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Aids/ Studio Harvard: 365mila potevano salvarsi (Alice/Apcom, 26/11/2008)
Il governo Mbeki sarebbe responsabile della morte prematura per Aids di 365mila persone: accusa pesantissima quella lanciata da uno studio dell'università statunitense di Harvard all'ex presidente del Sudafrica. Nel paese quelle persone avrebbero potuto essere salvate se fossero stati distribuiti alla popolazione che ne aveva bisogno i farmaci antiretrovirali, e i farmaci necessari a impedire che il virus si trasmettesse dalle madri infette ai feti.
Legislative: poveri e “bene comune” in un messaggio dei vescovi (Misna, 25/11/2008)
Un appello alla partecipazione, intesa come impegno per il “bene comune”, e un invito a rispettare il diritto di scelta di ciascuno: sono gli elementi centrali di un messaggio della Conferenza episcopale del Sudafrica sulle elezioni presidenziali in programma il prossimo anno. “Per gli elettori cristiani – affermano i vescovi nel documento, diffuso la settimana scorsa – partecipare è un dovere importante. (…) Il voto esprime l’amore e la preoccupazione per il nostro paese e per il bene comune di tutti coloro che vivono nel Sudafrica”. Secondo la Conferenza episcopale, discorsi animati da “odio politico”, intimidazioni e violenze “uccidono” la democrazia. “Non rispettare le opinioni degli altri e il loro diritto a sostenere il partito che hanno scelto – si afferma nel messaggio – non è cristiano né democratico. Non è cristiana né democratica neanche la violenza o la minaccia di violenza contro coloro che sono diversi da noi o contro partiti diversi da quelli che sosteniamo”. I vescovi, infine, chiedono un’attenzione particolare per le sofferenze e i bisogni dei poveri: “Il voto è la vostra opinione sulle scelte migliori per il maggior numero possibile di sudafricani, soprattutto per i poveri, gli emarginati e coloro che non hanno voce”. Il messaggio della Conferenza episcopale giunge in un momento delicato della politica nazionale. Il segretario generale dell’African National Congress (Anc) Gwede Montashe ha detto ieri che il partito di governo ha individuato cinque aree prioritarie di intervento sulle quali organizzare la campagna elettorale, cioè istruzione, sanità, sicurezza, creazione di posti di lavoro e sviluppo rurale. In questi giorni i giornali sudafricani dedicano ampio spazio alle polemiche tra la dirigenza dell’Anc e un gruppo di fuoriusciti guidati dall’ex-ministro della Difesa Mosiuoa Lekota che il 16 dicembre fonderà un nuovo soggetto politico, il ‘Congresso del popolo’; secondo alcuni quotidiani, il partito di governo potrebbe esercitare pressioni affinché il capo di stato Kgalema Motlanthe decida di convocare le elezioni già a fine marzo, in modo tale da rendere meno probabile una buona affermazione dei ‘ribelli’.[ VG] (Misna, 25/11/2008)
Artisti insieme per album contro la violenza nel paese (Alice/Apcom, 25/11/2008)
Si chiama "Take Charge" (Prenditi responsabilità) e rappresenta il tentativo dei cantanti e musicisti sudafricani di affrontare il tema della criminalità che lacera il paese e che nel 2007 ha causato 20mila morti. L'album è dedicato a Lucky Dube, un cantante reggae ucciso a colpi di pistola durante una rapina un anno fa e incoraggia i cittadini sudafricani a non chiudere gli occhi davanti agli episodi di violenza e a rivolgersi alla polizia. "I politici non lo ammetteranno mai, ma l'arte è capace di arrivare molto più in profondità della retorica politica" ha spiegato un responsabile della provincia di Gauteng, Firoz Cachalia, citato dalla Bbc. La cantante Maduvha Madima ha spiegato alla Bbc che è anche responsabilità dei singoli individui cercare di risolvere il problema della criminalità. "Ognuno di noi deve prendere iniziativa" ha spiegato. Tra gli artisti dell'album figurano Deborah Frazer, Steve Kekana e Ihashi Elimhlophe. Il Sud Africa ospiterà i mondiali di calcio nel 2010 e il governo è preoccupato dell'effetto che la piaga della criminalità avrà sui potenziali visitatori. (Alice/Apcom,
25/11/2008)
Violenza donne: Amnesty, forte legame con poverta' (Asca, 24/11/2008)
In occasione della Giornata mondiale per l'eliminazione della violenza sulle donne, la Sezione Italiana di Amnesty International lancia una campagna in favore delle donne colpite da Hiv/Aids in Sudafrica. ''Quello del Sudafrica - ha dichiarato Erika Bernacchi, responsabile del Coordinamento Donne della Sezione Italiana di Amnesty International - e' un tragico esempio del legame tra poverta' e violenza. Se e' vero che la violenza contro le donne colpisce donne di ogni etnia, eta' e classe sociale, tuttavia poverta' e violenza sono fattori che si influenzano e si rafforzano a vicenda'''. In Sudafrica vivono cinque milioni e mezzo di persone colpite da Hiv/Aids, il piu' alto numero al mondo. Il 55% dei contagi riguarda le donne. La percentuale di donne tra i poveri e i disoccupati in Sudafrica e' altissima e la poverta' svolge una funzione di barriera all'accesso ai servizi sanitari per le donne contagiate nelle aree rurali del paese, a causa delle distanze e dei costi di trasporto. Allo stesso tempo, il Sudafrica presenta elevati livelli di violenza sessuale e di altre forme di violenza legate al genere. Le donne al di sotto dei 25 anni sono da tre a quattro volte piu' a rischio di essere infettate dal virus dell'Hiv rispetto agli uomini nella stessa fascia d'eta'. (Asca,
24/11/2008)
L'addio a Mama Africa (Il Secolo
xix, 15/11/2008)
Il Sud Africa ha salutato oggi per l'ultima volta, a Johannesburg, Miriam Makeba, voce leggendaria del continente africano e simbolo della lotta all'apartheid. Miriam Makeba è morta a 76 anni dopo un malore che l'ha colta sul palco, alla fine di un concerto tenuto nella notte tra il 9 e il 10 novembre a Castel Volturno (Caserta), concerto organizzato contro la camorra. Oltre duemila persone, molte vestite di nero ma anche molte abbigliate nei panni multicolori della tradizione africana, hanno partecipato alla commemorazione solenne della Makeba - conosciuta anche come ‘Mama Africa' o ‘l'imperatrice della canzone africana' - che si è svolta nella più grande sala da concerti, la Johannesburg Dome, della capitale. Alle esequie solenni sono intervenuti, politici, musicisti, artisti. (…) Lo stesso presidente Kgalema Motlanthe, benchè a Washington per il G20, ha voluto testimoniare con un messaggio video l'omaggio per questa donna: «Diciamo con forza e chiarezza - ha sottolineato il presidente - che Miriam Makeba non è stata soprannominata affettuosamente ‘Mama Africa' per niente. La sua musica ha riflesso con acume le difficoltà reali dei sudafricani».
(Il Secolo
xix, 15/11/2008)
La vendita dell´avorio serve a finanziare i parchi o a favorire il bracconaggio?
(Greenreport. 07/11/2008)
Secondo South african national parks la vendita all´asta di circa 47 tonnellate di avoorio ha fruttato al governo del Sudafrica almeno 6,7 milioni di dollari. All´asta di Tshwane (Pretoria) hanno partecipato 12 acquirenti cinesi e 22 giapponesi che si sono disputati le zanne di elefante a 142 dollali al chilogrammo. Secondo David Mabunda, capo del South African national parks, la vendita servirà a gestire meglio le iniziative di salvaguardia nei parchi nazionali sudafricani: «pensiamo di destinare questi considerevoli fondi che raccogliamo oggi al rafforzamento delle nostre capacità contro il bracconaggio. I parchi sono a corto di budgets e una larga parte delle entrate è destinata alle ricerche relative agli elefanti, alla salvaguardia in generale, alle misure antibracconaggio e all´acquisto di terreni. Le nostre zone di protezione sono minacciate da gruppi di bracconieri sofisticati e dotati di risorse elevate, e pensare che le aree protette possano contenere questo flagello senza risorse appropriate sarebbe suicida».
