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NIGERIA - 1 DAL 01/01/08 AL 30/06/08

NIGERIA - 2 DAL 01/07/08 AL31/12/08.

Delta del niger: tre mesi di tregua prima del vertice? (Misna, 24/06/2008)

Mend proclama cessate-il fuoco unilaterale (la Repubblica, 22/06/2008)

Attacco contro installazione Chevron (SwissInfo, 21/06/2008)

Petrolio: Shell dichiara stato forza maggiore nel delta (TgFin, 20/06/2008)

Shell ferma impianto Bonga attaccato dal Mend (la Repubblica, 19/06/2008)

Sette giornalisti nigeriani fermati e maltrattati (Peacelink, 11/06/08)

Secondo assalto in pochi giorni a compagnia canadese (Ansa, 10/06/2008)

Attaccata nave, vittime: 9 marinai uccisi, quattro civili feriti (Ansa, 10/06/2008)

Shell lascia Ogoniland a 13 anni da morte di Saro-Wiwa (Alice/Apcom, 07/06/2008)

Il governo vieta di bruciare all’aperto gas impianti petroliferi (Greenreport, 06/06/2008)

Amnesty, centinaia di civili uccisi da polizia (SwissInfo, 01/06/2008)

Uomini armati fanno irruzione nella residenza del vescovo di Ibadan (Misna, 30/05/2008)

Il Mend annuncia nuovi attacchi (Mwinda, 29/05/2008)

Mend sabota oleodotto Shell, uccisi 11 soldati (la Repubblica, 26/05/2008)

Chiesti miliardi arretrati ad aziende petrolifere (Misna, 22/05/08)

Commando assalta Shell a Bonny Island nel sud del paese (Ansa, 19/05/08)

Oleodotto in fiamme: confusione sul bilancio (Misna, 16/05/2008)

Rapita moglie di dirigente della Total (Peacereporter, 16/05/2008)

Esplode oleodotto, almeno 100 morti a Lagos (Adnkronos/Dpa, 15/05/2008)

11 dipendenti Chevron rapiti (Ansa-Afp, 14/05/08)

Al Qaeda minaccia attentati in Nigeria, dice polizia a stampa (Reuters, 10/05/2008)

Abitanti del Delta: "Utilizzate il petrolio per il nostro sviluppo” (Fides, 09/05/2008)

Carovita : dev'essere importato il 90% dello zucchero (Misna, 09/05/2008)

Ribelli dell'Mnj attaccano militari nel nord: 15 morti (Peacereporter, 07/05/2008)

Autorità: si' a mediazione di Carter in crisi del Delta (Alice/Apcom, 07/05/2008)

Carter pronto a negoziare per il delta del Niger (Peacereporter, 06/05/2008)

L’impatto della crisi nigeriana sul rialzo del prezzo del petrolio (Alessio Fabbiano, Equilibri, 05/05/2008)

Mend: stiamo considerando tregua proposta da Obama (Alice/Apcom, 04/05/2008)

2 rapiti in attacco nave. Nella zona ieri sono stati fatti saltare 3 pozzi Shell (Ansa, 04/05/2008)

Militanti fanno saltare in aria tre pozzi della Shell (Reuters, 03/05/2008)

Allarme prezzi. Governo importa 500mila tonnellate riso (Alice/Apcom, 01/05/2008)

Attacco Bonny Island. Mend: non siamo stati noi (Alice/Apcom, 27/04/2008)

Una Commissione d'inchiesta per il petrolio nigeriano (LM, Fides, 23/04/08)

Parlamento apre un'inchiesta su compagnia petrolifera nazionale (AdL, Misna, 21/04/2008)

Sabotaggio ad altre due condutture greggio nel sud (Alice/Apcom, 21/04/2008)

Shell conferma falla conduttora - Il Mend annuncia nuovi sabotaggi (Alice/Apcom, 18/04/2008)

Palma della pirateria, prima dell'Indonesia (Peacereporter, 16/04/2008)

Documentaristi americani e nigeriani sotto interrogatorio (Peacelink, 14/04/08)

Eni: Sabotaggio,  in corso spegnimento incendi (Ansa,14/08/2008)

Rapporto, gruppi violenti favoriti dai politici (Carla Amato, 04/04/2008)

Esponente di spicco del ‘mend' per la prima volta in tribunale (FB, Misna, 04/04/2008)

Oggi prima udienza a porte chiuse contro leader del Mend (Alice/Apcom, 03/04/2008)

Processo segreto per leader del Mend (Mwinda, 02/04/2008)

Saipem: nuovo contratto (La Stampa, 02/04/2008)

Decine di decessi in pochi giorni per un'epidemia di colera (Radio Vaticana, 31/03/2008)

Rapiti cinque dipendenti petroliferi nella regione di Ondo (Peacereporter, 31/03/2008)

Delta del Niger, rapiti moglie e figlio neonato di un politico locale(Peacelink, 26/03/08)

C´era una volta il lago Ciad... (Greenreport, 26/03/08)

Delta: dirottata nave con 6 persone a bordo (Agr, 12/03/2008)

Responsabile Onu: tortura pratica sistematica in carcere (Alice/Apcom, 11/03/2008)

Capo del Mend incontra il fratello in carcere: sta bene (Alice/Apcom, 09/03/2008)

Leader del Mend non compare in aula (Mwinda, 05/03/2008)

Prima visita di stato del Presidente nigeriano a Pechino (CO, Misna, 29/02/2008)

Acque sempre più a rischio (TE, Trasporto Europa, 26/02/08)

Rapiti una donna e due bambini (La Voce, 26/02/08)

Tribunale invalida elezioni di presidente senato (Alice/Apcom, 24/02/2008)

Due adulteri condannati a morte per lapidazione (SwissInfo, 22/02/2008)

Mend chiede una visita della croce rossa al loro leader (Alice/Apcom, 20/02/2008)

E' vivo leader Mend, Okah (Ansa, 19/02/2008)

Mend: ucciso leader militante Henry Okah (Alice/Apcom, 19/02/2008)

Anche ai russi piace il gas nigeriano (Greenreport, 19/02/2008)

Due cristiani accusati di blasfemia uccisi da estremisti islamici (CDL, Radio Vaticana, 17/02/2008)

Bauchi: 6 condanne a morte emesse da tribunali islamici (AL, Radio Vaticana, 16/02/2008)

Lo sviluppo nazionale andrà a gas… (MZ, Misna, 14/02/08)

Situazione economica e prospettive per il 2008 (Giovanni Tricarico, Equilibri, 14/02/08)

Censimento sulle condizioni di vita dei bambini causa problemi (Peacereporter, 12/02/2008)

Attacco nave, un morto: ucciso un militare di scorta (Ansa, 11/02/2008)

Base militare americana ‘Africom’: Abuja oppone un altro “no” (MZ, Misna, 07/02/2008)

Guerriglieri uccidono un poliziotto e rapiscono la moglie di un politico (Peacereporter, 06/02/2008)

Il nuovo paradiso dell’e-waste…: la spazzatura elettronica (Greenreport, 29/01/2008)

Navi italiane nel Golfo di Guinea? (Mwinda, 25/01/2008)

Contro l'epidemia del tabacco (Marinella Correggia, il manifesto, 25/01/2008)

Addio a Ekwensi, maestro della nuova narrativa africana (Adnkronos, 24/01/2008)

I Tuareg colpiscono ancora (Peacereporter, 23/01/2008)

Eni: oleodotto in fiamme; esplode autocisterna (BorsaItaliana, 21/01/2008)

Appello del Mend a Clooney, “qui e’ peggio del Darfur” (Agi, 20/01/2008)

Scontri tribali al confine, morti (SwissInfo, 17/01/2008)

Gli sporchi affari della mafia nigeriana (Il Tempo, 16/01/2008)

Giade (Ndlea): cannabis la piu' grande sfida per l'Africa (Notiziario droghe, 15/01/2008)

Dalla tratta di persone al traffico di droga (Agi, 15/01/2008)

Esplode cisterna carburante, almeno 30 morti (AGI, 12/01/2008)

Port Harcourt, Mend rivendica esplosione su petroliera (Alice/Apcom, 11/01/2008)

Petroliera in fiamme (Ansa, 11/01/2008)

Bambini-cavie: nuovi mandati d'arresto contro otto ex-dirigenti della Pfizer (Alice/Apcom, 11/01/2008)

Riparato oleodotto dopo due anni, previste nuove esportazioni di petrolio (Peacereporter, 09/01/2008)

Delta: attacchi, sequestri e omicidi, resta alta la tensione (AdL, Misna, 08/01/2008)

Nigeria - Card. Okogie chiede più trasparenza nella campagna anti-corruzione (LZ, RadioVaticana, 07/01/2008)

Energia, Ft: ''Gazprom punta al gas nigeriano'' (Adnkronos/Ign 06/01/08)

OLPC: bloccata la distribuzione (Fabio Gozzo, Hardware Upgrade, 04/01/08)

Delta del Niger, nuova alleanza tra gruppi ribelli (Mwinda, 04/01/08)

Mend sfida governo, bloccheremo al 100% export petrolio (La7/Apcom, 03/01/08)

Altri 7 morti in un assalto a un pozzo petrolifero nel Delta del Niger (Greenreport, 03/01/08)

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Delta del niger: tre mesi di tregua prima del vertice? (Misna, 24/06/2008)

