Conferenza per la Costituzione nazionale del Paese (AL, Radiovaticana, 19/12/2007)
Prevista oggi a Lusaka, la prima sessione della Conferenza per la Costituzione nazionale (NCC) della Zambia. La Conferenza è composta da circa 500 membri, tra parlamentari, dirigenti dell’opposizione, rappresentanti di associazioni e capi tradizionali. La Chiesa Cattolica nel Paese ha più volte criticato l’iter legislativo della Conferenza, esprimendo cinque obiezioni di fondo. Il primo punto riguarda la legge che istituisce la Conferenza, legge che lascia alla Conferenza medesima la decisione circa la necessità di riscrivere o meno la Carta costituzionale, nonostante le chiare richieste popolari di un nuovo testo fondamentale. Il secondo punto tocca la composizione dell’assemblea, formata prevalentemente da politici, con l’esclusione di molte altre componenti della società e senza la chiara indicazione dei criteri di scelta delle diverse classi di membri. In terzo luogo, la legge istitutiva della Conferenza conferisce ampi poteri all’Assemblea, prerogative che potrebbero vanificare le richieste fondamentali avanzate dal popolo negli ultimi 20 anni. La quarta obiezione concerne il ruolo del Parlamento nell’ambito della legge citata, ruolo che potrebbe portare a semplici emendamenti del vecchio testo, evitando l’elaborazione di una nuova Carta. La legge conferisce infine al capo dello Stato un “assegno in bianco”, ovvero la facoltà di sciogliere la Conferenza, qualora lo ritenga necessario, o di prolungarne il mandato per il tempo stabilito dal presidente stesso. L’Episcopato ha infine dichiarato di voler partecipare ai lavori della Conferenza solo nel caso in cui le questioni citate siano seriamente discusse e affrontate. L’obiettivo è di conferire ai lavori della Conferenza quella legittimazione che deriva dal consenso e dalla partecipazione di tutte le componenti della comunità nazionale. (A.L., Radiovaticana,
19/12/2007)
Il vice-Presidente a Roma per attrarre gli investimenti italiani (NIP, 21/11/2007)
Il vice-Presidente Rupiah Banda ha sollecitato gli investitori italiani a profittare del clima favorevole del proprio paese per alacciare legami commerciali. Banda ha affermato ieri, nel corso di un incontro a Roma con alcuni rappresentanti dell'imprenditoria italiana che precede il congresso annuale della FAO, che attualmente lo Zambia offre allettanti vantaggi fiscali, la possibilità di trasferire in patria i propri profitti ed un tasso pari a zero sui dividendi e sui profitti per le imprese operanti nei settori ritenuti prioritari. Presenti all'incontro anche l' Ente Nazionale Idrocarburi (ENI), la Confederazione Italiana degli Agricoltori e la Comer Engineering Company, azienda specializzata nel reciclo di materiale di scarto industriale. - "Lo Zambia è protagonista di un processo di crescita di circa il 5% l'anno, l'inflazione è scesa raggiungendo la cifra unica così come i tassi d'interesse grazie ai progressi del nostro sistema macroeconomico" ha aggiunto il vice-Presidente dello Stato africano, che ha vantato anche gli sforzi governativi per incrementare la produzione agricolta e per incentivare il settore del turismo. Dal canto loro, le imprese italiane presenti all'incontro hanno manifestato forte interesse nei confronti di una possibile espansione del proprio business nel continente africano. Il responsabile delle relazioni internazionali di ENI, Manuel Liverzani ha infatti affermato che la propria compagnia, già presente in 73 paesi al mondo, sta valutando di allargare i propri investimenti ad altri paesi africani. Dello stesso avviso il portavoce di Confagricoltura che vede nello zambia un'opportunità di mercato nuova ed interessante. (NIP,
