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MOZAMBICO - 2007

Alluvioni, sono migliaia le persone colpite (Ap/Alice, 27/12/07)

Iidentificato millesimo rarissimo squalo balena (Reuters, 29/11/07)

Contro l'AIDS, COOPI apre una radio (News Italia Press, 27/11/2007)

Cade ultimo ricordo del colonialismo: la diga di Cahora Bassa (GB, Misna, 27/11/2007)

Trovato morto il figlio dell’ex-presidente Chissano (Peacereporter, 19/11/2007)

Allarme a Maputo per le infezioni da HIV (Ag. Fides/Ap, 15/11/07)

Presidente: 30 minuti di colloqui con il Papa (Agi, 08/11/2007)

Ex presidente vince premio miglior leader africano (Suissinfo, 22/10/2007)

Malaria: sperimentato vaccino sui bambini (Emanuela Di Pasqua, Corriere della Sera, 19/10/2007)

Coccodrilli allevati per scarpe e cinture (Ecoblog, 16/10/2007)

Decuplicato in due anni il traffico di minori (Peacereporter, 09/10/2007)

Prime condanne per i responsabili dell’attacco alla missione gesuita di Fonte Boa (RM, Radio Vaticana, 01/10/2007)

Dichiarazione shock dell'arcivescovo: preservativi infettati dall'Hiv provenienti dall'Europa (Peacereporter, 27/09/07)

Prime lauree in medicina all'Università cattolica (R.P., Radio Vaticana, 27/08/07)

Finito il processo di distruzione dei vecchi arsenali (Peacereporter, 12/07/07)

Il governo investe 600 milioni di dollari nel turismo (TTGItalia, 09/07/07)

Campagna contro la malaria (Icn-news, 06/07/07)

La solidarietà italiana  passa per Trento (News Italia press, 13/06/07)

Il governo sta considerando di legalizzare l'aborto per salvare le madri (Peacereporter, 29/05/07)

Le attese pastorali e le grandi sfide sociali: i vescovi mozambicani dal Papa (Radio Vaticana, 22/05/07)

“No all’aborto, sì alla vita”(LM, Agenzia Fides, 13/05/07)

“No all’aborto, sì al piano di sviluppo del governo. (L.M.-Agenzia Fides 09/05/07)

Appello del presidente contro la xenofobia.(CO.Misna, 09/05/07)

Governo si rifiuta di inviare truppe in Somalia (Peacelink, 02/05/07)

Aids: 139mila nati malati (Ansa, 09/04/07)

Esplosione arsenale, altre ipotesi sulle cause (BF, Misna, 29/03/07)

Furto di mercurio all'origine del disastro di Maputo (PeaceReporter, 26/03/07)

Esplode arsenale militare: numero vittime sale a 96 morti (la Repubblica, 23/03/07)

Esplosioni arsenale Maputo, prime immagini in tv (SwissInfo, 22/03/07)

Teatro di strada tra gli sfollati, va in scena la prevenzione (CO, Misna, 20/03/07)

Più della metà dei bambini muoiono per denutrizione (PeaceReporter, 15/03/07)

MSF, urgono aiuti per migliaia di sfollati (Repubblica, 08/03/07)

Controlli inefficienti alle frontiere del paese (PeaceReporter, 07/03/07)

Governo richiede fondi internazionali per far fronte a danni del ciclone Favio (PeaceReporter, 06/03/07)

Emergenza alluvioni: si mobilita Action Aid (PeaceReporter, 28/02/07)

Alluvioni, un giorno di stipendio in solidarietà per vittime e sfollati (EB, Misna, 28/02/07)

Tempesta tropicale in Mozambico: 4 morti (Euronews, 27/02/07)

Dopo passaggio ciclone ‘Favio’, si contano danni e vittime (MF, Misna, 23/02/07)

Ciclone Favio colpisce costa meridionale (MZ, Misna, 22/02/07)

Alluvioni, governo ammette difficoltà in soccorsi (EB, Misna, 20/02/07)

Rischio inondazioni, evacuate 60mila persone (TendenzeOnLine, 12/02/07)

Maltempo: aumentano vittime - lanciato allarme Zambezi (MZ, Misna, 07/02/07)

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Alluvioni, sono migliaia le persone colpite (Ap/Alice, 27/12/07)

Sono migliaia le persone colpite dalle alluvioni in Mozambico, molti ettari di terra coltivabile sono già sott'acqua e la situazione è destinata a peggiorare se non cesseranno le piogge torrenziali, avvertono le autorità. Finora è stato registrato solo un decesso. Duecentomila persone sono state colpite dalle alluvioni nella valle Zambezi, riferisce il vice-direttore dell'istituto nazionale per i Disastri naturali del Mozambico, Joao Ribeiro, e 41mila sono a rischio solo nella provincia di Tete. "Sono tutti contadini e le loro attività agricole sono state devastate dalle inondazioni", ha detto Ribeiro alla televisione di Stato. Il direttore dell'istituto, Paulo Zucula, è addirittura più pessimista perché si aspetta che le piogge in gennaio e febbraio saranno più devastanti di quelle che colpirono il centro del paese all'inizio del 2007, quando i morti furono 40 e 120mila i feriti. (Ap/Alice,  27/12/07)

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Iidentificato millesimo rarissimo squalo balena (Reuters, 29/11/07)

Il millesimo squalo balena, specie rara e in via di estinzione, è stato scoperto dai ricercatori, utilizzando un programma globale tramite cui eco-turisti e scienziati identificano nuovi squali e pubblicano foto su una biblioteca online. "E' un'importante pietra miliare, per la scienza e per la conservazione", ha detto il capo del progetto Ecocean Brad Norman, in Australia. "(Il risultato) è stato raggiunto con l'aiuto di gente normale in tutto il mondo, che vuole studiare e proteggere questa creatura straordinaria", ha spiegato oggi Norman a Reuters da Perth, in Western Australia. Lo squalo balena è il pesce più grande del mondo, che si muove lentamente e che può arrivare a 12 metri di lunghezza e fino a 21 tonnellate di peso. Ma è difficile da studiare, poiché resta nella profondità dell'oceano per mesi e solo raramente affiora in superficie. Ecocean traccia la rotta degli squali balena negli oceani del mondo usando una biblioteca fotografica identificativa sul web (www.whaleshark.org) che cataloga ogni singola apparizione di questa specie. I ricercatori e gli eco-turisti sottopongono immagini, che puntano a rivelare i movimenti degli squali balena e i loro comportamenti. Il millesimo squalo balena, maschio di 6,5 metri, è stato individuato dal biologo marino Simon Piercea in Mozambico. Piercea ha contributo a seguire oltre 100 squali nei suoi tre anni di studio in Mozambico. (Reuters,  29/11/07)

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Contro l'AIDS, COOPI apre una radio (News Italia Press, 27/11/2007)

Sono allarmanti i dati sulla diffusione dell’AIDS in Mozambico: il 16,2 % della popolazione tra i 15 e i 49 anni è sieropositivo e il 70% sono donne. Sono già 300mila i bambini rimasti orfani. Per fare fronte a questo dramma, COOPI-Cooperazione Internazionale (www.coopi.org) a gennaio 2008 apre una radio nella provincia di Sofala, con l’obiettivo di informare sulla trasmissione del virus, creare un dibattito sul tema, sfatare molte pericolose credenze popolari e aiutare le donne a parlarne. Non solo, la radio fornirà informazioni sulla salute materno-infantile per abbassare il tasso di mortalità di mamme e bambini, con lo slogan ”nel dubbio vai in ospedale”. La scelta di sensibilizzare attraverso la radio nasce dalla consapevolezza che nel Sud del mondo questo mezzo di comunicazione è estremamente diffuso: nella provincia di Sofala, che conta 200 mila abitanti, il 46% delle famiglie ascolta la radio. "I programmi saranno realizzati da operatori specializzati nei temi della salute e saranno trasmessi in portoghese e nelle principali lingue locali. I risultati attesi sono molto buoni. Infatti si sta pensando di estendere l’iniziativa ad altre province per creare una rete di informazione sempre più ampia” spiega Giacomo Franceschini, che coordina gli interventi di COOPI in Mozambico. Per combattere l’AIDS, nel 2007 COOPI ha realizzato 12 progetti in 7 paesi tra i più poveri del mondo: Uganda, Ciad, Somalia, Malawi, Perù, Repubblica Dem. del Congo e Mozambico. Complessivamente sono stati: assistiti 283mila malati, sensibilizzate sulla prevenzione 1.352milapersone, presi in carico oltre 1.500 orfani , distribuiti quasi duemila kit per evitare il contagio entro 72 dalla violenza sessuale. I fondi impiegati sono stati oltre 3milioni e 600mila euro, finanziati principalmente dalle agenzie dell’ONU e dal Ministero italiano Affari Esteri. Inoltre, COOPI è membro dell’Osservatorio Italiano sull’Azione Globale contro l’AIDS: 24 Ong che portano avanti una comune azione politica su diritti umani, scelte politiche, posizioni istituzionali, politiche sanitarie in relazione all'AIDS quale importante tema globale di sviluppo. (News Italia Press, 27/11/2007)

