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ZIMBABWE - 2007

Banconota da 750mila dollari: ma vale 35 centesimi di euro (Il Messaggero, 20/12/2007)

Proseguono negoziati, Harare rivede leggi su informazione e sicurezza (AdL/MZ/CO, Misna, 17/12/2007)

Banca centrale accusa i funzionari di Mugabe: ''Fanno aumentare l'inflazione'' (Peacereporter, 14/12/2007)

Mugabe ancora candidato per le presidenziali (Adnkronos/Dpa, 13/12/2007)

"Merkel fascista e razzista". Berlino convoca l'ambasciatore del Paese africano (Rainews24, 11/12/07)

Ue-Africa: Mugabe contro 'banda 4' (Ansa, 09/12/2007)

«Mugabe via dallo Zimbabwe». E l'arcivescovo straccia il colletto in tv (Corriere della Sera, 09/12/2007)

Mugabe: "democrazia solo senza europei colonialisti" (Agi, 09/12/2007)

Gli Stati Uniti impongono nuove sanzioni anti-Mugabe (Peacereporter, 04/12/2007)

Wade mediatore (Mwinda, 30/11/2007)

Mugabe annuncia partecipazione al vertice Ue-Africa di Lisbona (Peacereporter, 27/11/2007)

Mbeki: molto fiducioso su soluzione a crisi politica (Ap/Virgilio, 22/11/2007)

Morto Ian Smith, ultimo leader della Rhodesia Bianca (SwissInfo, 21/11/2007)

Unione Europea-Unione Africana: in vista del vertice di Lisbona (Elena Giannini, Equilibri, 20/11/2007)

Mugabe attacca il regno Unito (Massimo Corsini, Equilibri, 19/11/2007)

Inaugurata la prima fabbrica di biodiesel in Africa (AdL, Misna, 15/11/07)

In arrivo importazioni di mais per far fronte alla carestia (Peacereporter, 07/11/2007)

L’aggravarsi della crisi politica (Massimo Corsini, Equilibri, 05/11/2007)

I 27 invitano Mugabe al summit Ue-Africa (Euronews, 31/10/2007)

Presidente Mugabe lancia scuola per servizi segreti (Peacereporter, 26/10/2007)

Scrittrice perseguitata in trova rifugio a Grosseto (Ansa/Intoscana, 24/10/2007)

Nobel per la letteratura a Doris Lessing (Ansa, 12/10/2007)

Sistematiche torture del regime di Mugabe alle donne arrestate (Peacereporter, 10/10/2007)

Presidente invita opposizione a combattere contro crisi alimentare (MZ, Misna, 09/10/2007)

Crescono le tensioni interne (Massimo Corsini , Weekly Analyses, Equilibri, 08/10/2007)

I veterani della guerra del 1970 marceranno a sostegno di Mugabe (Peacereporter, 08/10/2007)

Opposizione non dà per scontata la partecipazione alle prossime elezioni (Peacereporter, 29/09/07)

Il 51% delle imprese straniere agli “indigeni”: legge approvata (LM, Fides,27/09/07)

Senato approva nuova legge elettorale (Peacereporter, 26/09/07)

Parlamento, compagnie straniere a neri indigeni (Swissinfo, 25/09/07)

Folla affamata uccide e cerca di mangiare giraffa (Swissinfo, 23/09/07)

GB-Portogallo, scontro su Mugabe (Euronews, 20/09/07)

Importante accordo politico tra partito di governo e opposizione (MZ, Misna, 19/09/07)

Crescono dissenso interno ed isolamento internazionale (Massimo Corsini, Equilibri, 17/09/07)

Emergenza umanitaria: 'Nessun aiuto dalle Nazioni Unite' (Peacereporter, 17/09/07)

Mugabe propone modifica alla costituzione per nominare il suo successore (Peacereporter, 13/09/07)

Mons. Pius Ncube , oppositore di Mugabe, si dimette (Mattia Bianchi, Korazym, 11/09/07)

Vescovi respingono duramente accuse diffamanti contro mons. Ncube (Radio Vaticana, Cns-Zengarini, 31/08/07)

Schermi in festa ad Harare (Cinemafrica, 26/08/07)

Zimbabwe – Paese nel caos, Londra pronta a intervenire (Fausto Biloslavo, il Giornale, 19/08/07)

Hrw, diritti violati urgono osservatori umanitari (Agi/Afp, 14/08/07)

L’economia crolla; continua l’operazione di discredito dell’opposizione (LM, Fides, 26/07/07)

Cinquemila commercianti arrestati, non rispettano le norme anti-inflazione (Peacereporter, 26/07/07)

La sfida delle donne e la repressione del governo (Vita, 25/07/07)

Pronte 200 mila tonnellate di mais dalla Tanzania per far fronte a carestia (Peacereporter, 25/07/07)

Mugabe vuole nazionalizzare le imprese straniere (Peacereporter, 24/07/07)

Un’efficace mediazione regionale? (Massimo Corsini, Weekly analysis, Equilibri, 23/07/07)

Kofi Annan: "Situazione intollerabile e insostenibile"(Peacereporter, 23/07/07)

Arcivescovo critico del presidente Mugabe accusato di adulterio (Peacereporter, 16/07/07)

Il Governatore della Banca Centrale critica il governo (LM, Fides, 13/07/07)

Harare, 4 mila studenti sfrattati dall'università (Peacereporter, 10/07/07)

Un piano dei Paesi dell’Africa australe per salvare l’economia (LM, Ag. Fides, 10/07/07)

Inflazione alle stelle, Mugabe ordina taglio dei prezzi (Corriere della Sera, 09/07/2007)

Dimezzare i prezzi dei generi di prima necessità rischia di essere più dannoso che utile (LM, Fides, 04/07/07)

Ncube: "Ok invadere il paese e rimuovere Mugabe" (Icn-news, 02/07/07)

Mugabe minaccia la nazionalizzazione delle compagnie straniere (Peacereporter, 27/06/07)

Necessari aiuti per i bambini, senza “riserve politiche” (MZ, Misna, 27/06/07)

Grazie al Sudafrica, comune agenda negoziale per i due principali partiti (LM, Fides, 26/06/07)

Proposta legge sul controllo 'indigeno' delle aziende (Peacereporter, 25/06/07)

Inflazione salira' a 1.500.000% (WallStreetItalia, 21/06/07)

Golpe sventato: forse si nasconde una lotta interna al partito del Presidente (LM, Fides, 18/06/07)

Sudafrica mette intorno a un tavolo partito di governo e opposizione (Mz, Misna, 18/06/07)

Access to information and protection of privacy act (Privacy, 18/06/07)

La salvezza è online (M. Fagotto, Peacereporter, 18/06/07)

Il parlamento mina la privacy (Quomedia, 13/06/07)

Fao: necessari aiuti alimentari per un terzo della popolazione (Ag. Radicale, 05/06/07)

Sanità al collasso (LM, Ag, Fides, 05/06/07)

Polizia picchia e poi rilascia attivisti dell'opposizione (Peacereporter, 28/05/07)

Circa 200 arresti in un incontro dell'opposizione (Peacereporter, 26/05/07)

Le pietre dello scandalo: i retroscena del contrabbando di diamanti (M. Fagotto, Peacereporter, 24/05/07)

Sfratti del 2005 un ''crimine contro l'umanità'' (Peacereporter, 23/05/07)

Troppi elefanti, governo vuole riportare la popolazione sotto controllo (Peacereporter, 23/05/07)

Un nuovo intervento dell’Unione Africana (Corsini Massimo, University.it, 22/05/07)

Il tasso di inflazione sfonda il 3.700 percento, governo corre ai ripari (Peacereporter, 18/05/07)

Undp accusato di contrabbando di diamanti (Peacereporter, 17/05/07)

Allo Zimbabwe la contestata commissione Onu (il Giornale, 13/05/07)

Scontro all’Onu per una poltrona al dittatore (Fausto Biloslavo, (il Giornale, 12/05/07)

Polizia usa la forza contro una manifestazione di avvocati (Peacereporter, 08/05/07)

Condannato a morte omicida di una donna svizzera (Swissinfo, 08/05/07)

Mugabe restera' al potere fino al 2013 (Tendenzeonline/Apcom, 07/05/07)

Assemblea speciale dei Vescovi sulle origini della crisi del Paese (LM, Fides, 30/04/07)

Altri 226 coloni bianchi sfrattati dalle loro terre (PeaceReporter, 28/04/07)

Inflazione al 2.200 percento (PeaceReporter, 27/04/07)

Mugabe, "Blair è un dittatore" (Joshua Massarenti, Vita, 27/04/07)

Ministri esteri UE allargano lista bando visti (SwissInfo, 23/04/07)

Amnesty ai leader africani: prendete posizione sullo Zimbabwe (Vita, 18/04/07)

Ventisettesimo anniversario dell'indipendenza dalla Gran Bretagna (PeaceReporter, 18/04/07)

Niente diritto di voto per gli espatriati (PeaceReporter, 17/04/07)

Deregistrate tutte le Ong, accusate di supportare l'opposizione (PeaceReporter, 17/04/07)

Tredici membri dell'opposizione accusati di terrorismo (PeaceReporter, 15/04/07)

I vescovi mettono in guardia su rivolta (SwissInfo, 09/04/07)

Ucciso giornalista che ha filmato Tsvangirai contuso (Ag. Radicale, 06/04/07)

Arrestato giornalista locale, multato collega britannico (PeaceReporter, 03/04/07)

Assaltato grande magazzino di uomo d'affari vicino a Mugabe (PeaceReporter, 02/04/07)

Nove attivisti rapiti - capo opposizione: brutalizzati e uno era in rianimazione (Ansa, 01/04/07)

Mugabe si candida ancora (Blue-win, 31/03/07)

I vescovi mobilitano i fedeli per la salvezza del paese (RadioVaticana, 30/03/07)

Si stringe la morsa sull'opposizione (Amis, 29/03/07)

La risposta regionale alla crisi (Massimo Corsini, Equilibri, 29/03/07)