21/11/2007)
Rilasciati circa 400 detenuti a causa dell'aumento delle malattie in carcere (Peacereporter, 20/11/2007)
Il presidente dello Zambia, Levy Mwanawasa, ha concesso l'amnistia a circa 400 detenuti nel tentivo di decongestionare l'epidemia che ha contagiato le prigioni del paese. Lo ha annunciato un ufficiale, Daniel Chiwela, aggiungendo che 14 dei prigionieri rilasciati erano condannati all'ergastolo. Anche otto donne sono state liberate. Lo Zambia ha dovuto affrontare una crisi di sovraffolamento nelle prigioni che ha portato al diffondersi di numerose malattie causa di morte di molti detenuti. Il ministro delgi Affari Interni, Ronnie Shikapwashya, ha affermato che dal suo ministero è partita la raccomandazione al presidente di rilasciare i malati terminali e le persone più anziane in modo da non doverli nuovamente imprigionare. (Peacereporter,
20/11/2007)
Il dibattito sulla nuova Costituzione scatena tensioni politiche interne (Serena Grassia, Equilibri, 06/11/2007)
Dopo le elezioni presidenziali svoltesi in pieno regime democratico il 28 settembre 2006 e che hanno riconfermato il Presidente uscente Levy Mwanawasa del “Movimento per una Democrazia Multipartitica” (MMD), lo Zambia si trova a vivere un nuovo momento di tensioni interne, legate al dibattito costituzionale, in corso già da diverso tempo e accentuate dalle aspettative che i cittadini hanno riposto nel nuovo testo costituzionale. - L’unico dato che accomuna la società civile e la classe politica, sia al potere che all’opposizione, è la necessità che venga scritta una nuova Costituzione, al passo con l’evolversi dei tempi.Tuttavia, a dispetto dei valori di unità e uguaglianza sociale che una Costituzione ed uno Stato di diritto presuppongono, il dibattito costituzionale che in questi mesi si sta accendendo nell’ex colonia britannica si sta rivelando essere molto aspro e soprattutto causa di spaccature nette all’interno della classe politica. Al punto che i lavori, che avrebbero dovuto essere ultimati entro luglio 2007, sono stati ulteriormente procrastinati a dicembre 2008.Era il 1964 l’anno in cui lo Zambia proclamava la propria indipendenza dalla Gran Bretagna e scriveva la sua prima ed ancora vigente Costituzione; ne sono trascorsi 43 e a quel testo sono stati apportati moltissimi emendamenti grazie all’istituzione di 4 Commissioni di Revisione Costituzionale. Con la nuova Costituzione si vuole instaurare il principio, democratico, del costituzionalismo, ovvero il riconoscimento dei principi costituzionali come legge suprema, i cui eventuali emendamenti potranno essere varati solo mediante referendum. (…) Il principale motivo di disaccordo riguarda la questione se includere, nel nuovo testo costituzionale, tutte le problematiche sociali relative, ad esempio, al diritto alla casa, all’educazione o all’istruzione o attenersi, invece, esclusivamente all’enumerazione dei principi di legge basilari fondanti uno stato, valorizzando principalmente il rispetto dei diritti umani. Contrari alla prima opzione di cui sopra sono il Presidente Levy Mwanawasa e il suo partito, per cause di natura economica che, a ben guardare, si riflettono ampiamente nella sfera politica.Parlare di diritto alla casa o al lavoro in paesi poveri come lo Zambia e soprattutto tutelarli come se fossero “diritti costituzionali”, significherebbe conferire “legalmente” al popolo l’arma per far cadere un governo tutte le volte in cui questi stessi diritti non vengono garantiti per la maggioranza della popolazione, comprese le aree periferiche dove ancora si combatte contro l’insicurezza alimentare e le malattie endemiche.Povertà, mancanza di lavoro e morti precoci sono tra i problemi principali che il paese deve affrontare e per cui è necessario garantire stabilità e continuità politica. (…)(Serena Grassia, Equilibri, 06/11/2007)
