Sei soldati arrestati per tentato colpo di stato (Alice/Apcom, 24/11/2008)
Sei soldati sono stati arrestati in Guinea-Bissau all'indomani dell'assalto contro la residenza del presidente da parte di uomini armati. Il portavoce del ministero degli Interni, colonnello Armando Nhaga, ha riferito che altri tre sospetti golpisti sono riusciti a fuggire dopo il conflitto a fuoco di ieri all'alba. Almeno una guardia è rimasta uccisa. Oggi il presidente Joao Bernardo Vieira è tornato a lavoro. Lui e la moglie sono sfuggiti di un soffio al tentato omicidio nascondendosi all'interno della casa. La Guinea-Bissau ha una lunga tradizione di colpi di stato e disordini; lo stesso Vieira è salito al potere nel 1980 grazie a un golpe. (Alice/Apcom,
24/11/2008)
Ammutinati sconfitti. Lo rende noto il presidente Vieira (Ansa, 23/11/2008)
Il presidente della Guinea Bissau Joao Bernardo Vieira ha annunciato che l'ammutinamento di militari contro di lui e' fallito.Vieira lo ha detto al presidente della Commissione dell'Unione africana (Ua) Jean Ping, Lo si legge in un comunicato diffuso dall'Ua nella capitale etiopica, Addis Abeba. Ping, si legge nella nota, ''continua a seguire la situazione in Guinea Bissau. A questo proposito ha appena avuto una nuova conversazione telefonica con il presidente Vieira. (Ansa,
23/11/2008)
Soldati sparano contro residenza presidente (SwissInfo, 23/11/2008)
Colpi di arma da fuoco sono stati sparati da soldati ammutinati contro la residenza del presidente della Guinea Bissau Joao Bernardo Vieira. Dalle prime informazioni risulta che uno degli assalitori è stato ucciso e ci sono feriti tra le file delle guardie poste a difesa del palazzo. Secondo fonti del ministero dell'interno del paese, l'assalto è avvenuto questa mattina. Non è stato specificato chi abbia attaccato la residenza del presidente. Un portavoce della presidenza senegalese, informata dallo stesso Vieira dell'accaduto, ha detto da Dakar che "c'è stato un ammutinamento a Bissau questa mattina. il presidente della Guinea Bissau ha telefonato al presidente senegalese per informarlo che dei soldati avevano sparato contro la sua residenza". Ora "la situazione appare sotto controllo", ha aggiunto. Fonti del ministero dell'interno di Bissau hanno fatto sapere che alcuni dei soldati che hanno dato l'assalto al palazzo presidenziale sono stati arrestati. Testimonianze raccolte sul posto fanno pensare che le forze governative abbiano facilmente avuto ragione degli ammutinati. Ora nella capitale della Guinea Bissau regna la calma. Nella ex colonia portoghese il 16 novembre si sono svolte elezioni giudicate ragionevolmente regolari dagli osservatori internazionali. Le Nazioni Unite la avevano definite "trasparenti e ordinate". Ieri era stata annunciata la vittoria dell'ex partito unico erede del movimento che lottò per l'indipendenza, il PAIGC (Partito africano per l'indipendenza della Guinea e del Capo Verde) guidato dall'ex primo ministro Carlos Gomes Junior. I risultati definitivi dovrebbero essere proclamati mercoledì prossimo ma già si sa che il PAIGC dominerà ampiamente il nuovo parlamento: ha infatti ottenuto 67 seggi su 100. Ventotto seggi ha invece ottenuto, secondo la Commissione nazionale per le elezioni, il Partito del rinnovamento sociale (PRS) dell'ex presidente Kumba Yalla deposto dall'esercito nel 2003. (SwissInfo,
23/11/2008)
Legislative: confermata vittoria partito al governo(Misna, 21/11/2008)
Come già da giorni era nell’aria, il ‘Partito per l’indipendenza della Guinea Bissau e di Capo Verde’ (Paigc) ha ottenuto la netta maggioranza dei voti e dei seggi dell’Assemblea nazionale: l’esito delle elezioni di domenica per il rinnovo dei 100 seggi parlamentari è stato reso noto qualche minuto fa dalla Commissione nazionale elettorale ed è stato riferito alla MISNA dalla locale ‘Radio Sol Mansi’. Il Paigc ha ottenuto 227.360 voti, ossia la maggioranza assoluta, e sarà rappresentato da 67 deputati; la seconda formazione del paese è il ‘Partito per la riforma sociale’ (Prs) con 115.000 preferenze e 28 deputati; molto staccato, con 37.000 preferenze e tre deputati, segue il ‘Partito repubblicano dell’indipendenza per lo sviluppo’ (Prid); gli ultimi due seggi sono andati a due formazioni minori (Pnd e Ad). Alla diffusione dell’esito delle elezioni – ha riferito ‘Radio Sol Mansi’ – molti sostenitori del Paigc si sono riversati per strada a festeggiare e finora non sono stati segnalati incidenti. Senza incidenti si sono comunque svolte sia le votazioni sia la campagna elettorale; la regolarità del voto è stata nei giorni scorsi ribadita da diverse missioni di osservatori internazionali e dalle Nazioni Unite. [ GB](Misna, 21/11/2008)
