Uccisione di Thomas Sankara, nuove accuse al presidente (Misna, 28/10/08)
Sarebbe stato Blaise Compaoré, attuale presidente del Burkina Faso, con l’avallo dell’allora capo di stato ivoriano Felix Houphouet-Boigny, a ordinare l’uccisione del suo predecessore Thomas Sankara, nel 1987. Lo sostiene Prince Johnston, ex-signore della guerra liberiano che in un’intervista a Radio France Internationale (Rfi) ha riferito che Compaoré – all’epoca dei fatti vicepresidente -avrebbe ordinato a lui e ad altri mercenari guidati da Charles Taylor di uccidere Sankara in cambio del permesso a restare in Burkina Faso. “All’epoca, Compaoré controllava tutto – ha detto l’ex-ribelle – e noi avevamo bisogno di un posto in cui organizzarci per attuare il progetto di rovesciare il regime di Samuel Doe (il presidente della confinante Liberia)”. Un portavoce governativo burkinabé ha smentito le accuse ai danni del presidente definendole “pure invenzioni” e “montature volte a macchiare l’immagine del paese”. In agosto, Prince Johnston –oggi un membro del senato liberiano - aveva ammesso, durante un’udienza alla Commissione per la verità e la riconciliazione (Trc) di aver preso parte all’assassinio di Sankara senza però rivelare chi avesse ordinato la sua uccisione. Il presidente, negli anni ripetutamente accusato di aver ucciso il suo amico Sankara, ha sempre smentito di aver giocato un qualsiasi ruolo nel colpo di stato che il 15 ottobre 1987 costò la vita all'allora presidente del Burkina e ad altri 12 ufficiali, portando al potere proprio Compaoré. [AdL] (Misna,
28/10/08)
Musica e letture dei testi di Thomas Sankara (Parmaok, 14/10/2008)
Domani, mercoledì 15 ottobre alle ore 18.00 nell’ambito del
Festival Ottobre Africano a Teatro Due avrà luogo un appuntamento dedicato alla musica e alla lettura dei testi di Thomas Sankara con Gabin Dabiré (Burkina Faso), Modou Gueye (Senegal). Il Capitano Thomas Sankara è stato un leader molto carismatico, per tutta l'Africa Occidentale sub-sahariana. È stato il primo Presidente del Burkina Faso, e si impegnò molto in favore di riforme radicali per eliminare la povertà. È considerato il Che Guevara africano. Come Presidente, promosse la "Rivoluzione Democratica e Popolare". L'ideologia della rivoluzione venne da lui definita anti-imperialista nel suo Discorso di Orientamento Politico tenuto il 2 ottobre 1983. Lottò contro la corruzione, promosse la riforestazione, l'accesso all'acqua potabile per tutti, e fece dell'educazione e della salute le priorità del suo governo. In un discorso tenuto ad Addis Abeba in Etiopia, Sankara suggerì l'istituzione di un nuovo fronte economico africano che si potesse contrapporre a quello europeo e statunitense. Soppresse molti dei privilegi detenuti sia dai capi tribali, sia dai politici, e attraverso dichiarazioni e gesti molto chiari, applicò con grande coerenza le sue idee. Sankara venne ucciso in un colpo di stato il 15 ottobre 1987 insieme a dodici ufficiali. L’Evento è organizzato dall’Associazione Culturale Le Reseau e dalle comunità Senegalese, Ivoriana, Burkinabe, Ghanese, Nigeriana, Camerunese, Marocchina, Eritrea, Wè. (Parmaok,
14/10/2008)
Nasce la prima universita’ del cotone (Misna, 08/10/2008)
“Facciamoci da soli i nostri affari” è stato il significativo titolo dato alla prima serie di lezioni tenuta presso la neonata Università del cotone a Bobo Dioulasso, seconda città del paese e, non caso, sede di numerosi stabilimenti tessili. Da una iniziativa dei locali produttori di cotone e con il sostegno della Fondazione per l’agricoltura e la ruralità nel mondo (Farm), la prima università del cotone africana nasce con l’obiettivo di contribuire a rendere più competitiva la filiera produttiva del cotone in Africa che secondo alcune stime dà da vivere ad almeno 20 milioni di persone. La priorità di questa particolare università è quella di rispondere alle esigenze dei dirigenti e degli impiegati delle unioni nazionali cotoniere dell’Africa occidentale e centrale con l’idea che poi questi stessi siano in grado di trasferire conoscenze e competenze a livello regionale e provinciale. Alla sessione inaugurale del corso hanno partecipato 40 dirigenti di filiere di 13 paesi dell’Africa occidentale; in programma lezioni di gestione aziendale, un master di specializzazione destinato a giovani lavoratori e studenti, e laboratori dove verranno messi in pratica processi produttivi innovativi, tecniche di lavorazione e gestione. [ GB] (Misna,
08/10/2008)
Nelle miniere d'oro, miseria e diritti negati (Misna, 12/08/2008)
"Da gennaio a Konkera lavorano 10.000 cercatori d'oro: un intero villaggio è sorto da un giorno all'altro, le condizioni di vita sono ignobili": il ministro della Solidarietà sociale, Pascaline Tamini, ha concluso con queste parole la visita alla miniera abusiva nel sudovest del Burkina Faso dove nel fine settimana sono morte 34 persone. Secondo i soccorritori, i minatori sono stati investiti da una colata di fango e detriti mentre erano al lavoro di notte. Il ministro ha annunciato che il governo prenderà al più presto misure "draconiane" per migliorare la sicurezza nelle miniere e promesso una campagna di sensibilizzazione per far conoscere ai cercatori d'oro i loro diritti. Secondo stime governative in circa 200 miniere illegali del Burkina Faso lavorano, in condizioni di estrema miseria, 200.000 cercatori d'oro.
