ALLE NEWS

LISTA PAESI

HOME PAGE

CONGO - 2008

Domani kabila in visita a Brazzaville (Agi, 20/11/2008)

Inchiesta della Chiesa locale sulle povertà nel Paese (Radio Vaticana, 06/10/2008)

Le Ong denunciano il "ritorno al terrore" (Ami, 12/08/2008)

Gorilla, cresce il numero di esemplari (La Stampa, 05/08/2008)

Cure gratis contro la malaria per bambini e donne incinte (Vita, 16/07/08)

Tribunale ordina chiusura di un giornale per sei mesi (Peacereporter, 02/07/2008)

Il governo ripulisce la capitale Brazzaville (Greenreport, 01/07/2008)

Smobilitata la ribellione ‘ninja’ (Misna, 09/06/2008)

Presidente N’guesso: accordi segreti per 'arginare' Mugabe (Alice/Apcom, 05/06/2008)

Sassou N'guesso: creare condizioni per rientro dei rifugiati (Alice/Apcom, 05/06/2008)

TO ALL NEWS

Domani kabila in visita a Brazzaville (Agi, 20/11/2008)

Domani il presidente della Repubblica democratica del Congo, Joseph Kabila, fara’ visita al suo omologo Denis Sassou N’Guesso a Brazzaville. Secondo quanto si e’ appreso da fonti diplomatiche sara’ una visita di poche ore, ma estremamente importante nel quadro della crisi che investe la regione congolese del Nord Kivu. Non solo. L’incontro tra i due presidenti e’ stato fortemente voluto da Kabila che intende cercare il consenso del piu’ gran numero di leader africani della regione. E’ evidente l’intento del presidente della Repubblica democratica del Congo: cercare di formare un asse che contrasti le alleanze che si sono venute a creare tra i ribelli del nord Kivu con i paesi anglofoni e il Rwanda. Non e’ un mistero, infatti, che l’ex generale congolese Lauren Nkunda, che guida i ribelli, gode del sostegno del presidente ruandese Paul Kagame. Kabila cerchera’ di spiegare a Sassou N’Guesso quali sono le sue ragioni in un quadro di rapporti che, fino ad ora, sono stati abbastanza difficili. Verranno affrontati, durante il vertice, anche i temi piu’ strettamente economici e le relazioni bilaterali tra i due paesi. Le due capitali, Brazzaville e Kinshasa, si affacciano entrambe sul fiume Congo che le divide. Secondo fonti di Brazzaville la visita del presidente Kabila e’ un segno che le relazioni tra le due capitali, lungamente perturbate da malintendimenti, si stanno normalizzando. (Agi, 20/11/2008)

Torna ai titoli...


Inchiesta della Chiesa locale sulle povertà nel Paese (Radio Vaticana, 06/10/2008)

In Congo-Brazzaville la Chiesa locale ha promosso una indagine sulla povertà nel Paese, che è uno dei maggiore esportatori di petrolio in Africa. Da questa inchiesta, presentata nei giorni scorsi, risulta che le difficoltà maggiori che le persone povere incontrano, riguardano l'accesso all'acqua potabile, all'elettricità e ad un lavoro stabile. L'inchiesta ripresa dall'agenzia Fides, ha stabilito che oltre il 58% dei poveri, vivono uno o più giorni alla settimana senza un pasto; il 91% conserva l'acqua in bidoni e quelli che vivono in zone rurali sono costretti a percorrere fino a 8 chilometri per procurarsi l'acqua potabile; in caso di malattia o di incidente i poveri non hanno i mezzi per curarsi; la dipendenza da parenti e da amici genera un sentimento di solitudine e di esclusione. “I risultati dell'inchiesta sulla povertà sono il segno degli sforzi di lucidità evangelica che la Chiesa intende effettuare per essere sempre più fedele alla sua missione evangelizzatrice, che implica di annunciare e attualizzare il Vangelo nel cuore della rete complessa delle relazioni sociali”. Lo ha detto mons. Lous Portella-Mbuyu, vescovo di Kinkala e Presidente della Conferenza episcopale del Congo, presentando le conclusioni dell’inchiesta. Alla sua realizzazione hanno contribuito Caritas-Congo, la Commissione episcopale per la Giustizia e la Pace, e alcuni partner stranieri, tra cui Caritas-Francia, Caritas Relief Service-Caritas USA, Misereor. Con questa indagine la Chiesa intende apportare un contributo al cosiddetto Processo Nazionale Strategico di Riduzione della Povertà. La ricerca è stata effettuata intervistando 80.728 congolesi, pari a 12.908 famiglie, di questi 30.082 (4.980 famiglie) sono tra i più poveri. Lo studio si è quindi focalizzato sulla situazione di queste persone. “La mancanza di lavoro è il fattore chiave dell'esclusione sociale. L'inquietudine è molto forte tra le giovani generazioni, perché l'avvenire non sembra promettere grandi aspettative” dice tra l’altro l’inchiesta. “Per noi, Chiesa e uomini di buona volontà – ha detto mons. Portella-Mbuvu - questo rapporto ci interpella. Dobbiamo rinnovare la nostra opzione preferenziale per i poveri e fare della lotta alla povertà un asse prioritario del nostro impegno pastorale”. (A.M.) (Radio Vaticana, 06/10/2008)