"Ho proposto una tregua di 90 giorni per migliorare l'atmosfera tra le parti in vista del vertice sul Delta del Niger che si dovrà tenere a luglio": lo ha detto Ibrahim Gambari, diplomatico Onu, ex ministro degli Esteri della Nigeria e mediatore designato dal presidente Umaru Yar'Adua per negoziare con i gruppi ribelli attivi nella regione, considerata la ‘cassaforte' del greggio nigeriano. Parlando con i giornalisti a margine della conferenza dei paesi dell'Africa occidentale (Ecowas), riuniti ad Abuja, Gambari ha detto di voler "consultare tutte le parti coinvolte nella questione del Delta del Niger per tentare di instaurare una tregua di almeno tre mesi, dalla quale partire con i negoziati". Nelle scorse settimane, la nomina di Gambari era stata accolta dalle critiche dei rappresentanti del Delta, una delle aree più arretrate del paese nonostante le immense ricchezze petrolifere, che non lo ritengono adatto al ruolo assegnatogli dal governo. [AdL] (Misna, 24/06/2008)

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Mend proclama cessate-il fuoco unilaterale (la Repubblica, 22/06/2008)

Il Movimento per l'emancipazione del Delta del Niger (Mend) ha annunciato un cessate-il-fuoco unilaterale nella regione a partire dalla mezzanotte di martedi'."Stiamo rispettando", si legge in una e-mail inviata alla stampa, "un appello degli anziani affinche' sia data un'altra possibilita' alla pace". Il Mend, il principale gruppo locale di ribelli, si e' reso responsabile in passato di numerosi attacchi contro le piattaforme petrolifere presenti nella regione e del rapimento di stranieri, tra cui i tecnici italiani, Francesco Arena e Cosma Russo. (la Repubblica, 22/06/2008)

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Attacco contro installazione Chevron (SwissInfo, 21/06/2008)

Un gruppo armato ha distrutto con l'esplosivo un importante oleodotto gestito dalla compagnia americana Chevron, bloccando la produzione quotidiana di circa 120 000 barili di greggio. Lo hanno reso noto fonti petrolifere e l'esercito nigeriano, secondo cui non ci sarebbero vittime. Dall'installazione petrolifera colpita, il greggio estratto veniva convogliato verso le cisterne di stoccaggio. L'attacco è stato compiuto con candelotti di dinamite e lanciagranate. Solo tre giorni fa era andato a segno un altro attentato. Era stata colpita l'importante piattaforma marittima di Bonga (sempre Delta del Niger), che appartiene alla compagnia anglo-olandese Shell. In seguito all'attentato - che è stato rivendicato dal principale gruppo armato della regione, il Movimento per l'emancipazione del Delta del Niger (Mend) - la Shell ha interrotto la produzione di circa 225 000 barili al giorno. (SwissInfo, 21/06/2008)

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Petrolio: Shell dichiara stato forza maggiore nel delta (TgFin, 20/06/2008)

A rischio 225.000 barili/giorno in giugno e luglio - La Shell si e' dichiarata in stato "di forza maggiore" per il sito offshore di Bonga, che ieri e' stato attaccato dai ribelli del Mend. La clausola, gia' invocata dalla compagnia in gennaio e in aprile, consente di sospendere gli obblighi contrattuali relativi alle consegne senza incorrere in sanzioni. Il sito a pieno regime produce ogni giorno 225.000 barili di petrolio e 150 milioni di piedi cubi di gas. Shell ne detiene il 55%, Exxon il 20%, Agip e Total il 12,5% ciascuna. Il governo nigeriano, che aveva annunciato il rafforzamento del presidio militare sulle piattaforme del delta del Niger, ha convocato per lunedi' una riunione urgente coi rappresentanti delle compagnie petrolifere. - Il Sole 24 Ore Radiocor(TgFin, 20/06/2008)

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Shell ferma impianto Bonga attaccato dal Mend (la Repubblica, 19/06/2008)

La Royal Dutch Shell ha fermato la produzione al pozzo petrolifero di Bonga, il suo principale giacimento 'offshore' in Nigeria, attaccato questa mattina dai ribelli del Mend, il Movimento per l'emancipazione del Delta del Niger. Un comunicato del gruppo guerrigliero ha rivendicato anche il sequestro di un tecnico americano "il capitano Jack Stone, della societa' di servizi petroliferi Tidex". Dall'impianto di Bonga si pompa una media di 220.000 barili di greggio al giorno. "Questa mattina a Bonga abbiamo subito un attacco armato e di conseguenza bloccato la produzione", ha riferito Precious Okolobo, un portavoce in Nigeria del colosso petrolifero anglo-olandese. I ribelli hanno fatto sapere che il piano originario era fare saltare in aria "la sala di controllo computerizzato", ma che non riuscendo ad avvicianare "l'obiettivo" avevano pensato di dare fuoco all'impianto. Poi hanno rinunciato anche a questa ipotesi "per risparmiare vite umane". Ma, avverte il Mend, la prossima volta non vi saranno tentennamenti. (la Repubblica, 19/06/2008)

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Sette giornalisti nigeriani fermati e maltrattati (Peacelink, 11/06/08)

Sono sette i giornalisti nigeriani aggrediti il 7 giugno. Tasie Theodore, del quotidiano privato Daily Indipendeny , Juliet Nwosu del Nigerian Newspoint, Iaas Ofouba della stazione radio teelvisiva Broadcasting Corporation di Abia State e Chibuzor Chuka della radio pubblica Federal Radio Corporation of Nigeria sono stati fermati e interrogati a lungo vicino alla città di Omuma nello stato d'Imo. Durante la mattina del 7 giugno i giornalisti si trovavano in macchina e alcuni uomini armati li hanno bloccati e poi portati in un luogo sconosciuto dove sono stati maltrattati prima di esser liberati. Uno di loro è stato portato anche in ospedale. I giornalisti erano stati inviati dall'Indipendent Electoral Commmission per osservare lo svolgimento delle elezioni politiche nello stato d'Imo. (Peacelink, 11/06/08)

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Secondo assalto in pochi giorni a compagnia canadese (Ansa, 10/06/2008)

Attaccato oggi da banditi nel sud della Nigeria un impianto petrolifero appartenente ad una compagnia canadese di servizi. Morta una persona. Si tratta del secondo attacco del genere in pochi giorni alla ditta Addax Petroleum. Un portavoce della marina nigeriana ha detto che 'c'e' stato oggi un secondo attacco al largo del fiume Qua Iboe all'impianto dell'Addax. Un civile e' stato ucciso, altri due sono rimasti feriti. E' stato ferito anche un uomo del personale di bordo'. (Ansa, 10/06/2008)

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Attaccata nave, vittime: 9 marinai uccisi, quattro civili feriti (Ansa, 10/06/2008)

Nove marinai sono stati uccisi e quattro civili feriti in un attacco a una nave militare al largo delle coste meridionali della Nigeria.'Un'altra nave che lavora per Addax Petroleum, la Seacor Macor, e' stata attaccata stamattina presto', ha detto il tenente colonnello Musa Sagir, riferendosi a un attacco simile compiuto ieri contro un'altra imbarcazione di scorta a una petroliera della Addax. Nell'attacco di ieri, un marinaio era stato ucciso e altri quattro feriti (Ansa,  10/06/2008)

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Shell lascia Ogoniland a 13 anni da morte di Saro-Wiwa (Alice/Apcom, 07/06/2008)

Il governo nigeriano intende revocare la concessione petrolifera al colosso Royal Dutch Shell nella piccola regiona di Ogoniland, ritenuta la culla dell'attivismo politico contro l'industria petrolifera nel Paese. Proprio l'ufficio del Presidente Umaru Yar'Adua ha annunciato che la Shell sarà rimpiazzata entro la fine dell'anno da un nuovo operatore, "gradito al popolo ogoni". Il colosso anglo-olandese di fatto non opera più in Ogoniland dal 1993, ma è tuttora titolare dei diritti di sfruttamento nella regione, divenuta un simbolo per tutti i nigeriani della lotta contro i giganti del petrolio, responsabili di enormi danni all'ecosistema e all'economia locale. Era un ogoni, infatti, lo scrittore, poeta e attivista Ken Saro-Wiwa che, negli anni ottanta, diede il via alla protesta contro la Shell, denunciando i danni ambientali causati dalla continue perdite di greggio. Nel 1990 lo scrittore fonda il Movimento per la sopravvivenza del popolo ogoni (Mosop), riuscendo a mobilitare centinaia di migliaia di persone, ma il 10 novembre 1995 viene impiccato, insieme ad altri otto attivisti, dal regime del generale Sani Abacha. Da allora, la gente del posto non perdona alla Shell di non aver fatto nulla per impedire l'uccisione dello scrittore. "C'è una totale sfiducia tra la Shell e il popoli ogoni - ha ammesso nei giorni scorsi il Presidente Yar'Adua - nessuno ci guadagna da una situazione di scontro e stallo, per questo ritengo che la soluzione migliore sia quella che subentri un altro operatore, gradito agli ogoni".
Per il figlio di Saro-Wiwa, oggi portavoce del Presidente, la decisione delle autorità nigeriane dimostra la loro volontà di ascoltare il popolo ogoni e le altre etnie che vivono nella regione del Delta del Niger. Dopo la morte dello scrittore, infatti, diverse organizzazioni hanno raccolto la sua battaglia. Tuttavia, se il Mosop di Ken Saro-Wiwa praticava la lotta non violenta per chiedere più rispetto dell'ambiente e un'equa distribuzione delle ricchezze, oggi, il Movimento per l'emancipazione del Delta del Niger (Mend) del popolo Ijaw ricorre alla lotta armata per arrivare alla "liberazione politica ed economica della regione". Le manifestazioni di massa e la disobbedienza civile sono stare rimpiazzate da attacchi agli impianti petroliferi, rapine, uccisioni di militari e addetti alla sicurezza delle installazioni, sabotaggi agli oleodotti e sequestri di dipendenti stranieri delle aziende.
Per il figlio dell'attivista, la misura annunciata dal governo non rappresenta però la fine della lotta. "Potremo dichiarare vittoria - ha detto alla Bbc - quando avremo uno sviluppo sostenibile non solo in Ogoniland", ma in tutta la Nigeria. L'ufficio del Presidente ha fatto sapere di aver raggiunto anche un accordo con la Shell sui risarcimenti per i danni ambientali causati alla regione. Da parte sua, il colosso petrolifero ha fatto sapere di non aver ricevuto ancora alcuna dichiarazione ufficiale a riguardo. Entusiasta il commento del Mosop, pronto a partecipare al processo di selezione di un nuovo operatore. "Il governo dovrebbe individuare un'azienda che riconosca l'inviolabilità dei diritti umani e del nostro ambiente nell'ambito delle sue operazioni - ha detto il Presidente, Ledum Mitee, citato dal quotidiano nigeriano This Day - queste sono le notre preoccupazioni. La scelta della nuova azienda spetta al governo federale". (Alice/Apcom, 07/06/2008)

