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SOMALIA  - 1 DAL 01/01/08 AL 30/06/08

SOMALIA - 2 DAL 01/07/08 AL...........

Decine di migliaia di sfollati (Peacereporter, 30/06/2008)

Somalia - Medici senza frontiere: siamo al disastro, servono aiuti (Alice/Apcom, 27/06/2008)

Pirati chiedono riscatto 1 mln usd per bimbo tedesco che necessita di cure mediche (Alice/Apcom, 26/06/2008)

Dall'inizio dell'anno la guerra ha ucciso oltre 2.100 civili (Peacereporter, 26/06/2008)

Mogadiscio: una folla di affamati saccheggia automezzo del Pam (Alice/Apcom, 25/06/2008)

Fine sequestro Amiya Scan (Ansa, 25/06/2008)

Gruppo di pirati attacca uno yacht; rapita famiglia tedesca (Tgcom, 24/06/2008)

A un mese dal sequestro sugli italiani rapiti ancora silenzio (il Giornale, 23/06/2008)

Al Qaida: islamici pronti a combattere forze Onu (Alice/Apcom, 22/06/2008)

Rapito capo locale agenzia Onu per i profughi (Reuters, 22/06/2008)

Yosuf: 10 luglio a Gedda ratifica di accordo Gibuti (Alice/Apcom, 19/06/2008)

Attentato al convoglio presidenziale: tre morti, Yussuf illeso (Peacereporter, 18/06/2008)

Farnesina, proseguono sforzi per rilascio cooperanti (Agi, 18/06/2008)

Governo-islamisti firmano accordo tregua 3 mesi (la Repubblica, 17/06/08)

Scontri a Mogadiscio, almeno 7 morti in due giorni (Asca-Afp, 17/06/08)

Ingaggiata societa' francese per combattere pirati (Agi/Afp, 14/06/2008)

Diritti umani: aumentano le violazioni contro i bambini (Misna, 12/06/08)

Pam chiede scorte navali per suoi aiuti via mare (Alice/Apcom, 12/06/08)

Semifallito l'accordo di pace sostenuto dall'Onu (La Stampa, 10/06/2008)

Governo ed opposizione firmano accordo Gibuti (SwissInfo, 09/06/2008)

Ucciso vicepresidente della National Union of Somal Journalist (Peacereporter, 09/06/2008)

Scontri a Mogadiscio. Somali e etiopici attaccano miliziani: almeno 12 morti (Ansa, 09/06/2008)

Uccisi 11 tra civili e militanti islamici (Ami, 08/06/2008)

Ucciso sabato giornalista della Bbc (Ami, 08/06/2008)

Venerdì di sangue a Mogadiscio, una decina i morti (SwissInfo, 06/06/2008)

Cellula islamica minaccia di attaccare tutte le navi nelle acque territoriali (Peacereporter, 05/06/2008)

Guerra, prezzi alimentari alle stelle e siccità: allarme crisi umanitaria (Peacelink, 04/06/08)

Aerei da guerra e elicotteri sorvolano la zona al confine col Kenya (Misna, 04/06/08)

Colloqui di pace tra il governo di transizione e i combattenti musulmani (Peacelink, 03/06/08)

Societa' civile chiede ritiro truppe etiopi (Apcom, 03/06/08)

Bombe contro un cinema, vittime; negoziati a Gibuti (Swissinfo, 03/06/08)

Documento Onu contro pirati (Ansa, 02/06/08)

Pirati minacciano di uccidere equipaggio nave olandese (Alice/Apcom, 02/06/08)

Insorti sparano a aereo presidente, lui parte con Onu (SwissInfo, 01/06/2008)

Nuovo colpo dei pirati, sequestrati due carghi mercantili (Asca-Afp, 29/05/2008)

Governo invia truppe per liberare nave tedesca sequestrata dai pirati (Peacereporter, 28/05/2008)

Chiesto riscatto per ostaggi italiani. I due sarebbero detenuti a Mogadiscio (Alice/Apcom, 28/05/2008)

Scontri tra islamici e caschi verdi, 18 i morti (la Repubblica, 27/05/2008)

Ostaggi italiani, La Russa a colloquio con Letta (Alice/Apcom, 27/05/2008)

La missione impossibile di portare la pace tra i clan (L'Opinione, 27/05/2008)

Mercantile olandese sequestrato da pirati (l'Unità, 27/05/2008)

Islamisti attaccano caschi verdi ugandesi, 13 morti (Agi/Afp, 26/05/2008)

Napolitano: forte impegno per liberare gli italiani rapiti (Rainews24, 26/05/2008)

Bombardamenti aerei in zona poco abitata e ritenuta rifugio di alqaidisti (Ansa, 26/05/2008)

Leader islamico: libereremo il Paese dagli etiopi (Apcom, 22/05/08)

Rapiti due volontari italiani e un loro collega somalo (Rainews24, 21/05/08)

Emergenza cibo: Fao, 2,6 mln a rischio (Swisscom, 19/05/08)

Milizie islamiche espugnano roccaforte pirati (Agi/Efe, 19/05/08)

Ucciso capo organizzazione umanitaria a Kismayo, scontri in altre località (Misna, 19/05/08)

ONU aprirà Ufficio politico a Mogadiscio per fronteggiare la grave crisi (Radio Vaticana, 19/05/08)

I pirati attaccano nave giordana (Ami, 18/05/2008)

Consiglio di sicurezza vuole inviare peacekeeper Onu (Ap, 16/05/2008)

Amnesty International: vittime civili quotidiane (Ag.Radicale, 14/05/08)

L’opposizione armata avanza (Ripercorrendo alcune tappe da maggio a gennaio) (Misna, 10/05/2008)

Ribelli attaccano stazione di polizia nel centro di Mogadiscio (Peacereporter, 09/05/2008)

Almeno 35 morti in nuovi scontri, 25 sono civili (Apcom, 08/05/2008)

Amnesty: “In Somalia truppe fuori controllo” (Mwinda, 06/05/2008)

Mogadiscio, riprendono le proteste contro il carovita (Peacereporter, 06/05/2008)

Fame nel mondo: violente proteste a Mogadiscio. 5 i morti (Agi, 05/05/2008)

Rilasciati keniani deportati, associazioni accusano di torture (Misna, 05/05/2008)

Allarme prezzi: 2,6 milioni di persone a rischio fame (Alice/Apcom, 02/05/2008)

Un conflitto sempre più internazionale (LM, Fides, 02/05/2008)

Raid Usa, ucciso capo al-Qaida a Mogadiscio (SwissInfo, 01/05/2008)

Militari etiopici sparano sulla folla, 9 morti (la Repubblica, 01/05/2008)

La crisi di Mogadiscio sempre più grave (LM, Fides, 29/04/2008)

Islamici occupano citta', truppe regolari pronte a scontro (Alice/Apcom, 29/04/2008)

Onu, sempre piu' grave la crisi a Mogadiscio (la Repubblica, 28/04/2008)

Massacro in moschea: rilascio bambini non ferma le indagini (AdL, Misna, 28/04/2008)

Condannati all'ergastolo 7 pirati per sequestro motonave emirati (Adnkronos, 28/04/2008)

Ex leader delle Corti Islamiche: ''presto di nuovo a Mogadiscio'' (Peacereporter, 28/04/2008)

Nuovi combattimenti a Mogadiscio, miliziani entrano a Jowhar (BF, Misna, 27/04/2008)

Pirateria; liberato equipaggio nave spagnola (SwissInfo, 27/04/2008)

Nave sequestrata, chiesto riscatto, un milione di euro per liberare ostaggi (Tgcom - 24/04/2008)

Pirati, Madrid ha inviato in zona quattro aerei militari e una nave, ambasciatore spagna mantiene colloqui con premier somalo. (Apcom, 24/04/2008)

Massacro in moschea e rapimento bambini: responsabili le truppe etiopiche (PMB, Misna, 23/04/08)

Scontri tra forze governative e ribelli islamici: sale a 100 il numero dei morti (Peacereporter, 22/04/2008)

Catturati pirati nel Golfo di Aden (Euronews, 22/04/2008)

Spagnoli rapiti, pirati potrebbero essere militari (Alice/Apcom, 22/04/2008)

Petroliera giapponese assaltata dai pirati nel golfo di Aden (Adnkronos/Ign, 21/04/2008)

Massacro in moschea Mogadiscio, uccisi donne e bambini (SwissInfo, 21/04/2008)

Calma tesa a Mogadiscio dopo il fine settimana di violenze (Euronews, 21/04/2008)

Scontri a Mogadiscio, 81 morti in ultimi due giorni (Ap, 20/04/2008)

Pirati sequestrano peschereccio spagnolo (Agi, 20/04/2008)

Mogadiscio: vittime civili in combattimenti (FB, Misna, 19/04/2008)

Scontri tra esercito e ribelli, sei morti a Mogadiscio (Alice/Apcom, 18/04/2008)

Rilasciati i 5 giornalisti che avevano filmato gli scontri tra esercito e ribelli (Peacereporter, 18/04/2008)

In Francia i 30 ostaggi rapiti. Pagato un riscatto di oltre 1 milione di euro (Euronews, 15/04/2008)

Almeno 9 morti in due attacchi: uccisi 4 insegnanti (Alice/Apcom, 14/04/08)

Sequestro Le Ponant, Parigi: pirati rischiano ergastolo (Apcom, 14/04/08)

Liberati i 30 ostaggi liberati i 30 ostaggi dei pirati (Adnkronos/Ign, 11/04/2008)

