Stato massima allerta per epidemia colera nella provincia di Manica (Misna, 07/11/2008)
Per fronteggiare l’epidemia di colera che si è sviluppata a ottobre nella provincia di Manica, le autorità sanitarie hanno decretato lo stato di massima allerta e contemporaneamente attivato misure per limitare la diffusione della malattia. Lo rendono noto fonti di stampa locale, aggiungendo che il bilancio è finora di 51 morti e di 116 casi registrati in totale; in ospedale si trovano attualmente ricoverati 17 pazienti. Una squadra medica è stata inviata dal ministero della Sanità per individuare l’origine dell’epidemia e si trova in queste ore a Chinda, una zona che in passato era stata raramente toccata da una malattia diffusa invece in altre zone del paese. Per rispondere all’emergenza, le autorità della provincia di Manica hanno già disposto la distribuzione di medicine, acqua, generi alimentari e l’invio di letti aggiuntivi per gli ospedali.[ GB]
(Misna,
07/11/2008)
Fame nel mondo: le proposte di Via Campesina (Agi, 20/10/2008)
Preso il via al ritmo di tamburi e danze africane a Matola, localita' poco distante da Maputo, in Mozambico, il quinto congresso internazionale di Via Campesina. Al tema di 'Per la Sovranita' Alimentare! Unita' e mobilitazione dei popoli!', 600 contadine e contadini, rappresentanti di organizzazioni di circa 60 Paesi hanno aperto il loro congresso - che si tiene ogni 4 anni - alla presenza del presidente del Mozambico, Armando Emilio Guebuza. Henry Saragih, coordinatore generale di Via Campesina, ha fatto un bilancio dell'evoluzione del movimento negli ultimi quattro anni. Il movimento ha continuato la sua lotta attraverso la formazione, le mobilitazioni pacifiche e soprattutto attraverso la solidarieta' tra le organizzazioni membre. In tutti i continenti, Via Campesina e' mutata dopo il suo ultimo congresso: in Asia, il numero di organizzazioni aderenti e' aumentato, mentre in Europa il movimento si e' consolidato riorganizzando la propria struttura. In questo periodo la forza e la creativita' delle organizzazioni contadine in America Latina hanno continuato a ispirare il movimento. Via Campesina si sta ingrandendo anche in Africa, e fa ormai sentire la sua voce sulla scena internazionale con l'incorporazione di sette nuovi Paesi. Questo movimento che riunisce contadini e
contadine, lavoratori agricoli con e senza terra, ha conquistato maggior legittimita' nel corso degli ultimi anni, soprattutto con la sua proposta di risolvere la crisi del settore agricolo attraverso la sovranita' alimentare. "Via Campesina e' un movimento che unisce le persone piu' povere del mondo, i lavoratori agricoli, gli uomini e le donne la cui vita e' sistematicamente ignorata, ha affermato da Maputo Saragih, "grazie al nostro movimento ci sentiamo fieri di essere contadini, siamo cresciuti in dignita'. Questo ci da' la forza e il coraggio per risolvere la crisi attuale e per cambiare il mondo".
