Presidenziali: partito di governo chiede disarmo e "riunificazione" (Misna, 01/12/2008)
“Un appello solenne” affinché i vertici politici del paese facciano del disarmo delle ex-forze ribelli e della “riunificazione” nazionale la “principale priorità”: a rivolgerlo è il Fronte popolare ivoriano (Fpi), il partito del capo di stato Laurent Gbagbo, dopo il rinvio delle elezioni presidenziali che si sarebbero dovute tenere ieri. Nel documento, pubblicato sabato su diversi giornali, si esprime la speranza che il voto possa svolgersi “in un paese pacificato, riunito e normalizzato” dopo il conflitto civile del 2002-2003. L’appello prende le mosse dalle difficoltà del processo di disarmo, insieme con le elezioni presidenziali il punto centrale dell’accordo di pace siglato nel 2007 in Burkina Faso da Gbagbo e dall’ex-capo ribelle e attuale primo ministro Guillaume Soro. “Perché due anni dopo – chiedono i dirigenti del Fronte popolare, in un documento che sembra per certi versi esprimere ancora le contrapposizioni del passato – la Costa d’Avorio è ancora divisa in due? Quando il primo ministro cesserà di essere anche il capo dei ribelli? Come si può parlare di elezioni libere, giuste e trasparenti nelle condizioni attuali?”. Secondo una nota sottoscritta il 10 novembre sia dal presidente che dal capo del governo, a causare il rinvio del voto è stata “l’impossibilità di organizzare” lo scrutinio entro la data stabilita e soprattutto le difficoltà nel completare l’aggiornamento delle liste degli aventi diritto. Della questione si occupa oggi il sito d’informazione ‘Abidjan.net’, secondo il quale nella capitale le operazioni di registrazione dovranno essere concluse entro il 14 dicembre; per fissare la nuova data del voto, invece, la Commissione elettorale centrale avrà tempo fino al 31 dicembre.[ VG] (Misna,01/12/2008)
Presidenziali: commissione elettorale chiede aiuto capi tradizionali
(Misna, 26/11/2008)
Fare della Commissione elettorale indipendente (Cei) un laboratorio di riconciliazione nazionale: è questo l'obiettivo fissato dalla stessa istituzione al termine di cinque ore di discussione che hanno portato al coinvolgimento del Consiglio superiore dei capi tradizionali nel processo di registrazione dei votanti per le prossime elezioni presidenziali. "Abbiamo bisogno anche del vostro sostegno per fare un lavoro appropriato - ha detto il presidente della Cei, Robert Beugré Mambé, rivolgendosi a 52 capi tradizionali – vi chiediamo di spiegare alla popolazione l'importanza di registrarsi, di sensibilizzare la gente e di sostenere i nostri operatori". L'invito arriva a pochi giorni dall'inizio delle operazioni di registrazione anche nelle campagne e Nanan Dodo N'Dépo Didace, capo del Consiglio dei capi tradizionali, ha assicurato che verrà data massima disponibilità in "un momento cruciale per il paese che richiede di mantenere diritta la barra del timone". Nei giorni scorsi, un invito analogo era stato rivolto dal partito delle Forze nuove (Fn) ai rappresentanti del Forum dei religiosi della valle di Bandama. Le elezioni, inizialmente programmate per il 30 novembre, sono state rinviate a data da destinarsi proprio per le difficoltà logistiche legate alla registrazione degli elettori. In un documento sottoscritto dal presidente Laurent Gbagbo e dal primo ministro Guillame Soro è stato chiesto alla Commissione elettorale di definire un calendario preciso entro il 31 dicembre.[
GB]
(Misna, 26/11/2008)
Intossicazione alimentare in villaggio, 16 morti (Alice/Apcom, 24/11/2008)
Sedici persone sono morte e almeno 96 si sono ammalate in seguito a un'intossicazione alimentare in un piccolo villaggio in Costa d'Avorio, 100 chilometri a est della capitale Yamoussoukro. Lo hanno annunciato le autorità sanitarie del Paese africano. Secondo Simeon Nda, portavoce del ministero della Sanità, gli abitanti coinvolti nel villaggio di Bongouanou avrebbero consumato un tipo di pietanza, una specie di zuppa, molto apprezzato a livello locale. La maggioranza delle persone decedute sono bambini di meno di 11 anni, mentre altre 96 persone sono state trasportate nell'ospedale del villaggio. I sintomi comprendono febbre e crampi. Secondo la televisione pubblica ivoriana, il presidente Laurent Gbagbo ha raggiunto oggi a Bongouanou. (Alice/Apcom,
24/11/2008)
Rinviate elezioni, si terranno entro fine anno (Asca-Afp, 10/11/2008)
Sono state rinviate le elezioni presidenziali in Costa d'Avorio previste per il prossimo 30 novembre. Lo hanno annunciato i principali partiti politici del paese, sostenendo che il ritardo e' dovuto alle difficolta' di organizzare i servizi di sicurezza e di identificazione dei votanti. E' stato pertanto chiesto alla Commissione elettorale di stabilire una nuova data entro il 31 dicembre. (Asca-Afp,
10/11/2008)
Consiglio di sicurezza rinnova sanzioni (Misna, 29/10/08)
Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha approvato all’unanimità una nuova risoluzione che estende di un altro anno le sanzioni imposte nei confronti della Costa d’Avorio. Le sanzioni, approvate nel novembre 2004, prevedono un embargo totale all’acquisto o la vendita di armi, il divieto di commercializzare diamanti, oltre a restrizioni di movimento e finanziarie nei confronti di chiunque venga riconosciuto un ostacolo al processo di pace. La risoluzione approvata stamani estende sino all’ottobre 2009 le sanzioni, prevedendo però un “revisione” dopo la tenuta di “elezioni presidenziali libere e corrette” e “alla luce di altri progressi ottenuti nell’applicazione dell’accordo di pace di Ouagadougou”. La Costa d’Avorio dovrebbe recarsi alle urne alla fine di novembre, ma problemi e ritardi (per la prima volta dall’inizio del conflitto non legati a dissapori politici ma solo a questioni organizzative e logistiche) rischiano con ogni probabilità di rinviare il voto. [MZ] (Misna,
29/10/08)
Elezioni: anche i religiosi nel processo di registrazione? (Misna, 29/10/08)
Il coinvolgimento dei religiosi nel processo di registrazione dei votanti per le prossime attese elezioni presidenziali è stato chiesto dal partito delle Forze Nuove (Fn) ai rappresentanti del Forum dei religiosi della valle di Bandama, incontrati ieri a Bouakè. Sekongo Felicier consigliere del Segretariato generale delle Fn, ex-movimento ribelle che controlla ancora buona parte del nord del paese, ha detto che i rappresentati religiosi devono essere presenti nelle operazioni di identificazione dei cittadini ed essere ben informati sulle procedure per spiegarle ai fedeli. “Si è arrivati ad uno stadio del procedimento – ha detto Felicier citato dalla stampa locale – in cui sono necessarie spiegazioni chiare per evitare incomprensioni, perchè la mancanza di comunicazione predispone a certi comportamenti” aggiungendo che “per il bene della coesione sociale, non bisogna dare attenzione a chi diffonde notizie false e tendenziose (…) ma trasmettere informazioni esatte ai fedeli”. A questo riguardo il rappresentante politico ha voluto precisare che i ritardi nel censimento sono stati causati da problemi tecnici. “Le Fn hanno sollecitato i sacerdoti, i pastori e gli imam perché sensibilizzino i loro fedeli a registrarsi per partecipare