemafrica, 02/11/08)
Si è conclusa ieri a Tunisi la 22. edizione delle Journées Cinématographiques de Carthage (JCC), il festival cinematografico più antico del continente africano che ospita ogni due anni, alternandosi con il Fespaco di Ouagadougou in Burkina Faso, il meglio della produzione cinematografica panafricana e panaraba, tra Africa, Mediterraneo, Medio Oriente e diaspore africane. Di seguito i principali premi attribuiti dalla Giuria Ufficiale della sezione Cinema, presieduta dallo scrittore algerino Yasmina Khadra (Mohamed Moulessehoul) e composta dall’olandese Sandra Den Hamer (Hubert Bals Fund/Filmmuseum Amsterdam), dall’attore egiziano Ezzat El Aleyli, dalla giornalista e regista nigerina Rahmatou Keita, dal regista tunisino Nouri Bouzid, dall’attrice francese Emmanuelle Béart e dal musicista senegalese Ismael Lo. Il Tanit d’Oro è stato attribuito a Teza dell’etiope Haile Gerima, che ha ottenuto anche altri quattro riconoscimenti, per la migliore sceneggiatura, la migliore fotografia, la migliore musica e il migliore attore non protagonista (Abeye Tedla). Il Tanit d’Argento è andato al palestinese Rashid Masharawi per il suo Leila’s Birthday, che ha ricevuto anche il Premio per il miglior interprete maschile, Mohamed Bakri. Mentre il Tanit di Bronzo è stato assegnato al tunisino Karim Dridi, per il suo Khamsa, che ha ricevuto anche il Premio per il miglior montaggio. Nella sezione cortometraggi, il Tanit d’Oro è andato a Clean Hands Dirty Soap dell’egiziano Karim Fanous, il Tanit d’Argento a Lazhar del tunisino Bahri Ben Yahmed e il Tanit di Bronzo a Little Sun del siriano Alfounz Tanjour. Tra gli altri premi assegnati dalla Giuria Ufficiale, ricordiamo inoltre: il Tanit d’Oro per l’insieme della carriera all’attore maliano-burkinabè Sotigui Kouyaté; la Menzione Speciale per l’originalità della costruzione narrativa a Ein Shams (Eye of the Sun) dell’egiziano Ibrahim El Batout; il Premio Opera Prima all’algerino Lyès Salem per il suo Mascarades, premiato anche per l’attrice rivelazione Rym Takoucht; e, infine, il Premio Speciale della Giuria a La Maison jaune dell’algerino Amor Hakkar. [Maria Coletti] (Cinemafrica,
02/11/08)
Incontro Rice-Ben Ali, poi partenza per Algeri (SwissInfo, 06/09/2008)
Il segretario di stato americano Condoleezza Rice è dalla scorsa notte a Tunisi per la seconda tappa della sua missione nel Maghreb che la porterà anche in Algeria e in Marocco. E' arrivata alle 02:20 alla base militare di
Aouina, nei pressi di Tunisi, dove è stata accolta dal ministro degli esteri tunisino Abdelwaheb
Andallah. Proveniva da Tripoli dove ha avuto uno storico incontro con il leader libico Muammar
Gheddafi. Dopo un colloquio di lavoro con Andallah Condoleezza Rice ha incontrato il presidente tunisino Zine al Abidine Ben Ali e successivamente si è recata al cimitero americano per rendere omaggio ai soldati morti durante la seconda guerra mondiale. La visita in Tunisia del capo della diplomazia americana è la prima di alto responsabile americano dopo il viaggio di Colin Powell nel 2003 e la visita nel 2006 dell'allora segretario alla Difesa Donald Rumsfeld che volle, in
quell'occasione, ringraziare il governo tunisino per la collaborazione nella lotta contro il terrorismo. Condoleezza Rice lascerà la Tunisia diretta a ad Algeri per la terza tappa del suo tour nella regione.