[MV][CO] (Misna, 12/08/2008)
Crolla miniera, 34 morti (Agi, 10/08/2008)
Morti nel crollo di una miniera d'oro illegale nel nord del Burkina Faso. Sono almeno 34 i cercatori travolti da una frana causata dalle forti piogge che insistono sulla zona. Erano al lavoro nonostante il divieto del governo del Paese africano che proibisce l'ingresso nelle miniere fino al 30 settembre, cioe' fino alla fine del periodo delle piogge.
(Agi,
10/08/2008)
E' crisi nel nell'Africa occidentale, strangolata da caro petrolio e siccità (Peacereporter, 02/08/2008)
Se a Wall Street tremano a ogni notizia sul greggio proveniente dalla Nigeria o dall'Iran, a Ouagadougou, in Burkina Faso, stanno decisamente peggio: l'aumento del petrolio e del costo dei fertilizzanti chimici, sommato all'ascesa dei prezzi alimentari e allo scarso raccolto del 2007, sta mettendo in ginocchio un Paese dove il 46 percento della popolazione vive sotto la soglia di povertà e il 90 percento pratica ancora l'agricoltura di sussistenza. Secondo la Fao, il prezzo del riso è salito dell'87 percento rispetto al giugno 2007. Le prime avvisaglie della crisi si erano avute a febbraio, quando l'aumento del prezzo dei generi alimentari (33 percento per il miglio, 25 percento per il sorgo) aveva provocato disordini nelle principali città. Negli ultimi mesi la situazione è peggiorata, tanto che, secondo il World Food Programme, la maggioranza della popolazione avrebbe ridotto drasticamente la propria dieta, tagliando alimenti costosi come carne, olio e latte. Una famiglia media ora si può permettere un pasto giornaliero, mettendo in pericolo la salute di soggetti deboli quali i bambini e le donne, che a causa della cultura patriarcale del Paese sono le più colpite dalla crisi: se manca il cibo, sono le prime a dovervi rinunciare. Il caro prezzi è un fenomeno che non riguarda solo il Burkina: la spirale inflazionistica ha colpito tutta l'Africa occidentale, dalla Guinea al Senegal, provocando disordini e costringendo i governi a sussidiare i prezzi di petrolio e alimentari, assottigliando pericolosamente le loro già scarse riserve valutarie. In Costa d'Avorio, per permettersi di calmierare il costo dei carburanti, la cui ascesa ha provocato proteste e disordini in tutto il Paese, i ministri hanno addirittura deciso di ridursi gli stipendi della metà. Provvedimenti efficaci nel breve periodo, ma inadeguati con il perdurare della crisi. In Burkina Faso, però, la crisi è acuita da una serie di fattori: la posizione geografica del Paese, che non essendo sulla costa vede lievitare i costi di trasporto di qualsiasi merce importata, e la siccità che ha colpito il Paese nel 2007, danneggiando i raccolti. Generalmente la produzione di mais riesce a soddisfare la domanda interna, ma la struttura agricola è troppo debole per non risentire di imprevisti o anni di magra. Così il governo, che ha tolto i dazi sull'importazione di beni alimentari e ha resistito fino a luglio senza aumentare i prezzi dei carburanti al dettaglio, è dovuto ricorrere all'aiuto di donatori internazionali e agenzie umanitarie. Il Wfp ha lanciato da febbraio un programma d'emergenza per distribuire 3.500 tonnellate di semi, mentre pochi giorni fa gli Usa hanno concesso un prestito di 481 milioni di dollari nell'àmbito del Millennium Challenge Corporation, un programma di aiuti allo sviluppo varato nel 2004. Il presidente del Burkina Faso, Blaise CompaoreI fondi dovrebbero contribuire all'ammodernamento del settore agricolo, la cui inadeguatezza è stata messa a nudo dalla crisi degli ultimi mesi. Il Burkina Faso, così come buona parte dell'Africa occidentale, deve investire, tra le altre cose, in sistemi di irrigazione, sementi selezionate e fertilizzanti da produrre sul posto. E sullo sviluppo di un mercato regionale che possa servire da camera di compensazione tra i vari stati in caso di bisogno, secondo quanto proposto dall'Association pour la Promotion de la Sécurité et de la Souveraineté Alimentaires au Burkina. Il governo ha già lanciato una serie di sovvenzioni per l'annata attuale che, nelle intenzioni, dovrebbero permettere di ottenere un raccolto cerealicolo di 200.000 tonnellate, più una serie di programmi a lungo termine grazie all'aiuto della Banca Mondiale. L'obiettivo minimo è quello di abbassare il tasso di povertà al di sotto del 35 percento entro il 2015. - Matteo Fagotto (Peacereporter,
02/08/2008)
Si riciclano i sacchetti di plastica per la sicurezza stradale (Greenreport,
01/08/2008)
