Aperte indagini sulla morte di due minatori a Koidu (Peacereporter, 14/12/2007)
Le autorità della Sierra Leone hanno deciso di interrompere le attività in due miniere di diamanti nella città orientale di Koidu, dopo che ieri scontri tra la polizia e alcuni manifestanti avevano provocato due morti. I manifestanti erano minatori illegali, espulsi recentemente dalla compagnia che gestisce le due miniere, la Koidu Holding. Non è ancora chiara la dinamica che ha portato alla morte dei due, oltre che al ferimento di numerosi altri manifestanti.(Peacereporter, 14/12/2007)
Salvera' foresta pluviale con parco (Ansa, 11/12/07)
Un parco nazionale di 75.000 ettari salvera' parte della foresta pluviale della Sierra Leone, cosa che dara' un ulteriore contributo alla lotta ai cambiamenti climatici. La BBC online scrive oggi che il presidente, Ernest Bai Koroma, ha lanciato un progetto per la costruzione del parco assicurando che le persone che vivono ai bordi della Foresta del Gola, al confine con la Liberia, saranno ricompensati ogni anno della perdita delle royalty delle imprese di disboscamento. I 75.000 ettari di parco ospitano 50 specie di mammiferi, inclusi leopardi, scimpanze' e bufali della foresta. L'idea del presidente e' che questo secondo parco del paese incrementi il turismo, crei occupazione e arricchisca le entrate. ''Cio' che rimane della foresta pluviale e' inferiore al 5% e se non adotteremo una seria strategia, perderemo tutto'', ha affermato Koroma. Il Paese si sta riprendendo da un decennio di guerra civile, terminata nel 2002, che lo ha distrutto. La Foresta del Gola, secondo gruppi ambientalisti, sarebbe distrutta nel giro di 10 anni, se il disboscamento dovesse continuare ai ritmi di questi anni. Le agenzie di aiuti, la Commissione europea e la Francia stanno costituendo un fondo fiduciario di 12 milioni di dollari per le spese d'emergenza del parco e per pagare annualmente 100.000 persone. La foresta del Gola ospita anche 274 specie di uccelli, 14 dei quali a rischio estinzione, e la Societa' Reale per la protezione degli uccelli aiuta a finanziare il progetto. ''Stiamo aiutando il governo a trasformare una foresta disboscata in una foresta protetta. Enormi quantita' di carbone saranno salvate; e' un esempio eccellente per coloro che sono adesso coinvolti nel dibattito sul clima a Bali'' ha detto Alistair Gammell, membro della societa'. (Ansa,
11/12/07)
Ex bambino soldato diventa ambasciatore Unicef (Reuters, 21/11/2007)
Un ex bambino soldato che ha combattuto durante la guerra civile in Sierra Leone, è stato nominato ambasciatore dell'Unicef, l'agenzia per l'infanzia delle Nazioni Unite, e ha assicurato che si farà portavoce dei diritti dei bambini di tutto il mondo e non solo delle zone di guerra in Africa. Ishmael Beah ha perso la sua famiglia in un attacco messo a segno dai ribelli quando aveva 12 anni, è stato rapito dall'esercito nazionale della Sierra Leone e costretto assieme ad altri bambini catturati a combattere in guerra. Il suo libro "Memorie di un soldato bambino" -- diventato un best-seller -- racconta il suo rapporto con la guerra e come sia stato aiutato da un programma di riabilitazione dell'Unicef e dalla sua famiglia adottiva negli Stati Uniti. "Ho conosciuto l'Unicef in un momento della mia vita in cui avevo perso ogni speranza", ha detto Beah quando è stato nominato ambasciatore dell'agenzia per l'infanzia in una cerimonia che festeggia il 18esimo anno della convenzione Onu sui diritti dei minori. L'istruzione ha permesso a Beah di diventare un difensore dei diritti dei bambini e oggi, all'età di 26 anni, parla spesso in pubblico in difesa dei più piccoli. (Reuters,
21/11/2007)
Freetown festeggia insediamento del nuovo presidente Koroma (AdL, Misna, 15/11/07)
Migliaia di persone si sono riunite oggi nello stadio di Freetown per celebrare l’insediamento del nuovo presidente, Ernest Bai Koroma, capo del partito All People’s Congress (Apc) eletto il 17 settembre scorso. La cerimonia, puramente formale, dato che Koroma ha ufficialmente cominciato il suo mandato pochi giorni dopo l’elezione, è stata posticipata dopo la fine del mese sacro di Ramadan, e si è svolta oggi alla presenza di numerosi capi di stato tra cui Laurent Gbagbo della Costa d’Avorio, Abdoulaye Wade del Senegal, Blaise Compaoré del Burkina Faso, Helen Johnson Sirleaf della Liberia e Yahya Jammeh del Gambia. Anche Stati Uniti, Francia, Unione Europea e Unione Africana hanno inviato dei rappresentanti per quella che i giornali sierraleonesi hanno definito “una giornata di festa nazionale”. Nei giorni scorsi Koroma - la cui elezione ha costituito, secondo gli analisti, un passo decisivo per il processo di normalizzazione del paese, uscito nel 2002 da 10 anni di guerra civile – ha annunciato che farà della lotta alla corruzione uno dei punti saldi della sua presidenza. “Il governo precedente era molto corrotto – ha detto Koroma in un discorso riportato dalla stampa – e in questo risiede la causa dell’arretratezza del paese”. Sul tavolo del nuovo capo di Stato si trova già da alcuni giorni un dettagliato rapporto, anticipato recentemente da alcuni media internazionali, che documenterebbe in maniera chiara e dettagliata, i soldi pubblici persi negli ultimi anni. (AdL, Misna,
15/11/07)
A.I.: grande manifestazione a sostegno delle vittime di violenza sessuale durante la guerra (ConfiniOnLine, 31/10/2007)