Polemiche per maggior asta avorio di ultimi 20 anni (Alice/Apcom, 06/11/2008)
Si tiene oggi in Sud Africa tra le polemiche la più grande vendita di avorio degli ultimi venti anni. A Pretoria saranno messe all'incanto oltre 51 tonnellate di zanne di elefante. L'avorio, secondo le regole vigenti, potrà essere venduto solo ad acquirenti autorizzati cinesi o giapponesi. La vendita è stata approvata a luglio dalla Convention on International Trade in Endangered Species (Cites). Nelle settimane scorse aste simili, di minore entità, si sono tenute in Namibia, Botswana e Zimbabwe e tutto l'avorio messo all'asta è stato venduto. L'avorio, in base alla convenzione sulle specie protette, proviene o almeno dovrebbe provenire esclusivamente da animali malati o abbattuti secondo schemi di gestione controllata delle nascite. In base ai prezzi di mercato - un chilo d'avorio è valutato 150 dollari - il sud africa dovrebbe realizzare almeno 8 milioni di dollari dall'asta, soldi che andrebbero tutti spesi per la conservazione e la tutela dell'ambiente.
Depositato nome nuovo partito dissidenti Anc (swissinfo, 03/10/2008)
Si chiamerà South African Democratic Congress il nuovo partito a cui i dissidenti dell'African National Congress (Anc) hanno deciso di dar vita. Il 'marchio' è stato ufficialmente depositato stamani. Lo rende noto un portavoce del movimento e ne dà notizia radio Nairobi. In un primo momento, gli scissionisti avevano puntato su South African National Congress, ma l'Anc si era formalmente opposta, per l'evidente somiglianza delle sigle. La scissione è stata decisa da 'fedelissimi' dell'ex presidente Thabo Mbeki, costretto alle dimissioni da capo dello Stato alla fine dello scorso settembre perché sfiduciato dalla dirigenza dell'Anc. Mbeki, almeno ufficialmente, non partecipa alla scissione, anche se ha chiesto all'Anc di nonessere ricandidato alle elezioni politiche previste per la prossima primavera. Il nuovo partito - che sarà ufficialmente presentato il 16 dicembre, ma è ormai pienamente attivo - intende partecipare alle prossime elezioni. (swissinfo,
03/10/2008)
Dissidenti Anc, nuovo partito il 16 dicembre (Swissinfo, 02/11/08)
I dissidenti dell'African National Congress (Anc, rappresenta la stragrande maggioranza dei sudafricani), lanceranno formalmente il nuovo partito a cui stanno dando vita il 16 dicembre. L'annuncio - rende noto radio Nairobi - è stato dato ieri sera, nell'ambito di un convegno nazionale dei dissidenti svoltosi a Johannesburg, dinanzi a molte migliaia di partecipanti: un numero superiore alle aspettative. Non è stato comunicato il nome del nuovo partito, ma è stato precisato che parteciperà alle prossime elezioni generali, previste in primavera. L'assise ha inoltre stabilito che chiederà una riforma costituzionale che introduca l'elezione diretta del presidente della Repubblica, e non più la sua nomina da parte dei deputati. Gli scissionisti sono fedeli dell'ex presidente Thabo Mkeki, dapprima sconfitto lo scorso dicembre nella corsa alla presidenza dell'Anc da Jacob Zuma, suo rivale politico e probabile prossimo presidente sudafricano - se non sarà bloccato da problemi giudiziari -, e poi sfiduciato dal suo stesso partito e costretto a fine settembre a dimettersi da capo dello Stato. Mbeki, peraltro, ufficialmente non partecipa a questa scissione, anche se ha chiesto con durezza all'Anc di non essere candidato nelle prossime elezioni politiche. (Swissinfo,
02/11/08)
Ex-presidente Mbeki prende distanze da Zuma (Misna, 31/10/08)
Con una lettera di nove pagine pubblicata dai principali mezzi di informazione del paese, l’ex-presidente Thabo Mbeki ha preso le distanze dal presidente dell’African National congress (Anc) Jacob Zuma e, secondo i media locali, ha dato implicitamente avvio a un progetto non ‘partitico’ per la formazione di un gruppo di pressione democratica. In quello che è il primo intervento pubblico sulla vita politica interna sudafricana dal 25 settembre – ultimo giorno del mandato come capo di stato – Mbeki ha sottolineato di rispettare in ogni caso la mancata fiducia del partito di cui è membro da 52 anni, consegnando il suo operato “al giudizio della storia” e ricordando che, con pochi mesi mancanti, sarebbe stato meglio per il paese aspettare la naturale scadenza dell’incarico. Mbeki ha smentito Zuma, che pochi giorni fa aveva annunciato un suo diretto impegno in vista della campagna eleTorale per le elezioni del 2009; e ha ribadito questa volontà di mettere da parte un certo tipo di impegno politico dicendo di non essere nemmeno coinvolto nell’iniziativa di Mosiuoa Lekota, uno degli esponenti più in vista dell’Anc, che ha annunciato la formazione di un nuovo partito. Indiscrezioni e anticipazioni della stampa sudafricana sostengono questa mattina che Mbeki ha piuttosto l’intenzione di dar vita a un gruppo di pressione civile per promuovere la democrazia, lontano dagli apparati e dalla burocrazia; in questa direzione, aggiunge il quotidiano ‘News 24’ si stanno tenendo in tutto il paese incontri che precederanno l’annuncio della creazione del gruppo. “Nessuno – ha concluso Mbeki nella sua lettera – la guida dell’Anc in primo luogo, può ignorare il fatto che il nostro paese si trova oggi a un bivio molto importante. Ciò significa che le decisioni che saranno prese avranno un impatto sulla nazione e sui suoi abitanti per molti anni a venire. Ad ogni modo – ha aggiunto – confido che le decisioni prese contribuiranno a raggiungere gli obiettivi di quella rivoluzione nazionale democratica per la quale molti di noi, guidati dai veterani del movimento, hanno dedicato la vita intera”.[ GB]
(Misna, 31/10/08)
Dissidente dell'Anc pronti a dare vita a nuovo partito (Apcom, 30/10/2008)
I dissidenti dell'African National Congress (Anc) sono pronti a lanciare una nuova formazione politica, mettendo fine al predominio del partito che fu di Nelson Mandela e Walter Sisulu sulla scena politica nazionale fin dalla fine dell'apartheid, nel 1994, e segnando così una data storica per il Sudafrica. Circa 4.000 persone sono attese nel fine settimana a un congresso a Johannesburg, in vista delle elezioni in programma il prossimo anno. I delegati si confronteranno sulle politiche di sviluppo sociale, sulle riforme eleTorali e sul problema della povertà, che oggi riguarda il 43% della popolazione sudafricana. "Tutto quello che costituisce una questione bollente a livello nazionale verrà studiato dai delegati durante la riunione", ha detto alla France presse il portavoce del gruppo Nicolus Mjempu. Quindi, il prossimo 16 dicembre, ha aggiunto, verrà ufficialmente lanciata la nuova formazione. Gli ex leader dell'Anc non sono stati invitati in via ufficiale alla riunione e l'ex Presidente sudafricano Thabo Mbeki non si è ancora pronunciato su una sua eventuale partecipazione, a titolo personale. Sono state proprio le dimissioni di Mbeki a causare un terremoto politico all'interno dell'Anc, facendo emergere la frattura tra l'ex Presidente e l'attuale leader dell'Anc, Jacob Zuma. I dissidenti sono guidati da ex fedelissimi di Mbeki, come l'ex leader della potente Confederazione sindacale Cosatu, Willie Madisha, e l'ex governatore della ricca provincia del Gauteng, Mbhazima Shilowa. Secondo gli analisti, nonostante la forza dei suoi protagonisti, la nuova formazione non sarà abbastanza forte da minacciare il partito al potere alle prossime elezioni, ma potrebbe scalfire la sua schiacciante maggioranza in Parlamento. "Non potrà certamente battere l'Anc alle elezioni del prossimo anno, ma è molto probabile che diventi un partito di peso in futuro - ha detto Somadoda Fikile, Presidente del consiglio di amministrazione dell'Università Walter Sisulu - è positivo avere una formazione che sfida l'Anc, partito che domina da tempo la scena politica". Tuttavia, l'Anc non intende abbandonare con facilità la sua posizione dominante sulla scena politica, tanto da organizzare domenica prossima, lo stesso giorno del congresso dei dissidenti, un raduno a Soweto, nel sud di Johannesburg, con Zuma. Iniziativa che fa dire all'analista politico Frederick Van Slabbert che se anche il nuovo movimento "ha poco tempo per mobilitarsi prima delle elezioni, è un oppositore serio per l'Anc". (fonte AFp) (Apcom,
30/10/2008)
Riesplodono le violenze tra comunità. Cronaca del fallimento di un Paese (Peacereporter, 28/10/08)
Duecento lettere. Duecento avvisi di morte recapitati ad altrettanti negozianti somali della provincia sudafricana di Western Cape. O chiudete i vostri negozi entro due settimane, o ne subirete le conseguenze. Ancora scioccata delle violenze xenofobe che lo scorso maggio uccisero almeno 65 immigrati, la comunità somala chiede aiuto alle autorità, che per il momento tacciono. Dall'altra parte della barricata, milioni di sudafricani indigenti, che non vogliono vedersi togliere il pane di bocca e sono disposti a uccidere pur di preservare le loro miserie dalla concorrenza degli stranieri. In mezzo, un Paese incapace di proteggere gli uni e di garantire un futuro decente agli altri. E' la storia di un fallimento chiamato Sudafrica.