Elezioni legislative: operazioni di voto procedono con regolarità (Misna, 16/11/2008)
Stanno andando generalmente bene le operazioni di voto per il rinnovo dell’Assemblea nazionale (parlamento): lo hanno riferito alla MISNA fonti missionarie locali aggiungendo che si sono verificati solo problemi di natura logistica in alcune zone del paese; bisognerà adesso aspettare i dati sull’affluenza alle urne e quindi quelli sui risultati di una contesa elettorale che per 100 seggi parlamentari vede in lizza 575 candidati di 19 partiti. Un voto considerato tappa importante per la stabilizzazione della Guinea Bissau, a dieci anni dalla fine della guerra civile (1988-1990), e per il consolidamento delle istituzioni. A vigilare sulle operazioni di voto dei circa 600.000 cittadini chiamati alle urne sono presenti 150 osservatori stranieri. Il paese torna a votare in seguito a una crisi di governo che ha portato lo scorso agosto allo scioglimento dell’Assemblea nazionale e alla nomina di un nuovo esecutivo guidato da Carlos Correia, dopo la decisione della principale coalizione nazionale, il ‘Partito per l’indipendenza della Guinea Bissau e di Capo Verde’ (Paigc) del presidente João Bernardo ‘Nino’ Vieira di abbandonare il governo per divergenze con l’allora primo ministro N`Dafa Cabi; una decisione che ha di fatto rotto quel ‘patto di stabilità’ concordato nel marzo 2007 con il ‘Partito per la riforma sociale’ (Prs) dell’ex-presidente Kumba Ialá e il ‘Partito socialdemocratico unito’ (Pusd) dell’ex-primo ministro Francisco José Fadul. A contendersi la maggioranza dei voti dovrebbero essere, appunto, questi tre partiti insieme al ‘Partito repubblicano dell’indipendenza per lo sviluppo’ (Prid) di Aristide Gomes, già primo ministro con Vieira. (GB)[CO] (Misna,
16/11/2008)
Legislative: tra povertà e speranza, un paese in cerca di una svolta
(Misna, 14/11/2008)
Oltre 150 osservatori stranieri vigileranno sulle elezioni legislative di domenica quando 600.000 cittadini, su un totale di poco più di un milione e mezzo di guineani, saranno chiamati a rinnovare i 100 seggi dell'Assemblea nazionale (parlamento) disputati tra 575 candidati di 19 partiti e coalizioni politiche; un voto considerato una tappa essenziale per la stabilizzazione della Guinea Bissau, a dieci anni dalla fine della guerra civile (1988-'90) e il consolidamento delle istituzioni, anche per contenere l'espansione del traffico di cocaina sudamericana, uno dei temi portanti della campagna. La Cedeao (Comunità economica dell'Africa Occidentale) dispone di 60 osservatori, l'Unione Europea di 51, la Cplp (Comunità dei paesi di lingua lusofona) di altri 30 e 13 sono stati inviati dall'Unione economica e monetaria dell'Africa Occidentale. Per la prima volta di uno dei paesi più poveri del mondo – 175° al mondo su 177 per indice di sviluppo umano, con un debito estero di oltre 940 milioni di dollari, e l'88% della popolazione che vive con meno di un dollaro al giorno – a tre giorni dallo scrutinio sette elettori hanno già votato: sono guineani che saranno assenti dal paese domenica e che, presentando l'opportuna motivazione, hanno avuto la possibilità di esercitare ugualmente il loro diritto, peraltro apprezzata dalla maggior parte degli schieramenti politici. Il paese torna alle urne dopo una crisi di governo che ha portato lo scorso agosto allo scioglimento dell'Assemblea nazionale e alla nomina di un nuovo esecutivo guidato da Carlos Correia, dopo la decisione della principale coalizione nazionale, il 'Partito per l'indipendenza