Proclamato sciopero contro aumenti stipendi parlamentari (Misna, 01/12/2008)
Una giornata di ‘ville morte’ (città morta) nella capitale Niamey e manifestazioni in altre città sono state indette per domani dal movimento della società civile ‘Coalizione contro il carovita’ per protestare contro gli elevati indennizzi garantiti ai parlamentari nonostante il duro impatto della crisi economica sul paese. Secondo gli organizzatori del movimento, la settimana scorsa il parlamento ha approvato un bilancio per l’Assemblea nazionale iscritto nella legge finanziaria di 8 miliardi di franchi cfa (12,2 milioni di euro) di cui la metà sono destinati a pagare indennità e benefit ai parlamentari, ovvero 3 miliardi di cfa per indennizzi e 1,2 miliardi per spese di viaggio. Gli attivisti hanno definito gli aumenti inammissibili in un paese dove il potere d’acquisto diminuisce ogni giorno e gli ospedali non hanno medicine. Nouhou Arzika, presidente della coalizione, ha chiesto al capo dello stato Mamodou Tandja di non firmare la legge e di rinviarla al parlamento per una seconda valutazione. La ‘ville morte’ implica il blocco di tutte le attività e non uscire di casa, ed è una forma di protesta scelta dai dimostranti per ovviare al divieto di manifestare imposto dalle autorità nella capitale. Ieri nonostante i divieti 5000 persone hanno protestato nelle vie contro l’ipotesi, avanzata da sostenitori del presidente Tandja, di modificare la costituzione per garantirgli un terzo mandato consecutivo. [BF] (Misna,
01/12/2008)
Msf: "costretti" a lasciare definitivamente il paese (Alice/Apcom, 30/10/08)
La sezione francese di Msf ha annunciato di aver deciso ritirarsi dal Niger, dove aveva già interrotto le operazioni tre mesi fa. Il Niger, dice Msf, non ha mai risposto alla sua richiesta di riprendere le operazioni e ha anzi accusato l'organizzazione di aver artificialmente esagerato il numero di bambini malnutriti nel paese. Proprio la polemica sull'entità e le cifre del problema della malnutrizione infantile aveva portato, a luglio, alla prima crisi tra Msf e governo del Niger. In quel periodo il governo aveva ordinato a msf di sospendere le sue operazioni nella regione di Maradi. Il comunicato di oggi precisa: "Visto che non abbiamo ricevuto alcuna risposta dalle autorità del Niger, la sezione Francese di Medecins sans Frontieres si vede costretta a lasciare il ap4ese". Christophe Fournier, presidente del comitato internazionale di Msf, commenta duramente: "è scioccante che un governo, dopo aver consentito l'avvio di una serie di programmi davvero innovativi ignori ora la situazione di bisogno di migliaia di bambini". A difesa di Msf i sindacati del Niger, che prendendo posizione affianco dell'organizzazione rileva con un comunicato che da quando è stata bloccata l'azione di Msf "la situazione di diverse migliaia di bambini denutriti è seriamente peggiorata".
(Alice/Apcom, 30/10/08)
Schiavitu', una donna vince causa contro lo stato (la Repubblica, 27/10/08)
Storico verdetto in Africa, continente dove la schiavitu' costituisce tuttora un fenomeno tanto grave e diffuso quanto strisciante, a dispetto dei proclami ufficiali: lo Stato del Niger e' stato riconosciuto colpevole in una causa intentata da una sua giovane cittadina, la 24enne Hadidjatou Mani Koraou, per non aver ricevuto alcuna tutela legale dalle istituzioni nazionali che le impedisse di essere venduta come schiava all'eta' di 12 anni, per una somma equivalente a circa 400 euro, subendo di conseguenza percosse e abusi sessuali, oltre all'imposizione del lavoro forzato. La ragazza si era rivolta alla Corte di Giustizia dell'Ecowas, la Comunita' Economica dei Paesi dell'Africa Occidentale, denunciando la disapplicazione a suo favore da parte delle autorita' nigerine delle leggi contro lo schiavismo. I giudici le hanno dato ragione, condannando il governo di Niamey a pagarle un risarcimento dei danni morali e materiali di 10 milioni di franchi Cfa, pari a 15.000 euro. "La ricorrente", recita la sentenza, "e' rimasta vittima della schiavitu', e la Repubblica del Niger e' colpevole di omissione": in particolare, del mancato intervento dei propri enti giuridici e amministrativi. La decisione appare destinata a ripercuotersi ben al di la' dei confini nazionali, e probabilmente anche di quelli regionali. "Sono davvero felice", ha commentato in lingua haussa Mani, i cui avvocati avevano peraltro chiesto un indennizzo cinque volte superiore a quanto stabilito dalla Corte. La donna, per farsi giustizia, ha potuto contare sul determinante appoggio di alcune organizzazioni umanitarie britanniche che si battono contro la riduzione in schiavitu'. (la Repubblica,
27/10/08)
Il governo minaccia di espellere MSF (la Stampa/Le Monde, 24/10/2008)
