Uccise tre persone in un villaggio, 'praticavano stregoneria' (Asca-Afp, 01/10/2008)
Tre persone, due donne e un uomo, sono morte dopo aver bevuto una pozione anti-stregoneria nel Malawi. A costringere le vittime a bere l'intruglio 'curativo' era stata un'erborista e gli abitanti del villaggio in cui vivevano i tre. ''Le tre vittime sono morte subito dopo aver bevuto la pozione. Si sono accasciate e sono morte dopo pochi minuti'', ha confermato il portavoce della polizia Dave Chingwalu precisando che l'erborista che ha preparato il miscuglio mortale, Patricia Chimutu (41 anni), e' stata accusata di omicidio e ora potrebbe rischiare la pena capitale. Le due donne (72 e 68 anni) e l'uomo (64 anni) erano accusati dagli abitanti del villaggio, situato nel distretto meridionale di Mwanza, di praticare la stregoneria e di insegnare i principi della magia nera ai bambini del luogo, ha spiegato Chingwalu. La pozione di Chimutu avrebbe provato che i tre praticavano le arti occulte e la folla di cittadini ha costretto le vittime a bere l'intruglio, ha sottolineato. Credere alla magia e' una pratica profondamente radicata in questa nazione cosi' tradizionalista. A marzo due sorelle, poi arrestate per omicidio, hanno dato alle fiamme e ucciso due bambini che ''dovevano essere esorcizzati''. (Asca-Afp,
01/10/2008)
Sida/Aids: drastica diminuzione decessi, ma non basta (Misna,
27/08/2008)
Un più facile accesso ai medicinali avrebbe contribuito a far diminuire i decessi causati dalla sindrome da immunodeficienza acquisita (sida/aids); secondo Mary Shawa, responsabile governativa dell’organizzazione nazionale contro la malattia, “i tassi di mortalità sono diminuiti del 75% negli ultimi quattro anni, grazie all’accesso gratuito ai farmaci anti-retrovirali dispensati a migliaia di persone”. La sindrome costituisce la causa del decesso del 59% dei giovani che muoiono tra i 15 e i 29 nel paese, in cui dal 1985 le vittime sono state più di 800.000. “I dati sono incoraggianti – ha detto Shawa – ma si può e si deve fare di più per grantire alle nuove generazioni un futuro migliore”. [AdL] (Misna,
27/08/2008)
Anche ex-presidente arrestato per presunto complotto (Misna, 26/05/2008)
È stato fermato ieri all'aeroporto internazionale di Lilongwe, appena sbarcato da un volo proveniente dall'Inghilterra, l'ex-presidente del Malawi Bakili Muluzi, sospettato di essere coinvolto nel presunto complotto sventato dalle forze di sicurezza e che nei giorni scorsi ha visto finire in manette e sotto indagine esponenti di punta delle forze armate e della polizia e due alti dirigenti del partito d'opposizione. L'avvocato dell'ex-capo di Stato ha fatto sapere di non conoscere le motivazioni del fermo e che nessun mandato d'arresto gli è stato finora consegnato. Secondo la sua ricostruzione, appena sbarcato dall'aereo della compagnia nazionale, Muluzi è stato fermato dalla polizia, interrogato in aeroporto e poi fatto salire a bordo di un aereo militare con destinazione sconosciuta. Nei giorni scorsi le autorità giudiziarie avevano emesso un mandato di cattura nei confronti di Muluzi, sostenendo che proprio al suo ritorno in patria sarebbe dovuto scattare il presunto Golpe. Su tutti i fermati degli ultimi giorni, pesa l'accusa di aver complottato per rovesciare il governo. L'azione della polizia avviene mentre il paese vive una delicata situazione di stallo politico in seguito al confronto sorto in parlamento sul diritto di alcuni deputati di cambiare schieramento politico, anche in vista delle prossime elezioni, previste nel 2009 ma di cui ancora non si conosce la data.[MZ] (Misna,
26/05/2008)
Nuovi arresti con accusa di “alto tradimento” (Misna, 16/05/2008)
