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Governo boccia la religione a scuola: il corano favorisce l'integralismo (il Giornale, 24/06/2008)
Portate a scuola il Corano e l'integralismo sarà a portata di mano. Sembra la boutade di uno sfegatato leghista, invece è la conclusione elaborata dalle autorità algerine analizzando le radici di quel fenomeno fondamentalista che dopo una guerra civile costata 200mila vite umane continua ad alimentare il terrorismo alqaidista. Così, mentre il Vecchio continente si lacera sull'opportunità di consentire l'istituzione di scuole islamiche, Algeri cancella i programmi religiosi introdotti dopo la fine del colonialismo e corre a rispolverare il francese, l'alfabeto latino e i vecchi modelli di studio ispirati da Parigi. «Stiamo semplicemente riconoscendo che le nostre scuole hanno contribuito a formare dei mostri», ammette il professor Khaoula Taleb Ibrahim in un articolo del New York Times che descrive il brusco ritorno al passato voluto dalle autorità scolastiche. Ma il professor Ibrahim, docente di educazione all'università di Algeri, si spinge più in là, ipotizzando un collegamento diretto tra la rapida espansione dell'integralismo germogliato alla metà egli anni 70 e l'islamizzazione del sistema scolastico imposto subito dopo l'addio di Parigi. I primi a rendersene conto furono sette anni fa i responsabili della commissione statale che studiò le conseguenze della sostituzione del francese con l'arabo e l'introduzione di quelle dottrine islamiche destinate a sviluppare negli studenti una nuova coscienza araba musulmana e algerina.
Ouyahia nuovo premier, sostituisce Belkhadem (SwissInfo, 23/06/2008)
Ahmed Ouayahia è stato nominato nuovo capo del governo dal presidente algerino Abdelaziz Bouteflika. Lo riferisce un comunicato della presidenza della repubblica diramato dall'Aps. Ouyahia, già premier dal 2003 al 2006 e sotto la presidenza di Liamine Zeroual da fine dicembre 1995 al dicembre 1998 , prende il posto di Abdelaziz Belkhadem nominato invece ministro di stato e rappresentante personale del presidente della Repubblica. Cabilo di 56 anni, Ouyahia è dal 1999 segretario generale del Raggruppamento nazionale democratico (Rnd) secondo partito di maggioranza membro dell'Alleanza che sostiene il presidente Bouteflika insieme al Fronte di Liberazione nazionale (FLN, ex partito unico), guidato dall'ex-premier Abdelaziz Belkhadem, e il Movimento della società per la pace (MSP, ex Hamas). Belkhadem, 61 anni, noto per le sue posizioni islamico-conservatrici, è stato nominato "rappresentante personale" del capo di stato. (SwissInfo,
23/06/2008)
Unione Mediterraneo: Bouteflika non conferma presenza (SwissInfo, 22/06/2008)
Ogni cosa a suo tempo". Con queste parole il presidente algerino Abdelaziz Bouteflika ha ancora una volta evitato di dare quella conferma, tanto attesa dalla Francia, sulla sua partecipazione al vertice del 13 luglio a Parigi per il lancio ufficiale dell'Unione per il Mediterraneo. Dopo un incontro di oltre due ore con il premier francese Francois Fillon, giunto ieri ad Algeri, Bouteflika non ha aggiunto nient'altro. "Tra Francia e Algeria si è instaurato un clima di fiducia", ha detto invece Fillon, citato dall'Aps. "L'Unione per il Mediterraneo non potrà essere costruita senza l'Algeria ma anche senza la partecipazione di tutti i paesi", ha aggiunto "per questo vogliamo che tutti gli Stati del Mediterraneo siano presenti al vertice dell'Unione". Algeri continua a reclamare il chiarimento "di punti oscuri" del progetto ma la partecipazione di Israele, sarebbe secondo molti analisti, il vero nodo della questione. Pochi giorni fa il ministro algerino della comunicazioneaveva ribadito che una decisione in merito "non era ancora stata presa" pur sottolineando che "l'Algeria non può voltare le spalle a questo progetto legato al futuro del Mediterraneo". In occasione della visita di Fillon, Algeria e Francia hanno siglato ieri un accordo sul nucleare civile e per la cooperazione in ambito militare accompagnati da un memorandum d'intesa nel settore economico-finanziario. (SwissInfo,
22/06/2008)
Scossa sismica 4, 7 gradi a ovest capitale, no feriti (Agi/Afp, 18/06/2008)
Una scossa sismica d'intensita' pari a 4,7 gradi sulla scala aperta Richter ha investito nel pomeriggio l'Algeria settentrionale, colpendo in particolare il distretto occidentale di Chlef, a circa 200 chilometri dalla capitale Algeri. Lo hanno reso noto fonti del Servizio Geologico nazionale, secondo cui l'epicentro e' stato localizzato una ventina di chilometri a nord-ovest dell'omonimo capoluogo distrettuale. Al momento non si ha notizia di feriti ne' di danni materiali degni di nota. La zona e' la stessa che il 10 ottobre 1980 fu devastata da un terremoto di magnitudo 7,1, all'origine della morte di cinquemila persone. (Agi/Afp,18/06/2008)
Rinviato il processo contro due algerini convertiti al cristianesimo (Radio Vaticana, 18/06/2008)
La Corte di Tissemsilt, 300 km a sud-ovest di Algeri, ha rinviato per la seconda volta il processo contro due algerini convertiti al cristianesimo accusati di proselitismo e condannati in contumacia in prima istanza a novembre a due anni di carcere e 5 mila euro di multa. L’udienza è prevista per il 25 giugno; la difesa aveva presentato il mese scorso ricorso in appello chiedendo che i due imputati potessero essere presenti in giudizio. Il processo avrebbe dovuto svolgersi il 22 maggio, poi è stato rinviato al 18 giugno per consentire l’aggiunta di alcuni estratti al dossier dell’accusa. Si tratta del terzo processo in Algeria che vede imputati dei convertiti al cristianesimo. Il 3 giugno, il Tribunale di Tiaret, 350 km a sud ovest di Algeri, ha condannato quattro algerini di fede cristiana protestante a pene detentive con la condizionale per “pratica illegale di un culto non musulmano”. Non si conosce ancora, invece, la data del nuovo processo contro Habiba Kouider, la giovane cristiana trascinata in tribunale il 22 maggio con l’accusa di aver “praticato un culto non musulmano senza autorizzazione”. La stessa corte di Tiaret aveva chiesto in prima istanza un approfondimento dell’inchiesta. In Algeria a regolare le condizioni per l’esercizio di culti non musulmani è una legge del 28 febbraio 2006 che prevede la richiesta di una autorizzazione per il luogo in cui praticare il culto e per colui che deve presiederlo. (T.C.) (Radio Vaticana,
18/06/2008)
Sbarca Gazprom - apre ufficio "regionale" (Alice/Apcom, 16/06/2008)
Una bandierina in più per il colosso dell'oro blu. Apre oggi in Algeria la prima rappresentanza ufficiale di "Gazprom" nel continente africano. Lo si apprende dal quartier generale della compagnia, di base a Mosca. La rappresentanza avrà la possibilità "di stabilire e mantenere contatti di lavoro continui con la compagnia algerina statale per il petrolio e il gas Sonatrach in tutti i settori di cooperazione possibile". Nel suo discorso alla cerimonia di inaugurazione, il numero due di Gazprom Aleksandr Medvedev ha affermato che l'evento "riflette il nostro impegno per lo sviluppo di una duratura, equa e reciprocamente vantaggiosa collaborazione con uno dei leader a livello mondiale del mercato idrocarburi e in Africa la più grande impresa del settore energetico". Inoltre, è nella strategia economica estera e tra gli obiettivi di "Gazprom" "facilitare lo sviluppo della Società come una società mondiale di energia". Per il manager "l'interazione tra le nostre imprese nel territorio della Russia e dell'Algeria è il passaggio alla fase di attuazione di progetti specifici. La geografia del nostro potenziale di cooperazione è molto ampia: l'Africa settentrionale e subsahariana. Quindi, abbiamo dato ai nostri uffici ad Algeri lo status di uffici regionali. Si può anche parlare di interessi simili in altre regioni, ad esempio, in America Latina. E, in generale", si guarda ai "tre i principali segmenti del mercato globale del gas: americani, europei e asiatici". (Alice/Apcom,
16/06/2008)
Terrorismo: al-Qaeda rivendica serie di attentati (Agi/Afp, 14/06/2008)