Il governo nigerino minaccia di espellere dal proprio territorio l'ong Medici senza frontiere (Msf), attiva nel paese nella lotta alla malnutrizione fin dal 2001. L'allarme arriva dal quotidiano francese Le Monde. Le attività di Msf sono state bloccate tre mesi fa e i tentativi fatti negli ultimi giorni dai vertici dell'organizzazione per convincere il presidente della Repubblica del Niger a intervenire per consentire all’organizzazione di riprendere le attività nutrizionali a Maradi non hanno dato finora risultati. Parlando alla radio pubblica, il ministro nigerino della salute Issa Lamine ha accusato l'organizzazione di gonfiare le cifre del problema della malnutrizione in Niger per ottenere fondi supplementari e spiegato come sia un dovere dello stato sfamare i propri cittadini. In realtà la presenza di Msf nel Paese africano rappresenta una pubblicità negativa che il governo non sembra più disposto a tollerare. Proprio perché la realtà è assai diversa da come la propaganda nazionalista la vuol ritrarre. «La situazione sul terreno - secondo la dottoressa Marie-Pierre Allié, presidente di Msf - è estremamente inquietante e negli ospedali e nei centri di salute che ho visitato, nonostante gli sforzi, il personale infermieristico non può far fronte all’afflusso di bambini malnutriti». Nel mese di luglio, al momento della sospensione, 3.400 bambini malnutriti erano già in cura e 500 nuovi bambini venivano ammessi ogni settimana. L’interruzione ha coinciso con il periodo di pausa tra un raccolto e l`altro, la fase più critica dell’anno. Msf stima che quasi 8.000 bambini gravemente malnutriti avrebbero dovuto essere curati in questi tre mesi nei centri presenti nei distretti di Madarounfa e Guidan Roumdji. Msf riconosce che sono stati fatti «molti progressi, come l’adozione di un nuovo protocollo d`intesa, che ha consentito di moltiplicare il numero di bambini in cura, e lo sviluppo della produzione locale di alimenti terapeutici pronti all’uso. Si tratta di un miglioramento reale che oggi contrasta con l’atteggiamento di alcuni responsabili nigerini che tendono a minimizzare o addirittura a negare l’esistenza di sacche di malnutrizione in Niger». «Negli ultimi anni abbiamo condotto, in collaborazione con le autorità del Niger, programmi innovativi ed efficaci - conclude Marie-Pierre Allié - chiediamo oggi, data la gravità della situazione, l’immediata ripresa delle nostre attività nella regione di Maradi per curare i bambini malnutriti». (la Stampa/Le Monde, 24/10/2008)
Msf, autorita' ci facciano riprendere attivita' nel paese
(Asca, 21/10/2008)
A tre mesi dalla sospensione delle attivita' decisa dalle autorita' nigerine, Medici Senza Frontiere (Msf) chiede al presidente della Repubblica del Niger di intervenire per consentire alla stesa organizzazione di riprendere immediatamente le attivita' nutrizionali a Maradi. ''La situazione sul terreno e' estremamente inquietante'' ha dichiarato la dottoressa Marie-Pierre Allie', presidente di Msf - Negli ospedali e nei centri di salute che ho visitato, nonostante gli sforzi, il personale infermieristico non puo' far fronte all'afflusso di bambini malnutriti''. Nel mese di luglio, al momento della sospensione, 3400 bambini malnutriti erano gia' in cura e 500 nuovi bambini venivano ammessi ogni settimana. Questa interruzione coincide con il periodo di pausa tra un raccolto e l'altro, la fase piu' critica dell'anno. Msf stima che quasi 8mila bambini gravemente malnutriti avrebbero dovuto essere curati nei centri per la malnutrizione nei distretti di Madarounfa e Guidan Roumdji durante questi tre
mesi''. (Asca, 21/10/2008)
Min. Difesa: tre soldati, un ribelle uccisi in sparatoria (Alice/Apcom, 09/10/2008)
Tre soldati e un sospetto ribelle sono morti in una sparatoria nel nord del Niger. Lo ha annunciato il ministero della Difesa del Paese africano. Il ministero ha riferito che la sparatoria è avvenuta nella regione delle Montagne dell'Air, dove è attiva l'organizzazione Movimento per la giustizia del Niger. In un comunicato, l'esercito ha descritto gli aggressori come "banditi armati", una frase che il governo comunemente utilizza per descrivere i ribelli. Ha aggiunto che i tre soldati sono rimasti gravemente feriti nel conflitto a fuoco e sono deceduti mentre venivano portati via. (Alice/Apcom,
09/10/2008)
Corte appello concede rilascio provvisorio a giornalista radio (Asca/Afp, 07/10/2008)
La Corte di Appello del Niger ha ordinato il rilascio provvisorio di un noto giornalista radiofonico accusato dal governo di alto tradimento e di aver minato la sicurezza nazionale. Moussa Kaka, corrispondente per Radio France Internationale (RFI), era stato arrestato nel settembre del 2007 per aver sostenuto diverse telefonate con i ribelli Tuareg. ''La Corte ha ordinato che Kaka sia giudicato dai magistrati del tribunale di Niamey ed ha ordinato la sua liberta' provvisoria nel caso in cui non ci siano altre accuse a suo carico'', ha dichiarato ai giornalisti il legale di Kaka, Fodi Boureima Mamadou. (Asca/Afp,
07/10/2008)
Un cimitero nel Sahara (Marta Meloni, Italoeuropeo, 22-08-2008)
Un cimitero nel Sahara.Il Sahara non è sempre stato il deserto che conosciamo. Due diverse popolazioni umane hanno abitato per più di duemila anni la regione sahariana dell'età della pietra, allora ricca di vegetazione. Durante una spedizione per lo studio dei dinosauri, un gruppo di ricercatori, guidati da Paul Sereno dell'Università di Chicago, ha casualmente scoperto il più grande cimitero dell'età della pietra nel sito archeologico di Gobero nel Niger. Gli studiosi hanno finora esaminato 67 delle circa 200 tombe che compongono il cimitero di Gobero scoprendo molti dettagli sui Kiffian e i Teneriani, le due popolazioni che si sono avvicendate nell'occupazione della regione del Tenerè. I Kiffian hanno abitato il Tenerè sicuramente nel periodo compreso tra il 7700 a.C. e il 6200 a.C. Insieme agli scheletri di persone di alta statura sono state ritrovate delle punte di arpioni