(SwissInfo, 06/09/2008)
Presidenziali, si' parlamento a legge 'anti-opposizione'(Apcom, 25/07/2008)
I parlamentari tunisini hanno approvato a schiacciante maggioranza una legge che vieta a una delle figure di punta dell'opposizione di candidarsi alle elezioni presidenziali del prossimo anno. Soltanto cinque membri dell'opposizione, su 189 deputati complessivi, hanno votato contro le modifiche costituzionali. La legge inasprisce le norme che stabiliscono chi possa candidarsi alla presidenza; richiede in particolare che ogni candidato sia leader di un partito politico. Un 'paletto' che esclude Nejib Chebbi, l'unica personalità ad aver formalmente annunciato l'intenzione di "correre" per la carica. Ha ceduto le redini del suo partito, il Pdp (Partito democratico progressista), nel 2006 ma ne resta una figura influente. Nella consultazione del 2009 il presidente in carica, Zine El Abidine Ben Ali, dovrebbe secondo tutti ricandidarsi per un quinto mandato quinquennale. Le nuove norme hanno inoltre abbassato l'età di voto, passata da 20 a 18 anni.
(Apcom,
25/07/2008)
Amnesty denuncia ''torture con la scusa della lotta al terrorismo'' (Peacereporter, 23/06/2008)
"Nascondendosi dietro la motivazione della lotta al terrorismo, le autorità tunisine commettono maltrattamenti e detenzioni arbitrarie" è la denuncia dell'ultimo rapporto di Amnesty International, intitolato "In nome della sicurezza: maltrattamenti abituali in Tunisia". Amnesty elenca una serie di pratiche, come la privazione del sonno, gli elettrochoc e le fine esecuzioni, che sarebbero "in contraddizione non solo con il rispetto dei diritti umani, ma anche con le leggi tunisine". (Peacereporter,
23/06/2008)
Polizia apre fuoco su giovani dimostranti, un morto (SwissInfo, 06/06/2008)
La polizia tunisina ha aperto il fuoco per disperdere centinaia di giovani dimostranti contro la mancanza di lavoro e il crescente costo della vita nel sud-ovest della Tunisia, uccidendo una persona e ferendone diverse altre. Lo hanno detto oggi il governo e rappresentanti dei lavoratori. "Le forze di sicurezza, prese d'assalto dal lancio di oggetti infiammabili, sono state obbligate a intervenire per neutralizzare chi li stava lanciando", ha detto un ufficiale a Tunisi sotto copertura di anonimato. Un giovane di 22 anni è rimasto ucciso da un proiettile al polmone non appena la polizia ha aperto il fuoco, mentre altri 22 dimostranti sono stati feriti. Una fonte governativa ha riferito di tre ufficiali di polizia e cinque dimostranti feriti. Proteste così violente sono rare in Tunisia, dove il governo del presidente Zine al Abidine Ben Ali, al potere dal 1987, tollera poco il dissenso.
(SwissInfo, 06/06/2008)
Disinformazione sull’ islam: un fenomeno da combattere (Misna, 13/05/08)
Correggere la disinformazione sull’Islam nei media moderni: l’argomento è stato al centro di una riunione di esperti, rappresentanti governativi, universitari, esponenti dell’Organizzazione islamica per l’istruzione, la cultura e le scienze (Isesco) e della ‘World islamic call society’ tenuta a Tunisi. “I mezzi d’informazione giocano ormai un ruolo serio: possono gettare un’ombra sull’immagine dell’Islam, ma possono anche migliorarla” ha detto Mahjoub Ben Said, rappresentante dell’Isesco, secondo cui il tema va affrontato con un piano dettagliato e preciso e dovrebbe “raggiungere dimensioni accademiche, culturali ed educative. “Questa riunione – ha sottolineato Ben Said – intende salvaguardare l’immagine dell’Islam vero e moderato che chiede amore e fratellanza”. I partecipanti all’incontro hanno raccomandato ai centri regionali di formazione e alle strutture di produzione audiovisive e multimediali dell’Isesco di Khartoum, Damasco e Teheran di garantire formazione ai giovani giornalisti, chiedendo anche un coinvolgimento dei consiglieri culturali e mediatici della ambasciate dei paesi islamici del mondo occidentale, auspicando infine un dialogo aperto e sincero tra intellettuali e politici dei paesi islamici e non. [CC] (Misna, 13/05/08)