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Cade ultimo ricordo del colonialismo: la diga di Cahora Bassa (GB, Misna, 27/11/2007)

A 32 anni dalla indipendenza del paese dal Portogallo, oggi una cerimonia ufficiale segnerà il passaggio a Maputo della diga di Cahora Bassa sul fiume Zambesi che viene utilizzata per produrre energia idroelettrica e che finora era per l’82% di proprietà di Lisbona. “Saremo finalmente in grado di soddisfare il fabbisogno energetico della nostra popolazione” ha detto il presidente Armando Guebuza ricordando lo sforzo economico fatto per chiudere l’ultima pagina del periodo coloniale che ammonta a 950 milioni di dollari versati al Portogallo a titolo di indennizzo. Per raggiungere l’obiettivo fissato da una intesa nell’ottobre del 2006, il Mozambico ha ottenuto aiuto e cooperazione da Sudafrica, Zimbabwe e da alcune banche. Maputo, con quasi due mesi di anticipo rispetto alla scadenza di 14 mesi fissata dall’intesa dello scorso anno, potrà aggiungere così la quota di proprietà di Lisbona al 18% che già deteneva. “Questo accordo – aveva detto lo scorso anno lo stesso Guebuza commentando la chiusura del contenzioso – è la nostra seconda indipendenza e cancella l’ultima traccia della dominazione portoghese durata 500 anni”. Parole che probabilmente risuoneranno anche oggi, in occasione della cerimonia ufficiale che si terrà a Cahora Bassa in presenza di Guebuza, del primo ministro portoghese José Socrates, e di sette capi di stato africani. Ultimata nel 1975 dopo sei anni di lavori, la diga rimase di proprietà del Portogallo ma solo parzialmente utilizzata durante gli anni della guerra civile (1976-1992). Nonostante sia ‘solo’ seconda alla diga di Assuan (Egitto) per volume d’acqua, Cahora Bassa è la prima centrale idroelettrica africana per energia prodotta: il Mozambico conta di trarre vantaggi e profitti dalla sua gestione e da una capacità di produzione di 2000 megawatt di potenza in grado di soddisfare il fabbisogno interno e una parte di quello di paesi vicini, come il Sudafrica. (GB, Misna,  27/11/2007)

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Trovato morto il figlio dell’ex-presidente Chissano (Peacereporter, 19/11/2007)

Nympine Chissano, 37 anni, figlio dell'ex-presidente del Mozambico Joaquim Chissano, è stato trovato morto in circostanze sospette. La causa della morte non è stata resa nota, ma una fonte locale sostiene che Chissano fosse malato da tempo. Chissano stava indagando sulla morte del giornalista Carlos Cardoso, avvenuta nel 2000. Al momento della morte, Cardoso era al lavoro su uno scandalo di corruzione che riguardava l'allora presidente Joaquim Chissano. Quest'ultimo ha smentito categoricamente ogni coinvolgimento nel delitto del giornaliat. (Peacereporter, 19/11/2007)

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Allarme a Maputo per le infezioni da HIV (Ag. Fides/Ap, 15/11/07)

Nella provincia di Maputo, in Mozambico, le infezioni da Hiv sono raddoppiate nei primi sei mesi del 2007 rispetto allo stesso periodo dell’anno passato. Il responsabile dell’organizzazione nazionale che combatte contro la diffusione dell’Hiv/Aids ha recentemente dichiarato che questa situazione è particolarmente aggravata dalle abitudini sessuali della popolazione.Nel primo semestre del 2007 le autorità sanitarie locali hanno registrato 9 mila nuove infezioni, oltre il doppio rispetto alle 4 mila riportate nello stesso periodo del 2006. Il tasso di infezioni ufficiali da Hiv in Mozambico è attualmente del 16.3%. Secondo statistiche recenti del ministero della sanità locale, ogni giorno nel paese si registrano 500 nuovi contagi, prevalentemente tra i giovani dai 14 ai 29 anni di età. Il forte aumento delle infezioni da Hiv hanno anche ridotto l’aspettativa di vita a 36 anni. (Ag. Fides/Ap,  15/11/07)

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Presidente: 30 minuti di colloqui con il Papa (Agi, 08/11/2007)

E' durato 30 minuti il colloquio privato tra Benedetto XVI e il presidente della Repubblica del Mozambico, Armando Emilio Guebuza, ricevuto in udienza. Il presidente e' arrivato in Vaticano con una delegazione di dieci persone, di cui due donne ministro. Dopo l'udienza dal Papa, Guebuza ha incontrato il cardinale segretario di Stato Tarcisio Bertone e il segretario per i Rapporti con gli Stati Dominique Mamberti. "Nel corso dei cordiali colloqui - informa un comunicato della Sala Stampa della Santa Sede - ci si e' compiaciuti delle buone relazioni esistenti tra la Santa Sede e il Mozambico, nonche' della convergenza di idee e propositi sul contributo che la Chiesa puo' offrire al bene dell'intera Nazione, auspicando una collaborazione sempre piu' concreta nel campo della sanita' e dell'educazione delle nuove generazioni che sono la speranza della Nazione. In particolare la Chiesa Cattolica e' impegnata a potenziare e a sviluppare la sua presenza nel settore universitario". Si e' parlato anche, continua la nota, "dell'applicazione dell'Accordo di Pace di Roma, di cui il 4 ottobre scorso si e' celebrato il XV anniversario, concordando sulla necessita' di giungere a una piena riconciliazione nazionale. Si e' prospettata, infine, la ripresa dei colloqui in vista di un Accordo tra la Santa Sede e la Repubblica del Mozambico". (Agi,08/11/2007)

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Ex presidente vince premio miglior leader africano (Suissinfo, 22/10/2007)

L'ex presidente del Mozambico Joachim Chissano ha ottenuto il premio per il miglior capo di Stato africano, messo in palio dal milionario sudanese Mo Ibraim fra i leader del continente che hanno lasciato il potere negli ultimi tre anni. Chissano è stato scelto a Londra da una giuria guidata dall'ex segretario generale dell'Onu Kofi Annan, di cui facevano parte gli ex presidenti d'Irlanda, Mary Robinson, e Finlandia, Martthi Ahtisaari, nonché il capo dell'Unione Africana Salim Ahmed Salim. All'ex presidente del Mozambico è stato riconosciuto il suo ruolo nel negoziato di pace che mise fine alla guerra civile e la capacità dimostrata durante i suoi 19 anni di guida del Paese. Il premio è il più ricco assegnato al mondo: vale 5 milioni di dollari che vengono consegnati in rate da 200mila dollari nell'arco di 10 anni.Ibrahim, il magnate dei telefoni cellulari che ha ideato il premio, punta a migliorare la performance dei governanti africani. "Abbiamo bisogno di eliminare la corruzione, migliorare la governance, essere in buona salute e non abbiamo bisogno degli aiuti. Il giorno in cui non avremo bisogno di aiuti, sarà il più bello della mia vita", ama ripetere il milionario sudanese. (Suissinfo, 22/10/2007)

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Malaria: sperimentato vaccino sui bambini (Emanuela Di Pasqua, Corriere della Sera, 19/10/2007)