e delle ossa di grandi animali della savana. Ciò fa pensare a una popolazione di raccoglitori-cacciatori che abitava una zona nei pressi di un lago. Nel 6200 a.C. la regione sahariana conobbe un primo periodo di estrema siccità, che durò circa mille anni, in cui i Kiffian sembrano essere improvvisamente scomparsi. Con la ricomparsa delle piogge un'altra popolazione, quella dei Teneriani, si stabilì nella regione del Tenerè. I Teneriani erano di corporatura decisamente più piccola e gracile dei Kiffian e si servivano quindi di attrezzi per la caccia e la pesca che necessitavano di una minor forza fisica rispetto a quelli utilizzati dai Kiffian. Oltre alla pesca e alla caccia di animali selvatici, i Teneriani si dedicavano all'allevamento del bestiame. Avevano inoltre delle credenze spirituali e praticavano il culto dei morti. È stata infatti portata alla luce una tomba, risalente a 5300 anni fa, con i resti di una donna e due bambini la cui posizione indica un abbraccio reciproco, adagiati su un letto di fiori. Lo studio delle tombe rimanenti può farci conoscere molti altri dettagli della vita di queste popolazioni. Elena Garcea dell'Università di Cassino, che collabora allo studio, afferma che “possiamo imparare molto da questi resti sull'adattamento degli umani ai cambiamenti climatici. In questa zona l'ambiente è cambiato diverse volte in un periodo di tempo relativamente breve e possiamo usare questi reperti per capire come le popolazioni hanno affrontato questi cambiamenti. (Marta Meloni, Italoeuropeo,
22/08/2008)
Ribelli tuareg smentiscono fine rivolta armata (Misna,
20/08/2008)
Il Movimento dei nigerini per la giustizia (Mnj), principale gruppo tuareg in lotta contro il governo di Niamey, ha negato di esser pronto a deporre le armi e sostenuto che nelle regioni settentrionali del paese la rivolta continuerà fin quando non saranno soddisfatte tutte le sue “legittime rivendicazioni”. In una nota pubblicata online ieri sera, l’Mnj accusa il governo di Niamey di aver diffuso una traduzione volutamente scorretta di un recente discorso pronunciato in lingua tuareg dal comandante ribelle Aghali Alambo. Al di là di polemiche partigiane e giravolte tattiche, pressoché tutte le fonti di stampa internazionali hanno interpretato il discorso come un’apertura a un’offerta di mediazione avanzata dal governo di Tripoli; dopo aver ascoltato domenica l’intervento di Alambo nella località libica di Ugari, il colonnello Muammar Gheddafi aveva affermato che “le armi non sono il mezzo adatto per vendicare le ingiustizie” e garantito “un’indagine approfondita per evidenziare le discriminazioni ai danni dei tuareg in Niger e in Mali”. Dall’inizio del 2007 ad alimentare la rivolta dell’Mnj ha contribuito lo sfruttamento dei ricchi giacimenti di uranio concentrati nel nord del paese; tra le principali richieste del movimento c’è una distribuzione più equa delle risorse nazionali, necessaria per garantire lo sviluppo delle regioni a maggioranza tuareg.[ VG] (Misna, 20/08/2008)
Nel deserto un nobile Tuareg contro la tratta degli schiavi (La Stampa, 10/08/2008)
(…)
Da qualche tempo nel Sud del Niger si sentono strane voci: che ci sono schiavi che hanno la spudoratezza di andare in tribunale, di denunciare i padroni, di invocare la legge. Nei palazzi dei tuareg si fa il nome del colpevole, si denuncia una intollerabile rivoluzione. Perché il «traditore» c'è, illustre, un indocile che chiameresti eroico con usato aggettivo. Moustapha Kadi Ounani è il figlio di uno dei tre sultani del Niger, che i francesi dopo aver domato trasformarono in capi tradizionali delle loro regioni. Moustapha è cresciuto a fianco di alcuni giovani schiavi, giocando con loro. Ma questo non li salvava dai maltrattamenti. Un giorno una bimba di 12 anni, disperata, cercò di fuggire nel deserto. Gli dissero per consolarlo che il corpicino era stato ritrovato, sbranato da una iena. Era una bugia, una delle tante. Due anni dopo, a Konni dove l'avevano mandato a studiare, la ritrovò viva, l'avevano venduta per punirla a un bordello della città. Quel giorno il giovane sultano decise che non avrebbe più avuto schiavi, ma solo uomini liberi. I suoi li ha già affrancati. Ora con i soldi di una associazione umanitaria francese, «Réagir dans le monde», gira il Niger spezzando catene. - Domenico Quirico
(La Stampa,
10/08/2008)
Due donne francesi detenute da mesi nella prigione di
Agadez (Peacereporter,
01/08/2008)
Due donne francesi sono detenute da mesi nella prigione di Agadez,
nel nord del Niger, e una di loro è accusata di aver stretto legami con i
ribelli tuareg. La prima, Catherine Dubois, è accusata di danni contro
l'autorità e la sicurezza di Stato, minacce e esercizio illegale, capi di
accusa che la vedrebbero coinvolta nella ribellione tuareg dal 2007 nella
regione Agade. La Dubois è una dipendente di un'agenzia di viaggio a Agadez, e
si trovava nella regione per aiutare i bambini diseredati. La secondo francese,
Josette Prudhomme, di 64 anni, è stata incarcerata per aver legami con i
ribelli e aver firmato assegni senza provvigione di oltre 10 milioni di moneta
locale, equivalenti a 15.000 euro. Il giudice ha respinto le richieste di
riduzione della pena in libertà provvisoria. Da Parigi, un portavoce del
ministero francese degli affari esteri ha fatto sapere che la situazione delle
due donne è seguita con molta attenzione.
