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TANZANIA - 2008

Recuperate le salme dei 4 italiani, pilota vivo ma grave (Ansa, 09/11/2008)

Animali: pipistrello gigante salvato da estinzione (Swissinfo, 31/10/08)

Grave incendio sul Kilimanjaro (Montagna.tv, 30/10/08)

Arrestate 5 persone per omicidio di una bambina albina (Alice/Apcom, 21/10/2008)

Albini protestano contro la superstizione che li uccide (Misna, 20/10/2008)

Albini vittime degli stregoni organizzano protesta, le parti dei loro corpi usati come pozioni che rendono ricchi. (Apcom, 19/10/2008)

Digitale, pubblica, universale: pronta la rivoluzione tv (Alice/Apcom, 09/09/2008)

Dibattito sull'introduzione dei tribunali islamici nel Paese (Peacereporter, 25/08/2008)

Gli "Ogm" fanno paura: nuovo monito del governo (Misna, www.misna.org 11/08/2008)

Il vescovo pensa ad un rilancio dell'agricoltura e chiede aiuti per le scuole (Radio Vaticana, 08/08/2008)

Non si ferma la caccia agli albini (Asca, 28/07/2008)

Minaccia per la popolazione: forma mutata di virus influenzale (Agi, 10/06/2008)

Zanzibar al buio da otto giorni, rischio epidemie (Alice/Apcom, 30/05/2008)

Il Presidente lancia una campagna contro la violenza alle donne (GranmaInt., 28/05/2008)

Allarme prezzi. Vietata l'esportazione dei cereali (Alice/Apcom, 23/05/2008)

Due missionarie muoiono in incidente stradale (Misna, 09/05/2008)

Estratti altri 5 corpi senza vita dalla miniera colpita da un'inondazione (Radio Vaticana, 02/04/2008)

Si affievolisce la possibilità di trovare vivi 66 minatori intrappolati (Peacereporter, 31/03/2008)

Miniera indondata: 59 minatori mancano all’appello (Leggonline, 30/03/2008)

Incidente in miniera, morti, decine di dispersi (SwissInfo, 29/03/2008)

Arusa: Fu genocidio, ergastolo a padre Se romba (M. ALberizzi, Corriere della Sera, 12/03/2008)

Proliferazione delle armi: la Tanzania promuove un’iniziativa regionale (LM, Fides, 10/03/2008)

Gutierres: porre fine all'esilio di circa 218mila burundesi (Aise, 07/03/2008)

Bush: Arrestate 9 persone accusate di progettare attentati (LM, Fides, 26/02/08)

Tra crisi di governo e nuove prospettive democratiche (Daniela Chibbaro, Equilibri, 18/02/2008)

Proteste di piazza contro visita presidente americano (AdL, Misna, 16/02/2008)

Creato fondo speciale per combattere la povertà (Peacereporter, 25/01/2008)

Giornalisti investigativi attaccati con acido e macete (Alice/Ap, 07/01/2008)

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Recuperate le salme dei 4 italiani, pilota vivo ma grave (Ansa, 09/11/2008)

Sono stati recuperati solo stamattina i corpi dei quattro italiani (gli altoatesini Franco Tamiazzo e sua moglie Stefania, e i veneti Claudio Zornitta e la compagna Paola) che ieri mattina hanno perso la vita in un incidente aereo in Tanzania. Le salme, si è appreso da uno dei due funzionari dell'ambasciata italiana in Tanzania che si trovano in queste ore sul posto, sono state trasferite all'obitorio di Moschi, piccola località ai piedi del Kilimanjaro. Già nella serata di ieri, a quanto si è appreso, le autorità locali avevano individuato il relitto del piccolo Cessna 206 che si è schiantato contro la cima Mawenzi (4.330 metri di quota) del Kilimanjaro, versante tanzaniano: arrivate sul posto però, erano riuscite a estrarre ancora vivo dalle lamiere fumanti solo il pilota, un keniano, mentre i quattro passeggeri italiani erano tutti morti. Il recupero delle salme, data la zona impervia e il calar della notte, è stato rinviato a stamattina. Non se ne ha ancora la certezza ma, in attesa della conclusione delle indagini, si ipotizza che le cause dell'incidente possano essere state il maltempo o un guasto meccanico. Due funzionari dell'ambasciata italiana in Tanzania stamani hanno raggiunto la piccola cittadina di Moschi dove si trovano le salme dei quattro. In queste ore sono in contatto con l'Unità di Crisi della Farnesina e con i familiari delle vittime per il disbrigo delle formalità per il rimpatrio delle salme, che dovrebbe avvenire non prima di tre o quattro giorni. Il pilota keniano sopravvissuto miracolosamente allo schianto versa in condizioni gravi al 'Kilimanjaro Christian Medical Center Referral Hospital' di Moschi, ma al momento non sembra in pericolo di vita. I quattro avevano trascorso un periodo di vacanze in Kenya dopo una missione umanitaria in Tanzania (Tamiazzo era un dentista, Zornitta un ortodonzista) ed era previsto ripartissero ieri. Poi un contrattempo, ed il rinvio. Quindi la decisione di fare un'escursione per vedere dall'alto il Kilimanjaro. Avevano noleggiato il piccolo Cessna a sei posti, ed erano decollati intorno alle 11:00 (09:00 italiane) dalle colline di Kyuli, in Kenya. Circa un'ora dopo l'impatto, nei pressi della vetta del Mawenzi, una delle tre principali cime della montagna. (Ansa,  09/11/2008)

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Animali: pipistrello gigante salvato da estinzione (Swissinfo, 31/10/08)

