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KENIA - 2008

Suore rapite: sarebbero in buona salute (Misna, 27/11/2008)

A rischio l'istruzione gratuita (Fides, 27/11/2008)

Arcivescovo di Mombasa condanna con forza la banda di corrotti aumentano i prezzi degli alimenti (Fides, 26/11/2008)

Prezzo del mais alle stelle, denunciate speculazioni (Misna, 25/11/2008)

Tribunale Nairobi accusa somalo per sequestro suore italiane (Asca, 25/11/2008)

Suore rapite: trattative in corso, prosegue l’attesa (Misna, 24/11/2008)

Suore rapite: musulmani e cristiani insieme per la loro liberazione (Misna, 20/11/2008)

Frattini, no a blitz liberazione suore (Asca, 19/11/08)

Il governo rafforza la sicurezza al confine con la Somalia (l’Occidentale, 17/11/08)

Suore rapite: funzionario dice che non corrono pericoli in Somalia (Reuters, By Noor Ali, 15/11/2008)

P. Isoardi, non verosimile che rapitori suore siano estremisti islamici (Adnkronos/il Tempo, 14/11/2008)

Suore rapite: ong, sale tensione a El Wak e sud Somalia (la Repubblica, 11/11/2008)

Fonti locali: le suore rapite sono in Somalia (Panorama, 11/11/2008)

Rapite due suore: consorelle, “aspettiamo notizie, conforto dalla popolazione locale” (Misna, 10/11/2008)

Commando somalo rapisce 2 suore italiane (Agi, 10/11/2008)

Unicef: muoiono 500 bambini al giorno (Iris, 27/10/08)

Chiesta Corte Internazionale per stragi post elezioni (SwissInfo, 15/10/2008)

Sim e Gps per localizzare gli elefanti (Alice/Apcom, 12/10/2008)

Appello della Chiesa cattolica ai dirigenti del Paese per la sicurezza alimentare (Fides, 10/10/2008)

Espulso americano autore di libro anti-Obama (Alice/Apcom, 07/10/2008)

Liberati 8 sospetti dopo oltre un anno di carcere in Etiopia (Alice/Apcom, 04/10/2008)

Nave carica di armi: arrestata la fonte dei giornalisti (Peacereporter, 02/10/2008)

Crisi alimentare: la Chiesa chiede un intervento del governo (Radio Vaticana, 01/10/2008)

Esodo rifugiati somali, allarme sovraffollamento nei campi (Misna, 29/09/2008)

Banane, conferenza internazionale a Mombasa (Alice/Apcom, 25/09/2008)

Pubblicazione di un rapporto sull'esistenza di “squadroni della morte” (Fides, 24/09/2008)

Appello delle Ong cattoliche per la crisi alimentare (Radio Vaticana, 22/09/2008)

Scontri fra pastori nomadi per la siccità: 6 morti (Peacereporter, 19/09/08)

Elezioni dicembre 2007: per la Commissione elettorale impossibile stabilire chi ha vinto (Peacereporter, 18/09/08)

Appello del governo:il 10% della popolazione alla fame (Ami, 17/09/2008)

Preparativi per l'incontro internazionale dElla Comunità di Taizé (Radio Vaticana, 10/09/2008)

Spopola fra le giovanissime la pillola del giorno dopo (Aduc, 09/09/2008)

Mwai Kibaki agli investitori: “il Kenia ora punta sul turismo” (Tribuna Economica, 29/08/2008)

Accoglienza da eroi per gli atleti di ritorno da Pechino (Misna, www.misna.org 28/08/2008)

Atletica: storico Wansiru, vince la maratona di Pechino (Eurosport.yahoo, 24/082008)

Bungei, un oro keniota tinto d'azzurro (AGI, 23/08/2008)

Medagliere del sud del mondo : Pamela, l'oro degli umili (Misna, 21/08/2008)

Violenze elettorali: silenzio, per ora, sui politici coinvolti (Misna, 20/08/2008)

Cinque pastori morti, gli aggressori rubano 5mila capi di bestiame (Peacereporter, 20/08/2008)

Premier: situazione in Somalia minaccia la pace (Alice/Apcom, 07/08/2008)

Trionfa il taglio Obama dal barbiere (Ansa, 07/08/2008)

Coppia svizzera accusata di rapimento fanciullo (SwissInfo, 07/08/2008)

Caccia all'uomo per sospetto membro al Qaida (Alice/Apcom, 04/08/2008)

Monte Elgon: archiviate accuse ai militari su torture e abusi (Misna, 01/08/2008)

Hrw lancia l'allarme e sollecita l'intervento dell'esercito intorno al Monte Elgon (Peacereporter, 28/07/2008)

Vescovi: “Grande preoccupazione per l'ondata di disordini nelle scuole” (Fides, 24/07/2008)

Gang criminali e violenza elettorale, una commissione indaga (Misna, 24/07/2008)

La rivolta degli studenti tocca anche il Seminario di Nairobi (Fides, 23/07/2008)

Msf denuncia, assistenza negata a vittime monte Elgon (Agi, 21/07/2008)

Salvare la Foresta Mau per salvare il Kenya (Greenreport, 21/07/2008)

Piantagione canna da zucchero per bioetanolo: "alla fine si fara'"( Misna, 18/7/2008 )

Ministro finanze si dimette per caso di corruzione (Asca-Afp, 08/07/2008)

Via libera a progetto biocarburanti, ambiente a rischio (Alice/Apcom, 02/07/2008)

Monte Elgon: offerta ammistia per chi si arrende (Misna, 30/06/2008)

Governo minaccia chiudere emittente radiofonica accusata di aver fomentato tensioni inter-etniche (Alice/Apcom, 25/06/2008)

Biocarburanti: è polemica (Quattroruote, 24/06/2008)

Allarme ambientalisti: 'Un potente pesticida usato per uccidere leoni e altri predatori' (Peacereporter, 19/06/2008)

Crisi alimentare, aumenta rischio fame (Alice/Apcom, 16/06/2008)

Chiesa contraria ad amnistia, “porterà nuove divisioni” (Misna, 16/06/2008)

Precipita aereo, tra le vittime ministro e vice ministro (Asca-Afp, 10/06/2008)

Polizia disperde manifestanti con gas lacrimogeni (Adnkronos/Dpa, 31/05/2008)

Anche i servizi segreti contro i medicinali 'falsi' (Misna, 29/05/2008)

Negata amnistia a responsabili violenze dopo elezioni (Alice/Apcom, 23/05/2008)

Msf denuncia sgombero forzato campo rifugiati a ovest (Agi, 17/05/2008)

Commissione diritti umani: processate vertici militari (Ap, 15/05/2008)

Trattativa interrotta tra autorità e Mungiki (Fides, 30/04/2008)

Ucciso capo politico setta ‘Mungiki’ (BF, Misna, 29/04/2008)

Orrore al Monte Elgon, rapporto-choc accusa esercito (Agi/Afp/Reuters, 28/04/2008)

Una web-tv racconta il conflitto (Chiara Rancati, IfgOnline, 28/04/2008)

Setta 'Mungiki' annuncia sospensione delle proteste (AdL, Misna, 18/04/2008)

Louis Michel: oggi primo passo verso futuro di pace sostenibile (Alice/Apcom, 17/04/2008)

Esecutivo di coalizione prende servizio (Mwinda, 17/04/2008)

Nuovo governo, per Kofi Annan e' primo passo verso soluzione problemi (AdL, Misna, 16/04/2008)

Nuova serie arresti contro mungiki, 60 sospetti fermati (Alice/Apcom, 16/04/2008)

Altri 4 morti in violenze dei mungiki, sale a 19 bilancio (Apcom, 15/04/2008)

I mungiki, da setta religiosa a banda criminale – scheda (Alice/Apcom, 15/04/2008)

Un weekend all'agrodolce: accordo per il nuovo governo, ma scoppiano scontri tra polizia e Mungiki (Matteo Fagotto, Peacelink, 14/04/08)

Sette, Mungiki in rivolta dopo uccisione moglie capo (Swissinfo, 14/04/08)

Annunciata in diretta tv la nascita del governo di coalizione (Peacelink, 13/04/08)

Lamu: missionario inglese ucciso durante rapina (BF, Misna, 11/04/2008)

Pechino 2008: Nobel pace Maathai rinuncia a torcia (La Repubblica, 10/04/2008)

L’opposizione torna in piazza (Lorenzo Mezzone, Ag. Radicale, 08/04/2008)

Slitta accordo su governo grande coalizione(SwissInfo, 06/04/2008)

Epidemia di colera nell'ovest, oltre 40 morti (Alice/Apcom, 04/04/2008)

Un governo di grande coalizione: un esercito di ministri (Maria Romaniello, Ag. Radicale, 04/04/2008)

Hrw: forze armate e ribelli colpevoli di omicidi e torture (Alice/Apcom, 04/04/2008)

Scontro fra soldati e militanti, due morti (Alice/Apcom, 03/04/2008)

Odinga, domenica il governo di unita' nazionale (la Repubblica, 03/04/2008)