L'erba uccide il parco (LaNuovaEcologia, 04/10/2007)
Un’erba infestante sta mettendo in crisi l’equilibrio biologico del parco nazionale dello Zambia e potrebbe avere ripercussioni sul turismo. Uno studio del Environmental Council of Zambia (ECZ) mostra che la Mimosa pigra, una specie fortemente invasiva, ha coperto circa 2,900 ettari di parco. La pianta, proveniente dall’America tropicale, interferisce con l’ecosistema impedendo ad animali e uccelli l’accesso all’acqua e riducendo lo spazio vitale della fauna e della flora. La Mimosa Pigra può crescere fino a sei metri di altezza e crea spesse barriere che distruggono la vegetazione autoctona. Fonte: Enn http://www.enn.com/ecosystems/article/23589 (LaNuovaEcologia, 04/10/2007)
Zambia - Gli stati dell'Africa australe promuovono un nuovo contingente di pace (Peacereporter, 17/08/07)
I leader di alcuni stati dell'Africa meridionale hanno annunciato oggi la prossima creazione di un vero e proprio contingente di pace, il cui operato si inserirà in un'ampia missione che coinvolgerà gran parte degli stati africani. La comunicazione ufficiale arriva dal presidente della Zambia, Levy Mwanawasa, durante un summit a Lusaka a cui hanno preso parte i quattordici membri della Southern African Development Community (Sadc). Il nuovo contingente dovrebbe contribuire al disarmo delle regioni afflitte dalle guerre civili, promuovendo iniziative di assistenza alle popolazioni delle zone più svantaggiate. Il Brigadiere Generale Malakia Nakanduugileh, che dovrebbe essere a capo del coordinamento delle truppe, si dice ''pronto a sostenere la nuova forza di pace''. In realtà non è ancora stato definito quando e dove dovrebbe partire l'operato del contingente, e ancora non è chiaro il numero dei soldati coinvolti, anche se si parla di un contingente di circa cinquemila uomini.(Peacereporter, 17/08/07)
Milingo torna con Moon e critica maschilismo cattolico (Apcom/Alice,09/08/07)
Monsignor Emmanuel Milingo, ex arcivescovo di Lusaka (Zambia), torna con il reverendo Moon, fondatore della Chiesa dell'unificazione (ora chiamata Federazione delle famiglie e Federazione universale della pace), e attacca il maschilismo della Chiesa cattolica. Presule esorcista, Milingo fu protagonista di una rottura con il Vaticano nel 2001, quando, entrato nella comunità di Moon, sposò la coreana Maria Sung. Ritornato nell'alveo della Chiesa cattolica e accolto da Wojtyla, Milingo è poi fuggito dalla casa in cui si trovava sotto tutela, l'anno scorso, per fondare negli Stati Uniti un'associazione di sacerdoti sposati, la Married priests now. "Monsignor Milingo è in ottima salute e sta lavorando per Dio insieme al Reverendo Moon", si legge in un comunicato dell'associazione dei Sacerdoti lavoratori sposati, branca italiana dell'iniziativa di Milingo. A quanto riferito, la signora Maria Sung ha peraltro affermato che il loro matrimonio è stato di modello per tante suore e tanti preti cattolici che desiderano sposarsi e sono "venuti fuori all'aperto". Mentre prepara un "pellegrinaggio mondiale dei sacerdoti sposati" a Roma, dal 6 all'8 dicembre prossimi, Moon ha scritto un saggio intitolato: "La teologia mascolina della Chiesa cattolica romana. Idolatria intellettuale".(Apcom/Alice, 09/08/07)
Zambia - Il web... una breccia per i condannati a morte (CO,Misna, 09/08/07)
