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Nucleare: accordo con Argentina per sviluppo e uso civile dell'energia
(Ansa, 17/11/2008)
E' stato siglato un accordo di cooperazione tra Algeria e Argentina per 'lo sviluppo e l'uso di energia nucleare civile'. E' avvenuto in occasione della visita ad Algeri della presidente argentina Cristina Kirchner. L'Argentina ha costruito nel 1984 uno dei 2 piccoli reattori algerini, quello di Draria a 15 km da Algeri. L'Algeria ha ormai avviato da tempo la corsa allo sviluppo dell'energia nucleare per garantirsi un futuro post-petrolio.
(Ansa,
17/11/2008)
Ouyahia e' primo ministro (Ansa, 15/11/2008)
Il presidente algerino Abdelaziz Bouteflika ha nominato Ahmed Ouyahia primo ministro dopo la revisione della Costituzione, mercoledi'. La nuova Costituzione, approvata con una maggioranza schiacciante, oltre ad aver soppresso il limite dei due mandati per il presidente della Repubblica permettendo cosi' a Bouteflika di candidarsi per un terzo mandato alle prossime elezioni di aprile, prevede infatti la carica di Primo Ministro al posto di quella di capo del governo.
(Ansa,
15/11/2008)
Bouteflika al terzo mandato (La Stampa, 13/11/2008)
Cinquecento sì, 21 no, 8 astensioni. E' passata con una maggioranza che si suole definire bulgara la riforma costituzionale chiesta e ottenuta dal presidente algerino Abdelaziz Bouteflika per conservare l'incarico. Il Parlamento ha abrogato la norma della Costituzione che sopprime il limite di due quinquenni successivi per il Presidente. Una formalità sbrigata in un paio di ore. E Algeri scivola così ancora un po' verso il concetto elastico di democrazia che vige in molti Paesi arabi e africani dove di riforma in riforma i presidenti restano tali a vita.
Riformata la Costituzione: mandati illimitati per il presidente (Euronews, 12/11/2008)
Il Parlamento algerino ha approvato la riforma costituzionale che ha come obiettivo principale di rimuovere i limiti al numero di mandati presidenziali. È stato emendato l’articolo 74 della carta fondamentale che limitava a due i mandati consecutivi del capo dello Stato. La riforma permetterà ad Abdelaziz Bouteflika, già eletto nel 1999 e nel 2004, di ripresentarsi alle prossime elezioni presidenziali. Secondo gli oppositori al progetto la revisione è stata voluta solo per garantire a Bouteflika, già 71enne, di restare al potere oltre l’aprile 2009. Gli altri articoli riscritti dalla riforma permettaranno la designazione da parte del presidente di un primo ministro. E vengono inoltre ufficializzati alcuni simboli della rivoluzione del 1954 che ha portato all’indipendenza nel 1962. (Euronews,12/11/2008)
Il cesto delle riforme (Peacereporter, 07/11/2008)
Alla fine il presidente algerino Abdelaziz Bouteflika ha gettato la maschera. Il governo ha proposto una modifica alla Costituzione del 1996 che aprirà, diretta, la strada a un terzo mandato del settantunenne leader algerino. La ratifica del Parlamento di Algeri dovrebbe costituire una semplice formalità dal momento che la maggioranza gode di larghissimi numeri.
Ucciso un sindaco della Cabila (Iris, 06/11/2008)
In Algeria il sindaco di un villaggio in Cabilia e stato assassinato da un gruppo terroristico dopo che era stato rapito. Lo riferisce il ministero dell'interno. Fathe Bouchibane, era stato sequestrato ieri sera lungo una strada. Le forze di sicurezza hanno ritrovato il suo veicolo bruciato e dopo alcune ricerche anche il corpo. (Iris,
06/11/2008)
Algeri riduce produzione di petrolio (Ansa, 04/11/2008)
L'Algeria ha ridotto la sua produzione di greggio di 71 mila barili al giorno. Alcuni giorni fa l'Opec ha deciso un taglio di 1,5 milioni di barili al giorno. L'Aps riferisce che il ministro dell'Energia (Chakib Khelil, anche presidente dell'Opec) ha chiesto alla Sonatrach di ridurre la sua produzione nazionale di 71 mila barili al giorno dal primo novembre. Il prossimo vertice straordinario dell'Opec si terra' a Orano il 17 dicembre. (Ansa,
04/11/2008)
Scagionati tre cristiani accusati di blasfemia (Radio Vaticana, 01/11/08)
Il tribunale di Ain Turk, in Algeria, ha prosciolto dall’accusa di blasfemia tre cristiani accusati di “aver insultato l’Islam e il profeta Maometto”. Secondo la normativa sull’esercizio dei riti religiosi non islamici, in vigore nel Paese dal 2006, Youssef Ourahmane, Rachid Seghir e Hamid Ramdani - si legge oggi sul quotidiano Avvenire - erano stati condannati a tre anni di prigione e ad una multa di 500 euro. Una decisione “concorde agli obblighi e ai diritti umani internazionali in tema di libertà di religione” ha commentato un rappresentante dell’organizzazione umanitaria International Christian Concern (ICC) attiva sul territorio, che ha rivolto un appello alla comunità internazionale affinché si chieda “al governo di Algeri di rispettare la libertà religiosa e cambiare le leggi che discriminano i cristiani”. Nello Stato africano, oggi, chi incoraggia la conversione di un musulmano ad un altro credo viene punito con la detenzione per un periodo variabile dai due ai cinque anni. (C.D.L.) (Radio Vaticana,
01/11/08)
Condotte - Vince gara in Algeria per costruzione di un acquedotto (Apcom, 3010/2008)
La Società Italiana per Condotte d'Acqua ha vinto una gara, del valore di 110 milioni di euro, per la costruzione di un acquedotto in Algeria. L'opera permetterà di prelevare l'acqua potabile da un impianto di dissalazione in costruzione sul mare, a Cap Djinet, per distribuirla in un'area ad est di Algeri vicino alla diga di Taksebt, nella Regione della Cabilia. L'acquedotto si estenderà per 54 km e avrà una portata media giornaliera di 100.000 m3. Condotte è già attiva in Algeria, dove ha appena iniziato i lavori di realizzazione del tronco I Oued Tlèlat / Tlemcen (130 km) della nuova linea a doppio binario elettrificata Oued Tlélat /Frontiera Marocchina. Una commessa del valore di 1.430 milioni di euro. (Apcom,
3010/2008)
Presidente Bouteflika annuncia emendamenti alla costituzione: terzo mandato? (Peacereporter, 29/10/08)
All'apertura dell'anno giudiziario, il presidente algerino Abdelaziz Bouteflika ha annunciato la prossima revisione della costituzione che, secondo alcuni, dovrebbe eliminare il limite di due soli mandati, permettendo così al settantunenne presidente di ripresentarsi alle elezioni del 2009. Altri emendamenti dovrebbero riguardare "la riorganizzazione dei poteri dell'esecutivo" e la promozione dei diritti politici delle donne e la loro rappresentanza politica. Bouteflika non ha però fatto alcun riferito all'emendamento che dovrebbe riguardarlo. A favore di una sua candidatura si sono però già espressi il Fronte di liberazione nazionale e il Raggruppamento nazionale democratico. (Peacereporter,
29/10/08)
Ghardaia: dopo l'alluvione, si torna all'antico sistema irriguo dei Mozabiti (Misna, 20/10/2008)
Strade come canali di scorrimento, idroguide ricavate da canne di bambù tagliate a metà, pozzetti in ceramica per deviare il flusso e, quando il fiume si risveglia con piene improvvise, condotti di grandi vasche artificiali che si aprono per accumulare le riserve e assicurarsi fino all'ultima goccia: è questo il geniale sistema anticamente progettato dai mozabiti - stirpe di pura razza berbera e di rigorose tradizioni religiose - per irrigare la lunga e stretta valle di M'Zab, 700 chilometri a sud di Algeri, e frenare le inondazioni (in arabo el-Ouach, il mostro), consuete quando scoppia un temporale ai limiti del deserto. Una struttura che ha funzionato per secoli. Quando due settimane fa la provincia di Ghardaia, nella valle di M’Zab, è stata colpita da una forte ondata di maltempo e le acque sono uscite dagli argini causando una trentina di vittime, il tradizionale schema di controllo delle risorse idriche, che si dice modellato sulla diga di Ma'rib e sul sistema d'irrigazione dell'antico regno di Saba, in Yemen, era già dimenticato da molti. L’associazione “Oumanas Esseil”, che per sette secoli si è occupata di tutelare il funzionamento del sistema d’irrigazione mozabita, ha insistito sulla necessità di riattivare il tradizionale schema di canali, i cui resti sono tra le poche infrastrutture che hanno resistito alla furia delle acque. Così, mentre nella regione sono in corso le opere di ricostruzione, che coinvolgono ingegneri del genio civile e militare, centinaia di operai e decine di mezzi motorizzati, l'attuale presidente di Oumanas Esseil, Yahia Boubekeur, ha detto: “Oggi rimane soltanto una piccola frazione del sistema di scorrimento dell'acqua ideato per resistere a el-Ouach; canali calibrati perché abbiano una portata e un verso ben determinati quando sono invasi dalle acque: è un sistema che ha funzionato per più di sette secoli, non è solo un’infrastruttura, ma una costruzione di grande valore sociale che rappresenta la nostra comunità”.