Domani (giovedì 1 novembre), durante una grande manifestazione in programma a Makeni, nella Provincia settentrionale della Sierra Leone, centinaia di persone, tra soci di Amnesty International e attivisti locali, chiederanno al nuovo governo di impegnarsi ad assicurare piena giustizia e riparazione alle decine di migliaia di donne vittime di violenza sessuale. Sempre in quell’occasione, Amnesty International diffonderà un rapporto di 35 pagine intitolato “Il diritto di ottenere riparazione per le vittime di abusi sessuali”, in cui denuncia fino a che punto le donne siano stigmatizzate e subiscano ancora oggi gli effetti delle violenze subite nel corso del conflitto in Sierra Leone. “L’inimmaginabile brutalità dei crimini commessi contro un terzo della popolazione femminile della Sierra Leone, sebbene ben documentata, non è stata ancora completamente riconosciuta dal governo” - ha dichiarato Tania Bernath, ricercatrice di Amnesty International sul paese africano. “Per le donne della Sierra Leone, la storia non è finita. Oggi hanno bisogno di cure mediche, di accesso alla giustizia e al lavoro, di opportunità economiche ed educative che le aiutino a ricostruire le loro vite”. Secondo il diritto internazionale, coloro che si rendono responsabili di stupri, di atti di schiavitù e violenza sessuale che costituiscono crimini di guerra, di crimini contro l’umanità e di tortura devono essere sottoposti a processo e alle vittime deve essere garantita piena ed effettiva riparazione. Questa deve, per quanto possibile, annullare qualsiasi conseguenza derivante dall’atto illegale e ristabilire le condizioni che si presume ci sarebbero se il crimine non fosse stato commesso. L’Accordo di pace di Lomé, siglato nel 1999, aveva disposto l’istituzione di un Fondo speciale per le vittime di guerra e di una Commissione per la verità e la riconciliazione. Nonostante il governo fosse obbligato a farlo e nonostante le ripetute sollecitazioni da parte della società civile, il fondo non è stato ancora costituito. La stessa Commissione per la verità e la riconciliazione ha chiesto l’istituzione di un programma di riparazione. Quest’ultimo è ora in via di realizzazione, sotto la guida della Commissione nazionale per l’azione sociale, ma necessita ancora del pieno supporto governativo per essere effettivo.(...) (ConfiniOnLine, 31/10/2007)
Una folla di giovani ha ieri attaccato i negozi appartenenti alle comunità libanese e indiana nella capitale Freetown, saccheggiandoli. La rabbia della popolazione è stata causata dalla notizia del presunto stupro di una donna, che sarebbe poi stata uccisa, da parte di un libanese nella città di Kenema. La polizia è dovuta intervenire in assetto anti-sommossa, sparando gas lacrimogeni per disperdere i manifestanti. Libanesi e indiani controllano buona parte del piccolo commercio in molti stati africani, scatenando saltuariamente episodi di violenza da parte dei locali, che li accusano di monopolizzare l'economia.(Peacereporter, 26/10/2007)
Ex vicepresidente si dimette da capo del partito di opposizione (AdL, Misna, 18/10/2007)
L’ex vicepresidente e candidato alle elezioni presidenziali della Sierra Leone, Solomon Berewa ha dato le dimissioni da capo dell’attuale partito di opposizione ‘Sierra Leone Peoples Party’ (Slpp). Berewa ha sostenuto che la costituzione del partito prevede che la guida e il suo vice debbano dimettersi in caso di sconfitta ad un’elezione presidenziale. “Vado via felice, dopo aver servito diligentemente la mia gente come procuratore generale e vicepresidente del paese. Durante la mia carica ho contribuito fortemente allo sviluppo della nazione” ha detto Berewa, chiedendo al partito di “collaborare al mantenimento dell’ordine e rispettare il governo in carica”. Alhaji Uns, presidente della coalizione ha espresso parole di apprezzamento per la decisione di Berewa e per il suo “interesse al benessere del popolo più che la ricerca di potere”. Secondo fonti della MISNA a Freetown l’ex partito di maggioranza non avrebbe ancora nominato un successore alla guida della coalizione, il cui comando rimane per il momento nelle mani del segretario di partito. Alle elezioni del settembre scorso Berewa, sconfitto dall’attuale presidente Ernest Bai Koroma con il 54,6% dei voti, ha raccolto il 45,4% delle preferenze. Per la Sierra Leone si è trattato delle prime consultazioni dal ritiro del contingente di pace dell’Onu, dispiegato nel paese in seguito alla guerra civile terminata nel 2002. (AdL, Misna, 18/10/2007)
Vescovi: “Cristiani e musulmani lavorino insieme per il bene della regione” (LM, Fides, 16/10/2007)
“Cristiani e musulmani condividono una storia di bene ma anche dolorose memorie. Il dialogo cristiano-islamico è l’unico modo per ricordare insieme i periodi nei quali le comunità vivevano in pace, ma offre anche spazi per ascoltare storie ed esperienze piene di dolorose memorie di controversie e dissidi che condizionano il presente” affermano i Vescovi dell’Associazione delle Conferenze Episcopali dei Paesi Anglofoni dell’Africa Occidentale (AECAWA) in un comunicato diffuso alla fine dell’11a Assemblea Plenaria dell’Associazione che si è tenuta a Freetown in Sierra Leone (vedi Fides 10/10/2007). “Vogliamo approfondire il nostro dialogo perché possiamo andare al cuore della questione: la promozione della pace nella nostra regione dell’Africa occidentale” afferma il documento, inviato all’Agenzia Fides.(…) La collaborazione tra le due comunità religiose, sottolineano i Vescovi dell’AECAWA, è resa possibile dalla condivisione degli stessi valori:il monoteismo, il valore della preghiera, dell’elemosina e del digiuno e l’importanza del pellegrinaggio. Cristiani e musulmani condividono anche la stessa morale sessuale esaltando il valore della famiglia e rifiutando la promiscuità, l’omosessualità, la prostituzione e l’aborto. Vi sono però dei motivi di conflitto derivanti “dall’intolleranza, dal militarismo e dal fondamentalismo di alcune piccole minoranze, cristiane e musulmane”. Cristiani e musulmani devono però superare questi contrasti e collaborare per risolvere i problemi che affliggono i popoli della regione. Uno di questi, ricordano i membri dell’AECAWA, è la corruzione. “Cristiani e musulmani devono essere in grado di lavorare insieme in concreti programmi anticorruzione. Insieme, dobbiamo essere in grado di fare qualcosa nei confronti della disoccupazione, del crimine, della vendetta, dell’indisciplina e dell’ignoranza”. (LM, Fides,
16/10/2007)
Koroma presenta nuovo governo, ci sono anche tre donne (AdL, Misna, 15/10/2007)
Il neo-presidente del Sierra Leone, Ernest Bai Koroma, ha presentato ieri la lista completa del suo governo, composto di 20 ministri tra tecnici e quadri di partito. Lo ha annunciato lo stesso Koroma alla radio ufficiale, secondo cui nel nuovo esecutivo, che non ha ancora avutola fiducia del parlamento, figurerebbero anche tre donne, designate ai dicasteri degli Esteri, dell’Energia e degli Affari Sociali. L’incarico di ministro degli Esteri dovrebbe essere affidato ad una ex responsabile delle Nazioni Unite e candidata alle presidenziali del 2002, Zainab Bangura, mentre a David Carew e Dauda Kamara saranno affidati, rispettivamente le Finanze e gli Interni. Nel governo, che conta due membri in meno rispetto al precedente, non compare invece alcun esponente dell’ex partito di maggioranza, il Partito del Popolo del Sierra Leone (Slpp). Koroma, candidato del partito di opposizione Congresso di tutto il popolo (Apc) ha vinto alle consultazioni dell’8 settembre, considerate un test di democrazia per il paese uscito da una guerra civile (1991-2001) in cui sono morte oltre 120.000 persone. (AdL, Misna,