Il Movimento di 'al-Qaeda' per il Maghreb Islamico, branca nord-africana dell'organizzazione terroristica fondata da Osama bin Laden, si e' attribuito una serie di attacchi terroristici avvenuti in Algeria all'inizio del mese, fra il 4 e l'8 giugno, rivendicando in particolare l'attentato che sei giorni fa nella provincia orientale di Boumerdes costo' la vita a un ingegnere francese, dipendente di una compagnia parigina operante nel Paese arabo, e al suo autista. "Domenica 8 giugno i nostri combattenti hanno fatto saltare in aria il veicolo del francese", recita un comunicato diffuso attraverso un sito filo-integralista su Internet. "Dopo che gli apostati sono intervenuti", prosegue la nota di rivendicazione, alludendo alle forze di sicurezza algerine, "i nostri 'mujaheddin' che erano in attesa hanno detonato una seconda bomba". Il Movimento per il Maghreb Islamico era noto un tempo come Gruppo Salafita per la Predicazione e il Combattimento, denominazione abbandonata in seguito al patto di alleanza stretto con 'al-Qaeda'. (Agi/Afp,
14/06/2008)
L'oroscopo e' "blasfemo", i giornali tolgono la rubrica (Alice/Apcom, 11/06/08)
Per l'Islam leggere oppure pubblicare l'oroscopo è blasfemia. E' quanto stabilisce una nuova sentenza dottrinale (fatwa), emessa di recente in Algeria, che chiede ai principali quotidiani del Paese di togliere la tradizionale rubrica dalle loro pagine. E' quanto scrive stamane il sito web della tv satellitare al Arabiya, che riporta la conferma della redazione di ben sette tra le maggiori testate che si sono uniformate all'"originale e raro" editto religioso. Si tratta di giornali come al Khabar, al Shourok, Annahr al Jadidi, al Yaom, che sono i principali in lingua araba ma anche quotidiani in lingua francese come La Soir d'Algeri, La Tribune e al Watan, che nel loro insieme hanno una tiratura di 2 milioni di copie al giorno, come afferma al Arabiya. Il tutto è nato da una lettera d'un lettore, che chiedeva lumi sulla questione al curatore della rubrica religiosa del quotidiano al Khabar. Al parere negativo di questi, la redazione del giornale aveva quindi deciso di rivolgersi a "dotti e ulema importanti che tutti hanno espresso un parere che considerava peccato leggere l'oroscopo", come ha raccontato ad al Arabiya Jaafar Hassan, capo redattore del quotidiano, che con una tiratura di 600mila copie al giorno è il più diffuso del Paese. "Nell'oroscopo vi è una sorta di associazione a Dio - recita il dettame della fatwa - che induce il lettore a credere che le sue azioni quotidiane siano legate a quanto afferma l'estensore dell'oroscopo". La preveggenza, si sa, per l'Islam è prerogativa del Padreterno e nessuno può sostituirsi, se non vuole commettere un grave peccato. Molte redazioni contattate dalla tv araba hanno confermato le decisione di fare a meno della rubrica "da settimane", ma alcuni di loro l'attribuiscono piuttosto ad altre ragioni, come "il calo dell'interesse dei lettori", oppure alla "sempre più invadente pubblicità" che toglierebbe spazio alle "rubriche leggere". (Alice/Apcom,
11/06/08)
La ripresa degli attentati (University, 11/06/08)
Due bombe esplose a breve distanza l'una dall'altra hanno provocato la morte di dodici persone nella località algerina di Beni Amrane, la scorsa domenica 8 giugno. Il primo ordigno ha colpito a morte un ingegnere francese e il suo autista, mentre il secondo è esploso all'arrivo di un convoglio giunto sul luogo a prestare soccorso, uccidendo otto militari e due impiegati della protezione civile.
Paese a rischio (Internazionale, 10/06/2008)
L'attentato di Bouira riapre la questione del terrorismo islamico in Algeria. "Un clima deleterio si diffonde in Algeria e ha come sottofondo una serie di attentati, tensioni sociali e una guerra dell'informazione all'interno dello stato", scrive su Le Temps l'editorialista Frédéric Koller. "Domenica sera un doppio attentato ha colpito una società francese, ma il giorno dopo il ministero algerino della difesa ha smentito tutto. Sempre domenica i servizi di sicurezza hanno annunciato la morte di venti persone a Bouira in un attentato terroristico. Ma poi la radio nazionale ha smentito. Che sta succedendo in Algeria? La neutralizzazione di Al Qaeda in Iraq potrebbe tradursi in un riposizionamento dei terroristi nel Maghreb? È quello a cui si riferiscono molti specialisti quando parlano di "iraqizzazione" della regione magrebina, con l'Algeria in testa. Non è il caos della guerra che favorisce l'estremismo, ma l'incapacità del potere nel ridistribuire le ricchezze petrolifere e nell'offrire una speranza di futuro". (Internazionale,
10/06/2008)
GE-Energy: contratto da 635 mln in Algeria (Agi, 10/06/2008)
GE Energy ha firmato un contratto del valore di 635 milioni di euro (quasi 1 mld di dollari) per un progetto destinato a soddisfare le richieste energetiche dell'Algeria: il nuovo impianto incrementera' del 18% la capacita' installata del Paese nordafricano. Con l'obiettivo di fronteggiare e soddisfare la crescente domanda energetica della regione orientale dell'Algeria, si legge in una nota, e' stato concluso un accordo per la costruzione di una nuova centrale elettrica che integrera' la tecnologia di turbine a gas classe F di GE Energy e che sara' operativa entro la fine del 2011. La Societa' algerina del gas e dell'elettricita' Shariket Karhaba Koudiet Eddraouch Spa (SKD), posseduta da Sonelgaz e Sonatrach, ha concluso infatti un contratto con GE e con il suo partner consortile Iberdrola Ingenieria y Construccion, societa' spagnola di servizi di ingegneria, per la costruzione della centrale di Koudiet Eddraouch nella provincia di El-Tarf, 700 chilometri a est di Algeri. Il valore del contratto di GE e' di circa 635 milioni di euro (quasi 1 miliardo di dollari USA). Inoltre GE Energy ha sottoscritto un accordo per la fornitura di assistenza e ricambi per un periodo di vent'anni. Il nuovo impianto produrra' 1.200 megawatt di energia, aumentando di circa il 18% l'attuale capacita' di generazione installata dall'Algeria. La struttura sara' una delle centrali elettriche a ciclo combinato piu' grandi della regione, contribuendo a soddisfare la domanda energetica nazionale che cresce a un ritmo del 7% annuo, come riferito dalla Commission of Electrical Regulation for Gas. (Agi,10/06/2008)
Radio nazionale smentisce attentato di oggi (SwissInfo, 09/06/2008)
Dopo la serie di attentati suicidi che nell'ultima settimana hanno insanguinato l'Algeria, la psicosi da bombe si è impossessata della popolazione algerina, vittima da oltre 15 anni delle violenze del terrorismo di matrice islamica. Oggi la notizia di un nuovo attentato con 20 morti in una stazione di autobus a Bouira, in Cabilia (120 km ad est di Algeri), ha fatto in un attimo il giro del mondo per poi essere smentita qualche ora dopo dalla radio di stato algerina. Da questa mattina si susseguono le notizie di ordigni ritrovati nella capitale. Almeno tre falsi allarmi bomba hanno provocato il panico tra l'altro alla stazione ferroviaria centrale, che è stata evacuata. "L'attacco di ieri in cui è stato ucciso anche un ingegnere francese ha scatenato l'isteria collettiva", ha detto all'ANSA Anis Rahmani,esperto di terrorismo e direttore del quotidiano arabofono Ennahar (Il giorno). "E' naturale ed umano - ha aggiunto - dopo ogni grosso attacco si scatena la psicosi da bombe". L'auto con a bordo Pierre Nowacki, 70 anni, e il suo autista algerino, è saltata ieri pomeriggio su un ordigno posizionato davanti all'ingresso del cantiere della francese Rezal, a Beni Amrane (70 km ad est di Algeri). Poco dopo una seconda bomba è stata fatta esplodere all'arrivo dei soccorsi. Mentre fonti locali parlano di altri 11 morti (8 militari e 3 pompieri) in questa seconda deflagrazione, il ministero della difesa algerino ha smentito soltanto oggi "l'informazione senza nessun fondamento di alcuni organi di stampa" e diffuso un bilancio di due morti: l'ingegnere francese e il suo autista. "La mancanza o quasi di un'informazione ufficiale, rapida ed efficace, crea confusione e permette il diffondersi di notizie false come quella di oggi pomeriggio", ha sottolineato Rahmani. "In questi giorni l'Algeria è al centro dell'attenzione internazionale, molti eventi sono in programma ", come il Formed, il Forum Mediterraneo, che si è chiuso venerdì scorso, e la Fiera Internazionale in corso ad Algeri a cui partecipano oltre 800 società in arrivo da 34 paesi di tutto il mondo. E poi "si avvicina l'11 del mese, una data che continua a terrorizzare la popolazione". Per tre volte l'organizzazione di Al Qaida per il Maghreb islamico (ex gruppo salafita per la predicazione e il combattimento) ha scelto il giorno 11 per colpire nel paese sempre con attacchi kamikaze: l'11 aprile 2007 contro il palazzo del governo e un commissariato di polizia ad Algeri, l'11 luglio contro una caserma della marina a Dellys ( in Cabilia) e l'11 dicembre contro la sede dell'ONU e la corte costituzionale nella capitale uccidendo 41 persone, tra cui 17 impiegati delle Nazioni Unite. (SwissInfo,