alle elezioni e dare nuovo impulso alla pace” ha confermato alla MISNA un collaboratore dell’abate Barnard de N’Guessan, segretario generale delle Confessioni religiose della regione e rappresentante cattolico nel Forum, presente all’incontro. In Costa d’Avorio, il coinvolgimento nel mondo religioso nella vita sociale quotidiana è molto forte: le chiese, le moschee e gli altri luoghi sacri fanno spesso da punto di aggregazione per la diffusione di informazioni importanti per la comunità come, ad esempio, le campagne di vaccinazione. Anche il presidente Laurent Gbagbo ha incontrato gli imam di Bondoukou che hanno espresso il loro consenso alla sua azione politica. Intanto ad Abidjan, capitale economica del paese, ieri sono riperse, dopo una sospensione di cinque giorni per ragioni organizzative, le procedure di censimento nei 774 centri di registrazione eleTorale. A sei settimane dall’inizio del procedimento di identificazione e registrazione dei votanti, circa nove milioni su 11 milioni di cittadini, che avrebbero dovuto essere completate entro il 30 ottobre, il responsabile della missione Onu nel paese (Onuci) Young-jin Choi si è detto preoccupato dalla lentezza con cui procedono le registrazioni eleTorali, ma precisando che nonostante le lentezze e la burocrazia “non bisogna perdere di vista i progressi raggiunti” nella pacificazione e normalizzazione del paese. La scorsa settimana, il presidente del Consiglio sociale ed economico ivoriano, Laurent Dona Fologo, aveva detto alla stampa che le elezioni si terranno probabilmente solo in primavera. [CO] (Misna,
29/10/08)
Dopo voci incontrollate su rapimento di bambini, panico: due linciati(Ansa-Afp, 25/10/2008)
Voci incontrollate sul rapimento di alcuni bambini hanno provocato un'ondata di panico oggi ad Abidjan e due morti. Una folla impazzita si e' scatenata contro due presunti rapitori e li ha linciati mentre erano in auto. Un altro automobilista e' stato salvato dall'intervento della polizia ed e' stato ricoverato in ospedale. Anche quattro poliziotti sono rimasti feriti. Lo ha reso noto la polizia della Costa d'Avorio con un comunicato.(Ansa-Afp, 25/10/2008)
Condanna a 20 anni per i rifiuti tossici. Ma la ditta olandese hanno già pagato per non essere processata (La Stampa, 23/10/2008)
Non sempre tutto resta impunito nel fiorente traffico di rifiuti tossici dall'Occidente all'Africa. Nell'agosto del 2006 una nave panamense, la Probo Koala, scaricò nelle acque al largo di Abidjan, in Costa d'Avorio, 528 metri cubi di rifiuti tossici. Ieri il tribunale ivoriano incaricato del processo ha comminato vent'anni di carcere al nigeriano Salomon Ugborugbo, responsabile della dittaTommy, individuato come esecutore materiale, e cinque anni al suo complice Essoin Kouao, agente navale del porto di Abijan che aveva garantito per la nave. I liquami - residui petroliferi, zolfo e soda caustica - scaricati a poca distanza dalla costa avevano causato la morte di 17 persone e l'intossicazione di migliaia di altre, rendendo necessaria la completa evacuazione della zona. Nessuno dei dirigenti della Trafigura, la ditta olandese che aveva noleggiato l'imbarcazione e organizzato il trasporto, era presente in tribunale. L'azienda ha negoziato separatamente con il governo ivoriano un risarcimento di 152 milioni di dollari pur di essere tenuta fuori dal processo. Mail&Guardian www.mg.co.za/ (La Stampa,23/10/2008)
L'arte del possibile: vite riconquistate (ConfiniOnLine, 13/10/2008)
Costa d'Avorio, ricongiungimento famigliare di minori. Intraprendere seriamente attività di cooperazione non è agire come gocce nel mare. Questo luogo comune che vede negli interventi umanitari delle piccole azioni in un mare di difficoltà viene sfatato ogni volta che una sola persona riesce a riconquistare la vita. Certamente questo è il caso di Marie (nome di fantasia per proteggere il minore) che abbiamo accolto nella Casa Soleterre di Abidjan in Costa d'Avorio. Marie come tante sue coetanee si era ritrovata abbandonata dalla famiglia e a rischio prostituzione a causa dell'impossibilità di trovare un lavoro in un paese che esce da anni di guerra. Una guerra dimenticata come le tante guerre in Africa. Ebbene, attraverso lo staff locale Soleterre è riuscita ad effettuare il ricongiungimento famigliare della piccola. Dopo vari incontri con i genitori, gli educatori sono riusciti a parlare con uno zio che abita ad Agboville, appena fuori città, il quale si è impegnato a prendersi carico della ragazza, a tenerla con sé a casa sua e a farle frequentare l’istituto di formazione femminile di Agboville che permetterà a Marie, che non è mai andata a scuola, di frequentare dei corsi di alfabetizzazione e di formazione professionale. Non sono gocce nel mare, ma vite riconquistate. Fonte: Soleterre (ConfiniOnLine,
13/10/2008)
Ex ribelli chiedono di rinviare le presidenziali (Alice/Apcom, 12/10/2008)
Gli ex ribelli della Costa D'Avorio hanno chiesto alla Commissione elettorale di rinviare le elezioni presidenziali in programma per il prossimo 30 novembre, a causa dei ritardi nella registrazione degli elettori e dei problemi sorti nel processo di smobilitazione delle milizie e loro inserimento nelle forze armate regolari. La richiesta è stata presentata al termine di una riunione nel fine settimana nella città di Bouake, roccaforte dei ribelli. In un resoconto diffuso al termine della riunione, gli ex ribelli hanno invitato la commissione elettorale "a proporre una nuova data per le elezioni". Anche il Presidente Laurent Gbagbo ha proposto un rinvio di due settimane, ma a giudizio di analisti e uomini politici il Paese non sarebbe comunque pronto a tenere le consultazioni entro l'anno. Il mandato di Gbagbo è terminato ufficialmente nell'ottobre 2005, ma il Presidente è rimasto alla guida del Paese invocando l'applicazione di un articolo della Costituzione, che consente ai Capi di Stato di prorogare il proprio mandato in caso di guerra o crisi. La Costa D'Avorio è spaccata in due dal 2002, con il nord in mano ai ribelli e il sud sotto il governo. Nel 2007 è stato siglato in Burkina Faso un accordo di pace che ha affidato la carica di premier al leader dei ribelli Guillaume Soro e ha tracciato il cammino verso nuove elezioni. Un voto che dovrebbe portare la riunificazione del Paese, primo produttore mondiale di cacao. (Alice/Apcom,
12/10/2008)
Presidenziali: comincia campagna elettorale con dubbi su data voto (Misna, 06/10/2008)