[MV/AZ][CO] (Misna,
20/10/2008)
Ritirate tutte le copie del libro di un giornalista dissidente (Peacereporter, 20/10/2008)
La polizia algerina ha fatto irruzione in una stamperia e ha ritirato tutte le copie e il manoscritto del libro "Diario di un uomo libero", del giornalista Mohamed Benchicou, ex direttore del quotidiano algerino Le Matin. Benchicou che è già stato imprigionato per due anni, nel libro racconta la sua vita di cittadino libero dopo la scarcerazione, ma anche la lotta tra i clan per il terzo mandato del presidente Bouteflicka. Nel 2004 Benchicou aveva scritto "Bouteflika un'impostura algerina" che aveva portato alla sua condanna.
(Peacereporter,
20/10/2008)
Maltempo causa otto morti (Ansa, 17/10/2008)
E' di otto morti il bilancio, pare ancora provvisorio, della violenta ondata di maltempo che ha investito alcune zone dell'Algeria. Le vittime, morte per annegamento, si sono registrate nella localita' di Be'char, parte sud-ovest del Paese nei pressi della frontiera con il Marocco. Piogge di fortissima intensita' hanno anche interessato le localita' di Boumerde's, Tizi-Ouzou, Be'jaiia e Jijel, nell'est algerino.
(Ansa,
17/10/2008)
Attacchi terrorismo: 4 morti e due feriti gravi (Ansa, 16/10/2008)
Quattro morti e due feriti gravi e' il bilancio di attacchi terroristici compiuti in varie zone dell'Algeria. Tre guardie comunali sono morte e due gravemente ferite nell'esplosione di un ordigno nella regione di Setif, 300 km ad est di Algeri; un giovane cuoco della polizia e' stato assassinato a Boudouau, in Cabilia alle porte della capitale. La testa del ragazzo rapito 2 giorni fa, scrive Liberte', e' stata ritrovata ieri lungo la ferrovia. (Ansa,
16/10/2008)
Aumenta bilancio vittime alluvioni, grave situazione al sud (Misna, 14/10/2008)
È salito a 65 morti, di cui 43 solo a Ghardaya (sud), il bilancio delle persone uccise dalle inondazioni e dalle piogge torrenziali abbattutesi nel paese a partire dal 28 settembre scorso. Lo ha annunciato il ministro delle Comunicazioni, Abderrachid Boukerzaza, precisando che dei 22 nuovi decessi cinque sono avvenuti a Ain Defla (ouest), quattro a Tébessa (est), quattro a Ouarrgla (sud), tre a Djelfa (sud), tre a Tiaret (ouest), una a Naâma (sud-ouest), un’altra a Adrar (sud) e un’altra ancora a Médéa (sud). Inoltre, le organizzazioni non governative (ong) denunciano numerosi danni anche nei campi di rifugiati sahrawi, nella zona di Tindouf, a causa delle cattive condizioni climatiche; le zone più colpite dalle piogge e i forti venti sarebbero Hausa, J’deria, Farsia e Mahbes. Secondo le stesse fonti, almeno per il momento, tra i sahrawi non ci sarebbero vittime, ma le condizioni della popolazione, costretta a riparare sulle alture circostanti, sarebbero “preoccupanti”. Alcune agenzie umanitarie internazionali hanno visitato nei giorni scorsi l’area per valutare le necessità delle popolazioni colpite, anche alla luce delle previsioni meteorologiche secondo le quali l’ondata di maltempo che interessa il paese non è ancora terminata. [AdL] (Misna, 14/10/2008)
Almeno 43 morti e 86 feriti in inondazioni (SwissInfo, 12/10/2008)
Almeno 43 persone sono morte e altre 86 sono rimaste ferite nelle inondazioni che hanno investito a ottobre la regione algerina di Ghardaia, 600 chilometri a sud di algeri. Il nuovo bilancio è stato fornito dal ministero dell'Interno e rilanciato dalla radio locale. "Le inondazioni di Ghardaia hanno fatto 43 morti, 86 feriti e 4 dispersi", è stato spiegato. Un precedente bilancio riferiva di 34 vittime e 89 feriti. Le inondazioni hanno provocato anche ingenti danni materiali, stimati dal governo in 250 milioni di euro, di cui 200 milioni per le infrastrutture. (SwissInfo,
12/10/2008)
Mangiavano di giorno nel Ramadan, condannati a 4 anni (SwissInfo, 06/10/2008)
Sei persone sono state condannate dal tribunale di Biskra, 400 km a sud-ovest di Algeri, a quattro anni di carcere e al pagamento di una multa di 100 mila dinari (circa 1600 franchi) per "mancato rispetto di un fondamento dell'Islam, il Ramadan". Secondo quanto scrive il quotidiano El Watan, che cita uno specialista di diritto algerino, "la legge algerina non prevede questo tipo di reato, anzi garantisce la libertà di coscienza e d'opinione". L'unica legge che punisce l'offesa all'Islam, introdotta nel 2001 dall'attuale capo del governo, Ahmed Ouyahia, riguarda i reati giornalistici: "Sono previsti dai 3 ai 5 anni di carcere e multe tra i 50 mila e i 100 mila dinari per chiunque attraverso scritti o disegni offenda il Profeta o uno degli inviati di Dio o denigri i dogmi e i precetti dell'Islam". I sei imputati, condannati in primo grado, sono stati arrestati mentre giocavano a carte e consumavano prodotti alimentari in pieno giorno nel centro di Biskra. (SwissInfo,
06/10/2008)
Inondazioni, 12mila studenti senza scuola a Ghardaia (Alice/Apcom, 05/10/2008)
Quasi 12mila studenti sono tuttora privi di scuola a Ghardaia, 600 chilometri a sud di Algeri, dopo le inondazioni che hanno colpito questa regione mercoledì e hanno provocato almeno 33 morti. Lo ha annunciato il ministro dell'Istruzione nazionale, Boubekeur Benbouzid. "Quasi 12mila allievi, che rappresentano il 10 per cento degli studenti di Ghardaia, sono privi di scuola a causa di queste inondazioni", ha dichiarato Benbouzid ad Algeri nel corso di una riunione sulla situazione del settore dell'istruzione a Ghardaia. Secondo il ministro, 9.600 studenti non possono andare a scuola a causa dei danni nelle loro aule e 2.400 perchè le loro scuole sono state occupate da chi ha perso la casa nelle inondazioni. Complessivamente, 24 istituti sono stati colpiti dalle inondazioni, ha aggiunto Benbouzid. Ha indicato che uno stanziamento di 10 milioni di euro dovrebbe essere destinato alla ricostruzione delle scuole danneggiate dalle inondazioni. Fra le misure d'emergenza, Benbouzid ha annunciato che gli allievi le cui scuole sono state colpite saranno "ricollocati" su altre scuole. Mercoledì, la piena di Oued M' zab, provocata da piogge torrenziali, ha causato 33 morti e 48 feriti, secondo un bilancio ufficiale comunicato due giorni fa. (Alice/Apcom,
05/10/2008)
Sei guardie comunali uccise in imboscata militanti (Alice/Apcom, 04/10/2008)
Sei guardie comunali sono rimaste uccise in un'imboscata dei militanti in Algeria. Lo ha riferito la stampa locale, che ha aggiunto che in una distinta operazione di sicurezza hanno perso la vita due ribelli. Il quotidiano Le Soir d'Algerie ha indicato che le sei guardie sono morte vicino la città di Tiaret - a est della capitale Algeri - martedì scorso. Il quotidiano El Watan ha scritto che le vittime sono state decapitate. L'imboscata segue simili attacchi che hanno preso di mira guardie comunali che fanno parte dei reparti di cittadini armati che pattugliano le zone rurali. Il quotidiano Liberte, citando funzionari della sicurezza, ha riferito che una retata dell'esercito in Cabilia è costata la vita a due militanti di origini marocchine. (Alice/Apcom,
04/10/2008)
Inondazioni: 33 morti (RaiNews 24, 04/10/2008)
E' salito a 33 morti il bilancio delle inondazioni che hanno colpito all'inizio della settimana la regione algerina di Ghardaia, 600 chilometri a sud di Algeri. I feriti sono decine, secondo quanto indicato dalla radio nazionale. Diverse centinaia di persone sono state soccorse con gli elicotteri e circa 600 abitazioni sono andate distrutte dalla violenza delle acque. Le piogge di martedi' e mercoledi' hanno provocato una risalita delle acque, oltre gli otto metri, di un "wadi", un torrente stagionale che per gran parte dell'anno resta in secca. Torrenti di acqua e fango hanno portato via automobili, interrotto strade, linee elettriche e telefoniche, condutture del gas. Le inondazioni ha causato gravi danni anche a Ghardaia, citta' di 100mila abitanti, "porta" del deserto che si trova nella valle di M'zab, sito classificato come patrimonio mondiale, occupa una posizione centrale che collega le Alture algerine con il Sahara. (RaiNews 24,
04/10/2008)
Inondazioni, si aggrava il bilancio, un migliaio i senzatetto
(Ansa, 03/10/2008)
Si aggrava il bilancio delle inondazioni che hanno colpito la regione di Ghardaia, 500 km a sud di Algeri, facendo 31 morti e 50 feriti. La radio nazionale algerina ha riferito inoltre di almeno un migliaio di senzatetto. Decine di case sono crollate e, continua la radio, in alcune strade dei cinque villaggi che formano la valle dello M'zab, l'acqua ha raggiunto gli otto metri d'altezza.
