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SIERRA LEONE - 2008

Pirati. Attaccato peschereccio cinese al largo della costa (Alice/Apcom, 27/11/2008)

Legge anti-corruzione, anche presidente dichiara redditi (Misna, 02/09/2008)

A scuola contro sfruttamento sessuale minori (Agi, 12/08/2008)

Qualche progresso per le candidate donne, ma non è abbastanza (Ips, 05/08/2008)

Vescovo di Makeni: domani elezioni locali, pensando ai sacchi di riso (Misna, 04/07/2008)

Video carburanti: i paesi più "vessati" (Quattro ruote, 11/06/08)

Blair lancia appello per investimenti stranieri (Alice/Apcom, 09/06/2008)

Raddoppiate pene per ex-capi milizie filogovernative (Misna, 29/05/2008)

Nessuno sconto di pena per i comandanti dell'esercito rivoluzionario (Peacereporter, 22/02/2008)

Governo vieta mutilazioni genitali femminili (Agi, 06/02/2008)

Aziende cinesi accusate di disboscamento illegale (Apcom/Alice, 15/01/2008)

Commissione raccomanda abolizione pena di morte (Ag. Radicale, 14/01/2008)

Ricomincia processo a Charles Taylor (Carla Amato, Osservatoriosulla legalità, 07/01/2008)

Progetto per una raffineria di allumina (Aluplanet, 07/01/2008)

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Pirati. Attaccato peschereccio cinese al largo della costa (Alice/Apcom, 27/11/2008)

Un gruppo di pirati ha attaccato un peschereccio cinese al largo delle coste dell'Africa occidentale, dove la pirateria è piuttosto rara, a differenza di quanto accade lungo le coste di quella orientale. Stando a quanto riferito da un portavoce della polizia della Sierra Leone, quattro dei predoni, tutti originari della vicina Guinea, sono stati uccisi questa mattina in uno scontro con la Marina di Freetown, mentre altri quattro sono stati arrestati. I pirati si sono avvicinati al peschereccio Shanghai 3 poco prima dell'alba al largo di Yeliboya, città costiera situata tra Freetown, capitale della Sierra Leone, e Conakry, capitale della vicina Guinea. "Sono saliti sulla nave e hanno posto sotto minaccia delle armi tutti quelli che erano a bordo, sia i cittadini cinesi che quelli della Sierra Leone", ha detto Idriss Conteh, Segretario dell'azienda Afric, l'agente locale che aveva preso a noleggio l'imbarcazione. "Sono entrati in tutte le cabine e hanno portato via gli effetti personali, tra cui i soldi, chiedendo poi all'equipaggio di trasferirsi nelle celle frigorifere e di trasferire sulla loro nave tutto il carico di pesce". Quando i pirati si sono allontanati, dal peschereccio è partita una richiesta di aiuto raccolta da altre imbarcazioni e alla Marina. (Alice/Apcom, 27/11/2008)

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Legge anti-corruzione, anche presidente dichiara redditi (Misna, 02/09/2008)

Per la prima volta, sulla base di una nuova legge anti-corruzione, un presidente della Sierra Leone ha dovuto dichiarare reddito e proprietà personali a una speciale commissione pubblica istituita nel 2001. Eletto alla guida del paese un anno fa come candidato dell’opposizione, Ernest Koroma ha detto ai giornalisti convocati ieri sera al palazzo presidenziale di Freetown di non avere “un enorme ricchezza” e che i suoi beni sono stimati nell’ordine delle centinaia di migliaia di dollari; “In questo modo – ha sostenuto il capo dello stato, in riferimento alla “storica” dichiarazione dei redditi – credo di indicare chiaramente l’impegno del nostro governo nella lotta alla corruzione”. Secondo diverse organizzazioni non governative, la Sierra Leone è uno dei paesi del mondo dove la corruzione è più diffusa. Alcuni giorni fa avevano suscitato un certo clamore le dichiarazioni del ministro dell’Istruzione Minkailu Bah, secondo il quale un’indagine interna aveva rivelato che lo stato pagava regolarmente lo stipendio a 33.000 insegnanti “fantasma”. La truffa, del valore di centinaia di migliaia di dollari, aveva spinto Koroma a denunciare “gravi inefficienze”e a ipotizzare “il tentativo deliberato dei funzionari di minare i progressi del paese”. Nel settembre 2007, la vittoria del candidato dell’“All’s People’s Party” era stata ottenuta anche grazie agli slogan anti-corruzione; la commissione speciale incaricata di contrastare il fenomeno, secondo alcuni dei suoi stessi membri, ha a lungo sofferto di una certa sudditanza nei confronti del governo.[ VG] (Misna, 02/09/2008)