Proteste per lo stallo sul nuovo governo (Vita, 02/04/2008)

Protesta a Nairobi contro piano per aumentare ministri (Alice/Apcom, 01/04/2008)

Consultazioni per nuovo governo, ultimi nodi da sciogliere (AdL, Misna, 26/03/08)

Nuovo esecutivo pronto in settimana, consultazioni in corso (AdL, Misna, 25/03/08)

Commissione inizia investigazioni sulle elezioni presidenziali (Ag. Radicale, 20/03/08)

25 morti in furto bestiame (Ansa, 20/03/08)

Sì unanime del parlamento a riforma costituzionale (SwissInfo, 18/03/2008)

Hrw, i politici hanno finanziato le violenze (Vita, 17/03/2008)

Civili in fuga da Laikipia, prosegue operazione militare in Monte Elgon (AdL, Misna, 17/03/2008)

Centinaia di persone intossicate da acido nitrico presso Mombasa (Peacereporter, 13/03/2008)

Tempi piu' stretti per dar vita a governo di coalizione (MZ, Misna, 12/03/2008)

Arrestati 69 miliziani accusati di aver partecipato a scontri dei mesi scorsi (Ansa, 12/03/2008)

Operazione dell'esercito costringe centinaia di persone a lasciare le proprie case (Peacereporter, 11/03/2008)

Operazione militare a ovest, 30.000 persone in fuga (Apcom, 10/03/2008)

Scontri per disputa territoriale: 21 morti in 2 mesi (Apcom, 09/03/2008)

Ancora violenze "ma si tratta di episodi locali da non enfatizzare" (LM, Fides, 07/03/2008)

Aperta sessione parlamento, violenza non si ferma (SwissInfo, 06/03/2008)

Rifugiati in Uganda temono il rientro in patria (Peacereporter, 06/03/2008)

Sì al cambiamento della costituzione (Emanuela Citterio, Vita, 05/03/2008)

Manifestanti chiedono rilascio del leader di setta politico-religiosa fuorilegge (Peacereporter, 05/03/2008)

Urgente “occorre curare gli animi e risolvere il problema della proprietà fondiaria” (LM, Fides, 03/03/2008)

Nuove violenze nella Rift Valley, almeno 15 morti (la Repubblica, 03/03/2008)

Conclusa la mediazione, Annan lascia paese fiducioso (Alice/Apcom, 02/03/2008)

Accordo di power-sharing, le reazioni (Mwinda, 29/02/2008)

Chi ricostruirà la pace? (Unnikrishnan PV, il manifesto, 29/02/2008)

Epidemia colera: 43 morti (Instabolg, 29/02/2008)

Firmato accordo per governo di coalizione (Agi, 28/02/2008)

Odinga rinvia manifestazioni di domani (la Repubblica, 27/02/08)

La proliferazione dei gruppi armati: un segnale inquietante (LM, Fides, 27/02/08)

Si fermano i negoziati di pace (Fabio Pireddu, Ecomatrix/Eagenetwork, 26/02/08)

Giovedi' manifestazioni opposizione in tutto il paese (Alice/Ap, 25/02/2008)

1500 morti per violenze post elettorali, fonti polizia (SwissInfo, 25/02/2008)

Rift Valley: la compagnia Festi porta "Diluvio" (Agi, 25/02/2008)

La strada della pace è aperta ma vi sono ancora i gruppi paramilitari (LM, Fides, 22/02/2008)

Donne vestite in bianco per la pace (Peacereporter, 21/02/2008)

Annan conferma progressi in colloqui, forse domani accordo (Alice/Apcom, 21/02/2008)

Opposizione: pronti a riprendere manifestazioni di piazza (Alice/Ap, 20/02/2008)

Compagnia di bandiera sospende i voli per Parigi (Alice/Ap, 19/02/2008)

Ue: preoccupa instabilita', cosi' nessuno scambio economico (Alice/Apcom, 18/02/2008)

Condoleezza Rice: la soluzione della crisi rafforzera' i rapporti con gli Usa (Rainews24, 18/02/2008)

Una nuova costituzione (Agnese Licata, Altre Notizie, 17/02/2008)

Definito un programma di riforme per un nuovo governo (LM, Fides, 17/02/2008)

Secondo gli exit poll Usa aveva vinto Odinga (Gazzetta del Sud, 16/02/2008)

Avvertimenti a Odinga: diventa presidente o non farti vedere negli slum (Peacereporter, 14/02/08)

Annan annuncia accordo; governo: non e' definitivo (Alice/Apcom, 14/02/08)

Governo contro Annan: nessun accordo su "grande coalizione" (Apcom, 13/02/08)

Test del dna per violenze sessuali compiute durante la crisi (CO, Misna, 13/02/08)

Negoziati proseguono in localita' segreta: obiettivo un accordo entro 48-72 ore (Adnkronos/Dpa, 12/02/2008)

Opposizione propone governo di unita' nazionale per 2 anni (Ap, 12/02/2008)

Annan: creato un comitato per indagare su elezioni (Apcom, 12/02/2008)

Scorte armate e voli speciali per le rose di San Valentino (Ap-Apcom, 12/02/2008)

Oltre 600.000 sfollati - Proseguono i negoziati di Annan (La Voce, 11/02/2008)

“Flash”: da domani “fase cruciale” colloqui governo-opposizione (FB, Misna, 10/02/2008)

Funerale senza incidenti per il deputato vicino a Odinga (Alice/Apcom, 09/02/2008)

Deboli spiragli, abolito divieto manifestazioni (SwissInfo, 08/02/2008)

Intesa tra partito Kibaki e opposizione per governo unita' (Ap, 08/02/2008)

Negoziati, passi avanti (Ansa, 08/02/2008)

Restrizioni USA al rilascio dei visti per 10 politici (Alice/Apcom, 07/02/2008)

«La situazione in Kenia è un segnale per tutta l'Africa» (SwissInfo, 06/02/2008)

Riprendono i colloqui tra presidenza e opposizione (Peacereporter, 06/02/2008)

Louis Michel a Nairobi: "presto si trovera' accordo" (Agi, 06/02/2008)

Oltre 1.000 morti e 300.000 profughi. Si temono nuove proteste (Ansa, 05/02/2008)

Negoziati, Ramaphosa lascia e accusa governo (SwissInfo, 04/02/2008 – 13:06)

Ripresi i colloqui di pace, nuovi scontri a ovest Nairobi (Alice/Apcom, 04/02/2008)

Opposizione chiede a Ua e Onu di inviare truppe (SwissInfo, 03/02/2008)

Polizia, almeno 57 vittime in 24 ore in Rift Valley (SwissInfo, 03/02/2008)

Trovato accordo su negoziato (Peacereporter, 01/02/2008)

Un’analisi - I parte - La crisi keniana deve segnare una svolta nella politica dell’UA (LM, Fides, 01/02/2008)

Vescovo di Nakuru: dialogo e soluzione questione ‘terra’ (CC, Misna, www.misna.org 01/02/2008)

Onu, circa 300 mila sfollati (SwissInfo, 01/02/2008)

'Basta violenze, dialogo', dice Ban Ki-moon (SwissInfo, 01/02/2008)

Ban "incoraggiato", ma Kibaki non sembra aprire (Ticinonews, 01/02/2008)

Francia chiede intervento consiglio di sicurezza (la Repubblica, 31/01/08)

Ucciso secondo parlamentare dell'opposizione (Reuters, 31/01/08)

Scuole chiuse, diecimila insegnanti a casa (Alice/Apcom, 30/01/08)

Crisi elettorale: società civile in strada per chiedere fine delle violenze (MZ, Misna, 30/01/08)

Polizia ha ordine di sparare: 'Ordine di uccidere' gente armata (La Stampa, 30/01/2008)

“Esiste una spaccatura all’interno dell’etnia del Presidente” (LM, Fides, 29/01/2008)

Crisi elettorale: Kibaki e Odinga pronti a "lavorare insieme" (CC, Misna, 29/01/2008)

Parte negoziato, ma non ferma violenze (la Repubblica,29/01/2008)

Ucciso deputato d'opposizione, nuove violenze nello slum di Kibera a Nairobi (ANSA, 29/01/2008)

Ancora scontri: accordo lontano (La Stampa, 28/01/2008)

Dopo uccisione di un sacerdote a Nakuru (GB, Misna, 27/01/2008)

Annan incontra Odinga. Intanto continuano le violenze (La Stampa, 27/01/2008)

Trucidato un sacerdote (Agi, 26/01/2008)

"Abusi sistematici", Annan sollecita inchiesta (la Repubblica, 26/01/2008)

'Non c'e' pace senza giustizia' - indagini su violenze (Alice/Apcom, 26/01/2008)

Odinga, non faro' il primo ministro per Kibaki (la Repubblica, 25/01/2008)

Anche a Nakuru, kalenjin pagati per distruggere e uccidere (MZ, Misna, 25/01/2008)

Disordini colpiscono organizzazioni partner Aifo (Agi, 25/01/2008)

Kenya, spiragli di luce (M. Fagotto, Peacereporter, 24/01/2008)