Tragedia in mare: 50 morti e 16 sopravvissuti (Alice/Apcom, 12/05/08)
E' di cinquanta morti e sedici sopravvissuti il bilancio di una nuova tragedia in mare: l'imbarcazione salpata dalla Libia è stata travolta da forti venti sabato al largo delle coste tunisine, secondo il settimanale tunsino "Assabah al Ousboui", in edicola oggi. Le autorità non hanno tuttavia fornito ancora il bilancio definitivo dell'incidente. Ieri il quotidiano "Achourouk" aveva riferito di tre morti e 15 sopravvissuti. In tutto - secondo il settimanale - erano 66 i potenziali immigrati, quasi tutti originari dell'Africa Subsahariana (tra cui cittadini del Camerun, del Kenya, della Costa d'avorio e della Nigeria), partiti giorni prima dalla spiaggia di Zouara, in Libia. Erano diretti all'isola di Lampedusa. L'imbarcazione è finita in panne e gli immigrati sono rimasti cinque giorni e notti al freddo, senza cibo e senza acqua; alcune decine di persone sono morte subito. I cadaveri sono stati gettati in acqua per evitare eventuali epidemie. L'imbarcazione è poi stata trascinata dai venti sulla spiaggia di Bekalta, vicino a Mahdia, 180 chilometri a sud-est di Tunisi. (Alice/Apcom,
12/05/08)
Terrorismo, condannati quattordici giovani salatiti (Alice/Apcom, 08/05/2008)
Quattordici giovani salafiti tunisini sono stati condannati dalla camera penale del Tribunale di primo grado di Tunisi a pene che vanno dai cinque ai quattordici anni di reclusione per appartenenza a un'organizzazione terroristica e tentata fabbricazione di una "bomba a idrogeno" destinata ad atti di sabotaggio. Lo ha annunciato uno dei loro avvocati, Samir Ben Amor. Originari del sud del Paese, gli imputati, dai 19 ai 30 anni, sono stati arrestati nel novembre 2006. Secondo i verbali della vicenda, il leader del gruppo avrebbe riconosciuto di aver sperimentato in due occasioni a Jebel Metlaoui, una montagna nel centro-ovest della Tunisia, l'ordigno che il gruppo si preparava a fabbricare. L'accusa è stata negata dall'imputato durante la sua apparizione in tribunale, ha indicato l'avvocato. Processi in serie di centinaia presunti salafiti sono regolarmente esaminati dai tribunali tunisini in base alla legge antiterrorismo adottato nel dicembre 2003 e criticata dall'opposizione e diverse associazioni per "oltraggio ai diritti umani". (Alice/Apcom,
08/05/2008)
Proteste in piazza per il costo del pane (Instablog, 11/04/2008)
Il caro prezzi si fa sentire anche in Tunisia. Secondo quanto rivelano fonti sindacali, nella cittadina di Redeyef sarebbero scoppiati, da tre giorni, tumulti per il pane, colpito da fortissimi rincari. Le proteste sono piuttosto rare in Tunisia, dove il presidente Zine al Abidine Ben Ali, al potere dal 1987, ha sempre mostrato poca tolleranza per il dissenso. Il livello insostenibile dell'inflazione ha scatenato diversi tumulti nel continente africano negli ultimi mesi: dal Burkina Faso al Camerun, dalla Costa d'Avorio alla Mauritania, fino al Senegal e all'Egitto. (Agr) (Instablog, 11/04/2008)
Tunisia – Austria. Scade questa sera ultimatum per turisti rapiti(Alice/Apcom,06/04/2008)
Scade questa sera a mezzanotte l'ultimatum dell'organizzazione al Qaida nel Maghreb che ha in ostaggio i due turisti austriaci sequestrati il 22 febbraio scorso in Tunisia. In cambio del rilascio di Andrea Kloiber, 44 anni, e di Wolfgang Ebner, 51 anni, i rapitori avevano inizialmente imposto la liberazione di integralisti islamici in Algeria ed in Tunisia, ma, secondo notizie di stampa non confermate, hanno inoltre imposto il pagamento di un riscatto di 5 milioni di euro. La radio pubblica austriaca Orf ha in seguito affermato che hanno aggiunto condizioni supplementari: l'aumento del riscatto, il ritiro dei soldati austriaci dispiegati in Afghanistan e la liberazione di una coppia di estremisti islamici condannati il 10 marzo a Vienna per avere diffuso un video che minacciava attentati in Austria e in Germania. Malgrado l'avvicinarsi