Rilasciato Tsvangirai, ancora in carcere altri membri dell’ opposizione (PeaceReporter, 28/03/07

Arrestato leader opposizione Tsvangirai (la Repubblica, 28/03/07)

Presidente Mugabe incontra capi di stato dell'Africa meridionale (PeaceReporter, 27/03/07)

Per Tsvangirai il potere del presidente Mugabe è agli sgoccioli (PeaceReporter, 26/03/07)

Elefante attacca turisti Gb: 2 morti (Adnkronos, 26/03/07)

Mugabe tuona contro Blair e Bush (PeaceReporter, 23/03/07)

Arcivescovo Ncube tuona contro Mugabe (PeaceReporter, 22/03/07)

Giornata mondiale dell'acqua: il 2007 è l'anno della siccità (PeaceReporter, 22/03/07)

Mons. Ncube e SACC criticano “passività” di Pretoria verso Mugabe (Radiovaticana, 21/03/07)

Blair suggerisce aggravamento sanzioni (PeaceReporter, 21/03/07)

Repressione statale ed isolamento internazionale (Massimo Corsini, Equilibri.net, 20/03/07)

Mugabe minaccia espulsione ambasciatori stranieri (SwissInfo, 19/03/07)

Tsvangirai non potrà lasciare il paese prima del giudizio della corte (PeaceReporter, 19/03/07)

Dichiarazione dei leader cristiani (LM, Ag. Fides, 18/03/07)

Mugabe a occidente che lo accusa, impiccatevi! (SwissInfo, 15/03/07)

Leader opposizione ricoverato con frattura cranio (SwissInfo, 14/03/07)

Usa e UE in allarme per la situazione dello Zimbabwe (Centomovimenti, 14/03/07)

Leader dell'opposizione in ospedale per ferite riportate (PeaceReporter, 13/03/07)

La Rice chiede la liberazione del capo dell'opposizione (Rainews24, 13/03/07)

Tsvangirai appare in tribunale (Adnkronos/Ag.Radicale, 13/03/07)

Ue, presidenza tedesca condanna repressione (SwissInfo, 13/03/07)

Si aggrava la situazione politica e sociale dopo l’arresto di Tsvangirai (LM, Ag. Fides, 12/03/07)

Fermato Tsvangirai, leader opposizione a Mugabe (La Repubblica, 11/03/07)

Stop allo sciopero dei medici per l'aumento dei salari (PeaceReporter, 06/03/07)

Due fratelli condannati all'impiccagione (Ag. Radicale, 05/03/07)

Nuove banconote per far fronte all'inflazione (PeaceReporter, 01/03/07)

Mugabe accolto con proteste nella sua visita in Namibia (PeaceReporter, 28/02/07)

Vietate manifestazioni protesta nelle township (Swisspolitics, 21/02/07)

In libertà provvisoria i membri dell'Mdc accusati di violenza pubblica (PeaceReporter, 20/02/07)

Manifestazione dell’opposizione fermata dalla polizia (CaniSciolti, 19/02/07)

Buon compleanno presidente (Matteo Fagotto, PeaceReporter, 14/02/07)

Reazioni al regime di Mugabe (Mirko Costa, Equilibri, 08/02/07)

Licenziato ministro delle finanze, ampio rimpasto di governo (MZ, Misna, 07/02/07)

Nuove minacce agli agricoltori bianchi (PeaceReporter, 06/02/07)

Mons. Ncube chiede risarcimento a vittime repressione di 20 anni fa (RadioVaticana/Apic/Zengarini, 06/02/07)

Allarme carestia (EcoBlog, 01/02/07) (Fonte:Zwnews)

Editore riceve minacce per aver pubblicato una vignetta satirica (PeaceReporter, 01/02/07)

Decine di migliaia di arresti contro minatori abusivi di oro e diamanti (PeaceReporter, 01/02/07)

Sciopero del personale medico – Gravi conseguenze (LM, Fides, 23/01/07)

Cesvi premia la solidarietà vincente con il premio Takunda (Teleradiopadrepio, 19/01/07)

Epidemia di antrace? (MZ, Misna, 15/01/07)

L’inflazione più alta del mondo schiaccia la popolazione (LM, Fides, 12/01/07)

Mengistu non sarà estradato (Ag.Radicale, 11/01/07)

Minatori illegali dissacrano 54 tombe per cercare oro (Reuters, 06/01/07)

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Banconota da 750mila dollari: ma vale 35 centesimi di euro (Il Messaggero, 20/12/2007)

Arriva la banconota da 750mila dollari nello Zimbabwe travolto dall'inlfazione. La Banca centrale del paese introdurrà dal primo gennaio biglietti da 250.000, 500.000 e 750.000 dollari zimbabwesi. Finora il taglio più alto era quello da 200.000 e valeva 6,6 dollari Usa al cambio ufficiale, ma 0,12 a quello nero, che è poi quello reale. La banconota da 750.000, dunque, dovrebbe attestarsi sul mercato reale a meno di mezzo dollaro americano, circa 35 centesimi di euro. Lo Zimbabwe è un Paese da anni ormai in caduta libera. Già granaio dell'Africa, ora oltre il 60% popolazione per avere un minimo di cibo deve sperare negli aiuti d'emergenza internazionali. La disoccupazione è all'80 per cento e l'inflazione - di gran lunga la più alta del mondo - viaggia oltre il 7.000 (settemila) per cento. L'annuncio sull'arrivo delle banconote - riferisce oggi radio Nairobi - è stato dato mercoledì in un discorso televisivo dal governatore della Banca centrale Gideon Gono. Il banchiere centrale ha anche accusato esponenti governativi e uomini d'affari di arricchimenti illeciti con manovre speculative sul cambio. Non ha fatto nomi, ma ha dichiarato di essere disposto a farli davanti a una commissione parlamentare d'inchiesta, se gli verrà richiesto. (Il Messaggero, 20/12/2007)

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Proseguono negoziati, Harare rivede leggi su informazione e sicurezza (AdL/MZ/CO, Misna, 17/12/2007)

Il principale schieramento dell’opposizione ‘Movimento per il cambiamento democratico’ (Mdc) ha confermato la volontà di proseguire i negoziati col partito di governo Zanu-Pf. Al termine dell’incontro tenuto ieri dai vertici della fazione del Mdc che fa capo a Morgan Tsvangirai - considerata la più oltranzista nel confronto col governo dello Zimbabwe - il movimento ha fatto sapere di “aver preso nota del dialogo e aver deciso di proseguire dove ci si è interrotti, nonostante le difficoltà”, secondo le parole del portavoce Nelson Chamisa. L’Mdc, tuttavia, non ha confermato che sia già stato firmato un accordo politico con lo Zanu-Pf, come riferito da alcuni mezzi di informazione nazionali. Secondo la stampa locale, il presidente sudafricano e mediatore nel dialogo tra governo e opposizione in Zimbabwe, Thabo Mbeki, avrebbe chiesto alle parti di arrivare a un accordo definitivo entro la fine della settimana, Intanto, a testimoniare il clima favorevole di dialogo tra governo e opposizione, il governo di Harare ha annunciato emendamenti per la legge sulla sicurezza e quella sull’informazione, che dovrebbero rendere i due provvedimenti meno rigidi e aumentare le occasioni di confronto. I progetti di emendamento, pubblicati in un’edizione speciale del giornale ufficiale, prevedono meno costrizioni in caso di manifestazioni, la creazione di sindacati autonomi per i giornalisti e la possibilità di creare emittenti radio e televisive private. Lo scorso settembre, grazie alla mediazione del presidente sudafricano, governo e opposizione avevano raggiunto un importante accordo sulle modifiche costituzionali che nel marzo 2008 permetteranno di organizzare simultaneamente elezioni presidenziali e parlamentari, e di trovare un’intesa dopo anni di scontri. (AdL/MZ/CO, Misna, 17/12/2007)

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Banca centrale accusa i funzionari di Mugabe: ''Fanno aumentare l'inflazione'' (Peacereporter, 14/12/2007)

Il governatore della Banca centrale dello Zimbabwe, Gideon Gono, ha accusato oggi i fedeli del presidente Robert Mugabe di peggiorare l'esplosione del tasso di inflazione nel Paese con i loro affari illeciti. Intervenendo a un congresso del partito al potere Zanu-Pf, Gono ha detto che alcuni tra i più alti funzionari sono tra i "baroni dei denaro" che causano la carenza di contanti in Zimbabwe, costringendo gli abitanti a file di ore per i più elementari generi di consumo, sempre se si trovano. "Crediamo di aiutare alcune persone con soldi alle piccole e medie imprese, loro usano il denaro per comprare valuta straniera al mercato nero e così fanno aumentare l'inflazione", ha detto Gono. "Non sono funzionari ordinari del partito a fare ciò, ma gli ufficiali di livello più alto".(Peacereporter, 14/12/2007)

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Mugabe ancora candidato per le presidenziali (Adnkronos/Dpa, 13/12/2007)

A 83 anni il presidente dello Zimbabwe Robert Mugabe non intende affatto lasciare le redini del paese che governa da 27 anni. Il suo partito lo ha oggi incoronato come candidato unico per le prossime elezioni presidenziali di marzo. Non vi e' stato ne' voto, ne' dibattito fra i 10mila delegati del congresso straordinario del partito Zanu (Pf) al potere: i rappresentanti delle 10 province si sono limitati a leggere dichiarazioni di sostegno al candidato unico da parte delle assemblee locali. (Adnkronos/Dpa, 13/12/2007)

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"Merkel fascista e razzista". Berlino convoca l'ambasciatore del Paese africano (Rainews24, 11/12/07)