Opposizione cancella proteste di domani su richiesta Annan (Reuters, 23/01/2008)

Ancora scontri - sette morti e decine di case date alle fiamme (Rainews24, 23/01/2008)

Appello di Obama: paese non sperperi anni di progressi (Apcom, 23/01/2008)

Otto persone uccise nell'ovest del paese (SwissInfo, 22/01/2008)

Opposizione ricorre a TPI, crimini contro umanita' (la Repubblica, 22/01/2008)

Allarme onu sul rischio malnutrizione nei campi sfollati (Alice/Apcom, 22/01/2008)

Maratoneta Ngetich ucciso da una freccia (Ap, 22/01/2008)

Odinga torna a Kisumu e insiste: nuove elezioni (Alice/Ap, 21/01/2008)

Atteso per domani Kofi Annan, ma le violenze non si fermano (Ag.Radicale, 21/01/2008)

Ambasciatore GB convocato da ministro esteri (Agi/Reuters, 21/01/2008)

Situazione tesa a monastero cattolico di Kipkelion (Alice/Ap, 20/01/2008)

Altri sette morti, Odinga esorta a dialogo (SwissInfo, 20/01/2008)

3 giornalisti europei arrestati per terrorismo (Corriere della Sera, 18/01/2008)

13 oggi i morti in scontri, 32 da mercoledi' (la Repubblica, 18/01/2008)

Ancora scontri: 24 vittime in tre giorni di manifestazioni (RaiNew24, 18/01/2008)

A Kisumu, polizia disperde sostenitori dell'opposizione (Apcom, 18/01/2008)

Parlamento europeo chiede nuovo conteggio schede o nuove elezioni (Adnkronos/Dpa, 17/01/2008)

Commonwealth boccia elezioni: 'La commissione elettorale ha fallito' (Ansa, 17/01/2008)

Proteste; vittime anche a Kisumu (SwissInfo, 17/01/2008)

L'opposizione sfida il bando alle manifestazioni (Peacereporter, 16/01/2008)

Usa, non e' possibile stabilire vincitore presidenziali (Agi/Afp, 16/01/2008)

Prima seduta parlamento, Annan malato rinvia visita (Ticinonews, 15/01/2008)

Candidato dell'opposizione eletto presidente del Parlamento (Rainews24, 15/01/2008)

Unhcr, 6mila persone fuggite in Uganda (Ticinonews, 15/01/2008)

L'opposizione accusa: tremila soldati ugandesi nel Paese (Matteo Fagotto, Peacereporter, 14/01/2008)

Gruppi per i diritti umani chiedono tolleranza a governo (Reuters, 13/01/2008)

Salgono a 700 i morti negli scontri post elettorali (Agi, 13/01/2008)

Ue e Onu fanno pressioni per soluzione crisi (SwissInfo, 12/01/2008)

I media si appellano ai politici per mettere fine a crisi (Reuters, 12/01/2008)

Opposizione, protesta mercoledi' a Nairobi (AGI, 11/01/2008)

Lacrimogeni contro le donne in piazza (Agi, 10/01/2008)

Trattative fallite. Scende in campo Kofi Annan (M. Fagotto, Peacereporter, 10/01/2008)

Ripercussioni sui Paesi vicini (LM, Fides, 10/01/2008)

La Chiesa ha bisogno di aiuto per seppellire i morti (Zenit, 09/01/2008)

Trattative sul governo: 15 ministeri offerti a Odinga da Kibaki (l’Unità, 09/01/2008)

Odinga a Presidente UA: "vogliamo il ritorno della pace" (Alice/Ap, 09/01/2008)

Governo, USA rassicurati da spiegazioni di Kibaki (Alice/Apcom, 09/01/2008)

Kibaki presenta un governo di ampie convergenze (Agi, 08/01/2008)

Speranza di soluzioni rapide sembra allontanarsi (Reuters, 08/01/2008)

Ex capi africani e inviato Usa visitano sfollati a Eldoret (Tendenzeonline/Apcom, 08/01/2008)

Nuovo massacro etnico, 30 rifugiati buttati in un fiume (Ap, 07/01/2008)

Stop a proteste. L'opposizione: forse 1.000 morti (Reuters, 07/01/2008)

Onu su violenze post-voto, spettro del genocidio (AGI/AFP, 07/01/2008)

Si aggrava la crisi umanitaria (CC, RadioVaticana, 07/01/2008)

Turisti bloccati in Kenya e Maldive, oggi a casa» (Ansa, 07/01/08)

keniani devastati da violenze e fame chiedono la pace(AP, 06/01/08)

Governo pronto a convocare nuove elezioni (Adnkronos/Ign, 04/01/08)

Il paese verso la normalità, si cerca soluzione politica tutta africana (GB, Misna, 04/01/08)

Arrivano i primi aiuti onu, acqua e cibo per 150.000 (Agi, 04/01/08)

Tutu: Kebaki e' disponibile a governo coalizione (la Repubblica, 04/01/08)

L'opposizione chiede il voto entro 3 mesi (Agi, 04/01/08)

Secondo il Daily Telegraph stuprati donne e bambini (Panorama, 04/01/08)

Ue e Usa premono per il dialogo (Ansa, 03/01/08)

BM: crescita economica a rischio (Repubblica/Agi, 03/01/08)

Tra le vittime anche Lucas Sang (AGM-DS, 03/01/08)

Prende corpo la via della diplomazia: il dialogo per uscire dalla crisi (GB, Misna, 02/01/2008)

Nairobi, non siamo in guerra e non c'e' bisogno di mediatori (Adnkronos, 02/01/2008)

"Vogliono la pulizia etnica". Si muove l'Unione africana (Rainews24, 02/01/2008)

Dall'illusione democratica allo spettro di un nuovo Ruanda (Internazionale, 02/01/2008)

Zanotelli,dietro scontri cause etniche-economiche (La Repubblica, 02/01/2008)

Mancano acqua e cibo, oltre settantamila gli sfollati (Euronews, 02/01/2008)

Elezioni, per il ministro degli esteri britannico "irregolarità inaccettabili" (Peacereporter, 02/01/2008)

TO ALL NEWS

Suore rapite: sarebbero in buona salute (Misna, 27/11/2008)

A quasi 20 giorni dal rapimento, continua l’attesa per la liberazione di Maria Teresa Olivero e Caterina Giraudo, le due missionarie sequestrate a Elwak, in Kenya, la notte tra il 9 e 10 novembre e portate in Somalia da un gruppo di uomini armati. “Ci sono progressi nelle trattative informali per la loro liberazione – hanno detto fonti della MISNA contattate a Mogadiscio – e alcuni anziani delle comunità locali attivati sulla vicenda hanno detto di averle viste e che sarebbero in buona salute”. Inquietudine per la sorte delle due missionarie è stata espressa anche in una dichiarazione dell direttore della Sala stampa vaticana padre Federico Lombardi, che ha precisato come “il prolungarsi del sequestro è seguito con preoccupazione dal Santo Padre, che è vicino nella preghiera alla sofferenza non solo delle due religiose rapite, ma anche dei familiari e del Movimento contemplativo missionario padre de Foucauld a cui appartengono”. L’auspicio “è che questa situazione dolorosa e gravemente ingiusta di cui sono vittime persone del tutto innocenti e benemerite possa risolversi al più presto” ha aggiunto padre Lombardi. Questa sera, l’Arcidiocesi di Cuneo, da dove le due suore sono originarie, ha organizzato una veglia di preghiera per il loro rilascio.[AdL] (Misna, 27/11/2008)

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A rischio l'istruzione gratuita (Fides, 27/11/2008)

In Kenya è previsto un aumento delle tasse scolastiche nel mese di gennaio. L'associazione dei dirigenti delle scuole superiori ha infatti presentato le proposte di nuove tariffe al Ministro dell'Istruzione ed avvertito che se il governo non riesce a pagare le nuove spese l'onere ricadrà sui genitori. Qualora questo accedesse si tratterebbe di un enorme passo indietro nella campagna per l'istruzione gratuita, che è considerata una delle pietre miliari del governo del Presidente Kibaki.
Questo ulteriore fardello per le famiglie si aggiungerebbe al forte aumento dei prezzi dei generi alimentari, che sono cresciuti del 28 per cento negli ultimi mesi. La spesa per le tasse scolastiche è in costante aumento, nonostante le sovvenzioni governative, secondo una recente indagine da parte dell'Ufficio Nazionale di Statistica del Kenya (KNBS). Gli istituti scolastici affermano che l'aumento delle tasse scolastiche deriva dall'aumento del prezzo degli alimenti, oltre a quello delle attrezzature, degli affitti dei locali, dei trasporti, dell'energia elettrica, dell'acqua e degli stipendi del personale non docente.
A causa di questi aumenti, l'associazione dei dirigenti scolastici ha rivelato che le scuole sono state costrette a pagare 900 scellini extra per un sacco di 90 kg di granturco e 650 scellini per un sacco di fagioli. Una scuola utilizza in media un sacco di granturco e un quarto di sacco di fagioli per dar da mangiare ad uno studente per un anno. “Con gli attuali prezzi dei prodotti alimentari, dobbiamo prepararci a tempi difficili” ha affermato un dirigente scolastico. L'aumento dei generi alimentari è stato fortemente criticato da Sua Eccellenza, Mons. Boniface M. Lele, Arcivescovo di Mombasa, che ha accusato alcuni speculatori di aver artificiosamente creato la crisi che sta colpendo gli strati più deboli della popolazione (vedi Fides 26/11/2008 righe parole). Anche l'aumento dei prezzi dei carburanti e dell'energia elettrica sta causando gravi problemi. L'aumento del prezzo dell'elettricità è causato, oltre che dalla crescita dei prezzi del petrolio, dalla scarse piogge che hanno comportato una riduzione della produzione delle centrali idroelettriche locali. Per far fronte a questa penuria, il Kenya intende integrare la propria rete elettrica con quelle di Etiopia, Uganda, Rwanda e Burundi, dando vita ad un polo regionale dell'energia. (L.M.) (Fides,  27/11/2008)

