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LIBERIA - 2008

Al via progetto raccolta rifiuti per 200 ex combattenti (Alice/Apcom, 21/10/2008)

Onu proroga di un anno missione Unmil (Alice/Apcom, 30/09/2008)

Figlio ex leader Taylor processato in Usa per tortura (Alice/Apcom, 25/09/2008)

Ripristinata la pena di morte : la reazione UE (Osservatorio sulla legalità, 02/08/2008)

L'Amministratore Apostolico chiede la costituzione di un tribunale per i crimini di guerra (Fides, 20/07/2008)

Monrovia e la conquista della discarica nella nebbia azzurra (Greenreport, 10/07/2008)

Con la fine della guerra si moltiplicano i conflitti per la terra (Misna, 11/06/08)

Otto persone morte soffocate durante Liberia-Gambia (Alice-Sport/Apcom, 01/06/08)

Il supporto esterno al rilancio economico e i limiti strutturali (Equilibri, 16/05/2008)

Processo Taylor: anche ex-primo ministro conferma accuse (Misna, 15/05/2008)

Blocca export prodotti agricoli (Instablog/Ansa, 13/05/08)

Processato all'Aia, Charles Taylor ha 5 mld usd in Usa (Alice/Apcom, 02/05/2008)

Riso troppo caro: spuntano gli spaghetti (Adnkronos, 22/04/2008)

Processo Taylor: ex-capo del Ruf, “ era il nostro comandante” (CC, Misna, 01/04/2008)

Avviato il primo censimento dopo oltre 20 anni (Alice/Apcom, 21/03/08)

Teste contro Taylor, ordino'mangiate caschi blu (Agi/Reuters, 13/03/2008)

Processo Taylor: ex-soldato racconta scambio armi – diamanti (CC, Misna, 12/03/2008)

Ippopotamo pigmeo sopravvissuto a guerre (Agr, 10/03/2008)

Minacce di morte alla famiglia di un teste chiave nel processo contro Taylor (Peacereporter, 25/01/2008)

Ex capo ribelli confessa: ho ucciso oltre 20.000 persone (Alice/Ap, 21/01/2008)

Il governo non può permettersi elezioni municipali (Peacereporter, 15/01/2008)

Liberia - Ex alleato di Taylor ascoltato al processo all'Aia (Alice/Ap, 09/01/2008)

Verso il perdono (Stella Spinelli, Peacereporter, 08/01/2008)

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Al via progetto raccolta rifiuti per 200 ex combattenti(Alice/Apcom, 21/10/2008)

Il governo di Monrovia ha lanciato oggi un programma di raccolta e trasformazione dei rifiuti della capitale che vedrà coinvolti 200 ex combattenti. Un progetto finanziato dal governo tedesco e realizzato dall'Organizzazione internazionale per le migrazioni (Iom). Stando a quanto si apprende in un comunicato dell'Onu, gli ex combattenti verranno addestrati alla raccolta dei rifiuti e all'uso delle macchine di compostaggio che li trasformano in fertilizzanti organici da utilizzare nella produzione agricola. Inoltre, i 200 addetti verranno inviati nelle diverse comunità della città per lanciare campagne di raccolta della spazzatura e di sensibilizzazione. Oltre 14 anni di colpi di Stato e guerra civile hanno lasciato in rovina il Paese: nella capitale mancano elettricità e acqua potabile, la corruzione è diffusa e la disoccupazione e l'analfabetismo sono endemici. Nel novembre 2005 la Liberia ha eletto la prima donna eletta presidente del continente africano, Ellen Johnson Sirleaf. (Alice/Apcom, 21/10/2008)

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Onu proroga di un anno missione Unmil (Alice/Apcom, 30/09/2008)

Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha adottato all'unanimità la risoluzione 1836 che estende di un altro anno, sino al 30 settembre 2009, la missione Unmil (United Nations Mission in Liberia). La nuova risoluzione raccoglie anche l'invito del segretario generale a ridurre di circa 1400 effettivi il personale militare dispiegato nel paese e a riorganizzare la missione in modo da ridurre da quattro a due i settori dioperatività della forza Unmil. Contestualmente, verranno inviati in Liberia 240 agenti di polizia per garantire operazioni di ordine pubblico e vari interventi di emergenza. Un nuovo rapporto sui progressi del processo di pace nel paese è atteso adesso per il 15 febbraio 2009. (Alice/Apcom,  30/09/2008)

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Figlio ex leader Taylor processato in Usa per tortura (Alice/Apcom, 25/09/2008)

