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Delta:: rapito bambino di tre anni (MZ, Misna, 27/06/07)
Uomini armati non identificati hanno rapito il figlio di tre anni di un deputato dello Stato di Rivers, uno degli Stati che compone la regione meridionale nigeriana del Delta del Niger. Lo riferiscono fonti locali e internazionali, precisando che il bambino è stato prelevato ieri da un gruppo di uomini armati penetrato nell’asilo in cui il piccolo si trovava a Port Harcourt. Il sequestro è stato confermato dal portavoce della polizia di Rivers, Ireju Barasua, il quale ha precisato che il bambino è il figlio di Linda Steward Somiari, membro del parlamento dello Stato meridionale in rappresentanza del consiglio comunale di Okrika. Non sono ancora chiare le motivazioni del sequestro che potrebbe essere riconducibile solo alla criminalità comune attiva nell’area. Secondo fonti locali I rapitori avrebbero già contattato la famiglia chiedendo un riscatto. (MZ, Misna, 27/06/07)
Primo vertice di riconciliazione tra governo e opposizione (RC, Misna, 26/06/07)
“La mia speranza è che questo incontro oggi con i rappresentanti del nostro partito faciliti il consenso dei vostri sostenitori a partecipare al nostro governo” con quest’auspicio il vice-presidente Goodluck Jonathan ha aperto il primo vertice formale di riconciliazione con i due partiti all’opposizione: il Congresso d’azione (Ac) e il Partito popolare di tutta la Nigeria (Anpp). Ciascuno dei due partiti terrà nel tardo pomeriggio colloqui a porte chiuse con il Partito democratico popolare (Pdp) al potere. Con questi colloqui, il neo-presidente Umaru Yar’Adua insediatosi lo scorso 28 giugno intende negoziare la partecipazione dell’opposizione in un “governo di unità nazionale” e trovare così una soluzione politica – piuttosto che legale – alle decine di ricorsi presentati dai candidati dei partiti rivali contro i risultati elettorali delle elezioni dello scorso aprile giudicate “non credibili” dagli osservatori. L’ex-governatore dello stato settentrionale di Katsina designato quale candidato del Pdp dall’ex-presidente Olusegun Obasanjo al potere per otto anni, Yar’Adua sta tentando di dimostrare la sua indipendenza dal predecessore. Nei giorni scorsi, il neo-presidente ha dovuto fronteggiare un sciopero a oltranza contro misure contestate adottate dal suo predecessore il 28 maggio scorso, ultimo giorno del suo secondo e ultimo mandato. La mobilitazione è stata sospesa dopo che Yar’Adua si è impegnato a ridurre il prezzo della benzina a 70 naira nigeriani a litro, una via di mezzo tra i 65 naira nigeriani precedenti l’aumento del 15% deciso da Obasanjo e richiesti dai sindacati e i 75 introdotti dopo il 28 maggio. Ciononostante, riferisce oggi la stampa locale, numerose stazioni di servizio continuano a vendere la benzina a 75 naira a litro. (RC, Misna, 26/06/07)
Il dramma dei bimbi-cavia (Paolo Soldini su "Il Riformista", Tgcom, 26/06/07)
È il 1996. In Nigeria si diffonde un'epidemia di meningite che provoca, in poche settimane, 15mila morti, soprattutto bambini. II governo di Abuja chiede aiuto all'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e alle industrie farmaceutiche internazionali. Una risponde: la Pflzer, l'azienda americana famosa per il Viagra. Un team di medici inviati da New York si mette al lavoro in uno degli ospedali da campo in cui vengono accolti i piccoli malati. Hanno un farmaco nuovo, si chiama Trovan, appena prodotto dai laboratori della Pfizer. Nell'ospedale c'è anche un'équipe di Medici senza frontiere (Msf), ma né a loro né ai genitori dei bambini né a chiunque altro viene chiesto se sia il caso o no di testare il farmaco su 200 piccoli malati. I medici del team americano avrebbero anche nascosto ai familiari il fatto che nello stesso ospedale i bambini potevano essere curati con gli antibiotici di cui gli operatori di Msf erano abbondantemente fomiti. Insomma: duecento cavie umane, trattate come cavie e basta in nome del profitto. Duecento bambini usati come oggetti senza valore per scoprire che la medicina non funziona e, soprattutto, che ha effetti collaterali micidiali. Dei 200 piccoli malati, infatti, I11 muoiono, molti restano paralizzati, molti perdono la vista, altri l'udito. Tutti, senza eccezioni, soffrono conseguenze gravi. Oggi sulla vicenda, che ricorda in modo impressionante la trama dell'ultimo romanzo di John Le Carré The Constant Gardercer (e del film che ne è stato tratto), ad Abuja comincia un processo che potrebbe fare storia. II governo nigeriano, dopo aver a lungo esitato di fronte alle richieste disperate dei genitori delle piccole vittime, si decide a chiedere alla Pfizer un risarcimento di 7 miliardi di dollari. L'entità della richiesta è motivata anche da un "effetto collaterale" che nessuno avrebbe mai potuto prevedere: nel nord del Paese, dominato dai clan musulmani, dopo lo scoppio dello scandalo si è diffusa la fobia delle medicine fornite "dagli occidentali", i quali, secondo i fanatici islamici, starebbero operando una vera e propria sterilizzazione di massa per cancellare dal Paese tutti i seguaci di Allah. Molti ambulatori sono stati distrutti e nella regione viene boicottata violentemente la distribuzione di ogni vaccino che venga dall'estero. La conseguenza è che, secondo l'Oms, la poliomielite e altre malattie infettive starebbero infuriando di nuovo in zone da cui erano state sradicate. La Pfizer si difende sostenendo che non si può affermare con certezza che la trovafexocina, il principio attivo del Trovan, sia stato l'effettiva causa delle morti e delle gravissime menomazioni. Ma a smentirli c'è, oltre al modo clandestino con cui il farmaco veniva somministrato, un preciso warming lanciato nel '99 dalla Food and drug amministration (Fda). Secondo l'ente federale statunitense, l'uso del Trovan, che non è mai stato approvato per il trattamento della meningite, è "legato a tossicità epatica e mortalità". L'elenco delle controindicazioni pubblicato dal British Medical Journal (Bmj) d'altra parte riempie pagine e pagine: ci sono scritti tutti i motivi per cui quella medicina non avrebbe mai dovuto essere somministrata a 200 poveri innocenti. (Paolo Soldini su "Il Riformista", Tgcom, 26/06/07)
Liberati 4 ostaggi rapiti 3 settimane fa (Reuters, 24/06/07)
Quattro ostaggi che lavoravano per l'azienda di servizi petroliferi Schlumberger sono stati liberati ieri in Nigeria dopo più di tre settimane di prigionia, secondo quanto riferito da fonti vicine alle forze di sicurezza. Gli uomini - un francese, un britannico, un olandese e un pakistano - erano stati rapiti il 1 giugno da uomini travestiti da poliziotti antisommossa penetrati nel quartiere residenziale dell'azienda, nella capitale del greggio nigeriano Port Harcourt. "Stanno bene ma dicono di essere stati minacciati durante la prigionia", ha detto un funzionario di una agenzia privata che si occupa di sicurezza. Sono più di 200 gli stranieri che sono stati rapiti nel delta del Niger dall'inizio dell'anno scorso. Gli attacchi dei ribelli sugli impianti petroliferi hanno ridotto la produzione di greggio circa un quarto. I ribelli che dicono di combattere per ottenere maggior controllo sulle risorse della regione sono solo parzialmente responsabili per le violenze e i continui rapimenti che avvengono. Spesso bande di semplici criminali sfruttano la situazione e prendono persone in ostaggio solamente per godere di un eventuale riscatto. (Reuters,