della Guinea Bissau e di Capo Verde' (Paigc) del presidente João Bernardo 'Nino' Vieira - al potere con un colpo di stato nel 1980, poi rovesciato nel 1999 e infine eletto nel 2005 - di abbandonare il governo per divergenze con l'allora primo ministro N`Dafa Cabi; una decisione che ha di fatto rotto quel 'patto di stabilità' concordato nel marzo 2007 con il 'Partito per la riforma sociale' (Prs) dell'ex-presidente Kumba Ialá (rovesciato con un golpe nel 2003) e il 'Partito socialdemocratico unito' (Pusd) dell'ex-primo ministro Francisco José Fadul, dopo decenni di instabilità politica e ripetuti colpi di stato. Il 'quarto incomodo' nel panorama politico guineano è il 'Partito repubblicano dell'indipendenza per lo sviluppo' (Prid) di Aristide Gomes, già primo ministro con Vieira, che molti osservatori vedono come l'artefice del nuovo schieramento. Se il Paigc – che fu partito unico e guidò la lotta per la liberazione della Guinea Bissau dal Portogallo – conta di riuscire a mantenersi come prima forza politica del paese, secondo alcuni osservatori i suoi 'dissidenti' confluiti nel Prid potrebbero portare alla vittoria proprio lo schieramento di Gomes. Tra i 'grandi' ha cercato di farsi spazio anche l'Unione patriottica guineana (Upg, composta per il 40% di donne) guidata dalla cosiddetta 'signora di ferro' Francisca Vaz Turpin – meglio conosciuta come Zinha Vaz – unica donna a capo di un partito concorrente a queste legislative; detenuta politica nei primi anni dell'indipendenza, a capo della più grande organizzazione di donne imprenditrici del paese, Zinha non ha nascosto la sua aspirazione a diventare la prima donna a capo del governo, nomina che sarà decisa su indicazione del partito o della coalizione vincente domenica. Appelli per recarsi alle urne ed esprimere "un voto libero" si sono ripetuti da più parti durante la campagna contrassegnata anche dalle segnalazioni di errori ed omissioni nella stesura dei registri dei votanti; la Commissione elettorale nazionale ha ammonito i candidati dalla 'compravendita' di voti e da dichiarazioni o iniziative che possano minacciare la sicurezza e la stabilità della nazione, mentre iniziative contro la corruzione sono state portate avanti da diverse organizzazioni della società civile tra cui anche compagnie teatrali impegnate in una campagna di 'educazione civica' diretta soprattutto ai giovani. Le legislative saranno in ogni caso un appuntamento cruciale per il piccolo paese africano, che sopravvive essenzialmente con l'agricoltura e la pesca, nonostante abbia discrete risorse minerarie non ancora sfruttate per mancanza di infrastrutture e risorse economiche. A seguirle dall'Italia "con inviati speciali sul campo" sarà anche un 'blog' aperto da quattro ragazzi di Foggia, chiamato 'Na miti pe na Bula' (Ho messo i piedi a Bula) "aperto a tutti coloro che - volontari, missionari - amano questa terra e ci hanno lasciato un pezzettino di cuore".[FB]
(Misna,
14/11/2008)
Legislative, messaggio dei vescovi per voto “cosciente e libero” (Misna, 29/10/08)
“Se vogliamo tornare ad avere fiducia nelle istituzioni democratiche dobbiamo lottare affinché tutte loro si basino su valori universali in dissolvibili, presenti nella coscienza di noi tutti e che non possono essere abbandonati o calpestati da interessi egoisti, dalla forza delle armi o dal denaro ottenuto a qualsiasi costo, anche attraverso il traffico di droga”. In un messaggio diffuso in vista delle prossime legislative del 16 novembre, a pochi mesi da una crisi di governo accompagnata dalla denuncia di un fallito colpo di stato, i vescovi della Guinea Bissau si rivolgono ai cittadini chiamati alle urne invitandoli a “partecipare attivamente” al processo eleTorale con un voto “cosciente, chiaro e libero”. A fronte di “promesse eleTorali non mantenute” in un contesto socio-economico segnato “dalla povertà quasi generalizzata e dalla sfiducia sulla reale efficacia delle istituzioni”, i vescovi chiedono ai cittadini “di interrogarsi sulla possibilità della realizzazione pratica dei programmi presentati dai diversi partiti”, più di 20, e di valutare