15/10/2007)
Condannati ex-capi milizie filogovernative (GB, Misna, 09/10/2007)
Sono stati condannati rispettivamente a sei e otto anni di carcere due dirigenti delle milizie filo-governative ‘Civil defence force’ (Cdf) attivi durante il conflitto interno del 1991-2001: la decisione è stata presa dalla Corte speciale per la Sierra Leone, il tribunale voluto dall’Onu per processare i principali responsabili delle violazioni dei diritti umani commesse durante la guerra. I due uomini - Moinina Fofana e Allieu Kondewa - il cui processo era iniziato nel giugno del 2004, sono stati ritenuti colpevoli di una serie di reati che vanno dalla distruzione di villaggi, all’uccisione di civili e al reclutamento di bambini soldato. Con gli stessi capi di imputazione era sotto processo anche Sam Hinga Norman, altro capo delle Cdf e poi ministro degli Interni, deceduto però lo scorso febbraio in detenzione per le conseguenze di un intervento chirurgico. Il principale imputato della Corte speciale è l’ex-presidente della Liberia Charles Taylor, il cui processo è stato trasferito all’Aja per motivi di sicurezza; Taylor è accusato di crimini di guerra e contro l’umanità per aver sostenuto i ribelli del Fronte unito rivoluzionario (Ruf) in cambio di diamanti. (GB, Misna, 09/10/2007)
Ernest Bai Koroma è il nuovo Presidente della Sierra Leone. (L.M., Fides, 17/09/07)
È Ernest Bai Koroma, leader dell’All People’s Congress Party (APC), il nuovo Presidente della Sierra Leone. Lo ha annunciato nella tarda mattinata di oggi, 17 settembre, la Commissione Elettorale Indipendente. Koroma ha vinto con il 54,6% dei voti il ballottaggio con il Vicepresidente uscente, Solomon Berewa (che ha ottenuto il 45,4% dei voti) che si è tenuto l’8 settembre (vedi Fides 7 e 8 settembre 2007). La Sierra Leone ha vissuto con una certa ansia l’attesa della proclamazione ufficiale del risultato. “Il clima non è sereno” riferivano questa mattina all’Agenzia Fides fonti missionarie da Freetown, la capitale della Sierra Leone, e da Londra, che accoglie una vasta comunità sierraleonese che si tiene in costante contatto con la madrepatria. “Il Presidente uscente, Ahmad Tejan Kabbah ha richiamato tutti alla pace, i leader religiosi pure. Speriamo che questo sia sufficiente a scongiurare la tentazione di ricorrere alla violenza” affermavano alcune fonti da Freetown. La tensione nasce dalla pubblicazione dei risultati parziali della votazione che vedono prevalere il principale partito dell’opposizione, l’All People’s Congress Party (APC) sul partito di governo, il Sierra Leone People's Party (SLPP), che aveva presentato la candidatura del Vicepresidente uscente Solomon Berewa. Ieri, 16 settembre, SLPP ha presentato un ricorso alla Corte Suprema per proibire alla Commissione Elettorale Nazionale di pubblicare altri risultati parziali. “Vi sono ancora voti da contare in 400 seggi del Nord e 1200 seggi nel Sud” affermano le nostre fonti. “Ormai comunque il risultato appare evidente a tutti: l’opposizione ha vinto”. “Vogliamo credere con forza che la Sierra Leone possa cambiare il Presidente e il governo seguendo le regole democratiche. Sono fiducioso che, nonostante il recente passato fatto di guerre e violenze, la popolazione accoglierà il risultato delle urne in modo pacifico” dice a Fides P. Gerardo Caglioni, missionario saveriano, con una lunga esperienza nel Paese e autore di uno storia sull’evangelizzazione della Sierra Leone. “È vero che vi sia tensione, ma bisogna stemperare le voci più allarmistiche: diamo fiducia ai sierraleonesi”. Il nuovo Presidente ha un passato di insegnante e soprattutto di imprenditore in Sierra Leone e in Gran Bretagna. La sua campagna elettorale è stata impostata sul fatto di essere un “outsider” della politica e di non essere compromesso con il passato di corruzione. (L.M., Fides, 17/09/07)
Dopo un quinto dei voti contati è in testa il candidato dell'opposizione (Peacereporter, 11/09/07)
Dopo aver completato lo scrutinio di circa il 20 percento delle schede, nelle elezioni presidenziali in Sierra Leone è in testa il candidato dell'opposizione Ernest Bai Koroma. Il leader dell'All People's Congress ha ricevuto il 64 percento dei voti scrutinati finora, contro il 36 percento del vicepresidente Solomon Berewa. I risultati si riferiscono però in particolare ad aree dove il consenso verso l'opposizione è tradizionalmente maggiore. I risultati definitivi si dovrebbero avere tra due settimane circa. Si tratta delle prime elezioni dopo il ritiro dei caschi blu dell'Onu, in seguito alla guerra civile conclusasi nel 2002. (Peacereporter, 11/09/07)
Dopo scontri, candidato dell'opposizione interrompe campagna elettorale (CO, Misna, 31/08/07)
Il candidato favorito al ballottaggio per le presidenziali dell'8 settembre, Ernest Bai Koroma del partito d’opposizione Congresso di tutto il popolo (Apc, All people's congress), ha interrotto in anticipo la sua campagna elettorale. Lo ha annunciato lo stesso Koroma dopo che ieri il suo convoglio è stato attaccato a sassaiole da sostenitori del Partito del popolo della Sierra Leone (Slpp, Sierra Leone people's party, al governo) in due città sudorientali, Segbwema e Kenema. Le forze di polizia che scortavano il candidato hanno dovuto usare gas lacrimogeni per forzare le barricate allestite lungo la strada dagli attivisti filogovernativi e hanno esploso colpi d'arma da fuoco in aria per disperdere i militanti dello Slpp che assediavano l'hotel di Koroma nella città meridionale di Bo. "Tutto ciò fa parte di un grande disegno per posticipare le elezioni" ha detto Koroma - che l'11 agosto al primo turno ha ottenuto il 44,3% dei voti - accusando lo Slpp che sostiene la candidatura dell'attuale vicepresidente Solomon Berewa. Koroma oggi è rientrato a Freetown scortato da guardie armate per partecipare a un vertice sui recenti episodi di violenza insieme a funzionari elettorali e rappresentanti di altri partiti. Intanto il presidente Ahmad Tejan Kabbah ha annunciato che dichiarerà lo stato d'emergenza se gli scontri tra attivisti di partiti rivali continueranno. Il voto dell'11 agosto è stato il primo da quando due anni fa, dopo la guerra civile 1991-2002, i caschi blu dell'ONU hanno lasciato l'ex-colonia britannica. (CO,Misna, 31/08/07)