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Il governo vieta di bruciare all'aperto gas impianti petroliferi (Greenreport, 06/06/2008)

Il gas bruciato dalle "torce" nei Paesi produttori di petrolio rappresenta una grave perdita economica e di risorse e contribuisce ad uno spreco che diventa anche fonte di una buona quota di emissione di gas serra. Il problema è molto preoccupante nei Paesi produttori di petrolio che non hanno ancora sviluppato una vera e propria industria dell'esportazione e dello sfruttamento locale del gas, in particolare quelli africani. Per questo, secondo quanto scrive il giornale Guardian di Lagos, il Comitato per il gas del Senato nigeriano, riunito nella capitale Abuja, ha chiesto a tutte le compagnie petrolifere di cessare la combustione di gas nel Paese entro il 31 dicembre 2008.
L'annuncio arriva dopo che il senato nigeriano aveva adottato una raccomandazione formulata dal Comitato congiunto sul gas, l'ambiente, l'energia e l'industria petrolifera che aveva chiesto di spostare la fine della combustione del gas all'aperto dall' 1 gennaio 2008 al 31 dicembre. Secondo un rapporto presentato al Senato di Abuja dal presidente del Comitato congiunto, Osita Izunaso, le riserve di gas naturale stimate nella federazione della Nigeria sarebbero di 5.009 miliardi di metri cubi, e rappresentano l'1,5% del volume di gas bruciato all'aperto, in torce degli impianti o più semplicemente direttamente sul terreno.
La Nigeria è il più grande produttore di petrolio dell'Africa ed il sesto esportatore del mondo, con una produzione di circa 2,6 milioni di barili di greggio al giorno. Una risorsa che però scarseggia localmente, tanto che sono frequenti incidenti gravissimi provocati dal furto di petrolio direttamente dalle condotte petrolifere, mentre il gas viene praticamente bruciato senza essere sfruttato a fini energetici locali. Ma il gas nigeriano è anche una delle fonti alternative rispetto a quello russo, su cui puntano i Paesi occidentali, con la creazione di navi gasiere e centrali a gas per poterlo sfruttare.
Secondo il Comitato del Senato, la combustione di gas legato alla produzione di petrolio è in aumento costante dal 1979, anno in cui è stata approvata la prima legge che prevede l'autorizzazione per la combustione del gas. «Tenuto conto dei danni insopportabili inflitti all'ambiente ed alla salute umana dalle torce del gas - ha detto Izunaso – occorre ormai vietare questa pratica che consiste nel bruciare il gas che fuoriesce dalla produzione petrolifera». Il comitato ha anche suggerito al governo federale della Nigeria di adottare una politica per gestire sistematicamente il gas bruciato, dopo consultazioni con le parti interessate. Il Comitato per il gas del Senato nigeriano ha anche chiesto di introdurre dei sistemi di misure internazionali per valutare la quantità di gas che si infiamma in Nigeria.(Greenreport, 06/06/2008)

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Amnesty, centinaia di civili uccisi da polizia (SwissInfo, 01/06/2008)

L'organizzazione di difesa dei diritti umani Amnesty International ha accusato oggi le forze di polizia e di sicurezza nigeriane dell'esecuzione extragiudiziale di centinaia di civili nel 2007. "Membri della polizia e delle forze di sicurezza hanno giustiziato senza processo centinaia di civili nel 2007" ha detto Amnesty nel suo Rapporto annuale 2008 sui diritti umani nel mondo, presentato a Lagos. "Questi omicidi - indica il rapporto - sono stati commessi dalla polizia nel corso di controlli stradali, per il rifiuto di dare tangenti, ai danni di sospettati di rapina a mano armata e di detenuti nei posti di polizia". Il rapporto aggiunge che la polizia stessa conferma questi omicidi. "L'attuale ispettore generale della polizia - è scritto nel documento - ha dichiarato che nel corso dei primi cento giorni del suo lavoro 1628 scassinatori sono stati arrestati e 785 di questi sono stati uccisi dai poliziotti". Amnesty precisa che i militari sono ugualmente coinvolti negli omicidi di civili, soprattutto nella regione petrolifera del Niger. (SwissInfo,  01/06/2008)

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Uomini armati fanno irruzione nella residenza del vescovo di Ibadan (Misna, 30/05/2008)

Un gruppo di uomini armati ha fatto irruzione nella residenza del vescovo di Ibadan, monsignor Alaba Job, che è anche presidente della Conferenza episcopale nigeriana. Lo riferisce il Catholic information service for Africa (Cisa), precisando che tre persone sono rimaste ferite nell'aggressione: il segretario del vescovo, padre Victor Amole, e due guardie della sicurezza. Nel riportare la notizia il quotidiano nigeriano ‘Vanguard' oggi sottolinea che non sono ancora chiare le ragioni dell'aggressione, avvenuta mercoledì notte. L'episodio, infatti, potrebbe non essere legato solo a un tentativo di rapina a mano armata, dal momento che gli aggressori, i quali hanno ripetutamente chiesto e poi cercato di monsignor Job, sono fuggiti portando via solo poche cose. Secondo il Vanguard, che cita fonti anonime non confermate, dietro l'episodio potrebbe esserci un importante politico locale con mire su alcune proprietà terriere della diocesi. La polizia, comunque, ha fatto sapere di aver aperto un'indagine. [CO] (Misna, 30/05/2008)

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Il Mend annuncia nuovi attacchi (Mwinda, 29/05/2008)

Il gruppo ribelle del Delta del Niger ha annunciato una serie di attacchi per commemorare il primo anniversario dell'amministrazione del presidente Umaru Yar'Adua. Con un comunicato inviato agli organi di stampa nazionali e internazionali, il portavoce del Movimento per l'emancipazione del Delta del Niger (Mend), il principale gruppo combattente attivo nella regione petrolifera del sud-est della Nigeria, ha annunciato una serie di attacchi per il giorno di oggi. “Per celebrare un anno di fallimenti del governo di Umaru Yar'Adua, il Mend attuerà una serie di attacchi mortali con autobomba, oggi 29 maggio, in alcuni stati del Delta del Niger”, ha scritto il portavoce del gruppo, che si firma con il nome di battaglia di Jomo Gbomo. Il Mend rimprovera al governo di non aver rispettato i patti per un inizio di negoziato e di aver fatto arrestare con l'inganno il suo leader, Henry Okah, catturato in Angola nel settembre scorso e poi estradato in Nigeria, dove è sottoposto a un processo segreto per “alto tradimento”. Il Mend ha ripreso negli ultimi tempi un'intensa attività di guerriglia, prendendo di mira le installazioni petrolifere e i soldati dell'esercito nigeriano. (Mwinda, 29/05/2008)

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Mend sabota oleodotto Shell, uccisi 11 soldati (la Repubblica, 26/05/2008)

Alla vigilia del primo anniversario dell'insediamento del presidente nigeriano Umaru Yar'Adua, il Mend e' tornato a colpire nel sud. I ribelli del gruppo guerrigliero del Delta del Niger hanno sabotato una condotta petrolifera della Royal Dutch Shell e ucciso undici soldati nigeriani nel corso di un conflitto a fuoco. La societa' petrolifera olandese ha confermato l'attacco alla condotta, situata lungo il torrente Nembe ad Awoba, che e' rimasta danneggiata. La Shell ha comunicato di avere dovuto sospendere parzialmente la produzione a causa di una fuoriuscita di greggio. Il Mend, si legge in una nota del portavoce Jomo Gbomo, e' entrato in azione nel cuore della notte. Subito dopo l'attacco i guerriglieri sono stati intercettati da un'imbarcazione dell'esercito. "Abbiamo ucciso in combattimento i militari ubriachi, undici in tutto, confiscato le loro armi, munizioni e giubbotti antiproiettile", ha spiegato Gbomo. I miliziani hanno poi fatto esplodere una carica di dinamite e affondato il natante con i cadaveri dei soldati. Gbomo ha riferito che sulla barca c'erano anche due ragazzine traumatizzate dalle sevizie subite dai militari. Le giovani sono state accompagnate al piu' vicino villaggio. "L'attacco e' dedicato all'amministrazione di Umaru Yar'Adua e Goodluck Jonathan che dopo un anno al governo non sono riusciti ad assicurare pace, sicurezza e riconciliazione nella regione del delta del Niger", si legge nella nota del Mend. (la Repubblica, 26/05/2008)

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Chiesti miliardi arretrati ad aziende petrolifere (Misna, 22/05/08)