Torna ai titoli...


Le Ong denunciano il "ritorno al terrore" (Ami, 12/08/2008)

Le organizzazioni non governative congolesi di difesa dei diritti umani, in particolare quelle che si occupano di carcere, hanno denunciato in una conferenza stampa ieri a Brazzaville il risorgere di arresti arbitrari e il ritorno a un regime di terrore in Congo. Secondo le associazioni, la deriva autoritaria è ritornata nel Paese dopo i funerali dell'ex presidente dell'Assemblea nazionale, Jean Pierre Thystère Tchicaya, che si sono svolti agli inizi del mese di luglio e che hanno visto violenti scontri e numerosi arresti, tra cui il direttore del notiziario della televisione privata Télé Pour Tous (TPT), Christian Perrin, per incitazione alla violenza. Secondo le Ong gli arresti sono stati numerosi, e di molte persone si è persa ogni traccia. Mentre altri, come Guy Poaty,hanno trovato la morte in circostanza non chiare. Le stesse ong sono fatte oggetto di minacce, e l'abitazione del presidente dell'associazione di tutela dei detenuti è stata saccheggiata. (Ami,  12/08/2008)

Torna ai titoli...


Gorilla, cresce il numero di esemplari (La Stampa, 05/08/2008)

Fra i molti indici ambientali negativi, una buona notizia arriva dal Congo, dove la popolazione di gorilla, che si riteneva in calo, risulta invece in sensibile aumento. Secondo gli ultimi dati forniti dalla Wildlife Conservation Society (Wcs), più di 125.000 gorilla di pianura sono stati censiti in un'area di 47.000 chilometri quadrati della Repubblica del Congo. Il che fa ritenere che le stime sulla popolazione globale di questi primati vadano raddoppiate rispetto a quanto finora si pensava. «Queste cifre indicano che i progetti di conservazione nella Repubblica del Congo stanno funzionando», ha detto il presidente della Wcs, Steven Sanderson, aggiungendo che ciò dimostra che è possibile preservare altre specie animali in pericolo, come le tigri in India e i lemuri in Madagascar. (La Stampa,  05/08/2008)

Torna ai titoli...


Cure gratis contro la malaria per bambini e donne incinte (Vita, 16/07/08)

Il ministro della Sanità del Congo, Emilienne Raoul, ha fatto sapere che le donne incinte e i bambini avranno gratuitamente i medicinali contro la malaria. Il ministro ha precisato che i farmaci saranno dispobili solo per le persone malate e che sarà vietata e combattuta la loro rivendita nelle strade o in altri Paesi. Il furto e la rivendita dei medicinali è uno dei principali problemi di tutti i paesi africani. Ogni anno la malaria colpisce circa 21.000 bambini con meno di cinque anni. Raoul ha assicurato la gratuità dei medicinali per i ragazzi sotto i 15 anni e ha annunciato che sempre i minori verranno sottoposti ai test sull'Aids senza richiedere alcun pagamento. Nella Repubblica del Congo vengono già distribuiti i farmaci contro la tubercolosi senza che i pazienti debbano pagarli. (Vita, 16/07/08)

Torna ai titoli...


