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SAHARA - 2008

"Zagharit", un progetto per le donne sahrawi (Misna, 18/09/08)

Onu conferma: mandato Van Walsum non sara' rinnovato (Alice/Apcom, 28/08/2008)

Dichiarazioni rappresentante Onu, “una pugnalata alle spalle" della pace (MZ, Misna, 23/04/08)

Ban Ki-moon chiede alle parti impegno senza condizioni (Mauro W. Giannini, Osservatorio sulla legalità, 17/04/2008)

Si negozia ancora (Mwinda, 18/03/2008)

Al via nuovi colloqui fra popolo Saharawi e Marocco (Peacereporter, 16/03/2008)

Bouteflika per popolo saharaoui (Ansa, 26/02/08)

Colloqui Polisario-Marocco (BF, Misna, 05/02/2008)

Sfregiate antiche pitture da soldati dell'Onu, lo scrive The Times (Ansa, 31/01/08)

Nulla di fatto nei negoziati tra il Polisario e il Marocco (Peacereporter, 10/01/2008)

Ripartono i colloqui tra il Marocco e il Fronte Polisario (Mwinda, 08/01/2008)

Venti di guerra o possibile dialogo (Carla Amato, Osservatorio sulla legalità, 08/01/2008)

Onu: dal 7-9 gennaio nuova sessione di colloqui (Alice/Apcom, 04/01/08)

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"Zagharit", un progetto per le donne sahrawi (Misna, 18/09/08)

Migliorare le condizioni di vita delle donne sahrawi, anche attraverso il recupero della cultura e delle attività economiche tradizionali: è l’obiettivo del progetto “Zagharit”, realizzato nei pressi della cittadina algerina di Tindouf, a pochi chilometri dalla regione del Sahara occidentale. Frutto di una collaborazione tra il Centro regionale di intervento per la cooperazione (Cric), un’organizzazione non governativa italiana, e l’Unione nazionale delle donne sahrawi, il progetto prevede iniziative differenti: si va dal sostegno all’artigianato, anche attraverso la creazione di laboratori di tessitura e l’inserimento nei canali del “commercio equo e solidale”, al “recupero della memoria storica”, grazie alla raccolta e all’archiviazione informatica delle tradizionali orali. Sui mezzi di informazioni internazionali il nome “sahrawi” è spesso associato alle vicende del Sahara occidentale, l’ex-colonia spagnola annessa dal Marocco tra il 1976 e il 1979; il Fronte Polisario, la più nota organizzazione politica della comunità sahrawi, chiede al governo di Rabat la convocazione di un referendum popolare per ottenere l'indipendenza della regione.[ VG] (Misna, 18/09/08)

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Onu conferma: mandato Van Walsum non sara' rinnovato (Alice/Apcom, 28/08/2008)

Le Nazioni Unite hanno confermato che il mandato del loro inviato speciale per il Sahara occidentale, l'olandese Peter Van Walsum, non è stato rinnovato e che quest'ultimo sarà presto sostituito. "Il segretario generale (Ban Ki-moon) apprezza il lavoro effettuato dal suo inviato speciale" e "resta determinato a offrire alle parti i suoi buoni uffici nella regione", ha dichiarato alla stampa un portavoce, Marie Okabe, "In questi ultimi tre anni, (van Walsum) ha lavorato con le parti, i Paesi vicini e le altre componenti interessate per organizzare quattro sessioni di negoziati". La nomina di un nuovo inviato speciale "sarà fatta prossimamente", ha aggiunto. Lo stesso Van Walsum ha annunciato oggi, in un intervento pubblicato dal quotidiano spagnolo El Pais, che il suo mandato, scaduto il 21 agosto, non è stato rinnovato da Ban. Van Walsum, 74 anni, ricopriva dal 2005 questo incarico per cui aveva sostituito l'americano James Baker. Il diplomatico olandese aveva ritenuto in aprile, e in seguito a inizio agosto in un'intervista a El Pais, che l'indipendenza del Sahara occidentale, ex colonia spagnola annessa dal Marocco nel 1975, "non era un obiettivo accessibile", mentre è richiesta dal fronte Polisario. Oggi sul quotidiano spagnolo ha chiarito che "se Polisario continua a pretendere un referendum per l'indipendenza, il Marocco lo respingerà nuovamente e il Consiglio di sicurezza (dell'Onu) insisterà per trovare un accordo consensuale. E nulla cambierà". (Alice/Apcom,  28/08/2008)