(Ansa, 03/10/2008)
Pioggie ed esondazioni record nel centro del paese (Euronews, 02/10/2008)
La pioggia in Algeria semina morte e distruzione. L’ acqua caduta ininterrotta da martedi’ ha provocato violente inondazioni nella regione centrale di Ghardaia nel deserto del Sahara. Il bilancio provvisorio delle autorità è di almeno 29 morti, 49 feriti e un disperso. Secondo testimoni locali sono centinaia le vittime e migliaia i senzatetto. Ingenti danni sono stati registrati anche nel nord della Sahara, tra Ghardaia e Algeri, dove due persone e sei bambini sono annegati per l’esondazione di due fiumi. Si tratta di precipitazioni di straordinaria intensità anche 900 metri cubi al secondo. L’acqua dei fiumi in piena nei centri abitati ha raggiunto gli otto metri costringendo gli abitanti a rifugiarsi sui tetti delle case o sugli alberi. La devastazione delle acque non ha risparmiato la valle del Mu’zab, eletta patrimonio mondiale dell’umanità. (Euronews,
02/10/2008)
Algeria - Attentato a Dellys, 4 morti (l’Unità, 29/09/2008)
Dopo un Ramadan relativamente calmo, segnato da sporadici attacchi terroristici, un attentato suicida ha insanguinato ancora una volta la Cabilia alla vigilia dell'Aid El Fitr, la festa finale del mese di preghiera, penitenza e purificazione islamico. Domenica notte subito dopo la rottura del digiuno, un kamikaze a bordo di auto carica di esplosivo si è lanciato contro una caserma militare a Takdemt, vicino a Dellys, 40 km ad est di Algeri. Nell'esplosione, riferisce l'agenzia Aps, sono morte almeno tre persone e altre sei sono rimaste ferite. Secondo le prime informazioni, il veicolo è stato identificato e bloccato dai militari che hanno impedito così un impatto diretto contro la caserma. Il kamikaze, riferiscono alcuni fonti del posto, sarebbe stato ucciso dai militari di guardia, e l'ordigno a bordo dell'auto sarebbe stato quindi azionato a distanza. Si tratta del primo attentato dinamitardo compiuto durante il mese sacro dell'Islam dopo i cinque attacchi suicidi che in agosto hanno provocato la morte di oltre 100 persone. Tutti gli attacchi, tra cui quello che a Issers, sempre in Cabilia, che ha fatto 48 morti, sono stati rivendicati da Al Qaida per il Maghreb Islamico. Durante il Ramadan i gruppi armati di matrice islamica hanno compiuto diversi assalti nell' ovest tentando di distogliere l'attenzione dalla Cabilia, assediata dalle forze di sicurezza. Almeno quattro agenti sono stati uccisi in imboscate e falsi posti di blocco nella regione di Ain Defla, 250 km ad ovest di Algeri. (l’Unità,
29/09/2008)
Algeria - 2 poliziotti uccisi in agguato ad est di Algeri (Adnkronos/Dpa, 28/09/2008)
Due agenti di polizia sono stati uccisi da terroristi islamici nella parte orientale dell'Algeria: l'attacco, di cui ha dato notizia oggi il quotidiano 'Liberte'' e' stato compiuto ieri a Tizi Ouzou, ad est di Algeri. Gli assalitori hanno fermato un autobus e controllato i documenti dei passeggeri prima di individuare i due agenti ed ucciderli. (Adnkronos/Dpa,
28/09/2008)
Algeria - Attacco a posto di blocco. Stampa, ucciso un agente e feriti altri due (Ansa, 27/09/2008)
Una quarantina di uomini armati hanno assaltato mercoledi' sera un posto di blocco della gendarmeria a Boumedfaa, in Algeria. Lo riferisce oggi la stampa locale sottolineando che nell'assalto un agente e' rimasto ucciso e due sono rimasti gravemente feriti. I terroristi erano vestiti con abiti comuni, con zaini e scarpe da ginnastica, e sono riusciti a mescolarsi alla gente del villaggio. (Ansa,
27/09/2008)
Ministro affari religiosi garantisce libertà di culto (Peacereporter, 23/09/2008)
Il ministro algerino degli affari religiosi Bouabdellah Ghlamallah ha risposto al rapporto di pochi giorni fa del Dipartimento Usa sul declino della libertà religiosa in vari Paesi del mondo: "Non c'è nessuna restrizione, la libertà di culto è garantita. L'Algeria ha accolto e accoglierà sempre i non musulmani che vivono in tutt tranquillità e senza discriminazioni". Il rapporto degli Stati Uniti fa riferimento alla legge adottata in febbraio contro il proselitismo religioso e che prevede dai due ai cinque anni di prigione e multe fino a 10mila euro per chi "tenti di convertire un musulmano a un'altra religione costringendolo o usando altri mezzi". Molti convertiti, soprattutto evangelici, sono stati processati durante l'ultimo anno con l'accusa di proselitismo. (Peacereporter,
23/09/2008)
Sgominata presunta cellula di al-Qaeda (Peacereporter, 08/09/2008)
Una presunta cellula di al-Qaeda sarebbe stata sgominata oggi dai servizi segreti algerini nella città di Waraqla, nel sud del Paese. Secondo la ricostruzione fornita dalla stampa locale, il gruppo era composto da quattro persone: un ingegnere, un medico, un insegnante e una donna. La polizia sarebbe riuscita ad arrivare al loro covo grazie a una telefonata anonima in cui si parlava della presenza sospetta di alcuni uomini e donne in un appartamento. Nel covo sono stati ritrovati esplosivi, armi e documenti, uno dei quali parlava dell'imminente esecuzione di un attacco suicida.(Peacereporter, 08/09/2008)
La Rice chiude in Algeria il suo tour in Maghreb (il Giornale, 07/09/2008)
Tra strettissime misure di sicurezza, dopo che un gruppo terroristico islamico ha esortato a «uccidere il segretario di Stato americano alla fine del suo mandato», Condoleezza Rice ha concluso ieri sera ad Algeri la sua missione in Nord Africa che ha avuto come tappa più significativa l'incontro a Tripoli con il leader libico Muammar Gheddafi. La Rice in precedenza ha fatto tappa in Tunisia dove ha raccomandato più incisive riforme democratiche. Nella capitale algerina il segretario di Stato Usa ha accettato l'invito del presidente Bouteflika a partecipare all'Iftar, il pasto rituale con il quale si conclude il digiuno quotidiano nel mese sacro musulmano del Ramadan. Lo stesso aveva fatto la sera prima con Gheddafi, che l'ha ricevuta proprio nel complesso di Bab al Aziza che gli americani bombardarono nel 1986.
