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RUANDA - 2008 

Tribunale francese incrimina Rose Kabuye per complicità in genocidio (Ami, 20/11/2008)

In migliaia a Kigali contro Germania e Francia (Euronews, 19/11/08)

Esportazioni record di minerali, nonostante la crisi finanziaria internazionale (Fides, 17/11/2008)

Genocidio,dopo la Germania torna gelo con Parigi (la Repubblica, 13/11/2008)

Proteste a Kigali contro arresto aiutante Kagame in Germania (Asca-Afp, 12/11/2008)

Arresto Kabuye, interviene anche Unione Africana – punto (Alice/Apcom, 11/11/2008)

Nuovo scontro con Francia in guerra di accuse su genocidio (Alice/Apcom, 10/11/2008)

Arrestata collaboratrice del presidente Kagame (L’Unione sarda, 09/11/2008)

Due condanne per i genocidi del '94 (Iris, 24/10/2008)

Kigali non vuol sentir parlare francese (Ag.Radicale, 15/10/2008)

Addio al francese nelle scuole, si passa all'inglese (Alice/Apcom, 10/10/2008)

Eletta una donna alla presidenza di Camera dei deputati (Alice/Apcom, 07/10/2008)

"Alira”, il primo cellulare fabbricato a sud del Sahara (Misna, 02/10/2008)

Genocidio: tribunale internazionale condanna ex-collaboratore (Misna, 24/09/2008)

Parigi, processo a a scrittore Pean,incito' odio razziale (Alice/Apcom, 24/09/2008)

Donne piu' della meta' dei deputati nel nuovo parlamento (Adnkronos/Il Tempo, 17/09/2008)

Soddisfazione Ue per ordinato svolgimento elezioni (Alice/Apcom, 17/09/2008)

Elezioni in corso: il Fronte patriottico ottiene 42 seggi in parlamento (Peacereporter, 16/09/2008)

Prime elezioni legislative dopo genocidio 1994 (Ticino News, 15/09/2008)

Lunedì si vota per le legislative. Favorito il partito del presidente Kagame (Radio Vaticana, 13/09/2008)

Genocidio: continua processo contro ufficiali per uccisione religiosi (Misna, 21/08/2008)

Francia, da Kigali accuse inaccettabili (SwissInfo, 06/08/2008)

Francia, stampa prudente su gravissime accuse genocidio (Alice/Apcom, 06/08/2008)

Genocidio: Kigali accusa, Francia partecipo' attivamente (Asca-Afp, 05/08/2008)

Genocidio: esteso di un anno il mandato del TPIR (Misna, 21/07/2008)

Modifica costituzionale 'regala' immunità a Paul Kagame (Peacereporter, 17/07/08)

Consiglio sicurezza abolisce embargo su armi (Alice/Apcom, 11/07/2008)

Arrestato in Germania sospetto genocidi (Asca-Afp, 08/07/2008)

Genocidio: ancora un ‘no’ a trasferimento processi (Misna, 23/06/2008)

Genocidio: ufficiali in tribunale per uccisione vescovi, due confessano (Misna, 18/06/2008)

Genocidio: quattro ufficiali arrestati per uccisione vescovi (Misna, 12/06/08)

Parigi consegna ex notabile a corte Ruanda (Agi, 05/06/2008)

Una soap per combattere l’Aids (Millecanali, 08/05/2008)

Congelati in Kenya i beni del finanziatore del genocidio (Alice/Apcom, 07/05/2008)

Il genocidio in prima visione (Maria Coletti, Cinemafrica, 14/04/08)

Ricordando il 14o anniversario del genocidio (RadioVaticana, 06/04/2008)

Presidente Kagame attacca giustizia spagnola per accuse di genocidio (Peacereporter, 02/04/2008)

Genocidio: accordo per trasferimento detenuti tra Kigali e Tpir (MZ, Misna, 04/03/2008)

Italo-belga condannato per istigazione al genocidio dei tutsi (Peacereporter, 28/02/2008)

Arrestato in Francia ruandese accusato di genocidio (AdL, Misna, 27/02/08)

Arrestato ex ministro accusato per sterminio di 80mila persone nel 2004 (Ansa, 19/02/2008)

Genocidio: difensore di un accusato si consegna al tribunale (CC, Misna, 08/02/2008)

Genocidio: Spagna cita in giudizio 40 ufficiali (la Repubblica, 06/02/2008)

Terremoto: migliaia i senza tetto, sale bilancio vittime (CC, Misna, 05/02/2008)

Terremoto: notte all’adiaccio, in Congo e Rwanda, si contano i danni (CC, Misna, 04/02/2008)

Terremoti: grandi laghi; sale bilancio morti in Ruanda e Rdc (Ticinonews, 03/02/2008)

Sisma di magnitudo 6: almeno due morti, decine di feriti (Alice/Apcom, 03/02/2008)

Aperta a Kigali di una borsa valori (Ansa, 01/02/2008)

Kouchner ammette: "La Francia ha commesso un errore politico" (Quotidiano, 27/01/2008)

Ministro esteri francese a Kigali; migliorano rapporti tra governi (CC, Misna, 24/01/2008)

La circoncisione maschile contro l’Aids (Peacereporter, 23/01/2008)

Tony Blair nominato consulente del presidente Kagame (Alice/Ap, 21/01/2008)

L’ideologia del genocidio ancora nelle scuole (Peacereporter, 18/01/2008)

Genocidio: ripreso processo a ex-sacerdote (MZ, Misna, 15/01/2008)

Catturato a Parigi ex ufficiale ricercato per genocidio (AGI/AFP, 09/01/2008)

Ruanda: E la sua guerra, la sua miseria (Prof Cristian Ribichesu, Italoeuropeo, 07/01/08 08)

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Tribunale francese incrimina Rose Kabuye per complicità in genocidio (Ami, 20/11/2008)

Rose Kabuye, stretta collaboratrice del presidente ruandese Paul Kagame è stata oggi incriminata per «complicità in assassinio e relazioni con una struttura terroristica». I fatti risalgono al 1994 quando, secondo l'accusa, la Kabuye avrebbe dato rifugio al commando che uccise l'ex presidente ruandese Juvenal Habyarima. La morte di Habyarimana venne utilizzata come pretesto dalle milizie hutu per avviare il genocidio che, secondo l'Onu, causò ottocentomila morti. «Non sono per niente spaventata perché sono innocente - ha dichiarato la Kabuye alla televisione francese - so che quando potrò spiegare quello che è successo ogni cosa andrà a posto». Stando ai suoi avvocati, la donna è stata rimessa in libertà condizionata. Non può lasciare la Francia ed ha l'obbligo di presentarsi a tutte le convocazioni da parte dei magistrati. Il suo arresto ha suscitato una vasta protesta in Ruanda, dove la Kabuye è considerata una sorta di eroina. Nel sentimento comune del popolo ruandese, il ministro è un membro di quel governo che pose fine al genocidi e alla guerra civile. genocidio (Ami,  20/11/2008)

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In migliaia a Kigali contro Germania e Francia (Euronews, 19/11/08)

Per i manifestanti di Kigali in Ruanda si tratta di un abuso. In migliaia oggi hanno marciato per rivendicare la scarcerazione di Rose Kabuye, capo di gabinetto del presidente Kagame, arrestata in Germania a Francoforte ed estradata oggi a Parigi. Scanditi slogan di protesta contro Germania e Francia, accusate di prendere decisioni arbitrarie e di ospitare i veri responsabili del genocidio senza giudicarli. Il Musicista Ruandese Ben Ngabo: “Le autorità francesi non hanno il diritto di impedirci di costruire il nostro paese, non possono impedirci di andare avanti. Per questo siamo qui”. Rose Kabuye, 47 anni, ex sindaco di Kigali ed ex combattente del fronte patriottico ruandese, è accusata di avere ospitato il commando che il 6 aprile 1994 sparo’ un missile contro l’aereo su cui volava l’allora presidente hutu Habyarimana. L’episodio ha scatenato la guerra fratricida per il potere in cui si fronteggiarono hutu e tusti: 800 mila vittime secondo l’ Onu. Per Parigi il massacro avrebbe favorito l’ascesa di Kagame. (Euronews, 19/11/08)

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Esportazioni record di minerali, nonostante la crisi finanziaria internazionale (Fides, 17/11/2008)

Le esportazioni di minerali del Rwanda hanno raggiunto il valore record di 70 milioni di dollari in nove mesi. Lo ha affermato il Ministro rwandese delle risorse naturali e minerali, Vincent Karega. "Nonostante la crisi del credito mondiale, entro la fine del mese di settembre di quest'anno, il settore minerario aveva già guadagnato 70 milioni di dollari. Sono ottimista sul fatto che entro la fine dell'anno otterremo la cifra record di 100 milioni di dollari", ha detto il dottor Michael Biryabarema, il direttore generale dell'Authority rwandese per la geologia e le miniere. Il ministro ha esortato le parti interessate e gli investitori nel settore minerario a sfruttare in modo ancora più efficiente il potenziale minerario locale.
In un'intervista insieme al dott Biryabarema, il Ministro Karega ha sottolineato che il potenziale di sviluppo economico dei minerali è in aumento, ed ha citato come esempio un uomo d'affari canadese, che sta negoziando un contratto per estrarre la torba e trasformarla in energia per generare più di 15 megawatt di potenza elettrica. "Abbiamo più di duecento milioni di tonnellate di torba; anche se ne dovessimo sfruttare solo 20 milioni di tonnellate potremmo ottenere un forte incremento della nostra produzione di energia", ha sottolineato Baryabarema. Il Ministro ha visitato i laboratori di minerali di Geologia presso l'autorità mineraria e nel quartier generale, il rivelatore di terremoti a Kist, uno stabilimento di trasformazione di stagno a Karuruma, e uno stabilimento di minerale a Shirongi, distretto nella provincia settentrionale.
Il Rwanda esporta oro, concentrati di columbio-tantalite (il famoso coltan, di cui tanto si parla per la guerra nel Kivu), stagno, tungsteno. (L.M.) (Fides, 17/11/2008)

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Genocidio,dopo la Germania torna gelo con Parigi (la Repubblica, 13/11/2008)

