Francia: UE, linea dura contro Nouakchott. Mancata restaurazione leggi (Asca-Afp, 20/11/2008)
''L'Unione europea adottera' misure appropriate per punire la mancata restaurazione delle leggi costituzionali in Mauritania'', lo riporta il ministro degli Esteri francese per voce della presidenza francese alla Commissione europea. La decisione di provvedere con delle sanzioni arriva allo scadere del mese che l'UE aveva concesso alla giunta legislativa mauritana per avanzare proposte che riportassero l'ordine costituzionale nel Paese, ma non sono stati fatti passi avanti. Un portavoce del ministro dichiara che ''la comunita' internazionale ha giudicato insufficienti le proposte avanzate dalla Mauritania. Gli Stati membri dell'UE, in base a quanto stabilito dalla Commissione europea, adotteranno misure adeguate''. Le sanzioni dovrebbero consistere nella sospensione delle relazioni diplomatiche a sostegno dello sviluppo del Paese, senza pero' colpire l'assistenza umanitaria. (Asca-Afp,
20/11/2008)
Ue minaccia sanzioni alla giunta, ultimatum di un mese
(Asca-Afp, 20/10/2008)
L'Unione europea ha dato un mese di tempo alla giunta militare al potere in Mauritania per ristabilire l'ordine costituzionale. Nel caso contrario Bruxelles adottera' delle ''misure appropriate''. E' quanto si apprende da un comunicato rilasciato da Parigi, attuale presidente di turno dell'Unione europea. Proprio a Parigi si e' tenuto oggi un incontro tra le delegazioni dell'Ue e della giunta militare della Mauritania, finalizzato al raggiungimento di un accordo per il ritorno di un governo di stampo civile. ''Se in un mese di tempo non ci saranno nuovi elementi, - si legge nel comunicato - le consultazioni termineranno e verra' proposta agli organi decisionali dell'Unione europea una serie di misure appropriate''. All'inizio dello scorso agosto, un gruppo di generali guidati dal comandante della Guardia Presidenziale hanno deposto il presidente, Sidi Ouldn Cheikh Abdallahi, ed il Primo ministro del Paese, Yahya Ould Ahmed Waghf. Unita' dell'esercito circondarono gli edifici governativi della capitale interrompendo e monopolizzando le trasmissioni televisive e radiofoniche. Il colpo di Stato era stato condannato da organismi internazionali, tra cui la Commissione europea, affermando che l'Ue potrebbe sospendere la propria cooperazione e i propri aiuti al Paese.
(Asca-Afp,
20/10/2008)
Manifestanti anti-golpisti dispersi dalla polizia (Alice/Apcom, 08/10/2008)
La polizia ha sparato gas lacrimogeni e usato manganelli a Nouakchott, capitale della Mauritania, contro gli attivisti che stavano manifestando chiedendo il reintegro del presidente Sidi Ould Cheikh Abdallahi, destituito lo scorso 6 agosto con un colpo di Stato. Quattro dei sindacati del paese si sono messi alla testa di una marcia non autorizzata violando l'ordine di non-manifestazione imposto ieri dalla giunta militare. "Vogliamo dimostrare che il loro rifiuto di autorizzare la nostra marcia non ci fermerà dal manifestare", ha detto Samory Ould Beye, segretario generale della Libera confederazione dei lavoratori mauritani, conosciuta con il suo acronimo francese Cltm. Al momento non si ha notizia di eventuali feriti. Il 22 settembre scorso, il Consiglio di pace e di sicurezza dell'Unione africana (Ua) ha chiesto il reintegro del presidente Abdallahi nelle sue funzioni entro, "al più tardi", il 6 ottobre, ammonendo sul "rischio di sanzioni e isolamento" per i responsabili del golpe. Ieri l'Ua ha ribadito la sua posizione sulla crisi in Mauritania, tornando a chiedere il reintegro di Abdallahi alla guida del Paese. (Alice/Apcom,
08/10/2008)
Unione africana chiede reintegro presidente e minaccia sanzioni (Misna, 07/10/2008)
Ristabilimento nelle sue funzioni del presidente Sidi Mohammed Ould Cheich Abdllahi e del precedente ordine costituzionale: queste le condizioni ribadite ancora oggi dall’Unione Africana (UA) all’indomani della scadenza di un ultimatum contro la giunta militare che il 6 agosto scorso ha preso il potere a Nouakchott in seguito a un colpo di stato. Ad Addis Abeba, uscendo da un incontro con una delegazione della giunta, il presidente dell’UA Jean Ping ha reiterato la posizione dell’organizzazione continentale e ha annunciato provvedimenti: “In assenza dei progressi richiesti dal Consiglio di pace e sicurezza dell’UA, il presidente della commissione sottometterà, a tempo debito, delle proposte concrete per la realizzazione dei nostri obiettivi, nello spirito di quanto era stato già detto lo scorso 22 settembre”. Nel comunicato del 22 settembre chiedendo il reintegro del presidente deposto, l’Unione Africana aveva prospettato isolamento e non meglio specificate sanzioni contro la giunta militare. [ GB] (Misna,
07/10/2008)
Polizia disperde manifestanti anti-golpisti (Alice/Apcom, 05/10/2008)
Decine di manifestanti anti-golpisti, che chiedevano il ritorno al potere del presidente mauritano destituito Sidi Mohamed Ould Cheikh Abdallahi, sono stati dispersi dalla polizia con gas lacrimogeni a Nouakchott. Poco dopo le 16 locali (le 18 italiane), manifestanti hanno iniziato a riunirsi vicino all'ospedale principale, esponendo ritratti del capo dello stato esautorato, di fronte a poliziotti con il casco e dotati di manganello, e gridando "no alla dittatura, vive la democrazia". Poliziotti hanno successivamente inseguito i manifestanti, distribuendo alcune manganellate. "Prima del colpo di stato, c'era un po' di democrazia, un po' di riconciliazione, un po' di libertà di stampa e si è tornati a zero", ha dichiarato uno dei dimostranti. Il responsabile della comunicazione del Fronte nazionale di difesa della democrazia (Fndd), formato da cinque parti in reazione al golpe, ha in seguito chiarito la tattica dei manifestanti. Dopo che la manifestazione è stata dispersa, ha spiegato Ahmedou Ould Wedia, "abbiamo deciso far scoppiare il movimento di protesta in una decina di punti di ritrovo nella città tra le 16 e le 19. I dirigenti del fronte parteciperanno a uno di questi raduni e prenderanno la parola". Gli antigolpisti hanno organizzato questa marcia alla vigilia della scadenza di un ultimatum posto dall'Unione africana (Ua). Il 22 settembre, il Consiglio di pace e di sicurezza dell'organizzazione continentale ha infatti imposto il reintegro del presidente Sidi Ould Cheikh Abdallahi nelle sue funzioni, "al più tardi" il 6 ottobre, ossia esattamente due mesi dopo l'abuso di autorità dei soldati. L'Ua ha nuovamente evocato "i rischi di sanzioni e di isolamento" che correrebbero i golpisti se questa richiesta non fosse soddisfatta. (Alice/Apcom,05/10/2008)
La giunta militare vieta manifestazioni per ritorno a democrazia (Peacereporter, 01/10/2008)
La giunta militare che ha preso il potere in Mauritania il 6 agosto scorso ha vietato tutte le manifestazioni di piazza. L'obiettivo è quello di impedire una grande protesta popolare organizzata per il prossimo 5 ottobre, "per chiedere il ripristino dell'ordine democratico e legittimo nel Paese". Il 15 ottobre si terranno invece i colloqui con i rappresentanti dell'Unione europea che hanno chiesto il reinsediamento dell'ex-presidente della Repubblica. Ma il primo ministro golpista, Moulaye Ould Mohamed Laghdhaf, ha già minacciato di appoggiarsi agli alleati arabi se l'Europa non cambierà la propria posizione. (Peacereporter,