Internet entra nel braccio della morte della prigione di Mukobeko a Kabwe, 150 chilometri a nord della capitale Lusaka, in Zambia. I circa 300 condannati a morte di questo istituto di pena sono i primi in Africa a cui è stato concesso l’utilizzo di internet per comunicare con l'esterno, cercare un'assistenza finanziaria e creare delle amicizie oltre le mura del carcere. "Creiamo delle pagine web per i prigionieri condannati a morte. Ogni settimana riceviamo nuove domande di adesione al progetto" dice Tracy Lamourie, direttrice della Coalizione canadese contro la pena di morte, organizzazione no-profit per i diritti umani. Eans Fundula ha 33 anni e prima di essere condannato era sposato e aveva due figli. La moglie lo ha lasciato e ora ha bisogno di un aiuto economico per occuparsi della famiglia e per prendere un avvocato in sua difesa "serve un ponte per noi vulnerabili in questo posto cupo e privo di rispetto", scrive Eans dal carcere. A Mukobeko i condannati a morte sono isolati dal resto della comunità carceraria, le celle ospitano un numero di detenuti tre volte superiore allo spazio disponibile. Internet permette loro di ridurre l'isolamento e la sofferenza. Secondo l'amministrazione penitenziaria, alcuni carcerati aspettano nel braccio della morte da più di trent'anni. Il presidente dello Zambia, Levy Mwanawasa ex-avvocato per i diritti umani, si è dichiarato contrario alla pena di morte e si è impegnato a non firmare nessun ordine di esecuzione. Salito al potere nel 2001 ha istituito una commissione incaricata di rivedere la Costituzione e giudicare se sia possibile abolire la pena di morte. (CO, Misna, 09/08/07)
97 commutazioni in ergastolo (Ag. Radicale, 06/08/07)
Il presidente dello Zambia, Levy Mwanawasa, ha commutato in ergastolo le condanne a morte di 97 prigionieri, annuncia un comunicato diffuso dalla capitale Lusaka. Il Presidente ha anche rimesso in libertà 823 detenuti, decongestionando in questo modo diverse prigioni del paese. Nel comunicato, Mwanawasa si dice preoccupato per le cattive condizioni di detenzione nel paese e assicura che il Governo sta studiando la maniera per renderle più umane e sopportabili. Inoltre si rivolge alle autorità penitenziarie perché vengano liberati anche i detenuti che hanno osservato buona condotta e quelli più malati. Dal suo arrivo al potere nel 2001, il capo dello stato, ex avvocato per i diritti umani e contrario alla pena di morte, ha rifiutato di firmare ordini di esecuzioni di condanne a morte, una formalità prevista dal codice del paese. Per continuare a decongestionare le prigioni – conclude il comunicato – il Governo dello Zambia proseguirà nella revisione dei casi ed eventualmente a raccomandare la grazia presidenziale.(Ag. Radicale, 06/08/07)
Ex presidente, possibile processo in video-conferenza (Peacereporter, 20/07/07)
Il tribunale penale dello Zambia ha chiesto all'ex presidente Frederick Chiluba di tornare il 13 agosto dal Sudafrica, dove si trova per motivi di salute, in modo che si possa aprire il processo a suo carico. Se non potrà fisicamente presentarsi, hanno detto i giudici, verrà interrogato in video-conferenza. Chiluba è accusato di aver sottratto 500 mila dollari in buoni del tesoro dalle casse dello stato mentre era al potere tra il 1991 e il 2002.(Peacereporter, 20/07/07)
Ex presidente si fa curare in Sudafrica, forse non si presenterà al processo (Peacereporter, 10/07/07)
Il governo dello Zambia ha permesso che l'ex presidente Frederick Chiluba lasciasse il Paese per farsi curare in Sudafrica. Chiluba, malato di cuore, avrebbe dovuto presentarsi in tribunale il mese prossimo. L'accusa è di aver sottratto alle casse dello stato fondi per quasi 500 mila dollari. La corte suprema di Londra lo ha condannato a restituire 58 milioni di dollari, compresi i danni e gli interessi, ma l'ex presidente ha subito presentato ricorso, sostenendo che un tribunale inglese non può giudicare reati commessi nello Zambia. (Peacereporter, 10/07/07)