Si è presentato come “il rimedio che guarirà un paese stanco e depresso”, l’ex-primo ministro Alassane Dramane Ouattara, che questo fine settimana ha iniziato la sua campagna elettorale in vista del voto presidenziale in programma il 30 novembre. Una data, questa, che potrebbe però slittare come ha detto lo stesso Ouattara annunciando incontri con i vertici degli altri partiti politici proprio per evitare che ciò avvenga. Sanità, educazione, distribuzione di acqua ed elettricità sono stati invece i punti salienti affrontati dal capo dell'Unione dei repubblicani (Rdr), illustrando un programma di governo nel quale ha tra l'altro promesso di creare un fondo assicurativo per le malattie, a favore dei più poveri, rendere gratuita la scuola fino ai 15 anni di età e creare un milione di nuovi posti di lavoro. Intanto, le emittenti radiotelevisive della Costa d’Avorio hanno reso noto che il censimento della popolazione – necessario per il voto – andrà avanti fino alla fine del mese: tuttavia, nonostante si sia già cominciato a settembre, finora sono stati registrati solo 30.000 elettori sui nove milioni stimati. “Le liste elettorali sono tutt'altro che chiuse – ha detto una fonte locale della MISNA chiedendo di restare anonima – e la maggior parte dei cittadini non ha ancora i documenti necessari per votare. Abbiamo grossi dubbi sulla possibilità che le elezioni si svolgano il 30 novembre”. Lo stesso presidente Laurent Gbabgo ha d’altra parte ammesso ieri che il voto potrebbe slittare al 15 dicembre; fonti della stampa locale hanno ipotizzato ritardi più pesanti. [VV] [ GB] (Misna,
06/10/2008)
91 militari radiati dall'esercito per ammutinamento (Fides, 02/10/2008)
Novantuno militari sono stati radiati dall'esercito della Costa d'Avorio per ammutinamento. Lo ha annunciato con un comunicato lo Stato Maggiore dell'esercito ivoriano precisando che altri 13 militari si sono dati alla fuga e “sono attivamente ricercati”. Il 27 settembre un gruppo di soldati era sceso nelle strade della capitale politica, Yamoussoukro, e della città di Daoukro, nel sud del Paese, organizzando blocchi stradali e sparando in aria, per esigere il pagamento degli arretrati delle indennità di guerra. A Daoukro 5 civili sono rimasti feriti dai colpi esplosi. La Costa d'Avorio è in una fase delicata perché a fine novembre dovrebbero tenersi le più volte rimandate elezioni presidenziali che suggellerebbero la conclusione della gravissima crisi politica scoppiata nel 2002 che ha comportato la divisione del Paese in due parti: il sud in mano al governo riconosciuto e il nord-ovest in mano ai ribelli delle Forze Nuove. Nel marzo 2007 con la firma dell'accordo di Ouagadougou, mediato dal Burkina Faso, il Presidente Gbabo e la leadership delle Forze Nuove hanno posto le basi per la riunificazione del Paese e l'avvio della riconciliazione nazionale. Uno dei problemi più urgenti da affrontare è il disarmo e la smobilitazione dei combattenti delle diverse parti e il loro inserimento nella società civile oppure nelle forze armate regolari. Oltre alle “Forze Nuove”, specialmente nell'ovest, vi sono diversi gruppi armati che attendono la smobilitazione e che rischiano di creare seri problemi per la sicurezza degli abitanti dell'area, la regione dove sono concentrate le piantagioni di cacao, la ricchezza tradizionale del Paese. Le stesse forze di sicurezza regolari non sono però esenti da tensioni. La forte sanzione dello Stato Maggiore nei confronti dei responsabili dell'ammutinamento di fine settembre, che ha provocato anche gravi danni materiali, ha un precedente nella decisione del Ministero dell'Interno di comminare la sospensione di 10 mesi dalle funzioni e dallo stipendio a 322 agenti di polizia, per sciopero non giustificato. Da pochi giorni inoltre è iniziata la delicata procedura di registrazione degli elettori e il Paese necessita di tranquillità, come ha sottolineato Guillaume Soro, uno dei leader delle Forze Nuove divenuto Primo Ministro a seguito dell'accordo di Ouagadougou, che ha invitato i militari in rivolta alla calma “per permettere al Paese di uscire dalla crisi”. Un appello che è stato ripreso dal comunicato dello Stato Maggiore dell'esercito che afferma “è il momento della pace, della preparazione delle elezioni e della ricostruzione del Paese. Per questo motivo lo Stato Maggiore invita tutti i militari a rinunciare al ricorso alle armi al fine di evitare al nostro Paese un ritardo nello sviluppo e il peggioramento delle difficoltà economiche alle quali deve far fronte”. (L.M.) (Fides,
02/10/2008)
Gesuiti aprono la prima Scuola di Scienze politiche africana (l’Occidentale, 01/10/2008)
Padri gesuiti francesi hanno aperto ad Abidjan, in Costa D'Avorio, la prima Scuola di scienze morali e politiche dell'Africa Occidentale, per formare "elite africane" sul modello del famoso Centro studi universitario di scienze politiche di Parigi, "Sciences Po". "Abbiamo aperto una Scuola di scienze morali e politiche dell'Africa Occidentale, una sorta di 'Sciences po' dell'Africa Occidentale, volta a formare quadri capaci di dirigere gli affari privati e pubblici in Africa", ha detto alla France presse padre Dennis Maugenest, Direttore generale del Centro di ricerca e di azione per la pace (Cerap). "Ci sono grandi imprese che a volte sono obbligate a cercare quadri ben formati fuori dal continente e che avrebbero tutto da guadagnare ad avere persone formate sul posto", ha aggiunto il religioso, che negli ultimi 13 anni ha creato e diretto l'Università cattolica del Camerun. Inaugurata ieri, la scuola prevede corsi di formazione di due anni in diritti dell'uomo, gestione dei conflitti e cultura della pace, oltre a governance, etica economica e sviluppo sostenibile. Sono 32 gli studenti iscritti quest'anno, provenienti da otto paesi africani. "Speriamo di formare 75 studenti l'anno a partire dal 2010", ha detto il direttore della scuola, Kevin Adou. (l’Occidentale,
01/10/2008)
Migliaia di ivoriani fanno causa alla Trafigura (Sostenibile, 30/09/2008)
Trentamila cittadini della Costa d'Avorio chiedono alla compagnia olandese Trafigura decine di milioni di euro di risarcimento dei danni subiti per le terribili conseguenze del disastro ecologico del 2006. La richiesta è stata formalizzata dinanzi al Tribunale di Londra, il processo si svolgerà l'anno prossimo. E' la piu' grande class action della storia. La Trafigura è una delle piu' grandi compagnie mondiali di trasporto merci, specializzata soprattutto nel trasporto di petrolio e grandi quantitativi di sostanze chimiche. Nel 2006, la nave Probo Koala aveva disperso in mare, nella zona della capitale Abidjan, ingenti quantitativi di petrolio e di sostanze chimiche tossiche. Migliaia di abitanti della capitale avevano dovuto ricorrere subito a cure mediche letteralmente invadendo gli ospedali della città, in sedici erano morti nell'immediatezza dell'incidente, molti altri si sono ammalati in seguito e sono deceduti per le conseguenze di quel disastro. La Trafigura, per evitare un processo in Costa d'Avorio, aveva versato nelle casse del governo 120 milioni di euro a titolo di compensazione, ma per le vittime quel denaro non bastava a compensare i danni sofferti. Ora, la class action a Londra segnerà l'ennesima tappa di quella tragica vicenda e forse una nuova era per la responsabilità giuridica delle grandi compagnie sui disastri ecologici e sanitari di cui sono state responsabili. di Rosario Mastrosimone (Sostenibile,
30/09/2008)
Si chiudono oggi in le Giornate del perdono e della riconciliazione (Radio Vaticana, 14/09/2008)