E' morto lo scriTore anti-apartheid Es'kia Mphahlele (Alice/Apcom, 28/10/08)
Lo scriTore sudafricano Es'kia Mphahlele, noto per la sua autobiografia sugli anni dell'apartheid intitolata 'Down Second Avenue', è deceduto la scorsa notte. Mphahlele, 88 anni, è morto in ospedale nella città di Lebowakgomo, nel nord del Sudafrica. Nella sua autobiografia, lo scriTore raccontò la sua vita di pastore nel nord rurale del Paese, quindi quella di insegnante e giornalista in una caotica township nera di Pretoria, fino all'anno dell'esilio, nel 1957. Mphahlele visse in Kenya, Zambia, Francia e Stati Uniti, prima di rientrare in Sudafrica 20 anni dopo. Fu il primo insegnante nero dell'Università di Witwatersrand, dove creò il Dipartimento di letteratura africana. Nel 2002 fondò un'organizzazione non governativa, Es'kia Institute, allo scopo di sostenere le arti e tutelare la tradizione culturale africana. (Alice/Apcom,
28/10/08)
Arcivescovo denuncia poverta' da "stato di emergenza" (Alice/Apcom, 23/10/2008)
La povertà in Sudafrica ha raggiunto ormai livelli da "stato di emergenza". "La rabbia, la frustrazione e il sentimento di disperazione, soprattutto tra i giovani, sono la miscela di un possibile disastro", denuncia l'ex arcivescovo anglicano di Città del Capo, Njongonkulu Ndungane, oggi presidente e fondatore di African Monitor. Un gruppo che riunisce diverse organizzazioni della società civile che, in occasione del decimo anniversario delle National Poverty Hearing (sedute che offrono l'opportunità alle persone indigenti di raccontare le proprie esperienze di vita), hanno attraversato tutte e nove le province del Paese. Stando ai dati ufficiali, il 25% dei sudafricani risulta oggi senza lavoro. "Mai prima, nella storia sudafricana, abbiamo avuto grandi raduni in cui la gente ripeteva di continuo 'non abbiamo da mangiare' - ha raccontato Ndungane, citato oggi dalla Bbc - in un Paese dove si possono spendere ingenti quantità di denaro per i Mondiali di calcio o per aumentare i salari, è impensabile che siano così tanti senza cibo". L'ex arcivescovo ha quindi invitato i rappresentanti del governo ad accompagnarlo nelle sue visite nei villaggi, per rassicurare la gente su quanto verrà fatto per garantire loro un aiuto e un'adeguata produzione agricola. Ndungane ha sottolineato soprattutto la frustrazione avvertita nei suoi incontri con persone che non hanno nulla, private anche di prospettive per il futuro, ammonendo sul rischio di rivolte sociali. Secondo dati diffusi lo scorso agosto dalla Banca Mondiale, il numero delle persone povere è quasi raddoppiato in Africa dal 1981 al 2005, passando da 200 milioni a 380 milioni. (Alice/Apcom,
23/10/2008)
Mondiali 2010: Sorteggio ultimo turno zona africana (Kataweb, 22/10/08)
È stato effettuato a Zurigo il sorteggio per il terzo e ultimo turno di qualificazione della zona africana per Mondiali 2010 e Coppa d’Africa 2010. La vincenti dei cinque gruppi conquisteranno la qualificazione sia ai mondiali sia alla coppa d’Africa. A quest’ultima accederanno anche seconda e terza classificata. Gruppo A : Camerun, Togo, Marocco, Gabon Gruppo B : Nigeria, Mozambico, Kenya, Tunisia Gruppo C : Egitto, Rwanda, Algeria, Zambia Gruppo D : Ghana, Benin, Sudan, Mali Gruppo E : Costa d’Avorio, Malawi, Burkina Faso, Guinea (Nic. Api) (22/10/2008) (Spr) (Kataweb, 22/10/08)
Si riapre il “caso Zuma”: procura di nuovo autorizzata a procedere
(Misna, 22/10/08)
La Procura generale di Tshwane (Pretoria) potrà ricorrere in appello contro la sentenza del magistrato Chris Nicholson che il 12 settembre sospese per vizi procedurali il procedimento giudiziario a carico di Jacob Zuma, presidente del partito di governo African National Congress (Anc) - per corruzione, frode e riciclaggio di denaro sporco - ed espresse sospetti di manovre extragiudiziali utilizzate dai sostenitori di Zuma per costringere alle dimissioni il presidente Thabo Mbeki. “Non ho difficoltà a concedere l’autorizzazione a procedere – ha detto oggi Nicholson alla ‘High Court’ di Durban - perché ritengo vi siano buone basi per un successo in appello”; la Procura aveva già annunciato qualche settimana fa l’intenzione di presentare ricorso contro la decisione. Vice-presidente per sei anni, Zuma - che è presidente dell’Anc (293 seggi su 400 in parlamento) dal dicembre scorso - era stato deposto da Mbeki nel 2005 dopo che Schabir Shaik, consigliere finanziario di Zuma, era stato condannato per frode e corruzione in un giro di tangenti chieste a un’azienda francese produttrice di armi. Zuma ha anche subito un processo per accuse di violenza carnale dalle quali è stato però assolto nel 2006. Nella motivazione della sentenza del 12 settembre - un complesso documento di 31 pagine articolato in circa 250 punti - Nicholson aveva sottolineato che la sua decisione non entrava nel merito delle accuse e non aveva “niente a che vedere con la colpevolezza o meno dell’imputato”. Per ora principale candidato nelle elezioni presidenziali in programma il prossimo maggio - anche se l’arcivescovo emerito e premio Nobel per la pace Desmond Tutu ha detto che “averlo come presidente sarebbe una vergogna” - Zuma, che in questi giorni di trova a Washington per quella che è ritenuta la sua più importante visita all’estero da quando è presidente dell’Anc, non ha fatto per ora commenti nemmeno attraverso il suo legale. La Procura ha già lasciato intendere che, ottenuto il via libera da Nicholson, affronterà il caso al più presto: “E’ nell’interesse di tutti che questa faccenda si concluda rapidamente” ha detto al programma radiofonico sudafricano “ Talk Radio 702” Thali Thali, portavoce della “National Prosecuting Authority” . [ VG]
(Misna, 22/10/08)
Possibili elezioni anticipate per frenare la scissione all'interno dell'Anc (Peacereporter, 16/10/2008)
Le elezioni generali previste per aprile-maggio in Sudafrica, potrebbero essere anticipate. La notizia è stata diffusa dal quotidiano locale Star, che cita fonti anonime all'interno dell'African National Congress, il partito di maggioranza sudafricano. La decisione di anticipare le elezioni potrebbe essere un modo per frenare la scissione all'interno del partito. Le dimissioni a cui è stato costretto Thabo Mbeki hanno infatti causato una spaccatura nel gruppo e la nascita di un gruppo di dissidenti, che così non avrebbe il tempo necessario per fare campagna elettorale. (Peacereporter,
16/10/2008)
Troppi conigli nell’isola ex-carcere di Mandela: uccisione di massa (Rainews24, 15/10/2008)
