Diamanti dichiarati minerali strategici per il paese (Agi, 28/11/2008)
Il Nuovo Codice minerario, che sara' approvato nel 2009 dal consiglio dei ministri angolano, considera i diamanti, l'oro e i minerali radioattivi, come strategici per il paese. Lo ha sostenuto il coordinatore della commissione tecnica per la revisione della legislazione sulle miniere, Francisco Queiroz. Il giurista ha sostenuto che per essere considerati minerali strategici occorre tenere in conto la rarita', la grande domanda sul mercato intenzionale e l'impatto nella crescita dell'economia del Paese. Queriz ha, inoltre, chiarito che i diritti possono essere esercitati in esclusiva da una specifica impresa pubblica, che assumera' il ruolo di concessionario nazionale, o da una istituzione pubblica autonoma che esercitera' le funzioni di regolatrice delle rispettive attivita' minerarie. "Le imprese concessionarie nazionali - ha detto Queiroz - dei diritti minerari sui minerali strategici sono create dal governo, con l'obiettivo di esercitarne direttamente i diritti o in associazione con le imprese di diritto privato". Il giurista, infine, ha spiegato che i diritti minerari di prospezione ed esplorazione, trattamento e commercializzazione su tutta l'estensione del paese, comprese le piattaforme continentali e la zona economica, appartengono in modo esclusivo allo Stato. (Agi, 28/11/2008)
Sante gaffe: il Papa annuncia un viaggio ma sbaglia di 16 anni (Affari italiani, 07/11/2008)
Figuraccia per Benedetto XVI. Il 26 ottobre scorso il Pontefice ha annunciato: "Di lì proseguirò, a Dio piacendo, per l'Angola, per celebrare il 500° anniversario di evangelizzazione del paese". Già, peccato però che il 500° anniversario sia già stato celebrato da Giovanni Paolo II quando doveva essere celebrato, ovvero nel 1992. Per la precisione il 7 giugno. Grande imbarazzo presso la Santa Sede, dove ora è caccia al colpevole per il clamoroso errore messo in bocca al Santo Padre.
(Affari italiani,
07/11/2008)
“Angolagate”, il lato nero della Francia (L’Opinione, 10/10/2008)
A Parigi si è aperto il processo “Angolagate”. Quarantadue persone indagate, accusate di aver organizzato un traffico di armi tra Francia e Angola, a inizio anni ’90. Si tratta di 790 milioni di dollari destinati all’acquisto di armi, per un conflitto che ha fatto tra i 300.000 e i 500.000 morti. Personaggi di rilievo coinvolti: Charles Pasqua, Jean-Christophe Mitterrand (figlio del “grande statista” socialista) accusato di aver favorito la vendita di armi russe. Poi c’ lo Jacques Attali della “Commissione Attali”, ex consigliere di Stato di Mitterrand. Tutti legati all’affarista Pierre-Joseph Falcone e al suo collega israelo-russo Arcadi Gaydamac, che trattavano come intermediari. Nel 1993 l’Angola chiede una fornitura di armi alla Francia, richiesta respinta, perché “Parigi non invia armi in un paese in guerra” (in effetti l’Onu aveva imposto un embargo sulle armi)... Le solite ipocrisie dei pacifinti. Infatti, secondo l’accusa l’Angola sarebbe ricorsa al figlio del Presidente francese, e tutto si sarebbe risolto. Arrivano carri armati, blindati, mine, navi da guerra... In cambio di tangenti (era il tempo di “Tangentopoli” anche in Italia...). In Angola era in corso una guerra civile lunga 27 anni tra il governo marxista di José Eduardo Dos Santos (l’Mpla) e i ribelli (nati maoisti, ma filoamaericani) dell’Unita. La guerra è finita solo nel 2002. Attuale presidente dell’Angola è clamorosamente ancora oggi Dos Santos, il quale giustamente ha paura che il procedimento giudiziario ponga in crisi la propria leadership. Così ha messo in discussione i lucrosi contratti con la Total, dal 2009. La mossa non è stupida, visto che il governo angolano si è messo in affari coi comunisti di Pechino, che preleva in Angola il 14% del fabbisogno di petrolio. In cambio i cinesi stanno costruendo il paese: 10.000 chilometri di strade, scuole, alberghi, ospedali... Nei cantieri però ci sono lavoratori cinesi, più che africani. Sono per lo più prigionieri politici, trattati come schiavi e non pagati, che lavorano per l’intera giornata per sette giorni alla settimana. Come in tutta l’Africa i lavoratori locali sono soltanto inservienti e guardiani, mentre anche cibo e materiali arrivano dalla Cina. I lavori sono eseguiti malissimo: i muri dei ponti e degli ospedali crollano dopo poche settimane? Non importa, ciò che conta sono le tangenti e i profitti reciproci. Il delirio è anche “colpa” del Fondo Monetario Internazionale e della World Bank, che non danno credito a un paese sull’orlo del baratro, ma che vive bene lo stesso grazie alla svendita del petrolio e pietre preziose. Del resto chi presterebbe denaro a un governo così compromesso e assolutista? Le pietre svendute sono i famosi diamanti che lo stesso Che Guevara avrebbe contrabbandato col beneplacito del Mpla, ai tempi della sua “missione umanitaria” in Africa. Tutto si collega. di Paolo Della Sala
(L’Opinione,
10/10/2008)
Francia: aperto processo 'Angolagate', coinvolto figlio Mitterrand (Asca-Afp, 06/10/2008)
Si e' aperto a Parigi il cosiddetto processo ''Angolagate'', lo scandalo per corruzione e traffico di armi verso l'Angola degli anni Novanta, nel quale sono implicate, a vario titolo, quarantadue persone, tra cui Christophe Mitterrand, il figlio dell'ex presidente francese Francois, e altri membri dell'elite francese. Tra i principali imputati compaiono anche l'uomo d'affari francese Pierre Falcone e il miliardario israeliano di origine russa, Arcadi Gaydamac. I due avrebbero violato l'embargo dell'Onu imposto sulla vendita di armamenti all'Angola e avrebbero organizzato tra il 1993 e il 1998 un vasto traffico d'armi verso Luanda, senza le autorizzazioni necessarie. Sarebbero state versate, inoltre, numerose tangenti ad autorita' della Francia e dello Stato africano e tra queste spicca il presidente angolano Jose' Eduardo Dos Santos. All'Angola sarebbero stati forniti armamenti provenienti da paesi dell'Est per 790 milioni di dollari in elicotteri, tank, mine anti-uomo e artiglieria, che l'allora presidente Dos Santos uso' nella guerra civile contro i ribelli dell'Unita, il movimento guidato da Jonas Savimbi. Jean Christophe Mitterrand, ex consigliere per gli Affari africani all'Eliseo, e' accusato di essere ''complice in commercio illegale e appropriazione indebita'' e di aver accettato tangenti per 2,6 milioni di dollari. La guerra civile in Angola, durata 27 anni, e' finita solamente nel 2002 facendo contare almeno mezzo milione di vittime. (Asca-Afp,