(il Giornale, 07/09/2008)
Usa, Rice ad Algeri per sostenere lotta a terrorismo (Alice/Apcom, 04/09/2008)
La visita ad Algeri del segretario di stato americano Condoleezza Rice, che dopodomani ha in agenda un colloquio con il presidente Abdelaziz Bouteflika in particolare sulla lotta al terrorismo, arriva dopo una serie di attentati nel Paese che ha provocato un centinaio di morti. Gli Stati Uniti, che intrattengono "buone e solide" relazioni con l'Algeria secondo un diplomatico americano, hanno confermato a più riprese il loro sostegno a questo Paese nella lotta contro il terrorismo, guidato da gruppi integralisti islamici armati, e hanno proposto il loro aiuto. Washington ha condannato il giorno stesso l'attacco kamikaze del 19 agosto a Issers, vicino ad Algeri, in cui ci furono 48 morti e 45 feriti. "Gli Stati Uniti" collaborano con l'Algeria nella lotta contro il terrorismo e il fondamentalismo (...) la stabilità e la prosperità dell'Algeria sono molto importanti per la stabilità di tutta la regione", ha dichiarato il nuovo ambasciatore degli Stati Uniti in Algeria, David P. Pearce, che presentava le credenziali al presidente Bouteflika. Il direttore dell'Fbi, Robert Mueller, ha inoltre segnalato ad aprile a Washington che i suoi servizi hanno in programma l'apertura di una sede in Algeria per far fronte "alle nuove minacce provenienti dal Maghreb". A luglio il capo di al Qaida nel Maghreb islamico, l'algerino Abdelmalek Droukdal, ha annunciato in un'intervista esclusiva al New York Times che il suo movimento, operativo in Algeria dove ha rivendicato numerosi attentati, "non esiterà a colpire gli Stati Uniti quando e dove sarà possibile, dovunque siano nel mondo".
Rinforzate le misure antiterrorismo (Peacereporter, 04/09/2008)
In Algeria sono state rinforzate le misure anti-terrorismo dopo che informazioni di intelligence davano per possibile un attacco all'areoporto di Algeri. Nei giorni scorsi la società francese che gestisce lo scalo aeroportuale aveva già licenziato e sostituito 300 addetti alla sicurezza per paura di infiltrazioni. Solo due giorni fa, nella zona di Tebessa, un ufficiale e un imprenditore sono stati uccisi mentre facevano una ricognizione per la costruzione di una pista aerea. (Peacereporter,
04/09/2008)
Lo sceicco Qaradawi spiega in un libro le regole della guerra santa (Peacereporter, 04/09/2008)
Lo sceicco Yusuf Qaradawi, telepredicatore di al-Jazeera e ideologo dei Fratelli Musulmani, ha deciso di rivolgersi direttamente ai membri di al-Qaeda per spiegare che il loro Jihad non è conforme alle regole della sharia islamica. Nel libro intitolato "Fiqh al-juhad" spiega quali sono le regole della guerra santa islamica. Il testo, che è un vero e proprio manuale di 1297 pagine, diviso in cinque capitoli, Qaradawi descrive i comportamenti corretti della 'guerra santa'. I destinatari del libro sono i membri di al-Qaeda che agicono in Algeria e che hanno commesso atrocità ai danni dei musulmani stessi. Da domani il quotidiano algerino 'Ech-Chourouk' pubblicherà in anteprima alcune parti del testo: il primo volume è dedicato al digiuno durante il Ramadan, un'altra sezione alla Zakat, l'elemosina rituale, e un'altra ancora riguarda il terrorismo islamico. (Peacereporter,
04/09/2008)
Terrorismo, monito premier alla stampa (Ag. Radicale, 02/09/2008)
Il premier algerino Ahmed Ouyahia ha rivolto oggi un monito alla stampa affinche' ''non serva da tribuna'' ai terroristi, i quali, ha assicurato, ''devono arrendersi o essere uccisi''. ''La stampa ha tutto l'interesse, e non e' una minaccia, di tornare alla ragione e non servire da tribuna a delle persone che non risparmiano nessuno ne' militari, ne' gendarmi, funzionari, giornalisti e nemmeno i bambini piccoli'', ha detto Ouyahia a margine della cerimonia d'apertura della sessione autunnale del Senato, secondo l'Aps. Il ministro dell'interno, Yazid Zerhouni, ha ripetuto ancora una volta che gli ultimi attacchi compiuti in Algeria favoriscono ''interessi stranieri''. ''Ogni volta che diciamo che stiamo studiando modi per difendere meglio i nostri interessi, registriamo questo tipo di reazioni'', ha aggiunto. ''I fanatici si trovano in un vicolo cieco'' ha concluso Zerhouni, ''non hanno ne' una visione politica nazionale, ne' economica, ne' un'alternativa in favore dei cittadini algerini''. Nel mese di agosto circa 130 persone, tra cui oltre 30 membri dei gruppi armati di matrice islamica, sono morte in cinque attentati kamikaze, imboscate e scontri tra esercito ed estremisti. Tutti gli attacchi sono stati rivendicati da Al Qaida per il Maghreb islamico (ex-Gruppo salafita per la predicazione e il combattimento.) Fonte AdnKronos.it (Ag. Radicale,
02/09/2008)
Ucciso ufficiale esercito (Ansa, 01/09/2008)
Algeria: ucciso ufficiale esercito(ANSA) - ALGERI, 1 SET - Un ufficiale dell'esercito e un imprenditore sono rimasti uccisi in un attacco compiuto nel comune di Tlijene, in Algeria. Un ordigno e' stato fatto esplodere a distanza al passaggio dell'auto sulla quale viaggiavano i 2 uomini che stavano effettuando un sopralluogo nella zona per la costruzione di una pista aerea. L'attacco non e' stato ancora confermato dalle autorita'. In agosto, secondo un bilancio non ufficiale basato sulla stampa, sono morte circa 130 persone. (Ansa,
01/09/2008)
Una serie tv sulla riconciliazione (Cinemafrica, 27/08/2008)
E’ stata presentata ieri alla stampa algerina la serie televisiva Darna lakdima (La nostra antica casa), prodotta dalla televisione pubblica algerina ENTV e diretta dal regista Lamine Merbah. La serie – in tutto 15 episodi di 30 minuti ciascuno – affronta il tema della riconciliazione nazionale dopo gli anni della guerra civile e racconta la storia di un giovane pentito che ha combattuto sulle montagne, nelle fila dei gruppi armati di matrice islamica. Tornato a casa, una baracca dove la famiglia è stata costretta a traslocare dopo il crollo della loro antica dimora nella Casbah di Algeri, deve affrontare il difficile reinserimento in famiglia e nella società. Ma il sogno di restaurare l’antica casa e di tornare nella Casbah di Algeri, alla fine si realizzerà: «Il titolo della serie sta a simbolizzare la nostalgia degli algerini per il loro proprio paese», ha dichiarato il regista. «Il sogno di tornare a vivere nel periodo in cui gli algerini stavano insieme e non si uccidevano gli uni con gli altri». [Maria Coletti] (Cinemafrica,
27/08/2008)
Giornalista algerino commenta gli attentati di questi giorni (Peacereporter, 26/08/2008)
Pubblichiamo un editoriale di Mustapha Hammouche, pubblicato il 22 agosto scorso sul quotidiano algerino Liberté, che commenta la spirale di violenza che ha riportato sulle prime pagine dei giornali l'Algeria e il conflitto tra i miliziani islamisti e le forze dell'ordine algerine. Hammouche, tacendo per la verità dei massacri dei militari, critica la strategia della Riconciliazione nazionale varata dal presidente Bouteflika per porre fine alla guerra civile che, negli anni Novanta, ha insanguinato il Paese. Il dibattito in Algeria continua: trattare con i fondamentalisti, magari tentando di coinvolgerli nel processo politico, o il pugno di ferro? Mentre si discute, in Algeria si continua a morire. - di Mustapha Hammouche
Due nuovi attentati, almeno 11 morti e 31 feriti (Rainews24, 20/08/2008)
Due nuovi attentati sono avvenuti in Algeria. Almeno 11 morti e 31 feriti a Bouira, in Cabilia, nella parte orientale del Paese nordafricano. Lo hanno riferito testimoni oculari. Due autobomba sono esplose, una su un autobus parcheggiato di fronte all'hotel Sophie, nel centro della città, l'altra nei pressi del quartiere militare. Bouira si trova a 120 chilometri a sudest di Algeri. Ancora una volta le vittime sarebbero prevalentemente civili. I militari feriti sarebbero invece quattro, colpiti dalla deflagrazione che ha distrutto un edificio militare. Le esplosioni a Bouira arrivano 24 ore dopo la strage compiuta a Issers, sempre in Cabilia, dove un kamikaze si è scagliato contro un'accademia della gendarmeria provocando la morte di 43 persone, tra cui 42 civili, in gran parte giovani tra i 18 e i 25 anni. Molti universitari erano in fila davanti all'ingresso dell'edificio per partecipare a un concorso d'ammissione al corpo militare. Nessuno degli attentati è stato ancora rivendicato, ma la città di Bouira, con Algeri, Tizi Ouzou e Boumerdes, fa parte del quadrilatero della morte, già più volte teatro di attentati rivendicati da gruppi affiliati ad al Qaeda. Il ministro dell'Interno, Yazid Zerhouni, ha ribadito ieri da Issers che il governo combatterà il terrorismo con "forte determinazione fino a eliminarlo completamente" e che questi episodi criminali "non ci faranno abbandonare la strada della riconciliazione scelta dal paese e che ha già portato a progressi nel consolidamento della sicurezza su tutto il territorio nazionale". (Rainews24,
20/08/2008)
I peggiori attentati degli ultimi anni (Agi, 20/08/2008)
L'attentato di oggi a Bouira e' l'ultimo episodio di una vasta escalation terroristica in Algeria.
