Modifiche sistema scolastico (Il Portalino, 27/11/2008)
Il governo marocchino ha varato un nuovo piano in due parti per migliorare il sistema scolastico del Paese, che include finanziamenti alle istituzioni statali così come a quelle private, specialmente nelle zone rurali. Secondo quanto dichiarato dal Ministro per l’Educazione del Paese, la riabilitazione delle scuole pubbliche è fondamentale per lo sviluppo di un Paese democratico e moderno, anche se un forte legame tra istruzioni statali e private è il segreto del successo di una politica a favore dell’istruzione. Ci sono più di 500.000 scuole private nel Paese, che offrono il 7,4 per cento dell’istruzione scolastica nella nazione. Se nelle città molti genitori arrivano a prendere prestiti dalle banche pur di mandare i propri figli ad una scuola privata, nelle aree rurali l’istruzione privata è spesso l’unica alternativa esistente. * Ameriga Giannone (Il Portalino,
27/11/2008)
Tonni a rischio con profitto della criminalità organizzata (Rainews24, 22/11/2008)
In Giappone i pescherecci tornano al porto vuoti. La pesca di tonno rosso è in crisi e i consumatori temono per il sushi. Scarseggia il pregiato "bluefin tuna" e gli esemplari catturati sono piccoli che vuol dire che la specie è a rischio. Dopo una serie di profezie sul destino del tonno del Pacifico, le maggiori cooperative di pesce quest'estate hanno annunciato la sospensione delle operazioni di pesca, una decisione senza precedenti. Questa settimana, un gruppo internazionale ambientalista che si è incontrato in Marocco, ha denunciato che le riserve di tonno rosso nell'Oceano Atlantico e nel Mediterraneo sono diminuite del 90 per cento e a breve la specie potrebbe finire nella lista a rischio estinzione. Secondo Greenpeace, il Giappone consuma i tre quarti del "bluefin" del mondo, e importa quel che non riesce a pescare (attualmente circa 44mila tonnellate all'anno). Ma ciò che ha peggiorato le cose, e che rischia di far estinguere la specie, è il boom della cucina nipponica, che ha travolto in parte i consumatori italiani, ma in modo esteso quelli di Cina e Giappone. L'aumento dei prezzi del tonno rosso significa che il business ha attratto l'attenzione della mafia italiana e russa, che controllano la maggior parte dei commerci del Mediterraneo, secondo Daniel Pauly, uno dei maggiori esperti ittici del mondo. "La maggior parte dei giapponesi non conoscono la provenienza del loro tonno", ha spiegato. "Se lo sapessero, ne mangerebbero molto meno". (Rainews24,
22/11/2008)
Piu' che dimezzate le coltivazioni di cannabis
(Aduc, 13/11/2008)
Le superfici coltivate a cannabis, in Marocco, sono passate dai 134.000 ettari del 2003 agli attuali 60.000, con una riduzione del 55 per cento, grazie alla lotta antidroga messa in atto dalle autorita'. Il prossimo traguardo, fissato per il prossimo anno, e' di una ulteriore riduzione fino a meno di 50.000 ettari. Lo rende noto un comunicato del ministero dell'Interno, informa l'agenzia di stampa Map. Il comunicato rende anche noto che, dall' inizio dell'anno, le tonnellate di resina di cannabis sequestrate hanno raggiunto la ragguardevole cifra di 88 tonnellate.
(Aduc, 13/11/2008)
Protesta degli islamici per la fiera internazionale del vino (Aki, 12/11/2008)
Ha scatenato forti polemiche negli ambienti islamici ortodossi in Marocco la decisione della compagnia Martini & Rossi di tenere a Casablanca una grande fiera internazionale del vino. Secondo l'emittente satellitare 'al-Arabiya', l'evento organizzato dal 13 al 15 novembre nella città marocchina, dove arriveranno almeno 40 importanti produttori di vino da Francia, Italia, Spagna e Cile, ha l'obiettivo di valorizzare la produzione vinicola marocchina e per questo rischia di scatenare la rivolta degli Imam più integralisti. Per lo sceicco Abdel Bari al-Zamzami, presidente dell'associazione dei giureconsulti islamici marocchini, l'apertura di questa fiera è una provocazione che sottolinea come il problema di fondo sia quello della presenza di una produzione vinicola in un paese islamico. L'esponente islamico contesta che il governo di Rabat consenta alle aziende di produrre vino e alcolici in Marocco, ogni anno circa 30 milioni di bottiglie di vino con l'obiettivo dichiarato di arrivare almeno a 34 milioni. ''Le autorità pubbliche - spiega al-Zamzami - dovrebbero assumersi la responsabilità di evitare che venga gente da fuori per diffondere la corruzione morale nel paese". L'emittente araba ha intervistato anche altri Imam di Casablanca che chiedono alle autorità municipali di vietare lo svolgimento di questa manifestazione e al governo di vietare la produzione e la vendita di alcolici nel paese così come avviene nei paesi arabi del Golfo. (Aki,
12/11/2008)
Feriti in assalto a frontiera con Spagna (Il Messaggero, 10/11/2008)
Oltre 150 immigrati di origine sub-sahariana all'alba di oggi hanno assaltato la frontiera di Melilla, l'enclave spagnola in Marocco, per approdare in Spagna. L'assalto è stato però respinto dalle forze dell'ordine, e negli scontri seguiti ci sono stati diversi feriti. Alle cinque del mattino i migranti, giunti dal passo frontaliero di Beni Enzar, il principale dei quattro posti di frontiera della città, hanno tentato di passare nel territorio spagnolo. Agenti di polizia e della guardia civile, però, hanno usato lacrimogeni e sparato pallottole di gomma per frenare l'assalto. Dopo la rapida chiusura della barriera, gli immigrati hanno cominciato a lanciare pietre contro gli agenti, i quali hanno risposto lanciando altri lacrimogeni per disperdere la folla. Gli scontri hanno provocato vari contusi fra gli agenti di polizia e un numero imprecisato di feriti fra i migranti. Lo scorso 2 novembre tre agenti della guardia civile erano rimasti feriti in modo lieve dopo che un gruppo di 13 migranti aveva tentato di arrivare a Melilla dal torrente Mezquita. È il quinto tentativo di scavalcare la frontiera, dopo che lo scorso 26 ottobre le piogge torrenziali hanno danneggiato parte della doppia barriera metallica di protezione, alta sei metri. (Il Messaggero,
10/11/2008)
Il Re critico verso Algeria su Sahara occidentale (Euronews, 07/11/2008)
Il Marocco è pronto a lavorare per l’autonomia del Sahara Occidentale. Lo ha detto il re Mohammed VI nell’anniversario della “Marcia Verde”. Nel suo discorso, il sovrano ha criticato il rifiuto di Algeri di normalizzare le relazioni con Rabat nella regione e di riaprire la frontiera comune chiusa dal 1994 a seguito di un attentato di matrice islamica attribuito ai servizi segreti algerini. Il 6 novembre del 1975, 350.000 marocchini marciarono verso il Sahara occidentale, sotto occupazione spagnola, per rivendicare l’appartenenza del territorio al Marocco. Nell’area, da oltre 30 anni si consuma il conflitto che vede opporsi il Marocco e il Fronte Polisario, movimento indipendentista sostenuto dall’Algeria. Fronte Polisario che rifiuta l’idea di autonomia proposta da Rabat e afferma il diritto del popolo sarawi all’autodeterminazione.
(Euronews,
07/11/2008)
Rabat vieta ultimo numero rivista francese Express (Alice/Apcom, 02/11/08)
Il governo marocchino ha vietato l'ultimo numero del magazine francese "L'Express International", accusato di insultare l'Islam. Khalid Naciri, ministro dell'Informazione di Rabat, ha affermato di non aver avuto altra scelta che quella di vietare il numero, in base all'articolo 29 del codice della stampa marocchina, che vieta le pubblicazioni offensive dell'Islam o della monarchia. "Il nostro Paese non deve essere utilizzato per diffondere articoli che possano essere pregiudizievoli per la nostra religione o nuocere all'ordine pubblico", ha spiegato Khalid Naciri all'Associated Press. Sulla copertina dell'ultimo numero dell''Express International" campeggia il titolo: "Lo choc Gesù-Maometto, il loro itinerario, il loro messaggio, la loro visione del mondo". (Alice/Apcom,
02/11/08)
Rabat richiama imam da Olanda. Parlamento dell'Aja allarmato chiede spiegazioni (Ansa, 30/10/08)
Piu' di 50 imam marocchini in Olanda, senza dare indicazioni alle loro moschee, sono rientrati in Marocco dopo una chiamata da Rabat. Il Parlamento dell'Aja, allarmato, vuole vederci chiaro e chiede una spiegazione. Il parlamento olandese teme un'ingerenza eccessiva del Marocco negli affari delle comunita' islamiche dell'Olanda. Preoccupato il direTore dell'associazione dei marocchini dell'Aja: 'Gli imam sono pagati dalle moschee ma molti di loro hanno paura se Rabat chiama'.