"Fasciare le piaghe dei cuori feriti e divisi, lavare ogni rancore e insegnare nuovamente a vivere insieme come fratelli e sorelle". Si sono poste un obiettivo ambizioso le "Giornate di perdono, pentimento e riconciliazione", avviate in Costa d'Avorio dai vescovi cattolici il 26 agosto scorso e giunte oggi agli ultimi appuntamenti. Intenso il programma: celebrazioni Eucaristiche, veglie di preghiera ecumeniche in tutte le parrocchie del Paese e un incontro tra il clero cattolico e i capi militari ivoriani un tempo antagonisti. Ai termini dell'accordo di pace firmato il 4 marzo 2007 a Ouagadougou dal presidente Laurent Gbagbo e dai capi ribelli delle Forze Nuove, la riunificazione del Paese sarà raggiunta mediante il disarmo e la smobilitazione delle truppe, mentre un governo di riconciliazione nazionale dovrà condurre gli ivoriani alle elezioni, in programma il prossimo 30 novembre. Mediatrice tra le parti la Comunità di Sant'Egidio. Ad organizzare e coordinare i diversi appuntamenti delle "Giornate" è stato un apposito Comitato presieduto da mons. Marie-Daniel Dadiet, arcivescovo di Korhogo, città settentrionale appartenente all'area del Paese controllata dagli ex ribelli.(S.G.) (Radio Vaticana, 14/09/2008)
Capo dello Stato Ggabo candidato a presidenza
(Alice/Apcom, 30/08/2008)
Il capo dello Stato della Costa d'Avorio, Laurent Gbagbo, è stato designato dal suo partito, il Fronte popolare ivoriano (FPI), candidato alle elezioni presidenziali del prossimo 30 novembre. Unico candidato del suo partito, il capo dello Stato ivoriano ha ottenuto un plebiscito dagli oltre tremila militanti dell'FPI. "Faremo di tutto affinché Ggabo trionfi nelle elezioni del 30 novembre 2008" ha detto il presidente dell'FPI Pascal Affi N'Guessan, durante il discorso conclusivo di una convention straordianria nella capitale Yamoussoukro. Il presidente Ggabo, che non ha parteicipato alla convention, dovrà annunciare la sua candidatura nel corso di una cerimonia il prossimo ottobre. Alla corsa presidenziale partecipano anche l'ex capo di stato Henri Konan Bédié e l'ex primo ministro Alassane
Ouattara. (Alice/Apcom, 30/08/2008)
"Giornate di perdono e riconciliazione" promosse dai vescovi (Misna,
26/08/2008)
Cominciano stasera ad Abidjan, con una messa inaugurale presso la parrocchia ‘Saint Jean’ del quartiere di Cocody, le “Giornate di perdono, pentimento e riconciliazione” promosse dalla Conferenza episcopale ivoriana. “L’iniziativa – ha riferito alla MISNA monsignor Marie-Daniel Dadiet, vicepresidente della Conferenza e presidente della Commissione Giustizia e pace incaricata degli affari sociali – nasce dall’appello dei vescovi formulato nel gennaio scorso, durante l'85esima plenaria: il tempo delle condanne è passato, tutti abbiamo agito male e la crisi che abbiamo subita è il risultato delle nostre ingiustizie e dei nostri silenzi: è tempo di chiedere perdono, non solo a Dio, ma anche gli uni agli altri”. A soli tre mesi dalle elezioni presidenziali, previste il 30 novembre, le ‘Giornate del perdono’ vogliono essere uno spazio per riflettere sugli errori del passato, parlarsi ed esprimere le proprie frustrazioni. “L’iniziativa si rivolge a tutti gli ivoriani, inclusa la classe politica” ha aggiunto monsignor Dadiet, che è anche vescovo della diocesi settentrionale di Korhogo. Nel concreto, l’evento dovrebbe culminare con una novena, a partire dal 5 settembre, durante la quale si terranno giornate di digiuno, di confessione, di ascolto. “Per il 13 prevediamo un grande concerto sulla piazza antistante la cattedrale, al quale saranno invitati i dirigenti politici e i capi delle altre confessioni religiose, per esprimere i loro messaggi di perdono” ha precisato il presule. Da mesi la Chiesa cattolica, in collaborazione con le altre religioni, porta avanti una campagna di sensibilizzazione al dialogo. “Si sono registrati grandi progressi negli ultimi tempi – ha concluso monsignor Dadiet – e il più grande desiderio del popolo è andare verso la pace e la riunificazione totale del paese. Sperano che la classe politica sappia dimostrare saggezza lasciando da parte gli interessi egoistici per far prevalere l’interesse della nazione”. [CC] (Misna,
26/08/2008)
Elezioni: con la pace arrivano le carte d'identita' digitali
(Misna, 13/08/08)
Dopo anni di conflitti armati e vittime senza nome, carte d'identità digitali saranno distribuite a tutti gli ivoriani chiamati a votare alle elezioni presidenziali in programma il 30 novembre: lo hanno confermato i responsabili della società francese incaricata della registrazione degli aventi diritto. Il trasporto del materiale necessario al censimento e, dunque, all'aggiornamento delle liste elettorali dovrebbe essere completato nei prossimi giorni; secondo un portavoce della società francese, le procedure preelettorali saranno effettuate nei tempi previsti, in modo tale da non costringere a posticipare il voto. Dopo anni drammatici, segnati da ribellioni e conflitti armati, le elezioni di novembre sono considerate da dirigenti politici e osservatori internazionali una tappa fondamentale sulla via di una normalizzazione della vita politica. Il mese scorso il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon ha sottolineato come il voto sia in linea con gli accordi di pace sottoscritti nel marzo 2007 dal presidente Laurent Gbagbo e dall'ex capo ribelle e attuale primo ministro Guillaume Soro. Nonostante diversi motivi di ottimismo, sulle elezioni pesano diverse incognite. Controversa è in particolare la questione del numero degli aventi diritto: gli ex ribelli sostengono che le liste debbano comprendere tre milioni di nomi, molti di più dei votanti "previsti" dalla presidenza.[ VG] (Misna, 13/08/08)
Costa d'Avorio - Ancora veleni; nuove denunce due anni dopo lo scandalo dei rifiuti tossici
(Peacereporter, 12/08/2008)
Lo scandalo dei rifiuti tossici, scoppiato due anni fa presso la laguna di Abidjan e che portò alla morte di almeno 16 persone e all'avvelenamento di altre migliaia, non è affatto chiuso, secondo quanto reso noto da Okechukwu Ibeanu, un investigatore dell'Onu recentemente recatosi in Costa d'Avorio. Decine di migliaia di persone soffrirebbero ancora le conseguenze del disastro ambientale, causato dallo sversamento illegale di tonnellate di materiale tossico in diversi siti della città ivoriana. Lo scandalo dei rifiuti tossici fu scoperto nell'agosto del 2006 quando la nave Probo Koala, affittata dalla società Trafigura, scaricò tonnellate di materiale di scarto, composto da prodotti petroliferi e soda caustica, nel porto di Abidjan. I rifiuti, che sarebbe dovuti essere trattati in impianti speciali, finirono invece interrati in diverse zone della città. Stando ad Ibeanu, che la scorsa settimana ha fatto visita alle zone ancora contaminate dopo aver incontrato i rappresentanti del governo, intere comunità di poveri sarebbero a rischio di patologie quali malattie della pelle, emicranie e problemi respiratori. Le sostanze tossiche avrebbero causato anche un aumento degli aborti e delle nascite premature. Tutti fattori aggravati dal fatto che le famiglie più povere, non assistite adeguatamente dal governo, sarebbero state costrette a tornare a vivere nelle zone contaminate, nove delle quali non sarebbero neanche state bonificate. Le indagini successive al disastro ambientale appurarono che la Probo Koala aveva in precedenza tentato di sversare il materiale a Lagos, in Nigeria, e ad Amsterdam, dove però i costi per il trattamento avrebbero fatto desistere la Trafigura. La compagnia ha ancora un contenzioso aperto con la giustizia olandese, mentre si è garantita una sorta di immunità in Costa d'Avorio grazie a un accordo siglato con il governo, secondo cui la compagnia si è garantita da eventuali azioni legali con un versamento allo Stato di poco più di 150 milioni di euro. - Matteo Fagotto