Il figlio dell'ex presidente liberiano Charles Taylor è sotto processo negli Stati Uniti per tortura. La pubblica accusa sostiene che Charles Taylor Jr sarebbe stato a capo di un'unità che torturava e giustiziava i membri dell'opposizione al governo liberiano tra il 1999 e il 2003. Il processo contro il figlio dell'ex presidente, riferisce la Bbc, rappresenta il primo caso negli Stati Uniti di giudizio contro cittadini accusati di torture oltremare. Charles Taylor Jr è nato negli Stati Uniti. Il padre è sotto processo all'Aia e dovrà rispondere di 11 capi d'imputazione per crimini di guerra. (Alice/Apcom, 25/09/2008)

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Ripristinata la pena di morte : la reazione UE (Osservatorio sulla legalità, 02/08/2008)

La notizia del ripristino della pena di morte in Liberia e' stata accolta con preoccupazione dall'Unione Europea. Una legge recentemente promulgata nel Paese africano ripristina infatti la pena di morte per alcuni reati per la prima volta dal 2005, quando vi era stata l'abolizione della pena capitale per tutti i crimini e con la firma del secondo protocollo opzionale del Patto internazionale sui diritti civili e politici del settembre 2005 la Liberia si era impegnata a prendere tutte le misure necessarie al fine di abolire la pena di morte.
Secondo la UE, la decisione di reintrodurre la pena di morte e' un segnale molto preoccupante che va contro la tendenza osservata per molti anni in Africa e nel mondo nel suo insieme. L'Unione europea ribadisce la sua opposizione al ricorso alla pena di morte in tutte le circostanze e sottolinea che l'abolizione della pena di morte contribuisce al rafforzamento della dignita' umana e allo sviluppo dei diritti umani. L'Unione europea guarda alla pena di morte come pena crudele e disumana e come violazione del diritto alla vita e rileva che non vi e' alcuna prova che una tale pena sia dissuasiva, mentre il suo uso rende qualsiasi errore giudiziario irreversibile. Pertanto la presidenza dell'Unione europea esorta la Liberia a rispettare i suoi impegni e le norme internazionali sui diritti umani e - attribuendo grande importanza al fatto che non siano piu' state effettuate esecuzioni in quel paese dal 2000, l'UE esorta il governo e il parlamento della Liberia ad abolire l'uso della pena di morte sia nel diritto che nella pratica. - Carla Amato (Osservatorio sulla legalità,  02/08/2008)

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L'Amministratore Apostolico chiede la costituzione di un tribunale per i crimini di guerra (Fides, 20/07/2008)

"Dobbiamo garantire che coloro che hanno le responsabilità maggiori per gli orrori in Liberia rispondano dei crimini commessi," ha affermato Mons. Andrew J. Karnley, Amministratore Apostolico di Monrovia, capitale della Liberia, alla commemorazione delle oltre 700 vittime del massacro avvenuto nella chiesa luterana di San Pietro il 29 luglio 1990, commesso dalla truppe dell'allora Presidente Samuel Doe. Mons. Karnley ha invitato i liberiani a far sì che non accadano più massacri simili a quelli commessi dalle varie fazioni nella guerra civile.
In Liberia è stata costituita una Commissione per la Verità e la Riconciliazione, sul modello di quella adottata dal Sudafrica dopo la fine dell'apartheid, per indagare sui crimini commessi durante la guerra civile. Ma nel Paese si sono levate diverse voci che chiedono l'istituzione di un vero e proprio tribunale per i crimini di guerra, come quello stabilito nella confinante Sierra Leone. Il conflitto nella Sierra Leone e quello liberiano sono strettamente intrecciati, tanto è vero che l'ex Presidente liberiano, Charles Taylor, viene giudicato dalla Corte internazionale sui crimini di guerra in Sierra Leone, per il ruolo avuto nel finanziare la guerriglia sierraleonese, responsabile di numerose atrocità contro la popolazione civile. L'Amministratore Apostolico di Monrovia ha affermato che anche la Chiesa cattolica intende chiedere la costituzione di un tribunale per i crimini di guerra in Liberia. "Che cosa succede dopo la Commissione per la Verità e la Riconciliazione? Dobbiamo batterci per la giustizia. Se non riusciamo a far giudicare per i loro crimini coloro che li hanno commessi, alcuni di noi un giorno rischieranno di diventare ancora una volta vittime"
Mons. Karnley ha ricordato il massacro dei cittadini inermi che avevano cercato rifugio nella chiesa luterana: "queste persone erano venute nella casa di Dio a cercare rifugio sotto i suoi vigili occhi, ma vennero gli uomini malvagi che le uccisero al cospetto di Dio. " Padre Karnley ha anche chiesto l'erezione di speciali monumenti dedicati alle vittime del conflitto da collocare in tutto il Paese. "Raccontare la verità- ha sottolineato- è un processo terapeutico, pensiamo che appositi memoriali devono essere costruiti alle entrare delle nostre città principali come ricordo per tutti coloro che hanno perso la vita nel corso di questo orrore nazionale". (L.M.) (Fides, 20/07/2008)