Un’epidemia dimenticata: così Bill Gates definiva la malaria, regalando al contempo (attraverso la fondazione Gates) 258,3 milioni di dollari per questa causa. Della cifra stratosferica ben 107 milioni di dollari erano indirizzati proprio alla ricerca sui vaccini e ora iniziano a dare buoni frutti. Come riporta infatti ilNew York Times la sperimentazione clinica sui vaccini è in stato avanzato e il più promettente è il Mosquirix, messo a punto dalla GlaxoSmithKline. La notizia è che il rischio di contrarre la malattia con questo vaccino, chiamato anche RTS,S, è ridotto del 65 per cento e che sono iniziate le prime sperimentazioni sui bambini al di sotto dell’anno, considerati la fascia demografica più vulnerabile. La ricerca, pubblicata su The Lancet, si riferisce a 214 bambini del Mozambico, rivelando risultati considerati molto soddisfacenti dalla comunità scientifica. A questo punto le previsioni di commercializzazione per l’RTS,S potrebbero essere entro il 2012. Gli ultimi test, risalenti al 2004, avevano coinvolto un campione di 2.022 bambini dagli 1 ai 4 anni, riscontrando una protezione del 45 per cento. Negli ultimi 20 anni le morti a causa della patologia sono raddoppiate nel mondo. Ogni anno 400 milioni di persone contraggono la malattia e per 1 milione di persone, soprattutto bimbi del terzo mondo, è causa di morte. Questa è la prima volta che un vaccino antimalarico entra in una fase così avanzata di sperimentazione clinica. Nel frattempo ci sono i farmaci (uno degli obiettivi è ottenerne uno al costo di 1 dollaro a trattamento), cui il parassita è diventato gradatamente più resistente, ele zanzariere. Ma un vaccino sarebbe un passo in avanti gigantesco e, come sostiene Pedro Alonso che guida i trials della GlaxoSmithKline, «siamo vicinissimi alla realizzazione di una protezione definitiva per i bimbi african»”. (Emanuela Di Pasqua, Corriere della Sera,  19/10/2007)

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Coccodrilli allevati per scarpe e cinture (Ecoblog, 16/10/2007)

Una notizia che ha dell’inquietante. Proviene dal Mozambico, uno dei paesi più poveri dell’Africa. L’azienda Cahora Kapenta ha affermato che ha in programma di esportare in Sud Africa e in Zimbabwe fino a 100,000 coccodrilli. Gli animali verranno uccisi per utilizzarne le pelli, per poi fabbricare scarpe, stivali, borse e cinture, evidentemente prodotti ancora molto richiesti sul mercato. Gli ultimi dinosauri ancora viventi proverranno dalla provincia del Tete, a nord del paese, dove il loro numero è aumentato notevolmente in questi anni. Di conseguenza sono aumentate le razzie dei rettili, in cerca di cibo, nei campi coltivati e sono aumentati pure gli attacchi letali nei confronti della popolazione. “È un nuovo e unico modo per rilanciare l’economia del Paese e per aiutare il governo a risolvere i problemi generati dal conflitto uomo-animale” ha affermato Antonio Viera della Cahora Kapenta. L’azienda si sta organizzando per iniziare l’allevamento dei rettili e il loro commercio partirà dal prossimo anno. (Ecoblog, 16/10/2007)

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Decuplicato in due anni il traffico di minori (Peacereporter, 09/10/2007)

Secondo un gruppo di organizzazione non governative mozambicane, il traffico di bambini verso i Paesi confinati, soprattutto il Sudafrica, sarebbe decuplicato negli ultimi due anni. I dati, resi pubblici ieri, parlano di oltre 1.000 casi di traffico di minori dal Mozambico nel 2007, contro i circa 100 del 2005. Solo nelle ultime due settimane ci sono stati due casi di arresto per questo tipo di reato: una coppia è stata fermata mentre tentava di vendere il figlio di 9 anni per 5.000 metical (circa 138 euro) e una giovane donna ha confessato di aver rapito un bimbo di 4 anni per conto di alcuni trafficanti. Questi dati sono coerenti con un recente studio dell'Ufficio migrazioni internazionali delle Nazioni Unite, secondo cui ogni anno 1.000 Mozambicani tra i 14 e i 24 anni sono portati illegalmente in Sudafrica, spesso per avviarli alla prostituzione, e almeno 30.000 bambini dell'Africa meridionale sono spediti in tutto il mondo dai trafficanti per gli scopi più diversi. (Peacereporter, 09/10/2007)

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Prime condanne per i responsabili dell’attacco alla missione gesuita di Fonte Boa (RM, Radio Vaticana, 01/10/2007)

Sono stati condannati a 24 anni di prigione tre dei presunti responsabili dell’attacco compiuto il 6 novembre scorso contro la missione gesuita di Fonte Boa, nella provincia occidentale mozambicana di Tete, nel quale morirono un missionario brasiliano, Waldyr dos Santos, e una volontaria portoghese, Idalina Neto Gomes. Lo riferiscono fonti locali, riprese dall’agenzia Misna, precisando che la Corte provinciale di Tete ha stabilito che Horacio Sande, Feston Palusso e Joaquim Nicoroa sono colpevoli di “omicidio di primo grado, furto, possesso illegale di armi e cospirazione criminale”. Uno degli altri due imputati nel processo, Policarpo Ndawala, è stato assolto, mentre il quinto, Filipe Tambala, nel frattempo è morto di malattia. Il caso, tuttavia, non è ancora chiuso: restano infatti da giudicare altre tre persone, Benjamim Roque, Alfredo Beula e Khalid Mahomed Nazir, ritenute i mandanti dell’attacco. Nell’assalto alla residenza dei gesuiti, altri due religiosi rimasero feriti. La zona di Tete ha registrato di recente un aumento di criminalità, con numerosi furti (spesso ai danni di missioni e parrocchie) di denaro o automobili, che vengono poi contrabbandate facilmente nei vicini Malawi, Zambia e Zimbabwe. (RM, Radio Vaticana,01/10/2007)

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Dichiarazione shock dell'arcivescovo: preservativi infettati dall'Hiv provenienti dall'Europa (Peacereporter, 27/09/07)

Una delle massime autorità della Chiesa Cattolica in Mozambico ha rilasciato una dichiarazione alla Bbc, sostenendo che molti dei preservativi provenienti dall'Europa e distribuiti nel paese, sarebbero infettati del virus dell'Hiv. L'arcivescovo Francisco Chimoio ha inoltre aggiunto che perfino i farmaci antiretrovirali necessari per rallentare la progressione della malattia sarebbero stati contaminati "allo scopo di sterminare la popolazione africana". Le autorità sanitarie del Mozambico sono immediatamente intervenute per smentire le parole dell'arcivescovo, cogliendo l'occasione per ricordare che nel paese circa 500 persone vengono infettate ogni anno. (Peacereporter, 27/09/07)

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Prime lauree in medicina all'Università cattolica(R.P., Radio Vaticana, 27/08/07))

“Oggi è una giornata storica per il Mozambico e per il mondo intero”: così padre Alberto Ferreira, rettore dell’Università cattolica del Mozambico, si è rivolto ai primi 13 giovani studenti mozambicani che sono diventati medici a Beira. Con la cerimonia di sabato scorso, infatti, riferisce l'Agenzia Sir, è iniziato un “nuovo corso”: per la prima volta nella storia del paese sono stati formati medici fuori dalla capitale Maputo, grazie agli impegni presi dall’Università cattolica locale dopo gli accordi di pace di Roma, che nel 1992 hanno posto fine ad una lunga e devastante guerra civile. “Un segnale deciso per la riduzione degli squilibri nell’accesso alle opportunità formative tra il nord e il sud del paese, fortemente sostenuto dalla Cei”, si legge in una nota del Cuamm (Collegio universitario aspiranti medici e missionari), presente alla cerimonia, cui ha partecipato anche l’arcivescovo di Beira, mons. Jaime Pedro Gonçalves, già protagonista degli accordi di pace. Presenti anche delegazioni di Olanda, Germania e Stati Uniti. Per l’Italia ha partecipato una rappresentanza guidata da "Medici con l’Africa Cuamm", che dal 2004 appoggia la Facoltà di Medicina con due medici impegnati nella formazione degli studenti, oltre a dare supporto all’Ospedale Centrale di Beira, secondo ospedale del paese con funzioni di Clinica Universitaria per la Facoltà. In Mozambico le stime parlano di 600 medici per 20 milioni di abitanti. La metà di essi è concentratanella capitale. La Facoltà di Medicina dell’Università Cattolica del Mozambico è nata nel 2000 con l’obiettivo di formare medici per far fronte agli enormi bisogni sanitari delle province centro-nord del paese, sprovviste di opportunità formative qualificate. Fino ad allora l’unica Facoltà di Medicina esistente nel paese era a Maputo, 1.200 chilometri a sud di Beira.(R.P., Radio Vaticana, 27/08/07)

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Finito il processo di distruzione dei vecchi arsenali(Peacereporter, 12/07/07)

