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LESOTHO - 2008

Trovato un diamante di 478 carati purissimo (L’Unione sarda, 21/09/08)

Una storia davvero esemplare (CO, Misna, 19/04/2008)

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Trovato un diamante di 478 carati purissimo (L’Unione sarda, 21/09/08)

Arriva da una miniera del Lesotho uno dei diamanti più grandi del mondo. E' stato trovato l'8 settembre ed è stato analizzato nei giorni scorsi in un laboratorio di Anversa. La pietra ha 478 carati, ma ciò che la rende unica, secondo gli esperti, sono il colore e la purezza. "Crediamo che si tratti del ventesimo diamante al mondo per grandezza - ha detto oggi Neil Buxton, uno degli esperti del WWW International Diamond Consultants di Anversa - ma quello che colpisce è la sua qualità. Il colore è livello D (bianco eccezionale), il più alto possibile, e ci sono grosse probabilità che si tratti del primo caso al mondo di un diamante superiore ai 100 carati di colore D, chiarezza IF e massima purezza interna". Il prezzo non è stato ancora calcolato, perché è difficile stabilirlo prima che venga tagliato. Gli esperti hanno però ricordato che una pietra della stessa grandezza, ma di una inferiore qualità, è stata recentemente venduta per 12 milioni di dollari. Il diamante più grande della storia è il Cullinan, trovato in Sudafrica nel 1905. Pesava 3.100 carati prima di essere diviso in più di cento gemme, molte delle quali fanno parte dei gioielli della Corona britannica. (L'Unionesarda, 21/09/08)

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Una storia davvero esemplare (CO,Misna, 19/04/2008)

David Damani ha 39 anni, da tre ha scoperto di essere sieropositivo e, in questo piccolo e povero stato-enclave del Sudafrica, ottenere un impiego di giardiniere è stata la sua maggiore conquista anche per combattere il virus: “Devo mantenermi forte e in salute – dice - e per essere forte devo mangiare cibo sano; l'unico modo per poter mangiare è guadagnare dei soldi. Grazie a questo lavoro per la prima volta in tre anni posso essere fiero di me stesso” . Il timore di essere escluso dalla società e di essere “bollato” è una delle paure più grandi di David, comuni alla maggior parte delle persone che si scoprono sieropositive. A loro sono rivolti gli sforzi della ‘Positive Professional', un'associazione che, fondata da Matseliso Lebakae, aiuta gratuitamente a trovare un lavoro le persone colpite dalla sindrome da immunodeficienza acquisita (sida/aids. Nei primi due mesi di attività, da ottobre a dicembre 2007, è riuscita a collocare circa 20 persone, una cifra incoraggiante se si pensa che in Lesotho il tasso di disoccupazione è vicino al 45%. Fuori dalla sede dell'associazione, ai lati dell'entrata, due panche ospitano 35 moduli rosa compilati da donne e 50 moduli blu compilati da uomini: sono impiegati di banca, giornalisti, infermieri, meccanici, informatici. Molti di loro assumono medicine antivirali la cui efficacia, a volte, è compromessa da uno stile di vita e un'alimentazione poco adeguata. “Molte persone- sottolinea la Lebakae - vengono da me perché hanno voglia di lavorare; crediamo che anche le persone sieropositive possano dare il loro contributo alla società; preferiamo dar loro un lavoro piuttosto che farli sopravvivere con l'elemosina”. Sebbene alcune aziende continuino a discriminare i sieropositivi, altre sono più disponibili a offrire un aiuto: come Markaret Ssendija che, grazie alla Positive Professional, ha potuto assumere una collaboratrice domestica e dopo una settimana è “molto felice” della sua nuova dipendente. (CO, Misna, 19/04/2008)

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