01/10/2008)
Giunta golpista respinge ‘ultimatum’ dell’Unione africana (Misna, 29/09/2008)
“La posizione dell’Unione Africana non è né costruttiva né positiva e non serve gli interessi superiori del popolo mauritano”: con queste parole il generale Mohamed Ould Abdel Aziz, capo della giunta militare che il 6 agosto scorso ha preso il potere in Mauritania con un golpe, ha respinto la condanna arrivata nei giorni scorsi dal Consiglio per la pace e la sicurezza dell’Unione Africana (UA), che ha ufficialmente preteso “il ritorno all’ordine costituzionale attraverso il reinsediamento incondizionato di Sidi Ould Cheikh Abdallahi, presidente della Repubblica islamica di Mauritania, nelle sue funzioni”. Nel documento dell’Unione Africana si precisa che la giunta militare golpista dovrà restituire il potere al presidente deposto “entro il 6 ottobre prossimo, mettendo in guardia gli autori del colpo di stato e i loro sostenitori civili dai rischi di sanzioni e di isolamento a cui vanno incontro qualora non rispondessero positivamente alle richieste”. Su questo punto il capo della Giunta ha risposto definendo “irrealistica e illogica” la richiesta di reinsediare Abdallahi: “non possiamo tornare al passato (…) ormai è un ex-presidente”. Nella risoluzione il Consiglio ha poi dichiarato “nulle e prive di effetto” tutte le misure di natura costituzionale, istituzionale e legislative adottate dalle autorità militari dopo il golpe del 6 agosto e chiede “con effetto immediato agli stati membri dell’UA e alla comunità internazionale nel suo insieme di considerare illegali e illegittime tutte le azioni e le iniziative degli autori del colpo di stato”. A sostegno delle posizioni della Giunta militare sono arrivate, puntuali, anche due dichiarazioni di condanna della risoluzione dell’Unione Africana dalla maggioranza parlamentare e dell’unione dei sindaci mauritani. [MZ] (Misna,
29/09/2008)
Ritrovati i corpi senza vita di 12 soldati probabili vittime di Al Qaida (Alice/Apcom, 20/09/08)
I corpi senza vita di 12 soldati vittime di un attacco rivendicato da un gruppo affiliato ad Al Qaida, sono stati ritrovati nel deserto della Mauritania, a circa 30 chilometri a nord da Tourine, teatro dell'imbocascata il 15 settembre scorso. Lo ha reso noto il portavoce del governo Mohamed Ould Mohamed Abderahmane Ould. Il governo aveva fatto sapere in precedenza che i soldati erano morti con un colpo di pistola in testa, mentre in base alle condizioni in cui sono stati ritrovati, con segni di coltello sul collo, i militari sarebbero stati sgozzati. Alcuni siti internet considerati vicino ai movimenti estremisti islamici hanno pubblicato un comunicato attribuito ad un'organizzazione nord africana legata ad Al Qaida che rivendica la paternità dell'imboscata. Nelle scorse settimane l'organizzazione di Al Qaida nel Nord Africa islamico ha invitato alla guerra santa per vendicare il golpe militare che il 6 agosto ha portato al rovesciamento del presidente Sidi Ould Cheikh Abdallahi. (Alice/Apcom,
20/09/08)
Imboscata Al Qaida. Dodici soldati di pattuglia uccisi (Ansa, 15/09/2008)
Dodici soldati mauritani che erano di pattuglia nell'estremo nord del Paese sono stati uccisi oggi in un'imboscata. Una fonte della sicurezza rende noto che l'attacco e' stato fatto da 'elementi dell'ex Gruppo salafita per la predicazione e il combattimento' (Gspc), trasformatosi in 'Organizzazione Al Qaida per il Maghreb islamico'. I militari - ha aggiunto la fonte - 'erano di pattuglia lungo la frontiera nord', vicino a Tourin, 70 km a est della citta' diZouerat. (Ansa, 15/09/2008)
Dopo golpe, fissata data per elezioni presidenziali (Misna, 15/09/2008)
Si terranno il prossimo anno, tra 12 o al massimo 14 mesi, le prossime elezioni presidenziali in Mauritania: lo ha deciso a maggioranza il parlamento nazionale, dopo il golpe che il 6 agosto ha deposto il capo dello stato Sidi Ould Cheik Abdallahi. Sulla base del documento approvato ieri, le elezioni potranno essere “trasparenti, libere e credibili” a condizione che non siano consentite le candidature “di “magistrati, soldati e tutti coloro che esercitano il potere esecutivo in questo periodo di transizione”. Secondo alcuni deputati contattati da fonti di stampa internazionali, i divieti fanno riferimento al momento della formalizzazione delle candidature e potrebbero dunque non riguardare il generale golpista Mohamed Ould Abdel Aziz, alla guida del Consiglio di stato che guida il paese da agosto. Al voto di ieri non hanno partecipato i circa 30 deputati di opposizione eletti con il Fronte nazionale per la difesa della democrazia, che chiedevano garanzie affinché alle presidenziali non potessero candidarsi i politici e gli ufficiali coinvolti nel golpe.[
VG] (Misna, 15/09/2008)
Ue ai golpisti:liberate il presidente Abdallahi (Peacereporter, 10/09/2008)
L'Unione europea ha nuovamente chiesto la liberazione del presidente della Mauritania, Sidi Ould Chiekh Abdallahi, deposto da un golpe lo scorso 6 agosto. La presidenza di turno francese ha ribadito la volontà dell'Unione di "contribuire attivamente ad una risoluzione della crisi attraverso il dialogo" ma ha anche annunciato che "trarrà le conseguenze se non ci saranno gesti della giunta che testimonino la sua volontà di ristabilire la democrazia al più presto." Nel comunicato non viene precisato però quali misure si intendano prendere nei confronti del governo Nouakchott.
(Peacereporter,
10/09/2008)
Usa condannano colpo di stato: e' inaccettabile (Alice/Apcom, 05/09/2008)
Gli Stati Uniti hanno condannato fermamente, oggi, il colpo di Stato in Mauritania dello scorso 6 agosto, che ha portato la giunta militare al potere. In un comunicato del Dipartimento di Stato si spiega che Washington "non riconosce la legittimità" delle nuove istituzioni mauritane, nate dopo una serie di azioni "non democratiche". "Siamo profondamente delusi dalla mancanza di progressi nel ripristino delle norme costituzionali e lanciamo un appello per una migliore ricerca di una soluzione politica", si aggiunge nel comunicato. Washington ha annunciato che è in corso la valutazione di eventuali "sanzioni contro militari e civili che impediscono il ritorno a un governo democratico". Gli Stati Uniti hanno inoltre chiesto "il rilascio del presidente Abdallahi e del primo ministro Waghef". "La comunità internazionale, incluse Nazioni Unite, Unione Europea, Organizzazione della Conferenza Islamica Unione Africana, hanno inviato un messaggio risonante per dire che la rimozione con metodi incostituzionali di un governo democraticamente eletto non può essere accettata", si conclude nella nota. La giunta militare al potere in Mauritania dopo il colpo di stato del 6 agosto ha diffuso lo scorso 1 settembre un comunicato che annunciava la formazione di un nuovo governo. Il comunicato della presidenza dell'Alto Consiglio di Stato (la giunta militare) riferisce che il governo è formato da 22 ministri ed è sotto la direzione di Moulaye Ould Mohamed Laghdaf. La maggior parte dei ministri appartiene al movimento che sostiene il colpo di stato, sia affiliati a partiti politici o indipendenti.