(Ansa,
30/10/08)
Decine di immigrati assaltano confine Marocco-Melilla (Alice/Apcom, 27/10/08)
Decine di immigranti di origine subsahariana hanno cercato oggi di entrare nell'enclave spagnola in Marocco di Melilla approfittando della tromba marina che ha colpito la località distruggendo una parte del 'vallo' di filo spinato e metallo che blinda la frontiera. Secondo l'agenzia Europa Press, sarebbero una cinquantina gli immigrati che avrebbero tentato l'assalto, e di questi un numero imprecisato sarebbe riuscito a entrare nella città spagnola. Gli africani, disperati, avrebbero oltrepassato i confini intorno alle 6 di stamattina, in un punto vicino alla dogana di Beni-Enzar, dove l'acqua e il fango impediscono di chiudere del tutto l'accesso. Ora, secondo i media spagnoli, è iniziata nella piccola città di Melilla una vera e propria 'caccia all'uomo', per impedire agli immigrati di raggiungere il comando di polizia ed evitare di essere respinti senza procedimenti. Già lo scorso giugno un gruppo di 70 subsahariani riuscì a passare per lo stesso posto di frontiera a Melilla, superando gli sbarramenti tanto della polizia marocchina come della Guardia Civil spagnola. Nel 2005, le barriere di protezione che racchiudono Melilla e Ceuta (l'altra città-enclave spagnola sulla costa marocchina) furono prese d'assalto da una valanga umana: in quell'occasione 14 africani furono uccisi da colpi di arma da fuoco di cui la Spagna ha sempre negato la responsabilità. (Alice/Apcom,
27/10/08)
Marocco - Almeno 17 persone morte a causa del maltempo(Alice/Apcom, 25/10/2008)
E' di 17 morti il bilancio delle vittime dell'ondata di maltempo che si è abbattuta sul Marocco e che ha causato allagamenti in varie parti del paese. Il ministero degli Interni ha confermato che 11 persone sono morte nella regione Nador, nel nord est del paese, dove molte case sono letteralmente crollate a causa delle violenti piogge o sono state sommerse nello straripamento dei fiumi. Nel nord del paese altre due persone sono rimaste uccise a causa di allagamenti. Vicino al confine con l'Algeria - ha fatto sapere l'agenzia di stampa MAP - tre anziani e un bambino di otto anni sono morti. Anche l'Algeria è stata colpita il mese scorso da pesanti piogge che hanno causato in tutto trenta vittime.(Alice/Apcom, 25/10/2008)
Studente paragona Barcellona al re, in carcere (la Repubblica, 24/10/2008)
Ha pagato a caro prezzo la sua passione per il calcio, in particolare per il Barcellona. Uno studente marocchino di 18 anni, Yassine Belassal, è infatti finito in prigione per aver paragonato il club blaugrana spagnolo a re Mohammed VI. In particolare, come riferiscono i media locali, il ragazzo ha scritto sulla lavagna della sua classe, in una scuola di Ait Ourir, le parole 'Dio, Patria, Barca' modificando il tradizionale motto marocchino 'Dio, Patria, Re'. Una divagazione calcistica che non è piaciuta al preside, il quale ha informato la polizia della città, poco distanze da Marrakech. Belassal così è finito in carcere con comuni criminali e, a quanto pare, non ha potuto nemmeno sostenere gli esami finali. Per il ragazzo si sono mobilitate diverse organizzazioni, la campagna mira a coinvolgere direttamente il Barcellona. (la Repubblica,
24/10/2008)
Rotterdam (Olanda), nuovo sindaco è musulmano nato in Marocco
(Tendenzeonline/Apcom, 17/10/2008)
A partire dal primo di gennaio Rotterdam, seconda città dell'Olanda, avrà un sindaco di fede islamica e di origine marocchina. La tv satellitare araba al Arabiya riporta con grande enfasi la scelta del Consiglio comunale della città "che ha il porto più grande dell'Europa", che ha nominato "l'immigrato musulmano" Ahmed Aboutaleb, 47 anni. La nomina dovrà essere approvata dal governo in quella che appare una mera formalità. Il laburista Aboutaleb è una ben nota figura politica. Sarà il primo sindaco di religione musulmana del paese e il primo ad essere nato all'estero, in Marocco, da dove emigrò in Olanda all'età di 14 anni, è attualmente sottosegretario agli affari sociali nel governo. La sua selezione ha provocato dure proteste dal secondo partito della città, Leefbaar Rotterdam (Rotterdam vivibile), che ha definito la decisione "un segnale sbagliato" come riferisce la tv araba. La stessa emittente riporta che Aboutaleb, è figlio dell'Imam di una moschea del villaggio del Rif marocchino Aiyat Sidal nella provincia di Annadourah. Nel 1976 la sua famiglia è immigrata in Olanda, dove Ahmed ha studiato comunicazione per poi lavorare come corrispondente di giornale. A livello nazionale, il partito Liberale (Pvv) ha chiesto un dibattito d'emergenza in parlamento. Il Pvv e Leefbar Rotterdam contestano che Aboutaleb abbia la doppia nazionalità olandese e marocchina, un fatto che ha già provocato polemiche in passato. Entrambe i partiti sostengono la necessità di una stretta nelle politiche d'immigrazione. Aboutaleb non puo' tuttavia rinunciare alla nazionalità marocchina, perché la legge del Marocco non lo consente.
(Tendenzeonline/Apcom,
17/10/2008)
Terrorismo, 45 membri di una cellula islamica condannati
(Peacereporter, 17/10/2008)
Un tribunale di Rabat ha condannato ieri 45 membri di una cellula islamica che voleva compiere un attentato contro il porto di Casablanca e contro una caserma. Alla fine del più grande processo per terrorismo degli ultimi anni, alcuni tra i condannati sono stati puniti con 30 anni di reclusione. A una delle donne sotto processo, che ha partorito mentre era in carcere, è stata sospesa la pena.
(Peacereporter,
17/10/2008)
Bruxelles stringe rapporti politico-economici con Rabat (Asca/Afp, 13/10/2008)
Si rafforzano i legami fra Unione europea e Marocco. I ministri degli Esteri della Ue, riuniti oggi a Lussemburgo, hanno conferito alla nazione nordafricana un nuovo status che la porra' al livello degli altri membri esterni con cui l'Ue ha rapporti commerciali, come Egitto, Israele, Georgia e Ucraina. Una decisione, quella dell'Ue, a cui Rabat aspirava da anni, non solo per un maggiore accesso che questa apportera' ai prodotti marocchini nel mercato interno dell'Ue, ma che rivela soprattutto un ''attestato di stima'', ha dichiarato da Lussemburgo il ministro degli Esteri marocchino, Taieb Fassi Fihri. Sebbene questa decisione non abbia valore legale, ''questo impegno europeo ad alto livello di relazioni e' innanzitutto una prova della fiducia negli impegni che il Marocco sta affrontando in termini di riforme politiche ed economiche, di coesione sociale e di lotta alla poverta''', ha detto il ministro. In base all'accordo, summit Ue-Marocco verranno indetti regolarmente in modo da intensificare i rapporti politici tra le due parti. Rabat partecipera' inoltre alle operazioni di gestione nell'ambito di crisi militare e civile. Lo ''stato avanzato'' dei rapporti includera' poi l'istituzione di uno ''spazio economico comune'' basato sulle regole dell'Area Economica Europea, comprese le nazioni euopee piu' l'Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera. Il Marocco offrira' la propria parteciperazione in un certo numero di agenzie europee, come l'Europol, l'Agenzia europea per la sicurezza aerea (AESA) ed il centro di monitoraggio europeo per la droga e la tossicodipendenza. Infine, l'UE incrementera' i propri aiuti nei confronti del Marocco, Paese gia' beneficiario di un fondo europeo da 654 milioni di euro per il periodo 2007-2010. Il ministro degli Esteri del Marocco, Taieb Fassi Fihri, ha accolto con favore la proposta dell'Unione europea di stabilire delle relazioni ''ad uno stato avanzato'', affermando che Rabat beneficiera' di ''tutti'' i vantaggi del blocco, tranne che delle sue istituzioni. Il ministro marocchino, ha citato le parole di un discorso, tenuto nel 2003, dell'allora presidente della Commissione europea, Romano Prodi. ''Risponderemo in modo concreto alla definizione di Prodi'', ha aggiunto Taieb Tassi Fihri. (Asca/Afp,
13/10/2008)
Riforma religiosa per impedire la diffusione dello sciismo (Peacereporter, 30/09/2008)
Secondo Manar Salami, docente di Scienze Politiche all'Università Muhammad V di Rabat, in Marocco, "la carta degli ulema, presentata nei giorni scorsi dal re Muhammad VI, ha lo scopo di impedire la diffusione dello sciismo nel Paese". Come spiega al settimanale locale 'Hespress', "il nuovo piano, che prevede una riforma del piano religioso, sarebbe una risposta rapida ai resoconti occidentali e statunitensi che parlano di minaccia dello sciismo". Gli ulema avevano perso terreno in Marocco, e ora, con la nuova riforma, secondo il professore, "devono tornare a essere protagonisti non solo contro il salafismo ma contro il rapporto diffuso dai paesi occidentali che diffondono la voce che stiano aumentando gli sciiti". (Peacereporter,
30/09/2008)
Mohammed VI riforma le istituzioni religiose del Paese (Alice/Apcom, 27/09/2008)
