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TANZANIA - 2007

Almeno 1.300 pellegrini musulmani diretti alla Mecca bloccati in aeroporto (Peacereporter, 12/12/2007)

Il presidente musulmano ricevuto dal Papa: 15 minuti di colloquio (Alice/AP, 19/10/2007)

Lago Natron, carbonato di sodio o fenicotteri? (Greenreport, 17/10/2007)

Una nuova linea di caffè per salvare gli scimpanzè (Il Messaggero, 19/09/07)

Forte sisma nell'est dell'Africa - Non ci sarebbero danni o feriti (Ansa, 17/07/07)

L’Interpol lancia l’allarme: la droga invade l’Africa (LM, Ag. Fides, 12/07/07)

Profughi del Burundi, dall'Onu 50 dollari per tornare in patria (Peacereporter, 06/07/07)

Molte cause allontanano l’obiettivo di arrestare le morti infantili (Ap/Fides, 28/06/07)

Verranno chiusi entro la fine dell'anno i campi per i profughi burundesi (Peacereporter, 19/06/07)

Futuro roseo: Settecentomila i turisti nel 2006; previsti 1,5 mln entro il 2010 (Guidaviaggi.it, 21/05/07)

Quando le zanzare colpiscono l’economia.(CO. Misna, 09/05/07)

Diritto al pascolo, un bene prezioso per i pastori nomadi (CO.Misna, 27/4/07)

Pena di morte sotto esame (Ag. Radicale, 24/04/07)

Autocisterna contro bus (Ansa, 16/04/07)

Migliaia di famiglie “ricollocate”: proteste della societa’ civile (CO, Misna, 12/04/07)

Le prospettive di crescita ed i limiti allo sviluppo.(Marica Di Pierri, Equilibri.net, 10/04/07)

Le suore che coltivano l'elettricità (Marco Magrini, Il Sole 24Ore, 31/03/07)

Espulsi migliaia di ruandesi (PeaceReporter, 05/03/07)

Anche qui la febbre della Rift Valley (Vita, 06/02/07)

Donne che guidano con il velo saranno multate (Corriere della Sera, 04/02/07)

Inaugurata la prima latteria sociale (City, 29/01/07)

Il Cardinale Pengo eletto nuovo Presidente del Simposio delle Conferenze Episcopali di Africa e Madagascar (L.M..Agenzia Fides, 23/1/07)

Primo Congresso panafricano sull’Evangelizzazione (SL, Fides, 13/01/07)

Giappone cancella quasi 450 milioni di euro di debito (RC, Misna, 10/01/07)

Onu: nomine, una tanzaniana vice Ban Ki-moon (SwissInfo, 05/01/07)

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Almeno 1.300 pellegrini musulmani diretti alla Mecca bloccati in aeroporto (Peacereporter, 12/12/2007)

Il pellegrinaggio alla Mecca, per circa 1.300 musulmani provenienti dall'Africa orientale, si è trasformato in un incubo. Bloccati all'aeroporto di Dar es-Salaam, i pellegrini hanno tempo fino a domani per arrivare a Jeddah, in Arabia Saudita, ma finora la mancanza di aeromobili e l'impossibilità ad atterrare a Jeddah per eccessivo traffico hanno bloccato la comitiva. Che, invece di lamentarsi, ha visto l'imprevisto come una prova mandata da Allah, da superare stoicamente. Le autorità tanzaniane, nonostante le speranze ridotte al lumicino, sperano ancora in un accordo in extremis con quelle saudite per far partire gli sventurati. (Peacereporter,  12/12/2007)

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Il presidente musulmano ricevuto dal Papa: 15 minuti di colloquio (Alice/AP, 19/10/2007)

Il Papa ha ricevuto questa mattina in udienza privata il presidente della Tanzania, Jakaya Mrisho Kikwete. E' durato 15 minuti il colloquio privato nella Biblioteca privata del Pontefice. Il presidente, musulmano, era accompagnato dalla moglie Salma Kikwete e da un seguito di 9 persone. "Benvenuto signor Presidente", esclama il Papa accogliendo l'ospite. "Santo Padre, come sta?", risponde il capo di Stato africano. Benedetto XVI fa segno di rivolgersi ai fotografi: "Qualche foto...", dice sorridendo. Poi il colloquio privato, in lingua inglese, di un quarto d'ora, prima di riaprire le porte per lo scambio dei doni. Il presidente tanzanese dona al Pontefice un tavolo di ebano con una scacchiera tutta intarsiata e con scolpiti animali africani. "Grazie, che bel regalo", dice Papa Ratzinger che ricambia con le medaglie del Pontificato. Al termine dell'udienza con Benedetto XVI, il presidente africano ha incontrato il segretario di Stato, il cardinale Tarcisio Bertone, per poi recarsi, intorno alle 14, in visita alla Comunità di Sant'Egidio. Il capo di Stato tanzanese parteciperà infatti a Napoli all'incontro interreligioso promosso dalla comunità di Trastevere, in programma da domenica a martedì. (Alice/AP,  19/10/2007)