(Alice/Apcom,
05/09/2008)
Processo all’ex-presidente: eletti i primi quattro giudici (Misna, 02/09/2008)
La camera dei deputati ha eletto quattro membri dell’Alta corte di giustizia incaricata di processare per ‘alto tradimento’ l’ex- presidente Sidi Ould Cheikh Abdallahi, deposto con un golpe ‘bianco’ lo scorso 6 agosto; la nomina dei giudici del tribunale speciale, otto in tutto, sarà completata domani mattina con una votazione simile a quella avvenuta oggi alla Camera da parte del Senato. Dei magistrati eletti oggi – riferisce l’agenzia stampa mauritana - due fanno parte del gruppo di deputati dimissionari del partito presidenziale ‘Patto per la democrazia e lo sviluppo’ (Pndd), mentre gli altri due sono esponenti dell’opposizione che sostiene i militari golpisti. In segno di protesta contro la votazione, alcuni deputati fedeli all’ex-presidente hanno abbandonato l’aula. AdL] (Misna, 02/09/2008)
Giunta militare presenta nuovo esecutivo, Parigi lo dichiara illegittimo (Peacereporter, 01/09/2008)
La Mauritania ha da oggi un nuovo governo guidato da Moulaye Ould Mohamed Laghdaf. La giunta che ha preso il potere nel paese africano lo scorso 6 agosto dopo un colpo di stato ha reso noto di aver formato un nuovo esecutivo composto da 22 ministri. La maggior parte dei ministri fa parte dei partiti che hanno sostenuto il golpe del generale Muhammad Abdelaziz. Il portavoce per gli Affari esteri francesi, Eric Chevallier, ha dichiarato oggi totalmente illegittimo il nuovo governo. La Francia che già dall'11 agosto aveva congelato tutti gli aiuti alla Mauritania, con la sola eccezione di quelli umanitari, ora ha chiesto, attraverso il suo portavoce l'immediata liberazione dell'ex presidente Sidi Ould Cheik Abdallahi, primo presidente eletto democraticamente dall'indipendenza del paese. Chevallier ha poi invitato la giunta militare a tornare a cooperare al più presto con l'Unione Africana e con la comunità internazionale. (Peacereporter,
01/09/2008)
Formato nuovo governo (Ansa, 01/09/2008)
La giunta militare al potere in Mauritania dopo il colpo di Stato del 6 agosto scorso ha annunciato la formazione di un governo. Lo riferisce la televisione di Stato. Il governo, 22 ministri sotto la direzione di Moulaye Ould Mohamed Laghdaf, e' stato formato per decreto. La maggior parte dei ministri appartiene al movimento che sostiene il colpo di Stato. Almeno 3 fanno parte del Raggruppamento delle forze per la democrazia (Rfd), secondo partito dell'Assemblea nazionale.
(Ansa, 01/09/2008)
L’opposizione al golpe contraria a sanzioni internazionali
(Misna, 29/08/2008)
Pur contrari al golpe del 6 agosto che ha deposto il presidente Sidi Ould Sheikh Abdallahi, i partiti del ‘Fronte nazionale per la difesa della democrazia’ (Fndd) non sono d’accordo con le sanzioni internazionali annunciate da alcuni governi e organizzazioni internazionali. “Nella nostra lotta pacifica, abbiamo il sostegno della comunità internazionale perché la nostra causa è giusta – ha sostenuto un dirigente dal Pndd-Adil, al potere prima del colpo di stato – ma privilegiamo una soluzione nazionale; un’altra soluzione che contempli sanzioni, di qualunque natura, avrebbe ripercussioni negative sul popolo della Mauritania”. Il Fndd chiede il ritorno in carica del deposto presidente Abdallahi, agli arresti domiciliari, ma si dice anche pronto a “valutare qualsiasi via di uscita che privilegi gli interessi della nazione, salvaguardi la sua coesione e la sua unità nazionale e garantisca il ritorno dell’ordine costituzionale”. Negli ultimi giorni, la Banca mondiale aveva annunciato la sospensione di un aiuto di circa 120 milioni ei euro, mentre Francia, Europa e Stati-Uniti avevano annunciato quella del loro sostegno non umanitario. Intanto, il nuovo presidente, il generale Mohamed Ould Abdel Aziz, ha ricevuto rappresentanti della società civile di Rosso (sud, al confine con il Senegal) per parlare del loro ruolo nella situazione attuale. Secondo l’agenzia ufficiale ‘Ami’, il delegato delle organizzazioni non governative si sarebbe detto soddisfatto e fiducioso.
[CC] (Misna, 29/08/2008)
Il colpo di Stato e la sospensione del processo democratico (Equilibri, 25/08/2008) - Partim
La debole democrazia africana si trova ad affrontare una delle più gravi crisi dal 1960, anno in cui ottenne l’indipendenza dal regime coloniale francese. A poco più di un anno dalle prime libere elezioni presidenziali, con un colpo di Stato, i militari si sono impossessati del potere e hanno arrestato il Presidente della Repubblica, Sidi Mohamed Ould Cheikh Abdallahi e il Premier. Si è subito insediata una giunta militare che sta cercando di gestire questa delicata fase di transizione che potrebbe trascinare il paese nel caos. (…)Conclusioni - Con il colpo di Stato del 6 agosto scorso, la Mauritania ha registrato un duro colpo d’arresto al proprio percorso democratico, iniziato poco più di un anno fa, con le prime libere e democratiche elezioni. L’arresto del Presidente della Repubblica e del Primo ministro, con la conseguente presa del potere da parte dei militari, ha fatto sprofondare il paese in una fase di instabilità politica che avrà riflessi e conseguenze di lunga durata. Dura è arrivata la condanna da parte della comunità internazionale, che si è richiamata al rispetto delle regole democratiche: hanno avute parole di condanna le Nazioni Unite, l’Unione Africana, la Lega Araba, l’Unione europea e gli Stati Uniti. Cercando di lanciare un segnale di distensione, la giunta militare della Mauritania, ha recentemente nominato, come primo ministro, Ould Mohamed Laghdaf, già ambasciatore del paese presso l’Unione europea. In effetti, un diplomatico esperto saprà muoversi con disinvoltura ed esperienza nel contesto internazionale, ma difficilmente godrà dell’autonomia per poter essere percepito come un interlocutore credibile. Ogni decisione, ogni accordo, ogni passo sarà soppesato e approvato dalla giunta militare che avrà appunto l’ultima parola su tutto. Lo stop del processo democratico per la Mauritania rappresenta un duro colpo per l’intera regione del Sahel, attraversata da disordini e da varie forme di instabilità politica. Nei prossimi mesi, si vedrà se il colpo di Stato infrangerà realmente le ambizioni democratiche della Mauritania, o se rappresenterà un rallentamento pesante, ma pur sempre superabile. In questo arco temporale, il paese africano sarà sotto la lente di giudizio della comunità internazionale, pronta ad intervenire nel caso in cui la Mauritania dovesse sprofondare nel caos. Di Sergio Porcu (Equilibri,25/08/2008)
Dopo golpe, colloqui tra unione africana e giunta militare (Misna, 25/08/2008)
Si è detto “ottimista” sulla crisi politica in Mauritania Jean Ping, il presidente della Commissione dell’Unione Africana (UA) che oggi a Nouakchott ha incontrato il capo della giunta militare al potere dopo il colpo di stato di inizio mese. “Credo che i colloqui con il generale Mohamed Ould Abdel Aziz proseguiranno”, ha detto Ping, secondo il quale l’Unione Africana vuole in Mauritania “un ritorno alla normalità”. Dopo il golpe che il 6 agosto aveva deposto il presidente Sidi Ould Cheik Abdallahi, l’UA ha “congelato” la posizione di Nouakchott: la Mauritania continua a far parte dell’organismo continentale senza però il diritto di partecipare alle sue riunioni o esprimere il proprio voto. A condannare il golpe di inizio mese è stato la settimana scorsa anche il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, che chiede “l’immediata liberazione” di Abdallahi e “il ristabilimento immediato delle istituzioni legittime, costituzionali e democratiche” della Mauritania. [ VG] (Misna,