Ondata di attentati integralisti (Radio Vaticana, 20/08/2008)
In Algeria, non si ferma la nuova impennata di attacchi degli integralisti islamici. Stamani, due nuove esplosioni in Cabilia, nella parte orientale del Paese hanno provocato almeno 11 morti e 31 feriti. Il doppio attentato segue di 24 ore l’attacco kamikaze, avvenuto sempre in Cabilia, che ha ucciso 43 reclute di un’accademia militare. Per un’analisi della situazione nel Paese nordafricano, Gabriella Ceraso ha intervistato Alberto Negri inviato speciale del Sole 24 ore:
Attentato contro scuola di polizia, 43 morti (Asca, 19/08/08)
Quarantatre persone sono rimaste uccise e altre 38 ferite in un attentato suicida contro una scuola di polizia a Issers, nella regione di Kabilia, 60 chilometri a est di Algeri. La ha reso noto il ministero dell'Interno con un comunicato, precisando che il bilancio delle vittime e' ancora provvisorio. Secondo quanto riferito all'Afp da alcuni testimoni, un kamikaze ha lanciato la propria macchina imbottita di esplosivo contro la porta d'ingresso dell'accademia di polizia, dove numerosi candidati di un concorso erano in fila in attesa di entrare. Tra le vittime, hanno aggiunto i testimoni, ci sono agenti e civili e immediatamente e' scattato il dispositivo di sicurezza.
Bomba contro convoglio dell'esercito, una quindicina le vittime (Peacereporter, 18/08/08)
Una bomba ha colpito un convoglio dell'esercito algerino uccidendo una quindicina di persone tra militari e miliziani. È accaduto ieri sera verso le 21 ora locale, ma lo riferisce solo oggi il quotidiano El Watan, precisando che all'esplosione è seguita una lunga sparatoria tra i soldati di Algeri e gli attentatori. Lo scorso giovedì 14 agosto un'altra bomba aveva ucciso un colonnello dell'esercito e altri due soldati nella zona di Jijel, 300 chilometri a est della capitale e, lo stesso giorno, un altro ordigno aveva ucciso un soldato nei pressi di una caserma a Lakdaria, a circa 60 chilometri da Algeri. (Peacereporter,
18/08/08)
Colonnello esercito ucciso. Morto anche soldato, si trovavano a bordo di una jeep (Ansa, 16/08/08)
Un colonnello e un soldato dell'esercito algerino uccisi da un ordigno azionato a distanza che ha colpito il veicolo su cui viaggiavano. E' accaduto nella regione di Jijel, nell'est dell'Algeria. Lo rivelano i giornali algerini. Il col. Abdelkader Yamani, comandante della regione militare di Jijel,
e il suo autista, anch'egli deceduto, si trovavano a bordo di una jeep.
(Ansa, 16/08/08)
Esplosione lungo gasdotto. Una trentina di persone ferite
(Ansa, 13/08/08)
Una trentina di persone sono rimaste ferite nell'esplosione avvenuta lunedi' sera lungo un gasdotto a Zemmura, 600 km ad ovest di Algeri.Secondo quanto scrive soltanto oggi la stampa algerina, restano ancora da definire le cause dell'esplosione. Un'inchiesta e' stata avviata dalle autorita' anche se la pista principale e' quella dell'esplosione accidentale dovuta ad fuga di gas. El Khabar scrive che 17 persone sono rimaste ustionate dalle fiamme, alte circa 150 mt,
provocate dall'esplosione.
(Ansa, 13/08/08)
Tre soldati morti in un attentato a Tighzirt
(l'Occidentale, 11/08/2008)
Tre poliziotti sono stati feriti oggi pomeriggio in un attentato sferrato vicini a Tighzirt, in Cabilia, regione a un centinaio di chilometri a est di Algeri. Lo si apprende da fonti della sicurezza. Ieri sera a Zemmouri, nella provincia di Boumerdès, 50 chilometri a est di Algeri, otto persone sono rimaste uccise e altre otto ferite in un attentato suicida. Le vittime erano tutte civili. La bomba, che ha ferito oggi pomeriggio re poliziotti in Cabilia, è esplosa vicino a una stazione di polizia che si trova nei pressi della spiaggia di Tassalalt, a Tighzirt. Questa zona è nota per le sue spiagge molto frequentate, dove vengono a passare le vacanze molti algerini emigrati in Europa in cerca di lavoro. Le forze dell'ordine avevano già disinnescato in passato nella stessa zona altri due ordigni esplosivi. Ieri sera a Zemmouri, nella provincia di Boumerdès, 50 chilometri a est di Algeri, otto persone sono rimaste uccise e altre oto ferite in un attentato suicida. Le vittime erano tutte civili.
(l'Occidentale,
11/08/2008)
Kamikaze in Cabilia, 8 morti e 19 feriti (Corriere canadese, 10/08/2008)
Un attentato suicida, il terzo in poche settimane in Algeria, ha provocato nella notte tra sabato e domenica otto morti e 19 feriti. L'attentato è stato compiuto con un furgone imbottito «con almeno 200 kg di esplosivo, forse 300 kg», secondo il ministro dell'Interno Yazid Zerhouni, che ieri si è recato sul luogo dell'attentato: una caserma a Zemmouri El Bhari, 50 km ad est di Algeri. Il bilancio ufficiale dell'attentato è di 8 morti, tra cui alcuni civili, e 19 feriti. Secondo Zerhouni, un kamikaze diretto contro una postazione della guardia costiera e della gendarmeria si è fatto esplodere dopo essere stato identificato da un agente che ha aperto il fuoco. Oltre alla postazione militare, ha riferito la radio nazionale, sei case sono state completamente distrutte dalla deflagrazione e altre 20 sono state danneggiate. Si tratta del terzo attentato suicida compiuto in Cabilia in meno di un mese. Al Qaida per il Maghreb islamico (ex Gruppo Salafita per la predicazione e il combattimento) ha rivendicato pochi giorni fa gli altri due attentati suicidi compiuti nella stessa zona. Il 3 agosto, 25 persone sono rimaste ferite in un attacco kamikaze compiuto a Tizi Ouzou, il capoluogo della regione berbera. Il 23 luglio, un kamikaze a bordo di una moto si è fatto esplodere al passaggio di un convoglio dell'esercito a Lakdaria (70 km ad est di Algeri) ferendo 13 militari. Dodici presunti terroristi sono stati uccisi durante un'operazione di rastrellamento tra le montagne ad est di Algeri e l'attacco di ieri sarebbe, per il ministro dell'interno Zerhouni, una "reazione" dei gruppi armati di matrice islamica.
(Corriere canadese, 10/08/2008)
Al Qaeda rivendica due recenti attentati a est di Algeri
(Euronews, 06/08/2008)
L'ala di Al Qaeda nel Maghreb ha rivendicato l'attentato di domenica scorsa e quello del 23 luglio in Algeria. In un messaggio su un sito estremista , Al Qaeda per il Maghreb islamico ha affermato che i due attacchi, a Tizi Ouzu e a
Lakhdaria, est di Algeri, sono state uccise 38 persone tra poliziotti e soldati. Le autorità algerine hanno parlato di una quarantina di feriti. Al Qaeda per il Maghreb islamico ha fatto anche i nomi dei due kamikaze e pubblicato la foto di uno dei due. Il gruppo ha rivendicato vari attentati in passato tra cui quello l'anno scorso ad Algeri contro gli uffici
dell'Onu e della Corte suprema.