Le due principali società petrolifere operanti nel paese, la Royal Dutch Shell e la Exxon Mobil, devono pagare 1,9 miliardi di dollari (1,2 miliardi di euro) di arretrati, previsti dai contratti di estrazione, all'Azienda petrolifera nazionale nigeriana (Nnpc); lo rende noto un comunicato del presidente Umaru Yar’Adua che ordina alla Nnpc di adottare “misure immediate” per recuperare la somma e garantire alla Nigeria di non perdere i profitti derivanti dallo sfruttamento delle sue risorse. Il governo nigeriano esige 850 milioni di dollari dalla Shell e 646 milioni dalla Exxon, mentre altri 415 milioni sono chiesti per l’usufrutto della piattaforma marina di Bonga, da cui viene estratto quasi il 10% di tutta la produzione di petrolio della Nigeria. La Exxon, in un comunicato diffuso come risposta alle richieste nigeriane, ha affermato di rispettare “pienamente tutte le disposizioni legislative e regolamentari”; la Shell, attraverso la sua filiale nigeriana (Snepco), ha invece detto che “queste questioni sono oggetto di discussioni in corso tra Nnpc, Snepco e gli altri soci nel Blocco OML 118 (il campo di Bonga)”. I Contratti di produzione condivisa (Psc) che regolano l’estrazione di greggio da parte delle principali aziende petrolifere sono stati scritti nel 1999 e hanno durata decennale, ma il governoà intenzionato a modificarne i termini. [CO] (Misna, 22/05/08)

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Commando assalta Shell a Bonny Island nel sud del paese (Ansa, 19/05/08)

Un commando ha assaltato oggi una installazione della compagnia petrolifera Shell a Bonny Island, nella Nigeria meridionale. Lo hanno rivelato fonti della sicurezza. 'Gli scontri sono ancora in corso. Non conosciamo l'identita' degli uomini armati ma li stiamo respingendo', ha detto la fonte. Nessun commento invece dal portavoce della Shell in Nigeria. (Ansa, 19/05/08)

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Oleodotto in fiamme: confusione sul bilancio(Misna, 16/05/2008)

"Non abbiamo ancora un numero preciso delle persone morte nel rogo di ieri. Stiamo cercando di aiutare i vivi, siamo al lavoro per curare i feriti e aiutare i ricongiungimenti familiari" lo ha detto alla MISNA un fonte dell'ufficio di Lagos della Croce Rossa nigeriana contattata a Ilado, il villaggio a una quarantina di chilometri da Lagos, teatro ieri di un gigantesco incendio che ha provocato la morte ferimento e il di un numero ancora non chiaro di persone. "Sono circolate cifre non verificate e dato l'alto numero di feriti le persone coinvolte sono state inviate in vari ospedali cittadini. Potrebbero quindi esserci stati degli errori nei calcoli" dice ancora la funzionaria della Croce Rossa, che da questa mattina è all'opera a Ilado per coordinare i soccorsi, ribadendo comunque la gravità della "tragedia" avvenuta ieri mattina. Viene così confermata la confusione sul numero di vittime iniziata ieri quando alcune agenzie di stampa internazionali hanno parlato citando responsabili della Croce Rossa di un centinaio di morti, invece che di "vittime", termine con cui si intendono anche i feriti. La stampa nigeriana oggi riporta, attribuendolo a Timothy Oladele presidente dell'ufficio di Lagos della Croce Rossa nigeriana, un bilancio totale di 39 morti, mentre fonti della locale protezione parlano ancora stamani di soli 14 cadaveri recuperati dal luogo dell'incidente.[MZ] (Misna, 16/05/2008)

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Rapita moglie di dirigente della Total (Peacereporter, 16/05/2008)

La moglie di un dirigente del gruppo petrolifero francese Total è stata rapita da sconosciuti armati nello Stato di Rivers, nel sud petrolifero della Nigeria. Lo ha annunciato oggi un portavoce della polizia. Ijeoma Anozie, moglie di un vice direttore generale della Total, è stata presa ieri da quattro uomini armati vicino alla sua casa di Port-Harcourt, grande centro petrolifero del sud nigeriano, ha precisato la fonte. Per il momento non è stata avanzata alcuna richiesta di riscatto. (Peacereporter, 16/05/2008)

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Esplode oleodotto, almeno 100 morti a Lagos (Adnkronos/Dpa, 15/05/2008)

L'esplosione di un oleodotto che ha generato un incendio ha ucciso almeno 100 persone a Lagos, capitale finanziaria della Nigeria. Secondo quanto riferito dai soccorritori, la maggior parte delle vittime avrebbe perso la vita nella ressa che si e' creata per fuggire dopo l'esplosione. Altre 40 persone sarebbero rimaste ferite. (Adnkronos/Dpa, 15/05/2008)

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11 dipendenti Chevron rapiti (Ansa-Afp, 14/05/08)

Undici dipendenti del gruppo petrolifero americano Chevron sono stati rapiti ieri sera in Nigeria da uomini armati. Lo ha detto un portavoce militare. Secondo il tenente colonnello Musa Sagir, per liberarli i sequestratori chiedono un riscatto di oltre 160.000 euro. I rapiti, fra cui un portoghese e un ucraino, facevano parte dell'equipaggio di una nave che al momento dell'attacco era in navigazione fra Onne e Escravos. Fino a stamani l'attacco non e' stato rivendicato. (Ansa-Afp, 14/05/08)

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Nigeria - Al Qaeda minaccia attentati in Nigeria, dice polizia a stampa (Reuters, 10/05/2008)

I militanti fondamentalisti islamici di al Qaeda sono tornati a minacciare la Nigeria, dicendo che realizzeranno attentati nel principale Paese produttore di petrolio in Africa, secondo quanto riferito oggi da un quotidiano che ha citato un alto funzionario della polizia. L'ambasciata statunitense in Nigeria aveva detto lo scorso settembre che il Paese era esposto al rischio di "attacchi terroristici" e Osama bin Laden aveva già fatto il nome dell'ottavo Paese al mondo esportatore di greggio come un luogo adatto per la guerra santa islamica. "La rete di al Qaeda ha minacciato di far esplodere bombe in Nigeria ... i commissari di polizia di tutte le stazioni devono stare in guardia", ha scritto il quotidiano Punch citando l'ispettore generale di polizia Mike Okiro. L'ispettore non ha fornito dettagli di quale potrebbe essere l'obiettivo degli attentati ma ha detto a un gruppo di alti funzionari che, secondo notizie dell'intelligence, la minaccia è reale. Alcuni sospetti jihadisti sono stati arrestati dalla polizia e dai Servizi statali di sicurezza negli ultimi anni. I 140 milioni di abitanti della Nigeria sono divisi tra un quasi 50% cristiano e un altro 50% musulmano. (Reuters, 10/05/2008)

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Abitanti del Delta: "Utilizzate il petrolio per il nostro sviluppo” (Fides, 09/05/2008)

Una delle ragioni, reali o presunte, citata dai media internazionali per spiegare l'infiammata dei prezzi del petrolio è la crisi nel Delta del Niger, dove è concentrata la produzione nigeriana di greggio. La presenza di alcuni gruppi armati, il principale dei quali è il Movimento per l'Emancipazione del Delta del Niger (MEND), rallenta e in alcuni casi, blocca, periodicamente le attività delle multinazionali che operano nell'area. Il MEND oltre ad attaccare e a sabotare gli impianti estrattivi, è famoso per i rapimenti del personale delle compagnie petrolifere, che vengono rilasciati in cambio di un riscatto.
All'origine della costituzione di questi movimenti armati vi sono le rivendicazioni delle popolazioni dell'area per ottenere una maggior parte dei profitti generati del petrolio, anche per compensare i gravi danni ecologici causati dalle attività estrattive. Le condizioni di vita delle popolazioni locali non sono migliorate, anzi, l'inquinamento causato dal greggio che sfugge dagli impianti petroliferi, ha creato gravi danni alle tradizionali attività economiche, la pesca e l'agricoltura. I Vescovi nigeriani hanno più volte denunciato gli sprechi e le malversazioni legate allo sfruttamento del petrolio e il fatto che i profitti generati dalla vendita del greggio non siano utilizzati a beneficio dei nigeriani (vedi Fides 13/11/2006 e 28/12/2006)
Nel tentativo di offrire una risposta alle rivendicazioni delle popolazioni locali, nel 2000 il Presidente Olusegun Obasanjo creò la Commissione per lo Sviluppo del Delta del Niger (NDDC, Niger Delta Development Commission) con l'incarico di sviluppare infrastrutture sociali e di trovare dei rimedi all'inquinamento causato dall'estrazione petrolifera. Questo organismo, insieme all'associazione degli avvocati nigeriani (Nigerian Bar Association, NBA) ha organizzato un colloquio di pace ( Niger Delta Peace Parley) che si è concluso il 7 maggio, con una serie di richieste da presentare al Parlamento nigeriano. Si chiede in primo luogo che la proprietà delle riserve petrolifere sulla terraferma (onshore) e in mare (offshore) sia conferita alle popolazioni del Delta. Le comunità locali devono partecipare alle decisioni concernenti le attività esplorative e di produzione del greggio. Attualmente infatti la legge nigeriana prevede l'espropriazione dei diritti delle comunità locali nei casi di sfruttamento del petrolio, a differenza di altre risorse naturali. Viene auspicato l'uso delle nuove tecnologie della geoinformazione, per creare una precisa mappa delle diverse aree del Delta al fine di ripartire le risorse tra le diverse comunità locali . Le compagnie petrolifere devono assumersi la responsabilità dei danni all'ambiente da loro causati. Per finanziare progetti di sviluppo e di miglioramento dellle condizioni di vita delle popolazioni, si chiede infine la creazione di un apposito fondo, il Niger Delta Finance Corporation, con la partecipazione delle compagnie petrolifere.
Queste richieste giungono in un momento delicato a causa della prossima apertura del processo a uno dei leader del MEND, Henry Okah, arrestato in Angola e poi estradato in Nigeria. Dietro le rivendicazioni politiche inoltre, vi sono degli interessi puramente criminali. Una buona parte delle bande armate del Delta sono attive nel contrabbando di petrolio, rubato forando gli oleodotti, e in altre attività criminali.(L.M.) (Fides, 09/05/2008)

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Carovita : dev'essere importato il 90% dello zucchero(Misna, 09/05/2008)