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A scuola contro sfruttamento sessuale minori (Agi, 12/08/2008)

Una campagna "giovane" e il linguaggio diretto del gioco, per informare i ragazzi della Sierra Leone sulla piaga dello sfruttamento sessuale a fini commerciali commerciale dei minori (Sscm). Si e' appena conclusa l'iniziativa organizzata dall'associazione giovanile locale Nemcsec (Network Movement on the Commercial Sexual Exploitation of Children) e sostenuta da ECPAT International, che ha coinvolto almeno mille adolescenti di sei scuole secondarie della capitale Freetown. Alcuni dei giovani della Nemcsec partecipano al consiglio direttivo internazionale di Ecpat e a novembre a Rio de Janeiro saranno tra i protagonisti del terzo Congresso mondiale contro lo sfruttamento sessuale minorile, organizzato dal governo brasiliano, da Ecpat International, dall'Unicef e dal Comitato di ong che si occupano dell'attuazione della Convenzione Onu sui diritti dell'infanzia. (Agi,  12/08/2008)

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Qualche progresso per le candidate donne, ma non è abbastanza (Ips, 05/08/2008)

I risultati ufficiali delle elezioni municipali di luglio in Sierra Leone sono stati resi noti dal presidente della Commissione elettorale nazionale. Nonostante i diversi episodi di maltrattamenti e intimidazione segnalati, il numero delle donne elette è maggiore rispetto alle elezioni di quattro anni fa. Ma la quota di rappresentanza del 30 per cento non è stata raggiunta, riferiscono gli attivisti per la parità di genere. Sul totale dei 394 distretti contesi, le donne hanno ottenuto appena 78 seggi, ossia il 18,9 per cento, che rappresenta senz'altro un miglioramento rispetto al 12,7 per cento dei seggi comunali occupati dalle donne nel 2004. (…) La crescente consapevolezza dell'influenza che le donne hanno sulle istituzioni e i programmi politici ha spinto l'International Foundation for Electoral Systems ad avviare un progetto finalizzato all'istituzione di una Commissione di registrazione dei partiti politici (PPRC) e all'inclusione delle tematiche di genere nei lavori della Commissione Elettorale Nazionale, insieme alla sensibilizzazione dell'elettorato sull'importanza del coinvolgimento delle donne nella governance locale. (…) Mohammed Fofanah(Ips,  05/08/2008)

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Vescovo di Makeni: domani elezioni locali, pensando ai sacchi di riso (Misna, 04/07/2008)