Tra pirati, trafficanti di esseri umani e petrolio: il Puntland (LM, Fides, 11/04/2008)

I pirati aprono il fuoco. Uccisi due uomini sulla costa (Leggonline, 10/04/2008)

Sono del gruppo 'Somali Marines' pirati che hanno yacht francese (Adnkronos/Dpa, 09/04/2008)

Islamisti riconquistano Jowhar (Peacereporter, 09/04/2008)

Attentato a Mogadiscio, nove feriti (Agi, 08/04/2008)

Pirati, via libera dal governo. I parà francesi pronti ad attaccare (la Repubblica, 07/04/2008)

Veliero sequestrato: pirati uccidono due uomini sulla costa (Peacereporter, 07/04/2008)

Milizie antigovernative attaccano alle porte di Mogadiscio (MZ, Misna, 07/04/2008)

Contatto con i pirati. Lo ha detto il ministro degli Esteri francese, Kouchner (Ansa, 06/04/2008)

Veliero attaccato dai pirati, ancora nessun contatto (Adnkronos/Ign, 06/04/2008)

Pirati assaltano yacht francese (Adnkronos, 04/04/2008)

Miliziani islamisti conquistano villaggio a nord di Mogadiscio (Peacereporter, 04/04/2008)

Le corti islamiche avanzano, almeno 19 morti (la Repubblica, 03/04/2008)

Rapiti due funzionari dell'Onu (Rainews24, 01/04/2008)

Islamici prendono Bula Burte: "vogliamo punire i nemici" (Alice/Apcom, 31/03/2008)

Truppe Etiopia sparano a Mogadiscio, 11 morti (la Repubblica, 29/03/2008)

Affamati assaltano camion del PAM a Mogadiscio (Swissinfo, 28/03/08)

Agenzie umanitarie chiedono di non dimenticare crisi Somalia (Reuters, 26/03/08)

In fuga dalla guerra civile (Riccardo Frugone, Rainews24, 25/03/08)

Oms dichiara debellata la poliomelite (Reuters/Yahoo, 25/03/08)

Missione pace, giunta delegazione militare nigeriana (Alice/Apcom, 20/03/08)

Scontri a 2 basi governative: almeno 7 morti (Alice/Apcom, 20/03/08)

Violenti scontri, 9 morti. Non escluso impegno militare caschi blu (Ansa, 19/03/2008)

Mogadiscio: combattimenti. Etiopici costretti ad abbandonare base militare (MZ, Misna, 19/03/2008)

Riscatto da 700mila dollari: i pirati rilasciano nave russa (Peacereporter, 18/03/2008)

Il governo di transizione propone programma di riconciliazione nazionale (Peacereporter, 12/03/2008)

Independent: fallito raid usa contro terrorista al Qaida (Alice/Apcom, 09/03/2008)

Attacco a radio Shabelle (Mwinda, 07/03/2008)

Islamici entrano a Hudur, al confine con l'Etiopia (Alice/Ap, 06/03/2008)

Era un terrorista kenyano l'obiettivo dell'attacco Usa (Peacereporter, 04/03/2008)

Missili USA contro terroristi, morti 6 civili ((la Repubblica, 03/03/2008)

Mogadiscio, 17 morti in scontri tra esercito e ribelli (Peacereporter, 02/03/2008)

Ucciso fratello ministro mentre era per strada (Ansa, 27/02/08)

Per Usa: paesi a rischio, prima Somalia (Ansa, 26/02/08)

I giovani mujahidin conquistano villaggio vicino alla capitale Baidoa (Peacereporter, 25/02/2008)

Si combatte ancora, vittime (Ansa, 21/02/2008)

37 somali annegati costa Yemen (SwissInfo, 21/02/2008)

Cresce Il flusso dei migranti verso Gibuti (Aise, 20/02/2008)

Mogadiscio: arrestato esponente del consiglio Hawiye (AdL, Misna, 19/02/2008)

Colpi di mortaio sulla residenza del presidente, 5 feriti (Peacereporter, 17/02/2008)

Presidente sfugge attacco - Portavoce accusa islamici (Ansa, 16/02/2008)

La crisi del Kenya avvicina gli Stati Uniti al Somaliland? (LM, Fides, 14/02/08)

Ong tedesca conferma il sequestro di un suo operatore (Ap, 12/02/2008)

Marina Usa attacca nave pirata che aveva dirottato uno scafo russo (Peacereporter, 12/02/2008)

Decine di ribelli islamici si arrendono alle autorità (Peacereporter, 10/02/2008)

Road map per la riconciliazione e la ricostruzione (Radio Vaticana, 10/02/2008)

Gruppo vicino ad al-Qaeda rivendica attacco a civili etiopi (Peacereporter, 07/02/2008)

Esplosione uccide migranti: almeno 20 morti nel porto di Bosasso (Ansa, 06/02/2008)

Unhcr: in aumento i migranti in Gibuti, 550 a gennaio (Alice/Apcom, 05/02/2008)

Ancora violenze a Mogadiscio, vittime in due attacchi (AdL, Misna, 04/02/2008)

Minibus salta su bomba, morte 8 donne a Mogadiscio (SwissInfo, 03/02/2008)

MS ritira personale internazionale (Apcom, 01/02/2008)

Scontri a Mogadiscio: ribelli attaccano con colpi mortaio, abitanti in fuga (Ansa, 29/01/2008)

Bomba contro auto Msf, 4 morti tra cui un francese (Agi, 28/01/2008)

3 morti in attentato nei pressi palazzo presidenziale (Apcom, 26/01/2008)

Verso una partizione del paese? (LM, Fides, 23/01/2008)

Arriva il nuovo premier, colpi di mortaio contro la residenza presidenziale (Peacereporter, 20/01/2008)

Mogadiscio: arrestati due giornalisti dell’emittente radio ‘Somaliweyn’ (AdL, Misna, 14/01/2008)

Primo ministro nomina 15 ministri (Swissinfo, 04/01/08)

Puntland, rilasciate le due cooperanti di Medici senza frontiere (Peacereporter, 02/01/2008)

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Decine di migliaia di sfollati (Peacereporter, 30/06/2008)

Decine di migliaia di persone risultano sfollate a causa dei commbattimenti avvenuti lo scorso fine settimana tra le truppe etiopiche e i ribelli. La notizia viene dalle autorità di Guri-Eil nella regione di Galgadud, che si rivolgono alla comunità internazinale perché sostenga i profughi. I combattimenti nella zona sono iniziati lo scorso 28 giugno, ma la fuga di massa è iniziata domenica scorsa, quando 100 razzi sono caduti sulla città. Al momento le vittime sono 11 e i feriti 31. (Peacereporter,   30/06/2008)

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Medici senza frontiere: siamo al disastro, servono aiuti (Alice/Apcom, 27/06/2008)

La Somalia ha urgente bisogno di assistenza medica per salvare migliaia di bambini malnutriti e soccorrere gli adulti intrappolati in uno dei Paesi più violenti al mondo. E' quanto denuncia l'organizzazione Medici senza frontiere (Mdf), precisando di aver curato nel solo mese di maggio oltre 2.500 bambini affetti da malnutrizione grave nelle località presenti nell'area di Mogadiscio, mentre dall'inizio dell'anno sono stati soccorse più di 2.000 persone per ferite da trauma. "La Somalia non è più sull'orlo di una catastrofe, il disastro è in atto ora - ha denunciato il direttore delle operazioni di Mdf - la situazione è tragica e noi non siamo in grado di garantire gli aiuti necessari per evitare che la situazione si aggravi ulteriormente". L'organizzazione ha mostrato alla stampa un filmato realizzato in una delle sue cliniche nei pressi di Mogadiscio, in cui si vedono bambini scheletrici sul punto di morire e centinaia di donne e bambini in fila fuori dal centro alla ricerca di aiuto. Nonostante l'urgente bisogno di aiuti, le precarie condizioni di sicurezza del Paese non consentono alle organizzazioni umanitarie di intervenire. La stessa Msf ha dovuto richiamare all'inizio dell'anno il suo personale straniero dopo la morte di tre suoi operatori. L'organizzazione ha quindi lanciato un appello a tute le parti in conflitto nel paese perchè sia "garantito un accesso sicuro e senza ostacoli" agli operatori umanitari. I guerriglieri islamici, che si oppongono al governo di transizione somalo, hanno cominciato a prendere di mira anche gli operatori umanitari stranieri dopo il raid condotto dagli Stati Uniti all'inizio di maggio, in cui sono stati uccisi un leader islamico, Aden Hashi Ayro, e altre 24 persone.(Alice/Apcom, 27/06/2008)

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Pirati chiedono riscatto 1 mln usd per bimbo tedesco che necessita di cure mediche (Alice/Apcom, 26/06/2008)

I pirati somali hanno chiesto un riscatto di un milionie di dollari per liberare il bambino tedesco rapito assieme ai suoi genitori e al capitano di uno yacht al largo delle coste somale. La barca sulla quale si trovavano i quattro occidentali è stata assaltata dai pirati nelle acque del Golfo di Aden: gli ostaggi sono poi stati trasferiti in una zona interna della regione semiautonoma del Puntland, nel nord della Somalia. Jama Hirsi Farah, sottosegretario alla sicurezza della regione ha dichiarato che i rapitori hanno chiesto un riscatto per liberare il ragazzo. Le condizioni del rilascio non sono chiare, ma secondo gli anziani che stanno mediando con i pirati, il bambino avrebbe la febbre e necessità di cure mediche. I sequestri di imbarcazioni e relativi occupanti da parte dei pirati lungo le coste della Somalia sono sempre più frequenti. I pirati chiedono riscatti molto esosi che vengono quasi sempre pagati. Solo nel 2007 sono state 25 le imbarcazioni intercettate dai pirati e rilasciate dietro riscatto. (Alice/Apcom, 26/06/2008)

