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NIGERIA - 2 DAL 01/07/08 AL 31/12/08

NIGERIA - 1 DAL 01/01/08 AL 30/06/08

Esercito manda rinforzi a Jos (Il Messaggero, 01/12/2008)

Il fuoco cova sotto la cenere. Il frutto avvelenato di un sistema politico distorto (Peacereporter, 01/12/2008)

Scontri, migliaia in fuga dalle loro case. «Rischio epidemia» (Corriere della Sera, 30/11/2008)

Jos, soldati pattugliano città dopo strage (SwissInfo, 30/11/2008)

Voto di sangue, strage cristiani e musulmani (SwissInfo, 29/11/2008)

Almeno tre morti in disordini a Jos dopo elezioni locali (Alice/Apcom, 28/11/2008)

Sciroppo alterato con sostanza tossica uccide 25 bambini (Alice/Apcom, 27/11/2008)

Attacco a impianto Shell (Ansa, 21/11/2008)

Migliaia di bambini accusati di "stregoneria" (Alice/Apcom, 09/11/2008)

Orrore in una "clinica": scoperta la "fabbrica dei bambini" (la Repubblica, 09/11/2008)

Presidente querela giornale per articolo su sua salute (Alice/Apcom, 09/11/2008)

Attacco a impianto petrolifero Chevron, ucciso marinaio (Asca-Afp, 07/11/2008)

Aziende petrolifere non rispettano standard sicurezza (Misna, 05/11/2008)

“Caso Pfizer”, si cerca un accordo extragiudiziale (Misna, 27/10/08)

Almeno 3 navi attaccate. Sequestrato gruppo di 17 persone (Ansa, 25/10/2008)

La maledizione del petrolio: il degrado ambientale costa 5 miliardi us$ all´anno (Greenreport, 22/10/08)

Pena Morte: Amnesty, condannati centinaia innocenti (SwissInfo, 21/10/2008)

Pirati sequestrano 8 pescherecci, 96 ostaggi (la Repubblica, 17/10/2008)

Shell costretta a cedere piu' grande terminal africano (Alice/Apcom, 15/10/2008)

Muraglia verde contro l’avanzata del Sahara (Misna, 15/10/2008)

Militanti nigeriani liberano ostaggi ma non gli stranieri (Reuters, 05/10/2008)

Tre mesi di coprifuoco per riportare “alla ragione” due comunità (Misna, 03/10/2008)

Mend smentisce esercito, nessun arresto di nostri uomini (Alice/Apcom, 01/10/2008)

Arrestati 150 sospetti militanti del Mend (Peacereporter, 29/09/2008)

Economia: la perla d'Africa (Mia economia, 29/09/2008)

Arrestati più di 200 sospetti guerriglieri del Mend (Peacereporter, 25/09/2008)

Petrolio insanguinato (La Stampa/Blog, 23/09/2008)

Petrolio, militanti Mend proclamano tregua dopo attacchi (Reuters, 21/09/08)

Due fazioni di militanti del Mend si sono scontrate oggi a Harristown (Peacereporter, 19/09/08)

Unione europea contro Russia. In palio il gas (TicinoLibero, 19/09/08)

Rilasciati tre giornalisti arrestati per notizie sulla salute del presidente (Peacereporter, 19/09/08)

Oltre 50 nigeriani condannati a morte e 23mila detenuti in diverse parti del mondo (Fides, 19/09/08)

La guerra nel Delta: tra guerriglieri e speculazioni finanziarie (Fides, 17/09/2008)

Ribelli rapiscono britannico (Agi, 16/09/2008)

Ribelli attaccano impianto Shell (SwissInfo, 15/09/2008)

Mend: Il Delta del Niger ora è in stato di guerra -2- (Alice/Apcom, 14/09/2008)

Esercito respinge attacco contro impianto Chevron -1- (Apcom, 14/09/2008)

Scontri nel Rivers, Mend: Morti almeno sette militanti (Alice/Apcom, 13/09/2008)

Nasce nuovo ministero per il delta del Niger (Agi/Reuters, 10/09/2008)

Sequestrata imbarcazione con 13 persone, 5 stranieri (Alice/Apcom, 09/09/2008)

Assalto a nave Agip, un marinaio ucciso e uno rapito (Ami, 07/09/2008)

Presidente Yar'Adua torna a casa, dubbi sulla sua salute (Alice/Apcom, 06/09/2008)

Portavoce Mend boccia comitato Pace: è banchetto falsità (Alice/Apcom, 05/09/2008)

Nuovi scontri, Mend: Abbiamo ucciso 29 militari (Alice/Apcom, 30/08/2008)

Raggiunto accordo con Iran su nucleare civile (Alice/Apcom, 29/08/2008)

Israeliano rapito da uomini armati a Port Harcourt (Agi/Afp, 27/08/2008)

Nuovo attacco nel delta del Niger (SwissInfo, 25/08/2008)

Scontro a fuoco presso impianto Shell: uccisi 12 miliziani Mend (Ansa, 16/08/08)

Bakassi sovranità camerunese (Peacereporter, 14/08/08)

Aviaria: Allarme Fao su ceppo "altamente patogeno (…) mai registrato in Africa sub-sahariana" (Alice/Apcom, 12/08/2008)

Due gruppi sconosciuti rivendicano attacco a gasdotto (Peacereporter, 12/08/2008)

Chi ha portato un nuovo ceppo di influenza aviaria? (Greenreport, 11/08/2008)

Negata la cauzione a Henry Okah, leader del Mend (Peacereporter, 08/08/2008)

Un milione di non-vedenti. (Finanza in chiaro, 08/08/2008)

Delta del Niger: "rappresaglie su civili inermi", militari sotto accusa (Misna, 07/08/2008)

Cellulari: utenze Gsm sfiorano i 50 milioni (Studiocelentano, 07/08/2008)

Riforme e investimenti, abuja scommette sul petrolio (Misna, 05/08/2008)

Minacce del Mend a una società straniera nella capitale Abuja (Peacereporter, 04/08/2008)

Delta Niger: rapiti 2 francesi (Rainews24, 03/08/2008)

Alta Corte proibisce cessione della penisola di Bakassi (Peacereporter, 01/08/2008)

Delta del Niger: sabotati due oleodotti (Peacereporter, 28/07/2008) (Misna, 28/07/2008)

Rapiti 5 lavoratori societa' petrolifera (Asca-Afp, 25/07/2008)

Oleodotti e “militanti”, strano caso nel delta del niger (Misna, 24/07/2008)

Mend:distruggeremo i principali oleodotti entro 30 giorni (Rainews24, 23/07/2008)

Liechtenstein deve restituire 300 milioni di franchi alla Nigeria (SwissInfo, 23/07/2008)

Mend: negozieremo per la liberazione dei tedeschi rapiti (Alice/Apcom, 20/07/2008)

Migliaia immigrati in fuga. BBc: due settimane fa uccise nove persone (Ansa, 17/07/08)

Salta oleodotto Eni, stop a 20.000 barili/g produzione (Reuters, 17/07/08)

17 morti per esalazioni tossiche a raduno preghiera (Swissinfo, 17/07/08)

Shell riattiva la produzione in Nigeria (Milano Finanza, 16/07/08)

Oltre l’80% dei giovani è disoccupato (Misna,  16/07/08)

Nave norvegese attaccata da pirati nel Delta del Niger (Peacereporter, 16/07/08)

In 30 muoiono schiacciati alla ricerca di lavoro (Reuters/Yahoo, 14/07/08)

Berlino conferma: tedeschi i due rapiti ieri (Alice/Apcom, 12/07/2008)

Mend: pieno sostegno a indipendentisti della scozia (Alice/Apcom, 12/07/2008)

Rapiti 2 dipendenti della tedesca Julius Berger (La Repubblica, 11/07/2008)

Mend sospende tregua unilaterale e minaccia Gb (SwissInfo, 10/07/2008)

Fame di terra: scontri e morti nel sudest (Misna, 07/07/2008)

Un summit per il Delta del Niger (Fides, 04/07/2008)

Il capo dei ribelli del Mend verrà processato pubblicamente (Peacereporter, 03/07/2008)

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Esercito manda rinforzi a Jos (Il Messaggero, 01/12/2008)

Le forze armate nigeriane hanno rafforzato oggi la loro presenza a Jos, il capoluogo dello Stato nigeriano di Plateau, teatro nei giorni scorsi di sanguinosi scontri tra comunità cristiana e musulmana. La presidenza federale nigeriana «ha dato la consegna al capo di stato maggiore di inviare rinforzi a Jos per accelerare il ritorno alla normalità in questa città », ha detto un portavoce governativo. I primi rinforzi sono arrivati ieri dalla città di Kaduna, che si trova 200 chilometri più a nord. Le truppe che stanno affluendo oggi provengono da Abuja, la capitale federale. La gente ha cominciato a tornare per le strade nei quartieri della città meno colpiti dagli scontri, dove il coprifuoco è solo notturno. In quelli più a rischio si è rafforzata la presenza delle pattuglie e il coprifuoco totale resta in vigore. Le violenze di venerdì e sabato hanno provocato la morte di almeno 200 persone secondo fonti ufficiali. Altre fonti fanno un bilancio molto più grave, fino a 400 morti. (Il Messaggero,  01/12/2008)

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Il fuoco cova sotto la cenere. Il frutto avvelenato di un sistema politico distorto (Peacereporter, 01/12/2008)