24/06/07)
Scioperi proseguono dopo fallimento trattative (Reuters, 22/06/07)
I sindacati nigeriani hanno minacciato di intensificare lo sciopero di tre giorni proclamato contro il rincaro dei prezzi del carburante nello stato che è il primo produttore africano di petrolio, dopo che i colloqui durante la notte sono finiti in un vicolo cieco. Lo sciopero ha paralizzato la maggior parte delle attività economiche in Nigeria, ottavo esportatore al mondo di petrolio, ma produzione ed esportazione contano da tempo sulle scorte. Il governo ha detto che non tollererà ulteriormente i blocchi stradali e le intimidazioni da parte dei sindacalisti, creando le premesse per un faccia a faccia più aspro tra lavoratori e autorità nel più popoloso Paese africano. Prima dei colloqui finiti in stallo, i sindacati avevano minacciato di bloccare oggi forniture di energia e di acqua se il governo non avesse fatto marcia indietro sull'aumento del prezzo del petrolio. Il governo ha proposto una riduzione dell'aumento.(Reuters, 22/06/07)
Morbillo: aumentano bambini uccisi dall’epidemia (MZ, Misna, 21/06/07)
È salito a 80 il numero di bambini, di età compresa tra i cinque mesi e i 12 anni, morti per la virulenta epidemia di morbillo che da alcuni giorni sta interessando uno stato nel nord della Nigeria. Lo riporta oggi la stampa locale sulla base dei nuovi bilanci ottenuti incrociando le informazioni fornite dalle autorità amministrative e sanitarie dello stato nord-orientale di Borno (non lontano dalla frontiera con Ciad e Niger) e quelle fornite dagli ospedali delle zone colpite. Secondo il quotidiano ‘This Day’ negli ultimi due giorni l’epidemia, il cui epicentro è stato individuato nel villaggio di Njimtilo, si è estesa anche a due località (Mafa e Dikwa) finora risparmiate dalla malattia. Secondo le informazioni raccolte sono quasi 600 ormai i bambini contagiati ricoverati per l’epidemia. Le strutture sanitarie delle zone interessate hanno fatto sapere di aver quasi terminato le medicine a disposizione. Confermando l’emergenza sanitaria in corso, il direttore del centro di contenimento delle malattie del ministero della Sanità ha detto che il governo ha già predisposto un invio “urgente” di materiale sanitario e medicine ai centri dell’area colpita dall’epidemia. Secondo le autorità locali le zone più colpite restano quelle di Konduga, Maiduguri, Damboa, Jere e Bama. Lo Stato di Borno ha creato una squadra speciale incaricata di controllare e circoscrivere l’epidemia per evitare che si diffonda ulteriormente. (MZ, Misna,21/06/07)
Federcalcio di Lago sospende Mikel (Gazzetta dello Sport, 21/06/07)
Tempi duri per Obi Mikel. Il 20 enne centrocampista del Chelsea è stato sospeso a tempo indeterminato dalla Federcalcio nigeriana. Il motivo: continua a dare forfeit per le convocazioni in nazionale. L'ultimo caso, tre settimane fa, prima della sfida contro l'Uganda valido per le qualificazioni alla Coppa d'Africa. Non solo: Mikel non ha nemmeno risposto alla chiamata dell'Under 23. Troppo, dunque, per la Federcalcio nigeriana, che ha deciso così di sospenderlo. Mikel ha sempre giustificato il rifiuto alle convocazioni dichiarandosi infortunato. Nonostante il supporto del Chelsea, i vertici del calcio nigeriano non gli hanno mai creduto. "Siccome preferisce il suo club al suo Paese allora possiamo solo augurargli buona fortuna - ha detto un portavoce della Federcalcio di Lagos -. Ma la sua mancanza d'impegno nei confronti delle nazionali è del tutto inaccettabile". Bertie Vogts, ct della Nigeria, ha detto: "Prima della partita contro il Niger Mikel non ha mostrato di voler giocare e allora l'ho lasciato fuori". Stesso discorso per Samson Siasia, tecnico dell'under 23: "Non ho bisogno di lui, visto che preferisce giocare per il Chelsea". Che dire? Sembra proprio una specie di caso-Totti in salsa nigeriana. In attesa del lieto fine. (Gazzetta dello Sport,21/06/07)
Esercito uccide 12 militanti e libera impianto Agip. (Reuters.it, 21/06/07)
L'esercito nigeriano ha ucciso oggi 12 militanti che da domenica occupavano un impianto petrolifero Agip sul delta del Niger, nel corso delle operazioni di sgombero della struttura. La società petrolifera Eni ha detto che nella flow station di Ogbaimbiri, che i militanti occupavano da domenica, venivano tenuti in ostaggio 16 dipendenti nigeriani e 11 soldati, ma l'esercito dice di avervi trovato solo 11 dipendenti. Eni non è stata immediatamente raggiungibile per un commento. Agip è stata costretta dall'invasione a ridurre l'output a 37.000 barili al giorno, portando a 711.000 barili al giorno il totale delle forniture di petrolio nigeriane compromesse dagli attacchi dei militanti. . (Reuters.it, 21/06/07)
Raffiche di mitra a Martins che rifiutò la convocazione in nazionale (Il Giornale,21/06/07)
Lagos - Paura per Obafemi Martins, ex attaccante dell’Inter ora al Newcastle, che ha raccontato di aver rischiato la vita in Nigeria. Secondo quanto affermato da Martins al tabloid inglese The Sun, alcuni uomini con il volto coperto hanno esploso dei colpi di pistola contro la sua automobile mentre si trovava a Lagos in Nigeria. "Hanno sparato all’impazzata con la volontà di uccidere tutti gli occupanti della vettura - ha raccontato ancora sotto shock il 22enne attaccante nigeriano -. Non volevano derubarmi ma togliermi la vita. Ho pensato di morire. Si comportavano come degli assassini professionisti. Non mi hanno detto nulla, hanno semplicemente cominciato a sparare contro la macchina. È stato un inferno. Mi sentivo morto nel cuore e nell’anima. Sembrava di essere in un film". L'agguato Tre uomini mascherati hanno circondato la Mercedes del giocatore in una stazione di servizio vicino all’appartamento di Martins a Lagos lunedì notte. "Non so quale fossero le loro intenzioni - ha spiegato l’attaccante, che ora si trova in Italia per riprendersi dallo shock subito -, ma sembravano pericolosi e cattivi. Quando ho visto le pistole sono crollato". L’attaccante del Newcastle ha provato a scappare con la sua auto ma è stato bloccato da un’altra macchina. Sono stati esplosi dei proiettili contro il parabrezza e attraverso il finestrino del passeggero. Ferito un amico Un amico di Martins, Remi Onipede, è stato ferito, e a quel punto il giocatore ha tentato di mettersi in salvo mentre gli assalitori si sono dileguati prima dell’arrivo della polizia, senza tentare di rubare la Mercedes. "Se vieni aggredito da dei rapinatori - ha detto ancora Martins -, ti minacciano e ti portano via tutto quello che hai. Ma questi tipi volevano solo ammazzarmi. Non so ancora come ho fatto a salvarmi - ha aggiunto -. Lassù qualcuno deve proprio amarmi, altrimenti non so proprio spiegarmelo. Ma mia madre ha paura che questi tipi possano tornare. Si è sentita male quando ha visto la macchina. Amo Lagos, è la mia città, ma non credo sia un posto sicuro e non ci tornerò, almeno per un po' di tempo".(Il Giornale, 21/06/07)
Eni: Scaroni, "Preoccupato per ostaggi in Nigeria"(Corriere della Sera, 19/06/2007)