Presidente minaccia stato di emergenza (l’Occidentale, 28/08/07)
Il Presidente della Sierra Leone, Ahmad Tejan Kabbah, ha minacciato di imporre lo stato di emergenza se non cesseranno le violenze scoppiate tra i sostenitori dei due candidati al ballottaggio presidenziale del prossimo 8 settembre. In un discorso trasmesso dalla televisione e citato dalla Bbc, Kabbah ha ricordato come il Paese abbia già sofferto troppo per poter sopportare nuove violenze e nuovo caos. Il primo turno elettorale si è svolto in maniera regolare e trasparente, a giudizio degli osservatori internazionali. Il candidato del partito di opposizione, Ernest Bai Koroma del Congresso di tutto il popolo (Apc), ha ottenuto il 44% dei voti contro il 38% conquistato dal vicepresidente uscente Solomon Berewa, candidato del Partito del popolo della Sierra Leone. La Sierra Leone è stata teatro dal 1991 al 2002 di una delle più brutali guerre civili combattute negli ultimi anni, costata la vita a 120.000 persone e che ha lasciato dietro di sè migliaia di mutilati. Il capo dello Stato ha quindi invitato i due candidati avversari a richiamare all'ordine i propri sostenitori. Dopo gli ultimi due giorni di scontri, la polizia ha potenziato le operazioni di pattugliamento nella capitale Freetown e ha imposto il coprifuoco dall'alba al tramonto nel distretto orientale di Kono, la zona ricca di diamanti, epicentro durante la guerra civile del contrabbando di pietre preziose.(l’Occidentale, 28/08/07)
Presidenziali, ballottaggio l'8 settembre(Peacereporter, 25/08/07)
I due candidati più votati al primo turno delle presidenziali andranno al ballottaggio l'8 settembre. Lo ha annunciato la commissione elettorale. I due rimasti in lizza sono Ernest Bai Koroma dell'All Peoplès Congress (Apc, Partito di tutto il popolo), all'opposizione, che ha riscosso il 44,3 percento al primo turno, e Solomon Barewa del Sierra leone Peoplès Party (Slpp, partito popolare), al governo, che ha ottenuto il 38,3 percento.(Peacereporter, 25/08/07)
Più acqua e meno diamanti (Elena Ferrara,Altrenotizie, 22/08/07)
Riconquista la presidenza del Paese per altri cinque anni - con il 70% dei voti espressi in suo favore su un elettorato di 2 milioni - e rilancia le promesse fatte in campagna elettorale: superamento dei problemi causati dalla guerra civile (che ha provocato 50mila vittime), un piano di sviluppo nel settore delle infrastrutture, una fase di ricostruzione dell’edilizia popolare, controllo del territorio, sicurezza, lotta alla disoccupazione, rinserimento dei bambini-soldato nella società... E, soprattutto, un preciso impegno relativo al possesso e al controllo dell’acqua, che dovrà essere sempre più un fattore di sicurezza. Perchè contribuirà, nello stesso tempo, a sviluppare industria ed agricoltura assicurando alla popolazione condizioni di vita normale. Eccolo, quindi, Ahmad Tejan Kabbah che, dopo aver messo a tacere le armi, è di nuovo alla testa del potere di Freetown. La sua è stata una elezione complessa e sofferta. In primo luogo perché era giunto al voto nelle condizioni peggiori: considerato come un “ex” già in partenza - e ritenuto costituzionalmente non rieleggibile per un terzo mandato - si è trovato a portare sulle spalle la pesante eredità di una violenta guerra civile durata oltre 10 anni e terminata nel 2002, quando, appunto, ottenne la poltrona presidenziale. Era poi riuscito a mantenere il potere nonostante la vittoria, nelle amministrative del 2004, del partito di opposizione “All People's Congress” (APC), che controllava anche la capitale Freetown.- E’ arrivato così all’appuntamento di questo agosto affrontando diversi candidati. Il più forte dei quali era, appunto, il vice-presidente uscente Solomon Berewa, del partito di governo “Sierra Leone's People party” (Slpp); l’altro personaggio in lizza era Ernest Koroma (esponente di spicco dell’All People's Congress) seguito da un dissidente dell’Slpp, Charles Margai, nipote del primo premier del paese. Uno schieramento, quindi, complesso ed articolato che ha cercato di contrastare sino all’ultimo Ahmad Tejan Kabbah. (…) Ma non ci sarà nell’agenda del nuovo presidente solo il problema della pacificazione che, con il peso delle innumerevoli atrocità degli anni Novanta, è una ferita ancora aperta. Dovrà, infatti, rendere conto di quei cospicui aiuti internazionali inghiottiti dalla corruzione che domina in tutti gli apparati del paese coinvolti anche nel traffico delle pietre preziose. E si sa bene che i diamanti della Sierra Leone hanno fatto la fortuna dei grandi affaristi nazionali ed internazionali, ma alle popolazioni locali hanno dato ben poco, mentre la vera ricchezza - l’acqua - continua a mancare provocando malattie e tensioni tra le varie etnie. Le elezioni dei giorni scorsi, ancora una volta, hanno evidenziato il vero stato di crisi in cui versa il paese. (…)(Elena Ferrara,Altrenotizie, 22/08/07)
Elezioni, certo ballottaggio per presidenziali(Swissinfo, 20/08/07)
E' ormai certo che sarà necessario un ballottaggio per la designazione del nuovo presidente della repubblica nello stato africano della Sierra Leone dopo le elezioni tenute lo scorso 11 agosto. Con il 93 cento dei voti scrutinati, secondo quanto ha reso noto la Commissione elettorale,nessuno dei canditati ha ottenuto la maggioranza assoluta e sarà perciò necessario chiamare gli elettori nuovamente alle urne. I due 'papabili' in campo dopo il primo turno sono Ernest Koroma (Congresso del popolo, Apc), che ha ottenuto il 44 per cento dei voti, e il vice-presidente uscente Solomon Berewa (Partito del popolo della Sierra Leone, Slpp, al potere), con il 38 per cento. A questo punto, nessuno dei due candidati può raggiungere la quota del 55 per cento che la legge prevede come soglia minima per essere eletti al primo turno.(Swissinfo, 20/08/07)
