Santa Sede allaccia rapporti diplomatici con Gaborone
(Alice/Apcom, 04/11/2008)
La Santa Sede e la Repubblica di Botswana, "desiderose di promuovere rapporti di mutua amicizia e di sviluppare la cooperazione internazionale", hanno deciso di comune accordo di stabilire tra di loro relazioni diplomatiche, a livello di Nunziatura Apostolica da parte della Santa Sede e di Ambasciata da parte della Repubblica di Botswana, secondo quanto stabilito dalla Convenzione di Vienna sulle Relazioni Diplomatiche de 18 aprile 1961. Lo rende noto un comunicato del Vaticano. "La Chiesa cattolica - ricorda una nota - è molto giovane e piccola da un punto di vista numerico. Solo il 5% della popolazione è di religione cattolica. I primi missionari giunsero nell'allora Protettorato del Bechuanaland nel 1850, ma solo nel 1928 gli Oblati di Maria Immacolata riuscirono a fondare una missione e una scuola elementare. Nel 1930 venne aperta una missione a Lobate e nel 1935 a Ramotwsa. Dopo la Seconda Guerra Mondiale arrivarono i Padri Passionisti irlandesi". "Attualmente i cattolici sono 84.000 distribuiti in due circoscrizioni ecclesiastiche: la Diocesi di Gaborone ed il Vicariato Apostolico di Francistown. I sacerdoti diocesani sono 27, le parrocchie 38, i religiosi sacerdoti 40, i religiosi non sacerdoti 4, le religiose 77 e i catechisti circa 300. La Chiesa è particolarmente impegnata nell'assistenza ai malati e agli orfani, nella prevenzione delle malattie in genere e nell'apertura di nuove scuole, che sono molto apprezzate. Le donne svolgono un ruolo fondamentale nella vita della Chiesa, soprattutto come catechiste, insegnanti e personale infermieristico". "I rapporti tra la Chiesa e lo Stato sono buoni. Durante i lavori dell'Assemblea della FAO a Roma nell'ottobre 2005, l'allora Presidente della Repubblica, Sig. Festus Mogae, espresse all'allora Cardinale Segretario di Stato Angelo Sodano il desiderio di avviare rapporti diplomatici regolari con la Santa Sede. In seguito si avviò il processo che oggi giunge felicemente alla sua conclusione".
(Alice/Apcom,
04/11/2008)
A ex presidente Mogae premio leadership africana (Alice/Apcom, 20/10/2008)
L'ex presidente del Botswana Festus Gontebanye Mogae vince il Premio Ibrahim per la leadership africana, istituito dal magnate sudanese Mo Ibrahim per incoraggiare "il buon governo" nel continente nero. Elogiato per le sue politiche sanitarie ed economiche, Festus Gontebanye Mogae, che ha guidato il Botswana dal 1998 a quest'anno, riceverà un compenso di 5 milioni di dollari che gli verranno consegnati in dieci tranche da 200 mila dollari all'anno ciascuna per i prossimi 10 anni. La Fondazione Mo Ibrahim ha fatto sapere considererà l'eventualità di assegnare altri 200,000 dollari all'anno per 10 anni per appoggiare alcune battaglie portate avanti da Mogae. La fondazione è stata creata da Mo Ibrahim, fondatore della compagnia di telecom africana Celtel
International. (Alice/Apcom,
20/10/2008)
Il 70% d'aumento sugli alcolici (Aduc, 02/08/2008)
Il 31 luglio, il Governo dello Botswana ha annunciato il varo di una tassa del 70% sugli alcolici, al fine di contrastare l'alcolismo. "La tassa verra' imposta dal 18 agosto (...). Servira' a educare la popolazione sui rischi dell'abuso d'alcol, per programmi di riabilitazione delle vittime d'abuso di alcol e per altre buone cause", si legge nel comunicato ufficiale. Il presidente Ian Khama, il cui padre e' morto giovane per un cancro al pancreas, tempo fa ha parlato di questa misura aggiungendo che, se non dara' frutti, si potrebbe arrivare a un aumento del 100%. Ha anche invitato i suoi concittadini a bere soda e acqua.