Dopo la rottura dei rapporti con la Germania, il presidente ruandese, Paul Kagame, e' tornato ad attaccare Parigi per aver scavalcato il diritto internazionale arrestando Rose Kabuye, capo del protocollo di Kagame, sospettata di essere coinvolta nell'assassinio dell'ex presidente ruandese, Juvenal Habyarimana, che ha generato il genocidio del 1994. La donna era stata arrestata a Francoforte su esecuzione di un ordine di cattura internazionale emesso dalla magistratura francese. "Ne' la Francia, ne' nessun altro Paese puo' pensare di avere il diritto di esercitare il suo potere giudiziario al di fuori dei propri confini, coprendo le sovranita' degli altri Paesi", ha affermato Kagame che, subito dopo l'arresto, aveva espulso l'ambasciatore tedesco a Kigali e richiamato in patria il proprio rappresentante a Berlino "per consultazioni". (la Repubblica, 13/11/2008)

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Proteste a Kigali contro arresto aiutante Kagame in Germania (Asca-Afp, 12/11/2008)

Centinaia di persone, tra cui alcuni membri del Parlamento ruandese hanno protestato per le strade di Kigali contro la Francia e la Germania dopo l'arresto a Francoforte di Rose Kabuye, capo del protocollo ruandese. La collaboratrice del Presidente del Ruanda e' sospettata di essere coinvolta nell'assassinio dell'ex Presidente Habyarimana, considerato il mandante del genocidio del 1994, ed era destinataria di un mandato d'arresto internazionale emesso dalla Francia. ''L'ambasciatore del Ruanda in Germania e' stato richiamato per consultazioni e gli sono state concesse 48 ore per lasciare il Paese'', lo ha dichiarato Louise Mushikiwabo, ministro per l'Informazione ruandese. Ufficiali tedeschi hanno affermato che la Kabuye e' stata arrestata perche' impegnata in affari personali, mentre il Ruanda insiste che la sua visita in Germania era del tutto ufficiale. (Asca-Afp, 12/11/2008)

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Arresto Kabuye, interviene anche Unione Africana – punto (Alice/Apcom, 11/11/2008)

La Commissione dell'Unione Africana (Ua) ha espresso la propria "preoccupazione" dopo l'arresto in Germania di una collaboratrice del presidente Paul Kagame, accusata di avere partecipato all'organizzazione dell'attentato costato la vita nel 1994 al presidente Juvenal Habyarimana. L'Ua "ha appreso con sorpresa e preoccupazione l'arresto e la detenzione, il 9 novembre del 2008 in Germania, di Rose Kabuye, capo del protocollo del Presidente della Repubblica del Ruanda, mentre si trovava in missione diplomatica ufficiale per organizzare una visita di Stato" di Kagame.
La 47enne Kabuye, uno dei nove presunti responsabili - secondo Parigi - dell'attentato contro Habyarimana, atto che scatenò il genocidio del 1994, è stata arrestata dalla polizia tedesca al suo arrivo all'aeroporto di Francoforte su mandato di cattura spiccato dalla magistratura francese. Kagame ha visitato oggi la sua collaboratrice nel carcere dove è detenuta: secondo la radio di Stato ruandese Kabuye si trova in buone condizioni fisiche e psicologiche e potrebbe essere estradata in Francia entro la fine della settimana. Le autorità di Kigali hanno nel frattempo richiamato il proprio ambasciatore a Berlino "per consultazioni" e allontanato il rappresentante diplomatico tedesco in Ruanda "fino a che la questione non verrà risolta".
Tuttavia la vicenda riaccende le polemiche sulle presunte responsabilità francesi neldel genocidio del 1994, costato la vita ad almeno 800.000 tutsi e hutu moderati. Il genocidio scoppiò dopo la morte del presidente hutu nell'incidente aereo. Parigi accusa i leader dell'attuale governo tutsi di aver organizzato quell'attentanto. Kigali sostiene invece da anni che Parigi era pronta ad aiutare gli hutu nel genocidio armandoli e sostenendoli attraverso l'operazione militare-umanitaria "Turquoise", poi autorizzata dall'Onu. Di certo il Ruanda era già un paese spaccato fra le due etnie; l'una, la tutsi, minoritaria come numero ma rappresentante l'elite del paese; l'altra, la maggioritaria hutu, giunta per la prima volta nel 1994 al governo. Negli anni Parigi ha riconosciuto di aver commesso un errore politico nella sua gestione della vicenda ma ha escluso più volte qualsiasi complicità, diplomatica o militare, con gli autori del genocidio, ribadendo la sua intenzione di ripristinare i rapporti diplomatici con Kigali, interrotti ormai da due anni.
Nel novembre del 2006, il giudice Jean-Louis Brughière chiese di emettere un mandato di arresto contro il Presidente Paul Kagame (di etnia tutsi e all'epoca capo del movimento ribelle del Fronte Patriottico Nazionale) e nove alti responsabili ruandesi, tra cui Kabuye, accusandoli di complicità nell'attentato compiuto contro l'aereo di Habyarimana. Anche Kigali ha condotto la sua indagine sui fatti del 1994, denunciando poi "un ruolo della Francia" nel genocidio. "Per noi si tratta di una mossa volta a intimidirci - ha denunciato ieri il ministro per l'Informazione e portavoce del governo ruandese, Louise Mushikiwabo - il coinvolgimento della Francia è una verità evidente: la Francia ha aiutato politicamente e militarmente un governo che ha commesso il genocidio".
E' lo stesso ministro ad aver riferito della convocazione dell'Ambasciatore tedesco Christian Clages in segno di protesta, perchè "la signora Kabuye si trovava in missione ufficiale, beneficiava dell'immunità diplomatica". "E' una donna innocente, arrestata sulla base di un mandato di arresto di carattere politico, un mandato di arresto emesso dopo un'indagine manipolata. Non può continuare questo ricatto", ha aggiunto. Nell'aprile 1994, Kabuye faceva parte dello stato maggiore del Fronte patriottico ruandese (Fpr), braccio armato dei ribelli tutsi guidati da Kagame. Il giudice francese sospetta che abbia sostenuto il presunto commando responsabile dell'attacco all'aereo presidenziale. Nata nell'aprile 1961, Rose Kabuye, tutsi, è cresciuta in un campo profughi in Uganda. Diventata colonnello, ha partecipato nel 1990 all'offensiva lanciata dai ribelli tutsi del Fpr contro le truppe del presidente Habyarimana. Quindi ha ricoperto la funzione di prefetto di Kigali (1995-2000), poi quella di parlamentare, presiedendo la commissione della difesa, fino ad essere nominata responsabile del protocollo presidenziale. Per la sua adesione al movimento ribelle, Kabuye gode di grande popolarità nel Paese. Diverse migliaia di persone hanno risposto all'appello lanciato dal sindaco di Kigali e sono scese ieri in strada per protestare contro il suo arresto, arrivando fin sotto l'Ambasciata tedesca. (Alice/Apcom, 11/11/2008)

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Nuovo scontro con Francia in guerra di accuse su genocidio (Alice/Apcom, 10/11/2008)

Si riaccende lo scontro tra Ruanda e Francia sul genocidio del 1994, costato la vita ad almeno 800.000 tutsi e hutu moderati. A scatenarlo questa volta è l'arresto della responsabile del protocollo presidenziale ruandese, Rose Kabuye, avvenuto ieri in Germania su mandato di arresto emesso nel 2006 dalla Francia. Kabuye sarà estradata a Parigi nell'arco di 10-14 giorni, mentre a Kigali monta la protesta istituzionale e popolare, con il governo che convoca l'Ambasciatore tedesco e centinaia di persone che scendono in piazza per manifestare contro Berlino. Parigi ribadisce comunque la sua intenzione di ripristinare i rapporti diplomatici con Kigali, interrotti alla fine del 2006.
Nel novembre del 2006, il giudice Jean-Louis Bruguière chiese di emettere un mandato di arresto contro il Presidente Paul Kagame e nove alti responsabili ruandesi, tra cui Kabuye, accusandoli di complicità nell'attentato compiuto contro l'aereo dell'ex presidente ruandese Juvenal Habyarimana, dell'aprile 1994, che diede il via al genocidio. Anche Kigali ha condotto un'indagine sui fatti del 1994, denunciando poi "un ruolo della Francia" nel genocidio. "Per noi si tratta di una mossa volta a intimidirci - ha denunciato oggi il ministro per l'Informazione e portavoce del governo ruandese, Louise Mushikiwabo - il coinvolgimento della Francia è una verità evidente: la Francia ha aiutato politicamente e militarmente un governo che ha commesso il genocidio".
E' lo stesso ministro ad aver riferito della convocazione dell'Ambasciatore tedesco Christian Clages in segno di protesta, perchè "la signora Kabuye si trovava in missione ufficiale, beneficiava dell'immunità diplomatica". "E' una donna innocente, arrestata sulla base di un mandato di arresto di carattere politico, un mandato di arresto emesso dopo un'indagine manipolata. Non può continuare questo ricatto", ha aggiunto. Nell'aprile 1994, Kabuye faceva parte dello stato maggiore del Fronte patriottico ruandese (Fpr), braccio armato dei ribelli tutsi guidati da Kagame. Il giudice francese sospetta che abbia sostenuto il presunto commando responsabile dell'attacco all'aereo presidenziale.
Nata nell'aprile 1961, Rose Kabuye, tutsi, è cresciuta in un campo profughi in Uganda. Diventata colonnello, ha partecipato nel 1990 all'offensiva lanciata dai ribelli tutsi del Fpr contro le truppe del presidente Habyarimana. Quindi ha ricoperto la funzione di prefetto di Kigali (1995-2000), poi quella di parlamentare, presiedendo la commissione della difesa, fino ad essere nominata responsabile del protocollo presidenziale. Per la sua adesione al movimento ribelle, Kabuye gode di grande popolarità nel Paese. E oggi diverse migliaia di persone hanno risposto all'appello lanciato dal sindaco di Kigali e sono scese in strada per protestare contro il suo arresto, arrivando fin sotto l'Ambasciata tedesca.
Parigi ribadisce però la sua intenzione di ristabilire relazioni diplomatiche con il Ruanda. "A partire dal giugno 2007 abbiamo espresso il nostro desiderio di ristabilire relazioni diplomatiche tra i nostri due paesi, interrotte su iniziativa del Ruanda - ha dichiarato un portavoce del ministero degli Esteri francese, Frederic Desagneaux - rimane sempre un nostro obiettivo". Anche se lo scorso settembre, era stato proprio il ministro degli Esteri francese Bernand Kouchner a definire ancora "bloccata" la situazione tra Francia e Ruanda, dopo un incontro a New York tra il presidente francese Nicolas Sarkozy e Kagame, a margine dell'Assemblea generale dell'Onu. Da Kagame era infatti giunta la richiesta di annullare i mandati di arresto. (con fonte Apf) - (Alice/Apcom, 10/11/2008)