Il 90 per cento del fabbisogno nazionale di zucchero deve essere importato, lo ha riferito Alhaji Ahmed Bichi, ministro del commercio e dell'industria nigeriano, spiegando che la causa di una percentuale così alta è la conseguenza della bassa produzione interna. Bichi, che ieri si trovava a Egono, nello stato di Edo, per inaugurare un fabbrica per la raffinazione della canna da zucchero, ha detto che la Nigeria potrebbe produrre circa 3 milioni di tonnellate di zucchero l'anno. "Una recente indagine del Consiglio nazionale per lo sviluppo dello zucchero – ha aggiunto Bichi – ha dimostrato che nel paese esistono oltre 500.000 ettari destinati alla coltivazione della canna da zucchero, ma in almeno 40 insediamenti la produzione è inesistente". Il ministro, inoltre, ha detto che l'industria dello zucchero è molto simile a quella petrolifera per la varietà dei prodotti che possono essere ottenuti: "è stata la colonna portante di molte economie, come quelle del Brasile, di Cuba, della Thailandia e dell'India". Spiegando che la produzione di zucchero è stata resa più semplice con l'approvazione di una serie di misure legislative da parte del governo federale, Bichi ha aggiunto che gli agricoltori dovrebbero trarre dei vantaggi dalla coltivazione della canna da zucchero; "sono stati decisi un nuovo meccanismo tariffario e la riduzione dei costi delle licenze per gli investitori" ha concluso.[CO](Misna, 09/05/2008)

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Ribelli dell'Mnj attaccano militari nel nord: 15 morti (Peacereporter, 07/05/2008)

Quindici persone sarebbero rimaste uccise e numerose altre ferite nel corso di un attacco subito ieri da una colonna militare a dieci chilometri della città settentrionale di Gougaram, da parte dei ribelli del Movimento dei nigeriani per la giustizia (Mnj). I militari sono stati aggrediti mentre portavano rifornimenti per 800 loro commilitoni in una caserma della cittadina di la cui popolazione era Iferouane, disabitata da qualche mese. Un attacco simile, costato la morte a cinque soldati, era stato rivendicato domenica scorsa dal Mnj. (Peacereporter,  07/05/2008)

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Autorità: si' a mediazione di Carter in crisi del Delta (Alice/Apcom, 07/05/2008)

L'ex Presidente americano Jimmy Carter potrebbe svolgere un ruolo positivo come mediatore nella crisi del Delta del Niger. E' questa l'opinione espressa alla Bbc da Ogbonna Nwuke, portavoce delle autorità dello Stato di Rivers, nel sud della Nigeria. Ieri, i ribelli del Movimento per l'emancipazione del Delta del Niger (Mend) hanno annunciato di aver ricevuto la disponibilità dell'ex Presidente Usa a mediare tra governo e miliziani, "a condizione che il governo nigeriano e tutte le altri parti coinvolte gli rivolgano il loro invito". Il Mend si è detto pronto a "cessare tutte le ostilità e a rispettare una tregua temporanea in onore del Presidente Carter, se il governo nigeriano dovesse accettare la sua iniziativa". "Se invece, come crediamo, il governo non coglierà questa nuova opportunità per la pace, le nostre azioni continueranno a farsi sentire oltre i confini nigeriani. Ora la decisione spetta al governo", si legge nel comunicato inviato ieri alla stampa internazionale. Nella sua e-mail, il Mend ha precisato di aver avuto conferma della disponibilità dell'ex Presidente Usa dal vicepresidente del 'Carter Center', John Stremlau. Contattato dall'Ap, Stremlau ha precisato che non è stata data alcuna ferma assicurazione in tal senso, anche se Carter è generalmente sempre pronto a "collaborare alla ricerca della pace". "Noi riteniamo che le questioni nate nella regione del Delta del Niger non siano vicende localizzate come ritengono in molti, ma abbiamo dimensione globale - ha detto Nwuke - è nostro obiettivo trovare le risposte al sottosviluppo del Delta del Niger e alla disoccupazione". Il Mend è comparso sulla scena nigeriania all'inizio del 2006, lanciando una campagna di attacchi contro le aziende petrolifere attive nel delta del Niger, tutte straniere, per chiedere l'investimento dei proventi del greggio nello sviluppo della regione, una delle più povere del paese nonostante le sue ricchezze petrolifere. Risale a tre giorni fa l'ultima rivendicazione del Mend di un attacco a un impianto petrolifero della Shell, il primo produttore ed esportatore di greggio della Nigeria, con circa 900.000 barili al giorno su una produzione nazionale di 2,5 milioni di barili. (Alice/Apcom,  07/05/2008)

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Carter pronto a negoziare per il delta del Niger (Peacereporter, 06/05/2008)

In un comunicato reso noto dal Movimento per l'emancipazione del delta del Niger (Mend), Jimmy Carter ha confermato la sua disponibilità a fare da mediatore nella crisi del delta del Niger, purché sotto invito di tutte le parti in causa. Per il movimento, che si è detto pronto ad una tregua temporanea "in onore di Carter", l'eventualità di una mediazione da parte dell'ex- presidente degli Usa, che "rappresenta trasparenza, imparzialità, umiltà e integrità", apre le possibilità, se accolta dal governo nigeriano, per «un vero e duraturo processo di pace nel paese». (Peacereporter, 06/05/2008)

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L’impatto della crisi nigeriana sul rialzo del prezzo del petrolio (Alessio Fabbiano, Equilibri, 05/05/2008)

L’ascesa verticale del prezzo del greggio sul mercato internazionale è causata in parte dal calo della produzione nel Delta del Niger, una delle regioni del globo più produttive di idrocarburi, dovuta all’inasprimento della guerriglia locale.
Il movimento per l’Emancipazione del Delta del Niger (MEND), il gruppo ribelle più influente nella regione meridionale della Nigeria, ha ripreso le azioni di guerriglia (attacco alle installazioni petrolifere, sabotaggio degli oleodotti, rapimento del personale delle compagnie di petrolio) dopo una breve tregua (agosto-dicembre 2007) seguita alle elezioni presidenziali di un anno fa. La riapertura della crisi tra MEND e autorità governative coincide con l’arresto di uno dei leaders del MEND, Henry Okah, catturato in Angola nel settembre 2007 ed estradato in Nigeria nello scorso febbraio. Gli insorti, che chiedono la liberazione immediata del loro esponente, hanno lanciato una serie di violenti attacchi (Operazione Ciclone) alle infrastrutture petrolifere, che hanno causato la perdita per la sola Shell di almeno 200 mila barili al giorno (quasi un quarto del proprio output in Nigeria), anche se è molto probabile che questa cifra sia stata sgonfiata dalla compagnia anglo-olandese e dal governo di Abuja per non agitare eccessivamente le già mosse acque della borsa petrolifera. Inoltre, lo sciopero illimitato all’interno della major americana ExxonMobile proclamato a fine aprile dalle sigle sindacali nigeriane per protestare contro i bassi salari ha fermato la produzione di altri 200 mila barili al giorno. Il danneggiamento dell’industria petrolifera è stato calcolato in totale ad un ammontare pari al 15% della produzione petrolifera nigeriana. L’incidenza di questo calo dell’offerta di greggio si è rapidamente ripercossa sugli scambi “future” del greggio, provocando un’impennata generale del prezzo del petrolio.
L’escalation militare del MEND e le ricadute sul comparto petrolifero sembra vadano attribuite all'irrisolta questione dei territori poveri produttori di greggio e della incapacità del governo del presidente Umaru Yar’Aradua, nonostante le iniziali aperture al dialogo con le comunità locali, di trovare un equilibrio nel rapporto tra costi e benefici della ricchezza petrolifera nigeriana. (Alessio Fabbiano, Equilibri, 05/05/2008)

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Mend: stiamo considerando tregua proposta da Obama (Alice/Apcom, 04/05/2008)

Il Mend, Movimento per l'emancipazione del delta del Niger, sta prendendo in "seria" considerazione l'appello per un cessate il fuoco temporaneo espresso dal senatore nero e candidato alla Casa Bianca, Barack Obama. "Obama è qualcuno che rispettiamo e che teniamo in grande considerazione", scrive il movimento armato in un comunicato inviato ad Apcom. "Il periodo di tregua darà al governo nigeriano la possibiità di far fronte alle richieste che riguardano (il prigioniero) Henry Okah, come migliorare le sue condizioni di vita e dare lui la Bibbia che aveva chiesto ma che gli è stata negata", scrive il Mend. Okah, ingegnere navale nigeriano, di etnia Ijaw, è considerato la guida del Mend, il portavoce che parla attraverso le mail firmate con lo pseudonimo di Jomo Gbomo. Arrestato nel settembre scorso in Angola ed estradato segretamente in Nigeria a febbraio, rischia la pena di morte in caso di condanna. Il Mend sostiene di battersi in nome della popolazione locale per ottenere dal potere federale una migliore ripartizione dei miliardi di petrodollari prodotti nella regione. Shell è il primo produttore ed esportatore di greggio in Nigeria con circa 900mila barili al giorno su una produzione nazionale di circa 2,5 milioni b/g. Ma a causa dei numerosi attacchi nella zona la Nigeria, ottavo esportatore mondiale, da oltre un anno ha ridotto del 25% la produzione arrivando a 2 milioni b/g. (Alice/Apcom, 04/05/2008)

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2 rapiti in attacco nave. Nella zona ieri sono stati fatti saltare 3 pozzi Shell (Ansa, 04/05/2008)

Uomini armati rapiscono 2 persone durante un attacco sferrato contro una petroliera presso il canale di Bonny, nel sud della Nigeria. Si tratta, annuncia un portavoce militare, del capitano, un bianco di nazionalita' ancora sconosciuta, e di un ingegnere nigeriano. Nella zona del delta del Niger, che ospita uno dei terminal petroliferi piu' importanti del Paese, sono sempre piu' frequenti gli attacchi del Mend,i ribelli del Delta, che ieri hanno fatto saltare 3 pozzi gestiti dalla Shell. (Ansa, 04/05/2008)