Secondo quanto riferisce la Direction générale des routes del Burkina Faso al giornale di Ouagadougou "L'Observateur Paalga" «un pannello indicatore o di segnalazione installato sulle strade del Burkina profondo ha una durata media di sei mesi. La Battaglia della sicurezza stradale è lontana dell'essere vinta». I cartelli ed i segnali stradali spariscono a causa di un nuovo mercato che l'aumento dei prezzi delle materie prime a livello miondiale ha fatto esplodere nel povero Paese dell'Africa occidentale: i pannelli trafugati finiscono in depositi di ferraglia da rivendere o addirittura subito sotto il martello dei fabbri burkinabe. Il fenomeno è così esteso da sembrare inarrestabile, se non con un colpo di genio innovativo. E l'idea è davvero venuta a Philippe Yoda, presidente dell'Association pour l'innovation et la recherche technologique appropriée en environnement, che grazie all'appoggio finanziario dell'Unione europea, ha avviato una ricerca che potrebbe prendere due piccioni con una fava: dal 2001 Yoda lavora alla trasformazione dei sacchetti di plastica - che anche in Burkina Faso sono diventati un problema ambientale - in cartelli e segnali stradali. E la plastica riciclata non dovrebbe essere appetibile per i ladri di metallo. I nuovi cartelli statali sono già stati provati in diverse località e secondo "L'Observateur Paalga" «L'era dei cartelli in materiale plastico stà per suonare, e il nostro ricercatore venuto da Komtoèga può rallegrarsi anche di poter rispondere così agli imperativi della sicurezza stradale che si unisce alla lotta contro la povertà. Ma, ancora meglio, sbarazzerà l'ambiente dai sacchetti di plastica, traducendo la sua volontà di sostenere il potere pubblico nella politica di risanamento della qualità e di promozione della salute umana ed animale». Per realizzare i primi 100 prototipi dei nuovi cartelli stradali riciclati saranno necessarie 1,250 tonnellate di sacchetti di plastica che verranno raccolti tra quelli sparsi ovunque in Burkina Faso e che da problema ambientale diventeranno davvero una piccola miniera d'oro per i poveri del Paese, visto che il costo al chilogrammo dei sacchetti di plastica, che fino a poco fa era di 30 franchi Cfa, è salito a 100 franchi Cfa. Qualcuno ha annusato l'affare e ha già cominciato ad investire nella raccolta degli shoppers, ma nessuno sa ancora come trasformarli in qualcosa di utile, per questo Philippe Yoda, oltre a pensare alla sicurezza stradale a prova di furto, chiede di aprire una vera e propria concertazione nazionale sul recupero e riuso dei rifiuti di plastica e chiede che, di fronte alla penuria di finanziamenti, la priorità della raccolta sia data a quelli sparsi nell'ambiente. (Greenreport, 01/08/2008)
Settimana del « Cinema contro l’oblio » e sui migranti (Misna, 10/07/2008)
Si apre oggi nella capitale Ouagadougou la II edizione della «Settimana del cinema contro l’oblio» (Semco) che quest’anno ha per tema «Migrazione e popolazione» e, oltre a una serie di proiezioni, prevede incontri e tavole rotonde anche con inevitabili riferimenti alla cosiddetta « direttiva rimpatri » approvata in giugno dall’ Unione europea e contestata finora a gran voce dall’Africa e dall’America Latina. Oltre alla presentazione di 15 film - tra cui « La nera » di Ousmane Sembène, « Il clandestino » di Zeka Laplaine, « Parigi secondo Moussa » di Cheik Doukoré e « Giovinezza e migrazione » di Myriam Samaké – sono previsti, tra l'altro, una mostra fotografica e un incontro-dibattito su aspetti della migrazione tra Burkina Faso e Italia e sulle dinamiche migratorie in genere; un particolare omaggio, attraverso la proiezione del suo film « Toungan », è riservato a Djim Mamadou Kola, uno dei precursori del cinema burkinabè. L’iniziativa è ospitata dal Centro culturale francese in collaborazione con l’Istituto superiore delle scienze della popolazione. [CO] (Misna,
10/07/2008)
Vescovi di Burkina-NigerN "No alle speculazioni sulle sofferenze dei poveri". (Fides, 26/06/2008)
"Dall'inizio dell'anno 2008, il popolo Burkinabè vive dei momenti difficili a causa dell'aumento generalizzato dei prezzi dei prodotti di prima necessità. Questo fenomeno chiamato "caro vita" ha provocato nel nostro Paese, manifestazioni di protesta, marce e scioperi che hanno talvolta degenerato nella distruzione dei beni pubblici e privati. Pur comprendendo la legittima collera e lo smarrimento delle popolazioni che soffrono la fame, i Vescovi disapprovano tutti gli atti di violenza e di distruzione dei beni pubblici e privati che fanno ostacolano gli sforzi individuali e collettivi per costruire il bene comune che è caro a tutti" affermano i Vescovi del Burkina Faso e del Niger al termine della terza Assemblea Plenaria dell'anno pastorale 2007-2008 che si è tenuta dal 2 al 6 giugno. el messaggio finale, inviato all'Agenzia Fides, i membri della Conferenza Episcopale di Burkina-Niger affermano che sebbene l'aumento dei prezzi "investe tutti i