Si sono riprodotti a dismisura e a migliaia ormai popolano l'isola- penitenziario di Robben Island, in Sudafrica. Ora i conigli saranno abbattuti, in quanto mettono a repentaglio l'equilibrio ecologico del luogo. Lo hanno annunciato oggi le autorita' locali. "Non conosciamo il numero esatto dei conigli, ma la popolazione e' cosi' ingente che rischia di distruggere in modo permanente la delicata vegetazione dell'isola e rappresenta una seria minaccia per le altre specie", ha detto il direttore del sito, Seelan Naaidoo. L'invasione e' tale che l'ex carcere, trasformato in museo nel 1997, dovra' chiudere in novembre per due settimane, il tempo necessario per uccidere le migliaia di conigli, tranne un piccolo numero che, previa sterilizzazione, saranno graziati. I conigli minacciano anche gli altri edifici storici dell'isola, dove furono i protagonisti della lotta contro il regime di segregazione razziale (1948-84), tra i quali l'attuale capo di Stato ad interim Kgalema Motlanthe e il favorito per le elezioni presidenziali del 2009, Jacob Zuma. Nelson Mandela - leader storico antiapartheid, primo presidente nero del Sudafrica e Premio Nobel per la pace - trascorse 18 anni sull'isola e numerosi turisti visitano ogni anno quella che fu la sua cella. Secondo una guida di Robben Island, i conigli sarebbero arrivati sull'isola - utilizzata come penitenziario dalla meta' del diciassettesimo secolo - nell'Ottocento, sbarcati da navi, e in seguito "alcuni prigionieri li tennero come animali di compagnia". (Rainews24,
15/10/2008)
Ribelli Anc formeranno nuovo partito il mese prossimo (Apcom, 15/10/2008)
I ribelli del Congresso Nazionale Africano (Ac) hanno annunciato che si riuniranno il prossimo mese per uscire dal partito di governo sudafricano e creare una nuova formazione politica. Mbhazima Shilowa ha spiegato che una convention nazionale è stata fissata per il 2 novembre. Shilowa ha annunciato l'intenzione di lasciare l'Anc per dedicarsi all'organizzazione del meeting, durante il quale i delegati discuteranno alcune riforme elettorali. Il presidente Thabo Mbeki, il mese scorso, ha sollevato la questione dell'eventuale elezione diretta del presidente. Mbeki è stato costretto dall'Anc a lasciare la presidenza, dopo avere perso la lotta di potere con il leader del partito Jacob Zuma. (Apcom,
15/10/2008)
Anc sospende ex ministro che ha minacciato scissione (Alice/Apcom, 14/10/2008)
Il partito di governo sudafricano, African National Congress (Anc), ha sospeso l'ex ministro Mosiuoa Lekota, che all'indomani delle dimissioni del Presidente Thabo Mbeki ha minacciato una scissione del partito. Lekota si è detto incredulo della decisione dell'Anc. In un comunicato, l'Anc afferma che la sospensione ha "effetto immediato" e che intende adottare "provvedimenti simili contro ogni membro che a parole o con azioni dimostra la propria intenzione di creare un partito in opposizione all'Anc". Alla notizia della sua sospensione, l'ex ministro si è detto incredulo. "Non ci credo. Voglio aspettare di ricevere la lettera dell'Anc - ha detto all'agenzia di stampa sudafricana Sapa - non ci credo e sai perchè? Perchè lo statuto dell'Anc afferma che nessun membro può essere punito prima di essere ascoltato". L'ipotesi di una scissione del partito è emersa all'indomani della decisione dell'Anc di chiedere le dimissioni al Presidente Mbeki, accusato di aver fatto pressioni per influenzare un'inchiesta giudiziaria per corruzione a carico del leader del partito Jacob Zuma. Dopo le dimissioni di Mbeki, lo scorso 20 settembre, oltre un terzo del suo esecutivo ha rimesso il proprio mandato nelle mani del presidente ad interim Kgalema Mutlante. Quindi, la scorsa settimana Lekota ha fatto sapere di aver avviato "le pratiche del divorzio" con l'Anc, accusando apertamente i vertici del partito di non essere democratici e di aver tradito i "valori" dell'Anc di Nelson Mandela e Walter Sisulu. (Alice/Apcom,
14/10/2008)
Individuato virus della malattia che ha fatto 4 morti (Apcom/La 7, 13/10/2008)
Le autorità mediche del Sudafrica hanno individuato il virus della misteriosa febbre emorragica che nelle ultime settimane ha ucciso quattro persone a Johannesburg. Il medico Lucille Blumberg, dell'Istituto nazionale per le malattie trasmissibili, ha dichiarato che si tratta dell'arenavirus, "imparentato al virus della febbre di Lassa dell'Africa Occidentale". Sebbene sia solitamente trasmesso dai roditori, l'arenavirus può essere trasmesso da uomo a uomo attraverso i fluidi. Anche l'Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) ha condotto una serie di analisi per identificare il virus, mettendo sotto osservazione 121 persone. Stando a quanto riferito dal quotidiano sudafricano Mail&Guardian, la prima vittima della febbre emorragica è stata Cecilia Van Deventer, 36 anni, direttore a Lusaka dell'agenzia Wilderness Safaris. Una volta ammalatasi è stata trasferita in tre diversi ospedali dello Zambia, prima di essere trasportata in Sudafrica, nell'ospedale Morningside di Johannesburg, dove è morta due giorni dopo il ricovero. La seconda vittima era un paramedico, Hannes Els, 33 anni, che aveva accompagnato Van Deventer, ricoverato il 27 settembre con gli stessi sintomi e deceduto il 2 ottobre. Le altre due vittime erano dipendenti dell'ospedale: Maria Mokubung, 37 anni, donna delle pulizia morta il 5 ottobre, e Gladys Mthembu, 34 anni, infermiera morta il 4 ottobre. (Apcom/La 7,
13/10/2008)
Verso una spaccatura dell’ANC (Equilibri, Weekly analysis, 13/10/2008)
Con l’annuncio di una probabile spaccatura dell’African National Congress (ANC) aumentano le tensioni che hanno portato all’elezione di Zuma a leader del partito e alle recenti dimissioni di Mbeki dalla presidenza del Sudafrica. A seguito delle accuse dell’Alta Corte del Sudafrica di abuso del sistema giudiziario e strumentalizzazione dei capi d’accusa a carico di Zuma, l’ex leader dell’ANC Mbeki ha infatti annunciato il suo ritiro lasciando Paese ed esecutivo in una fase di stallo a un semestre dalle presidenziali (aprile 2009). Il vice presidente dell’ANC Motlanthe ha assunto la carica di Presidente ad interim.
Morti sospette a Johannesburg, interviene Oms (Alice/Apcom, 10/10/2008)
L'Organizzazione mondiale per la sanità (Oms) ha condotto una serie di analisi su una misteriosa malattia che ha ucciso tre persone nella città di Johannesburg, in Sudafrica. Secondo la stampa sudafricana, le vittime sono quattro.
L'Oms ha precisato che la malattia si presenta come una febbre emorragica, ma dalle prime analisi risulta che non si tratta di
Ebola, febbre di Lassa, febbre di Marburg e altre forme di febbre emorragica. Il portavoce
dell'Oms, Gregory Hartl, ha precisato che il primo decesso risale al 13 settembre scorso e che si trattava di una guida turistica, ammalatasi in Zambia e poi trasferita in Sudafrica. Gli altri due decessi sono avvenuti il 30 settembre e il 4 ottobre e riguardano un paramedico e un infermiere che avevano curato la guida.