Il re del Marocco Mohammed VI ha presentato oggi il suo piano per riformare le istituzioni religiose del Paese, in particolare il Consiglio superiore degli ulema (teologi ufficiali), gli imam e le moschee. "Nella nostra qualità di Amir al Muminine (comandante dei credenti) rinnoveremo le istituzioni che si occupano degli affari religiosi, e assicuriamo della nostra benevola sollecitudine le persone che se ne occupano", ha dichiarato il re all'apertura dei lavori del Consiglio degli ulemi, da lui presieduto, a Tetuan, secondo il comunicato diffuso dall'agenzia di stampa Map. La prima tappa della riforma prevede la creazione dei "Consigli locali degli ulema". Secondo il re, "ogni regioni potrà disporre del suo proprio consiglio". "Noi vogliamo che gli ulema diano il loro contributo al rafforzamento della sicurezza spirituale della nazione e che vigilino sulla difesa della dottrina religiosa, che si richiama a un Islam sunnita tollerante", ha sottolineato Mohammed VI, precisando che gli ulema devono contribuire anche al "rinnovamente degli imam" delle moschee nel quadro di una "carta degli ulema". Quella annunciata oggi è la seconda riforma del settore religioso varata in Marocco dopo quella del 2004. (Alice/Apcom,
27/09/2008)
Naufraghi deportati nel deserto, 2 morti (Meltingpot, 16/09/2008)
Tratto da: Fortress Europe - Il Marocco ha deportato in mezzo al deserto 37 migranti. Sono i sopravvissuti di una barca salpata dalla Mauritania verso le isole Canarie, in Spagna, e rimasta alla deriva per 15 giorni. A bordo c’erano 73 persone. 33 sono morte di stenti. I superstiti, dopo una decina di giorni di detenzione sono stati abbandonati a se stessi in una zona desertica al confine tra Sahara occidentale e Mauritania. La missione spagnola di Médecins du Monde, presente in Mauritania, ha potuto salvare 14 uomini e 2 donne, domenica 7 settembre 2008, nella provincia di Nouadhibou. Secondo quanto dichiarato dai migranti, due uomini sarebbero morti nel deserto. I migranti soccorsi presentano gravi ferite sotto i piedi e ustioni sulla pelle. Hanno dichiarato di essere sudanesi, ghanesi e burkinabé. Mdm non è in grado di sapere se i 22 migranti che mancano all’appello siano persi – e probabilmente morti – nel deserto o se invece siano stati espulsi in un’altra zona. Magari a Oujda, verso la frontiera algerina. 15 delle 16 persone soccorse sono state trasferite nel campo di detenzione per migranti Ecole six, a Nouadhibou. Un’altra invece è stata ricoverata in condizioni critiche. Non è la prima volta che il Marocco si distingue come nuovo gendarme delle frontiere europee. Ricordiamo i 17 morti ammazzati a Ceuta e Melilla sotto gli spari delle Forze ausiliarie marocchine nel 2005, e le migliaia di deportati nel deserto algerina, a ’Ain Chouatar, nello stesso anno. E più recentemente i due morti ammazzati sotto gli spari a El ’Ayun, le continue deportazioni a Oujda, e i 28 annegati dopo l’affondamento di un gommone da parte della Marina reale marocchina a Hoceima. Fino a quando l’Unione europea continuerà a chiudere gli occhi?
(Meltingpot, 16/09/2008)
Scandalo per un editto che consente di sposare bambine di 9 anni
(Peacereporter, 05/09/2008)
In Marocco è scandalo nazionale per una "fatwa", un editto religioso, emesso da un imam, secondo il quale è consentito sposare bambine a partire dall'età di nove anni. La fatwa è stata resa pubblica da un giornale locale, al Jaridah al Ulah, lunedì scorso, e l'editto è stato diffuso sul sito dell'Associazione al Dawa e la Sunnah nel Corano. Questa mattina, la stampa araba ha fatto sapere che Murad Baccuri, avvocato, ha sporto denuncia contro la legge islamica, presentando un esposto alla magistratura: "L'editto viola la legge della famiglia, che vieta i matrimoni con minorenni. Non è possibile assoggettare così la religione alla pedofilia". Molto dura è stata anche la reazione della stampa laica, che ha censurato l'editto.
(Peacereporter,
05/09/2008)
Smantellata rete terroristi (Ansa, 29/08/2008)
I servizi di sicurezza marocchini hanno smantellato una 'pericolosa rete terroristica' di 15 persone che organizzava attentati nel paese. Lo ha reso noto l'agenzia di stampa Map che cita fonti della polizia. In possesso del gruppo, 'Fath al Andalous', sono stati trovati prodotti chimici e materiale elettrico che 'sono utilizzati per la fabbricazione di esplosivi'. I membri, individuati in piu' citta', 'stavano organizzando attentati ed erano in collegamento con la rete di al Qaida'.
(Ansa,
29/08/2008)
Senatore arrestato in Italia, Rabat chiama l’ambasciatore in patria
(Vita, 21/08/2008)
È seguita con grande attenzione negli ambienti diplomatici la vicenda del senatore marocchino Yahya Yahya, arrestato a Roma lo scorso 4 agosto e sottoposto ad un processo per direttissima nel quale è stato condannato a due anni e tre mesi per disturbo della quiete pubblica e aggressione a pubblico ufficiale. «Le autorità marocchine sono state allertate il giorno dopo l'arresto, quando il processo d'urgenza si era già svolto», denuncia oggi in un'intervista all'emittente radiofonica 'Media1' l'avvocato Domenico Naccari, legale del senatore, che punta anche il dito su «elementi contraddittori» nella gestione della detenzione di Yahya. Secondo la radio il parlamentare, tuttora in carcere, si sarebbe visto negare i contatti con le autorità marocchine per due settimane: per questo motivo la vicenda sarebbe emersa solo in questi giorni. «In seguito all'arresto nella capitale italiana di Yahya Yahya, membro della Camera dei Consiglieri (il Senato di Rabat, ndr), e della sentenza pronunciata con urgenza contro di lui dal tribunale di Roma, l'ambasciatore di Sua Maestà il Re in Italia è stato convocato oggi a Rabat per fornire alle autorità nazionali le informazioni e le valutazioni necessarie sui motivi, le circostanze e gli sviluppi di questa questione preoccupante, in particolare perché si tratta di un cittadino eletto dal popolo marocchino», si legge in una nota diffusa ieri dal ministero degli Esteri di Rabat. Dall'ambasciata marocchina a Roma confermano la partenza dell'ambasciatore Tajeddine Baddou per Rabat, precisando che il corpo diplomatico marocchino in Italia «segue da vicino» lo sviluppo della vicenda ed è in «stretto contatto con la Farnesina». Una posizione confermata anche dal ministero degli Esteri italiano, dove si spiega che «la Farnesina sta fornendo alle autorità diplomatico-consolari marocchine accreditate a Roma tutte le facilitazioni perché possano svolgere opera di assistenza e tutela diplomatica» nei confronti del senatore. (Vita,
21/08/2008)
Parlamento discute legge sui reati sessuali (Agr, 20/08/2008)
Sara' discussa oggi nel parlamento di Rabat, in Marocco, una proposta di legge che prevede carcere e sanzioni pecuniarie per chi molesta in pubblico una donna. La nuova legge definisce concetti come "molestia sessuale" e "molestia in luogo pubblico". Le sanzioni previste sono da 2 mesi a 2 anni di carcere e multe tra 130 e 200 dollari Usa. Gli islamici, anche loro favorevoli, hanno chiesto l'istituzione di una polizia "morale". (Agr,20/08/2008)
Varese; arrestato imam marocchino per estradizione con accusa di terrorismo (Rainews24, 18/08/08)
La polizia ha arrestato Abdelmajid Zergout, imam marocchino della moschea di Varese. Su Zergout, nato a Safi, in Marocco pendeva un mandato di arresto ai fini di estradizione verso il suo Paese emesso lo scorso 31 luglio dalla Procura di Rabat per i reati di terrorismo. Zergout , 43 anni, è stato prelevato sabato scorso dalla Digos nella sua abitazione di Malnate, piccolo centro alle porte di Varese, ma la notizia è stata resa nota solo oggi dalla Questura del capoluogo lombardo. L'imam, sposato e con figli piccoli, era stato arrestato tre anni fa dal Ros dei carabinieri in quanto accusato di terrorismo internazionale. L'anno scorso venne però assolto dal Tribunale di Milano e scarcerato. "E' l'ennesima dimostrazione di come si possano fabbricare accuse ad hoc per motivi politici". E' il primo commento dell'avvocato difensore dell'imam, Luca Bauccio. "Zergoult non è mai stato condannato in Italia, era stato assolto e a un anno dall'assoluzione puntuale arriva la richiesta di estradizione alla quale ci opporremo" ha aggiunto il legale, spiegando che Raouiane, il collaboratore di Zergoult, era stato condannato a 10 anni in Marocco al termine di un processo in sua assenza e senza la presenza del difensore. (Rainews24,18/08/08)
Ministro della famiglia vuole tagliare i decibel degli adhan
(La Voce d’Italia, 14/08/08)
La proposta della ministra della Famiglia marocchina, Nouzha Skalli, ha scatenato uno tsunami in tutto il paese, soprattutto tra le fila dei conservatori e integrlisti. La donna, 57 anni, ex femminista ed ex comunista, ha prestato una proposta di legge per tagliare i decibel degli adhan, cioè le chiamate alla preghiera per i fedeli, specialmente nelle zone turistiche. I termini specifici non sono ancora noti, ma la donna è stata subito accusata di voler zittire l'Islam per favorire gli "infedeli". La donna si è subito difesa rivendicanco il diritto di: "volere una società equa e aperta da oscurantismo e arretratezza".