Elezioni: presidente invita alla calma, forze di sicurezza in stato di allerta (MZ, Misna, 14/08/07)
Un invito alla calma è stato lanciato ieri alla popolazione della Sierra Leone dal presidente uscente Ahmad Tejan Kabbah, che ha chiesto a tutti di dimostrare lo stesso spirito di serenità avuto nel corso delle elezioni di sabato scorso e attendere con fiducia i risultati ufficiali relativi al voto. In un discorso alla nazione trasmesso ieri sera dalla televisione e dalla radio sierraleonese Kabbah ha anche informato di aver messo le forze armate in stato di allerta per stroncare sul nascere e “con fermezza” qualsiasi eventuale tentativo di causare disordini o problemi nel paese dopo l’annuncio dei risultati. “Sembra che alcune persone malintenzionate vogliano distruggere la nostra buona immagini e provocare lo stesso caos che ha tenuto in scacco il nostro paese negli 11 anni di guerra civile” ha detto Kabbah nel suo discorso. Le parole del presidente uscente si inseriscono in un clima di grande attesa per i primi risultati ufficiali, visto che al momento continuano a circolare solo dati ufficiosi diffusi da fonti (alcuni media) vicine all’opposizione. In base a queste cifre il principale partito d’opposizione All people’s congress (Apc) di Ernest Koroma (che corre per le presidenziali) sarebbe in lieve vantaggio rispetto alla formazione governativa Sierra Leone’s people party (Slpp) del vice-presidente uscente Solomon Berewa candidato a succedere a Kabbah. L'APC, infatti, avrebbe ottenuto un buon risultato nel nord del paese, sua tradizionale roccaforte, ma anche nella popolosa "western area" - il distretto che comprende la capitale Freetown - mentre l'SLPP sarebbe in vantaggio nelle regioni del sud-est ma con molte difficoltà dovute alla presenza di un nuovo partito nato da una costola dello stesso SLPP. Anche il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki Moon, ieri ha chiesto ai sierraleonesi di “preservare lo spirito di calma e ordine pubblico che ha caratterizzato il voto” anche dopo l’annuncio dei risultati, invitando i partiti a utilizzare i canali istituzionali per regolare eventuali differenze.(MZ, Misna, 14/08/07)
Rinviato ancora inizio processo a Charles Taylor (Adnkronos/Dpa, 13/08/07)
E' stato rinviato ancora una volta l'inizio del processo di Charles Taylor, l'ex presidente liberiano accusato di crimini di guerra e contro l'umanita' commessi durante i dieci anni di guerra civile in Sierra Leone. "Il processo non iniziera' il 20 agosto come era stato originariamente fissato" ha reso noto Solomon Moriba portavoce del tribunale speciale dell'Onu per i crimini in Sierra Leone.(Adnkronos/Dpa, 13/08/07)
Risultati elezioni entro oggi (l’Occidentale, 13/08/07)
Gli abitanti della Sierra leone potranno assistere ai primi risultati delle elezioni presidenziali e parlamentari di sabato entro la giornata di oggi. Secondo alcuni operatori internazionali le elezioni si sarebbero svolte regolarmente. Anche altri funzionari governativi hanno parlato di elezioni regolari in tutto il paese, le prime dopo che i caschi blu dell'Onu hanno lasciato la Sierra Leone due anni fa. Il capo della commissione elettorale della Sierra Leone, Christiana Thorpe, ha fatto sapere che verso le cinque pomeridiane di lunedì ora locale (alle sette di sera in Italia) saranno disponibili i primi risultati delle elezioni. La Thorpe si è poi detta entusiasta di come sono andate le cose: “C'è stata una grande affluenza e il tutto è stato anche molto pacifico, siamo molto soddisfatti del risultato”. Le elezioni in Sierra Leone rappresentano un significativo passo avanti nel processo di pacificazione della nazione, coinvolta nel corso degli ultimi anni in una sanguinosa guerra civile. (l’Occidentale, 13/08/07)
Il vero test per la democrazia arriva adesso.(Euronews, 12/08/07)
Anche se le elezioni politiche e presidenziali di ieri si sono svolte senza incidenti di rilievo, e con un'affluenza tale che gli elettori hanno dovuto attendere ore in coda, gli osservatori internazionali mettono in guardia: bisognerà vedere come gli stessi partiti politici accoglieranno i risultati. La Sierra Leone è andata al voto per la prima volta senza la supervisione dei caschi blu dopo la fine della guerra civile. Ricchissimo di risorse, dai diamanti all'oro al petrolio, e pacificato da cinque anni, il paese africano resta però al penultimo posto nella classifica Onu dello sviluppo mondiale. Una situazione che potrebbe penalizzare il candidato governativo alla presidenza, il vice capo di stato Solomon Berewa, che resta comunque uno dei favoriti fra i sette pretendenti alla successione di Ahmad Tejan Kabbah. L'avversario più temibile è il candidato del principale partito d'opposizione, Ernest Koroma. Se nessuno dei contendenti otterrà il 55 per cento delle preferenze, si andrà al ballottaggio.(Euronews, 12/08/07)
Elezioni, lunghe file ai seggi (Swissinfo, 11/08/07)
Con la voglia di mostrare al mondo che la Sierra Leone cerca di ritrovare la normalità a cinque anni dalla fine di una brutale guerra civile, i 2,6 milioni di cittadini chiamati a votare per un nuovo presidente e un nuovo parlamento hanno preso d'assalto oggi i seggi elettorali, formando lunghe file. In generale le operazioni di voto si sono svolte normalmente. La guerra, durata dal 1991 al 2001, con 120.000 vittime, figura tra le più crudeli della storia moderna con atrocità, massacri, stupri e la piaga dei bambini soldato. Le elezioni di oggi sono le prime interamente gestite dal governo di Freetown. La precedente consultazione nel 2002 era stata organizzata dalle Nazioni unite che hanno presidiato il paese fino al 2005. In lizza per la carica di presidente, al posto dell'uscente Ahmad Tejan Kabbah, ineleggibile perché già al suo secondo mandato, ci sono sette candidati. Favoriti sono il vicepresidente uscente Berewa, del Partito del popolo della Sierra Leone (Slpp, al potere), e Ernest Koroma, capo del Congresso di tutto il popolo (Arc, principale partito di opposizione), ma potrebbe ottenere un buon risultato anche Charles Margai, dissidente dell'Slpp. Per le legislative ci sono in palio 112 seggi sui 124 del parlamento monocamerale per 566candidati.(Swissinfo, 11/08/07)
Le prospettive elettorali (AlbertoGrossetti, Equilibri, 10/08/07)