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Monrovia e la conquista della discarica nella nebbia azzurra (Greenreport, 10/07/2008)

Da anni Monrovia, la capitale della Liberia devastata da una interminabile guerra civile, si sveglia avvolta da una nebbiolina « blu » tossica, che si sprigiona dai rifiuti bruciati. I canali di drenaggio delle acque e quel che rimane del sistema fognario sono intasati dai rifiuti e provocano continui allagamenti aumentando il rischio di malaria e di altre malattie infettive. L’alternativa al fuoco è quella di interrare la spazzatura o di buttarla dove capita, discariche a cielo aperto sono state realizzate per « bonificare » aree umide o per consolidare gli argini dei corsi d’acqua. Secondo stime della Banca mondiale, già nel 2005 i cumuli di spazzatura visibili a Monrovia raggiungevano le 70 mila tonnellate.
Facendo un azzardato paragone si potrebbe parlare di una nera Napoli tropicale, se non fosse che, invece della guerra di camorra, il milione di abitanti ha dovuto sopportare per anni una sanguinosa e cannibalesca guerra civile che ha distrutto ogni presenza dello Stato e raso al suolo tutti i servizi, a cominciare dalla già scarsa raccolta dei rifiuti e dalla disponibilità di acqua potabile: l’Unicef 3 anni fa denunciava 26.650 casi di colera. (…) Le cose hanno iniziato a cambiare nell’aprile 2007, quando la Banca mondiale, accogliendo una richiesta del governo liberiano, ha avviato «un ambizioso progetto destinato a resuscitare un sistema rudimentale di raccolta di rifiuti solidi per la municipalità di Monrovia». (…) Il progetto finanziato dalla Banca mondiale ha preso il via attraverso un grande sforzo di pulizia dei depositi ″scarrabili″ di rifiuti condotto da imprenditori locali e poi è stato avviato un sistema di raccolta regolare, con l’acquisto di 8 camion e di attrezzature per il conferimento temporaneo e la raccolta.(…) Uno sforzo che però intercetta solo il 30% dei rifiuti prodotti ogni giorno, e che ha permesso di raccogliere ed eliminare circa 80 mila tonnellate di rifiuti, migliorando comunque l’aspetto di Monrovia e dando una qualità migliore alla vita di molti dei suoi abitanti.
Ma l’inizio della raccolta ha fatto emergere altri problemi: la discarica di Fiamah, preesistente al progetto, è mal gestita e sorge vicino ad abitazioni, causando gravi rischi all’ambiente ad alla salute delle persone, tanto che la Banca Mondiale ne ha avviato un provvisorio e problematico risanamento e miglioramento, mentre sta cercando di realizzare una nuova discarica provvisoria a Whein Town, un luogo più adatto. Il problema vero non è infatti quello di realizzare il progetto finanziato dalla Bm, ma di come mantenerlo in futuro con le deboli forze della Liberia e di Monrovia, dove anche la raccolta pura e semplice dei rifiuti rischia di essere un costo insostenibile per amministrazioni senza risorse e per una popolazione in gran parte senza lavoro e che vive in alloggi di fortuna. A Monrovia, mentre noi ci scanniamo sugli inceneritori e la raccolta porta a porta, l’individuazione di una discarica permanente dove conferire il tal quale sarebbe già un clamoroso passo in avanti e la messa in opera di un sistema di raccolta di rifiuti efficiente che copra tutta la città sembra fantascienza, tanto che la gente della capitale è già orgogliosa che, dopo 14 anni di guerra, ci sia un primitivo servizio pubblico di ritiro dei rifiuti sotto la supervisione del municipio. (Greenreport, 10/07/2008)

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Con la fine della guerra si moltiplicano i conflitti per la terra (Misna, 11/06/08)

