Dopo le alluvioni, scuola gratuita per gli scolari (Radio Vaticana, 06/10/2008)
Primo giorno del nuovo anno scolastico oggi per due milioni di bambini, tornati in classe in ritardo a causa delle inondazioni che hanno colpito il paese. Ad accoglierli la decisione presa dal governo in questi giorni, di introdurre la scuola gratuita per i bambini dai sei ai nove anni. Una decisione importante - sottolinea l'agenzia Misna - per un paese che ha subìto un drastico calo della scolarizzazione dal 1990 ad oggi, passando da un tasso del 95% al 73%. Le tasse scolastiche annue pagate dalle famiglie variano da 1500 cfa a 8000 secondo le regioni, e ne saranno esentati i bambini che potranno presentare un certificato di nascita che attesti la loro età, come spiegato dal ministro dell’Educazione primaria e secondaria Yves Nagou, ammettendo che questa procedura potrebbe comportare dei problemi. “Sappiamo che in alcune regioni i bambini non hanno certificati di nascita perché non sono stati iscritti all’anagrafe. Per risolvere il problema stiamo organizzando con i colleghi del ministero della Giustizia, delle commissioni che accertino l’età dei bambini ed emettano certificati nuovi” ha detto il ministro citato dal sito internet governativo ‘Republic of Togo’, aggiungendo che per il momento la scuola sarà gratuita solo per chi ha la documentazione. Nagou ha inoltre annunciato fondi per provvedere a materiale scolastico di base, inclusi i libri, che normalmente vengono pagati dalle famiglie. (R.P.) (Radio Vaticana,
06/10/2008)
Premier Mally rassegna le dimissioni (Alice/Apcom, 06/09/2008)
Il primo ministro di Togo, Komla Mally, ha rassegnato oggi le dimissioni, a meno di un anno dal suo insediamento a capo del governo. Lo annuncia un comunicato dell'ufficio di presidenza, senza spiegare le motivazioni della decisione. Il presidente Faure Gnassingbe ha accettato le dimissioni del premier. I quotidiani indipendenti di Togo hanno accusato il primo ministro di inefficienza e scarsa operosità. Mally era stato nominato a capo dell'esecutivo lo scorso 3 dicembre.
(Alice/Apcom, 06/09/2008)
Olimpiadi. Canoa, bronzo storico (la Repubblica, 12/08/2008)
Viene dall'acqua la prima medaglia del Togo alle olimpiadi. Banjamin Boukpeti conquista un bronzo storico nella canoa slalom K1. L'atleta di colore ha stupito tutti con una prova impeccabile. Entusiasmo alle stelle alla fine della finale: Boukpeti ha esploso la sua gioia per l'incredibile exploit spezzando la sua pagaia. Ventisette anni compiuti da pochi giorni, Boukpeti nasce in Francia nel 1981 da genitori originari del paese africano, si allena a Tolosa con il campione del mondo Fabien Lefevre, che oggi l'ha preceduto sul podio vincendo l'argento. "Ho cercato di entrare nella nazionale francese - ha detto in conferenza stampa - ma lì la selezione era durissima e poi era già troppo vecchio. Mi sono anche lussato le spalle, per cui ho preferito gareggiare sotto la bandiera del Togo". Boukpeti ha deciso di gareggiare per il Togo a partire dal 2003 e ora nel paese africano ne ha già fatto un idolo nazionale.