Sostenitori Mbeki preannunciano secessione da Anc (Alice/Apcom, 08/10/2008)
I sostenitori dell'ex presidente sudafricano Thabo Mbeki rompono gli indugi e si preparano a uscire dall'African National Congress per varare una nuova formazione politica. L'annuncio - per ora non formalizzato - viene da uno dei fedelissimi di Mbeki, l'ex ministro della difesa Mosiuo Lekota (nome di battaglia: 'terrore') che in mattinata ha tenuto un discorso trasmesso in diretta dalla tv nazionale. Nel discorso, Lekota ha accusato di vertici dell'Anc di non essere democratici rimproverando a Zuma e ai suoi di aver alimentato tensioni di tipo tecnico solo per conquistare il potere. "Il tribalismo - ha accusato - è ancora il pericolo più grave per il nostro paese e il nostro popolo". Sulla questione della creazione di un nuovo partito, pero', Lekota è rimasto sul vago, limitandosi ad osservare sarcastimaente che "siamo alle pratiche di divorzio, si direbbe". Al discorso di oggi non era presente l'ex presidente Mbeki e Lekota non ha specificato se Mbeki sia coinvolto nel progetto di formare un nuovo partito.
Si moltiplicano attacchi contro somali, condanna Onu (Alice/Apcom, 07/10/2008)
L'Alto Commissario dell'Onu per i diritti umani, Navanethem Pillay, ha condannato oggi l'omicidio di una donna somala e dei suoi tre figli avvenuto venerdì scorso in Sudafrica, definito un attacco di matrice razzista. Da allora sono stati uccisi altri tre somali, mentre oggi un gruppo di 200 persone ha saccheggiato le attività commerciali di proprietà somala nella Baia di Jeffreys, nella provincia del Capo Orientale. "Questo è uno dei casi più brutali di cui siamo venuti a conoscenza negli ultimi tempi", ha detto l'Alto Commissario in un comunicato, riferendosi all'uccisione di Sahra Omar Farah e dei suoi tre figli, due adolescenti maschi e una femmina di 12 anni. Le vittime sono state pugnalate e picchiate a morte "apparentemente solo perchè erano stranieri", ha aggiunto Pillay. "La signora Farah avrebbe ricevuto oltre 100 coltellate - ha proseguito - e dalle prime indagini emerge che entrambe le donne sono rimaste vittime di violenza sessuale". Il Sudafrica è stato teatro lo scorso maggio di violenze di matrice xenofoba, costate la vita a 62 persone. Oltre 15.000 persone sono state allora costrette ad abbandonare le loro case. "Emerge una pericolosa tendenza a colpire gli stranieri, soprattutto, ma non solo, somali", ha dichiarato Pillay. Dopo la morte di Sahra Omar Farah e i suoi tre figli, in un villaggio della provincia del Capo, sono stati uccisi altri tre somali, tutti commercianti, a Port Elisabeth e a Johannesburg. L'Alto Commissario ha accolto con favore la notizia dell'arresto di tre sospetti per l'omicidio della donna e dei suoi figli, ma ha anche sollecitato il governo di Pretoria ad adottare in tempi rapidi misure atte a proteggere immigrati e rifugiati da nuovi attacchi. (Alice/Apcom,
07/10/2008)
La compravendita di armi: una questione delicata nella vita politica sudafricana (Fides, 07/10/2008)
L'esercito americano fa ricorso alla tecnologia sudafricana per proteggere le proprie truppe dalle mine e dagli ordigni esplosivi artigianali (IED, Improvised Explosive Device, in gergo tecnico) in Afghanistan e in Iraq. È quanto emerge da un rapporto ufficiale inviato dal governo sudafricano al registro delle Nazioni Unite sulla compravendita mondiale di armi e attrezzature militari.
Rivolta nell'Anc, atteso mercoledi' annuncio scissione (Alice/Apcom, 06/10/2008)
Le tensioni emerse nelle file dell'African National Congress (Anc) dopo le dimissioni di Thabo Mbeki dalla presidenza del Sudafrica sono ormai diventate aperta rivolta, con i membri del partito di diverse province del Paese impegnati a definire un piano per dare vita a una nuova formazione politica. Da parte sua, il Presidente dell'Anc, Jacob Zuma, ha tenuto venerdì scorso un vertice con i suoi più stretti alleati per concordare la reazione a un'eventuale scissione. Stando a quanto scrive oggi il quotidiano sudafricano 'The Star' sul suo sito on line, diversi sostenitori di Mbeki si sono ritrovati nei giorni scorsi a Johannesburg per discutere il progetto, mentre vertici simili si sono tenuti nelle province di Limpopo, Free State, Eastern Cape e Western Cape. L'annuncio ufficiale è atteso per mercoledì prossimo. Mbeki si è dimesso lo scorso 20 settembre su richiesta dell'Anc, dopo essere stato accusato di aver fatto pressioni per influenzare un'inchiesta giudiziaria per corruzione a carico di Zuma. All'indomani delle dimissioni, circa un terzo del suo esecutivo ha rimesso il mandato nelle mani del nuovo presidente, Kgalema Motlanthe, chiamato a guidare il Paese fino alle elezioni in programma nel 2009. A dare voce alla protesta è stato l'ex ministro della Difesa, Mosiuoa Lekota, che in due lettere inviate al Segretario generale dell'Anc, Gwede Mantashe, ha accusato il partito guidato da Zuma di aver tradito i principi e valori contenuti nella Freedom Charter, manifesto di un Sudafrica libero e multirazziale, redatto nel 1955. Di fronte al moltiplicarsi di voci su una prossima scissione, il neo Presidente sudafricano ha lanciato nei giorni scorsi un appello all'unità: "Non credo che nessuno dei ministri, figli della storia di lotta dell'Anc, aderirà a una scissione. Ma se anche ci fosse un nuovo partito, non credo che sarà in grado di sfidare l'attuale Anc. Io credo invece che, se ci sono leader scontenti, dovrebbero cercare di imparare la lezione degli ultimi anni e usarla per rafforzare l'Anc come movimento di massa, quale è sempre stato". Ieri, anche l'Arcivescovo e Premio Nobel per la Pace Desmond Tutu è intervenuto nel dibattito politico, dicendosi pronto a non recarsi alle urne alle prossime elezioni se non verranno prima risolti i problemi all'interno dell'Anc. Tutu ha quindi invitato Zuma a non candidarsi alla presidenza del Paese prima di aver allontanato da sé "il sospetto di corruzione". (Alice/Apcom,
06/10/2008)
Sostegno all'ex presidente Mbeki nella sua opera di mediazione in Zimbabwe (Peacereporter, 02/10/2008)
Il nuovo presidente del Sudafrica, Kgalema Motlanthe, ha sostenuto il suo predecessore Thabo Mbeki nella sua opera di mediazione in Zimbabwe. Mbeki può rivitalizzare il dialogo e per questo il nostro governo lo sosterrà pienamente, ha detto Motlanthe. L'ex presidente infatti è stato costretto alle dimissioni anche a causa di uno scontro all'interno del partito di governo, seguito alla firma dell'accordo del 15 settembre, quando il presidente dello Zimbabwe, Robert Mugabe, e il suo avversario, Morgan Tsvangirai, hanno concordato nel formare un governo comune. Poi però i due sfidanti non sono riusciti a trovare un accordo sulla spartizione dei ministeri e le dimissioni di Mbeki avevano fatto temere per la prosecuzione dell'opera di intermediazione. (Peacereporter,
02/10/2008)
Strage di rinoceronti (Greenreport, 02/10/2008)