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Dall'inizio dell'anno la guerra ha ucciso oltre 2.100 civili (Peacereporter, 26/06/2008)

Il bilancio della guerra civile in Somalia è di 2.136 civili uccisi e oltre 8.600 feriti. Lo rende noto oggi a Mogadiscio (dove si registra la maggioranza delle vittime) l'Elman Peace and Human Rights, organizzazione per la difesa dei diritti umani somala, una delle poche voci attendibili, spesso perseguitata dalle autorità governative. Dall'inizio del 2007 il numero delle vittime civili ha superato la cifra di 8.600, e i feriti sono più di di 12.000. Questo vertiginoso aumento è dovuto allo scontro frontale che c'è stato tra ribelli integralisti islamici e truppe del Governo Federale di Transizione Somalo (Tfg) sostenute dall'esercito etiope. Sono inoltre 700mila le persone fuggite da Mogadiscio, ora accampate in varie parti del Paese, in condizioni umanitarie spaventose. Sulla strada che porta alla cittadina di Afgooye ci sono già 250mila sfollati. Per l'Onu è la più grave crisi umanitaria in Africa. La stessa fonte stima che saranno oltre tre milioni le persone che lasceranno il Paese, per la fine dell'anno, cioè i due terzi della popolazione somala che vive in patria. (Peacereporter, 26/06/2008)

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Mogadiscio: una folla di affamati saccheggia automezzo del Pam (Alice/Apcom, 25/06/2008)

Almeno una persona è morta e altre tre sono rimaste ferite quando un gruppo di sfollati affamati ha dato l'assalto a una camion del Programma alimentare mondiale delle Nazioni Unite. Lepisodio, avvenuto ieri, è riferito oggi dai media somali citati dall'agenzia Misna. Il mezzo stava lasciando il porto di Mogadiscio carico di aiuti alimentari da destinare agli sfollati che si trovano a una trentina di chilometri dalla capitale somala, quando una folla di civili lo ha fermato dando il via al saccheggio. L'intervento della polizia somala, che ha aperto il fuoco uccidendo almeno una persona e ferendone altre tre, non ha fermato la folla che ha proseguito fino a svuotare il mezzo. Nei giorni scorsi la stampa locale aveva dato notizia della morte per fame di almeno cinque persone all'interno del campo per sfollati di Sarman, ad Hawa Abdi, non lontano da Afgoye, la zona a circa 30 chilometri da Mogadiscio dove si trovano la maggior parte delle centinaia di migliaia di abitanti fuggiti nei mesi scorsi dalla capitale somala per le violenze. La difficile situazione della sicurezza, con continui scontri armati tra governo e opposizione, le condizioni climatiche avverse e il rincaro dei prezzi alimentari sui mercati di tutto il pianeta rischia di portare la Somalia (e soprattutto alcune zone del paese) di fronte a quello che operatori umanitari internazionali non hanno esitato a definire una "catastrofe umanitaria". (Alice/Apcom,  25/06/2008)

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Fine sequestro Amiya Scan (Ansa, 25/06/2008)

I pirati somali hanno permesso ieri alla Amiya Scan, nave dell'olandese Reider Shipping, in ostaggio da un mese, di riprendere il mare. Lo ha fatto sapere la stessa compagnia di navigazione. La MV Amiya Scan, era partita da Mombasa, in Kenya; l'equipaggio, composto da 5 russi e 4 filippini, non ha subito maltrattamenti. Il riscatto si aggira sul milione di dollari ma non si sa se sia stato versato. Ieri pirati hanno rapito 4 tedeschi a bordo di un veliero. (Ansa, 25/06/2008)

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Gruppo di pirati attacca uno yacht; rapita famiglia tedesca (Tgcom, 24/06/2008)

Tre tedeschi e un francese (due uomini, una donna e un bambino) a bordo di uno yacht sono stati catturati da un gruppo di pirati nei pressi delle coste somale. "Li stiamo seguendo, e le nostre forze si stanno dispiegando nella zona del sequestro" ha dichiarato il consigliere alla presidenza della regione separatista di Puntland. I sequestri da parte dei pirati sono frequenti in zona: solo nel 2007 sono state 25 le imbarcazioni intercettate. E' l'ennesimo colpo messo a segno dai pirati che infestano le acque somale. Pochi giorni fa il governo di Mogadiscio aveva firmato un contratto con una società di sicurezza francese per garantire la navigabilità delle acque territoriali. I pirati di solito attaccano i mercantili ma stavolta è stato preso di mira un piccolo yacht con a bordo una famiglia tedesca e un francese. Lo yacht navigava sotto costa di fronte alla cittadina di Lasqorey, al largo della regione autonoma del Puntland, nel nord-est della Somalia. Lo ha riferito un consigliere presidenziale dello stesso Puntland, Bile Mohamoud Qabowsade, sottolineando che le forze di sicurezza si sono messe sulle tracce dei sequestratori. "I rapiti sono due uomini, una donna e un bambino", ha dichiarato il rappresentante governativo. "Abbiamo dispiegato tutte le nostre forze per setacciare l'area e siamo sulle loro tracce", ha assicurato. Secondo una prima ricostruzione, i quattro turisti stavano scattando alcune foto da bordo quando i pirati li hanno catturati, costretti a sbarcare e portati sulle vicine montagne.
Il tratto di mare prospiciente il Corno d'Africa è tra i più pericolosi al mondo per gli assalti dei pirati che, solo nel 2007, hanno intercettato oltre 25 imbarcazioni, per lo più vascelli commerciali. L'ultimo assalto dei malviventi a turisti risale al 4 aprile scorso, quando i 32 membri dell'equipaggio della francese 'Ponant', una nave da crociera di lusso, rimasero per una settimana nelle mani dei criminali. In quel caso gli ostaggi furono liberati dopo il pagamento di un riscatto, e solo allora le 'teste di cuoio' inviate dalla Francia attaccarono i pirati con un blitz spettacolare che portò all'arresto di sei banditi, al momento in attesa di processo a Parigi. (Tgcom, 24/06/2008)

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A un mese dal sequestro sugli italiani rapiti ancora silenzio (il Giornale, 23/06/2008)

Un mese dopo il rapimento dei due cooperanti italiani, ancora in mano ai banditi, la Somalia inghiotte un altro ostaggio. Nella notte fra sabato e domenica una decina di uomini armati ha preso d’assalto l’abitazione di Hassan Mohamed Alì, il rappresentante somalo dall’Alto commissariato per i rifugiati delle Nazioni Unite. I sequestratori hanno ingaggiato un conflitto a fuoco con le guardie del funzionario dell’Onu, che non sono riuscite a fermarli. (…)
Nella Somalia senza legge non è una novità, ma il rapimento avviene un mese dopo il sequestro di Iolanda Occhipinti e Giuliano Paganini, i cooperanti dell’organizzazione non governativa Cins (Cooperazione italiana Nord-sud). Il 21 maggio, assieme agli italiani era stato portato via da una banda di armati anche il somalo Abderahman Yusuf Arale, responsabile della sicurezza dell’Ong con sede a Roma. Da quel giorno il ministero degli Affari Esteri ha chiesto il silenzio stampa, per operare in maniera più incisiva. La famiglia e il Cins si sono adeguati, ma da un mese i cooperanti italiani e il loro collaboratore somalo sono ostaggi dei banditi e del silenzio. Colpisce la scarsa mobilitazione dell’opinione pubblica, come se gli scomparsi fossero ostaggi di serie B per i quali non vale la pena impegnarsi. (…)
Gli italiani sono stati sequestrati ad Awdhegle, a sud della capitale. Poi sono stati trasferiti a Mogadiscio, dove i rapitori temevano di venir individuati. Probabilmente sono stati venduti da una banda all’altra, che punta ai soldi. Iolanda e Giuliano non sono dei giovincelli e vengono spostati di continuo. Talvolta devono muoversi a piedi. Le condizioni di vita per gli ostaggi, in un Paese disastrato come la Somalia, sono particolarmente dure. Anche cibo decente e acqua pulita sono un problema. Per non parlare delle «tariffe» che circolano sulla loro pelle. Cento dollari per prendere un taxi con la promessa di andare a cercare informazioni sugli ostaggi. Diecimila per farli parlare al telefono. Centomila per la «prova in vita», ovvero una foto scattata dai sequestratori. Un milione di dollari per un’ipotetica liberazione. «Gli sciacalli non mancano, ma le nostre forze di sicurezza hanno già cercato due-tre volte di liberarli con un blitz» ha spiegato a il Giornale una fonte somala. A Lanta Buur, 30 chilometri a sud della capitale, è scattata l’operazione, ma i sequestratori avevano da poco lasciato il nascondiglio. In un’altra occasione il blitz sarebbe saltato all’ultimo momento temendo per la vita degli ostaggi. Fausto Biloslavo - (il Giornale, 23/06/2008)

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Al Qaida: islamici pronti a combattere forze Onu (Alice/Apcom, 22/06/2008)