Dalle parole ai fatti. Al rappresentante dello Zimbabwe a Berlino è stata formalizzata una protesta ufficiale dopo le dichiarazioni rilasciate dal ministro dell'Informazione di Harare, Sikhanyiso Ndlovu, che ha attaccato il cancelliere tedesco Angela Merkel, definendola un "residuo del nazismo". "Commenti in nessun modo accettabili", ha affermato il portavoce del ministero degli Esteri teedsco, Martin Jaeger. "La Merkel è una fascista ed una razzista", aveva affermato Ndlovu dopo che il cancelliere tedesco al summit euro-africano di Lisbona aveva criticato il fatto che non vengono rispettati i diritti umani nello Zimbabwe, cosa che "danneggia l'immagine della nuova Africa". Il cancelliere "dovrebbe tenere la bocca chiusa", ha aggiunto Ndlovu. "Lo Zimbabwe non è una colonia tedesca, si tratta di sommo razzismo da parte di un capo del governo tedesco". E ancora, Merkel ha "le mani sporche" e non è qualificata per fare commenti sullo Zimbabwe, ha aggiunto il ministro. Intervenendo sabato al summit di Lisbona, il presidente dello Zimbabwe Mugabe aveva attaccato l'"arroganza" di quattro Paesi: Germania, Svezia, Paesi Bassi e Danimarca. Il premier britannico Gordon Brown non ha partecipato al vertice di Lisbona proprio a causa della presenza di Mugabe. Per lo Zimbabwe "Merkel fascista e razzista". Berlino convoca l'ambasciatore del Paese africano. (Rainews24,  11/12/07)

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Ue-Africa: Mugabe contro 'banda 4' (Ansa, 09/12/2007)

Il presidente dello Zimbabwe Mugabe ha denunciato a Lisbona l''arroganza' del Regno Unito e di altri Paesi definiti la 'banda dei 4'. Mugabe ha attaccato Germania, Svezia, Danimarca e Olanda, che hanno criticato il suo regime al vertice Ue-Africa. 'La 'banda dei 4' filo Brown pensa davvero di conoscere lo Zimbabwe meglio degli africani -ha detto Mugabe-. Questa e' arroganza'. Il premier Gb Brown ha boicottato il vertice per la presenza di Mugabe accusato di violazione dei diritti umani. (Ansa,  09/12/2007)

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«Mugabe via dallo Zimbabwe». E l'arcivescovo straccia il colletto in tv (Corriere della Sera, 09/12/2007)

Protesta a effetto contro il già contestato presidente dello Zimbabwe Robert Mugabe: davanti alle telecamere della Bbc, l’Arcivescovo di York, l'ugandese John Sentamu, ha fatto a pezzi il colletto bianco del suo clergyman, affermando che non intende indossarne un altro fino a quando il Presidente dello Zimbabwe rimarrà alla guida del paese africano. Sentamu accusa il leader africano di aver fatto a pezzi l'identità del Paese con oppressione e fame. «La gente sta morendo di fame, molti sono traumatizzati, le loro identità distrutte - ha detto Sentamu sfilandosi il colletto - come anglicano, questo collare è quello che indosso per identificarmi come uomo di chiesa». «Sapete cosa ha fatto Mugabe? - ha proseguito, cominciando a tagliare il colletto con un paio di forbici - ha rubato l’identità alla gente e l’ha fatta letteralmente a pezzi. Per quanto mi riguarda, da questo momento non indosserò più il collare fino a quando Mugabe non avrà lasciato il suo incarico». (Corriere della Sera, 09/12/2007)

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Mugabe: "democrazia solo senza europei colonialisti" (Agi, 09/12/2007)

Robert Mugabe reagisce alle accuse di quelli che definisce "arroganti criticoni europei" e all'indomani dell'attacco di Angela Merkel sulle sofferenze imposte dall'uomo forte dello Zimbabwe al suo popolo, sottolinea come l'Africa abbia conosciuto la democrazia solo dopo essersi liberata delle potenze coloniali. "E' importante che la gente tenga a mente che gli africani hanno combattuto per i diritti umani contro regimi oppressivi" ha detto in un discorso a Lisbona durante il vertice Ue-Africa, "lo Zimbabwe non ha conosciuto democrazia per quasi un secolo e noi abbiamo lottato per far valere il principio di 'una persona, un voto'". Mugabe ha criticato "l'arroganza dell'Unione europea" e in particolare la "banda dei quattro" formata da Danimarca, Germania, Olanda e Svezia che pretende di comprendere la situazione dello Zimbabwe meglio dell'Unione Africana e della Comunita' per lo sviluppo dell'Africa meridionale. Secondo Mugabe, che l'anno prossimo cerchera' di conquistare il sesto mandato consecutivo da presidente, l'Europa non e' in grado di accettare la volonta' democratica del popolo dello Zimbabwe. "Se non gli piacera' il nome del vincitore" ha detto, "L'Europa non accettera' l'esito delle legittime elezioni nei nostri Paesi". (Agi,09/12/2007)

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Gli Stati Uniti impongono nuove sanzioni anti-Mugabe (Peacereporter, 04/12/2007)

Gli Stati Uniti imporranno sanzioni economiche a 38 persone e due aziende legate al presidente dello Zimbabwe Robert Mugabe a causa del sistematico uso alla violenza contro gli oppositori e degli abusi sui diritti umani compiuti dal suo regime. Lo riferisce un funzionario di Stato Usa. Lo Zimbabwe è attraversato da una grave crisi economica sin dall'indipendenza nel 1980. Mugabe, al potere dall'indipendenza, nega la crisi e rigetta le critiche della comunità internazionale. (Peacereporter,  04/12/2007)

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Wade mediatore (Mwinda, 30/11/2007)

Il presidente senegalese Abdoulaye Wade si è recato ieri ad Harare, per proporsi come mediatore nella crisi zimbabwana. Wade si è trattenuto con il presidente Robert Mugabe e con gli esponenti del Movimento per il cambiamento democratico (Mdc), il partito d’opposizione. Ha proposto un comitato di cinque saggi per risolvere il contenzioso che oppone i due campi e per negoziare tra il presidente dello Zimbabwe e la Gran Bretagna. La crisi tra Harare e l’ex madrepatria – scoppiata nel 2000, quando Mugabe ha avviato il processo di esproprio delle terre dei coloni bianchi - ha avuto un nuovo sussulto in questi giorni dopo che il premier britannico Gordon Brown ha affermato che non parteciperà al vertice euro-africano di Lisbona (previsto l’8 e il 9 dicembre prossimi) perché non vuole sedere allo stesso tavolo del presidente dello Zimbabwe. Dopo aver incontrato Wade, Mugabe si è detto pronto a dialogare con i britannici. “Non ci siamo mai opposti a parlare con i britannici, perché solo attraverso il dialogo si può risolvere la situazione”, ha dichiarato il presidente zimbabwano. La mediazione di Wade è intesa proprio a salvare il vertice di Lisbona, che rischia sempre più di essere monopolizzato dalla crisi zimbabwana. Ma la sua iniziativa non è stata gradita dal presidente sudafricano Thabo Mbeki e dalla Southern Africa Development community (Sadc), l’organizzazione regionale da mesi impegnata in una mediazione analoga. La missione di Wade ha suscitato perplessità anche nel suo paese, dove alcune organizzazioni della società civile si sono chieste perché il presidente vada in giro a fare il mediatore mentre la situazione economica e politica del suo paese rimane nel caos.(Mwinda,  30/11/2007)

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Mugabe annuncia partecipazione al vertice Ue-Africa di Lisbona (Peacereporter, 27/11/2007)

Robert Mugabe, l'83enne presidente dello Zimbabwe, ha annunciato oggi che intende partecipare al prossimo vertice Unione europea – Africa in programma nella capitale portoghese Lisbona sal 7 al 9 dicembre prossimi. La conferma è giunta dallo stesso Mugabe, intervistato sull'argomento dall'agenzia stampa portoghese Lusa mentre il leader dello Zimbabwe si trova in Mozambico per una visita ufficiale. Alcuni leader europei, tra i quali il primo ministro britannico Gordon Brown, avevano fatto sapere che avrebbero boicottato il vertice se Mugabe vi avesse partecipato. Il presidente dello Zimbabwe è accusato, dall'opposizione del suo paese e da alcune organizzazione non governative internazionali, di ripetute violazioni dei diritti umani. (Peacereporter,  27/11/2007)

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Mbeki: molto fiducioso su soluzione a crisi politica (Ap/Virgilio, 22/11/2007)

Thabo Mbeki si è detto "molto fiducioso" che la mediazione possa produrre una soluzione per la crisi politica nello Zimbabwe. Il presidente sudafricano ha espresso questa convinzione dopo i colloqui con il presidente Robert Mugabe e gli esponenti dell'opposizione ad Harare. C'è stata una sorta di silenzio stampa intorno ai negoziati mediati dal Sudafrica, ma fonti hanno suggerito che sia stato raggiunto un accordo su quattro dei cinque punti in agenda. Il punto più spinoso è rappresentato dall'ultimo aspetto, il clima politico. Mbeki ha effettuato una tappa ad Harare durante il viaggio verso la capitale ugandese, Kampala, per il vertice del Commonwealth. Ha detto ai giornalisti di essere venuto "per vedere il presidente e la leadership dell'Mdc (il movimento per il cambiamento democratico, all'opposizione), in modo da poter riflettere sul punto a cui siamo arrivati". Il presidente sudafricano, incaricato dalla Comunità per lo sviluppo dell'Africa meridionale di aiutare a trovare una soluzione per la crisi politica nello Zimbabwe, ha detto che la mediazione dei negoziati sta procedendo bene. (Ap/Virgilio, 22/11/2007)

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Morto Ian Smith, ultimo leader della Rhodesia Bianca (SwissInfo, 21/11/2007)

