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TOGO - 2007

Faure Gnassingbè rilancia l’economia puntando sul petrolio (Serena Grassia, Equilibri, 27/11/2007)

Elezioni: corte costituzionale conferma risultati e abbassa affluenza (MZ, Misna, 30/10/2007)

Elezioni: risultati definitivi confermano vittoria partito di governo (MZ, Misna, 24/10/2007)

Un sospiro di sollievo (Matteo Fagotto, Peacereporter, 19/10/2007)

Legislative, maggioranza assoluta a partito al potere (Suissinfo, 18/10/2007)

Elezioni: osservatori locali e internazionali esprimono soddisfazione (CC, Misna, 16/10/2007)

Elezioni nella calma con una grande affluenza alle urne (LM, Fides, 15/10/2007)

Calcio: Togo-Mali finisce in rissa (La Stampa, 15/10/2007)

Oggi le elezioni legislative, per il rinnovo degli 81 seggi del parlamento (Ansa, 14/10/07)

Verso le legislative: cifre e... osservatori (GB, Misna, 03/10/2007)

Inondazioni: 20 morti per piogge torrenziali (Swissinfo, 13/09/07)

Elezioni legislative, si vota il 14 ottobre (Peacereporter, 31/08/07)

Allarme malnutrizione infantile in due province. (Radio Vaticana, 06/08/07)

Un Paese al bivio in vista delle elezioni (Equilibri,17/07/07)

Nuovo rinvio per elezioni legislative (MZ, Misna, 04/07/07)

Messaggio di Benedetto XVI al cardinale Ivan Dias, in occasione del suo 25.mo anniversario di episcopato (Alessandro Risotti Radiovaticana, 21/06/07)

Verso le elezioni parlamentari, presto il censimento (CC, Misna, 23/05/07)

Minacce di morte per il Gunner Adebayor (GoalCom, 25/03/07)

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Faure Gnassingbè rilancia l’economia puntando sul petrolio (Serena Grassia, Equilibri, 27/11/2007)

Il 14 ottobre 2007 in Togo si sono svolte le prime elezioni democratiche della storia, alle quali hanno preso parte tutti i partiti politici, compresi quelli di opposizione. Il RPT ha vinto con 50 seggi su 81, confermando al potere Faure Gnassingbè, mentre l’opposizione ed in particolare l’Union des Forces du Changement, (con 27 seggi in Parlamento) contesta la legalità del voto inneggiando ai brogli elettorali. Più conciliante, invece, l’atteggiamento dell’altro partito che siede in Parlamento con 4 seggi, il CAR dell’ ormai ex Primo Ministro Yaovi Agboyibo. Gli oltre 3.500 osservatori internazionali hanno parlato di consultazioni libere e trasparenti ed attestato un’affluenza alle urne pari al 95%. Per Faure Gnassingbè adesso arriva il momento più difficile: ricompattare un popolo diviso e risollevare un’economia dilaniata da oltre 14 anni di conflitti e disordini civili e politici. (…) Il Togo finalmente esce dalla lista nera dei paesi non democratici ed i primi benefici in suo favore provengono dalla comunità internazionale. L’Unione Europea, dopo aver sospeso nel 1993 i suoi rapporti di cooperazione col piccolo stato dell’Africa Occidentale a causa del deficit di democrazia e delle gravi violazioni dei diritti umani di cui si era troppe volte macchiato, ha recentemente annullato le suddette sanzioni e disposto una donazione pari a 26 milioni di euro, da destinare a progetti di ristrutturazione e di supporto alle istituzioni. In particolare:
* 8 milioni di euro saranno diretti al consolidamento di una governance economica e politica trasparente, per agevolare la classe dirigente nell’affermazione della democrazia;
* gli altri 18 verranno impiegati in progetti di bonifica sanitaria da realizzarsi nei principali centri urbani.
Inoltre Louis Michel, il Commissario Europeo per lo Sviluppo e l’Azione Umanitaria, sulla scia dei risultati del 14 ottobre ha sbloccato i fondi a favore del Togo, previsti all’interno del 9 Fondo Europeo di Sviluppo, lo strumento finanziario di aiuti per il terzo mondo previsto dagli accordi di Cotonou, definendo un programma di cooperazione economica e finanziaria che verrà attuato nell’arco del periodo 2008-2016. Speranze di investimenti arrivano, invece, dagli Stati Uniti d’America e sono legate direttamente allo sfruttamento del petrolio.Lo scorso gennaio il governo togolese ha stilato un accordo biennale di esplorazione con la società Oranto Petroleum International, per la presunta presenza di oro nero sulle coste togolesi. Fino ad oggi il Togo non è stato un grande esportatore di materie prime, né un grande detentore di minerali, tuttavia, a solleticare l’interesse delle compagnie americane sarebbero state le tesi di alcuni geologi che hanno ravvisato nella posizione geografica del Togo e nelle condizioni del sottosuolo i presupposti migliori per l’accumulo di idrocarburia, anche in considerazione della vicinanza con la Nigeria, attualmente il maggior produttore ed esportatore di petrolio africano. Accordi di questo genere erano già stati stretti in passato con un’altra società americana, la Hunt Oil Company e con la norvegese Petroleum Geo Service. L’obiettivo è puntare sugli investitori stranieri per affrontare in maniera incisiva i problemi strutturali del paese: mancanza di energia elettrica e acqua, come presupposto per la successiva risoluzione anche delle frequenti crisi umanitarie che lo investono. (…)(Serena Grassia, Equilibri, 27/11/2007)