06/10/2008)
Elezioni; assegnati seggi, a Mpla 191 su 220 (SwissInfo, 17/09/2008)
Il Movimento popolare per la liberazione dell'Angola (Mpla), al potere nel paese dal raggiungimento dell'indipendenza dal Portogallo nel 1975, ha vinto le elezioni legislative che si sono tenute il 5 e il 6 settembre aggiudicandosi 191 dei 220 seggi del parlamento. I dati e le percentuali dello scrutino sono stati resi noti dalla Commissione elettorale. L'Mpla ha ottenuto l'81,64% dei voti contro il 10,39% dell'opposizione, l'Unita, partito formato dagli ex ribelli e che avrà solo 16 seggi nel nuovo parlamento, contro i 70 che aveva prima. Le elezioni di quest'anno, le prime dopo 16 anni, si sono svolte a sei anni dalla fine della guerra civile nel 2002 che in 27 anni ha ucciso mezzo milione di persone e distrutto gran parte delle infrastrutture nazionali. L'Mpla ha già fatto sapere che alcuni esponenti di governo, membri dell'Unita, verranno rimossi dai loro incarichi e che saranno apportati cambiamenti alla Costituzione. Tuttavia il partito assicura di non voler ripristinare uno Stato monopartitico. L'Unita ha accettato la sconfitta ma ha sottolineato che l'opposizione è stata oscurata nel corso delle elezioni a causa delle maggiori disponibilità economiche dell'Mpla e del largo controllo che il partito ha sui media nel Paese. (SwissInfo,
17/09/2008)
Partito di governo vince primo voto libero in 16 anni (Reuters, 10/09/2008)
Il partito del presidente dell'Angola Jose Eduardo dos Santos ha stravinto le elezioni parlamentari ottenendo quasi l'82% delle preferenze, secondo quanto risulta dai dati provvisori finali diffusi oggi. La pubblicazione dei risultati, accettati e riconosciuti come validi dall'opposizione, dovrebbe aiutare il paese produttore di petrolio a portare a termine senza scontri né spargimenti di sangue il primo legittimo processo elettorale degli ultimi 16 anni. Il partito Mpla, al potere da quando l'Angola ha ottenuto l'indipendenza dal Portogallo nel 1975, ha stravinto in tutte le 18 province sugli avversari dell'Unita, abbandonando il programma marxista che lo aveva contraddistinto fino all'inizio degli anni 90 e abbracciando definitivamente una politica più favorevole al mercato e al libero scambio. Secondo quanto riferito ai giornalisti da funzionari della commissione elettorale, l'Unita, ex gruppo ribelle che oggi rappresenta il principale partito di opposizione, ha ottenuto solo poco più del 10% dei voti. L'opposizione ha accettato la sconfitta, abbandonando la richiesta avanzata inizialmente di ricelebrare le votazioni a causa di supposti brogli.
(Reuters, 10/09/2008)
Elezioni : Mpla "stupito" da dimensione vittoria (Misna, 09/09/2008)
Stupore è stato espresso oggi dagli stessi vertici del partito di governo Mpla per l'eccezionale risultato ottenuto alle legislative del fine settimana. Intervistato dalla radio di capo Verde, il portavoce del Mpla, Norberto dos Santos, ha sottolineato che il partito "non si aspettava una vittoria così ampia" che comunque costringe lo schieramento a un "senso di responsabilità ancora maggiore" di quello avuto in passato. E mentre nel paese si attendono i risultati finali del voto, che potrebbero arrivare già entro stanotte, l'ultimo aggiornamento fornito dalla commissione elettorale conferma, dopo lo scrutinio dell'83,83%, la vittoria del Mpla che ha raccolto l'81,68% delle preferenze (ovvero oltre 4 milioni e 400.000 voti), imponendosi come prima forza in tutte le province del paese. Il principale partito d'opposizione, l'Unita, resta fermo al 10,36%, mentre il Partito per il rinnovamento sociale (Prs) mantiene la terza posizione con il 3,19%. E se, dopo il riconoscimento della sconfitta arrivato dai due partiti dell'opposizione, dai paesi vicini cominciano già ad arrivare le prime congratulazioni al partito di governo, l'Unita ha già fatto sapere che per i prossimi anni si concentrerà " a riconquistare la popolazione" recandosi in ogni angolo del paese e sacrificando l'opposizione in parlamento, visto che i circa 20 deputati (sui 220 totali) su cui potrà contare il partito avranno ben pochi margini di manovra in aula.[MZ] (Misna, 09/09/2008)
Verso conferma Dos Santos; UE voto trasparente (Agi, 08/09/2008)
Il risultato delle elezioni legislative in Angola non lascia piu' dubbi: con circa il 70% delle schede scrutinate, l'Mpla, il partito del presidente Jose' Eduardo Dos Santos, ha raccolto oltre l'80% dei voti, mentre il diretto rivale, l'Unita, ha raggiunto il 10,50%. In Angola tutto prosegue nella calma e dopo tre giorni di "festa", la popolazione e' tornata a lavorare. Non si sono verificati incidenti e anche gli sconfitti hanno fatto dichiarazioni concilianti, nonostante i ricorsi. Un voto che si inserisce in un quadro socio economico di grande boom, grazie all'industria del petrolio e dei diamanti, ma che, fino ad ora, non ha avuto ricadute significative sulla popolazione piu' povera. Anche gli osservatori Ue hanno concordato che "le elezioni sono state trasparenti. La gente ha votato liberamente e non si sono registrate violenze durante la campagna elettorale" ha fatto sapere Luisa Morgantini in una conferenza stampa. (clicca qui per la 2° parte dell'articolo) - (Agi, 08/09/2008)
Nessuna sorpresa alle elezioni (Peacereporter, 08/09/2008)