E' tornata la calma a Jos, la città nigeriana dove gli scontri etnico-religiosi degli ultimi giorni avrebbero provocato quasi 400 morti, secondo quanto riferito da fonti giornalistiche locali. Ma anche se l'esercito è riuscito a riguadagnare il controllo del centro abitato, al prezzo di un coprifuoco notturno imposto dalle autorità, la ritrovata calma non cancella il problema che da anni affligge il Middle Belt: gli scontri tra comunità che, periodicamente, riaffiorano come un fiume carsico. Provocando centinaia di morti e avvelenando i rapporti tra i diversi gruppi etnici.
Quello di Jos non è un caso isolato: dal 1999, anno del ritorno al potere dei civili, fino ad oggi, almeno in sei occasioni gli scontri tra le varie comunità, dove si mescolano motivazioni religiose ed economiche, hanno insanguinato la zona centro-settentrionale del Paese, l'area dove corre quella sorta di faglia che divide il nord a maggioranza musulmana dal sud cristiano-animista. Stavolta, gli incidenti sono stati provocati da una disputa riguardante le elezioni locali, dove si fronteggiavano il l'All Nigeria People's Party, vicino agli Hausa-Fulani di cultura musulmana, e il People's Democratic Party, la formazione di governo che dal 1999 controlla la vita politica nigeriana, avendo portato alla presidenza prima Olusegun Obasanjo e poi Amaru Yar'Adua, l'attuale capo di stato.
Ma quanto conta la religione negli scontri dello scorso fine settimana? Poco, a dire la verità. In realtà, quanto accaduto riguarda principalmente lo sfruttamento delle risorse agricole della zona, contese tra diverse comunità che, a causa dello sviluppo politico distorto della Federazione nigeriana, vedono nel controllo politico delle istituzioni locali il modo più semplice per raggiungere i propri obiettivi: dal Delta del Niger, dove è in atto da anni una guerra che vede coinvolti gruppi ribelli, gang di criminali, forze dell'ordine e compagnie petrolifere, fino alla città settentrionale di Kano, teatro periodico di scontri tra musulmani e cristiani, la logica che muove la politica nigeriana è sempre la stessa. Ottenere il controllo politico delle istituzioni, con qualsiasi mezzo, per poter poi fare man bassa (legalmente) delle risorse del Paese.
E così, a ogni scadenza elettorale, la Nigeria si trasforma in una specie di grande rodeo, dove l'uccisione di candidati, le violenze tra le varie comunità che sostengono partiti diversi e i contrasti religiosi si mescolano in un calderone. Un calderone che le autorità non sono ancora riuscite a svuotare, e che anzi viene alimentato, al centro come in periferia, dalle stesse logiche clientelari. Quelli scoppiati venerdì scorso sono i primi scontri intra-comunitari avvenuti sotto l'amministrazione di Yar'Adua, presentatosi come un grande riformatore la cui azione si è però ben presto arenata nelle secche del malcostume politico del Paese. Anche stavolta, una calma apparente tornerà nel Middle Belt. Ma per risolvere in maniera definitiva il problema sarebbe necessaria una rivisitazione totale del sistema politico nigeriano, che tuteli le varie comunità senza metterle in competizione mortale tra loro per poter godere delle (poche) risorse che il governo centrale destina loro. Ma per fare questo, sarebbe necessario rimettere in discussione le basi di una Federazione nata male e sviluppatasi ancora peggio in quasi cinquant'anni di indipendenza. Un passo che nella capitale Abuja nessuno vuole fare. * Matteo Fagotto (Peacereporter, 01/12/2008)

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Scontri, migliaia in fuga dalle loro case. «Rischio epidemia» (Corriere della Sera, 30/11/2008)

Si rafforza la presenza delle truppe governative a Jos, nella Nigeria centrale, dove negli ultimi due giorni sono morte centinaia di persone a causa degli scontri tra cristiani e musulmani scoppiati dopo le prime elezioni locali degli ultimi 10 anni. Secondo fonti del luogo, non confermate dalle autorità ufficiali, le vittime sarebbero 381. Testimoni riferiscono che ora nella città sembra regnare una calma apparente. Jos, capitale dello Stato di Plateau, è stata teatro di violenze tra le due comunità, cristiana e musulmana, che si disputano la vittoria delle elezioni. Sabato il governatore dello Stato, Jonah Jang, ha deciso di imporre il coprifuoco di 24 ore in quattro quartieri della città. La Croce Rossa nigeriana non è stata in grado di fornire nell’immediato un bilancio dei morti, ma secondo il direttore locale, Dan Tom, «ci sono molti corpi in strada che non sono stati ancora recuperati. C'è il rischio di epidemie». «Più di 10.000 persone sono scappate da casa cercando di rifugiarsi in chiese, moschee e caserme dell'esercito e della polizia», ha continuato Tom, precisando che queste persone non hanno né acqua né cibo. Oltre 350 sono le persone fermate dalla polizia di Jos durante i disordini. Sei moschee, cinque chiese e un numero non precisato di abitazioni sono state distrutte prima che intervenisse l'esercito e venisse imposto il coprifuoco. Secondo quanto si è appreso le violenze sono scoppiate quando i sostenitori dell'opposizione musulmana hanno appreso della sconfitta del loro candidato.
Che la religione sia stata la causa, o un fattore chiave negli scontri è una tesi che non coinvolge i vescovi nigeriani. L'arcivescovo di Abuja, mons. John Olorunfemi Onayekan, contesta la ricostruzione della BBC secondo i quali ci sarebbero «musulmani uccisi nelle moschee». «C'è gente lì disposta a raccontare delle storie per fare propaganda. Tutto questo è un problema politico. I politici, però, in Nigeria, quando fa loro comodo, cercano di strumentalizzare la religione, per sostenere il loro modo di fare religione», afferma il presule ai microfoni di "Radio vaticana". Le ragioni degli scontri, per Onayekan, sono «quelle normali di due gruppi che, nel caso di Jos, sono gruppi di indigeni della zona e gruppi hausa, che in grande maggioranza sono musulmani, e che, secondo la storia, sono installati lì da tanti anni, da più di 100 anni». Quando ci sono «problemi politici - prosegue il presule - si trova una miscela di differenze etniche e sociali, mischiate insieme, cui si aggiunge la differenza religiosa, che segue queste linee. Allora diventa difficile puntualizzare esattamente quale sia la causa. Ma secondo me la causa principale è il controllo del potere e il senso di appartenenza ad un gruppo o all’altro». Sui fatti di Jos è intervenuto anche il Papa che ha espresso «orrore» e «deplorazione» per i «brutali attacchi terroristici» a Mumbai, in India, e per gli scontri a Jos, in Nigeria. (Corriere della Sera, 30/11/2008)

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Jos, soldati pattugliano città dopo strage (SwissInfo, 30/11/2008)

Sporadici falò e qualche raffica di arma automatica contrassegnano la mattina di oggi a Jos, dove le forze di sicurezza pattugliano le strade per cercare di evitare che si ripetano le violenze interconfessionali dei giorni scorsi, il cui bilancio ancora incerto è di centinaia di vittime. Jos, nello Stato nigeriano di Plateau, si trova al limite tra la parte del paese dove sono in netta maggioranza i musulmani e quella a maggioranza cristiana. La gente si sta ammassando davanti alla principale moschea della città, dove sono stati portati dai 200 ai 400 cadaveri, raccolti per le strade dopo i tumulti che hanno avuto il loro apice venerdì. Chiese, moschee, scuole, e perfino ospedali sono stati dati alle fiamme. Case e negozi sono stati saccheggiati e distrutti in un'ondata di follia omicida che ha contrapposto la comunità musulmana della città a quella cristiana in seguito a voci di brogli elettorali che avrebbero penalizzato i musulmani. L'esercito insieme alla polizia ora pattuglia le zone della città poste sotto coprifuoco. In queste aree appare ancora molto difficile avventurarsi, tanto che molti corpi senza vita giacciono ancora nelle strade. (SwissInfo, 30/11/2008)

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Voto di sangue, strage cristiani e musulmani (SwissInfo, 29/11/2008)

Una grande moschea trasformata in obitorio, il pavimento vuoto che di solito accoglie i fedeli in preghiera ricoperto a poco a poco di cadaveri, allineati sempre più vicini, sempre più stretti, per far posto a corpi che senza tregua, da ore, vengono recuperati nelle strade e portati lì per essere riconosciuti da familiari e amici. Centinaia, massacrati dai machete ma anche da raffiche di armi da fuoco. Cristiani e musulmani insieme, tutti morti ammazzati, tutti vittime di violenze efferate e incontrollabili esplose ieri a Jos, capoluogo dello Stato di Plateau, nel centro della Nigeria, dopo una giornata di elezioni locali che sembrava essere trascorsa senza problemi.
La scintilla è stata accesa dai primi risultati, voci che per ora non hanno trovato conferma perché lo spoglio delle schede è ben lontano dall'essere completato. Ma le voci dicevano che il Partito di tutti i popoli nigeriani (Anpp, tradizionalmente ritenuto di ispirazione musulmana) era stato sconfitto e che a vincere era stato il Partito democratico del popolo (Pdp, di ispirazione prevalentemente cristiana). E nelle strade, nelle case, in chiese e moschee, è scoppiato l'inferno. La polizia è intervenuta con estrema durezza, già ieri ha arrestato decine di giovani esagitati, la notte scorsa ha decretato il coprifuoco, ma anche oggi le violenze sono continuate, luoghi di culto e case sono stati devastati e dati alle fiamme.
Poi è cominciata la raccolta dei morti perché, ha spiegato un portavoce della Croce Rossa, "bisogna fare presto, il rischio che scoppi un'epidemia è altissimo". I cadaveri recuperati vengono portati nella più grande moschea della città: un giornalista nigeriano che è riuscito a entrare ha detto di aver contato 381 corpi, poi una organizzazione umanitaria ha parlato di 300, infine la Croce Rossa ha dichiarato "più di 200 morti accertati, 218 cadaveri portati nella grande moschea", aggiungendo però che molti altri restano ancora abbandonati nelle strade e negli edifici bruciati. "Alla fine - ha detto - il numero delle vittime dovrebbe essere decisamente superiore". Imprecisato il numero dei feriti, mentre "più di diecimila persone hanno abbandonato le loro case e cercano rifugio in chiese, moschee e baracche dell'esercito e della polizia". Ma - ha lanciato l'allarme la Croce Rossa - non ci sono né acqua né viveri a sufficienza. Tutte le strade che portano in città sono bloccate, i voli sono stati tutti cancellati. Solitamente in Nigeria (140 milioni di abitanti) cristiani e musulmani convivono pacificamente ma anche nel 2001 e nel 2004 il Plateau era stato teatro di stragi, con centinaia di morti sia tra i cristiani sia tra i musulmani. (SwissInfo,  29/11/2008)