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Elezioni: corte costituzionale conferma risultati e abbassa affluenza (MZ, Misna, 30/10/2007)

La Corte Costituzionale ha confermato oggi la vittoria del partito di governo Raggruppamento del popolo togolese (Rpt) alle elezioni del 14 ottobre scorso. Dopo aver esaminato tutti i dati e i ricorsi presentati dall’opposizione, la Corte ha ratificato oggi i dati definitivi che confermano l’assegnazione al Rpt di 50 seggi degli 81 che compongono il Parlamento, di 27 seggi al principale partito d’opposizione, l’Unione delle forze del cambiamento (Ufc) di Gilchrist Olympio, e dei restanti 4 seggi al Comitato di azione del rinnovamento (Car) dell’attuale primo ministro Yawovi Agboyibo. L’unico dato rivisto dal massimo tribunale togolese è stato quello dell’affluenza alle urne che è passata dal 95% all’85% dei 2.974.718 degli aventi diritto. Le elezioni, secondo i 3500 osservatori locali e internazionali, si sono svolte regolarmente, anche se l’Ufc aveva denunciato brogli e l’annullamento “intenzionale” di 40.000 preferenze a suo favore.(MZ, Misna, 30/10/2007)

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Togo - Elezioni: risultati definitivi confermano vittoria partito di governo (MZ, Misna, 24/10/2007)

Con 50 seggi su un totale di 81, il partito di governo Raggruppamento del popolo togolese (Rpt) ha vinto le elezioni legislative tenute il 14 ottobre scorso in Togo. Lo ha annunciato la Commissione Elettorale nazionale (Ceni), diffondendo i dati definitivi dello scrutinio che confermano la vittoria, emersa chiaramente già nei dati provvisori, del partito del presidente Faure Gnassingbé che resterà al potere godendo di una maggioranza assoluta in Parlamento. Il principale partito d’opposizione, l’Unione delle forze del cambiamento (Ufc) di Gilchrist Olympio ha ottenuto 27 seggi, mentre i restanti quattro sono andati al Comitato di azione del rinnovamento (Car) dell’attuale primo ministro Yawovi Agboyibo. Altissima l’affluenza: a recarsi ai seggi il 95% dei 2.974.718 degli aventi diritto. Le elezioni, secondo i 3500 osservatori locali e internazionali, si sono svolte regolarmente, anche se l’Ufc ha denunciato brogli. I ricorsi presentati dall’opposizione dovranno essere valutati entro i prossimi otto giorni dalla Commissione per consentire poi la ratifica definitiva dei risultati da parte della Corte Costituzionale. (MZ, Misna,  24/10/2007)

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Un sospiro di sollievo (Matteo Fagotto, Peacereporter, 19/10/2007)