Autorizzata esportazione surplus di mais verso paesi 'Comesa' (RC, Misna, 14/06/07)
Dopo due anni di sospensione, il governo di Lusaka ha deciso di autorizzare l’esportazione delle eccedenze di mais verso gli altri stati membri della Comunità economica dell’Africa orientale e australe (Comesa) colpiti lo scorso anno da catastrofe naturali. Lo ha riferito il ministro dell’Agricoltura Ben Kapita, precisando che sarà consentita solo l’esportazione dei sopravanzi perché il paese deve mantenere delle riserve adeguate per evitare carestie. Le esportazioni di mais erano state sospese due anni fa proprio perché nel 2005 la sicurezza alimentare del paese era stata minata dalla siccità e dai commerci esteri massicci. Le restrizioni tuttavia erano state ammorbidite già lo scorso febbraio quando il governo aveva autorizzato l’esportazione di 40.000 tonnellate di mais. Oltre allo Zambia, della Comesa fanno parte altri 20 paesi, tra cui il Madagascar devastato tra marzo e aprile dai cicloni Indlala e Jaya e l’Eritrea, l’Etiopia, il Kenya e il Sudan colpiti lo scorso anno da forti piogge e alluvioni. (RC, Misna, 14/06/07)
Una proposta di ‘aiuto’ concreta al G8 (MZ.Misna, 07/06/07)
Il presidente dello Zambia, Levy Mwanawasa, ha chiesto con urgenza ai paesi membri del G8 di mettere a punto nuove leggi che rendano più difficile ai funzionari africani corrotti l’abitudine di nascondere i ‘bottini’ delle loro pratiche nelle banche dei paesi più industrializzati del pianeta. La richiesta è arrivata in concomitanza con l’apertura in Germania del vertice dei capi di Stato e di governo degli 8 paesi più industrializzati del pianeta, ai quali il presidente zambiano ha anche lanciato un accorato appello chiedendo di semplificare le lunghe e complesse procedure che oggi i governi africani devono affrontare per tentare di recuperare i fondi sottratti illegalmente e finiti nelle principali banche internazionali. “Non possiamo ricevere aiuti che poi, a causa della corruzione, tornano da dove erano partiti. Speriamo almeno che (i paesi ricchi) ci possano aiutare a riportare indietro quel denaro” ha detto Mwanawasa. (MZ.Misna,07/06/07)
Ressa in uno stadio: 12 morti (Raisport, 04/06/07)
Tragedia in Zambia al termine di una partita di qualificazione alla Coppa d'Africa: 12 persone sono morte nella ressa all'uscita dallo stadio.La nazionale di casa aveva appena battuto il Congo per 3-0 nello stadio di Konkola. Secondo un testimone la ressa si e' creata all'uscita: i tifosi sono rimasti schiacciati. 12 sono morti, 46 sono stati ricoverati in ospedale per ferite. Nel '97 un episodio analogo si era verificato a Lusaka per un falso allarme bomba lanciato da un tifoso. (Raisport,04/06/07)
“Il popolo dello Zambia ha parlato: vuole una nuova Costituzione prima delle elezioni presidenziali e parlamentari del 2011” afferma un comunicato firmato a nome dei Vescovi dello Zambia da Mons. Telesphore George-Mpundu, Arcivescovo di Lusaka e Presidente della locale Conferenza Episcopale, inviato all’Agenzia Fides. “Tenendo in mente che la tradizione cattolica vede la partecipazione nel processo politico come un dovere morale”- recita il documento- “i Vescovi cattolici riuniti nell’incontro del loro Consiglio allargato, notano, con profondo dispiacere, l’impasse che avvolge il processo per dotare il Paese di una nuova Costituzione”. - I Vescovi sottolineano la necessità di una nuova Carta Costituzionale in quanto “43 anni dopo l’indipendenza, il Paese ha bisogno urgente di una Costituzione inclusiva che permetta al nostro popolo di rispondere alle numerose sfide che dobbiamo affrontare come nazione. Ancora più di prima, lo Zambia ha bisogno di una Costituzione che faccia decollare la trasformazione positiva del Paese”. (…).(LM, Ag. Fides, 19/05/07)