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Militanti fanno saltare in aria tre pozzi della Shell (Reuters, 03/05/2008)

Ribelli nel Delta del Niger ricco di petrolio oggi hanno fatto saltare in aria tre pozzi petroliferi gestiti dalla Royal Dutch Shell, nel loro quinto attacco nelle ultime settimana contro l'industria petrolifera, riferiscono fonti della sicurezza. Un portavoce della Shell non ha potuto confermare immediatamente la notizia. L'attacco nell'impianto di Diebu nello stato meridionale di Bayelsa è arrivato il giorno dopo che un tribunale nigeriano ha ordinato che il processo al leader ribelle Henry Okah abbia luogo a porte chiuse, scatenando la minaccia di rappresaglie da parte del ribelle Movimento per l'emancipazione del Delta del Niger (Mend). (Reuters,  03/05/2008)

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Allarme prezzi. Governo importa 500mila tonnellate riso (Alice/Apcom, 01/05/2008)

Il governo nigeriano ha deciso di importare 500mila tonnellate di riso, che saranno poi vendute alla popolazione a tariffe agevolate. Lo riferisce l'agenzia Misna citando Segun Agagu, governatore dello stato sud-occidentale dell'Ogun, che ha partecipato a una riunione tra il presidente nigeriano Umaru Yar'Adua e i governatori dei 36 stati del paese per discutere dell'aumento dei prezzi dei beni di prima necessità e e della crisi alimentare che rischiano di provocare. Il riso, che dovrebbe arrivare dalla Thailandia entro i prossimi tre mesi, dovrebbe costare al governo circa 600 milioni di dollari e sarà venduto alla popolazione a un prezzo di 41,6 dollari per ogni sacco da 50 chili. "Non possiamo dire che in Nigeria c'è già la fame, ma i prezzi dei generi alimentari stanno aumentando, mentre la loro reperibilità sta diminuendo in molti posti" ha continuato Agagu, aggiungendo che durante l'incontro è stato deciso anche di distribuire 11.000 tonnellate di grano conservate nei magazzini della Riserva strategica dei grani (Sgr). Inoltre, i governatori degli stati nigeriani hanno deciso di aumentare i fondi a disposizione del settore agricolo e della produzione alimentare per i prossimi quattro anni. (Alice/Apcom, 01/05/2008)

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Attacco Bonny Island. Mend: non siamo stati noi (Alice/Apcom, 27/04/2008)

Il Movimento per l'emancipazione del delta del Niger, Mend, ha negato ogni coinvolgimento nell'attacco di questo mattina contro una stazione di polizia di Bonny Island, nel sud della Nigeria, in cui sono stati uccisi 5 agenti. Secondo quanto riferisce il Mend in un comunicato, gli autori dell'assalto sarebbero dei giovani della comunità che contestano il governo e i suoi metodi di trattamento nei confronti di Henry Okah (uno dei capi del Mend detenuto in prigione). Il Mend conclude la nota lodando l'azione dei giovani miliziani. A Bonny Island si trova uno dei principali terminal per l'esportazione del petrolio. La Nigeria è il principale produttore di greggio del continente africano, dove negli ultimi due anni è aumentata criminalità e azioni di gruppi militanti contro i grandi colossi del greggio. (Alice/Apcom, 27/04/2008)

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Una Commissione d'inchiesta per il petrolio nigeriano (LM, Fides, 23/04/08)

La Camera Bassa del Parlamento nigeriano ha costituito una Commissione d'inchiesta di 26 membri per indagare sulle attività della Nigeria National Petroleum Corporation (NNPC) e del Department of Petroleum Resources, i due enti nazionali che controllano il settore petrolifero del Paese. La mozione che ha portato alla formazione della Commissione d'inchiesta mira a verificare le attività della NNPC e delle sue sussidiarie dal 1999 (anno del ritorno della democrazia) al 2008 con lo scopo di “scoprire le cause dell'apparente corruzione, delle pratiche disoneste e dei furti che hanno permeato tutti gli aspetti delle operazioni nel settore, in modo da smascherare i colpevoli di questi crimini economici contro la nazione”. Il Presidente della Commissione d'inchiesta, Igo Aguma, ha dichiarato che “non sappiamo quanto petrolio produciamo, quanto ne esportiamo, non conosciamo neanche le entrate che otteniamo”.
Il petrolio è la principale fonte di introito della Nigeria ma è anche una maledizione a causa delle malversazioni, delle guerre e dei danni ecologici provocati dal settore petrolifero: dal 1960 ad oggi circa 400 miliardi di dollari di introiti petroliferi sono spariti dalle casse dello Stato (vedi Fides 4/9/2007). Nel 2007 il governo nigeriano ha varato la ristrutturazione della Nigeria National Petroleum Corporation, che prevede la sua suddivisione in 5 enti diversi, comprendenti una compagnia incaricata dello sfruttamento dei giacimenti nazionali, una società incaricata della distribuzione dei carburanti raffinati e una società finanziaria e di servizi petroliferi.
Il rialzo del prezzo del petrolio sui mercati mondiali è attribuito anche alla tensioni nel Delta del Niger, dove sono concentrate le risorse di greggio nigeriane. I ribelli del MEND hanno proclamato un'offensiva contro le multinazionali petrolifere operanti nell'area, in una lettera inviata al Presidente degli Stati Uniti. Nella missiva si afferma che nel Delta vi è “la falsa impressione della pace restaurata” perché non sono stati affrontati i problemi delle popolazioni locali (povertà, inquinamento) alcuni dei quali derivanti dalle attività delle industrie petrolifere. Una di queste ha dichiarato di ridurre la produzione di 169mila barili al giorno, a causa degli attacchi dei ribelli.
Il settore inoltre necessita di forti investimenti stranieri se vuole mantenere gli attuali livelli produttivi. Secondo un rapporto del governo nigeriano, il Paese rischia di perdere un terzo della produzione entro il 2015 a meno che non si proceda al più presto a varare delle “joint venture” con investitori internazionali. Queste informazioni alimentano la speculazioni sui mercati internazionali facendo salire il prezzo dei prodotti petroliferi. Il paradosso è che la stessa Nigeria ne fa le spese, perché, avendo una limitata infrastruttura di raffinazione, è costretta a importare carburanti raffinati per un valore di 4 miliardi di dollari all'anno. (LM, Fides, 23/04/08)

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Parlamento apre un'inchiesta su compagnia petrolifera nazionale(AdL, Misna, 21/04/2008)

L'apertura di un'inchiesta parlamentare sulla compagnia petrolifera nazionale (Nnpc) e la Direzione delle risorse petrolifere, organismo incaricato di appaltare le concessioni petrolifere, è stata decisa oggi dal parlamento nigeriano. A partire da martedì prossimo, i deputati interrogheranno i responsabili dell'azienda sull'attribuzione dei blocchi petroliferi e lo sfruttamento tra il 1999 e il 2007, durante i due mandati dell'ex presidente Olusegun Obasanjo. In una lettera alla direzione della Nnpc, la commissione di inchiesta parlamentare ha chiesto di visionare tutti i documenti relativi allo sfruttamento tra il 2003 e oggi, specificando il nome delle compagnie e le quantità di barili di greggio stoccato. Secondo la stampa locale, in diverse aste per l'attribuzione dei blocchi petroliferi si sarebbero moltiplicati casi di assegnazioni 'poco trasparenti' che hanno convinto i deputati ad aprire un'indagine. Intanto il movimento per l'emancipazione del Delta del Niger (Mend) ha annunciato di aver compiuto nuovi attacchi contro due oleodotti della 'Shell' e della 'Chevron'. In una lettera aperta al presidente degli Stati uniti, George W. Bush, il Mend scrive di aver compiuto l'attacco - finora non confermato - "perché i problemi fondamentali della regione non sono stati affrontati", e per "dare il benvenuto" alla nave da guerra Usa Uss Swift, che incrocia nel golfo di Guinea. Oggi una consociata del gruppo 'Shell' ha comunicato che in seguito a sabotaggi compiuti nelle scorse settimane, in alcuni impianti produttivi risultano compromesse forniture per un equivalente di 169.000 barili al giorno. L'assenza del Mend, principale responsabile delle azioni di sabotaggio e rapimenti nella zona, dai negoziati di pace in corso tra il governo centrale e le varie organizzazioni ribelli che sostengono di lottare contro lo sfruttamento delle risorse petrolifere del Delta del Niger, considerata la 'cassaforte' di greggio del paese, continua ad alimentare l'insicurezza nella regione meridionale nigeriana.(AdL, Misna,  21/04/2008)

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Sabotaggio ad altre due condutture greggio nel sud (Alice/Apcom, 21/04/2008)

Altre due condutture di greggio sarebbero state attaccate nel sud della Nigeria, nello stato di Rivers, come riferisce una e-mail inviata ad alcuni giornalisti da un gruppo militante che lotta contro la presenza delle multinazionali del petrolio nel Paese. L'ultimo sabotaggio a una conduttura della Shell rivendicato dal Movimento per l'Emancipazione del Delta del Niger, aveva causato venerdì scorso un ennesimo rialzo del prezzo del greggio, che aveva toccato i 116 dollari a barile. La Nigeria è il primo produttore di petrolio del continente africano e l'ottavo esportatore mondiale con 2,3-2,6 milioni barili al giorno, nonché uno dei maggiori fornitori degli Stati uniti.(Alice/Apcom,  21/04/2008)

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Shell conferma falla conduttora - Il Mend annuncia nuovi sabotaggi(Alice/Apcom, 18/04/2008)