Il pipistrello gigante, dall'apertura alare fino a 1,68 metri, è stato salvato dall'estinzione in Tanzania. Lo riferisce il gruppo ambientalista Fauna e Flora International. La "volpe volante di Pembà, come viene denominata questa specie di pipistrelli che si ciba di frutta, era arrivato a contare 22 mila esemplari; poi circa venti anni fa è stato classificato a rischio estinzione. Il progetto di conservazione ha permesso alla specie di salvarsi, una eccezione rispetto alla crescente scomparsa di animali e piante legata alla distruzione degli habitat ed all'incremento della popolazione umana. I pipistrelli erano una volta considerati una prelibatezza, e venivano cacciati e mangiati in tutta l'isola di Pemba, nell'arcipelago di Zanzibar, area di provenienza di quelli 'giganti'. (Swissinfo,  31/10/08)

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Grave incendio sul Kilimanjaro (Montagna.tv, 30/10/08)

Un vasto incendio ha bruciato, nei giorni scorsi, la foresta del Kilimanjaro, la montagna più alta d'Africa. Le fiamme, scatenate sul versante est del vulcano, si sono spostate verso occidende finendo per bruciare il celebre rifugio Mandara, che sorge a 2.750 metri di quota sulla via di salita "Marangu". La notizia dell'incendio, diffuda dalla Xinhua Agency, è stata confermata da Warden Nyamakumbati Mafuru, responsabile del parco nazionale del Kilimanjaro, che però non ha fornito dettagli sulle dimensioni del rogo nè sui danni provocati dalle fiamme. Mafuru si è limitato a riferire che il rogo è scoppiato lunedì sulle pendici orientali del vulcano per poi espandersi, spinto dal vento, verso occidente fino a raggiungere il celebre rifugio Mandara. I responsabili del parco sono intervenuti insieme agli abitanti dei villaggi dei dintorni per domare le fiamme. (Montagna.tv,  30/10/08)

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Arrestate 5 persone per omicidio di una bambina albina (Alice/Apcom, 21/10/2008)

Cinque persone sono state arrestate nella zona nord-occidentale della Tanzania con l'accusa di aver ucciso domenica scorsa una bambina albina di nove anni. Sono almeno 26 gli albini uccisi in Tanzania dall'inizio dell'anno. Il nuovo omicidio è avvenuto solo poche ore dopo la manifestazione tenuta domenica dalla comunità degli albini a Dar es Salaam, per protestare contro questa serie di omicidi. Gli stregoni utilizzano le parti del loro corpo, capelli, braccia, gambe e sangue, per preparare pozioni che avrebbero il potere di rendere le persone ricche. Stando a quanto riferito alla Bbc dal capo di polizia del distretto di Kahama, Shaibu Mohammed, domenica gli aggressori hanno sfondato la porta di casa della bambina, l'hanno trascinata fuori e le hanno tagliato la gola. Quindi le hanno mutilato il corpo, portando via gambe e chiome di capelli.
Domenica gli albini sono stati ricevuti dal Presidente Jakaya Kikwete, che nei mesi scorsi ha sostenuto programmi di sensibilizzazione e ha favorito l'elezione in parlamento di un albino. Durante l'incontro, Kikwete ha assicurato l'impegno delle forze dell'ordine nella cattura dei responsabili. La caccia all'albino ha colpito anche il vicino Burundi, dopo alla fine di settembre ci sono stati due omicidi. Da allora, le autorità hanno deciso di mettere sotto protezione la comunità. Stando ai dati diffusi dall'Associazione degli albini della Tanzania, sono circa 4.000 gli albini registrati nel Paese, ma si stima che possano essere anche 173.000. (Alice/Apcom, 21/10/2008)

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Albini protestano contro la superstizione che li uccide (Misna, 20/10/2008)

Hanno marciato per chiedere protezione per gli albini e contro la superstizione, le persone che ieri hanno partecipato alla manifestazione a Dar es Salaam organizzata dall’associazione degli albini della Tanzania. Non meno di 28 albini sono stati uccisi dallo scorso anno nel nord del paese a causa della credenza popolare, alimentata da fattucchieri e “medici tradizionali”, secondo cui parti del loro corpo servono in pozioni e rituali magici per attirare la buona fortuna e la ricchezza. L’albinismo è una anomalia congenita ereditaria che, a causa dell’assenza di un enzima che sintetizza la melanina, si manifesta con una quasi totale mancanza di pigmentazione nella pelle, nei capelli, nei peli, nelle ciglia e nell’iride. Il presidente tanzaniano Jakaya Kikwete, parlando ai dimostranti alla fine della marcia, ha fermamente condannato questa pratica contro cui ha avviato una campagna nazionale; ha inoltre reso noto che 47 persone sono state arretrare per essere interrogate in relazione agli omicidi. Kikwete ha promesso un attivo coinvolgimento delle autorità per combattere il fenomeno e il traffico che si è creato intorno ad esso. Al-Shaymaa Kwegyr, una donna albina recentemente nominata deputata dal presidente, ha detto che esistono bande criminali legate a questa superstizione. Almeno due omicidi di albini sono avvenuti recentemente anche nel confinante Burundi, nella provincia di Ruyigi, dove la polizia ha scoperto che le parti delle vittime sono vendute in Tanzania. “Siamo terrorizzati anche di stare da soli o di andare da qualunque parte non accompagnati per evitare ogni rischio” ha detto Ernest Kimaya, presidente dell’Associazione degli albini della Tanzania durante la manifestazione. Un terrore condiviso dagli albini anche oltre il confine burundese dove le autorità locali hanno deciso di trasferire tutti i 45 albini della provincia nel capoluogo Ruyigi per maggior sicurezza; 25 di loro sono già ospitati nella residenza personale del capo della Procura locale. [BF] (Misna,  20/10/2008)

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Albini vittime degli stregoni organizzano protesta, le parti dei loro corpi usati come pozioni che rendono ricchi. (Apcom, 19/10/2008)