i candidati in base alla loro “competenza tecnica, all’onestà morale nell’uso dei beni e del denaro pubblici, al rispetto per il carattere sacro e inviolabile della vita umana”. Tutti sono chiamati a far sì che la campagna eleTorale “possa svolgersi in un clima di vera pace, senza nessun ricorso alla violenza fisica o psicologica, a minacce o intimidazioni” e i candidati “a rispettare i valori della verità, del realismo e della tolleranza”. Le elezioni arrivano dopo la nomina, il 5 agosto scorso, di un nuovo governo guidato dal primo ministro Carlos Correia, in sostituzione di quello del suo predecessore Martinho N`Dafa Cabi, entrato in rotta con il principale schieramento politico nazionale, il ‘Partito per l’indipendenza della Guinea Bissau e di Capo Verde’ (Paigc). Il governo di N’Dafa Cabi, insediato nel marzo del 2007, era stato creato con un ‘patto di stabilità nazionale’ fra i tre principali partiti del paese – oltre al Paigc, il ‘Partito per la riforma sociale’ (Prs) e il ‘Partito socialdemocratico unito’ (Pusd) - dopo decenni di instabilità politica e ripetuti colpi di stato.[FB] (Misna,
29/10/08)
Epidemia di colera colpisce l'intero paese (Iris, 24/10/2008)
Sono piú di 12mila i malati e 200 i morti da maggio, a causa di un'epidemia di colera che ha colpito l'intera Guinea Bissau. È particolarmente difficile da controllare, hanno detto a Ginevra le organizzazioni umanitarie delle Nazioni Unite. L'Unicef impegnata con altre organizzazioni contro la malattia teme un nuovo aumento dei casi a causa della campagna elettorale per le elezioni legislative del 16/11 e dei grandi raduni previsti. Sono stati già mobilitati dall'Onu piú di 1 milione di dollari . (Iris, 24/10/2008)
Verso le elezioni: segretario generale Onu preoccupato da clima politico
(Misna, 03/10/2008)
Tra luglio e settembre “si è approfondito il malessere della vita politica e sono tornati gli spettri della tensione e delle pressioni militari” secondo il Segretario Generale dell’Onu Ban Ki-moon che, a poco più di un mese dalle elezioni, in programma il 16 novembre, ha invitato tutte le parti ad impegnarsi perché si vada alle urne “in una atmosfera stabile e pacifica, così da contribuire a un consolidamento della pace e alla creazione delle giuste condizioni per riforme vitali all’economia e allo sviluppo”. Le elezioni si svolgono dopo una crisi segnata da un avvicendamento alla guida del governo lo scorso 5 agosto, in seguito alle dimissioni del vecchio primo ministro N’Dafa Cabi, entrato in rotta con il Partito per l’indipendenza della Guinea Bissau e di Capo Verde (Paigc). Il governo di N’Dafa Cabi, insediato nel marzo del 2007, era stato a sua volta creato in base a un ‘patto di stabilità nazionale’ dai tre principali partiti del paese – oltre al Paigc, il Partito per la riforma sociale (Prs) e il Partito socialdemocratico unito (Pusd) - dopo decenni di instabilità politica e ripetuti colpi di stato. La crisi è stata inoltre accompagnata, secondo fonti ufficiali, da un fallito tentativo di colpo di stato attribuito all’ex-comandante della Marina, Bubo Na Tchuto.[ GB]
(Misna,
03/10/2008)
Oltre 130 morti per un'epidemia di colera (Radio Vaticana, 26/09/2008)
È di almeno 133 vittime e 7166 infettati l’ultimo bilancio della grave epidemia di colera che dall’inizio di maggio si sta diffondendo in Guinea Bissau. A rivelarlo è l’Organizzazione Mondiale per la Sanità (OMS) che, insieme ad alcuni organismi internazionali e al governo locale, sta cercando di fronteggiare la malattia e contenere la diffusione. Secondo l’ultimo rapporto, la situazione più drammatica è quella delle zone rurali del Paese, dove l’assenza di ospedali e strutture sanitarie di base, ha fatto salire il tasso di mortalità, a causa dell’epidemia, al 9%. Ma l’area più colpita continua a essere quella di Bissau, capitale del Paese, con il 30% dei decessi causati dal colera. Il governo ha definito la “situazione difficile” e ha chiesto l’aiuto internazionale per contenere la diffusione dell’epidemia. Come spiega l’agenzia Misna, nel 2005 l’ultima epidemia aveva causato la morte di 400 persone. (D.B.)