paesi del mondo", il fenomeno colpisce in modo grave "i Paesi in sviluppo a causa dello squilibrio nelle regole del commercio internazionale, dell'aumento dei prezzi dei prodotti petroliferi, della speculazione sul mercato internazionale dei cereali, della degrado dell'ambiente naturale, senza nascondere i limiti delle politiche agricole su scala nazionale ed internazionale". Ricordando il Messaggio di Papa Benedetto XVI al Vertice della FAO di Roma del 3 giugno 2008, i Vescovi dei due Paesi africani sottolineano che "la fame e la malnutrizione non sono una fatalità". "Perciò- continuano i Vescovi- guardiamo benevolmente le misure che sono state prese dal governo in emergenza per attenuare la sofferenza delle popolazioni, e gli sforzi di dialogo e di concertazione già visibili tra attori pubblici e privati per trovare soluzioni durature a questa crisi. Apprezziamo lo sforzo dell'organizzazione Cattolica per lo Sviluppo e la Solidarietà (OCADES Caritas Burkina) per venire in aiuto a più poveri". Allo stesso tempo, la Conferenza Episcopale di Burkina-Niger "disapprova e condanna" ogni forma di speculazione ed "ogni comportamento, individuale o collettivo, di commercianti, di operatori economici e di ogni amministrazione pubblica o privata che tendono a trarre profitto da questa crisi ed a sfruttare la miseria dei più poveri a fini di arricchimenti illeciti". "Invitiamo tutti i figli e le figlie della Chiesa-Famiglia di Dio, da una parte a raddoppiare lo sforzo al lavoro e a far prevalere lo spirito di solidarietà e di aiuto reciproco in ogni circostanza e particolarmente in questi momenti difficili, e d'altra parte, a rivedere le loro abitudini alimentari per dare più importanza al consumo di ciò che produciamo. Tutti, siamo chiamati a sviluppare comportamenti responsabili di fronte alle molteplici sollecitazioni della società dei consumi" concludono i Vescovi. (L.M.) (Fides, 26/06/2008)
Manifestazioni contro carovita (Ansa, 14/05/08)
In migliaia hanno partecipato oggi in varie citta' del Burkina Faso a manifestazioni indette dalla Coalizione contro il carovita. La protesta e' nell'ambito di uno sciopero generale di 72 ore iniziato ieri contro il rincaro dei prezzi dei generi alimentari e di prima necessita' nel Paese. Nella capitale Ouagadougou i manifestanti con pentole e sacchi di riso vuoti hanno attraversato la citta' presidiata da forze di sicurezza. Tra gli slogan 'No al blocco di salari e delle pensioni'. (Ansa,
14/05/08)
Acqua. Societa' idrica campana realizza rete (Ansa, 07/05/2008)
Un sistema di approvvigionamento idrico autonomo, in grado di abbattere i costi dell'acqua, sara' realizzato dalla Gori, una societa' che gestisce il servizio idrico nell'area vesuviana, in alcuni centri del Burkina Faso, nell'Africa Occidentale. Il progetto per la costruzione e' stato messo a punto da due giovani ingegneri Marianna Panico e Andrea Palomba (la prima di San Vitaliano, l'altro di Torre del Greco, nel napoletano), di ritorno dal Burkina. Dai sopralluoghi effettuati e dai rapporti intrecciati con alcune onlus, come il movimento 'Shalom' di San Miniato e il 'Csu' di Viareggio, e' nato il progetto 'Africa': una prima realizzazione di rete idrica che porterebbe acqua potabile nelle case di circa 150 mila abitanti. ''E' solo un primo passo, gli abitanti del Burkina sono 14 milioni - dicono in un comunicato Panico e Palomba - , ma l'importante e' iniziare dotando di acqua innanzitutto gli ospedali e i mercati''. Nel paese africano - spiega il comunicato della Gori - l'acqua costa 95 centesimi al metro cubo, piu' di quanto costa da noi. Con la differenza che il salario degli abitanti di questo paese e' pari alla decima parte di un nostro stipendio medio e l'acqua non arriva nemmeno nelle case. Come e' noto, infatti, nel Burkina Faso, l'acqua e' scarsa, si trova in falde profondissime e i bacini artificiali si esauriscono durante l'anno. (Ansa,
07/05/2008)
Un convegno affronta le problematiche della sanità nei Paesi africani (Radio Vaticana, 04/05/2008)