I militanti islamici devono combattere i peacekeeper delle Nazioni Unite che verranno impiegati in Somalia. E' il messaggio di contenuto in un video di 19 minuti apparso oggi su un sito militante islamico e pronunciato da uno dei più noti portavoce di al Qaida su internet, Abu Yahya Al-Libi. Al-Libi chiede anche agli estremisti di costituire un governo islamico in questo Stato africano. Il governo somalo e l'opposizione rappresentata dall'Alleanza per la ri-liberazione della Somalia in quest'ultimo mese hanno deciso di comune accordo di "mettere fine a tutti gli atti di confronto armato" entro 30 giorni e di rimuovere le truppe etiopiche quando arriveranno nel paese i peacekeeper Onu. Al-Libi è uno dei volti più noti di al Qaida sul web. Nel 2008 ha già realizzato cinque video messaggi. E' famoso anche per essere evaso nel 2005 dalla nota prigione afghana di Bagram. (Alice/Apcom, 22/06/2008)

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Rapito capo locale agenzia Onu per i profughi (Reuters, 22/06/2008)

Un commando armato composto da somali ha sequestrato il responsabile locale dell'agenzia Onu per i profughi a Mogadiscio. Lo riferiscono oggi alcuni testimoni. Si tratta solo dell'ultimo episodio di rapimento di operatori umanitari nel paese del Corno d'Africa in cui regna il disordine. Una decina di armati hanno fatto irruzione ieri nell'abitazione di Hassan Mohamed Ali - un somalo che gestisce le operazioni dell'agenzia nell'area di Mogadiscio - a Elasha, località che si trova 17 chilometri a sud della capitale, hanno detto i testimoni. "Hanno fatto irruzione in casa dopo aver scambiato colpi d'arma da fuoco con le sue guardie e lo hanno prelevato", ha detto a Reuters un abitante. rapimenti sono un attività redditizia in Somalia, dove gli ostaggi vengono normalmente trattatati bene e rilasciati in cambio di un cospicuo riscatto. Di solito dei sequestri vengono accusati milizie dei clan o guerriglieri islamici che combattono contro il governo somalo e gli alleati etiopici. Attualmente ci sono ancora quattro operatori umanitari ostaggio dei rapitori, tra cui due italiani. (Reuters, 22/06/2008)

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Yosuf: 10 luglio a Gedda ratifica di accordo Gibuti (Alice/Apcom, 19/06/2008)

Il Presidente somalo Abdullahi Yusuf ha annunciato per il prossimo 10 luglio la ratifica ufficiale in Arabia Saudita dell'accordo di cessate il fuoco firmato il 9 giugno scorso a Gibuti dal governo di transizione e dall'opposizione. In un'intervista ad al Jazeera, Yusuf ha precisato che la ratifica avverrà a Gedda. Nei giorni scorsi, il Segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon e l'inviato speciale Onu per la Somalia, Ahmedou Ould-Abdallah, si sono recati a Riad per sollecitare i sauditi a sostenere l'intesa. Nella stessa intervista, il Presidente somalo ha accusato alcuni Paesi arabi, tra cui il Qatar, di destabilizzare il Paese del Corno d'Africa. "Voglio dire al governo del Qatar che verrà il giorno in cui agli arabi si chiederà conto della loro azione destabilizzante in Somalia. Il governo del Qatar può cambiare la politica seguita fino ad oggi nei nostri confronti, compresa la retorica ostile usata nei suoi media, a cominciare da al Jazeera".
L'accordo di Gibuti prevede la cessazione delle ostilità entro 30 giorni dalla firma dell'intesa, "per un periodo iniziale di 90 giorni rinnovabile", e il dispiegamento entro 120 giorni di una "forza internazionale di stabilizzazione, composta da Paesi amici della Somalia, esclusi gli Stati confinanti". Truppe che consentano ad Addis Abeba di ritirare i suoi militari, intervenuti al fianco del governo di transizione somalo alla fine del 2006 contro le Corti islamiche. Da allora, la guerriglia islamica ha lanciato un'offensiva contro le forze etiopi e somale, costata la vita a 6.500 civili, stando a dati Onu. Altre migliaia di centinaia di civili sono stati costretti ad abbandonare Mogadiscio e oggi si stima siano almeno 2,6 milioni le persone che dipendono dagli aiuti alimentari internazionali. (Alice/Apcom, 19/06/2008)

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Attentato al convoglio presidenziale: tre morti, Yussuf illeso (Peacereporter, 18/06/2008)

Un attentato contro il presidente somalo Abdullahi Yussuf ha provocato la morte di tre agenti della scorta. Yussuf è uscito illeso. L'attentato è stato compiuto con un ordigno comandato a distanza è esploso subito dopo il passaggio dell'auto del presidente. La settimana scorsa Yussuf ha firmato a Gibuti un accordo di pace con l'opposizione islamica che prevede l'entrata in vigore entro un mese di un cessate il fuoco della durata di 90 giorni. Alcuni gruppi ribelli, che non hanno firmato l'intesa, hanno annunciato che proseguiranno la lotta. (Peacereporter, 18/06/2008)

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Farnesina, proseguono sforzi per rilascio cooperanti (Agi, 18/06/2008)

La diplomazia italiana e' sempre attivamente impegnata per ottenere la liberazione dei due cooperanti italiani, Iolanda Occhipinti e Giuliano Paganini, rapiti il 21 maggio scorso in Somalia, anche se non vengono fornite notizie sulle trattative. Lo ha chiarito il portavoce della Farnesina, Pasquale Ferrara, sottolineando che "il fatto che non ci siano comunicazioni in dettaglio sull'andamento di questo sequestro, non implica in alcun modo che non ci sia non solo un interessamento ma anche un impegno attivo di tutte le istituzioni per trovare una soluzione (positiva) e garantire l'incolumita' dei nostri connazionali". "Dispiace - ha aggiunto Ferrara - che alcuni grandi mezzi di informazioni non si siano attenuti all'invito", di mantenere il silenzio stampa chiesto dalla Farnesina. (Agi, 18/06/2008)

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Governo-islamisti firmano accordo tregua 3 mesi (la Repubblica, 17/06/08)

Non e' ancora l'accordo di pace auspicato da tutto il mondo ma in Somalia, dopo mesi di trattative infruttuose, il governo e le principali formazione islamiste hanno sottoscritto un'intesa per un cessate il fuoco della durata di tre mesi, di volta in volta rinnovabile, che entrera' in vigore tra 30 giorni. Intesa propedeutica nelle intenzioni di tutti alla fine delle ostilita'. L'accordo e' stato firmato a Djibuti da il premier del cosiddetto governo di transizione, Nur Hassan Hussein, al potere dal dicembre 2006, e l'Alleanza per la ri-liberazione della Somalia (Ars), basati a Asmara, capitale dell'Eritrea. La firma e' frutto della mediazione di Onu, Lega Araba, Unione Africana, Unione Europea, Stati Uniti e Arabia Saudita. All'intesa non partecipano le Corti islamiche, che hanno controllato Mogadiscio e circa meta' del Paese fino al dicembre del 2006. L'accordo prevede, tra l'altro, che entro 120 giorni l'Onu dispieghera' un contingente di caschi blu formato da Paesi amici della Somalia, con l'esclusione dei confinanti. Al termine dello schieramento delle truppe Onu i soldati etiopici si ritireranno. (la Repubblica, 17/06/08)

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Scontri a Mogadiscio, almeno 7 morti in due giorni (Asca-Afp, 17/06/08)

Almeno sette persone sono morte e diverse altre sono rimaste ferite nel corso degli ultimi combattimenti tra forze somale, appoggiate dall'esercito etiope, e militanti islamisti a Mogadiscio. I ribelli hanno attaccato oggi le truppe governative, impegnate in un'operazione nel distretto di Huriwa, innescando un violento scontro che ha provocato la morte di tre civili. Secondo alcuni testimoni, gli scontri, che hanno interessato anche la capitale somala, hanno provocato ieri sera l'uccisione di tre soldati e di un venditore ambulante ad Elasha Biyaha. (Piu'Europa). (Asca-Afp, 17/06/08)

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Ingaggiata societa' francese per combattere pirati (Agi/Afp, 14/06/2008)

Il governo transitorio somalo ha stipulato un accordo con la compagnia privata 'Secopex' di Carcassonne, nel sud della Francia, specializzata nella fornitura di servizi di sicurezza agli Stati sovrani: lo ha annunciato l'amministratore delegato, Pierre Marziali, spiegando che la sua societa' avra' il compito di contrastare i pirati che infestano le coste somale, e dunque di "rafforzare i traffici marittimi" nelle acque del Corno d'Africa. L'accordo, di validita' triennale, prevede per la 'Secopex' un compenso valutato tra i 50 e i 100 milioni di euro annui e fa seguito al sequestro dello yacht francese 'Ponant' nello scorso aprile; dopo quell'episodio, che vide l'intervento della 'force de frappe' per garantire l'incolumita' dei trenta membri dell'equipaggio presi in ostaggio dai malviventi, se ne sono verificati parecchi altri analoghi, in particolare ai danni di un peschereggio spagnolo e di due mercantili olandesi. Il corrispettivo spettante alla societa' francese, fondata nel 2003 e operante soprattutto negli Stati Uniti, dipendera' dall'entita' delle infrastrutture che le saranno messe a disposizione in Somalia; tra le incombenze pattuite, la formazione di un corpo unitario di guardie costiere, l'allestimento di un sistema integrato di avvistamento e comunicazione nonche' la creazione di un corpo scelto agli ordini del presidente ad interim, Abdullahi Yousuf Ahmed. (Agi/Afp, 14/06/2008)