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Arrestata collaboratrice del presidente Kagame (L’Unione sarda, 09/11/2008)

Il capo del protocollo del presidente ruandese Paul Kagame, Rose Kabuye, è stata arrestata oggi in Germania in esecuzione del mandato di arresto europeo emesso dalla Francia. Lo ha reso noto il ministero degli Esteri tedesco. "E' stata arrestata al suo arrivo all'aeroporto di Francoforte", ha dichiarato un portavoce del ministero. Rose Kabuye era ricercata per la sua presunta partecipazione all'attentato compiuto nell'aprile 1994, contro l'aereo su cui viaggiavano l'allora presidente ruandese, Juvenal Habyarimana, il suo omologo burundese Cyprien Ntaryamira, molti alti funzionari di Stato e numerosi francesi (tra i membri dell'equipaggio). La morte di Habyarimana venne utilizzata come pretesto dalle milizie estremiste hutu per avviare il genocidio contro i tutsi e gli hutu moderati che. secondo l'Onu, ha causato 800 mila morti. Nel novembre del 2006, il giudice francese Jean-Louis Bruguiere ha spiccato nove mandati di arresto contro collaboratori e parenti del presidente Kagame - tra i quali Rose Kabuye - responsabili secondo il magistrato dell'attentato contro Habyarimana. In seguito a questa decisione, il Ruanda aveva deciso di rompere le relazioni diplomatiche con la Francia. In serata il Ruanda ha protestato, definendo "illegale" l'arresto di Rosa Kabuye. (L’Unione sarda,09/11/2008)

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Due condanne per i genocidi del '94 (Iris, 24/10/2008)

Due assoluzioni e due condanne. Così si è concluso il processo presso la corte marziale di Kigali per l'uccisione di 13 religiosi della chiesa cattolica durante il genocidio ruandese del 1994. Il tribunale militare ha assolto il generale Wilson Gumisiriza e il maggiore Wilson Ukishaka, ritenendoli all'oscuro dei fatti e di informazioni che gli avrebbero permesso di prevenire l'omicidio. La corte ha condannando invece i loro sottoposti - i capitani John Butera e Dieudonné Rukeba, che si erano già dichiarati colpevoli nel giugno scorso, quando è iniziato il processo a loro carico - a otto anni di carcere, scartando l'ipotesi di premeditazione e la richiesta di 15 anni di detenzione fatta dall'accusa. I fatti risalgono al 5 giugno 1994. I quattro ufficiali erano membri del Fronte patriottico ruandese (Fpr), che da gruppo ribelle si è trasformato, oggi, in partito politico al governo a Kigali; il processo è infatti il primo che riguarda crimini di guerra commessi anche dagli uomini del Fpr, nella loro avanzata verso la capitale. Tra i religiosi uccisi, c'erano anche il arcivescovo di Kigali, monsignor Vincent Nsengiyuma, il vescovo di Bymba monsignor Joseph Ruzindana e il vescovo di Kabgayi e presidente della conferenza episcopale ruandese, monsignor ThaddéeNsengiyuma. (Iris, 24/10/2008)

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Kigali non vuol sentir parlare francese (Ag.Radicale, 15/10/2008)

Duro colpo per la "grandeur" francese che arriva direttamente da uno degli stati simbolo del colonialismo transalpino. Si tratta del Rwanda, protagonista di uno dei più cruenti e purtroppo spesso dimenticati genocidi degli ultimi decenni. E' recente la decisione del governo rwandese di sostituire nelle scuole il francese con l'inglese, rendendo così chiaro l'intento di distanziarsi dall'influenza francofona e avvicinarsi a una realtà anglofona che potrebbe procurare allo stato africano delle nuove opportunità a livello economico e sociale. Sembra infatti che questa decisione sia dovuta tra l'altro all'adesione del Rwanda alla East African Community, organizzazione composta in larga maggioranza da paesi anglofoni quali l'Uganda e la Tanzania. Inoltre il progetto di cambiare lingua rientra in un quadro maggiore in cui l'obiettivo è riuscire a far parte del Commonwealth, in cui attualmente solo il Mozambico è l'unico membro a non essere ex colonia britannica, e di istituire il primo comitato governativo del criket.
Queste motivazioni, ufficialmente di matrice economica, sono state sottolineate dal ministro dell'industria e del commercio che in una recente intervista ha affermato come "il francese si parli solo in Francia, alcune parti dell'Africa occidentale, alcune zone del Canada e in Svizzera. L'inglese è diventato la spina dorsale della crescita e dello sviluppo non solo nella regione ma in tutto il mondo". Per quanto riguarda il passaggio dal francese all'inglese non è stato ancora fissato un calendario. Sicuramente uno dei problemi principali è trovare un sufficiente numero d'insegnanti di lingua inglese. Rimarranno comunque obbligatori i primi tre anni della scuola elementari che saranno in lingua Kinyarwanda, la terza delle lingue ufficiali del Ruanda. E' indicativo che la controtendenza linguistica verso l'inglese, resa tra l'altro lingua ufficiale in seguito al rovescio del regime Hutu nel 1994 ad opera del Fronte Patriottico del Ruanda (RPF), sia un chiaro segnale di totale rigetto di una cultura, quella francofona, che ancora risveglia ferite non del tutto cicatrizzate. (…)
Il francese rimane comunque la lingua della diplomazia e del commercio nell'Africa centrale e occidentale ma è ben chiaro come sia in atto un'invasione, non troppo silenziosa, dell'inglese in quanto lingua del business europeo e in particolar modo quale lingua ufficiale del Sudafrica ad ora unica grande potenza economica del continente nero. Alessia Carrozzo (Ag.Radicale, 15/10/2008)

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Addio al francese nelle scuole, si passa all'inglese (Alice/Apcom, 10/10/2008)

Il Ruanda ha deciso di abbandonate l'uso della lingua francese nelle scuole per abbracciare l'inglese. La legge varata dal Parlamento è il risultato dell'adesione di Kigali al Commonwealth, ma anche di un progressivo allontanamento dalla Francia dopo il genocidio del 1994. Il governo di Kigali ha più volte accusato la Francia di aver sostenuto le milizie hutu, responsabili del massacro in 100 giorni di oltre 800.000 tutsi e hutu moderati. Parigi ha sempre negato ogni coinvolgimento. Quindi, nel 2006 un giudice francese ha accusato l'attuale Presidente ruandese, Paul Kagame, di complicità nell'attacco lanciato nel 1994 all'aereo dell'allora capo di Stato ruandese, Juvenal Habyarimana, che diede il via al genocidio. Stando a quanto riportato oggi dalla Bbc, la nuova legge prevede l'insegnamento in lingua inglese in ogni grado scolastico, dall'asilo nido all'università. (Alice/Apcom,  10/10/2008)

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Eletta una donna alla presidenza di Camera dei deputati (Alice/Apcom, 07/10/2008)

Una donna, Rose Mukantabana, è stata eletta alla presidenza della Camera dei deputati del Ruanda. Le donne occupano già il 56% degli 80 seggi dell'aula parlamentare. Attivista a favore delle donne, con un dottorato sul diritto umanitario, Mukantabana ha ottenuto 70 voti contro i 10 del suo suo avversario, Mukma Abbas. L'elezione di Mukantabana è stata annunciata dallo stesso Capo dello Stato ruandese Paul Kagame, che ha guidato la seduta. "Ringrazio voi per avermi eletto e tutti i ruandesi per avermi portato in quest'aula - ha detto il neo presidente della Camera nel suo discorso di accettazione, riportato dall'African press agency (Apa) - è nostro lavoro alimentare la fiducia nei parlamentari, garantendo trasparenza e responsabilità agli organi di governo". L'elezione di Mukantabana viene letta dagli analisti come un ulteriore tassello della politica di Kagame a sostegno dell'affermazione delle donne sulla scena sociale e politica, per rafforzare la reputazione del Paese come bastione della presa del potere da parte delle donne. (Alice/Apcom, 07/10/2008)

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"Alira”, il primo cellulare fabbricato a sud del Sahara (Misna, 02/10/2008)

È stato mostrato ai cittadini di Kigali il primo telefonino fabbricato in Rwanda: una trentina di giovani ingegneri e tecnici rwandesi hanno presentato per la prima volta nelle strade della capitale il nuovo “Alira 300”, un telefono cellulare assemblato nella regione. Programmato in kinyarwanda, la lingua ufficiale rwandese insieme a francese e inglese, “Alira” è prodotto da una società creata dall’Autorità nazionale per le tecnologie dell’informazione e dalla ditta cinese Chinalink; sarà venduto al prezzo di 19.900 franchi locali, pari a circa 26 euro. La presentazione del telefonino segue l’estensione su quasi tutto il territorio nazionale della copertura della rete cellulare e la collocazione in tutta Kigali di cavi in fibra ottica per la connessione a banda larga con la rete internet. Altri due modelli di telefonino sono in fase di sviluppo e, per il momento, la produzione è limitata a un massimo di 700 apparecchi al giorno; in un comunicato promozionale i produttori scrivono: “La posizione del Rwanda come nodo centrale per lo sviluppo di tecnologie per l’informazione e la comunicazione viene confermata dall’apertura del primo stabilimento per la produzione di telefoni cellulari a sud del Sahara”. [MV][CO] (Misna, 02/10/2008)

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Genocidio: tribunale internazionale condanna ex-collaboratore (Misna, 24/09/2008)

È stato condannato all’ergastolo per il suo coinvolgimento nel genocidio del 1994 in Rwanda l’ex-procuratore aggiunto ruandese Siméon Nshamihigo, che negli anni scorsi aveva collaborato in qualità di investigatori proprio con il Tribunale penale internazionale per il Ruanda (Tpir/Ictr) che oggi ha emesso la sentenza. Nchamihigo è stato condannato per genocidio, omicidio e crimini contro l'umanità. L'ex vice procuratore della prefettura di Cyangugu (sud-ovest del Rwanda) è stato ritenuto colpevole di aver incitato e guidato i gruppi armati presenti nella zona per uccidere oppositori politici presenti nell’area e civili inermi. Arrestato nel 2001 in Tanzania, alla sua prima apparizione tribunale Nchamihigo si era dichiarato “innocente”. Con la sua condanna sale a 33 il numero delle sentenze emesse dal Tpir, che aveva fino alla fine di quest’anno per completare tutti i processi e fino al 2010 per valutare i ricorsi. Proprio in questi giorni, a margine dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, si starebbe (secondo alcune indiscrezioni) valutando la possibilità di estenderne nuovamente il mandato, dopo che nei mesi scorsi era stata già concessa una proroga con la quale la chiusura dei processi era stata spostata alla fine del 2009. Creato per giudicare i principali responsabili e ideatori del genocidio, il Tribunale internazionale per il Rwanda è stato spesso accusato di inefficacia, lentezza e costi eccessivi. [MZ] (Misna, 24/09/2008)