L’11 agosto la Sierra Leone è chiamata ad esprimersi per eleggere il suo nuovo presidente, rinnovare la composizione del parlamento e modificare la costituzione attraverso un referendum. Il corretto e pacifico svolgimento delle elezioni sarà un fattore chiave per testimoniare il grado di fedeltà dei partiti politici ai principi democratici e dare speranza ad una popolazione stremata da un decennio di guerra civile, i cui effetti si protraggono ancora oggi sottoforma di estrema povertà, sfiducia verso le istituzioni e tensioni sociali. Il risultato del voto sarà probabilmente ancora favorevole al partito del presidente uscente Ahmad Tejan Kabbah, che ha guidato la nazione verso la riconciliazione e che può vantare il sostegno della comunità internazionale. (…)(AlbertoGrossetti, Equilibri, 10/08/07)
Freetown: elezioni, partiti e cittadini in strada contro la violenza (MZ, Misna, 07/08/07)
Centinaia di persone sono scese in strada ieri a Freetown, in Sierra Leone, per partecipare, nonostante la pioggia battente che è caduta sulla città, contro la violenza, mentre i paese si prepara sabato ad andare alle urne per le prime elezioni dalla fine della guerra civile. Esponenti della società civile, delle comunità religiose, semplici cittadini ma anche delegazioni di tutti i partiti che partecipano al voto hanno gridato il loro no alla violenza politica che ha segnato, in parte, la campagna elettorale dei mesi scorsi e che, secondo alcuni osservatori locali, rischia di esplodere dopo l’annuncio dei risultati. Nei giorni scorsi l’ufficio dell’Onu in Sierra Leone aveva denunciato il moltiplicarsi, dall’inizio della campagna elettorale, di casi di intimidazioni e di violenza, definiti “una minaccia per il processo democratico e va contro gli interessi della Sierra Leone che desidera elezioni pacifiche, libere e credibili”. L’organismo si era anche detto “impressionato e incoraggiato” della partecipazione dei cittadini e del lavoro della Commissione elettorale. Le violenze tra militanti politici rivali hanno avuto luogo in particolare a Bo, nel distretto meridionale di Kailahun (sud-est) e nella capitale Freetown, con numerosi feriti.(MZ, Misna, 07/08/07)
Si rovescia barcone, 10 morti ma 45 ancora dispersi (Peacereporter, 05/08/07)
Un'imbarcazione con troppi passeggeri a bordo si è rovesciata giovedì al largo della costa settentrionale della Sierra Leone, facendo annegare almeno 10 persone. Ma 45 passeggeri sono ancora dati per dispersi. Secondo un portavoce della Marina sierraleonese, la nave si è rovesciata vicino alla foce del fiume Little Scarcies con 72 persone a bordo. I soccorritori hanno tratto in salvo 17 superstiti, ma ieri sera più della metà dei passeggeri erano ancora dispersi e le speranze di trovarli vivi sono sempre più esili, tanto che la Marina ha chiesto ai pescatori locali di usare le reti per cercare di recuperare i cadaveri.(Peacereporter, 05/08/07)
Prime condanne per crimini guerra civile (Swissinfo, 19/07/07)
Il tribunale speciale della Sierra Leone (Tssl) ha condannato oggi tre leader di una milizia ribelle a pene tra i 45 e i 50 anni di prigione per crimini di guerra, fra cui omicidio, stupro e mutilazione di civili. Alex Tamba Brima, di 35 anni, e Santigie Borbor Kanu, di 42, sono stati condannati a 50 anni di prigione ciascuno e Brima Bazzy Kamara, 39enne, a 45 anni. Tutti e tre erano stati riconosciuti colpevoli il mese scorso di crimini contro l'umanità, commessi durante la guerra civile della Sierra Leone, fra il 1991 e il 2002. Si tratta delle prime condanne emesse dal Tssl, un tribunale coadiuvato dall'Onu, istituito nel 2002. La sentenza è stata pronunciata dal giudice Julia Sebutinde, a cui l'accusa aveva chiesto pene ancora più elevate. Il Tssl unisce il diritto internazionale a quello della Sierra Leone per giudicare i responsabili dei crimini commessi nel corso della guerra civile che ha provocato 120.000 morti e migliaia di mutilati. I tre ribelli condannati oggi, che sconteranno la pena in Svezia ed Austria, erano a capo del Consiglio delle forze armate rivoluzionarie(Cfar), un gruppo armato responsabile di numerose atrocità, sostenuto dall'ex presidente della Liberia Charles Taylor. Taylor è sotto processo presso lo stesso tribunale, ma riunito all'Aja, per aver sostenuto, in cambio di diamanti provenienti dalle zone del nord del paese, i gruppi di ribelli della Sierra Leone.(Swissinfo,19/07/07)
Nuovi diritti per le donne (Peacereporter, 04/07/07)
Le donne della Sierra Leone hanno ottenuto nuovi diritti grazie a tre nuove leggi che definiscono crimini i pestaggi domestici, danno alle donne il diritto di ereditare una proprietà e proteggono le più giovani dai matrimoni forzati. Una coalizione di organizzazioni per i diritti umani ha dichiarato che le tre leggi, decretate dal parlamento della Sierra Leone il 14 giugno, favoriranno radicalmente il miglioramento della posizione legale delle donne nel paese. In passato, le donne non avevano alcuna possibilità di fare giustizia quando subivano abusi dai mariti, e di solito le violenze domestiche restavano all'intero della famiglia o al massimo finivano davanti ai leader tribali. Un esperto dei diritti delle donne in Sierra Leone ha detto che varie organizzazioni sono pronte a proteggere le donne che vorranno denunciare le violenze subite. (Peacereporter, 04/07/07)
Prime condanne per crimini contro l'umanità. Massimo Zaurrini, Agenzia Misna Terrelibere.org, 20/06/07)