“Qui si calcola tutto in sacchi di riso: dall’anno scorso i prezzi mondiali sono impazziti e ora i salari medi bastano sì e no per comprarne uno”: monsignor Giorgio Biguzzi, vescovo di Makeni, spiega così le tensioni che attraversano la Sierra Leone, domani alle urne per eleggere gli amministratori delle cinque maggiori città e dei 13 distretti del paese. “I problemi irrisolti sono tanti – dice alla MISNA il presule - ma a pesare è soprattutto l’aumento dei prezzi dei generi alimentari. Una famiglia di cinque o sei persone ha bisogno di un sacco di riso al mese: lo scorso anno poteva comprarlo per 80.000 o 90.000 'leoni', la moneta nazionale, mentre ora ne servono 130.000”. Le elezioni di domani dovrebbe essere contraddistinte dal confronto tra l’All People’s Congress (Apc), il partito che sostiene il presidente Ernest Koroma, e l’opposizione del Sierra Leone People’s Party (Slpp). Nei giorni scorsi, il capo dello stato ha ipotizzato l’impiego dell’esercito per garantire una consultazione “pacifica e regolare”; parole alle quali sono seguite le accuse dell’opposizione circa presunti “ricatti” e “intimidazioni” da parte del fronte governativo. Il vescovo di Makeni sostiene che delle tensioni in effetti “esistono”, ma che vanno collocate sullo sfondo più generale di “una congiuntura mondiale difficile” e di un sistema sociale debole, “incapace di far da cuscinetto”. “Il problema principale è il costo della vita: in molti portano a casa solo 150.000 leoni al mese, l’equivalente di 45 o 50 euro”. Durante la campagna elettorale – dice Biguzzi - il fronte anti-governativo ha fatto perno sui bisogni insoddisfatti della popolazione, anche perché la vittoria alle presidenziali dell’agosto scorso dell’allora candidato di opposizione Koroma “aveva fatto sperare la popolazione in un miglioramento”. In ottobre l'Onu completerà il ritiro della missione Uniosil, incaricata di mantenere la pace dopo il conflitto civile combattuto tra il 1991 e il 2002. Un fatto simbolico, secondo il vescovo di Makoni, che non cambierà la storia della Sierra Leone: “Le elezioni di un anno fa sono state libere e senza episodi gravi di violenza; nella capitale Freetown è arrivata l’illuminazione elettrica, ma qui nel nord restiamo al buio”. [VG] (Misna,  04/07/2008)

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Video carburanti: i paesi più "vessati" (Quattro ruote, 11/06/08)

Sempre maggiore allarme sta destando negli Stati Uniti l'escalation del prezzo del barile di petrolio, che ha portato la benzina al folle prezzo di circa 4 dollari al gallone: cifre pazzesche per chi fino a un anno era abituato a spendere poco più della metà. In realtà, questo costo alla pompa è nettamente inferiore ai nostri in Europa: se si considera che un gallone Usa corrisponde a circa 3,78 litri, e fatto il cambio attuale fra dollaro ed Euro, ecco che un gallone di super in Italia costa oggi circa 7,6 dollari. Ovvero il doppio rispetto al costo che sta facendo agitare gli americani. Ecco allora un video sui prezzi del carburante più elevati in giro per il mondo. È un video da non perdere, per almeno due ragioni. Primo: perché la costosissima benzina di casa nostra non figura nella top-ten calcolata (vi figurano invece Belgio, Islanda, Norvegia). Secondo, perché possiamo consolarci con il prezzo folle del carburante in Sierra Leone: 18,42 dollari al gallone! Senza stare a fare tanti cambi, si tratta di più del doppio rispetto ai nostri parametri. E in Sierra Leone, nazione africana sulla costa atlantica, è difficile che gli stipendi siano migliori che da noi. - N.B.: i dati si riferiscono a un'indagine di mercato effettuata fra il 17 marzo e l'1 aprile, il che significa che in questi ultimi due mesi il peso del barile mondiale si è ancora aggravato. Della serie: c'è sempre spazio per peggiorare... (Quattro ruote,  11/06/08)

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Blair lancia appello per investimenti stranieri (Alice/Apcom, 09/06/2008)

