ALLE NEWS

LISTA 2008

HOME PAGE

AFRICA AUSTRALE 2008  

Per African Explorer Botswana, Tanzania e Sudafrica in crescita (Guidaviaggi, 21/08/2008)

Lanciata zona di libero mercato; per il 2018 l'adozione di una moneta unica (Alice/Apcom, 18/08/08)

I vescovi: grave crisi morale dietro la crisi socio-economica (Radio Vaticana, 11/08/2008)

Inondazioni: 89 milioni di $ per impedire la catastrofe umanitaria (Greenreport, 12/02/2008)

Zambia e Zimbabwe allertano eserciti per rischio inondazioni (Peacereporter, 11/02/2008)

Black-out elettrico in Zimbabwe, Zambia e Sudafrica (Alice/Ap, 20/01/2008)

L’appello dell’UNICEF per le vittime delle alluvioni (CC, Radio Vaticana, 16/01/2008)

Milioni di persone colpite dalle inondazioni (LM, Fides, 11/01/2008)

Continuano alluvioni in Zambia, Zimbabwe e Mozambico (GB, Misna, 08/01/2008)

TO ALL NEWS

Per African Explorer Botswana, Tanzania e Sudafrica in crescita (Guidaviaggi, 21/08/2008)

African Exoplorer, operatore da oltre 30 anni specializzato in destinazioni africane, che quest’anno ha particolarmente sofferto a causa del drastico calo delle vendite sul Kenya, soprattutto nel periodo invernale: ‘In compenso abbiamo assistito ad un aumento d’interesse nei confronti di Botswana, prodotto decisamente medio-alto, Tanzania e Sudafrica - sottolinea Alessandro Simonetti, titolare, che aggiunge –: Abbiamo poi notato grandi cambiamenti per i flussi verso la Namibia: quest’estate sono stati venduti molti meno fly & drive e più tour con accompagnatore’. Continua invece, la decisa campagna di rilancio del Kenya, che African Explorer sta conducendo in collaborazione con il Kenya Tourism Board: gli sforzi congiunti non cessano nella speranza di poter nuovamente promuovere ‘un Kenya naturalistico, lontano dallo stereotipo della vacanza puramente marina e più improntato sul safari di qualità’, sottolinea Simonetti. (Guidaviaggi,  21/08/2008)

Torna ai titoli...


Lanciata zona di libero mercato; per il 2018 l'adozione di una moneta unica (Alice/Apcom, 18/08/08)

I Paesi dell'Africa australe hanno varato il piano per creare una zona di libero mercato, per arrivare nel 2018 all'adozione di una moneta comune. Stando a quanto riportato oggi dal quotidiano sudafricano Mail&Guardian, l'accordo è stato sottoscritto da 11 dei 14 paesi membri della Comunità per lo sviluppo dell'Africa australe, al termine di due giorni di summit a Johannesburg. Angola, Repubblica democratica del Congo e Malawi hanno deciso di rinviare la loro adesione a causa della debolezza dei loro sistemi economici. "Anche se l'85% degli scambi commerciali tra gli Stati Sadc sarà senza tariffe entro il 2008, dobbiamo ammettere che il lavoro non è ancora completo - ha detto il Presidente sudafricano Thabo Mbeki presentato l'accordo - il restante 15% degli scambi dovrà essere liberalizzato entro il 2012 e dobbiamo garantire che tutti i Paesi membri siano in grado di raggiungere questa pietra miliare". Il Free Trade Agreement prevede la creazione di un'unione doganale entro il 2010, un mercato comune entro il 2015, un'unione monetaria entro il 2016, fino alla moneta comune nel 2018.
La Sadc mira a incrementare l'interscambio regionale, portandolo dagli attuali 360 miliardi di dollari a 431 miliardi nel 2012. Tuttavia, l'accordo dovrà fare i conti con le intese commerciali in vigore con l'Unione europea (Ue). "Certamente, gli accordi di partnership economica avranno un profondo, e persino restrittivo, impatto sul processo di profonda integrazione a livello regionale", ha ammesso Mbeki. La Sadc è stata creata nel 1979 allo scopo di costituire una zona economica integrata in una regione che registra un forte tasso di crescita. Secondo il segretario esecutivo, Tomaz Salomao, si stima una crescita del 7,9% per il 2008-2009, contro il 5,9% del 2007. Cifre che non tengono conto della situazione dello Zimbabwe, che ha aderito fin da subito all'accordo, dove si registra una profonda crisi economica, con un'inflazione record. (Alice/Apcom, 18/08/08)

Torna ai titoli...