Tribunale ordina chiusura di un giornale per sei mesi (Peacereporter, 02/07/2008)

Con una sentenza pronunciata oggi, un tribunale di Brazzaville ha messo al bando, per un periodo di sei mesi, il settimanale "Thalassa" che ha una buona distribuzione nella capitale congolese. Il tribunale ha anche ordinato la distruzione di tutte le copie pubblicate contenenti un articolo ritenuto diffamatorio nei confronti di Denis Sassou Nguesso, presidente della repubblica. La pubblica accusa aveva chiesto la condanna a un anno di prigione e al pagamento di una multa di un milione di Cfa, circa 1500 euro, per il direttore del sttimanale, Fortunè Bemba. La richiesta era in pieno contrasto con la legge sulla editoria che non prevede l'arresto per la diffamazione a mezzo stampa. Il giornalista ha dichiarato di voler procedere in appello. (Peacereporter, 02/07/2008)

Torna ai titoli...


Il governo ripulisce la capitale Brazzaville (Greenreport, 01/07/2008)

Il governo dl Congo ha stanziato 6 miliardi di Franchi Cfa (la moneta dell´Africa ex francese) per il risanamento di Brazzavile, l´impegno finanziario è il frutto di un accordo con il sindaco della capitale congolese. Anche in Congo il problema dell´urbanizzazione è fortissimo: Brazzaville è passata in poco tempo da 700 mila a un milione e mezzo di abitanti, soprattutto a causa di un esodo rurale che ha fatto saltare i già scarsi servizi pubblici e ha posto un problema prima trascurato e inesistente nelle campagne da cui provengono gran parte dei nuovi abitanti: la gestione dei rifiuti. Il progetto prevede una fase sperimentale di 6 mesi di raccolta e trattamento dei rifiuti urbani, in particolare i sacchetti di plastica che invadono sia le brulicanti banlieu che il centro di Brazzaville. Secondo il deputato-sindaco di Bazzaville, Hugues Ngouelondélé, che ha firmato l´accordo con il ministro dell´economia, Pacifique Issoïbeka, «Siamo ormai a 6 miliardi di Franchi Cfa. Possiamo fare in modo che la città cambi». L´operazione di pulizia straordinaria "propreté Brazza", sarà portata avanti da una società mista congolese-tedesca e dovrebbe terminare a dicembre. Rientra nel quadro di "municipalizzazione" accelerata della capitale del Congo che il governo ha avviato a maggio con un investimento di 128 miliardi di Franchi Cfa. L´operazione di risanamento di Brazzaville è destinata a proseguire anche nel 2009, rivolgendosi al miglioramento degli inquinanti mezzi di trasporto, dell´approvvigionamento idrico e della distribuzione di elettricità. (Greenreport, 01/07/2008)

Torna ai titoli...


Smobilitata la ribellione ‘ninja’ (Misna, 09/06/2008)

“Proclamiamo oggi lo scioglimento del braccio armato del Consiglio nazionale dei repubblicani’ (Cnr)”: lo ha detto l’ex-capo ribelle Frédéric Bintsamou, alias ‘Ntumi’, da Kinkala, 75 chilometri a sud di Brazzaville, presiedendo allo scioglimento formale dei suoi ‘ninja’ nell’ambito del ‘Programma nazionale di smobilitazione, disarmo e reinserimento degli ex-combattenti’ (Pnddr). “Non vogliamo più morti, occorre preservare la pace nel Pool” ha aggiunto ‘Ntumi’, riferendosi alla regione meridionale congolese, una delle più martoriate dalle guerre civili (1993, 1997 e 1998-99) e dagli scontri tra ribelli ‘ninja’ ed l’esercito fino al cessate il fuoco firmato il 17 marzo 2003. Trasformato in partito politico nel febbraio 2007 dopo aver combattuto col nome di ‘Consiglio nazionale della resistenza’, il Cnr aveva preso parte alle elezioni legislative dell’estate scorsa, ma senza ottenere alcun seggio. [FB] (Misna,  09/06/2008)

Torna ai titoli...


Congo – Presidente N’guesso: accordi segreti per 'arginare' Mugabe (Alice/Apcom, 05/06/2008)