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Lago Natron, carbonato di sodio o fenicotteri? (Greenreport, 17/10/2007)

La Lega italiana protezione uccelli lancia l’allarme per uno dei più noti paradisi naturalistici del mondo, un luogo che attira frotte di documentaristi ed ornitologi: il lago Natron, in Tanzania, vicino al confine con il Kenya, classificato da BirdLife International, la più grande alleanza al mondo di associazioni in difesa della natura e degli uccelli, come Importan bird area (Iba TZ 031) e che fa parte delle zone umide tutelate dalla Convenzione di Ramsar. «Uno dei più straordinari spettacoli ornitologici al mondo rischia di scomparire a causa di un impianto industriale per la produzione di carbonato di sodio» spiega la Lipu che sta partecipando con i suoi delegati al BirdLife’s Council for the African Partnership in corso a Nairobi, in Kenia, che ha inviato al governo della Tanzania una petizione per chiedere di bloccare la realizzazione dell’impianto industriale progettato sulle rive del lago. «Il Natron – denuncia BirdLife International - rappresenta l’unico sito sicuro per la nidificazione di oltre mezzo milione di coppie di Fenicottero minore (Lesser flamingo), pari al 75% della popolazione mondiale. Le sue acque alcaline lo rendono ricco di cibo per i fenicotteri e luogo ideale per la nidificazione, e il sito è tappa ogni anno di un numero considerevole di turisti della natura». L’impianto dovrebbe estrarre dal bacino lacustre 530 metri cubi di acqua salata all’ora per produrre ogni anno mezzo milione di tonnellate di carbonato di sodio, il progetto prevede anche la realizzazione di un villaggio per 1.200 lavoratori da impiegare nella produzione, una centrale da 11,5 megawatt per la produzione di energia, strade e autostrade. L’impianto, che consumerebbe 106mila litri di acqua fresca all’ora, e potrebbe indurre cambiamenti nella composizione delle acque e la conseguente mancanza di cibo fino a causare la scomparsa del fenicottero minore, con la distruzione dei siti di nidificazione per la presenza di infrastrutture, oltre che minacciare l’esistenza di alcune popolazioni umane nomadi che transitano nell’area. Per Hazell Shokellu, responsabile per l’Africa di BirdLife «L’Africa sta facendo grandi passi in avanti verso la conservazione della sua immensa biodiversità. Per il governo della Tanzania le decisioni sul Lago Natron avranno conseguenze importanti sulle sue credenziali ambientali. Il governo mostri forte responsabilità verso la tutela dell’ambiente in questo grande continente, e rinunci al progetto». (Greenreport, 17/10/2007)

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Una nuova linea di caffè per salvare gli scimpanzè (Il Messaggero, 19/09/07)

Una nuova linea di caffè, per salvare gli scimpanzé del parco naturale del Gombe in Tanzania, è stata lanciata da Jane Goodall. Il nuovo caffè, venduto con il marchio Green Mountain Coffee Roasters' Gombe Reserve (è prodotto da 2.700 piccoli coltivatori della Tanzania), porterà la certificazione "Good for all" e aiuterà la battaglia che viene fatta per aiutare la convivenza tra uomini e animali in Africa. Non solo: per le modalità di coltivazione il Green Mountain aiuta anche a preservare le foreste dalla distruzione. (Il Messaggero, 19/09/07)

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Forte sisma nell'est dell'Africa - Non ci sarebbero danni o feriti (Ansa, 17/07/07)

Una forte scossa di terremoto (6,1 Richter) ha colpito parte dell'Africa orientale. L'epicentro e' stato localizzato nel nord della Tanzania. La scossa e' stata avvertita chiaramente anche a Nairobi, capitale del Kenya, che pure e' a 240 km dall'epicentro. Per ora non si segnalano danni o vittime. Gia' nella notte tra sabato e domenica c'era stata un'altra scossa di terremoto, ma meno forte. Sia Kenya che Tanzania sorgono a cavallo della Rift Valley, un territorio geologicamente molto attivo. (Ansa,17/07/07)

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L’Interpol lancia l’allarme: la droga invade l’Africa (LM, Ag. Fides, 12/07/07)