I vescovi: grave crisi morale dietro la crisi socio-economica (Radio Vaticana, 11/08/2008)

Impennata dei prezzi di carburante e generi alimentari, aumento dell'inflazione e della disoccupazione, dilagare di xenofobia e violenza: è sempre più critica la situazione economica, sociale e politica nell'Africa meridionale, come è stato denunciato con forza in questi giorni dal SACBC, la Conferenza episcopale che riunisce Botswana, Swaziland e Repubblica del Sudafrica. Iniziati mercoledì scorso, i lavori dell'assemblea plenaria dei vescovi si chiuderanno domani nella città di Marianhill, e – informa l'Osservatore Romano – si sono focalizzati principalmente sulla crisi morale e materiale che sta investendo il Sud del continente. Il presidente della Conferenza e arcivescovo di Johannesburg, mons. Buti Joseph Tlhagale, ha lanciato un forte appello "affinché la politica prenda in mano le redini dell'Africa meridionale, dove il divario tra ricchi e poveri si fa sempre più grande", ribadendo come "al centro di questa crisi politica incombente vi sia una crisi dei valori morali". Da qui l'esigenza che la Chiesa metta a punto una progettazione strategica e un programma d'azione che si fondi anche su una collaborazione ecumenica e interconfessionale. Di fronte all'impunità che pervade i Paesi rappresentati dai vescovi presenti e alla perdita di fiducia nella leadership a tutti i livelli della società, la missione della Chiesa è proclamare la speranza, "specialmente laddove la disperazione incomincia ad alzare la testa". Mons. Tlhagale ha quindi invitato l'assemblea ad interrogarsi sulle cause che hanno determinato negli ultimi anni una diminuzione della presenza cattolica in Africa meridionale e l'ha esortata a "lavorare di più per coinvolgere i nostri fedeli" e ad adottare "al più presto un nuovo approccio per portare la gente in Chiesa". (S.G.) (Radio Vaticana,  11/08/2008)

Torna ai titoli...


Inondazioni: 89 milioni di $ per impedire la catastrofe umanitaria (Greenreport, 12/02/2008)

In Africa australe la stagione delle piogge è arrivata solo alla metà ma occorrono già 89 milioni di dollari per aiutare i governi di Malawi, Mozambico, Zambia e Zimbabwe a soccorrere le loro popolazioni, soprattutto le 449 mila persone che hanno urgente bisogno dell'azione umanitaria. «I governi hanno fatto un eccellente lavoro- ha detto a Johannesburg il coordinatore dei soccorsi d'urgenza dell'Onu, John Holmes - Hanno immediatamente bisogno della comunità internazionale per garantire che le persone sfollate per le inondazioni ricevano l'alimentazione, l'alloggiamento, l'acqua, le midicine e gli altri servizi di base necessari alla loro sopravvivenza». Si prevede che le piogge continuino, mettendo in pericolo altre 805 mila persone. Un vero e proprio diluvio che ha colpito particolarmente il Mozambico, dove sono stati inondati 90 mila ettari di colture, e dove serviranno oltre 35 milioni di dollari per soccorrere 680 mila persone. Nell'area dell'Africa australe i fenomeni meteorologici estremi sono ormai la norma: si passa da periodi di siccità infiniti ad ondate di gelo e poi a piogge torrenziali che mutano lo stesso paesaggio. Le inondazioni hanno colpito 15 dei 28 distretti in cui è diviso amministrativamente il Malawi (reduce da anni di siccità) e circa 220 abitanti dell'ex Niassa sono già in gravi difficoltà o corrono il rischio di esserlo in breve tempo. Qui occorrono 17 milioni di dollari per sostenere le misure già messe in opera dal governo. 18 milioni e mezzo di dollari di aiuti sarebbero necessari nella Zambia, dove 250 mila persone sono state duramente colpite dalla catastrofe o sono a rischio. Nello sfortunato Zimbabwe del dittatore Mugabe, appena uscito da una siccità che ha devastato i raccolti, occorrerebbero almeno 15,8 milioni di dollari per portare aiuto a 94 mila esseri umani. «Malgrado l'ampiezza di queste inondazioni, I governi e la comunità internazionale umanitaria hanno fino ad ora evitato che questa crisi si trasformi in una catastrofe – ha detto Holmes –Ma senza fondi supplementari non saremo capaci di far fronte alla situazione se peggiora». (Greenreport,  12/02/2008)

Torna ai titoli...