(Aduc, 02/08/2008)
Presidente dichiara guerra all'alcool: rincari del 70% (Apcom,
30/07/08)
Lotta al consumo di alcool in Botswana. Il governo si accinge infatti ad aumentare il prezzo della birra del 70%, nell'ambito della campagna lanciata dal nuovo Presidente Seretse Khama Ian Khama contro "i mali del bere". Il padre, il Presidente Seretse Khama, era noto per essere un gran fumatore e un gran bevitore, morto a 59 anni per cancro e problemi al fegato. Nel suo discorso di insediamento, il 1 aprile scorso, il neo Presidente ha dichiarato che "l'abuso di alcool è uno mali che dobbiamo affrontare come nazione". Quindi, in un incontro tradizionale (Kgotla), Khama è tornato sulla questione, annunciato l'introduzione di una nuova tassa sugli alcolici, che farà lievitare i prezzi del 70%. Il Presidente ha sottolineato che se la nuova tassa non riuscirà a portare miglioramenti entro tre mesi, il governo potrebbe intervenire con un nuovo aumento del 70%. Stando a quanto riferisce la Bbc, l'esecutivo ha affidato inoltre a una task force il compito di regolarizzare gli shabeens, i punti di ritrovo informali in cui si beve. In Botswana, il consumo di alcool viene indicato come una delle principali cause degli incidenti stradali, della delinquenza giovanile, della violenza domestica e della diffusione di Hiv/Aids. L'iniziativa del governo ha ottenuto il pieno sostegno del Consiglio delle chiese del Paese, i cui rappresentanti siedono nella commissione nazionale di salvaguardia dei valori sociali e morali. Scontato il disappunto dei consumatori e degli esercizi commerciali. "Il 70% è troppo", si è lamentato Ludo, un giovane in un bar di Gabarone. "Ci manderà in rovina", ha detto Irene, che gestisce un bar molto frequentato della città, Linga Longa. Per la principale azienda produttrice di birra del Paese, Kgalagadi Breweries Limited, non è questo il modo giusto per contrastare l'alcolismo. "Stiamo discutendo con il governo per fargli comprendere le implicazione dei rincari - ha dichiarato la società - noi comprendiamo le preoccupazioni riguardo alle pericolose conseguenze di un consumo irresponsabile e di un abuso di alcool. Ma se l'aumento dei prezzi limita il consumo di alcune persone, non affronta però la questione dell'abuso e dei suoi effetti". In Botswana, l'alcool viene consumato nel corso di matrimoni, funerali e nei tradizionali Letsema, quando i contadini si riuniscono per bere dopo una dura giornata di lavoro nei campi. (Apcom,
30/07/08)
Truppe schierate al confine con lo Zimbabwe (Fides, 03/07/2008)
Mentre si complica la crisi nello Zimbabwe, il Botswana, Paese confinante, decide di schierare il proprio esercito alla frontiera per respingere qualsiasi attacco militare che potrebbe esplodere a causa di disordini politici e delle tensioni che agitano lo Zimbabwe. Secondo quanto riferisce un quotidiano del Botswana, il Sunday Standard, le truppe che sono state schierate nella zona di frontiera sono dotate di artiglieria pesante. Il Ministro della Difesa del Botswana, il generale di brigata Dikgakgamatso Seretse,ha affermato che il dispiegamento dell'esercito alla frontiera con lo Zimbabwe "è un argomento molto delicato, quindi, non posso né confermare né negare qualsiasi dispiegamento di soldati lungo la frontiera tra Botswana e Zimbabwe". La scorsa settimana il Botswana aveva rilasciato delle dure dichiarazioni nei confronti del regime del Presidente zimbabwano Robert Mugabe, affermando che avrebbe preso dei provvedimenti non specificati se la Southern Africa Development Community (SADC) e l'Unione Africana non avessero condannato il governo di Mugabe. Nel Vertice dei Capi di Stato e di governo dell'Unione Africana di Sharm el Sheik, in Egitto, è stata approvata all'unanimità una risoluzione che chiede la formazione di un governo di unità nazionale con la partecipazione dell'opposizione guidata da Morgan Tsvangirai (vedi Fides 2/7/2008). Tsvangirai, ha però respinto l'ipotesi di un governo di unità nazionale, che di fatto sarebbe stato sotto l'egida Mugabe. Tsvangirai si è detto disponibile a un negoziato che garantisca un periodo di transizione che porti a nuove elezioni, ed in cui il peso delle rappresentanze sia basato sui risultati del primo turno elettorale, del 29 marzo, nel quale il suo partito, il Movimento per il Cambiamento Democratico ha conquistato la maggioranza in Parlamento e lui ha ufficialmente sfiorato il 50 per cento dei voti che gli avrebbe permesso di essere eletto subito. Appare sempre più evidente una spaccatura all'interno dell'Unione Africana e soprattutto tra i membri della SADC. Da una parte vi sono coloro che continuano ad appoggiare Mugabe, come Mbeki e il Presidente del Gabon, Omar Bongo, e dall'altro vi sono coloro che premono per una linea dura nei confronti del Presidente zimbabwano. Tra questi vi sono oltre alla dirigenza del Bostwana, il Presidente dello Zambia, Levy Mwanawasa, che però secondo quanto riferisce una radio sudafricana sarebbe deceduto oggi, 3 luglio, a Parigi a seguito di un attacco cardiaco che l'aveva colpito al Vertice dell'Unione Africana in Egitto. Una notizia che non è stata ancora confermata dal governo di Lusaka. (L.M) (Fides,
03/07/2008)
Una success-story politica per la democrazia più "antica" dell'Africa (Irene Panozzo, Lettera22, 01/04/2008)
Mentre i dati ufficiali delle elezioni in Zimbabwe continuano a filtrare a rilento e in molti temono brogli ed eventuali violenze, nel confinante Botswana il nuovo presidente della repubblica Seretse Khama Ian Khama ha inaugurato oggi il suo mandato. Succeduto a Festus Mogae, che si è ritirato sponte sua dopo quasi un decennio alla guida del paese e in anticipo sulle presidenziale dell'autunno 2009, il nuovo presidente è il primogenito del primo capo di stato del Botswana, sir Seretse Khama, ancora molto amato dalla popolazione. E' anche il paramount chief dell'etnia maggioritaria del paese, i Bangwato. Seretse Khama junior eredita un paese stabile, che negli ultimi vent'anni ha avuto un tasso di crescita medio annuo dell'8% e che secondo le stime del Fmi crescerà quest'anno del 5,2%. Nonostante non sia stato risparmiato, come gli altri paesi della regione, dall'enorme diffusione dell'Hiv/Aids, il Botswana ha saputo far fronte alla sfide economiche e sociali con scelte politiche accorte. Sempre secondo le stime internazionali, il Pil procapite del 2008 sarà di più di 8000 dollari per abitante, il più alto dell'intera Africa subsahariana, per un paese che secondo Transparency International è il meno corrotto del continente. Gli analisti si attendono che Khama prosegua lungo le linee politiche già avviate dal suo predecessore. In attesa delle presidenziali del 2009, nelle quali il suo Botswana Democratic Party (Bdp), che guida il paese dall'indipendenza dalla Gran Bretagna nel 1966, è dato come grande favorito. (Irene Panozzo, Lettera22,
01/04/2008)