Il ministro della Difesa del Mozambico ha annunciato la fine del processo di distruzione dei vecchi arsenali di esplosivi del distretto di Moamba, realizzata con l'aiuto di una delegazione di esperti dal Sudafrica. Joaquim Matarruca, portavoce del ministero della Difesa, ha comunicato che il processo è stato portato a termine entro i tempi prestabiliti. Nonostante ciò, la distruzione degli arsenali ha provocato degli incidenti. Cinque soldati locali e due sudafricani sono rimasti uccisi in un'esplosione mentre le cariche di esplosivo venivano scaricate da un camion. Secondo fonti locali almeno 11 soldati locali sono rimasti feriti. Matarruca non ha reso nota la quantità di armi distrutte nel distretto. Il processo di distruzione è stato avviato dopo che un'esplosione di munizioni a Malhazine aveva ucciso più di 100 persone e ne aveva ferite più di 500. Le autorità si erano prefissate la distruzione di 400 tonnellate di armi, tra missili, granate e razzi anti-aerei, raccolte dopo le ultime guerre.(Peacereporter, 12/07/07)

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Il governo investe 600 milioni di dollari nel turismo(TTGItalia, 09/07/07)

Ammonta a 600 milioni di dollari l'investimento che il Mozambico intende riservare al turismo, nello sforzo di capitalizzare il boom di visitatori atteso dal vicino Sudafrica in occasione della Coppa del mondo di calcio del 2010. Sono oltre 300mila i turisti attesi durante il mese di gare, che inizieranno l'11 giugno 2010, e Maputo, capitale del Mozambico, è a poche ore d'auto da Nelspruit, una delle nove città che ospiteranno le gare, e a circa sei ore da Johannesburg, dove si giocheranno le partite d'apertura e di chiusura torneo. Il capitale verrà impiegato nelll'edificazione di nuovi hotel, casinò ed altre attrazioni. "Il 2007 - annuncia il direttore dell'Ente nazionale del turismo, Albino Mahumana - sarà uno degli anni migliori per il Mozambico, che prevede più di un milione di visitatori e 150 milioni di dollari di entrate valutarie legate al settore"(TTGItalia, 09/07/07)

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Campagna contro la malaria (Icn-news, 06/07/07)

Un fondo di 2 milioni di dollari è stato garantito dal presidente degli Stati Uniti per aiutare il milione e mezzo di persone affette dalla malaria in Mozambico, paese dove le cause di morte per malaria sono più alte dell'AIDS. Secondo le stime degli organi della sanità, quasi il 20% dei bambini da 0 a 5 anni nella regione dello Zambezi, hanno la malaria. (…) L'iniziativa "Insieme Contro la Malaria" (Together Against Malaria TAM), è associata a 5 gruppi di credenti della Cattedrale di Washington che lottano per la giustizia globale e la riconciliazione, fornendo zanzariere e altro materiale gestito in Mozambico da ADRA. Ogni anno vengono segnalati oltre 6 milioni di casi di malaria che provocano diminuzione di attività e aumento di povertà soprattutto nelle aree rurali. (…) Il direttore di ADRA Mozambico, Darcy de Leon, ha detto: "Siamo onorati della visita di Laura Bush e del sostegno che dà al progetto ‘Insieme Contro la Malaria' (Together Against Malaria TAM)". (…) Il progetto di lotta alla malaria coinvolge 250 capi religiosi così ripartiti: avventisti, cattolici, anglicani, musulmani, metodisti, assemblea di Dio, induisti,baha'i. (Icn-news,  06/07/07)

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La solidarietà italiana  passa per Trento (News Italia press, 13/06/07)

Con il supporto della Provincia Autonoma di Trento si è svolta la visita di Leonardo Dimas, coordinatore di Unaproc (Protezione civile nazionale del Mozambico) e Denis Guimba, ufficiale di informazione del Centro operativo per l'emergenza, entrambi i due alti dirigenti dell' Istituto Nazionale di Gestione delle Emergenze (Ingc) del Mozambico. Questi sono stati accompagnati da Paolo Vaccari, del Dipartimento Nazionale della Protezione Civile , a visitare la Protezione Civile di Trento. I due funzionari hanno visitato il Centro di Lavis valutando e apprezzando le attrezzature del sistema integrato di intervento della Protezione Civile trentina, arrivando alla conclusione della forete necessità di formare operatori di Protezione Civile mozambicani, inserendo, quale aiuto strutturale, la struttura di Marco si potrà operare in tal senso nell'ambito degli accordi bilaterali che saranno stipulati fra i due paesi. L'ultima tappa è stata la breve visita con Luciano Rocchetti del Servizio emigrazione e solidarietà internazionale della Provincia autonoma di Trento, discutendo dei progetti che uniscono il Trentino al Mozambico, alcuni dei quali rientranti nelle attività del Tavolo per la cooperazione decentrata con il Mozambico, creato alcuni anni fa dalla Provincia Autonoma di Trento e dalla Provincia mozambicana di Sofala. Tale iniziativa del Friuli dimostra la grande sensibilità dell'Itali nei confronti del governo di Maputo, che ha portato alla redazione del Programma di cooperazione bilaterale Italia-Mozambico 2000-2002 che prevede: il consolidamento della democrazia e dello stato di diritto, il rispetto dei diritti umani, la lotta alla povertà, lo sviluppo sostenibile, in particolar modo lo sviluppo delle risorse umane, la promozione del ruolo della donna, alla protezione dell'infanzia, e la promozione e il sostegno al settore privato, oltre a definite la strategia di riduzione della povertà, e un fondo risorse finanziarie a dono per un totale di 150 miliardi di lire (euro 77,4 milioni) per l'attuazione del programma-paese e per i vari settori di intervento. (News Italia press,13/06/07)

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Il governo sta considerando di legalizzare l'aborto per salvare le madri (Peacereporter, 29/05/07)

Le autorità del Mozambico stanno considerando l'ipotesi di legalizzare l'aborto con lo scopo di ridurre l'alto tasso di mortalità materna causata da interruzioni di gravidanza eseguite clandestinamente e senza rispettare le minime condizioni di sicurezza. Il Mozambico è uno dei paesi con un più alto tasso di mortalità materna, su cui l'aborto illegale inciderebbe per oltre l'11 per cento. Più del 40 per cento delle complicazioni che intercorrono durante le gravidanze, inoltre, risulterebbero essere l'effetto di tentativi di aborti clandestini. La proposta di una nuova legislazione è stata presentata all'inizio di quest'anno dal ministro della Salute, che ha sottolineato come le interruzioni clandestine di gravidanza rappresentino la terza causa di morte delle gestanti. Nei mezzi di informazione, con alcune eccezioni, il dibattito sul tema è scarso e il leader della chiesa cattolica, fermamente contrari all'approvazione di una tale norma, hanno accusato i media di continuare a tacere la loro posizione. (Peacereporter, 29/05/07)

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Le attese pastorali e le grandi sfide sociali: i vescovi mozambicani dal Papa (Radio Vaticana, 22/05/07)

Sono iniziate ieri le udienze di Benedetto XVI ai vescovi del Mozambico, in visita ad Limina, come sempre un’occasione per i presuli che giungono da ogni angolo della Terra di riferire sulla realtà pastorale delle Chiese locali e sulla situazione socio-politica in cui si trovano ad operare, prima di ascoltare le riflessioni del Papa che giungeranno al termine dei loro colloqui. Una scheda di Roberta Gisotti sulla Chiesa e la società in Mozambico. - Sostegno concreto alla famiglia e strenua difesa della vita: queste le priorità pastorali sottolineate dai vescovi del Mozambico, riuniti in Assemblea lo scorso aprile, impegnati a contrastare nel loro Paese un progetto di legge per legalizzare l’aborto. Ben consapevoli i presuli delle grandi sfide sociali - lotta alla povertà, all’analfabetismo, al degrado delle città, alla corruzione, alla criminalità, al dilagare dell’AIDS - che colpiscono tutto il popolo e che la Chiesa del Mozambico si trova a fronteggiare, accanto alle istituzioni dello Stato. Un Paese uscito con gli accordi di pace del ’92, da un annoso conflitto civile tra l’Esercito governativo del Partito unico del FRELIMO (Fronte di liberazione del Mozambico) - che ha governato dall’indipendenza dal Portogallo nel ’75 fino al ‘90 - e la guerriglia della RENAMO, (Resistenza nazionale mozambicana), e che vede oggi ambedue le formazioni rappresentate negli organi dello Stato. Un Paese che con grandi sforzi negli ultimi 15 anni, ha intrapreso un cammino di democratizzazione, coronato nel 2004 da una nuova Costituzione. Un Paese in fase di sviluppo, con un Prodotto nazionale lordo in aumento del sette per cento annuo. Ma i presuli ammoniscono che la crescita economica deve andare di pari passo con la crescita del “livello morale e intellettuale del Paese”. Per questo i vescovi mozambicani sollecitano le autorità dello Stato a sanare i gravi problemi di ordine pubblico, ribadendo l’impegno della Chiesa a voler collaborare per educare i cittadini alla legalità e alla convivenza pacifica. Da rilevare infine le grandi sofferenze patite dal popolo mozambicano colpito dal flagello dell’Aids: 400 mila i morti in 5 anni, un milione e mezzo i contagiati. Suddivisa in 12 diocesi, la Chiesa in Mozambico conta su una presenza cattolica che raggiunge quasi un quarto della popolazione, in tutto 16 milioni di persone, su un territorio esteso oltre due volte mezza l’Italia. Altre confessioni: poco più di un quarto i seguaci delle religioni tradizionali africane, gli islamici sotto il 18 per cento, i protestanti sotto l’8 per cento; per il resto non credenti. Ancora molto bassa la vita media 45 anni per gli uomini, 49 per le donne. (Radio Vaticana,  22/05/07)