Sono state le prime elezioni libere nella storia del Togo, ma il vincitore è sempre lo stesso: il Rassemblement du Peuple Togolais, il partito del presidente Faure Gnassingbé, ha ottenuto la maggioranza assoluta alle presidenziali di domenica scorsa, ottenendo 49 seggi su 81. I rivali storici dell'Union des Forces du Changement si sono aggiudicati 21 deputati, che dovrebbero aumentare con la conclusione dello spoglio, ancora in corso, nella capitale Lomé. Ma nonostante le proteste dell'opposizione, che grida ai brogli, per la popolazione la cosa più importante è che le consultazioni si siano svolte in maniera pacifica, dopo le centinaia di morti del 2005. Ora, il Togo è pronto a guardare al futuro. - Nonostante le apparenze, la vittoria del Rpt non era così scontata. Il partito creato dall'ex-padre padrone del Togo, Gnassingbé Eyadema, al potere per 38 anni prima di cedere il testimone al figlio Faure, affrontava per la prima volta uno scrutinio libero contro tutti i maggiori partiti di opposizione, che negli anni precedenti avevano preferito boicottare le consultazioni. La campagna del partito, che ha puntato sul programma di riconciliazione portato avanti dal presidente, ha avuto successo. Un programma premiato sia dalla presenza dell'opposizione, sia dall'altissima affluenza alle urne, fissata dalla Commissione elettorale al 95 percento. Ora la palla passa alla Corte costituzionale, la quale dovrà confermare i risultati ed esaminare i ricorsi dell'Ufc che martedì, in una lettera alla Commissione elettorale, lamentava brogli in tutto il Paese. Stando alla lettera, decine di migliaia di schede a favore dell'Ufc sarebbero state sistematicamente annullate, privando il partito di almeno otto seggi. Una denuncia che non trova però d'accordo gli osservatori (circa 3.500) di Unione Europea, Unione Africana e Comunità Economica dei Paesi dell'Africa Occidentale (Cedeao), i quali non hanno rilevato gravi irregolarità nelle operazioni di voto e nei successivi scrutini. Il Comité d'Action du Renouveau, il partito del premier Yawovi Agboyibo che ha ottenuto quattro seggi, non ha invece presentato alcun ricorso. Ora, per il Paese è tempo di voltare pagina: Lomé spera di far annullare quanto prima le sanzioni imposte nel 1993 dall'Ue per “deficit democratico”, costate milioni di dollari in aiuti allo sviluppo per uno dei Paesi più poveri dell'Africa occidentale. Dopo essere stato eletto tra il sangue dei manifestanti, che contestavano il fatto che fosse appoggiato dalle Forze Armate, il presidente Faure ha varato un programma di riconciliazione nazionale che, lentamente, sta dando i suoi frutti. Ma ricostruire l'economia di un Paese in declino da 14 anni sarà un'altra cosa. (Matteo Fagotto, Peacereporter,  19/10/2007)

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Legislative, maggioranza assoluta a partito al potere (Suissinfo, 18/10/2007)

I partito al potere in Togo, il Raggruppamento del Popolo Togolese, ha ottenuto la maggioranza assoluta in Parlamento con 49 seggi su 81: è questo il risultato delle elezioni legislative svoltesi domenica, reso noto stanotte dal presidente della Commissione elettorale indipendente Tozim Potopere, secondo il quale la partecipazione al vot o ha raggiunto il 95%. Al partito d'opposizione dell'Unione delle Forze di Cambiamento, guidato da Gilchrist Olympio, sono andati 21 seggi, mentre quattro sono stati conquistati dal Comitato d'Azione del Rinnovamento di Yawovi Agboyibo, l'attuale primo ministro d'opposizione. Sette seggi devono ancora essere attribuiti. (Suissinfo, 18/10/2007)

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Elezioni: osservatori locali e internazionali esprimono soddisfazione (CC, Misna, 16/10/2007)