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Arcivescovo di Mombasa condanna con forza la banda di corrotti aumentano i prezzi degli alimenti (Fides, 26/11/2008)

"Siamo rimasti scioccati nell'apprendere che alti funzionari governativi e uomini d'affari sono responsabili dell'aumento artificioso dei prezzi dei generi alimentari" afferma in una nota inviata all'Agenzia Fides, Sua Eccellenza, Mons. Boniface M. Lele, Arcivescovo di Mombasa, in Kenya. Secondo le inchieste della stampa locale, alcuni funzionari governativi hanno di proposito provocato la penuria di mais e farina di granturco in diverse parti del Paese. "Così- afferma la nota- un pacchetto di due kg di farina di granturco è venduto al dettaglio a 120 scellini, quando fino ad una settimana fa costava in media 85 scellini".
Mons. Lele nota che "oltre la farina di granturco, le indagini di mercato condotte dal nostro Ufficio Sviluppo indicano un forte aumento dei prezzi di altri prodotti alimentari di base tra giugno e novembre 2008. L'aumento dei prezzi include quello dei fagioli, del pane, della farina di grano e dello zucchero. È inoltre scoraggiante constatare che mentre il prezzo del petrolio e della benzina è sceso di quasi il 50% sui mercati internazionali, i prezzi del carburante in Kenya rimangono elevati, con una riduzione di soli 7 scellini". "Come Chiesa cattolica – prosegue la nota - ci identifichiamo con e parliamo per i poveri, i senza voce, gli oppressi e ci facciamo sostenitori di una società, che sia giusta, dove i bisogni fondamentali siano rispettati. Non possiamo rimanere in silenzio, con migliaia di persone alla fame a causa delle azioni di una piccola cricca di personalità di rilievo. L' accumulo individualistico incessante di ricchezze a scapito di un miliardo di persone che soffrono, può solo portare ad un conflitto infinito. Ci sarà la vera pace solo quando a tutti i keniani potranno essere garantiti i prodotti alimentari e le altre necessità di base. Noi condanniamo con la massima fermezza il silenzio del governo e la sua incapacità di prendere misure nei confronti di singoli individui corrotti che sono la fonte della crisi alimentare. La situazione sopra descritta è immorale e inaccettabile". - "Rivolgiamo un appello al governo perché conduca una vera lotta alla corruzione e arresti le persone responsabili del racket del cibo. Non vi è alcuna giustificazione perché gli autori di questi odiosi reati economici non vengano arrestati e portati di fronte ad un tribunale di diritto. Ciò servirà a dissuadere altri dal contare sull'impunità".
L'Arcivescovo di Mombasa suggerisce alcune proposte concrete per uscire dalla crisi e dotare il Kenya di un'agricoltura efficiente: "È responsabilità del governo intervenire e garantire che i prezzi delle materie prime di base, come la farina di granturco, siano accessibili a tutti. Questo può essere fatto rimuovendo le inutili tassazione sui beni di prima necessità ed esercitando pressioni sulle compagnie petrolifere per ridurre i prezzi del carburante. È giunto il momento per il governo di affrontare seriamente il problema a lungo termine dell'insufficiente produzione alimentare. I nostri leader devono mettere in atto misure per sostenere gli agricoltori locali mediante l'introduzione di sovvenzioni agricole al fine di promuovere l'agricoltura. Queste misure porteranno ad un aumento dei raccolti, ad accrescere le riserve nazionali di cibo ed a far guadagnare al Paese valuta estera attraverso le esportazioni alimentari. Questo non è un sogno. Il Malawi, il nostro vicino dell'Africa meridionale, ha seguito questo percorso registrando un grande successo. Il Malawi ci ha dimostrato che quello che è necessario per garantire la sicurezza alimentare è la volontà politica ed una leadership con una visione e priva di egoismo. Il ministero dell'Agricoltura può aumentare la produzione in regioni aride e semi-aride. Questo può essere fatto attraverso la fornitura di letame, l'irrigazione e informando gli agricoltori sulle opportune tecniche di allevamento". (L.M.) (Fides, 26/11/2008)

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Prezzo del mais alle stelle, denunciate speculazioni (Misna, 25/11/2008)

Da 40 a 80 scellini (pari a 80 centesimi di euro) nell’arco di un anno subito dopo le elezioni e gli incidenti seguiti, da 80 a 120 scellini (equivalenti a circa 1,2 euro) nell’ultima settimana: è stato questo l’andamento del costo della farina di mais, base fondamentale della dieta alimentare dei keniani; un aumento che articoli pubblicati oggi dalla stampa locale attribuiscono a operazioni illegali di un cartello di politici e commercianti. Secondo il principale quotidiano keniano, ‘Daily Nation’, che oggi dedica all’argomento l’apertura della sua edizione diversi deputati in combutta con imprenditori avrebbero illecitamente autorizzato l’acquisto di ingenti quantità di mais dal ‘National cereals and produce board’ usando lettere con la falsa intestazione del ministero dell’Agricoltura. Dopo aver fatto incetta di gran parte del mais disponibile, i responsabili della truffa – nella quale i politici fungerebbero da mediatori - avrebbero quindi rivenduto il tutto ai mulini a prezzi da loro fissati e molto più alti della media precedente. In seguito alle prime indiscrezioni pubblicate dai media, è stata tenuta una riunione a livello governativo e sono arrivate tre milioni di tonnellate di mais importate da Sudafrica e Tanzania; finora non è stata ancora aperta alcuna formale inchiesta giudiziaria. “E’ una vergogna – ha detto alla MISNA padre Luigi Anataloni, missionario della Consolata attivo a Nairobi – che un paese come il Kenya, in grado di esportare mais, sia alla fine costretto a importarlo a causa dell’avidità di alcuni suoi dirigenti. Toccare il mais, alimento base di ogni keniano, significa infierire su quella parte della popolazione più povera e più sensibile a qualunque aumento dei beni di prima necessità”. Ad aumentare per gli stessi motivi sono stati anche i prezzi di fertilizzanti, zucchero e riso. “Una situazione insostenibile – ha aggiunto padre Anataloni – che la gente non potrà sopportare a lungo”. E, in effetti, c’è già chi sta cominciando a organizzare prime forme di protesta.[ GB] (Misna, 25/11/2008)

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Tribunale Nairobi accusa somalo per sequestro suore italiane (Asca, 25/11/2008)

E' stato formalmente accusato del rapimento delle due suore italiane, Caterina Giraudo e Maria Teresa Olivero, Abdikadir Mohamed Omar, comparso ieri di fronte a un tribunale di Nairobi. Lo riferisce oggi il quotidiano keniano Daily Nation, citato dalla Misna, precisando che l'uomo, presente in aula senza un avvocato ma col supporto solo di un interprete somalo, si e' visto anche contestare il furto di tre auto tutte appartenenti ad uffici governativi. Abdikadir ha respinto le accuse, negando di aver rapito le due suore italiane e di aver effettuato quelle rapine a mano armata per le quali, gli ha ricordato il magistrato in aula, rischia fino alla pena di morte. Il procedimento e' stato aggiornato al 5 gennaio prossimo.
Secondo le ultime informazioni, le due missionarie italiane (rapite il 9 novembre sorso a Elwak, localita' del nord-est vicino al confine con la Somalia) si troverebbero da oltre due settimane in Somalia dove sono state trasportate dai loro rapitori. Fonti keniane, riportate dall'agenzia Misna, concordano nel ritenere che dietro il sequestro si trovino elementi del clan Garre, gruppo sociale che vive nel sud della Somalia, nella zona dove si incontrano i confini di Etiopia e Kenya. (Asca, 25/11/2008)

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Suore rapite: trattative in corso, prosegue l’attesa (Misna, 24/11/2008)