Più di un milione di persone colpite da alluvioni (Vita, 27/03/07)
Sono più di 1 milione e 400mila le persone colpite dalle alluvioni avvenute nelle scorse settimane in Zambia, molte delle quali costrette a far fronte a seri problemi di sussistenza alimentare. Lo ha detto il vice-presidente Rupiah Banda parlando ieri con la stampa nazionale, alla quale ha precisato che le alluvioni delle scorse settimane hanno interessato quasi il 13% dell'intera popolazione nazionale (stimata in 11 milioni di persone). Citando i dati contenuti nel rapporto messo a punto dall'Unità per la gestione dei disastri, il vice-presidente ha sottolineato che le alluvioni hanno colpito direttamente 41 dei 72 distretti amministrativi del paese, distruggendo edifici, infrastrutture, ma soprattutto i raccolti di mais, cassava e sorgo, che garantiscono la sopravvivenza alimentare di migliaia di famiglie. Il vice-presidente ha precisato che circa 300.000 persone hanno bisogno di aiuti alimentari immediati, dal momento che hanno scorte sufficienti solo per i prossimi due mesi. “È un compito gigantesco, anche perché, contemporaneamente, abbiamo altre zone del paese dove a causa della siccità rischia di presentarsi lo stesso problema di carenza di cibo” ha detto Banda, nel corso di una cerimonia per la consegna di aiuti da parte di privati. Lo Zambia non è il solo paese ad aver affrontato nelle ultime settimane i capricci del tempo che hanno portato alluvioni e piogge violente in alcune zone e siccità estrema in altre. Scenari identici sono in corso in Madagascar (dove almeno 800.000 persone hanno bisogno di aiuti urgenti) e in Mozambico (altre 300.000 persone), riferisce oggi l'agenzia Misna. (Vita,
27/03/07)
Presidente licenzia il proprio genero, viceministro, per corruzione (PeaceReporter, 19/03/07)
Il presidente dello Zambia Levy Mwanawasa ha sollevato dall'incarico di vice ministro delle Proprietà terriere il proprio genero, Moses Muteteka, dopo aver constatato che Muteteka era conivolto in un caso di corruzione. Sono immediatamente partite indagini per fare chiarezza sul caso, che prevedeva un'illecita distribuzione di terreni. Il presidente Mwanawasa aveva licenziato il mese scorso per il medesimo motivo il ministro delle Proprietà terriere, Gladys Nyirongo, con l'accusa di aver preso possesso di terreni a costi irrisori per poi rivenderli ad investitori. Il presidente dello Zambia, che ha fatto della lotta contro la corruzione il proprio caposaldo, aveva definito il ministro Nyirongo come "la persona più corrotta della nazione". (PeaceReporter,
19/03/07)
Governo decide demolizione di centinaia di case (PeaceReporter, 14/03/07)
Cittadini di Lusaka, capitale dello Zambia, stanno protestando contro la decisione del governo di demolire le loro abitazioni. A partire dallo scorso weekend sono infatti centinaia le case che sono già state rase al suolo. Il ministro dell'Informazione, Vernon Wanga, ha motivato questa operazione come tentativo da parte del governo di riportare la legge e l'ordine nei malfamati quartieri delle township, dove regnano l'abusività e i traffici illegali. Due settimane fa il presidente dello Zambia Levy Mwanawasa aveva licenziato il ministro della Terra Gladys Nyirongo con l'accusa di aver distribuito vasti terreni ai propri famigliari. Nel 2005 una vasta operazione di demolizione nel vicino Zimbabwe aveva lasciato senza casa centinaia di migliaia di persone, ritrovatesi da un momento all'altro senza una dimora. (PeaceReporter,
14/03/07)
World Food Programme taglierà fondi per 500 mila persone (PeaceReporter, 27/02/07)