“La situazione globale del traffico di stupefacenti in Africa si è fortemente aggravata negli ultimi anni soprattutto a causa dell’esplosione del traffico di cocaina tra l’America del sud e l’Africa” ha detto Jean-Michel Louboutin, Direttore Esecutivo dell’Interpol aprendo la 19esima Conferenza Regionale africana dell’Interpol che si tiene ad Arusha in Tanzania. “I lunghi e porosi confini degli Stati africani, insieme al problema delle scarse risorse, rendono praticamente impossibile applicare la legge in tutti i potenziali punti di entrata e di uscita” ha sottolineato Saidi Mwema, Ispettore Generale della polizia tanzaniana. “Queste sfide richiedono un approccio internazionale. La guerra contro il traffico di droga richiede una maggiore cooperazione internazionale attraverso lo scambio di informazioni, la collaborazione e il coordinamento di operazioni congiunte” ha aggiunto il dirigente della polizia della Tanzania. (…) Louboutin si è detto sicuro che l’incontro servirà ad identificare nuove vie per aiutare le forze di polizia africane a combattere il narcotraffico. Il dirigente dell’Interpol ha ricordato che solo negli ultimi tre mesi sono stati confiscati 7mila chilogrammi di cocaina nell’Africa occidentale. In Africa orientale la droga più trafficata è l’eroina, mentre nell’Africa meridionale sono le droghe sintetiche. L’ Ispettore Generale della polizia della Tanzania ha reso noti i dati delle operazioni antidroga condotte nell’ultimo anno dalle forze dell’ordine locali: sono state arrestate 7.194 persone nell’ambito di 5.532 casi di droga. Sono stati confiscati 91,5 chili di eroina, 4,13 kg di cocaina, 37 kg di morfina, 11 kg di khat e 225.229 kg di cannabis. La maggior parte degli stupefacenti che giungono in Africa è destinata ai mercati occidentali (Europa e Nord America) ma una crescente quantità di droga finisce ad alimentare il mercato locale. Ad agosto l’Agenzia Fides pubblicherà un dossier sulla droga in Africa.(LM, Ag. Fides, 12/07/07)

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Profughi del Burundi, dall'Onu 50 dollari per tornare in patria (Peacereporter, 06/07/07)

Se decideranno di ritornare in patria, i rifugiati del Burundi riceveranno una ricompensa di 50 dollari. Con questa iniziativa l'Onu spera di riuscire a rimpatriare almeno 60 mila dei 150 mila profughi che si trovano adesso in Tanzania. Dal 2002 sono rientrate circa 300 mila persone, di cui meno di 4 mila nel 2007. Le nuove misure saranno attive a partire dal 10 luglio.(Peacereporter,  06/07/07)

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Molte cause allontanano l’obiettivo di arrestare le morti infantili (Ap/Fides, 28/06/07)

La povertà, la mancanza di conoscenza di cure infantili adeguate e la penuria di servizi e operatori sanitari qualificati sono i maggiori ostacoli al tentativo della Tanzania di ridurre la mortalità infantile entro il 2015, data stabilita dalle Nazioni Unite per il raggiungimento degli otto Obiettivi del Millennio (MDGs). La riduzione del tasso di mortalità dei bambini al di sotto di cinque anni di età è il quarto di questi obiettivi. (…) Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), a livello nazionale, la mortalità al di sotto dei cinque anni in Tanzania è aumentata da una media di 137 ogni 1000 nati vivi dal 1992 al 1996, a 147 ogni 1000 nati vivi dal 1995 al 1999. L’Ufficio Nazionale delle Statistiche indica una media del tasso di mortalità infantile di 112 ogni 1000 nati vivi nel periodo che va dal 2000 al 2005. Ad aggravare la situazione in Tanzania è anche il problema del numero inadeguato di personale medico qualificato e di praticanti sanitari. A Rukwa, una regione nota per la sua produzione agricola, ci sono solo sette medici che ricoprono il 25% delle necessità. Questa situazione ha costretto la regione a chiudere 12 centri sanitari e dispensari. La gente adesso deve percorrere grandi distanze per raggiungere servizi medici sicuri. Nella regione, la mortalità infantile nel 2005 era di 108 bambini ogni 1000 nati vivi, mentre nel 2006 era di 106 ogni 1000 nati vivi. Il tasso di mortalità di bambini con meno di cinque anni a Rukwa era di 175 ogni 1000 nati vivi in 2005 e 143 ogni 1000 nati vivi nel 2006. Dalle Statistiche emerge anche che la morte dei bambini con meno di cinque anni è determinata dal luogo di residenza, dalla provincia, dal livello d’istruzione della madre e dal benessere familiare. Il tasso di mortalità infantile è generalmente più basso nelle aree urbane e nella zona settentrionale del paese. La prevalenza dell’Hiv/Aids aggrava la mortalità infantile direttamente tramite la trasmissione madre-figlio e indirettamente a causa delle malattie o delle morti della madre. Tuttavia, negli ultimi cinque anni, in Tanzania c’è stato un notevole miglioramento del livello di conoscenza di base riguardo alla trasmissione madre figlio dell’Hiv. (Ap/Fides, 28/06/07)

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Verranno chiusi entro la fine dell'anno i campi per i profughi burundesi (Peacereporter, 19/06/07)

Il presidente tanzaniano Jakaya Kikwete, in visita nella capitale del Burundi Bujumbura, ha dichiarato oggi che chiuderà i campi profughi sul proprio territorio, rifugio di circa 150 mila persone, poiché la guerra nel Paese confinante si è conclusa. La autorità burundesi hanno acconsentito la scorsa domenica al rilascio dei prigionieri dell'ultimo gruppo ribelle attivo nel Paese, il Fronte di liberazione nazionale (Fln), con lo scopo di rimettere in moto i negoziati di pace al momento in stallo, che dovrebbero mettere fine ad una guerra che in 14 anni ha fatto circa 300 mila vittime. A partire dal 2002 il gruppo per la tutela dei diritti umani Human Rights Watch ha denunciato il rimpatrio forzato di circa 354 mila profughi burundesi dalla Tanzania. Circa 100 mila sono stati quelli rimpatriati da maggio, perché considerati immigrati illegali. (Peacereporter,  19/06/07)