Due alti ufficiali dell’esercito sono stati arrestati con l’accusa di aver complottato per rovesciare il governo; lo ha reso noto la polizia che nei giorni precedenti aveva già preso in consegna altri due ufficiali dell’esercito e due alti dirigenti del partito d’opposizione United democratic front (Udf), incluso il segretario generale del partito Kennedy Mwakwagwala, con la stessa accusa. I nuovi arresti, avvenuti ieri, riguardano il capo dei servizi segreti militari, generale Cosgrave Mituka e il generale Mathews Chirwa, che dovrebbero comparire oggi davanti a una corte di Lilongwe per rispondere di “alto tradimento”. Le autorità giudiziarie hanno inoltre emesso un mandato di cattura nei confronti di Bakili Muluzi, ex presidente e candidato del Udf alle prossime elezioni del 2009, che attualmente si trova a Londra, ed al cui rientro in patria sarebbe dovuto avvenire il golpe. L’azione della polizia avviene mentre il paese vive una delicata situazione di stallo politico in seguito al confronto sorto in parlamento sul diritto di alcuni deputati di cambiare schieramento politico, anche in vista delle elezioni. Nel parlamento di Lilongwe detengono la maggioranza due partiti di opposizione mentre 70 deputati vorrebbero aderire al partito del presidente Bingu wa Mutharika. L’Udf ha detto di voler continuare il dialogo con il presidente wa Mutharika, nonostante gli arresti dei loro colleghi, mentre il Malawi congress party, l'altra formazione d'opposizione, ha minacciato di sospendere il confronto; nel frattempo le attività parlamentari sono paralizzate per il boicotaggio dell'opposizione. Non è stata ancora fissata la data delle elezioni presidenziali che nel 2009 dovrebbe mettere a confronto Mutharika, in carica dal 2004, con Muluzi che lo aveva preceduto alla presidenza dal 1994.[BF] (Misna, 16/05/2008)
Oppositori arrestati per complotto contro il governo (Misna, 13/05/08)
Sono stati arrestati per alto tradimento due dirigenti del partito d’opposizione ‘United democratic front’ (Udf) insieme con un ex-comandante dell’esercito e un ex-ispettore generale di polizia. Kennedy Mwakwagwala e John Chikawiya, rispettivamente segretario generale e alto esponente dell’Udf, e gli ex-responsabili della sicurezza Joseph Chimbayo e Joseph Aironi “sono stati arrestati per complotto mirato a rovesciare il governo il 16 maggio, al ritorno dell’ex-presidente Bakili Muluzi da Londra, dove si trova in vacanza” ha detto Patricia Kaliati, ministra dell’Informazione. Un mandato di cattura è stato anche emesso contro Muluzi, presidente dell’Udf al quale apparteneva in passato l’attuale presidente Bingu wa Mutharika. In occasione della domenica di Pentecoste, i vescovi del Malawi avevano diffuso una lettera pastorale chiedendo alla classe politica di preparare in un clima sereno elezioni democratiche, libere e trasparenti. Non è stata ancora fissata la data della consultazione che nel 2009 dovrebbe mettere a confronto Mutharika, in carica dal 2004, con Muluzi che lo aveva preceduto alla presidenza dal 1994. [CC] (Misna,
13/05/08)
Malawi rompe con Taiwan e lega con Pechino (Agi/Reuters/Afp, 14/01/2008)
Il Malawi, uno dei pochi Stati al mondo a riconoscere Taiwan e dunque a preferirla alla Repubblica Popolare Cinese come unica e legittima rappresentante della Cina, ha intrapreso un cambiamento di rotta di 360 gradi, annunciando l'instaurazione di pieni rapporti diplomatici con Pechino, che implicano automaticamente la rottura di quelli con Taipei, cui il Paese dell'Africa australe era legato da 41 anni. Un vero e proprio 'colpo' diplomatico, che isola ancora di piu' sul piano internazionale la stessa Taiwan, a sua volta considerata dalla Cina continentale nulla piu' che una mera provincia ribelle. "In conformita' con i desideri dei rispettivi popoli", recita un comunicato congiunto diffuso dal ministero degli Esteri del Malawi di concerto con le autorita' cinesi, "i due governi hanno deciso di stabilire relazioni diplomatiche a livello di ambasciatori a partire dal 28 dicembre 2007, e di promuovere rapporti di amicizia e di collaborazione. La Repubblica Popolare Cinese