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“No all’aborto, sì alla vita”(LM, Agenzia Fides, 13/05/07)

“Una situazione allarmante”. Così i Vescovi del Mozambico esprimono la loro profonda preoccupazione per la diffusione dell’aborto e per una sua possibile liberalizzazione, nella Nota Pastorale, intitolata “Sì alla vita e no alla morte, contro l’aborto provocato” pubblicata al termine della loro Assemblea Ordinaria (vedi Fides 9 maggio 2007). Nel documento, inviato all’Agenzia Fides, si delinea un quadro preoccupante: aumento dei neonati abbandonati nella spazzatura, degli aborti assistiti negli ospedali e di quelli eseguiti privatamente, spesso su istigazione della famiglia che non vuole avere una “figlia disonorata”. Suscita particolare preoccupazione inoltre il dibattito sulla completa liberalizzazione, legalizzazione e depenalizzazione dell’aborto. Un dibattito, sottolineano i Vescovi, ispirato da una serie di atti internazionali: la Conferenza di Vienna sui Diritti Umani; la Conferenza del Cairo sulla Popolazione del 1994; la Conferenza di Pechino sulla donna del 1995; la Piattaforma d’Azione di Pechino del 2005 che tutela i diritti alla salute riproduttiva della donna. Ma è soprattutto il cosiddetto “Protocollo di Maputo” (vedi Fides 26 gennaio 2006) adottato dalla Sessione Ordinaria dell’Unione Africana che si era tenuta nella capitale mozambicana nel 2003, a ispirare i sostenitori della liberalizzazione dell’aborto. La Nota ricorda che il Mozambico è uno dei 15 dei 53 Stati africani che hanno ratificato il Protocollo il cui articolo 14 riconosce apertamente il diritto della donna all’aborto. I Vescovi, pur riconoscendo gli aspetti positivi del Protocollo, lamentano il fatto che la sua ratifica da parte del Parlamento mozambicano è avvenuta “senza una precedente divulgazione del testo in modo da rendere possibile un dibattito sul suo contenuto”.(…) (LM, Agenzia Fides,  13/05/07)

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“No all’aborto, sì al piano di sviluppo del governo. (L.M.-Agenzia Fides 09/05/07)

Vogliamo collaborare con le autorità per educare la popolazione a denunciare il crimine e la violenza” affermano i Vescovi al termine della loro Assemblea Plenaria - Il progetto di legge sull’aborto; le sfide odierne della società mozambicana; il programma del governo per diminuire la povertà; la questione criminale: sono le tematiche prese in esame dai Vescovi del Mozambico nel corso della loro prima Assemblea Ordinaria del 2007, che si è tenuta a metà aprile a Maputo, secondo il documento inviato all’Agenzia Fides. La riunione è stata preceduta da un ritiro spirituale dal 16 al 18 aprile, che è stato animato da Mons. Wilson Tadeu Jönck, Vescovo ausiliare dell’Arcidiocesi di Rio de Janeiro, in Brasile. Sull’aborto i Vescovi hanno elaborato un apposito documento sul quale l’Agenzia Fides tonerà nei prossimi giorni. Nel comunicato diffuso al termine dell’Assemblea si ribadisce che “l’aborto è un peccato gravissimo ed è un crimine contro la vita, in Mozambico, è un’offesa alla nazione che dispone di territori immensi e di fonti di ricchezza che è necessario sviluppare per il bene comune, con la crescita della popolazione”. Per questo motivo, l’episcopato mozambicano guarda con favore all’impegno del governo per sradicare la “povertà assoluta che significa miseria, indigenza e ignoranza della gran parte del nostro popolo. Dobbiamo appoggiare l’iniziativa nazionale di vincere la miseria che degrada la dignità della persona umana”. Ma i Vescovi ricordano anche che “l’accrescimento del livello economico deve andare di pari passo con la crescita del livello morale e intellettuale, Non è con il crimine che si eleva il livello di vita del nostro popolo, ma con la formazione umana, intellettuale e morale”. Il riferimento al crimine deriva dal fatto che i Vescovi denunciano “un’ondata di violenza e criminalità”, anche se riconoscono che la “società mozambicana non è violenta per natura. Il nostro popolo è un popolo pacifico, accogliente e dialogante”. Di fronte a questa situazione, i responsabili della Chiesa cattolica affermano che è compito dello Stato intervenire in prima persona per garantire la sicurezza di tutti e l’ordine pubblico, e ribadiscono l’impegno dei cattolici a collaborare nel campo educativo per il rispetto delle persone e dei loro beni, nel disapprovare e denunciare i crimini, la violenza, il desiderio di vendetta e di farsi giustizia da sé. I Vescovi infine, hanno annunciato che la loro “Visita ad Limina” si terrà dal 19 al 26 maggio. (L.M.-Agenzia Fides09/05/07)

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Appello del presidente contro la xenofobia.(CO.Misna, 09/05/07)

“Non dobbiamo opporci agli stranieri che intendono avviare attività commerciali in Mozambico, perchè non ci farebbe piacere se i nostri connazionali all’estero fossero trattati in questo modo”: lo ha detto il presidente Armando Guebuza, invitando a non cedere alla xenofobia. Se gli stranieri sono in grado di avviare iniziative commerciali o economiche meglio dei mozambicani – ha aggiunto durante un comizio elettorale nel porto settentrionale di Nacala – “questo dovrebbe essere visto solo come una scommessa”. Tra il pubblico, qualcuno aveva lamentato la ‘proliferazione degli stranieri’ che con le loro attività commerciali sottrarrebbero spazio all’iniziativa imprenditoriale locale. Secondo le stime diffuse dalla stampa di Maputo, circa due milioni di cittadini del Mozambico oggi vivono nei paesi confinanti, soprattutto Sudafrica. Il presidente ha anche esortato i suoi connazionali a registrarsi in vista delle elezioni provinciali di quest’anno, che precederanno le amministrative del 2008 e le legislative dell’anno seguente. Parlando a Radio Mozambico, il direttore del Comitato elettorale nazionale Mario Ernesto ha detto in questi giorni che sono necessari almeno ancora tre mesi per la registrazione degli elettori, che comunque verrà eseguita elettronicamente. Dopo l’ultraventennale guerra post-coloniale terminata nel 1992, il Mozambico sta lentamente migliorando i suoi standard socio-economici e nel settore scolastico sta raggiungendo l’istruzione di base per tutti, uno dei cosiddetti ‘Obiettivi del Millennio’ fissati dall’Onu per dimezzare la povertà entro il 2015. .(CO.Misna, 09/05/07)

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Governo si rifiuta di inviare truppe in Somalia (Peacelink, 02/05/07)

Il Mozambico ha deciso di non inviare truppe in Somalia. Lo ha dichiarato oggi un ufficiale del Ministero della Difesa. Il governo di Maputo sostiene di non essere stato sufficientemente informato sulla natura e i dettagli organizzativi della missione che gli veniva richiesta e di non aver rilevato un desiderio di intervento dalle parti in conflitto. Il Consiglio di Sicurezza ha invece richiesto alle Nazioni Unite di pianificare un contingente di pace a sostegno della missione africana, che ha fino ad oggi ha coinvolto circa 1.500 truppe ugandesi. Lo scorso venerdì l'Unione Africana aveva chiesto rinforzi per evitare che la situazione somala divenisse disastrosa. La decisione del governo di Maputo, presa ufficialmente a causa della poca chiarezza sulle condizioni della missione, rimane comunque rivedibile - ha dichiarato il segretario permanente del Ministero della Difesa, Teofilo Joao. (Peacelink, 02/05/07)