(Peacereporter,
12/08/2008)
Rifiuti tossici del 2006: per l'onu diritti ancora violati
(Misna, 08/08/2008)
"Alcune delle persone che ho incontrato sono in uno stato di prostrazione assoluta, senza soldi per mangiare e,
tantomeno, pagare costose cure mediche": lo ha detto l'inviato dell'Onu Okechukwu
Ibeanu, al termine di una missione in Costa d'Avorio per indagare sullo scarico di rifiuti tossici da parte di una multinazionale europea nel 2006. "Dopo due anni il diritto degli abitanti di Abidjan a un ambiente salubre e sicuro continua a essere violato" ha detto il responsabile al termine della visita, durata sei giorni. Secondo
Ibeanu, i sette siti alla periferia di Abidjan dove furono depositate le scorie chimiche sono ancora contaminati e rappresentano una grave minaccia per la salute dei residenti. "In molti – ha raccontato l'inviato dell'Onu - mi hanno detto di soffrire a causa di forti mal di testa, malattie della pelle, problemi digestivi, infiammazioni alla gola e ai polmoni". Nella notte tra il 19 e il 20 agosto 2006, la società svizzero-olandese Trafigura depositò in alcune discariche a cielo aperto circa 500 tonnellate di rifiuti; secondo le ultime stime, le esalazioni hanno causato almeno 16 morti e l'intossicazione di migliaia di persone. L'anno scorso la multinazionale acconsentì a versare al governo ivoriano l'equivalente di circa 150 milioni di euro, negando però di aver commesso alcun illecito.[
VG] (Misna, 08/08/2008)
Cresce la protesta per il carovita (Peacereporter, 17/07/08)
Comincia oggi lo sciopero indetto dall'Unione generale dei lavoratori di Costa d'Avorio, che chiede la revisione del prezzo del carburante e un aumento degli stipendi. Con la protesta sociale scarseggia il trasporto pubblico nella capitale Abidjan. Associazioni e governo hanno deciso di incontrarsi sabato per discutere di un accordo sulle tariffe del prezzo del carburante, il cui rialzo è stato imposto dal governo la scorsa settimana. La Federazione dei sindacati autonomi ha fatto sapere che i salari sono invariati da 20 anni, e che una famiglia media composta da cinque persone spende circa 800 euro, ma lo stipendio minimo non supera o 56 euro. (Peacereporter,17/07/08)
Moda, i sacchi di cacao diventano abiti (Reuters, 10/07/2008)
E' stato suo padre, un sarto diventato poi operaio in una piantagione di cacao, a regalarle la prima macchina da cucire, un modello del 1952. E dopo un diploma scuola di sartoria, ora Mai attira gli sguardi di tutti con le sue mise create da sacchi di iuta usati per contenere ciò che la Costa d'Avorio esporta di più: il cacao. Nel suo piccolo negozio di Treichville, sobborgo popolare della capitale economica Abidjan, Mai disegna e realizza abiti, maschili e femminili, nei colori naturali del beige, fatti di fibre grezze e sacchi per il cacao e il caffé. E le creazioni di Mai vengono indossate da una crescente clientela di celebrità, artisti e musicisti, qualcuno proveniente anche dall'estero. "L'economia della Costa d'Avorio si basa sull'agricoltura, in particolare su cacao e caffé. Quindi ho deciso di promuovere i raccolti creando questa linea di moda", ha detto Mai, il cui vero nome è Maimouna Camara Gomet. "Per me, è un modo per attirare l'attenzione di tutto il mondo sul cacao e il caffé", ha detto. Tra i modelli realizzati dalla giovane stilista, si trovano gonne, top, pantaloni, magliette e gilet, ma anche cappelli borse e accessori, la maggior parte in beige ma in alcuni casi anche colorati di nero o di blu. Secondo le sue indossatrici, i "vestiti di sacco" si abbinano bene con i gioielli tradizionali e gli ornamenti, come quelli fatti dalle stesse conchiglie usate come moneta di scambio nella costa occidentale africana secoli fa per il commercio degli schiavi. Ndr - Vedi anche foto su Repubblica http://www.repubblica.it/2006/05/gallerie/esteri/moda-ivoriana/1.html - (Reuters,
10/07/2008)
Crisi alimentare: prolungate misure per contenere prezzi (Misna, 02/07/2008)
Sono state prorogate per altri tre mesi le misure straordinarie prese dal governo ivoriano per contenere la crescita dei prezzi dei prodotti di prima necessità, a cominciare dagli alimentari. Lo ha comunicato oggi il governo in un messaggio radiofonico e televisivo nel quale si precisa che le misure, inizialmente vigore fino al 30 giugno, continueranno a prevedere per altri 90 giorni la sospensione dei diritti di dogana sui prodotti alimentari di prima necessità (a cominciare da olio, latte, farina, riso, pomodoro), la riduzione o la sospensione di alcune imposte relative a materiali o prodotti agricoli e il rafforzamento dei controlli per evitare speculazioni sui prezzi al dettaglio. Nella nota il governo sottolinea come le misure di contenimento dei prezzi siano state mantenute nonostante “le difficoltà finanziare del bilancio nazionale”. Tra i provvedimenti anche il prezzo politico per alimenti base come il pane e il latte. Le misure erano state introdotte il primo aprile scorso in seguito a crescenti tensioni nel paese e a manifestazioni di proteste per il rincaro dei prezzi. [MZ] (Misna,
02/07/2008)
Abidjan si mobilita per l'emergenza (Ansa, 27/06/2008)
L'Africa, uno dei continenti piu' colpiti dai cambiamenti climatici, si mobilita per cercare di fronteggiare l'emergenza. In prima fila la Costa d'Avorio che attraverso il Crea (Centre de recherche et de formation sur l' état en Afrique) ha organizzato a Milano una sessione del Comitato scientifico che tra ottobre e novembre prossimi organizzera' una conferenza di tutti i paesi dell'Africa occidentale ad Abidjan. In collaborazione con l'Ispi e con il patrocinio della societa' che organizza l'Expo, la conferenza avra' come obiettivo lo studio dell'impatto dei cambiamenti climatici sull' economia e sulle societa' dei paesi dell'Africa occidentale. In particolare il comitato scientifico si e' concentrato nello studio di proposte affinche' i paesi africani coinvolti adottino politiche ambientali in grado di salvaguardare l'agricoltura, a difesa delle zone costiere e della pesca e per lo sviluppo del sistema dei trasporti. ''Questa - ha spiegato Paolo Sannella, ex ambasciatore italiano in Costa d'Avorio e ora presidente del Crea - e' una politica che non puo' essere portata avanti in un solo paese. Serve il coinvolgimento dell'intera regione, quindi e' necessario il rafforzamento dell'integrazione''. Alla sessione milanese del comitato scientifico hanno partecipato tra gli altri Leon Monnet, ministro dell'energia della Costa d'Avorio; Vittorio Colizzi, direttore dell'Unesco per le biotecnologie e presidente dell'Istituto Spallanzani; Franco Pordi, direttore dell'Istituto di meteorologia e Vittorio Prodi, vicepresidente del comitato sul cambiamento climatico del Parlamento europeo.(Ansa, 27/06/2008)
Scandalo Cacao, sotto indagine i vertici della Borsa ivoriana (Milano finanza, 13/06/2008)