Paolo Scaroni, amministratore delegato di Eni, a Londra per un convegno si e' detto "molto preoccupato" per i dipendenti ostaggio dei guerriglieri in Nigeria. "E' un paese non facile - ha detto Scaroni - mi auguravo che con la tornata elettorale la situazione si sarebbe stabilizzata e cosi' e' stato, il Mend sembra aver raggiunto un accordo temporaneo con il governo. Pero' ieri purtroppo c'e' stato questo attacco e alcuni nostri dipendenti sono stati presi in ostaggio. Stiamo negoziando con le autorita' locali, i sequestratori sarebbero dei giovani non legati a organizzazioni conosciute". (Corriere della Sera,19/06/2007)
Sciopero generale a oltranza a partire da mercoledì (RC, Misna, 18/06/07)
Uno sciopero generale a oltranza a partire da mercoledì è stato proclamato oggi dal principale sindacato del paese allo scadere dell’ultimatum di due settimane lanciato al governo perché abrogasse l’aumento del 15% dei prezzi della benzina e il raddoppio dell’imposta sul valore aggiunto (iva) dal 5 al 10% decise il mese scorso dal governo uscente. La decisione è stata presa al termine di una riunione del Comitato esecutivo nazionale del Congresso nazionale dei lavoratori (Nlc), dopo il fallimento della cosiddetta riunione di riconciliazione di venerdì scorso con il nuovo governo guidato dal neo-presidente Umaru Musa Yar’Adua. Durante il fine settimana, anche il sindacato dei quadri (Tuc, Trade union congress) e quello degli autisti di camion cisterna (Ptd) avevano già garantito la loro adesione all’eventuale mobilitazione generale. Oltre alla revoca delle due impopolari misure adottate dall’ex-presidente Olusegun Obasanjo il 28 maggio scorso, ultimo giorno del suo secondo e ultimo mandato, i sindacati esigono inoltre l’annullamento della vendita di due raffinerie pubbliche ad amici dell’ex-presidente. (RC, Misna, 18/06/07)
Gruppo armato attacca piattaforma Chevron (Reuters, 18/06/07)
Un gruppo di giovani armati hanno attaccato una piattaforma petrolifera gestita dalla Chevron in Nigeria, secondo quanto riferito oggi da fonti industriali. Al momento, però, non è ancora chiaro se il livello di produzione della piattaforma, che ammonta a 70.000 barili al giorno, sia stato compromesso dall'attacco. "La piattaforma di Abiteye è stata invasa durante la notte da circa 20 giovani armati", ha detto una fonte industriale. La piattaforma di Abiteye, che alimenta un terminal per l'esportazioni chiamato Escravos, era già stata attaccata in due diverse occasioni lo scorso mese, obbligando la Chevron a ridurre temporaneamente la produzione di greggio. (Reuters, 18/06/07)
27 ostaggi nell'attacco a impianto dell'Eni (Reuters, 18/06/07)
Ventisette persone, tra cui 11 soldati, sono tenute in ostaggio da ieri dopo l'assalto a un impianto petrolifero nigeriano gestito da Eni. Lo ha riferito oggi la società stessa in una nota. La stazione di pompaggio di Ogbainbiri, nello stato di Bayselsa, è una dei due impianti sul Delta del Niger assaliti da uomini armati ieri, ma i giovani che hanno occupato la seconda stazione, gestita dall'americana Chevron, ad Abiteye, nello stato del Delta, se ne sono andati oggi. Nel corso degli attacchi nessuno è stato ucciso, ma fonti dell'industria petrolifera dicono che è andata perduta la produzione di 80.000 barili di petrolio circa al giorno, somma che va ad aggiungersi ai 670.000 già persi a causa degli attacchi dei militanti nel primo paese esportatore di greggio dell'Africa. "Al momento dell'attacco erano presenti 24 lavoratori nigeriani e 51 soldati. 40 soldati e 8 lavoratori sono riusciti a lasciare la flow station", dice Eni nella nota a proposito dell'attacco all'impianto di Ogbainbiri, precisando che "secondo quanto risulta ad Eni pare non ci siano stati feriti o morti durante l'attacco". I militanti hanno occupato la stazione, che normalmente produce 40.000 barili al giorno, dopo uno scontro a fuoco con i soldati di guardia alla struttura. L'attacco sembrerebbe una risposta all'uccisione di otto persone da parte dei soldati di guardia a Ogbainbiri la scorsa settimana. L'esercito ha detto che le vittime stavano cercando di assaltare il centro petrolifero, mentre secondo un gruppo di militanti si trattava per lo più di civili inermi. L'Eni ha reso noto che sta collaborando con le autorità locali per risolvere la crisi. (Reuters, 18/06/07)
Rapiti altri stranieri (Repubblica, 15/06/07)
Alcuni stranieri sono stati rapiti nel Delta del Niger, nel sud della Nigeria. Inizialmente era circolata voce che tra loro ci fossero due cittadini italiani, notizia rivelatasi falsa dopo gli accertamenti della Farnesina che ha smentito la presenza di connazionali nel gruppo dei sequestrati. La voce sul coinvolgimento di cittadini italiani nel sequestro potrebbe essersi originata per una sovrapposizione di notizie: secondo l'agenzia stampa Reuters gli ostaggi sarebbero due cittadini libanesi che lavorano per un'azienda italiana, la Stabilini. Fonte un portavoce militare, che ha precisato come i sequestrati siano stati portati nella foresta con un'imbarcazione veloce. L'unità di crisi della Farnesina però ha subito precisato che la Stabilini non è più di proprietà italiana perché recentemente ceduta a una società nigeriana. L'ennesimo rapimento è avvenuto all'indomani del rilascio di un importante leader separatista arrestato nel 2005 con l'accusa di tradimento: si tratta di Mujahid Asari Dokubo, capo del "Niger Delta peoples volunteer force" (Ndpvf), liberato per ragioni di salute una settimana dopo che la Corte suprema nigeriana aveva respinto la richiesta di scarcerazione su cauzione perché considerato una minaccia alla sicurezza nazionale. "I nostri soldati stanno inseguendo i sequestratori nel Delta", ha precisato Omale Ochagwuba, portavoce delle forze di sicurezza nell'area, dove la Stabilini sta costruendo un ospedale. Autrice del sequestro una banda armata. Ochaguba, afferma anche che al momento le informazioni sono poche e non è possibile confermare con certezza quante siano le persone sequestrate e quale siano le loro nazionalità. Nessuna certezza neanche sui rapitori che questa volta non apparterrebbero al Mend: "Non siamo coinvolti" nel rapimento di stranieri avvenuto ieri notte nel delta del Niger: è quanto afferma in una mail il portavoce del Movimento per l'emancipazione del Delta del Niger (Mend), Jomo Gbomo. Il portavoce ricorda che lo scorso 2 giugno - dopo il rilascio di sei ostaggi (quattro italiani, un americano e un croato) - il Mend annunciò una tregua "di un mese nei nostri attacchi contro le installazioni petrolifere della regione". Alcuni dei sequestri avvenuti negli ultimi tempi nel Delta del Niger sono stati portati a termine da "criminali", prosegue il portavoce, precisando che se otterrà il via libera dalle autorità nigeriane, il Mend è pronto ad "agire contro tali criminali per poter porre fine a questo tipo di attività nell'area del delta". (Repubblica, 15/06/07)
Liberato il leader Movimento separatista del Delta (Velino, 14/06/07)