“La sanità è un diritto fondamentale e in quanto tale l’eccellenza in questo campo deve essere perseguita da tutti i Paesi africani”. Sono le conclusioni della conferenza sulla sanità che si è svolta nei giorni scorsi a Ouagadougou, nello Stato africano del Burkina Faso, e che ha analizzato le ragioni del malfunzionamento dei sistemi sanitari nel continente. A rafforzare i progressi conseguiti negli ultimi anni stando a quanto riferito dall’agenzia MISNA - la Conferenza ribadisce “l’assoluta necessità, per ogni Paese, di destinare almeno il 15% del bilancio al sistema sanitario pubblico” al fine di “attualizzare le proprie politiche nel settore e migliorare la condizione dei servizi, troppo spesso non all’altezza degli standard minimi”. I 300 delegati presenti all’incontro, provenienti da 46 diversi Paesi, si sono confrontati sull’esigenza di “rafforzare i sistemi d’informazione e sorveglianza” e “promuovere il settore della ricerca e delle vaccinazioni per le fasce più povere della popolazione” con particolare attenzione alle donne e ai bambini. Con preoccupazione i convenuti hanno rilevato nel Paese la “mancata creazione di un adeguato tessuto di operatori e specialisti del settore sanitario”, dovuta all’insufficienza delle risorse tecniche ed economiche, ed hanno ribadito l’invito alla comunità internazionale al sostegno allo sviluppo, “una necessità – si legge nel documento diffuso a conclusione del convegno - tanto più urgente se si tiene conto della relazione inscindibile tra sviluppo, sicurezza alimentare e sanitaria, pace e stabilità regionali internazionali”. (C.D.L.) - (Radio Vaticana,04/05/2008)
Carovita: secondo giorno di sciopero (CC, Misna, 09/04/2008)
Continua per il secondo giorno consecutivo lo sciopero proclamato dai sindacati contro il carovita; ieri non sono state registrate manifestazioni né incidenti, ma molta gente non è andata al lavoro e molte scuole sono rimaste chiuse. Oggi, fonti della MISNA nella capitale, Ouagadougou, hanno incrociato per strada camion carichi di poliziotti, segno che si teme di veder salire la tensione, come avvenne a febbraio scorso durante manifestazioni. “La gente è delusa perché contrariamente a quello che era stato annunciato dal governo, i prezzi nei piccoli negozi di quartiere, quelli dove la maggior parte delle persone compra da mangiare, non sono scesi. Solo i supermercati hanno applicato un abbassamento delle tariffe, come consigliato dalle autorità” dice alla MISNA una missionaria di Nostra Signora d’Africa, raggiunta nella capitale. “Latte, verdura, olio, tutto è più caro ma gli stipendi sono invariati” aggiunge la missionaria, citando come esempio il salario di un insegnante delle elementari: circa 60.000 franchi Cfa, ovvero circa 90 euro al mese. (CC, Misna,
09/04/2008)
Carovita: sciopero generale per aumento salari e contenimento prezzi (MZ,Misna, 08/04/2008)
È iniziato questa mattina il primo dei due giorni di sciopero generale indetto dai principali sindacati del Burkina Faso per protestare contro il rincaro dei prezzi dei beni di prima necessità e chiedere misure di contenimento da parte del governo oltre che una parallela politica di innalzamento dei salari minimi. Lo sciopero dovrebbe interessare i lavoratori del settore pubblico, di quello parapubblico e privato. Secondo fonti della MISNA contattate stamani a Ouagadougou, almeno nella capitale burkinabé, la partecipazione alla protesta non sembra essere stata particolarmente alta nella prima parte della giornata. Con i due giorni di sciopero, i sindacati intendono fare pressione sul governo perché accolga una piattaforma rivendicativa di sei punti, che vanno dall’aumento dei salari e delle pensioni del 25% a “una riduzione significativa ed effettiva” dei prezzi di riso, miglio, mais e altri beni alimentari di base, passando anche per una riduzione dei prezzi dei prodotti petroliferi e di alcune imposte particolarmente gravose per i piccoli commercianti. Dallo scorso febbraio, in Burkina Faso sono in corso manifestazioni e proteste contro il carovita. (MZ,Misna,
08/04/2008)
Manifestazioni pacifiche contro carovita(MZ, Misna, 15/03/2008)
Decine di migliaia di persone sono scese pacificamente in strada oggi nelle principali città del Burkina Faso per protestare contro il caro-vita e l’inefficienza del governo nel contenere i prezzi dei beni di prima necessità e nell’adeguare gli stipendi dei lavoratori.Coordinati dalla ‘Coalizione contro il caro vita’ - della quale fanno parte i sei principali sindacati nazionali, una quindicina di sindacati indpendenti e associazioni della società civile - i manifestanti hanno tenuto cortei nella capitale Ouagadougou, a Bobo Dioulasso (ovest), Fada e N’Gourma (est), Ouahigouya, Kaya e Dori (nel nord). Le manifestazioni, autorizzate dal governo, finora si sono svolte nella calma, seppur presidiate da un massiccio dispiegamento di forze di sicurezza. La ’Coalizione contro il caro-vita’ reclama un aumento dei salari e delle pensioni dei dipendenti pubblici del 25%, la riduzione e il controllo governativo sui prezzi dei beni di prima necessità e una serie di misure sociali per attenuare l’impatto della crisi economica mondiale sulla vita di tutti i giorni dei burkinabé. Il 28 febbraio scorso, manifestazioni analoghe, ma non autorizzate, erano degenerate in disordini e atti di vandalismo.(MZ, Misna, 15/03/2008)
Si aggrava il bilancio dell'epidemia di meningite (Radio Vaticana,14/03/2008)