Sono almeno 12 le persone uccise nel fine settimana in un attacco condotto da uomini armati non identificati contro un’azienda agricola nel centro del paese, una cinquantina di chilometri a sud della capitale Monrovia. La notizia, in circolazione da alcuni giorni sui media locali, è stata confermata oggi pomeriggio dalla polizia liberiana, che ha fatto sapere di aver recuperato finora dal fiume Farmington i corpi di 12 degli oltre 40 contadini che sarebbero stati presi di mira sabato da un gruppo di fuoco. Ufficialmente un’altra trentina di persone risultano ancora disperse, ma la polizia sta proseguendo le ricerche nel fiume convinta di trovare altri cadaveri. Il proprietario dell’azienda agricola ha accusato indirettamente un senatore, nonchè capo dell’amministrazione locale, sostenendo che da tempo l’uomo stava cercando di impossessarsi della fattoria e dei terreni circostanti. L’uomo politico ha smentito qualsiasi coinvolgimento. La polizia al momento non ha rilasciato dichiarazioni e ha precisato che le indagini sono già in corso nel massimo riserbo. Per indagare sulla vicenda, il governo liberiano ha inviato sul posto da Monrovia una squadra di procuratori, come ha fatto sapere oggi il ministero della Giustizia in una nota. L’episodio del fine settimana è il più violento di una serie di piccole e grandi dispute legate alla terra che sono esplose un po’ dovunque in Liberia, dove, dopo 14 anni di guerra civile, si sono persi tutti i documenti di proprietà dei terreni. Il problema delle terre si va facendo ogni mese più serio, col rientro di un numero sempre crescente dei profughi attirati dalla pace e dai progressi del nuovo governo.[MZ] (Misna,  11/06/08)

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Otto persone morte soffocate durante Liberia-Gambia (Alice-Sport/Apcom, 01/06/08)

Almeno otto persone sono morte per soffocamento durante una partita di calcio a Monrovia, in Liberia. Sam Harris, il responsabile dello staff medico della federazione calcistica liberiana, ha riferito che i corpi delle vittime sono stati portati nell'ospedale principale del Paese. Lo stadio 'Samuel K. Doe', che può ospitare 33mila spettatori, era gremito oltre la capienza per la partita tra Liberia e Gambia, valida per la qualificazioni ai Mondiali 2010, che la nazionale ospite si è aggiudicata 1-0 grazie a un gol di Mustapha Jarju al 17'. (Alice-Sport/Apcom,  01/06/08)

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Il supporto esterno al rilancio economico e i limiti strutturali (Equilibri, 16/05/2008)

La crisi economica globale colpisce in maniera particolarmente violenta un paese dalla struttura fragile come la Liberia. La riabilitazione dell'immagine della nazione, sostenuta con forza dal presidente Ellen Johnson-Sirleaf, ha suscitato reazioni positive nei paesi creditori, i quali stanno adottando uno dopo l'altro misure di cancellazione del debito. Intanto, sia l'agricoltura che l'industria rivelano pesanti carenze e malfunzionamenti, mentre la frustrazione dei lavoratori salariati cresce, minacciando la coesione del tessuto sociale. Valeria Smarrini - (Equilibri –abbon. - ,16/05/2008)

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Processo Taylor: anche ex-primo ministro conferma accuse (Misna, 15/05/2008)

Non ha esitato a testimoniare contro l’ex-presidente della Liberia Charles Taylor il suo ex-fedele alleato e primo ministro Moses Blah, chiamato ieri davanti al Tribunale speciale per la Sierra Leone (Tssl) eccezionalmente trasferito all’Aja (Olanda). Blah ha messo in luce legami fra Taylor e la ribellione sierraleonese del Fronte unito rivoluzionario (Ruf), precisando che Foday Sankoh, capo del Ruf, “chiamava Taylor il suo capo”. Blah ha anche sottolineato il reclutamento di minori, di anche meno di 13 anni, nelle file del Fronte nazionale patriottico (Nplf), la ribellione guidata da Taylor prima della sua elezione alla presidenza nel 1997. Blah ha raccontato di essere uno dei fondatori del Nplf in un campo in Libia negli Anni 80 e che nel 1989, anno in cui Taylor lanciò l’attacco in Liberia, era incaricato di fornirgli le armi, con il tacito consenso dell’allora ministro della Difesa della Costa d’Avorio, attraverso la quale passavano i carichi. Nella sua deposizione, non sono stati risparmiati neanche dettagli sulle pratiche di antropofagia di alcuni dei più stretti collaboratori di Taylor. Blah (61 anni), che è anche stato presidente per due mesi all’uscita di scena di Taylor nel 2003, era il 27° testimone convocato dal Tssl su 70; su Taylor pesano 11 capi d’accusa per crimini di guerra e contro l’umanità. [CC] (Misna, 15/05/2008)

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Blocca export prodotti agricoli (Instablog/Ansa, 13/05/08)

I prezzi alle stelle degli alimentari hanno indotto la Liberia a bandire le esportazioni di tutti i prodotti agricoli, per contenere i rincari sul mercato interno. La Liberia importa il 70% del riso che consuma ogni anno e ufficialmente non lo esporta; in realtà i commercianti dai Paesi confinanti lo acquistano per rivenderlo in Guinea, dove il prezzo è più elevato. Lo denuncia il ministro del commercio Frances Johnson Morris. (Agr) (Instablog/Ansa, 13/05/08)