L'ultimo leader non africano della "Rhodesia bianca", dominata cioé dal potere della minoranza bianca, Ian Smith, è morto a 88 anni in Sudafrica, a Città del Capo, dove si era trasferito quattro anni fa per motivi di salute. Ne hanno dato notizia amici di famiglia. Smith rimase a capo del governo della Rhodesia dal 1964 al 1979, anno nel quale la guerriglia nera riuscì ad aver ragione delle truppe governative. Nello stesso anno fu firmato l'accordo di Lancaster House che portò alla nascita della repubblica dello "Zimbabwe Rhodesia" (il secondo nome cadde subito dopo) ed alle successive elezioni che nel 1980 fecero eleggere Robert Mugabe primo ministro. Ian Smith incarnò in tutti i suoi aspetti la figura del governante occidentale segregazionista e difensore strenuo della supremazia dei bianchi. Sua conquista particolare nell'accordo del settembre '79 a Lancaster House furono i dieci anni di sospensione della richiesta di redistribuzione delle terre, evento che negli anni avvenire, anche recenti, avrebbe poi comportato nuove tensioni tra la minoranza bianca ed i governi occidentali ed il presidente Mugabe, che ne aveva deciso l'attuazione. (SwissInfo, 21/11/2007)

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Unione Europea-Unione Africana: in vista del vertice di Lisbona (Elena Giannini, Equilibri, 20/11/2007)

Il presidente zimbabwiano Robert Mugabe sarà invitato a partecipare al vertice Unione Europea - Unione Africana che si terrà nei giorni 8 e 9 dicembre a Lisbona. Lo ha riferito il responsabile portoghese Pedro Courela, il cui paese assicura la presidenza a rotazione del blocco europeo. L'invito ricevuto dal capo di stato africano mette in forse la partecipazione al Summit della delegazione britannica. Il primo ministro Gordon Brown così come il suo predecessore Tony Blair, si oppone fortemente alla partecipazione di Mugabe, accusato di gravi violazioni dei diritti umani. Il primo vertice fra le due unioni si era svolto al Cairo nel 2000, un secondo avrebbe dovuto avere luogo nel 2003 ma è saltato a causa della disputa creatasi attorno alla partecipazione del presidente zimbabwiano. Invitando Mugabe, l'Unione Europea viene meno alle sue stesse disposizioni in quanto nel 2002 a Mugabe e al suo entourage era stato imposto il divieto di soggiornare nei paesi che fanno parte dell'Unione. I portavoce ufficiali dell'Unione Europea a Bruxelles sostengono che la maggioranza dei paesi membri non auspicano la presenza del leader africano ma le manifestazioni di solidarietà nei suoi confronti da parte degli stati dell'Unione Africana porterà all'invito di Mugabe al vertice, pena l'impossibilità di svolgimento dello stesso. Anche l'attuale chairman dell'Unione Africana, Alpha Oumar Konarè (Presidente del Ghana) ha minacciato di cancellare la propria partecipazione qualora Mugabe non riceva lo stesso tipo di trattamento riservato agli altri leader africani. I portoghesi sono determinati a far sì che il summit abbia luogo in modo da poter lasciare un'impronta importante nella politica estera dell'Unione, all'interno della quale il dialogo con i paesi africani è ritenuto di fondamentale importanza. Il cancelliere tedesco Angela Merkel, sostiene la decisione del Primo Ministro portoghese Socrates; pur accusando Mugabe di atti atroci, la Merkel, ha sottolineato l'importanza dell'effettivo svolgimento del vertice, che il leader africano partecipi o meno. La principale preoccupazione a Bruxelles e a Lisbona è che la presenza di Mugabe possa in qualche modo impedire il regolare svolgimento degli incontri poiché potrebbe trasformare la sua partecipazione al summit in un trionfo personale e in una vendetta nei confronti del governo britannico sostenitore da cinque anni delle sanzioni imposte al regime zimbabwiano. (…)(Elena Giannini, Equilibri, 20/11/2007)

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Mugabe attacca il regno Unito (Massimo Corsini, Equilibri, 19/11/2007)

Ad un mese dal secondo summit che vedrà allo stesso tavolo i rappresentanti di Unione Europea ed Unione Africana, crescono le tensioni tra lo Zimbabwe guidato dallo ZANU-PF, il movimento che ha portato il Paese all’indipendenza nel 1980, e il Regno Unito di Gordon Brown, dividendo l’Europa. Lisbona ha infatti formalmente invitato tutti i leader dell’UA, mentre il Primo Ministro britannico ha minacciato di boicottare lo storico vertice, dove verranno discussi i problemi dell’integrazione economica, della promozione della pace e del flusso degli aiuti pubblici allo sviluppo, sottolineando come la presenza di Mugabe rappresenterebbe di fatto la revoca delle sanzioni imposte dall’UE allo Zimbabwe, tra cui figura il divieto per i suoi funzionari statali di entrare in Europa. All’inizio del 2007 il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione che condanna l’intenzione espressa da Mugabe di ricandidarsi per le elezioni del 2008 e censurato i segnali della dura campagna di intimidazione perpetrata contro l’opposizione, in particolare nei confronti dell’MDC di Tsvangirai. Il tasso di inflazione ha ormai superato ogni più negativa aspettativa e un terzo della popolazione è migrato all’estero, destabilizzando le economie limitrofe, colpite anche dalla conseguente perdita di fiducia delle imprese internazionali. Ciò nonostante molti Paesi africani continuano a vedere Mugabe come l’eroe dell’indipendenza e il precursore delle politiche agrarie di ridistribuzione delle terre a favore delle popolazioni di colore svantaggiate dal periodo coloniale. Tuttavia alcuni Paesi, in particolare dell’area australe, hanno preso le distanze da una condotta politica non condivisa, mentre la SADC sta tentando, per il tramite della mediazione sudafricana, di calmare i dissidi interni ed organizzare elezioni libere e democratiche (Cfr. Zimbabwe: una necessaria soluzione regionale). L’accusa mossa al Regno Unito, imputato di voler intervenire militarmente o comunque di attentare alla vita di Mugabe, tesi confermata secondo la ZANU-PF dall’aggiornamento dei piani di evacuazione inglesi, non fa che contribuire all’isolamento internazionale di Harare, allontanando tanto gli investimenti esteri quanto gli aiuti dei Paesi donatori occidentali, in primis UE. Si tratta tuttavia di una sottile mossa politica che potrebbe essere in grado di avvicinare lo Zimbabwe al suo Presidente, secondo le fonti interne oggetto di un “intrigo internazionale”, al momento delle contestate elezioni del 2008. (Massimo Corsini, Equilibri, 19/11/2007)

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Inaugurata la prima fabbrica di biodiesel in Africa (AdL, Misna, 15/11/07)

E’ stata inaugurata oggi, alla presenza del presidente Robert Mugabe, la prima fabbrica per la produzione di biocarburanti dello Zimbawe. L'impianto di Transload, 15 chilometri a nord di Harare, è frutto di un consorzio di imprese nazionali e sudcoreane e produrrà 100 milioni di litri di biodiesel all’anno con semi di grano, soia e girasole, permettendo al paese, costretto ad importare ingenti quantitativi di carburante, di risparmiare circa 80 milioni di dollari. “Come nazione abbiamo dimostrato ancora una volta che le sanzioni imposte contro il popolo innocente non fiaccheranno la nostra resistenza e la volontà di riuscire e rimanere in piedi” ha detto il capo dello Stato in un discorso, aggiungendo che “l’economia del paese darà a breve i frutti dei grani di progresso che abbiamo seminato in tutti i settori produttivi”. La struttura, dal costo di 6 milioni di dollari, è la prima nel suo genere in Africa e la quinta nel mondo. (AdL, Misna, 15/11/07)

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In arrivo importazioni di mais per far fronte alla carestia (Peacereporter, 07/11/2007)

Lo Zimbabwe importerà tonnellate di semi di mais per bloccare una carenza che rischia di far saltare i piani del governo di aumentare la produzione del cereale. Lo ha detto oggi il ministro dell'Agricoltura Rugare Gumbo. L'obiettivo che si è prefissato il governo del presidente Robert Mugabe per uscire dalla crisi alimentare è quello di piantare 3 milioni di tonnellate di semi di mais per tornare a un livello sufficiente di derrate alimentari per il prossimo anno. I critici hanno, però, fatto notare che la carenza di semi, fertilizzanti e carburante, che già nelle passate stagioni è costata cara, potrebbe nuovamente rovinare il raccolto. Gumbo ha confermato il problema dichiarando la mancanza di 15.000 tonnellate di semi ma ha aggiunto che lo Zimbabwe ha ordinato l'importazione di 4.400 tonnellate dallo Zambia per risolvere il problema. (Peacereporter,  07/11/2007)

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L’aggravarsi della crisi politica (Massimo Corsini, Equilibri, 05/11/2007)

Forte dell’appoggio dello ZANU-PF, il Presidente Mugabe ha confermato la sua candidatura alle elezioni di marzo 2008 nonostante la situazione politica rimanga mutevole ed imprevedibile, con ormai visibili e sempre più marcate spaccature interne in vista del summit di dicembre. Tra i possibili candidati nominati dal Presidente non appare, infatti, il Generale Mujuru, nel 2004 “indicato” come successore alla carica presidenziale dallo stesso Mugabe ed oggi appoggiato con sempre maggior consenso dagli ex membri dello Zimbabwe African People’s Union, la maggiore fazione dissidente del Fronte Patriottico alla ricerca di un governo misto di transizione in grado di risollevare il Paese dalla grave recessione economica ed emergenza sociale. Spaccature altrettanto evidenti sono riscontrabili all’interno del Movement for Democratic Change (MDC), da tempo diviso, che ha ora subordinato la sua partecipazione alle presidenziali all’esito positivo dei negoziati di Pretoria, appoggiati dalla SADC e mediati dal Presidente sudafricano Thabo Mbeki, oltre che all’immediata cessazione delle persecuzioni perpetrare dal governo contro l’opposizione ed all’organizzazione di elezioni libere e democratiche supervisionate dalla comunità internazionale. Ad oggi i negoziati sudafricani sono sfociati in un nuovo disegno costituzionale, in fase di approvazione, che verosimilmente dovrebbe essere in grado di assicurare una copertura legale al processo di ripresa economica. Nessun accordo definitivo è stato tuttavia raggiunto in merito alla legge elettorale, all’indipendenza della Zimbabwe Electoral Commission ed all’emendamento del Public Order and Security Act, a lungo strumentalizzato dal partito di governo per reprimere l’opposizione. - La bassa affluenza registrata nelle procedure di registrazione dell’elettorato, la mancanza di una sicura previsione relativa alla possibilità di estensione del diritto di voto ai quattro milioni di cittadini migrati e le continue repressioni nei confronti dell’opposizione non lasciano oggi supporre un regolare svolgimento delle vicine elezioni, nonostante le recenti parziali aperture e concessioni. La mancata determinazione della SADC nell’intervenire almeno politicamente e la cauta condotta di Mbeki nel tentativo di mediazione rendono inoltre sempre più difficile l’organizzazione di una “pacifica” transizione post-Mugabe, con inevitabili ripercussioni economiche e sociali, a livello tanto nazionale quanto regionale. (Massimo Corsini, Equilibri,  05/11/2007)