Uccisi, fatti a pezzi e venduti a caro prezzo agli stregoni. Gli albini della Tanzania, scrive la Bbc, non ne possono più di vivere nel terrore e per questo hanno deciso di organizzare una manifestazione a Dar es Salaam, capitale economica del paese, per attirare l'attenzione del governo sui delitti finora compiuti contro al loro comunità. Negli ultimi anni circa 30 albini sono stati uccisi, tra questi anche dei bambini. Gli stregoni della Tanzania utilizzano infatti parti del loro corpo per produrre pozioni che, credono, sono in grado di arricchire la gente. Il presidente dell'Associazione degli Albini in Tanzania, Ernest Kimaya, ha detto che finora nessuno è mai finito in carcere per la morte di un albino. "Saremo costretti a rifugiarci in un paese più sicuro se il governo non farà qualcosa contro la caccia agli albini", ha detto Kimaya al giornale locale The Citizen. "Solo pochi di noi hanno il coraggio di camminare per la strada, i più rimangono chiusi in casa". Di recente due albini sono stati uccisi e fatti a pezzi in Burundi da persone sospettate di voler poi vendere le loro membra agli stregoni della Tanzania. Secondo la credenza popolare, brandelli del corpo di un albino usati nelle miniere dfanno sì che l'oro affiori in superficie magicamente. I pescatori li usano invece per attirare i grandi pesci che avrebbero oro nel ventre. (Apcom, 19/10/2008)

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Digitale, pubblica, universale: pronta la rivoluzione tv (Alice/Apcom, 09/09/2008)

Passaggio dall'analogico al digitale entro il 2015-2020, creazione di un canale pubblico, diffusione di radio e televisione anche nella zone rurali: Zanzibar si prepara a una rivoluzione dei media. I deputati dell'arcipelago - formalmente parte della Tanzania, anche se ha un proprio presidente e una Camera dei rappresentanti - si sono incontrati con i proprietari dei mass media a Dar es Salaam per discutere della bozza di legge sulla radio-telecomunicazione, sotto la supervisione dell'Unesco. A Zanzibar esistono 7 canali: due nazionali, tre religiosi e due commerciali. Lo scorso anno, un'indagine del ministero dell'informazione, della cultura e dello sport aveva fatto emergere la profonda disparità di accesso all'informazone tra zone rurali e urbane. Per questo, il governo rivoluzionario di Zanzibar ha collaborato con l'Unesco per dare vita alla prima radio comunitaria nel distretto di Micheweni: un progetto costato più di 200.000 dollari. (Alice/Apcom,  09/09/2008)

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Dibattito sull'introduzione dei tribunali islamici nel Paese (Peacereporter, 25/08/2008)

Dopo aver fatto proseliti in Nigeria e Somalia, le corti islamiche potrebbero presto essere introdotte anche in Tanzania. La cosa sta provocando un vivo dibattito nel Paese, tanto da aver spaccato il Parlamento in una recente discussione. Già presenti nella piccola isola di Zanzibar, i tribunali islamici avrebbero giurisdizione solamente sulla popolazione di fede musulmana. Ma l'idea non piace alla popolazione cristiana, timorosa che possa essere una trovata per introdurre la sharia in uno dei Paesi religiosamente più tolleranti d'Africa. Non che le corti kadhi, come vengono chiamate, aspirino a diventare dei tribunali nazionali: la loro giurisdizione varrebbe esclusivamente per alcune materie (diritti di successione, matrimonio, divorzio) e si applicherebbe solo ai musulmani che vi facessero volontariamente ricorso. In più, le loro sentenze sarebbero appellabili di fronte alle corti di appello nazionali. La legge tanzaniana è già un misto di concetti giuridici tradizionali, cristiani e musulmani, che rispecchiano la variegata storia del Paese. Ma, finora, non è mai stata applicata da giudici specializzati in diritto islamico, come fa sapere a PeaceReporter Andre Kahlmeyer, studioso di storia e diritto musulmano.
Le corti kadhi esistono per ora solo nell'isola di Zanzibar, al 99 percento musulmana al contrario del resto del Paese, i cui gli abitanti sono equamente divisi tra cristianesimo, islam e religioni tradizionali. Ed è proprio questo equilibrio che gli oppositori delle corti hanno paura di toccare. I cristiani temono una deriva in stile Nigeria, dove l'introduzione della sharia negli stati settentrionali musulmani ha accentuato la spaccatura tra il nord e il sud, a prevalenza cristiano-animista, contribuendo a destabilizzare il Paese. La difficile coesistenza tra la terraferma e Zanzibar, i cui abitanti accusano di discriminazione il governo centrale e dove ad ogni elezioni si registrano scontri e morti, aumenta la diffidenza verso l'introduzione delle corti.
Dall'altra parte, i musulmani si appellano alle promesse fatte dal partito del presidente Jakaya Kikwete nell'ultima campagna elettorale, e citano come esempio i Paesi vicini. In Kenya, Ruanda e Uganda le corti kadhi sono esistite per decenni senza pestare i piedi ai tribunali nazionali. "Dopotutto, già ora in Tanzania alcuni contenziosi tra musulmani vengono regolati secondo la legge islamica", dichiara Kahlmeyer. "Sarebbe solo questione di sanzionare ufficialmente una pratica già diffusa ". La palla passa ora al governo, che dovrà prendere una decisione dopo aver studiato un rapporto stilato da un'apposita Commissione. Nel frattempo, c'è chi benedice il dibattito nazionale sull'argomento: prova che la democrazia tanzaniana non è mai stata così in salute. Di Matteo Fagotto (Peacereporter, 25/08/2008)

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Gli "Ogm" fanno paura: nuovo monito del governo (Misna, 11/08/2008)