È stato rilasciato oggi per motivi di salute l’ex leader delle Forze popolari volontarie del Delta del Niger (Ndpvf), Mujahid Dokubo-Asari. La sua liberazione, già richiesta nei giorni scorsi anche dal Movimento per l’emancipazione del Delta (Mend), potrebbe essere il segnale che apre la strada verso un dialogo tra il governo centrale di Abuja e i ribelli musulmani. L’8 giugno la corte suprema nigeriana aveva negato all’unanimità la liberazione dell’attivista di spicco del movimento del popolo Ijaw. “L’accusa di tradimento è molto grave – aveva dichiarato il giudice Tanko Mahmud nel dare lettura della sentenza -, la sua liberazione dietro cauzione potrebbe pregiudicare la sicurezza nazionale”. Il Mend nei giorni scorsi aveva dichiarato una tregua, liberando tutti e dodici gli ostaggi stranieri nelle loro mani e dicendosi pronto al dialogo con il governo. Il gruppo comprendeva cinque americani, tre britannici, due indiani e altre due persone la cui nazionalità non è stata precisata. Gli ostaggi erano stati catturati nel corso di tre raid condotti contro installazioni petrolifere. La scorsa settimana tre governatori della regione del Delta del Niger avevano chiesto al neopresidente nigeriano, Umaru Yar'Adua. la liberazione di Dokubo-Asari. L'ex capo dell'Ndpvf fu arrestato nel 2005 quando, in un'intervista a un quotidiano, affermò che il Delta del Niger avrebbe dovuto dichiararsi autonomo da Abuja. Dal canto suo, Yar'Adua nel discorso di insediamento ha sottolineato la propria volontà di pacificare la regione del Delta, dove dall’inizio della crisi è stata tagliata la produzione del greggio di oltre il 25 per cento, con notevoli ripercussioni internazionali sull’approvvigionamento. Per la cronaca, la stampa locale ha reso noto che nella notte di martedì undici persone sono morte negli intensi combattimenti avvenuti nello Stato del Bayelsa, nel Sud del paese, tra soldati governativi e militanti locali separatisti. Gli scontri sono avvenuti nella zona di Ogbainbiri. (Velino, 14/06/07)
Premio letterario internazionale per il nigeriano Chinua Achee (CO, Misna, 14/06/07)
A Chinua Achebe - scrittore nigeriano che dal 1990 è costretto a vivere su una sedia a rotelle, vincitore del “Premio della Pace 2002” assegnato dagli editori tedeschi, autore spesso fortemente critico di alcuni aspetti della cultura dell’Occidente e del nord del mondo- è stato assegnato il ‘Man Booker International Prize’, premio letterario internazionale biennale per autori di tutto il mondo che abbiano pubblicato in lingua inglese. Narratore, poeta e critico letterario, considerato il padre del “primo romanzo moderno africano”, Chinua Achebe è nato nel 1930 a Ogidi; dopo aver frequentato l’università di Ibadan, ha lavorato per una rete televisiva di Lagos e in Inghilterra. Diplomatico durante la repubblica del Biafra (stato secessionista del sud della Nigeria che durò solo da maggio 1967 a gennaio 1970), Achebe è un attento osservatore della politica africana, con un occhio attento alla cultura pre-coloniale e agli effetti della colonizzazione. In ‘Things fall apart’, romanzo storico del 1958, forse la sua opera più nota, prendeva in esame le conseguenze del colonialismo sulla comunità Igbo del Biafra. Con ‘Home and Exile’, del 2001, ha invece ribadito la propria tesi secondo cui l’Africa e gli africani sono stati ingiustamente emarginati dagli intellettuali occidentali. (CO, Misna, 14/06/07)
Muore sul volo di rimpatrio forzato dalla Spagna (Reuters, 11/06/07)
Un immigrato clandestino nigeriano è morto mentre veniva trasportato in patria dalla Spagna con un bavaglio sulla bocca. Lo hanno riferito oggi i media spagnoli. Sabato il jet della Iberia che trasportava 97 passeggeri in Nigeria ha dovuto fare ritorno in Spagna e atterrare ad Alicante, dopo che l'equipaggio ha scoperto che Osamuyia Aikpitanhi, 23 anni, era morto, riporta il quotidiano El Pais. Fonti di polizia hanno detto a El Pais che Aikpitanhi potrebbe essere morto dopo aver inghiottito il bavaglio che gli era stato sigillato sulla bocca per impedirgli di mordere gli ufficiali responsabili dell'estradizione. La Spagna, che nel 2006 ha visto l'arrivo di più immigrati di qualsiasi altro Paese d'Europa, ha espulso e rifiutato l'ingresso in totale a 23.000 persone quest'anno. Il 23enne Aikpitanhi, che veniva rimpatriato insieme ad altri tre nigeriani, era ricercato nel suo Paese d'origine per stupro e omicidio e aveva una serie di procedimenti a carico in Spagna per violenza. La sua famiglia ritiene che la polizia lo abbia picchiato e preso a calci, scrive il quotidiano.(Reuters, 11/06/07)
Obasanjo ha ripreso l'universita' (la Repubblica, 08/06/07)
L'aveva promesso in tempi non sospetti, e ha mantenuto la parola: conclusa la carriera al vertice delle istituzioni, l'ex presidente nigeriano Olusegun Obasanjo e' tornato studente. Lo hanno riferito in via riservata fonti del suo staff, secondo cui il settantenne generale a riposo da ieri ha cominciato a seguire le lezioni dell'Universita' Nazionale Aperta di Lagos; lo scorso novembre si era iscritto a un corso di Teologia Cristiana. Il privilegio concesso al non piu' capo dello Stato e' che potra' frequentare senza doversi spostare dalla sua residenza e raggiungere la citta' principale della Nigeria, appunto Lagos, rimanendo invece a casa propria, ad Abeokuta, nello Stato sud-occidentale di Ogun. Obasanjo si e' dimesso il 29 maggio dopo aver esaurito due mandati quadriennali consecutivi, il massimo consentito dalla Costituzione del Paese africano; le recenti elezioni presidenziali, dall'esito contestatissimo, sono state vinte da Umaru Yar'Adua. (la Repubblica, 08/06/07)
No della Corte alla scarcerazione leader Delta (l’Occidentale, 08/06/07)
Rischi alla "sicurezza nazionale". Con questa motivazione la Corte suprema nigeriana ha respinto all'unanimità la richiesta di scarcerare dietro cauzione il leader delle Forze popolari volontarie del Delta del Niger (Ndpvf), Mujahid Asari Dokubo, attivista di spicco del movimento del popolo Ijaw in carcere da più di due anni. Ieri, i militanti del Consiglio rivoluzionario congiunto (Jrc) hanno riproposto la scarcerazione di Asari come condizione per il rilascio di quattro ostaggi stranieri, sequestrati il 1 giugno scorso in un impianto dell'azienda franco-americana Schlumberger. Si tratta di un cittadino olandese, un britannico, un pachistano e un francese. La scarcerazione di Asari è stata più volte posta come condizione anche dai militanti del Movimento per l'emancipazione del delta del Niger (Mend), responsabili di diversi rapimenti di dipendenti stranieri delle azione del petrolio, tra cui sette italiani. Asari viene considerato come la "bandiera della lotta dell'etnia Ijaw e della popolazione del Delta del Niger" contro lo sfruttamento delle risorse petrolifere della regione. "L'accusa di tradimento è molto grave - ha dichiarato il giudice Tanko Mahmud nel dare lettura della sentenza - la sua liberazione dietro cauzione potrebbe pregiudicare la sicurezza nazionale" (l’Occidentale, 08/06/07)
Per la prima volta una donna alla presidenza della camera (RC, Misna, 07/06/07)
Per la prima volta nella storia nigeriana, alla presidenza della Camera è stata eletta all’unanimità una donna: Patricia Olubunmi Etteh, 54 anni, esponente del Partito democratico popolare (Pdp) eletta nello stato sudoccidentale di Osun. “Colleghi, dobbiamo considerarci mandatari di un cambiamento progressivo, dobbiamo capire che siamo la speranza del nostro popolo e perciò dobbiamo sforzarci di non fallire” ha detto visibilmente emozionata. “Mi auguro una collaborazione produttiva con il ramo legislativo nel guidare lo sviluppo accelerato della nostra cara nazione” le ha scritto il presidente Umaru Musa Yar'Adua congratulandosi in una lettera consegnatale appena un’ora dopo il suo giuramento. A capo del Senato è stato invece designato il brigadiere generale in pensione David Mark eletto per il suo terzo mandato senatoriale nello stato nordorientale di Benue. Mark sostenuto dal Pdp ha ottenuto 68 voti contro i 39 conquistati da George Akume, ex-governatore dello stato di Benue. “La mia visione è che il Senato debba collaborare con gli altri bracci del governo senza compromettere la sua indipendenza” ha detto Mark nel suo discorso inaugurale promettendo di operare “guidato dai principi di equità, onestà e giustizia”. (RC, Misna, 07/06/07)