(Peacereporter, 01/08/2008)
Proteste per accordo con la Cina per l'estrazione di petrolio (AsiaNews, 31/07/2008)
Attivisti per i diritti in Niger protestano e chiedono "un'inchiesta parlamentare" per un contratto di 5 miliardi di dollari con la Cina per lo sfruttamento dei giacimenti di petrolio. Gli attivisti, che raccolgono diverse organizzazioni, temono che la somma non sarà impiegata a favore della popolazione, anche perché l'accordo, seppure di rilevante valore, è stato concluso nel massimo riserbo e tuttora il governo del Niger non ha indicato come utilizzerà la somma ottenuta. A giugno la Cina ha concordato investimenti per 5 miliardi in 3 anni per sviluppare la produzione petrolifera. Il governo non risponde circa l'utilizzo delle somme, ma insiste che l'accordo creerà migliaia di posti di lavoro. Analisti osservano che in vari Paesi africani lo sfruttamento delle ricchezze ha beneficato anzitutto i leader politici, pure di recente. Ricordano il governo dell'Angola, che per anni ha sperperato in modi non conosciuti oltre 1 miliardo di dollari l'anno ricavati dai giacimenti petroliferi. Per questo gli attivisti per i diritti chiedono di poter conoscere l'accordo e verificare l'utilizzo delle somme. Pechino è stata più volte accusata di concludere affari con governi africani senza pretendere di sapere come saranno impiegati i soldi, come invece chiedono gli Stati occidentali. (AsiaNews,
31/07/2008)
Il governo sospende i progetti della sezione francese di MSF
(MSF, 28/07/2008)
Lo scorso 22 luglio la sezione francese di Medici Senza Frontiere (MSF) è stata informata da un decreto emesso dal Ministro degli Interni del Niger, Albade Abouba, della sospensione dell'autorizzazione a lavorare nel paese. MSF non è stata informata delle ragioni che hanno portato a questa decisione. In seguito al decreto, MSF ha cercato un incontro con le autorità del Niger al fine di chiarire la situazione. "MSF desidera continuare la propria attività medico umanitaria in accordo con le autorità del Niger", ha dichiarato la dottoressa Marie-Pierre Allie, presidente della sezione francese di MSF. "Ci siamo attivati per avere un incontro con la presidenza del Niger e con i ministri per cercare di chiarire la situazione". Nella zona di Maradi, le equipe di MSF collaborano con le autorità nigerine per trovare una soluzione al fine di non lasciare i pazienti particolarmente gravi senza assistenza medica. In cooperazione con il governo del Niger, MSF ha messo a punto nuove strategie per il trattamento della malnutrizione acuta negli ultimi anni. Dall'inizio dell'anno MSF ha curato più di 14mila bambini malnutriti in forma acuta. Al momento MSF sta trattando più di 3400 bambini malnutriti, di cui 233 ricoverati in centri nutrizionali. Più di 70mila bambini ricevono mensilmente integratori nutrizionali da MSF. MSF collabora anche con il reparto maternità di due centri di salute nella città di Agadez. In seguito alle dichiarazioni del ministero francese degli Affari Esteri del 25 luglio 2008, in cui il governo francese dice di essere "estremamente preoccupato" per la decisione del governo del Niger di porre fine alle attività di Medici Senza Frontiere, MSF intende ribadire la propria indipendenza in relazione a tutti i poteri politici.
(MSF,
28/07/2008)
Bombardamenti a Tchirozerine: sette bambini e diversi civili feriti
(Peacereporter, 25/07/2008)
Sette bambini e diversi altri civili sono stati feriti durante i bombardamenti delle forze armate nigerine (Fan) a Tchirozerine. I ribelli del Movimento dei nigerini per la giustizia (Mnj), attivi nella regione, hanno precisato che le esplosioni sarebbero 'un avvertimento' per i loro combattenti, dislocati sulle montagne vicino alla città. Secondo fonti locali, i bombardamenti hanno colpito le zone di Tidene, Tafadak e Tchize Malat. Nelle scorse settimane, dopo una pesante offensiva dell'esercito contro i Mnj, i combattenti avevano denunciato l'avvelenamento dei pozzi d'acqua usati dalla popolazione ad opera dei militari. Inoltre il giornalista Moussa Kafka, di Radio France International, in carcere da dieci mesi per 'presunti' legami con i gruppi ribeli, non potrà uscire, perchè il pubblico ministero ha fatto ricorso.
(Peacereporter, 25/07/2008)
Niamey: in migliaia scendono in strada contro i black-out (Misna, 10/07/2008)
Una pacifica manifestazione di alcune migliaia di persone ha preso vita stamani davanti al palazzo del parlamento di Niamey per protestare contro i frequenti black-out. Guidati dalla ‘Convergenza cittadina’, nuova coalizione della società civile che raggruppa una sessantina di organizzazioni, i dimostranti hanno chiesto il licenziamento del direttore della Società nigerina di elettricità (Nigelec) e criticato la gestione clienteare dell’impresa. Secondo la Coalizione contro il carovita – movimento sociale e politico della società civile - i pregiudizi materiali causati agli utenti ammontano a 40 miliardi di franchi Cfa (61 milioni di euro). Per consentire una forte adesione alla protesta, sette centrali sindacali del paese avevano proclamato uno sciopero per la giornata di oggi. A inizio settimana la capitale era rimasta priva di corrente per tre giorni. La Nigelec imputa gran parte dei disservizi a disfunzionamenti alla Nigeria, che fornisce l’87% di elettricità al paese. Il consiglio dei ministri ha deciso di sbloccare finanziamenti per rimettere in moto vecchie centrali in disuso. [CC] (Misna,
10/07/2008)
Accordo con la Cina per l'approvvigionamento di energia elettrica (Peacereporter, 07/07/2008)