(La Voce
d’Italia, 14/08/08)
Nove donne imam in missione europea per le celebrazioni del Ramadan
(Peacereporter, 12/08/2008)
Il governo ha deciso di inviare in Europa nove imam donne in occasione del Ramadan che inizierà il prossimo primo settembre. Avranno il compito di guidare la comunità musulmana femminile. Le nove donne faranno parte di una delegazione composta da 167 guide religiose. Nessuna delle 9 donne verrà però in Italia. Le loro destinazioni saranno infatti Spagna, Belgio, Francia e Norvegia, dove le comunità marocchine sono più numerose.
(Peacereporter,
12/08/2008)
Re Mohammed VI concede grazia a piu' di mille prigionieri (asca-afp, 29/07/08)
Il re del marocco Mohammed VI ha concesso la grazia a piu' di mille prigionieri, in occasione dell'anniversario della sua successione al trono. Lo ha comunicato il ministero della giustizia di rabat in un comunicato. Dieci dei detenuti sono stati rilasciati immediatamente mentre ad altri 1.020 prigionieri il re ha concesso amnistia totale o una parziale riduzione della pena, a seconda dei singoli casi. Il ministero della giustizia marocchina non ha tuttavia reso noto se fra i prigionieri graziati sono presenti militanti islamici in carcere per terrorismo. In Marocco e' tradizione che in occasione di festivita' nazionali e religiose, il monarca decida regolarmente provvedimenti di grazia ai detenuti. (asca-afp,
29/07/08)
Vola l'economia a Sud del Mediterraneo con un importante balzo in avanti dell'economia marocchina che si avvia a diventare una delle piu' promettenti del Maghreb. Secondo le stime del Fondo Monetario Internazionale si attende, tra il 2008 e il 2009, una crescita del Pil del Marocco al 6%. Una previsione plausibile per varie ragioni: il costante aumento degli investimenti esteri (60 miliardi di dollari nel 2006, poco meno della Cina), la relativa immunita' dalla crisi finanziaria delle banche americane e europee visto il limitato livello di prestiti da banche straniere, la forte disponibilita' di liquidita', bassi tassi di interesse interni. Fondamentali sono i grandi investimenti pubblici concentrati in opere infrastrutturali. Ottime sono anche le performance del settore agricolo e manifatturiero, accompagnate da una crescita sostenuta del turismo e delle attivita' a forte valore aggiunto come l'automobile, l'aerospaziale, i servizi. Il Marocco sta raccogliendo i frutti di importanti riforme attuate negli ultimi anni e di politiche economiche e finanziarie sane, fortemente orientate all'aumento dei redditi dei lavoratori e alla diminuzione della disoccupazione che, se nel 1997 era pari al 13,8%, nel primo trimestre del 2008 e' arrivata al 9,6%. Negli ultimi anni gli europei, compresi gli imprenditori italiani, investono in Marocco, soprattutto per quanto riguarda i settori meccanico e del turismo. (Borsa Italiana, 23/07/2008)
Nominate per la prima volta 19 donne funzionari di Stato (Peacereporter,
23/07/2008)
Diciannove donne nominate funzionari di Stato: è la prima volta cha accade nella storia del Marocco. Secondo quanto riporta il giornale arabo 'al-Sharq al-Awsat', l'istituto di formazione per amministratori pubblici di Quneitra, 40 chilometri a nord di Rabat, ha diplomato ieri 107 nuovi funzionari di stato. Tra loro ci sono anche 19 donne, che per la prima volta possono ricoprire questo importante ruolo in passato ad appannaggio dei soli uomini. «La presenza di un gruppo di donne tra i funzionari pubblici - ha affermato il ministro degli Interni, Shakib Binumsi - rafforza la politica del nostro governo, che vuole costruire una società moderna e democratica dove vige l'uguaglianza tra uomini e donne» (Peacereporter, 23/07/2008)
176 predicatori in Europa contro estremismo (Stranieri in Italia, 16/07/08)
Il Marocco ha deciso, su richiesta del re Mohammed VI, di inviare in tutta Europa a settembre, durante il Ramadan, 176 predicatori, 167 uomini e nove donne, con il compito di "rispondere ai bisogni religiosi della comunità marocchina che vive all'estero e di metterla a riparo da ogni tipo di fanatismo ed estremismo". Lo ha reso noto un comunicato pubblicato oggi dal ministro degli Affari islamici in cui viene spiegato che "i predicatori devono inoltre riavvicinare la comunità che vive all'estero alle sue radici, al suo rito malikita e radicare bene in essa i valori della cittadinanza marocchina". Dei 176 che saranno inviati, 44 predicatori e le nove predicatrici organizzeranno corsi e sedute di dialogo religioso, mentre gli altri 123 saranno guide della preghiera notturna. I predicatori hanno ricevuto le linee guida del loro incarico oggi in un incontro a Rabat con il Ministro degli affari islamici, Ahmed Taoufiq. ANSA-AFP (Stranieri in Italia,
16/07/08)
Rabat punta al 20% di raccolta differenziata entro 15 anni(Greenreport, 11/07/2008)
La Banca mondiale, insieme ai ministeri marocchini dell’economia e delle finanze, degli interni ed al segretariato di Stato per l’acqua e l’ambiente, ha elaborato un progetto di sostegno per la riforma del settore dei rifiuti urbani. Ormai 18 dei 30 milioni di persone che vivono in Marocco abitano in aree urbane dove la crescita demografica è del 2,85% e dove si assiste ad un aumento dei consumi. Attualmente il Marocco produce circa 4,7 milioni di tonnellate all’anno di rifiuti urbani, ma si prevede che raggiungerà i 6,2 milioni entro il 2020. In questa situazione la gestione della raccolta dei rifiuti è cruciale, sia per le conseguenze negative che il loro aumento e smaltimento senza regole ha sull’ambiente e le risorse naturali, sia per gli effetti negativi che produce sulla qualità della vita, la salute e lo stesso sviluppo economico. Il governo marocchino ha preso importanti iniziative per affrontare la questione della gestione dei rifiuti urbani, a partire dal Programme National des Déchets Ménagers (Pndm) che dovrebbe investire 37 miliardi di Dinari in 15 anni per: assicurare la raccolta e la pulizia nelle città per raggiungere una percentuale di oltre il 90% di raccolta di rifiuti urbani ; chiudere e recuperare tutte le discariche abusive esistenti ; organizzare la filiera "tri-recyclage-valorisation" per raggiungere una percentuale del 20% di raccolta differenziata. . La banca mondiale «appoggia il programma del governo per la riforma del settore dei rifiuti urbani, compresa una migliore governance del settore , la continuità del servizio ed una migliore performance économica, ambientale e sociale del settore». La World bank sosterrà il governo di Rabat soprattutto per quel che riguarda tre priorità: «Governance del settore, migliorando il coordinamento istituzionale, rafforzando la trasparenza e incoraggiando il partneriato con il settore privato; Sostenibilità e continuità nel tempo dei servizi messi in campo, tenendo conto delle capazcità tecniche e finanziarie; Migliore presa di coscienza della dimensione ambientale e sociale». Il progetto fa parte della Strategia di cooperazione della Banca mondiale con il Marocco che assegna un’importanza particolare agli aspetti ambientali come elemento essenziale per accelerare lo sviluppo e la riduzione della povertà nel regno nordafricano.(Greenreport, 11/07/2008)
Continuano le discriminazioni anche dopo il Codice di famiglia del 2004 (Il paese delle donne, 06/07/2008)