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Processato all'Aia, Charles Taylor ha 5 mld usd in Usa (Alice/Apcom, 02/05/2008)

L'ex Presidente della Liberia, Charles Taylor, dispone di circa 5 miliardi di dollari in due conti aperti in banche americane durante la sua presidenza. E' quanto ha dichiarato oggi alla Bbc il Procuratore capo che lo sta processando all'Aia per crimini di guerra e contro l'umanità. "Abbiamo trovato le prove di centinaia di milioni di dollari ritirati da Charles Taylor in maniera illegale in diverse banche in diverse occasioni - ha detto il procuratore Stephen Rapp - abbiamo le prove dell'esistenza di due conti a suo nome negli Stati Uniti durante la sua presidenza". Il procuratore ha precisato che se questi soldi verranno recuperati, saranno congelati dalle Nazioni Unite come tutti gli altri beni di Taylor. L'auspicio di Rapp è che se Taylor verrà riconosciuto colpevole dei crimini che gli vengono contestati, questo denaro possa essere utilizzato per sostenere le vittime della guerra combattuta in Sierra Leone.
Il tribunale speciale per i crimini in Sierra Leone ha sede a Freetown, ma il processo di Taylor è stato trasferito all'Aja per motivi di sicurezza. L'ex capo di stato, 59 anni, si è dichiarato non colpevole dei 11 capi di accusa ascrittigli, tra cui crimini di guerra, crimini contro l'umanità, terrorismo, omicidio, stupro, schiavitù sessuale, mutilazione e arruolamento di bambini soldato. Se riconosciuto colpevole, Taylor rischia il carcere a vita. L'accusa sostiene che Taylor finanziò e armò i ribelli della Sierra Leone in cambio dei diamanti estratti illegalmente nel paese.(Alice/Apcom, 02/05/2008)

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Liberia - Riso troppo caro: spuntano gli spaghetti (Adnkronos, 22/04/2008)

Con il prezzo del riso salito alle stelle, i ristoratori della Liberia si sono convertiti ai piu' economici spaghetti. A raccontare la nuova moda dettata dalla necessita' nel paese africano che importa il 90% del riso consumato da Asia e da Stati Uniti e' la Bbc, spiegando che le abitudini dei locali stanno cambiando rapidamente, perche' il prezzo del riso e' piu' che raddoppiato negli ultimi sei mesi.(Adnkronos, 22/04/2008)

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Processo Taylor: ex-capo del Ruf, “ era il nostro comandante” (CC, Misna, 01/04/2008)

Si tiene oggi presso il Tribunale speciale per la Sierra Leone (Tssl) la seduta di contro-interrogatorio di Isaac Mongor, già fedele dell’ex-presidente della Liberia Charles Taylor, accusato per crimini di guerra e contro l’umanità. Ieri Mongor, un ex-capo del Fronte patriottico nazionale della Liberia (Nplf), la milizia di Taylor prima che diventasse presidente, e poi del Fronte rivoluzionario unito (Ruf), ribellione attiva nella confinante Sierra Leone, ha dichiarato che, nelle file del Ruf, Taylor veniva chiamato “il comandante in capo”. Era chiaro a tutti i capi del Ruf, ha aggiunto Mongor, “che il movimento apparteneva a Taylor”. La difesa ha sostenuto che il testimone formulava accuse per evitare di essere lui stesso giudicato per crimini di guerra. Nel processo ricominciato a gennaio scorso dopo sette mesi di sospensione, Taylor deve rispondere di 11 capi d’accusa inclusi quelli di crimini di guerra e di crimini contro l’umanità per il suo coinvolgimento nella guerra in Sierra Leone (1991-2001), dove si ritiene abbia fornito un sostegno fondamentale ai ribelli del Ruf per garantirsi la commercializzazione dei diamanti estratti nelle zone sotto il loro controllo. Arrestato nel marzo del 2006 su mandato del Tssl, Taylor era stato trasferito il 20 giugno successivo all’Aja (Olanda) per questioni di sicurezza su autorizzazione dell’Onu, anche se la corte di Freetown continua a mantenere la giurisdizione del processo. (CC, Misna, 01/04/2008)

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Avviato il primo censimento dopo oltre 20 anni (Alice/Apcom, 21/03/08)

Il governo di Monrovia ha avviato oggi il primo censimento nazionale dal 1984, dopo anni di guerra civile. Per l'occasione, la giornata è stata dichiarata festiva. Le operazioni di raccolta dei dati andranno avanti per diversi giorni. Lo scorso anno, stime Onu hanno riferito di una popolazione di circa 3,8 milioni persone. Il governo è ricorso a cartelloni pubblicitari e a una delle star del pop del Paese, Juli Endee, per invitare la popolazione a farsi registrare. Endee ha scritto una canzone, tradotta nei 16 dialetti nazionali, per spiegare lo scopo del censimento. "Riguarda lo sviluppo, non le tasse", recita il testo. Funzionari della pianificazione edilizia nazionale hanno dichiarato alla Bbc che il censimento è necessario per la programmazione.(Alice/Apcom,  21/03/08)