“Sappiamo con certezza che dei canali sono stati aperti e che le trattative sono in corso”: lo ha detto alla MISNA una consorella delle due missionarie del Movimento contemplativo padre de Foucauld rapite il 9 novembre sorso a Elwak, località dell’est vicino al confine con la Somalia. “Quello che ci hanno detto persone informate è che suor Rinuccia e suor Mariateresa sono state portate lontano dalla frontiera, in pieno territorio somalo, tra Mogadiscio e Merca” ha aggiunto la religiosa, trasferita, insieme ad altre consorelle a Nairobi fino a quando la situazione non si sarà normalizzata. “Per ora le notizie finiscono qui, ma ci hanno garantito che le sorelle stanno bene e in salute” ha aggiunto la religiosa mentre altre fonti della MISNA, contattate in Somalia, hanno confermato che le suore rapite si troverebbero a una trentina di chilometri a sud di Mogadiscio dove le avrebbero condotte i rapitori, affiliati ad un clan locale e in cerca di danaro. Nei giorni scorsi, il Movimento Contemplativo de Foucauld ha diffuso un messaggio in cui afferma di “non voler confondere i desideri con la realtà. E la realtà in questo momento è che non c’è nulla di fondato sulla possibilità di una liberazione a breve termine”. Per un buon esito della vicenda stanno attivamente collaborando le autorità somale, kenyane e italiane, e il ministero degli Esteri di Roma ha chiesto massimo riserbo. [AdL] (Misna, 24/11/2008)

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Suore rapite: musulmani e cristiani insieme per la loro liberazione (Misna, 20/11/2008)

Veglie di preghiera e attestati di solidarietà e vicinanza stanno tenendo viva in questi giorni a Mandera, in Kenya, la speranza per una pronta liberazione di suor Caterina Giraudo e suor Maria Teresa Olivero, le religiose del Movimento contemplativo missionario padre Foucauld di Cuneo rapite quasi due settimane fa a Elwak, nei pressi del confine con la Somalia. “Non abbiamo ancora nessuna novità - ha detto alla MISNA suor Marilena, consorella delle due rapite che opera a Mandera – stamattina abbiamo pregato ospitate dall’Associazione suore del Kenya, ma è tutta la popolazione che si sta raccogliendo intorno a noi al di là della fede religiosa; in questo momento, più di prima, cristiani e musulmani sono vicini e pregano insieme, uniti dalla stessa speranza”. Le due suore, secondo fonti della MISNA, sono state condotte in Somalia da un gruppo di uomini armati: secondo le stesse fonti negli ultimi giorni i rapitori si sono trasferiti nelle zone centrali del paese temendo un intervento delle autorità keniane o semplicemente perché in cerca di un luogo più sicuro. Finora non si è riusciti a stabilire contatti con i sequestratori e risulta ancora oscuro il movente del rapimento delle due suore e di almeno altre tre persone di Elwak. Ieri, la stampa keniana aveva dato particolare rilievo a dichiarazioni del ministro della Sicurezza interna George Saitoti che aveva chiesto l’immediata liberazione degli ostaggi. [ GB] (Misna, 20/11/2008)

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Frattini, no a blitz liberazione suore (Asca, 19/11/08)

''Ho detto e ripeto che noi abbiamo sempre dato una valutazione negativa sia per quanto riguarda un blitz non annunciato che a maggior ragione per uno annunciato, visto che i rischi si moltiplicano''. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri Franco Frattini a margine di un incontro avvenuto alla Farnesina riguardo alla notizia trapelata dalla stampa di Nairobi su un'operazione dell'esercito keniota volta alla liberazione delle due suore italiane rapite al confine con la Somalia. ''Un blitz non annunciato - ha sottolineato Frattini - puo' mettere a rischio la vita degli ostaggi e in particolar modo un blitz annunciato ne moltiplica i rischi''. (Asca, 19/11/08)

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Il governo rafforza la sicurezza al confine con la Somalia (l’Occidentale, 17/11/08)

Il governo kenyota ha aumentato il dispiegamento di truppe in seguito all'inasprirsi dello scontro tra gli islamici e il governo di Mogadiscio. Il governo del Kenya ha rafforzato la sicurezza al confine con la Somalia, aumentando il dispiegamento di truppe in seguito all'inasprirsi dello scontro tra gli islamici e il governo di Mogadiscio. Il quotidiano 'Standard' scrive oggi che la presenza cospicua di militari lungo il confine ha portato a un esodo di massa di residenti della zona per timore dei soldati. Il portavoce militare Bogita Ongeri ha spiegato che il governo kenyota ha provveduto a un dispiegamento addizionale di ufficiali per rafforzare la sicurezza, posta in stato di allerta in seguito all'inasprirsi dell'insorgenza in Somalia, dove le milizie stanno espandendo il loro controllo. Il rafforzamento della presenza militare kenyota segue anche un'allerta lanciata dagli Usa circa un possibile attacco dei militanti in coincidenza con il sesto anniversario delle bombe al Paradise Hotel di Kikambala, la prossima settimana. Washington ha chiesto ai cittadini americani nel Paese di innalzare il loro livello di sicurezza personale e i militari di Nairobi sono stati messi in allerta. (l’Occidentale, 17/11/08)

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Suore rapite: funzionario dice che non corrono pericoli in Somalia (Reuters, By Noor Ali, 15/11/2008)

Le due suore italiane rapite da uomini armati al confine del Kenya questa settimana si trovano ancora in Somalia, ma sono al sicuro e autorità di entrambe le nazioni stanno negoziando il loro rilascio. Lo ha detto oggi un funzionario del Kenya. Caterina Giraudo, di 67 anni, e Maria Teresa Olivero, di 60, sono state sequestrate lunedì da un gruppo di aggressori che ha fatto un'incursione nella cittadina di El Wak, sparando all'impazzata e lanciando un razzo contro il posto di polizia keniano, prima di riattraversare la frontiera. "Responsabili del nostro paese e della Somalia sono riusciti ad identificare il luogo dove le suore sono detenute", ha detto Josephat Maingi, commissario provinciale del Nordest del Kenya. "Sono al sicuro e stiamo facendo ogni sforzo per ottenere la loro liberazione". Il funzionario ha detto a Reuters che non è stato chiesto alcun riscatto e che le due suore sono state portate per oltre 100 chilometri dentro la Somalia, ma ha negato che il Kenya stia progettando un'azione militare per liberarle. "E' vero che abbiamo dispiegato personale lungo la frontiera, ma è soltanto una normale misura di sicurezza". Il sequestro delle due religiose, che appartengono al Movimento Contemplativo Missionario Padre de Foucauld, è avvenuto pochi giorni dopo che l'esercito keniano aveva concluso un'operazione per sequestrare armi da fuoco in una zona senza il controllo di alcuna autorità. (Reuters, By Noor Ali, 15/11/2008)

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P. Isoardi, non verosimile che rapitori suore siano estremisti islamici (Adnkronos/il Tempo, 14/11/2008)

E' piu' verosimile che il rapimento delle due suore non abbia a che fare con il fondamentalismo islamico quanto con un atto di banditismo, in ogni caso questa ipotesi non puo' essere esclusa del tutto; e' confermato inoltre che gli anziani delle comunita' locali sono entrati subito in contatto con i rapitori. E' quanto afferma padre Pino Isoardi, responsabile del Movimento contemplativo missionario ''Charles De Foucauld'' di Cuneo in attesa della liberazione delle due religiose appartenenti al Movimento - Maria Teresa Olivero e Rinuccia Giraudo - rapite a El Wak in Kenya nella notte tra il 9 e il 10 novembre; padre Isoradi ha dato alcuni ragguagli sulla situazione in un'intervista al settimanale cattolico di Cuneo, ''La Guida''. ''Preghiamo con fiducia'' ha detto il religioso, quindi ha aggiunto che la comunita' e' ''in contatto costante con la fraternita' di Mandera nord del Kenya'' e ''con la Farnesina che si sta dando molto da fare: una dimostrazione di grande attenzione sia verso la comunita' sia verso i parenti delle due sorelle. Abbiamo poi un migliaio di amici con i quali siamo uniti in tutt'Italia in un appello alla preghiera per questa situazione. Molti lo stanno facendo, come tante famiglie, gruppi di persone, parrocchie''. Domani, la comunita' del Movimento missionario terra' una veglia di preghiera per le due religiose presso la propria sede (ore 21-23, corso Francia 129, San Rocco Castagnaretta). Padre Isoardi, nell'intervista al settimanale cattolico, risponde anche a una domanda sul rapimento e sul possibile coinvolgimento del fondamentalismo islamico. Questo, dice, ''non possiamo escluderlo in assoluto, ma neanche affermarlo. In tutti questi anni abbiamo intessuto una rete di amicizie intorno alla fraternita'. Come testimoniano quegli anziani che hanno autorevolezza e che si sono mossi subito per entrare in contatto con i rapitori. Certo, da alcuni anni, in quelle terre ci sono infiltrazioni di fondamentalisti, ma non c'entrano con le persone che vivono intorno alle nostre fraternita'. E' piu' verosimile che questa vicenda abbia a che fare con altre questioni. Ma, ripeto, non siamo in grado di dare spiegazioni piu' precise''. (Adnkronos/il Tempo,  14/11/2008)

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Suore rapite: ong, sale tensione a El Wak e sud Somalia (la Repubblica, 11/11/2008)