(Euronews,
06/08/2008)
Autobomba nel nord, 21 feriti (Ansa, 03/08/2008)
Un'autobomba contro un commissariato ha provocato questa mattina 21 feriti a Tizi Ouzou, in Kabilia, a 150 chilometri a est di Algeri. Lo ha riferito l'agenzia Aps. L'attentato non e' stato fino a questo momento rivendicato. Secondo testimoni, un kamikaze si e' lanciato in auto contro il commissariato che si trova nella citta' vecchia, vicino ad una caserma dell'esercito. Si tratta del primo attentato suicida da diversi mesi in Algeria.(Ansa, 03/08/2008)
Sventato attentato alla vita di Bouteflika (Peacereporter,01/08/2008)
Le forze di sicurezza algerine hanno sventato un attentato alla vita del presidente Abdelaziz Boureflika. È accaduto domenica scorsa durante la sua visita alla zona al Buira, nella parte orientale del paese. Lo riferisce l'emittente al Arabiya, secondo cui la polizia aveva individuato due uomini sospetti a bordo di un'auto. I due, vistisi scoperti sarebbero fuggiti in direzione dei monti su cui trovano rifugio i miliziani islamici che oggi si fanno chiamare Al Qaeda in Maghreb. Nel corso dell'inseguimento c'è stato uno scambio di colpi in cui uno degli agenti è rimasto ucciso. L'auto su cui viaggiavano i presunti attentatori era imbottita di esplosivo ed era stata rubata qualche giorno prima nella zona di al Buria. (Peacereporter, 01/08/2008)
Uccisi dalle forze di sicurezza due militanti di al-Qaeda in Maghreb (Peacereporter,29/07/08)
Belouakene Redouane e Kebir Khaled, rispettivamente 28 e 25 anni, latitanti da due anni perché ritenuti elementi di spicco dell'organizzazione di al-Qaeda nel Maghreb Islamico, sono stati uccisi dalle forze di sicurezza algerine nella notte tra domenica e lunedì a Boudouaou (a est di Algeri). Lo scrive la stampa algerina. Secondo il quotidiano 'el Watan' Redouane e Khaled sono stati uccisi in un'imboscata tesa loro dalle forze di sicurezza. (Peacereporter,
29/07/08)
Algeria - Primo attentato con una motobomba, 13 soldati feriti (Peacereporter, 24/07/2008)
Per la prima volta in Algeria è stato compiuto un attentato con l'ausilio di una moto bomba. La tecnica, già sperimentata in passato in Iraq e Afghanistan, è stata utilizzata ieri mattina nella zona di Lakhdariya, 80 chilometri ad est di Algeri. Il kamikaze è entrato in azione nell'area di 'al-Kharshaf', lungo l'entrata orientale della città. Secondo il giornale locale 'el-CHourouk', l'attentatore era un giovane sui trent'anni che si è diretto contro un camion che trasportava 32 militari di uscita dalla locale caserma dell'esercito, distante solo 200 metri dal luogo dell'attentato. La deflagrazione della moto, imbottita di tritolo, ha causato la morte del terrorista e ferito 13 soldati, di cui solo uno in modo grave. L'11 aprile del 2007 Lakhdariya è stata teatro di un violento attentato compiuto con un'autobomba contro una caserma dell'esercito, nel quale sono morti 10 soldati. L'uso di una moto bomba potrebbe essere una strategia per ovviare ai controlli esercitati dalla sicurezza nella zona dopo l'attacco dello scorso anno. (Peacereporter,
24/07/2008)
Accordo tra il Mali e i ribelli tuareg (Agr, 21/07/2008)
Il governo del Mali e l'Alleanza democratica del 23 maggio per il cambiamento, che rappresenta i ribelli tuareg, hanno raggiunto oggi ad Algeri un accordo per la cessazione delle ostilita'. Lo ha annunciato l'ambasciatore algerino in Mali, Abdelkrim Ghrieb, che ha fatto da mediatore tra le due parti secondo quanto stabilito dall'accordo firmato ad Algeri nel luglio del 2006. L'intesa prevede la cessazione delle ostilita' nella regione di Kidal, nel nord del Mali, e la volonta' di affrontare una serie di problemi legati al conflitto come quello dei rifugiati e dei prigionieri. (Agr,
21/07/2008)
Aumentano i casi di diserzione in al-Qaeda nel Maghreb (Peacereporter, 17/07/08)
Aumentano i casi di diserzione tra le fila di al-Qaeda nel Maghreb islamico. Secondo la stampa algeriana, il merito sarebbe dei continui appelli degli imam salafiti (la versione ortodossa dell'Islam) che chiedono ai miliziani di arrendersi per aderire al piano per la pace, promosso dal governo di Algeri. Il leader di al-Qaeda in Maghreb, Abdel Malik Droukedel, avrebbe deciso di impedire ai suoi uomini di ascoltare la radio e l'emittente religiosa 'radio Corano', perchè nelle trasmissioni radiofoniche gli Imam invitano i giovani combattenti alla diserzione. Dato l'aumento di terroristi che decidono di consegnarsi alle autorità, Droukedel ha deciso inoltre di vietare loro contatti con le proprie famiglie che abitano nei villaggi algerini. Avrebbe anche aumentato i controlli delle nuove reclute, dopo che alcune cellule hanno rifiutato di partecipare ad attacchi kamikaze, vietati dagli ulema del Paese. (Peacereporter,
17/07/08)
Italia dona 1 mln euro a rifugiati sahrawi tramite PAM (Alice/Apcom, 15/07/08)
L'Italia ha donato un milione di euro in aiuti ai rifugiati del popolo sahrawi che vivono in Algeria. Il contributo risponde a un appello rivolto a giugno ai paesi donatori dal Programma alimentare mondiale (Pam), ha annunciato l'Ambasciata italiana ad Algeri in un comunicato. Il Pam, che da anni si occupa dei rifugiati sahrawi, ha lanciato l'appello ai donatori internazionali per rafforzare gli aiuti ed evitare i rischi di una penuria nei campi di Tindouf, nell'estremo sud-ovest algerino. Fonti della Farnesina hanno precisato che si tratta di un aiuto "a carattere umanitario", che il ministero versa di norma quasi ogni anno. I campi di Tindouf, a circa 50 chilometri dalle frontiere del Marocco e della Mauritania, ospitano circa 160mila profughi sahrawi, che hanno lasciato l'ex Sahara spagnolo durante l'annessione da parte del Marocco nel 1975 e vivono esclusivamente di aiuti internazionali. Da allora nel conflitto del Sahara occidentale sono contrapposti il movimento indipendentista Polisario, sostenuto dall'Algeria, e il Marocco, che si disputano l'ex colonia spagnola. (Alice/Apcom,
15/07/08)
Nuovo supermarket internazionale di petrolio e gas (Greenreport, 14/07/08)
Sul sito del ministero dell’energia e delle miniere dell’Algeria si legge che l’Agence nationale de valorisation des hydrocarbures (Alnaft) ha reso noto il primo bando nazionale ed internazionale per le concessioni delle aree di sfruttamento ed esplorazione di idrocarburi. «Alnaft invita le compagnie preselezionate dall’Agenzia, in quanto operatori e /o investitori, a manifestare il loro interesse per partecipare a questo bando concorrenziale». La data limite per presentare le offerte è fissata al 3 dicembre 2008, le buste verranno aperte ad Algeri lo stesso giorno e i contratti dovranno essere firmati entro il 17 dicembre. Il bando riguarda 45 "blocchi", divisi in 16 aree, situati in una decina di bacini, tra i quali quelli di Berkine, Illizi, Bechar, Hodna, Gourara e Ahnet. Secondo lnaft, le aree selezionate «si situano in differenti bacini sedimentari petroliferi algerini che presentano un alto potenziale in risorse petrolifere». LAlnaft è incaricata di promuovere gli investimenti nella ricerca e sfruttamento degli idrocarburi, della concessione delle autorizzazioni di prospezione, della pubblicazione dei bandi di offerta e dell’attribuzione dei perimetri di ricerca e di sfruttamento, così come della conclusione dei contratti corrispondenti. Quello avviato ad Algeri è il primo bando "petrolifero" dal 2005 ed era molto atteso dalle scalpitanti compagnie multinazionali che non vedono l’ora di mettere le mani sulle riserve di petrolio e gas nascoste sotto i deserti dell’Algeria, Paese membro dell’Opec ed uno dei più importanti esportatori di gas verso l’Europa. (Greenreport, 14/07/08)
Fine monopolio benzina, impianti anche a stranieri (SwissInfo, 09/07/2008)