(Agi, 20/10/2008)
In vista delle elezioni, lettera pastorale dei vescovi dell'Africa Meridionale (Radio Vaticana, 17/09/2008)
Le elezioni sono la migliore espressione della democrazia e per questo tutti i mozambicani dovrebbero andare a votare, nel prossimo novembre. Questa, in sintesi, l'indicazione venuta dai vescovi dell'Africa Meridionale, in vista delle prossime elezioni politiche in Mozambico. I vescovi auspicano "libere, giuste e oneste elezioni", perché "siamo tutti chiamati, come cittadini, a contribuire al consolidamento della democrazia, quale importante passo per lo stabilimento del bene comune". Nella loro lettera pastorale, i vescovi dell'Africa meridionale ricordando i propri interventi nella vita sociale del Mozambico, confermano come tutte le recenti elezioni hanno dimostrato il desiderio dei mozambicani di mantenenre la giovane democrazia. Non è mancato da parte dei vescovi, il richiamo alla lealtà della competizione elettorale rifuggendo da violenze di ogni tipo, da mancanza di fiducia. In questione sono stati messi anche i mezzi di comunicazione sociale, che peccano di partigianeria e così non informano adeguatamente i cittadini, che hanno, invece, tutto il diritto ad una informazione politica non manipolata. (A.M.) (Radio Vaticana,
17/09/2008)
Accordo con Brasile per produzione di medicinali antiretrovirali
(Radio Vaticana, 05/09/2008)
Con la firma a Brasilia di quattro accordi di cooperazione, il ministro degli Esteri brasiliano, Celso Amorim, e il suo omologo mozambicano, Oldemiro Baloi, hanno stretto un’intesa che permetterà al Mozambico di avviare lo studio e la produzione di medicinali Antiretrovirali – Arv. Si tratta di medicinali utili per il trattamento nel loro Paese di persone colpite dall’AIDS. Secondo gli accordi, il Brasile aprirà, per la prima volta, una succursale estera della Fondazione dell’Istituto Oswaldo Cruz (Fiocruz), considerato uno dei più avanzati nel settore. L’intesa tra i due Paesi – ricorda l’agenzia Misna - era allo studio da anni ed è stata preceduta da una serie di protocolli preliminari. Gli altri accordi di cooperazione riguardano l’adeguamento di normative tecniche e di controllo qualità, oltre che un’intesa sul regolamento per la circolazione delle medicine.
(A.L.) (Radio Vaticana,
05/09/2008)
Forti incendi causano 32 morti e 10 feriti, ingenti danni materiali
(Peacereporter, 05/09/2008)
I violenti incendi, che da alcuni giorni interessano le province di Sofola, Manica e Zambézia, nel Mozambico hanno provocato 32 morti, 10 feriti. Ingenti i danni materiale e sarebbero migliaia le abitazioni distrutte. Dai primi rilievi dovrebbero essere 16 mila gli ettari di terreno coltivabili che sono andati perduti. Questo non è che il primo parziale bilancio dei danni, lo rende noto il principale quotidiano del Paese, Noticias. Secondo le testimonianze del giornale, la situazione è molto grave e il bilancio di danni e vittime potrebbe essere più alto, perchè i forti venti stanno diffondendo le fiamme. La situazione peggiore è nei distretti di Gondola, Manica e Báruè.
(Peacereporter,
05/09/2008)
Investimenti miliardari per i Mondiali 2010 (TtgItalia, 16/07/08)
Il Mozambico sta aumentando esponenzialmente gli investimenti nel settore turistico. Obiettivo: ricavare benefici considerevoli dall'impatto della Coppa del mondo di calcio del 2010 in Sudafrica. Secondo quanto dichiarato dal ministro del Turismo Fernando Sumbana le nuove strutture turistiche sorgeranno prevalentemente nella provincia settentrionale di Cabo Delgado, a Mossuril e nella vicina provincia di Nampula, con l'area di Vilankulo, oltre alla provincia meridionale di Inhambane. "Gli investimenti - precisa il ministro - saranno di 1,1 miliardi di dollari per Vilankulo, 1,2 miliardi per Cabo Delgado e 800 milioni di dollari per Mossuril. I progetti, che dovrebbero essere sviluppati nell'arco di cinque-sette anni, creeranno oltre 20mila posti di lavoro nuovi". Tra i piani già approvati quello per il nuovo cinque stelle da 80 milioni di dollari che sorgerà al Joaquim Chissano Conference Centre a Maputo. L'investimento più considerevole, da 320 milioni di dollari, sarà dedicato a due nuovi hotel su Xefina Island e nella Baia di Maputo. (TtgItalia,