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Teste contro Taylor, ordino'mangiate caschi blu (Agi/Reuters, 13/03/2008)

L'ex presidente della Liberia, Charles Taylor, ordino' ai suoi uomini di mangiare la carne dei loro nemici e dei caschi blu catturati. La raccapricciante rivelazione e' stata fatta da uno dei luogotenenti dell'ex tiranno, salito sul banco dei testimoni al processo istituito all'Aja dalla Corte speciale per la Sierra Leone. Taylor, uno dei piu' feroci dittatori della storia africana, e' accusato di crimini di guerra, crimini contro l'umanita' e altre atrocita' commesse durante la guerra civile in Sierra Leone, dal 1991 al 2002. (…) L'ex presidente liberiano, che al processo si e' dichiarato innocente, durante la testimonianza ha piu' volte scosso la testa e ha mantenuto un'espressione impassibile. A fine deposizione, il suo avvocato ha dichiarato che la testimonianza di Marzah e' "falsa" e si riduce a un tentativo spettacolare di avere uno sconto di pena. Ieri, il tristemente famoso 'ZigZag' aveva raccontato nei minimi dettagli della ferocia con cui operava insieme ai suoi uomini per ordine del dittatore, arrivando anche a strappare feti dai ventri di donne incinte. L'ex luogotenente di Taylor e' il ventesimo teste chiamato alla sbarra dall'accusa dall'inizio del processo, ripreso a gennaio. Per anni le milizie di Taylor hanno sequestrato, assassinato, mutilato, torturato e terrorizzato la popolazione civile della Liberia e della Sierra Leone. Nel giro di dieci anni le violenze uccisero piu' di 250.000 persone e ridussero in miseria la quasi totalita' della popolazione, mentre il presidente e i suoi generali si arricchivano con il traffico di diamanti.(Agi/Reuters, 13/03/2008)

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Processo Taylor: ex-soldato racconta scambio armi – diamanti (CC, Misna, 12/03/2008)

"A volte ricevevamo munizioni dal palazzo presidenziale… su ordine di Charles Taylor, ne portavo direttamente in Sierra Leone" ha sostenuto oggi davanti al Tribunale speciale per la Sierra Leone (Tssl) Joseph Marzah, alias ‘Zigzag Marzah', nel processo contro l'ex-presidente liberiano Taylor per crimini di guerra e contro l'umanità. Marzah ha aggiunto che nei primi anni ‘90 si recò una quarantina di volte dalla Liberia alla Sierra Leone con armi e munizioni e ha raccontato di aver partecipato a diversi massacri compiuti dai ribelli del Ruf (Fronte unito rivoluzionario) mentre continuava a prendere ordini da Taylor. "Non c'era un Ruf – ha perfino detto – ma un'unica organizzazione che rispondeva a Taylor". L'ex-miliziano ha anche raccontato di aver portato almeno 10 volte diamanti dalla Sierra Leone al presidente della Liberia. È proprio per il suo sostegno alla ribellione con armi in cambio di diamanti che Taylor, ex-capo ribelle divenuto presidente della Liberia e poi deposto nel 2003, compare oggi davanti al Tssl trasferito, per questo procedimento, all'Aja presso la Corte penale internazionale (Cpi/Icc). (CC, Misna,  12/03/2008)

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Ippopotamo pigmeo sopravvissuto a guerre (Agr, 10/03/2008)

Si temeva fosse scomparso e invece l'ippopotamo pigmeo è riuscito a sopravvivere a ben due guerre civili in Liberia, al continuo bracconaggio e alla distruzione costante dell'habitat in cui vive. Zoologi britannici, dopo 3 giorni di appostamenti nella foresta liberiana, sono riusciti a riprendere con telecamere un piccolo esemplare. Eppure, nonostante la buona notizia, il pericolo incombe su questa specie: secondo le stime nell'habitat naturale ne restano solo 3mila esemplari. (Agr, 10/03/2008)

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Minacce di morte alla famiglia di un teste chiave nel processo contro Taylor(Peacereporter, 25/01/2008)