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Parigi, processo a a scrittore Pean, incito' odio razziale (Alice/Apcom, 24/09/2008)

Si apre a Parigi il processo allo scrittore francese Pierre Pean, accusato di aver incitato all'odio razziale in un suo libro sul genocidio ruandese. Nel volume"Furie nere, bugie bianche" Pean scrisse nel 2005 che quella Tutsi è una cultura di inganno e menzogne giustificando così almeno in parte il massacro nel 1994 di circa 800.000 ruandesi Tutsi e hutu moderati da parte delle milizie Hutu. Pean e il suo libro sono stati citati in giudizio da un gruppo francese per i diritti umani, Sos Racisme, e le accuse del gruppo sono state rilanciate dalla pubblica procura che ha deciso quindi di aprire il processo. Difendendo il suo operato Pean, oggi alla radio, ha ribadito di aver "scritto un libro sulle bugie e la disinformazione che, con metodi molto elaborati, un regime dittatoriale ha escogitato per modella le convinzioni dell'opinione pubblica.
Nel corso del processo saranno chiamati a testimoniare tra gli altri esperti, storici e politici, compreso l'ex ministro degli esteri Hubert Vedrine, e come si può facilmente intuire oltre che sulla personalità e le tesi di Pean il processo si concentrerà sul delicato teme della responsabilità francese nel genocidio ruandese. La Francia ha sempre negato con fermezza qualsiasi responsabilità nei fatti rinviando così al mittente le accuse ruandesi relative a un ruolo diretto e attivo di funzionari francesi nelle stragi. Secondo una commissione d'inchiesta indipendente ruandese, Parigi non solo era al corrente dei massacri che si preparavano ma avrebbe avuto una funzione di primo piano nell'addestramento della milizia Hutu. Giornalista investigativo, Pena ha scritto tra l'altro anche un best-seller sull'ex presidente francese Mitterrand. (Alice/Apcom, 24/09/2008)

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Donne piu' della meta' dei deputati nel nuovo parlamento (Adnkronos/Il Tempo, 17/09/2008)

Piu' della meta' dei deputati eletti nel nuovo Parlamento del Ruanda, almeno il 55 per cento, sono donne. Il paese africano in cui sono in vigore quote rosa che impongono il 30 per cento di seggi assegnati a donne, e' quindi il primo al mondo a ribaltare la percentuale del potere legislativo. Nel parlamento uscente, le donne erano comunque il 48,8 per cento. A vincere le elezioni legislative, le seconde dalla guerra civile del 1994, e' stato il Fronte patriottico del Ruanda (Fpr), con 42 seggi vinti sui 53 assegnati con voto diretto, sempre secondo quanto emerge dai risultati ancora non definitivi ma comunque diffusi dalla Commissione elettorale. Il partito social democratico si e' assicurato sette seggi e il partito liberale quattro. (Adnkronos/Il Tempo, 17/09/2008)

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Soddisfazione Ue per ordinato svolgimento elezioni (Alice/Apcom, 17/09/2008)

Benita Ferrero-Waldner, commissario europeo per le Relazioni esterne e politica europea di vicinato, accoglie con favore l'ordinato svolgimento delle elezioni in Ruanda. "Queste elezioni segnano l'inizio di un importante ciclo elettorale in Ruanda e mi congratulo con le autorità ruandesi elettorale per la corretta organizzazione di queste elezioni e la mobilitazione dei ruandesi elettori", ha detto la commissaria. "Rispetto alle elezioni del 2003 - ga continuato Ferrero-Waldner -, sono stati compiuti progressi anche nei settori della libertà di associazione e di riunione a livello locale. Comunque, detto questo, ulteriori sforzi possono ancora essere compiuti nel migliorare la trasparenza e la responsabilità del processo elettorale. Vorrei anche esprimere il mio apprezzamento e gratitudine per il duro lavoro e l'impegno del capo osservatore Michael Cashman, deputato al Parlamento europeo, e l'intera missione di osservazione. Mi auguro sinceramente che i risultati della missione dell'Unione europea di osservazione elettorale contribuiranno a un dialogo con le autorità ruandesi per un'ulteriore riforma elettorale ". Louis Michel, Commissario Europeo per lo Sviluppo e gli aiuti umanitari, sottolinea l'importanza di queste seconde elezioni legislative nazionali, dopo il genocidio del 1994. "Queste elezioni hanno evidenziato gli importanti passi verso il consolidamento della democrazia in Ruanda. Sono stati compiuti progressi significativi.", ha detto il commissario. "L'Unione europea continuerà a sostenere gli sforzi del Ruanda- ha aggiunto Michel - e rimarrà pienamente impegnata a sostenere il paese nei suoi obiettivi di sviluppo". La Commissione europea ha dispiegato una missione di osservazione per le elezioni della Camera dei deputati che ha notato notevoli miglioramenti rispetto alle precedenti elezioni, spiega una nota. Il voto e il conteggio sono stati ben organizzati. Le autorità elettorali hanno anche dimostrato la loro capacità di rispondere rapidamente alle difficoltà che sono emerse durante il processo elettorale. La missione Ue ha raccomandato ulteriori riforme nei regolamenti della campagna, una ulteriore professionalizzazione dei mezzi di comunicazione e le attività della società civile. Una relazione finale che copre l'intero processo elettorale, comprese le raccomandazioni per le future elezioni, come le presidenziali del 2010, sarà pubblicata entro i prossimi mesi. (Alice/Apcom, 17/09/2008)

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Elezioni in corso: il Fronte patriottico ottiene 42 seggi in parlamento (Peacereporter, 16/09/2008)

Il Fronte patriottico rwandese (Fpr) del presidente Paul Kagame ha ottenuto 42 seggi nelle elezioni legislative che si sono tenute ieri per scegliere 53 degli 80 deputati del parlamento, mentre sono stati assegnati 7 seggi al Partito socialdemocratico (Ps) e 4 al Partito liberale (Pi). L'annuncio dei risultati è stato dato dal presidente della Commissione elettorale, Crysologue Karangwa, che ha segnalato una partecipazione superiore al 95 percento, anche se per protesta alle elezioni non hanno partecipato i partiti d'opposizione. Ora si attendono i risultati dei voti dei cittadini della diaspore negli Stati Uniti, Canada e Giappone. Il processo per completare l'assemblea non è ancora finito: oggi alle urne è il turno delle donne, chiamate a scegliere le 24 rappresentanti femminili, di cui la legge elettorale ruandese garantisce la presenza in parlamento. Domani invece sarà il turno del Consiglio nazionale della gioventù a eleggere due deputati e giovedì la Federazione nazionale dei portatori di handicap eleggerà l'80esimo rappresentante parlamentare. (Peacereporter,  16/09/2008)

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Prime elezioni legislative dopo genocidio 1994 (Ticino News, 15/09/2008)

Seggi aperti stamani in Ruanda, dalle 6 ora locale, dove di vota per le elezioni legislative, le prime dopo il genocidio del 1994 che, secondo i dati dell'Onu, ha provocato 800 mila morti. Le elezioni, i seggi rimarranno aperti fino a giovedì, dovrebbero rafforzare la posizione del Fronte patriottico del Ruanda (Fpr) guidato dal presidente Paul Kagame, in assenza di candidati nelle file dell'opposizione: quest'ultima infatti è composta da una dozzina di partiti i cui esponenti sono confinati all'estero dalla fine del genocidio. Oltre ai candidati del Fronte patriottico e degli altri sei partiti minori che compongono la coalizione al potere, ci sono i candidati del Partito socialdemocratico e del Partito liberale, ai quali se ne aggiunge uno indipendente, che non rappresentano tuttavia una vera opposizione politica: alle presidenziali del 2003 hanno chiesto ai propri elettori di votare per Kagame. La consultazione assegnerà 80 seggi. I risultati provvisori sono attesi per il 22 settembre e quelli definitivi per il 25 del mese. In un seggio nel centro di Kigali alle 6:00 di questa mattina erano già presenti centinaia di elettori pronti a votare. Dei 4,8 milioni di votanti in Ruanda, la maggioranza è composta da donne, che rappresentano il 55 per cento. (Ticino News,  15/09/2008)

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Lunedì si vota per le legislative. Favorito il partito del presidente Kagame (Radio Vaticana, 13/09/2008)

Lunedì prossimo il Ruanda andrà alle urne per eleggere il nuovo Parlamento. Molte le donne in lista, alcuni giovani e un rappresentante per i disabili. Tuttavia, non si prevedono sorprese: i 3 partiti che compaiono sulla scheda elettorale sono infatti quelli che governano attualmente il Paese. Ampiamente favorito è il partito di maggioranza, il Fronte patriottico ruandese, guidato da Paul Kagame, attuale presidente della Repubblica. (Radio Vaticana, 13/09/2008)

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Genocidio: continua processo contro ufficiali per uccisione religiosi (Misna,  21/08/2008)

Si sono dichiarati “non colpevoli” due dei quattro ufficiali dell’esercito ruandese sotto processo presso la Corte marziale di Kigali per l’uccisione di 13 religiosi cattolici, tra cui tre vescovi, durante il genocidio del 1994. Il generale Wilson Gumisiriza e il maggiore Wilson Ukishaka sostengono che non sapevano che i loro sottoposti – i capitani John Butera e Dieudonné Rukeba – si accingevano a fucilare i religiosi. I due capitani Butera e Rukeba si sono già dichiarati colpevoli nel giugno scorso, quando è iniziato il processo a loro carico, e hanno ripetuto ieri la loro confessione davanti la corte militare. All’epoca della strage, avvenuta il 5 giugno 1994, i quattro ufficiali facevano parte del Fronte patriottico ruandese (Fpr), ex gruppo ribelle oggi partito politico al governo a Kigali. Tra i religiosi uccisi, c’erano anche il arcivescovo di Kigali, monsignor Vincent Nsengiyuma, il vescovo di Bymba monsignor Joseph Ruzindana e il vescovo di Kabgayi e presidente della conferenza episcopale ruandese, monsignor Thaddée Nsengiyuma. I quattro ufficiali sono stati arrestati l’11 giugno scorso in seguito a un’inchiesta congiunta tra la procura di Kigali e il Tribunale penale internazionale per il Rwanda con sede ad Arusha (Tanzania). [BF] (Misna, 21/08/2008)