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Futuro roseo: Settecentomila i turisti nel 2006; previsti 1,5 mln entro il 2010 (Guidaviaggi.it, 21/05/07)

In un recente discorso il ministro per le risorse naturali e il turismo della Tanzania Jumanne Maghembe ha affermato che “negli ultimi anni è stato svolto un importante lavoro per migliorare il turismo e l’ospitalità, ma abbiamo ancora una strada molto lunga da fare per promuovere le attrazioni del Paese”. Maghembe ha sottolineato la necessità di realizzare alberghi e altre facilities per i turisti. Attualmente il turismo ha un peso sul Pil del 17,2% e si colloca in seconda posizione rispetto all’agricoltura. Gli esperti locali ritengono tuttavia che l’importanza del comparto arriverà a farlo balzare in prima posizione entro il 2012. Nel 2006 la Tanzania ha ospitato 700mila turisti e si stima di arrivare a quota un milione quest’anno. Le previsioni per il futuro sono ancora più rosee: 1,5 mln entro il 2010 e 2,5 mln negli anni a venire. (Guidaviaggi.it, 21/05/07)

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Quando le zanzare colpiscono l’economia.(CO. Misna, 09/05/07)

La Tanzania perde in media il 3,4% del suo Prodotto interno lordo (Pil) – circa 260 milioni di euro all’anno – a causa di costi diretti e indiretti provocati dalla malaria, che provoca un terzo delle morti di bambini di età inferiore ai 5 anni; il calcolo comprende spese pubbliche – come mantenimento delle strutture sanitarie, prevenzione e ricerca – e private, a carico delle famiglie: acquisti di zanzariere, farmaci anti-malarici, spese mediche, trasporti a ospedali e ambulatori. Lo indicano recenti rapporti dei ministeri della Sanità e degli Affari sociali della Tanzania, citati da un settimanale economico africano. Si calcola che nel paese – dove oltre il 90% della popolazione è a rischio malaria, il cui parassita è diffusa attraverso la zanzara anofele – vi siano in media oltre 10 milioni di casi; alcune stime indicano anche 16-18 milioni, con un totale di circa 100.000 vittime all’anno (su circa 1,5 milioni di morti nel mondo); il 70% dei decessi in Tanzania si registra tra bambini di età inferiore ai 5 anni. La malaria costituisce circa un terzo dell’intera spesa sanitaria nazionale e tra i suoi “costi indiretti” – secondo questo rapporto – vi sono anche le perdite di produttività o di guadagno legate a causa dell’assenza dal lavoro di chi contrae la malaria, che in molti casi è letale. La Tanzania ha introdotto un nuovo farmaco antimalarico a base di artemisina, che è già stato distribuito alle strutture sanitarie pubbliche in tutto il paese, in risposta alla “resistenza” sviluppata dai parassiti della malaria ai farmaci tradizionali tra cui la clorochina. Ogni anno questa malattia provoca circa 300 milioni di malati e un milione di vittime in Africa sub-sahariana. .(CO.Misna,  09/05/07)

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Diritto al pascolo, un bene prezioso per i pastori nomadi (CO.Misna, 27/4/07)

Decine di pastori nomadi della regione di Arusha hanno acquistato ufficialmente il diritto di occupazione delle terre di pascolo per il loro bestiame: una svolta significativa che, secondo i responsabili locali, “allenterà le recenti tensioni relative a contese per la terra tra comunità di pastori e contadini stanziali”. Certificati di proprietà per il diritto al pascolo sono stati rilasciati a 68 villaggi di pastori nei distretti di Monduli, Longido e Kiteto, un obiettivo perseguito già dalla fine degli Anni ‘90 quando l’organizzazione non governativa (ong) Ricerca e sviluppo dei servizi per la comunità (Cords) cominciò la supervisione e demarcazione di alcuni tratti di terra destinati allo scopo. Secondo il quotidiano ‘Arusha Times’ si tratta di “una nuova era”, perché finora i pastori facevano pascolare liberamente le bestie da una zona all’altra senza curarsi della loro proprietà. Durante la cerimonia ufficiale di assegnazione dei certificati, il commissario del distretto di Monduli Issa Machibya ha sollecitato i capi-villaggio a “usare in modo attento questi diritti acquisiti per il bene dell’attuale e della futura generazione” e si è detto certo che le nuove disposizioni “allenteranno le recenti tensioni”. I certificati di proprietà potranno anche essere inseriti dai nomadi tra i documenti necessari per ottenere prestiti dalle locali istituzioni finanziarie.(CO.Misna, 27/4/07)

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Pena di morte sotto esame (Ag. Radicale, 24/04/07)