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Diritti umani: aumentano le violazioni contro i bambini (Misna, 12/06/08)

Sono aumentate costantemente durante lo scorso anno le violazioni dei diritti umani nei confronti dei bambini: lo ha denunciato il Segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, in un rapporto presentato oggi al Consiglio di sicurezza, in cui sono riferiti casi di omicidio e di rapimento, reclutamenti forzati e mancato accesso agli aiuti umanitari per coloro che si trovano in condizioni di bisogno. “Violazioni si sono verificate nel contesto del conflitto in corso in Somalia, ma anche singoli individui hanno approfittato della mancanza di uno stato di diritto e della disponibilità di armi per commettere reati violenti nei confronti dei bambini e di altri gruppi vulnerabili della popolazione”, ha detto Ban Ki-moon, che ha accusato sia il governo federale di transizione (Tfg) sia i gruppi anti-governativi di aver commesso gravi crimini contro i minori. [CO] (Misna, 12/06/08)

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Pam chiede scorte navali per suoi aiuti via mare (Alice/Apcom, 12/06/08)

Il Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite (PAM) ha fatto appello, oggi, alle forze navali per avere protezione dagli attacchi pirati alle proprie navi che trasportano assistenza vitale. Senza questo aiuto essenziale sino a due milioni di somali rischiano di soffrire la fame. Il 25 giugno, una fregata olandese attualmente di scorta dovrebbe terminare il proprio servizio. Da quando un sistema di scorte era stato avviato, lo scorso novembre, non si erano più verificati attacchi pirati alle navi del PAM nonostante la crescita del fenomeno corsaro nelle acque somale: in totale, quest'anno, si sono verificati 31 attacchi, secondo l'International Maritime Bureau. Senza scorta, viene messo a repentaglio l'intero nostro rifornimento marittimo", ha detto Peter Goossens, direttore del PAM in Somalia. "Le compagnie marittime sono riluttanti a navigare senza scorta nelle acque somale e non abbiamo altre offerte di scorta dopo quella offertaci dalla Marina Reale Olandese".
Milioni di somali stanno soffrendo per l'insicurezza, la siccità e l'alto costo del cibo e del petrolio. Se l'assistenza umanitaria rallenta, potremmo trovarci di fronte ad una catastrofe ancora maggiore", ha detto Goossens, aggiungendo che il PAM sta cercando di incrementare la distribuzione di aiuti alimentari per evitare un disastro. La malnutrizione sta crescendo in Somalia. Una stagione insolitamente secca e le scarse piogge nel periodo aprile-giugno, seguite a fasi di siccità e raccolti scarsi, hanno portato ad un aumento della fame nella zona centrale della Somalia.. La situazione è aggravata dai conflitti, dall'iper-inflazione e dalla debolezza del scellino somalo, dall'alto tasso di disocuppazione e dagli alti costi di cibo e petrolio. Circa l'80 per cento del cibo del PAM arriva via mare. Da metà novembre al 25 giugno, fregate francesi, danesi e olandesi si sono succedute nella scorta di 27 navi cariche di 112.500 tonnellate di cibo del PAM, sufficiente a sfamare quasi 1 milione di persone per sei mesi.
Le consegne di cibo via mare sono essenziali. A causa degli alti prezzi dei beni nell'Africa orientale, il PAM acquista il cibo in Sudafrica. L'agenzia prevede di trasportare via nave 220.000 tonnellate di cibo in Somalia tra giugno e dicembre, per assistere un totale di 2,4 milioni di persone al mese fino a dicembre. Gli esperti temono che il numero di persone che avranno bisogno di assistenza alimentare nella seconda metà dell'anno potrebbe salire a 3,5 milioni - circa la metà dell'intera popolazione. Senza urgenti nuove donazioni, a settembre il PAM potrebbe rimanere a corto di cibo da distribuire in Somalia. (Alice/Apcom, 12/06/08)

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Semifallito l'accordo di pace sostenuto dall'Onu (La Stampa, 10/06/2008)

Il governo somalo e i ribelli dell'Alleanza per la ri-liberazione della Somalia (Ars) hanno firmato una tregua che prevede il ritiro delle truppe etiopi e e il dispiegamento delle forze di pace delle Nazioni Unite entro 120 giorni. Ma si tratta di un'illusione perché sul patto incombono numerose incognite. Non solo il leader delle Corti islamiche Sheikh Hassan Dahir Aweys, tuttavia, si è dichiarato estraneo all'accordo, ma anche l’opposizione somala in esilio ad Asmara, l' Alleanza per la ri-liberazione della Somalia (Ars), si riunirà la prossima settimana per destituire il suo Presidente Sharif Ahmed e annullare l’accordo di pace sottoscritto ieri a Gibuti con il governo di transizione somalo.
Interpellato dalla radio somala Shabelle, il vicepresidente dell’opposizione, Zakariya Mahmud, ha annunciato oggi che «il Comitato centrale dell’opposizione si riunirà la prossima settimana per mettere fine al tradimento di Sharif, annullare le sue decisioni unilaterali e respingere le sue posizioni, opposte a quelle della politica dell’Ars». Mahmud ha quindi sottolineato che sono almeno tre mesi che Sharif non ha contatti con l’Ars, essendosi rifiutato di rientrare ad Asmara per discutere le trattative avviate nel maggio scorso a Gibuti con il governo somalo, sotto l’egida dell’Onu.
Ahmed e l’ex Presidente del Parlamento, Sharif Hassan Adam, hanno siglato ieri un’intesa con il governo, che prevede il cessate il fuoco in Somalia entro 30 giorni e il dispiegamento entro 120 giorni di «una forza internazionale di stabilizzazione composta da paesi amici, esclusi i paesi al confine». Ma «L’Ars non riconoscerà alcun accordo siglato da Sharif con le autorità somale, perchè ha perso, a tutti gli effetti, la sua carica e la fiducia dei membri dell’Ars, che non si sentono più rappresentati da lui - ha aggiunto Mahmud - noi non lo riconosciamo più come Presidente e lo destituiremo, perchè ha tradito la nostra fiducia e non ha onorato il nostro impegno a respingere ogni colloquio di pace con il governo transitorio somalo o con qualsiasi funzionario etiope, prima del ritiro delle truppe etiopi dalla Somalia».
Proprio la presenza etiope in Somalia è stata il punto più controverso del negoziato di Gibuti, con Ahmed che chiedeva il ritiro dei militari dalla Somalia prima di avviare qualsiasi negoziato e il governo che respingeva la richiesta, sottolineando la necessità di una presenza militare per la sicurezza del Paese. L’accordo sul dispiegamento di una forza internazionale entro 120 giorni ha consentito di arrivare a una formula di compromesso e all’impegno delle due parti per l’avvio di un processo di stabilizzazione e riconciliazione nazionale. Il Vicepresidente dell’opposizione di Asmara ha poi denunciato i contatti avuti da Sharif con l’ambasciatore Usa in Kenya e l’ambasciatore etiope a Gibuti. Incontri che rappresentano «un tradimento imperdonabile e un tentativo di stabilire rapporti sospetti con i rappresentanti del regime etiope». Ex Presidente del Consiglio esecutivo delle Corti islamiche, che hanno governato su gran parte del centro-sud della Somalia nella seconda metà del 2006, Sharif è considerato un moderato tra i dirigenti islamici. L’ex leader del Consiglio supremo delle Corti islamiche, Hassan Dahir Awey, ha dichiarato questa mattina che l’opposizione continuerà a «combattere fino alla liberazione del nostro paese dai nemici di Allah».www.mg.co.za/ (La Stampa,10/06/2008)

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Governo ed opposizione firmano accordo Gibuti (SwissInfo, 09/06/2008)

Il governo somalo e l'opposizione hanno firmato un accordo politico-militare in serata a Gibuti che prevede, tra l'altro, la cessazione delle ostilità entro 30 giorni e per un periodo di 90, rinnovabile. Lo rendono noto all'Ansa fonti diplomatiche certe a Nairobi. L'Etiopia, poi, avrà 120 giorni per ritirarsi dalla Somalia apartire dal momento in cui sarà sul campo un dispiegamento di forze sufficiente ad evitare vuoti di sicurezza, in particolare per il Governo Federale di Transizione somalo (Tfg), di per sé debole sul territorio. Al più presto l'Onu dovrà decidere l'invio di forze in tal senso, e se non sarà possibile schierare caschi blu in tempi brevi (un'operazione che richiede come minimo tra i quattro ed i sei mesi), dovrà decidere comunque l'invio nei tempi più stretti possibili di una forza di interposizione temporanea, anche se non si trattasse di soldati delle Nazioni Unite. Sarà, inoltre, data vita al più presto ad una forza condivisa di monitoraggio e sicurezza formato da Tfg, opposizione e l'Onu. Per l'avvio della discussione sulla divisione del potere, i colloqui inizieranno il 30 luglio. L'intesa è stata firmata dal premier somalo Nar Hassan Hussein, e dai due leader dell'opposizione politica Sharif Ahek Ahmed, presidente del comitato centrale dell'Associazione per la Ri-Liberazione della Somalia (Ars), e Sharif Hassan, già presidente del Parlamento somalo, defenestrato per sospette simpatie verso le Corti islamiche nel 2006. Quasi certamente la firma di stasera sarà solennizzata con una cerimonia che dovrebbe svolgersi alla Mecca. (SwissInfo, 09/06/2008)