09/06/2008)
Psicosi attentati, decine i morti (Ansa, 09/06/2008)
Psicosi attentati in Algeria, dopo gli attacchi della scorsa settimana. Smentita la notizia l'esplosione di una bomba ad una fermata di un autobus a Bouira, in Cabilia 120 km ad est di Algeri, diffusasi all'inizio del pomeriggio. Le prime informazioni parlavano di 20 morti. E il ministero della difesa algerino ha ridimensionato anche il bilancio dell'attentato di ieri che, secondo la stampa algerina e internazionale aveva mietuto 13 vittime: un cittadino francese, il suo autista e poi otto militari e tre pompieri, che sarebbero stati uccisi dal secondo ordigno azionato all'arrivo dei soccorsi. L'attacco ha fatto ''soltanto due morti: un espatriato francese e il suo autista algerino'- puntualizza il ministero in un comunicato diramato dall'agenzia Aps - iIl bilancio di alcuni organi d'informazione non ha nessun fondamento''. Quello di domenica era il terzo attentato compiuto in meno di una settimana in Algeria. Giovedi' un kamikaze si era fatto esplodere davanti ad una caserma della guardia repubblicana alla periferia della capitale, uccidendo due militari. Il giorno dopo sei soldati erano rimati uccisi nell'esplosione di un ordigno piazzato sulla strada a Dellys, sempre in Cabilia. (Ansa,
09/06/2008)
Nuovo attentato in Cabilia, almeno 13 morti (Agi, 08/06/2008)
E' salito a almeno 13 morti, tra cui un ingegnere francese, il bilancio provvisorio dell'attentato che ha colpito la stazione ferroviaria Beni Amrane nella provincia di Boumerdes in Cabilia, 50 chilometri da Algeri. La stazione e' stata devatstanta dall'esplosione di due bombe in successione. Il primo ordigno ha ucciso prima il cittadino francese e il suo autista, mentre la seconda bomba ha fatto strage tra i soccorritori, inclusi molti agenti. L'ingegnere francese lavorava per la societa' 'Razel', la stessa per cui lavoravano altri due connazionali e un italiano feriti da un altro attentato a settembre dello scorso anno. Si tratta del terzo attentato in meno di una settimana in Algeria. Giovedi' un kamikaze si era fatti esplodere davanti a una caserma alla periferia di Algeri uccidende due soldati. Venerdi' sei militari sono stati uccisi dall'esplosione di un ordigno piazzato sul ciglio di una strada a Dellys, sempre in Cabilia. Entrambe le azioni erano state rivendicate 'al Qaeda nel Maghreb islamico', gli ex Salafiti per la predicazione il combattimento (Gpsc), affiliatisi all'organizzazione di Osama bin Laden all'inizio del 2006. Negli ultimi anni il gruppo ha causato decine di morti in tutto il Maghreb. (Agi,
08/06/2008)
Sei militari uccisi in attentato a est di Algeri(SwissInfo, 06/06/2008)
Sei militari sono rimasti uccisi, e altri quattro feriti, in un attacco suicida ieri a Cap Djinet, nei pressi di Dellys, a est di Algeri. Fonti di sicurezza locale hanno fatto sapere oggi che l'attentato è stato attribuito a un gruppo islamico. I militari stavano rientrando in caserma, nella piccola località balneare, quando il veicolo su cui viaggiavano è saltato su una bomba, hanno riferito le stesse fonti. Il giorno prima, mercoledì, erano stati messi a segno due attentati simultanei a Bordj El Kiffan, alla periferia di Algeri, in cui è morto un kamikaze e sei persone sono rimaste ferite. Anche questo attacco, contro una caserma della guardiarepubblicana e un popolare caffé sulla costa, è stato attribuito a un gruppo islamico. Al momento non si registra alcuna rivendicazione.(SwissInfo, 06/06/2008)
Legale propone: riaprire case chiuse contro pedofilia. E' polemica (Aki,06/06/2008)
Ha scatenato forti polemiche la proposta avanzata da un'avvocatessa di Algeri, Fatima al-Zahra bin Barahim, che chiede la riapertura delle case chiuse nel paese nord africano. Quella dell'avvocatessa sembrerebbe una provocazione, ma invece è una proposta mirata a porre un freno ai continui sequestri di bambini da parte dei pedofili che affliggono l'Algeria. Legalizzare l'impulso sessuale può essere utile a frenarlo. E soprattutto può servire a salvare le fasce più deboli come i bambini, vittime privilegiate dell'euforia sessuale in una società repressiva. E' certamente questo il pensiero di bin Barahim la cui proposta, però, ha sollevato un vespaio ed è stata bocciata dagli Ulema islamici, primo fra tutti il presidente degli imam algerini, Abdel Rahman Shibani, secondo il quale ''incita alla diffusione dell'immoralità e della depravazione all'interno di una società musulmana".
Doppio attentato a est Algeri, 1 morto, 6 feriti (Alice/Apcom, 04/06/08)
Ancora attentati terroristici in Algeria: due bombe hanno provocato almeno un morto e sei feriti nel quartiere di Lido a Bordj El Kiffan, nella periferia est di Algeri, secondo alcuni testimoni raggiunti telefonicamente da Ap. Il bilancio provvisorio è stato confermato anche da una fonte della polizia di Algeri, sotto condizione di anonimato. Secondo la fonte, il primo attentato, è stato messo a segno da un kamikaze alle 17.15 locali (le 18.15 in Italia) ed era diretto contro una caserma della guardia repubblicana. Cinque minuti più tardi un ordigno artigianale, piazzato da un altro terrorista, è esploso davanti a un caffè. L'attacco alla caserma ha provocato un morte e cinque feriti, il secondo un ferito, ha precisato la fonte di sicurezza. Gli attentati, che non sono stati per ora rivendicati, sono avvenuti vicino a dove si terrà da sabato la Fiera internazionale di Algeri. Una riunione del Forum mediterraneo, dedicata in particolare al progetto francese dell'Unione per il Mediterraneo, è in programma domani e venerdì nella capitale, con la partecipazione di capi della diplomazia di undici paesi: Algeria, Egitto, Spagna, Francia, Grecia, Italia (a rappresentarla ci sarà il sottosegretario agli Esteri Stefania Craxi), Malta, Marocco, Tunisia e Turchia. Sono invitate anche la Libia e la Slovenia. Un doppio attentato suicida a dicembre ad Algeri ha provocato decine di vittime, tra cui 17 dipendenti delle Nazioni Unite. Gli attacchi furono rivendicati da un gruppo legato ad Al Qaeda. (Alice/Apcom,
04/06/08)
Algeria - Quattro persone condannate perché convertitesi al cristianesimo (Radio Vaticana, 03/06/08)