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I 27 invitano Mugabe al summit Ue-Africa (Euronews, 31/10/2007)

Gli inviti partiranno questa settimana. L'Unione europea invita tutti i leader dell'Unione africana al summit che si tiene in dicembre a Lisbona. Anche il contestato Robert Mugabe, presidente dello Zimbabwe. Malgrado la minaccia del premier britannico, che alla fine di settembre aveva detto: o lui o me. Resta da vedere adesso se il premeir ordon Brown parteciperà al vertice. È il secondo summit Unione europea-Unione africana che si tiene, il primo fu nel 2000. Questo doveva tenersi inizialmente nel 2003 ma era stato sempre rimandato. La presenza di Mugabe era vivamente caldeggiata dai leader africani, per i quali il presidente dello Zimbabwe è un eroe dell'indipendenza. Ottantatre anni, Mugabe è al potere dal 1980, anno dell'indipendenza dalla Gran Bretagna. I leader occidentali lo accusano di aver rovinato l'economia del paese. Quattro milioni di persone hanno abbandonato il Paese, l'80% della popolazione non ha un lavoro, si stima che 4 milioni da qui alla fine dell'anno potranno nutrirsi solo grazie al sostegno umanitario. L'aspettativa di vita oggi è di soli 37 anni. L'Unione ha imposto sanzioni contro il regime di Mugabe, tra le altre il divieto di entrata in territorio comunitario per i funzionari del suo governo.(Euronews, 31/10/2007)

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Presidente Mugabe lancia scuola per servizi segreti (Peacereporter, 26/10/2007)

Il presidente dello Zimbabwe, Robert Mugabe, ha annunciato oggi la nascita di un'accademia di intelligence per la formazione dei servizi segreti locali. La scuola, che prenderà il nome dal presidente, nascerà nella capitale Harare e addestrerà anche le forze di sicurezza di altri Paesi della regione. Secondo Mugabe, le continue ingerenze dei Paesi occidentali nella politica interna hanno reso impellente un rafforzamento dei controlli. Il presidente è accusato, da Usa e Gran Bretagna in primis, di essere il primo responsabile della grave crisi economica che ha colpito il Paese, e di abusi sistematici nei confronti dei dissidenti e dell'opposizione.(Peacereporter,  26/10/2007)

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Zimbabwe - Scrittrice perseguitata in trova rifugio a Grosseto (Ansa/Intoscana, 24/10/2007)

Perseguitata e costretta a fuggire dallo Zimbabwe, ha trovato rifugio a Grosseto, dove potra' dedicarsi alla scrittura almeno per due anni. E' la scrittrice e giornalista Rhodah Mashavave arrivata in Toscana grazie al progetto internazionale Icorn (Rete delle citta' rifugio per scrittori), a cui hanno aderito il Comune di Grosseto e la Regione Toscana, che offre ospitalita' e borse di studio a scrittori minacciati o perseguitati a causa delle loro opere e della loro attivita'. (Ansa/Intoscana, 24/10/2007)

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Nobel per la letteratura a Doris Lessing (Ansa, 12/10/2007)

Il Nobel per la letteratura è stato assegnato quest'anno alla scrittrice Doris Lessing. E' stata premiata dall'Accademia svedese con questa motivazione: "Questa cantrice dell'esperienza femminile, che con scetticismo, passione e potere visionario ha messo sotto esame una civiltà divisa". La scrittrice inglese, è nata nel 1919 a Kermanshah in Iran ed ha dunque 88 anni. Fino al 1949 è vissuta in Rhodhesia; dopo il divorzio dal secondo marito si è trasferita da sola con i figli a Londra. Dall'ambiente africano ha tratto gran parte dei temi fondamentali della sua narrativa. Tra le sue opere maggiori 'I Figli della violenza', ciclo di 5 opere, tra cui 'Martha Quest' che narra la storia dell'emancipazione della protagonista e della sua ricerca di identità. Seguono poi 'Il taccuino d'oro' che registra le inquietudini culturali degli anni '60, 'L'estate prima del buio (1963), 'Le memorie di un sopravvissuto' del 1974 e 'La brava terrorista' del 1985. E' stata autrice anche di commedie, di racconti ('Storie africané) e di un ciclo di romanzi fantascientifici Canopo in Argo. In Italia è stata pubblicata prevalentemente da Feltrinelli. Il terrorismo, l' 11 settembre, la politica estera di Bush, i movimenti per la pace, la situazione disastrosa dello Zimbabwe dove è cresciuta. Ma anche il significato più profondo di vecchiaia e giovinezza, il potere liberatorio della risata, e il femminismo e la difesa del maschio vilipeso e insultato: Doris Lessing, premiata oggi con il Nobel per la Letteratura, è una di quelle scrittrici che non si sono mai sottratte ai giudizi, anche drastici e impegnativi. "Non credo che il cow-boy Bush libererà il mondo dal terrorismo" ha avuto occasione di dire parlando della guerra in Iraq. Sono state "isteriche", a suo parere, le reazioni americane all' 11 settembre e domandandosi il perché di tali reazioni: "in fondo gli americani sono nati dalla guerra e hanno avuto un conflitto civile violentissimo". Quanto ai grandi movimenti Lessing, dimostrando di avere più fiducia nell'individuo che nelle grandi organizzazioni, ha detto di non crederci più: "credo all'impegno di breve periodo di piccoli gruppi su temi specifici. I movimenti per la pace, la guerra, contro gli armamenti, semplicemente non funzionano. E' una leggenda che io sia una specie di Giovanna D'Arco. Quando rifletto sul passato, oggi non vedo i grandi imperi e i dittatori, ma solo i piccoli individui, e le cose straordinarie che sanno realizzare". A più riprese la scrittrice ha condannato la situazione tragica dello Zimbabwe dove ha vissuto tra i cinque e i 30 anni quando si chiamava Rhodesia del sud, ed anche la corruzione del regime di Robert Mugabe: "é un disastro, in Zimbabwe sta morendo un'intera generazione di Aids ho amici che ogni settimana partecipano ad un funerale". (…)(Ansa,  12/10/2007)

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Sistematiche torture del regime di Mugabe alle donne arrestate (Peacereporter, 10/10/2007)

Secondo un rapporto dell'associazione Women of Zimbabwe Arise (Woza), reso pubblico oggi a Johannesburg, le forze di sicurezza del regime del presidente zimbabwano Mugabe praticherebbero costantemente tortura e abusi sessuali sulle oppositrici arrestate. Tre quarti delle appartenenti all'associazione dichiarano infatti di aver subito insulti e trattamenti degradanti, la metà di essere stata torturata psicologicamente e il 40 percento anche fisicamente. Molte sarebbero inoltre state detenute oltre il limite legale di 48 ore senza essere condotte in tribunale. "Minacce e insulti da parte dei poliziotti, detenzione illegale e trattamenti umilianti sono molto frequenti - ha dichiarato la coordinatrice di Wosa, Jenni Williams - ma anche aggressioni e torture non sono rare". Il regime di Mugabe, soggetto a sanzioni da parte dell'Unione Europea e degli Stati Uniti, è stato da più parti criticato per il trattamento riservato agli oppositori. (Peacereporter,  10/10/2007)

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Presidente invita opposizione a combattere contro crisi alimentare (MZ, Misna, 09/10/2007)

“Lavoriamo tutti insieme. Tutti, infatti, abbiamo bisogno di cibo sia che apparteniamo al partito di governo Zanu-Pf o a quello dell’opposizione Mdc (movimento per il cambiamento democratico). Mangiamo tutti lo stesso cibo e quindi uniamoci per raggiungere questo obiettivo”: così Robert Gabriel Mugabe, presidente dello Zimbabwe, si è rivolto ieri ai presenti a una cerimonia per la distribuzione di materiali per l’agricoltura (inclusi alcuni trattori) tenuta ad Harare. Nell’invitare l’opposizione a lavorare insieme al governo per ridare vita al settore agricolo, una volta motore trainante del paese e da alcuni anni in crisi, Mugabe ha sottolineato che “il problema del cibo colpisce tutti”. Secondo recenti stime realizzate da enti umanitari internazionali, a causa della scarsa produzione di cereali, quasi un terzo della popolazione del paese potrebbe aver bisogno d’aiuti alimentari nei prossimi mesi. La crisi alimentare nel paese, una volta considerato il granaio dell’Africa australe, viene imputata dalla comunità internazionale alla riforma agraria lanciata negli anni scorsi dal governo dello Zimbabwe e da Harare al “caos e disordine causato nella nostra economia da alcuni detrattori attraverso sanzioni illegali”, come ha ribadito ieri Mugabe. Oltre all’appello all’unità lanciato dal presidente, nelle ultime ore altri segnali sembrano confermare l’ottimismo espresso venerdì scorso dal presidente sudafricano Thabo Mbeki, mediatore nella crisi politica dello Zimbabwe, secondo cui i colloqui tra governo e opposizione “stanno procedendo molto bene”. Oggi, inoltre, la magistratura zimbabwana ha ritirato per mancanza di prove le accuse di “terrorismo” mosse lo scorso marzo contro 22 esponenti del Mdc, tra i quali si trovava anche un deputato. (MZ, Misna,  09/10/2007)

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Crescono le tensioni interne (Massimo Corsini , Weekly Analyses, Equilibri, 08/10/2007)