Il partito di governo supera l'80 percento delle preferenze, opposizione in rotta - Finiscono con un trionfo del partito di governo le elezioni parlamentari in Angola, le prime dalla fine della guerra civile. Il Movimento Popolare per Liberazione dell'Angola (Mpla), già accreditato di una larga vittoria nei giorni precedenti lo scrutinio, avrebbe ottenuto l'82 percento dei voti, secondo i dati provvisori (per quelli definitivi bisognerà attendere una settimana) resi noti dalla Commissione elettorale. Sbaragliati sia gli storici rivali dell'Unione per l'Indipendenza Totale dell'Angola (Unita) che il Fronte Nazionale per la Liberazione dell'Angola (Fnla). Il Mpla, che ha governato il Paese dall'indipendenza (ottenuta nel '75) a oggi, si è così assicurato per altri quattro anni un posto al sole. Merito di una campagna elettorale capillare e condotta con più mezzi rispetto agli avversari, presentatisi divisi e poco credibili. Non che le elezioni si siano svolte in maniera perfetta, cosa che ha dato la possibilità all'opposizione di chiedere un nuovo scrutinio almeno nella capitale Luanda. Tra mancanza di carta e di inchiostro per i votanti e la ritardata apertura di alcuni seggi, la Commissione è stata costretta a far riaprire circa 320 stazioni elettorali il giorno dopo il voto, programmato per venerdì scorso, per permettere ai cittadini di completare le operazioni. Gli osservatori dell'Unione Europea, capeggiati dalla vicepresidente del parlamento Ue Luisa Morgantini, hanno definito le elezioni "un disastro" a livello organizzativo. Ma sia gli osservatori nazionali che quelli della Comunità per lo Sviluppo dell'Africa Meridionale (Sadc) hanno dato il via libera alle consultazioni, definendole credibili sotto il profilo del risultato. Il Mpla, accusato dall'opposizione di aver monopolizzato i media e di aver utilizzato fondi statali per la propria campagna, ha capitalizzato al massimo anche gli spostamenti dei civili dovuti alla guerra civile (conclusasi nel 2002) che hanno "annacquato" nella maggior parte dei casi le roccaforti elettorali dell'opposizione. Ma, con tutte le pecche attribuibili al partito di governo, l'opposizione ha dimostrato di non essere un'alternativa credibile. Al Mpla rimane ora il difficile compito di distribuire tra la popolazione i proventi delle esportazioni petrolifere, grazie alle quali i quartieri bene di Luanda stanno rifacendosi il trucco mentre la stragrande maggioranza della popolazione vive ancora nelle baraccopoli che circondano la città. Nonostante i numerosi problemi, le file e le ore di attesa sopportate dagli 8 milioni di votanti venerdì scorso mostrano una nazione fiduciosa nel proprio futuro. Dopo 27 anni di guerra e mezzo milione di morti è già un buon risultato. Di Matteo Fagotto
(Peacereporter,
08/09/2008)
Elezioni caotiche ma libere (Agi, 06/09/2008)
Le prime elezioni legislative celebrate in Angola in 16 anni si sono completate con un giorno di ritardo: si e' votato nei 320 seggi elettorali di Luanda, dove gli elettori non avevano potuto farlo
venerdi'. Gli osservatori della Comunita' dell'Africa Australe (Sadc) hanno promosso il voto come "libero e trasparente". Luanda e la provincia che porta il suo nome contano circa il 20 per cento degli 8,3 milioni di elettori
angolani; e le urne si erano riaperte dopo che vari partiti dell'opposizione avevano denunciato la disorganizzazione delle operazioni nella capitale. Non si conoscono, ancora, i dati sull'affluenza alle urne anche se tutti, ritengono che sia stata alta o almeno buona. Il clima in tutte le due giornate di voto e' stato sereno e nonostante i ritardi che venerdi' avevano fatto slittare l'inizio delle operazioni di voto, la gente non ha mostrato irritazione, ma e' rimasta ordinatamente in fila aspettando il loro turno. Il sistema elettorale, anche a detta degli osservatori internazionali, ha funzionato, nonostante i disguidi della prima giornata e a tutti i votanti e' stato marchiato il dito indice con inchiostro indelebile cosi' da evitare che potessero votare piu' di una volta. Un risultato che e' anche dovuto alla capacita' degli addetti ai seggi, soprattutto giovani e donne, che in molti casi hanno dormito sui luoghi del voto, il che vuol dire, nella maggioranza dei casi, all'aperto. Le
'assebleia de voto', gazebi dove erano state allestite le urne, per lo piu' si trovano in spazi aperti, lungo le strade, nelle piazze e, in qualche caso, in edifici pubblici o privati. Ma l'Unita, il principale partito dell'opposizione angolana, nonostante la riapertura dei seggi, si e' detta non ancora soddisfatto delle condizioni in cui si sono svolto le elezioni e ha preannunciato il ricorso alla corte costituzionale perche' si celebrino nuovamente. Per l'Angola, si tratta comunque di un momento storico: il primo voto dopo sedici anni e dopo sei anni dalla fine della guerra civile. Gli angolani si sono recati alle urne per eleggere 220 deputati, 130 circoli nazionali e 90 circoli provinciali. Il presidente dell'Angola, Jose' Eduardo dos
Santos, che ha votato venerdi', ha voluto sottolineare che con questo voto si apre una "nuova era politica, un nuovo modo di servirsi della politica, per raggiungere i nostri obiettivi". I risultati definiti dovrebbero essere annunciati, al piu' tardi, il 19 settembre (il tempo previsto dalla legge per la verifica del voto). Il nuovo Parlamento angolano dovrebbe entrare in funzione a partire dal 15 ottobre. Un pronunciamento ufficiale del capo delegazione degli osservatori dell'Unione Europea, Luisa
Morgantini, e' previsto per lunedi'. Le elezioni legislative, inoltre, sono state un banco di prova fondamentale per la tornata elettorale dell'anno prossimo, quando gli angolani saranno, nuovamente, chiamati alle urne per eleggere il presidente.
(Agi,
06/09/2008)
Osservatori UE, situazione elettorale si e' normalizzata
(Asca/Afp, 05/09/2008)
La missione di osservazione dell'Unione europea in Angola ha constatato che la situazione si e' ''normalizzata'' e che le autorita' stanno cercando di risolvere i problemi logisitici che hanno contrassegnato l'inizio delle elezioni legislative. ''Subito dopo l'apertura dei seggi, ero un po' turbata, ma adesso le cose si sono normalizzate'', ha dichiarato Luisa Morgantini, capo della missione degli osservatori europei nel corso di una conferenza stampa a Luanda. Nella mattinata, Morgantini aveva rilevato dei ritardi in tre seggi a Cacuaco, un quartiere povero della capitale. ''Cio' che abbiamo visto e' un disastro'', aveva detto all'Afp. ''Sono tornata in questi seggi e adesso stanno votando'', ha affermato l'eurodeputata italiana nel pomeriggio. ''Sono piu' ottimista, cercano di risolvere i problemi. Credo che recupereranno il ritardo'', ha aggiunto. Assicurando che i problemi si sono concentrati in alcuni quartieri di Luanda, Morgantini ha precisato che tutto si svolge normalmente al di fuori della capitale. ''Nelle provincie, abbiamo ricevuto informazioni molto chiare dagli osservatori: la partecipazione e' eccezionale e non ci sono stati incidenti'', ha sottolineato. L'Unione europea ha inviato un centinaio di osservatori per le elezioni legislative di oggi, le prime dalla fine della guerra civile durata 26 anni nel 2002.