Un sentimento generale di soddisfazione circonda finora lo svolgimento delle elezioni legislative di domenica scorsa in Togo: lo conferma alla MISNA la missione di osservazione della società civile locale, che con 500 agenti dispiegati su tutto il territorio ha sottolineato la calma registrata nel paese. “Abbiamo notato qualche problema in alcuni seggi dove mancavano i timbri da apporre sulle schede elettorali a conferma della validità del voto, ma sono stati risolti e non dovrebbero avere ripercussioni sulla regolarità delle operazioni” dice Magloire Kuakuvi, vice-coordinatore della commissione Giustizia e Pace di Lomé, raggiunto stamani per telefono dalla MISNA nella capitale togolese. “L’unica nostra preoccupazione è ora quella relativa alla ‘centralizzazione’ delle schede e dei risultati di ogni seggio per ottenere quelli finali: è un processo complesso, che porterà via ancora almeno tre giorni” aggiunge Kuakuvi, precisando che gli osservatori possono assistere anche a questa fase di conteggio finale dei voti. Tre innovazioni hanno caratterizzato queste legislative, sottolinea il coordinatore di Giustizia e Pace: “Per la prima volta, i militari sono rimasti nelle caserme e non sono intervenuti; per la prima volta la popolazione ha potuto assistere alle operazioni di scrutinio del voto e per la prima volta, i risultati in ogni seggio sono stati affissi sotto gli occhi di tutti”. Anche la missione degli osservatori della Cedeao (Comunità economica dei paesi dell’Africa occidentale) ha ritenuto il voto “libero e trasparente”, tranne per alcune “carenze”. Nonostante la pubblicazione ormai quasi completa dei risultati in ogni circoscrizione, nessuna tendenza circola ancora sui media togolesi, che hanno, in virtù della legge elettorale, il divieto di divulgare dati finché la Commissione elettorale nazionale indipendente (Ceni) non avrà fornito i primi risultati ufficiali. Sul sito del principale partito di opposizione, l’Unione delle forze per il cambiamento (Ufc), circola un “appello alla mobilitazione contro i brogli del Rpt”, il partito al potere ‘Rassemblement du peuple togolais’; l’Ufc annuncia la vittoria di uno“tsunami giallo”, dal colore adottato dal partito per la campagna e denuncia “manipolazioni” da parte del partito che ha tenuto le redini del potere per circa 40 anni. (CC, Misna,  16/10/2007)

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Togo - Elezioni nella calma con una grande affluenza alle urne (LM, Fides, 15/10/2007)

“Le elezioni si sono svolte nella calma e la situazione è tranquilla: abbiamo speranza per il futuro” dice all’Agenzia Fides Mons. Denis Komivi Amuzu-Dzakpah, Arcivescovo di Lomé, capitale del Togo, dove ieri, 14 ottobre, si sono tenute le elezioni legislative. Rispetto alle elezioni del 2003, a quelle di quest’anno partecipano i partiti di opposizione. Dopo la morte del Presidente Gnassingbé Eyadéma, nel febbraio 2005, e l’elezione a Capo dello Stato di Faure Gnassingbé Eyadéma, figlio del Presidente defunto, il Togo sta attraversando una fase di transizione. Gli osservatori internazionali giudicano positivamente le tenuta del voto di domenica con la partecipazione di tutti i partiti. La stampa locale sottolinea che il Presidente è riuscito a condurre il Paese al voto in un clima disteso, rispettando i 22 punti di un accordo elaborato dall’Unione Europea, sottoscritto con i partiti dell’opposizione che prevede, tra l’altro, un governo di unità nazionale e la riforma della giustizia. L’Unione Europea è il principale donatore di aiuti economici al Togo e aveva espresso severe critiche per brogli sulle scorse elezioni. Anche la Chiesa cattolica ha operato per creare armonia e pace alla vigilia delle elezioni. “Prima delle elezioni la Conferenza Episcopale ha pubblicato un messaggio alla nazione nella quale si sottolineava l’importanza del rispetto della giustizia e della pace e la necessità della riconciliazione nazionale. Il messaggio è stato ben accolto da tutti” ricorda l’Arcivescovo di Lomé. Gli elettori recensiti dalla Commissione Elettorale Indipendente sono 2.974.718. Dovranno eleggere 81 deputati tra 2.100 candidati di 32 partiti. Per assicurare la correttezza del voto sono stati distribuite agli elettori dei certificati elettorali “biometrici” (contenenti la registrazione della foto e dell’impronta dell’indice del titolare del documento), e sono stati dispiegati 3.500 osservatori locali e stranieri. Anche la Chiesa cattolica partecipa al monitoraggio dello scrutinio attraverso un apposito comitato creato dalla Commissione “Giustizia e Pace”, sottolinea Mons. Amuzu-Dzakpah. Il governo ha assicurato che le persone sfollate a causa delle inondazioni delle settimane scorse possano partecipare al voto. La partecipazione al voto è stata massiccia, come dimostrato dalle lunghe code di elettori in attesa fuori dei seggi: in un caso di è formata una coda di 3mila persone. (LM, Fides, 15/10/2007)