Quando nel 2004 il Marocco aveva approvato il Nuovo codice di famiglia molte associazioni che si battevano per i diritti delle donne avevano gridato vittoria, ma uno studio presentato dall’Association initiatives pour la protection des droits de la femme di Fès rivela che le discriminazioni contro le donne non sono cessate. Lo studio, intitolato “ Projet Plaidoyer actif pour des lois et procédures égalitaires ”, rivela che gli uomini continuano ad essere favoriti rispetto alle donne per quanto riguarda la tutela matrimoniale. Un po’ più positiva la valutazione degli effetti delle misure del Codice contro i matrimoni precoci, che sembrano aver ottenuto il consenso sociale grazie anche alle grandi lotte condotte su questo fronte dalle organizzazioni per i diritti delle donne. Sul fronte della poligamia invece sembrano essere stati fatti pochi passi avanti se, anche all’interno del gruppo sociale più elevato e scolarizzato, questo istituto tradizionale non è scomparso e non ha subito riduzioni di rilievo. Anche per quanto riguarda il divorzio non sembra raggiunta l’eguaglianza tra i sessi: i rapporti di forza socioeconomici e l’intera impostazione della società marocchina rendono ancora difficile il dialogo tra i maschi che vogliono preservare il proprio patrimonio e il proprio controllo economico sulla famiglia e sulle donne e quest’ultime che cercano di rivendicare i frutti della loro partecipazione produttiva al focolare familiare. Infatti quasi mai gli assegni di mantenimento riconosciuti alle donne al momento del divorzio garantiscono loro una reale possibilità di sopravvivenza. - Fonte: www.lematin.ma (Il paese delle donne,06/07/2008)
Reclutavano uomini per al Aaida: 35 arresti (Alice/Apcom, 02/07/2008)
Trentacinque marocchini che reclutavano volontari in Iraq e in Algeria per al Qaida sono stati recentemente arrestati dai servizi di sicurezza di Rabat. Lo ha indicato una fonte di polizia citata dall'agenzia di stampa Map. "La rete ha reclutato e scortato una trentina di candidati a operazioni kamikaze in Iraq e tre volontari per combattere al fianco di membri di al Qaida nel Maghreb islamico" (Aqmi), ha aggiunto la fonte. Una fonte di sicurezza ha indicato che gli arresti sono avvenuti a Tanger, Larache, Oujda, Tetuan (nord), Rabat, Khouribga (centro) e Fez. Gli uomini sono sospettati di appartenere all'organizzazione Salafiya Jihadiya e di avere legami con Aqmi e con il movimento di al Qaida in Libano, in Turchia e in Siria. "I sospetti progettavano inoltre attacchi terroristici in Marocco", ha anche indicato la fonte di polizia citata dalla Map. Nella versione integrale di un'intervista al New York Times che pubblicata oggi Asharq Al Awsat, il leader di al Qaida nel Maghreb islamico, Abdelmalek Droukdal, afferma che nella sua organizzazione ci sono "algerini, che costituiscono il più grande nucleo di combattenti, mauritani, libici, marocchini, tunisini, maliani e nigeriani". Si è tuttavia rifiutato di fornire cifre, limitandosi a indicare che ci sono "combattenti a sufficienza per combattere i nemici". (Alice/Apcom,
02/07/2008)
Imam di Fes: ''No a nozze tra marocchine ed europei'' (Aki/Ign, 25/06/2008)
Sposare uomini europei è contrario alla legge del Corano. E' questo il monito lanciato da uno degli Ulema della città di Fes, lo sceicco Muhammad al-Tawil, per arginare l'ondata di matrimoni tra donne marocchine e giovani europei. Alla tv satellitare 'al-Arabiya', l'Ulema ha spiegato che questo genere di matrimoni - ''tra donne marocchine e uomini europei non musulmani'' - sono proibiti dal Corano e dalla Sunna, ''dove è spiegato che una donna musulmana non può sposare un uomo miscredente, mentre un uomo musulmano può contrarre matrimonio con donne cristiane ed ebree''. Sono invece lecite, secondo la legge islamica, le unioni fra donne marocchine e uomini europei che hanno deciso di abbracciare la fede islamica, anche solo poco prima delle nozze. ''Se uno straniero diventa musulmano solo prima delle nozze - chiarisce l'imam di Fes - e poi decide di ritornare alla sua fede per noi non ci sono problemi perché nell'Islam bastano due testimoni per convertirsi e il matrimonio è valido''. Fermo restando che per chi abbandona l'Islam vale ''il detto di Maometto secondo il quale chi cambia la propria religione deve essere ucciso, essendo diventato un apostata''. A contrastare con la posizione integralista dell'Imam di Fes è il nuovo diritto di famiglia emanato nella riforma del marzo 2005 - la cosiddetta Mudawana - dal governo di Rabat. Grazie a queste norme, le donne marocchine hanno maggiore autonomia nella scelta del proprio sposo il che ha reso più facile i matrimoni fra donne islamiche e uomini europei. A parlare chiaro sono infatti le statistiche secondo le quali, nel 2007, c'è stato un vero e proprio boom di questo genere di matrimoni: quasi seimila, contratti quasi tutti nel periodo estivo. Un vero e proprio picco in avanti se si considera che nel 1997 sono stati solo 996, nel 2001 sono saliti a 2500, fino ad arrivare allo scorso anno, quando sono stati 5664. (Aki/Ign,
25/06/2008)
Immigrati: assalto enclave spagnola,58 arresti (la Repubblica, 23/06/2008)
Dopo le polemiche a distanza tra Spagna e Italia sulla lotta all'immigrazione clandestina, le enclave iberica di Melilla in Marocco ha subito ieri due assalti di disperati. Dopo il tentativo compiuto ieri da circa 70 clandestini, respinto dalle guardie di frontiera, nella notte, all'1,15 un altro gruppo di 40 persone ha tentato di penetrare a Mellilla. Obiettivo degli immigrati in entrambi i casi il posto di frontiera di Beni-Enzar. Alla fine le autorita' marocchine e spagnole hanno arrestato 58 persone Nel 2005 un simile tentativo era finito in tragedia con la morte di 14 clandestini, colpite a morte sia dalla polizia di frontiera spagnola che da quella di Rabat mentre tentavano di scalare le recinzioni che isolano Mellilla e Ceuta, l'altra enclave spagnola in Marocco. Nel 2006 c'era stato un altro assalto ai reticolati, con un'altra vittima. (la Repubblica,
23/06/2008)
Gruppo di africani assalta la frontiera Melilla (La Voce, 22/06/2008)
Un posto di frontiera situato tra il Marocco e l'enclave spagnola di Melilla, è stato preso d'assalto la scorsa notte da circa settanta africani. Il gruppo ha tentato di prendere alla sprovvista le guardie dei due paesi, per tentare di sconfinare in territorio spagnolo. E' quanto riferito dalla radio spagnola Cadena Ser e dalla prefettura di Melilla. La maggior parte degli africani è però stata respinta, anche se alcuni sono riusciti a varcare il confine e sono ricercati dalla polizia iberica. Si tratta del primo massiccio assalto di immigrati all'enclave dal 2006. (La Voce,
22/06/2008)
Violenti scontri dimostranti-polizia a Sidi ifni (SwissInfo, 07/06/2008)
Violenti scontri sono avvenuti oggi a Sidi Ifni, nel sud del Marocco, tra polizia e dimostranti che bloccavano l'accesso al porto, con un bilancio di almeno 44 feriti, 27 dei quali tra le forze dell'ordine. Il responsabile dell'ospedale della città ha riferito che 44 persone sono rimaste ferite e ha negato che ci siano stati dei morti. Viceversa Brahim Sbaalil, presidente della sezione locale del Centro marocchino per i diritti umani ha denunciato che negli scontri "ci sarebbero da uno a cinque morti". (SwissInfo,
07/06/2008)
Pane gratis un anno a palestinesi Gerusalemme (Alice/Apcom, 20/05/08)
"Vita dignitosa", è il nome dato a un progetto voluto dal sovrano del Marocco Mohammed VI che prevede la distribuzione di "pane quotidiano gratis per un intero anno" ai palestinesi di Gerusalemme colpiti duramente dall'aumento dei prezzi dei generi almentari in tutto il mondo. Lo riferisce oggi il sito web della tv satellitare al Arabiya che cita "la Casa finanziaria di Gerusalemme", una fondazione beneficiaria del Regno marocchino. Intevistato dal sito arabo, Nasser Qawas, presidente della commissione dei Giovani Palestinesi della Citt¿ Vecchia, ha detto che "il progetto, primo del suo genere, mira a sostenere la resistenza dei palestinesi di Gerusalemme di fronte al caro vita e agli aumenti paurosi dei prezzi dei generi alimentari che hanno ridotto costantamente il potere d'acquisto degli abitanti a redditto limitato". Secondo la tv araba, nelle intenzioni del sovrano marocchino, il progetto dovrebbe servire a "frenare l'esodo degli arabi dalla citt¿ santa": "la feroce campagna tributaria delle autorit¿ isareliane - ha detto Qawas - ha posto i palestinesi della citt¿ santa di scegliere tra due opzioni; pagare oppure il carcere". Situazione che avrebbe suggerito a tanti palestinesi di "emigrare". Secondo la fondazione marocchina, "la distribuzione del pane gratisa ¿ gi¿ inziato nei panifici in due settori della citt¿ vecchia". (Alice/Apcom,