Nel primo verdetto mai emesso dalla sua nascita, il Tribunale speciale per i crimini in Sierra Leone (Tssl) di Freetown ha oggi riconosciuto colpevoli di crimini contro l’umanità tre ex-ribelli del Consiglio delle Forze armate rivoluzionarie (Afrc). Si tratta del gruppo armato guidato dal latitante Johnny Paul Koroma che insieme ai ribelli del Ruf (Fronte Unito rivoluzionario) è considerato il principale responsabile delle atrocità commesse durante il decennio di guerra che ha segnato il Paese dal 1991 al 2001. Alex Tamba Brima (alias 'Gullit'), Brima Bazzy Kamara e Santigie Borbor Kanu (alias '55') sono stati riconosciuti colpevoli della maggior parte dei 14 capi d’accusa mossi nei loro confronti, tra i quali crimini contro l'umanità, stupro, omicidio e arruolamento di bambini soldato. I tre, ha detto la giudice chiudendo la seduta di oggi, dovranno tornare in aula il 16 luglio prossimo per la comunicazione della sentenza. Il processo nei loro confronti, il primo intentato dal Tribunale speciale (composto da personale locale e internazionale con sostengo dell’ONU), si era aperto nel marzo del 2005. Nel 1991 i ribelli del Ruf scatenarono un conflitto che si caratterizzٍò per la brutalità delle amputazioni contro i civili, le violenze sulle donne e il ricorso su ampia scala a bambini in armi. La Corte speciale ha l’incarico di processare solo coloro che hanno "le maggiori responsabilità" per gli orrori commessi dopo il 1996. Oltre ai 3 dirigenti del Acfr, finora i giudici (otto nominati dall’Onu e altrettanti indicati dal governo di Freetown) hanno incriminato altre 10 persone: cinque leader del Ruf, 3 delle Cdf e l’ex presidente della confinante Liberia Charles Taylor, il cui procedimento è stato trasferito all’Aja (in Olanda) per questioni di sicurezza. La Corte perٍ non ha potuto processare alcuni protagonisti diretti della guerra sierraleonese. Se il capo del Ruf, Foday Sankoh, e il suo principale ‘luogotenente’, Sam ‘Mosquito’ Bockarie, sono morti, il comandante dell’Afrc, Johnny Paul Koroma, continua ad essere latitante dal dicembre 2002.( Massimo Zaurrini,Agenzia Misna, Terrelibere.org, 20/06/07)
Ventidue persone hanno perso la vita nello schianto di un elicottero-navetta nei pressi di Freetown, capitale della Sierra Leone. L’elicottero stava trasportando numerose autorità politiche e funzionari del Togo da Freetown, dove si era tenuta la partita Sierra Leone-Togo, valida per la qualificazione in Coppa Africa, all’aeroporto di Lungi. L’elicottero, un Mi-8 appartenente alla Paramount Airlines, secondo testimonianze, avrebbe preso fuoco in manovra di atterraggio. Unico superstite il pilota del velivolo. Tra le vittime, numerosi funzionari del Togo: tra di loro figura il ministro dello Sport dello stato africano. (Expobg.it, 09/06/07)
Il parlamento della Sierra Leone ha approvato oggi una legge che impedisce il matrimonio di bambine minorenni, mettendo al bando una pratica usuale che da alla famiglia il potere di dare in sposa una bambina che abbia superato gli 11 anni d’età. Lo riferisce l’emittente radiofonica ‘Bbc’, sottolineando come l’approvazione della legge sia stata salutata con soddisfazione dal rappresentante locale dell’Unicef (il Fondo per l’infanzia delle Nazioni Unite) che ha definito quello di oggi “il più bel giorno dalla fine della guerra civile per i bambini della Sierra Leone”. Nessuno sviluppo, invece, per quanto riguarda la messa al bando delle pratiche di mutilazione genitale femminile. Al vaglio del parlamento vi era, infatti, anche un testo di legge che definiva “fuorilegge” la pratica di circoncisioni femminili, stabilendone un fermo controllo . Pur ribadendo la contrarietà alle pratiche di mutilazione, e approvando misure di controllo al fenomeno, il parlamento ha però ritirato la clausola che definiva “illegali”, e quindi perseguibili penalmente, le mutilazioni. Il parlamentare Alassan Fofana ha spiegato alla Bbc che, nonostante in parlamento vi fosse un largo consenso a dichiarare illegali le mutilazioni, molti deputati temevano che la “decisione sarebbe costata loro la carriera”. La pratica della mutilazione femminile è molto diffusa in Sierra Leone, dove si ritiene che vi sia stata sottoposto quasi il 90% delle donne.(MZ, Misna, 08/06/07)
Precipita un elicottero della Paramount Airlines (Avionews, 04/06/07)
Tra la capitale della Sierra Leone, Freetown, e l'aeroporto di Lungi, stanotte è caduto un elicottero-navetta Mil Mi-8 della Paramount Airlines che avrebbe preso fuoco durante la fase di atterraggio, provocando la morte di 22 persone. Secondo le fonti aeroportuali, l'unico sopravvissuto sarebbe uno dei due piloti ucraini lanciatosi fuori dell'abitacolo prima dell'impatto. A bordo dell'elicottero il ministro dello sport e vari funzionari del Togo che avevano assistito alla partita di calcio tra Sierra Leone e Togo, vinta dal Togo 1-0, valida per la qualificazione della Coppa d'Africa. Nessun giocatore del Togo risulta essere tra i passeggeri a bordo. La Paramount Airlines è il principale operatore nella zone. La settimana scorsa anche Tony Blair si servì di uno dei suoi elicotteri per l'ultima visita in Sierra Leone, quindi in Africa, prima della scadenza del suo mandato. (Avionews,
04/06/07)
Una giovane e instabile democrazia si avvia alle urne il prossimo luglio. Oltre il 70% della popolazione vive al di sotto della soglia di povertà, l’analfabetismo dilaga, persistono gravi problemi sanitari e gli attriti tribali non sembrano ancora sedati. - Quadro politico - L’attuale presidente del paese, Ahmad Tejan Kabbah del Sierra Leone People’s Party (SLPP), al suo secondo mandato, non potrà essere rieletto alle prossime elezioni che si terranno a luglio 2007. Le ferite procurate dal conflitto che ha piagato il paese a cavallo del nuovo secolo non sono ancora guarite, esistono tuttora forti attriti tribali e circa il 70% della popolazione vive al di sotto della soglia di povertà. Il paese si trova all’ultimo posto dell’indice di sviluppo umano. Da più parti si teme che la contesa elettorale ed il suo risultato potrebbero riportare il paese nel caos e verso una nuova guerra civile. - Tre sono i principali candidati alle presidenziali: Ernest Koroma dell'All People's Congress (APC), Charles Margai del Peoples Movement for Democratic Change (PMDC) e il vicepresidente Solomon Berewa del SLPP di Kabbah, che appare largamente favorito. La popolazione sembra però ormai sfiduciata nei confronti del partito dell’attuale presidente che ha tentato lungamente e senza successo di dare stabilità al paese. L’unico vero partito di opposizione è l’APC che alle elezioni del 2002 però aveva ottenuto solamente il 19,8% dei voti contro il 69,9% del SLPP. La possibilità che avvenga un passaggio di consegne al potere è quindi assai limitata. - Proprio per cercare di riconquistare il sostegno dei propri cittadini il partito al potere ha dato il via ad una serie di importanti riforme costituzionali. Nelle discussioni della Constitutional Review Commission che si sono tenute all’inizio del mese uno dei punti caldi del dibattito è stata la definizione della cittadinanza: chi può goderne, in base a quali criteri e con quali eccezioni. Il Presidente della Commissione, Peter Tucker, ha affermato