(Asca/Afp,
05/09/2008)
Domani si vota per il parlamento: non accadeva da 16 anni (Alice/Apcom, 04/09/2008)
Saranno otto milioni (su una popolazione di 17 milioni) gli elettori chiamati alle urne domani in Angola dove si vota per il rinnovo del parlamento. Non accadeva dal 1992, una data nefasta cui seguì una scia di violenza che ha riportato alla memoria la guerra civile che sconvolse il Paese dopo la sua indipendenza dal Portogallo nel 1972. La tornata elettorale di domani è dunque accolta con un clima di giubilo: le strade della capitale Luanda sono inondate da bandiere, poster e slogan dei due principali partiti: l'MPLA (Movimento popolare per la liberazione dell'Angola) e l'UNITA (l'Unione Nazionale per l'Indipendenza Totale dell'Angola), quest'ultimo per anni un movimento ribelle che ha rinunciato alle armi nel 2002, dopo la morte del suo leader Jonas Savimbi. Tra barbecue e concerti, alla vigila delle elezioni i comitati elettorali organizzano gli ultimi comizi. "Andrò a votare perché è molto importante" racconta Adriano Pascoal, di 27 anni, citato dal sito online della Bbc. "Abbiamo bisogno di una istruzione e assistenza sanitaria migliore e di più lavoro, per questo voterò Unita" spiega. "Non penso sia il momento giusto per un cambio di governo perché l'attuale esecutivo ha un buon programma" dice invece Erivaldo Amaro, 30 anni. Nonostante i partiti in lizza siano 14, la gara si disputa essenzialmente tra il partito al governo, MPLA, e il principale partito di opposizione, UNITA, guidato da Isaias Samavuka. Gli slogan scelti dai due schieramenti sono rispettivamente "Camino Seguro", cammino sicuro, e "Mudanca", cambiamento. Ma al di là degli annunci la maggioranza della popolazione dell'Angola vive ancora in condizioni di estrema povertà, malgrado il paese, ricco in giacimenti di petrolio e diamanti, abbia recentemente superato la Nigeria diventando il più grande produttore di petrolio tra i paesi sub-sahariani. Eppure ben il 70 per cento della popolazione vive ancora con meno di due dollari al giorno e il divario tra ricchi e poveri non si attenua soprattutto nella grandi città, Luanda, Huambo, Benguela, Lubango. Qui, accanto a mendicanti senza fissa dimora sorgono sfarzosi centri commerciali, lussuosi hotel e rivenditori di auto BMW. Secondo molte organizzazioni internazionali, come il Human Right Watch, il governo intasca i proventi del petrolio oltre ad esercitare un controllo pressoché assoluto sui media del paese. Per l'ong statunitense ciò non permetterà lo svolgimento di elezioni democratiche. Per questo nel Paese africano sono in arrivo in queste ore osservatori internazionali inviati dall'Unione europea, dal Sadc (Comunità per lo sviluppo dell'Africa australe), dagli Usa e dalla Comunità delle autorità di lingua portoghese. Le urne apriranno alle 7 ora locale ma per i risultati definitivi sarà necessario attendere circa 15 giorni. Le elezioni di domani vengono considerate come una prova generale del voto presidenziale che dovrebbe tenersi nel 2010. Recentemente il presidente José Eduardo dos Santos - al potere dal 1979 - ha auspicato elezioni ad una cadenza quadriennale. (Alice/Apcom,
04/09/2008)
Card. do Nascimento alla vigilia del voto legislativo del 5 settembre (Fides, 01/09/2008)
“Gli angolani hanno raggiunto un alto grado di maturità civile e democratica” ha affermato Sua Eminenza il Cardinale Alexandre do Nascimento, Arcivescovo emerito di Luanda, in un'intervista alla radio nazionale dell'Angola, alla vigilia delle elezioni legislative del 5 settembre. Queste elezioni sono giudicate molto importanti perché sono le prime dalla conclusione della guerra civile nel 2002. Il Cardinale ha sottolineato che “le elezioni sono un normale percorso verso la democrazia” e che servono a “consolidare il Paese”. Il Cardinale ha richiamato l'attenzione di tutti sul corretto uso del denaro: il Cardinale infatti apprezza il boom economico, che afferma essere un dono in primo luogo, della grazia divina, che ha benedetto l'Angola donandole petrolio di alta qualità, molto apprezzato dal mercato internazionale. “Ringrazio molto, come religioso, come sacerdote, la Divina Provvidenza che ci ha dato petrolio in abbondanza. Il rialzo dei prezzi del greggio è positivo per noi ", ha sottolineato il Cardinale. Il Cardinale do Nascimento auspica che le nuove entrate derivanti dal rialzo dei prezzi del petrolio siano utilizzate nel modo migliore, guardando in primo luogo alle necessità delle giovani generazioni, in modo che vi sia una corretta distribuzione della ricchezza, a favore, in particolare, delle fasce sociali più deboli. “La Divina Provvidenza ci ha donato la Sua benedizione. Dobbiamo essere capaci di rispondere in modo adeguato ”, ha concluso il Cardinale. I Vescovi hanno pubblicato a luglio un messaggio sulle elezioni nel quale ribadiscono che “la Chiesa non opta per nessun partito politico”, e invitano i fedeli a partecipare al voto seguendo alcuni criteri generali per la scelta dei candidati (vedi Fides 17/7/2008). Durante la guerra civile che durò quasi 25 anni, la Chiesa è stata in prima linea negli sforzi di pace e in varie occasioni si è offerta di mediare tra le parti in guerra. Verso la fine degli anni Novanta la voce della Chiesa è diventata ancora più forte nel chiedere apertamente la fine della guerra e nell'incoraggiare entrambe le parti in conflitto a negoziare. Anche per questo motivo la Chiesa cattolica è vista come una realtà fondamentale dalla maggioranza degli angolani .Secondo un sondaggio realizzato dalla BBC nel marzo 2008 la maggioranza (78,3%) degli intervistati in 6 province angolane ha dichiarato di aver fiducia nelle istituzioni religiose (in particolare quelle cattoliche), seguite dai media e dal Parlamento. (L.M.) (Fides,
01/09/2008)
Arrestati gli assassini di 8 giovani cattolici (Icn-News, 30/08/2008)
Da Stefano Francesco Tollu sdb, missionario cattolico - La Polizia nazionale angolana há arrestato sette agenti della polizia. Essi sono sospettati di essere gli esecutori dell'assassinio a sangue freddo di 8 giovani della nostra parrocchia. Sembra che due altri poliziotti siano in fuga, tentando di far perdere le prorpie tracce. La Polizia Nazionale afferma, secondo le dichiarazioni di due agenti sospettati del crimine, la pattuglia era in missione nella favelas e che fu avvertita della presenza di un gruppo di giovani in preparazione di un assalto armato. Affermano di essersi diretti nel luogo del crimine e di essere stati accolti a pistolettate, e quindi di aver risposto al fuoco- Il "massacro della Frescura" come oggi é ricordato (dal luogo in cui é accaduto), é stato il piú violento registratio dalla fine della guerra civile. La versione dei testimoni del crimine é quella che vi ho presentato nel precedente post: 12 ragazzi stavano chiacchierando e bevendo qualcosa fuori da una casa... Gli otto corpi erano tutti a pancia in giù ed in fila, difficile sai la posizione di chi attacca una pattuglia della polizia armata com ak47... Il Massacro é stato perpetrato a pochi metri da un altro assassinio di qualche mese prima, altri due nostri giovani: stavano girando un documentario sulla microcriminalità nella favelas... lí la giustificazione fu "che sembravano banditi e che nessuno li aveva avvertiti che era un cortometraggio..." Con fatica, il paese cambia, speriamo che questi 7 uomini e i due in fuga, comprendano il crimine di cui si sono macchiati, si pentano e diano una nuova impostazione alla loro vita. Speriamo che la Polizia Nazionale escluda dalle forse dell'ordine tutti gli individui corrotti, violenti o affetti per traumi post-guerra.