Le popolazioni di rinoceronti del Sudafrica sono sempre più minacciate dai bracconieri: almeno 12 rinoceronti bianchi sono stati uccisi dall’inizio dell’anno in parchi del KwaZulu-Natal. Nel grande parco nazionale Kruger sono stati uccisi nel 2008 almeno 20 rinoceronti e nell’ultimo week-end sono stati trovati morti e mutilati 4 rinoceronti nell’area di Masinda del parco Hluhluwe-Imfolozi. Il Sudafrica ospita circa 14.000 rinoceronti bianchi e meno di 4.000 rinoceronti neri. A lanciare l’ennesimo allarme bracconaggio è stato Jeff Gaisford, portavoce di Ezemvelo KwaZulu-Natal Wildlife (Ekznw), un’associazione ambientalista sudafricana che si occupa di eco-turismo che racconta come, durante un pattugliamento dei ranger a Masinda è stata trovata la carcassa di una femmina rinoceronte bianco nella zona di Makhandendlovu, all’animale erano stati asportati i due corni, probabilmente destinati al mercato asiatico degli afrodisiaci e della medicina tradizionale. Ma non era finita: i successivi controlli hanno scoperto a circa 200 metri di distanza una femmina adulta ed un giovane rinoceronte uccisi e poi un altro esemplare a pochi metri di distanza. Una vera e propria mattanza eseguita con fucili di calibro pesante e nel bel mezzo di un parco nazionale. I corni di tutti i rinoceronti uccisi erano stati asportati con perizia e con uno strumento adatto, il che indica probabilmente la presenza di bracconieri esperti e che lavorano su precise commissioni. Gaisford spiega che «Tutti e quattro gli animali sembravano essere stati abbattuti più o meno nello stesso tempo e tutti e quattro in maniera molto approssimativa, in un territorio remoto e coperto da molti arbusti, un fattore che avrebbe nascosto il rumore dello sparo dei fucili». (Greenreport,
02/10/2008)
Chiudono i campi per stranieri vittime della violenza xenofoba (Peacereporter, 01/10/2008)
In Sudafrica il governo provinciale di Gauteng ha deciso di chiudere i campi dove avevano trovato rifugio gli immigrati stranieri dopo che l'ondata di violenza xenofoba del maggio scorso aveva portato all'uccisione di sessantadue persone. Nonostante la Corte Costituzionale avesse deliberato che i campi dovevano restare aperti, il governo provinciale ha deciso che fosse tempo per gli immigrati di tornare al loro paese. Oggi sono stati chiusi 3 campi intorno alla città di Johannesburg che ospitavano più di mille duecento persone, ma entro il 4 di ottobre ne dovranno chiudere molti altri. Le organizzazioni umanitarie temono ora che possano ricominciare le violenze. Si calcola che la caccia allo straniero del maggio scorso abbia costretto più di centomila persone a lasciare le loro case. (Peacereporter,
01/10/2008)
Motlanthe non modifichera' politica economica paese (Alice/Apcom, 30/09/2008)
Il ministro delle finanze sudafricano Trevor Manuel ha detto di aver avuto garanzie dal nuovo leader Motlanthe sulla continuità delle politiche economice del paese e ha escluso che lo scontro in atto nel partito di governo, l'African national Congress, possa portare ad ulteriori spaccature o addirttura a una scissione nel partito. Parlando alla Bbc Manuel ha cercato di rassicurare l'opinione pubblica spiegando di aver ricevuto "inequivocabili garanzie" dal nuovo presidente Kgalema Motlanthe riguarda alla continuità delle principali scelte di politice economica e finanziaria del paese. Lo stesso Manuel, considerato l'architetto delle riforme economiche sudafricane, dopo aver lasciato il governo la settimana scorsa in seguito alle dimissioni dell'ex presidente Thabo Mbeki, ha accettato di entrare a far parte del nuovo esecutivo. Parlando poi della possibilità che alcuni settori del partito - come ha già fatto il capo della provincia del Gauteng - lascino l'African National Congress, Manuel si è detto ottimista: "ci potranno essere rallentamenti, defezioni individuali... Ma niente di più". Infine un appello ai sostenitori di Mbeki. Manuel si dice convinto che all'ex presidente sia stato riservato un trattamento sbagliato e troppo duro ma aggiunge che la cosa non andrebbe drammatizzata. "Non è il caso di starne a fare un dramma, sono cose che accadono in politica. Anche questo episodio è una tappa del processo di normalizzazione del paese". (Alice/Apcom,
30/09/2008)
Mandela elogia Motlanthe: “il Paese e' in buone mani” (Ansa, 29/09/2008)
Nelson Mandela si e' felicitato con il nuovo capo di Stato Kgalema Motlanthe, dicendosi convinto che ora il Paese sia in buone mani. Lo storico eroe della lotta contro l'apartheid ha scritto una lettera al presidente, eletto ieri, in cui ha elogiato la sua persona e le sue capacita'. Mandela ha reso omaggio anche al suo successore Thabo Mbeki - che e' stato costretto a dimettersi dalla presidenza dopo essere cacciato dal proprio partito, l'African National Congress (Anc). (Ansa,
29/09/2008)
Presidente Motlanthe: combatterò la povertà (Alice/Apcom, 28/09/2008)
Nel suo primo discorso alla nazione, trasmesso in diretta tv, il nuovo presidente sudafricano Kgalema Motlanthe ha promesso che il suo governo si impegnerà a combattere la povertà, la disoccupazione e la criminalità. Il neopresidente, in carica da giovedì, ha preso il posto di Thabo Mbeki, costretto alle dimissioni dal partito al governo, l'African National Congress (Anc). Nel suo discorso Motlanthe ha detto che il suo governo sta agendo "rapidamente per riportare la stabilità" e che non ci saranno "interruzioni nelle attività del governo". Alcuni in Sudafrica hanno espresso il timore che l'avvicendamento alla presidenza potrebbe causare instabilità interna a discapito dell'economia. Motlanthe è considerato comunque un presidente di transizione, in attesa delle elezioni presidenziali del prossimo anno. (Alice/Apcom,
28/09/2008)
Jacob Zuma lancia la sua corsa alla presidenza (Alice/Apcom, 27/09/2008)
Il leader dell'African National Congress Jacob Zuma è intervenuto oggi in un vertice del Partito comunista sudafricano a Johannesburg: il candidato alla presidenza del Sudafrica ha dato così il via alla sua corsa elettorale in vista del voto nel 2009, lanciando la sfida contro il crimine e la disoccupazione e sottolineando gli sforzi
La colpa, secondo lo studio, è tutta di Thabo Mbeki e della sua insistenza nel negare la correlazione scientifica fra l'infezione da virus Hiv e lo sviluppo della sindrome da immunodeficienza acquisita (Aids), nonché del ruolo cruciale dei farmaci antiretrovirali per bloccare l'insorgere della malattia conclamata. Il rapporto getta nuove ombre su Mbeki, scrive oggi il New York Times, a due mesi dalla lotta di potere che lo ha visto perdere la presidenza del paese a favore di Kgalame Motlanthe. La politica del governo Mbeki sull'Aids ha sempre sconcertato per non dire spaventato la comunità internazionale, soprattutto in un paese come il Sudafrica dove una altissima percentuale della popolazione nera, circa il 20%, è positiva all'Hiv. SI tratta di quasi 6 milioni di sieropositivi, praticamente un adulto su cinque della popolazione del suo complesso. Secondo stime dell'Onu in Sudafrica ogni giorno muoiono di Aids circa 900 persone.
b>L'ex presidente è stato accusato di cecità ma anche di voluta indifferenza nei confronti dei settori più poveri della popolazione. Tanto più che Motlanthe, nonostante sia solo una figura di transizione, come primo atto ha esautorato all'indomani della nomina il ministro della Salute, la signora Manto Tshabalala-Msimang, i cui controversi consigli per l'Aids includevano l'uso di aglio, succo di limone e barbabietola. A sostituirla la signora Barbaba Hogan che ha riportato la strategia sudafricana nel solco dei rimedi usati dall'occidente. La signora Hogan ha reagito allo studio di Harvard affermando che "Mi vergogno, ma dobbiamo ammettere la verità di quello che affermano. L'era del negazionismo in Sudafrica è finita". Il governo adesso sta affrettando la distribuzione di antiretrovirali.