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Aids: 139mila nati malati (Ansa, 09/04/07)

Negli ultimi sei mesi 139mila bambini in Mozambico sono nati malati di Aids. Lo ha reso noto un rapporto dell'Unicef pubblicato a Maputo. L'Unicef precisa che nel 2006 sono state 146mila le donne incinte trovate sieropositive. 'Su questo numero -rileva il Rapporto- solo il 5% ha potuto beneficiare di un trattamento per evitare di trasmettere il virus ai loro bimbi'. Secondo il ministero della Sanita', nel 2006 in Mozambico sono stati circa 20mila i piccoli morti di Aids. (Ansa, 09/04/07)

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Esplosione arsenale, altre ipotesi sulle cause (BF, Misna, 29/03/07)

Mentre si attende il rapporto della commissione d’inchiesta governativa, sull’esplosione del deposito dell’esercito a Malhazine, che ha fatto 117 vittime e 500 feriti, oggi la stampa mozambicana ha dato ampio spazio a una relazione preliminare sull’incidente redatta da un organismo di esperti delle Nazioni Unite. Secondo il Centro di coordinamento del sudest ed est europeo sulla proliferazione delle armi (Seesac) a determinare l’esplosione potrebbero essere stato “il deterioramento delle condizioni fisiche e chimiche delle munizioni e degli esplosivi”, precisando che “la decomposizione auto-catalitica dei propulsori delle munizioni può provocare combustione spontanea”. Nel rapporto si aggiunge che la presenza di munizioni incendiare a base di fosforo bianco nell’arsenale dà maggior peso all’ipotesi; infatti la Seesac ricorda che questo tipo di armi, incluso il Napalm, erano usati dalle parti in conflitto durante la guerra civile conclusasi 14 anni fa, nonostante fossero illegali. La relazione dell’organismo, nato nel 2002 con un mandato dell’Undp sulla prevenzione dei conflitti nell’est europeo, è stata pubblicata anche da siti internet di associazioni della società civile mozambicana, che chiedono a gran voce la massima trasparenza sull’incidente del 22 marzo scorso. L’incidente ha lasciato scioccata la popolazione che ha subito letteralmente un bombardamento come mai durante la guerra civile: una serie di esplosioni a catena hanno lanciato in un raggio di 10 chilometri migliaia di colpi di obice e bombe di medio e grosso calibro (finora sono stati recuperati oltre 3000 ordigni inesplosi, rimasti sul terreno) che si sono abbattuti su case, chiese, autobus, scuole e ospedali. Il governo ha attribuito al caldo la causa dell’esplosione ed ha, inoltre, escluso che ci saranno risarcimenti per le vittime e per i danni. l’opposizione e la società civile ha accusato le autorità e l’esercito di negligenza grave. Un’altra ipotesi, che trova credito tra parte della popolazione, in particolare tra quelli che vivono vicino all’arsenale, è stata suggerita alla stampa da fonti anonime dell’esercito. Secondo costoro a provocare la deflagrazione sarebbe stato una delle frequenti manomissioni degli ordigni da parte di ladri, essi stessi militari, per estrarre dalle bombe il mercurio e rivenderlo sul mercato nero (richiesto nelle miniere illegali per estrarre l’oro). (BF, Misna, 29/03/07

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Furto di mercurio all'origine del disastro di Maputo (PeaceReporter, 26/03/07)

Secondo il giornale Tribuna Fax, che avrebbe sentito anonime fonti militari, vi sarebbe un furto di marcurio all'origine dell'esplosione che, lo scorso giovedì, ha distrutto un deposito di armi nei pressi della capitale Maputo, uccidendo 101 persone e ferendone altre 500. Secondo il giornale, alcuni militari avrebbero sottratto del mercurio da alcuni container, dimenticandosi poi di chiuderli ermeticamente. La versione ufficiale delle Forze Armate invece ritiene che l'esplosione sia stata causata dalle alte temperature del deposito di armi. Il mercurio è frequentemente utilizzato dai cercatori di oro illegali che operano nel Paese. (PeaceReporter,  26/03/07)

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Esplode arsenale : numero vittime sale a 96 morti (la Repubblica, 23/03/07)

E' di almeno 96 morti e 400 feriti l'ultimo bilancio dell'esplosione che ieri sera ha distrutto l'arsenale militare piu' importante del Mozambico, che sorgeva nei pressi dell'aeroporto internazionale della capitale Maputo. Ne ha dato notizia il ministro della Sanita', Ivo Paulo Garido, aggiungendo che sono stati dichiarati tre giorni di lutto nazionale. Una serie di potenti esplosioni al tra monto ha scosso il povero sobborgo di Magoanine dove era conservata la piu' grande riserva di armi e munizioni del Paese. "Ne conteneva migliaia di tonnellate", ha spiegato MiguelBarreiro, l'inviato delle Nazioni Unite in Mozambico. Gli edifici nel raggio di decine di metri dal luogo dell'esplosione hanno subito danni nche gravi. Il presidente Armando Guebuza ha interrotto una visita ufficiale in Sud Africa e ha rivolto ai suoi connazionali un messaggio televisivo per invitarli a mantenere la calma. "Il nostro esercito sta cercando di riprendere il controllo della situazione" ha assicurato. (la Repubblica, 23/03/07)

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Esplosioni arsenale Maputo, prime immagini in tv (SwissInfo, 22/03/07)

Mentre il fumo si leva ancora dall'arsenale di Maputo e ancora si sentono sordi boati provenire dalla zona, la televisione di stato ha mostrato le prime immagini di quello che appare come un enorme disastro. Si vedono uomini, donne e bambini che correndo abbandonano la zona circostante l'arsenale, una zona fitta di povere abitazioni. Nell'ospedale centrale di Maputo stanno arrivando le ambulanze. Secondo fonti mediche vi sarebbero molti feriti e con ogni probabilità anche morti, ma ufficialmente ancora non si riesce ad avere alcun bilancio. All'arsenale di Maputo si verificò un incidente di portata più limitata qualche mese fa e un altro molto grave una ventina di anni fa. Secondo la televisione nella polveriera vi sarebbero immagazzinate almeno 20 tonnellate di esplosivi. (SwissInfo, 22/03/07)

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Teatro di strada tra gli sfollati, va in scena la prevenzione (CO, Misna, 20/03/07)

Arrivano in mezzo alla gente battendo sui loro tamburi, inscenano piccoli spettacoli ricchi di umorismo davanti alla folla raccolta tutt’intorno e, tra sorrisi e stupore, lanciano precisi messaggi sulla salute e l’igiene personale: sono gruppi teatrali che, su iniziativa dell’Unicef (Fondo dell’Onu per l’infanzia), operano tra le migliaia di sfollati dovuti alle recenti alluvioni e al passaggio del ciclone Favio in Mozambico. Incentrato sulla prevenzione e cura di colera, dissenteria e altre malattie connesse con la contaminazione delle acque, questo ‘teatro di strada’ distribuisce indicazioni molto semplici agli spettatori: lavatevi le mani, conservate con cura il vostro cibo, andate dal medico quando vi sentite male. Al termine dello spettacolo è previsto un dibattito tra pubblico e attori. Oltre al teatro, per trasmettere informazioni sulle epidemie si sta rivelando efficace anche il grande schermo: un’unità mobile si sposta di luogo in luogo, stende un telo tra gli alberi, vi proietta un filmato sulla prevenzione del colera e crea così una sorta di efficace cinema all’aperto in grado di ipnotizzare persone poco abituate ai mezzi d’informazione. Simili attività gestite dall’Unicef per gli sfollati da inondazioni, che hanno causato decine di vittime e circa 160.000 senzatetto, sono la distribuzione di volantini alle famiglie, la fornitura d’acqua e sapone davanti ai bagni pubblici e la pubblicazione di comunicati informativi negli stessi bagni. (CO, Misna, 20/03/07)

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Più della metà dei bambini muoiono per denutrizione (PeaceReporter, 15/03/07)