(Icn-News, 30/08/2008)
Contro la guerra armati di poesia e di umanità (Il Giornale, 06/08/2008)
«Noi facciamo la guerra cantando e ballando. È così che comunichiamo, soffriamo e vinciamo. Così che contribuiamo a migliorare il mondo. Ognuno partecipa a suo modo. Il nostro è essere artisti». Per la cantante Tasha
Rodigrues, originaria dell'Angola, la cultura è la prima «arma» di una pace sostenibile. È per questo che si dice felice di dare voce e ritmo al dialogo tra culture, prendendo parte alla settima edizione del festival «Festa d'Africa» www.festadafricafestival.com/ , che sarà al teatro
Palladium, dal 16 al 21 settembre. Promosso e organizzato dal Centro ricerche teatrali scenaMadre diretto da Daniela Giordano, il festival sarà dedicato alla creatività al femminile, per riflettere sulla discriminazione di cui spesso le donne sono vittima, ma anche sulla loro energia. «Il 2008 - dice Daniela Giordano - sarà ricordato per la risoluzione Onu che riconosce lo stupro crimine di guerra e ribadisce l'importanza di donne e bimbi come fondamenta di una pace duratura». Proprio alla risoluzione è ispirata la messa in scena Attivamente coinvolte della stessa Giordano, che, martedì 16 aprirà il festival. A seguire, la proiezione, con sottotitoli, de La nuit de la verité di Fanta Régina
Nacro, regista del Burkina Faso, che qui usa gli schemi «classici» del dramma per discutere di rivalità etniche. Mercoledì, si terrà il convegno «Mai più senza i miei figli - l'immigrazione femminile in Europa», condotto da Ilda
Bartoloni, cui prenderanno parte, tra le altre, Emma Bonino, Margherita Boniver, Isabella
Rauti, Giuliana Sgrena e Fadela Amara. Al termine, saranno proiettati Bintou, film sulle pari opportunità, e Femme
capables, sulle donne Burkinabè. Giovedì salirà sul palco Tasha Rodrigues. Venerdì, la cantante Esha
Tizafy, del Madagascar. Punto di forza del cartellone, l'evento di chiusura: la prima nazionale de Le sacre du tempo di Irene
Tassembedo, spettacolo per cinque musicisti e sette danzatori, in scena sabato 20 e domenica 21. Durante il festival, il foyer del teatro ospiterà la mostra Moving earth di Clio
Mandrelli, ispirata al movimento. Parte degli incassi della rassegna sarà destinata alla creazione di una sala per le arti nel campo di Tankoma in Burundi. - di Valeria Araldi
(Il Giornale, 06/08/2008)
Elezioni - Missione osservatori elettorali Ue (Alice/Apcom,
01/08/2008)
L'Unione europea sta dispiegando una missione di osservazione elettorale in Angola, in vista del voto previsto per il 5 settembre prossimo, le prime dopo 16 anni. A guidare la missione è l'eurodeputata di Rifondazione comunista, Luisa Morgantini, a capo di 7 esperti giunti sul posto il 29 luglio, a cui si uniranno 84 osservatori incaricati di valutare lo svolgimento della campagna elettorale, degli scrutini e della fase post-elettorale. L'Unione europea ha messo a disposizione 2,8 milioni di euro dello Strumento europeo per la Democrazia e i diritti umani. "Queste elezioni sono le prime che l'Angola ha da 16 anni a questa parte. Le elezioni del 1992 sono state seguite da un'altra guerra civile. Da allora, la situazione politica è migliorata e queste elezioni sono fondamentali per il rafforzamento della democrazia angolana", ha spiegato il commissario per le Relazioni esterne, Benita Ferrero-Waldner. La campagna elettorale inizierà domenica, secondo quanto annunciato dalla Commissione nazionale elettorale. La Corte costituzionale angolana ha registrato .198 candidati per i 220 seggi del Parlamento. (Alice/Apcom, 01/08/2008)
Violenze fisiche e umiliazioni contro gli sfollati congolesi (MSF, 07/07/2008)
Dal 26 maggio, più di 30.000 congolesi sono stati espulsi dall’Angola e hanno attraversato la frontiera a Kahungula, nella provincia di Bandundu, a sud-ovest della Repubblica Democratica del Congo (RDC). MSF ha risposto a un appello lanciato dalle autorità congolesi e si è immediatamente attivata per fornire cure mediche e valutare la situazione in cui versano le persone sfollate. L’equipe del Pool d’emergenza (PUC) di MSF - composta da un coordinatore, da un medico e da un infermiere – ha fornito assistenza medica di base alle 600/700 persone, che ogni giorno vengono espulse, raccogliendone le testimonianze. “I rimpatri seguono uno schema a lungo termine pianificato in Angola – racconta Betrand Perrochet, coordinatore dell’equipe. – Rimpatri che hanno avuto luogo nelle province di Malanje e Lunda Norte, e che sono stati effettuati, principalmente con la forza, partendo dagli insediamenti vicino ai giacimenti di diamanti, o volontariamente, a partire da alcune zone urbane”. Secondo le testimonianze raccolte da MSF, l’esercito angolano circonda le miniere di diamanti e intima ai migranti congolesi clandestini, che scavano alla ricerca delle pietre preziose, di lasciare il Paese. Gli uomini sono portati, a piedi o in camion, in compound chiusi da dove a gruppi di centinaia vengono condotti alla frontiera congolese. La popolazione sfollata assistita da MSF in quest’area, composta per l’80% da uomini, non è stata vittima di violenza sessuale sistematica, come è avvenuto nel 2007. Ciò nonostante sono riportati casi di violenza fisica nonché ispezioni vaginali e anali, pratiche umilianti adottate dai soldati durante il rimpatrio. “Il motivo di tali ispezioni è di prendere alla popolazione congolese tutti i propri averi, soldi o diamanti, prima di lasciare il territorio angolano - Spiega Betrand Perrochet. “Alcuni pazienti raccontano di aver subito altri tipi di violenza – botte, ferite da arma bianca o da machete – perpetrate dall’esercito o a volte dalla popolazione angolana, sempre per rubare i beni ai migranti. Un uomo che abbiamo incontrato è stato pestato da alcuni angolani perché si rifiutava di dare loro la sua cinta. È morto a Kahungula in seguito alle ferite riportate”. MSF continua a monitorare la situazione degli sfollati congolesi: le equipe del PUC, basate a Kinshasa e Lubumbashi, sono in contatto ogni giorno con il personale nella provincia di Bandundu – Tembo e Kahungula – ma anche nel Kasai occidentale – a Kimonya e Kamako. In effetti, oltre 6.200 congolesi sono stati espulsi dall’angola via Kamako. A dicembre 2007, MSF aveva denunciato il ricorso sistematico agli stupri e alle violenze nei confronti dei migranti congolesi venuti a lavorare nelle miniere di diamanti nella provincia di Lunda Norte, in Angola. L’esercito angolano si è reso colpevole di stupri e violenze verso la popolazione congolese durante i rimpatri nella Repubblica Democratica del Congo. MSF s’impegna a seguire da vicino le eventuali espulsioni dal territorio angolano sia per valutare lo stato di salute della popolazione alla frontiera sia per denunciare eventuali soprusi. (MSF,