Terremoto sulla Borsa del Cacao in Costa d’Avorio. Secondo il comunicato del procuratore della Repubblica, Raymond Tchimou, ventitre dirigenti della borsa più prestigiosa del mondo per la compravendita di cacao e caffé, sono state accusate di distrazione di fondi, abuso di fiducia,a abuso di beni sociali, furto, falso e utilizzo di falso. Lucien Tape Do, presidente della borsa, Henri Kassi Amouzou, presidente del Fondo per lo sviluppo dei produttori di caffe-cacao, Angeline Kili, del Fondo di regolazione del cacao figurano sulla lista delle 23 persone incolpate dalla giustizia ivoriana. L’inchiesta ha rivelato, a parte la sovra fatturazione, il non funzionamento di alcune società acquistate con fondi governativi e internazionali che non riversavano i dividendi presso gli azionisti (nella fattispecie produttori di cacao). Gli investigatori hanno anche rivelato delle anomalie nei budget di funzionamento di tutte le strutture adibite all’allocazione di somme esorbitanti, di commissioni, di gettoni di presenza, d’indennità, di onorari agli ausiliari di giustizia, di sovvenzioni etc. Il 23 ottobre 2007, la giustizia ivoriana aveva avviato un’inchiesta, voluta dal presidente Gbagbo, su delle presunte distrazioni di denaro nella filiera del cacao. Nella sua richiesta Gbagbo aveva menzionato l’affare Fulton, dove una delle struttura di gestione era stata incolpata di aver distratto quasi 152 milioni di euro previsti per l’acquisto di una fabbrica di cacao a Fulton (Stati Uniti). Due settimane dopo, i dirigenti della filiera di cacao si sono accusati uno con l’altro svelando il misfatto. Amerigo Francia - (Milano finanza,
13/06/2008)
Costa d'Avorio - Novemila agenti Onu dispiegati durante elezioni (Alice/Apcom, 06/06/2008)
Novemila agenti dell'Onu saranno dispiegati ai confini della Costa d'Avorio durante il periodo elettorale che porterà al primo turno delle presidenziali il prossimo 30 novembre. Lo riferisce l'agenzia Misna citando un alto funzionario delle Nazioni Unite. L'organismo internazionale sostiene il processo nell'ambito logistico, finanziario e di sicurezza. L'accordo di pace raggiunto l'anno scorso aveva comportato il progressivo disimpegno dei 'caschi blu' dalla linea di confine che separava il nord, in mano ai ribelli, dal sud, dopo cinque anni di conflitto.(Alice/Apcom, 06/06/2008)
Seguela: ritorno alla calma (Ami, 20/05/08)
Sembra essere tornata alla calma a Séguéla, la città del centro nord della Costa d'Avorio sotto controllo degli ex ribelli delle Forze Nuove. Dopo una giornata di spari isolati e di pattugliamenti di uomini in moto armati di kalashnikov, e dopo il siluramento di Zacharia Koné, comandante di Fn della zona, lo stato maggiore delle forze armate sembra aver ripreso il controllo della situazione. Secondo fonti legate all'esercito, quello di domenica sarebbe stato un tentativo di insurrezione di un parte dell'esercito, anche se il comando generale smentisce l'ipotesi. Il siluramento di Zacharia Koné viene spiegato come risposta alla sua assenza ad una cerimonia ufficale. Il giornale filogovernativo Freternité Matin afferma che l'ex comandante di zona si troverebbe ormai fuori dal paese, probabilmente in Mali. Koné aveva partecipato al tentativo di colpo di Stato del 2002 contro il presidente Laurent Gbagbo. (Ami,
20/05/08)
Abidjan: ribelli hanno iniziato il disarmo (Alice/Apcom, 04/05/2008)
I ribelli che controllano la metà settentrionale della Costa d'Avorio, il principale produttore mondiale di cacao, hanno iniziato il disarmo. Lo hanno annunciato le autorità di Abidjan. Si tratta di un'iniziativa cruciale verso le attese elezioni presidenziali in programma per il 30 novembre, che molti auspicano possano garantire la fine di anni di guerra. Da venerdì circa mille ribelli si sono presentati nel centro di smobilitazione nella città settentrionale di Bouake, un'ex roccaforte dei ribelli. Sono circa 43mila i ribelli che complessivamente dovrebbero deporre le loro armi nel corso di un periodo quinquennale. Circa 26mila saranno reinseriti nella vita civili, il resto sarà integrato nell'organico delle forze armate. (Alice/Apcom,
04/05/2008)
Fuga in massa dalla prigione di Bouaké, 144 gli evasi(Peacereporter, 20/04/2008)
Almeno 144 prigionieri sono fuggiti martedì scorso dalla prigione di Bouaké, la principale città settentrionale della Costa d'Avorio, ha riferito ieri un esponente delle Forces Nouvelles. Tra gli evasi, anche dieci uomini che lo scorso dicembre avrebbero organizzato un attacco contro le Fn, l'ex-formazione ribelle che ha controllato il nord per tutta la guerra civile, scoppiata nel 2002 e conclusasi l'anno scorso. A marzo 2007, un accordo di pace tra il presidente Laurent Gbagbo e il leader delle Fn, Guillaume Soro, ha permesso a quest'ultimo di diventare premier, ma il processo di pace da allora non ha registrato passi in avanti. Le elezioni, previste per il prossimo giugno e già rimandate per tre anni consecutivi, verranno posticipate nuovamente, secondo quanto riferito dalla Commissione elettorale. (Peacereporter, 20/04/2008)
Elezioni presidenziali il 30 novembre (Swissinfo, 14/04/08)
La Costa d'Avorio voterà per eleggere il presidente il 30 novembre in base ad un piano di pace che vuole riunificare il paese dopo una guerra civile. Loha reso noto il portavoce del governo. "Il governo in seduta straordinaria ha scelto il 30 novembre come data per il primo turno delle elezioni presidenziali", ha detto il portavoce, precisando che non è ancora stato stabilito invece quando si terranno le elezioni politiche. Le presidenziali avrebbero dovuto tenersi nell'ottobre 2005, ma sono state rinviate varie volte in quanto il nord del paese era sotto il controllo dei ribelli dal 2002. Il presidente Laurent Gbagbo, eletto nel 2000 in una consultazione dalla quale erano stati esclusi gli esponenti dell'opposizione, molto probabilmente si presenterà per un nuovo mandato. (Swissinfo,
14/04/08)
Al via seconda fase bonifica rifiuti tossici della Probo Koala (Greenreport, 07/04/2008)
Il governo della Costa d’Avorio e la multinazionale Trafigura hanno firmato un protocollo d’intesa che prevede l’avvio di lavori di disinquinamento dei siti del distretto della capitale Abidjan interessati nell’agosto del 2006 dallo sversamento di rifiuti tossici. Alla cerimonia della firma hanno partecipato il Centre ivoirien antipollution (Ciapol), il Bureau national d’Etude et de développement (Bnetd), il gruppo Trafigura ed il ministro degli interni ivoriano Désiré Tagro. Il processo di disinquinamento dei rifiuti tossici, frutto di traffici illeciti di origine europea, è infatti molto lento, tanto da spingere il governo della Costa d’Avorio ad intraprendere questo ulteriore passo con Trafigura. «Questa evenienza è divenuta necessaria perché era contenuto nel protocollo madre che la parte Trafigura dovrà procedere ad un disinquinamento complementare e ad un seguito ambientale. Queste operazione saranno velocizzate - ha detto Désiré Tagro – Tutte le parti, vale a dire Trasfigure e lo Stato della Costa d’Avorio, hanno stimato che è giunto il tempo di accelerare i termini e lasciare alle parti ivoriane la cura di questo disinquinamento complementare. Evidentemente i