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Calcio: Togo-Mali finisce in rissa (La Stampa, 15/10/2007)

L’attaccante del Siviglia, Frederic Kanoute, aggredito a colpi di cintura, un suo compagno di nazionale, Mamadi Sidibè, accoltellato ad un braccio e costretto a sottoporsi ad intervento chirurgico per fermare l’emorragia. Momenti di grande paura per i giocatori del Mali, al termine della sfida giocata venerdì scorso a Lomè, capitale del Togo, e vinta 2-0 dalla squadra di Kanoute che ha così ottenuto la qualificazione alla prossima edizione della Coppa d’Africa, in programma nel Ghana nel 2008. Subito dopo il triplice fischio, secondo quanto riferito dal sito internet del Siviglia, c’è stata un’invasione di campo e alcuni giocatori del Mali sono stati aggrediti, fra questi Kanoute che è stato colpito e che ha riportato una ferita che ha richiesto alcuni punti di sutura, ma la peggio l’ha avuta il suo compagno di nazionale, Mamadi Sidibè, che milita nel club inglese dello Stoke City e che è stato accoltellato ad un braccio e costretto a sottoporsi ad intervento chirurgico. «Il terreno di gioco è diventato un campo di battaglia - ha dichiarato al sito del quotidiano francese "L’Equipe" il ct del Mali, Jean-FranUois Jodar -, dentro gli spogliatoi c’era sangue da tutte le parti». (La Stampa, 15/10/2007)

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Oggi le elezioni legislative, per il rinnovo degli 81 seggi del parlamento (Ansa, 14/10/07)

Si vota oggi in Togo per rinnovare gli 81 seggi del parlamento. Per la prima volta da 17 anni partecipano tutti i partiti politici.Interessati al voto sono circa 3 milioni di elettori. i partiti in lizza sono 32. Tra questi il principale e' il Raggruppament1o del popolo togolese, al potere, per il quale le elezioni sono un test importante essendo le prime dopo la morte del suo fondatore, Gnassingbe' Eyadema, indiscusso capo e presidente per 38 anni. (Ansa, 14/10/07)

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Verso le legislative: cifre e... osservatori (GB, Misna,  03/10/2007)

La Commissione elettorale nazionale indipendente del Togo ha reso pubblici i dati delle elezioni legislative del 14 ottobre: quasi tre milioni gli elettori (per la precisione, 2.974.718); 396 le liste dei candidati indipendenti e dei partiti politici in lizza; 81 i seggi parlamentari. Sono intanto arrivati nel paese gli osservatori della Comunità economica degli stati dell’Africa dell’ovest (Ecowas/Cedeao) incaricati della supervisione delle operazioni elettorali; la missione è costituita da un centinaio di alti ufficiali provenienti da paesi membri della Comunità. L’appuntamento con le urne sarà il primo dopo le presidenziali del 24 aprile 2005, segnate due mesi prima da violenze dovute alla contestata designazione al potere di Faure Gbassingbé, poco dopo la morte del padre, il presidente Etienne Gnassingbe Eyadema. È parere unanime che il clima politico e sociale in Togo sia comunque nettamente migliorato e l’attesa del voto - per ora - non ha prodotto tensioni. (GB, Misna, 03/10/2007)

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Inondazioni: 20 morti per piogge torrenziali (Swissinfo, 13/09/07)

Venti persone sono morte e 58 sono rimaste ferite nella prefettura di Kpendjal (650 km a nord di Lomé) per le piogge torrenziali cadute incessantemente in questi ultimi giorni. Le tempeste d'acqua hanno distrutto 22.000 case e 101 ponti e passerelle e le colture di circa 1.500 ettari. La Francia ha inviato già la scorsa settimana elicotteri Puma per portare aiuto alle popolazioni. (Swissinfo, 13/09/07)

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Elezioni legislative, si vota il 14 ottobre (Peacereporter, 31/08/07)