La Royal Dutch Shell ha confermato questo pomeriggio che la conduttura in Nigeria, oggetto di un grave sabotaggio da parte di un gruppo militante, sta ancora perdendo greggio. Il prezzo del petrolio ha raggiunto un record, oggi, proprio a causa di questo attentato: 116 dollari a barile. Il portavoce della Shell ha confermato che la falla è ancora aperta e che il danno sembra essere stato causato da esplosivi. La compagnia sostiene comunque che "solo una minima parte della produzione verrà interrotta" per consentire le riparazioni. Il Movimento per l'Emancipazione del Delta del Niger ha rivendicato il sabotaggio di questa notte nello stato meridionale di Rivers. Il gruppo militante nigeriano ha annunciato nuovi sabotaggi alle infrastrutture delle compagnie petrolifere. La Nigeria è uno dei maggiori fornitori di greggio verso gli Usa.(Alice/Apcom, 18/04/2008)

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Palma della pirateria, prima dell'Indonesia (Peacereporter, 16/04/2008)

Dall'inizio dell'anno si è verificato un sensibile aumento a livello mondiale degli attacchi dei pirati. Tra gennaio e marzo, i banditi dal mare hanno colpito 49 volte in giro per il mondo, il 20 per cento in più dello stesso periodo nello scorso anno. Lo riferisce l'International Maritime Bureau in uno studio condotto dal suo centro sulla pirateria in Malesia. La Nigeria ha superato l'Indonesia diventando il Paese più tormentato dagli attacchi. Ne sono già stati registrati 10, la maggior parte dei quali lontano da Lagos, la città più grande del Paese. Numerosi gruppi armati si aggirano nel Delta del Niger, dove la violenza ha ridotto drasticamente la produzione di petrolio locale, la più grande dell'Africa, causando un ulteriore innalzamento dei prezzi. Al secondo posto tra le zone più colpite dai pirati ci sono l'India e il Golfo di Aden, sulla costa settentrionale della Somalia, con 5 attacchi a testa. In India l'obiettivo dei banditi è soprattutto il furto, mentre nel Golfo di Aden sono più frequenti i dirottamenti, come è successo 10 giorni fa al vascello francese Ponant. (Peacereporter, 16/04/2008)

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Documentaristi americani e nigeriani sotto interrogatorio (Peacelink, 14/04/08)

Quattro registi statunitensi ed i loro colleghi nigeriani sono stati oggi interrogati dalle forze di sicurezza nigeriane, dopo essere stati fermati nella zona del delta del Niger senza scorta. Il gruppo stava lavorando su un documentario riguardante la produzione di greggio nella regione, in cui gli stabilimenti petroliferi sono spesso oggetto di attacchi da parte dei miliziani. Secondo quanto dichiarato dal portavoce della Difesa, il generale di brigata Mohammed Yusuf, gli operatori, che lavoravano per la Sweet Crude Movie, "sono stati portati ad Abuja ieri, e sono stati sottoposti al normale iter di interrogazioni, i cui risultati renderemo pubblici non appena concluse". (Peacelink,14/04/08

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Eni: Sabotaggio, in corso spegnimento incendi(Ansa,14/08/2008)

Eni informa che nella notte tra il 12 e 13 aprile, a causa di un sabotaggio, si e' sviluppato un incendio alle installazioni petrolifere del cluster 1 e cluster 3, operate dalla Naoc nell'area di Beniboye nel Delta State, in Nigeria. I mezzi antincendio, spiega un comunicato del gruppo italiano, sono prontamente intervenuti per domare le fiamme. Sul cluster 1 le operazioni di spegnimento sono ancora in corso, mentre sul cluster 3 l'incendio e' stato gia' spento. La perdita di produzione complessiva e' di circa 5.000 barili al giorno (di cui circa 1.000 barili in quota Eni). Non si registra nessun danno a persone. (Ansa, 14/04/08)

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Rapporto, gruppi violenti favoriti dai politici (Carla Amato, 04/04/2008)

Il governo nigeriano ha fallito nel perseguire i responsabili politici e i leader della banda responsabile di una micidiale ondata di violenze post-elettorali nel delta del Niger ricco di petrolio Delta del Niger. Lo ha denunciato la settimana scorsa Human Rights Watch in un rapporto paventando ulteriori violenze. Per sei settimane, nei mesi di luglio e agosto 2007, decine di persone sono state uccise e oltre 150 ferite quando bande armate si sono scontrate nelle strade della citta' di Port Harcourt. Utilizzando armi automatiche, esplosivi, e machete, le bande non solo si sono combattute a vicenda, ma hanno attaccato civili nigeriani che sedevano al bar, tornavano a casa dal lavoro a piedi o erano seduti fuori alle loro case. La relazione di 55 pagine, "La politica come guerra", e' basata su un'inchiesta di due settimane effettuata da una delegazione di HRW con interviste alle vittime, ai politici, ai leader della banda, e alle forze di polizia. La relazione rivela che le bande locali sono diventate piu' potenti e violente attraverso legami con influenti politici e per la lunga impunita' accordata loro dai leader politici e delle forze dell'ordine. Peraltro gli stessi politici che hanno permesso il proliferare delle bande non e detengono piu' il controllo. Nel mese di agosto 2007, la violenza ha raggiunto un tale crescendo che il governo federale ha ordinato ad un copro militare speciale di intervenire per porvi fine e queste hanno restaurato una certa calma. Tuttavia hanno fallito nell'arresto dei dirigenti della banda e nei leader coinvolti nelle violenze. Peraltro Human Rights Watch ha documentato anche numerosi gravi abusi dei diritti umani commessi dai militari. (Carla Amato,  04/04/2008)

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Esponente di spicco del ‘mend' per la prima volta in tribunale (FB, Misna, 04/04/2008)

Rischia la pena di morte in caso di condanna Henry Okah, esponente di spicco del Movimento per l'emancipazione del Delta del Niger (Mend), arrestato nel settembre scorso in Angola ed estradato segretamente in Nigeria a febbraio. Ieri per la prima volta Okah è apparso di fronte ai giudici del tribunale della località settentrionale di Jos, tra ingenti misure di sicurezza, per un'udienza a porte chiuse in cui è stato formalmente incriminato di tradimento; originario di Lagos - il padre era un comandante della Marina nigeriana - Okah è accusato anche di traffico di armi. I suoi legali hanno protestato per la decisione di tenere l'udienza a porte chiuse anche per i giornalisti. "Ogni sospetto golpista in Nigeria è stato sempre giudicato in pubblico; queste restrizioni non garantiscono un giusto processo" ha detto Femi Falana, avvocato difensore di Okah; anche il Comitato per la difesa dei diritti umani dello stato del Delta ha chiesto che il dibattimento avvenga a porte aperte. Indicato da alcuni come il principale portavoce del movimento che si nascondeva dietro l'acronimo ‘Jomo Gbomo' (presente in calce alle e-mail che hanno reso il Mend conosciuto in tutto il mondo), Okah tempo fa era stato dato per morto. I movimenti armati del Delta del Niger - il Mend è solo l'ultimo nato, anche se quello internazionalmente più noto grazie alla capacità dimostrata nel gestire i media internazionali - sostengono di combattere per una diversa distribuzione dei proventi del petrolio. (FB, Misna, 04/04/2008)

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Oggi prima udienza a porte chiuse contro leader del Mend (Alice/Apcom, 03/04/2008)

Il processo a porte chiuse contro i presunti leader del Movimento di emancipazione del Delta del Niger (Mend), Henry Okah e Edward Atatah, si aprirà oggi nella città di Jos, nello stato centro-orientale di Plateau. Lo riferisce lo stesso Mend in un comunicato. Due giorni fa, un magistrato ha riferito alla France presse della decisione di processare i due imputati a porte chiuse, adottata dal tribunale su richiesta del Procuratore federale. "I due ostaggi in mano del governo nigeriano con accuse inventate - scrive il Mend nella nota - verranno chiamati in giudizio oggi alle 13 davanti all'Alta corte federale di Jos, nello stato di Plateau". Le autorità nigeriane contestano ai due imputati i capi di accusa di "tradimento, terrorismo e traffico di armi". Se riconosciuti colpevoli di tradimento, rischiano la pena di morte. Okah e Atatah sono stati arrestati lo scorso settembre all'aeroporto di Luanda, in Angola, con l'accusa di traffico di armi ed estradati a metà febbraio in Nigeria. Il Mend ha lanciato una campagna di attacchi contro le aziende petrolifere attive nel delta del Niger all'inizio del 2006, causando un calo del 20% della produzione giornaliera di greggio, per chiedere l'investimento dei proventi del greggio nello sviluppo della regione. Secondo la stampa nigeriana, sarebbe stato Okah a guidare la lotta armata, rivendicata in comunicati inviati alla stampa internazionale e firmati con lo pseudonimo di Jomo Gbomo. Non è chiaro invece il ruolo di Atatah. I due uomini hanno sempre sostenuto che si trovavano in Angola per acquistare una barca. Contattato via e-mail dal quotidiano nigeriano Guardian, il Mend ha definito "inaccettabile" il processo a porte chiuse. "Dimostra solo che il governo non è in grado di dimostrare la fondatezza delle sue accuse contro i due uomini - ha detto il Mend, che continua a firmarsi Jomo Gbomo - un processo pubblico farebbe capire a tutti i nigeriani che quello che abbiamo è un governo di pupazzi". I ribelli nigeriani seguiranno con attenzione quanto accade in aula, ha aggiunto Gbomo, e si comporteranno di conseguenza. (Alice/Apcom, 03/04/2008)

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Nigeria - Processo segreto per leader del Mend (Mwinda, 02/04/2008)

Il tribunale di Abuja ha accettato la richiesta dei pubblici ministeri di tenere in segreto il processo contro Henry Okah, leader del Movimento per l'emancipazione del Delta del Niger (Mend) arrestato lo scorso settembre in Angola ed estradato in Nigeria. Per ragioni di "sicurezza nazionale", il processo si terrà in segreto. Così è stato deciso dal tribunale che dovrà giudicare Henry Okah e Edward Atatah, i due cittadini nigeriani arrestati all'inizio di settembre in Angola ed estradati a febbraio in Nigeria. I due sono accusati di "tradimento, terrorismo, possesso illegale di armi da fuoco e traffico d'armi. Okah è da molti ritenuto il portavoce del Mend, colui che con lo pseudonimo di Jomo Gbomo ha annunciato per tutto l'anno scorso a una mailing list di giornalisti le azioni del suo gruppo. (Mwinda,  02/04/2008)