(Radio Vaticana, 26/09/2008)
Colera: allarme tra gli operatori, “l’epidemia e’ fuori controllo” (Misna, 18/09/08)
Continua ad aggravarsi in Guinea-Bissau il bilancio dell’epidemia di colera iniziata in maggio: secondo gli ultimi dati, la malattia ha contagiato 6461 persone e causato almeno 122 morti. “Nonostante le misure adottate per combattere l’epidemia la situazione non è sotto controllo”, ha detto un dirigente dell’organizzazione non governativa Medici senza frontiere, impegnata a fronteggiare l’emergenza insieme con il governo locale e diversi enti delle Nazioni Unite. La città più colpita è con oltre 4500 casi la capitale Bissau, cuore economico e commerciale del paese nonché principale snodo per la diffusione del colera; numerosi episodi di contagio sono stati registrati anche nelle città di Quinara (216) e Oio (215) e nelle isole Bijagos. Diverse settimane fa il governo della Guinea-Bissau aveva sostenuto di non essere più in grado di “contenere” l’epidemia e chiesto urgentemente aiuti internazionali. “Le epidemie di colera – ha detto Franck Bouvet, esperto del Fondo dell’Onu per l’infanzia (Unicef) – sono favorite da abitudini igieniche scorrette, mancanza di acqua potabile e strutture sanitarie inadeguate”. Nella maggior parte della Guinea-Bissau non ci sono acquedotti e, anche nella capitale, gli abitanti fanno affidamento su pozzi “familiari” privi di ogni controllo igienico. [VG] (Misna,18/09/08)
Colera: epidemia, nuove vittime e casi di contagio (Misna,
27/08/2008)
Sono almeno 3160 le persone contagiate e 73 i morti causati dall’epidemia di colera in corso dalla metà del mese in alcune zone della Guinea Bissau: lo ha riferito il ministro della Sanità, Camilo Simoes, precisando che la maggior parte delle vittime si è registrata nella capitale Bissau, dove si conta anche il maggior numero di contagi, 2301. Il ministro ha sottolineato che la situazione è difficile “in tutto il paese” e che solo le isole Bijagos sono state risparmiate. La scorsa settimana il governo aveva chiesto urgentemente l’aiuto internazionale per contenere l’epidemia, precisando che date le “proporzioni allarmanti” raggiunte, le autorità nazionali non erano più “in grado di contenerla”. Giorni fa anche le Nazioni Unite, attraverso l’ufficio locale del Fondo per l’infanzia (Unicef), avevano espresso preoccupazione per la rapidità di diffusione dell’epidemia che, oltre a Bissau, si sta espandendo anche nelle regioni di Quinara (sud) e Biombo (ovest). In Guina Bissau il colera è considerato una malattia endemica; secondo stime internazionali, nel 2005 l’ultima epidemia aveva provocato 400 morti.[MZ] (Misna,
27/08/2008)
Colera: epidemia, governo chiede aiuto urgente (Misna,
20/08/2008)
“L’epidemia di colera ha raggiunto proporzioni allarmanti e non siamo più in grado di contenerla”: con queste parole un portavoce del ministero della Sanità ha chiesto ieri, in una nota letta sulle principali radio della Guinea Bissau, l’aiuto internazionale di fronte all’epidemia iniziata nei giorni scorsi e che si sta rapidamente propagando nella capitale e in altre due regioni del paese. Nella stessa nota – in cui si chiede alla comunità internazionale di intervenire “prima che sia troppo tardi” – il ministero precisa che finora sono 2200 i casi di colera registrati e 53 i decessi confermati. Fonti locali, però, temono che il bilancio reale dell’epidemia sia molto più alto. Nella sola capitale Bissau sono stati ufficialmente registrati 1635 