La Sierra Leone ha bisogno di capitali stranieri per ricostruire industrie e infrastrutture, messe in ginocchio da una guerra civile decennale: l'appello è dell'ex premier britannico Tony Blair, oggi a Freetown in veste di consulente del governo della ex colonia del Regno Unito. Con l'invio di un nutrito contingente militare, nel 2002 Londra offrì un contributo importante per porre fine alla guerra civile. Più volte il presidente Ernest Koroma ha definito Blair, primo ministro dal 1997 al 2007, "un amico della Sierra Leone". A Freetown, l'ex premier della Gran Bretagna accetterà di lavorare come consulente del governo africano: tra l'altro, dovrebbe occuparsi di favorire l'afflusso di investimenti stranieri nella ex colonia. Chiusa la pagina sanguinosa del conflitto civile, la Sierra Leone è da anni alle prese con instabilità politica e sottosviluppo economico. Preoccupazione particolare suscita il mancato reinserimento nelle attività produttive dei circa 70mila ex ribelli costretti a deporre le armi nel 2002. (Alice/Apcom, 09/06/2008)

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Raddoppiate pene per ex-capi milizie filogovernative (Misna, 29/05/2008)

Sono state raddoppiate, in appello, le condanne comminate lo scorso anno ai due dirigenti delle milizie filo-governative 'Civil defence force' (Cdf) attivi durante il conflitto interno del 1991-2001: la Corte speciale per la Sierra Leone, il tribunale voluto dall'Onu per processare i principali responsabili delle violazioni dei diritti umani commesse durante la guerra, ha accolto l'appello della Procura, evidenziando come i sei e gli otto anni comminati in prima istanza ai due imputati “non riflettessero la gravità dei crimini commessi”. I due uomini, Moinina Fofana e Allieu Kondewa, (il cui processo era iniziato nel giugno del 2004) sono stati ritenuti colpevoli di una serie di reati che vanno dalla distruzione di villaggi, all'uccisione di civili e al reclutamento di bambini soldato e dovranno ora scontare rispettivamente 15 e 20 anni di carcere. Il principale imputato della Corte speciale è l'ex-presidente della Liberia Charles Taylor, il cui processo è stato trasferito all'Aja per motivi di sicurezza; Taylor è accusato di crimini di guerra e contro l'umanità per aver sostenuto i ribelli del Fronte unito rivoluzionario (Ruf) in cambio di diamanti. [MZ] (Misna, 29/05/2008)

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Nessuno sconto di pena per i comandanti dell'esercito rivoluzionario(Peacereporter, 22/02/2008)

La Corte Speciale per i crimini di guerra in Sierra Leone ha respinto la richiesta di una diminuzione della pena per i tre ex leader del Consiglio Rivoluzionario delle Forze Armate (Afrc), Alex Tamba Brima, Santigie Borbor Kanu e Brima Bazzy Kamara, a causa della brutalità dei loro crimini. I tre comandanti sono stati condannati lo scorso luglio con 11 capi d'accusa tra i quali omicidio, stupro, rapimento e lavoro forzato: Brima e Kanu dovranno scontare 50 anni di carcere, Kamara 45. Secondo il presidente di giuria George Gelaga King, durante gli anni del conflitto (1991-2002), i tre "hanno violentato in gruppo ragazze e donne fino ad ucciderle. Hanno costretto i figli a stuprare le madri, i fratelli a stuprare le sorelle. Uomini sono stati sbudellati e le loro budella stese lungo le strade come barriere". I comandanti sono accusati anche di aver obbligato bambini sotto i 15 anni a diventare soldati.(Peacereporter,  22/02/2008)

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Governo vieta mutilazioni genitali femminili (Agi, 06/02/2008)