Gli organismi geneticamente modificati (ogm) possono anche presentare eventuali aspetti positivi ma, in assenza di chiare regolamentazioni e verifiche statali, rappresentano un rischio inaccettabile per tantissimi agricoltori: lo ha affermato un'alta dirigente del governo della Tanzania, un paese dove l'uso dei semi transgenici è vietato da diversi anni. "Abbiamo bisogno dell'aiuto delle autorità doganali perché questi semi non arrivino agli agricoltori" ha sottolineato Batilda Burian, ministro dello Stato presso la presidenza. In un discorso pronunciato nel fine settimana – riferisce oggi il quotidiano "The Citizen" – la dirigente ha sostenuto che il governo progetta di svolgere "alcune ricerche sul caffè e il cotone" ma, nel complesso, "è necessario fare molte altre cose prima di poter utilizzare gli ogm". Insieme con alcuni paesi dell'Africa australe, ma a differenza del Sudafrica, dal 2003 la Tanzania adotta politiche molto restrittive nei confronti degli organismi geneticamente modificati, politiche che prevedono tra l'altro controlli rigorosi sugli aiuti alimentari inviati da altre regioni del mondo. Quest'anno alcuni studi hanno contribuito a sollevare dubbi e ad alimentare polemiche sugli ogm. Secondo il centro americano International Service for the Acquisition of Agri-biotech Applications, l'uso dei semi transgenici è in forte aumento soprattutto nel sud del mondo e garantirebbe benefici a "milioni di poveri coltivatori"; opposto il giudizio dell'organizzazione ambientalista "Friends of the Earth International", secondo la quale proprio nel sud del mondo "gli ogm non sono riusciti a contrastare fame e miseria".[ VG] (Misna,  11/08/2008)

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Il vescovo pensa ad un rilancio dell'agricoltura e chiede aiuti per le scuole (Radio Vaticana, 08/08/2008)

Ha un progetto semplice, ma rivoluzionario mons. Ndeliakyama Shao, membro della Conferenza episcopale della Tanzania e vescovo di Zanzibar, per costruire sull'isola al largo della costa occidentale africana condizioni di vita migliori. Il Paese conta oggi circa un milione di abitanti, di cui il 99% musulmani, informa il sito internet Korazym.org. "Il dialogo tuttavia continua, anche se con qualche difficoltà – spiega il presule – ci unisce il desiderio di combattere l'estrema povertà che affligge la popolazione". Mons. Shao illustra poi l'iniziativa promossa dal Governo e da lui fortemente appoggiata: reintrodurre la coltivazione del riso e formare cooperative di famiglie che siano autonome nella produzione. Già il Giappone, nell'epoca coloniale, aveva cominciato a coltivare il riso in Zanzibar, ma oggi si tratta di insegnare quest'attività alle famiglie locali: "I canali dell'acqua – spiega il vescovo – sono da rifare perché la nostra gente non è stata in grado di mantenerli". Il governo ha già pianificato un progetto pilota, che prevede tra cinque anni la formazione della prima cooperativa di famiglie, che insegnerà ad altre la coltura allargando l'area di produzione. Altra area critica nel Paese, quella educativa. Il governo non riesce ad allestire scuole a sufficienza per tutti gli studenti e mons. Shao ha lanciato una campagna di raccolta di materiali didattici per la scuola cattolica della diocesi, frequentata da circa 600 studenti. Dall'Italia partirà un container con gli aiuti in autunno da Santena, una cittadina alle porte di Torino, "ma – aggiunge il presule – occorre ben altro". La speranza di mons. Shao è che ci sia qualcuno che voglia donare un po' del proprio tempo: "I volontari devono avere alle spalle una comunità in grado di supportarli con costanza, allora la collaborazione è veramente costruttiva; noi siamo pronti ad ospitarli." Chi fosse interessato può rivolgersi all'indirizzo mail: pierdomenico_ronco@tin.it. (S.G.) (Radio Vaticana,  08/08/2008)

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Non si ferma la caccia agli albini (Asca, 28/07/2008)

Un altro albino ucciso in Tanzania, il ventiseiesimo dall'inizio dell'anno. Un gruppo di persone ha fatto irruzione nella casa dell'uomo, Jovin Majaliwa, e a colpi di machete ha reciso il suo piede destro e i genitali, organi tradizionalmente usati nella stregoneria per pozioni che dovrebbero portare ricchezza e denaro alle persone. Nell'agguato, avvenuto giovedi' scorso in un remoto villaggio nella zona del Lago di Vittoria, la follia degli uomini implicati in pratiche stregonesche ha colpito anche la moglie dell'uomo, anch'essa albina, che e' rimasta ferita ma e' riuscita a chiamare la polizia. Secondo un'inchiesta condotta dalla Bbc, tra i mandanti della caccia agli albini ci sarebbero anche alcuni agenti di polizia della regione di Mwanza che, nel desiderio di diventare ricchi, si renderebbero complici e clienti degli stregoni. Nel frattempo il ministro per gli affari interni, Lawrence Marsha, ha fatto sapere che il governo della Tanzania sta cercando, con l'adozione di nuove misure di sicurezza, di proteggere le persone affette da albinismo che vivono nel Paese, una numerosa comunita' di almeno 4 mila persone secondo la Albino Association of Tanzania. Dal marzo scorso 173 sciamani sono stati arrestati nell'ambito di un'operazione lanciata dal presidente Jakaya Kikwete contro la diffusa pratica degli omicidi rituali, che colpisce particolarmente la regione Mwanza. (Asca, 28/07/2008)

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Minaccia per la popolazione: forma mutata di virus influenzale (Agi, 10/06/2008)

Le popolazioni della Tanzania potrebbero essere minacciate da una forma mutata di un virus influenzale. Secondo gli esperti i principali responsabili del contagio sarebbero ricercatori e turisti in visit al Mahale Mountains National Park. Almeno questo e' quanto emerso da uno studio condotto da un gruppo di ricercatori del Virgina Tech (Usa) e del Centers for Deases Control and Prevention di Atlanta. I risultati dello studio sono stati pubblicati sulla rivista American Journal of Primatology. I ricercatori hanno in pratica studiato la popolazione di scimpanze' e primati del noto parco della Tanzania confermando che queste scimmie sono state colpite da una malattia respiratoria di origine virale che e' provocata da una forma mutata del 'paramyxovirus' (ceppo responsabile di infezioni respiratorie e influenza negli esseri umani), trasmessa con grande probabilita' dai ricercatori e dai turisti che visitano il parco. ''Nonostante le prove tendano a confermare l'ipotesi che le malattie infettive che colpiscono scimpanze' e grandi scimmie - ha spiegato Taraniit Kaur, coordinatore dello studio - vengano trasmesse da studiosi e turisti, pensiamo sia necessario procedere con ulteriori analisi''. Gli studiosi non sono ancora riusciti, infatti, a comprendere come avvenga la trasmissione del virus e stanno realizzando l'analisi sul campo grazie a un innovativo prototipo di laboratorio trasportabile, a basso impatto ambientale, denominato Plug (Portable laboratory on un common ground), ideato e realizzato in collaborazione con il Virgina Tech's College of Architecture and Urban Studies (Caus). Lo studio fa parte di un piu' ampio programma a lungo termine per il monitoraggio dello stato di salute delle specie di grandi scimmie piu' minacciate. Che, si auspica, portera' a definire le misure di sicurezza e i protocolli di comportamento per gli stessi ricercatori. (Agi, 10/06/2008)