Sale la tensione nell'area di El Wak, nel nord est del Kenya dove e' avvenuto il rapimento delle due suore italiane, e nella Somalia meridionale. Secondo fonti locali, "a El Wak la popolazione, impaurita, e' armata e pronta a difendersi da nuovi attacchi". Le organizzazioni non governative temono attacchi ai presidi umanitari anche nel sud della Somalia dopo che miliziani di al-Shabab -l'ala estremista delle deposte Corti islamiche che secondo le autorita' keniote ha compiuto il sequestro- stamattina hanno conquistato la citta' di Qorioley, nel Basso Scebeli. "Un brutto segnale", ha riferito un cooperante dal terreno, "perche' significa un'espansione del conflitto". (la Repubblica, 11/11/2008)

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Fonti locali: le suore rapite sono in Somalia (Panorama, 11/11/2008)

Le due suore italiane rapite nella notte tra domenica e lunedì ad El Wak, piccolissimo villaggio in territorio kenyano, ma quasi a cavallo col confine (puramente teorico) della Somalia, potrebbero già trovarsi all’interno della Somalia, da dove sembra che i rapitori, tra 30 e 50, fossero arrivati. E’ quanto indicano alcune fonti locali, riprese dai media kenyani, che ipotizzano che ormai potrebbero essere nell’area di Garbahaarey, quasi 180 km a nord est di El Wak, territorio sotto controllo degli integralisti islamici somali.
Suor Caterina Giraudo e suor Maria Teresa Olivero, le due missionarie del cuneese rapite, appartenenti all’ordine del Movimento Contemplativo Charles de Foucauld, operavano in Kenya da decenni, sempre a disposizione dei più poveri e diseredati, e dei malati. Ad El Wak avevano creato un piccolo ospedaletto dove vengono assistiti soprattutto disabili, epilettici e tubercolotici. Ancora poco chiaro il senso dell’attacco dell’altra notte. L’ipotesi più ricorrente conduce ad Al Qaeda. Ovvero a gruppi radicali nella regione del Mandera, dove le due principali comunità locali sono in storico, sanguinoso, conflitto. Forse, magari senza rendersene conto, le due missionarie potrebbero aver fatto scelte che avrebbero comportato la feroce reazione di uno dei gruppi. Certo l’attacco è stato massiccio, e suor Caterina, a tutti nota come Rinuccia, e suor Maria Teresa ne erano certamente l’obiettivo. Rapiti anche, sembra, alcuni kenyani del posto. A Nairobi si susseguono riunioni tra autorità locali, diplomatici, compresa la nunziatura apostolica, ed intelligence; mentre gli ‘anziani’ del posto sono da ieri in cerca di contatti coi rapitori. (Panorama,  11/11/2008)

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Rapite due suore: consorelle, “aspettiamo notizie, conforto dalla popolazione locale” (Misna, 10/11/2008)

“Nonostante le molte voci in circolazione non sappiamo ancora chi abbia rapito suor Caterina Giraudo e suor Maria Teresa Oliviero. Nessuno si è fatto avanti, ha telefonato o rivendicato il sequestro. E non sapendo chi le ha prese diventa difficile dire il perché”: lo ha detto alla MISNA una consorella delle due suore italiane del Movimento Contemplativo Missionario Padre de Foucauld di Cuneo riferendo degli ultimi aggiornamenti provenienti dal terreno. “Purtroppo nonostante siano stati attivati canali di contatto attraverso gli anziani delle comunità locali, non abbiamo ancora ricevuto notizie” prosegue la fonte secondo la quale “l’unica cosa che sappiamo con certezza è che sarebbero state portate nel sud della Somalia”. Tanto le fonti religiose quanto quelle ufficiali evidenziano la grande fiducia riposta nella mediazione avviata dagli anziani delle comunità locali, gli unici in grado di svolgere un reale lavoro utile in un’area remota come quella di Elwak, piccolo e isolato villaggio del distretto settentrionale di Mandera a soli cinque chilometri dalla frontiera con la Somalia e negli anni divenuto uno dei punti di approdo per le migliaia di profughi fuggiti dal caos in cui l’ex-colonia italiana del Corno d’Africa è stata lasciata sprofondare. Proprio ad assistere questi civili disperati si sono dedicate per decenni le due suore rapite, presenti in quell’area del Kenya dalla metà degli Anni ’70. E proprio per questo oggi è stata la comunità di profughi somala la prima ad attivarsi per proteggere la casa delle missionarie ad Elwak e avviare i primi contatti per arrivare ai responsabili del sequestro. “Man mano che passano le ore, l’ansia per la sorte delle nostre consorelle cresce ma ci stupisce la sensibilità con la quale la gente di qui ci sta dimostrando la sua stima e il suo affetto. Fin da questa mattina è in corso una processione di tutte le persone che vengono a dimostrarci il loro affetto e la loro vicinanza in questo momento difficile” concludono le consorelle di madre Giraudo e madre Oliviero contattate a Mandera e Nairobi. [ADL/MZ][CO] (Misna, 10/11/2008)

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Commando somalo rapisce 2 suore italiane (Agi, 10/11/2008)

Un commando somalo ha sequestrato due suore italiane a El Wak, nel nord-est del Kenya. Nel loro blitz oltre confine i miliziani vicini al gruppo al-Shahab, ala radicale delle deposte Corti islamiche, hanno rapito anche alcuni operatori umanitari kenioti. Le due rapite, suor Caterina Giraudo, 67 anni, e Maria Teresa Oliviero, di 61, appartengono al Movimento contemplativo Padre de Foucauld di Cuneo e sono originarie della provincia del capoluogo piemontese. Vivevano da molti anni in Kenya dove lavoravano con i profughi somali. Le missionarie sarebbero gia' state trasferite in territorio somalo. La Farnesina, come gia' accaduto in casi analoghi, ha chiesto agli organi di informazione una linea di stretto riserbo. Dal Vaticano, il Papa Benedetto XVI ha fatto sapere che segue "con apprensione" la vicenda. Dall'inizio dell'anno in Somalia sono stati uccisi 24 operatori umanitari e ne sono stati sequestrati altrettanti, una quindicina dei quali e' ancora nelle mani dei rapitori. Il 21 maggio nel sud erano stati sequestrati due cooperanti italiani del Cins, liberati il 5 agosto.
Secondo testimoni, l'incursione dei miliziani islamici e' avvenuta poco prima dell'alba: il bersaglio era il compound dove si trovavano le missionarie e gli altri operatori umanitari, che sono stati sorpresi nel sonno. Dopo aver attaccato a colpi d'arma da fuoco la postazione, i guerriglieri sono fuggiti con gli ostaggi a bordo di almeno due fuoristrada della missione. Secondo le ong dietro l'ennnesimo rapimento di missionari e cooperanti in Somalia -che per gli occidentali si risolve quasi sempre con una liberazione dopo il pagamento di un riscatto- c'e' una precisa strategia politica, volta a colpire chiunque porti aiuto alla popolazione somala e a isolare sempre di piu' il Paese del Corno d'Africa. La Somalia, devastata da quasi un ventennio di instabilita' politica, nell'ultimo anno ha registrato l'acuirsi degli scontri tra le deposte Corti islamiche da una parte, ed esercito governativo sostenuto dalle truppe etiopiche dall'altra. Dall'inizio dell'anno il conflitto civile ha ucciso oltre 2.200 civili, portando il bilancio dei morti a piu' di 8.600 dallo scoppio della ribellione delle Corti nel gennaio 2007. Secondo stime le ong che operano nel Paese, oggi meta' della popolazione somala, circa 3 milioni e 250mila persone, ha bisogno urgente d'aiuti d'emergenza. (Agi,10/11/2008)

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Unicef: muoiono 500 bambini al giorno (Iris, 27/10/08)

Ogni giorno in Kenya muoiono in media 473 bambini sotto i 5 anni e ogni ora 5 neonati per cause che sarebbero potute essere prevenibili. Sono alcuni dei dati che emergono da uno studio condotto da Unicef (l'agenzia Onu per la protezione dei bambini) e dal governo keniano di cui dà notizia con risalto oggi la stampa del Paese. (Iris, 27/10/08)

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Chiesta Corte Internazionale per stragi post elezioni (SwissInfo, 15/10/2008)