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Dichiarazioni rappresentante Onu, “una pugnalata alle spalle" della pace (MZ, Misna, 23/04/08)

“Una pugnalata alle spalle di tutti gli sforzi compiuti dalle Nazioni unite per trovare una soluzione pacifica al conflitto”: così Mohamed Abdelaziz, presidente della Repubblica araba Sahrawi democratica (Rasd) ha definito le dichiarazioni fatte ieri dal rappresentante speciale delle Nazioni Unite per il Sahara Occidentale, Peter Van Walsum, di fronte al Consiglio di Sicurezza dell’Onu e nelle quali ha definito “irrealizzabile” l’indipendenza dal Marocco chiesta dal Polisario, invitando il movimento di liberazione Saharawi ad adottare un atteggiamento “più realista e rinunciare all’indipendenza”. Dopo aver definito le parole di Van Walsum “sorprendenti e inopportune”, Abdelaziz ha precisato che esse “non possono esssere considerate altro se non opinioni personali. Con questo comportamento, comunque, il signor Walsum si è autoescluso dal ruolo di mediatore neutrale in nome delle Nazioni Unite con la missione di facilitare negoziati che garantiscano l’applicazione delle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza”. Secondo il presidente Saharawi le parole del mediatore Onu “gettano il seme di un ritorno al conflitto armato” dal momento che i Saharawi non rinunceranno alla loro libertà. Commentando le dichiarazioni di Walsum e il concetto di ‘realismo politico’ a cui ha fatto appello il funzionario, l’influente ambasciatore saharawi in Algeria (paese tradizionalmente vicino al Polisario), Brahim Ghali, ha sottolineato che “il realismo politico consiste nel rispetto dei diritti dei popoli e della legittimità internazionale. Il realismo politico non implica la consacrazione di fatti già consumati o la negazione del diritto dei popoli e scegliere liberamente. I saharawi hanno resistito molto e hanno pagato un alto prezzo per la colonizzazione e sono determinati, oggi più che mai, a difendere il loro diritto alla libertà”. Un concetto ribadito anche dal presidente del Rasd: “Né oggi né domani, il Polisario e il popolo saharawi saranno disposti a rinunciare all’indipendenza salvo che questo sia il risultato dell’espressione libera e democratica di un referendum con garanzie internazionali”. Presentando il suo ultimo rapporto sul Sahara Occidentale di fronte al Consiglio di Sicurezza dell’Onu, la scorsa settimana, il segretario generale Ban Ki Moon aveva invitato le parti a impegnarsi maggiormente nei negoziati in corso dando prova di “realismo” e “spirito di compromesso” per uscire dall’attuale impasse politica e negoziale. Avviati lo scorso giugno grazie a una risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite dopo sette anni di stallo, le trattative tra il governo del Marocco e il Polisario non hanno finora fatto registrare passi in avanti significativi. Le parti restano arroccate sulle rispettive posizioni: Rabat insiste sulla proposta di concedere solo l'autonomia, mentre il Fronte Polisario chiede un referendum di autodeteminazione in cui siano i Sahrawi a scegliere tra autonomia e indipendenza. Territorio ricco di fosfati, e secondo alcuni anche di petrolio, il Sahara Occidentale fu annesso dal Marocco nel 1975. (MZ, Misna, 23/04/08)

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Ban Ki-moon chiede alle parti impegno senza condizioni(Mauro W.Giannini, Osservatorio sulla legalità, 17/04/2008)