Il World Food Programme delle Nazioni Unite ha deciso di eliminare, nelle prossime settimane, essenziali fondi per aiuti alimentari per circa 500 mila persone a causa di difficoltà nel trovare sovvenzioni. Verranno interrotti anche fondi per circa 6 mila persone affette da Aids: il direttore del Wfp dello Zambia, David Stephenson, afferma che le risorse di cibo a disposizione dell'agenzia si stanno esaurendo rapidamente, situazione che ha forzato la decisione di sospendere gli aiuti per gli indigenti. (PeaceReporter, 27/02/07)
Milingo escluso da annuario pontificio (Repubblica, 13/02/07)
Il nome di Emanuel Milingo non compare piu' nell'Annuario Pontificio. L'esclusione e' la conseguenza della decisione dell'ex arcivescovo di Lusaka di consacrare vescovi quattro sacerdoti sposati, che lo ha fatto incorrere nella scomunica"latae sententiae". Milingo compariva nell'Annuario Pontificio dal 1970, cioe' dalla data della sua consacrazione episcopale avvenuta in Zambia il 1 agosto del 1969, dopo la nomina alla sede diLusaka. Dal 1983 era indicato invece come arcivescovo emerito. (Repubblica,13/02/07)
Proteste pubbliche contro Hu Jintao (AsiaNews, 05/02/07)
Proteste e contestazioni contro il presidente Hu Jintao durante i due giorni di visita in Zambia. (…) Hu è arrivato in Zambia il 3 febbraio proveniente dal Sudan, Stato nel quale ha molto parlato di accordi economici, ma poco e nulla di diritti umani, di genocidio e del Darfur. Pechino ha annunciato la remissione di crediti verso lo Zambia per 8 milioni di dollari e investimenti per 800 milioni di dollari in 3 anni nell’industria mineraria del rame nella regione settentrionale di Chambeshi, con la prevista creazione di 60 mila posti di lavoro, nonché progetti per la costruzione di due scuole rurali, un ospedale per la malaria e un centro agricolo d’avanguardia. Sarà costruita una fonderia per 200 milioni nella zona mineraria, nonché uno stadio sportivo a Ndola. Proprio nello Chambeshi le ditte cinesi sono accusate di far lavorare i minatori senza garanzie per la sicurezza e di impedire l’attività dei sindacati. Nel 2005, 51 minatori sono morti per un’esplosione in una miniera. Nel 2006 controllori cinesi e la polizia hanno sparato contro i minatori che chiedevano migliori condizioni di lavoro e aumenti salariali (ora la paga è di 2 dollari al giorno). L’ex minatore Albert Mwanaumo racconta che un controllore cinese gli ha sparato e commenta che “i cinesi non ci considerano mai come esseri umani”. Lusaka ha cancellato la visita di Hu nella zona mineraria per evitare sicure proteste pubbliche. Il portavoce parlamentare Amussa Mwanamwambwa ha reso pubblica la decisione di Lusaka di istituire una speciale zona di cooperazione economica con gli investitori cinesi, con vantaggi ed esenzioni fiscali. Ma ha anche dovuto chiedere ai cinesi di “dare priorità” alle aziende locali per l’acquisto di merci e servizi, ora acquistate altrove, per evitare di “compromettere lo sviluppo delle industrie locali”. Il rame costituisce il 60% dell’export del Paese ed è essenziale per l’industria cinese. (…) A gennaio i dipendenti della ditta sino-zambiana Mulungushi Textiles, prima industria tessile del Paese, hanno protestato davanti all’ambasciata cinese contro i miseri salari, le cattive condizioni di lavoro e la chiusura temporanea dell’impianto che ha lasciato circa 700 lavoratori privi di paga. (AsiaNews, 05/02/07)
Cina e Zambia rilasciano un comunicato congiunto (CRIOnline, 04/02/07)