Le elezioni legislative in Togo si terranno il 14 ottobre prossimo. Lo ha stabilito un decreto approvato ieri dal Consiglio dei ministri di Lomé che fissa la nuova data per le consultazioni, già rinviate per due volte il 24 giugno e il 5 agosto scorso. La campagna elettorale si aprirà il 29 settembre e terminerà alla mezzanotte del 12 ottobre. Prima di dare l'annuncio il presidente del Togo Faure Gnassingbé ha sciolto l'Assemblea nazionale e sottolineato la sua determinazione ad andare alle elezioni anticipate. Il prossimo voto legislativo è considerato un passaggio decisivo nella vita politica del Paese, per raggiungere gli standard democratici richiesti dall'Unione Europea, che ha da poco ripreso a inviare aiuti umanitari dopo l'interruzione nel 1993 perché mancavano garanzie di democrazia.(Peacereporter, 31/08/07)

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Togo - Allarme malnutrizione infantile in due province. (Radio Vaticana, 06/08/07)

Il ministero della Sanità del Togo ha chiesto un intervento urgente delle Nazioni Unite per sanare la grave crisi alimentare in atto in alcune zone del Paese, ai danni soprattutto dei bambini sotto i cinque anni d’età. In base ai risultati di una missione di verifica composta dal Programma Alimentare Mondiale (PAM), dall'UNICEF e dalla FAO, “il 12% dei bambini muore prima dei cinque anni e oltre il 50% dei decessi è causato da malnutrizione”. Le aree più colpite – riferisce l’agenzia MISNA – sono la regione di Savannah e le regioni marittime. Il motivo principale della malnutrizione dipende dalle condizioni di estrema povertà della popolazione. Secondo un comunicato dall’Ufficio per il coordinamento degli affari umanitari (OCHA) sulla situazione nell’Africa occidentale, in risposta all’appello del ministero della Salute di Lomé, le Nazioni Unite hanno stanziato per il Togo 2,3 milioni di dollari in progetti di emergenza.(R.M., Radio Vaticana,  06/08/07)

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Un Paese al bivio in vista delle elezioni (Equilibri,17/07/07)

Sono mesi concitati per il Togo che si ritrova ad affrontare per la prima volta dall’indipendenza la sfida dell’organizzazione di elezioni democratiche e trasparenti Questo è un passo fondamentale per il paese, perché l’esito delle consultazioni potrà influire in modo determinante sui rapporti economici e politici con l’Unione Europea e le organizzazioni internazionali. La preparazione delle elezioni legislative. Il Togo fu teatro del primo colpo di stato militare in Africa, avvenuto nel 1963 quando il sergente Etienne Gnassingbé Eyadéma, rovesciò il governo legittimo di Sylvanus Olympio e instaurò un regime monopartitico. Dopo il periodo di dittatura iniziato immediatamente dopo l'indipendenza, proclamata formalmente il 27 aprile 1960, dagli anni '90 in Togo si è avviato un processo che avrebbe dovuto portare in breve tempo ad una democrazia multipartitica, di fatto mai attuata in quanto il parlamento è tuttora controllato al 90% da esponenti appartenenti al Raggruppamento del Popolo Togolese (RPT), partito unico durante la dittatura. Sulle elezioni del 2005, che hanno consegnato il potere a Faure Gnassingbè (figlio di Eyadéma), vi sono pesanti sospetti di brogli, irregolarità e violenze utilizzate per indirizzare l’elettorato, ma mai testimoniate causa l’assenza degli osservatori internazionali, a cui non era stato permesso l’ingresso nel paese. Il 20 agosto 2006, durante i colloqui tenuti in Burkina Faso, è stato firmato un accordo politico globale tra il neo presidente Faure Gnassingbè e i partiti d’opposizione in cui si è affermata l’esigenza della nomina di un nuovo Primo ministro, l’avvocato Yawovi Agboyibo, la formazione di un governo di unità nazionale e di una anticipata e regolare tornata elettorale, per mettere finalmente il paese nelle condizioni di poter riprendere il dialogo con la comunità internazionale. Nel 1993 l’Unione Europea (UE) infatti interruppe le relazioni con il governo di Lomè per “deficit democratico”, assicurandone la ripresa qualora il Togo avesse mostrato la volontà di intraprendere la via della democrazia. Con l’accordo del 2006, l’organizzazione e il controllo le elezioni è stato affidato ad una Commissione Elettorale nazionale indipendente (CENI), compito non facile a causa della pervasività del governo e della sua riluttanza ad ammettere la non legittimità del risultato delle elezioni del 2005. Il giorno deciso da Gnassingbè per il ritorno alle urne era previsto per il 24 giugno 2007, ma la CENI ha ritenuto più opportuno posticiparlo a data non meglio definita (anche l’ipotesi del 5 agosto è stata recentemente scartata), affermando la necessità di non affrettare i tempi perché il suo lavoro presuppone un impegno organizzativo e finanziario molto oneroso. Questi continui rinvii stanno creando una certa inquietudine tra la classe politica, e il presidente Gnassingbè ha più volte invitato il premier Yawovi Agboyibo a “prendere d’urgenza le misure necessarie”. Una recente indagine del Gruppo Panafricano di Stampa e Sondaggio (GPPS) ha rilevato che il 47,1% dei togolesi si dichiara cautamente ottimista riguardo lo svolgimento trasparente delle elezioni, ma al contempo si dice preoccupato per possibili pressioni e ingerenze del governo sulla CENI. Finora non sembrano esserci intoppi, e i lavori di preparazione, quali il censimento della popolazione avente diritto di voto e l’invio del materiale elettorale nelle rispettive sezioni territoriali, proseguono in modo autonomo. L’invito a non interferire con il lavoro della CENI è stato anche richiesto dalla UE, che ha stanziato 12 milioni di dollari per supportare il processo elettorale. L’accordo è stato siglato il 12 giugno tra il Ministro togolese della Cooperazione Gilbert Bawara e il capo della delegazione UE in Togo, l’italiano Filberto Ceriani Sebregondi. Il progetto, che sarà sviluppato sotto la supervisione del Programma di Sviluppo delle Nazioni Unite (UNPD), si prefigge di rafforzare le capacità e competenze della CENI e degli organismi preposti all’organizzazione delle elezioni future. Importante sarà il ruolo giocato dall’esercito, storicamente il braccio armato della famiglia Eyadéma già dal del colpo di stato del 1963 e tuttora fedele a Gnassingbè. Finora le alte cariche militari hanno mantenuto un profilo basso, dichiarando la fedeltà alle istituzioni e alle proprie competenze costituzionali, ma nulla vieta di pensare che quando si avvicinerà il giorno delle elezioni il loro comportamento possa cambiare. Tanto nella popolazione quanto nell’elite politica è presente la consapevolezza dell’importanza storica di queste elezioni: un passo falso potrebbe portare ancora ad anni di duro isolamento internazionale, che risulterebbero estremamente dannosi per un paese che per svilupparsi necessita di un saldo supporto esterno, sia politico che economico. (Equilibri,17/07/07)