07/07/2008)
Varato un piano per aumentare la produzione petrolifera; Nigeria sconta l'azione della guerriglia (Fides, 03/07/2008)
Mentre il prezzo del greggio vola ad oltre 145 dollari al barile, l'Angola annuncia un piano per aumentare la propria produzione petrolifera nei prossimi 5 anni. "Investiremo 100 miliardi di dollari in 5 anni" ha affermato Manuel Vincente, Presidente della Compagnia petrolifera nazionale, Senagol, al XIX Congresso Mondiale sul petrolio in corso a Madrid. Vincente ha anche annunciato che nei prossimi 10 anni verranno scavati ulteriori 100 pozzi di petrolio per compensare quelli più vecchi che sono in via di esaurimento. L'Angola, con 1,9 milioni di barili al giorno, è il primo produttore petrolifero africano davanti alla Nigeria, e con i nuovi investimenti si aggiungeranno altri 100mila barili al giorno, portando la produzione giornaliera a 2 milioni. L'Angola si è inoltre impegnata a proporsi come ago della bilancia tra l'OPEC (l'organizzazione dei Paesi produttori di petrolio) e i Paesi acquirenti. Il Ministro angolano del petrolio ha infatti dichiarato che "l'Angola continuerà a sostenere ogni sforzo per stabilizzare i prezzi del greggio, bilanciando il suo impegno con l'OPEC". Il sorpasso dell'Angola sulla Nigeria come primo produttore di petrolio è dovuto a motivi di carattere politico. La situazione angolana si è stabilizzata dopo la conclusione della ventennale guerra civile nel 2002. La Nigeria invece sconta l'instabilità nella regione del delta del Niger dove sono concentrate la maggior parte delle sue riserve di petrolio. Secondo gli esperti, la Nigeria ha un potenziale di produzione petrolifera superiore a quello dell'Angola, ma fino a quando non si avranno condizioni più stabili le compagnie petrolifere internazionali non effettueranno i massicci investimenti necessari per sfruttare le riserve ancora non toccate. La maggior parte del potenziale petrolifero non sfruttato sia dell'Angola sia della Nigeria si trova infatti in giacimenti off-shore profondi, spesso in alto mare, che necessitano di costose attrezzature per essere raggiunti e sfruttati. Il recente attacco dei guerriglieri del MEND (Movimento per l'Emancipazione del Delta del Niger) ad una installazione petrolifera a più di 120 chilometri dalla costa nigeriana, ha creato allarme tra gli operatori perché ha dimostrato che nemmeno le piattaforme più lontane dalla costa sono al sicuro dalle incursioni della guerriglia e dei criminali comuni. Si calcola che la Nigeria perda 84 milioni di dollari al giorno a causa dei mancati introiti petroliferi provocati dalle attività della guerriglia. Il rallentamento della produzione nigeriana crea inoltre forti tensioni sui mercati speculativi del greggio contribuendo a innalzarne il prezzo. Le attività del MEND si sono intensificate da quando un suo alto esponente, Henry Okah, è stato estradato dall'Angola in Nigeria. (L.M.) (Fides,
03/07/2008)
Un nuovo Kapuscinski: "Ancora un giorno" –Cronache dall’Angola (Alice/Apcom, 02/07/2008)
I giorni più caldi della lotta per l'indipendenza dell'Angola raccontati con lo stile inconfondibile di Ryszard Kapuscinski, il grande reporter polacco scomparso all'inizio del 2007. Per i lettori che hanno amato i suoi libri precedenti, "Ancora un giorno" assomiglierà a un ritorno a casa, perché in queste pagine postume è possibile ritrovare tutto il repertorio classico di Kapuscinski, anche se l'arco temporale della vicenda di cui racconta - alcuni mesi del 1975 in Angola a cavallo della dichiarazione d'indipendenza del Paese africano - è meno ampio rispetto a quello dei reportage che hanno reso celebre il giornalista di Pinsk. Ma la forza di Kapuscinski è nel suo essere testimone diretto, nella sua presenza nel cuore delle vicende, nella sua umanità, che trapela da ogni pagina e offre un senso morale tanto al racconto quanto, forse, alla professione del giornalista. Edito da Feltrinelli, "Ancora un giorno" fa luce sulle dinamiche estremamente complesse che hanno presieduto alla decolonizzazione e alle lotte di liberazione nazionale dei Paesi africani. Dinamiche nelle quali una parte importante è giocata dall'imprevedibilità, bene esemplificata da uno dei "topos" più ricorrenti nelle cronache di Kapuscinski: il posto di blocco. Il reporter racconta l'angoscia di queste fermate forzate sulle strade spesso deserte dell'Africa: non esistendo eserciti regolari è difficile capire chi sono gli uomini armati che si ha di fronte e una parola sbagliata (per esempio la forma di saluto scelta) può fare la differenza tra l'essere identificati come amici o come nemici, quindi tra la vita e la morte. Il libro di Kapuscinski, talvolta frammentario come le informazioni che circolavano a Luanda, si regge sulla grande tensione che serpeggia da un capo all'altro del Paese africano e anche su alcune immagini indimenticabili come quella dei quartieri portoghesi della capitale completamente abbandonati, ma dove nessun nero tocca nulla perché sono "cose dei portoghesi". Oppure quella di Carlotta, una soldatessa che fa da scorta al giornalista in un breve e tragico tragitto, e campeggia anche sulla copertina del libro. Sotto queste vicende personali, a volte minime, a volte simboliche, a volte infinitamente tristi, scorre il fiume nero della storia, fatta di fazioni tribali, violentissimi scontri, divisioni e riappacificazioni, fino al momento - veramente "kapuscinskiano" - del discorso del neo presidente Neto raccontato in presa diretta dal reporter, assiepato tra la folla ai piedi del palco. E la parola chiave di tutto, forse, è "confusao". Il vocabolo portoghese, scrive Kapuscinski, "significa confusione, casino, stato di anarchia e disordine. Confusao è una situazione creata dagli uomini, che però ne hanno perso il controllo e il comando, diventando a loro volta vittime della confusao. Nella parola confusao è insito un certo fatalismo. Uno vuole fare qualcosa e tutto gli si disfa tra le mani". Una sensazione che molti dei protagonisti delle storie raccontate da Kapuscinski sembrano avere conosciuto bene e che assume anche un valore universale nel momento in cui diventa metafora della condizione di tutti gli uomini, non solo degli angolani in lotta per l'indipendenza. E il calore umano con cui descrive le persone che incontra, oltre che il coraggio di stare in prima linea, sono la cifra di un grande reporter che non dimenticava di essere anche un uomo. (Alice/Apcom,
02/07/2008)
Parlamento approva creazione corte costituzionale (Misna, 11/06/08)