Quattro persone convertitesi al cristianesimo sono state condannate oggi a pene detentive con il beneficio della condizionale. Il giudizio è stato emesso dal Tribunale correzionale di Tiaret, nel sud-ovest del Paese. I quattro sono stati riconosciuti colpevoli di “pratica illegale di un culto non musulmano”. Altre due persone sono state assolte. Da parte sua, il presidente dell’Alto Consiglio islamico, Cheikh Bouamrane, afferma dalle pagine del quotidiano al Khabar, che l’Algeria non è ostile ai cristiani, ma occorre che l’islam sia rispettato in uno Stato musulmano, come il cristianesimo è rispettato in uno Stato cristiano. Il leader musulmano denuncia quindi attività evangeliche clandestine contro l’islam. Islamologo ed ex decano dell’università di Algeri, Bouamrane, scrive la France Presse, ha ricordato che la legge del 28 febbraio 2006, che regola l’esercizio dei culti non musulmani, garantisce la libertà di coscienza, anche per la minoranza cristiana, ma che “il movimento di evangelizzazione – che si caratterizza come attività clandestina – attenta all’islam”, cosa “inaccettabile perché l’islam è la religione dello Stato e la religione della maggioranza degli algerini”. “Ciò che la legge domanda ai cristiani, come ai musulmani – ha detto il presidente dell’Alto Consiglio islamico – è di esercitare il loro culto in modo trasparente, nei luoghi previsti a tali scopi e di appartenere ad una associazione riconosciuta”. Cheikh Bouamrane ha accusato “alcuni responsabili della Chiesa riformata evangelica di cercare di seminare fitna (dissenso religioso) tra i bambini” e di “forgiare una minoranza politica alleata con alcune istituzioni straniere”, “una forma di neocolonialismo che si traveste da libertà di coscienza”. “Noi crediamo al dialogo tra civiltà, culture e religioni – ha concluso Bouamrane – e speriamo di essere trattati allo stesso modo dagli altri”. Intanto la Federazione protestante di Francia (FPF) ha manifestato il proprio sostegno ai cristiani dell’Algeria giudicati per esercizio illegale di un culto non musulmano. La Federazione “denuncia la denigrazione dei cristiani, accusati senza alcun fondamento di voler favorire l’ingerenza straniera nel loro Paese, e si interroga sui reali motivi che spingono i rappresentanti dei pubblici poteri a discreditare i loro stessi concittadini”. Il comunicato della Federazione, poi, “saluta il coraggio e la perseveranza degli algerini, cristiani e non, che difendono la libertà di coscienza, di culto, di espressione e di riunione nel loro Paese”. L’istituzione si associa anche “a tutte quelle voci che si elevano per difendere l’insieme delle libertà democratiche in Algeria, mettendo in guardia contro un ingranaggio repressivo”. La Federazione protestante, infine, afferma che “è un diritto testimoniare la propria fede, quale che sia la propria religione”. (T.C.)(Radio Vaticana, 03/06/08)
Mons. Teissier chiede la liberazione dell'algerina convertita al cristianesimo (Radio Vaticana, 28/05/2008)
Per Habiba Kouider, cittadina algerina convertitasi quattro anni fa al cristianesimo e accusata di aver “praticato un culto non musulmano senza autorizzazione”, il tribunale di Tiaret, nell'Algeria sudoccidentale, ha chiesto un approfondimento delle indagini nel processo. Trovata in possesso di Bibbie e Vangeli, la donna era stata arrestata nei primi di aprile e per lei, la settimana scorsa, il procuratore aveva chiesto tre anni di reclusione. “Mi auguro il rilascio di Habiba Kouider – ha detto al quotidiano El Khabar l'arcivescovo emerito di Algeri mons. Henri Teissier – tanto più che il giudice ha espresso sulla questione un giudizio differente da quello del procuratore”. La Lega algerina dei diritti dell'Uomo (LADDH) ha commentato positivamente la decisione del tribunale di Tiaret, ritenendo che la donna non abbia commesso nulla di vietato. “E' un buon giudizio – ha dichiarato a Radio France Internationale il presidente della Lega Ghechir Boudjema – perché si è considerato che i poliziotti e la sezione della procura abbiano commesso un errore nel condurre Habiba Kouider davanti la giustizia”. Ghechir Boudjema ha aggiunto che nella legge algerina non vi è alcun testo che sanzioni una persona per possesso di un libro sacro, la Bibbia, il Corano o altra cosa. Intanto, ieri, sempre a Tiaret, si è aperto un altro processo contro sei protestanti algerini accusati di proselitismo e arrestati, all'uscita di una casa dove si erano riuniti per pregare, per aver praticato un culto in un luogo non autorizzato. Per loro sono stati chiesti 2 anni di carcere. Le autorità religiose algerine da alcuni mesi conducono una vigorosa campagna contro quella che definiscono una “campagna di evangelizzazione” da parte dei movimenti evangelici, escludendo da questa campagna la Chiesa cattolica. Mons. Teissier - scrive la France Presse - ha affermato che la Chiesa cattolica, le cui radici in Algeria risalgono ai primi cristiani, non è implicata in attività di evangelizzazione. Il ministro algerino degli Affari Religiosi Bouabdallah Gholamallah ha recentemente definito gli evangelisti dei “fuorilegge” ed ha affermato che il loro obiettivo sarebbe quello di costituire “una minoranza (cristiana) per favorire l'ingerenza straniera negli affari interni dell'Algeria”. Intanto in Cabilia alcune comunità evangeliche rivendicano la libertà di culto autorizzata dalla Costituzione, mentre ha già raggiunto 2.500 firme la petizione in favore della difesa delle libertà individuali e in particolare della libertà di culto, rilanciata dal quotidiano ElWatan. (T.C.) (Radio Vaticana, 28/05/2008)
Processo a convertita che aveva aderito al cristianesimo quattro anni fa (Ansa, 27/05/2008)
Chiesto un approfondimento delle indagini nel processo a carico di una cittadina algerina convertitasi 4 anni fa al cristianesimo. Il giudice del tribunale di Tiaret, nell'Algeria sudoccidentale, avrebbe potuto chiudere oggi il procedimento contro Habiba K.- ha dichiarato l'avvocatessa Khalfoun - visto che il reato non sussiste. La donna e' accusata di aver 'praticato un culto non musulmano senza autorizzazione' e il procuratore ha chiesto tre anni di carcere. (Ansa,
27/05/2008)
Parigi chiede il rilascio di una donna trovata in possesso di testi cristiani (Radio Vaticana, 26/05/2008)
“Triste e scioccante”: così la segretaria di Stato francese ai Diritti dell'Uomo, Rama Yade, ha definito il processo in Algeria alla donna fermata, nei primi di aprile, tra Tiaret e Oran e trovata in possesso, di testi cristiani nei primi di aprile. Habiba Kouider, algerina, rischia tre anni di prigione e il verdetto dovrebbe arrivare domani. Rama Yade - riferisce la France Presse - ha auspicato, parlando ai microfoni Radio J, un gesto di clemenza ed ha sottolineato che il procedimento contro la donna “contravviene alla Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo”, che nell'art. 18 proclama la libertà di pensiero, di coscienza e di religione, e “alla tradizione di ospitalità dell'Algeria”. “Il cristianesimo non minaccia l'islam in Algeria: – ha detto la segretaria di Stato francese – i cristiani in Algeria sono l'1% della popolazione, cioè circa 11 mila e 500 persone, con 32 chiese in rapporto a 32 mila moschee”. Rama Yade ha precisato che l'arresto di Habiba Kouider non è il primo caso, ricordando quello del prete cattolico francese Pierre Wallez, condannato ad aprile - dalla Corte d'appello di Tlemen - a due mesi di carcere, con sospensione, per proselitismo. “Confido nella tolleranza del popolo algerino”, ha dichiarato la segretaria di Stato francese ai Diritti dell'Uomo. La stampa algerina ha dato ampio spazio a questi ultimi avvenimenti, evidenziando le difficoltà che attualmente stanno affrontando le comunità cristiane in Algeria: 25 di queste, in massima parte protestanti, si sono viste notificare l'ordine di cessare qualunque attività. Secondo quanto affermato dal ministro algerino dell'Interno e delle Collettività locali, Yazid Zerhouni e riferito dal quotidiano algerino L'Expression, sono stati chiusi nel Paese diversi luoghi di culto e di preghiera musulmani e non, privi di autorizzazione. Il ministro ha ricordato che la legge algerina richiede un'autorizzazione per esercitare un culto, compreso quello musulmano: è necessario organizzarsi in associazione e fare richiesta di un permesso per l'apertura di luoghi di culto e per chi deve assicurare la preghiera. La Legge ha sollevato diverse polemiche e le comunità cristiane, cattoliche e protestanti, denunciano “lo zelo” con il quale vengono applicate le disposizioni. La normativa è del 28 febbraio 2006 ed è stata elaborata dal Dipartimento degli Affari religiosi per regolamentare l'organizzazione del culto musulmano e debellare le sale di preghiera ritenute anarchiche. (A cura di Tiziana Campisi) (Radio Vaticana,
26/05/2008)
Il futuro arcivescovo di Algeri sarà un esperto in rapporti con l'islam (Zenit, 25/05/2008)