A sei mesi dalle elezioni presidenziali i negoziati di Pretoria, che avevano trovato una nuova battuta d’arresto nel recente emendamento costituzionale che concederebbe al Presidente Mugabe il potere di nominare il suo successore al di fuori dei giochi parlamentari (Cfr. Zimbabwe: una necessaria soluzione regionale), trovano nuova linfa nella probabile estensione del diritto di voto a tutti i cittadini dello Zimbabwe. Disposizione che andrebbe quindi ad includere nell’elettorato attivo anche i quasi quattro milioni di zimbabweani, attualmente esclusi, emigrati a seguito della profonda crisi economica e sociale che colpisce il paese (inflazione al 13.000%, disoccupazione all’80%, emergenza alimentare). Lo ZANU-PF sarebbe inoltre in trattative con le due fazioni dell’MDC, sempre grazie alla mediazione SADC-Mbeki, per la completa indipendenza della Zimbabwe Electoral Commission (ZEC) e, soprattutto, per l’emendamento del Public Order and Security Act (POSA), a lungo strumentalizzato dal partito di governo per reprimere l’opposizione (si ricordino in particolare i disordini di marzo che hanno portato all’arresto di Tsvangirai ed alla ferma condanna della comunità internazionale). - D’altro canto, la rimasta affidabilità del paese è definitivamente scossa dall’approvazione alla prima votazione nella Camera dell’Indigenisation and Economic Empowerment Bill, ultima tappa del processo iniziato nel 1997 con quella riforma agraria che ha visto la confisca delle terre in mano ai latifondisti bianchi e la loro ridistribuzione autoritaria a favore dei veterani della guerra di liberazione, lanciando l’economia del paese nel caos ed inaugurando l’attuale fase di isolamento internazionale. La legge contemplerà, qualora approvata in Senato, il passaggio del 51% delle aziende nazionali e straniere alla popolazione di colore discriminata dal colonialismo. Si ritiene tuttavia che l’atto legislativo produrrà una limitata fuga di capitali, operando già le imprese straniere a basso profilo, ma la protesta dell’MDC, che vede la legge non in linea con i negoziati di Pretoria, è stata inevitabile. Se da un lato si registra una sempre maggiore apertura in seno al partito di governo, crescono tuttavia le tensioni, anche nei confronti dell’MDC, in vista del summit di dicembre, dove lo ZANU-PF deciderà o meno di ricandidare Mugabe alla carica presidenziale. Un intervento regionale della SADC, più incisivo rispetto all’attuale mediazione, appare ora quanto mai necessario ed inevitabile, in particolare attraverso la supervisione delle procedure di registrazione degli elettori e del regolare svolgimento delle elezioni di marzo. (Massimo Corsini, Weekly Analyses, Equilibri,  08/10/2007)

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I veterani della guerra del 1970 marceranno a sostegno di Mugabe (Peacereporter, 08/10/2007)

Nella capitale dello Zimbabwe, Harare, i veterani della guerra del 1970 contro il governo della minoranza bianca terranno una marcia a sostegno del presidente Robert Mugabe. Lo ha annunciato domenica la radio di Stato, senza però precisare quando si dovrebbe tenere il corteo. I veterani sono tra i principali sostenitori di Mugabe e hanno già organizzato marce di sostegno in tutto il Paese, l'ultima a marzo nella città sudoccidentale di Gwanda. "Ogni membro del partito che non sostiene la rivoluzione sarà considerato un venduto" avrebbe detto il direttore dell'Associazione nazionale veterani Jabulani Sibanda, in riferimento alle indiscrezioni secondo cui al prossimo congresso del partito di governo Mugabe potrebbe incontrare oppositori alla sua ricandidatura. (Peacereporter,  08/10/2007)

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Opposizione non dà per scontata la partecipazione alle prossime elezioni (Peacereporter, 29/09/07)

Morgan Tsvangirai, leader del Movemement for Democratic Change, il principale partito di opposizione dello Zimbabwe, ha annunciato oggi che la partecipazione della sua formazione alle elezioni previste per il 2008 è subordinata al buon esito delle trattative con il governo. Parlando a circa 4.000 persone in un comizio organizzato nello stadio di Masvingo, a circa 300 km dalla capitale Harare, Tsvangirai ha chiesto al presidente Robert Mugabe di cessare le persecuzioni contro l'opposizione, organizzare elezioni libere e permettere ai milioni di esiliati di tornare nel Paese. Lo Zimbabwe vive da anni una crisi economica senza precedenti, con un'inflazione giunta al 6.600 percento che provoca croniche mancanze di generi di prima necessità. (Peacereporter, 29/09/07)

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Il 51% delle imprese straniere agli “indigeni”: legge approvata (LM, Fides,  27/09/07)

Il Parlamento dello Zimbabwe ha varato ieri, 26 settembre, la controversa legge che impone che almeno il 51% della proprietà delle imprese straniere venga affidato a cittadini locali di origine africana o meglio ad “indigeni”. La legge, chiamata “Indigenisation and Empowerment Bill”, era in discussione da tempo e aveva suscitato forti critiche nel Paese e all’estero (vedi Fides 26 giugno 2007). La nuova normativa definisce indigeni “qualsiasi persona che prima del 18 aprile 1980 (giorno dell’Indipendenza dello Zimbabwe), sia stata sfavorita da un’ingiusta discriminazione sulla base della razza, e qualsiasi discendente di questa persona”. Tra le aziende interessate dal provvedimento vi sono diverse multinazionali del settore minerario, energetico, bancario, delle bevande e delle costruzioni. L’opposizione si è battuta contro l’approvazione della legge affermando che il provvedimento rischia di infliggere un colpo di grazia all’economica nazionale, fortemente indebolita dalla distribuzione delle aziende agricole dei coloni di origine europea a cittadini africani. Un provvedimento, seppure atteso da tempo, effettuato con criteri clientelari che ha messo in ginocchio quello che un tempo era il “granaio dell’Africa australe”. Nel giro di pochi anni lo Zimbabwe è passato da esportatore di cereali a Paese dipendente dagli aiuti stranieri. La popolazione è letteralmente alla fame: Più del 75% della popolazione è disoccupata, l’80% ha bisogno dell'aiuto internazionale per alimentarsi, l'inflazione ha raggiunto un livello record, superiore al 6.500%; il settore sanitario e scolastico sono collassati. I critici del Presidente Robert Mugabe affermano che la nuova legge è solo una mossa politica prelettorale volta ad attirare il consenso di una popolazione allo stremo, gettando la responsabilità della crisi economica sulle imprese e gli interessi stranieri. - Grazie ad un accordo tra il partito del Presidente (Unione Nazionale Africana dello Zimbabwe -Fronte Patriottico, ZANU-PF) e il principale partito dell’opposizione (Movimento per il Cambiamento Democratico, MDC) il Senato ha approvato un emendamento costituzionale che permette lo svolgimento simultaneo delle elezioni legislative e presidenziali nel 2008. L’accordo è stato raggiunto grazie all’intervento del Presidente del Sudafrica, Thabo Mbeki, che è stato incaricato dalla Comunità di Sviluppo dell’Africa Meridionale di mediare nella crisi politica dello Zimbabwe. (LM, Fides,27/09/07)

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Senato approva nuova legge elettorale (Peacereporter, 26/09/07)

Il Senato dello Zimbabwe ha approvato oggi la legislazione per le elezioni presidenziali e legislative che si terranno il prossimo anno. Tutto ciò è stato possibile grazie ad un compromesso tra l'opposizione ed il governo sulle riforme costituzionali. La bozza di legge ora attende solo l'approvazione del presidente Robert Mugabe. Il piano elettorale riduce la carica presidenziale da sei a cinque anni e provvede a strutturare le votazioni presidenziali, parlamentari e locali. Il ministro della Giustizia Patrick Chinamasa ha affermato che l'accordo "deve mandare un chiaro messaggio che gli abitanti dello Zimbabwe hanno il diritto ad elezioni libere, quindi, eventuali interferenze dall'estero sui nostri affari interni non saranno tollerate". Il presidente Mugabe sta uscendo da un mandato di sette anni durante i quali lo Zimbabwe ha dovuto fronteggiare il più alto tasso di inflazione del mondo, una diffusa carenza di cibo e disoccupazione di massa.(Peacereporter, 26/09/07)

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Parlamento, compagnie straniere a neri indigeni (Swissinfo, 25/09/07)

Il parlamento dello Zimbabwe ha avviato oggi il dibattito su una proposta di legge - la cui approvazione è scontata - che prevede che la proprietà delle compagnie straniere presenti nel Paese, banche e miniere comprese, debba passare almeno per il 51% nelle mani di neri locali, vale a dire la stragrande maggioranza della popolazione. Una legge che, a parere degli osservatori, darà il colpo di grazia allo Zimbabwe: un paese che fino a qualche fa era considerato il granaio dell'Africa, e che è ora al completo tracollo sociale ed economico con - tra l'altro - l'inflazione più alta del mondo. In particolare, nello Zimbabwe più del 70% della popolazione ha bisogno dell'aiuto internazionale per alimentarsi, sia pure a livelli minimi; la disoccupazione è oltre il 75%; l'inflazione ha superato il 6500%; le epidemie lo flagellano; sistemi sanitari e scolastici sono tracollati da tempo. Sotto accusa Robert Mugabe, 83 anni, presidente a padre padrone del Paese dall'indipendenza (1980), e che si accinge - la Costituzione non lo consentirebbe, ma il Parlamento da lui controllato l'ha cambiata - a ripresentarsi ancora alla presidenza, per una serie di scelte di strategia economica rivelatesi esiziali. In particolare l'esproprio dei grandi latifondi dei bianchi, poi non utilmente riconvertiti, e divenuti in breve tempo del tutto improduttivi. L'impressione è che quando l'attuale legge passerà, quel minimo di capitali internazionali ancora presenti in Zimbabwe lascerà il Paese, e le compagnie coinvolte faranno la fine dei latifondi espropriati e parcellizati senza alcuna logica: diverranno sterili. Ma per Mugabe l'innegabile collasso economico dello Zimbabwe è stato causato da una congiura neocolonialista bianca, in particolare britannica. Intanto, però, le proteste si fanno sempre più violente, come la loro repressione: l'opposizione è duramente perseguitata. Ma la sua voce più alta, Pius Nube, l'arcivescovo cattolico di Bulawayo, seconda città del Paese, che aveva duramente contestato Mugabe, chiamando la popolazione esplicitamente a rivoltarsi, è stato 'azzoppato' da uno scandalo a sfondo sessuale. Ci sarebbero immagini che lo mostrano a letto con la sua segretaria, peraltro una donna sposata. Monsignor Pius parla di montatura dell' 'intelligence' dello Zimbabwe, ma intanto ha dovuto lasciare la sua importante diocesi, che guidava da una decina d'anni. (Swissinfo, 25/09/07)