Il rapporto americano dettaglia le politiche sudafricane (il rifiuto di distribuire farmaci antiretrovirali ai sieropositivi anche mentre i vicini Botwsana e Namibia li accettavano) e il costo umano, comparando i cittadini che hanno avuto accesso ai farmaci fra il 2000 e il 2005 e quelli che avrebbero potuto curarsi con l'aiuto del governo. Entro il 2005, secondo gli studiosi, il Sudafrica avrebbe potuto assistere la metà dei sieropositivi mentre solo il 23% si curava (il Botswana negli stessi anni curava l'85% dei sieropositivi, la Namibia il 71%). Le conclusioni del rapporto affermano che 330.000 sudafricani sono morti per mancanza di cure e 35.000 neonati sono morti perché sieropositivi. Il New York Times ha interpellato epidemiologi e biostatistici per valutare le cifre dello studio di Harvard. Secondo questi esperti, il rapporto erra semmai per difetto. "Hanno usato dei parametri molto conservativi, e le cifre mi sembrano assolutamente ragionevoli" dice ad esempio James Chin, professore di epidemiologia alla Berkeley University della California.
(Alice/Apcom,
26/11/2008)
Il pragmatismo di Mabunda, non convince affatto l´International fund for animal welfare (Ifaw) che si è opposto alla vendita e sottolinea che i fondi raccvolti non saranno sufficienti a risolvere il problema del bracconaggio. Michael Wamithi direttore del programma elefanti dell´Ifaw sopiega che «Permettere il commercio legale dell´avorio, incoraggerà solo il riciclaggio delle scorte dei bracconieri, aumentando così l´attività della caccia illegale». Botswana, Namibia, Sudafrica e Zimbabwe, dopo un accordo raggiunto al summit Cites dell´Aja del 2007, sono state autorizzate a fare una vendita una-tantum delle loro scorte di avorio. Il 28 ottobre il governo della Namibia ha venduto, nella prima delle 4 aste in programma, uno stock di 7,2 tonnellate di zanne di elefante per 1,2 milioni di dollari, ad un prezzo medio di 164 dollari al kg.
A partecipare alle aste sono sempre Giappone e Cina, i Paesi in cui arriva la maggior parte dell´avorio del pianeta, sia quello legale che quello illegale. In totale, grazie alla sospensione ad hoc della moratoria Onu del 1989 sull´esportazione di avorio, i 4 Paesi dell´Africa australe dovrebbero vendere 101 tonnellate di zanne di elefante e ricavare così 15 milioni di dollari. Fino ad ora ne sono state vendute 51 tonnellate e parte dell´avorio è stato ritirato dall´asta perché i compratori asiatici lo hanno ritenuto di cattiva qualità. L´Ifaw sottolinea che gli elefanti sono sempre di più sotto pressione a causa di bracconaggio, perdita di habitat a causa dell´espansione agricola e delle città, inquinamento e cambiamento climatico. I più grandi animali terrestri sono oggi tra i 470.000 e i 685.000, ma milioni di pachidermi popolavano l´Africa solo pochi decenni fa. Botswana, Namibia, Zimbabwe e Sudafrica rispondono che gli elefanti sono in aumento e questo provoca crescenti conflitti con le popolazioni rurali.
Mabunda assicura che i parchi sudafricani non metteranno il proprio timbro su nessun prodotto in avorio che proviene dal bracconaggi, ma l´Ifaw dice che le vendite all´asta sono controproducenti: «Permettere che questo esorbitante ammontare di avorio invada il mercato, considerando il livello odierno di bracconaggio sugli elefanti, è semplicemente irresponsabile - ha detto Wamithi - La situazione è molto chiara: più avorio sul mercato equivale a molti più elefanti e ranger uccisi». Secondo l´Ifaw ogni anno in Africa ed Asia vengono uccisi illegalmente 20 mila elefanti per rimpinguare il mercato asiatico dell´avorio. Dopo che un gruppo di ambientalisti aveva scoperto ben 4.000 inserzioni che proponevano avorio di elefante, E-Bay ha detto che metterà un divieto sulla commercializzazione on-line di prodotti in avorio.
(Greenreport,
07/11/2008)
Il commercio di avorio è stato bandito su scala globale nel 1989 per proteggere la specie e queste vendite all'asta sono l'unica forma legale di acquisto del prodotto. Per il 2008 queste sono le quote autorizzate: Botswana: 43.68 tonnellate, Namibia: 9.2 tonnellate, Sud Africa, 51,52 tonnellate, Zimbabwe: 3.75 tonnellate Restano pero' le prese di posizione critiche di alcuni paesi come il Kenya e di vari gruppi ambientalisti che continuano a sostenere che la creazione di un mercato autorizzato dell'avorio non risolverà il problema del bracconaggio e anzi porterà a moltiplicare le uccisioni e le caccia illegale. L'Asia, avida di avorio che viene utilizzato soprattutto per confezionare le impugnature dei timbri utilizzati per la firma, è il mercato più importante per le vendite illegali, sottolinea Michael Wamithi, alla guida del programma per gli elefanti del Fondo internazionale per la tutela degli animali (Ifaw). "Diversi sequestri di tonnellate di avorio sono stati fatti in alcuni porti cinesi negli ultimi anni". Ma secondo Traffic, un network che segue il commercio di specie selvatiche, i sequestri di avorio illegale sono diminuiti negli anni seguiti all'ultima vendita legale nel 1999. Le vendite "sono organizzate bene", sostengono Traffic e Cites, e sono state adottate delle misure contro il bracconaggio. "La Cina fa degli sforzi reali per conformarsi alle regole internazionali", ha detto David Newton di Traffic. "Noi rimaniamo molto prudenti e il commercio di avorio va regolamentato in modo severo. Per queste vendite siamo certi che il meccanismo di controllo funziona", ha garantito il responsabile da Johannesburg. (Alice/Apcom,
06/11/2008)
Maggio 2008, una poliziotta allontana un bambino dalla zona degli scontri Ha la voce rassegnata Mohammed Hirsi, il portavoce nazionale della comunità somala, mentre racconta a PeaceReporter l'aggressione subita lo scorso maggio. "Una folla inferocita è entrata nel mio negozio, distruggendo tutto da cima a fondo", ricorda. "Ho perso ogni cosa. Ho dovuto ripartire da zero. E ora la storia si ripete". Da anni vittima di violenze e rappresaglie che hanno provocato centinaia di morti, la comunità somala è tornata nel mirimo degli abitanti delle townships, le baraccopoli locali che circondano Città del Capo. Stanchi di subire la concorrenza dei somali, i negozianti di Khayelitsha hanno deciso di cacciarli, con le buone o con le cattive. Negli ultimi mesi, almeno sei somali sono stati uccisi mentre erano al lavoro. Dai loro negozi, però, non è stato rubato nulla. Un messaggio fin troppo chiaro. "Ma inquadrare queste tensioni come attacchi di xenofobia non coglie quello che è il problema principale: la competizione per un numero limitato di risorse, in un ambiente povero come quello delle townships, spiega a PeaceReporter Abdul Fattaag Carr, rappresentante del Muslim Judicial Council, un'associazione religiosa che fornisce assistenza agli stranieri vittime di violenze.
Tra tutte le comunità del Sudafrica, quella somala vanta il triste primato delle maggiori violenze subite. Giunti negli anni '90 a causa della guerra civile in patria, i somali sono stati tra i primi a stanziarsi in un Paese ancora povero e alle prese con gli strascichi dell'apartheid. Finiti nelle township assieme alle classi meno abbienti, col tempo i somali hanno creato una rete economica florida, che si appoggia sui forti legami all'interno della comunità. Ma cosa succede quando a pagarne le conseguenze sono i più poveri tra i poveri? "Mi piange il cuore a vedere gente che non ha i soldi per comprare un pezzo di pane o mandare i propri figli a scuola", spiega a PeaceReporter Mandisi Njoli, segretario della Camera di Commercio federale di Khayelitsha. "Nelle township non ci sono regole, la concorrenza è selvaggia. Gli stranieri vengono qui e aprono le attività, senza documenti e senza un accordo con le comunità locali. Tutti i negozi sono gestiti da loro, mentre la gente del posto muore di fame". Immigrati raccolgono quel che resta della loro casa distrutta. Solo nella provincia di Western Cape, le violenze di maggio hanno fatto 20.000 sfollati. Di questi, ancora 1.400 vivono nei campi allestiti dal governo, che ha metà settembre ha chiuso la maggior parte delle strutture di accoglienza. Gli immigrati che non sono scappati dal Paese hanno dovuto far ritorno alle proprie case, o a quello che ne rimane. Molti senza più un lavoro o una prospettiva economica, alla mercé di una popolazione che li vede come nemici. Se da maggio i morti sono drasticamente diminuiti, è solo perché il problema è stato nascosto sotto il tappeto, ma le ceneri covano ancora.