E' allarme meningite in Burkina Faso, dove l'ultimo bollettino del ministero della Sanità riferisce di oltre 440 vittime a fronte di 4mila casi sospetti di contagio e precisa inoltre che il tasso di mortalità dell'epidemia ha superato ormai il 10%. Secondo la Misna, l'aggravarsi dell'epidemia è dimostrato anche dalla crescita del numero di casi. Nelle ultime due settimane, infatti, le vittime per meningite sono salite di quasi un centinaio di unità rispetto al precedente bilancio diffuso il 2 marzo. A preoccupare è anche la diffusione sul territorio: il numero di province colpite dalla malattia è passato da cinque a sette, mentre altri dieci distretti sanitari del paese sono in stato d'allerta. Nel 2007, la meningite aveva fatto oltre 2000 morti in nove paesi dell'Africa occidentale; il Burkina faso era stato il paese più colpito, con il 75% delle vittime. (M.G.)(Radio Vaticana, 14/03/2008)
Dopo manifestazioni contro carovita, diminuiscono i prezzi (CC, Misna, 10/03/2008)
"Finalmente si abbassano i prezzi": così titola la stampa locale dopo l'accordo tra governo e importatori, venditori all'ingrosso e alcuni industriali locali annunciato ieri. A partire da oggi i commercianti dovrebbero abbassare dal cinque al 15% i prezzi dei prodotti di prima necessità - come riso, latte concentrato, latte in polvere, sale, pasta, olio (per la maggior parte prodotti importati) - in base ai provvedimenti adottati per contrastare il carovita, all'origine di vaste manifestazioni popolari a febbraio. Alcuni giorni fa, l'esecutivo di Ouagadougou aveva già annunciato che avrebbe rinunciato a tasse doganali e a imposte sul valore aggiunto di alcuni prodotti. Dovrebbero continuare concertazioni tra governo e industriali per ottenere misure simili su altri prodotti; inoltre è prevista la creazione di 'negozi-esempio' nei quali verranno affissi i nuovi prezzi per sollecitare gli altri venditori che in teoria non sono obbligati ad applicare il nuovo tariffario. Nelle scorse settimane, migliaia di cittadini erano scesi nelle strade delle principali città (Bobo Dioulasso, Banfora, Ouahigouya, Ouagadougou) dando vita a quelle che la stampa comincia a chiamare "le sommosse della fame"; per saccheggi e vandalismo contro edifici pubblici, circa 300 persone erano state fermate a Ouagadouou e Bobo-Dioulasso. Manifestazioni simili si sono svolte in Camerun, dove la repressione della polizia è stata più violenta. (CC, Misna,
10/03/2008)
Il rialzo dei prezzi del petrolio e dei generi alimentari provoca tensioni (LM, Fides, 04/03/2008)
Il caro del petrolio e dei generi alimentari, la democrazia incompiuta e le mancanze di prospettive per i giovani stanno creando una miscela esplosiva in diversi Paesi africani. In Burkina Faso 184 persone sono state arrestate nei giorni scorsi durante le proteste per il rincaro dei prezzi dei generi di prima necessità. In Camerun violente dimostrazioni contro il rialzo dei costi del carburante hanno scosso il Paese e hanno provocato almeno 17 morti. In entrambi i casi la protesta per il “caro vita” si somma alla protesta politica nei confronti di regimi ingessati, caratterizzati da personalismi e da uno scarso ricambio dei vertici dello Stato. Sono soprattutto i giovani a scendere nelle strade: i giovani che non vedono davanti a loro serie prospettive di migliorare le loro condizioni di vita. Il rialzo dei prezzi del petrolio (ma anche delle derrate alimentari) agisce quindi come una specie di detonatore di tensioni sociali latenti. I Paesi africani che non producono petrolio o cibo a sufficienza, e quindi maggiormente dipendenti dalle importazioni energetiche ed alimentari, sono i più colpiti. Le stime del Fondo Monetario Internazionale (FMI) infatti affermano che il continente africano, nel suo complesso, ha una maggiore capacità rispetto al passato di assorbire le conseguenze della recessione mondiale. Secondo l’FMI gli Stati africani potranno godere dei benefici del rialzo dei prezzi delle materie prime, dal petrolio ai metalli preziosi e non, e dell’aumento degli investimenti stranieri in Africa (grazie anche all’apporto di capitali delle potenze asiatiche). L’FMI stima che l’economia africana crescerà quest’anno del 6.5%. Ma lo stesso Fondo ammonisce che l’aumento dei prezzi del petrolio rappresenta un pericolo per l’economia degli Stati del continente.La crescita economica è un dato importante, ma deve essere accompagnata da politiche sociali per ridistribuire la ricchezza prodotta a beneficio dell’intera popolazione, specie degli strati più bisognosi. Occorre inoltre investire su programmi a lungo termine per diversificare l’economia di buona parte degli Stati africani, che in genere dipendono da poche voci dell’export legate all’agricoltura (caffè, cacao ecc,), al settore minerario (dall’oro alla bauxite, dai diamanti al rame) e petrolifero. Le politiche di sviluppo che privilegiano la formazione dei giovani, la creazione di posti di lavoro, la costruzione delle infrastrutture necessarie al benessere del Paese, presuppongono la lungimiranza dei politici locali che operino per il bene comune. In più occasioni i Vescovi africani hanno richiamato la classe dirigente locale alle sue responsabilità nel gestire bene la cosa pubblica, perché lo sviluppo economico dipende anche da un buon governo. (LM, Fides,