Pfizer si difende (Ansa, 05/06/07)
La Pfizer respinge le accuse di condotta non-etica dopo la denuncia del governo nigeriano: l'azienda avrebbe testato farmaci su bimbi cavia. Il governo di Lagos ha chiesto un indennizzo pari a 7mld di dollari al gigante farmaceutico. Secondo l'accusa, Pfitzer avrebbe sperimentato in modo incauto nel 1996 un medicinale - il Trovan - su 200 bambini affetti da meningite 'approfittando di un'epidemia' che causo' migliaia di morti. Sulla notizia, vedi anche il sito Africa-Notizie http://www.missionaridafrica.org/news/PAESI/2007/NIGERIA-1-news.htm#t132 (Ansa,05/06/07)
Nigeria - Liberati i quattro ostaggi italiani (Adnkronos, 02/06/07)
Sono stati liberati i quattro lavoratori italiani della Chevron rapiti in Nigeria dal Mend oltre un mese fa: lo ha confermato la Farnesina, precisando che Raffaele Pascariello, Alfonso Franza, Luca Ignazio Gugliotta e Mario Celentano sono ora stati consegnati alla Chevron e stanno bene. Insieme ai nostri connazionali, sono stati liberati anche l'americano John Stapleton e il croato Juricha Ruic. Tutti erano stati sequestrati il primo maggio scorso dai guerriglieri del Movimento per la liberazione del delta del Niger (Mend) mentre si trovavano a bordo di un battello-piattaforma del colosso petrolifero americano a largo delle coste diEscarvos. E' durato, dunque, 32 giorni il rapimento dei sei dipendenti della Chevron, due giorni in più di quanto avevano annunciato gli stessi guerriglieri il giorno del sequestro. Con una dichiarazione del portavoce Jomo Gbomo, infatti, era stato annunciato che gli ostaggi sarebbero stati rilasciati il 30 maggio se la compagnia petrolifera ed il governo dello stato di Bayelsa non avessero tentato di ottenere il loro rilascio attraverso il pagamento di un riscatto. "Qualsiasi offerta di denaro sarà vista come un affronto e comprometterà la situazione degli ostaggi", aveva detto il portavoce via posta elettronica. Gbmo ieri aveva promesso che la liberazione sarebbe avvenuta oggi, sostenendo che solo problemi di natura logistica, il maltempo ed il mancato invio di un elicottero, aveva fatto ritardare il rilascio. Intanto, proprio nello stesso giorno della liberazione dei rapiti arriva l'annuncio del Mend di sospendere gli attacchi per un mese per permettere al nuovo presidente nigeriano UmaruYar'Adua di varare un piano di pace per il delta del Niger. "Sospenderemo gli attacchi contro le installazioni petrolifere per un mese - ha dichiarato un portavoce del Mend - un periodo che noi speriamo il governo potrà sfruttare per riflettere su misure positive e realistiche per una pace giusta nel delta". (…) (Adnkronos, 02/06/07)
Mend, sospendiamo per un mese gli attacchi(Adnkronos, 02/06/07)
Una tregua di un mese per permettere al nuovo presidente nigeriano Umaru Yar'Adua di varare un piano di pace per il delta del Niger. E' questo l'annuncio fatto dai guerriglieri del Movimento per l'Emancipazione del delta del Niger, il Mend, nel giorno in cui ha liberato i sei dipedenti della Chevron, tra i quali quattro italiani, rapiti il primo maggio scorso.(Adnkronos, 02/06/07)
Maltempo ritarda rilascio (Ansa, 31/05/07)
Il rilascio dei quattro tecnici italiani rapiti in Nigeria, previsto per oggi, potrebbe slittare di ore o giorni a causa del maltempo. Lo indicano indiscrezioni raccolte tra i familiari di Luca Gugliotta, il marittimo di Pozzallo (Ragusa) dipendente della Chevron sequestrato assieme ai tre connazionali e ad altri due stranieri dal Movimento per l'emancipazione del Delta del Niger. Nonostante cio' i familiari di Gugliotta sono ottimisti sulla liberazione dei quattro. (Ansa, www.ansa.it/site/notizie/awnplus/mondo/news/2007-05-30_13078057.html 31/05/07)
Il nuovo presidente rimuove capo della polizia (la Repubblica, 30/05/07)
Il presidente della Nigeria, Umarau Yar'Adua, ha destituito il capo della Polizia nazionale, Sunday Ehindero. E' stato il primo atto ufficiale all'indomani del suo insediamento a capo dello Stato, sancito ieri con una sfarzoza cerimonia nella capitale Abuja. Yar'Adua, 55 anni, succeduto a Olusegun Obasajo, non ha dato alcuna motivazione per questa decisione che e' stata comunque accolta senza sorpresa all'interno della Polizia. Il portavoce del corpo, Haz Iwendi, ha dichiarato che Ehindero si congeda dopo 35 anni di onorato servizio e che per venerdi' e' stata organizzata una cerimonia di saluto. Era stato Obasajo, a febbraio del 2005, a nominare Ehindero a capo dei 300.000 agenti della polizia nigeriana, in sostituzione di Tafa Balogun, sotto processo per corruzione e poi condannato a sei mesi di carcere per avere sottratto l'equivalente di milioni di euro dalle casse dello Stato. (la Repubblica, 30/05/07)
Corruzione, ex-governatori si danno “alla fuga” (RC,Misna, 30/05/07)
Non li hanno ancora definiti ‘wanted’, ‘ricercati’, ma gran parte della stampa locale – come il ‘This day’ e il ‘Daily trust’ – sostiene che almeno quattro dei sette ex-governatori che ieri non si sono presentati alle cerimonie di passaggio delle consegne si siano dati “alla fuga” perché accusati di corruzione dalla Commissione sui crimini economici e finanziari (Efcc). Joshua Dariye dello stato centrale di Plateau, Boni Haruna di Adamawa, Saminu Turaki di Jigawa e Chimaroke Nnamani Enugu sinora avevano goduto dell’immunità legale, scaduto il mandato – insinua la stampa – si sarebbero resi conto della loro “vulnerabilità legale” e avrebbero abbandonato il paese. Dariye è accusato di aver stornato più di 7 milioni di euro di fondi pubblici sui suoi conti privati e, destituito a novembre da sei dei 24 deputati locali riuniti a Jos, senza quindi la maggioranza dei due terzi necessaria ad approvare un provvedimento di impeachment, era stato reintegrato lo scorso mese da una sentenza della Corte suprema. Ciononostante non era rientrato dalla Gran Bretagna, dove si era riparato, per reclamare il proprio posto e non lo ha fatto ieri per cederlo al neo-governatore di Plateau. Haruna, invece, autoproclamatosi “il figlioccio politico” dell’ex-vicepresidente Atiku Abubakar e indagato dall’Efcc per appropriazione indebita di fondi statali, avrebbe “fatto i bagagli” già la scorsa domenica e lasciato la città nordorientale di Yola per una destinazione sconosciuta. Secondo alcune fonti, Nnamani sarebbe fuggito in Spagna e pure Turaki avrebbe abbandonato la Nigeria. “La nostra giurisdizione non va oltre i confini nigeriani, perciò se davvero queste persone sono riuscite a lasciare il paese, sarà difficile arrivare a loro, ma abbiamo relazioni molto cordiali con i servizi legali di alcuni paesi” ha commentato Nuhu Ribadì, presidente dell’Efcc, ricordando che quasi tutti i 36 ex-governatori sono indagati per corruzione dalla sua Commissione.