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Nigeria - Almeno tre morti in disordini a Jos dopo elezioni locali (Alice/Apcom, 28/11/2008)

Almeno tre persone sono rimaste uccise nei disordini scoppiati oggi nella città di Jos, nel centro-nord della Nigeria, dopo le elezioni locali. Le autorità hanno imposto il coprifuoco e dispiegato l'esercito. Stando a quanto riferito da un giornalista locale alla Bbc, le violenze sono scoppiate quando i sostenitori dell'opposizione musulmana hanno appreso della sconfitta del loro candidato. I rivoltosi hanno dato alle fiamme almeno una chiesa, stando a quanto riferito da un testimone, Monday Desmond, che ha raccontato di aver visto tre cadaveri, tra cui quello di un religioso. Nella città di Jos convivono pastori musulmani con agricoltori cristiani ed è stata più volte teatro di violenze tra le due comunità per motivi religiosi o questioni legate al possesso della terra. (Alice/Apcom, 28/11/2008)

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Sciroppo alterato con sostanza tossica uccide 25 bambini (Alice/Apcom, 27/11/2008)

Allarme in Nigeria per uno sciroppo per bambini contenente glicol dietilenico, una sostanza chimica tossica utilizzata, riferisce la Bbc, nei motori come refrigerante e anticongelante. 25 bambini tra i tre mesi e i quattro anni sono deceduti dopo aver ingerito la sostanza dal nome "My Pikin". Le prime allerte per gli effetti dello sciroppo risalgono al 19 novembre e i campioni di prodotto sono stati confiscati a partire dal 21 novembre. Il National Agency for Food, Drug Administration and Control (NAFDAC) ha immediatamente dato ordine di chiudere l'impianto manufatturiero, Barewa Pharmaceuticals, dove lo sciroppo viene prodotto. I bambini sono morti in vari ospedali, tra Lagos, Ibadan e Zaria. Almeno altri dieci bambini sarebbero stati contaminati, riferisce sempre la Bbc. I sintomi vanno dalla diarrea e il vomito a febbre, convulsioni e incapacità di urinare per diversi giorni. Il capo dell'agenzia NAFDAC, Dora Akunyli, ha inoltre avvertito tutte la madri nigeriane di non somministrare il prodotto ai loro figli qualora dovessero avere una confezione di sciroppo a casa. (Alice/Apcom, 27/11/2008)

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Attacco a impianto Shell (Ansa, 21/11/2008)

Un commando armato attacca una nave della marina nigeriana di guardia ad un impianto petrolifero della anglo-olandese Shell. E' il secondo attacco del genere in 2 giorni nella stessa zona del Delta del Niger. L'aggressione riguarda l'impianto di Nembe Creek, nello stato di Bayelsa. Al momento non si hanno segnalazioni di vittime ne' di danni all'impianto. Una fonte di sicurezza riferisce, tuttavia, che 4 membri della Marina sono rimasti feriti e altri 3 risultano dispersi. (Ansa,  21/11/2008)

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Migliaia di bambini accusati di "stregoneria" (Alice/Apcom, 09/11/2008)

Utitofong, cinque anni, non potrà più tornare nella sua casa, perchè i vicini di casa la vogliono morta. Come migliaia di altri bambini che vivono nella regione del Delta del Niger, Utitofong è rimasta vittima della credenza popolare che ha visto in lei una strega. Tutto è iniziato con la morte del padre, addebitata subito a una stregoneria della bambina. La madre ha cercato di proteggerla, spendendo più di quattro mensilità di stipendio in esorcismi, ma una volta finiti i soldi e con il pastore che parlava di causa persa, la donna ha deciso di allontanare da casa la figlia. Stando a un'inchiesta condotta dall'emittente britannica Channel 4 e anticipata oggi dall'Independent, sono circa 15.000 i bambini accusati di stregoneria nei soli stati di Akwa Ibom e Cross River, due sui complessivi 36 che compongono la Nigeria, e sottoposti ad esorcismi condotti da preti disonesti. Stando a quanto denunciato dall'organizzazione 'Child Rights and Rehabilitation Network' (Crarn), alcuni di questi pastori hanno accumulato delle fortune. Come un uomo di Ibaka, nello Stato di Akwa Ibom, che si fa chiamare "il vescovo" e che ha condotto "esorcismi" sui minori, sostenendo che fossero posseduti dal diavolo e che si nutrivano di carne umana. Sam Itauma, di Crarn, accusa "il vescovo" di aver causato la morte di "110 persone", tutte bollate come streghe. (Alice/Apcom, 09/11/2008)

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Orrore in una "clinica": scoperta la "fabbrica dei bambini" (la Repubblica, 09/11/2008)

Nati per essere venduti. In Nigeria è stata scoperta una "fabbrica di bambini". Per tutti era una clinica per maternità, in realtà quello che si faceva all'interno, soprattutto di notte, era organizzare un traffico di neonati strappati al madri costrette con la forza alla gravidanza e messi sul mercato. Questo ha scoperto la polizia quando ha fatto irruzione nell'edificio di due piani di Enugu, nell'est del Paese. Quando gli agenti sono entrati hanno liberato una ventina di donne. Stando alla ricostruzione fornita dalle organizzazioni umanitarie di quella che è stata definita la più vasta operazione di polizia contro una rete di trafficanti di bambini, il medico responsabile della clinica di attirava giovani donne che portavano avanti gravidanze non volute, proponendo loro di aiutarle ad abortire. Le adolescenti venivano invece rinchiuse fino al giorno del parto, quindi costrette a separarsi dal proprio bambino in cambio di circa 20 mila naira (135 euro). I bambini veniva poi venduti, generalmente a nigeriani, per una cifra che oscilla tra i 300 e i 450 mila Naira (2.000-3.000 euro). "Appena entrata, mi hanno fatto un'iniezione e sono svenuta - ha raccontato alla France Presse una delle donne liberate - quando ho ripreso conoscenza, mi sono resa conto che era stata violentata". La ragazza, 18 anni, è stata quindi rinchiusa con le altre donne. Il medico l'ha violentata di nuovo il giorno dopo, una settimana prima dell'intervento della polizia. Secondo la polizia, il medico "invitava" anche altri uomini "per ingravidare le ragazze". Secondo le organizzazioni locali che si battono contro il traffico di essere umani, le fabbriche di bambini non sono rare in Nigeria, il paese che conta il più alto numero di abitanti del continente africano, 140 milioni. E anche se non esistono dati precisi sul numero di neonati destinati ogni anno alla vendita, gli attivisti sostengono che si tratta di un'attività molto diffusa, gestita da organizzazioni molto strutturate. "Pensiamo siano più grandi di quanto sappiamo", dice Ijeoma Okoronkwo, direttore regionale dell'agenzia nazionale per il bando del traffico di esseri umani. Secondo l'Unicef, sono almeno dieci i bambini che vengono venduti ogni giorno in Nigeria per usarli come manodopera, per farli prostituire o semplicemente per la cultura della sterilità come maledizione che ancora permea molti strati della popolazione del Paese. Le strutture simili alla clinica di Enugu scoperte finora nel paese sono almeno una decina. "Tutto questo esiste da tempo, ma noi ne siamo al corrente solo dal dicembre 2006, quando un'ong ha lanciato l'allarme e ci ha segnalato che i bambini venivano venduti e che vi erano coinvolti gli ospedali", ha aggiunto. In alcuni casi, giovani donne molto povere ricorrono di propria volontà a questa pratica per avere denaro. Nella clinica di Enugu, "abbiamo trovato quattro donne che erano lì da tre anni, per fare figli", ha detto il responsabile locale per la sicurezza, Desmond Agu. (la Repubblica, 09/11/2008)

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Presidente querela giornale per articolo su sua salute (Alice/Apcom, 09/11/2008)

l presidente nigeriano Umaru Yar' adua ha querelato un giornale che aveva scritto che era malato. Secondo il quotidiano Leadership, sarebbero arrivati medici dall'Arabia Saudita per curare il presidente, sul cui stato di salute si accavallano voci dal suo insediamento nel maggio 2007. Durante la campagna elettorale era stato ricoverato d'urgenza in ospedale in Germania e ha effettuato due soggiorni medici in Germania e in Arabia Saudita (due settimane) da quando un anno e mezzo fa ha prestato giuramento. Soffrirebbe di problemi renali. "Ci sono leggi contro la diffamazione e le menzogne. Il presidente ha dunque informato i suoi avvocati di avviare le iniziative contro questo giornale", ha commentato il suo portavoce Olusegun Adeniyi. Il portavoce ha affermato che il presidente è "in buona condizione" e che queste notizie non sono che "menzogne". (Alice/Apcom, 09/11/2008)

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Attacco a impianto petrolifero Chevron, ucciso marinaio (Asca-Afp, 07/11/2008)