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Nuovo rinvio per elezioni legislative (MZ, Misna, 04/07/07)

Sono state nuovamente rinviate, per la seconda volta consecutiva, le elezioni legislative in Togo. Lo ha annunciato la Commissione elettorale indipendente fissando la nuova data ai primi di settembre, dopo che il voto (originariamente previsto per il 24 giugno scorso) era stato già spostato al prossimo 5 agosto. Dietro l’ennesimo rinvio, che comunque è stato accolto positivamente dalle forze politiche togolesi, le stesse difficoltà logistiche, tecniche e finanziare che avevano portato ai precedenti ritardi. Dopo le violenze precedenti e successive le presidenziali dell’aprile 2005, questo appuntamento con le urne – fissato in base a un accordo politico raggiunto nella capitale del Burkina Faso, Ouagadougou – è considerato un passaggio decisivo per raggiungere gli standard democratici richiesti dall’Unione Europea, che di recente ha ripreso gli aiuti interrotti dal 1993 proprio a causa della carenza di questi standard minimi. Il costo della consultazione – 26 milioni di euro – è diviso tra il governo di Lomé (circa 7,6 milioni) e la stessa Ue. Il rinvio delle legislative dovrebbe permettere anche il ritorno in Togo di circa 8.000 cittadini che si trovano ancora nei confinanti Benin e Ghana in seguito alle violenze post-elettorali del 2005, successive alla morte del dittatore Etienne Gnassingbé Eyadema, deceduto a febbraio di due anni fa dopo 38 anni al potere. È parere unanime che il clima politico e sociale in Togo sia comunque nettamente migliorato e l’attesa del voto – per ora – non ha visto le tensioni del recente passato. (MZ, Misna, 04/07/07)

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Messaggio di Benedetto XVI al cardinale Ivan Dias, in occasione del suo 25.mo anniversario di episcopato (Alessandro Risotti Radiovaticana, 21/06/07)