(RC, Misna, 30/05/07)
Royal Dutch Shell ha ridotto di 150 mila barili al giorno la produzione in Nigeria a seguito di un sabotaggio alle pipeline. Un portavoce del gruppo ha affermato che il danno riguarda gli oleodotti collegati al terminal Bonny Light ed e' stato causato dai giovani della comunita' di K-Dere. E' la seconda volta in questo mese che i membri della comunita', nel territorio di Ogonilnand nel delta del Niger, prendono di mira gli impianti petroliferi Shell, avendo gia' messo in atto una occupazione il 10 maggio scorso.(AGI/REUTERS/Repubblica, 30/05/07)
Nuovo Presidente nigeriano presta giuramento: ha promesso guerra alla corruzione (Euronews, 29/05/07)
Durante la cerimonia con la quale ha assunto il ruolo di nuovo Presidente della Nigeria, Umaru Yar Adua ha prestato giuramento sul Corano. Dato significativo dal momento che succede a un Presidente cristiano, Olusegun Obasanjo, dal quale è stato se non designato, apertamente sostenuto. Yar Adua dal 1999 era governatore dello Stato di Katsina dove aveva imposto la charia, la legge coranica. A conclusione di una campagna elettorale pilotata e dal risultato scontato, il voto del 21 aprile scorso è stato definito dall'opposizione "un colossale broglio". L'ex colonia britannica, indipendente dal 1960, è il settimo esportatore al mondo di petrolio. Il nuovo Presidente ha promesso guerra alla corruzione dilagante. Ma molti scommettono che non sarà in grado di uscire dall'ombra del suo predecessore. (Euronews,
29/05/07)
Sono nove i cittadini rapiti nello stato di Bayelsa (Peacereporter, 29/05/07)
E' salito a nove il numero di lavoratori stranieri di una compagnia petrolifera rapiti questa mattina da uomini armati al largo delle coste nigeriane. Tra i rapiti vi sarebbero quattro cittadini di nazionalità britannica. Con loro è stato sequestrato anche un collega nigeriano. Il rapimento è avvenuto nello stato meridionale di Bayelsa, vicino alla città di Sangana. La notizia è stata riferita da fonti della polizia locale. (Peacereporter,
29/05/07)
Presidente chiede tregua. Mend: stiamo valutando (Ag. Radicale, 29/05/07)
I milianti nigeriani del Movimento di emancipazione del Delta del Niger (Mend) stanno valutando la proposta avanzata oggi dal Presidente Umaru Yar'Adua, durante la cerimonia del suo insediamento, per un'immediata cessazione delle ostilità nel sud del paese. "Stiamo valutando questa richiesta", ha detto il portavoce del Mend in una e-mail inviata all'Associated Press. E in una email inviata ad Apcom, Jomo Gbomo aggiunge "daremo una risposta molto presto". Nel suo discorso di insediamento, Yar'Adua ha lanciato un appello a tutti i combattenti perchè "sospendano tutte le azioni violente", sottolineando che la regione del Delta del Niger "necessita attenzione". Il Mend ha sempre respinto ogni richiesta di deporre le armi. Due giorni fa, il quotidiano nigeriano Vanguard ha riferito di una scissione interna al Mend, tra i militanti "istruiti, più progressisti che chiedono un cessate il fuoco, per poter offrire al governo la possibilità di fare qualcosa" per lo sviluppo della regione, e "quelli con il sangue caldo che ritengono che il governo li abbia ingannati abbastanza". Interpellato da Apcom su tale divisione interna, il portavoca del Mend aveva risposto: "Non c'è alcun conflitto al nostro interno e nessun accordo tra i più progressisti nel concedere tempo al governo. Il governo è incapace di mettere in atto qualsiasi cambiamento significativo nella regione del Delta del Niger". Il Mend chiede un'equa distribuzione dell'ingente ricchezza petrolifera del paese per sostenere lo sviluppo della regione, dove la popolazione vive con meno di un dollaro al giorno, senza servizi sanitari, scuole, acqua ed elettricità. Gran parte della ricchezza scompare infatti nelle tasche della classe dirigente politica ed economica del paese, giudicata una delle più corrotte al mondo secondo i parametri di Transparency International. In vista del giuramento di Yar'Adua, diversi gruppi armati hanno lanciato una vasta campagna di sabotaggi, attacchi ai pozzi e sequestri di dipendenti stranieri. Al momento sono circa 23 i dipendenti stranieri finiti in mano ai gruppi di militanti, mentre gli attacchi hanno determinato un calo di circa un quarto della produzione petrolifera giornaliera, attestata sui tre milioni di barili al giorno. (fonte Apcom) (Ag. Radicale,29/05/07)
Rapiti nove stranieri impiegati del settore petrolifero (Ansa, 25/05/07)
Uomini armati hanno rapito diversi dipendenti del settore petrolifero nel sud della Nigeria, fra i quali nove stranieri.Lo hanno reso noto fonti della polizia locale e diplomatiche.'Siamo stati informati che alcune persone sono state prese in ostaggio ma per il momento non conosciamo la loro nazionalita'', ha detto il capo della polizia dello Stato di Bayelsa Julian Okpaleke. Secondo fonti degli ambienti industriali nove stranieri, di diverse nazionalita', sono stati rapiti. (Ansa, 25/05/07)
Eni: nessuna intenzione abbandonare Nigeria (Borsa italiana, 24/05/07)
"La Nigeria per noi e' un Paese importantissimo. Operiamo li' da 4 anni e non abbiamo nessuna intenzione di abbandonarla, ma vogliamo operare in sicurezza". Lo ha affermato nel corso di una conferenza stampa l'a.d. di Eni, Paolo Scaroni, rispondendo a una domanda sulle attivita' del gruppo in Nigeria, anche alla luce dei frequenti rapimenti del personale di diverse compagnie petrolifere internazionali che operano nel Delta del Niger. "L'ottimismo mi riesce difficile, ma diciamo che la situazione oggi e' meglio di una settimana fa", ha aggiunto Scaroni, riferendosi a "segnali positivi" raccolti da parte dei movimenti ribelli nigeriani. E' attualmente sotto sequestro il direttore del personale di Eni nel Delta del Niger: "siamo in contatto giornaliero con la famiglia - ha spiegato Scaroni - Seguiamo il caso cosi' come abbiamo fatto in passato per i nostri tecnici". In merito alla possibilita' che venga rimosso a breve il regime di "forza maggiore" nel terminale di Brass, Scaroni ha spiegato che "se le cose continuano cosi', la prossima settimana saremo in grado di tornare alla normalita'". (Borsa italiana,