25/08/2008)
Arrestato l'ex premier mentre organizzava manifestazione pro Abdallahi (Peacereporter, 21/08/2008)
La polizia ha arrestato l'ex premier che ieri ha guidato una grande manifestazione contro il colpo di stato effettuato all'inizio del mese. Yahya Ould Ahmed El Waghef fu arrestato insieme con il deposto presidente Sidi Mohamed Ould Cheikh Abdallahi, quando i soldati fecero irruzione nel palazzo presidenziale lo scorso 6 agosto, ma fu liberato 5 giorni dopo. Da allora Waghef si è impegnato in una grande campagna per riportare Abdallahi al suo posto. Ieri c'erano migliaia di persone che marciavano pacificamente in segno di protesta. Oggi l'arresto, mentre Waghef era in viaggio verso Nouadhibou per organizzare un'altra marcia. (Peacereporter,
21/08/2008)
Prima apparizione capo giunta militare, golpe “necessario” (Misna, 18/08/08)
Il colpo di stato si è reso necessario “a causa delle ripetute violazioni alla costituzione da parte del precedente presidente e del suo rifiuto di far esercitare al parlamento le sue prerogative democratiche”: lo ha sostenuto, nel suo primo discorso pubblico trasmesso ieri sera dalla televisione di stato, il generale Mohamed Ould Abdel Aziz, capo della giunta militare che ha preso il potere in Mauritania lo scorso 8 agosto. Aziz ha anche ribadito l’intenzione di organizzare “elezioni libere e trasparenti nel più breve tempo possibile”, senza specificare però una data per il voto. Intanto è salito a 73, su un totale di 94, il numero dei parlamentari dell’Assemblea nazionale della Mauritania dimessisi dall’ex-partito al potere ‘Patto nazionale per la democrazia e lo sviluppo’ (Pndd) per mostrare il loro sostegno al colpo di stato dei militari. È stata depositata in parlamento la richiesta di convocazione per una seduta speciale il 20 agosto: suo scopo, secondo fonti ufficiali, è l’elezione di nuovi membri all’Alta corte di giustizia, che può giudicare l’ex-presidente Sidi Ould Sheikh Abdallahi e i ministri per le “gravi colpe” commesse nello svolgimento dei loro compiti. [MV][CO] (Misna,
18/08/08)
Il generale Aziz nomina primo ministro l'ex ambasciatore in Belgio (Peacereporter, 14/08/08)
La giunta militare ha nominato Moulaye Ould Mohamed Laghdaf, ex ambasciatore in Belgio, come primo ministro. Lo riferisce l'agenzia di stampa Ami. Il generale Mohamed Ould Abdel Aziz, che ha rovesciato la presidenza di Sidi Mohamed Ould Cheikh Abdallah, ha ribadito che molto presto verranno indette le elezioni. La cellula di al-Qaeda di base in Mauritania ha chiamato i fedeli alle armi per contrastare un golpe appoggiato, a suo dire, da potenze occidentali.
(Peacereporter, 14/08/08)
Polizia disperde manifestazione di donne contro il golpe (Peacereporter, 13/08/08)
La polizia della Mauritania ha disperso, usando gas lacrimogeni, una manifestazione di donne, che protestavano contro il colpo di stato dello scorso 6 agosto. È successo oggi nella capitale Nouakchott. A riferirlo è stata Ezze Mint Hammam, una deputata del Partito nazionale per la democrazia e lo sviluppo (Pndd). Erano tra le cento e le duecento che hanno organizzato un sit in davanti alla sede dell'Assemblea nazionale, quando la polizia è giunta e leha disperse con i lacrimogeni. Una delle donne è rimasta leggermente ferita. La manifestazione pacifica era organizzata dal Fronte popolare, l'unione di quattro partiti politici che chiedono la liberazione del presidente Sidi Ould Sheik Abdallahi, attualmente agli arresti domiciliari. (Peacereporter, 13/08/08)
Giunta militare stila ordinanza che definisce poteri
(Asca/Afp, 12/08/2008)
A sei giorni dal colpo di Stato, che il 6 agosto scorso ha deposto il presidente della Mauritania, Sidi Ould Cheikh Abdallahi, il Consiglio di Stato ha annunciato di aver stilato un'''ordinanza costituzionale'' finalizzata a definire la divisione dei poteri. ''La presente ordinanza costituzionale si impone di definire i poteri provvisori del Consiglio di Stato'', si legge in un comunicato diffuso dalla giunta militare. Il testo conferisce al Consiglio di Stato ''i necessari poteri per riorganizzare e amministrare gli affari di Stato durante il periodo necessario per l'organizzazione, nel minor tempo possibile, di nuove elezioni presidenziali''. Nell'ordinanza viene, inoltre, specificato come i poteri del presidente, secondo la costituzione della Mauritania, ''saranno esercitati in modo congiunto dal Consiglio di Stato'' compresi, quindi, gli undici membri della giunta militare al potere. La giunta ha fatto sapere poi di avere i poteri necessari per designare un Primo ministro, ufficiali militari e pubblici funzionari. Il Primo ministro Yahya Ould Ahmed Waghf e' stato liberato ieri, mentre il presidente Abdallahi, secondo fonti di sicurezza, si trova ancora sotto arresto in una villa nei pressi del centro congressi della capitale Nouakchott. Il colpo di Stato, condotto dal generale ed ex capo della Guardia Presidenziale, Mohamed Ould Abdel Aziz, e' stato condannato all'unanimita' dall'intera comunita' internazionale. In particolare, gli Stati Uniti e la Francia hanno sospeso tutte le spedizioni di aiuti umanitari verso il Paese dell'Africa occidentale.
(Asca/Afp, 12/08/2008)
Al Qaeda: 'Il golpe realizzato con l'aiuto dei paesi miscredenti'
(Peacereporter, 12/08/2008)
Al Qaeda rilascia un suo commento sul golpe in Mauritania della scorsa settimana, accusando Usa, Francia e Israele: "L'ultimo golpe avvenuto in Mauritania non avrebbe avuto successo senza l'accordo con i paesi miscredenti come l'America, la Francia e Israele. Vi diciamo, o gente della Mauritania, che è necessario ritornare all'Islam e non esitare a usare il Jihad per combattere gli ebrei e i cristiani insieme ai governanti apostati". Il comunicato, comparso sui forum islamici in rete, è a firma dell'emiro di al-Qaeda attualmente in Algeria, Abdel Malik Droukedel.
(Peacereporter,
12/08/2008)
Il leader golpista promette linea dura contro al-Qaeda
(Peacereporter, 11/08/2008)
Il leader della giunta militare che ha preso il comando dopo il golpe della scorsa settimana ha garantito che userà il pugno di ferro contro i membri di al-Qaeda, molto più di quanto non abbia fatto il precedente governo. Il generale Abdel Aziz ha dichiarato che una sua candidatura alle elezioni, che ha promesso di indire quanto prima, non è inverosimile. Aziz ha accusato il destituito presidente Sidi Mohamed Ould Cheikh Abdallahi, di essere stato troppo morbido con i terroristi. Nello scorso dicembre 4 turisti francesi e diversi soldati sono morti in attacchi di guerriglieri legati ad al-Qaeda, e l'annuale competizione motoristica Parigi-Dakar è stata cancellata. Abdallahi aveva acconsentito alla scarcerazione di alcuni membri legati all'organizzazione terroristica. (Peacereporter,
11/08/2008)
Liberato premier arrestato durante golpe (Asca-Afp, 11/08/2008)
Il Primo ministro della Mauritania, Yahya Oulf Ahmed Waghf, e' stato liberato, cinque giorni dopo essere stato arrestato dalle truppe che hanno deposto il presidente Sidi Ould Cheikh Abdillahi. Lo ha riferito il portavoce del premier. ''Il Primo ministro e' stato liberato oggi pomeriggio insieme ad altri tre membri del governo. Solo il presidente e' ancora detenuto'', ha detto all'Afp Mohamed Ould
Maayouf.