Un tribunale internazionale che giudichi le responsabilità di alto livello relative alla vera e propria mattanza che sconvolse il Kenya dopo le contestate elezioni del dicembre scorso è stato oggi chiesto dalla commissione di inchiesta keniana a cui era stato dato mandato di indagare sui tragici eventi. Tra gennaio e marzo di quest'anno, nel corso di violenze molto estese, in Kenya si sono contati circa 2.000 morti, ed almeno 400.000 profughi. Poi una lunga mediazione condotta dall'ex segretario generale dell'Onu Kofi Annan ha infine condotto ad un accordo di divisione del potere tra il contestato presidente Mwai Kibaki, ed il leader dell' opposizione Raila Odinga, che sostanzialmente tiene, seppur tra molte difficoltà. Fu lo stesso Annan, poi, ad imporre la creazione di una commissione di inchiesta sulle violenze. Commissione che, nel documento presentato al governo, scrive che le indagini hanno accertato come in alcune aree la mattanza sia stata pianificata ed organizzata da uomini politici e d'affari che sono stati i veri registi occulti delle violenze, sostanzialmente a base interetnica e che - notano gli inquirenti - hanno portato il Kenya a sfiorare la guerra civile. Di qui la richiesta di un tribunale internazionale che valuti tali responsabilità, ben più gravi, o comunque differenti, rispetto a quelle dei singoli coinvolti nelle pur crudelissime violenze (centinaia di persone, ad esempio, sono state arse vive), il cui destino resta affidato ai normali tribunali, anche se ci sono forti, seppur molto contrastate, spinte verso un'amnistia generalizzata. (SwissInfo, 15/10/2008)

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Sim e Gps per localizzare gli elefanti (Alice/Apcom, 12/10/2008)

L'idea è semplice, una carta Sim accoppiata a un sistema di rilevazione satellitare che traccia i limiti di un "recinto virtuale" in questo modo i ranger dei parchi nazionali del Kenya saranno capaci di sorvegliare via sms la posizione degli elefanti e di altre specie protette, impedendo che possano sconfinare in zone abitate. Al momento l'esperimento riguarda un esemplare maschio di elefante, Kimani, con un passato "vandalico" nei confronti dei raccolti di numerosi villaggi vicini al Parco di Ol Pejeta: ora, ogni volta che si avvicina al suo recinto virtuale i ranger vengono avvertiti e sono in grado di farlo tornare indietro senza causare danni. In precedenza i ranger erano stati costretti ad abbattere cinque esemplari che non erano stati capaci di rinunciare ai raid contro i raccolti: per salvare Kimani provando una nuova tecnica è intervenuta l'organizzazione animalista Save the Elephants. (Alice/Apcom, 12/10/2008)

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Appello della Chiesa cattolica ai dirigenti del Paese per la sicurezza alimentare (Fides, 10/10/2008)

La Chiesa cattolica del Kenya esprime forte preoccupazione per la situazione degli sfollati interni e per il forte aumento dei prezzi degli alimenti di base che minacciano l'esistenza di milioni di persone.
In una dichiarazione intitolata “Il pianto attuale della nazione”, il cui testo è giunto all'Agenzia Fides, la Commissione Episcopale “Giustizia e Pace” del Kenya, osserva che “in campi come quelli di Nakuru, Eldoret, Kirathimo a Limuru e Naivasha tra gli altri, è impressionante il numero di persone che necessitano di assistenza. Quei pochi a cui era stato promesso di tornare alle loro aziende agricole attraverso la 'Operazione Nyumbani Rudi' sono stati abbandonati per la strada. Esortiamo il governo e le organizzazioni ad adottare misure per porre fine alla sofferenza di queste persone attraverso interventi incentrati sulla persona che siano efficaci ed efficienti”.
“Constatiamo con dispiacere - prosegue il documento - che vi sono persone che muoiono di fame in mezzo a noi. Anche quelli che dispongono di denaro non riescono a comprare il cibo, perché negli ultimi tre mesi i prezzi sono balzati alle stelle. (…) Il cibo è un diritto fondamentale per ogni essere umano. Nell'agenda del governo vi deve essere che ogni keniano possa avere di che mangiare. Dovrebbero essere adottate misure drastiche per eliminare le tasse inutili sui beni essenziali”.
La Commissione “Giustizia e Pace” richiama le autorità a operare per migliorare la situazione economica.(…) È cosa nota che alcuni settori, come quello del tè, del caffè e della canna da zucchero vengono sradicati. Questo significa la perdita di valuta pregiata e quindi l'aumento della disoccupazione. Inoltre le aziende parastatali, come le ferrovie e la Telkom, vengono privatizzate senza chiare procedure. “Chiediamo quindi che qualsiasi forma di proprietà sia pubblica o privata, rispetti il principio del bene comune con particolare attenzione ai cittadini bisognosi. Le autorità preposte ai controlli dovrebbe dimostrare che stanno facendo il loro dovere. Non possiamo accettare di essere una nazione di transito per la droga e di scarico di merci contraffatte” conclude il documento. (L.M.) (Fides,  10/10/2008)

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Espulso americano autore di libro anti-Obama (Alice/Apcom, 07/10/2008)

Le autorità del Kenia hanno espulso dal paese lo scrittore americano Jerome Corsi, il giornalista americano autore di un libro molto duro contro il candidato democratico alle presidenziali Usa Barack Obama. Arrestato in mattinata per aver violato le norme sull'immigrazione, Corsi - a quanto comunicano le autorità del Kenya - è già stato imbarcato su un aereo che lo riporterà riportarlo negli Stati Uniti. Corsi era in Kenia, paese di origine di Barak Obama e nazione in cui il candidato democratico gode di grandissima popolarità, per presentare il suo volume "The Obama Nation: Leftist Politics and the Cult of Personality", un durissimo atto d'accusa contro Obama, considerato un candidato troppo 'radicali', e quindi 'pericoloso', per la Casa Bianca. Proprio data la finalità della visita, Corsi, precisano le autorità, avrebbe dovuto ottenere un 'visto di lavoro' e non un semplice visto turistico. In Kenia vive a tutt'oggi una parte della famiglia di Barak Obama: una nonna, diversi zii, alcuni fratellastri. (Alice/Apcom,  07/10/2008)

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Liberati 8 sospetti dopo oltre un anno di carcere in Etiopia (Alice/Apcom, 04/10/2008)

La guerra al terrorismo prosegue alla periferia dell'Impero. Otto sospetti terroristi, detenuti da oltre un anno nelle carceri etiopi senza nessuna accusa specifica, sono stati scarcerati e consegati al Kenia, paese in cui erano stati arrestati a inizio 2007. La notizia è stata data dal portavoce del Kenya Muslim Human Rights Forum, Al Amin Kimathi, che ha precisato di aver personalmente parlato con tutti e otto. Gli ex prigionieri ora, ha aggiunto, si sono ricongiunti alle loro famiglie a Mombasa. A inizio 2007, dopo il crollo del regime delle corti islamiche in Somalia, le autorità del Kenia avevano proceduto all'arresto di molte persone, accusate di terrorismo. I sospetti erano poi state trasferiti tutti in Etiopia per essere interrogati da agenti dei servizi segreti statunitensi. Human Rights Watch aveva denunciato casi di torture e maltrattamenti. (Alice/Apcom, 04/10/2008)

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Nave carica di armi: arrestata la fonte dei giornalisti (Peacereporter, 02/10/2008)

La polizia kenyana ha arrestato con un'accusa generica Andrew Mwangura, capo del programma di pattugliamento navale per l'Africa orientale, alcuni giorni dopo che questi aveva dato ai giornalisti importanti informazioni sulla nave carica di armi rapita al largo della costa somala. In particolare, Mwangura ha sostenuto che le armi a bordo della nave erano dirette in Sudan, mentre Nairobi continua ad affermare che il cargo contesse armi ordinate dal Kenya. Le autorità keniote non hanno precisato quale legge Mwangura avrebbe violato. (Peacereporter, 02/10/2008)

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Crisi alimentare: la Chiesa chiede un intervento del governo (Radio Vaticana, 01/10/2008)

In Kenya, a Chiesa cattolica ha espresso preoccupazione per gli oltre cinque milioni di persone, quasi il 10% della popolazione nazionale, che a causa di inflazione e siccità non dispongono di cibo a sufficienza. Ha anche invitato il governo ad adottare con urgenza adeguate iniziative. “Servono leggi e politiche in grado di migliorare le condizioni dei poveri, ovvero della maggioranza di questo Paese” ha detto l’arcivescovodi Nyeri, mons. Peter Kairo, presidente della Commissione giustizia e pace della conferenza episcopale keniana, in un messaggio rilanciato dal 'Catholic information service for Africa' (Cisa). Le violenze seguite alle elezioni dello scorso dicembre, la siccità, la crisi economica internazionale e l’inflazione – riferisce l’agenzia Misna - hanno contribuito, secondo il presule, all’aumento dei prezzi dei beni di prima necessità, alla loro reale disponibilità e di conseguenza al peggioramento delle condizioni vita. “E’ riprovevole – ha detto l’arcivescovo - che, nonostante i problemi della nostra economia, si registrino profitti super-elevati i cui benefici raramente raggiungono la popolazione”. A farne le spese - ha aggiunto - sono soprattutto gli sfollati che affollano i campi profughi o che vivono nei quartieri degradati della capitale. (A.L.) (Radio Vaticana,  01/10/2008)

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Esodo rifugiati somali, allarme sovraffollamento nei campi (Misna, 29/09/2008)