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Saipem: nuovo contratto (La Stampa, 02/04/2008)

Saipem si è aggiudicata il contratto per lo sviluppo sottomarino del giacimento offshore di Usan, situato circa 160 chilometri a sud di Port Harcourt, in Nigeria. Il contratto ha un valore complessivo di oltre 1,3 miliardi di dollari USA. Il contratto, che è stato assegnato da Elf Petroleum Nigeria (Total) in qualità di operatore della concessione esplorativa OML 138 dove è situato il giacimento di Usan, riguarda l'ingegneria, l'approvvigionamento, la fabbricazione, l'installazione e le attività di assistenza relative alla messa in servizio di condotte sottomarine (per 61 chilometri), ombelicali (per 72 chilometri) e risers che collegheranno 42 teste pozzo sottomarine al sistema di produzione galleggiante (FPSO, Floating Production Storage Offloading). Il contratto, inoltre, comprende la realizzazione del sistema di esportazione del greggio costituito da una boa di ancoraggio e due linee di esportazione e di parte del sistema di ancoraggio dell'FPSO. Le attività di fabbricazione saranno svolte in Nigeria, presso il cantiere di Rumuolumeni, di proprietà di Saipem. I lavori in mare saranno svolti dai mezzi navali altamente specializzati Saipem FDS e Saipem 3000, in profondità d'acqua comprese tra i 730 e gli 850 metri, tra il quarto trimestre 2010 e il quarto trimestre 2011. (La Stampa, 02/04/2008)

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Decine di decessi in pochi giorni per un'epidemia di colera (Radio Vaticana, 31/03/2008)

Sono una cinquantina le persone morte negli ultimi cinque giorni nello Stato di Benue, est della Nigeria, per il diffondersi di una virulenta epidemia di colera che ha fatto la sua comparsa ‘ufficiale’ solo il 26 marzo scorso. Secondo la stampa nigeriana ripresa dall'Agenzia Misna, che cita amministratori locali, oltre alle vittime, in pochi giorni sono stati censiti oltre 150 casi di contagio. La situazione più grave è nella capitale dello stato, Makurdi, ma anche l’area di Otukpo figura tra le più colpite dall’epidemia, insieme a Guma e Obi; la popolazione che vive sulle rive del fiume Benue sarebbe stata presa letteralmente dal panico a causa dell’alto numero di morti in pochi giorni. Secondo il responsabile sanitario dello stato di Benue, Jarius Erube, l’epidemia sarebbe provocata dal consumo dell’acqua del fiume. Una campagna di informazione e prevenzione è già in corso per prevenire il diffondersi ulteriore della malattia. (R.P.) (Radio Vaticana, 31/03/2008)

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Rapiti cinque dipendenti petroliferi nella regione di Ondo (Peacereporter, 31/03/2008)

Cinque dipendenti della Express Oil, una compagnia petrolifera, sono stati rapiti sabato scorso nello stato sudoccidentale di Ondo, secondo quanto riportato dalle autorità. I cinque sarebbero stati sequestrati da alcuni giovani locali, scontenti per il presunto mancato pagamento di alcuni diritti di sfruttamento da parte della compagnia. La Nigeria, ottavo produttore mondiale di petrolio, è spesso teatro di rapimenti e scontri tra forze dell'ordine e gruppi armati, molti dei quali chiedono una più equa distribuzione di risorse derivanti dal settore petrolifero. (Peacereporter,31/03/2008)

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Delta del Niger, rapiti moglie e figlio neonato di un politico locale(Peacelink, 26/03/08)

Alcuni uomini armati hanno rapito la moglie e il figlio di tre settimane di un politico locale del Delta del Niger, in Nigeria. I sequestratori hanno fatto irruzione nella casa di Samuel Ejiogu, esponente del People's Democratic Party e candidato alle elezioni per il consiglio locale di sabato prossimo, e hanno preso la moglie e il figlio. Inizialmente avevano richiesto 100.000 euro di riscatto, ma poi "hanno richiamato per dire che il nuovo importo era di 25.000 euro", ha affermato Ejiogu, "ma io ho continuato a dirgli che non posso permettermi una cifra del genere, che non sono un uomo ricco". I sequestri a scopo di riscatto sono molto frequenti nel Delta del Niger: più di 200 straneri, in maggior parte lavoratori dell'industria petrolifera, sono stati rapiti dal 2006, ma ultimamente molte delle vittime sono nigeriane. (Peacelink, 26/03/08)

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C´era una volta il lago Ciad... (Greenreport, 26/03/08)

Il presidente della Nigeria, Umar Yar´Adua ha chiesto alle parti della Commissione del bacino del lago Ciad di riesaminare la loro strategia, per poter raggiungere più efficacemente gli obiettivi per lo sviluppo sostenibile nell’area di quello che, pur agonizzante, rimane di uno dei più grandi laghi dell’Africa. A portare le preoccupazioni presidenziali alla 54esima sessione del Consiglio dei ministri, che prepara nella capitale Nigeriana Abuja il dodicesimo summit della commissione per il lago Ciad, è stato il ministro degli esteri Ojo Maduekwe, che ha insistito sul fatto che «il lago è oggi minacciato da una serie di cambiamenti climatici e da attività umane. La vita di circa trenta milioni di persone di 6 Paesi dipende dal lago Ciad, il presidente ha incaricato le parti interessate di trovare una soluzione per adattarsi alla situazione del lago». Yar´Adua sembra voler rompere l’immobilismo politico che da anni guarda impotente l’agonia del grande bacino del Ciad e si è detto insoddisfatto per il numero insufficiente di programmi di elevata qualità realizzati dalla Commissione ed a fatto sapere che «la sessione deve concentrarsi sulle sfide crescenti relative alla sicurezza regionale, alla integrazione economica ed alla gestione delle risorse idrauliche che sono di fronte ai Paesi della regione».
La Commissione del bacino del Ciad, creata nel 1964 a N´Djamena (la capitale del Ciad) da Nigeria, Niger, Camerun e Ciad, i 4 Paesi che si affacciano sul lago ed ai quali si è unita nel 1994 la Repubblica Centrafricana, ha l’obiettivo di realizzare un miglior utilizzo dell’acqua ed una sua gestione integrate della risorsa idrica e del suolo per giungere ad uno sviluppo sostenibile. Un compito che si dimostra sempre più arduo in una zona sconvolta da continue guerre, guerriglie, e percorsa da masse crescenti di profughi che fuggono da un Paese all’altro spinti da conflitti come quello del Darfur o dai colpi di Stato tentati o riusciti e dall’odio interetnico.
Ma la sfida più grande che i Paesi che si affacciano sul lago (o meglio dire si affacciavano, visto che il lago vero e proprio ormai si estende al confine tra Camerun e Ciad) o che traggono beneficio dalle sue acque è quella ambientale. Il grande lago che sorge al bordo del Sahara è un vero e proprio esempio di disastro ambientale in corso, un caso di scuola per la perdita di una risorsa indispensabile. Il lago Ciad è poco profondo e sembra essere una delle vittime predestinate del global warming e dell’intensivo sfruttamento umano: nel 1964 aveva una superficie di 25 mila chilometri quadrati, oggi copre solo 9 mila kmq. (Greenreport, 26/03/08)

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Delta: dirottata nave con 6 persone a bordo (Agr, 12/03/2008)

Una nave con a bordo 6 nigeriani e' stata dirottata da uomini armati nella zona del Delta del Niger. Lo ha annunciato una guardia di sicurezza privata, che ha voluto mantenere l'anonimato: gli autori dell'attacco, avvenuto vicino allo snodo petrolifero di Port Hancourt, avrebbero chiesto un riscatto per il rilascio degli ostaggi. (Agr, 12/03/2008)

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Responsabile Onu: tortura pratica sistematica in carcere (Alice/Apcom, 11/03/2008)

La polizia della Nigeria si sta macchiando di torture diffuse e sistematiche durante gli interrogatori e nelle celle dei penitenziari. Lo ha denunciato Manfred Nowak, investigatore capo dell'Agenzia delle Nazioni Unite sulle torture. Nowak ha sottolineato che i nigeriani in custodia di polizia sono spesso frustati, picchiati con bastoni e machete, appesi al soffitto. "Le condizioni di detenzione nelle celle di polizia visitate erano raccapriccianti", ha dichiarato Nowak al Consiglio per i diritti umani dell'Onu, formato da quarantasette Paesi. Le celle erano in maggior parte poco igieniche e sovraffolate, con detenuti costretti a dormire in terra e spesso con poco cibo e poca acqua a disposizione. La missione Onu in Nigeria non ha voluto commentare. Nowak ha visitato il Paese africano nel marzo dello scorso anno quando ispezionò carceri, ebbe colloqui con i detenuti e parlò alle autorità e ai gruppi per la tutela dei diritti umani locali. Ha osservato che le autorità stanno ammassando troppi detenuti nei centri destinati alla custodia cautelare. Il carcere di Port Harcourt, ad esempio, ha una capienza di circa 800 detenuti ma ne ospitava 2.420 all'epoca della visita dell'investigatore capo. Alcuni aspettano un processo da dieci anni, ha ricordato Nowak. La loro attesa è spesso contrassegnata dalla tortura, "parte intrinseca" del sistema di polizia nigeriano. "Questo inaccettabile stato di cose deve finire", ha aggiunto nel suo rapporto di 27 pagine. (Alice/Apcom, 11/03/2008)

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Capo del Mend incontra il fratello in carcere: sta bene (