(Asca-Afp, 11/08/2008)
Sospesa da Unione Africana (Ansa, 09/08/2008)
L'Unione africana sospendera' la Mauritania fino a quando la democrazia non sara' ripristinata nel paese. Lo ha detto il ministro degli esteri della Tanzania, presidente di turno dell'organizzazione. Nel Paese il presidente Sidi Ould Sheikh Abdallahi e' stato rovesciato mercoledi' dai militari. L'Unione africana sospendera' la Mauritania fino a quando nel paese non ritornera' un governo costituzionale', ha detto Bernard Membe in un comunicato dell'Ua.
(Ansa,
09/08/2008)
L'evolversi della situazione (Fonti varie)
6 - Unione Africana, giunta rilasci presidente (Asca-Afp, 07/08/2008,
17:30) - Il Consiglio per la pace e la sicurezza dell'Unione Africana ha esortato la giunta militare mauritana a rilasciare il presidente che ha deposto ieri. Il Consiglio, si legge in un comunicato, ''chiede il rilascio del presidente della Repubblica Islamica di Mauritaania e di altre personalita' arrestate, la preservazione della loro sicurezza e
dignita', cosi' come quella dei membri delle loro famiglie''. Il comunicato e' stato diffuso dopo una riunione speciale del consiglio presso il quartier generale
dell'Ua ad Addis Abeba per discutere della situazione in Mauritania all'indomani del colpo di stato.
(Asca-Afp,
07/08/2008, 17:30) 5 - Lacrimogeni contro la manifestazione dei sostenitori del presidente
(Peacereporter, 07/08/2008,
16:59) - Diverse centinaia di persone che intendevano manifestare a favore del deposto presidente della Mauritania, Sidi Ould Sheikh
Abdallahi, sono state disperse a colpi di lacrimogeni dalla polizia della capitale
Nouakchott. Lo ha detto il segretario generale del Partito presidenziale, Mohamed Mahmoud Ould
Dahmane. "Eravamo scesi in strada con intenti pacifici, eravamo armati solo di slogan e ritratti del presidente ma la polizia ci ha cacciato con i lacrimogeni", ha raccontato. Una donna, ha aggiunto, è stata ferita. "Protestiamo contro questa politica dei due pesi e delle due misure, hanno autorizzato una manifestazione a loro favore e represso l'altra", ha affermato.
(Peacereporter, 07/08/2008,
16:59) 4 - Appello della figlia di Abdallahi alle Nazioni Unite (Peacereporter, 07/08/2008,
13:35) - La figlia del presidente Abdallahi ha lanciato un appello all'Onu affinché vengano avviati colloqui per ristabilire l'ordine democratico nel paese. "La mia famiglia ed io siamo agli arresti domiciliari e le nostre comunicazioni con l'esterno sono molto limitate. Vi prego aiutateci a riportare la democrazia nel nostro paese". Abdallahi e sua figlia Amal Mint sono tenuti in luoghi separati. Al momento non si hanno informazioni sulle sorti del presidente.
(Peacereporter,
07/08/2008, 13:35) 3 - Delegazione lega araba attesa domani a Nouakchott (Asca-Afp, 07/08/2008,
16:47) - Una delegazione della Lega Araba si rechera' domani in Mauritania nel tentativo di sanare il clima teso che questa settimana e' sfociato nella deposizione del presidente, il primo eletto democraticamente nella storia del Paese africano nel 2007. ''Avremo dei colloqui a Nouakchott con le varie parti ed in particolare con l'autore del colpo di Stato, il generale Mohamed Ould Abdel
Aziz'', ha fatto sapere il capo della delegazione, Ahmed bin Helli. Da ieri Aziz, ex capo della Guardia presidenziale della Mauritania, tiene sotto custodia il presidente Sidi Ould Cheikh Abdallahi in un edificio della guardia presidenziale.
(Asca-Afp,
07/08/2008, 16:47) 2 - La giunta militare promette elezioni libere il prima possibile (Peacereporter, 07/08/2008,
08:22) - La giunta militare che ieri ha preso il potere in Mauritania con un colpo di stato ha promesso elezioni presidenziali "libere e trasparenti" in "un periodo che sarà il più breve possibile", secondo un comunicato letto alla radio nazionale. L'Alto Consiglio di Stato delle forze armate e di sicurezza, composto di 11 militari e guidato dall'ex capo della guardia presidenziale generale Ould Mohamed Abdel
Aziz, "prenderà le misure necessarie per garantire la continuità dello Stato e vigilare in consultazione con istituzioni, forze politiche e della società civile lo svolgimento di una elezione presidenziale che rilanci il processo democratico e lo ricostruisca su basi perenni", specifica poi il comunicato. "Queste elezioni che si terranno in un periodo di tempo che sarà il più breve possibile, saranno libere e trasparenti e consentiranno per il futuro il funzionamento continuo e armonioso di tutti i poteri costituzionali", promette quindi la giunta.
(Peacereporter,
07/08/2008, 08:22) 1 - Golpisti sostenuti in patria, diplomazie critiche (Reuters, 07/08/2008, 07:08) - I militari che ieri hanno compiuto un colpo di stato in Mauritania hanno il sostegno di molti politici locali, ma non quello della comunità internazionale, che li ha criticati per aver rovesciato il primo presidente eletto democraticamente nella nazione desertica. Il presidente Sidi Mohamed Ould Cheikh Abdallahi è stato deposto e arrestato insieme al premier dal comandante della sua Guardia presidenziale, Mohamed Ould
Abdelaziz. Abdelaziz, che Abdallahi aveva cercato di sostituire insieme ad altri ufficiali di alto rango dopo settimane di tensioni politiche, ha istituito un "Consiglio di Stato" che ha annullato il decreto di sostituzione. Il colpo di stato ha ricevuto il sostegno di molti paramilitari che finora avevano sostenuto Abdallahi ma che dopo settimane di battaglie politiche hanno lasciato il suo partito, il
Pndd-Adil. I dissidenti della formazione hanno definito il golpe un passo verso la stabilità e hanno in programma per oggi una marcia in supporto della giunta. "E' un momento di correzione e di riallineamento per noi, per poter andare aventi verso la democrazia", ha detto uno di loro, Moustapha Ould
Abeiderrahmane. (Reuters,
07/08/2008, 07:08)
Il Golpe militare 4 - Chiuso l'aeroporto di Nouakchott (Peacereporter, 06/08/2008, 17:52) L'aeroporto internazionale di Nouakchott è stato chiuso oggi dopo il colpo di stato militare contro il presidente della Mauritania Sidi Ould Cheikh
Abdallahi. Lo hanno riferito fonti della sicurezza. "L'aeroporto è fermo, il tempo per le nuove autorità di organizzarsi. Le frontiere non sono state chiuse e le comunicazioni telefoniche nazionali e internazionali non sono state tagliate", ha precisato la fonte. Nessuna violenza è stata al momento segnalata in conseguenza del colpo di stato.
(Peacereporter, 06/08/2008,
17:52)
3 - Condanna da Ue, Ua e Usa (Reuters, 06/08/2008,
16:59)
Gli uomini della guardia presidenziale della Mauritania hanno compiuto oggi un colpo di Stato, sequestrando il presidente Sidi Mohamed Ould Cheikh Abdallahi e annunciando la formazione di un consiglio militare alla guida dello Stato islamico dell'Africa nord-occidentale.
(...) La Mauritania è uno dei più recenti produttori di petrolio della regione ed è ricco di minerali fra cui ferro, rame e oro. "Gli agenti di sicurezza del Basep (Battaglione per la sicurezza presidenziale) sono venuti a casa nostra intorno alle 9.20 e hanno portato via mio padre", ha detto a Reuters Amal Mint Cheikh
Abdallahi, la figlia del presidente, che più tardi ha raccontato al telefono di essere prigioniera in casa, con guardie in tutte le stanze. "E' certamente un colpo di Stato", afferma la donna.