16/07/08)
Moncada firma l’accordo per la produzione di biodisel (Rinnovabili, 09/07/2008)
Il gruppo agrigentino sottoscrive un accordo al fine di sviluppare nel Paese africano coltivazioni per la produzione di biodisel e olio vegetale. All’interno dell’iniziativa organizzata da Ice, Simest e Assafrica, che vede alla guida il sottosegretario allo Sviluppo Economico Adolfo Urso, è stato firmato un accordo tra il gruppo Moncada Energy di Agrigento e i rappresentanti della Petromoc, la maggiore impresa di distribuzione di combustibile in Mozambico, e la 3 T Servizi del Mozambico. Tale accordo porterà all’avvio di coltivazioni dalle quali saranno prodotti in loco biodiesel e olio vegetale. L’investimento, da 15 milioni di dollari, prevede l’occupazione di 500 addetti locali e 30 tecnici italiani. L’area destinata a tali coltivazioni è pari a 10 mila ettari, destinati a piante oleaginose e alla “jatropha”, nota per gli olii vegetali da essa estraibili ai fini della combustione. “L’iniziativa sarà seguita da altre analoghe, nello spirito della nostra impresa di mettere a disposizione di questo e di altri importanti Paesi africani strumenti economici, formazione professionale e supporto tecnologico per favorire lo sviluppo di un’economia rurale moderna e capace di migliorare il benessere della popolazione. – ha dichiarato Salvatore Moncada, amministratore della Moncada Energy Group – Vogliamo anche fornire l’occasione di far partire dall’Africa una ecologica risposta ai crescenti costi del petrolio e dei derivati, offrendo al mondo un’alternativa che non incide sui costi delle materie prime vegetali e, quindi, degli alimenti principali quali il pane e i cereali”. (Rinnovabili,
09/07/2008)
Sudafrica: violenze xenofobe, Mozambico apre campi di transito (Alice/Apcom, 25/05/2008)
Il governo del Mozambico ha aperto tre campi di transito per accogliere i connazionali che a migliaia fuggono le violenze xenofobe nel vicino Sudafrica. Lo ha annunciato il vice ministro degli Esteri mozambicano Henrique Banze. Allestiti vicino alle frontiere e all'aeroporto nazionale di Maputo, i campi vogliono "fornire un riparo provvisorio ai nostri connazionali che rientrano nel Paese ma non possono essere trasportati immediatamente nei loro villaggi di origine", ha precisato Banze. Il vice ministro ha poi definito un "disastro" il ritorno degli immigrati, che ha stimato a 20.000 in una settimana, anche se il governo non ha ancora dichiarato lo stato d'emergenza. Oltre 18.000 persone hanno oltrepassato il valico di frontiera di Ressano Garcia, ad una sessantina di chilometri a ovest di Maputo e altre 1.850 sono rientrate da Ponta de Ouro, a sud del Mozambico, ha spiegato. Le violenze xenofobe scatenatesi in Sudafrica contro gli immigranti stranieri originari di Paesi vicini due settimane fa hanno provocato 50 morti, centinaia di feriti e 35mila sfollati. (Alice/Apcom,
25/05/2008)
Poliziotti in palestra, troppo grassi per rincorrere i criminali (Adnkronos, 19/05/08)
Il Mozambico come il Messico, dove i poliziotti sono afflitti dalla dieta delle tre T (Tacos, Tortillas e Tequila). Da Maputo, ecco arrivare la notizia che gli agenti di polizia del Mozambico saranno sottoposti a un programma di allenamento fisico perche' sono troppo grassi per rincorrere i criminali. Lo ha riferito Pana Chande, consigliere per il ministero dell'Interno citato dalla Bbc, che ha condannato lo stile di vita pigro di molti agenti di polizia africani. (Adnkronos,
19/05/08)
Allarme prezzi, governo prepara scorte di cereali (Alice/Apcom, 05/05/2008)