Il ministro per gli Affari Sociali della Sierra Leone Haja Musu Kandeh ha annunciato in occasione della giornata internazionale contro le mutilazioni genitali femminili che il Governo ha deciso di bandire la pratica e di avviare una campagna nazionale per il contrasto e l'abbandono delle MGF. A differenza del passato, in cui le iniziative contro le MGF venivano preminentemente collocate nel contesto della tutela della salute delle donne e delle bambine, oggi i Paesi africani che assumono iniziative legislative e preventive nei confronti delle pratiche tradizionali sottolineano come esse siano da inquadrare innanzitutto come una violazione dei diritti fondamentali della persona. L'associazione radicale 'Non c'e' Pace Senza Giustizia', nell'ambito del programma 2006/2007 condotto in collaborazione con UNICEF per l'abbandono delle MGF e la ratifica del Protocollo di Maputo sui diritti delle donne africane, ha fornito assistenza giuridica al governo della Sierra Leone nella stesura della proposta legislativa sulle MGF a partire dalle norme del diritto internazionale in materia di diritti umani, civili e politici della persona. A esprimere parole di congratulazioni con il Governo della Sierra Leone "Paese in cui le mutilazioni genitali femminili vengono praticate su circa il 40% delle bambine" sono Sergio Stanzani e Gianfranco Dell'Alba, presidente e segretario generale di 'Non c'e' Pace Senza Giustizia'. "Anche questo - sottolineano - e' un segnale della volonta' di proseguire nel processo democratico e di riforma, dopo i dieci lunghi anni di guerra civile e il genocido di cui la popolazione e' stata vittima. Oggi la Sierra Leone dimostra di avere la capacita' di ricostruire le basi della democrazia e della giustizia attraverso la collaborazione con la Corte Speciale per i gravi crimini commessi nel Paese, ma anche attraverso una riforma attenta e moderna del proprio assetto legislativo e di governo". (Agi, 06/02/2008)

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Aziende cinesi accusate di disboscamento illegale (Apcom/Alice, 15/01/2008)

La Sierra Leone ha deciso vietare le esportazioni di legname a causa dell'indiscriminata azione di disboscamento messo in atto dalle aziende cinesi e da altre società straniere. "Ci hanno invaso e hanno iniziato a fare quello che volevano", ha denunciato alla Bbc il ministro delle Foreste Joseph Sam Sesay. Il ministro ha precisato che il divieto rimarrà in vigore fino a quando non verrà messa a punto una nuova politica per la salvaguardia delle foreste che garantisca alle comunità locali i benefici dello sfruttamento del legname e regole più severe per le aziende. "Molte di queste aziende sono cinesi, ivoriane, della Guinea - ha precisato il ministro Sesay - noi abbiamo una legge per la salvaguardia delle foreste che indica come fare affari, ma questa legge non viene rispettata dalla maggioranza delle aziende". Non è giunto finora alcun commento da Pechino. Il mese scorso, il Presidente della Sierra Leone Ernest Bai Koroma ha annunciato il progetto di dichiarare parco nazionale la Foresta Gola, al confine con la Liberia, per favorirne la salvaguardia. (Apcom/Alice, 15/01/2008)

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Commissione raccomanda abolizione pena di morte (Ag. Radicale, 14/01/2008)

La Commissione per la Revisione della Costituzione della Sierra Leone ha raccomandato l’abolizione della pena di morte per il tradimento e per altri reati di natura politica che non causino direttamente la morte di persone, riporta il giornale The News. In questi casi, secondo la Commissione, la pena capitale dovrebbe essere sostituita con l’ergastolo. Il presidente della Commissione, Dr. Peter Tucker, ha presentato il rapporto al presidente Ernest Bai Koroma, alla Camera dei Rappresentanti, ricordando che la Commissione era stata incaricata nel 2007 di esaminare la Costituzione del 1991 per poi raccomandare emendamenti, alla luce degli sviluppi economici, sociali e politici in campo nazionale ed internazionale. Tucker ha detto essere 136 gli emendamenti proposti dalla Commissione, compresi quelli riguardanti il Riconoscimento e la Protezione dei Diritti Umani. Il presidente Koroma si è complimentato con la Commissione per il lavoro svolto. La Sierra Leone prevede la pena di morte nell’art. 16 (1) della Costituzione del 1991. Sono reati capitali rapina aggravata e tradimento. Le ultime esecuzioni risalgono all’ottobre 1998, quando sono stati fucilati in pubblico 24 condannati a morte per tradimento. - a cura di NtC (Ag. Radicale, 14/01/2008)