24/05/07)
Sempre più petrolio per Washington (MZ.Misna, 23/05/07)
La Nigeria è il terzo fornitore di petrolio degli Stati Uniti secondo dati preliminari diffusi nelle ultime ore dalla US Energy information administration (Eia). Il quotidiano nigeriano ‘This Day’, precisa anche che la Nigeria è salita di due posizioni nella classifica dei fornitori di greggio agli Stati Uniti - ai primi due restano da anni Canada e Messico - passando dal quinto posto in cui si trovava lo scorso anno al terzo del marzo 2007 e, soprattutto, sottolineano gli esperti, scavalcando l’Arabia Saudita. Primo produttore ed esportatore di greggio africano e ottavo dell’intero pianeta, nel mese di marzo la Nigeria ha inviato oltreoceano, secondo i dati americani, una media di un milione e 290.000 barili di greggio. Aumentano anche le forniture di greggio provenienti da un altro paese africano, l’Angola, che nel mese di marzo ha venduto a WAshington quasi 700.000 barili di petrolio, piazzandosi al sesto posto tra i fornitori dopo Arabia Saudita e Venezuela. Negli anni scorsi gli Stati Uniti hanno più volte affermato di voler utilizzare il petrolio africano, considerato di ottima qualità e proveniente da paesi in gran parte non legati al’Opec, per coprire il 25% del proprio fabbisogno nazionale entro il 2015. I giacimenti africani più importanti si trovano nel Golfo di Guinea, in Africa occidentale, ma le recenti tecnologie hanno negli ultimi anni spianato la strada allo sfruttamento di presunti grandi bacini presenti in tutta la fascia centrale del continente, dalla Somalia (in Africa orientale) fino a Sao Tome e Principe, dalla parte opposta. (MZ, Misna,23/05/07)
Guerriglieri rilasciano neonato rapito 'per sbaglio (Corsera, 21/05/07)
Un neonato, la sua badante e il loro autista, rapiti la scorsa settimana a Port Harcourt, in Nigeria, sono stati rilasciati ieri sera. Lo riferisce l'agenzia Misna citando la polizia dello Stato di Rivers. Secondo le informazioni raccolte, i sequestratori erano convinti di aver rapito il figlio di un importante dirigente di una multinazionale del petrolio statunitense. I sequestratori avevano chiesto un riscatto di 110mila dollari, fortemente ridimensionato dopo aver compreso l'errore compiuto. (Corsera,
21/05/07)
Pfizer accusata di usare bambini come cavie farmaco (Apcom.net. 21/05/07)
Lo stato di Kano fa causa alla multinazionale - Una causa per aver utilizzato 200 bambini come cavie di un nuovo medicinale, fino a quel momento sperimentato solo sui maiali, è stata depositata dal governo dello Stato di Kano, nord della Nigeria, contro la multinazionale del farmaco `Pfizer`. Lo riferisce la stampa nigeriana citata dall'agenzia missionaria Misna, precisando che il ricorso presentato dal governo di Kano chiama in causa la Pfizer International Limited, la sua sussidiaria nigeriana e altri sette, non meglio precisati, soggetti che nel 1996 utilizzarono 200 bambini per testare due farmaci: il Trovan, i cui effetti non erano mai stati sperimentati sugli esseri umani, e il Ceftriaxone. Nel ricorso presentato dal procuratore generale dello Stato, Barrister Aliyu Umar, sono ben 29 i capi d`accusa contestati alla Pfizer, tra questi figurano "condotta non etica, circonvenzione, cospirazione, occultamento di prove, simulazione e omicidio di vittime innocenti". Secondo le indagini compiute dal governo dello Stato di Kano, infatti, i test dei medicinali effettuati avrebbero portato alla morte 18 dei 200 bambini usati e causato danni irreversibili - malformazioni, cecità, danni cerebrali, paralisi - agli altri 182. In base alla ricostruzione dell`accusa, nell`aprile del 1996 (quando centinaia di bambini stavano morendo nello stato di Kano in seguito a un`epidemia di meningite, di colera e di morbillo) la Pfizer intervenne su base volontaria all`interno di programma d`emergenza lanciato dall`Organizzazione mondiale della Sanità (Oms). Oltre alle normali operazioni sanitarie previste dal piano internazionale, la Pfizer, sempre stando ai documenti dell`accusa, selezionò 200 bambini trattenuti in apposita strutture alle quali potevano accedere solo i dipendenti della multinazionale. I bambini, successivamente, vennero divisi in due gruppi: a 99 venne somministrato un alto dosaggio di Trovan e ai restanti 101 un basso dosaggio di Ceftriaxone. I programmi e le attività della Pfizer, sempre secondo il documento dell`accusa di cui il quotidiano Daily Trust di Abuja ha riportato ampi stralci, sarebbero stati condotti con modalità "altamente segrete" e sarebbero state il vero motivo dell`intervento `umanitario` del personale della causa farmaceutica in Nigeria. Nelle richieste di 2,7 miliardi di dollari di risarcimenti contenute nel ricorso depositato la scorsa settimana figurano 25 milioni di dollari come rimborso per le spese sostenute dallo stato di Kano per le cure erogate ai 200 bambini usati come cavie; 350 milioni di dollari per le spese di sostegno alle vittime; 200 milioni di dollari spesi per sradicare i pregiudizi che l`episodio ha causato tra la popolazione e che, negli anni, hanno portato al sabotaggio di altre campagne di immunizzazione. Il fallimento di queste campagne ha causato danni allo stato stimati intorno ai 500 milioni di dollari di cui si chiede il rimborso. Proprio la paura di essere utilizzati come cavie, aveva, infatti, portato gli abitanti di Kano a opporsi a campagne di vaccinazione come quella contro la poliomielite lanciata negli anni scorsi dall`Oms. La mancata vaccinazione portò alla ricomparsa di un ceppo di poliomielite, proveniente proprio dalla Nigeria, che si è diffuso anche in altri paesi africani in cui la malattia era ormai stata debellata. Il processo contro la Pfizer dovrebbe iniziare il prossimo 4 giugno. (Apcom.net.