della scadenza, la terza dal rapimento, "la vita degli ostaggi non è in pericolo, proseguiremo gli sforzi per la liberazione dei nostri connazionali", ha dichiarato un membro del gruppo di diplomatici austriaci arrivati in Mali per tentare di negoziare la liberazione dei due turisti. Le autorità tunisine avevano messo in dubbio la presenza e il sequestro dei due austriaci in Tunisia. Secondo un'altra fonte vicina ai negoziati, la situazione procede "lentamente" a causa di difficoltà incontrate per mantenere il contatto con i rapitori, che si "spostano molto" nella zona desertica situata tra il Mali e l'Algeria. In un "ultimo ultimatum" diffuso il 24 marzo scorso, il ramo di al Qaida nel Maghreb aveva concesso a Vienna fino alla mezzanotte di domenica 6 aprile per negoziare il rilascio degli ostaggi. "L'Algeria e anche l'Austria non sono pronte a liberare degli integralisti islamici armati in carcere. E' chiaro che il riscatto resta l'elemento essenziale della vicenda", ha ritenuto un'altra fonte vicina alla vicenda a Bamako. (Alice/Apcom, 06/04/2008)
Turisti rapiti, nuove richieste dai sequestratori (Alice/Apcom, 31/03/2008)
I militanti islamici che hanno sequestrato i due turisti austriaci nel nord Africa hanno avanzato nuove richieste per il loro rilascio. Lo ha annunciato la radio austriaca. Secondo l'emittente, i rapitori hanno chiesto il ritiro dall'Afghanistan dei quattro soldati del contingente austriaco. Hanno inoltre chiesto il rilascio di una coppia recentemente condannata a Vienna per il coinvolgimento in un video del marzo 2007 che minacciava attentati in Austria e in Germania. Un portavoce del ministero degli Esteri non ha voluto rilasciare commenti. La settimana scorsa, al Qaida nel Nord Africa islamico, che ha sequestrato a febbraio Wolfgang Ebner e Andrea Kloiber, ha annunciato che la coppia sarà liberata soltanto se saranno scarcerati entro il 6 aprile diversi membri dell'organizzazione detenuti nelle carceri di Algeria e Tunisia. (Alice/Apcom,
31/03/2008)
Ostaggi, al Qaida prolunga ultimatum di una settimana (Apcom, 18/03/2008)
La "cellula" di al Qaida in Maghreb, che ha in ostaggio due cittadini austriaci, ha annunciato di aver prolungato di una settimana il suo ultimatum, scaduto domenica. I terroristi hanno minacciato, in un comunicato diffuso via internet, di ucciderli se si tenterà di liberarli con la forza. "I mujaheddin hanno deciso di dare all'Austria una proroga supplementare di una settimana, a contare da domenica a mezzanotte", si legge nel comunicato sul sito internet della cellula terroristica in Maghreb che tiene in ostaggio i due cittadini austriaci. Il prolungamento dell'ultimatum "risponde a una richiesta del negoziatore", aggiunge il braccio di al Qaida in Mahgreb, senza fornire precisioni su questo negoziatore. Il gruppo mette in guardia che "i mujaheddin ritengono l'Austria, la Tunisia e l'Algeria responsabili della vita degli ostaggi alla scadenza del nuovo ultimatum", il 23 marzo a mezzanotte, "se le loro rivendicazioni non saranno soddisfatte". Ogni tentativo militare di liberare gli ostaggi sarà un fallimento - avvertono - che porterà all'esecuzione immediata degli ostaggi", aggiunge il comunicato. I due austriaci, Wolfgang Ebner e Andrea Kloiber, sono stati rapiti il 22 febbraio dai militanti di Al Qaida, mentre si trovavano nel sud della Tunisia. Secondo informazioni della stampa non confermate ufficialmente, sarebbero detenuti a 150 chilometri a nord della capitale del Mali Bamako, nella regione di Kidal, vicino all'Algeria. (Apcom,
18/03/2008)
Austriaci rapiti, Vienna chiede collaborazione Libia (Apcom, 17/03/2008)