Il segretario generale dell'ONU ha chiesto alle parti interessate alle questione del Sahara occidentale - il Marocco e il Fronte Polisario - di dare prova di "realismo" e di "spirito di compromesso" al fine di uscire dall'attuale stallo politico. "Il consolidamento dello status quo - ha detto Ban Ki-moon nel suo ultimo rapporto al Consiglio di Sicurezza sugli ultimi sei mesi nella tormentata regione africana - non sarebbe un risultato accettabile per l'attuale processo di negoziazione". Ban ha esortato entrambe le parti a mantenere i loro impegni, affermati nel comunicato finale del quarto ciclo di colloqui che hanno avuto luogo dal 16 al 18 marzo negli Stati Uniti, e chiede che esse entrino in una fase piu' intensa e sostanziale dei negoziati, raccomandando al Consiglio di sicurezza di chiedere loro di impegnarsi senza condizioni preventive. Ban Ki-moon - che ha espresso preoccupazione per le restrizioni imposte agli osservatori militari dell'ONU e per la situazione umanitaria dei rifugiati del Sahara occidentale - ha ricordato come la presenza della missione delle Nazioni Unite perl'organizzazione di un referendum nella regione (MINURSO) sia indispensabile per mantenere il cessate il fuoco ed ha chiesto il rinnovo del mandato della missione per sei mesi, fino ad ottobre 2008. (Mauro W.Giannini, Osservatorio sulla legalità,  17/04/2008)

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Si negozia ancora (Mwinda, 18/03/2008)

Proseguono a Manhasset, presso New York, i negoziati tra il Marocco e il Fronte Polisario per una risoluzione del conflitto post-coloniale più lungo della storia. I negoziati tra Rabat e il Fronte Polisario, l’organizzazione indipendentista sahrawi che rivendica la sovranità di questa ex colonia spagnola occupata dai marocchini nel 1975, dureranno fino a oggi ma sembrano destinati a non approdare a nulla. Il Marocco propone ai sahrawi un piano in cui la regione godrebbe di ampia autonomia; il Fronte Polisario vuole invece che sia rispettata la decisione presa in sede Onu nel 1991, che prevede la tenuta di un referendum sull’autodeterminazione della regione. Il voto in questione non si è mai tenuto a causa delle manovre dilatorie di Rabat e del mancato raggiungimento di un accordo sugli aventi diritto al voto. A questo giro di negoziati – mediati da Peter Van Walsum, rappresentante speciale del segretario generale dell’Onu - partecipano anche l’Algeria e la Mauritania in qualità di osservatori. Secondo uno studio condotto da un economista marocchina citato dal quotidiano el pais, l’occupazione del Sahara occidentale è molto onerosa per il Marocco e pregiudica lo steso sviluppo del paese. (Mwinda, 18/03/2008)

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Al via nuovi colloqui fra popolo Saharawi e Marocco(Peacereporter, 16/03/2008)

Si apre oggi nella città di New York la nuova tornata di colloqui diretti fra Marocco e rappresentanti della Rasd, l'autoproclamata repubblica araba saharawi democratica, per trovare una soluzione alla questione del Sahara Occidentale, ex colonia spagnola occupata dal Marocco nel 1975 poco dopo la sua indipendenza. "Siamo determinati a trovare una soluzione pacifica, giusta e durevole che garantisca il diritto all'autodeterminazione del popolo saharawi" ha fatto sapere il ministro degli Esteri del popolo Saharawi, Mohamed Salem Auld Salek. Salek, inoltre ha invitato le autorità marocchine a mettere "fine all'occupazione di territori altrui". Fino a oggi, però, nessun risultato positivo è emerso dai colloqui fra le due parti.(Peacereporter, 16/03/2008)

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Bouteflika per popolo saharaoui (Ansa, 26/02/08)

Il presidente algerino Abdelaziz Bouteflika ha ancora una volta espresso il suo sostegno all'autodeterminazione del popolo saharaoui. In un messaggio al suo omologo del Sahara Occidentale, Mohamed Abdelaziz, alla vigilia del 32/mo anniversario della creazione della Repubblica araba saharaoui democratica, si e' augurato che 'il quarto round dei negoziati', in marzo, 'permetta di arrivare ad una soluzione politica basata sull'autodeterminazione del popolo del Sahara occidentale'. (Ansa, 26/02/08)