04/03/2008)
Ouagadougou ''citta' morta'', manifestazione contro carovita(AdL, Misna, 28/02/2008)
"Qualche pneumatico bruciato e un semaforo divelto sono gli unici segni dei disordini che si sarebbero verificati questa mattina a Ouagadougou": lo sostiene una fonte missionaria contattata dalla MISNA nella capitale del Burkina Faso che, appena rientrata da un giro in città, riferisce di un'atmosfera calma, in contrasto con le notizie "allarmanti" riportate da alcune fonti di stampa internazionale. I mezzi di informazione hanno paragonato la manifestazione contro il carovita in corso oggi nella capitale, con quelle dei giorni scorsi a Bobo Dioulasso (sud-ovest), Banfora (ovest) e Ouahigouya (nord), conclusesi con centinaia di arresti e decine di feriti. Alcune fonti locali parlano di gruppi di giovani scesi per le strade a manifestare e scontratisi con la polizia che ha cercato di disperdere la folla con i lacrimogeni. "La manifestazione iniziata oggi nella città è stata pacifica – racconta il missionario – e consiste in una serrata generale delle saracinesche dei negozi, allo scopo di paralizzare le attività normali della vita quotidiana, da cui il nome 'città morta'. Non si riesce a comprare neanche un pacchetto di sigarette". La maggior parte dei negozi e le banche sarebbero chiuse, anche se gli uffici e le strutture pubblica – ad eccezione delle scuole e dei licei – funzionano normalmente.(AdL, Misna, 28/02/2008)
Oltre 200 arresti dopo proteste contro il carovita (AdL, Misna, 26/02/08)
Sono almeno 200 le persone arrestate in seguito alle manifestazioni contro il carovita svoltesi nel paese la scorsa settimana: il governo di Ouagadougu ha precisato oggi che più di 100 saranno perseguite per "distruzione di beni pubblici e privati". Secondo il ministro della Sanità Alain Bedouma Yoda "tra i 200 arrestati ci sono 15 minori e una donna, tutti colti in flagranza di reato". Un precedente bilancio degli arresti, diffuso dalle autorità competenti, riferiva di oltre 100 arresti per le manifestazioni di mercoledì e giovedì scorso, degenerate in atti di vandalismo a Bobo Dioulasso, Banfora (ovest) et Ouahigouya (nord). (AdL, Misna,
26/02/08)
Disordini durante proteste contro il carovita, arresti e feriti(CC, Misna, 22/02/2008)
Sono almeno un centinaio le persone fermate dalla polizia a Bobo-Dioulasso, seconda città del Burkina Faso con circa 250.000 abitanti, teatro da mercoledì di manifestazioni di protesta organizzate dai piccoli commercianti contro il carovita, l'aumento dei prezzi e le imposte, e degenerate negli ultimi due giorni in gravi disordini. "In città, si può circolare ma si vedono copertoni in fiamme e strade bloccate; edifici pubblici sono stati saccheggiati e parzialmente distrutti, in particolare un ufficio del comune" ha detto alla MISNA una fonte contattata nella città del sud-est del paese, aggiungendo che gli agenti sono intervenuti con gas lacrimogeni e avrebbero aperto il fuoco sulla folla, causando, forse, un morto. Il ministro dell'Interno Clement Pegwende Sawadogo ha confermato che un manifestante è stato gravemente ferito e che si trova in ospedale per cure mediche. Fonti della sicurezza hanno riferito che anche diversi poliziotti sono stati feriti. Le autorità locali ipotizzano che alcuni manifestanti siano stati manipolati da ignoti con l'intento di approfittare della protesta per creare disordini nella località. "È una situazione mai vista nella storia contemporanea della città" ha detto Sawadogo. (CC, Misna, 22/02/2008)
Zinco e vitamina a aiutano a combattere la malaria (Agi, 08/02/2008)