Un gruppo di uomini armati ha perpetrato un attacco durante la notte contro un impianto petrolifero del colosso americano Chevron nel sud della Nigeria, uccidendo un marinaio nigeriano. A renderlo noto e' un portavoce dell'esercito. ''I militanti sono arrivati alle 2.30 a bordo di 8 motoscafi e hanno attaccato la stazione Robert-Kiri gestita dalla Chevron. L'esercito ha respinto l'attacco colpendo e affondando due delle 8 imbarcazioni con diversi occupanti a bordo'', ha detto il tenente colonnello Musa Sagir. ''Sfortunatamente abbiamo perso un marinaio. Ma la struttura della Chevron e' in salvo'', ha assicurato. (Asca-Afp, 07/11/2008)

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Aziende petrolifere non rispettano standard sicurezza (Misna, 05/11/2008)

“Le industrie petrolifere sono state spesso protagoniste di incidenti ai danni dei lavoratori, alcuni dei quali hanno riportato danni anche permanenti a causa di errori prevedibili ed evitabili”: lo ha detto il ministro di stato per l’Energia Odein Ajumogobia parlando alla XIII conferenza per la Sicurezza e l’ambiente, organizzata Dipartimento per le risorse petrolifere della Nigeria. Il ministro ha accusato le aziende del settore di "non rispettare gli standard di sicurezza per salvaguardare la salute dei propri operai", e di porre “continue minacce alla salvaguardia dell’ambiente”. Numerosi episodi di negligenza – ha proseguito Ajumogobia – “sono stati documentati e denunciati dai sindacati dei lavoratori, in particolare il Nupeng, che hanno mostrato ambienti di lavoro insalubri e sistemi insicuri, privi degli standard di sicurezza richiesti”. In alcuni casi gli impianti di stoccaggio e estrazione “non erano mai stati controllati o non venivano controllati da quando erano stati installati”, ponendo gravi rischi per la salute dei lavoratori. Il ministro ha invitato tutte le aziende presenti sul territorio ad adottare un approccio più pratico e responsabile riguardo a salute, sicurezza, e ambiente, trasformandole in “priorità necessarie per tutte le imprese”. [AdL] (Misna, 05/11/2008)

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“Caso Pfizer”, si cerca un accordo extragiudiziale (Misna, 27/10/08)

La decisione di raggiungere un accordo extragiudiziale tra il gigante farmaceutico Pfizer e lo Stato del Kano è stata comunicata oggi all’Alta corte dello stato nigeriano, confermando così per la prima volta l’indiscrezione che circolava da mesi. “Le due parti si sono accordate per rimandare il caso al 27 novembre prossimo, e siamo ottimisti sulla riuscita delle negoziazioni” ha detto alla corte il rappresentante legale della Pfizer. Lo Stato del Kano ha denunciato penalmente e civilmente la multinazionale farmaceutica Pfizer con l’accusa di aver incautamente sperimentato nel 1996 l’antibiotico “Trovan” su 200 bambini nigeriani colpiti da meningite – 11 dei quali morirono mentre gli altri riportarono danni irreversibili gravi – e senza aver adeguatamente informato i genitori. A giugno erano stati chiesti dallo stato 522 milioni di euro di risarcimento; la Pfizer, che respinge le accuse e dice di avere seguito le regole concordate con le autorità locali, aveva offerto 8 milioni di dollari per le vittime. Il Trovan è venduto dal 1998 negli Stati Uniti, ma esclusivamente per i pazienti adulti, mentre non è in vendita in Europa. [BF] (Misna, 27/10/08)

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Almeno 3 navi attaccate. Sequestrato gruppo di 17 persone (Ansa, 25/10/2008)

Almeno 3 navi sono state attaccate da pirati nelle acque del Delta del Niger; un gruppo di lavoratori e' stato sequestrato per ore. Del gruppo facevano parte 7 francesi e 10 nigeriani. La prima nave intercettata e' la petroliera Bourbon Ajax, noleggiata dalla canadese Addax Petroleum, dove erano i 17 che sono stati sequestrati. Attaccata anche una nave noleggiata dalla francese Total che e' riuscita ad allontanarsi. Di una terza nave, i pirati hanno derubato i passeggeri. (Ansa, 25/10/2008)

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La maledizione del petrolio: il degrado ambientale costa 5 miliardi us$ all´anno (Greenreport, 22/10/08)

Il summit nazionale sull´ambiente della Nigeria, in corso nella capitale Abuja, si è aperto con un messaggio del presidente nigeriano Umaru Musa Yar´Adua (nella foto), che valuta «le perdite annue causate dal degrado dell´ambiente a 5,1 miliardi di dollari». Il giornale nigeriano This Day informa che il messaggio di Yar´Adua, letto dal vicepresidente Goodluck Jonathan, sottolinea che «l´esplorazione e lo sfruttamento impropri delle ricche risorse naturali della Nigeria hanno impatti negativi sulla salute economica e sociale del Paese, così come sulle sue risorse e l´integrità della sua economia». Le tesi del presidente sono stranamente vicine a quelle dei vari movimenti indipendentisti e autonomisti del Delta del Niger, tra i quali il più noto è il Mend, che assaltano piattaforme ed impianti petroliferi e prendono ostaggi per denunciare il neocolonialismo energetico che porta via i profitti (con l´aiuto del governo federale e dei politici corrotti) e lascia inquinamento e miseria.
Ma la maledizione del petrolio che da possibile ricchezza si è trasformato in problema, comune anche ad altri Paesi africani, non è la sola con cui ha a che fare il più popoloso Paese africano. Nel suo messaggio Yar´Adua sottolinea che «mentre degli Stati del nord sono devastati dalla siccità e dalla desertificazione, esacerbate dalle attività umane, alcune regioni del sud sono costantemente minacciate dall´erosione massiccia. La moltiplicazione delle inondazioni nel Paese costituisce una chiara evidenza dello squilibrio dell´ambiente. Le principali sfide ambientali sono quelle di combattere il degrado della terra, la deforestazion e la devastazione, la siccità e la desertificazione, l´erosione il declino dell´urbanistica, il cattivo trattamento dei rifiuti e gli effetti negativi dei cambiamenti climatici». Un quadro fosco, quasi disperante per il gigante africano, ma Umaru Musa Yar´Adua ha voluto concludere con un´indicazione positiva: «Quando l´ambiente è ben gestito, può catalizzare la crescita e lo sviluppo sostenibile». (Greenreport,  22/10/08)

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Pena Morte: Amnesty, condannati centinaia innocenti (SwissInfo, 21/10/2008)

Centinaia di condannati a morte in Nigeria non hanno ricevuto un processo equo e potrebbero dunque essere innocenti. È l'allarme lanciato da Amnesty International in un nuovo rapporto sulla pena di morte nel Paese africano, intitolato "Aspettando il boia" e presentato in una conferenza stampa ad Abuja. Nel rapporto redatto in collaborazione con Legal defence and assistance project (LEDAP, organizzazione nigeriana che promuove pratiche di buon governo e il primato della legge nel Paese), Amnesty ha esposto un "campionario di fallimenti" del sistema giudiziario nigeriano, "dominato - si legge in una nota - da corruzione, negligenza e una quasi criminale mancanza di risorse". "È davvero orribile immaginare quante persone innocenti siano già state e potrebbero ancora essere messe a morte. Il sistema giudiziario è pieno di lacune che possono avere effetti devastanti e, nel caso dei reati capitali, conseguenze mortali e irreversibili", ha dichiarato Aster van Kregten, ricercatrice di Amnesty International sulla Nigeria. Molti prigionieri in attesa di processo o nel braccio della morte hanno riferito ad Amnesty International e a LEDAP che la polizia al momento dell'arresto ha chiesto soldi per lasciarli andare: chi non era in grado di pagare è stato incriminato per rapina a mano armata. A causa dell'elevata criminalità, la polizia è messa sotto pressione per fare arresti veloci e, talvolta, se non riesce ad arrestare un sospettato, arresta la moglie o il fratello se non addirittura un testimone. (SwissInfo, 21/10/2008)

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Pirati sequestrano 8 pescherecci, 96 ostaggi (la Repubblica, 17/10/2008)

Ancora pirati in azione, non in Somalia ma in Nigeria, le cui acque per pericolosita' sono considerate seconde al mondo soltanto a quelle del Paese del Corno d'Africa. Stando a fonti armatoriali, nel giro di poche ore i predoni ieri hanno attaccato e sequestrato otto pescherecci al largo della costa dello Stato meridionale di Bayelsa: fatti prigionieri nel complesso i 96 membri dei diversi equipaggi, la cui sorte al momento e' ignota. Secondo l'Imb, l'International Maritime Bureau, gli episodi di pirateria accertati a livello mondiale nei primi sei mesi del 2008 ammontano ormai ad almeno 114, in lieve calo rispetto ai 126 registrati nello stesso periodo l'anno scorso; da giugno gli abbordaggi risultano pero' essere ulteriormente aumentati, e in misura cospicua. (la Repubblica, 17/10/2008)

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Shell costretta a cedere piu' grande terminal africano (Alice/Apcom, 15/10/2008)