Attraverso la Commissione per le Riforme Legislative, il Governo della Tanzania ha già iniziato il processo di revisione sulla pena di morte, che potrebbe concludersi con la sua abolizione. Lo ha detto il Ministro della Giustizia Mary Nagu, secondo cui il processo coinvolgerà diversi soggetti, che esprimeranno la propria posizione sulla pena capitale. La pena di morte è prevista in Tanzania per omicidio e tradimento. L’ultima esecuzione è avvenuta nel 1994. Nell’aprile 2002 il Presidente Benjamin Mkapa ha commutato in ergastolo le condanne a morte di 100 persone. Il gesto è stato ufficialmente spiegato come prova dell’attenzione del Presidente nei confronti dei diritti umani e in particolare del diritto alla vita. (Ag. Radicale, 24/04/07)

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Autocisterna contro bus (Ansa, 16/04/07)

Un'autocisterna che trasportava benzina si e' scontrata in Tanzania con un bus pieno di passeggeri, causando 22 morti. Numerosi i feriti: 17 sono stati ricoverati in ospedale, alcuni in gravi condizioni. Come succede di frequente in Tanzania, il bus trasportava una sessantina di passeggeri, molti di piu' di quanto avrebbe potuto contenerne. L'incidente e' avvenuto nel nord del Paese, in localita' Kisangara, circa 400 km a nord di Dar es Salaam. (Ansa, 16/04/07)

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Migliaia di famiglie “ricollocate”: proteste della societa’ civile (CO, Misna, 12/04/07)

Movimenti della società civile hanno accusato il governo di “gravi violazioni dei diritti umani” durante un’operazione di ‘ricollocamento’ di migliaia di famiglie e del loro bestiame da Mbarali, nella regione di Mbeya, a Lindi (Mtwara, nel sud della Tanzania) per proteggere le ‘wetlands’ (territori umidi) di Ihefu, all’interno di una riserva naturale che ospita la diga di Mtera, principale produttrice di energia elettrica del paese. Secondo tre organismi non governativi (ong) locali, le famiglie costrette a sgombrare hanno perso i propri beni, sono state soggette a dure privazioni e oltre 10.000 capi di bestiame sono morti per stanchezza e malattie, dato che nelle zone in cui sono stati portati mancano assistenza veterinaria adeguata e altri servizi. In particolare le autorità non hanno fornito le necessarie vaccinazioni contro le principali malattie e non hanno provveduto a creare riserve d’acqua per abbeverare gli animali. Addirittura gli sfollati sarebbero stati costretti a pagare per il trasporto del bestiame da una zona all’altra e sarebbero stati vittime di funzionari corrotti che hanno estorto loro del denaro in cambio di vaccinazioni mai eseguite. Inoltre, secondo gli attivisti, il governo avrebbe sbagliato a far sgombrare i pastori per proteggere le ‘wetlands’ di Ihefu, dato che questi “si limitavano a utilizzare l’acqua a valle”, senza causare particolari danni all’ambiente. (CO,Misna,  12/04/07)

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Le prospettive di crescita ed i limiti allo sviluppo.(Marica Di Pierri, Equilibri.net, 10/04/07)

A poco più di un anno dall’elezione di Jakaya Mrisho Kikwete , e dopo aver visto nel 2006 la cancellazione di una buona parte del debito estero accumulato, il governo tanzaniano prova ora a tracciare un bilancio che indichi la direzione da seguire nella realizzazione delle riforme necessarie ad una duratura ripresa economica. Le sfide da affrontare sono numerose: dai livelli di vita della popolazione ancora allarmanti, alle contrattazioni con l’UE per gli EPA, passando per le cicliche e purtroppo frequenti crisi idriche ed energetiche.(…) Ad oltre un anno dall’insediamento, e pur tra le lodi di Banca Mondiale e FMI, il governo tanzaniano deve fare i conti ancora ed innanzi tutto con le precarie condizioni di vita del suo popolo. Attraverso una nuova e più mirata gestione dei fondi esteri investiti nello sviluppo, e godendo della recente e repentina diminuzione del debito estero concessa dalle due sovracitate Organizzazioni, è ora necessario, partendo dalla stabilità politica pluridecennale, valutare le strategie da seguire a livello politico-economico de sociale e concentrarsi su misure di crescita sociale ed economica che permettanoal Paese di allontanarsidal 162° posto su 177 nelle statistiche di sviluppo, situazione invariata dal 1995.(Marica Di Pierri, Equilibri.net,  10/04/07)

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Le suore che coltivano l'elettricità (Marco Magrini, Il Sole 24Ore, 31/03/07)