casi di contagio e 15 decessi, mentre dall’ospedale centrale di Bissau arriva l’allarme sull’esaurimento delle scorte dei medicinali necessari per aiutare i malati. Anche le Nazioni Unite, attraverso il locale ufficio del Fondo per l’infanzia (Unicef), hanno espresso preoccupazione per la rapidità di diffusione dell’epidemia che, oltre a Bissau, si sta espandendo anche nelle regioni di Quinara (sud) e Biombo (ovest). “Il governo ha annunciato restrizioni nei movimenti di aggregazione sociale, come i matrimoni, molto numerosi in questo periodo, per evitare il diffondersi del contagio tramite cibi o contatti ma l’intervento appare tardivo e gli aiuti inferiori a quelli degli anni passati”: Davide Sciocco, missionario del Pime e direttore di Radio Solmansi (Sole che nasce, in lingua creola), descrive alla MISNA la situazione nel paese alle prese con un’epidemia di colera che ha già causato 53 morti e oltre 2000 contagi. Questa mattina, il ministero della Salute ha diffuso un appello alla comunità internazionale per un “intervento immediato” contro il diffondersi del contagio. “L’area più colpita è quella di Bissau, dove interi quartieri sono isolati a causa dei danni provocati dalle piogge a strade e ponti – racconta il missionario – e addirittura uno dei centri salute della capitale è inagibile a causa delle condizioni di abbandono in cui versa da mesi”. Tra la popolazione comincia a diffondersi la preoccupazione, “poiché l’epidemia è stata individuata già da tempo –conclude Sciocco – ma il numero dei casi non accenna a diminuire e non si registra nessuna inversione di tendenza, segno che la malattia potrebbe provocare molte più vittime degli anni passati”. Altre regioni colpite dall’epidemia, secondo Silvia Luciani, responsabile di Unicef nel paese sono Quinara, nel sud, Biombo e Tombali nell’ovest. “Il governo si è appena insediato – afferma la responsabile – e la crisi politica dei mesi scorsi ha messo in secondo piano un’emergenza sanitaria, acuita dalla stagione delle piogge torrenziali che si sono abbattute di recente sul paese”. [MZ] (Misna,
20/08/2008)
Aumentano i contagi e le vittime di colera (Radio Vaticana, 07/08/2008)
Continua a salire il numero di contagi e vittime del colera: secondo l'ultimo bollettino diffuso dal ministero della Sanità della Guinea
Bissau, dall'inizio del mese di luglio sono 33 le persone morte e 1328 quelle contagiate
dal'infezione batterica. "Stiamo attraversando un momento disastroso" ha detto Agostinho
Semedo, direttore dell'ospedale Simão Mendes di Bissau, commentando i dati della malattia. Dall'apparizione dei primi casi accertati, all'inizio dell'anno, il servizio sanitario nazionale ha predisposto programmi di cure per contrastare la pandemia, ma secondo Semedo i fondi per realizzarli sono fermi al ministero delle Finanze. "L'assistenza alimentare ai malati ricoverati – ha aggiunto il direttore del più grande ospedale del Paese – è insufficiente e non riusciamo ad aiutare tutti i pazienti". Il colera – informa la MISNA – è considerato una malattia endemica in Guinea
Bissau; secondo stime internazionali nel 2005 l'ultima epidemia ha provocato 400 morti. Un rapporto dell'Organizzazione mondiale per la sanità
(OMS) ha rivelato che il 90 per cento dei contagi si registra in Africa; causata spesso dall'uso di acque stagnanti, la malattia si presenta sotto forma di un'acuta infezione intestinale che provoca dissenteria e vomito e può portare alla morte per disidratazione.