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Zanzibar al buio da otto giorni, rischio epidemie (Alice/Apcom, 30/05/2008)

Prosegue oramai da otto giorni il black-out totale nell'arcipelago semi-autonomo di Zanzibar (nell'oceano Indiano, al largo della Tanzania), rimasto senza corrente dopo l'interruzione di un cavo sottomarino che collega l'isola alla Tanzania e la rifornisce di energia elettrica. Lo riferisce l'agenzia Misna. L'interruzione di elettricità è cominciata la scorsa settimana, e la stampa locale riporta i timori delle popolazione che teme il diffondersi di malattie poiché le pompe idrauliche per le acque reflue sono bloccate. Anche l'acqua corrente ha subito tagli e i prezzi dell'acqua potabile sono raddoppiati. L'economia del paese inoltre, basata principalmente sul turismo, ha subito pesanti ripercussioni a causa dell'incidente, che impedisce il decollo e l'atterraggio di voli notturni, mentre alberghi e ospedali sono costretti a non utilizzare l'aria condizionata per non consumare i generatori. Responsabili dell'azienda elettrica tanzaniana (Tanesco) hanno riferito di essere in attesa di tecnici convocati dalla Norvegia per mettere a punto il cavo troncato, ma che la riparazione "richiederà qualche tempo". (Alice/Apcom, 31/05/2008)

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Il Presidente lancia una campagna contro la violenza alle donne (GranmaInt., 28/05/2008)

Il Presidente della Tanzania, J.M. Kikwete, ha guidato la cerimonia per il lancio nel paese africano della campagna dell'ONU per porre fine alle violenze contro le donne in tutto il mondo. Il presidente ha firmato l'adesione alla campagna promossa dal Fondo delle Nazioni Unite per lo Sviluppo della Donna (UNIFEM), alla presenza di altri funzionari del Governo di Dar es Salama. La cerimonia si è svolta nella capitale con la presenza della coordinatrice residente dell'ONU nella nazione africana, Patricia Scotto, e l'ambasciatore dell'Unione Europea, Tim Clark. Gli specialisti dell'UNIFEM ribadiscono che qui la violenza contro le donne è la principale delle violazioni dei diritti umani e che una donna su tre è vittima di maltrattamenti, almeno una volta nella sua vita. "Dire no alla violenza contro le donne" sarà coordinata in Tanzania dal Ministero dello Sviluppo Comunitario, Genere e Bambini (MDCGN) con il supporto tecnico dell'Alto Rappresentante del Sudafrica in Dar es Salama e le ambasciate degli Stati Uniti e Spagna. Per sviluppare questa campagna, il MDCGN ha stabilito un forte lavoro, che include un comitato interministeriale, la Commissione sui Diritti Umani per il Buon Governo, leader giovanili, ONG locali e il Centro di Aiuto Legale alle Donne. (Traduzione Granma Int.) - (GranmaInt.,28/05/2008)

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Allarme prezzi. Vietata l'esportazione dei cereali (Alice/Apcom, 23/05/2008)

Le esportazioni di tutte le colture cerealicole sono state bloccate con effetto immediato dal governo tanzaniano, in seguito alla crisi alimentare che ha colpito soprattutto i paesi del sud del mondo. Lo rifersce l'agenzia Misna citando il ministro dell'Agricoltura Stephen Wassira. Il provvedimento potrà essere revocato dopo il completamento di una valutazione in corso sulla produzione agricola tanzaniana previsto per il prossimo 15 giugno. "Abbiamo deciso di proteggere i nostri prodotti alimentari a causa della tendenza alimentare globale: siamo di fronte a una crisi, se permettiamo ulteriormente le esportazioni" ha continuato il ministro, specificando che "l'obiettivo è la sicurezza alimentare". Nel gennaio di quest'anno, la Tanzania aveva sospeso l'esportazione di mais dopo una stima da cui era emersa una carenza nella scorta di cereali. Wassira ha detto che il governo aveva quindi deciso di abolire l'imposta sulle importazioni per consentire l'acquisto dall'estero di almeno 300mila tonnellate di mais: "A causa, però, della penuria sui mercati internazionali e del successivo aumento dei prezzi, è stato finora possibile importarne solo 8.000 tonnellate" ha aggiunto. L'economia della Tanzania, dove la povertà colpisce circa il 40% dei quasi 40 milioni di abitanti, dipende in gran parte dall'agricoltura, che rappresenta circa il 60% del prodotto interno lordo e costituisce l'85% delle sue esportazioni. (Alice/Apcom,  23/05/2008)

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Due missionarie muoiono in incidente stradale (Misna, 09/05/2008)

Ci sono anche due suore missionarie tra le 15 vittime del grave incidente stradale avvenuto questa mattina nel centro della Tanzania. Lo riferiscono fonti religiose locali, precisando che le due religiose - suor Neeta Baa delle Suore di Maria Immacolata, originaria dell’India, e Suor Renita, delle Salesiane di Don Bosco – si trovavano a bordo dell’autobus che collega le città di Morogoro e Dodoma e che stamani ha avuto uno scontro frontale con un camion, provocando la morte di 15 passeggeri. Secondo il Catholic information service for Africa (Cisa), le due suore si trovavano nei primi posti dell’autobus e sarebbero morte sul colpo al momento dell’incidente. I funerali delle due religiose si terranno domani a Dodoma. [CC] (Misna,  09/05/2008)