Nuovo colpo per il colosso petrolifero Shell in Nigeria. Dopo i ripetuti attacchi subiti il mese scorso dai miliziani del Movimento per l'emancipazione del delta del Niger (Mend), la magistratura nigeriana ha ordinato all'azienda di cedere alla popolazione locale il terreno dove si trova il grande terminal petrolifero di Bonny, nel sud del Paese. Il colosso anglo-olandese ha già presentato appello. Un portavoce della Shell, Precious Okolobo, non ha voluto precisare se la sentenza avrà ripercussioni sulle attività del terminal. L'impianto è il più grande dell'Africa, con una capacità di stoccaggio di oltre 12 milioni di barili, una piattaforma per elicotteri, una struttura capace di caricare autocisterne, un posto di caricamento capace di ospitare fino a sei navi cargo da oceano e le residenze del personale straniero che lavora nell'impianto.
Stando a quanto precisato oggi dalla stampa nigeriana, la sentenza è stata pronunciata in risposta alla denuncia presentata dalla popolazione locale di Bonny, nello Stato di Rivers (sud). I giudici hanno riconosciuto che la Shell entrò in possesso di parte dei terreni ottenendo segretamente, dal governo locale, un certificato di occupazione della proprietà, senza che venissero interpellate le parti interessate. I giudici hanno poi riconosciuto che tale accordo, concluso nel 1958, riconosce la Shell come inquilino del terreno e il popolo di Bonny come proprietario.
La sentenza rischia ora di avere ripercussioni pesanti sulle attività petrolifere della Shell, già costretta negli ultimi mesi a dichiarare in due occasioni lo stato di "forza maggiore" sulle sue esportazioni dal terminal di Bonny, a causa degli attacchi subiti dai militanti del Mend. La clausola di "forza maggiore" permette all'azienda di sospendere i suoi obblighi contrattuali, come le consegne di petrolio e di gas, a causa di eventi imprevisti, senza incorrere in penalità. Il Mend ha iniziato a operare nella regione del Delta del Niger nel gennaio 2006, prendendo di mira le grandi aziende petrolifere internazionali, per chiedere l'investimento dei proventi del greggio nello sviluppo della regione, una delle più ricche di greggio al mondo, ma anche più povere del paese. Gli attacchi hanno determinato una perdita di circa un quarto della produzione quotidiana nazionale di petrolio, a cui si sommano i circa 80.000 barili di greggio sottratti ogni giorno dalle attività di 'bunkering', ossia dal sabotaggio degli oleodotti per il furto del greggio che finisce poi nel mercato nero. Attività che vede spesso coinvolti uomini politici locali. La Nigeria ha di fatto perso la posizione di primo produttore del continente africano a vantaggio dell'Angola. Attualmente, la produzione oscilla tra 1,8 e 2 milioni di barili al giorno, contro i 2,6 milioni di due anni fa. (Alice/Apcom, 15/10/2008)

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Muraglia verde contro l’avanzata del Sahara (Misna, 15/10/2008)

Saranno 70 i milioni di alberi piantati in Nigeria nell’ambito del progetto della muraglia verde del Sahara che intende proteggere le zone fertili dell’Africa dall’avanzamento del deserto. Lo ha annunciato Nkem Ononiwu, direttore del dipartimento contro siccità e desertificazione del ministero dell’Ambiente, aggiungendo che il 65% degli alberi piantati sarà costituito da jatropha, una pianta particolarmente resistente alla siccità e facilmente reperibile sul mercato a costi relativamente bassi. L’annuncio arriva a poco più di tre mesi da un vertice mondiale contro la desertificazione che si è tenuto a Bauchi, nel nord del paese, durante il quale delegati dei paesi a rischio hanno discusso dei mezzi e dei modi per arginare l’espansione dei deserti, in particolare di quello del Sahara. La Nigeria ha puntato in particolare al rimboschimento quale primo strumento di azione a fronte dei 10 chilometri di territorio che ogni anno vengono persi a favore del deserto. I 70 milioni di alberi che adesso verranno piantati rappresenteranno una prima forma di controffensiva su un’area lunga 1500 chilometri. [ GB] (Misna,  15/10/2008)

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Militanti nigeriani liberano ostaggi ma non gli stranieri (Reuters, 05/10/2008)

Il principale gruppo di militanti del Delta del Niger oggi ha annunciato di avere rilasciato 19 lavoratori locali del settore petrolifero rapiti oltre due settimane fa, ma ha aggiunto di tenere ancora in ostaggio due britannici e un ucraino. "Gli ostaggi nigeriani salvati dai pirati dal Movimento per l'emancipazione del Delta del Niger (Mend) sono stati rilasciati nello Stato dei Fiumi", dice il Mend in un comunicato. "Per via del luogo in cui gli stranieri sono stati tenuti per la loro sicurezza, (gli ostaggi stranieri) non possono essere rilasciati in questo momento per motivi di sicurezza", dice il gruppo. (Reuters, 05/10/2008)

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Tre mesi di coprifuoco per riportare “alla ragione” due comunità (Misna, 03/10/2008)

Un coprifuoco di 90 giorni è stato imposto dal governatore della stato sud-orientale nigeriano di Ebonyi per riportare la calma nella provincia di Ishielu, dove una disputa terriera tra due comunità iniziata lo scorso maggio è degenerata nei mesi successivi in un vero e proprio conflitto tra due comunità che hanno convissuto pacificamente per quasi 50 anni. In un discorso trasmesso ieri dalla televisione, e i cui contenuti sono stati riportati oggi da tutti i giornali nigeriani, il governatore Martin Elechi ha anche annunciato l’imminente arrivo in zona di numerosi reparti dell’esercito ai quali è stato affidato il presidio dell’area di 310 ettari contesa e che ora funzionerà come una vera e propria zona cuscinetto tra le comunità degli Ezillo e degli Ezza. Il governatore ha precisato che il coprifuoco, in vigore dal tramonto all’alba, potrà essere ritirato in anticipo, qualora le due comunità decidano di “tornare a ragionare” e nella zona ritorni la pace sociale. Secondo stime della stampa locale, le violenze tra le due comunità (che si contendono la proprietà dell’area di terreno affidata ai militari) hanno provocato almeno 30 vittime e ingenti danni al patrimonio pubblico e privato, oltre ad alcune migliaia di sfollati. [MZ] (Misna,  03/10/2008)

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Mend smentisce esercito, nessun arresto di nostri uomini (Alice/Apcom, 01/10/2008)

Guerra di comunicati fra Mend ed esercito nigeriano. Il movimento per l'emancipazione del Delta del Niger ha smentito, con un comunicato via e-mail, che l'esercito abbia assestato un duro colpo al gruppo. Ieri l'esercito della Nigeria aveva affermato di aver catturato 400 guerriglieri del Mend. Il portavoce del Movimento, che scrive con lo pseudonimo di Jomo Gbomo, scrive: "I militari vorrebbero dare l'impressione di fare qualcosa dopo le umilianti sconfitte subite". Il Mend ha annunciato una tregua all'inizio di settembre nella sua campagna di attentati, la più violenta negli ultimi due anni, sostenendo di voler "retrocedere da uragano a tempesta tropicale". In seguito agli attacchi del Mend e di altri gruppi di militanti, la produzione di greggio nel Delta del Niger è diminuita del 20% quest'anno. La Shell ha dichiarato di essere svincolata "a causa di forza maggiore", dagli obblighi contrattuali di fornitura di greggio dal Delta del Niger. (Alice/Apcom, 01/10/2008)

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Arrestati 150 sospetti militanti del Mend (Peacereporter, 29/09/2008)

Sono stati arrestati 150 sospettati militanti del Movimento per l'emancipazione del Delta del Niger (Mend), che rivendica una parte della rendita petrolifera per la popolaizone, durante una vasta operazione di polizia. Secondo il portavoce dell'esercito nigeriano, il tenente colonnello Musa Sagir "le prime stime sono attorno ai 300 arresti" la metà dei quali per ora rilasciati per mancanza di prove. Sadir ha anche precisato che gli arresti sono motivati dall'attività di reclutamento che il Mend faceva presso la popolazione. I ribelli del Delta del Niger, che il 21 settembre avevano comunicato un "cessate il fuoco unilaterale" nell'ambito della 'guerra del petriolo' con Lagos, non hanno espresso commenti sugli arresti. (Peacereporter,  29/09/2008)

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Economia: la perla d'Africa (Mia economia, 29/09/2008)

Seconda economia dell'Africa, dopo il Sudafrica, sui blocchi di partenza per entrare a far parte dei top 20 del mondo entro il 2050, con una crescita economica nel 2008 che si stima attorno al 10%. E' la Nigeria, forse il nuovo "Bric" (Brasile, Russia, India, Cina) dell'Africa, che entro breve potrebbe diventare una delle più forti economie mondiali. Non per niente è infatti entrata a far parte dell'elenco "Next Eleven", ovvero un insieme di stati considerati in grande progresso redatto da Goldman Sachs; della lista fanno parte insieme alla Nigeria le economie emergenti di Bangladesh, Egitto, Indonesia, Iran, Messico, Pakistan, Filippine, SudCorea, Turchia e Vietnam. I criteri di selezione di questi "N-11" sono stati la stabilità macroeconomica, la maturità politica, le politiche di mercato e di investimento, oltre alla qualità dell'educazione. Asso nella manica della regione è, senza dubbio, il petrolio, anche se la situazione di insicurezza nelle zone di estrazione, causata dagli scontri con il Mend (Movimento per l'emancipazione del Delta del Niger), limita fortemente le potenzialità di sviluppo legate all'oro nero; inoltre, il greggio estratto in Nigeria viene esportato per essere raffinato altrove. Un settore, poi, attualmente attraente è quello finanziario: tassi di crescita molto elevati e, soprattutto, lontananza dalla crisi globale lo rendono una perla rara agli occhi degli investitori.
Note dolenti sono invece rappresentate dallo stato di grave carenza della rete di infrastrutture nel paese e dalla cronica instabilità politica. Lo sviluppo demografico sarà infine nel futuro uno dei motivi vincenti della Nigeria: oggi il 40% della popolazione ha meno di 40 anni, su un totale di ben 140 milioni di abitanti, destinati ad aumentare e ad essere, potenzialmente, entro il 2050, terzi per numero dietro alla Cina e all'India. (Mia economia, 29/09/2008)