Benedetto XVI ha nominato Arcivescovo metropolita di Alger (Algeria) il reverendo Ghaleb Moussa Abdalla Bader, del clero del Patriarcato latino di Gerusalemme, grande esperto di dialogo con l'islam, finora Presidente del Tribunale Ecclesiastico di Prima Istanza di Amman. Sostituisce l'Arcivescovo Henri Teissier, che ha presentato la rinuncia al governo pastorale per ragioni di età (ha 78 anni). Monsignor Ghaleb Moussa Abdalla Bader è nato il 22 luglio 1951 a Khirbeh, in Giordania. Dopo aver compiuto gli studi teologici nel Seminario di Beit-Jala, è stato ordinato sacerdote il 13 giugno 1975 ad Amman, per il Patriarcato latino di Gerusalemme. Nel 1979 ha conseguito un primo dottorato in Diritto Civile all'Università di Damasco e negli anni 1981-1986 altri due dottorati a Roma, in Filosofia e in Diritto Canonico, presso la Pontificia Università Lateranense, con pubblicazione delle rispettive tesi. Ha partecipato alla traduzione in arabo del Codice di Diritto Canonico. Dopo l'ordinazione sacerdotale ha ricoperto i seguenti incarichi: vicario parrocchiale in Amman per 3 anni e poi, per altri 3, Segretario del Patriarca e Professore nel Seminario di Beit-Jala. Dopo gli studi romani, è stato Professore di Filosofia nel Seminario di Beit-Jala (1986-1992) e Presidente del Tribunale Ecclesiastico di Gerusalemme (1988-1992). Dal 1992 al 1998 è stato Parroco di Jabal-Weibdeh (Amman). Dal 1996 al 2001 ha rivestito il compito di Consultore del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso. Dal 1992 ad oggi è stato Presidente del Tribunale Ecclesiastico di Prima Istanza di Amman. (Zenit,
25/05/2008)
Ministro degli Interni annuncia piano anti terrorismo da 4 milioni di euro (Peacereporter, 24/05/2008)
''Il governo algerino ha deciso di rafforzare in modo eccezionale i mezzi dei servizi di sicurezza nel periodo 2006-2010, stanziando circa quattro miliardi di euro''. Lo ha dichiarato oggi Yazid Zerhouni, ministro degli Interni d'Algeri, in occasione della 13/ma conferenza dei ministri dell'Interno dei paesi del Mediterraneo occidentale (Cimo) che si è svolta a Nouakchott, in Mauritania. ''Si tratta di raddoppiare il numero degli effettivi della direzione generale della sicurezza nazionale e della gendarmeria'', ha precisato il ministro. ''L'impegno dell'Algeria è un contributo supplementare al servizio della sicurezza collettiva'', ha aggiunto invitando i ministri degli paesi dell'Iniziativa 5+5 (Italia, Spagna, Portogallo, Malta, Francia, Marocco, Tunisia, Libia, Mauritania, Algeria), a prendere ''iniziative solidali e complementari''. Zerhouni ha anche commentato la situazione attuale dell'Algeria dove, dopo la guerra civile costata la vita ad almeno 200mila persone negli anni Novanta, continua lo stillicidio quotidiano di violenze tra le forze dell'ordine algerine e il gruppo di al-Qaeda in Maghreb. ''E' arrivato il momento di implicare nella lotta contro l'estremismo anche i media e la comunicazione'', ha detto Zerhouni. ''La guerra in corso è anche psicologica e mediatica, la propaganda estremista occupa degli spazi della comunicazione dove è assente il nostro controllo. Dobbiamo mettere in campo un piano mediatico per raccogliere la sfida di questa guerra psicologica, in particolare nei paesi occidentali dove si sono sviluppate false idee come il binomio Islam-terrorismo'', ha concluso il ministro. (Peacereporter,
24/05/2008)
Processo a donna convertita al cristianesimo (Ansa, 21/05/08)
Per la prima volta in Algeria si e' aperto a Tiaret (400 km a ovest di Algeri) un processo contro una donna convertita al cristianesimo. Habiba - questo il nome della donna - e' accusata di aver 'praticato un culto non musulmano senza autorizzazione'. La donna e' stata arrestata su un autobus. La polizia ha trovato nel suo zaino 12 libri religiosi. Habiba si e' difesa dicendo che si tratta di testi personali. Chiesta una condanna a 3 anni di prigione. Martedi'la sentenza. (Ansa,
21/05/08)
Scontri nel sud del Paese, due morti e dieci feriti (Peacereporter, 18/05/2008)
Due persone sono morte e almeno altre dieci sarebbero rimaste ferite in seguito agli scontri fra giovani berberi musulmani di fede ibadita e musulmani malakiti, che nelle ultime 48 ore stanno interessando la regione di Berriane, nei pressi di Ghardaia, circa 500 chilometri a sud della capitale Algeri. La tensione è altissima e testimoni raccontano di aver visto diversi saccheggi e case date alle fiamme. Berriane è divisa a metà: da una parte i mozabiti dall'altra i malakiti. Chiunque cerchi di entrare nella zona dell'altra comunità rischia il linciaggio. (Peacereporter,
18/05/2008)
L'arcivescovo invita musulmani e cristiani al dialogo (Radio Vaticana, 17/05/2008)
"Colui che vuol fare l'opera di Dio deve servire la pace. Non vi è presenza di Dio laddove si suscita divisione e odio": sono le parole pronunciate durante l'omelia nella domenica di Pentecoste, dall'arcivescovo di Algeri Henri Teissier. Un'omelia all'insegna della pace e della fraternità, che ha potuto essere ascoltata in tutto il Paese sulle frequenze della radio pubblica francofona. "Troppo spesso – ha detto mons. Teissier – crediamo che la fede e la fedeltà alla fede dipendano dalle nostre forze, dal vigore delle nostre convinzioni o dalla coerenza dei nostri ragionamenti. È una concezione errata della religione". "La religione certamente ci porta a Dio – ha aggiunto – ma è la religione stessa che proviene da Dio. Essa è in noi, un dono di Dio. È ciò che chiamiamo grazia". In queste parole, è chiaro il riferimento agli ultimi avvenimenti che hanno visto contrapporsi responsabili musulmani e cristiani. L'ultimo episodio, che ha toccato da vicino al comunità cattolica, risale allo scorso febbraio: padre Pierre Wallez fu condannato ad un anno di prigione, perché avrebbe pregato con un gruppo di cristiani del Camerun in un luogo non autorizzato dal governo. Con questa sentenza, padre Pierre Wallez è divenuta la prima vittima della legge, approvata nel marzo 2006, sull'esercizio delle pratiche di culto non musulmano nel Paese nordafricano. (B.B.) (Radio Vaticana, 17/05/2008)
Niente hidjab per le donne poliziotto (Peacereporter, 17/05/2008)
Secondo quanto dichiarato da Ali Tounisi, direttore della sicurezza algerina, le donne che vorranno entrare a far parte della polizia non potranno indossare l'hidjab, il tradizionale velo islamico. "Questo attributo islamico è incompatibile con il duro lavoro della polizia" ha detto Tounisi. La polizia algerina rispetto agli altri paesi del mondo arabo, vanta il maggior numero di donne la suo interno : sono il 7,8 percento del totale degli effettivi.(Peacereporter, 17/05/2008)
Operazione anti terrorismo in Cabilia: circondata cellula di al-Qaeda (Peacereporter, 16/05/2008)
L'esercito algerino sta assediando da due giorni due terroristi di al-Qaeda nel Maghreb islamico individuati su uno dei monti della provincia di al-Balida. Il motivo per cui un reparto dell'esercito si è mobilitato per loro riguarda il fatto che tra i due ci sarebbe l'emiro Abu Labiya, capo di una cellula locale di al-Qaeda e noto per essere il responsabile del reclutamento dei giovani nel gruppo armato. Nel corso di indagini compiute dalla magistratura sarebbe stato indicato come l'uomo che ha convinto molte persone ad aderire al gruppo armato. L'assedio avviene nella zona di Boufara, nota per essere stata all'inizio degli anni Novanta il covo principale del vecchio Gruppo islamico armato (Gia). Due giorni fa alcuni militari, sostenuti dalla polizia, sono entrati in contatto con i terroristi ingaggiando uno scontro a fuoco. Sempre nella stessa zona sono stati arrestati pochi giorni fa altri tre membri di al-Qaeda. (Peacereporter,
16/05/2008)
Sei soldati uccisi dai terroristi di al-Qaeda (Peacelink, 13/05/08)
Sei soldati dell'esercito algerino sono morti oggi a Daraq, una località della provincia di al-Madia a 90 chilometri a ovest di Algeri. La pattuglia di cui facevano parte è stata vittima di un agguato ad opera dei terroristi di al-Qaeda per il Maghreb islamico. Dieci giorni fa è avvenuto nella stessa zona un agguato analogo, mentre altri 9 militari sono stati uccisi tra ieri e domenica dai terroristi nelle città algerine di Medea e Kadiria. Sembra invece reggere il cosiddetto "sciopero dei kamikaze". Da aprile sono infatti sospesi tutti gli attacchi suicidi nelle regioni centrali del Paese, in attesa di una fatwa da parte degli Ulema salafiti sulla legittimità degli attentati kamikaze contro obiettivi civili. (Peacelink, 13/05/08)