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Estratti altri 5 corpi senza vita dalla miniera colpita da un'inondazione (Radio Vaticana, 02/04/2008)

In Tanzania sono stati estratti altri 5 corpi senza vita dalla miniera di tanzanite colpita da un'inondazione nella notte tra il 29 ed il 30 marzo nella cittadina di Mirerani, ai piedi del Kilimangiaro Le squadre di soccorso escludono che si possano trovare operai ancora in vita. Secondo le autorità locali, il bilancio finale sarà di almeno 66 vittime. Fino ad oggi, sono 16 i cadaveri estratti dalla miniera. La tanzanite è una pietra di un blu intenso scoperta nel 1954 e reperibile solo in questa regione del Paese. E' una delle gemme più ricercate al mondo, nonostante abbia una durata ed una resistenza limitate. (A.L.) (Radio Vaticana, 02/04/2008)

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Si affievolisce la possibilità di trovare vivi 66 minatori intrappolati (Peacereporter, 31/03/2008)

Le autorità della Tanzania hanno dichiarato oggi che le speranze di riuscire a trovare vivi i 66 minatori intrappolari a causa di un'inondazione a Mererani si stanno affievolendo. Otto cavità della miniera nella quale lavoravano sono state inondate sabato mattina e gli sforzi degli ingegneri e dei volontari non hanno ancora sortito risultati. Domenica sei corpi sono stati recuperati mentre altre 35 persone sono state tratte in salvo. (Peacereporter,31/03/2008)

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Tanzania – Miniera indondata: 59 minatori mancano all’appello (Leggonline, 30/03/2008)

Svaniscono le speranze di salvare le decine di minatori che lavoravano in una miniera di pietre preziose in Tanzania, che è stata stata inondata ieri dopo giorni di piogge torrenziali. Il commissario regionale di Manyara Henry Shekifu ha precisato che sono stati recuperati i corpi di sei minatori, ma sono ancora 59 quelli mancano all'appello. Trentacinque si sono invece salvati. «È l'ultima informazione che abbiamo oggi», ha detto il funzionario per telefono dal luogo della tragedia, nella zona settentrionale di Mererani, vicino al Kilimangiaro. Shekifu ha precisato che le acque hanno inondato otto pozzi facendo annegare i minatori. Sul posto sono accorsi volontari per cercare di far fuoriuscire l'acqua il più velocemente possibile, mentre i tecnici sono all'opera per ripristinare l'energia elettrica saltata. Questa settimana la maggior parte dell'Africa orientale è stata battuta da piogge torrenziali che hanno danneggiato i raccolti, isolato villaggi e allagato le baraccopoli. La Tanzania è il terzo produttore africano di oro e la zona di Mererani, a sud di Arusha, è l'unico posto al mondo dove si estrae la tanzanite, una splendida pietra blu-violacea. (Leggonline, 30/03/2008)

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Incidente in miniera, morti, decine di dispersi (SwissInfo, 29/03/2008)

Almeno sei persone sono morte e altre decine risultano oggi disperse nell'inondazione di una miniera nel nord della Tanzania. Lo rende noto una fonte della polizia. La compagnia proprietaria della miniera ha dichiarato che al momento dell'incidente all'interno risultavano esserci 87 minatori. "Abbiamo recuperato finora sei corpi e stiamo cercandone altri", ha detto la fonte della polizia. (SwissInfo, 29/03/2008)

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Arusa: Fu genocidio, ergastolo a padre Seromba (M. ALberizzi, Corriere della Sera, 12/03/2008)

Athanase Seromba, un prete cattolico ruandese, è stato condannato all'ergastolo per aver commesso atti di genocidio e sterminio durante la mattanza che sconvolse il piccolo Paese africano nel 1994. La sentenza della Corte d'appello del tribunale internazionale per il Ruanda (che ha sede ad Arusha, in Tanzania) è durissima e ribalta quella, mite, di primo grado con la quale i giudici avevano condannato Seromba a 15 anni di carcere. La condanna di allora parlava di aiuto e sostegno agli assassini. Quella di oggi aver commesso egli stesso i massacri. «Seromba – ha spiegato Silvana Arbia, l'italiana capo dei procuratori della corte, voluta dall'Onu all'indomani del genocidio durante il quale furono trucidati in cento giorni un milioni di tutsi e hutu moderati – non ha mostrato alcun segno di pentimento e non ha riconosciuto le sue responsabilità, evidenziate, invece, dai testimoni che hanno partecipato al processo». (…) Una sentenza giusta vista la gravità dei fatti e il prestigio dell'imputato, massima autorità morale in quel contesto. Nessuno avrebbe abbattuto una chiesa senza il consenso e l'approvazione dell'autorità religiosa che la governa. E' stato accertato che Seromba, addirittura, ha indicato all'autista del mezzo meccanico il lato più debole dell'edificio in modo tale che la demolizione fosse più efficace. Il comportamento del sacerdote, insomma conferma la volontà di portare a termine il massacro. Seromba – che si è sempre dichiarato innocente - era poi scappato e con la copertura di amici preti e delle gerarchie vaticane si era rifugiato a Prato, aveva cambiato nome, padre Anastasio Sumbabura) e continuava a officiare messa come se nulla fosse accaduto. Era stato riconosciuto e denunciato, ma l'allora procuratrice del Tribunale dell'Onu, Carla del Ponte, aveva avuto difficoltà a ottenere l'estradizione. Aveva accusato il Vaticano di esercitare pressioni sul governo italiano per evitare che prendesse una decisione in proposito. Infatti il sacerdote non è mai stato estradato: si è costituito. (…)(M. ALberizzi, Corriere della Sera,  12/03/2008)

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Proliferazione delle armi: la Tanzania promuove un’iniziativa regionale (LM, Fides, 10/03/2008)