Un funzionario della presidenza ha riferito a Reuters sotto condizione di anonimato che
Abdallahi, il premier e il ministro dell'Interno sono stati sequestrati e portati in un luogo ignoto. La comunità internazionale, che l'anno scorso aveva salutato con diffuso consenso il ritorno alla democrazia in Mauritania, si è affrettata a condannare l'accaduto.
Unione Africana, Unione europea, Stati Uniti e Nigeria hanno condannato il colpo di Stato della regione, prevalentemente desertica, che è un'ex colonia francese e conta più di 3 milioni di abitanti.
La Ue ha chiesto che il mandato di Abdallahi venga ripristinato, e ha affermato in un comunicato che il colpo "potrebbe mettere in discussione il notevole progresso democratico nel Paese".
Il commissario Ue agli Aiuti esterni, Louis Michel, ha detto che l'accaduto potrebbe "mettere in discussione la nostra politica di cooperazione con la Mauritania". La Ue ha destinato al Paese africano 156 milioni di euro in aiuti umanitari per il periodo 2008-2013.
"Si trattava di un governo costituzionale eletto democraticamente, e condanniamo questo atto", ha detto alla stampa il portavoce del Dipartimento di Stato Usa, Gonzalo
Gallegos.
(Reuters, 06/08/2008,
16:59) 2 - Golpisti annunciano instaurazione giunta militare (Psv/Col/Adnkronos/Il Tempo, 06/08/2008, 14:53
) Le truppe golpiste che stamane hanno destituito il presidente e il primo ministro della Mauritania hanno dichiarato l'instaurazione di una giunta militare presieduta dal capo della guardia presidenziale, generale Mohamed Ould Abdel
Aziz. Lo hanno annunciato i golpisti, dando lettura di un comunicato alla televisione pubblica a nome del "Consiglio di Stato". Il presidente Sidi Ould Cheikh Abdallahi e il premier Yahia Ould Ahmed El-Ouakef si trovano agli arresti, mentre sono stati sollevati dalle loro cariche i quattro ufficiali piu' alti in grado delle forze armate del Paese dell'Africa
nordoccidentale. Nelle ultime settimane 69 dei 95 deputati che siedono nel parlamento di Nouakchott hanno votato una mozione in cui chiedevano le dimissioni del presidente
Abdallahi, accusato di corruzione e malgoverno. La crisi politica e istituzionale in cui la Mauritania e' precipitata da mesi si e' aggravata ieri con l'uscita dal partito della maggioranza di 48 parlamentari, preceduta da un voto di sfiducia incassato dall'esecutivo. Nel 2005 ci fu un primo colpo di stato. L'allora governo della giunta militare era stata rimpiazzato in seguito alla tenuta, nel giugno 2007, delle elezioni che hanno portato al potere Sidi Ould Cheikh
Abdallahi. (Psv/Col/Adnkronos/Il Tempo, 06/08/2008, 14:53
) 1-Golpe militare: sequestrato il presidente
(Reuters, 06/08/2008, 01:47
) Colpo di Stato in Mauritania: gli uomini della guardia presidenziale hanno sequestrato il presidente Sidi Mohamed Ould Cheikh Abdallahi dopo la sua decisione di sostituire alcuni ufficiali di alto rango dell'esercito nel corso di una crisi politica, e ne hanno annunciato la deposizione. Un "Consiglio di Stato" guidato da Mohamed Ould
Abdelaziz, l'ex comandante della guardia, ha definito Abdallahi "l'ex presidente" del paese dell'Africa nord-occidentale, e ha annullato il decreto con cui aveva licenziato Abdelaziz e gli altri ufficiali della Gendarmeria. Il comunicato -- annunciato come la "Dichiarazione N°1 del Consiglio" -- è stato trasmesso dall'emittente
al-Arabiya. La tv e la radio di Stato nella capitale Nouakchott hanno interrotto le trasmissioni stamattina presto. Abdallahi ha vinto le elezioni l'anno scorso, salendo al potere dopo una giunta militare che governava dal 2005, quando
aveva rovesciato il presidente Maaouya Ould Sid'Ahmed Taya con un sanguinoso colpo di Stato. "Gli agenti di sicurezza del Basep
(Presidential Security Battalion) sono venuti a casa nostra intorno alle 9.20 e hanno portato via mio padre", ha detto a Reuters Amal Mint Cheikh
Abdallahi, la figlia del presidente. Un funzionario della presidenza ha riferito a Reuters sotto condizione di anonimato che
Abdallahi, il premier e il ministro dell'Interno sono stati sequestrati e portati in un luogo ignoto. La Mauritania, prevalentemente desertica, è un'ex colonia francese e conta più di 3 milioni di abitanti. A maggio, in seguito alle critiche sulla reazione del governo all'aumento dei prezzi degli alimentari e agli attacchi condotti l'anno scorso dal braccio nordafricano di al
Qaeda, Abdallahi aveva riformato il governo. La nuova formazione però si è dimessa il mese scorso. Ne è quindi subentrata una nuova, ma senza i partiti di opposizione Union of Forces for Progress e Islamist
Tawassoul, che erano parte della precedente. Questa settimana la maggior parte dei parlamentari appartenenti al partito di Abdallahi
(Pndd-Adil) hanno lasciato la formazione. La mossa, secondo alcune fonti politiche, era supportata dai funzionari dell'esercito.