Il governo algerino ha messo fine al monopolio, in vigore dal 1982, di Naftal, filiale al 100% dell'ente idrocarburi Sonatrach, per la distribuzione e commercializzazione di prodotti petroliferi e ha aperto il settore agli operatori privati nazionali e internazionali. Il nuovo decreto, ha annunciato il ministro della comunicazione Abderrachid Boukerzaza citato dall'APS, prevede "l'apertura del mercato della distribuzione dei prodotti petroliferi ai nuovi operatori con l'obiettivo di rilanciare la concorrenza e ridurre la situazione di monopolio esercitata dallo storico operatore Naftal". Le nuove disposizioni, ha rassicurato Boukerzaza, "non avranno ripercussioni sui prezzi al consumo dei carburanti e degli altri prodotti petroliferi" e un'authority ad hoc sarà creata proprio "per regolare il settore degli idrocarburi" e "garantire il controllo dei prezzi". La francese Total e la britannica BP sarebbero secondo la stampa algerina già pronte ad investire in Algeria con una rete di distributori di carburante. Naftal possiede circa 2 mila stazioni in tutto il paese. (SwissInfo,
09/07/2008)
Il presidente invita gli integralisti a deporre le armi e a ritornare in famiglie (Peacereporter, 07/07/2008)
Il presidente algerino Abdelaziz Bouteflika invita gli integralisti islamici a deporre le armi e a rientrare nelle loro famiglie. Il suo appello è stato pronunciato davanti ai più alti responsabili militari in occasione della cellebrazione del 46esimo anniversario dell'indipendenza. "Lo stato non avrà esitazioni a punire i terroristi", il suo messaggio è rivolto soprattutto ai membri di al-Qaeda nel Maghreb, che svolgono le loro attività vicino a Algeri, nelle regioni di Bourmedès, Tizi- Ouzou, Bouira e Jijel. Bouteflika ha inoltre affermato che rimarrà saldo sulla Carta della Pace e la riconciliazione nazionale, promulgata nel febbraio 2006, che prevede l'amnistia per coloro che si arrendono. Le violenze negli ultimi anni nel Paese sono sensibilmente diminuite, anche se quelle causate dai gruppi armati islamici continuano. Si sono intensificate nell'aprile scorso gli attentati kamikaze che hanno colpito anche il Palazzo del Governo e il Consiglio costituzionale. (Peacereporter,
07/07/2008)
Sei mesi di carcere a due algerini convertiti (il Giornale, 03/07/2008)
Sono stati condannati a 6 mesi di carcere, con la condizionale, i due cittadini algerini convertiti al cristianesimo ed accusati di aver fatto proselitismo in favore della loro nuova fede. Secondo quanto riferisce la Tv satellitare al Arabiya la sentenza, che è la seconda emanata da un tribunale algerino nei confronti di Rashid Saghir e Jalal Dahmani, è stata resa nota solo ieri sera a Tismasilt. Anche in occasione della condanna precedente i due hanno potuto evitare l’arresto immediato pagando una cauzione. I due cristiani algerini fanno sapere che faranno ricorso in appello perché "non abbiamo vergogna della nostra nuova fede". La sentenza è stata subito condannata dal capo delle chiese protestanti algerine, Mustafa Karim, secondo il quale nel paese africano "si condannano delle persone per le loro convinzioni religiose". Sebbene la costituzione algerina preveda la libertà religiosa, una legge emanata nel 2006 pone delle restrizione alla sua pratica e ne vieta la propaganda. Il governo ha accusato i protestanti e gli evangelici di condurre una intensa campagna missionaria nel loro paese cercando di convertire la popolazione. Si ritiene che siano circa 10 mila i cristiani in Algeria che ha una popolazione di 33 milioni di persone. (il Giornale, 03/07/2008)
Cresce il numero dei morti causati dalla ribellione islamica (Peacereporter, 03/07/2008)
Il bilancio dei morti del conflitto in Algeria è raddoppiato: dai 15 morti di maggio ai 27 di giugno. Nel mese di giugno sono morti 16 membri delle forze del governo, tre civili, un ingegnere francese e sette ribelli islamici. Nel mese di maggio: sei soldati sono rimasti uccisi quando il loro convoglio è stato colpito da una bomba nel
Il nuovo articolo 74 mantiene a cinque anni la durata del mandato del Presidente ma ne sancisce la «rieleggibilità » garantendo, ha detto Bouteflika in un messaggio inviato «in questo giorno memorabile» al Parlamento, «la volontà popolare nella sua piena e libera espressione». Ufficialmente Bouteflika, 71 anni, in carica dal 1999, non ha ancora annunciato la sua candidatura alle prossime elezioni di aprile, ma a questo punto la cosa appare scontata. Dopotutto, la democrazia, ha considerato il presidente: "Non è un modello universale unico che vale per tutte le nazioni, da applicare e osservare sistematicamente in ogni luogo e in ogni tempo". I partiti sono tutti con lui, dall'Rnd (Raggruppamento nazionale democratico) che insieme ai partiti dell'Alleanza presidenziale, il Fronte di Liberazione Nazionale (Fln, ex-partito unico) di Abdelaziz Belkhadem, e l'islamico Msp (Movimento della società per la pace, ex Hamas), hanno votato a favore del cambio costituzionale. Sì anche dai trotskisti del Pt di Luisa Hanoune (Partito dei lavoratori) e l'Fna di Moussa Touati. Vane le proteste dell'opposizione: non sono servite nè la petizione on-line per il No alla costituzionalizzazione dell'autoritarismo lanciata a inizio 2008 e firmata da centinaia di intellettuali algerini nè la denuncia dell'ennesimo «colpo di stato costituzionale» fatta da Said Sadi, leader del partito d'opposizione Rcd.
La nuova Costituzione introduce anche la carica di primo ministro, che dovrà applicare il programma del presidente, e alcuni articoli per la «glorificazione e protezione dei simboli della Repubblica, della storia e della Rivoluzione» e per sostenere una maggiore partecipazione politica delle donne. La Costituzione del 1996 era stata già modificata nel 2002 per introdurre il Tamazigh (berbero) come lingua nazionale ma non ufficiale come l'arabo. –
Le Monde - (La Stampa, 13/11/2008)
Dulcis in fundo. Il cesto delle riforme che Bouteflika porta tra le mani nascondeva - sotto i bellissimi propositi della rivalutazione dei simboli della rivoluzione di novembre, della diffusione della letteratura e della storia algerina, della promozione dei diritti delle donne per garantire loro una maggiore partecipazione nella vita politica - un serpente a sonagli: la modifica dell'articolo 74 che fissa, al momento, il limite a due mandati presidenziali. Il modo in cui viene l'articolo in questione viene "ritoccato" è tra i più silenziosi, quello per sottrazione. Sostanzialmente, rimane invariato se non per l'eliminazione di quattro parole: "qu'une seule fois", solo una volta. La durata del mandato è rimasta immutata, cinque anni, e si afferma la rieleggibilità del presidente. Punto. Anche prima era rieleggibile, ma, si aggiungeva, una sola volta. Ma d'altra parte, si dice, la Costituzione non è il Corano, quindi è fallibile. Per cui, quando necessario, vanno apportati i giusti correttivi.
Gli anni del traghettamento. Bouteflika è presidente dal 1999 e ha avuto, invero, il duro compito di traghettare un paese che usciva da una sanguinosa guerra civile, costata la vita a oltre 150mila persone. Più volte ha lamentato una limitazione dei suoi poteri, definendosi un "tre quarti di presidente". Ma adesso si sta costruendo la struttura per esercitare il suo potere in maniera pressoché assoluta: se la riforma passerà, come è probabile, l'esame del parlamento, il primo ministro verrà ridimensionato a un mero esecutore del presidente, un suo segretario, incaricato di comunicare ai ministri e ai rappresentanti del popolo il programma del presidente. Qualora il parlamento dovesse bocciare il programma d'azione del presidente, il primo ministro dovrà presentare le dimissioni sue e dell'intero gabinetto nelle mani del presidente. Lo dicono gli articoli 80 e 81.
"Un presidente e mezzo". L'opposizione si è sollevata parlando di atto antidemocratico e ha promesso di sottoporre le modifiche costituzionali a referendum popolare. Stesse preoccupazioni giungono da intellettuali e commentatori politici indipendenti che si interrogano sulla maturità politica di un paese che farebbe bene a guardare all'estero. Sebbene Bouteflika abbia sottolineato l'importanza della sovranità popolare, resta da chiarire quale sarà il ruolo di controllo di un parlamento che già ha desso svolge delle semplici funzioni notarili senza alcun margine di possibilità di una seria critica politica. Bisognerà attendere? Era Wiston Churchill che sosteneva: "Meglio prendere i cambiamenti per la mano, prima chi cambiamenti prendano noi per la gola"? Un brillante editorialista algerino, Hassan Moali ha scritto: "Perlomeno Bouteflika non potrà più lamentarsi di essere un presidente a tre quarti, da aprile prossimo sarà un presidente e mezzo".