Costruire silos in zone con elevato potenziale di produzione è la strategia scelta dal governo del Mozambico per garantire la creazione di riserve di cereali e legumi per affrontature anche nei prossimi anni la crisi mondiale del settore alimentare. Lo riferisce l'agenzia Misna. Si comincerà nei prossimi mesi erigendo magazzini nelle province di Niassa, Nampula, Zambezia e Manica, per concludere il programma a livello nazionale entro il 2010. (Alice/Apcom,
05/05/2008)
Vescovi: "No alla cultura di morte imposta da altri" (Fides, 30/04/2008)
"Ancora una volta torniamo a riflettere sul male dell'aborto, una questione molto preoccupante (per il suo esistere e per il progetto che mira alla sua legalizzazione e/o depenalizzazione)". Così i Vescovi del Mozambico ribadiscono la loro opposizione ai progetti di liberalizzazione dell'aborto che da tempo sono in discussione nel Paese, in un documento, inviato all'Agenzia Fides, che è stato pubblicato al termine della loro prima riunione plenaria del 2008. I Vescovi raccomandano ai fedeli la lettura e la diffusione della loro Lettera Pastorale sulla problematica dell'aborto, intitolata "Sì alla vita e No alla morte", dell'aprile 2007 (vedi Fides 11/5/2007). "Facciamo appello alla coscienza di tutti. In passato, la morale cristiana condannando certe pratiche criminali in questo campo ha costretto la scienza medica a compiere dei progressi, dei quali la stessa scienza e tutta l'umanità sono ora orgogliosi. I valori conquistati dalla coscienza dell'umanità non possono essere distrutti dalle posizioni egoistiche e interessate di una minoranza alla quale non interessano i valori della vita in tutte le sue dimensioni" scrive la Conferenza Episcopale del Mozambico. "Siamo per la salvaguardia della salute e della vita della donna e stiamo offrendo il nostro contribuito in questo campo. La salvaguardia della vita e della salute della donna non deve però essere conseguita attraverso uno scambio con la vita di chi (il bambino nel seno materno) non può difendersi in nessun modo" continuano i Vescovi. "Ma la cosa più grave è che la maggior parte degli aborti, in numero spaventoso, non mira a salvaguardare la vita delle donne. Nella maggior parte dei casi vi sono motivazioni egoistiche e/o interessi economici, in connessione con una cultura di morte, con l'impoverimento della coscienza umana e con la perdita dei valori autentici. Nella nostra lotta per la vita, cominciamo con ripudiare e denunciare le culture e le mentalità che impoveriscono i valori della vita. Siamo una nazione sovrana, ogni popolo ha una propria cultura nella quale si identifica e nessuna nazione può imporre la propria cultura". Tra gli altri temi discussi dalla Plenaria della Conferenza Episcopale Mozambicana vi sono la questioni pastorali e quelle relative alla formazione del clero e il piano strategico per l'ampliamento dell'Università Cattolica del Mozambico. L'Ateneo è una realtà sempre più importante per il progresso del Paese. Dopo la creazione della Facoltà di Economia e Management nella diocesi di Tete, si stanno facendo sforzi per stabilire la Facoltà di Ingegneria alimentare a Chimoio, la Facoltà di Scienze Sociali e Politiche nella diocesi di Quelimane e la Facoltà di Filosofia a Maputo, da integrare con l'esistente facoltà di Teologia. (L.M.) (Fides, 30/04/2008)
Maggiori forniture elettriche al Sudafrica per evitare black-out (Peacelink, 21/03/08)
Mozambico e Sudafrica si sono accordati sulle forniture di energia elettrica che, dal prossimo mese, gli impianti della diga mozambicana di Cahora Bassa forniranno al Paese vicino, vittima di una grave crisi energetica. La diga fornirà più del 75 percento della propria produzione elettrica al Sudafrica. Secondo la compagnia statale sudafricana Eskom, anni di mancati investimenti hanno portato al collasso la rete elettrica del Sudafrica, che lo scorso mese è stato costretto a interrompere le attività minerarie per ragioni di sicurezza, a causa dei frequenti black-out che hanno colpito l'intero Paese. La Eskom ha preannunciato un massiccio aumento delle tariffe, per permettere la raccolta di fondi destinati a nuovi investimenti.(Peacelink, 21/03/08)