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Arrestati più di 200 sospetti guerriglieri del Mend (Peacereporter, 25/09/2008)

In Nigeria la polizia ha arrestato più di 200 sospetti guerriglieri del Mend, il Movimento di liberazione del Delta del Niger. Alcuni di loro sono sospettati di aver cercato di arruolare nuovi simpatizzanti. Le autorità locali sostengono di aver rintracciato quasi tutti i campi dei guerriglieri e di esser pronti a distruggerli. I militante del Mend avevano dichiarato un cessate il fuoco lo scorso week end dopo aver portato una serie di attacchi a diversi impianti della Shell. (Peacereporter,  25/09/2008)

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Petrolio insanguinato (La Stampa/Blog, 23/09/2008)

Sono in corso,mentre scriviamo, ad Abuja,incontri tra delegazioni di militari ribelli e quelle del governo nigeriano. Oggetto del discutere è trovare una eventuale soluzione pacifica per quel che riguarda il SUD del Paese. Ne riferisce "Vanguard", uno dei principali quotidiani locali, e chiarisce che l'iniziativa di una mediazione nasce da un "cessate il fuoco" unilaterale ad opera del "Movimento per l'emancipazione del Delta del Niger"(MEND). Il governo federale di Abuja ovviamente mantiene un atteggiamento prudenziale,pur apprezzando. E si consideri che, in merito appunto, è stato creato ex-nihilo, non da molto e voluto dal presidente Umaru Yar'Adua, un ministero apposito per il Delta del Niger. Messo fine all'offensiva "Uragano Barbarossa",scatenata giorni fa contro le gli stabilimenti della Shell, i ribelli hanno chiesto l'intervento della Croce Rossa Internazionale per recuperare i cadaveri nelle zone paludose, dove si sono svolti gli scontri. Il nodo gordiano in quest'area è individuare quelle strategie ,che possano , in qualche modo,portare a mettere la parola fine alle ripetute violenze e ridare dunque una certa stabilità alla regione. Stabilità che da tempo non ha più e di cui a noi, in Occidente, giungono flebili segnali allarmistici solo quando ad essere coinvolti sono degli europei o, meglio ancora, magari degli italiani. Si parla da parte dei gruppi armati ribelli di una migliore redistribuzione dei proventi del greggio. Come dare loro torto? Il Governo nigeriano, come tutti i governi di Paesi in cui sono in ballo grossissimi interessi, va diritto per la sua strada.(Salvo il contentino del "ministero ad hoc"). E l'esercito ha così ripreso le armi, a Mend, con un'offensiva che è durata per un'intera settimana. A cura di Marianna Micheluzzi (Ukundimana) (La Stampa/Blog,23/09/2008)

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Petrolio, militanti Mend proclamano tregua dopo attacchi (Reuters, 21/09/08)

Il principale gruppo militante della Nigeria ha annunciato oggi di aver dato avvio a un cessate-il-fuoco unilaterale dopo una settimana di scontri coi militari e di attacchi a installazioni petrolifere che hanno ridotto la produzione del principale esportatore africano di "oro nero". Il Movimento per l'Emancipazione del Delta del Niger (Mend) ha lanciato attacchi contro oleodotti, stazioni di pompaggio e altri impianti per l'estrazione del petrolio e del gas domenica scorsa, in risposta a una presunta offensiva aerea e terrestre da parte dell'esercito nigeriano contro le basi dei ribelli. "All'1 (mezzanotte Gmt) del 21 settembre, esattamente una settimana dopo l'avvio della nostra rappresaglia, il Mend comincerà un cessate-il-fuoco unilaterale fino a ulteriore avviso", ha scritto il gruppo in un comunicato diffuso via e-mail. Il Mend ha detto di aver preso la decisione dopo una richiesta da parte degli anziani che guidano le comunità del Delta del Niger, ma ha avvertito che ricomincerà la propria offensiva se verrà attaccato dalle forze di sicurezza, e che altri gruppi alleati potrebbero non rispettare la tregua. "Speriamo che l'esercito abbia imparato la lezione. Il prossimo attacco non provocato darà avvio a un'altra guerra petrolifera che sarà così feroce da ignorare le richieste degli anziani". Il Mend ha compiuto sei attacchi in altrettanti giorni, in quella che è la sua più intensa offensiva da anni contro l'industria petrolifera in Nigeria, ottavo esportatore mondiale.
Royal Dutch Shell, la compagnia petrolifera principale bersaglio degli attacchi, ha decretato lo stato di forza maggiore sospendendo da venerdì scorso le consegne del Bonny Light, un tipo di greggio. Funzionari del governo nigeriano hanno detto che la produzione petrolifera è calata di 150mila barili al giorno nel corso degli ultimi giorni, su una produzione nazionale attuale di quasi 2 milioni di barili. I militanti chiedono sviluppo e un ambiente migliore in cui vivere, dopo decenni di abbandono della zona del Delta del grande fiume africano da parte del governo, nonostante gli ingenti proventi incassati grazie alle licenze di sfruttamento concesse dalle compagnie petrolifere. La rivolta, però, ha dato il via anche a un lucroso commercio clandestino di petrolio rubato, che rende vari milioni di dollari al giorno. di Nick Tattersall (Reuters, 21/09/08)

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Due fazioni di militanti del Mend si sono scontrate oggi a Harristown (Peacereporter, 19/09/08)

Due milizie nigeriane vicine al Mend, il Movimento per l'Emancipazione del Delta del Niger, si sono scontrate oggi nel villaggio di Harristown. Lo ha reso noto il portavoce dell'esercito nello stato del Rivers, il colonnello Sagir Musa, sottolineando che non ci sono state vittime e che le forze di sicurezza non sono state coinvolte. "Fa parte della nostra politica non intervenire nelle schermaglie tra i gruppi di militanti a meno che non vengano coinvolte persone innocenti e loro proprietà" ha precisato Musa. (Peacereporter,  19/09/08)

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Unione europea contro Russia. In palio il gas (TicinoLibero, 19/09/08)

E’ da un po’ che l’Unione europea vuole allentare la sua dipendenza dalle riserve di gas della Russia e ancora di più lo desidera in questi tempi di crisi caucasiche, temendo che la Russia utilizzi la sua potenza energetica come arma politica estera. Cerca così di diversificare i fornitori, con un’attenzione particolare al gas della Nigeria, che si appresterebbe ad arrivare in Europa attraverso un gasdotto lungo 4300 chilometri, passando dal Niger e dall’Algeria.
Lo scrive oggi il Financial Times, precisando come malgrado si sia sempre rivelato molto valido, il progetto del gas nigeriano non è mai stato realizzato prima a causa dei lunghi tempi di gestazione. Negli anni ’90 il prezzo del petrolio era basso e dunque non si pensava ai gasdotti, mentre oggi la situazione è cambiata.
Per questo, il Commissario all’Energia dell’Unione europea, Andris Piebalgs si era recato settimana scorsa in Nigeria, ad Abuja, per offrire aiuto finanziario per la costruzione del gasdotto trans-sahariano e poter così beneficiare di molteplici futuri vantaggi. Ma è arrivato un po’ tardi: qualche giorno prima, la società russa Gazprom aveva firmato, dopo un anno di trattative, un accordo con l’azienda pubblica nigeriana NNPC per una joint-venture per la produzione e il trasporto del gas. “Avete impiegato troppo tempo nel dirvi disposti a sostenere il progetto del gasdotto trans-sahariano” hanno detto a Piebalgs i responsabili nigeriani. L’Unione europea ritiene però che la Nigeria non sia ancora sicura di voler davvero preferire i russi di Gazprom a società come la Royal Dutch Shell e Total, da tempo presenti nel paese. E’ vero che pur di non perdere la commessa Gazprom ha promesso generosi investimenti.
Il governo nigeriano ha rassicurato Piebalgs dicendo che nessuna nazione avrà mai il monopolio delle riserve energetiche del paese “La maggior parte della produzione di gas e di petrolio avviene con partner europei e statunitensi – ha spiegato un consigliere del governo per le questioni energetiche – e non li metteremo da parte perché i russi, i cinesi oppure i coreani promettono importanti investimenti nel nostro paese.” (TicinoLibero,  19/09/08)

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Rilasciati tre giornalisti arrestati per notizie sulla salute del presidente (Peacereporter, 19/09/08)

Tre giornalisti nigeriani sono stati rilasciati oggi dopo essere finiti in carcere a causa della diffusione di una notizia, poi rivelatosi una bufala, che metteva in dubbio le condizioni di salute del presidente Umaru Yar'Adua, sostenendo che si sarebbe per questo dimesso dall'incarico. Una tv privata coinvolta nella trasmissione della notizia in questione, la Channels Television, non ha però ancora ripreso le trasmissioni, sospese dopo l'episodio. I giornalisti avevano citato un lancio dell'agenzia ufficiale nigeriana, in cui si sosteneva che il presidente Yar'Adua soffrisse di alcuni problemi renali. La notizia si è poi rivelata una bufala, e l'agenzia sostiene di non averla mai diffusa. (Peacereporter,  19/09/08)

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Oltre 50 nigeriani condannati a morte e 23mila detenuti in diverse parti del mondo (Fides, 19/09/08)