(S.G.) (Radio Vaticana,
07/08/2008)
Presidente rimuove capo del governo (Misna, 06/08/2008)
Dopo aver sciolto ieri sera il parlamento, il presidente João Bernardo
'Nino' Vieira ha esonerato il primo ministro Martinho N`Dafa Cabi, attualmente all'estero per problemi di salute, designando nuovo capo del governo Carlos
Correia. Con due decreti divulgati simultaneamente ‘Nino' Vieira ha riferito di aver agito per sanare una "grave crisi politica che indebolisce l'economia nazionale". Il governo di
N'Dafa Cabi, insediato nel marzo del 2007, era stato creato con un ‘patto di stabilità nazionale' dai tre principali partiti del paese - il ‘Partito per l'indipendenza della Guinea Bissau e di Capo Verde'
(Paigc), il ‘Partito per la riforma sociale' (Prs) e il ‘Partito socialdemocratico unito'
(Pusd) - dopo decenni di instabilità politica e ripetuti colpi di stato. Nei giorni scorsi il Paigc si era ritirato dal governo per divergenze con l'operato di
N'Dafa, aprendo una crisi istituzionale a quattro mesi dalle elezioni legislative previste per il 16 novembre. Ingegnere agronomo formatosi in Germania, uomo di fiducia del presidente, Correia ricoprirà per la terza volta l'incarico di capo del governo; non sono ancora noti particolari sulla composizione del nuovo esecutivo. [FB]
(Misna, 06/08/2008)
Consultazioni politiche "anticrisi" dopo ritiro partito dal governo (Misna,
04/08/2008)
Un'agenda di consultazioni tra i diversi esponenti politici "per un'analisi sulla situazione del paese" è stata decisa per oggi dal presidente João Bernardo "Nino" Vieira in seguito alla decisione di ritirarsi dal governo di unità nazionale adottata dal 'Partito per l'indipendenza della Guinea Bissau e di Capo Verde' (Paigc), prima forza politica del paese. In un comunicato ufficiale diffuso nel fine-settimana si chiamano "con urgenza" a colloquio il presidente del parlamento Francisco Benante, i rappresentanti dei diversi partiti con rappresentanza parlamentare e il Consiglio di stato per discutere del futuro della compagine governativa guidata da Martinho N`Dafa Cabi, a quattro mesi dalle elezioni legislative previste per il 16 novembre. Il Paigc si è ritirato dal governo dopo la decisione di N'Dafa di rimuovere quattro alti funzionari, tra cui i responsabili delle dogane e dell'amministrazione delle finanze pubbliche, senza una consultazione con il partito. Il rappresentante speciale dell'Onu in Guinea Bissau, Shola Omoregie, ha espresso "preoccupazione per la stabilità del paese dopo il ritiro del Paigc con l'avvicinarsi delle elezioni". Il governo di coalizione era stato creato nel marzo 2007 attraverso un 'patto di stabilità nazionale' siglato dai tre principali partiti del paese - oltre al Paigc anche il 'Partito per la riforma sociale' (Prs) e il 'Partito socialdemocratico unito' (Pusd) - dopo decenni di instabilità politica e ripetuti colpi di stato. [FB] (Misna,
04/08/2008)
Cocaina: un fiume in piena che minaccia le fragili istituzioni locali (Fides, 21/07/2008)
Il sequestro di oltre 500 chili di cocaina su un aereo all'aeroporto di Bissau sta facendo emergere la gravità del traffico di droga e soprattutto l'estensione delle complicità ad alto livello di cui godono i narcotrafficanti in Guinea Bissau. Le autorità giudiziarie locali hanno infatti arrestato il responsabile, e il suo vice, della torre di controllo dell'aeroporto di Bissau, il più importante del Paese, con l'accusa di aver favorito l'ingresso illegale nello spazio areo nazionale e l'atterraggio di un aeroplano proveniente dal Venezuela. All'interno del velivolo la polizia ha sequestrato 500 chilogrammi di cocaina. I tre membri dell'equipaggio, di nazionalità venezuelana, sono stati arrestati. Ma la circostanza più inquietante deriva dal fatto che un'unità dell'esercito locale aveva circondato l'aereo appena atterrato, non per perquisirlo, ma per proteggerlo dalla polizia. Ne è nata una discussione tra poliziotti e militari che avrebbe forse potuto sfociare in un confronto armato tra i due corpi dello Stato. Una circostanza ancora da chiarire ma che sembrerebbe confermare precedenti informazioni secondo cui alcune basi