Vescovi: "Temiamo che la situazione di violenza nel Paese si possa generalizzare"(LM, Fides, 28/02/2008)
"Siamo estremamente preoccupati per la situazione che vive il Paese a causa delle proteste scoppiate a Maputo e continuate a Chokwe, Chibuto, Mandjlakazi, Jangamo e Chimoio" afferma un comunicato della Conferenza Episcopale del Mozambico del 20 febbraio, giunto solo ora all'Agenzia Fides. I Vescovi locali fanno riferimento ai moti più violenti registrati in Mozambico dalla fine della guerra civile nel 1992. Il 5 febbraio era scoppiata una protesta popolare per l'aumento dei prezzi dei trasporti urbani. A seguito delle forti contestazioni, il governo ha poi deciso di annullare il rialzo delle tariffe, ma la sommossa ha segnato il Paese. Negli scontri infatti sono morte almeno 3 persone e un centinaio sono rimaste ferite; inoltre sono state danneggiate 2mila automobili e centinaia di edifici pubblici e privati sono stati saccheggiati. I Vescovi denunciano le perdite umane e materiali ed esprimono il loro cordoglio e la loro vicinanza alle famiglie delle vittime. Nel messaggio si sottolinea che l'aumento del costo dei trasporti e dei generi di prima necessità, trainati dal rialzo del prezzo del petrolio, non è compensato da un aumento dei salari. "Questa situazione è una conseguenza della corruzione generalizzata, soprattutto nel settore pubblico", denunciano i Vescovi. "Dall'altro canto- continua il messaggio- il popolo è stanco di vedere ostentare il potere economico di una minoranza misteriosamente super ricca mentre la maggioranza della popolazione non ha il minimo necessario. Se la politica non è in grado di cambiare questa intollerabile situazione economica, temiamo che si possa venire a generalizzare la situazione di violenza nel Paese". (…)(LM, Fides,
28/02/2008)
Proteste per il carovita, 3 morti e 150 feriti (Peacereporter, 12/02/2008)
Sono tre le persone uccise e più di 150 i feriti negli scontri di piazza ancora in corso a Maputo, capitale del Mozambico, nell'ambito delle proteste contro l'innalzamento del costo della vita. Secondo quanto dichiarato dalla radio nazionale, sono migliaia oggi le persone scese nuovamente in piazza per le strade della capitale. Dalla scorsa settimana, numerosi sono stati gli assalti ai negozi da parte della folla, accompagnati da altre manifestazioni di violenza che oggi hanno portato ad un intervento della polizia locale. Le manifestazioni hanno avuto origine dall'aumento del 50 percento delle tariffe dei trasporti a causa dell'incremento dei costi del carburante, che ha raggiunto livelli insostenibili e sta provocando ripercussioni sull'economia del paese. (Peacereporter,
12/02/2008)
Revocato aumento trasporti, a Maputo torna la calma (BF, Misna, 06/02/2008)
È stato revocato l’aumento delle tariffe dei mezzi di trasporto pubblici a causa del quale ieri erano scoppiati tumulti popolari a Maputo, nei quali era morto un manifestante e altri 63 erano rimasti feriti. Il ministro dei trasporti Antonio Mungwambe ha annunciato il ripristino del precedente prezzo del biglietto, dopo consultazioni con i sindacati. Ieri, primo giorno in cui sarebbe dovuto entrare in vigore l’aumento del 25%, i cittadini erano scesi in strada bloccando il traffico stradale con barricate e organizzando cortei verso il centro. La polizia è intervenuta sparando proiettili di gomma. Oggi le strade di Maputo appaiono calme anche se il servizio di trasporti non è ancora ripreso; scuole e numerosi negozi restano chiusi. (BF, Misna,
06/02/2008)
Inondazioni; 64 morti a Tete per malattie (SwissInfo, 05/02/2008)