Oltre 50 nigeriani sono attualmente nel braccio della morte in diversi Paesi in tutto il mondo, la maggior parte per reati connessi al traffico di droga. Lo rivela il segretario esecutivo della National Human Rights Commission (NHRC), la signora Kehinde Ajoni, che in una dichiarazione alla stampa ha affermato che la Commissione è preoccupata per il crescente numero di nigeriani condannati a morte in Stati stranieri per vari reati. La Ajoni ha espresso particolare preoccupazione per il recente caso di 10 nigeriani condannati a morte da un tribunale indonesiano e ha invitato le autorità indonesiane a mostrare clemenza verso i condannati. Nel giugno di quest'anno due nigeriani giudicati colpevoli di traffico di stupefacenti sono stati giustiziati in Indonesia. La responsabile dell'NHRC ha esortato il governo federale e le altre autorità a verificare le disposizioni giuridiche esistenti e gli strumenti offerti dalle convenzioni internazionali per far sì che la pena di morte dei nigeriani possa essere commutata in ergastolo e i condannati possano essere rimpatriati per scontare la pena in Nigeria.
Secondo il Ministro degli Esteri nigeriano, vi sono 23mila nigeriani detenuti in diverse parti del mondo per reati di varia natura. In Europa vi sono 20mila detenuti di nazionalità nigeriana; di questi circa 1.500 sono rinchiusi nelle prigioni britanniche. In Africa vi sono 1.500 nigeriani che scontano una sentenza in carcere in Libia, 120 in Togo e 40 in Niger. Il Ministro degli Esteri ha dichiarato che il suo governo intende difendere e proteggere gli interessi di tutti i cittadini nigeriani all'estero. Questo non significa, ha aggiunto il Ministro, che le autorità nigeriane incoraggino i propri cittadini a commettere reati in Paesi stranieri: anzi il governo di Abuja raccomanda ai nigeriani che vivono all'estero di rispettare le leggi del Paese di residenza e di lavorare per costruire un'immagine positiva della Nigeria. (L.M.) (Fides,  19/09/08)

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La guerra nel Delta: tra guerriglieri e speculazioni finanziarie (Fides, 17/09/2008)

Non si arrestano gli attacchi contro le installazioni petrolifere nigeriane da parte del Movimento per l'Emancipazione del Delta del Niger (MEND), che il 14 settembre ha dichiarato una vera e propria “guerra del petrolio” per sabotare le attività di estrazione di greggio nell'area. I recenti attacchi dei guerriglieri del MEND contro gli oleodotti e le piattaforme estrattive di gas e petrolio nella regione del Delta hanno provocato la morte di almeno 100 persone e il blocco della produzione di circa 115mila barili di petrolio al giorno. Il movimento ha anche annunciato di volere estendere i propri attacchi anche al di fuori della regione del Delta, minacciando aree finora non colpite dalla guerriglia. Nel Delta inoltre si susseguono i rapimenti di personale delle compagnie petrolifere internazionali sia da parte del MEND, sia da gruppi che rivendicano il rapimento a suo nome, ma che hanno solo una motivazione criminale.
Il MEND è apparso sulla scena nel 2006, rivendicando di agire per tutelare gli interessi delle popolazioni locali che ricevono un'infima percentuale delle rendite petrolifere e devono subire le conseguenze delle attività estrattive (inquinamento, danni alla pesca e all'agricoltura, ecc..). Il MEND appare però ben organizzato per essere solo un movimento di rivendicazione locale : a giugno è stata attaccata una piattaforma petrolifera a 120 chilometri dalla costa e i guerriglieri dispongono di un “ufficio stampa” che invia comunicati via e-mail alle principali agenzie di stampa occidentali. Tra il 2007 e il 2008 la Nigeria ha perso circa un quarto della sua produzione giornaliera di greggio a causa degli attacchi del MEND. Il taglio della produzione nigeriana è una delle cause citate dagli esperti per giustificare il forte rialzo del greggio registrato nei mesi passati. La “guerra del petrolio” annunciata dalla dirigenza ribelle è una vera e propria azione di guerra economica che va oltre al teatro nigeriano e contribuisce a “sostenere” il prezzo del greggio, dopo i recenti ribassi. Esistono allora forze esterne che finanziano la guerriglia nel Delta? (L.M.) (Fides, 17/09/2008)

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Ribelli rapiscono britannico (Agi, 16/09/2008)

Un gruppo di ribelli del movimento per l'emancipazione del Delta del Niger (Mend) ha rivendicato la distruzione di un oleodotto della Shell nella zona di Bakana. "La principale conduttura petrolifera nella zona di Bakana e' stata distrutta con potente esplosivo dagli ingegneri del Mend", hanno affermato i ribelli in una e-mail. Il movimento e' il piu' importante gruppo armato della regione del Delta del Niger e si pone come obiettivo la lotta armata contro le multinazionali che estraggono il petrolio sfruttando le risorse del Paese. Nella zona di Harcourt, a sud della Nigeria, uomini armati non ancora identificati hanno rapito un cittadino britannico. "Il rapimento - ha riferito un portavoce della polizia nigeriana, Musa Sagir - e' avvenuto ieri sera alle 8". Oltre 200 stranieri sono stati rapiti dall'inizio del 2006 nel Delta del Niger. Quasi tutti sono stati rilasciati incolumi. (Agi,  16/09/2008)

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Ribelli attaccano impianto Shell (SwissInfo, 15/09/2008)

Una piattaforma petrolifera del gruppo Shell è stata attaccata questa notte nel sud della Nigeria da un commando armato del Mend, il Movimento per l'Emancipazione del Delta del Niger, a bordo di una dozzina di imbarcazioni. La piattaforma di Alakiri, situata a una decina di chilometri dalla costa dello stato di Rivers, nel delta del Niger, è stata attaccata dopo la mezzanotte "con dinamite ed altri esplosivi", ma "gli aggressori sono stati respinti" dalle forze di sicurezza nigeriane, ha precisato alla France Presse il colonnello Moussa Sagir. Durante il conflitto a fuoco, sulla piattaforma è divampato un incendio. Il Movimento per l'Emancipazione del Delta del Niger ha rivendicato l'attacco con un comunicato inviato per email. (SwissInfo,  15/09/2008)

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Nigeria - Mend: Il Delta del Niger ora è in stato di guerra -2-(Alice/Apcom, 14/09/2008)

All'alba di oggi, stando al resoconto del portavoce del Mend Jomo Gbomo, i militanti avevano già "distrutto piattaforme petrolifere e imbarcazioni militari", dato fuoco a diversi impianti, ucciso e ferito militari. La guerriglia precisa di aver colpito l'impianto per il trattamento del gas naturale di Soku e una piattaforma della Chevron a Kula. "Oltre 22 soldati ben equipaggiati mandati come rinforzo sono stati intercettati, uccisi, e privati delle loro armi" si legge nel comunicato, "l'importante oleodotto di Nembe creek è stato fatto saltare in diversi punti". Il Mend consiglia a tutte le imbarcazioni cariche di petrolio o gas che stanno arrivando nella regione di attraccare in alto mare o "dirigersi altrove fino a nuovo ordine". Chi farà altrimenti, avverte il movimento, rischia di essere obiettivo di "attacchi o della distruzione della nave". Il gruppo ribadisce inoltre alle numerose compagnie petrolifere che operano nella zona - fra cui l'italiana Eni - di evacuare il loro staff dalle strutture in loco, perché l'obiettivo della guerriglia "non è quello di fare prigionieri ma di radere al suolo gli impianti". Per il momento non è disponibile alcuna conferma da fonti indipendenti o militari. Il movimento afferma che continuerà i suoi attacchi "fino a quando il governo non avrà capito che la soluzione per portare la pace nel delta del Niger passa per la giustizia, il rispetto e il dialogo".(Alice/Apcom, 14/09/2008)

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Nigeria - Esercito respinge attacco contro impianto Chevron -1-(Apcom, 14/09/2008)

L'esercito nigeriano ha respinto stamattina un attacco di guerriglieri contro un impianto petrolifero della Chevron, nella regione del Delta del Niger. Lo ha riferito un portavoce dell'esercito, il colonnello Musa Sagir. "Abbiamo respinto con successo l'attacco e non c'è nessuna perdita fra i nostri ranghi" ha assicurato il portavoce, che fa capo a una task force congiunta (Jtf) incaricata di sorvegliare la zona di Robertkiri, nello stato di Rivers in Nigeria del sud. La compagnia petrolifera americana non ha rilasciato dichiarazioni. E proprio oggi la guerriglia più attiva nell'area, il Movimento per l'emancipazione del Delta del Niger (Mend) ha annunciato una vera e propria "guerra del petrolio", in risposta ai ripetuti "attacchi via aria e via mare non provocati" contro le sue postazioni da parte delle forze armate regolari. In un episodio distinto, ieri sera, un ciclo-taxi ha soccorso un libanese che lavora per una compagnia di esplorazione ed estrazione del greggio durante un tentativo di sequestro, ha spiegato il portavoce militare. In un comunicato il Mend sostiene di avere seminato distruzione in tutta l'area petrolifera e di aver ucciso "più di 22 soldati". Il gruppo - che sostiene di battersi per il controllo del petrolio nigeriano con l'obiettivo di riparare gli effetti collaterali dell'estrazione dell''oro nero' - ha sostenuto di aver scatenato all'una di notte (le 2 in Italia, ndr) un'operazione di rappresaglia, che vede impegnati "guerriglieri pesantemente armati con centinaia di imbarcazioni da guerra". Il Mend ha consigliato a tutte le imbarcazioni cariche di petrolio o gas che stanno arrivando nella regione di attraccare in alto mare o "dirigersi altrove fino a nuovo ordine". Chi farà altrimenti, ha avvertito il movimento, rischia di essere obiettivo di "attacchi o della distruzione della nave". Il gruppo ha ribadito alle numerose compagnie petrolifere che operano nella zona - fra cui l'italiana Eni - di evacuare il loro staff dalle strutture in loco, perché l'obiettivo della guerriglia "non è quello di fare prigionieri ma di radere al suolo gli impianti".(Apcom, 14/09/2008)