Nevica sulla capitale - Vittime e danni per ondata di maltempo (Ansa, 12/05/08)
Mentre nel sud d'Italia i primi bagnanti fanno capolino sulle spiagge, in Algeria un'ondata di maltempo sta provocando morti e danni. Perfino qualche fiocco di neve e' caduto questa mattina ad Algeri. Almeno sette persone sono morte annegate a causa delle forti piogge che si sono abbattute nelle ultime 48 ore, sulle regioni centro-settentrionali del paese maghrebino. Numerose abitazioni e strade della zona sono state danneggiate. (Ansa,
12/05/08)
Tre estremisti islamici uccisi in scontri con l'esercito (Peacelink, 12/05/08)
Tre estremisti islamici armati sono rimasti uccisi negli scontri con le forze governative avvenuti nel fine settimana in Algeria. Due di loro sono morti cadendo in 2 diverse imboscate lungo il confine con il Marocco, uno dei due era un ribelle che si era consegnato alle autorità ricevendo la grazia presidenziale per poi ricongiungersi con gli estremisti islamici. La terza vittima è stata ammazzata in un villaggio a sud di Tizi-Ouzou, nell'Algeria orientale, in un combattimento tra il suo gruppo e l'esercito nazionale. (Peacelink,
12/05/08)
Fino a 10 anni carcere a chi abbandona genitori anziani (Alice/Apcom, 08/05/2008)
Fino a dieci anni di carcere e sanzioni pecuniarie che possono arrivare ad un massimo dell'equivalente di ottanta mila dollari Usa per chi abbandona i suoi genitori. E' quanto stabilisce una legge a difesa degli anziani approvata ieri dal governo algerino come riferisce oggi il quotidiano saudita al Riyadh. Secondo il ministro algerino della Solidarietà nazionale, Jamal Walad Abbas, le sanzioni sono previste "contro quei giovani che abbandonano i loro genitori in mezzo la strada oppure non frequentano regolarmente le case di riposo dove sono ospiti". Lo stesso ministro, ha garantito l'orientamento del governo di Algeri "a dare una mano ai figli con basso reddito per permettere loro di prendere cura dei loro genitori". Il quotidiano saudita ricorda che nel paese nord africano, "gli anziani sono circa 3,5 milioni di persone", mentre a livello nazionale, sarebbero "solo 29 il numero dei centri di accoglienza anziani". (Alice/Apcom,
08/05/2008)
Bombe in Cabilia, 2 morti (Ansa, 05/05/2008)
Due ufficiali dell'esercito algerino sono morti e 8 feriti in un doppio attacco terroristico, sabato notte a Baghlia, in Cabilia. Lo riferisce la stampa algerina. Un primo ordigno artigianale e' stato fatto esplodere lungo la strada al passaggio di una pattuglia della Gendarmeria. Qualche minuto dopo un'altra bomba ha colpito i militari accorsi sul luogo del primo attacco provocando la morte dei due ufficiali. Nella zona un terzo ordigno e' stato ritrovato e disinnescato poco dopo. (Ansa,
05/05/2008)
4 morti e 11 arresti: vittime presunti membri al Qaida per Maghreb islamico (Ansa, 23/04/08)
Quattro presunti membri di al Qaida per il Maghreb islamico sono stati uccisi il 21 dalle forze di sicurezza algerine a Khenchela e Tebessa. Secondo quanto scrive oggi la stampa algerina, altre 11 persone, membri di una cellula per il reclutamento di nuovi terroristi, sono stati arrestati durante un'operazione di rastrellamento a M'Sila. Intanto in Cabilia, a Boumerdes, continuano le operazioni dell'esercito per controllare gli spostamenti dei gruppi armati di matrice islamica. (Ansa,
23/04/08)
Foto senza veli e senza barba sui passaporti (Peacelink, 23/04/08)
Una nuova legge vieterà agli uomini algerini di applicare sulle carte di identità e sui passaporti foto con la barba. Un equivalente provvedimento è stato preso per le donne, che non potranno farsi immmortalare con lo hijab, il velo islamico. La normativa, che è stata definita "iniqua" dai fondamentalisti islamici, è stata oggetto di dura opposizione da parte dell'Associazione degli ulema musulmani. Per questi ultimi si tratta di una legge lesiva della libertà personale degli algerini. (Peacelink,
23/04/08)
Terroristi disposti alla resa "condizionata" (Ag. Radicale, 22/04/2008)
In una lettera inviata al capo di stato Abdelaziz Bouteflika, tramite il presidente della Commissione per la promozione e la difesa dei diritti dell'uomo (CNCPPDH, governativa), Farouk Ksentini, gli emiri affermano che le 'fatwa' (editti religiosi) lanciate da Abu Bakr El Djazairi, teologo rispettato anche dai salafiti - una delle correnti più radicali dell'Islam sunnita cui aderisce Al Qaida per il Maghreb islamico - in cui si chiede di fermare le violenze, hanno avuto degli effetti sui terroristi. In molti sarebbero disposti ad arrendersi, continua la lettera, in cambio di risarcimenti per i terroristi feriti, posti di lavoro e il rilascio di documenti anche ai bambini nati sulle montagne. I termini previsti dalla Charta per la pace la riconciliazione nazionale, promossa dal presidente Bouteflika, per la concessione di misure di amnistia e di indennizzi per chi è disposto a deporre le armi, sono ormai scaduti da mesi anche se le autorità si sono sempre dette disposte a trattare. (fonte Ansa)(Ag. Radicale, 22/04/2008)
Calano gli attentati per uno ''sciopero'' dei kamikaze (Peacereporter, 18/04/2008)
La netta diminuzione del numero di attentati in Algeria, rilevata nelle ultime settimane dalle autorità locali, sembra essere dovuta ad un inedito sciopero dei kamikaze indetto dai terroristi di Al Qaeda. E' in atto infatti uno scontro di vedute fra i miliziani islamici appartenenti alla cellula della cosiddetta Zona 2, che va dalla provincia di Boumerdes a quella di al-Buira, e il leader della dirigenza nordafricana Abu Musab Abdel Wudud. Il tema in questione è la legittimità, dal punto di vista della sharia, di condurre attentati kamikaze che provochino vittime civili. Wudud è favorevole a questo tipo di attacchi e ciò ha provocato la fuoriuscita dal gruppo di alti dirigenti del Gruppo Salafita Algerino. I membri della cellula della Zona 2 hanno perciò scritto agli ulema salafiti per chiedere un editto chiarificatore al riguardo, in mancanza del quale si rifiuteranno di prendere ordini dall'emiro Wudud. Problemi per l'attuale dirigenza qaedista arrivano anche dai terroristi che operano sui monti di Tizi Ouzou, in Cabilia. Sempre più miliziani della zona si consegnano alle autorità governative offrendo il proprio pentimento in cambio della grazia. Per evitare ciò, i capi cellula hanno l'ordine di eliminare chiunque faccia sorgere loro dei dubbi sulla propria fedeltà. Almeno 20 cadaveri di terroristi sono stati trovati di recente dalla polizia lungo le strade della provincia berbera. (Peacereporter, 18/04/2008)
I terroristi che il 22 febbraio scorso hanno sequestrato due cittadini austriaci in Tunisia hanno ucciso con ogni probabilita' tre mediatori giunti dal Mali. A scriverlo e' oggi il quotidiano algerino "Al jabar", secondo cui i mediatori dovevano incontrare uno dei sequestratori in un luogo determinato nella parte nordorientale del paese. Successivamente i loro corpi senza vita sono stati trovati nel deserto.(Adnkronos/Dpa, 17/04/2008)
Via al progetto ferroviario nazionale con le Fs come partner
(TTG, 16/04/2008)
Prosegue l'attività di Fs all'estero. Oggi, ad Algeri, l'amministratore delegato di Italferr (Gruppo Fs), Renato Casale, e il direttore generale di Anesrif (Agence Nationale d'Etudes et de Suivi de la Realisation des Investissements Ferroviaires), Hassane Sadi, hanno avviato, sulla base del contratto sottoscritto a fine gennaio tra le due parti, le attività di assistenza tecnica per lo sviluppo del programma ferroviario algerino del valore di 12 miliardi di euro. L'incarico è stato acquisito dalle Ferrovie italiane tramite una gara internazionale, in presenza di concorrenti come Louis Berger (Usa) e De-Consult (Germania). L'importo globale del contratto è pari a circa 16 milioni di euro. Come sottolineatato dal ministro dei Trasporti algerino, Meghlaoui, "il panorama delle ferrovie algerine sarà radicalmente cambiato grazie all'ammodernamento della linea Est-Ovest, alla sistemazione del nodo di Algeri e alla realizzazione delle nuove linee lungo la zona interna degli altopiani e sugli assi di penetrazione verso Sud".