L'Austria ha chiesto alla Libia "di partecipare alla liberazione" dei suoi due connazionali sequestrati il 22 febbraio in Tunisia dal ramo di al Qaida nel Maghreb. Lo ha indicato un diplomatico libico in carica a Bamako. Il "mio Paese è stato sollecitato dall'Austria a partecipare al rilascio dei due ostaggi e faremo tutto il possibile perché gli ostaggi ritrovino la libertà", ha indicato sotto copertura di anonimato. Le autorità di Vienna non hanno voluto confermare un primo contatto telefonico tra il cancelliere Alfred Gusenbauer e il leader libico Muammar Gheddafi, rivelato dagli organi di informazione austriaci e dall'agenzia di stampa libica Jana. L'inviato speciale del governo austriaco Anton Prohaska, ex ambasciatore a Parigi fino al 2007, ha da parte sua avviato contatti a Bamako. Secondo il ministero degli Esteri di Vienna, "ha personalmente incontrato (ieri) il presidente Amadou Toumani Touré per informarlo della vicenda" dei due turisti rapiti. Secondo alcune indiscrezioni, i rapitori e i loro ostaggi si trovano nel nord del Mali ma le autorità di Bamako ufficialmente non hanno confermato la loro presenza. (fonteAfp) (Apcom, 17/03/2008)
Al Qaeda prolunga termine per ostaggi Austria (la Repubblica, 16/03/2008)
Al Qaeda nel Maghreb islamico, il braccio locale dell'organizzazione fondata da Osama bin Laden, ha prolungato la scadenza, fissata a mezzanotte di domenica, dell'esecuzione dei due turisti austriaci. I due, Andrea Kloiber e Wolfgang Ebner, sequestrati il 22 febbraio scorso in Tunisia si ritiene siano ora ostaggio in Mali. Ne ha dato notizia Vienna specificando che l'estensione del termine e' stata concessa per dare tempo all'Austria per il rilascio di dieci membri degli ex salafiti detenuti nelle prigioni di Tunisi e Algeri. (la Repubblica, 16/03/2008)
Tunisia - Turisti austriaci rapiti sono prigionieri in Mali, dice militare(Reuters, 16/03/2008)
I due turisti austriaci rapiti da sedicenti membri di al Qaeda sono tenuti nella remota zona di Kidal, nel nordest del Mali, secondo quanto riferito oggi da un alto ufficiale del Mali. "Le nostre informazioni indicano la presenza (dei due uomini rapiti) in territorio maliano, nella regione di Kidal, e più precisamente nel settore di Tegargar", ha detto a Reuters l'ufficiale che ha chiesto di non essere nominato. La dichiarazione dell'ufficiale conferma le informazioni riportate ieri da un sito algerino, Ennahar, secondo cui i due ostaggi erano tenuti prigionieri nel nord del Mali, da una branca nordafricana di al Qaeda. I prigionieri, Andrea Kloiber, di 43 anni e Wolfgang Ebner, di 51 anni, sono scomparsi lo scorso mese mentre erano in vacanza in Tunisia, e il loro rapimento è stato rivendicato da al Qaeda il 22 febbraio scorso. I rapitori hanno chiesto un riscatto in soldi e la liberazione di 10 militanti imprigionati in Algeria e Tunisia in cambio dei due turisti. L'ultimatum per soddisfare le loro richieste scade alla mezzanotte di oggi. L'Austria ha confermato stamani che un suo diplomatico è stato inviato in Mali per tentare di risolvere la crisi.(Reuters, 16/03/2008)
Tunisia – Ostaggi austriaci: chiesto il rilascio di 5 terroristi (Euronews, 15/03/2008)
I due ostaggi austriaci rapiti in Tunisia lo scorso 22 febbraio verranno rilasciati in cambio della liberazione di cinque militanti islamici algerini rinchiusi nelle carceri del Maghreb. La sorte di Wolfgang Ebner e Andrea Kloiber è appesa al filo di un ricatto formulato nelle scorse ore dall'organizzazione di Al Qaida nel Maghreb. A Vienna la notizia è stata accolta con comprensibile preoccupazione. "Non possiamo liberare questa gente che non è rinchiusa nelle nostre carceri e comunque non accettiamo di negoziare con il coltello alla gola" ha subito precisato il cancelliere Alfred Gusenbauer. La polizia austriaca ha comunque confermato che contatti sono in corso con i terroristi per tentare di giungere a una soluzione del caso. Uno dei terroristi di cui i rapitori chiedono la liberazione è il responsabile del rapimento di 32 turisti avvenuto nel 2003 nel Sahara algerino. Attualmente si trova rinchiuso in una prigione algerina in attesa di un processo che è stato piu volte rinviato.(Euronews, 15/03/2008)
Proposta di legge per l'abolizione della pena di morte (R.Barducci, Ag. Radicale, 15/03/2008)