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Folla affamata uccide e cerca di mangiare giraffa (Swissinfo, 23/09/07)

Erano talmente affamati che hanno ucciso e fatto a pezzi una giraffa per mangiarsela. Lo ha reso noto la polizia dello Zimbabwe, raccontando di essere intervenuta per fermare decine di persone affamate che, dopo aver scorto una giraffa che si aggirava vicino alle loro povere abitazioni, alla periferia di Harare, la stavano facendo a pezzi. Alcuni stavano già cibandosi della carne dell'animale. La giraffa, un adulto di considerevoli dimensioni, si era probabilmente allontanata da un fattoria e si era persa, arrivando fino alla periferia della capitale. I resti dell'animale - hanno scritto i giornali - sono stati portati via dalle autorità. Nello Zimbabwe non è vietato mangiare la carne di cane, ma ultimamente le associazioni di difesa degli animali hanno segnalato l'uccisione sempre più frequente di animali domestici perché sempre più alto è il numero delle persone che non trovano nulla da mangiare. Anche alcuni devastanti incendi scoppiati nel paese secondo le autorità sono stati appiccati dalla popolazione affamata per far fuggire i roditori e catturarli facilmente per cibarsene.(Swissinfo, 23/09/07)

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GB-Portogallo, scontro su Mugabe (Euronews, 20/09/07)

L'ipotesi che Robert Mugabe sia invitato a Lisbona divide l'Europa. Il Portogallo, presidente di turno dell'Unione, fa sapere che deve ancora decidere se confermare la partecipazione del presidente dello Zimbabwe al summit euro-africano in programma a Lisbona a dicembre. Il premier britannico Gordon Brown, in un articolo pubblicato sull'Independent, ha minacciato di boicottare l'incontro se ci sarà anche Mugabe. L'invito, sottolinea Gordon Brown, rappresenterebbe di fatto la revoca delle sanzioni che impediscono a Mugabe l'ingresso in Europa. Una misura decretata nel 2002 contro il regime accusato di violazione dei diritti umani. Con l'aggravarsi della crisi umanitaria nello Zimbabwe, la Gran Bretagna chiede anzi all'Unione Europea di estendere le sanzioni contro i membri del regime e le loro famiglie. Lo Zimbabwe, presieduto da Mugabe dal 1980, attraversa una profonda crisi. L'80% della popolazione è senza lavoro e la speranza di vita è di 37 anni. Quattro milioni di persone sono fuggite. Altre attraversano la frontiera con lo Zambia per acquistare prodotti di prima necessità. Entro la fine dell'anno, quattro milioni di abitanti dipenderanno dagli aiuti per sopravvivere. (Euronews, 20/09/07)

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Importante accordo politico tra partito di governo e opposizione (MZ, Misna, 19/09/07)

Dopo anni di duro scontro e intense polemiche i due principali partiti dello Zimbabwe, quello di governo Zanu-Pf e quello dell’opposizione Movimento per il cambiamento democratico (Mdc), si sono accordati per importanti riforme politiche che dovrebbero portare all’organizzazione il prossimo anno di nuove elezioni generali. Lo riferiscono fonti giornalistiche internazionali riportando le dichiarazioni fatte oggi di fronte al Parlamento del vice-presidente del Mdc, Thokozani Khupe: “Al fine di ristabilire la confidenza abbiamo preso la decisione di non opporci più agli emendamenti costituzionali” cercati dal governo. Le modifiche sulle quali si sono accordati i due partiti prevedono sostanzialmente la riduzione del mandato presidenziale da sei a cinque anni, il ricorso immediato a elezioni presidenziali in caso di scioglimento del parlamento, ma anche l’allargamento del numero di deputati della Camera dei rappresentanti, quasi interamente eletti a suffragio universale, e il trasferimento al Senato dei rappresentanti speciali (scelti dal presidente tra i ‘capi’ dei vari gruppi etnici che compongono il paese) e dei governatori provinciali. Gli emendamenti prevedono inoltre l’accorpamento, a cominciare dal prossimo anno, delle elezioni parlamentari con quelle presidenziali. “Il nostro assenso – ha aggiunto Kupe di fronte a tutti i deputati del paese – dovrà essere considerato come un primo passo per risolvere la crisi nazionale”. Anche Welshman Ncube, esponente di una fazione minoritaria del partito d’opposizione, ha dato pubblicamente il suo avallo all’accordo. “A qualcuno potrà sembrare che l’Mdc abbia abbandonato i suoi principi sugli emendamenti costituzionali. Ma il nostro popolo sta affrontando una crisi nazionale. Possiamo differire su molte cose, ma siamo tutti d’accordo sull’esistenza di una crisi. Da qualche parte lungo il cammino degli ultimi anni ci siamo persI. Abbiamo bisogno di ritrovarci. E questo è il nostro tentativo di dire ‘veniamoci incontro’” ha detto Ncube. Le parole dei due rappresentanti dell’opposizione sono state accolte con evidente soddisfazione dai rappresentanti dello Zanu-Pf. “Quanto accaduto dimostrerà il livello di maturità politica e prego che questa nostra ritrovata unità di intenti prosegua” ha commentato il ministro della Giustizia Patrick Chinamasa, ribadendo che l’accordo è frutto di un confronto interno senza interferenze esterne. “a tutti dovrebbe arrivare molto chiaro il messaggio che gli zimbabwani sono i liberatori di loro stessi e non tollereranno interferenze nei loro affari interni” ha aggiunto il ministro. In un lungo articolo pubblicato questa mattina dal quotidiano governativo dello Zimbabwe ‘Herald’, tuttavia, si evidenzia il ruolo positivo e costruttivo avuto dal presidente sudafricano Thabo Mbeki, incaricato dai paesi dell’Africa australe di svolgere funzioni di mediatore nella delicata crisi zimbabwana. Lo stesso quotidiano ufficiale di Harare ricorda gli incontri avuti nel fine settimana da Mbeki con gli esponenti delle due principali correnti del Mdc e con i vertici del partito di governo. (MZ, Misna,19/09/07)

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Crescono dissenso interno ed isolamento internazionale (Massimo Corsini, Equilibri, 17/09/07)

Nonostante i negoziati di Pretoria siano sfociati nella previsione di un nuovo piano regionale a favore dello Zimbabwe, la decisione dello ZANU-PF di candidare a vita il Presidente Mugabe ha portato inevitabilmente all’acuirsi della crisi politica ed economica, in un paese dove il tasso di inflazione ha superato il 13.000% e la grave emergenza alimentare colpisce oltre un terzo della popolazione. La parziale apertura al dialogo dello ZANU-PF conferma la presenza di un crescente dissenso interno, mentre esponenti dell’ANC sudafricano minacciano di sfruttare la posizione del loro paese all’interno del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite per premere a favore di un nuovo leader o l’imposizione di un’autorità di transizione. Tra i maggiori dissidenti il generale Muguru, che nel dicembre del 2006 si oppose con successo ad una modifica costituzionale che armonizzasse elezioni presidenziali e parlamentari; e il veterano Mandaza, che aveva chiesto le dimissioni del padre-padrone Mugabe per favorire il riavvicinamento di Fondo Monetario Internazionale e comunità internazionale. La disputa interna allo ZANU-PF rappresenta tuttavia l’ennesimo ostacolo al tentativo dei paesi SADC di far incontrare allo stesso tavolo i rappresentanti del governo e quelli dell’opposizione, mentre le più recenti politiche adottate dal regime Mugabe, come l’Access to information and protection of privacy act, la possibilità di una nazionalizzazione delle compagnie straniere e la riduzione dei prezzi dei beni di prima necessità, non fanno che allontanare sempre più gli investimenti stranieri ed incoraggiare il vasto fenomeno migratorio, con gravi quanto inevitabili ripercussioni regionali. Nel recente meeting di Lusaka la SADC ha deciso di intraprendere nuove e più concrete azioni nei confronti dello ZANU-PF, ma manca ancora una comune condotta forte e decisa, conseguenza della rottura interna alla stessa Comunità tra ex sostenitori di Mugabe e nuovi Capi di Stato non legati alla lotta di liberazione coloniale, mentre la situazione regionale rimane mutevole ed imprevedibile. Situazione che sembra destinata a rimanere tale almeno fino alle elezioni del 2008, mentre appare più probabile un intervento della comunità internazionale, con l’appoggio dell’UA, confermato anche dall’aggiornamento dei piani di evacuazione inglesi e dalla candidatura del Botswana a sede dell’AFRICOM statunitense. (Massimo Corsini, Equilibri,17/09/07)

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Emergenza umanitaria: 'Nessun aiuto dalle Nazioni Unite' (Peacereporter, 17/09/07)

"La crisi umanitaria in Zimbabwe è la più grave del mondo, eppure viene sottovalutata dalle autorità internazionali". A denunciare l'emergenza è uno dei membri del partito d'opposizione "Movement for democratic change", secondo cui "la crisi dell'ex colonia britannica è sempre più grave, e il Paese non riceve sufficienti aiuti per risollevare la sua situazione". Il leader politico ha rivolto un accorato appello alle autorità internazionali, sottolineando che "le Nazioni Unite non parlano più dello Zimbabwe, nè della crisi umanitaria che si verifica da anni al suo interno. Sebbene centinaia di persone muoiano ogni giorno per la povertà e le malattie, le associazioni umanitarie sembrano averci dimenticato". (Peacereporter,  17/09/07)