Il governo ha firmato un accordo con la Cina che dovrebbe aumentare la produzione di energia elettrica nel paese. I continui black-out e i problemi di approvvigionamento dalla vicina Nigeria stanno mettendo in seria difficoltà le principali città che stano aumentando il loro fabbisogno energetico. La Cina sta diventando sempre più attiva in Niger, alla ricerca di uranio e petrolio nel nord e nell'est del paese, dove si trovano i maggiori giacimenti del metallo radioattivo. Ogni unità che servirà nelle centrali elettriche dovrebbe garantire un'erogazione di 15-20 megawatt incrementando così la produzione di energia elettrica di circa il 30% per la sola regione di Niamey, la capitale del Niger. Il governo ha annunciato investimenti di 4 milioni di dollari per il miglioramento della rete elettrica nazionale. (Peacereporter,
07/07/2008)
Scontri con i ribelli tuareg, incerta la sorte del numero due del Mnj (Misna, 30/06/2008)
Violenti combattimenti si sono svolti nel fine settimana nel nord del paese tra i ribelli del Movimento dei nigerini per la giustizia (Mnj) e l’esercito del Niger, che ha riconquistato la base militare di Tezerzaït, persa un anno fa. Il bilancio degli scontri è ancora incerto: le forze governative sostengono di aver ucciso 17 ribelli, tra cui anche il numero due del Mnj, Mohamed Asharif, capo militare e tra i fondatori dell’opposizione tuareg; secondo fonti della ribellione, invece, sarebbero sette le vittime dei combattimenti e quattro le persone ferite e catturate dall’esercito, tra cui Mohamed Asharif, che era un capitano delle forze regolare nigerine prima di passare dalla parte della ribellione. Secondo i ribelli, l'esercito avrebbe utilizzato mezzi pesanti durante i combattimenti, tra alcuni carri armati, camion corazzati e due elicotteri da combattimento: il Mnj ha riferito in un comunicato di aver distrutto un carro armato e di aver abbattuto un elicottero, prima di essere stato costretto a ritirarsi. Purtroppo non sono disponibili fonti indipendenti con cui verificare le informazioni diffuse dalle parti coinvolte nelle violenze. [MV][CO] (Misna, 30/06/2008)
Rilasciati i 4 francesi rapiti da ribelli tuareg (Agi, 25/06/2008)
Sono stati rilasciati i quattro tecnici francesi sequestrati tre giorni fa in Niger da ribelli tuareg dell'Mnj, il Movimento del Popolo del Niger per la Giustizia: lo ha annunciato la Croce Rossa Internazionale, cui gli ex ostaggi sono stati consegnati insieme a un collaboratore nigerino. che era stato catturato con loro; entro domani tutti dovrebbero essere affidati alle autorita' locali. I quattro, una donna e tre uomini, erano stati rapiti nel nord-ovest del Paese africano, zona ricca di giacimenti di uranio, la stessa dove sono stati rimessi in liberta'. (Agi,
25/06/2008)
Rapiti quattro francesi gruppo nucleare Areva (Ansa, 22/06/2008)
Quattro dipendenti del gruppo nucleare francese 'Areva' al lavoro in Niger sono stati rapiti da guerriglieri tuareg del 'Movimento dei Nigeriani per la giustizia' (MNJ). Lo ha reso noto a Parigi un portavoce del gruppo Areva limitandosi a precisare che i quattro sono in buone condizioni. Il Niger possiede ricchi giacimenti di uranio nella zona abitata dai Tuareg, che rivendicano, attraverso movimenti di guerriglia antigovernativa, la partecipazione ai profitti dell'estrazione di uranio. Stanno bene e "saranno liberati presto e senza condizioni", con messaggio per il gruppo Areva, i quattro tecnici nucleari francesi rapiti oggi da guerriglieri tuareg del 'Movimento dei Nigeriani per la giustizia' (Mnj). Lo ha fatto sapere stasera lo stesso Mnj. Secondo il leader del movimento, Agali Alambo, contattato dalla France Presse da Lagos, i quattro sono stati sequestrati "senza che sia stato sparato un colpo e in pieno centro di Arlit (la 'capitale' dell'uranio nel Niger settentrionale) mentre facevano jogging". Secondo la fonte i dipendenti dell'Areva sono in buone condizioni di salute. Nel sito del Mnj, si garantisce la loro consegna alla Croce Rossa sin da stasera. "Non chiediamo nulla in cambio della loro liberazione. Vogliamo far sapere al governo (nigerino) che non si può fare nulla nel campo della prospezione e dello sfruttamento prima che siano risolti i problemi nel nord del Paese", ha detto il leader del Mnj. I tuareg chiedono una maggiore quota dei proventi dell'uranio per le popolazioni locali. (Ansa,
22/06/2008)
Corte costituzionale boccia legge privilegi a politici (Alice/Apcom, 22/06/2008)
"Non è conforme alla costituzione" il testo con il quale i deputati nigerini si erano attribuiti il mese scorso nuovi privilegi, suscitando forte malcontento nella società civile. Con tale motivazione - riferisce l'agenzia Misna - la Corte costituzionale ha respinto il provvedimento con il quale i parlamentari intendevano concedersi sussidi familiari, l'estensione del rimborso medico per i figli fino ai 25 anni di età e altre indennità, che sarebbero rimaste in essere anche in caso di dissoluzione del parlamento. La Corte costituzionale era stata sollecitata il 2 giugno dal presidente Mamadou Tandja, chiamato a sottoscrivere la legge mentre nel paese si erano moltiplicate le manifestazioni e le proteste promosse dalla "Convergenza cittadina", una coalizione di movimenti civili nata dalla contestazione della norma. Nonostante ingenti riserve di uranio sfruttate da multinazionali, i cittadini dell'ex-colonia francese sono tra i più poveri al mondo e circa un terzo dei 13 milioni di abitanti soffre per un'alimentazione carente. (Alice/Apcom,
22/06/2008)
Epidemia di meningite (MSF, 29/05/2008)
Medici Senza Frontiere (MSF) ha appena concluso una campagna di vaccinazione di massa contro la meningite in Niger, in collaborazione con il Ministero della Salute. L'obiettivo era quello di prevenire un'epidemia su larga scala dopo che erano stati riportati numerosi casi a fine marzo. Oltre 300mila persone sono state vaccinate in 20 giorni con risultati molto positivi, visto che l'epidemia ha iniziato a scemare. Oltre alle vaccinazioni, le equipe di MSF hanno anche offerto cure mediche e formazione agli operatori locali. Il Niger si trova nella cosiddetta “cintura della meningite”, una vasta area dell'Africa che si estende dal Senegal all'Etiopia e che è colpita regolarmente dalla meningite.