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Colloqui Polisario-Marocco (BF, Misna, 05/02/2008)

È iniziato oggi il viaggio diplomatico dell’inviato per il Sahara Occidentale del Segretario generale dell’Onu, Peter van Walsum, in preparazione della prossima seduta dei negoziati tra il Marocco e gli indipendentisti del Fronte Polisario, promossi dalle Nazioni Unite e in agenda dall’11 al 13 marzo. Van Walsum inizierà il suo giro di consultazioni visitando la capitale marocchina Rabat per poi proseguire, nell’arco di dieci giorni, per Tindouf, città algerina dove risiedono i rappresentanti del movimento dei ribelli saharawi, Algeri ed infine Nouakchott, in Mauritania. I colloqui sono ripresi dopo la risoluzione dell’aprile 2007 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite che sollecitava i negoziati risolvere la trentennale diatriba tra Rabat e Polisario; da allora gli incontri si sono succeduti a giugno e agosto e nello scorso gennaio, senza significativi sviluppi. Il Consiglio di Sicurezza ha fatto sapere oggi attraverso l’inviato Walsum di apprezzare l’impegno delle parti coinvolte che hanno “dimostrato la volontà politica di negoziare in buona fede e convenuto sulla necessità di procedere verso una fase più intensa e sostanziale dei negoziati sotto l’egida delle Nazioni Unite”. Il Sahara Occidentale, antica colonia spagnola annessa al territorio marocchino nel 1975, è conteso tra Rabat e il Fronte Polisario che, sostenuto dall’Algeria, propone un referendum per l’autodeterminazione del popolo sahrawi sotto l’egida dell’Onu, mentre il Marocco è disposto solo a discutere un programma sull’autonomia dei territori ma sempre sotto la sovranità marocchina. (BF, Misna,  05/02/2008)

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Sfregiate antiche pitture da soldati dell'Onu, lo scrive The Times (Ansa, 31/01/08)

Rare e spettacolari pitture rupestri in una serie di importanti siti archeologici nel Sahara occidentale sono state rovinate da soldati Onu.Sopra gli antichissimi disegni i caschi blu hanno scritto nomi e date di passaggio. A rivelare l'atto vandalico e' stato il quotidiano britannico 'The Times', che spiega come i soldati appartenenti alla Minurso, la missione dell'Onu per il referendum nel Sahara occidentale, abbiano sistematicamente danneggiato le iscrizioni nell'arco degli ultimi due anni. (Ansa, 31/01/08)

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Nulla di fatto nei negoziati tra il Polisario e il Marocco (Peacereporter, 10/01/2008)

"Durante i due giorni di discussioni, le parti hanno continuato ad esprimere forti differenze su questioni fondamentali. Come nei precedenti negoziati, erano presenti anche i rappresentanti dei paesi confinanti Algeria e Mauritania''. Con questa nota, diffusa oggi dalle Nazioni Unite, si è concluso il terzo turno dei negoziati tra il governo marocchino e il Fronte Polisario, l'organizzazione politico – militare che rappresenta la popolazione del Sahara Occidentale. Come per le precedenti occasioni, nel giugno e nell'agosto scorso, le parti si sono riunite, sotto l'egida dell'Onu, a Manhasset, una località di Long Island vicino a New York. Nessuna soluzione negoziale è stata raggiunta e, come hanno fatto sapere dall'Onu, le parti si riuniranno ancora, sempre a Manhasset, dall'11 al 13 marzo prossimi. Fino ad allora l'inviato speciale dell'Onu per la questione del Sahara Occidentale Peter van Walsum sarà nella regione per consultazioni approfondite, come specificato dallo stesso Palazzo di Vetro. Il Sahara Occidentale, ex colonia spagnola, è stato occupato dal Marocco a metà degli anni Settanta.. Il Fronte Polisario guidò l'insurrezione contro la monarchia marocchina, fino al cessate il fuoco sancito dalle Nazioni Unite. Da quel momento a oggi non si è ancora riusciti a trovare un accordo rispetto al referendum che dovrebbe sancire l'indipendenza io meno del territorio africano. (Peacereporter, 10/01/2008)