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Ruanda - Francia, da Kigali accuse inaccettabili (SwissInfo, 06/08/2008)

Il ministero degli esteri francese ha denunciato oggi le "inaccettabili accuse" di coinvolgimento nel genocidio in Ruanda del 1994 rivolte alla Francia da una commissione d'inchiesta ruandese, sottolineando di voler "costruire una nuova relazione" con Kigali. Dura reazione anche da parte dell'ex ministro degli esteri francese Alain Juppé, che rispedisce al mittente le accuse sul presunto coinvolgimento della Francia nel genocidio. Rimandando a un intervento in materia pubblicato sul suo blog a gennaio, Juppé parla di "falsificazione inaccettabile" e di "tentativo insidioso di riscrivere la storia", che "mira a trasformare la Francia da attore impegnato a complice" del massacro. "Durante il periodo in cui io ero a capo della diplomazia francese (dal 1993 al 1995) - assicura - abbiamo fatto tutto il possibile per aiutare la riconciliazione del Ruanda.
Un rapporto della commissione d'inchiesta sul genocidio del 1994, reso pubblico ieri a Kigali, accusa lo Stato francese di aver attivamente "partecipato" al genocidio, e lascia intendere per la prima volta la possibilità di procedimenti giudiziari contro dirigenti politici dell'epoca. Eventualità confermata anche dal ministro della giustizia del Ruanda, Tharcisse Karuragama, che in un'intervista esclusiva al sito del settimanale "Nouvel Observateur" afferma di voler contattare il suo omologo di Parigi, Rachida Dati, per chieder ufficialmente la collaborazione della giustizia francese. "In caso di difficoltà con la Francia - dichiara Karuragama - potremo anche incaricare il tribunale internazionale per il Ruanda. Non vogliamo la vendetta, ma semplicemente che la verità sul genocidio trionfi e che giustizia sia fatta". (SwissInfo,  06/08/2008)

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Francia, stampa prudente su gravissime accuse genocidio (Alice/Apcom, 06/08/2008)

In attesa di una reazione ufficiale del ministero degli Esteri, giunta solo questo pomeriggio, ha avuto accoglienza molto prudente in Francia -a giudicare dai quotidiani oggi in edicola - il rapporto ruandese che ieri ha accusato Parigi di aver attivamente collaborato al genocidio del 1994. Un rapporto realizzato da una Commissione indipendente, ma presentato dal ministro della Giustizia del Ruanda. C'è molta cronaca sui giornali francesi, e qualche riflessione.
Nell'edizione uscita oggi pomeriggio (con qualche ora di tempo in più rispetto agli altri) almeno Le Monde si preoccupa delle possibili ricadute giudiziarie delle accuse di Kigali ed esamina la possibilità che la Corte internazionale di giustizia accolga il caso su denuncia di Kigali. Inoltre un editoriale a firma di Remy Ourdan incita la Francia a dare "una risposta precisa". Pur ritenendo improbabili le accuse, queste sono troppo gravi per passarci sopra. Il Ruanda, ricorda l'articolista, non è nuovo a queste accuse. La Commissione afferma che "La Francia ha partecipato all'esecuzione del genocidio" dei Tutsi in Ruanda e racconta gli anni di guerra della Francia nel paese africano (1990-1994) portando testimoniante che corroborano le accuse di complicità ai più alti livelli politici, diplomatici e militari (si citano i più alti nomi dell'Eliseo e del governo da Francois Mitterrand a Alain Juppé o Dominique de Villepin). Ma concretamente si parla anche di addestramento delle milizie hutu; la consegna di armi e munizioni; la passività complice quando non la partecipazione attiva dei soldati francesi a massacri, stupri, torture, saccheggi.
Le Monde scrive che la storia della Commissione francese affonda le radici nei 18 anni di scontri fra Parigi e il movimento di Paul Kagame, il leader della ribellione tutsi oggi presidente della Repubblica. Kagame è accusato dal giudice francese Jean Louis Bruguiere di essere stato il mandante il 6 aprile 1994 dell'omicidio del presidente ruandese di allora, l'hutu Juvenal Habyarimana. Quella morte (un incidente aereo che secondo Parigi non fu accidentale) scatenò il massacro e spinse la Francia a intervenire nel paese in una 'operazione umanitaria',. Sullo sfondo, un paese ove la maggioranza hutu era sempre stata sottomessa alla minoranza tutsi fin quando Habyarimana non era giunto al potere. Morto il presidente, gli hutu reagirono uccidendo vicini, amici, anche parenti, chiunque appartenesse all'altra etnia. Nove dirigenti ruandesi di oggi sono colpiti da un mandato di cattura internazionale. E Kigali aveva avvertito la Francia che poteva aspettarsi ritorsioni. Ma questo non basta a smentire le testimonianze dense di date, luoghi, nomi del rapporto, dice il giornalista. L'allora presidente francese Francois Mitterrand - amico del presidente Habyarimana - impegnò la Francia in una guerra di fatto. Le testimonianze del rapporto raccontano una Francia che mandò l'esercito e i servizi segreti al servizio degli hutu, dal primo attacco al Fronte patriottico ruandese dell'ottobre 1990 all'organizzazione in Zaire dopo il genocidio di una ribellione hutu. E naturalmente con il culmine dei cento giorni della primavera 1994, quando oltre 800.000 tutsi persero la vita.
Anche se il Ruanda è un paese dove il governo le testimonianze può crearle di sana pianta, dice Le Monde, questo rapporto deve essere preso sul serio. Presenta documenti inediti, e Parigi non può limitarsi a dichiarare d'ufficio che i suoi soldati sono innocenti. Insomma: è impossibile che la Francia persista a proclamarsi semplicemente estranea ai fatti. La diplomazia e i patteggiamenti non basteranno a cancellare questi terribili sospetti. Esiste un "dovere di verità" per le vittime e i sopravvissuti tutsi. La Francia ha il dovere di indagare.(Alice/Apcom,  06/08/2008)

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Genocidio: Kigali accusa, Francia partecipo' attivamente (Asca-Afp, 05/08/2008)

La Francia avrebbe partecipato attivamente al genocidio in Rwanda. E' quanto afferma da una relazione del governo di Kigali secondo la quale 13 politici e 20 funzionari militari francesi potrebbero essere accusati per il loro ruolo nella strage del 1994. Il ministro della Giustizia rwandese, Tharcisse Karugarama, ha presentato oggi alla stampa le conclusioni di un rapporto di 500 pagine della commissione d'inchiesta sul ruolo della Francia nel genocidio. Secondo il documento, redatto in francese, la Francia era ''al corrente dei preparativi'' del genocidio e ha ''partecipato alle iniziative principali'' della sua esecuzione. ''I militari francesi hanno commesso personalmente l'omicidio delle popolazioni Tutsi e Hutu, questi ultimi accusati di nascondere i Tutsi. L'esercito francese avrebbe inoltre commesso una serie di stupri sui superstiti Tutsi'', si legge nel comunicato del ministro. ''Vista la gravita' dei fatti esposti, il governo rwandese ha disposto le istanze contro i responsabili politici e militari francesi incriminati, affinche' rispondano davanti alla giustizia'', continua il rapporto. Il genocidio in Rwanda, secondo le Nazioni Unite, ha provocato la morte di 800 mila persone tra Tutsi e Hutu. (Asca-Afp, 05/08/2008)

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Genocidio: esteso di un anno il mandato del TPIR (Misna,  21/07/2008)

E’ stato esteso di un anno, fino al 31 dicembre 2009, il mandato del Tribunale penale internazionale per il Rwanda (Tpir), l’organismo delle Nazioni Unite incaricato di giudicare i presunti responsabili del genocidio del 1994. A chiedere l’intervento normativo del Consiglio di sicurezza dell’Onu – ricorda oggi la stampa di Kigali – era stato il presidente del Tribunale, Dennis Byron, che in un recente rapporto aveva sottolineato come gli arresti di tre sospetti alla fine del 2007 e all’inizio di quest’anno avessero imposto tempi più lunghi. L’estensione del mandato del Tribunale è stato accolto negativamente dal governo di Kigali, in linea generale favorevole al completo trasferimento alla magistratura nazionale delle competenze in materia di genocidio; negli ultimi mesi, il Tpir ha respinto tre richieste avanzate dai giudici rwandesi in relazione ad altrettanti processi. Operativo a tutti gli effetti dal 1997, con sede in Tanzania, il Tribunale è incaricato di ricercare e giudicare i principali responsabili di stragi nelle quali morirono tra le 500.000 e le 800.00 persone. In Rwanda i processi in corso per genocidio restano numerosi; a giudicare i sospetti sono magistrati ordinari o corti popolari di diritto tradizionale dette "gacaca". [ VG] (Misna, 21/07/2008)

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Modifica costituzionale 'regala' immunità a Paul Kagame (Peacereporter, 17/07/08)

Il parlamento ha votato un emendamento che garantisce l'immunità agli ex-presidenti della Repubblica. Il primo a beneficiarne sarà proprio il presidente Paul Kagame che è stato accusato da giudici spagnoli e francesi di essere coinvolto nel genocidio del 1994, quando circa 800mila Tutsi furono massacrati dagli Hutu. Secondo l'articolo di riforma, un ex-presidente non può essere perseguito per alcun reato, se non è stato messo sotto accusa nel corso del suo mandato. Nel 2006 una corte francese aveva accusato Kagame di aver ordinato l'attacco all'aereo dell'ex presidente Juvenal Habyarimana, un Hutu moderato, la cui morte costituì la scintilla che diede inizio alle violenze. Un'ulteriore modifica costituzionale stabilisce che il capoverso che si riferisce "al genocidio del 1994", è modificato in "il genocidio commesso ai danni dei Tutsi". (Peacereporter, 17/07/08)

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Consiglio sicurezza abolisce embargo su armi (Alice/Apcom, 11/07/2008)

Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha approvato all'unanimità una risoluzione che pone fine all'embargo di armi nei confronti del Ruanda, imposto dopo il genocidio del 1994. Lo riferisce l'agenzia Misna. Nel testo i 15 paesi membri dell'organismo esprimono soddisfazione per l'entrata in vigore del Patto per la sicurezza, la stabilità e lo sviluppo della regione dei Grandi laghi, un accordo sottoscritto da 11 paesi nel 2006. Risalto è dato anche a un'intesa sul disarmo dei ribelli hutu concordata nel 2007 dagli esecutivi di Ruanda e Repubblica democratica del Congo, nonché all'esito della conferenza di Goma di gennaio sui conflitti nelle province congolesi del nord e sud Kivu: due episodi - sottolinea il Consiglio di sicurezza - che "insieme rappresentano un passo importante verso la restaurazione di una pace durevole e della stabilità nella regione dei Grandi laghi". Nel porre fine all'embargo, introdotto dalla risoluzione numero 1011 del 1995, l'organismo Onu rileva però la minaccia ancora rappresentata da gruppi armati "illegali" e invita i governi dell'area a impedire che materiale bellico di qualsiasi genere finisca sotto il loro controllo. (Alice/Apcom,  11/07/2008)

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Arrestato in Germania sospetto genocidi (Asca-Afp, 08/07/2008)

Un ex dipendente ruandese dell'Onu, Callixte Mbarushimana, oggetto di un mandato d'arresto internazionale per presunto coinvolgimento nel genocidio in Ruanda, e' stato arrestato ieri in Germania. Lo ha riferito all'Afp Peter Ruckert, procuratore della Corte d'Appello di Francoforte. ''E' stato arrestato ieri pomeriggio all'aeroporto di Francoforte, mentre cercava di prendere un volo per San Pietroburgo'', ha spiegato il procuratore, aggiungendo che ''Kigali e' stata informata'' dell'arresto. Mbarushimana, 44 anni, e' uno dei dirigenti in esilio delle Forze democratiche di Liberazione del Ruanda. Il Paese africano lo accusa di aver ucciso e fatto uccidere numerosi Tutsi, tra i quali diversi suoi colleghi, mentre lavorava per il Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo. (Asca-Afp, 08/07/2008)

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Genocidio: ancora un ‘no’ a trasferimento processi (Misna, 23/06/2008)

Il Tribunale penale internazionale per il Rwanda (Tpir) ha rifiutato, per la seconda volta in poche settimane, il trasferimento di un processo alla magistratura ruandese, sostenendo che l’imputato non riceverebbe un giudizio corretto. Ildephonse Hategekimana, un ex-capitano dell’esercito accusato di genocidio e crimini contro l’umanità, resterà quindi presso i locali del Tpir in Tanzania dal momento che in Rwanda, secondo la motivazione della sentenza, non gli sarebbe garantito il diritto a testimonianze in sua difesa equivalenti a quelle su cui potrebbe contare l’accusa. [CO] (Misna, 23/06/2008)

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Genocidio: ufficiali in tribunale per uccisione vescovi, due confessano (Misna, 18/06/2008)

Si sono dichiarati colpevoli due dei quattro ufficiali ruandesi arrestati la scorsa settimana dalla procura militare di Kigali per il loro coinvolgimento nel 1994 nell’omicidio di 13 uomini di Chiesa, tra cui l’Arcivescovo di Kigali e altri vescovi cattolici del paese, e di alcuni civili. Davanti a un tribunale di Kigali, i capitani John Butera e Dieudonne Rukeba hanno confessato le loro responsabilità mentre il generale Wilson Gumisiriza e il maggiore Wilson Ukwishaka si sono dichiarati innocenti. Secondo Radio Rwanda, la difesa ha chiesto il rilascio degli accusati sostenendo che gli arresti e la detenzione sono stati attuati su una base illegale, ha riferito Radio Rwanda, mentre il procuratore ha chiesto invece il loro mantenimento in carcere nel timore di una fuga all’estero; sarà l’Alta corte militare a decidere oggi pomeriggio. All’epoca dei fatti contestati, gli ufficiali erano esponenti del Fronte patriottico ruandese (Fpr), attuale schieramento di governo del presidente Paul Kagame. L’inchiesta sull’omicidio dei religiosi cattolici – tra le vittime spiccano l’arcivescovo di Kigali, monsignor Vincent Nsengiyumva, il vescovo di Byumba (nord) monsignor Joseph Ruzindana e il vescovo di Kabgayi, monsignor Thaddée Nsengiyumva, allora presidente della Conferenza episcopale ruandese – era stata avviata dal Tribunale penale internazionale per il Rwanda (Tpir) e resa pubblica ai primi di giugno al Palazzo di Vetro in un rapporto al Consiglio di Sicurezza.[CC] (Misna, 18/06/2008)

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Genocidio: quattro ufficiali arrestati per uccisione vescovi (Misna, 12/06/08)

Sarebbero quattro gli alti ufficiali, tra cui un generale, dell’esercito ruandese arrestati dalla procura militare di Kigali per il loro coinvolgimento nel 1994 nell’omicidio di 13 uomini di Chiesa, tra cui l’Arcivescovo di Kigali e altri vescovi cattolici del paese, e di alcuni civili. Lo riferisce oggi il giornale governativo ruandese ‘New Times’, precisando che tra i quattro si trovano un generale, un maggiore e due capitani, tutti indagati per le “responsabilità di comando” che ricoprivano all’epoca dei fatti e in relazione al massacro di religiosi cattolici commesso il 5 giugno del 1994 a Kabyagi, nel centro del paese. Secondo una nota diffusa dalla procura militare, i quattro - al tempo dei fatti contestati tutti esponenti del Fronte patriottico ruandese (Fpr) attuale schieramento di governo del presidente Paul Kagame – compariranno di fronte a un tribunale nei prossimi giorni. Nella parte finale dell’articolo del ‘New Times’ dedicato agli arresti si precisa che i militari avrebbero ucciso “gli uomini di Chiesa (…) in un momento di rabbia e disperazione”. L’inchiesta sull’omicidio dei religiosi cattolici – tra le vittime spiccano l’Arcivescovo di Kigali, monsignor Vincent Nsengiyumva, il vescovo di Byumba (nord) monsignor Joseph Ruzindana e il vescovo di Kabgayi, monsignor Thaddée Nsengiyumva, al tempo dei fatti presidente della Conferenza episcopale ruandese – era stata avviata dal Tribunale penale internazionale per il Rwanda (Tpir) e resa pubblica la settimana scorsa al Palazzo di Vetro in un rapporto al Consiglio di Sicurezza. In quell’occasione il procuratore generale del Tpir aveva spiegato che le indagini sull’episodio sono state compiute in collaborazione con la magistratura ruandese. Le dichiarazioni del procuratore avevano fatto sperare che il Tpir aprisse , prima di concludere il suo mandato entro l’anno, un nuovo filone d’inchiesta sui presunti crimini di guerra commessi nel 1994 anche dagli uomini del Fpr, nella loro avanzata verso Kigali. Tuttavia, la procura del tribunale internazionale “ha deciso – come ha detto di fronte al Consiglio il procuratore Hassan Bubacar Jallow – di sospendere qualsiasi azione supplementare (…) resta inteso che ogni sviluppo in Rwanda dovrà essere efficace, giusto e aperto al pubblico”. In quelle stesse ore, la procura del Tpir aveva negato alla magistratura ruandese una richiesta di trasferimento di un uomo d’affari accusato di genocidio e crimini contro l’umanità, dopo aver definito non sufficienti le garanzie per un giusto processo in Rwanda. [MZ] (Misna, 12/06/08)

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Parigi consegna ex notabile a corte Ruanda (Agi, 05/06/2008)

Le autorita' francesi hanno consegnato al Tribunale Penale Onu per i Crimini di Guerra in Ruanda l'ex governatore regionale Dominique Ntawukuriryayo, accusato di coinvolgimento nel genocidio che fra l'aprile e il luglio '94 costo' la vita a oltre ottocentomila persone. Ntawukuriryayo, 65 anni, e' di etnia hutu: secondo gli inquirenti internazionali, avrebbe abusato della propria autorita' per ordinare lo sterminio di tutsi e di hutu moderati; tra i delitti che gli sono attribuiti, il massacro di migliaia di civili tutsi che si erano concentrati a Gisangara, cittadina situata nel sud del Paese africano, credendo di essere al sicuro. Formalmente residente in Francia, Ntawukuriryayo vi aveva trovato rifugio nel '99 insieme alla moglie, una tutsi, con la quale si era stabilito a Carcassonne senza neppure cercare di nascondersi; a suo carico un ordine di cattura internazionale fu spiccato nel 2006. Fonti del ministero della Giustizia francese hanno annunciato che in giornata il sospetto massacratore e' stato fatto partire alla volta della Tanzania, dove entro oggi sara' affidato al Tribunale delle nazioni Unite, che ha sede nella capitale Arusha. Arrestato l'anno scorso, Ntawukuriryayo finora era rimasto in carcere a Parigi; in maggio sia la magistratura parigina sia la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo di Strasburgo avevano respinto i suoi ricorsi per bloccare l'estradizione. (Agi, 05/06/2008)

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Una soap per combattere l’Aids (Millecanali, 08/05/2008)

In Ruanda la Radio di Stato trasmette una soap che educa la popolazione a prevenire Aids, malnutrizione e malattie. In Africa, dove il tasso di analfabetismo è molto elevato e la diffusione della Televisione poco capillare, la Radio rimane il mezzo di comunicazione più diffuso e seguito. In Ruanda una soap opera radiofonica, “Urunama”, è uno dei programmi più ascoltati, come ha ricordato in un suo servizio ‘Il Venerdì di Repubblica’. Tramite le vicende dei protagonisti i ruandesi vengono a conoscenza di problemi e tematiche come l’Aids e la diffusione del virus HIV, le vaccinazioni infantili, la salute sessuale, o ancora le cure prenatali o la pianificazione famigliare. Il programma va in onda due volte a settimana su Radio Ruanda, ma è trasmesso anche dalla BBC, ed è ascoltato da milioni di ruandesi ed abitanti dei vicini Uganda, Congo e Burundi. “Ururama” è nata da un’idea di Health Unlimited, organizzazione non governativa inglese che si occupa di reperire i fondi per il programma. La sceneggiatura e produzione della soap avviene invece a Kigali ed è fatta da una ong indipendente.
In base ad una ricerca fatta dagli stessi ideatori del programma la soap avrebbe avuto un ruolo fondamentale per la prevenzione dell’Aids. Su un migliaio di intervistati più della metà hanno ascoltato il programma; di questi, l’80% ha affermato di aver discusso con altre persone di HIV. Un importante risultato per un Paese dove la sieropositività raggiunge il 3%, con punte dell’8,6% tra le donne, ma dove oltre il 22% dei bambini sotto i 5 anni è sotto peso. È dimostrato così che, come nella maggior parte dei Paesi poveri, la Radio resta il mezzo di comunicazione più diffuso e seguito nel bene, come nel caso di “Ururama”, ma anche nel male, come avvenuto in passato durante la guerra che ha visto contrapposti Tusti e Hutu. Oltre all’indipendente Rtlm, una delle più attive a fomentare l’odio razziale, anche la Radio di Stato, Radio Ruanda, ha avuto un ruolo estremamente negativo. Finalmente oggi le cose sono cambiate. (Millecanali, 08/05/2008)