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Mugabe propone modifica alla costituzione per nominare il suo successore (Peacereporter, 13/09/07)

Il presidente Robert Mugabe ha presentato in parlamento una modifica costituzionale che faccia in modo che sia lui a nominare il suo successore. Il ministro della Giustizia Patrick Chinamasa ha detto che il dibattito si aprirà martedì prossimo. In Zimbabwe, per modificare la costituzione serve l'approvazione dei due terzi del parlamento, numeri che il partito di Mugabe non ha difficoltà ad ottenere. (Peacereporter,  13/09/07)

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Mons. Pius Ncube , oppositore di Mugabe, si dimette (Mattia Bianchi, Korazym, 11/09/07)

È una pagina delicata della vita della Chiesa in Zimbabwe e al tempo stesso un esempio di dove può portare la propaganda di un sistema dittatoriale. Benedetto XVI ha accettato oggi le dimissioni di mons. Pius Ncube, 61 anni, arcivescovo di Bulawayo (seconda città del Paese) e uno dei principali oppositori del dittatore Robert Mugabe. Il presule ha rinunciato all'incarico dopo essere stato coinvolto in un presunto scandalo sessuale con tanto di foto (per lo più sgranate) pubblicate a luglio su tutti i giornali governativi. Le immagini rubate, sarebbero state riprese da un investigatore privato per dimostrare la sedicente relazione tra il vescovo e Rosemary Sbanda, moglie di Onesimus, uno dei personaggi più vicini al Governo dittatoriale del Paese. E dato che in Zimbabwe, l'adulterio è un reato, il marito “tradito” non ha esitato a denunciare mons. Ncube, chiedendo anche un risarcimento milionario. Il caso scoppiato a luglio aveva avuto una grandissima eco nell'opinione pubblica del Paese africano, a tal punto da spingere il vescovo alle dimissioni, accolte dal papa soltanto oggi. E sia inteso, non è stata certo un'ammissione di colpevolezza. Anzi. “Mi dimetto, - ha spiegato mons. Ncube - perché se dovessi ''affrontare un tribunale'' lo farò come ''Pius Ncube, un individuo normale, e la Chiesa non sarà portata in tribunale”. E ancora: “È in atto un ''attacco deliberato da parte dello Stato, non solo contro di me, ma contro la Chiesa cattolica dello Zimbabwe”, “rimango un vescovo cattolico nello Zimbabwe e continuerò a parlare chiaro sui temi che sento oggi più importanti”. (…) In effetti, i sospetti che la vicenda sia tutta una macchinazione sono altissimi, perché il vescovo (difeso tra l'altro dalla Conferenza episcopale) negli ultimi mesi era diventato una figura scomoda per il regime: si era opposto alla rielezione di Mugabe, da lui accusato di aver truccato le elezioni del 2005 per restare al potere che già occupava da 25 anni, e aveva invitato i cittadini ad una ''rivoluzione non violenta'', sull'esempio dell'Ucraina. Aveva poi spinto i vescovi dello Zimbabwe a condannare duramente il regime del dittatore, con una lettera, pubblicata nel periodo pasquale e intitolata ''Dio ascolta il grido degli oppressi''. Per capire lo stile di mons. Ncube basta citare il passaggio di un suo discorso del 2004: “La gente non ha cibo. Le persone moriranno perché il Governo ci sta raccontando delle menzogne. Molte persone in questo Paese sono state torturate a morte. Come cristiani dobbiamo opporci alla tortura”. Una chiarezza disarmante, a cui il regime deve aver pensato di rispondere in modo deciso. (…)(Mattia Bianchi, Korazym,11/09/07)

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Vescovi respingono duramente accuse diffamanti contro mons. Ncube (Radio Vaticana,Cns-Zengarini, 31/08/07)

“I recenti attacchi di uomini politici e dei media di Stato contro la persona di mons. Ncube costituiscono un assalto alla Chiesa cattolica che respingiamo con fermezza”. Con queste dure parole i vescovi dello Zimbabwe esprimono tutta la loro indignazione per la nuova campagna diffamatoria contro mons. Pius Ncube, l’arcivescovo di Bulawayo attualmente sotto processo con l’accusa di adulterio. (ndr – cfr sito africa, news del 16/07/2007: “Arcivescovo critico del presidente Mugabe accusato di adulterio” ; del 02/07/2007: “Mgr Ncube: "Ok invadere il paese e rimuovere Mugabe"”;  e del 22/03/2007: “Arcivescovo Ncube tuona contro Mugabe” ) - “Si tratta di un’accusa oltraggiosa e assolutamente deplorevole”, affermano i presuli in una nota, in cui ribadiscono che la “Chiesa cattolica non è mai stata e non è un nemico dello Zimbabwe”, come dimostrano anche le numerose opere di assistenza che essa gestisce nel Paese. “I fatti durante la lotta per l’indipendenza dalla Gran Bretagna – aggiungono – parlano da sé”. In queste settimane mons. Ncube, noto per le sue aperte prese di posizione in difesa dei diritti umani e contro il regime sempre più autoritario del Presidente Robert Mugabe, è stato oggetto di una vera e propria campagna di stampa per dimostrare la sua colpevolezza. Un attacco, rilevano i presuli, che viola il principio costituzionale della presunzione di innocenza e tutti i suoi diritti fondamentali e il cui vero obiettivo è quello di distrarre l’attenzione dell’opinione pubblica dalla drammatica situazione in cui è precipitato lo Zimbababwe. I rapporti tra Chiesa e il Presidente Robert Mugabe sono andati deteriorandosi in questi anni con l’inasprirsi delle tensioni politiche nel Paese, colpito da una grave crisi economica e il giro di vite del Presidente Mugabe contro l’opposizione.(Radio Vaticana, Cns-Zengarini,  31/08/07)

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Schermi in festa ad Harare (Cinemafrica, 26/08/07)

La 10. edizione dello ZIFF (Zimbabwe International Film Festival) si è aperta lo scorso 24 agosto ad Harare e proseguirà fino al 2 settembre. Festival internazionale aperto al cinema di qualità da tutto il mondo, lo Ziff ha scelto per la serata di apertura l’ultimo film del regista messicano Guillermo del Toro, El laberinto del fauno, e propone film di finzione e documentari da una ventina di paesi (Usa, Italia, Israele, Repubblica Ceca, Canada, Corea del Sud, Iran, Sudafrica, Sudan, Zimbabwe, Mozambico, Giappone, Germania, Repubblica Democratica del Congo, Portogallo, Olanda, Cina, India, Gran Bretagna, Spagna, Grecia). Tra i film in concorso, anche il sudafricano Bunny Chow di John Barker (2006). Inoltre, alcuni recenti titoli africani sono stati selezionati in cartellone: Fellow Strangers di Mustafa Ibrahim Mohamad (Sudan, 2005), Another Man’s Garden di Sol de Carvalho (Mozambico, 2006), Juju Factory di Balufu Bakupa-Kayinda (Repubblica Democratica del Congo, 2007) e il documentario sudafricano Bushman’s Secret di Rehad Desai (2006). Infine, una sezione del festival ("Zimbabwe Calabash") è dedicata a film diretti, scritti, prodotti o interpretati da registi, attori o produttori dello Zimbabwe. Da segnalare tre lungometraggi (Bitter Pill di Ben Mahaka, The Perfect Match di Charles Mawungwa e Super Patriots and Morons di Tawanda Gunda Mupengo), un documentario (Absolute Jiti di Elton Mjanana) e una selezione di cortometraggi. Per maggiori informazioni, rimandiamo al sito del festival: www.ziff.co.zw (Cinemafrica, 26/08/07)

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Paese nel caos, Londra pronta a intervenire (FaustoBiloslavo, il Giornale, 19/08/07)

I militari inglesi stanno aggiornando i piani per l’evacuazione dei 22mila cittadini britannici dall’instabile Zimbabwe. Lo ha rivelato il Times di Londra proprio mentre la presidenza portoghese dell’Unione europea invitava il discusso presidente dello Zimbabwe, Robert Mugabe, al vertice con i Paesi africani che dovrebbe tenersi in dicembre. Il dittatore, che espropria le terre ai bianchi e affama il suo popolo, era stato dichiarato persona non grata sul territorio europeo. Il governo di Londra si opporrà con forza alla decisione portoghese e nel frattempo prepara un nuovo piano di sgombero da attuare con un ponte aereo militare. Il quotidiano britannico scrive che «nello Zimbabwe vivono ancora fra le 17.500 e le 22.000 persone con passaporto britannico. Se sarà necessaria un’evacuazione potranno portare con sé i dipendenti, come è capitato nell’operazione di rimpatrio dal Libano» durante la guerra fra hezbollah e Israele dello scorso anno. (…) A causa della situazione sempre più instabile dello Zimbabwe i militari britannici hanno ricevuto l’ordine di aggiornare i piani e tenersi pronti. Lo sgombero scatterebbe in caso di violenze diffuse, che colpiscano in particolar modo i cittadini inglesi. Il Foreign Office precisa che nello Zimbabwe non si è ancora arrivati a questo punto, ma sul suo sito precisa che nell’ex Rhodesia «l'attuale situazione è imprevedibile, mutevole e potrebbe deteriorarsi rapidamente, senza segnali d'avvertimento». Venerdì si è saputo della morte di un ragazzino di 15 anni e di una guardia di sicurezza nell’assalto a un supermercato di Bulawayo, la seconda città del Paese. Uomini e donne volevano assaltare gli scaffali per accaparrarsi le ultime scorte di zucchero. Il governo ha imposto la diminuzione dei prezzi dei beni di prima necessità a metà giugno con il risultato che oggi non solo lo zucchero risulta irreperibile, ma scarseggiano anche pane, carne e benzina. (Fausto Biloslavo, il Giornale, 19/08/07)

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