All'Equatore il sole tramonta alle sei, tutto l'anno. Alla latitudine di Kaja Peric, che è nata in Bosnia da famiglia croata, ma vive nel profondo sud della Tanzania, il sole scompare solo mezz'ora più tardi. Dopodiché,non è detto che ci sia la luce. «Non esiste una rete elettrica nazionale e nelle città qui intorno,i quotidiani blackout possono durare anche otto ore. Ma non nel nostro convento», dice sorella Kaja con un dolce sorriso. «Noi, l'energia ce la coltiviamo nel giardino». Dietro al convento delle sorelle Vincenziane a Mbinga — un villaggio sperso nel niente della foresta tropicale, non lontano dal Mozambico — più che un giardino, c'è qualche ettaro di coltivazioni. La congregazione, che fa capo al convento di Untermarchtal, in Germania, gestisce in quest'area 18 strutture per circa 300 bambini orfani, sordi e handicappati, grazie a un manipolo di 185 suore (sette delle quali europee): in totale, un bel numero di bocche da sfamare. Ma, insieme a mais e girasoli, le sorelle coltivano per davvero anche l'elettricità. La Jatropha CurcasKaja, responsabile del progetto, sta facendo crescere dietro al convento 50mila esemplari di Jatropha Curcas. La pianta che potrebbe cambiare, se non i destini del mondo, almeno quelli dell'Africa. «È davvero miracolosa», assicura Kaja mentre ne accarezza lefoglie,nelbel mezzo di questa scena tropicale che declina tutti i toni del verde. «Abbiamo cominciato due anni fa, partendo dai semi. Semplicemente tagliando i primi rami e innestandoli per terra abbiamo coperto tre ettari. Quest'anno il raccolto sarà ancora modesto. Ma l'anno prossimo avremo raggiunto l'indipendenza energetica». Sul tetto della chiesa c'è un gigantesco pannello solare fatto a "V" (in onore del San Vincenzo che ispira le azioni delle sorelle) con una croce bianca nel mezzo. «Il sole ci dà l'energia sufficiente per il giorno», spiega Kaja. Per la notte c'è un generatore diesel. Il quale va per adesso a idrocarburi, ma l'anno prossimo andrà a Jatropha. «Gli esperimenti — assicura sister Kaja — li abbiamo già fatti: basta spremere i semi della pianta per ottenere un olio che, semplicemente filtrato, mette in moto il generatore di elettricità a meraviglia.E pure rispettando l'ambiente». Come tutti gli olivegetali che fanno da biodiesel,la combustione di olio di Jatropha emette poca anidride carbonica e zero anidride solforosa, responsabile delle piogge acide. «Nel raggio di centinaia di chilometri — sintetizza la sorellamadre Zeituni Kapinga, con vivace orgoglio —siamo leuniche a poter spedire un'email a qualsiasi ora del giorno o della notte». (Marco Magrini, Il Sole 24Ore, 31/03/07)

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Espulsi migliaia di ruandesi (PeaceReporter, 05/03/07)

Le autorità della Tanzania hanno deciso l'espulsione di decine di migliaia di cittadini, di lingua Kinyarwanda, in seguito al loro rifiuto di accettare il permesso di residenza o di volersi naturalizzare. Organizzazioni umanitarie stimano che, negli ultimi nove mesi, almeno 60 mila persone siano state deportate nel vicino Ruanda, nei campi di transito nelle zone di Kirehe, Ngoma e Nasho. Mentre le autorità del Ruanda hanno condannato tali decisioni, la Tanzania si difende affermando che queste persone siano degli immigrati illegali, nonostante alcuni di essi vivano nel paese già dagli anni Sessanta. Entrambi i paesi hanno organizzato un Joint Technical Team (Jtt) per cercare di risolvere la situazione: sempre in base a tale progetto di espulsione circa 17 mila persone hanno tempo fino al 21 luglio per espatriare. (PeaceReporter,  05/03/07)

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Anche qui la febbre della Rift Valley (Vita, 06/02/07)

La febbre della Rift Valley che da dicembre investe il Kenya si è estesa anche in Tanzania dove si sono registrati i primi due casi mortali legati alla malattia: lo riferisce oggi il ‘Guardian', principale quotidiano tanzaniano, citando Evans Balama, responsabile sanitario del distretto di Arusha, la zona in cui si sono verificati i due casi mortali. Le vittime, riferisce oggi l'agenzia Misna, provenivano entrambe dal villaggio di Makuyuni nella zona di Monduli e il Centro per il controllo e la prevenzione delle malattie' (‘Centre for Disease control and prevention') di Nairobi ha confermato che il decesso, avvenuto il 31 gennaio scorso, è stato causato dalla febbre della Rift Valley.Le autorità tanzaniane si sono mobilitate avviando una campagna informativa in cui si avvisano le popolazioni dei possibili rischi di contagio anche attraverso il latte non trattato o il consumo di carne non cotta bene. Intanto in Kenya, dove sono 162 le persone morte e altre centinaia quelle contagiate dall'epidemia iniziata a dicembre, le autorità sanitarie hanno deciso di mettere in quarantena tutti gli animali delle zona maggiormente colpite (le province nord-occidentali del paese), in attesa di estendere il programma di vaccinazione che finora ha raggiunto oltre 400.000 capi di bestiame su una popolazione totale stimata in oltre 2 milioni. Il governo keniano ha organizzato un convegno a Nairobi per mettere a punto le nuove strategie con cui bloccare l'epidemia e per valutare l'impatto sociale economico collegato al diffondersi della malattia. Già stamani il ‘Nation', uno dei più diffusi quotidiani del paese, ha dedicato un articolo al forte aumento (intorno al 50%) dei prezzi di pesce e carni bianche sui mercati di Nairobi, alla crescita del consumo di verdure e al drastico calo subito dal commercio di carni rosse. La febbre della Rift Valley, che colpisce particolarmente il bestiame, viene trasmessa dagli animali alle persone attraverso zanzare o il contatto con il sangue del bestiame infetto. In una minoranza di casi, la sua diffusione nell'uomo può portare a meningiti e diffuse emorragie interne spesso letali. Non esiste un antidoto per gli esseri umani. Il governo di Nairobi ha stanziato 2,4 milioni di dollari per la produzione e l'acquisto dei vaccini. (Vita,06/02/07)