Il problema della proliferazione incontrollata di armi da fuoco e da guerra è stato al centro della riunione dei parlamentari degli Stati dell’Africa orientale che si è tenuta ad Arusha, in Tanzania. All’incontro hanno partecipato deputati di Burundi, Kenya, Rwanda Uganda, Tanzania e dell’ East Africa Legislative Assembly, il Parlamento della Comunità dell’Africa Orientale. Se l’illecita diffusione di armi da guerra è un problema sentito in Paesi che sono appena usciti da una guerra civile, come il Burundi, anche Stati come Kenya e Tanzania non sono immuni dal fenomeno. In Kenya negli scontri causati dalla recente crisi sono morte più di mille persone, alcune delle quali uccise con armi tradizionali (frecce, armi da taglio), altre con kalashnikov. Secondo una recente ricerca, anche in Tanzania vi sono zone dove si è notato negli ultimi tempi un aumento dei traffici di armi. Si tratta in particolare delle aree al confine con la Repubblica Democratica del Congo, un Paese dove ancora agiscono diversi gruppi di guerriglia, come Kigoma, Kagera e Morogoro, e in misura minore Arusha, Mwanza e le regioni della costa. Lo studio afferma che la Tanzania è un luogo sicuro durante le ore diurne, eccetto che a Kagera e a Kigoma, anche se nelle ore notturne si ha la percezione di una maggiore insicurezza. In ogni caso il livello di criminalità è inferiore a quello dei Paesi vicini, come ad esempio il Kenya. I crimini più comuni sono il furto di bestiame e in casa. I leader tribali continuano inoltre ad avere un ruolo importante nelle risoluzione dei conflitti e la popolazione preferisce rivolgersi a loro più che alle autorità statali.
Se la situazione appare quindi relativamente stabile e tranquilla, perché si nota questo aumento degli acquisti di armi illecite? Secondo la ricerca il fattore principale di aumento della domanda di armi è l’insicurezza derivante dal peggioramento delle condizioni economiche. Sebbene oltre un quarto delle persone intervistate dagli studiosi abbia espresso la disponibilità a detenere un’arma, vi è un forte supporto a misure per mettere sotto controllo le armi da fuoco.
Occorre quindi una collaborazione tra le autorità dello Stato e quelle delle comunità locali per mettere sotto controllo il fenomeno. La Tanzania ha sempre appoggiato le iniziative per bloccare i traffici illeciti nella regione e si è attivamente impegnata per definire un quadro legislativo comune a tutti gli Stati dell’Africa orientale per regolamentare il commercio e il possesso delle armi. Il problema è molto sentito anche in Angola, dove le autorità hanno annunciato di aver aumentato i controlli delle armi raccolte negli arsenali dell’esercito e della polizia. Verranno inoltre sequestrate le armi da guerra in possesso degli organi di sicurezza privata che potranno detenere solo armi comuni da sparo. In Angola sono in circolazione numerose armi dai tempi della guerra civile (1975-2002), ma secondo un responsabile della polizia locale, vi sono pure flussi illeciti di armi provenienti dalla Repubblica Democratica del Congo. (LM, Fides,10/03/2008)

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Gutierres: porre fine all'esilio di circa 218mila burundesi (Aise, 07/03/2008)

L'Alto Commissario António Guterres ha dato il via oggi ad una missione di quattro giorni in Tanzania nel corso della quale lancerà un programma di due anni destinato a porre fine a una delle crisi di rifugiati di più lunga durata, l'esilio di circa 218mila burundesi fuggiti dal proprio Paese nel 1972, uno dei più importanti programmi di quest'anno dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) nel continente africano.
Dopo 35 anni, la svolta è arrivata alla fine del 2007 quando il governo della Tanzania ha mostrato l'intenzione di chiudere i cosiddetti "Vecchi insediamenti", che ospitano i rifugiati burundesi dal 1972. I rifugiati hanno vissuto all'interno di tre insediamenti indicati dal governo in Tanzania occidentale, a Ulyankulu, Katumba e Mishamo. I governi della Tanzania e del Burundi hanno espresso la volontà di trovare soluzioni durature per questi rifugiati e hanno lavorato di concerto con l'UNHCR per sviluppare una strategia che ponga fine a questa situazione. Alcuni rifugiati hanno scelto di ritornare a casa, mentre altri, che hanno espresso il desiderio di rimanere, verranno registrati in vista di una possibile naturalizzazione.
Nella giornata di domenica, l'Alto Commissario Guterres inaugurerà la prima fase del programma di rimpatrio dei rifugiati burundesi del 1972 dall'insediamento di Katumba, nel distretto di Rukwa. Il primo gruppo di 250 rifugiati viaggerà in treno a Kigoma, città portuale sulla riva orientale del lago Tanganika vicino al confine con il Burundi. A Kigoma i rifugiati saliranno a bordo dei camion dell'UNHCR per fare ritorno a casa. Circa il 20% dei rifugiati del 1972, 46mila dei 218mila rifugiati che vivono nei "Vecchi insediamenti", hanno espresso il desiderio di tornare in Burundi.
Per coloro che hanno scelto di rimanere in Tanzania, l'Alto Commissario insieme alle autorità tanzaniane, inaugurerà nella giornata di domani, 8 marzo, un'operazione di registrazione nell'insediamento di Ulyankulu in vista di un'eventuale naturalizzazione in Tanzania. Si stima che 76mila rifugiati maggiorenni potranno fare domanda per la cittadinanza tanzaniana. A febbraio l'UNHCR ha chiesto alla comunità internazionale di donare 34 milioni di dollari per realizzare soluzioni globali per i 218mila "burundesi del 1972". Oltre ai 218mila di questi rifugiati, la Tanzania ospita altri 113mila rifugiati burundesi e 96mila rifugiati provenienti dalla vicina Repubblica Democratica del Congo.(Aise, 07/03/2008)

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Bush: Arrestate 9 persone accusate di progettare attentati (LM, Fides, 26/02/08)