Quest'anno, dopo che sono stati riportati i primi casi a fine marzo, il numero delle persone colpite è rapidamente aumentato, superando la soglia di emergenza nel giro di poche settimane. Solamente nel distretto di
Madaoua, dove MSF ha concentrato la maggior parte dei suoi interventi, sono stati registrati 275 casi e 18 morti. Grazie alla presenza delle equipe di MSF nella zona – una zona dove MSF lavora da anni con progetti contro la malnutrizione – la risposta è stata immediata. Non appena è suonato l'allarme, è stata presa la decisione di lanciare una campagna di vaccinazione di massa per evitare la diffusione della malattia. Durante la prima fase dell'intervento, le equipe di MSF hanno fornito un supporto al Ministero della Salute che aveva avviato una campagna di vaccinazione nel distretto di Birnin
Koni, una delle zone più colpite al confine con la Nigeria dove l'epidemia è iniziata. Poi, con l'arrivo di altre equipe di supporto, è stata lanciata una seconda campagna nel distretto di Madoua e infine nella zona di
Bouza. “Siamo arrivati giusto in tempo. La campagna è iniziata al momento giusto per fermare l'epidemia. Nel giro di cinque giorni di vaccinazioni, il numero dei casi ha iniziato a calare”, spiega Marta
Iscla, coordinatrice di MSF. Sono stati necessari 13 equipe di vaccinatori. Tutte le persone tra i 2 e i 30 anni sono stati vaccinati, a volte in zone rurali dove l'accesso era complicato. Alla fine, il 93% della popolazione a rischio è stata vaccinata. Oltre alle attività di prevenzione, MSF ha fornito cure mediche, distribuito farmaci e formato operatori sanitari locali per identificare e curare la meningite. L'equipe ha inoltre preso parte ad attività di sorveglianza epidemiologica. (MSF,
29/05/2008)
Sequestrato da armati esponente commissione diritti umani(Alice/Apcom, 16/05/2008)
Il Vicepresidente della Commissione per i diritti umani del Niger, Ahmadou Ahellawey, è stato sequestrato da un gruppo di uomini armati nel nord del paese. Lo riferisce l'agenzia Misna. L'operatore sarebbe stato rapito, assieme a suo figlio, nei pressi di Tanout, nella regione di Zinder. Nessuna organizzazione ha finora rivendicato il sequestro. Ahellawey - hanno detto i suoi familiari - era sfuggito ad un precedente tentativo di rapimento da parte dei ribelli del Movimento dei Nigerini per la giustizia (Mnj), lo scorso dicembre.(Alice/Apcom, 16/05/2008)
Nuova legge "antiterrorismo" per contrastare ribellione tuareg(CC, Misna, 21/04/2008)
Una legge "antiterrorismo" che inasprisce le pene su reati come la fabbricazione e il possesso di ordigni esplosivi, il sequestro di persone, gli attacchi contro mezzi di trasporto e la detenzione illegale di materiali radioattivi è stata adottata dal parlamento del Niger, che da più di un anno affronta una ribellione nel nord di un gruppo a maggioranza tuareg, il Movimento dei nigerini per la giustizia (Mnj), con il quale nessun dialogo è mai stato avviato. La nuova legge, oltre a punire il finanziamento del terrorismo e attività di reclutamento, rafforza i poteri delle forze dell'ordine e allunga i tempi di detenzione preventiva. Intanto, un'indagine indipendente sulla situazione nel nord del paese, dov'è particolarmente attivo l'Mnj, è stata chiesta al parlamento dall'Associazione dei nigerini per i diritti umani (Anddh). La stessa organizzazione ha auspicato un impegno di tutti "nella ricerca di una soluzione negoziata e rapida di fronte alla situazione umanitaria critica sperimentata dalla popolazione nella regione settentrionale e alle sue conseguenze sul resto del paese". L'Mnj ha preso le armi contro le politiche del presidente Mamadou Tandja, in particolare riguardo lo sfruttamento dei giacimenti di uranio nel nord, principale ricchezza del paese, da parte di multinazionali senza che ci sia un ritorno per la popolazione locale. Si stima che dall'anno scorso la ribellione, che accusa l'esercito di abusi sui civili, abbia ucciso circa 70 soldati e fatto decine di prigionieri, molti dei quali sono stati rilasciati.(CC, Misna, 21/04/2008)
Meningite: epidemia, oltre 60 morti e 1000 contagi (CO,Misna, 18/04/2008)
È di 61 morti e oltre 1100 casi sospetti di contagio il bilancio dell'epidemia di meningite che colpisce il Niger in questi giorni . Lo si apprende da un comunicato diffuso ieri dal consiglio dei ministri presieduto dal presidente della repubblica, Mamadou Tandja. Secondo il governo, l'epidemia è diffusa in tutte le regioni del paese, salvo che ad Agadez, la città più grande del nord. Le zone più colpite sono la regione di Konni, Madaoua, Illela nel centro del pese e Say nell'ovest. "Il sierogruppo di questa epidemia è il meningococco di tipo A, per il quale è disponibile il vaccino", prosegue il comunicato aggiungendo che è già stato elaborato e adottato un piano di controllo della diffusione della malattia, finanziato dallo stato insieme all'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e al Fondo dell'Onu per l'infanzia(Unicef). (CO, Misna, 18/04/2008)
Ribellione apre nuovo fronte a est? (CC, Misna, 10/04/2008)