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Ucciso vicepresidente della National Union of Somal Journalist (Peacereporter, 09/06/2008)

L'assassinio di Nasteh Dahir Farah (ucciso il 7 giugno scorso 2008 mentre faceva rientro a casa), dal 2005 vicepresidente di Nationale Union of Somali Jounalists ha fatto muovere anche l'organizzazione Reporters sans frontéries che vuole vederci chiaro. “Condividiamo il dolore della famiglia Fahr - ha spiegato il segretario generale dell'associazione - E' preocuppante quanto la lista di morti non smetta di aumentare e quanto le autorità locali non prendano misure per placare la violenza di cui i giornalisti sono vittime. Naher Dahir Farah era stato già minacciato di morte più volte. Questo immoblisimo risulta scandaloso, e la Somalia è uno dei paesi dove muoiono più giornalisti". Per il giornalista non c'è stato niente da fare: dopo esser stato colpito da un commando armato è morto appena arrivato all'ospedale. "Non ci sono protezioni per i giornalisti somali, che sono sempre più spesso nel mirino dei gruppi armati del paese." Ha dichiarato Omar Faruk Osman, segretario generale della Nusoj. (Peacereporter,  09/06/2008)

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Scontri a Mogadiscio. Somali e etiopici attaccano miliziani: almeno 12 morti (Ansa, 09/06/2008)

Almeno 12 morti oggi a Mogadiscio in scontri fra miliziani integralisti islamici e soldati somali appoggiati da truppe etiopiche. I militari hanno attaccato i miliziani con armi pesanti nell'area del mercato di Bakara. 'Gli etiopici hanno sparato colpi di mortaio contro il mercato uccidendo diverse persone. Ho visto sei civili uccisi da una bomba', ha detto un commerciante del posto. Un altro civile e' stato ucciso da proiettili vaganti nella stessa zona, secondo altri testimoni. (Ansa,  09/06/2008)

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Uccisi 11 tra civili e militanti islamici (Ami, 08/06/2008)

Undici somali sono stati uccisi oggi nel corso di operazioni congiunte di soldati etiopi e somali contro militanti islamisti a Mogadiscio. I militari sono intervenuti nel distretto di Wardhigley, nel sud della capitale somala, e hanno affrontato i militanti islamici. «Gli etiopi hanno sparato colpi di mortaio sul mercato di Bakara e ucciso molte persone. Ho visto sei civili uccisi da un obice», ha dichiarato un venditore locale, Mohamed Ali Hussein. Secondo un altro testimone, un civile è stato ucciso da una pallottola vagante. Nel vicino quartiere di Harayale un altro testimone afferma di aver visto i corpi di tre soldati e di un militante, portando così a 11 il primo bilancio delle vittime. Mogadiscio è il teatro di attacchi continui dopo la sconfitta, all'inizio del 2007, dei militanti islamici che hanno perso le regioni sotto il loro controllo nel sud e nel centro del paese, dopo l'offensiva delle forze etiopi venute a sostenere il governo somalo. Oltre alle forze etiopi, in Somalia è dispiegato un contingente dell'Unione africana, composto da 2.600 soldati ugandesi e burundesi. (Ami, 08/06/2008)

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Ucciso sabato giornalista della Bbc (Ami, 08/06/2008)

Nasteh Dahir Farah, reporter della BBC e dell'agenzia di stampa Ap, è stato ucciso a colpi di arma da fuoco a Kismayo, 500 chilometri a sud di Mogadiscio. La moglie, Idil Farey, ha detto che il marito aveva ricevuto minacce prima di essere ucciso con tre pallottole al petto sabato sera, all'uscita da un internet café. Secondo testimoni, il giornalista è morto dopo essere stato trasportato all'ospedale. Nasteh Dahir Farah è il secondo giornalista ucciso in Somalia dall'inizio di quest'anno, mentre sono stati otto i giornalisti uccisi nel 2007.«Nessuno protegge i giornalisti somali, che sono diventati un obiettivo priviegiato per tutte le parti in lotta del Paese», ha denunciato Omar Faruq Osman, segretario generale dell'Unione nazionale dei giornalisti somali. «Ma non sarà per colpa di questi criminali che ci fermeremo». (Ami,  08/06/2008)

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Venerdì di sangue a Mogadiscio, una decina i morti (SwissInfo, 06/06/2008)

Una decina di morti e molti feriti oggi a Mogadiscio, dopo alcuni giorni di relativa calma. Lo rendono noto testimonianze concordi. Tra le vittime, un paio di adolescenti che sembra stessero rubando in un posto di polizia abbandonato. Sono stati ritrovati anche due cadaveri in una pozza di sangue - qualcuno dice siano stati sgozzati - nell'area del mercato di Bakara, tra gli epicentri degli scontri. La relativa calma degli scorsi giorni era dovuta ai colloqui negoziali in corso a Gibuti tra governo ed opposizione che sembra non abbiano aperto alcuna strada di concreto avvio alla pacificazione. La situazione dei civili, intanto, rimane disperata. Sono circa un milione e mezzo gli sfollati che mancano di tutto. Gli organismi umanitari internazionali stanno lanciando continui appelli per interventi d'urgenza in favore di questa legione di disperati. (SwissInfo,  06/06/2008)

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Cellula islamica minaccia di attaccare tutte le navi nelle acque territoriali (Peacereporter, 05/06/2008)

Il gruppo armato somalo denominato Giovani Mujahidin ha minacciato di attaccare tutte le navi straniere che entreranno nelle acque territoriali della Somalia. La minaccia è stata lanciata oggi dal leader del gruppo considerato la cellula somala di al-Qaeda, lo sceicco Muqtar Robow, attraverso la radio locale Shabelle. ''Le Nazioni Unite, gli Stati Uniti e l'Etiopia per noi sono un nemico - ha affermato Robow - e noi li combatteremo in ogni modo''. Si tratta di una ritorsione per la decisione assunta due giorni fa dal Consiglio di Sicurezza dalle Nazioni Unite di consentire l'uso delle armi da parte delle navi straniere in acque territoriali somale per difendersi da eventuali attacchi di pirati locali. (Peacereporter,  05/06/2008)

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Guerra, prezzi alimentari alle stelle e siccità: allarme crisi umanitaria (Peacelink, 04/06/08)

La Somalia sta affrontando la peggior crisi umanitaria del decennio, e la situazione sta diventando sempre più critica. L'allarme è stato lanciato oggi dalla Croce Rossa, secondo la quale il conflitto armato che va avanti da 18 anni, l'aumento dei prezzi dei generi alimentari e dei carburanti, in aggiunta alla grave siccità, avrebbero reso l'emergenza in Somalia la più preoccupante di tutto il Corno d'Africa. Le zone più colpite sarebbero quelle dell'entroterra del Paese, in cui la carestia e la siccità perdurano da oltre due anni. Ieri intanto, proprio per far fronte alla crisi umanitaria, il governo ha richiesto il ritiro dell'esercito etiope dal territorio somalo, al fine di favorire il processo di pace e la stabilizzazione politica. (Peacelink, 04/06/08)

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Aerei da guerra e elicotteri sorvolano la zona al confine col Kenya (Misna, 04/06/08)

Aerei da guerra ed elicotteri militari hanno proseguito anche oggi, per il secondo giorno consecutivo, a sorvolare a bassa quota alcune zone della provincia del Basso Juba, estremo sud della Somalia a ridosso del confine col Kenya. Lo riferiscono fonti locali, precisando che i sorvoli a bassa quota iniziati ieri sono proseguiti oggi per tutta la mattina, provocando apprensione tra la popolazione dei villaggi dell’area e soprattutto nell’area di Dadajabula e Doblai, dove molti esercizi commerciali oggi sono rimasti chiusi. Secondo le informazioni in circolazione i mezzi in azione apparterrebbero alle forze armate keniane. Nei giorni scorsi uomini armati non identificati, ma pare vicini all’opposizione armata al governo, hanno attaccato una postazione di polizia keniana al confine, sequestrando armi e un mezzo militare. Il governatore della provincia nord-orientale del Kenya, secondo i mezzi di informazione somala, avrebbe chiesto l’immediata restituzione del materiale, minacciando non meglio precisate “misure” di rappresaglia. Anziani delle comunità locali, sia keniane che somale, stanno mediando con il gruppo armato perché riconsegni al più presto il materiale sottratto.[MZ][CO] (Misna,04/06/08)

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Somalia - Colloqui di pace tra il governo di transizione e i combattenti musulmani (Peacelink, 03/06/08)

Hanno avuto inizio il 31 maggio scorso i colloqui di pace, nella piccola Repubblica di Gibuti, per porre fine al conflitto che si consuma da 17 anni quasi ininterrotti. I rappresentanti dell'opposizione musulmana in Somalia si sono detti disponibili a discutere direttamente con il governo di Yusuf Ahmed, solo quando verrà fissato un termine per il ritiro delle forze etiopiche dal territorio. Il presidente del governo somalo di transizione ha però sottolineato che il ritiro dell'esercito etiopico avverrà solo quando sarà assicurato l'impiego di forze di pace Onu. Abdisalan Adan, vice Primo Ministro della Somalia, ha aggiunto che già il governo aveva fermato le operazioni di guerra contro i combattenti musulmani al fine di creare il miglior clima possibile per il dialogo. Nell'occasione i diplomatici del Consiglio di Sicurezza hanno annunciato che è stato raggiunto un accordo sul testo di una risoluzione per combattere la pirateria a largo delle coste somale. Si tratta per loro della prima tappa della missione africana che si prolungherà per dieci giorni e che toccherà tutti i paesi in crisi. (Peacelink,  03/06/08)