Nove persone sono state arrestate in Tanzania con l'accusa di aver programmato attentati con esplosivi in diverse zone del Paese durante la recente visita del Presidente statunitense George W. Bush. I sospetti sono stati fermati nella capitale Dar es Salaam e ad Arusha. Le autorità locali sono in contatto con quelle del Kenya e degli Stati Uniti per verificare se le persone arrestate sono implicate negli attentati a Mombasa, in Kenya, nel 2002, quando un'autobomba esplose contro un albergo, provocando 16 vittime, mentre ignoti tentavano di abbattere un volo di linea israeliano con due missili portatili. Secondo quanto riporta la stampa locale i sospetti sono stati arrestati dopo che la polizia e i servizi d'intelligence locali hanno intercettato alcune loro conversioni telefoniche e alcuni messaggi su Internet. Gli arresti sono stati tenuti segreti per non sconvolgere la visita del Presidente americano. "La visita del Presidente Bush è stato un evento molto importante per il Paese" conferma all'Agenzia Fides una fonte locale. "Il Capo dello Stato americano ha svolto qui la tappa più lunga del suo tour africano. Anzi si può dire che la permanenza di Bush in Tanzania è stata la visita più lunga effettuata da un Presidente americano in un Paese africano". L'attuale crisi del Kenya ha innalzato l'importanza della Tanzania agli occhi di diversi Stati e di organizzazioni internazionali che facevano base a Nairobi per le loro operazioni in Africa orientale e centrale. Il Paese appare stabile ed svolge da tempo un importante ruolo di mediazione nelle crisi degli Stati dei Grandi Laghi (in quella del Burundi in particolare) e anche in quella del Kenya.
Secondo le autorità locali, gli arrestati (5 tanzaniani, 3 arabi e un asiatico) apparterebbero ad Al Qaida o Al Ittihad al Islamiya, un gruppo estremista somalo affiliato all'organizzazione di Bin Laden. La polizia tanzaniana afferma che Al Qaida e altri gruppi estremisti reclutano militanti in Kenya, Tanzania, Somalia e Gibuti. Nel 1998 due attentati contemporanei, attributi ad Al Qaida, colpirono le ambasciate americane a Nairobi e a Dar es Salaam, provocando centinaia di vittime, la maggior parte delle quali africane. L'instabilità somala e la crisi in Kenya rischiano di aumentare le possibilità per terroristi ed estremisti di infiltrarsi nella regione per reclutare nuovi adepti, raccogliere fondi e, se il caso, compiere attentati. (LM, Fides,  26/02/08)

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Tra crisi di governo e nuove prospettive democratiche (Daniela Chibbaro, Equilibri, 18/02/2008)

La Tanzania sta attraversando un momento di crisi politica a causa delle improvvise dimissioni dell'ex premier Edward Lowassa, in seguito al suo comprovato coinvolgimento in uno scandalo legato a una fornitura energetica di emergenza di cui il paese necessitava nel 2006. Il cambio di governo mette in risalto ancora una volta che la corruzione rimane uno dei problemi più gravi della Tanzania, che nonostante i progressi in campo economico, rimane uno dei paesi più poveri del mondo. Il presidente Kikwete continua a impegnarsi nella lotta contro il degrado delle istituzioni. Nel frattempo, aseguito della sua visita ufficiale nel paese, il presidente degli Stati Uniti George W. Bush ha firmato un importante accordo per l'invio di aiuti alla Tanzania. (Il seguito su abbonamento) - (Daniela Chibbaro, Equilibri, 18/02/2008)

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Proteste di piazza contro visita presidente americano (AdL, Misna, 16/02/2008)

Nelle strade di Dar es Salam è in corso una protesta contro la visita del presidente americano; dimostranti hanno bruciato bandiere a stelle e strisce e scandito slogan contro George W. Bush definito "criminale" e "assassino". Alla sua seconda visita in Africa, Bush è giunto in Tanzania dopo tre ore trascorse a Cotonou, capitale del Benin, dove, rispondendo a domande di giornalisti, ha ribadito suoi punti di vista sulla crisi in Darfur - che continua a definire "genocidio", pur mancandone gli estremi in termini di diritto internazionale - e su quella in Kenya dove martedì dovrebbe giungere anche la responsabile del dipartimento di stato Condoleeza Rice. Nei prossimi giorni, l'ospite americano si recherà anche in Rwanda, Ghana e Liberia; ufficialmente la sua visita dovrebbe anche confermare precedenti impegni statunitensi assunti contro la povertà, la fame e le più gravi malattie diffuse in Africa. (AdL, Misna,  16/02/2008)

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Creato fondo speciale per combattere la povertà (Peacereporter, 25/01/2008)

Un fondo speciale per combattere la povertà è stato creato dal governo e sarà utilizzato per promuovere in particolare la creazione di piccole attività imprenditoriali. In totale, i fondi allo sviluppo creati finora possono contare su una dotazione pari a 12 milioni di euro e sono accessibili a tutte le 21 regioni in cui è diviso il paese. Secondo l'ultimo censimento del 2002, la Tanzania conta 34 milioni di abitanti e ha un prodotto interno lordo che nel 2006 era pari a 245 euro pro-capite.(Peacereporter,  25/01/2008)

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Giornalisti investigativi attaccati con acido e macete (Alice/Ap, 07/01/2008)

Due giornalisti della Tanzania sono stati attaccati con acido e macete nella loro redazione, lo riferiscono la polizia e le stesse vittime. Ieri i criminali, non identificati, hanno fatto irruzione nella sede di 'Mwanahalisi' buttando dell'acido in faccia a Said Kubeana, direttore del settimanale, e sfregiando Ndimara Tegambwage con un machete. Forse Kubeana perderà la vista, dicono i medici. I due giornalisti hanno raccontato di aver ricevuto delle telefonate nei giorni scorsi in cui veniva intimato loro di abbandonare un'inchiesta su presunti reati di concussione compiuti da pezzi grossi della Tanzania. I due reporter si erano rifiutati e avevano continuato le loro indagini. (Alice/Ap, 07/01/2008)

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