Una vita spesa al servizio del Vangelo e della Chiesa: il Papa tratteggia, così, l’impegno del cardinale Ivan Dias, prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, in occasione della felice ricorrenza del 25.mo anniversario di episcopato, celebrata il 19 giugno scorso. Benedetto XVI ripercorre le tappe della vita del porporato indiano fin da quando divenne presbitero nell’arcidiocesi di Bombay. Nel 1964, poi, inizia a lavorare nel servizio diplomatico E’ in tale contesto che il cardinale Dias si adoperò per la visita di Paolo VI a Bombay, in occasione del Congresso Eucaristico Internazionale. Il Papa ricorda gli incarichi rivestiti come pro-nunzio apostolico in Ghana, Togo e Benin e la nomina alla dignità arcivescovile. Ancora, nel messaggio si rammentano gli anni a capo della nunziatura presso la Corea del Sud e in Albania, dove - scrive il Pontefice - il cardinale Dias ha “aiutato a restaurare la fede cattolica”. Proprio in Albania, nel 1993, il nunzio Ivan Dias accoglierà con gioia e commozione la visita di Giovanni Paolo II. Nel 2001, si legge nel messaggio, giunge la nomina ad arcivescovo metropolita di Bombay e la berretta cardinalizia. “Pastore sollecito e fedele – sottolinea Benedetto XVI – hai alimentato il tuo gregge con la sana dottrina e hai promosso la nuova evangelizzazione”. Qualità che lo hanno riportato a Roma, l’anno scorso, per reggere la Congregazione dell’Evangelizzazione dei Popoli. Il Papa assicura, dunque, le sue preghiere per il porporato, invocando l’intercessione della Madonna e della Beata Teresa di Calcutta. Dal canto suo, il 19 giugno, il cardinale Ivan Dias ha presieduto una solenne concelebrazione Eucaristica nella Cappella del Pontificio Collegio Urbano. Il porporato, riferisce l’agenzia Fides, ha affermato nell’omelia di “aver imparato tante lezioni”, soprattutto nel suo servizio reso presso le nunziature di diverse parti del mondo e di aver avuto modo di toccare la sofferenza di tante persone che, pur nelle tribolazioni, dimostravano una grande fede nel Signore. (Alessandro Risotti Radiovaticana, 21/06/07)

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Verso le elezioni parlamentari, presto il censimento (CC, Misna, 23/05/07)

Si svolgerà tra l’8 giugno e l’8 luglio il censimento elettorale in vista delle prossime legislative previste il 5 agosto, ha annunciato la Commissione elettorale nazionale indipendente (Ceni). Ognuno degli aventi diritto al voto riceverà, in uno dei 3.458 centri di registrazione allestiti nel paese, una scheda elettorale digitalizzata con foto. Alle ultime presidenziali dell’aprile 2005, erano stati contabilizzati sui registri circa 3,5 milioni di elettori, su una popolazione totale di poco più di sei milioni. Dopo le violenze precedenti e successive all’elezione alla presidenza di Faure Gnassingbé Eyadéma (figlio del defunto ‘presidente-padrone’ Étienne) due anni fà, questo appuntamento con le urne è considerato un passaggio decisivo per raggiungere gli standard democratici richiesti dall’Unione Europea, che di recente ha ripreso gli aiuti interrotti dal 1993 proprio a causa della carenza di questi standard minimi. (CC, Misna,  23/05/07)

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Minacce di morte per il Gunner Adebayor (GoalCom, 25/03/07)

L'attaccante dell'Arsenal Emmanuel Adebayor, di nazionalità togolese, ha rilasciato pesanti dichiarazioni alla Bbc inglese. Il giocatore avrebbe ricevuto minacce di morte prima della partita che il Togo ha giocato contro la Sierra Leone in Coppa d'Africa; le minacce sarebbero legate alla diatriba che il giocatore ha instaurato con la Federazione togolese, soprattutto per quanto riguarda i premi non pagati.. "Prima della partita qualcuno mi ha telefonato - ha detto Adebayor - e mi ha minacciato di morte se non avessi giocato. Io certo di rimediare a certe situazioni sbagliate del calcio del mio Paese, ma evidentemente qualcuno non vuole si faccia chiarezza su certe cose. Credo proprio che non giocherò più con la maglia del Togo". (GoalCom, 25/03/07)

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