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Congelati in Kenya i beni del finanziatore del genocidio (Alice/Apcom, 07/05/2008)

Una corte di giustizia del Kenya ha ordinato di congelare i beni del principale ricercato per il genocidio commesso in Ruanda del 1994, Felicien Kabuga. Si tratta di un imprenditore ruandese di etnia hutu, proprietario di appartamenti di lusso nella capitale del Kenya, Nairobi, accusato di aver pagato l'acquisto di machete, cibo e altre attrezzature usate dagli hutu durante i loro massacri, e di aver finanziato l'emittente radiofonica 'Mille Collines', nota per aver incitato a uccidere "gli scarafaggi tutsi". Il Tribunale internazionale per i crimini in Ruanda ha emesso un mandato di arresto internazionale contro Kabuga nel 1999. Gli Stati Uniti hanno posto una taglia di 5 milioni di dollari sulla testa di Kabuga. Il genocidio del 1994, consumato in meno di 100 giorni, costò la vita ad almeno 800.000 persone, tutsi e hutu moderati. Interpellato dalla Bbc, il ministro della Giustizia del Ruanda, Tharcisse Karugarama, si è detto felice per la decisione della corte, ma ha auspicato l'intervento delle forze keniane per l'arresto dell'uomo. Le autorità sospettano che l'imprenditore abbia vissuto in Kenya per un periodo di tempo non meglio precisato, godendo della protezione di funzionari corrotti del governo dell'ex Presidente Daniel arap Moi. (Alice/Apcom, 07/05/2008)

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Il genocidio in prima visione (Maria Coletti, Cinemafrica, 14/04/08)

Si intitola Shooting Dogs il film dell’inglese Michael Caton-Jones che è stato trasmesso in prima visione tv francese su Arte (Sky 544), questa sera 14 aprile alle ore 21 (e in replica il 20 aprile alle 00.45 e il 30 aprile alle 3.00).
Kigali (Rwanda), 1994. Dopo aver diretto per un decennio l’École Technique Officielle, padre Christopher, prete inglese di mezz’età, sta passando le consegne al connazionale Joe Connor, insegnante volontario, giovane e idealista. Il caos e la violenza che si scatenano in seguito all’assassinio del Presidente Habyarimana lacerano il Rwanda conducendolo verso la guerra civile: gli Hutu sterminano programmaticamente i Tutsi, senza risparmiare donne e bambini, e l’École diviene ben presto un rifugio per centinaia di profughi. Joe è sicuro che le autorità internazionali fermeranno il massacro ma l’Onu assiste agli eventi senza intervenire, preoccupandosi unicamente di evacuare gli stranieri presenti... Per non dimenticare. (Maria Coletti, Cinemafrica, 14/04/08)

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Ricordando il 14o anniversario del genocidio(RadioVaticana, 06/04/2008)

Furono circa 800mila le vittime innocenti dell'odio etnico che, 14 anni fa, sconvolse il Rwanda. Oggi, nonostante le ferite ancora aperte, il Paese africano prosegue il suo lento cammino verso la riconciliazione. Un processo che lo stesso segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, ha auspicato possa essere preso ad esempio per il suo rigore nella ricerca della verità e delle giustizia.(RadioVaticana, 06/04/2008)
Genocidio ruandese - Il genocidio in Ruanda fu uno dei più sanguinosi episodi della storia del XX secolo. Dal 6 aprile alla metà di luglio del 1994, per circa 100 giorni, vennero massacrate sistematicamente (a colpi di armi da fuoco, machete e bastoni chiodati) una quantità di persone stimata da 800.000 e 1.071.000. Le vittime furono in massima parte di etnia Tutsi (Watussi); i Tutsi erano una minoranza rispetto agli Hutu, gruppo etnico maggioritario a cui facevano capo i due gruppi paramilitari principalmente responsabili dell'eccidio: Interahamwe e Impuzamugambi. I massacri non risparmiarono una larga parte di Hutu moderati, soprattutto personaggi politici.(Wikipedia, l'enciclopedia libera)

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Presidente Kagame attacca giustizia spagnola per accuse di genocidio (Peacereporter, 02/04/2008)

Il presidente del Ruanda, Paul Kagame, ha oggi lanciato un duro attacco al giudice spagnolo Fernando Andreu, che lo scorso febbraio aveva emesso un mandato di arresto per 40 ufficiali dell'esercito ruandese. Il presidente ha definito Andreu un uomo "arrogante" e ha dichiarato che può "andare all'inferno". Gli ufficiali sono accusati di aver partecipato al genocidio del 1994, durante il quale circa 800mila persone tra Tutsi e Hutu moderati, e di aver compiuto atti terroristici e crimini contro l'umanità. Andreu, inoltre, ha accusato gli ufficiali di aver ucciso nove cittadini spagnoli, tra cui sei missionari. "Come può un giudice sedere in una città o in un villaggio spagnolo e pensare che sia suo diritto accusare l'intera leadership di un Paese", ha dichiarato Kagame. Kagame e Andreu hanno fatto distinzione fra coloro che perpetuarono il genocidio e quelli che invece riuscirono a fermarlo, fra cui i ribelli Tutsi guidati dallo stesso Kagame. Secondo Andreu, al contrario, lo stesso Kagame sarebbe coinvolto negli assassinii: una volta salito al potere, il presidente ruandese avrebbe ordinato l'uccisione di massa dei membri dell'etnia Hutu sia in Ruanda che nei campi profughi della Repubblica democratica del Congo. Già nel febbraio scorso Kagame aveva definito le accuse "infondate e ridicole", affermando che si basavano su false testimonianze, su un linguaggio razzista e sulla negazione stessa del genocidio. (Peacereporter, 02/04/2008)

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Genocidio: accordo per trasferimento detenuti tra Kigali e Tpir (MZ, Misna, 04/03/2008)

Un accordo per il trasferimento nelle prigioni ruandesi dei condannati dal Tribunale penale internazionale per il Rwanda (Tpir) per il loro coinvolgimento nel genocidio del 1994 è stato firmato oggi tra il governo Kigali e il Tribunale delle Nazioni Unite con sede ad Arusha, in Tanzania. L’accordo è stato siglato dal capo della diplomazia ruandese Charles Murigande e dal cancelliere del Tpir, il senegalese Adama Dieng, che riferendosi alla costruzione di una nuova prigione ha sottolineato che Kigali “possiede ormai strutture penitenziarie che rispettano le norme internazionali”. Dieng ha poi precisato che la decisione finale su quali condannati trasferire in Rwanda spetta ai giudici della Corte. Creato nel 1997, il Tpir finora ha emesso 30 condanne e cinque proscioglimenti. Delle circa 50 persone detenute nelle sue strutture in Tanzania, 17 sono i condannati definitivi in attesa di trasferimento verso altri paesi. Accordi analoghi a quello firmato oggi col Rwanda sono stati firmati in passato dal Tpir con Italia, Francia, Swaziland, Svezia, Benin e Mali. Italia (un caso) e Mali (sette) sono gli unici due paesi in cui siano stati trasferiti condannati del Tpir. (MZ, Misna, 04/03/2008)

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Italo-belga condannato per istigazione al genocidio dei tutsi (Peacereporter, 28/02/2008)

Dodici anni per istigazione al genocidio e crimini contro l'umanità. E'questa la pena stabilita dal Tribunale penale internazionale per il Ruanda (Ictr) nei confronti di Georges Omar Ruggiu, un italo-belga giornalista dell'emittente ruandese "Radio Televisione Libera", la quale propagandava il genocidio contro i tutsi, sterminati in 800mila tra maggio e luglio del 1994. L'uomo, nato nel '57 in Belgio da famiglia italiana, sconterà la pena in Italia in linea con quanto previsto dall'accordo del 2004 sancito tra Onu e governo italiano. Fino ad ora si tratta dell'unica condanna che vede coinvolto un non ruandese tra le trenta emesse dall'Itcr, il quale ha diffuso un comunicato in cui dichiara che il colpevole è stato consegnato nelle mani della polizia italiana.(Peacereporter, 28/02/2008)

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Arrestato in Francia ruandese accusato di genocidio (AdL, Misna, 27/02/08)

La procura generale di Kigali ha presentato domanda alla Francia per l'estradizione di un cittadino ruandese accusato di genocidio, e arrestato a Annecy, sulle alpi francesi. Clavere Kamana è stato fermato oggi, sulla base di un mandato internazionale di cattura emesso dalla procura di Kigali con l'accusa di "genocidio e complicità in genocidio", commessi tra l'ottobre del 1990 e il dicembre 1994. L'indagato dovrà comparire entro sette giorni davanti al procuratore generale e alla corte d'appello di Chambery, che emetteranno un ‘parere' sulla sua estradizione. "Questa cattura fa sperare che anche altre persone accusate di genocidio, che cercano asilo in Occidente, siano presto arrestate" ha detto il portavoce della procura di Kigali, Jean Bosco Mutangana, apprendendo la notizia dell'arresto. Kamana figura sulla lista dei 96 principali pianificatori del genocidio, ricercati dalla giustizia ruandese. (AdL, Misna, 27/02/08)

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Arrestato ex ministro accusato per sterminio di 80mila persone nel 2004 (Ansa, 19/02/2008)

Arrestato a Kigoma in Tanzania, Callixte Nzabonimana, ministro ruandese dello sport all'epoca del genocidio in Ruanda nel 1994. Sul suo capo pendono gravissimi capi di imputazioni relativi al genocidio di quattordici anni fa, quando in 100 giorni furono sterminate circa 800.000 persone, in pratica tutti di etnia tutsi, da estremisti hutu. L'arresto e' avvenuto ieri, e ne da' notizia un comunicato del Tribunale Internazionale Criminale per il Ruanda (Ictr). (Ansa, 19/02/2008)