La famiglia di Varmuyan Sherif, assistente dell'ex-presidente liberiano Charles Taylor e testimone chiave al processo contro quest'ultimo, ha reso noto di aver ricevuto minacce di morte. Alcuni uomini avrebbero fatto irruzione nel giardino di casa Sherif a Monrovia, la capitale liberiana, minacciando i familiari, e lasciando successivamente un volantino presso la casa in cui si rinnovavano le minacce. Pochi giorni fa, Sherif aveva testimoniato all'Aja confermando i legami tra Taylor e la guerriglia in Sierra Leone durante la guerra civile. Taylor è accusato di aver armato e sostenuto i ribelli del Revolutionary United Front, responsabili della morte e della mutilazione di centinaia di migliaia di civili.(Peacereporter,  25/01/2008)

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Ex capo ribelli confessa: ho ucciso oltre 20.000 persone (Alice/Ap, 21/01/2008)

Uno dei più noti comandanti dei ribelli della Liberia, noto come generale Butt Naked, è tornato nel paese dell'Africa occidentale per confessare di aver ucciso 20.000 persone. L'uomo, il cui vero nome è Joshua Milton Blahyi, vive da tempo in Ghana ed è rientrato questa settimana in Liberia per affrontare la Commissione per la verità e la riconciliazione voluta dal governo per sanare le ferite di circa 20 anni di guerra civile. Il suo nome da battaglia deriva dalla pratica in uso nel suo battaglione di lanciare attacchi completamente nudi per terrorizzare il nemico. "Posso essere ucciso sulla sedia elettrica. Posso essere impiccato. Possono ricevere qualsiasi punizione - ha detto Blahyi, 37 anni - ma credo che il perdono e la riconciliazione siano il mezzo migliore per andare avanti. Cercavo l'occasione per raccontare la storia vera della mia vita e ogni volta che racconto alla gente la mia storia mi sento sollevato". Il conflitto civile, costato la vita a circa 250.000 persone in un Paese che conta tre milioni di abitanti, conobbe episodi di cannibalismo, con i miliziani che combattevano sotto l'effetto di sostanze stupefacenti. Lo stesso Blahyi ha raccontato che prima di guidare i suoi uomini in battaglia, con indosso solo un paio di stivali, sacrificava un essere umano al diavolo. Il sacrificio consisteva "nell'uccisione di un bambino innocente, a cui poi veniva strappato il cuore che mangiavamo dopo averlo fatto a pezzi". Blahyi sostiene di aver ucciso "oltre 20.000 persone" tra il 1980, quando dice di aver stretto il patto con il diavolo e il 1996, anno in cui gli apparve Dio, che gli disse che era uno schiavo di Satana, non un eroe come lui credeva. Fu così che divenne un cristiano 'born again' (i cristiani nati a nuova vita dopo aver riscoperto il cristianesimo, ndr) e cominciò a vivere per le strade di Monrovia, vendendo cassette dei suoi sermoni. La commissione per la verità e la riconciliazione ha raccolto negli ultimi due anni le testimonianze delle vittime e di ex ribelli, sollecitando un pieno resoconto dei fatti. L'organismo non ha il potere di incriminare gli assassini, può solo formulare raccomandazioni. "Se hai una persona che ammette di aver ucciso insieme ai suoi uomini oltre 20.000 persone, ci deve esser un meccanismo che preveda per queste persone di essere chiamate a risponderne davanti alla giustizia", ha commentato Mulbah Morlue, che guida il Forum per la creazione di una Corte per i crimini di guerra in Liberia. In un'intervista all'Associated Press, Blahyi ha detto: "Alcune persone mi vedono e si congratulano con me. Altri mi guardano e mi dicono che non dovrei camminare con atteggiamento superbo per le strade di Monrovia. Ma io continuo a ripetere a questa gente che non mi sento orgoglioso di quello che ho fatto, mi vergogno". Le prime violenze scoppiarono nel paese nel 1979, quando le forze di sicurezza uccisero decine di persone durante delle sommosse. L'anno seguente, il Presidente William Tolbert venne deposto da un colpo di stato guidato dal sergente Samuel K. Doe, che ordinò l'esecuzione di tutti i membri del governo. Doe fu a sua volta deposto dai ribelli guidati da Charles Taylor nel 1989. Seguirono anni di guerra civile, fino al 1997, quando Taylor venne eletto Presidente. Lo scontro civile si è però concluso solo nel 2003, quando Taylor fu costretto all'esilio in Nigeria. Oggi Taylor è chiamato a rispondere delle accuse di crimini di guerra e contro l'umanità davanti al Tribunale speciale per la Sierra Leone, mentre uno dei suoi ex alleati, diventato negli anno suo avversario, Prince Johnson, ricopre oggi la carica di senatore. Fu Johnson a filmare i suoi uomini mentre torturavano per ore, prima di ucciderlo, Doe. La videocassetta è ancora disponibile sulle bancarelle della città. (Alice/Ap, 21/01/2008)