(TTG,
16/04/2008)
Continuano gli attacchi in Cabilia (Peacereporter, 06/04/2008)
Sventato piano al Qaida per uccidere premier Belkahadem (Alice/Apcom, 02/04/2008)
A distanza di due giorni dall'annuncio di un piano di al Qaida 'sventato' per assassinare il presidente algerino Abdelaziz Bouteflika, stamane la tv satellitare al Arabiya rivela da fonti algerine che le forze di sicurezza del paese nord africano avrebberO sventato un altro piano, ordito dalla multinazionale del terrore per uccidere il primo ministro Abdelaziz Belkahadem. Secondo il quotidiano algerino el Khabar, l'ordine di uccidere Belkahadem sarebbe giunto da un algerino residente in Germania che avrebbe fatto da tramite tra l'organizzazione che fa capo ad Osama Bin laden e l'organizzazione di "Al Qaida nella terra del Maghreb". L'elgerino Abdul Rahman al Telmesani "già arrestato dalla sicurezza tedesca", avrebbe fatto recapitare il messaggio a Abdul Fattah Abu Masir, "emiro di al Qaida detenuto nella capitale" che avrebbe dovuto organizzare il piano dal carcere. Piano che - secondo la tv al Arabiya - prevedeva un attacco con esplosivi all'abitazione del premier nella provincia di Telmesan a ovest del paese, durante le vacanze estive dove Belkahdem è solito passare le ferie con la famiglia, nella cittadina di Marsa Ben Meheidi. Le forze di sicurezza algerine avrebbero inoltre messo le mani su una lettera inviata da al Qaida all' "emiro dei salafiti Abdul Malik Drukdal" in cui ci sarebbero "direttive per l'esecuzione dell'operazione" contro il primo ministro. L'organizzazione avrebbe scelto un giovane del posto "incensurato" per eseguire l'attentato suicida. L'aspirante kamikaze sarebbe stato arrestato in un albergo della capitale algerina "prima di ottenere il permesso per incontrare in carcere l'emiro Abu Masir", dal quale avrebbe dovuto ricevere le direttive. "Tre bombe, 800 chilogrammi di esplosivo" sarebbero state sequestrate dalla sicurezza algerina al momento dell'arresto, "avvenuto alcuni giorni fa", di un altro estremista legato allo stesso gruppo che stava organizzando l'attentato. Lunedì scorso, il giornale panarabo al Hayat aveva riferito dell'uccisione di un kamikaze che doveva compiere un attentato contro il presidente algerino Abdelaziz Bouteflika durante una sua visita programmata tra due mesi nella provincia di Wahran. (Alice/Apcom,
02/04/2008)
Hayat: sventato piano al Qaida per uccidere Bouteflika (Alice/Apcom, 31/03/2008)
Un piano di al Qaida per uccidere il presidente algerino Abdul Aziz Bouteflika sarebbe stato sventato due giorni fa. Lo rivela stamane il quotidiano panarabo al Hayat che cita fonti della sicurezza del paese nord africano. Secondo le fonti del giornale edito a Londra, il kamikaze che doveva compiere l'attentato "è stato ucciso ieri l'altro dalle forze di sicurezza algerine a Wahran, dopo un inseguimento". Nella provincia occidentale al Wahran che dista circa 400 chilometri dalla capitale Algeri è in programma una visita del presidente tra due settimane, come riferisce il quotidiano arabo. "Mahjoub Mohammed (25 anni) , sarebbe il nome dell'aspirante kamikaze ucciso nel quartiere popolare Sidi al Hawari, "dopo quattro giorni di pedinamento dei suoi movimenti" per la ricerca di un suo complice". Nel luglio scorso, nello stesso quartiere di Hawari, un kamikaze si fece esplodere in mezzo alla folla che era in attesa dell'arrivo del presidente algerino. Secondo le fonti della sicurezza algerina, "i due erano stati incaricati dall'organizzazione di al Qaida nella terra del Magreb", e "godevano dell'appoggio di una rete" che gli avrebbe fornito gli esplosivi per compiere l'attentato contro il presidente durante la sua visita. (Alice/Apcom,
31/03/2008)
Espulsione del pastore Hugh Johnson (Evangelici, 27/03/08)
Hugh Johnson, pastore protestante da oltre quaranta anni abitante in Algeria, è stato alla fine obbligato a lasciare il Paese, nonostante il precedente annullamento dell'ordine di espulsione. Il Consiglio di Stato algerino si è dichiarato incompetente a decidere il destino di Hugh Johnson, presidente della Chiesa protestante d'Algeria, e ha rifiutato di rinnovare il permesso di soggiorno. L'uomo, settantaquattro anni, di cui quarantacinque vissuti in territorio algerino, è il direttore di una scuola cristiana ed era stato accusato di utilizzare i locali dell'edificio a scopi evangelistici. Johnson ha lasciato oggi l'Algeria, quella che ormai era diventata la sua patria. (Evangelici,27/03/08)
Autorità chiudono chiese cristiane nella città di Tizi Ouzu(Peacereporter, 17/03/2008)
Il giornale arabo 'Al-Quds al-Arabi' ha riportato la notizia che nella città di Tizi Ouzu, in Algeria, nei giorni scorsi sarebbero state chiuse due chiese cristiane ad opera delle autorità del paese. Il quotidiano spiega che l'offensiva da parte della autorità locali contro le chiese cristiane, in particolar modo evangeliche e protestanti, avrebbe avuto luogo perché i luoghi di culto operano senza autorizzazione del ministero degli Affari religiosi. Il ministro Abdullah Ghulamallah ha dichiarato che "la chiusura di queste chiese è avvenuta in collaborazione con la polizia perché questi luoghi di culto non rispettavano le norme vigenti" aggiungendo che "potranno però riaprire in futuro" se obbediranno alle normative. L'operazione è avvenuta in seguito alla denuncia della stampa locale e di alcuni ulema islamici dell'aumento del numero di conversioni di algerini convinti dai missionari evangelici delle varie associazioni presenti sul territorio, i quali secondo alcuni imam farebbero ottenere visti d'ingresso per i paesi europei in cambio della conversione.(Peacereporter, 17/03/2008)
Giovane ucciso dall'esplosione di una bomba (Peacereporter, 16/03/2008)
Un giovane studente algerino ha perso la vita in seguito all'esplosione di un ordigno questa mattina a Kadiria, in Cabilia. La bomba era nascosta sotto una passerella per il passaggio pedonale nei pressi di un posto di blocco della polizia. La deflagrazione ha anche causato il ferimento di altri due ragazzi. Al momento le autorità alegrine non si sono ancora espresse e non hanno confermato l'attentato. La notizia è stata diffusa dal quotidianoInfosoir. (Peacereporter, 16/03/2008)
Lettera dei vescovi alle comunità religiose locali (Radio Vaticana/DIA, Bodjoko, 12/03/2008)
I vescovi delle quattro diocesi algerine hanno inviato una lettera alle comunità religiose locali, in concomitanza con la chiusura della assemblea dei Superiori Maggiori, il 27 febbraio scorso. La lettera dei vescovi fa riferimento agli ostacoli, che vengono frapposti dalle autorità ai religiosi, impediti così di fatto a vivere quella che loro chiamano la "solidarietà evangelica" con il popolo algerino. L'ostacolo maggiore, secondo i vescovi, è la riluttanza a concedere ai religiosi i visti di entrata in Algeria. Questa riluttanza impedisce, tra l'altro, le visite dall'estero alle congregazioni dei loro superiori o di coloro che vogliono sostenere economicamente le comunità stesse. I permessi vengono negati in particolar modo quando si tratta di richieste di permanenza in Algeria. I vescovi citano il caso della Comunità Salam, che assiste le persone lungo la frontiera con il Marocco. Ad un loro religioso, il padre Wallez, e ad un medico le autorità algerine hanno negato il visto. I prelati algerini nella loro lettera indicano che la presenza di queste persone, che sostengono dall'esterno le congregazioni religiose, è assolutamente necessaria, per ringiovanire le comunità stesse sostituendo quei religiosi i che hanno dovuto lasciare l'Algeria per ragioni di salute,o che, addirittura, sono morti. I vescovi rammentano nella stessa lettera l'incontro che hanno avuto con il ministro algerino per gli affari religiosi, al quale hanno espresso le loro preoccupazioni ed hanno ribadito il rispetto della Chiesa per la società algerina nel suo complesso. Il ministro, da parte sua, ha rinnovato l'impegno che l'Algeria non ha nessuna volontà di emarginare la presenza della Chiesa nella società. (Radio Vaticana/DIA, Bodjoko,
12/03/2008)
Niente espulsione per un pastore protestante (Sir-Mancini, Radio Vaticana, 11/03/2008)
Il Consiglio di Stato algerino ha annullato ieri la decisione di espellere dall'Algeria il pastore protestante Hugh Johnson. Ne ha dato notizia lo stesso pastore. Johnson, 74 anni, era stato invitato il 25 febbraio scorso a lasciare l'Algeria dove vi vive da più di 45 anni. Lo scorso anno il suo permesso di soggiorno non era stato rinnovato dalle autorità. La decisione di espellerlo è intervenuta quando anche la Chiesa protestante di Algeria – di cui fa parte il pastore Johnson – è caduta al centro di una polemica tra i responsabili musulmani e quelli cristiani accusati di voler propagare il cristianesimo in Algeria. Una polemica che è andata crescendo e che ha portato alla fine gennaio, ad Orano, alla condanna ad un anno di carcere al sacerdote cattolico francese Pierre Wallez. Il sacerdote era stato accusato di aver violato la legge che vieta la pratica religiosa non musulmana fuori dai luoghi autorizzati. Sulla vicenda del pastore protestante erano intervenuti anche i vescovi cattolici di Algeria, intercedendo per lui presso il ministro per gli affari religiosi. La vicenda del pastore Johnson si è chiusa ieri quando il Consiglio di Stato ha accettato un ricorso alla sua espulsione. All'annuncio dell'annullamento, il pastore – così si legge nel comunicato diffuso dalla Federazione protestante francese – "ha espresso la sua riconoscenza per il sostegno che tutte le Chiese di Algeria gli hanno manifestato. Vuole vedere in questa decisione un segno di speranza per i cristiani di Algeria". I sentimenti per parte cattolica sono stati espressi dall'arcivescovo di Algeri, mons. Henri Teissier. "Noi – ha detto al Sir – conosciamo da più di 40 anni il pastore Johnson. Viviamo nella stessa realtà cristiana di Algeria ed abbiamo con lui progetti comuni. La decisione del Consiglio di Stato – aggiunge l'arcivescovo - è una buona notizia perché da un anno e mezzo subiamo decisioni contro i cristiani ed è la prima volta una decisione presa non viene applicata. E' un segno di apertura. Da 15 mesi non abbiamo che segnali negativi". Sono mesi difficili per i vescovi algerini che ora hanno a cuore la condanna del prete cattolico ad un anno di carcere. In un messaggio diffuso al termine di una riunione nei giorni scorsi, i vescovi d'Algeria avevano manifestato la preoccupazione della comunità cattolica per i crescenti "ostacoli" e "difficoltà" subite dai cristiani nel Paese.