Marcela Libombo, coordinatrice nazionale del segretariato strategico e tecnico per la Nutrizione e la Sicurezza Alimentare, ha dichiarato ieri in un'intervista a Radio Mozambique che "negli ultimi dieci anni la malnutrizione ha contribuito a più della metà delle morti dei bambini nel paese". La situazione nutrizionale per i bambini non è migliorata dal 1997: nelle aree rurali la malnutrizione è causa del 46 percento dei decessi. La regione più colpita è quella di Cabo Delgado, a nord di Maputo, dove si sono registrati il 56 percento dei casi. In un rapporto dell'Unicef del 2006 veniva denunciato che nonostante il notevole progresso economico del paese negli ultimi dieci anni più della metà dei bambini del Mozambico presenta seri problemi in termini di salute, educazione e nutrinzione. (PeaceReporter, 15/03/07)

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MSF, urgono aiuti per migliaia di sfollati (Repubblica, 08/03/07)

Medici senza frontiere (Msf) lancia un appello alla comunita' internazionale per i circa 136mila sfollati rimasti senza casa a causa delle inondazioni che un mese fa hanno colpito le province situate nel bacino dello Zambesi. Nonostante i primi interventi giustificassero un cauto ottimismo, l'organizzazione umanitaria ha constatato che "nella provincia di Zambesia i rischi sanitari rimangono elevati". Msf fa sapere che, mentre le operazioni di assistenza umanitaria sono state concentrate nelle zone di Mutarrara, Caia e Vilankulo, oltre 25mila sfollati dei distretti di Mopeia e Morrumbala sono ancora abbandonati a se stessi e non hanno ricevuto "nessuna assistenza alimentare, ne' di altro tipo" dall'inizio delle inondazioni. "E' ancora difficile determinare la reale portata della crisi", ha spiegato Bruno Lab, capo missione di Msf, "la risposta congiunta del governo mozambicano, delle organizzazioni locali e di quelle internazionali ha evitato il peggio". Ma ha avvertito: "siccita', cicloni e inondazioni in altre province del paese hanno ridotto la capacita' nazionale di aiutare tutti". Le serie difficolta' di accesso via terra, unite all'estensione della zona geografica colpita, rendono particolarmente difficile intervenire dal punto di vista logistico. Msf chiede anche mezzi di trasporto, marittimi e aerei, per portare alle popolazioni sfollate i generi di soccorso, che in questo momento si trovano in zone di stoccaggio. (Repubblica,  08/03/07)

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Controlli inefficienti alle frontiere del paese (PeaceReporter, 07/03/07)

Il governatore di Maputo, Telmina Pereira, afferma che il numero insufficiente di guardie ai confini del Mozambico ha causato un notevole incremento del traffico di uomini, armi e droga. Il controllo degli ufficiali risulterebbe inefficiente nelle frontiere con Sudafrica e Swaitziland: "Abbiamo un confine molto vasto con entrambi i paesi e alcune persone hanno la tendenza ad attraversare la frontiera in punti non indicati" specifica il procuratore. Organizzazioni che si occupano del traffico illegale di donne affermano che ogni anno circa 1000 donne sono trasferite illegalmente in Sudafrica. (PeaceReporter, 07/03/07)

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Governo richiede fondi internazionali per far fronte a danni del ciclone Favio (PeaceReporter, 06/03/07)

Un ufficiale del governo stima del Mozambico ha dichiarato oggi che l'esecutivo stima che servano circa 71 milioni di dollari per poter far fronte ai disastri causati dal ciclone Favio, abbatutosi sulle coste del Mozambico il 22 febbraio. Paulo Zucula, direttore dell'istituto nazionale per la gestione dei disastri, afferma che il denaro, richiesto alla comunità internazionale, servirebbe per poter reinsediare le decine di migliaia di persone sfollate: le inondazioni e le tempeste che si sono abbattute sul paese hanno causato lo sfollamento di 170 mila persone e la morte di almeno 45. (PeaceReporter, 06/03/07)

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Emergenza alluvioni: si mobilita Action Aid (PeaceReporter, 28/02/07)

Piena emergenza in Mozambico, dove a causa delle alluvioni degli ultimi giorni sono morte almeno 35 persone e più di 160 mila sono state costrette a evacuare le proprie abitazioni. Le inondazioni sono state causate dalle incessanti piogge tropicali e da un ciclone che si è abbattuto nella regione Mutarara, 1500 chilometri a nord della capitale Maputo, dove scorre il fiume Zambesi. Action Aid sta inviando cibo, coperte e taniche d'acqua per far fronte a tale emergenza. (PeaceReporter, 28/02/07)

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Alluvioni, un giorno di stipendio in solidarietà per vittime e sfollati (EB, Misna, 28/02/07)

“Mozambico per il Mozambico”: si chiama così l’iniziativa di solidarietà a favore delle vittime e delle decine di migliaia di sfollati per le recenti alluvioni che hanno colpito il centro-nord del paese concordata tra il ministero del Lavoro di Maputo e numerose organizzazioni sindacali. L’obiettivo è di raccogliere dai lavoratori l’equivalente di un loro giorno di stipendio da devolvere in progetti di assistenza agli alluvionati, attraverso l’ufficio della moglie del presidente Armando Guebuza. Il ministro del Lavoro Melena Taipo ha spiegato che l’iniziativa potrà avere successo solo con la solidarietà dei lavoratori per “minimizzare l’effetto di questa calamità”. Nelle scorse settimane ampie zone del Mozambico sono state colpite da alluvioni provocate da intense piogge, in particolare lungo il corso del fiume Zambesi. Stando al bilancio della Protezione civile, una quarantina di persone sono rimaste uccise e oltre 80.000 hanno perso in tutto o in parte la propria abitazione. La situazione si è ulteriormente aggravata nei giorni scorsi per il passaggio del ciclone ‘Favio’, che si è abbattuto sulla costa meridionale del Paese provocando una decina di vittime, 92 feriti e gravissimi danni. (EB, Misna, 28/02/07)

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Tempesta tropicale in Mozambico: 4 morti (Euronews, 27/02/07)

4 morti e una settantina di feriti. Il ciclone Flavio si è trasformato in tempesta tropicale e dopo aver spazzato la costa centrale del Mozambico si sta spostando verso nord. La sua forza si è attenuata ma i danni che si è lasciato alle spalle sono ingenti. Diversi paesi hanno annuciato l'invio di aiuti tra questi la Germania e la Spagna sono in prima linea. Il ciclone si è accanito in modo particolare sulla regione di Vilanculos, località turistica della costa che si trova circa 800 chilometri piu a nord della capitale Maputo. L'ospedale della cittadina è stato distrutto dalla furia del vento. Mentre diversi detenuti della locale prigione hanno approfittato del caos per dileguarsi nel nulla. (Euronews, 27/02/07)

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Dopo passaggio ciclone ‘Favio’, si contano danni e vittime (MF, Misna, 23/02/07)

È di quattro morti e 80 feriti il primo bilancio sul passaggio del ciclone Favio, che all’alba di ieri si è abbattuto sulla costa sud-orientale del paese con raffiche di vento che hanno superato i 230chilometri orari. Lo hanno detto alla MISNA fonti dell’unità d’emergenza della protezione civile mozambicana contattate poco fa a Maputo. “Si tratta di un bilancio ancora parziale, perché le comunicazioni con la zona maggiormente colpita sono molto difficili. Il ciclone infatti ha distrutto le linee telefoniche e quelle elettriche e riusciamo a comunicare solo via radio” ha detto alla MISNA Salvador Dominguez, meteorologo dell’unità di crisi incaricato di seguire il ciclone. Come riferito ieri la zona maggiormente colpita dal ciclone, che secondo la stampa locale avrebbe danneggiato a vario titolo oltre 90.000 persone, è quella compresa tra Inhambane (capitale dell’omonima provincia) e Vilankulos (circa 200 chilometri più a nord). Proprio quest’ultima città ha subito i danni più gravi e avrebbe registrato la quasi totalità delle vittime. Il ciclone ha spazzato via i tetti di quasi tutta la città, scoperchiando chiese, abitazioni,e anche la locale prigione, causando un’evasione di massa. “Le preoccupazioni peggiori sono legate ai danni che il ciclone ha causato all’ospedale cittadino. Un’ala della struttura è stata completamente distrutta e un'altra gravemente danneggiata. Anche le strade hanno subito danni e ci sono zone isolate” spiega alla MISNA il meteorologo della protezione civile mozambicana. Attualmente il ciclone ha perso gran parte della sua intensità e sembra essere sceso a livello di una tempesta tropicale. “Al momento Favio sta puntando verso la zona di Sofala. I suoi venti spirano con molta meno forza e le raffiche maggiori non superano gli 80 chilometri orari. Quello che adesso ci preoccupa sono le piogge intense portate dal ciclone” aggiunge Salvador Dominguez. Alcune zone del distretto di Sofala, infatti, sono state colpite nelle scorse settimane dalle violente inondazioni causate dal maltempo e che hanno causato lo sfollamento di oltre 120.000 persone e la morte di alcune decine.(MF, Misna,  23/02/07)