Semplici supplementi di zinco e vitamina A possono aiutare a combattere la malaria. Ne sono convinti i medici dell'Istituto di ricerca e scienza della Sanita' e del Centre Muraz del Burkina Faso, che in collaborazione con colleghi americani hanno condotto uno studio dai risultati sorprendenti, riportati sulla rivista Bio Med Central. Per sei mesi, un gruppo di 74 bambini del villaggio di Sourkoudougou ha ricevuto giornalmente 200.000 unita' di vitamina A e 10 mg di zinco, mentre per confronto, altrettanti bambini dello stesso villaggio hanno preso placebo. I controlli e gli esami del sangue cui i bambini sono stati sottoposti continuamente, hanno rivelato un effetto significativo dei supplementi di vitamina e zinco sulla malaria: al termine del periodo di trattamento, nei bimbi che avevano preso vitamina A e zinco l'incidenza della malattia si era ridotta addirittura del 34 per cento, mentre negli altri il calo era stato del 3 per cento soltanto. E nei piccoli che hanno comunque contratto la malattia, la supplementazione con zinco e vitamina ha ridotto il numero di attacchi malarici, ritardato l'insorgenza dei sintomi e diminuito di quasi un quarto il numero di episodi febbrili. Potrebbe percio' avere un impatto finora largamente sottostimato nelle strategie di controllo della malattia a livello infantile, soprattutto in Africa. La vitamina A e lo zinco giocano infatti un ruolo cruciale nelle funzioni immunitarie, e potrebbero avere un'azione sinergica nel ridurre il rischio di infezione da Plasmodium falciparum, rendendo naturalmente piu' resistenti alla malattia, che conta ogni anno dai 300 ai 500 milioni di nuovi casi, la maggior parte dei quali nell'Africa sub-sahariana.(Agi, 08/02/2008)
Burkina Faso - Meningite: oltre un centinaio di decessi, ma non è ancora epidemia (CC, Misna, 01/02/2008)
Si aggrava il bilancio delle vittime di meningite: secondo nuovi dati riferiti dal ministero della Sanità di Ouagadougou, 124 persone sono decedute a causa della malattia nel mese di gennaio. Fonti del ministero hanno precisato che non si tratta di una situazione di “epidemia” anche se ben 774 casi sono stati registrati nello stesso periodo nel paese. Si parla di epidemia con 10 casi ogni 100.000 abitanti e di situazione di allerta con la metà dei casi. Un precedente bilancio riferito in questi giorni da fonti umanitarie indicava 54 vittime nelle prime due settimane dell’anno. A dicembre, la federazione Internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa aveva annunciato una serie di attività di prevenzione in 14 paesi africani per scongiurare quella che potrebbe rivelarsi “la peggiore e epidemia di meningite degli ultimi dieci anni”. I paesi più a rischio –quelli appartenenti alla cosiddetta ‘fascia della meningite’ - sono Etiopia, Kenya, Sudan, Uganda, Burkina Faso, Repubblica democratica del Congo, Niger, Mali, Ciad, Nigeria, Costa d’avorio, Ghana, Benin e Togo, per un totale di circa 300 milioni di persone.(CC, Misna, 01/02/2008)
Tornano alla Coop i fagiolini equi del Burkina Faso (Vita, 30/01/08)
Tornano i fagiolini verdi del Burkina Faso nei supermercati Coop. Come lo scorso anno saranno riconoscibili dal marchio TerraEqua, il grande progetto di cooperazione internazionale di Coop Italia che prevede interventi di formazione e investimenti nei paesi africani in via di sviluppo. I fagiolini arrivano all'aeroporto G. Galilei di Pisa da Ouagadougou, la capitale del Burkina, e vengono distribuiti su tutto il territorio nazionale in confezioni da 500 grammi. L'obiettivo è importarne complessivamente 500 tonnellate fino alla fine di marzo, coprendo così il periodo fuori stagione della produzione nazionale. La compagnia di volo africana Transafricain atterrerà una volta alla settimana all'aeroporto pisano, il primo scalo aperto in Italia per l'interscambio commerciale con l'Africa. Insieme a Unicoop Firenze, Unicoop Tirreno e Coop Italia, i partner del progetto realizzato nel paese africano sono il Movimento Shalom, la Regione Toscana, l'Associazione nazionale delle coop di consumo (Ancc), e l'Adapa (Action pour le developpement Agro-pastoral en Afrique) una Ong burkinabè. Ottimi e biologici i fagiolini burkinabè, nel 2007, hanno riscosso un ottimo successo di vendite e gradimento. Vengono coltivati nella zona di Kougussi e Sorou dalle cooperativa Scoo.Bam e Sog.Cam a cui quest'anno si sono aggiunti due villaggi della località Kosmorou. I contadini coinvolti salgono così a 2.000, e circa 300 sono le famiglie che si dividono gli 84 ettari di campi coltivati a fagiolini. In più quest'anno un impegnativo censimento sociale permetterà di stabilire un reddito equo per ogni contadino. Acquistando i fagiolini del Burkina non solo ci si assicura un prodotto freschissimo e di buona qualità, ma si sostiene lo sviluppo delle piccole cooperative di produttori locali, per garantire alla popolazione un lavoro equamente retribuito e condizioni di vita migliori. Ad aprile arriveranno anche i risultati del monitoraggio dei redditi di alcune delle famiglie contadine coinvolte nel progetto: 200 nuclei familiari della coop Kougussi, per l'esattezza, che grazie a questo nuovo lavoro hanno visto crescere il loro reddito in modo esponenziale, se confrontato con gli standard del Burkina. (…)(Vita,
30/01/08)