(Reuters, 06/08/2008, 01:47)
Dimissionari 48 parlamentari di maggioranza, formeranno nuovo partito (Misna, 05/08/2008)
Un gruppo di 48 parlamentari del partito di maggioranza 'Patto nazionale per la democrazia e lo sviluppo' (Pndd) ha presentato le dimissioni per formare una nuova coalizione. Lo riferisce la stampa locale precisando che i dimissionari, 23 senatori e 25 deputati, che con il loro gesto fanno perdere al Pndd la maggioranza nell'Assemblea, hanno accusato il presidente Sidi Ould Sheikh Abdallahi di aver "disatteso le aspettative dei cittadini" e di essersi "appropriato di fondi pubblici". In un comunicato letto dal portavoce Mohammed Ould Abdallah, la corrente 'frondista' sottolinea che "il processo democratico è stato deviato dal suo corso e trasformato in un mezzo per accaparrarsi denaro pubblico". I parlamentari dimissionari avevano già ottenuto, due mesi fa, le dimissioni del precedente governo sotto minaccia di un voto di sfiducia. Di recente, inoltre, avevano chiesto una seduta straordinaria per discutere la creazione di commissioni di inchiesta che indaghino sul programma di lotta contro l'aumento dei prezzi e i "metodi di finanziamento" alla fondazione della moglie del presidente. [AdL] (Misna, 05/08/2008)
Nuovo esecutivo senza rappresentanti dell'opposizione (Peacereporter, 09/07/2008)
Il nuovo esecutivo della Mauritania che probabilmente sarà presentato giovedì prossimo, non avrà al suo interno i rappresentanti del Partito Islamico e queli del Partito del Progresso (sinistra). La notizia è stata diffusa dall'emittente televisiva al-Jazeera che ha anche fatto sapere che nel nuovo governo saranno presenti solo gli esponenti dei partiti di maggioranza. Nel precedente esecutivo alcuni partiti legati all'opposzione erano riusciti a entrare ma la maggiornaza non aveva mai approvato la scelta accusando i partiti dell'opposizione di aver consentito agli interessi tribali di prendere il sopravvento sulla politica nazionale. (Peacereporter,
09/07/2008)
Mauritania - Arrestato latitante ritenuto legato ad al-Qaeda (Peacereporter, 07/07/2008)
Dawd Walid Sabti, ritenuto un terrorista legato ad al-Qaeda, è stato arrestato sabato sera nella capitale mauritana Nouakchott. Lo riferisce il giornale arabo 'al-Quds al-Arabì, secondo cui Sabti era ricercato da tempo dalla polizia mauritana in quanto ritenuto membro della cellula sgominata dalla sicurezza lo scorso 7 aprile, con un irruzione in un covo di presunti terroristi nel centro cittadino. Sono ancora venti i presunti terroristi di al-Qaeda latitanti nel paese africano. Tra i membri del gruppo arrestati risulta esserci anche al-Khadim Walid al-Sami, responsabile dell'attentato all'ambasciata israeliana dello scorso primo febbraio e Said Walid Saidna, che ha ucciso quattro turisti francesi il primo dicembre del 2007 nel sud della Mauritania. (Peacereporter,
07/07/2008)
Premier annuncia "governo di large intese" (alice/apcom, 05/07/2008)
Un governo "di larghe intese" per risolvere la crisi politica delle ultime settimane è stato annunciato dal primo ministro della Mauritania, Yahya Ould Ahmed El Waghf, riconfermato alla guida del governo poche ore dopo essersi dimesso. In una conferenza stampa El Waghf ha sottolineato - riferisce l'agenzia Misna - che la recente crisi deve essere superata col contributo di tutti "per preservare l'unità e la coesione dei partiti politici e della maggioranza parlamentare", pur evidenziando che quanto accaduto rientra nel normale "gioco democratico". Nei giorni scorsi 39 deputati - in maggioranza appartenenti al partito dello stesso premier contestato (il Pndd-Adil) - avevano presentato in aula una mozione di sfiducia contro El Waghf, accusato, tra le altre cose, di favorire il ritorno al potere dei dirigenti del governo del presidente Maaouya Ould Sid'Ahmed Taya, deposto con un golpe bianco nell'agosto del 2005. In un discorso televisivo alla nazione, il presidente della Mauritania Sidi Mohamed Ould Cheikh Abdallahi era intervenuto a difesa del premier, minacciando di sciogliere il parlamento se i deputati non avessero ritirato subito la mozione. La prospettiva di un governo di larghe intese dovrebbe accontentare tutti i partiti - e le differenti correnti dello schieramento di governo - ricompattando la maggioranza. (Alice/Apcom, 05/07/2008)
La FAO inizia la distribuzione delle sementi (Radio Vaticana, 13/06/2008)
Più di 550 tonnellate di sementi hanno lasciato la capitale mauritana di Nouakchott, per dirigersi verso i sei capoluoghi regionali del Paese. Iniziano così le misure di emergenza indette dalla Food and Agricolture Organization (FAO), nel corso del vertice delle Nazioni Unite svoltosi a Roma nei giorni scorsi. Oltre 20 camion pieni di mais, miglio, sorgo e fagioli sono già diretti verso le campagne del sud e del sud-est della Mauritania. A dicembre, i prezzi del miglio erano il 50% superiori ad un anno prima, il prezzo del sorgo era raddoppiato e quello del mais era superiore del 60%. Da allora, i prezzi hanno continuato ad aumentare costantemente. La popolazione sta facendo fronte alla crisi in modo allarmante: mangiando meno durante i pasti o facendo addirittura un solo pasto al giorno. Gli allevatori vendono il bestiame, ma spesso non ricavano molto denaro a causa della magrezza delle carni. I semi che sono partiti oggi, sono la prima risposta all’emergenza. Per migliorare le condizioni del Paese, si dovrà investire anche sulla costruzione di dighe, argini e pompe d’acqua. “Dei 140 mila ettari di terreno irrigabile – denuncia il rappresentante della FAO in Mauritania, Radisav Pavlovic – solo 45 mila sono dotati di attrezzature per l’irrigazione”. “Con questi miglioramenti – ha detto l'economista Jacques Strebelle della FAO – è realistico pensare ad un ad un aumento del 50/60% della produzione locale a breve termine”. L'iniziativa della FAO raggiungerà, la prossima settimana, anche altri Paesi: Timor Est e Mozambico, in testa. Sono più di 70 i Paesi che cercano l’assistenza dell’Organizzazione delle Nazioni Unite. (B.B.) (Radio Vaticana,
13/06/2008)
Nuovo governo, include anche esponenti di opposizione e islamici (Misna, 12/05/08)
Ci saranno anche un partito islamico e una formazione di sinistra nel nuovo governo del primo ministro Yahhya Ould Ahmed Waghf. Lo ha annunciato ieri la presidenza della Repubblica mauritana secondo cui nel prossimo gabinetto, composto da 24 ministri e sei segretari di stato, figurano anche due membri dell’Unione delle forze di progresso (Ufp – socialista) e del Raggruppamento nazionale per la riforma e lo sviluppo (Rnrd – islamista). Le due formazioni otterranno, rispettivamente il dicastero della Pesca e dell’Insegnamento superiore; si tratta della prima carica ufficiale mai affidata al partito islamista del paese. il Raggruppamento delle Forze Democratiche, maggior partito di opposizione, ha rifiutato di far parte dell'esecutivo “a causa di profonde differenze ideologiche e di metodo” anche se il suo capo, Ahmed Ould Daddah si è detto “aperto al dialogo”. Waghf, professore di economia all’università e presidente del partito di maggioranza Patto nazionale per la democrazia e lo sviluppo (Pndd), è succeduto a Zeine Ould Zeidane, che aveva dato le dimissioni martedì scorso. [AdL] (Misna,
12/05/08)
Si dimette premier Zeidane, presidente nomina Waghf (Alice/Apcom, 06/05/2008)
Il primo ministro mauritano, Zeine Ould Zeidane, in carica dall'aprile 2007, ha presentato oggi al presidente, Sidi Ould Cheikh Abdallahi, la sue dimissioni. Già nominato il suo sostituto: si tratta dell'economista, Yahya Ould Ahmed Waghf. Lo ha annunciato la televisione nazionale, citando un comunicato della presidenza della Repubblica. "Il presidente ha accettato le dimissione e ha ringraziato il primo ministro e i membri del governo per gli sforzi e il lavoro compiuti", ha riferito la televisione. Ould Zeidane, 42 anni, è stato sostituito con Yahya Ould Ahmed Waghf, 48 anni, ex professore alla facoltà di scienze economiche e giuridiche di Nouakchott che occupava il posto di ministro incaricato della segreteria generale della presidenza della Repubblica. (Fonte AFp) (Alice/Apcom,
06/05/2008)
Presidenza, 2 europei feriti in sparatoria (AGI, 18/04/2008)