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Ricomincia processo a Charles Taylor (Carla Amato, Osservatoriosulla legalità, 07/01/2008)

E' ricominciato oggi a L'Aja il processo contro l'ex presidente liberiano Charles Taylor, dopo sei mesi di interruzione. Per il suo ruolo nella strage di civili fra il 1991 e il 2001, Taylor e' accusato di crimini di guerra e contro l'umanita' dal Tribunale speciale della Sierra Leone (TSSL) che per l'occasione e' ospitato in Olanda per motivi di sicurezza. Presidente della Liberia dal 1997 al 2003, Taylor e' il primo leader africano giudicato in un Tribunale internazionale. Considerato uno dei principali "signori della guerra" dell'Africa, Taylor avrebbe finanziato i ribelli della Sierra Leone - Fronte Unito Rivoluzionario, un gruppo che mutilava gli arti dei civili con il macete - allo scopo di destabilizzare quel Paese. E' accusato fra l'altro di omicidi e mutilazioni di civili, uso di donne e bambine come schiave sessuali e arruolamento forzato di adulti e bambini per la partecipazione al conflitto armato. Inoltre il procuratore del Tribunale internazionale lo accusa di aver venduto diamanti (i cosiddetti diamanti del sangue) per comprare le armi per il gruppo ribelle. Tali accuse chiamano in causa quale primo teste un esperto diamantifero dell'Africa, Ian Smillie. Il processo si svolge a tanti anni dai crimini contestati perche' inizialmente, per ottenere la cessazione della guerra civile liberiana, era stata individuata - con l'appoggio degli USA - una soluzione diplomatica che concedeva a Taylor l'esilio e la sostanziale impunita' in Nigeria. Dopo alcuni anni la comunita' internazionale - e gli stessi Stati Uniti - hanno invece reclamato giustizia per le vittime. (Carla Amato, Osservatoriosulla legalità, 07/01/2008)

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Progetto per una raffineria di allumina (Aluplanet, 07/01/2008)

Alcuni investitori, tra cui l’imprenditore minerario Jean-Raymond Boulle, sono in trattativa con dei produttori di alluminio non identificati per realizzare una raffineria di allumina da 750 milioni di dollari in Sierra Leone. Durante un’intervista telefonica dello scorso 13 dicembre, Boulle ha dichiarato che l’impianto potrebbe venire alimentato con materiale proveniente da Port Loko, il più grande deposito di bauxite del paese posseduto congiuntamente da Boulle e dalla Moydow Mines International Inc., con sede a Toronto, nonché dal vicino deposito di Mokanji, di proprietà della Titanium Resources Ltd. Il Sierra Leone sta cercando di ricostruire la sua economia dopo le devastazioni subite a causa di una guerra durata 11 anni e terminatasi nel 2002. Questo paese dell’Africa occidentale ha 6 milioni di abitanti e vuole trarre profitto dalle sue risorse naturali, che includono bauxite, titanio e oro, offrendole alla crescente domanda cinese di metalli. La raffineria verrebbe costruita vicino ai depositi situati a nordovest della capitale, Freetown, e produrrebbe 1,5 milioni di ton/anno di allumina. Ci vorrebbero circa 18 mesi per completare uno studio di fattibilità relativo al progetto. La miniera di Mokanji sta già producendo bauxite che viene presa in appalto per essere poi venduta a società quali Alcoa Inc. e Glencore International AG, il più grande commerciante al mondo di materie prime. Il deposito di Port Loko, la più vasta delle due miniere vicine, contiene circa 100 milioni di ton di bauxite. La domanda di bauxite, che viene raffinata in allumina e poi fusa per ottenere l’alluminio, si prevede in aumento del 33% rispetto ai livelli attuali raggiungendo così 88 milioni di ton/anno entro il 2011. (Aluplanet,  07/01/2008)

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