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Donne che guidano con il velo saranno multate (Corriere della Sera, 04/02/07)

Niente velo per le donne al volante. Lo ha stabilito la polizia dello Zanzibar, secondo quanto riferiscono i media online. Secondo alcuni studi, molti incidenti stradali sarebbero stati causati dal velo che coprirebbe la visuale. Il comandante locale della polizia, Bakati Khatib, ha spiegato: "Voglio essere chiaro: non abbiamo proibito alle donne di portare il niqab. Insistiamo sul fatto che quando guidano devono toglierlo, perche' al volante la loro visione non e' sufficientemente ampia". (Corriere della Sera,  04/02/07)

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Inaugurata la prima latteria sociale (City, 29/01/07)

L'inaugurazione ufficiale c'è stata venerdì e così è diventata operativa la Njombe Milk Factory, la prima latteria sociale della Tanzania, risultato di un progetto di cooperazione internazionale realizzato da Cefa (Comitato europeo per la formazione e l'agricoltura), con il finanziamento del ministero degli Affari esteri italiano e sostenuto da Granarolo, in collaborazione con le amministrazioni comunali di Sasso Marconi e San Lazzaro, di Confcooperative E-R e altri enti, pubblici e privati. Lo stabilimento assicurerà latte pastorizzato e formaggi in uno dei distretti più poveri del Paese africano. Ma è solo l'ultimo tassello di un percorso iniziato quattro anni fa: il progetto del Cefa ha preso avvio nel 2003, con l'attuazione di un piano di educazione all'allevamento che ha coinvolto circa 500 famiglie, ognuna della quali proprietaria di una sola bovina Zebù. La centrale del latte di Njombe oggi produce 1.000 litri di latte al giorno, destinati principalmente a latte alimentare pastorizzato e per la parte restante a formaggi e yogurt. (City,29/01/07)

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Il Cardinale Pengo eletto nuovo Presidente del Simposio delle Conferenze Episcopali di Africa e Madagascar (L.M..Agenzia Fides, 23/1/07)

Dar es Salaam - Il Cardinale Polycarp Pengo Arcivescovo di Dar es Salaam, capitale della Tanzania è stato eletto Presidente del Simposio delle Conferenze Episcopali di Africa e Madagascar (SECAM) alla fine del Congresso sull’Evangelizzazione e della 14 esima Assemblea Plenaria dell’Associazione che si è conclusa ieri, domenica 21 gennaio in Tanzania. .Il Cardinale Pengo sostituisce Mons. John Onaiyekan, Arcivescovo di Abuja, Nigeria, che nel discorso di apertura dell’Assemblea aveva espresso il desiderio di “ritirarsi come Presidente del SECAM”. Egli ha spiegato che dopo aver servito per 9 anni nel Consiglio di presidenza del SECAM, 6 anni come Vice Presidente e gli ultimi 3 anni come Presidente, ritiene necessario lasciare spazio a un altro Vescovo nella conduzione dell’organizzazione. L’Assemblea ha inoltro eletto primo Vice Presidente Mons. Theodore Andrien Sarr Arcivescovo di Dakar, in Senegal, mentre Mons. Francesco Joao Silota Vescovo di Chimono, in Mozambico è stato eletto secondo Vice Presidente. Nel suo messaggio di commiato Mons. Onaiyekan ha ringraziato tutti coloro che in un modo o nell’altro hanno contribuito a far crescere il SECAM e ha espresso la sua disponibilità ad accettare qualsiasi compito che il nuovo Presidente vorrà assegnarli per lo sviluppo dell’associazione continentale. Il Cardinale Pengo nel suo discorso di accettazione dell’incarico ha promesso di continuare il buon lavoro svolto finora, dai suoi predecessori, specialmente da Mons. Onaiykan e dagli altri membri del Consiglio di Presidenza del SECAM. Quindi ha fatto appello a tutti i membri dell'associazione a continuare a impegnarsi per la missione del SECAM. (L.M..Agenzia Fides  23/01/07)

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Primo Congresso panafricano sull’Evangelizzazione (SL, Fides, 13/01/07)