Il 4 febbraio a Lusaka, capitale della Zambia, il Presidente di Stato cinese Hu Jintao ha incontrato il Presidente del Parlamento zambiano Mwanawasa e l'ex Presidente zambiano Kaunda. Lo stesso giorno, Cina e Zambia hanno rilasciato un comunicato congiunto in cui affermano di intendere rafforzare ulteriormente la cooperazione in tutti i campi tra le due parti. Durante il suo incontro con Mwanawasa, Hu Jintao ha indicato che l'Assemblea popolare nazionale cinese e il Parlamento nazionale zambiano mantengono da sempre buoni rapporti di cooperazione, e la parte cinese intende rafforzare i contatti e la cooperazione tra gli organi legislativi dei due paesi. Incontrando Kaunda, Hu Jintao ha ringraziato l'ex Presidente zambiano in rappresentanza del governo e del popolo cinesi per gli straordinari contribuiti che ha elargito per lo sviluppo dei rapporti sino-zambiani. Nel comunicato congiunto rilasciato dai due paesi si espone che le due parti hanno acconsentito a rafforzare le consultazioni e il dialogo, ampliare la cooperazione di mutuo vantaggio e gli scambi in campo umanistico, rafforzare la cooperazione internazionale ed impegnarsi per il continuo sviluppo delle relazioni d'amicizia tra Cina e Zambia. (CRIOnline, 04/02/07)
Con un salto di 128 metri che si sviluppa su un fronte di oltre un chilometro e mezzo, le Victoria Falls sono tra le cascate più spettacolari al mondo. Formate dal fiume Zambesi sul confine tra Zambia e Zimbabwe, costituiscono la più importante attrazione turistica dell'Africa centro-meridionale. L'enorme massa riversata ogni secondo dalle cascate genera un muro di gocce d'acqua che sale nel cielo africano per oltre 1.600 metri, rendendosi visibile anche a 40km di distanza dal salto. Impareggiabile calamita per orde di turisti, lo spettacolo delle Victoria Falls contribuisce in maniera determinante ai vacillanti bilanci economici dei due stati africani. Ma a causa dei continui e violenti conflitti di potere interni allo Zimbabwe, negli ultimi anni la maggior parte dei turisti preferisce ammirare la meraviglia delle cascate dal più tranquillo Zambia. L'aumento dei flussi turistici ha indotto il governo zambiano ad approvare un progetto per la costruzione di hotel, campi da golf e oltre cinquecento chalet su 220 ettari di terreno nei pressi di Livingstone, cittadina contigua al salto delle cascate e così chiamata in onore dell'esploratore David Livingstone, scopritore nel 1855 delle falls. Oltre allo sfregio paesaggistico irrecuperabile, l'eco-mostro danneggerebbe la ricca fauna locale, precludendo l'unico punto di attraversamento del fiume Zambesi a centinaia di elefanti, ippopotami, bufali, giraffe, nonché allo sparuto numero di rinoceronti bianchi a rischio d'estinzione che ancora vivono nell'area. Il progetto zambiano è ferocemente osteggiato dall'autorità di controllo dei parchi naturali dello Zimbabwe, non solo per motivi naturalistici, ma soprattutto per motivazioni economiche. Infatti, il nuovo resort turistico in Zambia scipperebbe un cospicuo numero di turisti allo Zimbabwe, che registra da cinque anni una flessione del 70% nei flussi turistici. L'UNESCO, che ha dichiarato nel 1989 le cascate patrimonio mondiale dell'umanità, minaccia di sospendere la tutela del sito naturalistico se il progetto zambiano venisse realizzato. Ciò pone numerosi interrogativi sul ruolo dell'Istituzione delle Nazioni Unite che, paradossalmente, per salvaguardare i propri beni (artistici, ambientali, culturali...) ha materialmente la sola arma del ricatto per fare valere le proprie ragioni. Gli stati africani hanno il sacrosanto diritto di migliorare le proprie condizioni economiche anche con il turismo, ma il loro progresso deve necessariamente passare per la strada di un futuro sostenibile, lontano dai cattivi esempi del "nostro mondo". La partita per le Victoria Falls è ancora aperta. Ma sicuramente non possiamo correre il rischio di trasformare un tempio della natura in una nuova Las Vegas. (CattivaMaestra, 02/02/07)