È allarme sovraffollamento nei campi profughi del Kenya, dove i somali fuggiti dalle violenze sono ormai più di 45.000: lo riferiscono diverse organizzazioni umanitarie, secondo le quali nonostante i circa 700 chilometri di frontiera tra i due paesi siano chiusi dall’inizio del 2007 l’esodo dalla Somalia continua a essere massiccio soprattutto nel nord-est del Kenya, dove nel solo campo profughi di Daadab vivono tra gli stenti 215.000 persone. “Il recente afflusso di somali in fuga dagli scontri ha ulteriormente aggravato la situazione dei campi” ha detto il portavoce dell’Alto commissariato Onu per i rifugiati (Unhcr), Ron Redmond, aggiungendo di temere “nuovi arrivi a partire dalla settimana prossima, in concomitanza con la fine del Ramadhan”. Secondo l’Unhcr, dall’inizio del 2007 sono 860.000 le persone che hanno lasciato Mogadiscio. “Gli operatori umanitari – ha affermato Redmond - dicono che i rifugiati sono confusi, traumatizzati e terrorizzati da combattimenti che risultano essere tra i peggiori mai avvenuti dall’inizio dell’insurrezione dell’opposizione armata nel paese, nel febbraio 2007”.[AdL] (Misna, 29/09/2008)

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Banane, conferenza internazionale a Mombasa (Alice/Apcom, 25/09/2008)

Si svolgerà nella città keniana di Mombasa dal 5 al 9 ottobre prossimo la Conferenza internazionale sulla coltivazione e la commercializzazione della banana, alla quele parteciperanno autorità della Commissione Europea e delle Nazioni Unite, oltre che i Ministri dell'agricoltura di Ruanda e Kenya. Alla base della conferenza, come si legge in un comunicato dell'organizzazione, sta il fatto che Chiquita, Del Monte e tutti le grandi multinazionali del settore hanno intenzione di trasferire la loro produzione di banane (almeno di quelle destinate al mercato europeo) dall'America Latina all'Africa entro il 2010, a causa dei minori costi di produzione. Parteciperanno alla conferenza diverse multinazionali (come Chiquita e Del Monte) e piccole aziende di nicchia; consulenti direttivi (come McKinsey); importatori-esportatori; la lobby del commercio equo e solidale; enti nazionali, internazionali e regionali che si occupano di banane (come Fao e Ue); dirigenti politici (i maggiori Paesi produttori di banane verranno rappresentati in Africa); istituzioni solidali (Gates, Dgdc, Fara) e numerosi esperti nei settori mercati, produzione e innovazione.
Da notare che il 6 ottobre si dovrebbe aprire in Guatemala il quinto giro di negoziati per un accordo di libero scambio fra i Paesi dell'America Centrale e l'Unione Europea che riguarda il libero accesso ai mercati dell'Ue per i prodotti centramericani come le banane, i gamberetti, lo zucchero e l'etanolo. Nello scorso mese di luglio l'Ue aveva accettato di diminuire a partire al 2009 e nell'arco dei successivi cinque anni da 176 a 114 euro a tonnellata il dazio sulle banane provenienti dall'America latina: il successivo fallimento dei negoziati in seno all'Omc sugli accordi di Doha ha però convinto Bruxelles a fare marcia indietro. L'accordo tra Ue e America Latina era stato peraltro contestato dai Paesi di Africa, Caraibi e Pacifico (Acp) perché avrebbe messo a rischio la competitività del loro prodotto. (Alice/Apcom, 25/09/2008)

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Pubblicazione di un rapporto sull'esistenza di “squadroni della morte” (Fides, 24/09/2008)

Circa 500 persone sarebbero state uccise in Kenya da veri e propri “squadroni della morte”, legati ai servizi segreti locali. Lo afferma un rapporto della Commissione Nazionale per i diritti umani in Kenya. Le vittime sarebbero in gran parte appartenenti alla setta dei “Mungiki” (vedi Fides 30/4/2008), che è sua volta responsabile di gravi crimini in diverse aree del Paese ed in particolare negli slum di Nairobi.
Il rapporto afferma che alcune delle vittime prima di venire uccise sono state torturate e mutilate. Le “squadre della morte” avrebbero avuto la copertura di alcuni alti esponenti politici, ma su questa parte il rapporto non offre prove certe, perché i testimoni chiave non sono stati ancora inseriti in un apposito programma di protezione. Per il resto il documento appare circostanziato: vi sono i nomi delle vittime, le circostanze del loro rapimento, le targhe dei veicoli della polizia utilizzati nel sequestro, la data dell'esecuzione e il luogo dove sono sono stati gettati i loro corpi. Vi sono anche le testimonianze delle famiglie che hanno pagato un forte riscatto per liberare un loro figlio arrestato. La polizia ha smentito di essere implicata in attività illecite di alcun genere.
La questione del rispetto dei diritti umani da parte delle forze militari e di polizia era stata sollevata anche nel corso delle attività di repressione del Sabaot Land Defence Force (SLDF), un gruppo di guerriglia attivo nell'area del Mount Elgon. Alcune organizzazioni umanitarie internazionali avevano affermato che vi erano stati casi di tortura e di uccisioni extragiudiziarie di prigionieri. Anche il SLDF si era reso responsabile di gravi crimini: dal 2006 ad oggi circa 600 persone sono state uccise dalle guerriglia e diverse altre rapite e torturate. La Chiesa cattolica ha da tempo chiesto un'indagine indipendente sui fatti del Mount Elgon e di cercare la via del dialogo per mettere fine alle violenze dei Mungiki (vedi Fides 14/5/2008).(L.M.) (Fides, 24/09/2008)

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Appello delle Ong cattoliche per la crisi alimentare (Radio Vaticana, 22/09/2008)

È emergenza fame in Kenya: quasi 5 milioni di persone sono a rischio malnutrizione, soprattutto nelle aree aride e nelle baraccopoli delle grandi città del Paese. Lo confermano fonti della Chiesa locale e diverse ong cattoliche che hanno rivolto un pressante appello per aiuti alimentari urgenti alle popolazioni colpite. L’allarme era stato lanciato la settimana scorsa da un rapporto del Gruppo per la sicurezza alimentare in Kenya (Kfssg), che riunisce rappresentanti del governo, agenzie ONU, Ong internazionali e locali. Secondo il rapporto , reso noto dall’Ufficio ONU per il coordinamento degli affari umanitari, “il numero degli abitanti delle baraccopoli che per queste ragioni non avrà abbastanza cibo è fra i 3,5 e i 4,1 milioni, rispetto ai 3 milioni del 2007”, mentre si stima che “senza un sostegno esterno, 1 milione 380mila abitanti delle aree rurali non sarà in grado di procurarsi nemmeno il minimo indispensabile”. Questa cifra, si legge nel documento, “comprende anche i 300mila sfollati a causa delle violenze post-elettorali d’inizio anno che, sebbene rientrati o in via di trasferimento dai campi hanno ancora bisogno di assistenza”. Insieme all’instabilità che ha segnato la vita politica del Kenya in questi ultimi mesi, alla crisi hanno contribuito la siccità e il conseguente aumento del prezzo dell’acqua. A tutto questo si è aggiunta una grave epidemia di peste dei piccoli ruminanti che ha colpito molti allevamenti, unica fonte di sostentamento per una parte consistente della popolazione keniota. Fonti ecclesiali locali e la CAFOD, l’agenzia dei vescovi inglesi per gli aiuti ai Paesi d’oltremare, confermano che la situazione è particolarmente drammatica in alcune aree e che gli aiuti governativi non sono sufficienti a coprire il fabbisogno. Secondo queste stesse fonti, la crisi alimentare sta inoltre fomentando le tensioni interetniche, già alte nel Paese. (L.Z.) (Radio Vaticana,  22/09/2008)

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Scontri fra pastori nomadi per la siccità: 6 morti (Peacereporter, 19/09/08)

Almeno sei persone sono morte nei giorni scorsi negli scontri che oppongono diversi gruppi di pastori nomadi, nel nord del Kenya. La siccità, che ha colpito la zona, ha prodotto un'escalation della violenza fra i vari gruppi che si contendono l'acqua e i pascoli. Si calcola che almeno mille persone abbiano dovuto lasciare le loro case a causa degli scontri. (Peacereporter,  19/09/08)

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Elezioni dicembre 2007: per la Commissione elettorale impossibile stabilire chi ha vinto (Peacereporter, 18/09/08)

E' impossibile capire chi ha vinto le elezioni presidenziali del 27 dicembre scorso in Kenya, secondo la 'Commisione indipendente di revisione'(Irec)guidata dal magistrato sudafricano Johann Kriegler e incaricata di indagare sui risultati elettorali e accuse di brogli che hanno fatto piombare il Kenya in un'acuta crisi politico-sociale. "E' impossibile stabilire chi ha vinto o chi ha perso" ha detto Kriegler al presidente Kibaki e al primo ministro Raila Odinga. L'Irec ha steso una relazione nella quale affida maggiori poteri alla commissione elettorale per sorvegliare il comportamento dei partiti politici e per proporre di istituire un tribunale speciale per risolvere queste controversie. La relaizone sostiene che numerosi esponenti politici sono stati coinvolti in "pratiche inaccettabili" come compravendita di voti, uso di risorse pubbliche per campagne elettorali, minacce. (Peacereporter, 18/09/08)

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