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Ciclone Favio colpisce costa meridionale (MZ, Misna, 22/02/07)

Sono soprattutto le città di Inhambane e Vilanculos quelle colpite stamani dal ciclone Favio che, come previsto, all’alba di oggi ha colpito la costa meridionale del Mozambico, portando l’Istituto di prevenzione e gestione dei disastri (Incg) ad alzare al livello rosso (il massimo) lo stato l’emergenza in tutta la zona sud-est del paese. Lo hanno detto alla MISNA fonti dell’ufficio emergenza dello stesso Incg contattate poco fa a Maputo. “In questo momento l’occhio del ciclone si trova tra Inhambane e Vilankulos dove i venti stanno spirando con raffiche che sono arrivate a superare i 200 chilometri orari” dice alla MISNA Salvador Dominguez, meteorologo dell’Istituto nazionale (Inam) e membro della squadra di crisi creata dall’Ingc per fronteggiare l’emergenza. “Per il momento abbiamo notizie ancora abbastanza confuse. Sappiamo che il ciclone ha portato via diverse abitazioni nei quartieri più poveri e con l’aiuto dell’esercito stiamo allestendo alcune tendopoli per accogliere i senza tetto. Gli unici danni certi di cui abbiamo conferma sono quelli causati alle infrastrutture come buona parte della linea elettrica” aggiungono dal centro d’emergenza della protezione civile mozambicana. “Il ciclone sta procedendo verso nord-est e in base ai nostri calcoli potrebbe restare sul paese fino al prossimo 24 febbraio. Ma speriamo che mantenendo questa traiettoria, ovvero puntando verso l’interno del paese e più precisamente verso Sofala, il ciclone cominci a perdere d’intensità” ha spiegato Dominguez alla MISNA. Scongiurato, almeno in base ai dati attuali, il pericolo che il ciclone possa colpire le zone della valle dello Zambesi, già in ginocchio a causa delle alluvioni delle ultime settimane che hanno causato la morte di una quarantina di persone e lo sfollamento di oltre 100.000. (MZ, Misna,  22/02/07)

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Alluvioni, governo ammette difficoltà in soccorsi (EB,Misna, 20/02/07)

Un solo elicottero dell’Onu è impegnato nelle operazioni di assistenza a oltre 80.000 senza-tetto provocati dalle recenti alluvioni nel centro-nord del paese: lo ha detto Paulo Zucula, coordinatore dell’Istituto Nazionale per la gestione dei disastri del Mozambico, la locale Protezione civile. Ha aggiunto che numerosi centri temporanei di evacuazione – dove nelle scorse settimane erano stati diretti gli sfollati in fuga dalle inondazioni – non sono ora più accessibili e che si rischia perciò una grave emergenza. Le alluvioni hanno colpito in particolare la valle dello Zambesi - il fiume proveniente dal confinante Zambia che poi si getta nell’Oceano Indiano sulle coste del Mozambico - provocando una trentina di vittime e decine di migliaia di sfollati (oltre 100.000 secondo alcune fonti). Il capo della protezione civile, citato dalla stampa locale, ha ammesso: “Non eravamo abbastanza preparati, è stato questo il secondo disastro”. Parlando dalla località di Caia, ha aggiunto che ci sarebbero circa quattromila persone nella zona che non hanno ricevuto assistenza alimentare né acqua potabile. Già nei giorni scorsi il responsabile della gestione dei disastri nazionali aveva espresso seria preoccupazione per le popolazioni isolate dalle alluvioni, in particolare per i 18.000 sfollati nella zona di Inhangoma (provincia di Tete) che aspettano aiuti in precari ripari di emergenza. Intanto l’agenzia meteorologica nazionale (Inam), attraverso la Radio nazionale, ha avvertito oggi dell’arrivo del ciclone Flavio, identificato a circa 200 chilometri dal canale del Mozambico, che separa il continente dalla grande isola del Madagascar. “Rivolgiamo un appello alle autorità delle province di Sofala, Inhambane e Gaza, affinché adottino misure preventive” ha detto un portavoce dell’agenzia meteorologica. Il governo ha detto che nuove alluvioni potrebbero coinvolgere oltre 250.000 civili. Nel 2000 e 2001 alluvioni su vasta scala provocarono circa 700 morti e mezzo milione di sfollati. (EB, Misna, 20/02/07)

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Rischio inondazioni, evacuate 60mila persone (TendenzeOnLine, 12/02/07)

I militari e gli operatori della protezione civile hanno fatto sgomberare circa 60.000 persone dalla Valle dello Zambesi, nel centro del Mozambico, mentre altre 100.000 persone sono tuttora a rischio a causa delle recenti inondazioni. Stando a quanto hanno riferito dalle autorità locali, per i prossimi giorni si prevedono ancora piogge torrenziali e verranno aperte le chiuse per scongiurare danni alla diga idroelettrica di Cahora Bazza, nella zona nord-occidentale del paese. Circa 100 persone sono annegate o sono rimaste fulminate nei giorni scorsi a causa delle inondazioni che hanno colpito la regione meridionale del continente africano, mentre altre centinaia di migliaia sono state costrette ad abbandonare le loro abitazioni. Piogge torrenziali si sono abbattute su Angola, Mozambico, Malawi, Zambia e Zimbabwe nelle ultime tre settimane. Centinaia di ettari di raccolto sono andati distrutti, mentre ponti e strade hanno riportato gravi danni. Da settimane lo Zambesi ha rotto gli argini, riversando le sue acque e quelle dei suoi affluenti contro la diga di Cahora Bazza. Quarto fiume più lungo dell'Africa, lo Zambesi nasce in Zambia e attraversa Angola, Zambia e Zimbabwe prima di sfociare nell'Oceano Indiano in Mozambico. Il Direttore della Protezione civile del Mozambico ha dichiarato all'Associated Press che negli ultimi tre giorni sono state fatte sgomberare 59.554 persone dalla valle dello Zambesi, mentre altre 104.400 sono ancora intrappolate della acque. Complessivamente sono 164.000 le persone colpite dalle inondazioni. (TendenzeOnLine, 12/02/07)

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Maltempo: aumentano vittime - lanciato allarme Zambezi (MZ, Misna, 07/02/07)

Sono almeno 29 le persone morte e circa 50.000 quelle “colpite” dall’ondata di maltempo che da settimane si abbatte su alcune zone del Mozambico. Lo riferisce lo stesso governo mozambicano attraverso l’agenzia di stampa nazionale (Aim), precisando che la situazione è particolarmente preoccupante lungo il corso del fiume Zambezi. Dopo una riunione d’emergenza tenuta ieri sera, il consiglio dei ministri ha lanciato l’allarme sul pericoloso ingrossamento avuto dal fiume negli ultimi giorni e, in base alle previsioni, quello ancora più pericoloso che potrebbe avere nei prossimi. Secondo la nota diffusa oggi e redatta al termine della riunione di Gabinetto di ieri, “il livello crescente dello Zambezi minaccia direttamente tutte le popolazioni, le proprietà e strutture economiche e sociali situate nelle zone più a rischio”. Il governo, spiega sempre l’Aim, ha invitato tutti coloro che vivono nelle isole dello Zambezi o lungo le sue sponde ad abbandonare l’area e a “seguire attentatamene le misure prese dalle autorità locali”. Ma il principale quotidiano del paese, ‘Noticias’, nella sua edizione odierna ha sottolineato come molte delle popolazioni delle isole (Nhane, Moto, Ruzenda) del distretto di Caia, lungo il corso meridionale del fiume, non abbiano alcuna intenzione di muoversi. Secondo i dati in possesso del governo, il volume di acqua entrato nel bacino artificiale antistante la diga della Canora Bassa è passato nelle ultime 72 ore da circa 6000 metri cubi al secondo a oltre 10.000 e, almeno in base alle previsioni, nelle prossime 48 ore la situazione potrebbe aggravarsi ulteriormente. (MZ, Misna, 07/02/07)

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