Il parlamento angolano ha approvato all’unanimità con 163 voti a favore il decreto per la creazione della prima Corte costituzionale del paese, incaricata di sovrintendere le elezioni legislative del prossimo 5 settembre. Lo riferisce la stampa locale secondo cui l’Assemblea ha eletto anche tre dei sette giudici che compongono la corte. Altri tre magistrati saranno nominati dal presidente Jose Eduardo dos Santos e uno dalla Corte suprema. L’organismo, la cui creazione è prevista dalla costituzione angolana ma che non aveva ancora mai visto la luce nel paese, avrà competenza a giudicare sulla costituzionalità delle leggi, dei decreti, delle risoluzioni e trattati internazionali come pure di sovrintendere sulla legittimità e lo svolgimento delle prossime elezioni, le prime nella storia del paese dalla fine di una guerra civile quasi trentennale, terminata nel 2002. [AdL] (Misna,
11/06/08)
"Vogliamo aumentare la superficie coltivata di 4 mln di ettari entro il 2013" (Fides, 06/06/2008)
L'Angola vuole aumentare tra il 2009 e il 2013 di circa quattro milioni di ettari la superficie coltivata per produrre più di 15 milioni di tonnellate di cereali. Lo ha annunciato il Ministro degli Affari Esteri, Joao Miranda, nel corso del Vertice della FAO che si è tenuto a Roma dal 3 al 5 giugno. Il Ministro Miranda ha affermato che tra il 2009 e il 2013 la produzione di tuberi crescerà dell'11 per cento e quella di legumi del 40 per cento l'anno. L'alto esponente angolano ha rilevato che dal 2002, anno del raggiungimento della pace, la produzione agroalimentare è crescita significativamente a seguito delle misure adottate dal governo, tra cui quelle per sostenere il ritorno degli sfollati e il loro reinserimento nel processo agricolo. "Abbiamo registrato un aumento degli investimenti nell'agricoltura, nella pesca e nell'industria alimentare, insieme alla realizzazione di riforme economiche e legislative volte alla stabilizzazione macroeconomica", ha affermato il Ministro. L'ulteriore fase di sviluppo, ha continuato Joao Miranda, passa attraverso il ripristino e il miglioramento delle infrastrutture, con la costruzione di strade, ponti, ferrovie e di sistemi di irrigazione su scala piccola e grande. Rientrano in quest'ambito i programmi per migliorare le condizioni di vita delle comunità rurali, attraverso lo sviluppo dei servizi di istruzione e sanitari, la costruzione di abitazioni e la fornitura di acqua potabile, energia elettrica e servizi igienici. Per quanto riguarda le polemiche sulla produzione dei biocarburanti, il Ministro angolano ha affermato che "è necessario delineare precise strategie che mirano a salvaguardare il principio fondamentale di non competere con la produzione di alimenti per l'uomo". A questo proposito, il capo della delegazione angolana ha affermato che il suo governo potrebbe destinare alla produzione di biocarburanti circa 500 mila ettari, dei circa 35 milioni di ettari di terreni potenzialmente coltivabili dei quali dispone l'Angola, dando comunque la priorità alla produzione di cibo. Secondo il Ministro degli Esteri angolano l'aumento dei prezzi del cibo registratosi negli ultimi mesi potrebbe essere trasformato in un'opportunità per i Paesi in via di sviluppo che hanno un grande potenziale agricolo, perché potrebbe stimolare nuovi investimenti nel settore agricolo locale. L'Angola è uscito da una guerra civile protrattasi dal 1975 al 2002, che ha distrutto gran parte delle infrastrutture del Paese. Da allora è iniziata una fase di ricostruzione che mira a rilanciare l'economia di un Paese molto ricco di risorse naturali e minerali. Secondo i dati del Fondo Monetario Internazionale, nel 2004 il settore agricolo e la pesca costituivano solo l'8% del Prodotto Interno Lordo angolano, un valore decisamente basso rispetto ai bisogni ed al potenziale del Paese. Sono numerosi i fattori positivi per investire nell'agricoltura e nell'agroindustria in Angola: la vastità e la varietà di un territorio in gran parte adatto alla coltivazione di una vasta gamma di colture: dal caffè ai cereali, dalla frutta tropicale alla frutta "europea", dalle olive al cotone, dalla canna da zucchero ad un'ampia varietà di verdure. Il territorio dell'Angola è inoltre ricco di acqua, percorso da numerosi fiumi, alcuni dei quali appartenenti ai maggiori bacini idrografici africani (bacino del Congo e dello Zambesi). La tradizione contadina della popolazione e il fatto che il settore agricolo deve essere ricostituito da zero attira gli investitori stranieri (dagli israeliani ai cinesi) che finanziano progetti innovativi.(L.M.) (Fides, 06/06/2008)
Alluvioni provocano aumento casi di colera (MZ, Misna, 02/04/2008)
Sono 150 le persone morte dall'inizio dell'anno per la diffusione del colera in alcune zone del paese a fronte di 4500 casi di contagio registrati nei primi tre mesi del 2008. Lo si apprende dagli ultimi dati diffusi dal ministero della sanità angolano, nei quali si precisa che la metà dei casi registrati finora è localizzata nelle province meridionali di Cunene e Huila, le due zone maggiormente colpite dalle alluvioni delle scorse settimane che hanno colpito oltre 80.000 persone, 50.000 delle quali costrette a sfollare. In base alle informazioni diffuse dalle stesse autorità sanitarie, proprio i danni provocati dalle alluvioni e dal maltempo hanno ritardato le campagne di sterilizzazione dell'acqua in molte zone rimaste isolate. Pur non parlando ancora di epidemia, il governo e gli operatori umanitari impegnati a contrastare il diffondersi dei casi di colera, hanno evidenziato il rischio che le improvvise e inattese piogge dei giorni scorsi possano vanificare gli sforzi compiuti contro l'infezione dopo la devastante epidemia del 2006 che provocò la morte di 3000 persone e il contagio di altre 70.000. (MZ, Misna,
02/04/2008)
"Miss Landimine survivors" (la Repubblica, 27/03/08)
Tutto pronto in Angola per il concorso di bellezza: quello tra le donne che sono state mutilate dall'esplosione di una mina nel tormentato Paese africano, che è stato per anni teatro di una devastante guerra civile. "Miss Landimine survivors", che è organizzato dalla commissione angolana di bonifica dalle mine, si terrà il 6 aprile, in un hotel nel centro di Luanda. In corcorso 18 donne, di età variabile tra i 18 e i 35 anni, che arriveranno -ognuna con la sua storia di dolore, ma anche di bellezza- da ogni provincia del Paese; un Paese che, dopo 27 anni di conflitto e nonostante un intenso programma di bonifica dalle mine anti-uomo, risulta ancora "crivellato" da milioni di ordigni nascosti nel terreno. Secondo dati forniti dalle Nazioni Unite, sono circa 23 mila gli angolani che sono rimasti feriti da un'esplosione di mina. (la Repubblica,27/03/08)