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Societa' civile chiede ritiro truppe etiopi (Apcom, 03/06/08)

Rappresentanti della società civile somala hanno denunciano un peggioramento della crisi umanitaria nel loro paese e chiedono il dispiegamento di forze Onu e un ritiro delle truppe etiopi sostenendo che la loro partenza accelererebbe il riassetto politico della Somalia dopo 18 anni di conflitto. I rappresentanti di nove gruppi diversi - che comprendono gruppi per la difesa dei diritti umani, piccole imprese e gruppi per la difesa delle donne - si sono incontrati con i membri del Consiglio di Sicurezza Onu, giunti a Gibuti per convincere il governo di transizione somalo a tenere colloqui diretti con l'opposizione per la riconciliazione nel paese. La prima fase del negoziato, avviato sotto egida Onu, si è conclusa lo scorso 16 maggio con un nulla di fatto, per il rifiuto dell'opposizione di avere contatti diretti con il governo fino a quando non sarà stato raggiunto un accordo per il ritiro delle truppe etiopi dal Paese. Ieri l'opposizione in esilio ad Asmara, 'Alleanza per la ri-liberazione della Somalia', ha di nuovo escluso la possibilità di un incontro se il governo non stabilirà un piano per il ritiro delle truppe etiopi. Ma il presidente somalo Abdullahi Yusuf ha affermato che i soldati etiopi, che tutelano il fragile governo, non se ne andranno finché non termineranno gli scontri nel paese e non verranno dispiegati i peacekeeper delle Nazioni Unite. "Il Consiglio di Sicurezza Onu dovrebbe imporre sanzioni contro i leader somali che fomentano le violenze e rifiutano il processo di pace", hanno dichiarato i rappresentanti della società civile somala in un comunicato in cui viene anche dipinta una situazione sempre più difficile dal punto di vista umanitario in Somalia anche a causa "del rincaro globale dei prezzi del cibo e il collasso dell'economia". L'ambasciatore britannico all'Onu John Sawers e il suo omologo sudafricano Dumisani Kumalo, a capo del viaggio del Consiglio di Sicurezza a Gibuti, hanno ribadito al termine dell'incontro che sia il governo che l'opposizione vogliono il ritiro delle truppe etiopi. Più "sospettoso" sulla responsabilità dell'Etiopia in quello che è un problema interno della Somalia, è il vice ambasciatore Usa Alejandro Wolff: "La presenza delle truppe etiopi è una conseguenza del conflitto interno alla Somalia e quindi il loro ritiro sarà conseguenza della riconciliazione", ha detto. (Apcom,  03/06/08)

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Bombe contro un cinema, vittime; negoziati a Gibuti (Swissinfo, 03/06/08)

Almeno tre morti e numerosi feriti, colpiti da bombe lanciate da terroristi islamici mentre assistevano ad un film in un cinema: è avvenuto, secondo testimonianze concordi, ieri sera a Galkaito, importante città a circa 500 km a Nord di Mogadiscio. Non è la prima volta che vengono colpite persone che assistono a film: un episodio analogo era avvenuto a metà dello scorso aprile a Merka, 100 km a sud della capitale. Intanto a Gibuti continuano i negoziati tra Governo Federale di Transizione somalo e l'opposizione riunita nell'Alleanza per la Ri-Liberazione somala (ARS), che ha base all'Asmara. I negoziati, iniziati ieri, sono sotto l'egida dell'Onu. Sono presenti anche rappresentanti dei 15 Paesi che compongono il consiglio di Sicurezza, che poi continueranno la loro missione africana recandosi in Darfur, Sud Sudan, Repubblica Democratica del Congo, Ciad e Costa d'Avorio. Ci sono piccoli spiragli, soprattutto dovuti alla buona volontà delle parti e alla forte spinta internazionale. Ma su tutto pesa come un macigno l'intransigenza degli al-Shabab (la gioventù) il gruppo integralista islamico legato ad al Qaida molto forte sul territorio, e che non accetta il dialogo. Buone notizie, invece, per la lotta alla pirateria al largo della Somalia. L'Onu ha infine approvato ieri sera la risoluzione che permette alle navi militari di intervenire anche all'interno delle acque territoriali somale. (Swissinfo,  03/06/08)

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Documento Onu contro pirati (Ansa, 02/06/08)

E' pronta la risoluzione Onu che dara' piu' ampie possibilita' di intervento contro la pirateria al largo della Somalia.I vascelli militari che gia' pattugliano la zona, e che dovrebbero aumentare, potranno intervenire anche all'interno delle acque territoriali somale, e non solo in quelle internazionali. Cio' mentre il presidente della Somalia Abdullahi Yusuf ha dichiarato che il ritiro delle truppe etiopiche dal Paese sara' possibile solo se arriveranno caschi blu dell'Onu.(Ansa, 02/06/08)

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Pirati minacciano di uccidere equipaggio nave olandese (Alice/Apcom, 02/06/08)

I pirati somali che il 27 maggio hanno sequestrato nel Golfo di Aden la nave olandese Amiya Scan minacciano di uccidere gli uomini dell'equipaggio, se l'amministrazione del Puntland darà il via libera a un blitz per il loro rilascio. Hame Mohamed Ali, che ha contattato la radio somala Garowe per conto dei pirati, ha dichiarato: "La nave olandese era entrata illegalmente nelle acque territoriali somale per praticare illegalmente la pesca". "Abbiamo protestato con l'amministrazione del Puntland per le navi e le barche che vengono a pescare illegalmente nelle nostre acque - ha aggiunto Hami, citato dall'agenzia sudafricana Sapa - ma l'amministrazione non ha fatto nulla per risolvere la questione". La nave, di proprietà dell'azienda olandese Reider Shipping BV, è ancorata nel porto di Bargal. L'azienda ha confermato trattative per il rilascio dell'imbarcazione, invitando le autorità somale di non ricorrere all'uso della violenza, per non mettere in pericolo la vita dell'equipaggio, composto da quattro russi e cinque filippini. (Alice/Apcom,  02/06/08)

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Insorti sparano a aereo presidente, lui parte con Onu (SwissInfo, 01/06/2008)

Insorti somali hanno sparato oggi colpi di mortaio contro un aereo che stava atterrando a Mogadiscio per portare il presidente somalo a Gibuti, dove sono in corso colloqui di pace. Lo hanno reso noto fonti ufficiali, precisando che l'aereo non è stato colpito e che il presidente è potuto partire con una delegazione dell'Onu. Il presidente Abdullahi Yusuf avrebbe dovuto incontrare la delegazione del Consiglio di sicurezza dell'Onu a Gibuti, dove si svolgono sotto l'egida delle Nazioni Unite colloqui tra il governo e le corti islamiche somale, che combattono contro il governo di Mogadiscio e i suoi alleati etiopici. Il portavoce presidenziale Hussein Mohamed Mohamud ha detto che " il presidente e i delegati sono partiti... Gli islamici hanno mancato il loro obiettivo e i colpi di mortaio non hanno danneggiato l'aereo". (SwissInfo,  01/06/2008)

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Nuovo colpo dei pirati, sequestrati due carghi mercantili (Asca-Afp, 29/05/2008)

Due carghi mercantili sono stati sequestrati dall'ennesimo gruppo di pirati a largo della Somalia. Solo questa settimana era stata assaltata un'altra imbarcazione. A riferirlo e' una fonte della marina keniota. L'MV Arean e l'MV Lehmann Timber sono stati dirottati ieri nel golfo di Aden, ha dichiarato Andrew Mwangura del programma assistenza ai naviganti del Kenya. ''Possiamo confermare che i pirati sono a bordo dei due vascelli, ma non abbiamo ancora ricevuto alcuna richiesta di riscatto'', ha detto all'Afp Mwangura. (Piu'Europa). (Asca-Afp, 29/05/2008)

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Governo invia truppe per liberare nave tedesca sequestrata dai pirati (Peacereporter, 28/05/2008)

Le autorità somale hanno annunciato oggi di aver inviato truppe in ausilio ad una nave tedesca sequestrata dai pirati domenica scorsa, e si sono detti preparati ad usare la forza se necessario per il rilascio del vascello. Due navi della marina somala raggiungeranno Ras Bina, ad est di Bosasso, ed interverranno per ottenere la liberazione della MV Amiya Scan e del suo equipaggio, composto da nove uomini tra russi e filippini. Il governo somalo ha inoltre chiesto a Germania, Russia e Filippine di non pagare il riscatto richiesto dai pirati. (Peacereporter, 28/05/2008)

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Chiesto riscatto per ostaggi italiani. I due sarebbero detenuti a Mogadiscio (Alice/Apcom, 28/05/2008)

Per i due operatori italiani Iolanda Occhipinti e Giuliano Paganini sequestrati il 21 maggio in Somalia e per il loro collega somalo è stato "chiesto un riscatto" e sono in corso trattative. Lo dice citato dall'agenzia France Press un parente del somalo rapito mentre, parlando a Radio Shabelle, il governatore della regione di Bas Shabelle Cheick Mohamed Nur aggiunge che i sequestrati sarebbero detenuti dai loro rapitori nella capitale somala. "Abbiamo sasputo - dice il parente del rapito che vuole mantenere l'anonimato - che i due italiani e il somalo, un membro della mia famiglia, sono a Mogadiscio e che i rapitori hanno chiesto un riscatto. Si tratta di molto denaro. Sono in corso trattative per arrivare a una soluzione pacifica della questione". Dal canto suo il governatore Nur ha puntualizato: "Non sappiamo in quale zona della città si trovino ma possiamo confermare che i due operatori umanitari italiani e il loro collega somalo sono detenuti a Mogadiscio dai loro rapitori". (Alice/Apcom,  28/05/2008)