(Peacereporter, 07/11/2008)
L'esercito algerino ha intensificato da molte settimane le sue operazioni militari, uccidendo decine di integralisti islamici tra cui almeno tre importanti emiri, leader del gruppo di Al Qaida nel Maghreb islamico. Secondo molte fonti, l'ex Gspc (Gruppo salafita per la predicazione e il combattimento, che dal 2006 si è unito al movimento di Osama bin Laden e ha cambiato il suo nome, disporrebbe in Algeria dai 300 ai 400 combattenti, soprattutto nascosti nelle montagne a est di Algeri. Gli Stati Uniti hanno trattenuto fino a venticinque algerini nel carcere militare americano di Guantanamo, accusati di terrorismo dopo le stragi dell'11 settembre 2001 a New York. Da allora, molti sono stati trasferiti ad Algeri, compresi quattro negli ultimi due mesi. Sul piano economico, i legami commerciali tra Stati Uniti e Algeria raggiungono i 20 miliardi l'anno, secondo l'ambasciata americana ad Algeri, con società americane stabilite soprattutto nel settore del gas e del petrolio in Algeria, producendo 1,5 milioni di barili al giorno. I due Paesi hanno anche firmato nel giugno 2007 un protocollo di accordo nel settore del nucleare civile, che permette di definire "i meccanismi di cooperazione e di scambio di know-how" e gli "strumenti per realizzare programmi comuni", secondo il ministro dell'Energia algerino Shakib Khelil. L'Algeria ha due centri di ricerca nucleare: quello di Draria, da 3 megawatt, nella periferia meridionale di Algeri costruito in cooperazione con l'Argentina, e quello d'Ain Oussera, da 15 megawatt, 270 chilometri a sud della capitale e consegnato dalla Cina. La visita della Rice coincide con l'arrivo di Pearce, il nuovo ambasciatore. Succede a Robert ford, che le autorità algerine avevano invitato a marzo "a una maggior riservatezza". Intransigente per quanto riguarda la sua sovranità nazionale, l'Algeria aveva definito "ingerenze" le riunioni organizzate tra Ford e numerosi partiti politici, in merito a un'eventuale revisione della costituzione che consentirebbe al presidente Bouteflika di candidarsi nel 2009 per un terzo mandato. (Alice/Apcom, 04/09/2008)
L’Algeria ha subito il 21 agosto scorso il più micidiale degli attentati che abbia mai conosciuto in quindici anni di terrorismo, con l’eccezione dell’attentato del Boulevard Amirouche ad Algeri, nel gennaio 1993. In altri termini, se si escludono i massacri collettivi del Gia - Takfir, l’attentato di Issers è stato il più micidiale da più di trenta anni.
Naturalmente il governo non vedrà alcun legame tra il rilancio dell’azione terrorista e la politica che ha permesso al terrorismo di recuperare i suoi mezzi tecnici e finanziari, di rinforzare i suoi effettivi e che ha permesso ai suoi padrini islamisti di rifarsi una verginità politica. Eppure la relazione di causa ed effetto è di evidenza eclatante: privilegiando la pratica dell’accordo a quella dell’autodifesa, lo Stato ha sostituito un’atmosfera di permissività allo slancio di resistenza. Il terrorismo islamista, come si vede, non si è fatto pregare per sfruttare l’evoluzione politica e psicologica in suo favore. Nella società, beneficia dell’arretramento dello Stato che ha lasciato che la vigilanza integralista violenta si sostituisse alle campagne di ordine pubblico. Alla vigilia del massacro di Issers, mentre si succedevano al ritmo serrato di una campagna di guerra gli attacchi contro i soldati dell’Anp (Esercito nazionale popolare), gli agenti della Sureté nationale e della Gendarmerie nazionale, abbiamo avuto l’occasione di apprezzare un dibattito “civile” tra l’ex capo del Gia e l’ex ministro della Difesa (secondo l’ordine degli interventi).
All’origine della polemica una scena surreale svoltasi appena qualche mese fa su di uno sfondo inconsueto, il palco ufficiale del più grande cimitero del paese: un capo terrorista definitivamente assolto da tutti i suoi crimini con legge referendaria ed un generale che faceva parte dello Stato si sono parlati sulla tomba fresca di un generale che in vita era stato responsabile del controspionaggio. Il terrorista immunizzato e ricompensato, di un analfabetismo notorio almeno quanto il suo talento criminale, trova da qualche giorno spazio nella stampa per diffondere le sue “rivelazioni” e le sue “riflessioni”. Il generale Nezzar risponde, a sua volta, facendo delle precisazioni aneddotiche la cui futilità è pari solo alla gravità del fatto che sia possibile un tale tête-à-tête. La discussione su chi, se l’emiro o il generale, debba perdonare, costituisce l’espressione di una rinuncia disfattista della Repubblica davanti all’aggressione arrogante dell’iniziativa terrorista.
Il Presidente della Repubblica ha recentemente ammesso il fallimento della sua politica economica sulla semplice constatazione che ha permesso l’evasione legale di qualche miliardo di troppo. La perdita, oramai quotidiana, di decine di uomini, donne e bambini, non merita che ci si fermi un attimo con una pratica politica di sicurezza che, col pretesto di calmare gli animi terroristi, non fa che insanguinare sempre il paese?
Dopo il picco della metà degli anni 1990, l’attività terrorista non è mai stata così intraprendente come in questi due ultimi anni, come in una specie di un ritorno ciclico. Rifiutandosi di combattere una guerra fino alla sua conclusione, l’Algeria si è probabilmente condannata a doverla rifare. O a perderla. (Peacereporter,
26/08/2008)
2003 - 16 maggio: un gruppo di kamikaze fece detonare almeno cinque ordigni a Casablanca, in Marocco, distruggendo un ristorante spagnolo, un hotel a cinque stelle e un centro della comunita' ebraica. Le vittime furono 45, inclusi i 12 attentatori, e circa 60 i feriti 2006 10 dicembre: un autobus con a bordo dipendenti stranieri di una societa' petrolifera venne investito da una bomba piazzata sul ciglio della strada a 10 chilometri da Algeri, causando due morti e 9 feriti 2007 11 aprile: Una bomba ad Algeri provoco' la morte di 33 persone.
2003 - 6 settembre: un attentato kamikaze a Batna, a sud-est di Algeri poche ore prima della visita ufficiale in quella citta' del presidente algerino Abdelaziz Bouteflika.
2003 - 8 settembre: un’autobomba piena si fece esplodere di fronte a una caserma della Guardia Costiera nella citta' portuale di Dellys, ad est di Algeri, il bilancio fu di 37 morti.
2003 - 11 dicembre: due bombe uccisero 41 persone 17 delle quali erano dipendenti delle Nazioni Unite che lavoravano negli uffici dell'Onu della capitale mentre il resto delle vittime furono civili e dipendenti del Palazzo di Governo sempre ad Algeri.
2008 - 20 agosto: un kamikaze fa esplodere un'autobomba di fronte l'accademia di polizia a Issers, in Cabilia: 43 morti e 45 feriti. (Agi,20/08/2008)
R. - In Algeria, in quel terribile decennio che va dagli anni Novanta fino ai primi anni Duemila, durante il quale c’è stato un lungo massacro nella guerra tra Forze dell’ordine e radicali islamici, con oltre 200 mila morti e probabilmente migliaia di persone scomparse - quel conflitto non è mai del tutto finito. Però, c’è stato un cambiamento, un salto di qualità, perché nei primi anni Duemila è arrivata al Qaeda che, soprattutto in Algeria, ha stretto un accordo con i gruppi locali fino addirittura ad arrivare ad una fusione tra i gruppi islamici armati algerini e la stessa al Qaeda. In Algeria c’è questo panorama piuttosto preoccupante: quello di un accordo molto forte di collaborazione tra i gruppi terroristici interni e quelli di al Qaeda.
D. - Dunque, un polo del terrore che ha avuto quali conseguenze, nel Paese?
R. - Ha portato soprattutto alla destabilizzazione della regione berbera della Cabilia dove, tra l’altro, non soltanto sono stati attaccati - come è avvenuto - stazioni di polizia, personale della gendarmeria, ma si sono registrati anche gli unici attacchi a lavoratori stranieri. Questo, direi, è il quadro dell’Algeria, oggi. (Radio Vaticana,
20/08/2008)
E' l'attentato piu' grave a colpire il Paese negli ultimi mesi, piu' sanguinoso dell'attacco avvenuto nel dicembre 2007 ad Algeri contro edifici del governo e delle Nazioni Unite che aveva fatto 41 morti e diversi feriti. Si tratta inoltre del quarto attentato suicida compiuto in meno di un mese nella regione di Kabilia. Il 10 agosto, otto civili erano stati uccisi da un kamikaze davanti a una caserma a Zemmouri El Bahri. Il 3 agosto, 25 persone erano rimaste ferite a Tizi Ouzou, il capoluogo della regione berbera, mentre il 23 luglio, un kamikaze in sella una moto si era fatto esplodere al passaggio di un convoglio dell'esercito a Lakdaria, 70 chilometri a est della capitale algerina, ferendo 13 militari.
L'attentato di oggi arriva dopo che i quotidiani algerini hanno riportato Undici membri delle forze di sicurezza algerine e un civile sono rimasti uccisi domenica in un agguato da parte di gruppi armati islamisti nell'est del Paese. Secondo i quotidiani Quotidien d'Oran e Liberte', l'attacco, avvenuto a Skikda, ha provocato anche il ferimento di decine di membri delle forze dell'ordine e la morte di quattro militanti. Una bomba e' esplosa al passaggio di un convoglio di tre veicoli delle forze di sicurezza in una zona montuosa della regione di Skikda. All'arrivo di alcuni soldati, venuti a dare manforte agli agenti impegnati in violenti scontri con i militanti, e' esplosa una seconda bomba. Nessun gruppo ha ancora rivendicato l'imboscata.
(Asca, 19/08/08)