Disarmo in vista delle elezioni di settembre (CO, Misna, 06/03/2008)
Recuperare tutte le armi detenute illegalmente dalla popolazione entro le elezioni previste a settembre: questo l'obiettivo del programma di disarmo lanciato dal governo al termine del seminario internazionale "Cittadini disarmati: stabilità e sicurezza per tutti" promosso dal ministero degli Interni. Il programma è articolato in quattro fasi: la prima prevede azioni di sensibilizzazione; la seconda, da aprile a giugno, la consegna volontaria delle armi presso punti designati; la terza, da luglio, il disarmo coercitivo; infine, da agosto, il governo valuterà se intraprendere azioni legali contro i recalcitranti. Una volta raccolte, le armi verranno distrutte se obsolete o riciclate se in buone condizioni. Secondo il ministro degli Interni Roberto Leal Monteiro, il processo mira non solo a rimuovere dalla società gli strumenti di violenza, ma anche a dissuadere gli individui dall'abbandonarsi ad azioni brutali. Sebbene il porto d'armi sia vietato, salvo che alle forze di sicurezza, dalla fine della guerra civile (1975-2002), in circolazione vi sono numerose armi, soprattutto fucili d'assalto Ak-47 distribuiti nel 1992 dallo stato per far fronte ai ribelli dell'Unione nazionale per l'indipendenza totale dell'Angola (Unita). Alle elezioni legislative previste il 5 e 6 settembre, l'Unita sfiderà il Movimento popolare per la liberazione dell'Angola (Mpla) al potere dal 1975. Le elezioni presidenziali invece sono previste il prossimo anno. (CO, Misna, 06/03/2008)
4 stadi in costruzione per ospitare la Coppa d'Africa 2010 (Raisport, 09/02/2008)
L'Angola ha avviato la costruzione di 4 stadi per le finali della prossima Coppa d'Africa, per un costo di circa 440 milioni di dollari Usa. Il presidente della Federcalcio locale Justino Fernandes ha annunciato che gli impianti saranno pronti entro novembre 2009, ad appena un mese dall'inizio del torneo (dal 10 al 31 gennaio 2010). Gli stadi sorgeranno a Luanda (50.000 posti), Benguela (35.000), Cabinda e Lubango (20.000 ciascuno). I lavori di costruzione sono affidati a imprese cinesi. (Raisport,09/02/2008)
"Se rispondi al telefono prendi un virus": nessuno risponde al cellulare (Ticinonews, 24/01/2008)
Una bufala tecnologica, messa in giro da un burlone non meglio identificato, sta terrorizzando l'intera popolazione angolese. Stando a quanto riferito da alcune fonti governative, nel Paese, da alcuni mesi, starebbe circolando uno strano Sms che metterebbe in guardia le persone da un fantomatico virus in grado di colpire ed uccidere chi risponde al cellulare. La beffa, che evidentemente ha trovato terreno fertile in Angola, è stata resa ancor più preoccupante grazie ad una terrificante descrizione degli effetti dello stesso virus. Chi risponde al telefonino, spiega il messaggino, morirà a seguito delle inarrestabili emorragie: il sangue fuoriuscirà dalla bocca, dal naso e dalle orecchie, fino alla morte. A poco sono servite fino ad ora le rassicurazioni di un portavoce dell'azienda telefonica locale. La popolazione, ormai spaventata, per evitare l'infezione mortale starebbe tenendo permanentemente spenti i terminali. Una burla di fatto identica, ma senza la descrizione degli effetti del virus, era stata diffusa mesi fa in Pakistan e Afghanistan. Anche in quel caso causò lo scompiglio generale fra i possessori di un telefonino e danni economici incalcolabili alle aziende del settore mobile. (Ticinonews,
24/01/2008)
Preparando il futuro: elezioni il -6 settembre (MassimilianoZanghì, Equilibri, 11/01/2008)
L’Angola avrà le sue consultazioni parlamentari il 5 e 6 settembre 2008, le prime a tenersi in un contesto pacifico. Ad annunciarlo è stato il Presidente della Repubblica José Eduardo Dos Santos, leader del partito Movimento Popolare di Liberazione dell’Angola (MPLA). (…) In un primo momento Dos Santos aveva annunciato che le consultazioni legislative si sarebbero tenute tra maggio e agosto 2008, lo spostamento parrebbe essere ininfluente, ma potrebbe in realtà rivelarsi determinante. Se la macchina elettorale – per una ragione o per l’altra - si inceppasse, incorrendo dunque in nuovi ritardi, finirebbe per slittare nella stagione delle piogge (ottobre-aprile, con il primo picco di precipitazione a dicembre-gennaio) creando enormi difficoltà alla riuscita della tornata elettorale. I disagi sarebbero aggravati dal fatto che il Paese esce da una guerra civile che ha devastato le infrastrutture e le principali vie di comunicazione, mentre le avverse condizioni meteo ostacolerebbero collegamenti via elicottero.Un punto a favore per la puntualità dell’organizzazione è comunque la registrazione alle liste elettorali dei 7,5 milioni di Angolani, già completata lo scorso settembre 2007, con un ritardo di soli tre mesi sul termine stabilito precedentemente. La fissazione delle date per il rinnovo dell’Assemblea Nazionale ha rimosso parte della diffidenza che le forze politiche avversarie della coalizione di maggioranza riservavano alla buona fede del governo. Ciò non toglie che la situazione rimane poco limpida. Accanto a denunce di maltrattamenti e a processi contro giornalisti e politici in varie parti del Paese, l’opposizione ha in effetti registrato un chiaro segnale sabato 5 gennaio, quando Cristiano André, presidente della Corte Suprema, ha preannunciato il rischio di esclusione dalle elezioni per tutti quei partiti afflitti da divisioni interne. Nessuna soluzione alternativa sarebbe percorribile. Tra le formazioni che si trovano in un momento delicato per la loro unità vi è il Fronte Nazionale di Liberazione dell’Angola (FNLA), che assieme all’Unione per l'Indipendenza Totale dell'Angola (UNITA) è l’avversario storico del MPLA.Il FNLA infatti ha tentato con il proprio congresso straordinario di uscire dalla crisi di immagine e inaffidabilità davanti agli elettori, causata dallo scontro tra correnti interne, e che al momento vede prevalere il presidente Ngola Kabungu, la cui leadership è sfidata da Lucas Ngonda. Il ruolo della Corte Suprema nella vicenda risulta centrale vista l’intenzione di Ngonda di appellarsi al tribunale per invalidare la procedura di convocazione del congresso da parte di Kabungu. In tal senso, André ha espresso un chiaro orientamento all’azione del tribunale, ponendo limite alla ricomposizione interna di un partito d’opposizione, con il risultato indiretto di contribuire al suo indebolimento. (MassimilianoZanghì, Equilibri, 11/01/2008)