20/05/08)
Arresti per terrorismo, volevano colpire anche in Belgio (Swissinfo, 19/05/08)
La polizia marocchina ha smantellato una "rete terroristica" di undici persone che progettavano atti terroristici in Marocco e in Belgio. Lo ha reso noto l'agenzia Map. Queste undici persone, tra cui un marocchino residente in Belgio, sono state arrestate a Fes e a Nador. La rete, ha precisato la Map, "progettava attentati in Marocco e Belgio". Gli arrestati avevano rapporti con "una rete di reclutamento di volontari per l'Iraq e per il campo di Al Qaida nel Maghreb islamico in Algeria". (Swissinfo,
19/05/08)
Immigrati; marina accusata della morte di 30 persone (Apcom, 07/05/2008)
Agenti della marina del Marocco sono accusati di aver causato falle nel gommone partito la notte dello scorso 28 aprile alla volta della Spagna, con a bordo 70 migranti di origine sub-sahariana, e naufragatao all'alba dello stesso giorno al largo della città di al Hoceima. Nel naufragio hanno perso la vita tra le 29 e le 33 persone, tra cui quattro bambini. Cinque sopravvissuti, originari del Mali e della Nigeria, hanno raccontato al quotidiano spagnolo El Pais di essere stati recuperati in mare e di essere stati trasferiti nella città di Oujda dalle autorità del Marocco, intenzionate a costringerli a raggiungere l'Algeria, sulla scia di quanto già fatto con altre migliaia di migranti subsahariani. Erick O., un pescatore nigeriano di 31 anni, ha perso sua moglie Loveth, 25 anni, e la figli Sandra, 3 anni. "Quella notte, il mare era una tavola, si vedeva benissimo la luna", ricorda il pescatore, oggi riparato nei boschi di Oujda con altre 20 persone. Le 70 persone presenti sul gommone avevano pagato 100 euro a testa per raggiungere la Spagna, ma due ore dopo aver levato l'ancora la loro imbarcazione era già naufragata. Poco dopo aver lasciato la costa, il gommone venne subito avvicinato da un'imbarcazione veloce di una nave militare marocchina e "uno dei soldati conficcò leggermente un coltello nella gomma e ci disse, 'ora andate in Spagna se volete'", ha raccontato un altro testimone, Campos. "Abbiamo provato a mettere una toppa e, sebbene avanzassero con difficoltà, credo che saremmo arrivati in Spagna se non fossero tornati indietro per impedircelo", ha aggiunto Erick. Un soldato cominciò infatti a minacciare i passeggeri con un coltello attaccato a un bastone. "Chiedevamo loro di riportarci in Marocco perché con il barcone in quello stato era quasi impossibile continuare - ha aggiunto Campos - li supplicammo di farlo per i nostri figli". Invece un agente prese un coltello e inferse "quattro colpi in diversi punti del gommone", facendolo andare a picco in pochi secondi. (Apcom,
07/05/2008)
Incendio in una fabbrica di materassi, almeno 55 morti (Reuters, 27/04/2008)
Un incendio è divampato nella serata di ieri in una fabbrica di materassi a Casablanca, in Marocco, uccidendo almeno 55 persone, mentre le ricerche di altri corpi sono ancora in corso tra i resti fumanti dell'edificio. Altre dodici persone sono rimaste gravemente ferite nel rogo che è cominciato nel piano terra della stabile per poi propagarsi rapidamente, intrappolando gli operai che si trovavano nei tre piani superiori, dicono testimoni. Circa 100 dei 150 operai -- soprattutto donne e ragazze -- erano al lavoro quando è scoppiato l'incendio, che ha richiesto per essere domato l'intervento di oltre 100 pompieri, ha detto il governo. Residenti raccontano di aver sfondato un muro per far scappare le persone intrappolate nell'edificio, ma molte sono rimaste bloccate ai piani superiori, piangendo e chiedendo aiuto dalle finestre. "Alcuni ci hanno creduto pazzi e hanno cercato di fermarci, ma siamo entrati nella palazzina e abbiamo salvato una ragazza che stava bruciando mentre era ancora seduta davanti alla macchina da cucire", ha detto Rachid Kasmiri, 35 anni. Testimoni hanno detto che le operazioni di soccorso sono state ostacolate dalla scarsità d'acqua. "Non capivamo perché i pompieri guardavano le fiamme senza fare nulla", ha detto Nora Sabrallah, che ha perso un figlio di 19 anni nel disastro. "Gli chiedevamo di salvare i nostri figli, ma ci spingevano via", ha continuato con le lacrime agli occhi. La ricerca di altri cadaveri è impedita al momento dalle alte temperature raggiunte dalle macerie, ma i soccorritori continuano il loro lavoro. (Reuters,
27/04/2008)
"Meuzzin troppo rumorosi", bufera su ministra (la Repubblica, 20/04/2008)
Ondata di proteste in Marocco per il ministro secondo cui, per evitare di disturbare i turisti, i muezzin dovrebbe fare meno rumore quando all'alba chiamano i fedeli alla moschea per la preghiera. Nouzha Skalli, 57 anni, ministro della famiglia, nel corso di una riunione di governo dedicata agli aspetti tecnici della costruzione delle moschee, aveva chiesto se esistono limiti di legge ai decibel provocati dalle centinaia di muezzin: "Sarebbe ragionevole intervenire perche' molte moschee si trovano vicino ad aree turistiche". Immediata la reazione degli ambienti piu' radicali contro il ministro, "colpevole" anche di essere una donna: "E' decisa ad attaccare i musulmani e l'Islam", ha detto un imam, Sidi Sliman, ipotizzando che, per via del suo sesso, la Skalli non dovrebbe neanche sedere nella compagine di governo. Solo pochi coloro che hanno apprezzato l'iniziativa, osservando che non solo i turisti, ma anche i bambini vengono svegliati all'alba dai muezzin. La Skalli, femminista molto attiva, ha definito "odiosa" la campagna: "Stanno addirittura facendo circolare la voce falsa che io voglia proibire del tutto i richiami alle preghiere". (la Repubblica, 20/04/2008)
Polizia picchia cronisti durante corteo a Rabat contro aumento prezzi alimentari (Ansa, 13/04/08)
Tre giornalisti marocchini sono stati picchiati dalla polizia intervenuta per disperdere una manifestazione contro l'aumento dei prezzi. Lo ha reso noto il Sindacato nazionale della stampa marocchina. Nonostante la manifestazione a Rabat fosse stata vietata, un centinaio di persone intendeva partecipare al corteo di protesta contro l'aumento dei prezzi dei prodotti alimentari. Uno dei tre cronisti aggrediti lavora nell'ufficio della Bbc a Rabat. (Ansa, 13/04/08)
Evasi dal carcere di Kenitra nove condannati per gli attentati di Casablanca (Peacereporter, 07/04/2008)
Nove uomini, condannati per gli attentati di Casablanca del 2003, in cui sono morte 45 persone tra cui 12 kamikaze, sono evasi oggi dalla prigione di Kenitra, a nord di Rabat, in Marocco. ''Sono fuggiti lunedì poco dopo l'alba, verso le 5.30 locali. Si tratta di persone condannate a pene che vanno dai 20 anni all'ergastolo'', ha riferito Abderrahim Mathade, presidente dell'associazione Annassir, che sostiene i detenuti islamici. Il 7 dicembre scorso è scappato dallo stesso pentenziario Mohamed Ouazzini detto Nin, un boss della droga. Nella sua fuga, di cui le autorità si sono accorte solo una settimana più tardi, sono coinvolte otto guardie carcerarie che sono state arrestate dopo un mese. (Peacereporter,
07/04/2008)
Nasce associazione per difesa uomo da violenza femminile (Alice/Apcom, 27/03/08)