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Scontri tra islamici e caschi verdi, 18 i morti (la Repubblica, 27/05/2008)

E' salito ad almeno diciotto il numero dei morti accertati a causa degli scontri di ieri sera a Mogadiscio tra 'caschi verdi' ugandesi dell'Amisom, il contingente d'interposizione dell'Unione Africana, e guerriglieri fedeli alle deposte Corti islamiche, che avevano attaccato una base delle truppe di Kampala nella capitale della Somalia. Le vittime erano undici civili, coinvolti casualmente nella sparatoria contro l'installazione da parte dei ribelli, e due aggressori. Ulteriori quattro persone sono state uccise in un vicino accampamento, sul quale si sono abbattute salve vaganti di artiglieria pesante; 21 i feriti, uno dei quali non ha poi retto alle gravi lesioni riportate. L'assalto e' stato successivamente rivendicato da 'Shebab', braccio armato del movimento integralista che due anni fa conquisto' gran parte del Paese del Corno d'Africa, per essere infine debellato sei mesi dopo dalle forze governative, ma solo grazie al determinante appoggio militare dell'Etiopia. (la Repubblica, 27/05/2008)

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Ostaggi italiani, La Russa a colloquio con Letta (Alice/Apcom, 27/05/2008)

Il ministro della Difesa Ignazio La Russa è stato ricevuto questa mattina a Palazzo Chigi dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio, con delega ai servizi segreti, Gianni Letta, "per uno scambio di vedute" sulla situazione dei due ostaggi italiani in Somalia. Secondo quanto appreso da Apcom, l'incontro si è svolto intorno alle 8.30 del mattino. I due italiani, Iolanda Occhipinti e Giuliano Paganini, e il somalo Abderahman Yusuf Arale che dirige il programma di sviluppo rurale al quale lavoravano, sono stati rapiti il 21 maggio scorso da un gruppo di decine di persone armate di mitragliatrici e lancia-granate che aveva in precedenza circondato la casa dove dormivano nel villaggio di Awdhigle, nel centro della Somalia, una settantina di chilometri a sud della capitale Mogadiscio. Dopo il loro sequestro la Farnesina ha lanciato ripetuti appelli al "massimo senso di responsabilità" da parte dei media, sottolineando la necessità di mantenere il "massimo riserbo" sul caso dei due ostaggi al fine di tutelarne l'incolumità. (Alice/Apcom,  27/05/2008)

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La missione impossibile di portare la pace tra i clan (L'Opinione, 27/05/2008)

Mentre il Presidente Giorgio Napolitano parlava all'Isiao, Istituto Italiano per l'Africa e l'Oriente, in occasione della Giornata dell'Africa, nel continente nero si registravano atti di violenza su almeno quattro fronti: la guerra civile in Somalia, le violenze etniche in Sud Africa, l'attacco dei ribelli del Mend a un oleodotto in Nigeria (in cui sono morti 11 soldati) e la ribellione dei Tuareg nel Mali. Sono solo gli ultimi, in ordine di tempo, dei numerosi episodi di guerra in un continente solcato da conflitti etnico-tribali e religiosi. La Somalia, attualmente, è la questione che ci riguarda più da vicino, soprattutto dopo il rapimento di due cooperanti italiani da parte di ignoti. Il Presidente ha ribadito “il nostro sforzo volto a promuovere il processo di riconciliazione nazionale: sia per i legami storici che, dopo la fine dell'avventura coloniale, uniscono il popolo italiano a quello somalo, che per la gravità di una crisi che ha portato alla perdita di tante vite umane e ha prodotto immani sofferenze”.
In concreto, in cosa può consistere lo sforzo italiano? “Si tratterebbe, come è già stato fatto nel 2004, di far sedere attorno a un tavolo gli esponenti dei vari clan somali e cercare di trovare una soluzione politica concordata” - ci spiega Anna Bono, africanista dell'Università di Torino - “Tuttavia proprio gli sforzi precedenti hanno dimostrato palesemente l'incapacità dei clan somali di poter giungere a compromessi e alla creazione di istituzioni comuni. Nessuno è disposto a rinunciare al tentativo di conquistare un potere assoluto”. In questa guerra, sia la ricerca di una soluzione politica locale, sia l'intervento dell'Unione Africana si sono dimostrati sufficienti: “Anzi, le stesse parti che parevano aver raggiunto un accordo per la nascita di un nuovo governo, sono successivamente tornate a combattersi e una parte del notabilato somalo, alleandosi con l'islamismo internazionale, ha dato vita alle Corti Islamiche, la causa dell'attuale guerra civile”. Anche l'intervento militare dell'Etiopia del 2006: “Ha impedito alle Corti Islamiche di conquistare il potere in tutto il Paese, ma non le ha sconfitte definitivamente. Non basta un numero esiguo di truppe, per riprendere il controllo del territorio”. Finora, dunque, i tentativi di riportare l'ordine e la riconciliazione nazionale sono falliti. Per il futuro servirebbero altre soluzioni, ancora tutte da studiare. - Stefano Magni (L'Opinione, 27/05/2008)

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Mercantile olandese sequestrato da pirati (l'Unità, 27/05/2008)

Un mercantile olandese è stato sequestrato da un gruppo di pirati nelle acque internazionali del Golfo di Aden, a largo delle coste della Somalia. A darne notizia è stata martedì ad Amsterdam l'emittente televisiva nazionale Nos. La nave sequestrata, lo Amiya Scan, sarebbe partita dal Kenya una settimana fa alla volta della Romania. Non è chiaro al momento quanti fossero i membri dell'equipaggio a bordo al momento del sequestro, né la loro nazionalità. A largo della Somalia i sequestri di navi straniere sono piuttosto frequenti. In più di un episodio le azioni dei pirati sono state seguite da veri e propri interventi armati. (l'Unità, 27/05/2008)

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Islamisti attaccano caschi verdi ugandesi, 13 morti (Agi/Afp, 26/05/2008)

Almeno tredici persone sono morte negli scontri tra ribelli islamici e truppe di pace dell'Unione Africana divampati oggi a Mogadiscio. A quanto riferito da fonti ufficiali e testimoni, le vittime sono per la maggior parte civili. I miliziani hanno attaccato a colpi di fucile e artiglieria una base del contingente ugandese dei caschi verdi della missione Amisom nell'area K4. I soldati hanno risposto al fuoco e ucciso almeno due ribelli. (Agi/Afp,26/05/2008)

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Napolitano: forte impegno per liberare gli italiani rapiti (Rainews24, 26/05/2008)

"Desidero esprimere il più vivo apprezzamento per l'opera svolta dalle Ong italiane e posso assicurare che resterò vicino alle autorità competenti fortemente impegnate a consentire in questo momento la rapida liberazione dei due cooperanti italiani rapiti in Somalia". Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano interviene all'Istituto Italiano per l'Africa e l'Oriente in occasione dei 45 anni della fondazione dell'Unione Africana e non dimentica i due italiani rapiti la settimana scorsa in Somalia, Iolanda Occhipinti e Giuliano Paganini. Napolitano ha ribadito che in Somalia l'Italia vuole assistere "lo sforzo volto a promuovere il processo di riconciliazione nazionale". Un processo che vede ora una tappa fondamentale nei colloqui avviati a Gibuti, sotto l'egida Onu, tra il governo di transizione e l'opposizione somala in esilio ad Asmara. L'interesse e lo sforzo dell'Italia nei confronti della Somalia trovano una spiegazione anche, continua Napolitano, "nei legami storici che dopo la fine dell'avventura coloniale uniscono il popolo italiano e quello somalo e per la gravita' di una crisi che ha portato alla perdita di tante vite umane e ha prodotto immane sofferenze". Sono 2,6 milioni le persone che hanno urgente bisogno di aiuti alimentari in Somalia secondo gli ultimi dati della Fao. Napolitano ricorda che "l'Italia guarda con seria preoccupazione alle crisi ancora aperte nel Continente africano in particolare alla situazione del Corno d'Africa, dove siamo fortemente impegnati a favorire stabilità e sicurezza e ad alleviare le drammatiche condizioni umanitarie in cui vivono molte popolazioni". (Rainews24,26/05/2008)

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Bombardamenti aerei in zona poco abitata e ritenuta rifugio di alqaidisti (Ansa, 26/05/2008)

Bombardamenti aerei sarebbero stati effettuati nell'area di Baule, poco piu' di 400 km a Sud di Mogadiscio. Stando a testimonianze giunte dal posto, l'attacco sarebbe avvenuto la notte scorsa. Non c'e' alcuna conferma ufficiale ne' si hanno notizie di eventuali vittime. L'eventuale attacco dovrebbe essere stato opera di cacciabombardieri Usa, gia' altre volte intervenuti nella zona, molto poco abitata e ritenuta rifugio di terroristi alqaidisti. (Ansa, 26/05/2008)

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Leader islamico: libereremo il Paese dagli etiopi (Apcom, 22/05/08)