costi necessari a queste operazioni sono a carico della parte Trafigura». Trafigura si è impegnata al pagamento di una somma di 5 miliardi di Franchi Cfa a titolo di avanzo di tesoreria per la costruzione dell’impianto di trattamento dei rifiuti solidi urbani da realizzare ad Abidjan. Il governo ivoriano ringrazia e con questo considera così conclusa la prima fase del protocollo d’intesa, firmato il 13 febbraio 2007 ed avviata la seconda fase di bonifica. Trafigura aveva noleggiato la nave Probo Koala che aveva scaricato in Costa d’Avorio rifiuti tossici che avevano provocato almeno 15 vittime ad Abidjan e contaminato oltre 100 mila persone. Il governo della Costa d’Avorio,aveva avviato un procedimento giudiziario contro Trafigura, ma lo aveva abbandonato in seguito alla firma di un protocollo di intesa che prevedeva come prima cosa un indennizzo di 95 miliardi di Franchi Cfa allo Stato. La seconda fase riguarda la bonifica completa dei siti contaminati. Sullo sfondo di questa vergognosa vicenda di traffici di rifiuti tossico-nocivi, rimangono le vittime, i malati e il neocolonialismo che dall’Africa importa risorse ed esporta gli scarti. (Greenreport,
07/04/2008)
Taglio delle tasse dopo le proteste per il carovita (Peacereporter, 02/04/2008)
Dopo due giorni di violente proteste contro l'aumento dei prezzi dei beni alimentari, il Presidente della Costa d'Avorio Laurent Gbagbo ha abolito i dazi doganali e ha tagliato le tasse sui prodotti di base. Le dimostrazioni hanno interessato soprattutto Abidjan, la capitale economica del Paese, in cui una persona è morta e almeno 10 sono rimaste ferite. Gbagbo ha motivato le sue decisioni spiegando di essere sensibile alle preoccupazioni degli ivoriani, ma ha sottolineato che quello dell'aumento dei prezzi è un problema a livello mondiale. Proteste analoghe contro il crescente costo della vita si sono verificate anche in altri Paesi dell'Africa occidentale, tra cui Camerun, Burkina Faso e Senegal. Le ragioni di queste mobilitazioni sono l'elevato prezzo del petrolio, la richiesta sempre maggiore di bio-carburanti e le economie asiatiche e latinoamericane in espansione. "Il costo del cibo è raddoppiato in meno di nove mesi", ha detto Josette Sheeran, direttore esecutivo del World Food Programme (Wfp), sostenendo che il mondo si sta confrontando con un "nuovo tipo di fame. I generi alimentari continuano ad essere in vendita, ma le persone non se li possono permettere". (Peacereporter,
02/04/2008)
“bokaye!", con le donne di abidjan, una pasqua senza scontri di civilta’(Misna,24/03/2008)
[E' un testo del 2007 che riproponiamo in questo contesto come documento di quel che donne cristiane e musulmane, aiutandosi, possono fare insieme se prevale il dialogo e l'incontro di civiltà invece che il cosiddetto "clash of civilizations" e le nefaste conseguenze di chi anche in questi giorni pasquali, pur fingendo il contrario, sembra in ogni modo cercare lo scontro tra cristianesimo e islam. Anche Boyakè è invece frutto dell'opera delle missionarie, grandi costruttrici di pace.]Seduta alla scrivania di un ufficio parrocchiale, a prima vista sembrerebbe una suora velata di nero, ma in realtà, guardandola meglio, ci si accorge che indossa uno chador ben stretto, che le lascia scoperto solo il viso. Sta trascrivendo su un computer portatile una serie di pagine vergate a mano, ma molto ordinate. Tra i denti, un alakpadjé, un rametto di legno speciale più efficace di uno spazzolino e con il dentifricio incorporato. È la segretaria di un gruppo di donne, nato da poco, in uno dei quartieri più insalubri del porto di Abidjan, in Costa d’Avorio. Lo scorso agosto, la città intera è stata devastata dallo smaltimento di 500 metri cubi di residui chimici altamente tossici in una quindicina di discariche del distretto. Il bilancio era stato pesante: 100.000 intossicati nella sola Abidjan, a decine le vittime. Un gruppo di donne, di diversa estrazione sociale, diversa appartenenza etnica e diverso credo religioso, si riunisce per fare fronte comune e condividere il medesimo obiettivo: salvaguardare i propri diritti e il proprio territorio. “Se siamo diventati la pattumiera del mondo, chi prenderà le nostre difese se non lo facciamo noi stesse?” sembrano dirci, con voce sicura e ferma, come le dita della donna velata che corrono sulla tastiera del piccolo portatile. Si sono costituite in un’associazione dal nome emblematico di “Bokayé!”, aiutiamoci! Sono di origine ivoriana, burkinabé, maliana, gahneana e guineana e il loro consiglio di presidenza conta una cattolica come presidente, una segretaria musulmana, altre tre cattoliche e tre protestanti come consigliere, quattro musulmane tradizionaliste e due wahabite, una appartenente ad una chiesa indipendente ivoriana e una ad una chiesa indipendente ghaneana (anglofona). Le differenze confessionali sembra non siano affatto da ostacolo alla solidarietà, con buona pace di chi predica il fantomatico scontro delle religioni e delle civiltà! Hanno bussato ad ogni porta, hanno smosso mari e monti: i missionari per primi, poi i rappresentanti dell’ONU, gli organismi internazionali, il ministero ivoriano per la difesa dei diritti umani, gli enti privati e pubblici. Hanno ottenuto udienza, anzi meglio, hanno alzato la voce con professionalità e decisione! L’ultima loro campagna, tuttora in atto, è in difesa delle vittime degli stupri: “Uno dei problemi più gravi che stiamo riscontrando – ci dicevano ultimamente – è che sta scomparendo l’età dell’infanzia. I nostri figli stanno diventando adulti troppo presto!” È in corso nel quartiere un seminario di tre mesi per le ragazze madri, animato da una ong ivoriana, e a maggio inizierà un seminario residenziale per tutti gli insegnanti delle scuole elementari pubbliche e private (nel quartiere ne esistono di cattoliche, protestanti, musulmane e persino una scuola battista di lingua inglese) finanziato dalle Nazioni Unite. L’associazione è dichiaratamente aconfessionale, ma questo non impedirà certamente alle donne cristiane di invitare le musulmane o le appartenenti ad altre religioni a fare festa con loro domenica prossima, Pasqua di Risurrezione, così come non ha impedito alle musulmane di invitare le amiche cristiane e di altre fedi a far festa con loro sabato scorso, per il Compleanno del Profeta. Questa Pasqua di solidarietà, multietnica e multireligiosa, sembra segnare con un’insistenza e una tenacia tutta femminile il “nuovo corso” che sembra aprirsi proprio in questi giorni in Costa d’Avorio, e che vede per la prima volta, dopo lunghi anni di guerra e trattative, prendere corpo un sogno di riunificazione e di pace. Che il grido “aiutiamoci!”, “bokayé!”, riecheggi ancora a lungo intorno al porto di Abidjan e in tutta la Costa d’Avorio! (Da Abidjan, padre Cesare Baldi, per la Pasqua 2007)(Misna, 24/03/2008)
Iniziato disarmo dei primi ex-ribelli (CC, Misna, 18/03/2008)