Donne arabe vittime delle prepotenze di maschi violenti e poco inclini a considerare il gentil sesso come loro pari? Niente di più falso e stereotipato. La pensano così, almeno, gli iscritti alla "Rete Marocchina per la Difesa dei Diritti dell'Uomo", un'associazione nata alla fine di febbraio per "assistere legalmente gli uomini che subiscono le violenze del gentil sesso", come scrive oggi il sito web della tv al Arabiya che ha incontrato il presidente Abdul Fattah Bahjaji. "E' diffuso un luogo comune secondo cui l'uomo marocchino è dipinto come essere negativo", perché ritenuto "irresponsabile, violento e non incline ad assolvere ai doveri coniugali e familiari". Ma questo "non è vero per niente, anche se ci sono ovviamente delle eccezioni, che ci proponiamo di correggere". Il bersaglio vero della Rete è la legge di stato civile del paese nord africano, criticata perchè "troppo favorevole alle donne". "Non si può mettere in galera un padre perché non è più in grado di pagare l'assegno familiare - afferma al Bahjaji - e poi impedire allo stesso di vedere il proprio figlio se non per una sola volta alla settimana". Problemi noti anche in occidente tra le coppie separate, come affidamento e alimenti che sarebbero favorevoli al coniuge donna, denunciati dal presidente della Rete sembrano confermare la laicità delle norme in materia di diritto di famiglia nello stato nord africano. A sorprendere è piuttosto l'affermazione di Al Bahjaji, che rende nota la prossima formazione di un'analoga associazione in Tunisia e l'esistenza di un'altra in Egitto. Dalla quale però Prende la distanza: "Quelli del Cairo si fanno chimare 'I diseredati nella terra d'Egitto", ma non abbiamo niente da condividere con loro". La ragione? "Sono un po' estremisti e hanno una visione riduttiva del ruolo della donna. La vogliono ricacciare dentro casa". (Alice/Apcom,
27/03/08)
Multa record a giornale, ha chiamato "gay" un giudice (Alice/Apcom, 26/03/08)
Multa record in Marocco al direttore di un giornale condannato a pagare l'equivalente di 545mila euro per avere scritto "Gay" di un procuratore della repubblica del paese nord africano. La tv satellitare al Arabiya, riferisce oggi della sentenza emessa ieri dal Tribunale di Rabat che ha imposto a Rashid Nini, direttore locale del quotidiano al Masa, "il pagamento di una multa pari a 6milioni di Dirham (pari a 545mila euro) come risarcimento al danno provocato a quattro sostituti della procura della Repubblica per averli denigrati". Secondo fonti della Giustizia marocchina, la vicenda risale ad un articolo pubblicato dal giornale nel novembre scorso. Riportando la cronaca di un festa tenuta in una casa in al Qasr al Kabir a nord del Paese, ha scritto che "è stato celebrato un matrimonio gay". Quattro procuratori che hanno partecipato alla festa hanno sporto denuncia per "diffamazione". L'ordine dei giornalisti ha criticato la sentenza per la somma della multa definita "stratosferica""E'. "A questo passo, ci toccherà chiudere i giornali", è stato il laconico commento di Younis Mujahid, presidente dell'Ordine dei giornalisti tunisini. (Alice/Apcom,
26/03/08)
Rabat chiede ad Algeri di normalizzare le relazioni diplomatiche (Peacelink, 21/03/08)
Il governo di Rabat ha emesso ieri un comunicato, chiedendo all'Algeria la riapertura del confine, chiuso 14 anni fa, e la normalizzazione delle relazioni diplomatiche. L'apertura marocchina è giunta due giorni dopo la fine del quarto round di colloqui tra Marocco e il Fronte Polisario, il gruppo che sostiene l'indipendenza del Sahara Occidentale, occupato militarmente da Rabat dal 1975. Secondo il governo marocchino, la normalizzazione dei rapporti con l'Algeria, alleata del Polisario, è una condizione fondamentale per la firma di un accordo di pace sul Sahara Occidentale, dove una tregua è in vigore dal 1991. Il governo di Algeri chiuse il confine con il Marocco nel 1994, dopo che Rabat accusò le forze di sicurezza algerine di aver partecipato a una sparatoria in un albergo di Marrakesh. Da allora, Algeri ha posto tra il "pacchetto di condizioni" per la normalizzazione delle relazioni anche la questione del Sahara Occidentale, dove il Polisario chiede l'organizzazione di un referendum sull'autodeterminazione. Una posizione che il Marocco ha sempre respinto, arrivando al massimo ad offrire una larga autonomia sotto la sovranità di Rabat. (Peacelink, 21/03/08)
Rabat avrebbe speso 95 miliardi in 33 anni per occupazione Saharawi(Peacereporter, 14/03/2008)
Secondo il quotidiano spagnolo "El Pais", il Regno del Marocco avrebbe speso più di 95 miliardi di dollari in 33 anni, dalla sua occupazione del territorio del Sahara Occidentale ad oggi. Questo enorme budget è servito a finanziare le pattuglie dispiegate nella zona contesa. Oltre a quella militare vi è poi una spesa civile che ha raggiunto la cifra di 25 miliardi di dollari. L'ex re Hassan II ha utilizzato gran parte di questa spesa per trasferire cittadini marocchini nel Sahara Occidentale, secondo il noto piano della "Marcia verde".(Peacereporter, 14/03/2008)
Arrestati 44 membri del movimento di opposizione Giustizia e Carità (Peacereporter, 10/03/2008)
Il governo marocchino ha reso noto che le forze di sicurezza hanno arrestato nel fine settimana 44 membri del più grande partito di opposizione islamica del paese, Giustizia e Carità, dopo che hanno tentato di indire una manifestazione in appoggio ai palestinesi. Diciannove membri dell'organizzazione, movimento tollerato dal governo ma a cui è negata la possibilità di indire incontri pubblici, si sono radunati nella città di Nador, nel nord est del Marocco, assieme ad altre 200 persone, ma la presenza delle forze di polizia ha impedito lo svolgimento della manifestazione non autorizzata. La sera precedente le forze di polizia avevano arrestato 25 membri per essersi radunati in una casa a 60 km da Nador senza averne il permesso; il portavoce del gruppo, Fathallah Arsalane, ha successivamente reso noto che i fermati sono stati tutti rilasciati: si erano riuniti per celebrare una funzione religiosa. (Peacereporter,
10/03/2008)
Rabat favorevole a summit "unione maghreb arabo" (Alice/Apcom, 06/03/2008)
Il Marocco si dice favorevole a "qualsiasi iniziativa che riattivi l'Unione del Maghreb arabo" (Uma): lo ha dichiarato oggi a Rabat il ministro della Comunicazione marocchino Khalid Naciri, commentando la proposta di Tunisia e Mauritania di svolgere un summit di capi di Stato dell'Uma che raggruppi anche il Regno marocchino, l'Algeria e la Libia. Il Marocco è a favore di tutto ciò che sostiene "la fraternità, l'integrazione maghrebina e la cooperazione tra i popoli del Maghreb", ha dichiarato Naciri, aggiungendo di essere aperti a un'azione comune del Maghreb che deve essere riattivato in modo incontestabile al più presto. La proposta di svolgere di un summit maghrebino è stata evocata ieri a Tunisi durante i colloqui tra il presidente tunisino Zine El Abidine Ben Ali e il suo omologo della Mauritania Sidi Ould Sheikh Abdallahi, in visita ufficiale in Tunisia. L'ultimo vertice dei capi di Stato dell'Uma, istituzione nata nel 1987, risale al 1994. (Alice/Apcom,
06/03/2008)
Hrw chiede l'abrogazione della pena detentiva per atti omosessuali consensuali (Peacereporter, 26/02/08)
Human Rights Watch (Hrw) e l'Associazione Marocchina per i Diritti Umani hanno presentato una petizione per spingere il governo a eliminare la legge 489 del Codice Penale, che prevede la possibilità di infliggere pene detentive per ''atti innaturali con individui dello stesso sesso'', e rilasciare sei uomini attualmente in carcere con quest'accusa. I sei erano stati arrestati lo scorso novembre dopo che la polizia aveva scovato su internet un video di una festa a Ksar al-Kbir. Il 10 dicembre si erano svolte manifestazioni di piazza a favore della condanna e la sentenza, poi ridotta in appello, aveva previsto la detenzione dei sei dai 4 ai 10 mesi. Secondo Joe Stork, direttore della Hrw per il Medio Oriente e il Nord Africa, ''questo processo mostra come una legge ingiusta possa essere usata per violare il diritto alla privacy e fomentare un pregiudizio sociale''. (Peacereporter,26/02/08)
Messo fuorilegge partito islamico (la Repubblica, 20/02/2008)