Dal 16 al 18 gennaio si svolgerà nella capitale della Tanzania, Dar-es-salaam, il primo Congresso panafricano sull’Evangelizzazione cui seguirà la 14° Assemblea plenaria del SECAM (Symposium of Episcopal Conferences of Africa e Madagascar). Questo organismo è stato fondato dai Vescovi di Africa e Madagascar nel luglio 1969 a Kampala, in Uganda, allo scopo di consolidare la Chiesa in Africa, promuovere l’evangelizzazione, lo sviluppo umano integrale, l’ecumenismo ed il dialogo interreligioso, la formazione, la consultazione sui maggiori problemi che la Chiesa in Africa e nel mondo si trova a dover affrontare. Il Congresso sull’Evangelizzazione si aprirà il 16 gennaio, con l’intervento del Card. Ivan Dias, Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, ed i discorsi di benvenuto del Presidente della Conferenza Episcopale della Tanzania, del Nunzio Apostolico, del Presidente della Repubblica della Tanzania, del Presidente del SECAM. Saranno quindi letti i diversi Messaggi augurali. I lavori della prima giornata proseguiranno con due relazioni sul tema dell’Evangelizzazione in Africa: la prima sarà uno sguardo retrospettivo prendendo spunto dall’Enciclica “Ecclesia in Africa”, mentre la seconda prenderà in considerazione il cammino futuro. Nel pomeriggio avranno luogo tre presentazioni relative ai temi “Proclamazione, Testimonianza e Comunicazioni Sociali”, cui seguiranno i lavori di gruppo e quindi la discussione in assemblea. Il secondo giorno del Congresso, venerdì 17 gennaio, sarà dedicato al tema dell’Inculturazione con due relazioni, cui seguiranno i lavori di gruppo. Nel pomeriggio il tema affrontato sarà quello del Dialogo, con tre interventi dedicati all’Islam, alla Religione Tradizionale Africana ed ai nuovi Movimenti religiosi. Seguiranno i lavori di gruppo. “Giustizia, Pace e Riconciliazione” saranno i temi del terzo giorno, che vedranno relazioni e lavori di gruppo. Nel pomeriggio si affronterà il tema dello Sviluppo e dell’Auto-finanziamento. Concluderà i lavori del Congresso l’elaborazione e l’approvazione delle risoluzioni e delle raccomandazioni riguardo all’Evangelizzazione in Africa. Al Congresso parteciperanno circa 200 persone tra Cardinali e Patriarchi africani, membri delle Commissioni del SECAM, Presidenti e Segretari generali delle Conferenze Episcopali nazionali e regionali, rappresentanti delle Congregazioni Vaticane, delegati delle Conferenze Episcopali, rappresentanti dei Superiori Maggiori degli istituti religiosi e invitati. (SL, Fides, 13/01/07) - NB – Chi volesse avere statistiche sulla situazione della religione cattolica in Africa può consultare la seguente pagina dell’Agenzia Fides : STATISTICHE 

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Giappone cancella quasi 450 milioni di euro di debito (RC, Misna, 10/01/07)

Il Giappone ha cancellato circa 446 milioni di euro di debito nell'ambito dell'iniziativa per le 'Nazioni povere altamente indebitate' (Hipc, 'Heavily Indebted Poor Countries'), avviata nel 1996 da Banca mondiale e Fondo monetario internazionale (Fmi). Con un reddito pro capite nel 2005 di appena 253 euro, la Tanzania – nata nel 1964 dalla fusione fra l'allora Tanganika e l'isola di Zanzibar – è tra i paesi africani più poveri, ma anche tra i principali destinatari d'aiuti. Secondo Mustafa Mkulo, un assistente del ministro tanzaniano per le Finanze, la nazione ogni anno riceve dal Giappone circa 5 miliardi di yen (32 milioni di euro) in sostegni all'agricoltura, alle strutture sanitarie, all'educazione e alla costruzione di infrastrutture. Lo scorso anno, inoltre, il Fondo monetario internazionale ha condonato oltre 258 milioni di euro del suo debito. Secondo un rapporto diffuso lo scorso anno dal Gruppo di studio indipendente (Indipendent evaluation group) della stessa Banca mondiale, l'iniziativa Hipc però è fallita perché in circa la metà dei paesi in cui il debito è già stato dimezzato, il rapporto debito/esportazioni ha superato il 150%, considerata la soglia di sostenibilità economica del debito stesso. Secondo Eurodad, rete di organizzazioni non governative per il debito e lo sviluppo con sede a Bruxelles, lo studio dimostrato quanto i funzionari della Banca mondiale e dello Fmi in passato abbiano gonfiato i benefici del programma Hipc, contestato invece da più parti soprattutto per i criteri d'ammissione che sarebbero eccessivamente restrittivi secondo alcuni e che contribuirebbero all'impoverimento delle nazioni coinvolti secondo altri. (RC, Misna, 10/01/07)

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Onu: nomine, una tanzaniana vice Ban Ki-moon (SwissInfo, 05/01/07)

Una donna della Tanzania, la ministra degli esteri Asha-Rose Migiro, è la nuova vice segretaria generale dell'Onu. La nomina di Migiro da parte del segretario generale Ban Ki-moon sarà ufficializzata in giornata. Ban, che si è insediato il 1. gennaio al posto di Kofi Annan come ottavo segretario generale dell'Onu, aveva preannunciato di voler nominare come suo numero due una donna del Terzo mondo. (SwissInfo,  05/01/07)

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