Almeno 835 persone si sono ammalate e almeno 64 di queste sono morte in Mozambico nella sola città di Tete per malattie intestinali legate alle inondazioni, che hanno fatto già una decina di vittime. Lo si apprende da fonti ufficiali, mentre la pioggia non diminuisce e si rischiano nuove inondazioni. "Dall'inizio delle inondazioni, 835 persono si sono ammalate, vittime di dierrea. Fra queste 64 non sono sopravvissute", ha dichiarato il municipio di Tete, nel centro del Paese africano. Il ministero della sanità mozambicano tuttavia non è riuscito a stilare un numero esatto di persone malate nelle regioni inondate, ma per il comune di Tete il numero dei morti per malattia in tutto il Paese potrebbe superare il centinaio. "Gli affetti congiunti delle inondazioni, della mancanza di strutture per la purificazione e quindi della cattiva qualità dell'acqua consumata dalla popolazione di Tete sono all'origine di questa epidemia di diarrea". La pioggia continua intanto a cadere abbondante e il livello del fiume Zambesi a crescere. "La situazione peggiora di giorno in giorno e abbiamo paura di quello che potrebbe succedere con l'aumento della quantità d'acqua dirottata dalla diga di Kariba, nello Zimbabwe", ha dichiarato da parte sua il direttore dell'Istituto per la gestione delle catastrofi naturali mozambicano, Paulo Zucula. (SwissInfo,
05/02/2008)
Una vittima e feriti per manifestazione a Maputo (CC, Misna, 05/02/2008)
È di un morto e oltre 60 feriti il bilancio provvisorio di scontri tra polizia e manifestanti avvenuti oggi nella capitale, Maputo. Secondo il ministero della Sanità, tra i feriti 25 sono dovuti a proiettili della polizia. Stamattina all’alba, le principali vie di accesso al centro di Maputo erano state bloccate da manifestanti per protestare contro un 25% di aumento delle tariffe del trasporto pubblico entrato in vigore oggi. La polizia è intervenuta verso mezzogiorno, sparando su dimostranti o giovani facinorosi che hanno stavano saccheggiando negozi, scuole, aziende e incendiando macchine. Un portavoce del comune di Maputo ha detto alla stampa che negozi, banche, imprese erano chiuse e gli accessi al centro-città completamente bloccati. (CC, Misna,
05/02/2008)
Inondazioni nel sud, mille persone evacuate (Alice/Ap, 28/01/2008)
Le autorità del Mozambico hanno avviato oggi l'evacuazione forzata di circa mille persone, mentre le intense piogge nel Sud del Continente africano continuano a far ingrossare i fiumi e a provocare nuove vittime. Le inondazioni nel Paese dell'Africa sud-orientale hanno già colpito circa 70mila persone e provocato almeno 16 morti. In Zimbabwe, quattro vigili del fuoco sono annegati dopo che il loro mezzo è stato trascinato via da un fiume in piena al termine di un'operazione di soccorso. Complessivamente sono almeno 31 le vittime del maltempo nel Paese. Anche il Malawi è tra i paesi dell'area più colpiti, con 20mila sfollati a ridosso del confine meridionale. (Alice/Ap,
28/01/2008)
Inondazioni peggiori di quelle del 2000 per raccolto distrutto (LM, Fides, 25/01/2008)
Più di 180mila sfollati dei quali 57mila hanno perduto tutti i loro beni. È il bilancio delle inondazioni che hanno colpito il Mozambico, definite peggiori di quelle del 2000/2001 dalla direttrice della Croce Rossa per l’Africa australe, Françoise Le Goff, durante un incontro con la stampa internazionale a Johannesburg, in Sudafrica. "Le inondazioni di quest’anno sono peggiori di quelle del 2000, non in termini di perdite umane, ma in termini di raccolto distrutto" ha precisato l’alto funzionario dell’organizzazione umanitaria internazionale, che ha lanciato un appello per la raccolta di 7,3 milioni di dollari in aiuti urgenti da inviare alle popolazioni interessate. Nel 2000 le forti piogge seguite dalle esondazioni dei fiumi provocarono la morte di 700 persone. Quest’anno invece, le autorità sono riuscite ad avvertire in tempo la popolazione del pericolo, diminuendo drasticamente i costi in vite umane. Finora infatti si sono registrate solo 7 vittime. I soccorsi sono stati tempestivi e, grazie al coordinamento tra il governo mozambicano e alcune Organizzazioni non governative, è stato possibile trasportare con delle imbarcazioni più di 71mila persone dalle zone a rischio ad altre più sicure. La zona più colpita è quella della valle del fiume Zambesi, nel centro del Mozambico, oltre a quelle dei fiumi Pungue