Il governo del Marocco ha messo fuorilegge un partito islamico, 'al Badil al Hadari', il cui leader per legami con 'al Qaeda' e altre organizzazioni terroristiche. Mustafa Moatassim, il capo della formazione islamica che si era candidata alle elezioni di settembre, e' tra le 32 persone arrestate tra lunedi' e martedi' in una vasta operazione di polizia con l'accusa di avere pianificato l'eliminazione di alti gradi dell'esercito, di politici e di esponenti della comunita' ebraica locale, ha precisato il ministro dell'Interno. Tra gli arrestati figura anche Abdelhafid Sriti, corrispondente dal Marocco della televisione 'Al Manar' che fa riferimento a Hezbollah. "La rete aveva due linee strategiche: una per l'attivita' politica con il volto pubblico di 'al Badil al Hadari'; l'altra clandestina per l'azione militare", ha spiegato Chakib Benmoussa ai giornalisti, "Era stata allestita un'ala militare con il nome di 'Gruppo speciale di azione'" che aveva collegamenti con l'algerino Gruppo salafista per la Predicazione e il Combattimento che l'anno scorso assunse al denominazione di 'Organizzazione al Qaeda per il Maghreb islamico'. "La rete", ha proseguito il ministro, "aveva sviluppato collegamenti con gruppi terroristici all'estero per l'addestramento dei suoi seguaci". Tra questi gruppi il ministro ha indicato 'al Qaeda' in Afghanistan e Hezbollah in Libano. L'ufficio del primo ministro Abbas El Fassi ha fatto sapere che altri tre gruppi islamici minori clandestini erano collegati alla rete, oltre al Movimento Oumma, il cui leader Mohamed Merouani, e' tra gli arrestati. (la Repubblica,
20/02/2008)
Al Qaeda, attacco in Mauritania solo inizio (la Repubblica, 04/02/2008)
'Al Qaeda nel Maghreb Islamico' avverte che l'attacco di sabato scorso contro l'ambasciata israeliana in Mauritania e' "solo l'inizio" delle operazioni contro "gli interessi degli ebrei e dei cristiani e degli apostati" in Nord Africa. Questa la minaccia lanciata da un sito web utilizzato abitualmente dagli integralisti islamici dall'ex Gruppo salafita per la predicazione e il combattimento (Gpsc) algerino, affiliatosi all'inizio del 2007 all'organizzazione di Osama bin Laden. (la Repubblica,
04/02/2008)
Al Arabiya: cresce l'attivita' missionari evangelici (Alice/Apcom, 15/01/2008)
Uno "scandalo" sta montando in Marocco e potrebbe rendere difficile la vita ai cristiani che vivono nel paese islamico nord-africano. Secondo il sito internet della Tv saudita al Arabiya "150mila musulmani marocchini hanno ricevuto per posta Vangeli, opuscoli e video-cassette sulla vita di Gesù Cristo". In particolare, il riferimento è all'attività missionaria del gruppo evangelico Arab World Ministries (AWM), attivo anche in Algeria e Tunisia. La rete satellitare parla apertamente di "attività sospette" dei missionari cristiani, che sarebbero "annidati" nelle 50 chiese del paese. Veemente la protesta dei lettori del sito, che accusano il governo di Rabat di inerzia e di paura degli Occidentali. Durante la giornata di oggi sono piovuti a centinaia i commenti di protesta degli utenti indignati. A denunciare le attività dei missionari è stato il ricercatore islamico al Mustafa al Nassiri, il quale sostiene: "Sono oltre 150mila i marocchini che per stretto giro di posta ricevono sistematicamente materiale di evangelizzatori che contengono lezioni sul Cristianesimo, copie di Vangeli tradotti in lingua araba e cassette audio che raccontano la vita di Gesù Cristo". Addirittura alcuni testi del Vangelo sarebbero - secondo il ricercatore - tradotti in tre dialetti locali: tamaziki, trifit e tshelhit. In taluni casi ci sarebbero anche videocassette. Al Nassiri chiede repressione, perché "non si puo tacere di fronte questa grave provocazione solo per apparire un paese tollerante e favorevole alla convivenza tra le religioni". L'accusa dello studioso è tagliente: "I materiali si raccolgono nel centro missionario dell'AWM, che si occupa di tutto il Magreb. L'AWM prende gli indirizzi dagli elenchi telefonici pubblici". I loro "covi", come li chiama Al Nassiri, sarebbero "le chiese dislocate sul sacro suolo nazionale", dove "organizzazioni specializzate, sotto definizioni di comodo come quella di organizzazione umanitaria", accolgono i missionari provenienti dall'Europa e dagli Stati uniti "camuffati" da medici, infermieri e docenti universitari per "diffondere subdolamente la loro fede tra i nostri poveri correligionari". "Il pericolo dei missionari evangelici" sarebbe arrivata al Parlamento di Rabat: "Lo Stato è a conoscenza dei movimenti dei missionari nel paese", ha detto - secondo al Arabiya - il ministro della Sovrintendenza religiosa rispondendo a un'interrogazione. Esisterebbero "150 elementi occidentali che svolgono attività sospette". Al Arabiya - una rete di proprietà della famiglia regnante saudita, attestata su posizioni tradizionaliste 'wahabite' - afferma che la presenza dei missionari occidentali è in netta crescita. Sarebbero presenti oltre 800 missionari provenienti dall'Europa e dagli Stati Uniti. "Sicuramente sono di più -accusa al Nassiri - perché si camuffano sotto false attività". (Alice/Apcom,
15/01/2008)
Ambasciatore rientra a Madrid (Alice/Apcom, 07/01/2008)
Il Marocco ha ordinato il rientro immediato a Madrid del suo ambasciatore in Spagna, Omar Azziman, che era stato richiamato in patria il 2 novembre scorso, in segno di protesta per la visita del re di Spagna a Ceuta e Melilla, due piccole 'enclave' spagnole sulla costa marocchina, che Rabat considera città "occupate". Secondo un comunicato distribuito dall'agenzia ufficiale marocchina Map e ripreso dai media spagnoli, "dopo la visita in Marocco del ministro degli Esteri spagnolo Miguel Angel Moratinos lo scorso giovedì tre gennaio, oggi è stato deciso il rientro immediato al suo posto dell'ambasciatore di sua maestà il re Mohamed VI a Madrid". Il rientro dell'ambasciatore a Madrid segna la chiusura ufficiale della crisi iniziata all'inizio di novembre, che ha provocato l'annullamento di diversi incontri ministeriali bilaterali. Moratinos giovedì scorso aveva incontrato a Rabat il suo omologo marocchino Taieb Fassi Fihri a cui aveva consegnato un messaggio di amicizia del premier spagnolo José Luis Zapatero al re Mohamed VI, in cui si auspicava un rafforzamento delle relazioni bilaterali fra i due Stati in settori che vanno dall'immigrazione alla politica antiterrorista, passando per gli investimenti economici e la pesca. (Alice/Apcom,
07/01/2008)
Zapatero scrive al re del Marocco per ripresa relazioni (Alice/Apcom, 03/01/08)
Il capo della diplomazia spagnola Miguel Angel Moratinos ha avuto oggi un incontro "positivo" a Rabat col suo omologo marocchino Taieb Fassi Fihri, che potrebbe portare alla chiusura della crisi diplomatica fra i due paesi scoppiata lo scorso novembre. Secondo i media spagnoli Moratinos ha portato al suo collega un messaggio del premier José Luis Zapatero per il re Mohammed VI, ma il governo di Rabat non ha ancora preso una decisione sul possibile rientro dell'ambasciatore a Madrid Omar Azziman, richiamato in patria dopo la visita del re di Spagna a Ceuta e Melilla, enclave spagnole che il Marocco considera occupate. Al termine dell'incontro, Moratinos ha dichiarato alla stampa che la Spagna vuole "recuperare la piena intensità" delle relazioni "al più presto possibile". Secondo Fassi Fihri, l'incontro è stato "molto importante", ma il re "deciderà in funzione del contenuto" della lettera di Zapatero. Alcuni membri dell'esecutivo marocchino avevano subordinato la ripresa dei contatti fra le due capitali all'apertura di un dialogo sul futuro di Ceuta e Melilla, ma Zapatero aveva rifiutato qualsiasi concessione in merito. In ogni caso, dopo la riunione di oggi le relazioni fra Madrid e Rabat sembrano in ripresa: dopo l'annullamento di diverse visite ministeriali nei mesi scorsi, Moratinos ha accettato l'invito di Fihri alla prossima riunione dei paesi mediterranei del "5+5" a Rabat e ha contraccambiato invitando il collega alla riunione dell''Alleanza delle civilizzazioni' che si terrà a Madrid a metà gennaio. (Alice/Apcom, 03/01/08)