Una trentina di deputati presenteranno a giorni alla Camera dei Deputati un progetto di legge per l'abolizione della pena capitale in Tunisia. Questa iniziativa é stata lanciata da due deputati dell'Unione Democratica Unionista (UDU, partito d'opposizione), Mustapha Yahyaoui e Abdemalek Laâbidi. In Tunisia i progetti sono sempre stati presentati dal presidente della Repubblica o da membri del governo. Questa procedura per l'avvio del progetto di legge costituisce pertanto una novità. Il progetto di legge stabilisce che "il diritto alla vita é sacro" e che "nessuna autorità, rappresentata da un essere umano, può privare una persona di questo diritto". Secondo gli autori dell'iniziativa, il progetto avrebbe per ora ricevuto l'appoggio di 25 deputati dell'opposizione mentre gli eletti del Rassemblement Constitutionnel Démocratique (RCD, al potere) non hanno finora aderito a questo progetto di legge. Peraltro i tribunali tunisini continuano a pronunciare condanne a morte anche se il paese osserva, de facto, una moratoria sulle esecuzioni. Il presidente della Repubblica si era impegnato, nel Novembre 2007, in un'intervista concessa a "Le Figaro Magazine" a non controfirmare nessuna esecuzione di condanna a morte. Un centinaio di personalità tunisine, comprendenti artisti, avvocati e difensori dei diritti umani, avevano annunciato, a Giugno 2007, la costituzione di una coalizione contro la pena di morte. L'ultima esecuzione in Tunisia risale al 1993, data dell'impiccagione di un assassino seriale colpevole di stupri e assassinii di bambini a Nabeul. Secondo l'ultimo rapporto di Amnesty International, Gibuti rimane il solo paese arabo ad avere abolito la pena di morte.(R.Barducci, Ag. Radicale, 15/03/2008)
Austria conferma: ricevuto ultimatum al Qaida (Alice/Apcom, 13/03/2008)
I sequestratori "hanno formulato delle rivendicazioni politiche", ha dichiarato il portavoce del Ministero, Peter Launski-Tieffenthal, rivendicazioni che "non possono essere soddisfatte dall'Austria dato che riguardano la liberazione di detenuti che si trovano in Tunisia e in Algeria": "E' stato tuttavia intrapreso ogni sforzo per permettere il ritorno degli ostaggi sani e salvi nel Paese", ha concluso il portavoce. Le condizioni per lo scambio sono state diffuse anche su un sito internet islamico: nel messaggio a firma dell'organizzazione - cui sono state allegate anche sei foto dei due ostaggi, Wolfgang Ebner e Andrea Kloiber - Al Qaida nel Maghreb chiede, per la liberazione degli austriaci, il rilascio di tutti i membri del gruppo detenuti in Tunisia e Algeria. Nel comunicato si concedono tre giorni alle autorità austriache per soddisfare le loro richieste. Martedi scorso, in una telefonata fatta alla emittente araba al Jazeera, un portavoce del gruppo che si fa chiamare Salah Abu Muhammad, aveva letto un comunicato di rivendicazione del gruppo: "Abbiamo rapito due austriaci, Wolfgang Ebner, 51 anni e Andrea Kloiber, 40 anni, ha affermato il terrorista precisando che i due stanno bene e vengono trattati bene in base alla sharia islamica". I terroristi precisavano che il rapimento era avvenuto il 22 febbraio scorso in territorio tunisino. Ma il governo di Tunisi ha negato che il sequestro sia avvenuto sul suolo tunisino. Secondo le autorità tunisine, i due austriaci di Salisburgo sono stati visti l'ultima volta nel villaggio di Matmata, nel sud della Tunisia, da dove partono le escursioni verso lo Shott El Jerid (il lago salato) e il deserto del Sahara che si trovano sia in territorio tunisino che algerino.(Alice/Apcom, 13/03/2008)
Tunisia – In Algeria i due austriaci rapiti da al-Qaeda (la Repubblica, 11/03/2008)