È ufficialmente cominciato il processo di disarmo degli ex-ribelli delle Forze nuove (Fn): per ora, sono 118 i giovani ex-combattenti che hanno raggiunto il centro di raggruppamento di Ferkessedougou, nel nord del paese, uno dei tre siti, insieme a quelli di Odienne (nord-ovest) e Kani (centro-ovest), abilitati dalla missione Onu nel paese (Onuci) e consegnati alle Fn. Ognuno dei siti, dotati di tende, docce, generatori, ha una capacità di accoglienza di circa 500 elementi che potranno, al termine del loro soggiorno, scegliere tra l’integrazione nell’esercito nazionale o il ritorno alla vita civile. Presto saranno creati altri tre centri di disarmo destinati in totale a circa 37.000 ex-ribelli; l’Onuci ha anche installato quattro punti di raccolta armi nelle città occidentali di Toulépleu, Blolequin, Guiglo e Duékoué, in una zona rimasta sotto controllo governativo. Il disarmo delle ex-milizie, sia anti che filogovernative, molte volte annunciato ma mai avvenuto, è una delle condizioni necessarie al buon svolgimento delle elezioni generali previste entro giugno. Dopo un tentato golpe contro il presidente Laurent Gbagbo il 19 settembre 2002, la Costa d’Avorio è rimasta tagliata il due per più di cinque anni, con la metà nord sotto controllo delle Fn e il sud rimasto fedele al presidente Gbagbo. (CC, Misna,
18/03/2008)
Contrabbando di cacao mina il processo di pace (Peacereporter, 19/02/2008)
Maria Lopez, una ricercatrice dell'organizzazione "Global Witness", ha affermato che il contrabbando di cacao mina gli sforzi per la riunificazione del nord e del sud della Costa d'Avorio, prevista dal piano di pace concordato l'anno scorso tra il presidente Laurent Gbagbo e il leader ribelle Guillaume Soro. Dozzine di camion carichi di semi di cacao e caffè ogni giorno attraversano, sotto la scorta armata dei soldati ribelli delle Forze Nuove, il nord dell'ex colonia francese diretti verso i paesi vicini. Contrabbandare il cacao e il caffè permette ai produttori di evitare le tasse imposte dal governo del sud, e i ribelli appoggiano il commercio illegale in cambio di denaro. Dopo il fallito tentativo di spodestare il presidente Laurent Gbagbo nel settembre del 2002, i ribelli si attestaroro nella zona nord del Paese che, di fatto, venne diviso in due. Gli analisti hanno più volte ripetuto che i politici, i ribelli e gli uomini d'affari hanno tutto l'interesse a far si che lo stallo politico continui e che pochi hanno la volontà di cambiare le cose. (Peacereporter,
19/02/2008)
Mandato arresto internazionale per ex-golpista 'IB' (Alice/Apcom, 30/01/08)
E' ricercato e rischia l'arresto l'ex-militare golpista Ibrahim Coulibaly, contro il quale il tribunale militare di Abidjan ha spiccato un mandato di cattura internazionale. Lo riferisce l'agenzia Misna. Coulibaly, alias 'IB' è accusato di "complotto contro l'autorità dello Stato" e "associazione a delinquere"; per il momento, hanno precisato le autorità giudiziarie, 'IB' è ricercato per essere ascoltato dal tribunale. Coulibaly è stato accusato dall'ex-ribellione ivoriana, le Forze nuove (Fn), di aver orchestrato il 27 dicembre un tentativo di destabilizzazione del governo a partire da Bouake, bastione delle Fn dell'attuale primo ministro Guillaume Soro. A metà gennaio Coulibaly aveva negato ogni responsabilità, sostenendo di essere vittima di una montatura per impedire il suo ritorno in patria dopo cinque anni d'esilio. Nella vicenda sono state messe sotto inchiesta dieci persone, tra cui due francesi. (Alice/Apcom,
30/01/08)
La politica accelera la preparazione delle elezioni (CC, Misna, 25/01/2008)
Hanno deciso di affrettare i preparativi delle elezioni generali i responsabili politici del ‘quadro permanente di concertazione’ (Cpc), organo di monitoraggio degli accordi di pace di Ouagadougou (marzo 2007), riuniti ieri per la seconda volta nella capitale burkinabe con il mediatore del processo di pace, il presidente Blaise Compaore. Laurent Gbagbo, capo di stato ivoriano, Guillaume Soro, ex dirigente della ribellione diventato primo ministro, Henri Konan Bedie e Alassane Dramane Ouattara, i due principali esponenti dell’opposizione politica, hanno deciso di facilitare l’iscrizione sulle liste elettorali dei nuovi maggiorenni e delle persone che hanno ottenuto documenti durante le recenti operazioni di identificazione nazionale; saranno anche pubblicate su Internet le liste ‘autentiche’ delle precedente elezioni del 2000; per quanto riguarda le candidature, hanno stabilito di ridurre il termine legale di pubblicazione delle liste e di autorizzare tutti i partiti a iniziare la campagna elettorale a partire da febbraio. "I politici ivoriani sono impegnati a organizzare elezioni più pulite e trasparenti possibile" ha detto Compaore al termine della riunione. In base agli "accordi complementari" di Ouagadougou conclusi a novembre scorso, le elezioni generali dovrebbero tenersi entro giugno prossimo.(CC, Misna, 25/01/2008)
Raffreddori umani minacciano gli scimpanze' (Ansa, 25/01/2008)
Gli sforzi per la conservazione di scimpanzé potrebbero essere fatali per questi animali, a causa di virus innocui per l'uomo ma letali per le scimmie. Lo hanno scoperto i ricercatori del Robert Koch institute di Berlino: molti scimpanzé da loro studiati nel parco nazionale di Tay in Costa D'Avorio sono morti a causa di malattie respiratorie portate da studiosi ed ecoturisti. Secondo lo studio, gli scimpanzé sono tra l'incudine e il martello: da una parte i bracconieri, e dall'altra i virus portati da chi cerca di avvicinarli o dai turisti che con i soldi che portano permettono la sopravvivenza dei parchi. I ricercatori hanno trovato cinque differenti focolai di malattie respiratorie tra le scimmie del parco di Tay fra il 1999 e il 2005. Le analisi hanno mostrato che gli agenti patogeni responsabili, che in qualche caso hanno ucciso il 19% degli esemplari, sono i virus sinciziali umani, che causano il raffreddore, e alcuni streptococchi. "Non possiamo semplicemente smettere di avere contatti con gli scimpanzé - ha spiegato al sito del settimanale New Scientist Fabian Leendertz, uno degli autori - perché abbiamo visto che più ci si allontana dai centri ricerca e dai luoghi frequentati dai turisti più aumentano i segni di bracconaggio. Stiamo studiando alcune soluzioni". Per il momento i ricercatori si limitano a lavorare con delle maschere protettive simili a quelle usate dai chirurghi. Una delle soluzioni allo studio è quella di somministrare antibiotici agli animali,un atto che però andrebbe contro la regola di non interferire con i processi naturali. (Ansa, 25/01/2008)
La Francia riduce il contingente di truppe (Avionews, 21/01/2008)
La situazione in Costa d'Avorio sembra essere in via di miglioramento, e così i comandi delle forze armate francesi hanno deciso di ridurre da 2400 a 1800 le loro truppe presenti nel Paese africano, dilaniato da un conflitto civile, come forze di stabilizzazione. I francesi hanno però assicurato che il contingente manterrà tutte le sue capacità operative: "Avremo la stessa missione e capacità, perché manteniamo tutti i nostri elicotteri e ed aeroplani". Nel 2004 c'era stata una escalation di tensione tra il governo ivoriano e i militari francesi, dopo che l'aeronautica governativa aveva colpito in un raid, apparentemente per errore, un distaccamento della missione di pace, e la Francia aveva deciso di reagire distruggendo i caccia delle forze armate ivoriane. (Avionews,
21/01/2008))