Zambia e Zimbabwe allertano eserciti per rischio inondazioni (Peacereporter, 11/02/2008)

Zambia e Zimbabwe hanno allertato le proprie forze militari per far fronte alle probabili inondazioni causate dalla apertura di una chiusa della diga presente sul fiume Zambezi, che segna il confine tra i due Paesi. L'apertura è necessaria per alleggerire la pressione sulla diga, aumentata dopo che negli ultimi giorni sulla zona si sono abbattute fortissime piogge. Per garantire la massima sicurezza, i due governi hanno anche programmato l'evacuazione di 100mila persone. (Peacereporter, 11/02/2008)

Torna ai titoli...


Black-out elettrico in Zimbabwe, Zambia e Sudafrica (Alice/Ap, 20/01/2008)

Black-out elettrico per Zambia e Zimbabwe e Sudafrica nelle ultime ore. Il servizio è stata ripristinato in Zambia e in parte anche in Zimbabwe, dove non si conoscono ancora i motivi dell'interruzione del servizio, mentre in Sudafrica è l'azienda di stato a ricorrere alla sospensione della fornitura di energia per riuscire a far fronte alle richieste del paese. Il servizio è stato ripristinato in Zambia dopo circa otto ore, mentre in Zimbabwe molte città, tra cui la capitale Harare, sono ancora senza luce, acqua e telecomunicazioni. Ad Harare, alcuni funzionari hanno dichiarato che sarebbe stato un guasto ad "innescare" il black-out nazionale della scorsa notte. In Zambia, fonti non ufficiali hanno parlato di problemi alla turbina di una delle principali dighe del paese. Entrambi i paesi sono stati colpiti nelle ultime settimane da pesanti piogge stagionali, che hanno colpito le infrastrutture. Da settimane, le forniture di acqua ed elettricità sono risultate difficoltose in Zimbabwe. L'Autorità per l'energia ha annunciato infatti all'inizio del mese di non avere il denaro necessario per acquistare pezzi di ricambio per attrezzature vecchie di 40 anni. Il Paese importa circa il 40% dell'energia dai paesi vicini e risulta in arretrato nei pagamenti. Anche il Sudafrica, uno dei principali fornitori di energia dello Zimbabwe, ha avuto negli ultimi giorni vaste zone del paese rimaste senza elettricità per diverse ore. Secondo l'azienda di stato Eskom, il problema è stato determinato da una richiesta troppo alta di energia rispetto alle capacità del paese, ma il taglio del servizio ha suscitato rabbia per le perdite economiche e i disagi causati. Venerdì sera, sei treni sono stati dati alle fiamme nei pressi di Pretoria dopo il taglio dell'energia. Oggi, il partito di opposizone Alleanza Democratica ha chiesto alla Eskom di annullare i contratti di fornitura con i paesi vicini per soddisfare le richieste del mercato interno. "A prescidenre dai nostri obblighi contrattuali, non c'è ragione per cui deve essere il Sudafrican a rifornire Namibia, Zimbabwe e Mozambico quanto siamo di fronte a tale disperato bisogno di energia nel nostro mercato interno", ha fatto sapere il partito. (Alice/Ap,20/01/2008)

Torna ai titoli...


L’appello dell’UNICEF per le vittime delle alluvioni (CC, Radio Vaticana, 16/01/2008)

Nelle regioni centrali del Mozambico, dove l’emergenza alluvioni è sempre più allarmante, l’UNICEF sta provvedendo con i mezzi necessari per rispondere ai bisogni sanitari e nutrizionali degli sfollati. “Nelle ultime 48 ore – fa sapere l'agenzia dell'ONU - decine di migliaia di persone si sono spostate verso aree più sicure, mentre i livelli delle acque continuano a salire. In 4 province del Paese, circa 50 mila persone sono state evacuate”. Le alluvioni hanno colpito alcune delle comunità più povere e isolate. Le squadre inviate dall'UNICEF stanno collaborando con le autorità locali e le organizzazioni partner per prevenire le epidemie, dal momento che “il numero degli sfollati sta raggiungendo un livello critico”, secondo quanto afferma il rappresentante di UNICEF in Mozambico, Leila Pakkala. Il Mozambico è tra i 20 Paesi più poveri del mondo, come il Malawi, dove un milione di persone sono minacciate da insicurezza alimentare e inondazioni: “I campi sono allagati e i raccolti in pericolo” afferma la portavoce UNICEF in Malawi, Veronique Taveau. “Tra i più vulnerabili i bambini sotto i cinque anni”. Di fronte al rischio colera, l'UNICEF lancia un appello urgente di fondi per 2,4 milioni di dollari. (CC, Radio Vaticana, 16/01/2008)

Torna ai titoli...