che le disposizioni attuali prevedono che per essere cittadini sierralionesi è necessario che entrambi i nonni paterni siano di orgini “nere”. Le posizioni sull’argomento sono le più disparate ma una cosa sembra essere chiara: per ottenere la cittadinanza sierralionese non può bastare la residenza nel paese o la nascita sul suo suolo. Un ulteriore argomento di discussione è quella relativa alle questioni di genere, una bozza di legge in materia è stata presentata da Isata Bangura. - Il presidente Kabbah si è assunto l’impegno di mantenere un clima di tranquillità e sicurezza in vista delle prossime elezioni. Il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki Moon in un suo discorso ha affermato che nonostante la Sierra Leone sembri prepararsi correttamente nell’avviarsi alle urne il prossimo luglio, gli aiuti della comunità internazionale non devono cessare visto che si tratta di un paese uscito da così poco tempo da una cruenta guerra civile.(…) (Elena Giannini, Equilibri,
23/05/07)
Il Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite (PAM) e Warner Bros.Pictures organizzano una serie di proiezioni di Blood Diamond, film ambientato sullo sfondo del caos e della guerra civile che hanno sconvolto la Sierra Leone negli anni Novanta. Diretto da Ed Zwick e interpretato da Leonardo DiCaprio, Jennifer Connelly e Djimon Hounsou, per la prima volta Blood Diamond viene mostrato al pubblico nel paese dell'Africa occidentale devastato dalla guerra e la cui tragedia ha ispirato il film. Le proiezioni, offerte gratuitamente al pubblico, si terranno al British Council l'8 e il 9 maggio. Circa 600 persone vedranno il film nel corso delle due serate. Il PAM, il cui logo in bianco e blu, ricorre spesso nelle scene del film, attualmente fornisce assistenza alimentare a oltre 300.000 abitanti in Sierra Leone nello sforzo di aiutare la ricostruzione del paese dopo quasi 10 anni di guerra civile. Il PAM distribuisce razioni alimentari ai gruppi più vulnerabili, inclusi gli studenti, le famiglie che faticano a ricostruirsi una vita e i rifugiati di ritorno dalla vicina Liberia. La distribuzione internazionale del film Blood Diamond ha aiutato a creare una consapevolezza sulla fame e la povertà che attanagliano oltre 850 milioni di persone nel mondo. Il film mostra scene realistiche di operazioni di aiuto intraprese dal PAM negli anni Novanta quando sfamava migliaia di vittime della guerra che fuggivano all'interno del paese e nei paesi vicini. In quegli anni, lo staff del PAM è stato testimone di bisogni umanitari disperati e di un livello indicibile di violenza e crudeltà, simili a quelli che si vedono nel film. L'evento di Freetown è completamente finanziato dalla Warner Bros. Pictures (Gabriella Meroni, Vita,
07/05/07)
Il governo della Sierra Leone ha bandito l'uso di qualsiasi abito militare (compresi berretti e T-shirts) da parte dei civili, con una mossa che mira a combattere l'ondata di criminalità da parte di bande che si camuffano da soldati. La pratica di travestirsi da militari era già stata utilizzata dai ribelli del Revolutionary United Front durante la guerra civile. La violazione del bando può portare a una pena di tre mesi di carcere.(PeaceReporter, 11/04/07)
A febbraio sam hinga norman, ex viceministro della difesa e coordinatore delle milizie filogovernative, è morto mentre era sotto processo davanti al Tribunale speciale dell'Onu per la Sierra Leone (Tssl). Era accusato di crimini contro l'umanità commessi all'epoca della guerra civile, tra il 1991 e il 2001, in cui sono morte 200mila persone. Tra i capi d'imputazione c'erano tortura, atti di terrorismo, saccheggi e arruolamento di bambini. Il Tssl sostiene che la morte di Norman impedirà alla popolazione di ottenere giustizia. Ma la vicenda, scrive New African, è solo l'ennesimo fallimento del Tribunale: "Il Tssl avrebbe dovuto concludere i suoi lavori nel 2006, ma ancora non ha pronunciato una sola sentenza. Milioni di dollari sono stati spesi inutilmente. I due imputati principali, Norman e il leader dei ribelli del Fronte rivoluzionario unito (Ruf) Foday Sankoh, sono morti, mentre l'ex presidente liberiano Charles Taylor è stato trasferito all'Aja. Gli otto imputati rimasti sono personaggi di secondo piano. La morte di Norman ha inoltre riaperto antiche ferite: gran parte della popolazione lo considerava un eroe nazionale per aver difeso il paese dai ribelli del Ruf. Ora, in Sierra Leone, nessuno avrà più fiducia nella giustizia internazionale". (Internazionale,
05/04/07)
Bambini soldato, uno su tre è femmina - Il rapporto Onu: "Sono le più vulnerabili"(La Repubblica, 02/03/07)
Un bambino soldato su tre è una femmina. E' questo il dato inquietante e sorprendente che emerge da un rapporto dell'Onu sui bambini e il loro coinvolgimento nei conflitti armati. Il tema è in discussione in questi giorni al Palazzo di Vetro nell'ambito della sessione della commissione dedicata alla situazione femminile. Le testimonianze sono terrificanti. Ecco uno tra i tanti racconti provenienti dall'Africa: "Un giorno i ribelli hanno attaccato il villaggio in cui vivevo. Li ho visti uccidere i miei familiari, violentare mia madre e le mie sorelle. Ho pensato che entrando nell'esercito, sarei stata al sicuro. Invece sono stata picchiata e violentata a più riprese e a quattordici anni ho avuto un bambino". La bozza del rapporto finale atteso a giugno, ottenuta dall'Ansa, presenta numerose testimonianze drammatiche come questa, confermando che "le ragazzine soldato sono tra gli individui più vulnerabili nelle aree colpite da conflitto armato". "La bambina è spesso vittima di violenze fisiche, specialmente di carattere sessuale, anche perché si pensa non abbia l'Aids", dilagante in Africa, spiega Radhika Coomaraswamy, responsabile dell'ufficio Onu sui bambini ed i conflitti armati. "In Sierra Leone - racconta la rappresentante del segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon- ho parlato con bambine violentate dai ribelli, i padri imposti dei loro figli. Purtroppo queste violenze vengono date per scontate e spesso sono accettate". L'ufficio Onu sta infine preparando una serie di proposte perché chi commette delitti di questo tipo finisca automaticamente alla Corte penale internazionale (Cpi) dell'Aja.(La Repubblica,
02/03/07)