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Genocidio: difensore di un accusato si consegna al tribunale(CC, Misna, 08/02/2008)

Si è consegnato oggi al Tribunale penale internazionale per il Rwanda (Tpir) Leonidas Nshogoza, investigatore della difesa di un accusato sotto processo per genocidio e crimini contro l’umanità, Emmanuel Rukundo. Un mandato di cattura internazionale era stato emesso il 28 gennaio scorso contro Nshogoza, accusato dal tribunale rwandese di Gasabo di aver promesso a un testimone un milione di franchi rwandesi (circa 1200 euro) in cambio di false dichiarazioni; è anche accusato di aver sminuito la dimensione del genocidio del 1994 e la procura rwandese ha già richiesto per lui dieci anni di reclusione. Il Tpir, con sede ad Arusha (Tanzania), incaricato di giudicare i principali responsabili del genocidio, comunica che Nshogoza comparirà davanti al giudice Dennis Byron l’11 febbraio. Ad oggi, il Tpir ha emesso 30 condanne e cinque assoluzioni. Nel genocidio rwandese sono state uccise, secondo stime prevalenti, tra 500.000 e 800.000 persone di etnia sia tutsi che hutu. (CC, Misna,  08/02/2008)

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Genocidio: Spagna cita in giudizio 40 ufficiali (la Repubblica, 06/02/2008)

La Corte nazionale spagnola ha annunciato la citazione in giudizio di 40 ufficiali dell'esercito ruandese per i reati di genocidio, crimini contro l'umanita' e terrorismo, comessi durante la guerra civile che insanguino' il Ruanda negli anni Novanta. Vi sono "ragionevoli indicazioni" che ufficiali di alto rango dell'amministrazione del presidente Paul Kagame, tra cui i quaranta indicati, "condussero una serie di attivita' criminose", si legge nel comunicato della Corte. Il giudice Fernando Andreum li accusa di "avere preso il potere con la forza e di avere insediato nel Paese un regime di terrore e di avere condotto crimini orribili contro la popolazione civile". Il presidente Kagame non potra' essere perseguito perche' gode dell'immunita'. La pronuncia della Corte conclude un'indagine per l'uccisione in Ruanda di nove spagnoli tra il 1994 e il 2000, denunciata da un gruppo spagnolo denominato 'Forum internazionale per la Verita' e la Giustizia nei Grandi Laghi'. Tra i nove vi erano sei religiosi che lavoravano nei campi profughi. (la Repubblica, 06/02/2008)

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Terremoto: migliaia i senza tetto, sale bilancio vittime (CC, Misna, 05/02/2008)

“Per la seconda notte consecutiva la maggior parte degli abitanti di Bukavu ha dormito all’adiaccio, rispettando le raccomandazioni delle autorità locali. I danni materiali sono importanti e saranno valutati oggi anche da una delegazione ministeriale venuta da Kinshasa”: dice alla MISNA padre Justin Nkinzi, della commissione Giustizia e pace di Bukavu, capo-luogo del Sud-Kivu colpito domenica da una forte scossa di terremoto che ha provocato la morte di cinque persone, dato che un bambino, conteggiato ieri nel bilancio dei morti, sarebbe invece stato ritrovato sano e salvo. "Sappiamo che 200 feriti sono ricoverati, ma molti non si sono recati in ospedale. Le conseguenze del sisma saranno pesanti nei prossimi giorni per le famiglie che vivono di piccolo commercio e che non potranno lavorare e causa delle ferite o delle distruzioni” ha sottolineato padre Nkinzi. "Stamani – ha aggiunto – l’arcivescovo, monsignor Xavier Maroy Rusengo, ha celebrato una messa chiedendo la solidarietà di tutti, a livello locale, per aiutare a superare le difficoltà”. Secondo una valutazione di agenzie umanitarie operanti sul posto, circa 4500 persone sono senza tetto nella zona di Bukavu. Intanto, nel vicino Rwanda, il bilancio delle vittime è salito a 38 morti, secondo il ministero della Sanità. La zona maggiormente colpita è stata quella occidentale di Cyangugu, dove almeno 259 abitazioni sono state interamente distrutte, causando almeno un migliaio di sfollati. Molti edifici di culto hanno anche subito gravi danni materiali. (CC, Misna,  05/02/2008)

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Terremoto: notte all’adiaccio, in Congo e Rwanda, si contano i danni (CC, Misna, 04/02/2008)

"Tutti gli abitanti di Bukavu hanno trascorso la notte fuori casa, rispettando l’invito del comune a non stare vicini agli edifici. Si respira un’atmosfera mista tra paura, tristezza e nervosismo. La terra ha tremato ancora diverse volte durante la notte e leggermente questa mattina. Stiamo aspettando che la natura si calmi”: così padre Jean-Paul Bahati, missionario barnabita congolese, racconta alla MISNA il clima che si respira a Bukavu, capo-luogo del Sud-Kivu (nord-est della Repubblica Democratica del Congo), dove ieri un sisma ha provocato la morte di almeno sei persone, tra cui cinque a Bukavu e un bambino a Kabare (circa 20 chilometri a nord da Bukavu). "Alcune fonti parlano di una ventina di vittime, ma resta ancora da verificare. La cosa certa è che i quattro principali ospedali della zona sono colmi a causa del gran numero di feriti ricoverati” ha aggiunto il missionario originario di Bukavu. Le autorità comunali hanno chiesto un aiuto umanitario, sopratutto tende, coperte e medicinali, per gli sfollati ancora da censire. Nel vicino Rwanda, il bilancio ufficiale resta fermo a 34 morti nella provincia di Cyangugu, mentre altre fonti parlano di 38 vittime e oltre 430 feriti; i più gravi sono stati trasportati nella capitale, Kigali, per ricevere cure appropriate. Non si ha ancora un bilancio preciso dei danni materiali. Secondo l’Osservatorio vulcanologico di Goma (Nord-Kivu, nord-est del Congo), il sisma di ieri, con magnitudo 6 sulla scala Richter, è stato uno dei più intensi mai registrati nella regione. (CC, Misna,  04/02/2008)

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Terremoti: grandi laghi; sale bilancio morti in Ruanda e Rdc (Ticinonews, 03/02/2008)

Almeno 34 persone sono morte oggi in Ruanda per una scossa di terremoto che ha colpito la regione dei Grandi Laghi. Lo ha detto il ministro dell'Amministrazione locale ruandese Protais Musoni. Un precedente bilancio diffuso da Radio Ruanda parlava di 23 morti e circa 250 feriti nella Provincia dell'Ovest, nel Ruanda occidentale. Dieci persone sono morte nel crollo di una chiesa nel distretto di Rusizi, alla frontiera con la Repubblica democratica del Congo (Rdc, ex Zaire). "Secondo le cifre di cui dispongo al momento, 34 persone sono morte", ha detto Musoni. "Le operazioni di soccorso proseguono, per tentare di estrarre le persone dalle macerie delle loro case", ha aggiunto. "Per il momento non ho a disposizione cifre sul numero dei feriti, ma alcuni di essi, feriti gravemente, sono stati evacuati a Kigali", ha detto il ministro.
Nella parte orientale della Repubblica democratica del Congo, le autorità hanno detto che sono morte sei persone nel Sud Kivu, secondo la radio Okapi, patrocinata dall'Onu. (Ticinonews, 03/02/2008, 16.37)

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Sisma di magnitudo 6: almeno due morti, decine di feriti (Alice/Apcom, 03/02/2008)

Almeno due persone sono morte a Bukavu, nell'est della Repubblica Democratica del Congo, dove questa mattina è stato registrato un sisma di magnitudo 6 della scala Richter. I feriti sono diverse decine, riferiscono fonti ospedaliere. Un ragazzo è morto sepolto sotto le macerie della sua casa nel quartiere d'Ibanda, nel centro di Bukavu, capitale del Kivu-Sud. Un'altra persona è deceduta all'ospedale generale di Bukavu. Almeno 12 feriti sono stati ricoverati all'ospedale Panzi e "diverse decine" all'ospedale generale. Ma altri feriti sono stati soccorsi in piccoli centri sanitari di quartiere. L'epicentro del sisma è stato individuato a 20 chilometri a nord di Bukavu dove la scossa è durata 15 secondi, riferisce l'Osservatorio vulcanologico di Goma, ma le scosse sono state avvertite anche in alcune città del Burundi e del Rwanda. (Alice/Apcom, http://notizie.alice.it/notizie/esteri/2008/02_febbraio/03/rdc_sisma_di_magnitudo_6_almeno_due_morti_decine_di_feriti,13968639.html 03/02/2008) – Più grave la situazione in Ruanda: dieci persone sono morte "sotto le macerie di una chiesa", del distretto di Rusizi, dove si registrano anche altri morti. Altre persone, invece, hanno perso la vita nel distretto di Nyamasheke. Secondo la radio ruandese, circa 250 persone sono state ricoverate negli ospedali della regione per ferite riportate a seguito del sisma. (Alice/Apcom, 03/02/2008)

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Aperta a Kigali di una borsa valori (Ansa, 01/02/2008)

La banca centrale del Ruanda ha annunciato l'apertura di una borsa valori a Kigali, capitale del paese. Il presidente Paul Kagame ha parlato di un grande passo in avanti per la nazione e per l'economia che non si e' ancora ripresa dalla guerra civile del 1994. La borsa sara' aperta a titoli obbligazionari e a buoni del tesoro ruandesi, ma la banca centrale si augura di includere prodotti azionari attraverso la quotazione in borsa delle aziende del paese.(Ansa, 01/02/2008)

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Kouchner ammette: "La Francia ha commesso un errore politico" (Quotidiano, 27/01/2008)

La Francia ammette di aver "certamente commesso un errore politico" in Ruanda, ma di non aver alcuna "responsabilità militare" nel genocidio del 1994: a sostenerlo è il ministro degli Esteri francese, Bernard Kouchner, oggi nel corso di una visita lampo, ma fortemente simbolica, a Kigali. "Non comprendiamo quello che è successo. Ma non ci sono state responsabilità militari", ha sottolineato il ministro francese, nel corso di una conferenza stampa congiunta con il presidente ruandese Paul Kagame, al termine di un colloquio di un'ora e mezza. Dopo l'incontro con la stampa, Kouchner ha lasciato, come previsto, Kigali, dove si è fermato per poche ore. Si è trattato di una visita molto breve, ma fortemente simbolica e destinata a gettare le basi per il rinnovo del dialogo tra la Francia e il Ruanda. Kigali