Dopo mesi di tensione e azioni di ribelli nel nord del paese giungono segnalazioni di combattimenti anche nell’sud-est del Niger. Le informazioni riferiscono di combattimenti tra militari regolari e ribelli del Movimento dei nigerini per la giustizia (Mnj) a Gadira, in riva al Lago Ciad. Secondo il ministero della Difesa, che solo ieri ha riferito gli scontri avvenuti nel fine settimana, la località è stata in realtà attaccata da elementi delle Forze armare rivoluzionarie del Sahara (Fars) e del Fronte democratico per il rinnovamento (Fdr), ex-gruppi ribelli alleati del Mnj; il bilancio ufficiale sarebbe di due ribelli e un soldato ucciso; senza dare più dettagli, le stesse fonti aggiungono che altri combattimenti si sarebbero verificati l’8 aprile, con un bilancio di cinque morti tra i ribelli. In un comunicato, lo Mnj sostiene invece che l’attacco a Gadira, condotto dai suoi alleati, ha causato la morte di sette militari. Non si hanno notizie certe sulla situazione dei civili nella zona: ribelli e militari si accusano a vicenda di abusi sulla popolazione. Intanto, sembrerebbe che il generale Moumouni Boureima, capo di stato maggiore delle forze armate, si troverebbe nel nord accanto alle truppe per lanciare una vasta offensiva contro l’Mnj. (CC, Misna,
10/04/2008)
Nord: ribelli annunciano la ‘presa’ di Gougaram (CC, Misna, 31/03/2008)
Sostengono di aver preso il controllo del piccolo villaggio rurale di Gougaram, nel nord del Niger, i ribelli a maggioranza tuareg del Movimento dei nigerini per la giustizia (Mnj), attivi da oltre un anno nel paese. Lo annuncia una nota degli stessi ribelli, precisando che dopo una notte di combattimenti tra sabato e domenica contro i militari governativi di stanza nella località, questi ultimi hanno abbandonato le loro posizioni. Lo Mnj sostiene anche di aver distrutto quattro veicoli militari “ con i loro occupanti ” . Il movimento dice di lottare a favore della popolazione tuareg delle zone settentrionali, dimenticate e trascurate dal governo a favore delle multinazionali del settore dell’uranio, di cui la regione è ricca. Nonostante circa 40 anni di sfruttamento del minerale, le popolazioni tuareg vivono ancora in condizioni arretrate e subiscono i danni ambientali e alla salute provocati dalle attività estrattive. (CC, Misna,
31/03/2008)
Ribelli tuareg contro militari, appello per il popolo ‘dimenticato’ (CC, Misna, 26/03/08)
Sarebbero 15 i soldati governativi uccisi in un attacco sferrato dai ribelli del Movimento dei nigerini per la giustizia (Mnj) a Dabaga, nella valle di Tidene, circa 80 chilometri a nord di Agadez, la principale città del nord del paese. Lo sostengono gli stessi ribelli in un comunicato, precisando che sarebbero intervenuti per fermare le truppe regolari accusate di bruciare villaggi e uccidere civili. Il Movimento ha inoltre smentito di aver avuto in consegna militari maliani catturati di recente da ribelli tuareg in Mali, come ipotizzato da alcune fonti. Intanto ieri a Parigi, durante una conferenza stampa organizzata nei locali del Parlamento sulla situazione del popolo tuareg nel nord del Niger, dove multinazionali estraggono uranio, alcuni esponenti nigerini originari della regione, sostenitori dello Mnj, hanno chiesto alla Francia di riconoscere le sue “responsabilità storiche”, ricordando che da oltre 40 anni il colosso energetico francese Areva sfrutta le riserve naturali senza miglioramenti per la vita degli abitanti locali e dei nomadi tuareg, ma al contrario, arrecando danni all’ambiente, alle persone e agli animali. “Vogliamo dire che esistiamo, che siamo là. Vi portiamo il messaggio di un popolo che soffre” ha detto Issouf ag Maha, ex-sindaco di Tchirozerine, nel nord. (CC, Misna, 26/03/08)
Governo sospende Radio France Internazionale (Alice/Apcom, 14/03/2008)
La sospensione delle trasmissioni di Radio France Internationale in tutto il paese è stata ordinata dal governo del Niger, che ha accusato l'emittente francese di "discreditare le istituzioni nigerine". Lo riferisce l'agenzia Misna. Il Consiglio superiore delle comunicazioni, annunciando il provvedimento, ha detto che la sospensione durerà tre mesi.(Alice/Apcom, 14/03/2008)
I ribelli liberano gli ostaggi (Mwinda, 11/03/2008)
Sono arrivate a Niamey le 25 persone sequestrate dai guerriglieri del Movimento nigerino per la giustizia (Mnj) e rilasciate ieri grazie alla mediazione libica. I 24 soldati (più un prefetto civile) sono sbarcati all'aeroporto della capitale nigerina su un volo messo a disposizione della Libia, che ha mediato con i combattenti per ottenere il rilascio. I ribelli del Mnj hanno detto, sul loro sito web, di averli liberati per festeggiare il primo anniversario della loro creazione. Il movimento ha poi lanciato un « appello a tutti i nigerini » per uno « slancio nazionale » e ritiene che « nessun dispiegamento militare può mettere a tacere i suoi combattenti ». Attivi dall'inizio del 2007, i combattenti tuareg del nord del Niger chiedono una più equa ripartizione dei proventi dell'uranio estratto nella regione di Arlit. Gli ostaggi rilasciati erano stati catturato tra il giugno e il gennaio scorsi. Il governo di Mamadou Tandja continua a negare l'esistenza di una ribellione e a parlare di "banditi". (Mwinda, 11/03/2008)
Nord: prorogato stato di allerta (BF, Misna, 25/02/2008)
E' stato nuovamente prorogato per tre mesi lo ‘stato d'allerta' in vigore dal 23 agosto scorso nella regione di Agadez, nel nord del paese, zona di importanti giacimenti d'uranio. Il provvedimento è stato annunciato dalla radio nazionale ed è la seconda proroga dopo quella di novembre, con lo scopo di favorire le azioni militari di pattugliamento e contrasto dei ribelli tuareg. Dallo scorso febbraio la regione di Agadez è teatro di sporadici scontri tra esercito e ribelli del Movimento dei nigerini per la giustizia (Mnj), in contrasto con il governo per gli appalti alle multinazionali per lo sfruttamento dell'uranio, che non prevedono alcun ritorno per la popolazione locale. (BF, Misna,