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Scontri nel Rivers, Mend: Morti almeno sette militanti (Alice/Apcom, 13/09/2008)

Il Movimento per l'emancipazione del Delta del Niger (Mend) fa sapere di aver perso "sette combattenti nell'attacco dell'esercito" contro le sue postazioni nello stato di Rivers, nel sud della Nigeria. "Potrebbe essere l'inizio di una guerra del petrolio su vasta scala" secondo il portavoce del Mend, Jomo Gbomo, che ha inviato una testimonianza scritta a diversi media, fra cui Apcom. Stando al suo resoconto, aggiornato alle 15 di oggi pomeriggio (le 16 in Italia), oltre ai sette morti diversi combattenti sarebbero rimasti feriti dopo che tre elicotteri dell'esercito hanno cominciato a "sparare missili indiscriminatamente nella foresta di mangrovie, per via dell'eccellente camuffamento dei nostri uomini e barche". Il Mend non è in grado di comunicare quanti militari sono rimasti colpiti dai suoi fucili di precisione. Stamattina il gruppo - che sostiene di battersi per il controllo del petrolio nigeriano con l'obiettivo di riparare gli effetti collaterali dell'estrazione dell''oro nero' - aveva annunciato che le forze armate governative avevano intrapreso un'offensiva, sia aerea sia navale, contro le loro basi. I militari nigeriani hanno confermato un intervento nella zona, definendolo una semplice operazione di "ricognizione".(Alice/Apcom, 13/09/2008)

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Nasce nuovo ministero per il delta del Niger (Agi/Reuters, 10/09/2008)

Il Consiglio dei ministri della Nigeria ha creato un nuovo ministero per la produzione di petrolio nel Delta del Niger e ha deciso di scindere dal ministero dell'Energia in due rami diversi, uno per il petrolio e uno per l'energia. Le modifiche fanno parte di un piano di ristrutturazione voluto dal presidente Umaru Yar'Adua da 16 mesi al timone del Paese ed e' l'ultimo segnale di presa di distanza dal suo predecessore, Olusegun Obasanjo. "Il Consiglio ha approvato la modifica dei ministeri che erano stati uniti insieme dalla precedente amministrazione", ha dichiarato Mahmud Yayale Ahmed, segretario per il governo della federazione. Nel piano di ‘ristrutturazione' e' prevista anche la reintroduzione del ministero degli Interni e la separazione di altri dicasteri, come ad esempio i trasporti e l'aviazione. (Agi/Reuters,  10/09/2008)

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Sequestrata imbarcazione con 13 persone, 5 stranieri (Alice/Apcom, 09/09/2008)

Uomini armati nella regione petrolifera della Nigeria hanno sequestrato un'imbarcazone nel sud della Nigeria con 13 lavoratori petroliferi a bordo, fra cui 5 stranieri. Lo ha reso noto una fonte ufficiale in condizione di anonimato precisando che il sequestro è avvenuto lungo un fiume della regione petrolifera del Delta del Niger. La fonte non ha fornito ulteriori dettagli e ha detto di non conoscere la nazionalità degli stranieri.(Alice/Apcom, 09/09/2008)

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Assalto a nave Agip, un marinaio ucciso e uno rapito (Ami, 07/09/2008)

Uomini armati hanno attaccato un'imbarcazione appartenente all'Agip, nella regione petrolifera del Delta del Niger, nel sud della Nigeria. Un marinaio è stato ucciso e un altro è stato rapito. La notizia è stata diffusa da Musa Sagir, portavoce dell'esercito nigeriano, aggiungendo che l'attacco non è stato ancora rivendicato. Nella regione del Delta del Niger negli ultimi anni hanno colpito a ripetizione sia gli indipendentisti del Mend (Movimento per l'Emancipazione del Delta del Niger) che mirano a colpire la fiorente industria petrolifera, sia bande di criminali comuni. La regione è una delle aree del mondo più ricche di idrocarburi, con riserve provate di petrolio pari a 36 miliardi di barili e riserve di gas che si aggirano attorno a 185-187 trilioni di piedi cubici. Primo produttore di petrolio del continente, membro dell'Opec, oscilla fra la sesta e l'ottava posizione come esportatore mondiale ed è il quinto fornitore di greggio degli Stati Uniti. (Ami,  07/09/2008)

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Presidente Yar'Adua torna a casa, dubbi sulla sua salute (Alice/Apcom, 06/09/2008)

Il presidente nigeriano Umaru Yar'Adua è rientrato in patria dopo due settimane in Arabia Saudita dove sarebbe stato ricoverato in una clinica privata. Secondo le parole del ministro dell'Informazione John Odey, Yar'Adua è atterrato questa mattina e "sta benissimo". L'opposizione aveva chiesto maggiore trasparenza sulle condizioni del presidente; secondo i media nigeriani, è stato in cura per problemi renali di cui soffre da tempo. Secondo il governo invece il viaggio nella terra sacra all'Islam è stato effettuato come pellegrinaggio religioso, anche se almeno una visita medica è stata confermata. Le condizioni di Yar'Adua sarebbero piuttosto gravi tanto che numerosi membri della sua famiglia sarebbero partiti con lui per l'Arabia Saudita; un grande giornale ha parlato di un trapianto di rene. Dal 2000, Yar'Adua ha compiuto diversi viaggi all'estero per questioni mediche; nel 2007, poco prima delle elezioni di aprile che vinse (fra polemiche e accuse di brogli) sparì per giorni in Germania. Se dovesse lasciare il potere prima della fine del mandato nel 2011 il governo passerebbe nelle mani del vicepresidente Goodluck Jonathan. Si rischierebbe allora il conflitto etnico fra nord e sud, le due regioni contrapposte del paese.
Yar'Adua è uomo del nord prevalentemente musulmano; Jonathan come l'ex presidente Olusegun Obasanjo è uomo del sud cristiano. Per accordo informale il potere passa da un uomo del sud a un uomo del nord; se il mandato di Yar'Adua fosse abbreviato, la consegna prematura dello scettro a Jonathan sarebbe vista al nord come un'usurpazione e metterebbe a rischio il fragile equilibrio costituzionale nigeriano. (Alice/Apcom, 06/09/2008)

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Portavoce Mend boccia comitato Pace: è banchetto falsità (Alice/Apcom, 05/09/2008)

Il Mend (movimento per l'emancipazione del Delta del Niger) considera il Comitato di pace per il Delta del Niger, formato da quaranta uomini e che sarà inaugurato ad Abuja lunedì, "l'antipasto del menù di un altro banchetto della falsità orchestrato da un governo falso per dargli sembianza di integrità". Lo afferma Jomo Gbomo, portavoce dell'organizzazione, in un messaggio di posta elettronica inviato ai principali organi di informazione. "Senza il rilascio di Henry Okah, nessun militante assennato che abbia evitato la cattura può credere che il governo voglia una pace autentica", afferma Gbomo, "Trattare coloro che sono in sua custodia diversamente da quelli che sono in difficoltà è una mera ipocrisia. Henry Okah deve essere una parte del processo e non un'agenda per il dibattito". "Il Mend quindi si dissocia", conclude il portavoce, "dal comitato di pace e può garantire loro che senza mettere i buoi davanti al carro, sono destinati a fallire come lo sforzo condotto prima da Gambari. La pace nel Delta del Niger sarà determinata dagli acquitrini delle mangrovie e non dalle stanze con l'aria condizionata di Abuja". Lo scorso 8 agosto un tribunale ha negato la libertà su cauzione a Okah, il presunto leader del Mend, responsabile della campagna di sabotaggi contro le compagnie petrolifere impegnate nell'estrazione nel Delta del Niger. (Alice/Apcom,  05/09/2008)

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Nuovi scontri, Mend: Abbiamo ucciso 29 militari (Alice/Apcom, 30/08/2008)

Il Movimento per l'emancipazione del Delta del Niger (Mend) rivendica l'uccisione di 29 militari in tre diversi attacchi negli stati nigeriani di Bayelsa, Delta e Rivers. In un comunicato del portavoce Jomo Gbomo, il gruppo che sostiene di essere impegnato in una lotta armata contro la degradazione e lo sfruttamento dell'ambiente naturale da parte di corporazioni e multinazionali petrolifere parla di tre azioni, quasi simultanee, nella regione dell'oro nero. Il Mend riferisce che sei dei suoi guerriglieri sono rimasti uccisi negli scontri, e spiega che le offensive sono state una rappresaglia per i ripetuti assalti militari contro civili. (Alice/Apcom,  30/08/2008)

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Raggiunto accordo con Iran su nucleare civile (Alice/Apcom, 29/08/2008)

L'Iran ha raggiunto un accordo per la condivisione di tecnologia nucleare pacifica con la Nigeria, per aiutare il principale produttore petrolifero dell'Africa a potenziare la sua produzione di energia elettrica. Il responsabile della delegazione iraniana ha dichiarato che è diritto della repubblica islamica condividere con la Nigeria le sue competenze nel settore nucleare. Mohammad ali Zeyghami, responsabile del commercio, ha spiegato che i combustibili fossili sono destinati prima o poi a sparire e che è cruciale sviluppare energia pulita. Un funzionario del ministero degli Esteri nigeriano, Tijanni Kaura, ha sottolineato che l'accordo riguarda esclusivamente la tecnologia nucleare pacifica e non dovrebbe essere erroneamente interpretato come un tentativo della nazione più popolosa dell'Africa di ottenere un programma di armamenti nucleari. (Alice/Apcom, 29/08/2008)

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Israeliano rapito da uomini armati a Port Harcourt (Agi/Afp, 27/08/2008)