(Sir-Mancini, Radio Vaticana,11/03/2008)
Oltre cento condanne a morte per terrorismo emesse a marzo (Peacereporter, 09/03/2008)
Nelle ultime due settimane circa 100 condanne a morte, la maggior parte in contumacia, sono state pronunciate da diversi tribunali algerini per processi legati al terrorismo. Il tribunale di Boumerdes (50 chilometri ad est di Algeri), scrive El Khabar, ha condannato 55 terroristi alla pena capitale e 25 all'ergastolo. Sedici persone sono state condannate a morte in contumacia dalla corte di Jijel (400 km ad est di Algeri) mentre il tribunale di Tizi Ouzou, capoluogo della Cabilia, 100 km ad est della capitale, ha condannato alla pena capitale, Hassan Hattab, il fondatore del gruppo salafita per la predicazione e il combattimento (Gspc). Nonostante il suo arresto sia stato annunciato dalle autorità in ottobre, l'emiro non è comparso in aula durante nessuno dei numerosi processi contro di lui e continua ad essere giudicato in contumacia. Alla fine di marzo si dovrebbe aprire a Biskra, 700 chilometri a sud di Algeri, l'ennesimo processo contro Amari Saifi alias Abderrazak El Parà, l'ex-numero due del Gspc accusato tra l'altro del sequestro, nel febbraio del 2003, di 32 turisti occidentali nel Sahara. Arrestato nel 2004, anche El Parà non si è mai presentato in tribunale. La pena di morte è ancora in vigore in Algeria, ma l'ultima esecuzione risale al 1993, quando 7 terroristi, accusati dell'attentato contro l'aeroporto di Algeri, furono fucilati. (Peacereporter,09/03/2008)
Algeria - Al Qaida,uccisi 20 soldati. Comunicato Internet, fallita operazione antiterrorismo (Ansa, 09/03/2008)
Al Qaida per il Magreb islamico ha asserito in un comunicato su internet di aver ucciso 20 militari algerini e di averne feriti altri 30. Le uccisioni sarebbero avvenute in scontri armati durante un'operazione antiterrorismo lanciata dalle forze armate di Algeri nell'est del Paese. L'organizzazione terroristica parla di 'totale fallimento' dell'operazione e di 'molte vittime fra gli apostati' che 'sono state colpite da decine di bombe con le quali i nostri combattenti li hanno accolti'. (Ansa, 09/03/2008)
Pastore espulso dopo 45 anni (Evangelici, 07/03/2008)
Lo scorso 25 febbraio Hugh Johnson, presidente della Chiesa protestante d'Algeria si è visto notificare dalla polizia l'ordine di lasciare il paese entro l'11 marzo 2008. Il 74.enne pastore ha la nazionalità americana, ma vive da quarantacinque anni in Algeria. Le autorità gli hanno accordato un rinvio di tre mesi, ma dovrà comunque lasciare l'Algeria a maggio come termine ultimo. La campagna anticristiana condotta sul piano mediatico e politico quindi non si affievolisce; anche la condanna pronunciata contro altri tre pastori non è stata ancora annullata, e al momento cinque responsabili di comunità protestanti sono inquisiti dalla giustizia algerina. A dicembre il direttore di una scuola cristiana era stato falsamente accusato di usare l'edificio scolastico con fini evangelistici. All'inizio di febbraio, tre responsabili protestanti hanno appreso la loro condanna a tre anni di reclusione e a cinquemila euro di multa per aver "proferito ingiurie contro la religione e la persona del profeta Maometto". Non avevano presenziato al processo perché non ne erano neppure stati informati. Un quarto credente è stato condannato a un anno di reclusione e a cento euro di ammenda. I quattro cristiani sono ancora liberi e attendono la pubblicazione ufficiale del giudizio per poter interporre appello. Altri due cristiani dovranno comparire in tribunale fra marzo e aprile con accuse simili. Infine, in mancanza di una autorizzazione ufficiale, otto chiese appartenenti alla Chiesa protestante d'Algeria, si sono viste notificare l'ordine di cessare ogni attività. Per il momento i pastori si sono rifiutati di obbedire a questa ingiunzione.(Evangelici, 07/03/2008)
I vescovi: cristiani sempre più alle strette nel Paese (LZ, Radio Vaticana, 03/03/2008)
Raggiungere quegli obiettivi in un paese dove gli insegnanti parlavano solo francese significò attirare centinaia di insegnanti di arabo e dottrina islamica da Siria, Irak ed Egitto. Da lì ad abbandonare il razionalismo occidentale su cui si basavano i vecchi programmi coloniali per abbracciare i modelli educativi basati sull'apprendimento mnemonico non solo del Corano, ma anche delle dottrine scientifiche e sociali, il passo fu breve. Quel nuovo modello scolastico contribuì per almeno tre decenni a sfornare generazioni di cittadini poco abituati al ragionamento logico, ma assai sensibili alle parole d'ordine della religione e ai sermoni delle moschee. Le resistenze dei settori più conservatori e più filoislamici impedirono sette anni fa di dar seguito alle conclusioni della commissione governativa. Da un anno a questa parte il governo cerca però di recuperare il tempo perduto cancellando dai programmi i richiami alla religione e introducendo modelli di studio più aperti, come già in passato, al ragionamento e alla discussione. (…) -
Gian Micalessin (il Giornale,24/06/2008)
Negli ultimi tempi la provincia di Boumerdes è stata interessata da altri episodi di violenza: giovedì 5 giugno un convoglio militare è saltato su un ordigno sepolto provocando la morte di sei persone, mentre il giorno precedente due attentati suicidi simultanei rivolti rispettivamente ad una caserma della guardia repubblicana e ad un caffé del litorale di Algeri hanno provocato sei feriti.A nessuno degli attentati ha fatto per il momento seguito una rivendicazione, ma le autorità sono inclini ad attribuirne la paternità al gruppo di Al Qaeda nel Maghreb Islamico. L'organizzazione, molto attiva negli ultimi mesi, ha fatto parlare di sé lo scorso dicembre, quando un suo attentato, perpetrato ai danni di un ufficio delle Nazioni Unite ad Algeri, ha causato la morte di 41 persone. Lo stesso gruppo si è reso responsabile, nel settembre 2007, di un attentato suicida nel corso del quale rimasero feriti tre impiegati della ditta Razel, la stessa per cui lavorava il cittadino francese ucciso la scorsa domenica.
I recenti attacchi, fermamente condannati dal governo algerino, hanno contribuito a rinnovare i timori derivanti dall'organizzazione sempre più forte e dal crescente radicamento del gruppo terroristico sul territorio. Questo, attivo dagli anni '90 e precedentemente noto come GSPC (Groupe Salafiste pour la Prédication et le Combat), ha già all'attivo un tentativo di attentato ai danni del Presidente Bouteflika, ed utilizza una strategia terroristica in tutto e per tutto analoga a quella di Al Qaeda, mentre nei primi anni di attività non appoggiava il ricorso ai metodi stragisti. La sua volontà è quella di creare una rete jihadista estesa e radicata in tutto il Nord Africa, Algeria e Marocco in primis, e i suoi bersagli prediletti, oltre alle autorità locali, sono i cittadini francesi e spagnoli ivi residenti. -
Valeria Smarrini (University,
11/06/08)
Per contrastare la pedofilia (le autorità algerine hanno registrato solo nel mese di gennaio ben 249 casi di bambini rapiti e fatti oggetto di violenze sessuali), secondo Shibani bisogna ''aprire una discussione tra le istituzioni politiche e religiose per porre in campo iniziative utili a contrastare tale fenomeno". Ma l'avvocatessa controbatte: "Io voglio solo mettere in regola le case di appuntamento che già esistono - ha spiegato lunedì scorso nel corso di una trasmissione della radio nazionale - e oltre a questo voglio anche che parte dei soldi che si raccolgono per la Zakat vengano devoluti ai giovani che intendono sposarsi ma che non ne hanno le possibilità". Nonostante queste precisazioni i dirigenti dei principali partiti islamici, come quello di al-Nahda, l'hanno accusata di "voler diffondere l'adulterio nella società algerina". Tuttavia la sua proposta sembra aver suscitato l'interessamento della società civile di Algeri e dei politici locali, tanto che da alcuni giorni è impossibile mettersi in contatto con lei ed il suo studio del quartiere di Hussein Day ad Algeri è sempre pieno di persone. (…)(Aki, 06/06/2008)