Milioni di persone colpite dalle inondazioni (LM, Fides, 11/01/2008)

Le alluvioni che hanno colpito alcuni Paesi dell’Africa orientale hanno creato vittime e gravi danni materiali. Il sud dello Zambia è stato sconvolto dalle inondazioni seguite a settimane di pioggia. Stando ai dati ufficiali, oltre 3mila persone hanno visto le loro case spazzate via dall'acqua del fiume Magone, che ha rotto gli argini nella regione di Muzabuka, circa 150 chilometri dalla capitale Lusaka. Siavonga, una rinomata località turistica, è rimasta isolata a seguito del crollo dell'unico ponte che la collega al resto del Paese: centinaia di turisti sono rimasti bloccati. Secondo le autorità dello Zambia, circa 1 milione e mezzo di persone potrebbero essere evacuate a cause delle alluvioni. Migliaia di persone sono già state costrette a fuggire portandosi dietro solo quel poco che hanno potuto salvare dalla furia delle acque. Nello Zimbabwe, già piagato dalla dissennata crisi provocata dalla politica economica del governo, le inondazioni hanno tagliato i collegamenti stradali su gran parte del territorio nazionale e hanno aggravato la penuria alimentare di cui soffre la maggior parte della popolazione. In Mozambico almeno 6 persone hanno perso la vita a causa delle piogge torrenziali che hanno interessato in particolare la valle dello Zambesi, già ingrossato a monte dalle alluvioni nello Zimbabwe. Tre isole sull’omonimo fiume sono state evacuate per il rischio che possano essere sommerse dalle acque. Si osserva con attenzione la situazione della diga di Cahora Bassa, che in condizioni normali rilascia nello Zambesi 6.600 metri cubi di acqua al secondo. Se però dovesse superare la soglia critica di 8.000 metri cubi al secondo, “la popolazione che insiste a stare nelle aree più basse della valle dello Zambesi potrebbero essere colpite dal disastro, e possono esservi dei morti” ha affermato un responsabile del governo locale. La protezione civile del Mozambico teme anche l’ingrossamento di altri fiumi che hanno origine nello Zimbabwe, mentre la Croce Rossa nazionale ha lanciato un appello alla comunità internazionale per la raccolta di viveri. Si teme infatti una crisi alimentare: i raccolti sono andati distrutti così come la maggior parte del bestiame. Cresce inoltre la preoccupazione per la situazione sanitaria, in particolare per i bambini colpiti dalla diarrea. In Mozambico rischiano di essere interessate dalla inondazioni 250mila persone, la metà delle quali sono bambini. Anche il Malawi è stato colpito dalle inondazioni e buona parte della sua rete stradale è impraticabile.(LM, Fides, 11/01/2008)

Torna ai titoli...


Continuano alluvioni in Zambia, Zimbabwe e Mozambico (GB, Misna, 08/01/2008)

Continuano a causare vittime e danni le alluvioni che stanno interessando Zambia, Zimbabwe e Mozambico. In quest’ultimo paese, migliaia di persone sono state costrette ad abbandonare le loro abitazioni nelle zone centrali del paese, quelle maggiormente colpite, dove almeno sei persone sono morte e le principali vie di comunicazione della regione sono state interrotte. In Zambia, le preoccupazioni maggiori riguardano i raccolti: il governo ha decretato lo stato di allerta per metà del paese e un milione e mezzo di persone potrebbe essere costrette nelle prossime ore a spostarsi. In Zimbabwe si è fatto intanto più pesante il bilancio dei morti con almeno 31 vittime accertate, dieci in più rispetto ai rapporti della scorsa settimana. Le alluvioni hanno inoltre fatto salire il livello di allerta per la malaria, malattia particolarmente sensibile alle variazioni climatiche. Finora non sono state registrate epidemie e l’Organizzazione mondiale della Sanità sta monitorando la situazione in particolare nelle aree dello Zambesi, dello Okavango, di Limpopo e di Pungwe. (GB, Misna, 08/01/2008)

Torna ai titoli...