militari locali sono utilizzate per il traffico di cocaina dall'America Latina all'Europa. L'Africa occidentale è sempre più utilizzata dai narcotrafficanti come un punto di passaggio della droga verso l'Europa. Il velivolo, un bimotore Gulfstream, è stato sequestrato il 12 luglio. Il giorno successivo è stato fermato sempre all'aeroporto di Bissau un secondo bimotore con 15 chili di cocaina. Nel giro di 24 ore sono stati sequestrati 515 chilogrammi di cocaina nello stesso sito. Un dato che spiega da solo l'entità del fenomeno. Negli stessi giorni, nella vicina Sierra Leone, sono stati sequestrati 700 chilogrammi di cocaina all'aeroporto di Freetown, la capitale del Paese, in un aereo con false insegne della Croce Rossa che era atterrato senza autorizzazione. La polizia locale ha arrestato una sessantina di persone in relazione all'indagine. Tra questi vi sono il direttore dell'aeroporto e 5 poliziotti, dei quali due di grado elevato. Vi sono inoltre una decina di persone di nazionalità straniera (colombiana, venezuelana, messicana e statunitense ) a indicare l'internazionalità del fenomeno. Nel 2007 sono stati sequestrate in tutta l'Africa 6 tonnellate di cocaina, il 90% nell'Africa occidentale. La droga, proveniente da Colombia, Perù e Bolivia, fa una prima tappa in Brasile per poi giungere sulle coste dell'Africa occidentale. Da qui infine viene trasportata in Europa, dove i consumatori sono circa 4.5 milioni. (L.M.) (Fides,
21/07/2008)
500Kg coca in 2 aerei, Braccio di ferro fra polizia ed esercito che impedisce accesso(Alice.it, 19/07/08)
Le autorita' della Guinea Bissau hanno sequestrato due aerei arrivati dal Venezuela con a bordo almeno 515 chili di cocaina.Fonti diplomatiche hanno rivelato che c'e' il sospetto che gli aerei - apparentemente affittati dall'esercito - siano usati per trasportare la droga in Africa. Il sequestro, avvenuto una settimana fa, ha avviato un braccio di ferro la polizia e i militari che hanno finora impedito all'antidroga di salire a bordo. Della droga hanno parlato fonti aeroportuali. (Alice.it,
19/07/08)
Lotta alla precarietà in attesa delle prossime elezioni politiche (Daniela Chibbaro, Equilibri, 03/04/2008)
L'instabilità continua ad essere la caratteristica principale del contesto politico-economico della Guinea-Bissau. Le ultime elezioni legislative, che dovevano tenersi nello scorso marzo, sono state rinviate per mancanza di fondi e la nuova data è stata fissata per il prossimo novembre. A questo tipo di crisi si aggiungono altri problemi di carattere sociale, che mostrano come il paese presenti ancore molte carenze e necessiti di un nuovo assetto interno, soprattutto per il ripristino della situazione economica. La precarietà in cui versa la Guinea-Bissau ha richiesto l'intervento da parte di numerosi partner esteri e la continua supervisione delle Nazioni Unite, che attraverso numerosi programmi cerca di contribuire allo sviluppo del paese. Ndr – Tutto l'articolo è disponibile su abbonamento (Daniela Chibbaro, Equilibri,
03/04/2008)
Fissata data elezioni legislative (AdL, Misna, 27/03/08)
Si terranno il 16 novembre prossimo le elezioni parlamentari in Guinea-Bissau. Lo annuncia un decreto del presidente Joao Bernardo Viera, emesso dopo consultazioni con i capi dei 35 partiti politici del paese dell'Africa occidentale. “Chiediamo alla comunità internazionale di aiutarci ad organizzare le elezioni prima della fine dell'anno. Senza un sostegno esterno, la Guinea-Bissau non riuscirebbe a mantenere l'impegno” ha precisato Viera, alla guida del sesto paese più povero del mondo secondo le stime dell'Onu. Secondo la commissione elettorale nazionale, l'attuale situazione finanziaria della Guinea-Bissau non permette di organizzare le elezioni parlamentari, pianificate originariamente per marzo 2008, i cui costi stimati ammontano a quasi quattro milioni di euro. Vieira prese il potere nel 1980 con un golpe, rimanendo fino al conflitto interno del 1998. È tornato a dirigere il paese in seguito alle elezioni del 2005, contestate dai candidati sconfitti ma giudicate regolari dagli osservatori internazionali. (AdL, Misna,
27/03/08)