"Se il governo avesse fatto qualcosa prima, le violenze di maggio si sarebbero potute evitare", continua Njoli. La sua frase è una sinistra minaccia per il futuro. Impegnate nel raccogliere i cocci delle lotte fratricide all'interno dell'African National Congress, le autorità non paiono intenzionate a risolvere il problema. Confinata nelle township, la lotta tra somali e sudafricani rimarrà un conflitto tra poveri, lontano dalle telecamere e dai quartieri per ricchi di Città del Capo. Divisi da un destino che li vede impegnati in una lotta per la sopravvivenza, Hirsi e Njoli sono d'accordo solo su una cosa: il fallimento di un Paese che, 14 anni fa, era considerato il faro della democrazia africana. "Mio padre era un militante dell'Anc. Ha dato la sua vita per questo Paese, e cosa abbiamo ottenuto?", conclude il commerciante di Khayelitsha. "Abbiamo solo sostituito l'apartheid tra bianchi e neri con quello tra ricchi e poveri". Di Matteo Fagotto - (Peacereporter,28/10/08)
L’ex ministro della difesa Lekota, tra i fedelissimi di Mbeki, ha accusato il candidato alla presidenza Zuma di aver alimentato le tensioni politiche per conquistare la guida del partito, ventilando la possibilità di una scissione all’interno dell’ANC e tra le righe la creazione di una nuova formazione politica in vista delle elezioni presidenziali. Nonostante non sia emerso il suo nome, è verosimile che Mbeki assumerà la guida di questo nuovo partito. In settimana dovrebbe essere formalizzato l’annuncio e convocata l’assemblea generale dell’ANC. Per la prima volta dal 1994 il partito di Mandela si trova quindi ad affrontare discrasie interne tali da portare alla ridefinizione dei confini politici che hanno caratterizzato la politica sudafricana di questi ultimi anni.
La spaccatura dell’ANC non fa che esasperare le incertezze politiche caratterizzate da una frammentazione in itinere, le crisi economica e finanziaria acuite dall’instabilità politica, le questioni sociali irrisolte (povertà dilagante) e quelle di nuova affermazione (xenofobia). Sembra tuttavia difficile che un nuovo partito, seppur nato dall’ANC, riesca a radicarsi in questi sei mesi e reperire consensi sufficienti a intralciare l’ormai scontata vittoria di Zuma alle presidenziali, considerando in particolare il forte appoggio che quest’ultimo può contare sulla popolazione rurale e sulla confederazione dei sindacati. - Massimo Corsini (Equilibri, Weekly analysis,
13/10/2008)
La stampa sudafricana ha precisato che la prima vittima, Cecilia Van
Deventer, 36 anni, dirigeva a Lusaka l'agenzia Wilderness Safaris. Una volta ammalatasi è stata trasferita in tre diversi ospedali prima di essere trasportata in Sudafrica, nell'ospedale Morningside di Johannesburg, dove è morta due giorni dopo il ricovero. La seconda vittima era un paramedico, Hannes
Els, 33 anni, che aveva accompagnato Van Deventer, ricoverata il 27 settembre con gli stessi sintomi e deceduta il 2 ottobre. Le altre due vittime erano dipendenti dell'ospedale: Maria
Mokubung, 37 anni, donna delle pulizia morta il 5 ottobre, e Gladys Mthembu, 34 anni, infermiera morta il 4 ottobre.
L'Oms ha fatto sapere di aver posto sotto osservazione 121 persone e di attendere per domenica i risultati di nuove analisi.
(Alice/Apcom, 10/10/2008)
La mossa dei sostenitori di Mbeki rischia così di aggravare ulteriormente la crisi politica sudafricana. Ieri sera il grande rivale di Mbki Zuma, parlando a davanti a una platea di uomini d'affari, aveva detto che in caso di scissione il nuovo partito non avrebbe comunque avuto davanti a sè unavita facile. "se spaccheranno l'Anc lo faranno solo d'impulso, per pura rabbia, il nuovo partito è destinato a morire molto presto". Sia come sia, se Lekota varerà un nuovo partito la sua sarà comunque una lotta contro il tempo. Le elezioni - che si terranno all'inizio del 2009 - sono infatti molto vicine e sembra difficile che una nuova formazione politica possa riuscire a radicarsi in questo lasso di tempo e arrivare a rappresentare una seria sfida per l'Anc di Zuma e del presidente ad intermim Mutlante. Oggi, Lekota ha comunque voluto ribadire un nodo politico. La "vera Anc", ha detto stamattina, in pratica siamo noi. "Ho detto ai miei compagni che non possiamo l'African National Congress. Noi siamo l'African national congress perché il nostro gruppo è ancora legato ai valori e ai principi dell'Anc. È l'attuale leadership che ha mostrato di non essere più fedele a quei valori e a qualle politiche". (Alice/Apcom,
08/10/2008)
Nel 2007 società sudafricane hanno venduto alle forze armate statunitensi 427 veicoli corazzati più altri 30 a società militari private che operano in Iraq. Il dato è stato reso noto da un'apposita commissione (South African National Conventional Arms Control Committee - NCACC) creata dal Parlamento sudafricano per assicurare la trasparenza nelle esportazioni militari sudafricane. Secondo la stampa sudafricana, però, il Parlamento locale non ha ricevuto nessuna notifica delle vendita dei veicoli agli Stati Uniti. La compravendita di armamenti continua così a rimanere una questione delicata per la vita politica del Paese. Il Sudafrica democratico ha ereditato dal regime dell'apartheid un'industria bellica relativamente estesa e complessa, creata per supplire all'embargo sulla vendita di armi al governo razzista decretato dall'ONU. Il nuovo regime ha preferito non smantellare questo complesso ma ridurne le proporzioni e invitare le multinazionali europee degli armamenti ad acquistare, in tutto o in parte, i “gioielli di famiglia” dell'industria bellica locale. Il megacontratto per l'acquisto di armamenti in Europa, negoziato dal governo dell'African National Congress nel 1999 aveva lo scopo di attrarre investimenti stranieri nel complesso militare- industriale sudafricano e di ottenere delle compensazioni economiche, sotto forma di contratti di fornitura ai maggiori gruppi industriali europei. Questi ultimi erano interessati ad alcune tecnologie sviluppate dai sudafricani ai tempi dell'apartheid, tra cui i veicoli “a prova di mina” messi a punto negli anni '70 e '80 e sperimentati nei conflitti della Namibia e dell'Angola. Debitamente aggiornate, queste tecnologie sono apprezzate dagli eserciti di Stati Uniti e Gran Bretagna che le utilizzano per i loro veicoli protetti in Iraq e Afghanistan.
Il contratto del 1999 (che comprende l'acquisto di navi e sottomarini tedeschi, caccia svedesi, elicotteri italiani ed elettronica francese) ha dato però vita ad uno scandalo, per il pagamento di tangenti, che continua a condizionare la politica sudafricana. Le recenti dimissioni del Presidente Thabo Mbeki sono infatti legate a questa vicenda. Mbeki è accusato di aver fatto pressioni sulla magistratura per far incriminare il rivale nel suo stesso partito, Jacob Zuma, in relazione al pagamento di commissioni da parte di una multinazionale francese. Per questo motivo Zuma era stato costretto a dimettersi dalla carica di Vicepresidente. Come un camaleonte è riuscito a ribaltare le accuse ed è ora favorito nelle elezioni presidenziali del 2009. (L.M.) (Fides,
07/10/2008)