sosterra' il Malawi nei suoi sforzi di salvaguardare la propria sovranita' e sviluppare la propria economia". L'accordo ha dunque effetto retroattivo. Nel mondo Taiwan puo' ormai contare su pochissimi partner, per lo piu' concentrati in America Centrale e in Oceania. Le autorita' di Taipei hanno reagito con aperta irritazione al cambiamento di campo dell'ex alleato africano: "Il governo della Repubblica di Cina (denominazione ufficiale di Taiwan; ndr) condanna severamente la Cina Popolare per aver impiegato un'enorme quantita' di denaro allo scopo di allettare un nostro alleato e farlo allontanare da noi, nell'ambito dei suoi tentativi di stritolare la posizione internazionale di Taiwan", ha commentato Tzu-pao Yang, vice ministro degli Esteri taiwanese. Yang non ha parlato di cifre, ma si dice che l'anno scorso Pechino avesse offerto al Malawi 6 miliardi di dollari in cambio del riconoscimento diplomatico. "E' con grande rammarico", recita un comunicato ufficiale del suo dicastero, "che apprendiamo come il governo i dirigenti del Malawi non intendano onorare le promesse formulate nei nostri confronti, e abbiano ceduto alle forze malvagie della Cina Popolare". A sua volta il ministro degli Esteri, Joyce anda, ha immediatamente annunciato la rottura di ogni relazione con lo Stato africano, ponendo fine a un legame diplomatico che durava dal '66. All'inizio del mese una riunione gia' prevista tra rappresentanti dei rispettivi governi era stata annullata in extremis per decisione dello stesso Malawi: una circostanza che lasciava presagire quanto poi accaduto. (Agi/Reuters/Afp,14/01/2008)
Pechino cerca di “comprare” il Malawi, alleato di Taiwan (AsiaNews/Agenzie, 03/01/08)
E’ volato in fretta in Malawi il ministro taiwanese degli Esteri, James Huang Chih-fang (nella foto), per confermare i rapporti diplomatici con lo Stato africano, corteggiato da Pechino. Cina e Taiwan si contendono le alleanze degli Stati più poveri con la cosiddetta “diplomazia del libretto d’assegni”. Taiwan è ora riconosciuta da appena 24 Stati. Con il Malawi ha rapporti da 41 anni ed è uno dei più vecchi alleati. A dicembre due ministri del Malawi sono stati a Pechino, forse per preparare nuovi rapporti diplomatici, e il 21 dicembre un quotidiano locale ha detto che il Malawi ha firmato un memorandum d’intesa con la Cina, preludio a formali rapporti diplomatici. Ora sembra che lo Statoafricano abbia ricevuto aiuti per 6 miliardi di dollari. Huang commenta che “l’offerta è allettante” ma che Taipei non vuole “giocare al rialzo con Pechino” e che lo Stato gli ha confermato la sua alleanza. Taipei dà al Malawi aiuti per 400 milioni di dollari annui ed ha smentito di averli aumentati per contrastare il denaro di Pechino. La Cina pretende che chi ha relazioni con lei cessi i rapporti diplomatici con Taiwan e riconosca che l'isola non è uno Stato sovrano ma parte del suo territorio. Pechino esercita grande pressione anche sugli Stati centroamericani, anzitutto su Panama, di grande importanza strategica per il suo Canale. Ma Huang ritiene che “nel breve periodo non cambieranno i nostri rapporti con Panama”. Questo mese il presidente Chen Shui-bian o un altro politico di primo piano andranno in Guatemala per l’installazione del neopresidente Alvaro Colom Caballeros, poi a Santa Lucia. Intanto il ministro cinese degli Esteri ha annunciato che la prossima settimana nell’abituale viaggio di gennaio sarà in Sud Africa, Repubblica democratica del Congo, Burundi ed Etiopia. Ma la “concorrenza” spietata di Pechino non spaventa Huang, che definisce il suo lavoro “il più duro del mondo” ma preferisce queste difficoltà piuttosto che limitarsi a “bere cocktail e incontrare ospiti esteri”. Pechino – aggiunge – guarda con bramosia le risorse naturali del Malawi, mentre Taiwan offre fiducia, lealtà e amicizia duratura e vuole migliorare la vita della popolazione. (AsiaNews/Agenzie, 03/01/08)