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Il governo non può permettersi elezioni municipali (Peacereporter, 15/01/2008)

La Corte suprema della Liberia ha autorizzato il presidente a nominare direttamente i sindaci perché il governo non può permettersi elezioni municipali. Un portavoce della Corte ha spiegato che la presidente, Ellen Johnson Sirleaf, potrebbe scegliere i primi cittadini consultandosi con i politici locali. Il partito di opposizione, United people party, ritiene la decisione inaccettabile. Le elezioni municipali in Liberia non si tengono dal 1985 per impedimenti finanziari, ma anche a causa delle guerre civili. (Peacereporter, 15/01/2008)

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Ex alleato di Taylor ascoltato al processo all'Aia (Alice/Ap, 09/01/2008)

I giudici del Tribunale speciale per la Sierra Leone hanno ascoltato oggi la testimonianza di un vecchio alleato dell'ex Presidente della Liberia Charles Taylor, accusato di crimini di guerra e contro l'umanità commessi durante la decennale guerra civile in Sierra leone. Varmuyan Sherif, 39 anni, è entrato nell'aula di giustizia senza volgere lo sguardo verso Taylor. Sherif era un alto ufficiale incaricato della sicurezza di Tayalor e della sua famiglia dopo la sua elezione a Presidente della Liberia nel 1997. Nel corso della sua testimonianza, l'ex ufficiale ha indicato su una mappa gli itinerari seguiti dalla Liberia fino alle postazioni dei ribelli della Sierra Leone del Fronte rivoluzionario unito (Ruf), che volevano conquistare il controllo delle miniere di diamenti del paese. L'ex presidente è accusato di aver orchestrato con il Ruf una campagna di terrore con omicidi, stupri, mutilazioni e arruolamento di bambini-soldato allo scopo di entrare in possesso dei diamanti. In mattinata, i legali della difesa hanno completato il il controesame di un prete e insegnante, Alex Tamba Teh, che ha raccontato ieri il massacro e la decapitazione di 101 uomini e lo smembramento di un bambino-soldato. Tamba Teh ha dichiarato di essere stato catturato dai ribelli nell'aprile 1998 insieme ad altri 250 civili nel distretto minerario di Kono. Separati da donne e bambini, gli uomini vennero condotti nei pressi di una moschea dove il comandante dei ribelli, noto con il nome 'Rocky', disse al prete di pregare per i suoi compagni, uccisi a colpi di mitragliatrice. Rocky disse poi a un altro comandante chiamato 'Rambo' di aver ucciso 101 uomini. "Dopo aver ucciso i civili ha dato istruzioni perchè venissero decapitati", ha detto Tamba Teh ai giudici. Le decapitazioni vennero eseguite da un gruppo di bambini-soldato, noto con il nome Small Boys Unit. Oggi è prevista deposizione di un altro fedelissimo di Taylor. L'ex Presidente liberiano prende appunti durante le udienze. Il processo è ripreso lunerdì scorso dopo sei mesi di sospensione. Taylor, 59 anni, è il primo capo di Stato africano a comparire davanti a una corte internazionale. (Alice/Ap, 09/01/2008)

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Verso il perdono (Stella Spinelli, Peacereporter, 08/01/2008)

Forze delle nazioni unite in liberiaLa Commissione per la verità e la riconciliazione sta per dare il via alle udienze pubbliche che dovranno far luce sul decennale conflitto termianto nel 2003. La commissione è stata ideata sulla linea di quella del Sud Africa del post-apartheid. Da quattro anni, ormai, il paese sta cercando di guardare oltre, aiutato dalla presenza di migliaia di peacekeeping. Nell'approccio al lavoro della Commissione per la verità e la riconciliazione i liberiani sono divisi. Alcuni pensano che la memoria del conflitto, così intersecato con la guerra in Sierra Leone, sia troppo fresca. Altri, incluso la presidente Ellen Johnson Sirleaf, sono convinti, invece, che il paese non approderà mai a una pace duratura se la verità resterà dietro all'instabilità delle speculazioni e dei sentito dire. La commissione formata da sette membri ha il potere di investigare sui crimi, e quando le udienze cominceranno, vittime, testimoni e accusati daranno la loro versione degli eventi. E' convinzione comune, però, che l'indagine non sarà mai completa se non si indagherà anche sui livelli di corruzione del paese, che ha portato ai gravi risentimenti sfociati nel conflitto. Le udienze si svolgeranno senza la figura centrale del dramma vissuto dalla Liberia: Charels Tylor, la cui ascesa e caduta è legata a doppio filo alla sanguinosa guerra. Essendo sotto processo all'Aja per crimini di guerra, non potrà infatti assistere agli incontri. (Stella Spinelli, Peacereporter, 08/01/2008)

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