Soldati mauritani in servizio di sorveglianza a uno degli ingressi del Palazzo Presidenziale della capitale Nouakchott hanno aperto il fuoco contro un'auto dai finestrini con i vetri oscurati, dopo che il conducente non aveva obbedito all'ordine di allontanarsi: a bordo c'erano due europei, che sono rimasti feriti a causa dei proiettili. Una delle vittime e' risultata essere una guardia privata di nazionalita' francese, ingaggiata da una societa' che fornisce servizi di sicurezza e incaricata di addestrare il personale della base militare annessa al complesso della Presidenza, di fronte alla quale e' avvenuta la sparatoria; nei pressi sorgono anche alcuni edifici ministeriali. L'uomo, che lamenta una lesione a una gamba, e' stato ricoverato in ospedale in attesa di essere trasferito in Francia. In Mauritania la tensione e' al massimo livello dal 24 dicembre scorso quando, sempre a Nouakchott, un commando di supposti militanti di 'al-Qaeda' assassino' quattro turisti francesi. Da allora le forze di sicurezza rimangono in stato di allerta, poiche' si temono infiltrazioni dall'Algeria e dal Marocco di guerriglieri del Movimento di 'al-Qaeda' per il Maghreb Islamico, branca nord-africana dell'organizzazione terroristica fondata da Osama bin Laden; secondo gli inquirenti, il gruppo preparerebbe attentati in territorio mauritano contro gli interessi occidentali. Ieri era scattato l'allarme, rivelatosi poi infondato, per il ritrovamento di una presunta auto-bomba davanti alla sede dell'ambasciata di Francia.(AGI, 18/04/2008)
Arrestato presunto militante al-Qaida travestito da donna (Peacereporter, 10/04/2008)
La polizia mauritana ha arrestato oggi, a Nouakchott, un sospetto militante di al-Qaida accusato di aver ucciso quattro turisti francesi. Lo ha dichiarato un portavoce del governo, aggiungendo che l'uomo, per evitare la cattura, si era travestito da donna. Marouf Ould Haiba è accusato di aver ucciso quattro turisti francesi lo scorso 24 dicembre. La polizia ha arrestato Haiba nel distretto Arafat della capitale mauritana. Secondo quanto riportato dal portavoce, l'uomo "era vestito da donna e portava un arma sotto il vestito; la polizia era sulle sue tracce da molti giorni, ed al momento si trova sotto interrogatorio nella stazione di polizia della capitale". (Peacereporter,
10/04/2008)
Assalto a covo jihadisti. Ieri sera negli scontri erano morte 2 persone (Ansa, 08/04/2008)
Le forze dell'ordine mauritane hanno assaltato un gruppo di miliziani islamici salafiti asserragliati in un edificio a nord di Nouakchott. Lo hanno reso noto testimoni secondo il quali le forze di di sicurezza, appoggiate da elementi dell'esercito si sono fatte largo nell'edificio con gas lacrimogeni e armi automatiche. Ieri sera negli scontri erano morte due persone e ne erano rimaste ferite altre. (Ansa,
08/04/2008)
Ridotte le attivita' dei pescherecci europei (Alice/Apcom, 14/03/2008)
I pescherecci europei dovranno ridurre del 41% la loro attività nelle acque della Mauritania, secondo un protocollo d'intesa sottoscritto dal ministero della pesca di Nouackchott e l'Unione Europea. Lo riferisce l'agenzia Misna. In cambio Bruxelles ha ridotto del 10% i risarcimenti economici alla Mauritania portandoli a 76 milioni di euro. Inoltre, secondo il nuovo accordo della durata di 4 anni, è stato allungato il periodo di interruzione della pesca durante la stagione della riproduzione.(Alice/Apcom, 14/03/2008)
Attacco contro ambasciata Israele. (la Repubblica, 01/02/2008)
Un commando formato da sei persone ha attaccato con armi automatiche, la notte scorsa, l'ambasciata d'Israele a Nouakchott, capitale della Mauritania, uno dei tre Paesi arabi - gli altri due sono Egitto e Giordania - con cui lo Stato ebraico intrattiene normali relazioni diplomatiche. Tre persone sono rimaste ferite. Secondo fonti di polizia gli assalitori, che indossavano turbanti e lunghe vesti alla maniera locale, hanno sparato contro i soldati di guardia alla sede diplomatica, che hanno risposto al fuoco mettendoli in fuga. Gli assalitori si sono dileguati, ma prima hanno aperto il fuoco anche contro un night club a poca distanza dall'ambasciata, ferendo i due proprietari e una turista francese che si trovava in un'auto raggiunta dai proiettili. L'ambasciatore israeliano, Boaz Bismuth, ha detto che nessun dipendente della sede diplomatica è rimasto ferito. L'edificio non ha subìto alcun danno, come mostrano le immagini andate in onda sull'emittente Al Arabiya. Alcuni testimoni hanno raccontato di aver visto i sei aggressori arrivare a bordo di un veicolo, scendere e gridare "Andiamo!", per poi dirigersi verso l'ambasciata al grido di "Allah Akbar", "Allah è grande" e cominciare a sparare. "Si tratta di un evidente attacco terroristico che si inserisce nella lunga serie di attentati compiuti contro le nostre rappresentanze diplomatiche all'estero nel corso degli anni", ha detto un portavoce del ministero degli Esteri israeliano. (la Repubblica, 01/02/2008)
Francesi uccisi, presi due presunti assassini(Instablog, 12/01/2008)
Arrestati due dei tre presunti assassini dei turisti francesi uccisi il 24 dicembre scorso in Mauritania. Si tratta di uomini ritenuti vicini ad Al-Qaeda, fermati nella Guinea-Bissau con l'aiuto di agenti francesi. I sospettati avrebbero ammesso, davanti agli inquirenti, di aver sparato sui cinque francesi, uccidendone quattro. Avrebbero inoltre dichiarato di non avere "alcun rimorso" per avere ammazzato degli "infedeli, alleati degli americani".(Agr) (Instablog, 12/01/2008)
Nove arresti per assassinio di turisti francesi (Alice/Ap, 07/01/2008)
Le autorità della Mauritania hanno effettuato nove arresti in relazione all'assassinio il mese scorso di quattro turisti francesi. Lo hanno reso noto oggi a Nouakchott fonti giudiziarie. I sospetti sarebbero finiti in manette con l'accusa di complicità con gli esecutori dell'assassinio. Secondo le fonti, oggi i nove arrestati sono apparsi di fronte al giudice di un tribunale di Aleg, la città nei pressi della quale i francesi erano stati uccisi. Le autorità mauritane hanno attribuito l'assassinio a militanti del Ramo di Al Qaida nel Maghreb islamico, una formazione integralista erede del Gruppo salafita algerino per la predicazione e il combattimento. (Alice/Ap,
07/01/2008)
Dakar 2008: organizzatori confermano: corsa annullata (la Repubblica, 04/01/08)
(…)Quella che una volta si chiamava Parigi-Dakar, nome abbandonato perché i francesi non volevano più nulla a che fare con la gara al punto da impedire che si partisse da Parigi, è stata bloccata per il rischio attentati. Un rischio, secondo diverse polizie locali, trasformatosi in certezza: le segnalazioni circa possibili attentati in preparazione lungo il percorso di gara hanno trovato più di una conferma. D'altra parte la Dakar doveva attraversare diversi Paesi islamici dove negli ultimi mesi l'estremismo ha colpito con particolare durezza tutti i simboli occidentali. In particolare i servizi segreti locali temevano che si potesse ripetere una nuova "strage di Mauritania", quando lo scorso dicembre un gruppo di uomini armati uccise quattro turisti francesi ad Aleg, una località che si trova a 250 chilometri da Nouakchott, la capitale del Paese. Una modifica del percorso d'altra parte era quasi impossibile per ragioni logistiche e poichè la corsa doveva percorrere la metà del tracciato in questo Paese africano, dall'11 al 19 gennaio, gli organizzatori hanno dovuto gettare la spugna. Tanti i tentativi di salvare la corsa: lo stesso patron della gara, Etienne Lavigne, si era recato a Nouakchott per cercare di chiarire la questione della sicurezza ed aveva ottenuto un rafforzamento delle misure da parte delle autorità mauritaniane. Il ministro degli esteri francese Bernard Kouchner, però aveva ribadito che il percorso della Dakar solcava una regione molto pericolosa e che aveva il dovere di tutelare i concorrenti per evitare altri incidenti. In ogni caso quest'anno si interrompe la lunga scia di sangue che dal 79 a oggi ha visto poco meno di 60 vittime solo fra piloti e addetti alla Dakar. Da questo bilancio manca infatti del tutto il conto degli incidenti degli spettatori investiti dalla carovana che secondo alcune stime sarebbe grave almeno come quello dei piloti. D'altra parte lo stesso patron della Parigi-Dakar, Thierry Sabine, nel 1986 è deceduto precipitando con l'elicottero mentre sorvolava la corsa. Allora, come oggi, dopo ogni incidente, si scatenavano le solite polemiche. Sarà così anche davanti alle minacce del terrorismo?(la Repubblica, 04/01/08)