Perché i capi di Stato africani non cercano di intervenire contro il discusso presidente dello Zimbabwe Robert Mugabe, accusato dalla comunità internazionale di affamare il suo popolo? "Non siamo indifferenti. Si lavora ma non si rende pubblico questo lavoro", afferma il presidente della Repubblica del Congo, Denis Sassou N’guesso, in un'intervista concessa ad Apcom. Il presidente congolese confessa di aver avuto un primo incontro per discutere di questo problema con il presidente del Mozambico, Armando Guebuza: "Ma i dettagli chiaramente non possono finire sui giornali", ha precisato senza aggiungere altri commenti su Mugabe, ospite 'scomodo' del vertice Fao insieme al presidente iraniano, Mahmoud Ahmadinejad. Sassou N’guesso, a Roma in occasione del vertice Fao sull'alimentazione, dribbla con l'ironia le domande più difficili. Evasivo su Mugabe, si mostra ancor più vago sulla questione petrolio. Il costo del barile cresce ogni giorno di più, dove vanno a finire i proventi? Chi ci specula? Il presidente congolese, "sua eccellenza" per gli uomini del suo entourage, allarga le braccia. "Forse in mezzo al mare. Esiste una zona invisibile in cui va a finire questo denaro. Non direte che sono gli africani, vero?" In passato ci sono state speculazioni anche sul cacao, il caffè, i diamanti, ricorda Sassou N’guesso che non fornisce una soluzione al mistero dei petro-dollari: "Forse sono le Borse". Negli anni scorsi il governo congolese è stato accusato di dirottare parte degli introiti petroliferi, destinati ad alleviare il debito pubblico, verso una ristretta cerchia di amici e parenti vicini al presidente, come scrisse nel 2006 il sito di Radio France Internationale. E anche la giustizia inglese aveva accusato il Congo di ricorrere a società fittizie allo scopo di non rimborsare parte del proprio debito estero.
La Repubblica del Congo è uno dei paesi africani più ricchi di petrolio e proprio il 19 maggio l'Eni ha siglato con il paese un accordo che prevede investimenti per 3 miliardi di dollari nel quadriennio 2008-2012 per la ricerca e lo sfruttamento di oli non convenzionali in sabbie bituminose. Il presidente Sassou N’guesso si è limitato a definire "molto buono" questo accordo.
A proposito del vertice Fao, il presidente congolese afferma che tutto quello di cui si è parlato al summit era "stato annunciato da tempo". "E' arrivato il momento di agire, come ho detto ieri nella mia dichiarazione. E mi sembra che questo sia un pensiero condiviso anche dagli altri paesi". "Nel mio ufficio c'è la foto di sette capi di Stato giunti in Congo-Brazzaville nel 2000 promettendo di ridurre la povertà del paese del 50% in 15 anni. Non hanno fatto nulla. Quella foto, è tutto quello che hanno fatto", aggiunge con la solita ironia. E poi, serio: "Bisogna essere concreti. Non voglio giocare con le parole e la vita delle persone". (Alice/Apcom, 05/06/2008)

Torna ai titoli...


Sassou N'guesso: creare condizioni per rientro dei rifugiati (Alice/Apcom, 05/06/2008)

"Molti rifugiati (africani) hanno paura a rientrare nei loro paesi. Invece da noi tornano, hanno fiducia nelle istituzioni. Tutti i paesi dovrebbero lavorare per eliminare la paura", il presidente della Repubblica del Congo Denis Sassou N'guesso in una conferenza a margine del vertice Fao sull'alimentazione che si chiude oggi a Roma affronta il problema dei rifugiati nel continente africano. "Bisogna creare le condizioni favorevoli per far rientrare chi se ne è andato e noi l'abbiamo fatto", dice Sassou N'guesso aggiungendo con orgoglio che il suo paese risulta ormai essere un'oasi sicura non solo per i propri cittadini ma anche per i rifugiati di altri Stati africani come la vicina Repubblica Democratica del Congo, Rwanda, Ciad e Angola. Dopo l'approvazione della nuova costituzione nel 2002 e gli accordi tra governo e ribelli nel 2003, la Repubblica del Congo (Congo-Brazzaville) ha raggiunto una relativa stabilità politica, ma le conseguenze della guerra civile del 1997 non sono state risolte del tutto, compresa la questione dei profughi messi in fuga dai combattimenti tra forze governative e milizie Ninja. E anche l'atteggiamento del governo non sembra cristallino e rassicurante come annunciato dal presidente congolese. Appena tre anni fa furono assolti 15 alti ufficiali dell'esercito accusati, nel 1999, di aver condotto al massacro ottantacinque profughi appena rimpatriati dalla Repubblica Democratica del Congo. I profughi, che in realtà erano 353, avrebbero dovuto essere tutelati da un accordo stretto dal governo di Brazzaville e l'Unhcr (l'Alto Commissariato Onu per i Rifugiati). (Alice/Apcom, 05/06/2008)

Torna ai titoli...