21/05/07)
Militanti rapiscono tre lavoratori petroliferi indiani (Reuters, 19/05/07)
Presunti militanti oggi hanno rapito tre lavoratori indiani del settore petrolchimico dalla loro abitazione nella capitale petrolifera della Nigeria, Port Harcourt, riferisce l'esercito. I militanti inizialmente avevano rapito dieci lavoratori, tutti impiegati dell'indonesiana Indorama, ma i militari dopo uno scontro a fuoco sono riusciti a trarre in salvo sette ostaggi, ha detto il portavoce dell'esercito nella regione. Un autista nigeriano è stato ucciso nello scontro. "I militanti hanno attaccato un complesso di appartamenti occupati da Indorama con dinamite e mitragliatrici, prendendo dieci lavoratori. Le forze di sicurezza chiamate sono intervenute liberandone sette. Sono scappati portandone via tre", ha detto un portavoce della società, aggiungendo che le truppe sono a caccia dei rapitori. La violenza è divampata nel Paese ottavo produttore al mondo di petrolio dopo le elezioni irregolari del mese scorso, provocando la chiusura di un terzo della produzione nazionale di petrolio. (Reuters, 19/05/07)
Delta del niger: attacco a casa vice-presidente, mend prende le distanze(MZ,Misna 18/05/07)
È stato fermamente condannato, anche da molti movimenti di attivisti e militanti del Delta del Niger, l’attentato di pochiorni fa contro l’abitazione del neoeletto vice-presidente nigeriano Jonathan Goodluck, nonché governatore dello stato del Bayelsa, uno degli Stati che compone la regione meridionale del Delta del Niger). La stampa locale oggi riferisce gli interventi di vari gruppi della società civile del Delta, ma anche di alcune formazioni militanti e anti-governative, le quali hanno definito “sbagliato, incosciente e stupido” l'attacco . “La ‘guerra’ contro le aziende petrolifere e il governo è un fatto, ma la ‘guerra’ contro singoli che sono al tempo stesso fratelli, padri o madri è un altro” ha detto Sabella Abidee, una delle principali attiviste delle popolazioni Ijaw, il gruppo etnico che lamenta la maggior marginalizzazione nella vita politica ed economica del Delta del Niger e a cui appartengono molti dei componenti dei movimenti militanti anti-governativi, ma anche lo stesso Goodluck. Anche il Movimento per l’emancipazione del Delta del Niger (Mend), il principale dei gruppi attivi da oltre un anno nella ricca regione petrolifera meridionale con attacchi e sequestri ai danni delle industrie del petrolio, ha preso le distanze dalla distruzione dell’abitazione di Goodluck, avvenuta nella notte tra il 15 e il 16 maggio. “Non saremo mai coinvolti in questo tipo di attacchi senza senso” ha detto Jomo Gbomo, l’ormai noto portavoce del Mend, rispondendo per e-mail a una richiesta della redazione del ‘Thisday’, uno dei principali quotidiani del paese. Proprio la redazione del giornale nigeriano ha fatto sapere di aver ricevuto ieri una telefonata anonima, che, pur non rivendicando l’attacco, avrebbe definito “una risposta per il fatto di averci chiamato terroristi” l’assalto all’abitazione di campagna del futuro vice-presidente nigeriano. Ufficialmente restano ancora tutte da chiarire sia le cause che hanno portato all’attentato che i possibili responsabili.(MZ, Misna, 18/05/07)
Delta del Niger: una proposta contro l’insicurezza (MZ,Misna, 17/05/07)
Un fondo di 500 milioni di dollari con cui pagare compagnie di sicurezza composte da giovani provenienti dalle comunità locali del Delta del Niger, che in questo modo eviteranno di unirsi ai movimenti anti-governativi responsabili delle turbolenze nell’area e garantiranno, loro stessi, la protezione necessaria alle aziende petrolifere per continuare a operare nel sud del paese: è questa la proposta contenuta in un documento realizzato dal Niger Delta National Forum (Ndnf) e inviato al governo nigeriano. Secondo il presidente del Ndnf, Manager Seigha, il piano permetterà al governo di risparmiare gli oltre 3 miliardi di dollari di mancate entrate e danni causati dalle attività dei giovani militanti nel Delta, oltre a evitare di inviare l’esercito e radicalizzare così una situazione già estremamente tesa. Il piano permetterebbe poi di distribuire una parte delle immense risorse in denaro derivanti dal greggio, proprio tra quelle categorie (giovani in testa) che contestano al governo gli scarsi investimenti compiuti nell’area a fronte dei cospicui guadagni del governo. “È un metodo che potrebbe garantire lo sradicamento dell’insicurezza nel Delta. Le compagnie di sicurezza saranno costituite in accordo col governo centrale e le autorità locali, dovranno reclutare e addestrare solo personale della zone in cui opereranno e dovranno essere pagate dal fondo speciale con cadenza trimestrale solo se avranno garantito, nel periodo in questione, l’assenza di attacchi, atti di vandalismo e rapimenti” spiega Seigha, il quale precisa che il piano è stato realizzato con l’accordo degli anziani delle principali comunità del Delta. Il presidente del Niger Delta national Forum dice poi di temere che coloro che stanno traendo benefici dalla crisi, scoraggino il governo dal valutare seriamente la proposta. “Temiamo che il governo non prenda sul serio questa opzione a causa dell’influenza di chi sta approfittando della situazione nel Delta per intascarsi i soldi, come i funzionari del governo che conducono i negoziati per il rilascio degli ostaggi e che spesso trattengono per se stessi una parte del riscatto” ha conclusoSeigha. (MZ, Misna, 17/05/07)
Rilasciata bielorussa presa in ostaggio il 5 maggio scorso (Ansa, 17/05/07)
E' stata rilasciata la donna bielorussa presa in ostaggio a Port Harcourt (Delta del Niger) lo scorso 5 maggio. Lo riferisce la polizia nigeriana del River State, nel sud del Paese. La donna, che lavora per un'azienda petrolifera, e' in buona salute. Sono ancora 12 gli stranieri ostaggi nella Regione, tra cui tre italiani impiegati alla Chevron rapiti dal Mend, il movimento per la liberazione del Delta del Niger. (Ansa, 17/05/07)
Pena di morte, sara' lapidato per stupro (Corriere della Sera, 17/05/2007)
Sara' condannato a morte mediante lapidazione perche' riconosciuto colpevole di violenza sessuale su due ragazze. Questa la pena per un pastore 25enne decisa da un tribunale nigeriano. Lo ha riferito l'agenzia ufficiale nigeriana Nan.(Corriere della Sera, 17/05/2007)
4 ostaggi Usa della Chevron, c'e' la rivendicazione (Corriere della Sera, 16/05/2007)
Giovani dell'etnia Ijaw hanno rivendicato il rapimento di quattro cittadini americani, dipendenti della Chevron, prelevati lo scorso 8 maggio durante un attacco a una nave-piattaforma al largo delle coste dello Stato di Bayelsa, nel sud del Delta del Niger. Lo riferisce oggi l'agenzia di stampa Misna. I giovani della comunita' Egbema 1 hanno rassicurato sulla buona salute degli ostaggi. Per il loro rilascio, chiedono nuove assunzioni da parte di Chevron e Shell e che la presidenza dell'autorita' provinciale del nord Warri venga affidata a un Ijaw.
(Corriere della Sera,
16/05/2007)
Delta: Shell, comunità locale denuncia grave fuoriuscita greggio
(MZ, Misna, 15/05/07)
La comunità di Abalamabie, nello stato di Rivers, uno degli stati che compone la regione meridionale del Delta del Niger, ha lanciato un appello urgente all’azienda petrolifera Shell affinchè invii rapidamente esperti e proprio p