25/02/2008)
Scoperti due dinosauri vissuti 110 milioni di anni fa (la Repubblica, 14/02/08)
Erano sulla terra già 110 milioni di anni fa e per circa 50 milioni di anni sono stati tra i carnivori più potenti e feroci. I fossili di due dinosauri ritrovati da un gruppo di scienziati britannici e statunitensi nel deserto del Niger sono fondamentali per capire l'evoluzione di questi grandi animali. I ricercatori ritengono che gli animali di cui sono stati ritrovati i resti, chiamati Eocharcaria, potessero correre velocemente, avessero denti simili a quelli di uno squalo e un aspetto davvero molto minaccioso grazie all'arcata sopraccigliare molto sporgente, una specie di corno orizzontale con cui si scagliavano contro i nemici. Gli Eocharcaria non avevano come contendente il famoso irannosauro, che spadroneggiava nei territori settentrionali, ma non era diffuso in Africa. (la Repubblica,
14/02/08)
Altri cinque civili rapiti dai ribelli Tuareg dell'Mnj (Peacereporter, 28/01/2008)
I ribelli Tuareg del Movimento per la Giustizia del Niger (Mnj) sono sospettati di aver rapito 5 civili nel nord del Niger venerdì. Sembra che l'attacco, condotto vicino ad Arlit sulla strada principale verso il confine con l'Algeria, fosse diretto al sequestro dell'ex presidente della Commissione Nazionale per i Diritti Umani del Niger, che avrebbe dovuto visitare la zona. E' il secondo rapimento del genere in una settimana: precedentemente il Mnj aveva rapito un gruppo più ampio di civili, fra cui il prefetto locale, in un raid a Tanout. Amnesty International ha chiesto al Mnj di rispettare i diritti umani e la Convenzione di Ginevra che vieta di prendere civili come ostaggi, ma il gruppo ha replicato che i prigionieri sono trattati bene e che ha arrestato il prefetto in qualità di rappresentante dello Stato. (Peacereporter,
28/01/2008)
Chiesta libertà provvisoria per i francesi (Mwinda, 17/01/2008)
Gli avvocati dei due giornalisti francesi arrestati a Niamey e accusati di “attentato alla sicurezza dello stato” per aver girato un reportage tra i ribelli tuareg del nord hanno depositato una richiesta di libertà provvisoria. Arrestati il 17 dicembre scorso, Pierre Creisson e Thomas Dandois si erano recati nella regione di Agadez per girare un reportage sulle attività del Movimento nigerino per la giustizia (Mnj), i ribelli prevalentemente tuareg che, attivi da poco meno di un anno, rivendicano una ripartizione più equa delle risorse derivanti dallo sfruttamento dell’uranio. Dopo aver comunicato al ministero dell’informazione che volevano fare un reportage sulla febbre aviaria, i due sono andati nelle basi dei ribelli, sul massiccio dell’Air. Qui hanno incontrato i soldati nigerini catturati dai guerriglieri e hanno intervistato il leader del Mnj, Aghali Alambo. Al loro ritorno a Niamey sono stati arrestati e incolpati di “attentato alla sicurezza dello stato”, un’imputazione per la quale è prevista teoricamente la pena di morte. Nell’udienza di ieri i due sono stati ascoltati ed è stato visionato a porte chiuse il loro materiale girato. Gli avvocati hanno cercato di dimostrare come i due si sono attenuti alla deontologia professionale e non hanno mostrato alcuno spirito militante. Hanno poi chiesto la libertà provvisoria in attesa della fine del processo. Due giornalisti nigerini sono in carcere da mesi con la stessa accusa: Moussa Kaka, corrispondente di Radio France Internationale, e Ibrahim Manzo Diallo, direttore del bimensile di Agadez Air Info, imprigionati rispettivamente il 20 settembre e il 9 ottobre 2007. (Mwinda,
17/01/2008)
Niger, capodanno di sangue(Mwinda, 02/01/2008)
Almeno sedici persone sono morte in una serie di attacchi coordinati portati avanti a Port Harcourt da un gruppo di militanti. Il leader guerrigliero Ateke Tom rivendica gli assalti. Capodanno di fuoco a Port Harcourt, capitale del Rivers State e centro nevralgico della produzione petrolifera nella regione del Delta del Niger, nel sud-est della Nigeria. Almeno sedici persone sono morte in una serie di attacchi coordinati contro due stazioni di polizia, un night club e l’hotel Presidential, uno dei migliori alberghi della città. Gli attacchi sono stati condotti tra la mezzanotte e le tre del mattino del 1 gennaio e sono stati rivendicati dal leader militante Ateke Tom, che ha voluto così rispondere ai bombardamenti di alcuni suoi campi da parte dell’esercito federale. In un’intervista telefonica al quotidiano nigeriano Vanguard, Ateke Tom ha detto che colpirà ancora e ha definito “morto” il negoziato tra i gruppi militanti e il governo federale. Ha poi richiesto un’azione urgente per la liberazione di Henry Okah, leader del Movimento per l’emancipazione del Delta del Niger (Mend), arrestato in Angola in settembre e ancora in attesa di processo. Proprio l’arresto di Okah ha segnato la ripresa degli attacchi contro le installazioni petrolifere e gli edifici governativi, che avevano conosciuto uno stop momentaneo a maggio in seguito all’insediamento del nuovo governo guidato dal presidente Umaru Yar’Adua e dal suo vice Goodluck Jonathan, orginario della regione del Delta.(Mwinda, 02/01/2008)