(la Repubblica,
/08/2008)
Le conseguenze sociali del traffico di droga in Africa occidentale
(Fides, 28/07/2008)
Cresce l'allarme sociale per il consumo di droga nel Togo, uno dei Paesi dell'Africa occidentale utilizzati dai narcotrafficanti come punto di transito degli stupefacenti verso l'Europa. La quantità di droga che arriva sulle coste africane è così elevata che ormai si è creato un mercato locale degli stupefacenti, anche perché i trafficanti trovano conveniente pagare con carichi di cocaina e di cannabis invece che con denaro la rete di appoggi locali. Nella sola capitale togolese, Lomé, vi sono almeno 40 "ghetti" dove si concentrano gli oltre 3.500 tossicodipendenti locali registrati dalle organizzazioni di assistenza umanitaria. L'età di queste persone va dagli 8 ai 40 anni, tra di loro molti sono stranieri. Nel giro di pochi anni si è assistito ad una rapida crescita del numero dei tossicodipendenti: erano 2mila nel 2001, dei quali 12 sono morti, 3mila nel 2006, con 68 morti e 3.575 nel 2007 con centinaia di morti. Cresce anche il numero degli studenti che fanno uso di sostanze psicotrope come "stimolanti" per affrontare gli esami. La sostanza più diffusa è la cannabis ma l'abuso di cocaina è in aumento. Le strutture sanitarie locali devono far fronte alla conseguenze dell'utilizzazione di droga. Il 42 per cento dei pazienti psichiatrici, ad esempio, è vittima dell'abuso di stupefacenti. Fino a cinque anni fa, non vi era un solo togolese coinvolto nel traffico di droga. Ora invece è in crescita il numero di togolesi arrestati per reati relativi agli stupefacenti, in Togo e soprattutto all'estero, in particolare in Europa. In Togo inoltre sono in aumento gli arresti di stranieri coinvolti nel traffico di droga, generalmente in transito attraverso il Togo. Secondo i dati dell'ente togolese antidroga (CNAD), nel 2007 sono stati arrestati 584 trafficanti di droga, poi processati e condannati da uno a cinque anni di reclusione. La droga sequestrata in Togo viene bruciata. Nel 2008 sono stati sequestrati finora poco più di 253 chilogrammi di droga, per un valore totale di circa 23,8 milioni di dollari. La droga sequestrata e poi bruciata comprendeva 201 kg di cannabis, 50 kg di cocaina, un chilogrammo di eroina e un certo quantitativo di sostanze sintetiche. Secondo il CNAD circa 1,5 tonnellate di cannabis, 37 kg di eroina, e 7 kg di cocaina sono stati sequestrati nel 2005; 425 kg di cannabis, 37 kg di cocaina sequestrati nel 2006, 702 kg di cannabis, 12 kg di eroina, e 59 kg di cocaina, nel 2007. (L.M.)
(Fides, 28/07/2008)
Anche qui scoppia "villettopoli" (Greenreport, 28/07/2008)
Non sappiamo se sia una novità assoluta nell'Africa delle bidonville, ma quel che sta accadendo a Lomé la capitale del piccolo Togo, è certamente un fatto singolare per un continente che sembrava finora avere altro sa fare che occuparsi del proprio paesaggio. L'Agence de presse africaine dà notizia che un'associazione chiamata "Les Amis de Lomé" è insorta contro un progetto di costruzione di 150 residenze del valore di 9 miliardi di franchi Cfa sulla spiaggia di Lomé (nella foto) e si sono appellati al Capo dello Stato per chiedere l'arresto dei lavori. A capeggiare l'associazione è l'ex ministro Me Djovi Gally, che in una conferenza stampa ha detto indignato che «Il togolese ha osato, con un contratto di locazione in data 6 dicembre 2007, concedere la nostra spiaggia di Lomé-Ablogamé, per una superficie di oltre 10 ettari alla Stdh (Société Togolaise de Développement Touristique). Che scandalo!». La Stdh sembra ignorare le parole di fuoco di questa specie di Asor Rosa togolese, e da qualche tempo ha iniziato i lavori di costruzione di 150 ville residenziali sulla spiaggia. Gally fa rilevare che il Togo ha solo 45 chilometri di litorale marino e che la sua capitale Lomé, ne ha appena 10: «La spiaggia di Lomé è il nostro solo bene comune. Per noi e per le generazioni future. Les amis de Lomé, i cittadini di Lomé e la popolazione di Lomé non accetteranno ma che sia svenduta la nostra spiaggia, il nostro bene comune, il nostro unico bene. No questo progetto non passerà mai». Secondo Guy il progetto potrebbe essere realizzato almeno in un altro luogo e sottolinea che «non è stato oggetto di nessun studio di impatto sull'ambiente come stipulano le disposizioni della legge-quadro sull'ambiente adottata dall'Assemblée Nationale (il Parlamento del Togo ndr) all'unanimità il 28 maggio 2008. Una legge che dice esplicitamente: «Nessuna occupazione, sfruttamento, nessun insediamento suscettibile di costituire una fonte di danno di qualunque natura sia, può essere effettuato o realizzato sulla riva del mare e su tutta l'estensione del demanio pubblico marittimo, senza l'autorizzazione delle autorità competenti», e poi: «l'autorizzazione non è accordata che dopo la concessione di un certificato di conformità ambientale da parte del ministro incaricato dell'ambiente, in seguito ad uno studio d'impatto sull'ambiente prodotto da realizzatore dell'opera». Per questo Dovi Gally ha chiesto al Presidente del Togo, Faure Gnassingbé, (meglio noto come Faure Eyadéma) di bloccare «questo affare, perchè nessuno e d'accordo, anche all'interno del governo». L'Apa riferisce anche che il presidente degli "Amis de Lomé" ha anche messo in guardi «gli eventuali acquirenti delle ville a costruire, prendendosi un rischio maggiore, finanziario ed ecologico, impegnandosi in un'avventura senza sbocco». Intanto è stata annunciata una coalizione contro la costruzione di résidences a Lomè ed il lancio di una petizione popolare contro questo progetto.
(Greenreport,
28/07/2008)