Sarebbero in Algeria i due turisti austriaci dispersi dal 22 febbraio scorso in Tunisia, e il cui sequestro e' stato rivendicato ieri dall'Organizzazione di 'al-Qaeda' per il Magreb Islamico, branca nord-africana della rete terroristica fondata da Osama bin Laden. Lo sostiene il quotidiano in lingua araba 'Annahar', citando non meglio specificate "fonti algerine", a detta delle quali i presunti ostaggi si troverebbero in un'imprecisata localita' a ridosso del confine tra i due Paesi; i rapitori l'avrebbero attraversata tra le localita' di Tebessa e Oued Souf. "Ricerche sono in corso per individuarli e circondarli", prosegue il giornale, "cosi' da poter intavolare un dialogo e aprire negoziati". I due austriaci sono stati identificati come Wolfgang Ebner, 51 anni, e Andrea Kloiber, una donna sulla quarantina; l'ultima volta in cui si sono avute notizie certe su di loro risale alla meta' del mese scorso, quando visitarono il villaggio tunisino di Matmata, nel sud. (la Repubblica,
11/03/2008)
Il rapimento dei due turisti potrebbe segnare una svolta per il terrorismo (Guido Olimpio, Corriere della Sera, 10/03/2008)
Il rapimento dei due turisti, se davvero è stato compiuto da un gruppo qaedista e non si tratta di un depistaggio, può aprire uno scenario inquietante per la Tunisia. Il paese nord africano, a parte un paio di episodi, è stato risparmiato in questi anni dalla violenza islamista anche se è nota l’attività di militanti sia all’interno dei confini che all’estero. Il sequestro dunque rischia di trascinare la Tunisia nelle tensioni che hanno sconvolto fino ad oggi l’Algeria, dove opera “Al Qaeda nella terra del Maghreb”. Numerose indagini hanno dimostrato come gli estremisti algerini abbiano nelle loro file “fratelli” tunisini. Un gruppo di questi militanti si rese protagonista oltre un anno fa di una furiosa battaglia con le forze dell’ordine. A guidarli un “emiro” ricercato dalla Giustizia italiana e poi ucciso nello scontro a fuoco. La strategia di “Al Qaeda nella terra del Maghreb” è quella di federare sotto il suo stendardo i simpatizzanti che operano in Nord Africa, in Mali, Niger, Mauritania. Con l’estensione delle attività terroristiche nell’aree limitrofe la fazione cerca di catturare l’attenzione generale e dimostrare che è viva nonostante le perdite subite. Inoltre vuol ribadire di essere non un movimento locale – legato solo alla crisi algerina – ma un punto di riferimento regionale. Il terzo elemento da sottolineare è l’obiettivo. Colpire il turismo vuol dire arrecare un danno immenso in quanto è una voce importante nel bilancio della Tunisia. Il sequestro segue un altro attacco, compiuto in Mauritania in dicembre, che è costato la vita a quattro francesi. Anche allora l’attentato è stato rivendicato da “Al Qaeda nella terra del Maghreb” che si è affidata ad una cellula locale capace, qualche mese dopo, di dare l’assalto all’ambasciata israeliana a Nouackott. E’ interessante, infine, rilevare come i presunti sequestratori dei due austriaci abbiano fatto riferimento alla causa palestinese: per gli esperti è un tentativo di presentarsi come paladini di quanto soffrono a Gaza e trovare una giustificazione ai loro atti criminali. (Guido Olimpio, Corriere della Sera,
10/03/2008)
Condanna a morte e pene pesanti per ribelli salatiti (Peacereporter, 21/02/2008)
La corte d'appello di Tunisi ha confermato una delle condanne a morte emesse in primo grado contro alcuni dei trenta membri di un gruppo salafita implicato negli scontri armati avvenuti nel dicembre 2006 e gennaio 2007 a sud di Tunisi, che, secondo un bilancio ufficiale, avevano causato 14 morti, tra cui due agenti della sicurezza. Confermata la pena capitale per Saber Ragoubi, convertita in ergastolo per un altro imputato. Due condanne all'ergastolo emesse in primo grado sono state ridotte a 30 e 20 anni di reclusione. Confermate tutte le altre pene detentive. La maggior parte degli imputati erano accusati di incitazione alla violenza settaria e di militare nell'organizzazione terroristica 'Esercito di Assad Ibn Furat', i cui capi, un mauritano e tre tunisini, erano morti negli scontri. I leader del gruppo sarebbero stati addestrati alla macchia in Algeria dal Gruppo salafita per la predicazione e il combattimento (Gspc), diventato poi 'Al Qaida in Maghreb'. (Peacereporter,
21/02/2008)