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Ripartono i colloqui tra il Marocco e il Fronte Polisario (Mwinda, 08/01/2008)

E’ cominciato ieri a Manhasset, alla periferia di New York, il nuovo round di colloqui tra il Marocco e il Fronte Polisario per una soluzione negoziata della questione del Sahara Occidentale, l’ex colonia spagnola contesa tra Rabat – che la occupa dal 1975 e ne rivendica la sovranità – e l’organizzazione indipendentista sahrawi, che si batte invece per l’indipendenza del territorio. Due turni precedenti di colloqui si sono arenati di fronte alle posizioni intransigenti delle parti: il Marocco ha proposto un piano di ampia autonomia per la regione, mantenendola sotto l’autorità di Rabat; il Polisario chiede che venga mantenuta l’opzione del referendum per l’autodeterminazione. Il segretario generale delle Nazioni unite Ban ki Moon si è appellato alle parti affinché “facciano pieno uso di questa settimana di negoziati per cominciare a orientarsi verso una fase di discussioni più intensiva e sostanziale”. A dicembre, nel suo congresso a Tifariti (nella parte del Sahara Occidentale che controlla), il Fronte Polisario ha minacciato una ripresa delle ostilità armate, interrotte nel 1991 con un cessate il fuoco su cui vigilano i caschi blu della Minurso, la locale missione delle Nazioni unite. (Mwinda, 08/01/2008)

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Venti di guerra o possibile dialogo (Carla Amato, Osservatorio sulla legalità, 08/01/2008)

Sara' guerra fra il Frente Polisario e il governo del Marocco? Il Polisario avrebbe detto che questa e' l'ultima possibilita' che essi danno ai Marocchini nel Sahara occidentale, altrimenti e' pronto alla guerra. Il segretario generale dell'ONU, Ban Ki-moon ha dichiarato tuttavia ieri che vi sara' un'altra consultazione tra le parti interessate, che hanno accettato il suo invito al dialogo. L'incaricato di Ban, Peter van Walsum, ha il compito di organizzare e facilitare questo dialogo, che avverra' oggi a Manhasset alla presenza degli inviati dei Paesi limitrofi. Secondo Ban, si tratta di una questione molto complessa, ed occorrera' molto tempo e pazienza da parte di tutti per trovare una mediazione, ma egli spera che sia possibile questa volta venire a capo del problema. (Carla Amato, Osservatorio sulla legalità, 08/01/2008)

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Onu: dal 7-9 gennaio nuova sessione di colloqui (Alice/Apcom, 04/01/08)

E' stata fissata dal 7 al 9 gennaio a Mahasset, località poco distante da New York, la prossima sessione di incontri fra le autorità del Marocco e i ribelli del Polisario (Fronte popolare per la liberazione della Saguia el-Hamra e del Rio de Oro), moderata dalle Nazioni Unite. Lo riferisce l'agenzia Misna. "Come nelle sessioni precedenti, e in virtù della natura delicata delle discussioni l'incontro sarà strettamente privato" ha precisato, annunciando l'incontro, la portavoce del Segretario Generale dell'Onu Michèle Montas. Fronte Polisario ed esponenti del governo marocchino si sono incontrati a giugno e ad agosto per due sessioni di dialogo moderate dall'Onu, conclusesi senza novità significative. Il Sahara Occidentale, antica colonia spagnola annessa al territorio marocchino nel 1975, è oggetto di un aspro conflitto tra Rabat e il Polisario che, sostenuto dall'Algeria, propone un referendum per l'autodeterminazione del popolo sahrawi sotto l'egida dell'Onu, che preveda tre opzioni: annessione al Marocco, indipendenza o autonomia sotto la sovranità di Rabat. In aprile, una risoluzione del Consiglio di Sicurezza chiamava i due contendenti a negoziare, senza condizioni preliminari, per mettere fine al conflitto che dura da più di 30 anni. (Alice/Apcom, 04/01/08)

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