e Save. Le autorità si preparano a ricollocare più di 200mila persone dalle aree interessate. Uno sforzo immane per uno dei Paesi più poveri del mondo e un serio colpo per l’economia nazionale che, negli ultimi anni, aveva dato segni di dinamismo. Anche altri Paesi sono stati duramente colpiti dalle inondazioni che hanno interessato un’area molto vasta dell’Africa australe (vedi Fides). La Croce Rossa intende impiegare i fondi richiesti per assistere per 6 mesi 150mila persone non solo in Mozambico ma anche in Lesotho, Malawi, Namibia, Swaziland, Zambia e Zimbabwe. Il Programma Alimentare Mondiale dell’ONU ha avviato la distribuzione di cibo alle vittime del disastro.(LM, Fides, 25/01/2008)
Alluvioni: aumentano i danni (Peacereporter, 18/01/2008)
Le alluvioni in Mozambico e nei paesi vicini potrebbero essere più violente e dannose di quelle del 2001. Per evitare le centinaia di vittime di sette anni fa, il governo è pronto a far evacuare 200mila persone, qualora continuasse a piovere. Secondo gli esperti, le piogge, che si stanno abbattendo su Mozambico, Zambia e Malawi potrebbero continuare fino ad aprile. L'Istituto nazionale per la gestione dei disastri naturali ritiene che le stime dell'Onu, che rilevano cinquanta morti, siano esagerate.(Peacereporter, 18/01/2008)
Inondazioni: 50 morti, 30mila sfollati e 72mila senzatetto (Peacereporter, 13/01/2008)
Sono almeno 50 le vittime delle inondazioni in Mozambico che hanno costretto migliaia di persone ad abbandonare le loro case ngli ultimi dieci giorni. Lo ha reso noto oggi l'ufficio dell'Onu per il coordinamento degli aiuti umanitari. Sarebbero circa 30 mila le persone evacuate dalle zone inondate e 72 mila coloro che hanno avuto la casa distrutta o hanno chiesto una qualche forma di aiuto. (Peacereporter, 13/01/2008)
Ancora sommerso da inondazioni devastanti (Greenreport, 07/01/2008)
Il clima si accanisce nuovamente contro il Mozambico: la parte centrale del grande Paese africano è colpita da inondazioni catastrofiche che secondo fonti governative hanno già fatto diversi morti e costretto migliaia di persone ad abbandonare le loro abitazioni, mentre molte persone sono rifugiate sugli alberi e sui tetti. Il direttore dell’agenzia nazionale di soccorso del Mozambico, Paulo Zucula, ha detto che le inondazioni sono state causate da piogge torrenziali e che tre città sono totalmente allagate. Il governo ha dichiarato l’allerta rossa. Le inondazioni sono iniziate mercoledì scorso e in alcune aree le acque hanno raggiunto l’altezza di 6 metri e non si dovrebbero ritirare per molto tempo. Le principali vie di comunicazione per Zimbabwe, Malawi e Zambiea sono interrotte in cinque punti differenti e i camion che trasportano beni e derrate alimentari destinati al Mozambico formano ormai una lunga fila di mezzi bloccati. Paulo Zucula ha lanciato un appello alle persone che si rifiutano di lasciare i luoghi colpiti, dicendo che la loro vita è ancora in pericolo, infatti il livello dei fiumi Pungue e Zambezi aumenta ancora, alimentato dalle piogge torrenziali in Zambia e Zimbabwe, dopo una interminabile stagione di siccità che ha messo in ginocchio l’agricoltura. Il Mozambico centrale è già stato martoriato dalle inondazioni per tutto il 2007 durante il quale sono morte 45 persone e 285 mila hanno dovuto abbandonare le proprie povere abitazioni, il ciclone Favio ha provocato altri 140 mila sfollati. Si tratta delle peggiori inondazioni dal 2000-2001 quando le alluvioni provocarono in Mozambico 700 morti e la devastazione delle abitazioni di mezzo milione di persone. Le istituzioni umanitarie sono sempre più preoccupate per le conseguenze di un cambiamento climatico che nell’Africa australe si sta dimostrando sempre meno prevedibile e provoca la devastazione di raccolti vitali per la sopravvivenza di milioni di persone. Ma secondo le autorità di Maputo il peggio potrebbe ancora venire, visto che sul povero Mozambico sta piovendo senza interruzioni. (Greenreport,
07/01/2008)